Oggetto del Consiglio n. 88 del 27 febbraio 1975 - Verbale

OGGETTO N. 88/75 - LEGGE REGIONALE CONCERNENTE: "APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1975".

Disegno di legge regionale n. 97

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

LEGGE REGIONALE ... n. ... : APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA PER L'ANNO FINANZIARIO 1975.

Il Consiglio regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

È approvato, in conformità al progetto votato dal Consiglio regionale nell'adunanza del...1975 (provvedimento n....), nei singoli stanziamenti e nel suo complesso, il bilancio di previsione della Regione Autonoma della Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1975 che prevede, nel complesso, ed in pareggio, l'ammontare di Lire sessantaduemiliardiduecentotrentaquattromilioni per i capitoli dello stato di previsione della ENTRATA (allegato A) e l'ammontare di Lire sessantaduemiliardiduecentotrentaquattromilioni per i capitoli dello stato di previsione della SPESA (allegato B), secondo le risultanze riassuntive e finali del prospetto riepilogativo del bilancio (allegato C).

Art. 2

Sono autorizzati, per quanto di competenza della Regione, per l'anno finanziario 1975, a' sensi della legge 6 dicembre 1971, n. 1065, l'accertamento e la riscossione, secondo le leggi in vigore, delle entrate per tributi e quote di tributi previsti nello stato di previsione della ENTRATA del bilancio e di spettanza della Regione e degli Enti ed Uffici soppressi, i cui servizi sono stati trasferiti all'Amministrazione regionale a' sensi di legge.

Art. 3

L'approvazione, l'impegno e l'erogazione delle spese non a calcolo e delle spese per la gestione dei servizi regionali saranno deliberati, a' sensi di legge e di regolamento, dalla Giunta regionale nei limiti complessivi di spesa annua degli appositi stanziamenti del bilancio.

Art. 4

I prelievi di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine (capitolo 204) e la iscrizione delle somme stesse ai competenti capitoli di spesa recanti stanziamenti insufficienti saranno approvati con provvedimenti della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze.

È all'uopo approvato il seguente elenco allegato D annesso alla presente legge:

Elenco allegato D: spese obbligatorie e di ordine iscritte nello stato di previsione della SPESA del bilancio per l'anno finanziario 1975, ad integrazione delle quali è autorizzato il prelievo di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine con provvedimenti della Giunta regionale.

Art. 5

I prelevamenti dal fondo di riserva per le spese impreviste (capitolo 205) e la loro iscrizione ai vari capitoli del bilancio saranno approvati con provvedimenti della Giunta da convalidare con legge regionale.

Art. 6

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 206 della parte SPESA del bilancio, le spese per complessive Lire unmiliardoottocentonovantaquattromilioni di cui all'Allegato E annesso alla presente legge e, sul capitolo 271 della parte SPESA del bilancio, le spese per complessive Lire duemiliardiquattrocentoquarantamilioni di cui all'allegato F annesso alla presente legge; i prelievi di somme da tali capitoli di spesa saranno autorizzati con provvedimenti legislativi regionali.

Art. 7

L'Assessore regionale alle Finanze è autorizzato ad ordinare, con ordini di pagamento scritti e motivati ed entro i limiti di spesa degli appositi stanziamenti del bilancio, il pagamento delle spese concernenti i salari spettanti al personale giornaliero, agli operai e manovali provvisori addetti ai cantieri di lavoro gestiti dalla Regione o addetti a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, di stabili e di monumenti, delle spese per assegni e salari al personale a paga oraria o giornaliera addetto ai vari servizi regionali e ai cantieri scuola di rimboschimento, nonché il pagamento delle spese, anche non ricorrenti, preventivamente deliberate dal Consiglio o dalla Giunta con la espressa autorizzazione alla liquidazione mediante emissione di ordini di pagamento.

Art. 8

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 267 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire ventimilioni per la concessione dei contributi previsti dall'art. 8 della legge 1° giugno 1971, n. 291, spesa da approvare e liquidare con deliberazione della Giunta regionale.

Art. 9

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 333 della parte SPESA del bilancio la spesa di Lire trenta milioni, sul capitolo 334 la spesa di Lire quarantamilioni e sul capitolo 340 la spesa di Lire ventitrémilioni per le finalità previste dalla legge regionale 10 maggio 1952, n. 2, concernente provvedimenti in materia di pesca e per le finalità previste dalla legge regionale 23 maggio 1973, n. 28, modificata con legge regionale 10 dicembre 1974, n. 47, concernente interventi per la protezione della selvaggina e per l'esercizio della caccia, spese da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 10

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 364 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quattrocentomilioni per la concessione di sussidi e per interventi regionali nelle spese per la costruzione ed il riattamento di strade poderali e vicinali, secondo le norme e modalità stabilite con legge regionale 14 agosto 1962, n. 17, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 11

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 367 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire trecentomilioni per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 50 in data 7 aprile 1955, n. 167 in data 18 dicembre 1959, n. 115 in data 13 luglio 1962 e n. 192 in data 30 dicembre 1966, concernenti provvidenze intese a favorire lo sviluppo dell'attrezzatura agricola locale, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 12

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 369 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire seicentomilioni per la concessione di contributi e sussidi per la costruzione, la sistemazione e la riparazione di canali di irrigazione e di opere e di impianti irrigui, secondo le norme e modalità stabilite con i provvedimenti consiliari n. 45 in data 7 aprile '55 e n. 114 in data 15 giugno 1963, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 13

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 375 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire novecentomilioni per provvedimenti concernenti rimboschimenti, sistemazione di terreni franosi, viabilità montana, arginature e correzioni torrenti, paravalanghe e per l'esecuzione di opere pubbliche nei comprensori di bonifica montana, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 14

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 376 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire diecimilioni per le finalità previste dalla legge regionale 28 settembre 1951, n. 3, concernente provvedimenti per promuovere la silvicoltura.

Art. 15

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sui capitoli 390, 392, 393, 406 e 426 della parte SPESA del bilancio, la complessiva spesa di Lire centoquarantotto milioni, ripartita come dai singoli stanziamenti dei citati capitoli di bilancio, per le finalità previste dai rispettivi richiamati articoli delle leggi statali 2 giugno 1961, n. 454, 23 maggio 1964, n. 404, 27 ottobre 1966, n. 910, sull'attuazione dei Piani quinquennali di sviluppo dell'agricoltura e della zootecnia, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 16

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 440 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quattrocentomilioni per sussidi ad opere di miglioramento fondiario e per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 47 in data 7 aprile 1955, n. 37 in data 31 marzo 1959 e n. 115 in data 15 giugno 1963, concernenti provvedimenti a favore dell'edilizia rurale, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 17

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 473 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire cinquantamilioni, sul capitolo 486 la spesa di Lire quattrocentomilioni e sul capitolo 487 la spesa di Lire centocinquantamilioni, per contributi e sussidi da concedere per le finalità previste dalle leggi vigenti e dai provvedimenti consiliari n. 65 in data 3 agosto 1951, n. 79 in data 5 maggio 1955, n. 155 in data 24 giugno 1967, n. 72 in data 29 maggio 1957, n. 155 in data 22 dicembre 1961, n. 98 in data 21 aprile 1967, n. 347 in data 13 dicembre 1967 e n. 175 in data 2 aprile 1973, concernenti provvedimenti a favore delle piccole e medie industrie, delle imprese artigiane e commerciali e dalle leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n. 8 per contributi straordinari ad imprese industriali.

Art. 18

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 480 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire trentacinquemilioni per le finalità previste dalla legge regionale 9 maggio 1963, n. 12, concernente la istituzione dell'Ente Valdostano per l'Artigianato Tipico, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 19

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 505 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire trecentoventimilioni, sul capitolo 508 la spesa di Lire settantacinquemilioni, sul capitolo 548 la spesa di Lire cinquecentomilioni, sul capitolo 549 la spesa di Lire ottantamilioni e sul capitolo 550 la spesa di Lire ottantamilioni per la manutenzione delle strade regionali, comunali e consorziali, per la costruzione, il ripristino e la manutenzione straordinaria di opere stradali di interesse regionale, nonché di opere danneggiate da frane, alluvioni e da altre calamità e per la loro prevenzione, spese da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 20

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 564 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire ventimilioni per gli interventi tecnico-finanziari della Regione per l'impianto di linee elettriche e telefoniche per l'allacciamento di località e frazioni isolate, previsti dalle leggi regionali 22 giugno 1964, n. 8 e 20 marzo 1970, n. 10, spese da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 21

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 565 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire ventimilioni per contributi nelle spese per il ripristino di opere danneggiate da frane, alluvioni ed altre calamità e per la loro prevenzione.

Art. 22

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 706 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire ventitrémilioni per la vaccinazione obbligatoria del bestiame ai fini profilattici e per il funzionamento del posto di controllo sanitario di Pont St. Martin, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 23

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, la spesa di Lire trentaduemilionisettecentoquarantacinquemila sul capitolo 729 del bilancio e la spesa di Lire centoquarantamilioni sul capitolo 730 del bilancio concernenti, rispettivamente, il contributo annuo ordinario dovuto al Consorzio Antitubercolare della Valle d'Aosta e contributi straordinari da concedere per spese di assistenza di tubercolotici poveri, spese da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta regionale a' sensi delle leggi vigenti e del provvedimento consiliare n. 170 in data 18 dicembre 1959 e successive modificazioni.

Art. 24

Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1975, sui capitoli 748 e 749 della parte SPESA del bilancio, rispettivamente, la spesa di Lire centosessantamilioni per spese e contributi concernenti l'assistenza ed il ricovero di minori e di malati poveri in Istituti ed in luoghi di cura e la spesa di Lire sessantamilioni per assistenza climatica all'infanzia, spese da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 25

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, la spesa di Lire quindicimilioni sul capitolo 814 e la spesa di Lire sessantamilioni sul capitolo 853 del bilancio per le finalità previste dalle leggi regionali 10 gennaio 1961, n. 2 e 9 maggio 1963, n. 11, recanti provvidenze per l'incremento del patrimonio alpinistico, (rifugi ed altre opere alpine) e per l'attrezzatura ed il funzionamento dei servizi del Corpo di Soccorso Alpino, spesa da approvare e liquidare secondo le modalità ed i criteri previsti dalle precitate leggi regionali.

Art. 26

È autorizzata, per l'anno finanziario 1975, sul capitolo 850 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire ventimilioni per impianti, attrezzature per il campo regionale di aviazione di Aosta e per la relativa stazione climatologica, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

Art. 27

È approvato il seguente riepilogo da cui risulta il complesso delle entrate e delle spese del bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1975 come da Allegati A, B e C annessi alla presente legge:

Riepilogo delle Entrate e Spese

ENTRATE

Avanzo di amministrazione

7.000.000.000

Titolo I

Entrate tributarie

32.407.715.000

Titolo II

Entrate extra tributarie

21.812.285.000

_____________

TOTALE TITOLI I E II

54.220.000.000

54.220.000.000

Titolo III

Alienazione e ammortamento di beni patrimoniali e rimborso di crediti

14.000.000

Titolo IV

Accensione di prestiti

1.000.000.000

_____________

TOTALE GENERALE DELLE ENTRATE

62.234.000.000

_____________

SPESE

TITOLO I

Spese correnti

TITOLO II

Spese in conto capitale

TOTALE

PRESIDENZA CONSIGLIO REGIONALE

273.400.000

5.000.000

278.400.000

Assessorati:

FINANZE

17.869.771.180

9.684.156.725

27.553.927.905

AGRICOLTURA E FORESTE

1.911.850.000

4.740.000.000

6.651.850.000

INDUSTRIA E COMMERCIO

906.800.000

550.000.000

1.456.800.000

LAVORI PUBBLICI

1.292.400.000

7.469.000.000

8.761.400.000

PUBBLICA ISTRUZIONE

9.958.500.000

55.000.000

10.013.500.000

SANITA' ED ASSISTENZA SOCIALE

3.513.245.000

329.500.000

3.842.745.000

TURISMO, ANTICHITA' E BELLE ARTI

1.627.500.000

1.755.000.000

3.382.500.000

_______________________________________________

TOTALE PER TITOLI

37.353.466.180

24.587.656.725

61.941.122.905

____________________________________

TITOLO III RIMBORSO DI PRESTITI

292.877.095

_______________

TOTALE COMPLESSIVO DELLE SPESE

62.234.000.000

_______________

RIASSUNTO GENERALE

ENTRATE

L. 62.234.000.000

SPESE

L. 62.234.000.000

Art. 28

La presente legge è dichiarata urgente a' sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.

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Allegato A: Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 1975

Allegato B: Stato di previsione della spesa per l'anno finanziario 1975

Allegato C: Prospetto riassuntivo delle entrate e delle spese del bilancio della regione per l'anno finanziario 1975

Allegato D: Spese obbligatorie e di ordine iscritte nello stato di previsione della spesa per l'anno finanziario 1975 ad integrazione delle quali è autorizzato il prelievo di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e di ordine, con provvedimenti della Giunta regionale

Allegato E: Elenco dimostrativo della destinazione del fondo speciale per oneri (Spese correnti) derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento

Allegato F: Elenco dimostrativo della destinazione del fondo speciale per oneri (Spese in conto capitale) derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento

Allegato G: Dimostrazione dell'avanzo di amministrazione applicato al bilancio preventivo per l'anno finanziario 1975

Allegato H: Prospetto dimostrativo delle spese in conto capitale cui è destinato l'avanzo di amministrazione iscritto nel bilancio preventivo per l'anno finanziario 1975

Allegato I: Elenco delle garanzie fideiussorie prestate dalla Regione autonoma Valle d'Aosta in forza di disposizioni legislative.

Allegati (omissis)

Caveri (U.V.) -I Consiglieri presenti sono 18. Sono iscritti a parlare i Consiglieri Pollicini, Borbey, Chincheré e Bordon. Do la parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, in relazione alla discussione sul capitolo 518 "Spese per la costruzione, sistemazione e adattamento di edifici per la pubblica istruzione", anche in riferimento all'osservazione del Consigliere Chincheré allorquando chiedeva in base a quali criteri è stata impostata la politica di costruzione di edifici scolastici, ecco, vorrei fare una raccomandazione all'Assessore ai Lavori Pubblici. All'epoca delle consegne è iniziata - e mi pare ne fosse già informato, sia pure per sommi capi, il Consiglio - una ricerca, un censimento di tutti gli edifici scolastici in Valle d'Aosta nella loro situazione, anche in relazione alle nuove tecniche pedagogiche, ormai in stato di avanzata attuazione e le assistenti, proprio nel periodo invernale quando vi è un periodo di morta, stanno portando avanti questo censimento che dovrebbe essere quasi nella fase conclusiva, se non proprio conclusiva. Io solleciterei l'Assessore a - non penso sia il caso neanche di insistere troppo - ultimare la ricerca, però a questo punto vorrei fare una domanda. Io non so qual è la situazione del piano lavori, però la domanda che voglio fare è se nella scelta delle costruzioni nuove, e non evidentemente di quelle da ultimare, che mi pare sia la parte preponderante che riguarda questo capitolo, si è tenuto conto dei risultati rilevati dall'indagine. Prendo l'occasione per non pigliare la parola nel capitolo delle opere igieniche, siccome il censimento della situazione igienico-sanitaria, Paese per Paese, frazione per frazione, è stato fatto ed è completato se ha tenuto conto nell'impostazione dei lavori relativi all'intervento delle opere igienico-sanitarie dei censimenti perché questo è l'unico strumento che consente di programmare perché si conosce lo stato, diciamo così, attuale della situazione.

Borbey (D.C.) - La discussione è inerente al capitolo 518, ma ne approfitto anche di parlare sul capitolo 546 così non riprendo più la parola dopo. Mi rifaccio alle parole dell'Assessore ai Lavori Pubblici, dopo l'intervento del Consigliere Chincheré, in cui affermato che per l'aumento dei 300 milioni inerente al capitolo 518, l'Assessorato aveva predisposto e ha predisposto per quest'anno di progettare le opere in sede di uffici regionali, io ritengo che l'Assessore intendeva proprio dire questo che cioè per queste opere, diciamo stanziati 1.500.000.000 che sono già in corso di appalto, occorreranno delle varianti in progetto senz'altro. Per tutte le opere, purtroppo, rispetto al progetto originario in fase di esecuzione, ci si accorge che servono alcune varianti e quindi penso che l'Assessore ai Lavori Pubblici abbia affermato che l'intervento dei suoi tecnici per la progettazione saranno inerenti a queste varianti. Vedo che l'Assessore Lavori Pubblici fa un cenno affermativo, quindi ritengo di aver captato giusto, perché mi permetto, come Geometra e libero professionista, di affermare che forse in questo Consiglio alcune volte si fanno tante parole e non del tutto ponderate, giuste e mi scuserà l'Assessore alle Finanze, l'Assessore Fosson che già nell'intervento preliminare ieri ha ribadito e ha appesantito un po' le sue affermazioni dicendo che molti liberi professionisti o quasi tutti, lui affermava, fanno dei progetti applicando nel computo metrico dei prezzi alti o più alti di quelli che normalmente sono i prezzi del libero commercio per aumentare la parcella. Bene, facendo parte anche del Direttivo del Collegio dei geometri, ritengo di dover ricusare quest'affermazione perché può darsi che alcuni geometri, alcuni professionisti, alcuni ingegneri, alcuni architetti abbiano questo sistema, ma nella globalità, nella maggioranza, nella gran parte questo non è il sistema professionale di geometri, ingegneri e architetti o almeno lo rifiuto per i geometri e nell'intervento di questa mattina l'ha rifiutato anche l'Ingegner Benzo per la categoria degli ingegneri di cui lui è Presidente.

Ora, ci terrei così semplicissimamente a guardarci un po' tra noi 35 Consiglieri, tra cui ci sono 10 geometri ...(voci)... 11, benissimo 11 e vedere cioè se ad un certo punto non ci sia un po' una colpa, diciamo un peccato veniale, originale di noi politici e non incolpare sempre le varie categorie di artigiani, commercianti, professionisti dicendo che approfittano sempre nelle loro mansioni per fare sempre più soldi e vorrei analizzare questo insieme a voi, facendo critiche proprio ai politici, mi scuseranno degli ex Assessori perchè voglio proprio entrare nei particolari. Entro nel merito della categoria dei geometri, me ne dà lo spunto l'intervento del Consigliere Dujany quando oggi ha dichiarato che ai tempi dell'Assessore Deffeyes non succedevano le cose che succedono adesso, allora venivano eseguite, venivano progettate delle opere che erano particolarmente pregevoli e si armonizzavano con il paesaggio della Valle d'Aosta, mentre oggigiorno lei, Consigliere Dujany, ha detto, proprio per l'evoluzione dei tempi, per le nuove tecniche, per queste nuove forme architettoniche, usciamo dal nostro seminato, dal nostro piccolo ambiente prettamente alpino facendo delle cose grandiose che non sono più vicine alla nostra realtà.

Allora, Signori Consiglieri, gli uffici tecnici della Regione quali Turismo, Lavori Pubblici e Agricoltura e Foreste, avevano pochissimi tecnici, i quali avevano il compito specifico di controllare i progetti dei liberi professionisti e si erano specializzati per questo. Oggigiorno la cosa è tutta cambiata presso l'Assessorato dei Lavori Pubblici, l'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste e del Turismo, i vari tecnici progettano anche loro, fanno le direzioni dei lavori e non hanno più quel compito specifico di controllare, ma diventano direttori dei lavori, progettisti e noi sappiamo benissimo che, per progettare delle opere importanti, alcune volte bisogna passare le giornate intere, forse le nottate perché non bisogna tralasciare l'opera, perché se si fa l'orario di ufficio e quindi quattro ore al mattino con colazione intermedia e quattro ore al pomeriggio con merenda intermedia e le due giornate di sciopero come oggi e via dicendo, le opere non vengono fatte bene e su questo mi daranno forse conforto l'ex Sindaco di Aosta Bondaz, l'ex Sindaco di Aosta Chanu, i quali dichiarano che tutte le opere progettate negli uffici pubblici sono opere molto costose, perché i progetti sono stati rivisti se non rifatti completamente.

Secondo il mio modesto parere, è compito di noi politici impostare come deve essere fatta in Valle d'Aosta la progettazione e la direzione dei lavori ed io mi permetterei di dare alcuni consigli per la categoria dei geometri che ha 400 iscritti grazie all'iniziativa di determinati giovani, molti giovani geometri, i quali si sentono impreparati, sono usciti dalla scuola dopo cinque anni di Istituto tecnico ma si sentono impreparati perché oggi la scuola non dà nessuna specializzazione. Oggigiorno l'Istituto tecnico per geometri e ragionieri è tutto un lancio per andare all'Università e quindi non c'è specializzazione inerente ai geometri, e si esce senza nozioni di topografia, di estimo, di costruzione. A chi spetta il compito di preparare? Secondo me, in primo luogo al Collegio dei geometri, in secondo luogo al Consiglio regionale.

Voglio benevolmente fare una critica alle Amministrazioni regionali. Come avevo detto in premessa, il Collegio dei geometri aveva invitato con lettera ad un dibattito tutti i geometri diplomati facenti parte del Consiglio regionale, 11 come diceva il Consigliere Chincheré. In quella riunione, nonostante i solleciti telefonici, ci siamo trovati in 3 geometri. Alcuni hanno dichiarato: "io non faccio parte della categoria dei geometri", un altro ha dichiarato altre cose, ad ogni modo tutti si sono pressoché disinteressati a questo problema. Secondo me, è un gravissimo errore perché è un problema importantissimo. I 7-8 miliardi che in definitiva l'Assessorato dei Lavori Pubblici stanzia riguardano quasi tutte opere progettate da liberi professionisti e l'incontro che il Consiglio direttivo dei geometri aveva predisposto con i Consiglieri geometri era per dibattere di queste cose, per chiedere ai geometri Consiglieri di fare opera di persuasione presso la Giunta, in primo luogo, e presso tutto il Consiglio per predisporre con il Collegio dei corsi di perfezionamento per i liberi professionisti. L'idea del Collegio dei geometri era di creare presso l'Amministrazione regionale degli albi professionali appositi per la progettazione di strade, di rilievi topografici, di progettazione di arginature o di altre cose per il suolo, lettera morta. Io quindi invito questa Giunta a voler studiare bene il problema perché ritengo che sinora i vari incarichi a liberi professionisti non sono mai stati dati per specializzazione e quindi non posso far torto di questo perché di specializzazione non se ne può trovare ma tocca a noi crearla assieme agli organi competenti dei vari collegi, quindi creare la specializzazione e poi dare gli incarichi specifici, e qui voglio entrare un po' nel merito saltando da questo capitolo 518 al capitolo 546. Siccome gli incarichi a liberi professionisti vengono dati da parte della Giunta regionale, normalmente vengono proposti dall'Assessorato dei Lavori Pubblici perché sono degli incarichi maggiori e ho qui, se mi permettete, un piccolo elenco che così per serietà professionale non ho intenzione di fare nomi perché non lo ritengo corretto, ma vorrei sottoporre all'attenzione di tuti i Consiglieri che non si può in definitiva fare della "cattiva amministrazione", fare così dei piaceri a dei professionisti che forse in linea generale - con rammarico dico questo - discreditano la classe professionale sia dei geometri che degli ingegneri e cioè che un'Amministrazione regionale, una Giunta regionale ritenga che soltanto alcuni professionisti siano in grado di progettare per la Regione Valle d'Aosta. Io questo proprio lo ricuso completamente e quindi con amarezza constato - e ritengo di essere in buona fede - che questi incarichi non siano stati dati solo per la competenza, ma siano stati dati così, per amicizia politica, per amicizia forse personale, ma quello che è più grave è se ad un certo punto ci si riduce a piccole cifre...Buon Dio, la cosa può essere anche ammissibile ma voglio far notare che, ad esempio, nei geometri, su 400 iscritti, il geometra libero professionista più o meno tira la carretta come un impiegato, salvo alcuni che non hanno fatto la professione, ma si sono dati o alle speculazioni edilizie, o alla trattativa dei terreni che portano inevitabilmente alla speculazione edilizia, quindi, a parte quella categoria di liberi professionisti che io non ritengo geometri liberi professionisti ma ritengo speculatori, la grande massa, il 98% è gente che lavora e cerca di mandare avanti la sua famiglia e il suo entourage. Ritengo che sia un'offesa grossa a tutta la categoria quello che è successo in questi ultimi quattro anni e cioè sotto la Presidenza della Giunta Dujany di come sono stati dati questi incarichi e mi permetto di fare soltanto due cifre. Ad un ufficio tecnico di geometra libero professionista sono stati dati incarichi con importo di parcella, quindi non importo di lavori - e io mi riferisco principalmente forse al Gruppo Comunista che qui si riempie sempre la bocca di classe operaia e non classe operaia e, secondo me, anche il libero professionista fa parte della libera classe operaia perché è un lavoratore -, un ufficio di geometra della città di Aosta, ha avuto incarichi e ha già incassato in quattro anni l'importo di 86.000.000 di lire e ne dovrà ancora incassare circa 30.000.000 più o meno, quindi su quattro anni ...(voce del Consigliere Monami)... no, ma Consigliere Monami, non mi rivolgo a voi, dico soltanto...e mi rivolgo al Gruppo Comunista perché appoggiava quella Giunta...si è sempre battuto per le classi che sono più deboli, che forse anche nella categoria dei geometri questi incarichi per 110 milioni di parcellato in quattro anni...vuol dire il lavoro di un operaio, di un impiegato per tutta la vita e non solo per quattro anni, era giusto distribuirli su 10-15-20 professionisti e non su un unico ufficio professionale, quindi questo per un misero geometra, 110 milioni di parcellato in quattro anni, per un ingegnere 136.000.000 di parcellato. Io quindi rivolgo un invito all'attuale Giunta di dare un'impostazione diversa da adesso in avanti e di dare questi incarichi a geometri specializzati nei vari rami affinché non avvengano questi errori in cui ci sono solo parcelle grosse e niente cose concrete e che il Consigliere Manganoni a un certo punto molte volte denuncia. A noi l'incarico, a noi quindi il compito di fare alcuni convegni, alcuni concorsi, alcune riunioni per vedere quali tecnici sono preparati specificatamente, poi però, Signori miei, cerchiamo di distribuire un po' adeguatamente questi incarichi perché anche la classe dei professionisti non è tutta fatta di nababbi ma è gente che lavora.

Ecco, questo è l'invito che faccio per primo al Presidente della Giunta Andrione e ai vari Assessorati competenti dei Lavori Pubblici e dell'Agricoltura e Foreste: cerchiamo gente specializzata, non guardiamo soltanto gente di partito e di corrente e se ci sono due o tre specializzati, cerchiamo di non concentrare solo su quelli, ma vediamo di dare degli incarichi collegiali affinché si possa dare un incentivo a questi nuovi professionisti che hanno il coraggio di iniziare questa professione, perché non tutti hanno la fortuna di essere amici...e mi scusi il nostro amico, ex Assessore Pollicini...di non creare questo nugolo di assistenti della Valle, questa schiera enorme che poi non si sa più dove metterli e allora vengono assunti e poi mandati all'Agricoltura e Foreste, alle Finanze, sparpagliati in tutti gli Assessorati che non hanno niente a che vedere con gli assistenti ai Lavori Pubblici. Grazie.

Caveri (U.V.) - Sono iscritti a parlare i Consiglieri Chincheré, Bordon e Dolchi. La parola al Consigliere Chincheré.

Chincheré (P.C.I.) - Indubbiamente non mi aspettavo un intervento così lungo e così di difesa ufficiale degli Ordini professionali da parte del Consigliere Borbey, ma alcune risposte prima di entrare nel merito specifico dei problemi sollevati questa mattina da altri interventi a proposito del capitolo 518, credo che vadano fatte.

La prima non è un'osservazione, è una riaffermazione già detta ieri se non vado errato dal Compagno Monami quando ha detto che i Comunisti, il Gruppo consiliare comunista, i Comunisti valdostani rispondono sul piano politico e sul piano amministrativo delle cose che sono passate in Consiglio regionale, non di quelle passate in Giunta, in quanto della Giunta non facevano parte. Pertanto questo tipo di chiamate di responsabilità credo che non siano molto corrette, né giustificate sul piano della legittimità.

L'altra questione...ha detto testualmente Borbey: "la scuola non specializza", vero? Vorrei però anche rammentare al Consigliere Borbey che la D.C. in Valle d'Aosta e in campo nazionale è quella forza politica, oltretutto di maggioranza relativa e con non secondari ruoli a livello di Governo, che nei fatti si è sempre schierata contro un qualunque tentativo, seppur timido, di riforma della scuola affinché la scuola non sia quella che è ma riesca a dare quel minimo, oltre che di cultura, di preparazione tecnico-scientifica che consenta ai diplomati e ai laureati di inserirsi senza traumi e in piena legittimità nel campo del lavoro avendo scelto un certo tipo di indirizzo scolastico.

L'altra questione che non mi sembra corretta è la contrapposizione tra dipendenti pubblici e dipendenti privati soprattutto quando poi si fanno certe affermazioni di stampo qualunquistico sul diritto allo sciopero e sul diritto al lavoro delle 8 ore e non...e alla settimana corta e robe di questo genere. Tornando specificatamente al problema sollevato, era partito dicendo che se esisteva una programmazione di questo famoso miliardo e mezzo da spendere per la costruzione, sistemazione e risistemazione, adattamento di edifici scolastici, poi si è venuti fuori con premi di tipo architettonico, giustissimi, con problemi di tipo urbanistico altrettanto giusti, ma poi credo che si sia scivolati su alcune considerazioni che hanno poco a che vedere con i problemi che questo fatto pone. Indubbiamente la chiave di soluzione di questo problema che ha molte facce non è facilmente rintracciabile, anche perché credo che gli edifici pubblici oggi abbiano il grosso compito di essere non un fatto "statico", ma un fatto "dinamico", nel senso che l'Ente pubblico deve porsi il problema di una pluridestinazione di questi edifici perchè se oggi noi costruiamo una scuola, dobbiamo costruirla in modo tale che un domani questo edificio possa essere adibito ad altri usi, ad altre funzioni, e le tecniche lo consentono, gli studi sui problemi dell'edilizia ce lo consentono...e abbia in sé le caratteristiche per essere trasformato per altri usi senza che questo comporti l'impossibilità di un uso diverso di questi edifici, ma invece la possibilità di riadattamento a poca spesa degli edifici stessi.

Ecco, perciò credo che non sia molto corretto porre il problema esclusivamente sull'importo delle parcelle. Queste parcelle vengono prese da professionisti interni o esterni alla Valle d'Aosta, o esterni ed interni all'Amministrazione regionale, rammento anche, sempre al Consigliere Borbey, che un uso diverso dei tecnici dell'Amministrazione regionale è possibile nella misura in cui la Regione cessa di essere un grosso Ministero e si va verso un decentramento, decentramento contro il quale la D.C. si è, anche in quest'aula, non a parole ma nei fatti, si è schierata.

Per quanto concerne il problema degli Ordini professionali, evidentemente noi, come Gruppo Comunista - e il sottoscritto era invitato a quella riunione nella sua qualità di diplomato -, non abbiamo partecipato per un motivo molto semplice: perché quando gli Ordini professionali fanno dei discorsi di natura esclusivamente corporativa, noi non siamo d'accordo, perché la domanda che io mi faccio è questa: "l'Ordine degli Ingegneri, (l'Ingegnere Benzo), l'Ordine degli architetti, l'Ordine dei geometri quale contributo di conoscenza reale hanno portato ai tanto malmenati politici della Valle d'Aosta al fine di fornire loro quegli strumenti, quelle indicazioni, quegli elementi di conoscenza, quelle prospettive per farsi parte promotrice adeguata ai tempi, affinché certe cose non si verificassero?". Evidentemente più sono alti nella responsabilità più sono responsabili e i geometri, da questo punto di vista, poveretti, hanno sempre abbastanza tirato la carriola, perché hanno sempre fatto la parte delle Cenerentole. Vorrei rammentare che è un Ordine abbastanza schiacciato dagli Ordini professionali degli ingegneri e degli architetti, evidentemente se il loro problema è esclusivamente di parcelle o di diritti corporativi, noi non possiamo essere d'accordo, non ci interessano. Noi vogliamo e pensiamo che la proposta che dobbiamo fare come Consiglio regionale a questi ordini è di diventare parte dirigente nel tipo di sviluppo urbanistico che vogliamo dare alla Valle d'Aosta, in quel modo porteranno un contributo reale alla soluzione dei nostri problemi e in quel modo riusciremo a fare un discorso positivo con gli Ordini professionali. Il problema non è far diventare gli Ordini professionali diversi da quello che sono, ma che svolgano un ruolo diverso da quello che assolvono, su questo credo che non ci possano essere dubbi. Il giorno in cui un Ordine professionale mi inviterà non come diplomato ma come Comunista noi non avremo nessuna difficoltà a partecipare perché non si invita un Consigliere in quanto Geometra, si invita un Consigliere regionale quando queste condizioni si verificheranno, perché tra me e un altro geometra in quanto tale non c'è nessun tipo di solidarietà, il diploma non costituisce parentela né politica né sanguinea, ma solo semmai di interessi culturali e tecnici. Quando questo si verificherà, noi saremo disposti e disponibili ad affrontare un discorso in prospettiva serio sul problema delle professioni e degli Ordini professionali in Valle d'Aosta.

Caveri (U.V.) - Vorrei esprimere l'augurio che non si accenda a partire da questo momento un dibattito tra gli Ordini professionali, tra ingegneri, geometri e architetti, perché veramente andremmo fuori tema. Finché si parla di progettisti più o meno amici del Giaguaro, quello è un argomento politico, ma quando si comincia a parlare e a discutere tra geometri, ingegneri e architetti, mi sembra che si esca dal seminato. Con questo augurio do la parola al Consigliere Bordon.

Bordon (D.C.) - Io, sempre ossequiente ai desideri del Presidente del Consiglio, sperando di essere preso come esempio e sapendo di farvi cosa gradita, rinuncio, facciamo pari noi due perché se andiamo avanti così, andiamo alla settimana ventura qui dentro.

Dolchi (P.C.I.) - Non rinuncio, ma sarò telegrafico. Credo che, per quanto riguarda la progettazione e la direzione dei lavori, gli uffici tecnici possono essere in grado di progettare opere che si inseriscono nel paesaggio e sono funzionali e assicurarne la direzione lavori. Si tratta di fare in modo che questi Uffici tecnici siano in grado di assolvere a questo loro compito e siccome il Geometra Borbey, il collega Borbey ha citato due Sindaci di Aosta che avrebbero rilevato come le iniziative di carattere costruttivo dell'Ufficio tecnico hanno portato delle maggiori spese al Comune...ricordo solo alcuni esempi di immobili che invece sono stati costruiti in Aosta, che sono funzionali e che non hanno creato contrasti con l'ambiente, che sono stati progettati e la cui direzione lavori è stata assunta dall'Ufficio tecnico comunale...e non lo ricordo al Presidente della Giunta perché allora era Assessore comunale e lo sa benissimo, la Scuola di Porossan per esempio, la Scuola di Saint Martin de Corléans e la Scuola del Ponte di Pietra che era particolarmente difficile per la sua collocazione. Una battuta, se me la permette il Presidente del Consiglio, sulla sollevazione dei professionisti in questo settore. Non credo che la Regione debba autoprovocare, debba insistere nel fare degli errori amministrativi per provocare delle cause che diano lavoro agli avvocati, né provocare epidemie per dare del lavoro ai medici.

Caveri (U.V.) - Devo dare prima la parola al Consigliere Chanu e poi la darò al Consigliere Benzo, sperando che l'Ingegnere Benzo non parli a difesa dell'Ordine degli Ingegneri.

Chanu (D.P.) - Non voglio provocare, voglio dire che non sarò telegrafico perché non sarebbe vero, cerco di esserlo, però naturalmente ritengo che qualche cosa si debba dire.

Questo problema ha assunto delle dimensioni che certamente hanno travalicato, credo, l'intento del Consigliere, l'amico Dujany, allorquando fece quell'accenno alle tipologie del tempo passato e alle anti-tipologie del tempo presente. Da questo si è innescato - forse anche per la risposta data telegraficamente dall'Assessore ai Lavori Pubblici - il dibattito che ha portato a spaziare, vuoi sui giaguari e sui figli dei giaguari e la cosa, diciamo, per il Presidente del Consiglio pare particolarmente interessante ed è oggetto di discussione, vuoi, ritengo io, soprattutto al fatto che dobbiamo metterci di fronte a una precisa realtà, a una precisa attuale dimensione dell'apparato regionale in materia di Assessorato dei Lavori Pubblici, alle necessità e ai tipi di opere che un'Amministrazione regionale è chiamata a realizzare o può essere chiamata a realizzare nell'arco della sua attività amministrativa.

Detto questo, io non vorrei fare dei discorsi provocatori e pormi come antitradizionalista, non sono un amico del moderno per il moderno, vorrei dire però anche che non sono completamente amico dell'antico per l'antico e, proprio perché io ritengo che la tipologia architettonica segue anche - per quanto deve seguirla in modo da non creare del colossali pugni negli occhi, e ce ne sono parecchi nell'ambiente, - una logica di sviluppo, una logica di impostazione e di visioni architettoniche anche diverse che possono divergere da quelle che erano le impostazioni tradizionali che, diciamocelo francamente, in Valle d'Aosta erano impostazioni tradizionali che non erano fini a sé stesse, erano in relazione a quella particolare realtà, a quella particolare funzionalità che quel particolare tipo di costruzione, quel particolare tipo di edificazione doveva dare...

Questo naturalmente, ripeto, non vuole essere un discorso provocatorio né in un senso, né nell'altro, è un discorso di sintesi anche perché l'architettura deve essere considerata sempre come un'operazione di sintesi per queste varie componenti, perché, come ripeto, il modernismo per il modernismo è negativo, così ritengo che non possa considerarsi positivo il passatismo, brutta parola, per il passatismo. E questo che cosa ci porta? Ci porta a fare un'altra considerazione che io ritengo di notevole importanza: effettivamente abbiamo bisogno, per quanto riguarda l'organo amministrativo, di trovare al suo interno uno staff di funzionari, uno staff di tecnici che siano in grado e che abbiano la preparazione per seguire e confrontare diligentemente questo insieme di realtà, di sintesi, per evitare errori in un senso e nell'altro, per evitare casi in cui l'architetto avvenirista lasciato libero a sé stesso, e poi portato magari dalla dialettica che lo caratterizza...come, ad esempio, ricordo a Mappelli, la dialettica che caratterizzava il presentatore del famoso progetto del Geriatrico, che ha affascinato sia me che te, eravamo stati affascinati un po' tutti...ebbene, cosa vuoi, forse tu non eri ancora Presidente della Giunta, c'era il povero Bionaz, comunque tu eri Assessore alle Finanze e avresti dovuto vedere anche le cose da un altro punto di vista, meno architettonico ma più concreto.

Dico questo comunque: il difetto, secondo me, non sta tanto nel fatto di dare le progettazioni a liberi professionisti o di non darle, il difetto può stare proprio nel fatto di non avere in sé stessi la capacità di coordinare, di controllare, proprio al momento dell'elaborazione, come diceva giustamente il Consigliere Benzo, dei progetti di massima che danno già l'idea di quella che sarà l'attività di questi professionisti, di questi progettisti che sono chiamati, naturalmente, a realizzare, a compiere delle opere di dimensioni per cui forse - e qui me lo consentano gli amici Comunisti - l'intervento operativo del tecnico regionale, che in questo momento naturalmente è oberato di altre competenze, di altri incarichi, potrebbe anche risultare deficitario.

Detto questo però, e con l'augurio che, proprio nell'interesse della Valle d'Aosta, nella conservazione della sua tipologia, sia pure integrata alle esigenze dello sviluppo necessario della sua vita, della sua realtà attuale, io vorrei fare un discorso su quello che è stato, su quello che ho sentito nell'ultima parte e di carattere corporativo, chiamiamolo così, emersa nell'ambito dei professionisti e dei rappresentanti degli Ordini professionali che sono qui più interessati, e vorrei solo dire in due battute. È vero, è necessario ed è auspicabile che vengano prescelti professionisti più adatti per le rispettive opere, Signori miei, però, rendiamoci conto che se la scuola non specializza, com'è stato giustamente affermato dall'amico Chincheré, e ritengo che in questo campo tutti coloro che affrontano gli studi universitari, in qualsiasi branca, che sia quella della professione tecnica, o della professione forense, o anche della professione di insegnante, di docente, saranno nelle stesse condizioni, se questa specializzazione manca alla base, il professionista se la deve creare studiando, se la deve creare applicandosi, non pretendere che, per il fatto che c'è una Pubblica Amministrazione, ci sia un diritto acquisito alla ripartizione di una torta. Proprio perché questa torta viene portata avanti da un pubblico potere, da un'Amministrazione pubblica ed è fatta con del denaro pubblico, non bisogna scendere ai favoritismi, non scegliere per scegliere, sono perfettamente d'accordo, ma si scelgano coloro che meritano di essere scelti per le opere per cui loro sono più competenti, più confacenti. Occorre però che in questo caso siano anche i professionisti a farsi parte diligente, anche se questo costa sacrifici, e lo sappiamo tutti, tutti quelli che si mettono nella libera professione con una certa serietà, - senza dirottare verso quelle para-professioni o attività parassitarie che citava il Consigliere Borbey -, sappiamo però che questa specializzazione ce la dobbiamo creare noi, ed allora poi acquisiremo veramente il diritto di chiedere, di pretendere che, giustamente, questa nostra specializzazione, questa nostra capacità sia riconosciuta dall'Amministrazione pubblica in maniera equa ed in maniera giusta, altrimenti ripeto sarebbe un discorso puramente demagogico, campato in aria e sarebbe un discorso che farebbe più male che bene all'Amministrazione pubblica che spende i soldi del contribuente, che spende i soldi dell'abitante della Valle d'Aosta.

Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Benzo.

Benzo (D.P.) - Signor Presidente, io ascolto la sua raccomandazione e non voglio in effetti portare qui in aula consiliare la difesa degli Ordini professionali o una, diciamo, diatriba fra gli Ordini, che non c'è, perchè conosco bene i compiti di istituto che mi competono come Presidente dell'Ordine degli Ingegneri, come penso che conoscano altrettanto bene i colleghi geometri, architetti la loro. Mi pare invece che sia opportuno fare alcune precisazioni su quanto è stato detto perché non rimanga un'impressione scorretta e non vengano dette delle cose che sono inesatte. L'impressione che può restare è quella che ad un certo momento i vari Ordini, in questo caso gli Ordini professionali dei tecnici, dei geometri, ingegneri, architetti siano degli Ordini corporativi, non lo sono, sono degli organismi istituiti per legge con determinati compiti e funzioni e ad un certo momento, trattandosi di una valida considerazione di lavoro e di prestazioni svolte, ritengo doveroso che vengano considerate come tali, sarebbe facile per noi - sono 11 i geometri, e io un solo ingegnere - fare una difesa del nostro lavoro, del lavoro che abbiamo compiuto in tanti anni di professione, come viene portato in quest'aula per tante altre categorie come noi, noi ci consideriamo tali e questo lo vogliamo ribadire.

Il secondo punto che mi pare importante è rispondere a una domanda che è stata fatta dal Presidente della Giunta...ah no, dal Consigliere Chincheré, che domandava che cosa hanno fatto gli Ordini professionali e rispondo per il mio Ordine e per il Centro Regionale Studi Urbanistici che presiedo da alcuni anni. Più volte i nostri Ordini hanno sollecitato l'organismo regionale - stia attento che io qui parlo come Consigliere regionale, ho sempre distaccato le mie funzioni diciamo amministrative da quelle dell'organismo professionale che presiedo - più volte abbiamo richiesto all'Amministrazione regionale di portare il nostro contributo, perché noi abbiamo effettuato degli studi, di partecipare, di essere chiamati, costantemente in tanti anni che sono stato al Governo regionale ho fatto queste richieste; devo anche ammettere che non è stato facile, anzi che non c'è stata rispondenza a questa continua mia personale pressante richiesta, non so e lascio a voi spiegarne i motivi, i motivi forse sono stati detti da coloro i quali hanno fatto degli interventi molto centrati su un certo tipo di affidamento di incarichi, su un certo modo di comportarsi.

Caveri (U.V.) - Scusi, Consigliere Benzo, dovremmo parlare degli edifici per la Pubblica Istruzione, quello è il tema, ci siamo allontanati parecchio.

Benzo (D.P.) - Questo è un fenomeno di cultura, Signor Presidente, e anche nella nostra aula consiliare se se ne parla una volta in una legislatura dedicandogli anche solo dieci minuti di tempo, non è male, io le chiedo la cortesia di poter continuare per i minuti che mi rimangono.

Ripeto: noi ci siamo fatti parte promotrice e saremmo lieti che qualsiasi Giunta, questa magari per prima, potesse richiedere effettivamente la nostra presenza. Siamo oltre 100 ingegneri in questa Regione in questo momento, abbiamo superato i 100 iscritti all'Ordine, e poi ce ne sono altri e siamo disponibili, in particolare la categoria dei liberi professionisti, a dare il nostro contributo, che abbiamo cercato di dare in altre sedi, ci hanno chiamati fuori, noi abbiamo portato i nostri discorsi in altre sedi, discorsi di urbanistica, discorsi di architettura. Ripeto: è un fenomeno di cultura che io ritengo fondamentale proprio per determinate attività che la Regione deve portare avanti. Non è quindi un problema di parcelle - io apprezzo l'intervento che ha fatto prima il Consigliere Borbey e mi pare che avesse dato quel taglio che forse è stato mal considerato in un certo senso -, è un problema di lavoro, è un problema soprattutto, ripeto, di apporto di cultura specializzata e specifica e ben venga se giustamente loro richiedono di poterne acquisire, con la specializzazione, una parte maggiore.

Noi stessi uscendo dall'Università sappiamo, chiunque di noi, di quanta esperienza c'è ancora bisogno e certamente la portiamo e cerchiamo di portarla in casa nostra ed è questo il discorso di fondo. Noi desideriamo che le nuove generazioni, tutti coloro i quali veramente operano nel settore e non si dedicano ad altre particolari attività, come diceva prima l'Avvocato Chanu, ma sono dei veri liberi professionisti, sono delle persone che possono dare il loro contributo, lo possano dare in piena autonomia ma nello stesso tempo con la piena responsabilità di agire e di fare un qualche cosa che rimane poi qui nella Valle, perché i ponti, le case e le strade che abbiamo costruito nella nostra Valle ci sono, alcune opere saranno criticabili, e sta a noi, ripeto, come amministratori pubblici, fare in modo che non trovino modo di essere fatte in un certo senso. Perché? Perché la Giunta regionale, gli organismi regionali possono fare prevenzione anche in questo settore, non solo nella medicina si può prevenire, ma anche nel settore dell'ingegneria in genere e si può prevenire dando degli indirizzi culturali di fondo che, se devono, come in tutte le materie, trovare la loro giusta evoluzione perché il mondo è in evoluzione e non ci si può fermare logicamente alle costruzioni greche, però deve avere una sua caratteristica: quella che noi vorremmo dare specialmente ai Paesi di montagna perché per le città indubbiamente la tipologia architettonica e le strutture urbanistiche di un Paese sono ben diverse dai luoghi di montagna. È questa la raccomandazione che io farei alla Giunta regionale attuale, come l'ho fatta per 11 anni da quando sono in Amministrazione, e cioè di tenere conto di questo, di chiamare veramente questi organismi a partecipare e sono convinto che parecchi tecnici regionali potranno dare un ottimo contributo e fare bella figura come la stanno facendo fuori dalla nostra Valle, perché è più facile essere creduti fuori che nella nostra stessa Regione.

Caveri (U.V.) - Premesso che la parola "cultura" oramai evidentemente viene usata a fisarmonica, prego il Consigliere Segretario di proseguire nella lettura dei titoli...ah, un momento c'è l'Assessore Manganone che chiede la parola.

Manganone (IND.) - Vorrei rispondere al Consigliere Pollicini dicendo che il programma dei lavori ha tenuto presente il censimento fatto per gli edifici scolastici e per le opere igienico-sanitarie, anzi devo dire che non abbiamo esulato minimamente da quel censimento, che io devo dare atto è stato fatto molto bene e di cui noi faremo una pubblicazione con il nostro Centro e poi la distribuiremo ai Consiglieri.

Indirettamente rispondo anche al Consigliere Dolchi che era nostra intenzione presentare il programma dei lavori col bilancio, purtroppo le Commissioni sono state costituite susseguentemente e non siamo arrivati in tempo.

Io pregherei quindi i Consiglieri che hanno qualche domanda da rivolgermi di rimandarla alla prossima seduta quando discuteremo del piano dei lavori.

Per quanto riguarda il Consigliere Borbey, io direi che noi siamo disponibili ad accettare il discorso fatto dalle categorie che va però portato prima alle Commissioni e qui pregherei il Presidente Di Stasi di vedere con l'Ingegner Benzo di poter sviluppare in Commissione questo discorso, perché la Giunta non è contraria a sentire le categorie.

Per quanto riguarda l'Ingegner Benzo, mi pare di aver risposto indirettamente rispondendo a Borbey e a Dolchi, quindi, vi prego di rinviare le domande sul mio Assessorato, se potete, alla prossima seduta, io sarei più contento, anche perché non perderemmo tempo quest'oggi. Grazie.

Mappelli (D.C.) - Categoria "Trasferimenti", capitolo 524, totale categoria III: 220 milioni, totale sezione II: 1 miliardo 720 milioni. Sezione III "Azione e intervento in campo sociale", categoria I "Beni ed opere immobiliari a carico della Regione", dal capitolo 531 al capitolo535, totale categoria I: 1 miliardo 510 milioni. Categoria III "Trasferimenti".

Benzo (D.P.) - Volevo chiedere all'Assessore ai Lavori Pubblici se può darmi notizie su come intende operare la Giunta in merito alla costruzione dell'Ospedale Geriatrico regionale? Sarà già certo a conoscenza, come Consigliere, che da alcuni mesi è stato effettuato uno studio ricollegato al rapporto informativo del piano ospedaliero regionale, per una ristrutturazione più adeguata alle necessità e ai nuovi modi di inserimento dei malati di lunga degenza, in modo particolare la riabilitazione. Vorrei solo sapere, e lo chiedo anche al Presidente della Giunta, se hanno esaminato o se stanno esaminando la questione in modo da far sì che questo Ospedale, oramai diventato annoso e che è già Geriatrico per conto suo, possa trovare ad un certo momento una sua giusta collocazione. È una struttura che è costata finora molto di più di quanto previsto e che ha ancora necessità di finanziamenti estremamente importanti, ma che può trovare, ripeto, in base a queste nuove destinazioni, una giusta collocazione e sopperire ad un settore collegato direttamente con l'Ente ospedaliero regionale a favore dei nostri cittadini.

Andrione (U.V.) - Per adesso la Giunta ha soltanto stanziato fondi per l'impermeabilizzazione. In base poi agli studi di cui ho già distribuito alcune copie e ad altri approfondimenti, decideremo nei più brevi tempi possibili se mantenere l'originario progetto di Ospedale Geriatrico o farne un Ospedale per rianimazione e riabilitazione così come era già nelle intenzioni penso, per lo meno come era allo studio già precedentemente. Porteremo in Consiglio la questione e sarà il Consiglio a decidere.

Mappelli (D.C.) - Categoria III "Trasferimenti", capitoli 539-540. Totale categoria III: 1.300.000.000, totale sezione III: 2.810.000.000. Sezione IV "Azione e intervento in campo economico", categoria I "Beni ed opere immobiliari a carico della Regione", dal capitolo 546 al capitolo 550, totale categoria I: 2 miliardi 510 milioni.

Pollicini (D.P.) - Domando alla Giunta se non ritiene opportuno istituire, visto che abbiamo un certo numero stabile di assistenti che assommano a circa 70 persone per cui gli stipendi arrivano a sfiorare i 300 milioni annui, un capitolo apposito, ad esempio il 545. Visto che oggi gli assistenti dell'Assessorato Lavori Pubblici sono pagati sul capitolo 546 "Spese per studi e progettazioni e per compensi a tecnici estranei all'Amministrazione per perizie, direzione e contabilizzazione di lavori a carico della Regione", mi pare importante, visto che la cifra va così quasi a definire una voce che non è completamente la sua ma due voci distinte... Ormai gli assistenti, anche se sono con contratto dell'edilizia parte integrante della struttura stessa dell'Assessorato Lavori Pubblici. È vero che hanno anche altri compiti, devo però dire che, premesso che il numero di assistenti che ho trovato non è stato aumentato, questo per rispondere al Consigliere Borbey...voglio dire che ci sono assistenti, e io ho dubbi che sia legittima questa posizione e l'ho detto anche nella precedente Giunta, all'Assessorato Agricoltura, all'Assessorato Industria e Commercio, all'Assessorato Finanze, con compiti, diciamo così, puramente amministrativi e non tecnici come la funzione del loro incarico dovrebbe prevedere. È chiaro che dovremo risolvere anche questo problema perché la loro posizione sul piano giuridico penso che non sia quella esatta, siamo veramente fuori in questo campo.

Ora mi pare che sarebbe forse opportuno sdoppiare il capitolo di spesa 546, e qui mi rivolgo anche all'Assessore alle Finanze, che si limita ai compensi ai tecnici estranei e istituire un capitolo apposito perché la cifra non è indifferente: sono circa 300 milioni. Oggi questi assistenti hanno un compito notevole: primo non dimentichiamo che un certo numero è fisso nell'Assessorato e sopperisce a quelli che sono i maggiori lavori derivanti dal fatto che quell'organico è fermo da parecchi anni e oggi i compiti dell'Assessorato e le stesse opere che vengono sviluppate sono tali e tante che sicuramente non potrebbero essere svolte con l'organico ufficiale dell'Assessorato. A questo proposito, mi pare opportuno dire che gli incarichi dati a professionisti, al di fuori di quella che è la cifra della scelta dei nomi...così a titolo puramente informativo io nel mio periodo di Assessorato non ho dato una progettazione a un ingegnere, tanto per chiarire, ma ne ho date mi pare tre o quattro, a geometri nell'arco di due anni, questo anche per chiarire e per specificare, lo debbo dire perché in effetti oggi per sviluppare veramente con senso di responsabilità completa i compiti dell'Assessorato sarebbe necessario rinforzare questo Assessorato. Non c'è dubbio perché la verifica dei progetti dei professionisti, se è fatta con il tempo necessario, consente di evitare degli errori, altrimenti è assolutamente impossibile pensare di migliorare i danni che derivano da progetti anche approssimativi e, a questo proposito, se il Presidente me lo consente, vorrei leggere la lettera che avevo mandato - allora ero Assessore ai Lavori Pubblici - in data l° agosto del 1974 a tutti i Sindaci per il programma dei lavori pubblici, laddove dico: "richiamo inoltre la sua attenzione sulla necessità di produrre richieste valide e ben documentate in particolare sia per dimostrare le effettive necessità dell'istanza sia per quanto riguarda l'esecutività e la qualità della progettazione. Infatti, ho dovuto spesso constatare che l'efficienza degli uffici di controllo assessoriali è ridotta dalla quantità di domande e, in particolare, dalla spesso scadente qualità della progettazione, che causa difficoltà di programmazione, congestione degli uffici costretti a lunghe correzioni e rifacimenti, ritardi negli appalti e contestazioni con le imprese aggiudicatarie, oltre al grave fenomeno delle conseguenti perizie suppletive. Quanto sopra sarà anche molto utile ad eliminare ritardi che si verificano normalmente negli appalti che spesso avvengono già in stagione estiva avanzata".

Questo evidentemente non può essere disgiunto dall'aspetto degli incarichi ai professionisti. Io ritengo che siano ancora necessari, perché non abbiamo strutture sufficienti neanche a controllare i lavori di progettazione, e parlo pienamente convinto di questo fatto e chiunque può verificare, oggi non siamo in grado - e vorrei la parola dell'Assessore - di controllare che pochissimi progetti e per la minima parte. Questo aspetto del problema è importante e noi ci rendiamo perfettamente conto che un progetto non controllato può costare centinaia di milioni, può comportare delle perizie suppletive che a loro volta costano centinaia di milioni, quindi stiamo attenti a questo concetto, però perché è pericolosa la tesi espressa, o forse che noi abbiamo capito male, e poi chiarita dall'Assessore ...(voci)... sul capitolo 518 è un altro discorso, sarebbe pericoloso dire: "costituiamo noi all'interno una struttura progettuale". Oggi non è possibile, stiamoci attenti perché ci potrebbe costare molto.

Ora mi pare importante l'altro aspetto che la gran parte degli incarichi ai geometri, tolto qualche fenomeno che non nego, sono dati dai Comuni, ci sono i razziatori dei progetti, esistono proprio i razziatori dei progetti, questo è vero, i quali, specialmente per quanto riguarda i Comuni, creano condizioni diremo così faraoniche perché il progetto è pagato secondo la percentuale del valore dell'opera, però da questo discorso a fare un discorso...chiamiamolo così: qualunquista e dire che niente va bene, stiamoci molto attenti.

Assessore Fosson, è importante valutare il grado di professionalità dei singoli professionisti. Può anche essere vero, premetto che non parlo per difendere, perché io non ho dato progetti a ingegneri, è stato dato un solo progetto ad uno studio di architetti per il Carcere perché era l'unico specializzato in carceri in Italia, quindi neppure conosciuto, non è di Aosta certamente, quindi ribadisco non parlo per difendere me, stiamoci attenti perché è opportuno non distribuire il lavoro a qualsiasi progettista ma è opportuno, poiché spendiamo soldi della comunità, avere l'avvedutezza di scegliere studi professionali validi, capaci, che sicuramente ci porteranno ad avere del opere più efficienti, senza progetti faraonici. In questo caso però, attenzione, perché occorre rinforzare le strutture dell'Assessorato affinché siano in grado di giudicarli, di esaminarli col dovuto tempo ed avere anche il grado di preparazione tecnico-professionale adeguato per potere contrastare certe posizioni faraoniche.

Monami (P.C.I.) - Non approfitterò del capitolo 546 per ritornare sull'argomento dei progettisti e degli incarichi, volevo soltanto richiamare un mio intervento durante l'approvazione del progetto del tronchetto dell'autostrada della Valle d'Aosta, in cui ricordavo, in quel momento, che a noi Comunisti sembrava oltre modo strano che ci si preoccupasse di impegnare dei finanziamenti così notevoli ed elevati per tale costruzione sia pure importante - perché qualcuno non vada a dire in giro poi che i Comunisti sono contro l'autostrada - con previsioni che allora impegnavano da 15 a 22 miliardi per un'opera di quel genere.

Approfitto invece del capitolo 547 per collegarmi a quel mio vecchio discorso sui capitoli 547-548, per richiamare l'attenzione della Giunta su una nostra posizione politica, che non so se collima e coincide con la vostra, ma è doveroso che noi facciamo questa precisazione, Siamo in un momento particolare e difficile, i cittadini si aspettano da noi degli investimenti di carattere-sociale, si aspettano che l'Amministrazione regionale dia più scuole, che la Regione dia, evidentemente, con lo Stato e con tutti gli organi a questo preposti, una maggiore e una migliore assistenza ospedaliera e, per creare nel nostro Paese tutta una rete di servizi sociali che mancano. A questo proposito ci eravamo compiaciuti con la precedente Amministrazione quando avevamo visto aumentare il capitolo 532 che ho visto con piacere e con soddisfazione anche quest'anno aumentato mi pare di 560 milioni, va in quella direzione uno stanziamento di questo tipo. Avrei invece alcune preoccupazioni per gli aumenti di questa grandezza, nell'ordine di oltre mezzo miliardo per le strade, che è contrario a una nostra impostazione di principio. Noi siamo per la costruzione delle strade laddove sono necessarie e indispensabili, laddove i contadini hanno bisogno di transitarvi con i loro mezzi per lavorare, eccetera, siamo però contro la realizzazione di strade che possono avere soltanto in questo momento risvolti di carattere turistico o di altro tipo che però non risolvono i problemi della società valdostana e dei contadini valdostani.

Ecco, questo aumento di quasi mezzo miliardo mi preoccupa. So che giustamente l'Assessore Manganone, non gliene faccio colpa, può dire di non avere a disposizione il piano dei lavori pubblici per illustrarlo, ma non si tratta di un documento da prendere in esame ma di un orientamento, il nostro, e vorrei che la Giunta ne tenesse conto, contro questo tipo di spese per investimenti inutili per favorire invece, se è possibile, quelli di carattere sociale e, a proposito di questi due capitoli, vorrei un'illustrazione delle previsioni o delle cose che intendete fare, ve ne sarei grato.

Manganoni (P.C.I.) - Io non spreco tempo e parole per le solite considerazioni generali perché ne avrei per delle ore, cito un fatto. Sono al corrente di un lavoro in corso di una certa mole, dove vi sono da parte della Regione due assistenti, cioè due geometri, che mi risulta non solo facciano il loro dovere ma anche la contabilità, poi vi è al di sopra al vertice della piramide un direttore dei lavori libero professionista che risulterebbe percepire come parcella di direzione dei lavori circa 20 milioni. Ora, se non vado errato, il direttore dei lavori dovrebbe farsi lui la contabilità, qui invece la fanno i due assistenti e il direttore dei lavori si limita a mettere la rispettabilissima firma, però percepisce 20 milioni. Direi che ci vuole un certo ridimensionamento e bisogna badare a sprecare meno denaro pubblico.

Benzo (D.P.) - Ne parlo solo perché le leggi mi pare le dobbiamo conoscere. Consigliere Manganoni, mi spiace, ma mi permetto di farle osservare, le invierò copia della legge, penso che sia uguale per i geometri. Il Direttore dei lavori ha dei compiti molto precisi e molto importanti e deve svolgerli, non è tenuto a fare la contabilità, a tenere i libretti di contabilità, stia attento, se questo viene demandato a lui, allora deve essere pagato anche per questa funzione, questa è legge, comunque mi scusi questa piccola parentesi che non c'entra niente con tutto il discorso più generale, solo per precisare, perché altrimenti sembra qua ad un certo momento, Signori...

(voce del Consigliere Manganoni)

...bisogna vedere quanti anni è durato il lavoro, perché vede, buttata lì la cifra...Consigliere Manganoni, io parlo allora personalmente, parlo di me, ho aspettato anche cinque anni di essere pagato da un'Amministrazione pubblica, dopo averne lavorati tre, mi permetta, cifre, anche di qualche milione, quindi lasciamo stare.

Manganoni (P.C.I.) - La Regione, qui, paga non fa mica aspettare cinque anni.

Benzo (D.P.) - Guardi, non so se la Regione è tempestiva, certamente più dei Comuni, speriamo. Dice bene l'ex Assessore alle Finanze, comunque volevo solo fare un discorso, invece è una richiesta. Mi sembra importante visto che il discorso, specialmente nel campo dei lavori pubblici, delle opere pubbliche, continua a richiamare l'attenzione di tutti noi sul grave pericolo che sta correndo, in questo caso la nostra Amministrazione, avere dei costi raddoppiati, quando non triplicati, per opere pubbliche che si trascinano nel tempo. Giustamente sono due considerazioni da fare e su di una mi trova consenziente l'Assessore alle Finanze Fosson e cioè per il primo aspetto, quando dice di stare attenti, verificare prima di fare delle opere faraoniche, e questo è un concetto validissimo.

Il secondo aspetto che mi permetto di sottolineare è non un invito, non una raccomandazione, ma una richiesta che ho già fatto, ripeto, anche nella Giunta a cui ho partecipato, ma che non ha trovato rispondenza. Se i nostri uffici tecnici si mettono in condizione di aggiornare costantemente un elenco prezzi, come fanno altre piccole città e piccole Province, Signor Assessore ai Lavori Pubblici, noi potremmo essere in condizione di andare agli appalti non con dei costi che hanno poi il 40-30-40% in più, ciò va a contraddire, addirittura, la tesi che vengono presentati dei progetti con dei prezzi elevati per poter poi avere conseguentemente delle parcelle più elevate.

State attenti, vi sottopongo all'attenzione che arrivano dei progetti, poi avviati all'appalto previo controllo della nostra Amministrazione pubblica, dell'Assessorato ai Lavori Pubblici, che non riescono a trovare collocazione o se la trovano, la trovano col 40-50% di aumento e quindi mi domando che cosa significa e se non sia opportuno andare più a fondo. Io stesso l'ho constatato, perché ho richiesto, per avere dei dati per dei progetti che facevo per Enti pubblici esterni alla Regione, un elenco aggiornato e mi sono trovato a doverlo riverificare, a dovermelo aggiornare da solo apportando il 40% di modifiche. Io chiedo - so che è difficoltoso ma poi non tanto, ci vuole un addetto a questo compito - di tenere aggiornati i prezzi, tutti i prezzi, dal chiodo al carretto, al tombarello, dal trasporto all'automezzo, dal cemento alla ghiaia, alla sabbia, al ferro, a tutte le opere, ai materiali singoli e alle opere singole, allora sì che noi saremmo in condizioni adeguate. Direi che l'esperienza ci ha dimostrato che riusciremmo a fare anche delle voci tali per cui anche l'impresario più smaliziato, più ben preparato, trovandoci tutto dettagliato, non riuscirebbe. Siccome questo nella mia modesta vita professionale ho potuto constatarlo e proprio nell'interesse della Pubblica Amministrazione tanti anni fa su un miliardo e mezzo che mi era stato affidato sono stati avanzati 128 milioni, io dico che questo può avvenire, mentre oggi ci troviamo spesso e volentieri ad avere il doppio se non il triplo dei costi preventivati.

Io faccio questa richiesta, prego questa Giunta come pregherei ogni Giunta, ripeto, e quelle a cui ho partecipato di attivare un ufficio in modo particolare, che aggiorni i prezzi. Con i prezzi aggiornati, Signori, non si scappa lontano, previa la verifica, giustamente detta dell'Assessore Fosson, dei progetti perché non ci siano delle cose fuori da ogni senso.

Borbey (D.C.) - Io cercherò di essere brevissimo. Ritengo, e non sono qui per difendere la categoria dei professionisti perché conosco le pecche della nostra categoria e forse esistono anche nella categoria degli ingegneri e architetti, ma, pur ammettendo le pecche che ci possono essere in questi professionisti, - è inutile Consigliere Monami che si tenga la testa - penso che si potrà scusare, io ritengo onestamente, scusami no, non è questo, neanche il Partito Comunista non è al centro del mondo eppure ci fate due...lasciamo perdere, ad ogni modo, ritengo onestamente di non dover difendere la nostra categoria, ma onestamente credo di essere nel giusto e di non dover difendere, e di ritenere che la nostra classe politica e noi 35 Consiglieri regionali mi scuserete tutti, noi siamo la colpa di tutto e diciamocelo in faccia e diciamocelo ben chiaro. Ricordate bene, che se ad un certo punto nelle varie categorie ci possono essere i professionisti più furbi, questi non è che siano più preparati e più in gamba, è perché gli uffici preposti dell'Amministrazione regionale - e partiamo dagli Assessori, ma senza specificatamente dire l'Assessore tale o l'Assessore tal altro - ma l'Assessore perché ha il compito di dare specifiche e determinate impostazioni al suo Assessorato e quindi ai suoi uffici tecnici nel ricusare determinati progetti. Mi rivolgo, ad esempio, all'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste per le famose strade interpoderali, qual era il professionista in gamba, il professionista competente? Era quello che riusciva a far passare la strada con il contributo regionale del 60% a complete spese del costruttore, quello era il professionista in gamba e non quello che tracciava la strada bene, che progettava la curva con il raggio di 10 metri o di 20 metri, ma era quello che riusciva a far pagare al Consorzio zero lire, anzi se poteva far incamerare al Consorzio due o tre milioni per le opere di manutenzione dopo.

Occorrono quindi uffici preparati per bocciare questi progetti, ricusarli, mandarli agli Ordini competenti, al Collegio geometri, al Collegio ingegneri affinché le parcelle non vengano pagate. All'Assessorato dei Lavori Pubblici idem, è giusto Consigliere Pollicini? L'Assessorato dei Lavori Pubblici non ha gli uffici competenti e neppure non competenti sufficienti a controllare i progetti. Consigliere Pollicini e Assessore Manganone, altro geometra, permettete di dirvi che voi potreste mandare una circolare a tutti i Sindaci, perché oggigiorno tutti i Comuni hanno dei geometri alle loro dipendenze, quindi geometri comunali, informandoli che, quando arriva un progetto di strade in cui le sezioni non sono quotate, il profilo non è quotato, non saranno guardati ma rimandati, rinviati e comunicati con una lettera, per conoscenza al Collegio, ai collegi competenti. Sarà una cosa assurda, ma noi facciamo parte della Commissione parcelle, e dopo che i lavori sono stati appaltati, quindi con tutti i crismi, noi facciamo rifare ai liberi professionisti, e mi includo, il progetto completo con tutti gli allegati per liquidargli la parcella e quindi, Signori miei, non diamo soltanto la colpa all'insieme dei professionisti, perché se c'è da colpire, colpiamo i singoli, e con questo si farebbe un piacere alla categoria.

Mettiamoci noi per primi quindi, diamo disposizioni precise ai nostri tecnici comunali e regionali, di rinviare gli allegati che non sono preparati convenientemente e vedrete che questo sconcio di progetti con perizie suppletive, con direzione lavori che da un progetto di 50 milioni passano poi a 100 milioni spariranno. Un altro consiglio è poi di dare l'incarico di direzione a colui che ha fatto il progetto, è meglio perché si risparmia il 25% sulla parcella. Voi logicamente non sapete queste cose, ma, ad esempio, se io faccio un progetto per 100 milioni di importo, la mia parcella sarà di 5 milioni, mentre se non faccio la direzione, avrò diritto al 25% in più, ma poi me ne laverò le mani. Se invece io faccio il progetto e poi la direzione, questo importo non sarà di 5, di 50 milioni o 100 come dal mio computo metrico e io ritengo che sarà doveroso da parte degli organi regionali e comunali di non più darmi degli incarichi perché ho avuto il compito di progettare e di fare la direzione dei lavori. È troppo facile qui scaricarsi, perché io ho avuto delle esperienze in merito come Sindaco in cui per un progetto dato dall'Amministrazione comunale, per un importo di 70 milioni e la direzione lavori all'Amministrazione regionale l'importo definitivo era di 100 milioni.

Sapete che cosa succedeva? Per uno scavo di sbancamento di 1000 metri cubi in progetto, lo scavo di sbancamento in direzione lavoro era di 1500, perché si erano scavati tre metri cubi in più attorno per dare una mano di anti-umidità e non è che si scavavano 50 centimetri, no, tre metri in più! Ecco, quindi, Signori miei, non cerchiamo di scaricare tutte le colpe sulla categoria ma cerchiamo noi politici di prenderci le nostre responsabilità superiori e di castigare chi professionalmente sbaglia.

Andrione (U.V.) - Credo che il discorso sia stato portato un po' troppo fuori, lasciamo da parte gli Ordini professionali e accettiamo i consigli che sono stati dati.

Per quanto riguarda quanto è stato detto dal Consigliere Pollicini, lo pregherei di farmi avere per iscritto le sue proposte in materia di riforma dell'attuale Assessorato dei Lavori Pubblici, per adesso non mi sembra che sia opportuno separare in due quel capitolo anche in relazione agli impegni presi con i discorsi che sono stati fatti sul decentramento amministrativo, sulle competenze da affidare ad altri Enti pubblici, per cui la posizione degli assistenti - se non vado errato, sono 83 in questo momento all'Assessorato dei Lavori Pubblici - potrebbe essere quella che si presterebbe meglio in quanto sono ancora in parte, dico solo in parte, estranei all'Amministrazione avendo il contratto degli edili. Concordo con lui nel senso che bisogna rinforzare le strutture dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, però per rinforzare non credo che si debba parlare di un rinforzamento puramente quantitativo, ma mi sembra che si debba parlare di qualità, non vorrei offendere nessuno ma forse è ora di parlare di ingegneri e non di 60 dattilografe, perché non si fa con 60 dattilografe un dirigente di un certo valore.

Se quindi mi farà avere quella nota, ne parlerò direttamente con l'ISAP quando discuteremo dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, ne potremo parlare insieme, sarà discusso in Consiglio, ci saranno delle valutazioni che possono anche essere divergenti ma comunque da opposte posizioni può nascere anche un'idea di sintesi migliore dei punti di partenza reciproci.

Per quanto riguarda l'intervento del Consigliere Monami, concordiamo con lui sulla finalità dell'Amministrazione regionale e crediamo anche che debba essere ridimensionato l'Assessorato dei Lavori Pubblici sotto questo aspetto, questo profilo, in quanto non crediamo che il nostro ruolo sia quello di fare gli impresari ma di dirigere le opere pubbliche nella Regione.

Se questo capitolo appare in questo momento particolarmente cospicuo nei confronti della situazione generale e nei confronti degli obblighi primari che abbiamo in materia di socialità, è dovuto al fatto che bisogna soddisfare promesse che da antica data sono state fatte, promesse che sono attese dalla popolazione e che noi riteniamo opportuno continuare, soprattutto in certi casi, cito, ad esempio, la strada di Champorcher, anche se noi non potremo fare molto di più di quanto non sia stato fatto in precedenza a spizzichi e bocconi con costi finali altissimi, perché costruendo un chilometro, mezzo chilometro alla volta una strada può venire a costare un'ira di Dio, e forse procedendo con uno stanziamento più alto per anno si potrà chiudere più in fretta, con grossi risparmi.

È per quello che questo bilancio che tiene conto di un certo passato, di certi impegni è così com'è e anche di certe revisioni di prezzo ma questo è un discorso che abbiamo già fatto.

Per quanto riguarda il tronchetto dell'autostrada, mi sono interessato personalmente della questione a diversi livelli, non posso dire di avere avuto una risposta veramente definitiva però posso dire che al 97,8% in questo momento il tronchetto non si farà, mancano circa 39 miliardi di lire.

Mappelli (D.C.) - Categoria II, "Beni immobili, macchine, attrezzature a carico della Regione", capitolo 556, 35 milioni, categoria III, "Trasferimenti", trasferimenti diversi, dal capitolo 561 al capitolo 566, totale trasferimenti diversi: 392 milioni, capitoli 571-572 soppressi, totale categoria III, "Trasferimenti", totale sezione IV: 2.937.000.000. Sezione V, "Azione e intervento nel campo delle abitazioni", capitolo 577, totale categoria III: 2.000.000, totale sezione V: 2.000.000, totale titolo II: 7 miliardi 469 milioni. Riepilogo Titolo II, "Spese in conto capitale", totale: 7.469.000.000. Riepilogo spese generali Assessorato Lavori Pubblici, totale generale: 8.761.400.000.

Assessorato della Pubblica Istruzione

Sezione II "Istruzione e cultura", categoria II "Personale", dal capitolo 580 al capitolo 583, totale categoria II: 1.197.500.000. Categoria III, "Personale scolastico", Scuole Materne, capitolo 587, totale scuole materne: 347.500.000, scuole elementari.

Chincheré (P.C.I.) - Intervengo su un capitolo specifico e dirò subito perché, in realtà voglio fare una domanda o, meglio, una serie di domande anche se vorrei prima motivarle. È ormai concetto accettato che il bilancio non è mai un fatto contabile nemmeno per le aziende private per quelle dedicate al profitto, in quanto anche loro devono tenere conto di una situazione politica generale e di una prospettiva di sviluppo generale e a maggior ragione quest'affermazione è valida per un'Amministrazione pubblica che, come tutti sanno, non ha scopi di lucro; ne deriva che il bilancio è la somma di quegli strumenti con i quali noi vogliamo fare una politica ma è altrettanto vero, soprattutto per un Assessorato delicato come quello della Pubblica Istruzione, che è molto difficile individuare dietro aride cifre una politica.

D'altro canto, se noi guardiamo le caratteristiche di questo dibattito sul bilancio, vediamo che, se si parla di agricoltura, viene fuori il problema dei tecnici, se si parla di Lavori Pubblici, viene fuori il problema dei tecnici, se si parla di edilizia, viene fuori il problema dei tecnici, se si parla più in generale dei problemi dell'autogoverno e dell'autonomia, viene fuori il problema della cultura, viene fuori, in sostanza, il problema della scuola. Purtroppo però in contrapposizione negativa a questo dato di fatto che oggi la scuola è uno dei centri del dibattito politico e amministrativo dell'Europa, dell'Italia, delle Regioni, dei Comuni, attraverso un discutibile, a mio avviso, silenzio dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, in fase di discussione generale e alla scarsità degli elementi emersi dalla brevissima risposta/relazione del Presidente della Giunta...almeno se volete un'autocritica personale, non abbiamo capito le intenzioni di questa maggioranza in ordine ai problemi posti dall'esistenza della scuola. Anzi, se abbiamo capito una cosa, è una cosa sulla quale non siamo d'accordo, rammento a memoria il voto negativo della maggioranza su quell'ordine del giorno presentato dal Gruppo Comunista sul problema dei decreti delegati, però al limite può essere stata una presa di posizione limitata a quell'argomento lasciando salvo tutto il discorso più generale, e rammento ancora che le motivazioni adottate per quel voto contrario sono perlomeno pretestuose in quanto il 30 settembre 1975, ultima data entro la quale il Governo dovrà emettere quel decreto, non è così lontana da consentire al Consiglio regionale e a chi è interessato a questo problema di rinviare ulteriormente la definizione dei distretti scolastici.

Ecco, in sostanza, la domanda che ho cercato di motivare è questa proprio perché dalle cifre non viene fuori ed è impossibile che venga fuori, non è una considerazione negativa nei confronti del bilancio perché non può venire fuori perché gli insegnanti, le strutture scolastiche costano sia per fare un tipo di scuola, sia per farne un altro, non è possibile che venga fuori dal bilancio. Ecco, allora noi chiederemmo se è possibile, pur in linea di massima, sapere quali sono le intenzioni di questa maggioranza - o se qualcuno preferisce di questa Giunta, autodefinitasi, in base non si sa bene a cosa, regionalista, autonomista e valdostana - cosa intende fare sul problema della scuola.

Viglino M. Ida (R.V.) - Credo che le dichiarazioni programmatiche del Presidente all'atto dell'insediamento di questa Giunta siano state abbastanza chiare evidentemente a tutti, è evidente la gravità della situazione della scuola valdostana ma non si può neanche pretendere da una Giunta di transizione di prendere delle posizioni in questo momento. Le posizioni che possiamo prendere ora sono molto semplici. Noi abbiamo cercato di fare dei passi al centro, a Roma, per accelerare l'emanazione della legge delega e non soltanto questo. Abbiamo anche fatto dei passi affinché le nomine degli insegnanti a tempo indeterminato e che avevano diritto a una nomina siano riconosciute e, in questo momento, noi attendiamo una risposta perchè ci siamo mossi non soltanto nella direzione del Ministero della Pubblica Istruzione, ma anche nella direzione della Corte dei Conti, perché, evidentemente, le nomine di cui sto parlando avrebbero dovuto essere fatte in base a un decreto di cui finalmente abbiamo potuto avere una fotocopia, un decreto che era stato inviato a tutti i Provveditorati agli Studi e non era stato inviato qui alla Sovraintendenza agli Studi data la situazione particolare della Valle d'Aosta. Come sapete, in Valle d'Aosta non ci sono gli organici, quindi noi in questo momento, in questo brevissimo tempo stiamo cercando di fare tutto il possibile affinché vengano riconosciute le nomine che sono state effettuate in base alla delibera n. 4571 in data 25 novembre 1974.

Per quanto riguarda l'altro argomento del decreto delegato per la Valle d'Aosta, abbiamo saputo soltanto pochi giorni fa che la data era stata cambiata dalla Commissione della Camera e spostata al 30 novembre 1974, il che riporta certamente il problema sul fatto che deve tornare al Senato e quindi ritarderà ancora un po' e di questo fatto siamo molto spiacenti. L'argomento è gravissimo e non può essere oggetto di una discussione approfondita in questo momento, è già stato oggetto di una discussione al Consiglio regionale e si è chiuso con la votazione che il Consigliere Chincheré ha richiamato al momento della discussione dell'ordine del giorno. Naturalmente è nostra intenzione riprenderlo al più presto assieme alle Organizzazioni sindacali statali e alle forze sociali, certamente non è un argomento che possiamo decidere noi; d'altra parte non dipende soltanto dalla Regione Valle d'Aosta ma dipende anche da Roma perché questo decreto delegato dovrà essere emanato dal Governo. Non è che noi abbiamo trascurato questo fatto, ma il Consigliere Chincheré mi permetterà di dire che in neanche due mesi abbiamo avuto talmente tanti argomenti da portare avanti che non abbiamo ancora trovato il tempo necessario per fare le riunioni a cui accennavo. Ho avuto dei contatti con le Organizzazioni Sindacali e abbiamo concordato di rimandare il discorso a dopo l'approvazione del bilancio, quando finalmente avremo un pochino più di tempo perché non è qualche cosa che si può concludere in due ore di tempo.

Vorrei anche ricordare una cosa, cioè che abbiamo sì 24 ore di tempo in un giorno, ma mi sia permesso dire che dopo 12 ore di lavoro si ha anche il diritto di tornarsene a casa. Non credo quindi di essere venuta meno ai miei doveri, che erano prima di tutto la ristrutturazione e il funzionamento degli uffici, per aver lasciato a dopo il bilancio una discussione così importante. Infatti se noi non abbiamo alle spalle le strutture necessarie, possiamo fare degli splendidi discorsi e possiamo qui, in questa sede, stabilire un sacco di cose ma poi al momento della realizzazione noi ci troviamo nella impossibilità di portarle avanti.

Mi si è inoltre rimproverato di non aver fatto nessuna dichiarazione in sede di discussione generale. Io aspettavo di avere delle domande, ma se volete che lo faccia adesso e che vi dica la mia impressione sull'Assessorato della Pubblica Istruzione, io sono pronta e non vedo perché il Consigliere Chincheré scuote la testa dicendo di no. Quello che ho da dire è molto breve e non farò certo perdere molto tempo. Io trovo - e l'avevo già detto una volta in un intervento l'anno scorso - che il difetto stia alla base. In questo Assessorato esiste un ufficio solo mentre ne dovrebbero esistere due, cioè ci dovrebbero essere le strutture per la Sovraintendenza agli Studi e le strutture per l'Assessorato della Pubblica Istruzione, altrimenti capita quello che è avvenuto durante tutto questo periodo: che l'Assessore funziona da Sovraintendente e il Sovraintendente funziona da Assessore, ingenerando un'enorme confusione perché, dato che non c'è stata questa divisione, evidentemente le cose finiscono per accavallarsi.

D'altra parte io ritengo che la Commissione consiliare Pubblica Istruzione dovrebbe essere investita di tutti i problemi che riguardano l'Assessorato della Pubblica Istruzione perché altrimenti si corre il rischio di risentire troppo delle sollecitazioni interne e di vedere disperdere il denaro pubblico in quei mille rivoli a cui accennava l'Assessore Fosson nel suo discorso iniziale. Io penso, anche se non posso dire se rimarrò a lungo in qualità di Assessore, ma se questo dovesse avvenire, certamente desidererei essere collegata continuamente con la Commissione Pubblica Istruzione perché una persona sola non è in grado di sostenere un Assessorato così complicato come quello della Pubblica Istruzione e ha bisogno di organi collaterali.

Voglio solo qui fare un cenno, per esempio, a quanto ho sentito dire dal Consigliere Dolchi per diverse volte intervenendo per segnalare non dico lo spreco, ma insomma per richiamare l'Assessorato dell'Industria e Commercio per quanto riguarda il costo del loro Bollettino. Cosa dovrei dire io per quanto riguarda la stampa e le pubblicazioni che sono state fatte e che purtroppo si fanno ancora presso l'Assessorato della Pubblica Istruzione?

Io potrei fare degli esempi e una relazione su questo che riguarda senz'altro un argomento interessante. Io non parlo del contenuto, parlo semplicemente della stampa che è stata fatta. Le développement touristique de la Vallée d'Aoste vu par les jeunes, con l'aiuto del Centro ecologico e du Centre valdôtain pour la didactique des sciences de l'information écologique, è una pubblicazione che costa fior di quattrini e che avrebbe potuto benissimo essere fatta in una dimensione molto diversa. Per quale motivo ci deve essere tanto bianco? E per quale motivo il corpo tipografico deve avere questo taglio? E queste considerazioni le possiamo fare per quasi tutte le pubblicazioni, pubblicazioni che costano centinaia di milioni all'Amministrazione pubblica. Faccio solo presente che da Grenoble ci è giunto le Bulletin mensuel de l'Académie delphinale e su questo Bollettino scrivono personalità del tipo del Dottor Bernard Janin oppure del Professore Marc Lengereau, che non si vergognano di scrivere su Bollettini che, per quanto riguarda il costo tipografico, certamente non incidono eccessivamente. E non sono solo questi i problemi dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, c'è tutta una questione di corsi, di scuole private che sono state aiutate, ora noi dalla Commissione Pubblica Istruzione non siamo mai stati interpellati sull'utilità e la scelta di questi corsi privati, su quali dovevano essere sostenuti e avevano dei fini veramente sociali e quali invece dovevano essere lasciati a sé.

Dunque, io ho solo citato alcuni dei problemi dell'Assessorato della Pubblica Istruzione e di più cosa volete che vi dica? Avete sentito che la nostra Giunta ha un termine e in questo termine noi dovremmo fare tutto, ma come? Insomma! Quando si parla di Giunta di transizione e si fa cenno a qualche mese, mi sembra che l'interpretazione sia molto chiara e credo che il Consigliere Ramera ieri sia stato piuttosto preciso sull'argomento.

D'altra parte io non voglio qui insomma fare l'autodifesa di me stessa, per carità! Se io avessi potuto far di più, l'avrei fatto volentieri, ma ricordatevi che anche in questi due mesi abbiamo avuto lunghe sedute al Consiglio regionale, abbiamo anche delle Giunte da portare avanti e non soltanto il discorso dell'Assessorato della Pubblica Istruzione. Avete avuto cinque anni per portarlo avanti questo discorso e allora come mai dai banchi di questo Consiglio spesse volte abbiamo sentito fare dei rimproveri a questa povera Giunta fantasma come la chiamate.

Questa Giunta ha cercato di dare tutto il possibile ma, come ho detto, ci sono dei limiti anche alla natura umana, eppure abbiamo cercato veramente di andare oltre questi limiti e, come dico, ho già avuto dei contatti, mi sono già interessata per quanto riguarda la scuola materna, c'è una legge che doveva essere fatta per l'agosto del 1974 e che non è stata fatta, che dovrò affrontare al più presto perché altrimenti tutti i nostri insegnanti delle scuole materne subiranno un enorme danno.

Ho portato avanti un discorso, limitato, lo riconosco, sui bambini handicappati e ho fatto fare una ricerca presso le scuole materne, ho cercato insomma di interessarmi del maggior numero di problemi, ma tutto non ho potuto fare e quindi chiedo scusa, mi dispiace moltissimo ma con questo non credo di essere venuta meno a quello che era il mio dovere e perciò subito dopo il bilancio io sono disponibile per aprire la questione del decreto delegato della scuola.

Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Lanivi e poi al Consigliere Chincheré.

Lanivi (D.P.) - Forse ha ragione l'Assessore Viglino quando dice che il problema della scuola è uno dei problemi più delicati e direi che la stessa sede, cioè in sede di bilancio regionale...il discorso così come si è svolto, dà poco spazio per affrontare un discorso che, secondo me, è uno dei più importanti per l'avvenire della nostra Regione. D'altra parte bisogna riconoscere...e credo che l'esperienza dei passati Assessori alla Pubblica Istruzione possa testimoniare della pericolosità e anche della scomodità di quella poltrona, poltrona che è irta di pericoli, di rischi, direi che i lati negativi e le scomodità superano ampiamente questi discorsi. In questi anni è stato forse l'Assessorato più aggredito dalla Regione nel suo insieme, insieme a pochi altri Assessorati; dobbiamo dire che molti altri Assessorati hanno avuto grossi problemi da affrontare, però uno sviluppo così complesso e così intenso di richieste come avvenuto nel settore dell'educazione in questi pochi anni, si è verificato solo in un altro Assessorato, che considero altrettanto difficile, e che è l'Assessorato della Sanità e dell'Assistenza pubblica.

Direi che l'esplosione della richiesta della popolazione che aveva soddisfatto i primi bisogni elementari si sta giustamente rivolgendo nel campo dell'educazione e a questa crescente e ormai gigantesca domanda da parte della Comunità valdostana l'Amministrazione regionale deve far fronte con una struttura decisamente inadeguata. Ecco le difficoltà a cui l'Assessore alla Pubblica Istruzione oggi deve far fronte; non è soltanto però un problema quantitativo di volume di lavoro, è anche un problema di caratteristica attuale dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, così come si è venuto a creare in questi anni e mi sento di condividere non dico la soluzione perché la dobbiamo esaminare, ma la mancanza di un qualche cosa di cui oggi l'Assessorato della Pubblica Istruzione necessita, credo che sia da dare come scontato.

L'Assessorato della Pubblica Istruzione, oggi come oggi, è un ufficio che può registrare ma non può studiare, né programmare, né progettare, per cui per le caratteristiche che ha avuto e che ha l'Assessorato della Pubblica Istruzione ogni qualvolta si pone di fronte a un problema, come, ad esempio, la scuola e l'educazione in Valle d'Aosta, che oggi si pone in termini completamente diversi di qualche anno fa o di qualche lustro fa, l'Assessore di trova solo nel suo ufficio e non sa a chi domandare o a chi chiedere consigli o aiuti che gli sono necessari perché comprende le conseguenze e le gravità delle decisioni che deve assumere.

Io quindi, anche per il taglio nella parte iniziale del discorso, Assessore alla Pubblica Istruzione, mi riservavo, più che intervenire articolo per articolo, di fare cosa utile indicando al Consiglio regionale, che, secondo me, deve, se vuole essere all'altezza della situazione, affrontare il problema dell'educazione come problema essenziale e centrale dello sviluppo della nostra Regione.

Questa mattina, direi nel dibattito forse lungo e qualche volta stanco su questo bilancio, è venuta fuori una richiesta comune a tutti gli Assessorati, cioè quella della formazione dei tecnici. Io mi stavo chiedendo mentre si discuteva dell'Assessorato dell'Agricoltura, che è l'Assessorato che ha più competenti in questo Consiglio, perché gli interventi sono a 360 gradi, ma un'agricoltura per esistere ha bisogno di agricoltori, e si è parlato continuamente di macchine, di concimi, di fertilizzanti, di aiuti che sono validi, tutte cose valide, ma pensavo all'agricoltore di domani chi lo formerà? E la scuola di oggi, le strutture educative di oggi dell'Amministrazione regionale sono in grado di formare l'agricoltore di domani senza il quale non può andare avanti nessuna agricoltura? E i tecnici e i funzionari dell'Amministrazione regionale? Si parlava di professionisti ma sappiamo benissimo - chi ha fatto l'esperienza nella scuola di Aosta - come le nostre scuole diano poco o niente di dotazione personale, professionale per fare fronte alle esigenze della Regione, tenuto conto delle caratteristiche e delle esigenze della nostra Regione, almeno parlo delle esperienze scolastiche ai miei tempi. Nessun insegnante mi ha mai detto che in Valle d'Aosta si costruiscono le case con certi materiali e ci possono essere dei testimoni, qui credo di aver avuto anche dei colleghi a quei tempi. I temi, gli elaborati che avevamo nelle nostre scuole erano le progettazioni di ville, mai nessuno ci è venuto a dire che in Valle e nell'arco alpino, perché non è solo il problema della Valle d'Aosta, quando si progetta, si devono usare certi materiali, mantenere determinate caratteristiche, tenere presenti certe esigenze, quindi oggi, più che addentrarmi articolo per articolo, vorrei riassumere i termini essenziali del problema della scuola.

Mi pare che esista un problema fondamentale ed è il rapporto con il Governo centrale. Oggi questo tipo di problema ha un suo punto saldo ed è l'emanazione del decreto speciale per la Valle d'Aosta di cui all'articolo 19 della legge 30 luglio 1973, n. 477. Questo, secondo me, è un momento, è un appuntamento, è un'occasione estremamente importante per la scuola valdostana perché si tratta di definire o meno i limiti, i confini, le libertà della Regione in questa materia, con tutto quello che può conseguire da una scelta centrale piuttosto che un'altra e, secondo me, la Regione, tenuto conto delle giuste esigenze degli insegnanti, non può assolutamente mollare le competenze, i diritti sanciti dallo Statuto speciale.

Il Governo doveva già emanare questo decreto delegato entro il mese di maggio, speriamo che ciò avvenga e ce lo auguriamo tutti perché questo è un interesse generale della Valle, qui non si tratta di fare discorsi di parte, voglio solo ribadire l'importanza fondamentale di questo decreto che deve sancire la libertà e i limiti di autonomia della Regione in questo campo. Questo è un primo problema, ma vi è un secondo problema, riassumo la posizione che ci aveva guidati per definirlo e cioè tenere conto delle giuste rivendicazioni, delle giuste richieste e esigenze della classe insegnante compatibilmente e nei limiti dei diritti della Regione sanciti dallo Statuto. Mi pare che questo sia un problema non solo regionale, ma che investe tutto il Paese, ed è di stabilire l'utilità della scuola rispetto alla comunità. In Valle d'Aosta questo vuol dire: primo: l'ingresso o l'adesione o la connotazione particolare della scuola in Valle d'Aosta, e chi ha fatto esperienza nella nostra scuola sa che la cultura locale è completamente assente e, quando parlo di cultura locale, non voglio solo intendere la storia della Regione illustrata e presentata in un volumetto, ma inserire nell'animo nei nostri ragazzi, ai vari livelli, la coscienza di vivere in una particolare realtà, con particolari bisogni e particolari caratteristiche; secondo: il problema della scuola secondaria superiore e qui il discorso dell'utilità forse è più immediato. Ogni anno - e oramai ci dobbiamo rendere conto che i numeri hanno acquistato un volume molto grande - abbiamo centinaia di geometri, centinaia di ragionieri, centinaia di maestri, abbiamo oltre un migliaio di iscritti alle nostre Università che, quando escono e hanno raggiunto l'agognato pezzo di carta e si presentano alla nostra comunità per vivere e lavorare, non trovano più spazio per loro. Questo, come dico, non è un problema della Valle d'Aosta, è un problema che investe il Paese intero e deve attirare la nostra attenzione per studiare e proporre e, nei limiti delle nostre libertà, vedere cos'è possibile fare per la ristrutturazione della scuola secondaria superiore.

Io l'anno scorso nell'intervento sul bilancio avevo fatto notare come studiando la struttura demografica della nostra Regione verifichiamo un salto tra i 20 e i 25 anni che si giustifica solo con un esodo e un'uscita, un'emigrazione forse di diplomati dalla nostra Regione.

Il terzo problema, che è collegato al secondo, è il discorso sulla scuola secondaria che va collegato con la questione della formazione professionale che è stata sollevata da questi banchi. Questo che cosa vuol dire? Che ogni Assessorato si deve mettere in testa di fare dei corsi di specializzazione? Secondo me, no, tutto il discorso formativo ed educativo molto probabilmente deve essere gestito da un unico centro che deve essere l'Assessorato della Pubblica Istruzione, naturalmente non nelle condizioni attuali.

C'è poi il problema della garanzia del diritto allo studio. Finora la Regione, credo, abbia fatto dei grossi passi in avanti. Il tipo di intervento che la Regione, lentamente, negli anni, assicura agli studenti forse non ha corrispondenti nelle altre Regioni, nelle altre realtà italiane. Qui forse non si tratta più di aumentare contributi o di aumentare sussidi, il problema - e qualcosetta avevamo cominciato a discutere a livello di Commissione Pubblica Istruzione - è molto probabilmente di definire un provvedimento quadro e di risolvere alcuni problemi che nelle condizioni attuali e con questi interventi legislativi, come abbiamo visto, non riusciamo più a risolvere.

Il problema che ho lasciato per ultimo è il riordino dell'Assessorato. Credo che chiunque sia andato o vada all'Assessorato della Pubblica Istruzione non può che ricavarne un'impressione di spavento e direi di impotenza allo stesso tempo. Il riordino dell'Assessorato, secondo me - e questo è un discorso a cui credo, ne sono convinto -, è il riordino della struttura regionale, che non è una somma di riordini di Assessorati. Infatti non è ingigantendo l'Assessorato dei Lavori Pubblici poi quello della Sanità e quello dell'Istruzione Pubblica e poi quello del Turismo, eccetera, che avremo una struttura regionale che funziona, il problema da risolvere è il decentramento, è definire quante cose vuole mantenere la Regione e quante funzioni può delegare.

Bisogna affrontare il problema del riordino di ogni Assessorato però nell'ambito di una cornice che renda compatibili i singoli settori con il quadro generale e su questo discorso vorrei solo citare appunto i corsi. D'ora in poi la tentazione sarà di moltiplicare i corsi di specializzazione che ogni Assessorato cercherà di fare per sé stesso con il rischio di avere delle sovrapposizioni, senza un coordinamento generale che dia la possibilità alla Valle di avere quei tecnici che a ogni livello, in ogni momento ogni settore può richiedere. Secondo me, il tema dell'istruzione, dell'educazione in generale è un tema molto grande e mi pare di avere già detto una cosa del genere in un intervento del passato. Secondo me, non sarebbe male che il Consiglio regionale meditasse su questo argomento anche qualche giornata perché ne varrebbe la pena.

Chincheré (P.C.I.) - Innanzitutto vorrei dire che condividiamo in larghissima parte, ma veramente molto ampia, quello che ha detto il Consigliere Lanivi sul problema della scuola, anche perché mi sembra che, al di là delle eventuali differenziazioni che ci sono su alcuni problemi specifici e anche come metodo di impostazione, il suo intervento fosse pertinente, centrava il tipo di problema che avevo cercato di sollevare in precedenza e al quale mi sembra invece l'Assessorato o l'Assessore non abbia in realtà risposto.

Vorrei soltanto rammentare - e su questo argomento non dirò nulla - che le enunciazioni del Presidente della Giunta all'atto del suo insediamento sono state una sequela di affermazioni ma non c'è stato nessun successivo intervento, né concreto, né orale, che abbia dato dei contenuti su come si intende e che significato si dà a quelle affermazioni e come si intende riempirle.

E allora, in realtà, a questo problema questa maggioranza né allora, né oggi, almeno fino adesso, ha risposto." È vero però - dice l'Assessore alla Pubblica Istruzione - sono due mesi che siamo qui e non possiamo pretendere" e poi quasi in contrapposizione dice: "voi in quattro anni cosa avete fatto?". Due problemi, è vero, voi siete lì da due mesi e sappiamo anche come ci siete arrivati ed è un dato di fatto. Noi infatti non abbiamo chiesto, io non ho chiesto cosa in concreto avete già fatto o cosa fate domani in concreto per portare a soluzione certi problemi. Ho soltanto chiesto qual è l'impegno che questa maggioranza o le forze politiche singolarmente che compongono questa maggioranza, che a quanto sembra cascherà domani o dopo domani, intendono portare avanti nella loro autonomia, in maggioranza o all'opposizione per la soluzione del problema della scuola. La domanda era questa, perché evidentemente mi rendo conto che in due mesi non si può fare la riforma della scuola in Valle d'Aosta. Cosa ha fatto la precedente maggioranza io lo vorrei rammentare. Sul problema dei decreti delegati la presenza di quella maggioranza, pur con alcuni limiti da noi denunciati come componente comunista di quella maggioranza...c'è stata una posizione, una puntualizzazione precisa, una presa di posizione sinceramente e realmente autonomista.

Le scuole materne hanno avuto un grande sviluppo in questi anni perché ci si era posti questo problema e indubbiamente oggi la situazione delle scuole materne in Valle d'Aosta è estremamente migliore, è decisamente migliorata rispetto a quella che era tempo fa.

Sul problema della scuola media superiore in Bassa Valle, appena prima della crisi, quella maggioranza si era riunita e aveva elaborato un documento che, se non vado errato, giace presso la Presidenza del Consiglio ed è una proposta che, se la maggioranza avesse durato, avremmo portato in Consiglio a breve scadenza per un confronto sul problema della scuola media in Bassa Valle.

L'inserimento, o i primi approcci per l'inserimento degli handicappati nella scuola materna e nella scuola elementare è avvenuto da parte di quella maggioranza, perciò io direi che queste cose sono avvenute, e andrei abbastanza cauto nel dire che quella maggioranza sul problema della scuola non ha molte cose da dire perché non ha nulla da difendere e nulla da rivendicare, ecco innanzitutto questa precisazione. La domanda però è ancora un'altra sul problema del decreto delegato, io non metto in dubbio che la Signorina Viglino ogni tanto telefoni al Ministro, però la domanda che noi avevamo già posto ieri e che riponiamo oggi è per sapere che tipo di rapporto questa maggioranza intende avere nei confronti di quella bozza di decreto delegato e se intende già oggi mobilitarsi attraverso, giustamente, la Commissione Pubblica Istruzione, anche attraverso quell'organismo che deve dare un grosso contributo al lavoro dell'Assessorato per mettere in piedi, per delineare quei famosi distretti scolastici, che sono una delle componenti fondamentali del rinnovamento della scuola.

Vorrei anche ricordare che alcune questioni sulle quali noi non abbiamo fatto richieste, ad esempio, lo stato dell'Assessorato, non è che non ci interessi ma non è assolutamente pertinente rispetto al tipo di domanda posta. Possiamo anche rispondere che sulle stampe dei bollettini lussuosi non siamo d'accordo, possiamo anche rispondere, con tutta tranquillità, che la scuola privata a meno che non si autofinanzi per conto suo, e nessuno glielo può impedire, non ci trova assolutamente d'accordo da chiunque sia gestita, qualunque tipo di scuola privata essa sia, perché noi siamo per la scuola pubblica e non certo per quella privata. Ecco in realtà le domande sono queste: chiediamo quali sono le proposte sul problema della scuola che questa maggioranza fa, e non ne chiediamo la realizzazione in questi 2 mesi o nei prossimi 15 giorni. Le altre cose lasciano il tempo che trovano non perché siano cose di seconda categoria, ma non sono rapportate al tipo di domanda, a meno che la Signorina Viglino non voglia confermare l'affermazione che ha fatto ieri e che io qui ho testualmente, e che diceva: "io non so dare un indirizzo politico", sia un po' il riassunto di una posizione di questa maggioranza sul problema della scuola. Allora diciamo chiaramente però, per esigenze di chiarezza reciproche, che sul problema della scuola si fa della buona ma normale amministrazione, così noi siamo tranquilli perché sappiamo con chi parliamo, voi siete tranquilli perché ci avete dato la vostra posizione sulla scuola e la battaglia la faremo su un terreno diverso e in momenti diversi da questo.

Caveri (U.V.) - Sono iscritti a parlare il Consigliere Benzo e il Presidente della Giunta. La parola al Consigliere Benzo.

Benzo (D.P.) - Vorrei fare brevemente, proprio per quanto attiene alla formazione che è strettamente legata all'informazione, in quanto ritengo che sul problema dell'educazione, dell'istruzione tutti siamo consenzienti sulla necessità di valorizzarla o di portare la nostra Regione ad un tale livello che ci consenta per il domani di avere della gente veramente preparata, un invito all'Assessore alla Pubblica Istruzione in questo senso. Abbiamo avuto in questi giorni un momento, che definirei felice, sia pure come primo passo nella costituzione dei vari Consigli di circolo e di istituto. Questa partecipazione di docenti, di genitori e di studenti mi sembrerebbe estremamente valida se trovasse subito, fin dall'inizio, una stretta collaborazione con gli organismi, in particolare con l'Assessore alla Pubblica Istruzione, quando questi organismi saranno insediati, proprio per un apporto dalla base in questo senso, per iniziare una ristrutturazione e una modificazione, se vogliamo avviarci verso una riforma nel settore della scuola portata dagli stessi componenti di tutto l'arco della nostra vita sociale e sappiamo quali possono essere gli elementi diciamo prioritari. Io ritengo di indicarne alcuni, tra cui la valorizzazione dell'asse culturale, la definizione di alcuni profili tecnici, di programmi, lo stesso aggiornamento degli operatori del settore mi sembrano fondamentali, prioritari come scelte, come indirizzi di fondo. Se vogliamo modificare non più dall'interno come potremo fare nei vari Consigli di istituto o di circolo, ma con la diretta partecipazione dell'Assessorato della Pubblica Istruzione competente, mi pare estremamente importante sentire effettivamente la voce di coloro i quali hanno già operato nel settore della scuola, la hanno vissuta e la stanno vivendo nell'esperienza della vita e di coloro i quali si devono ancora formare e che noi vogliamo che siano formati bene come cittadini.

Andrione (U.V.) - Se sul piano strettamente scolastico possiamo approvare gran parte di quanto è stato detto dal Consigliere Lanivi, non ci sembra che il discorso dell'educazione, come viene chiamata in quasi tutti Paesi, possa limitarsi alla gestione del personale e al problema della scuola in sé stesso, come scuola, come struttura, anzi come infrastruttura.

Per quanto riguarda le libertà in materia della Regione, ricordo che anche su questo progetto di bilancio è scritto: "decreto luogotenenziale Capo provvisorio dello Stato 11 novembre 1946 n. 365" e prego il Consigliere Chincheré di leggere l'articolo 1 di detto decreto, che per noi è in vigore, non lo abbiamo mai nascosto, e quindi in materia di libertà di scuola crediamo di sapere in che maniera siamo autonomi...tutte le scuole di ogni ordine e grado esistenti in Valle d'Aosta dipendono esclusivamente dalla Regione e i decreti delegati non sono il punto caldo, possono soltanto specificare oggi in quale maniera la Regione - e possiamo essere d'accordo - gestisce la scuola, che è uno degli aspetti dell'educazione. In tale materia è evidente, è palese, e deve essere detto che a questa Regione mancano totalmente le strutture per fare un discorso culturale di un certo valore. Mancano a livello di Regione, di Assessorato, ma mancano a livello di infrastrutture sul territorio, non ci sono quasi biblioteche, una carenza quasi totale di musei, non c'è assolutamente un tessuto dal quale possa nascere l'esigenza di una scuola differente. La scuola non si fa a colpi di decreto, si fa in base alla cultura di una popolazione in un dato momento storico, non l'ho scritto io, e non cito, perché se faccio delle citazioni, poi va a finire male.

Per quanto riguarda in particolare alcuni problemi e cioè come ci comporteremo con il Governo centrale per quanto riguarda i decreti delegati, dico che abbiamo votato, con altri, un ordine del giorno con cui abbiamo voluto che fosse inserito un riferimento specifico al decreto luogotenenziale del Capo provvisorio dello Stato 11 novembre 1946 n. 365. Manteniamo fede a quella posizione, non la cambiamo; d'altra parte non potrebbe essere cambiata perché l'articolo 4 dello Statuto, legge costituzionale, dice che sono devolute alla Regione le competenze amministrative della materia in cui ha competenza legislativa. Si leggano gli articoli 2 e 3 dello Statuto e si vede che la Regione ha competenza legislativa in materia di scuola materna, elementare e media, competenza legislativa primaria in materia di istruzione professionale, distinzione oggi discutibile ma che nello Statuto è stata scritta così.

Per quanto riguarda le scuole materne, credo di non essere il solo a pensare - almeno eravamo in due a un certo momento con il Consigliere Dolchi - che sarebbe stato meglio che la Regione si fosse fatta la sua scuola materna e non avesse ripreso il sistema dello Stato, comunque è una legge che esiste, la applicheremo e andremo avanti in quella materia.

Per quanto riguarda la scuola secondaria superiore di secondo grado nella Bassa Valle, non mi sembra che abbiamo mai nascosto il nostro pensiero, non crediamo assolutamente a certi pseudo-rivoluzionarismi che vorrebbero rifare a Pont Saint Martin e Donnas un tipo di scuola assolutamente nuovo, mentre nel resto del Paese questa scuola non esiste e non è programmata, non è progettata, non si sa che cosa insegna, per cui faremo quello che avevamo detto che volevamo fare e cercheremo di estenderlo il più possibile.

Per quanto riguarda invece gli altri aspetti che sono fondamentali nella cultura del nostro Paese, crediamo che ogni riforma seria parta dalla base e la base in materia di cultura è l'Università e fino a quando le Università italiane saranno le peggiori del mondo, perché di certe lauree si vergognerebbero nel Congo, non ci sarà mai un discorso serio in materia di cultura in Italia e tutti i laureati di valore in Italia fanno degli stage all'estero, in Russia, negli Stati Uniti, in Francia, in Inghilterra, in Germania, dove volete, però non in Italia, con un'unica eccezione che è la Scuola normale superiore di Pisa per quanto riguarda le matematiche pure, punto e basta. Allora non crediamo che sia serio venire a fare dei discorsi di un certo tipo in questa Regione, quando in realtà l'unico compito dell'Assessorato della Pubblica Istruzione per numerosi anni è stato quello di gestire male il personale scolastico.

Mappelli (D.C.) - Scuole elementari dal capitolo 589 al 594, totale scuole elementari: 3.343.000.000. Scuole secondarie 1° grado dal capitolo 600 al 604, totale: 1.825.000.000. Scuole secondarie di secondo grado dal capitolo 611 al capitolo 616. Istituti e scuole di istruzione professionale dal capitolo 622 al 626. Corsi di scuole serali e professionali capitolo 627. Convitti nazionali capitolo 630, totale convitti: 103.000.000, Scuola popolare, capitolo 633. Riepilogo categoria "Personale scolastico", totale categoria III "Personale scolastico": 7.129.000.000. Categoria IV "Acquisto beni, servizi", dal capitolo 638 al capitolo 650. Categoria V "Trasferimenti", dal capitolo 652 al capitolo 657, "Contributi e sussidi", dal capitolo 558 al capitolo 666. Riepilogo Titoli I "Spese correnti", totale "Spese correnti": 9.958.500.000. "Spese in conto capitale", Sezione II "Istruzione e cultura", categoria II capitolo 670: 55.000.000, totale titolo II: 55.000.000. Riepilogo "Spese in conto capitale", totale titolo II, Riassunto generale delle spese Assessorato della Pubblica Istruzione, sezione II "Istruzione e cultura" 9.958.500.000, totale generale Spese dell'Assessorato della Pubblica Istruzione: 10.013.500.000

Assessorato della Sanità e Assistenza sociale

Sezione III, "Azione e intervento in campo sociale", "Uffici centrali" dal capitolo 676 al capitolo 681, totale spese "Uffici centrali": 271.800.000, "Servizio regionale assistenza all'infanzia ", dal capitolo 683 al capitolo 685. Centro di medicina preventiva, capitolo 694, totale: 15.000.000. Laboratorio regionale di igiene e profilassi, dal capitolo 695 al capitolo 698, totale "Spese laboratorio": 128.000.000, totale categoria II "Personale": 491.500.000, dal capitolo 701 al capitolo 711, totale Spese Sanità: 299.500.000.

Benzo (D.P.) - Per questo capitolo - e mi ricollego anche ad alcune discussioni fatte antecedentemente, diciamo indicazioni - mi sembra effettivamente opportuno rinnovare o riportare l'attenzione della Giunta e dell'Assessore competente in questo caso a quanto aveva sottolineato poc'anzi l'Assessore alla Pubblica Istruzione Lanivi e cioè sulla necessità effettiva di riunire e condensare tutto ciò che riguarda i corsi di addestramento e specializzazione di personale. In particolare noi avevamo iniziato a svolgere degli incontri tra l'Assessorato Pubblica Istruzione e la Sanità proprio ai fini di una visione generale del problema e in particolare io sottolineerei l'estrema importanza che ho potuto verificare in questi anni da parte di giovani che venivano a richiedere possibilità di impiego, di occupazione, di fare qui in Valle dei corsi per puericultrici e per vigilatrici di infanzia, per esempio, riuscire a farli noi, a creare noi i nostri tecnici. Parliamo tanto di qualificazione ma purtroppo siamo ancora carenti in questo settore, non abbiamo ancora noi stessi la possibilità di mettere in condizioni i nostri giovani di trovare un domani quegli spazi che sono loro necessari, tanto più se vogliamo poi adempiere a delle leggi...in questo caso, altro aspetto del problema, e sarà opportuno qui richiamare l'attenzione da parte della Giunta e dell'Assessorato competente...alle Amministrazioni comunali che ne avevano fatto richiesta, della costruzione, per esempio, di questi asili-nido che in effetti sono necessari. È una legge che era stata definita buona, diciamo, quanto meno anche in campo nazionale, purtroppo, fatta la legge, ci trovammo nelle condizioni che, salvo il Comune di Châtillon, gli altri Comuni sono ancora del tutto carenti e sappiamo quante e quali sono le richieste in questo settore. Dovremmo trovarci preparati, da un lato, ad avere le strutture necessarie e, dall'altro lato, abbiamo la possibilità di dar lavoro a tanta gente nostra che purtroppo deve andare fuori, noi la aiutiamo, li aiutiamo ad andare a Torino, a Ivrea, ma li mettiamo in condizioni di disagio, solo giorni fa dei genitori dell'Alta Valle avevano dei figlioli in condizioni di difficoltà perché città come Torino, Genova, Milano non ci danno posti per questi nostri studenti.

Ho parlato di questo settore che mi sembra importante, ma il discorso pregherei la Giunta di vederlo su un piano più generale e identicamente farei un'altra raccomandazione in questo senso all'Assessore alla Sanità. Visto che l'attività messa in moto nel Centro di medicina preventiva regionale nella sua articolazione attuale procede, penso che sia uno dei settori veramente da continuare a potenziare, operano in silenzio, forse non sanno nemmeno le ragioni, ma sanno cosa si sta facendo: adesso hanno raggiunto oltre il centinaio le persone che hanno figlioli in condizioni difficili dal punto di vista psicomotorio e che trovano modo di curare questa loro infermità. Questa esperienza dovrà essere anche qui come abbiamo già fatto per il comprensorio di Châtillon, estesa anche ad altre zone, anche in Alta Valle, si tratta solo di un decentramento; in tal modo è più facile trovare i locali, i Sindaci sono sempre stati disponibili, noi siamo veramente carenti di personale: ecco perché certe volte ci sono state grandi difficoltà, facendo passare il tempo, lasciando purtroppo, e si può dire la parola, piangere certi genitori, nell'impossibilità di trovare questo personale che dovevamo reperire all'esterno. Ecco, questa è la raccomandazione per quanto attiene a questi capitoli.

Siggia Giovanna (P.C.I.) - Intervengo sul capitolo 710. Sembrerà strano che, a distanza di anni, dobbiamo continuamente ritornare sulle stesse materie. Credo che tutti i Consiglieri sanno quante volte e con quanti altri colleghi del Consiglio ho riportato qui la discussione sul Centro di diagnosi precoce dei tumori fino al punto di dover presentare addirittura un emendamento per cambiare l'organico assegnato a quel servizio, perché dopo due anni avevamo scoperto che non era in grado di funzionare perché mancava il tecnico capace e preparato per assumere quell'incarico.

La legge è del 1970, non so perché ancora oggi quel Centro non è entrato in funzione. Prescindo anche dal perché oggi non funziona, rientra questo mio esempio nel discorso generale che facevo e che ho fatto ieri in materia di sanità sulla parte generale del bilancio, il settore della medicina preventiva, ed è un settore che ha bisogno di una particolare attenzione e che ad Aosta non è mai stato potenziato. Eravamo partiti in un campo in cui tutta l'Italia si era mossa con notevole rapidità, ritenendo che attraverso la prevenzione fosse possibile debellare o quanto meno ridurre gli eventi mortali in questo campo, lo abbiamo fatto noi come Regione, approvando una legge nel 1970, ma poi non abbiamo istituito il Centro. Pongo al Presidente della Giunta la domanda: perché il Centro antitubercolare riesce invece a funzionare a modo suo? Non mi pare che siano opportuni ed economici in Aosta due settori che curano gli stessi interventi in campo soprattutto di medicina preventiva e sul bilancio ci ritroviamo 14 milioni che dal 1970, a questo punto, possono benissimo essere stornati perché non hanno più nessun motivo di apparire in questa colonnina non essendo stati spesi perché il servizio è bloccato, e non solo arreca danno perché non funziona, ma ha messo in condizione altri organismi di entrare nel campo della medicina preventiva fornendo un servizio che, invece, pare funzioni.

Andrione (U.V.) - Molto brevemente per dire che accettiamo le raccomandazioni fatte dall'Assessore Benzo dicendo semplicemente però che la legge sugli asilo-nido necessita assolutamente di un finanziamento alto perché ai costi attuali ci vorrebbero dieci anni per fare un asilo-nido e mettendo 10 anni il prezzo raddoppia e ce ne vogliono 20. Andiamo avanti come Achille e la tartaruga e quindi bisogna assolutamente rivedere la parte finanziaria di quella legge che purtroppo è rimasta inapplicata perché 100 milioni all'anno per la costruzione e 50 per le spese di gestione che sono ingoiate dall'unico asilo-nido in funzione non sono sufficienti e dallo Stato non c'è finanziamento. Cercheremo di procedere, come ho detto precedentemente, in maniera empirica.

Per quanto riguarda il Consigliere Siggia, non me ne sono ancora occupato, prometto di andare in fondo alla questione e, di intesa con l'Assessore De Vita, di vedere quello che possiamo fare, anche perché c'è una particolare situazione in questo momento al Centro antitubercolare con scioperi e rivendicazioni che hanno attirato l'attenzione immediata su problemi che dovrebbero essere risolti nel giro di una quindicina di giorni, dopodiché potremmo fare un discorso più tranquillo. Se anche qui potessi avere una nota scritta in materia, sarei grato, in maniera da potere stringere un po' il problema.

Siggia Giovanna (P.C.I.) - La raccomandazione è soprattutto, che nell'esame che inizia adesso tutta quest'attività sia concordata in un programma per cui i servizi non vengano raddoppiati in modo inutile, ma vengano costituiti quelli nuovi che sono indispensabili.

Mappelli (D.C.) - Servizio regionale di assistenza all'infanzia, capitoli 718 e 719, totale Spese Servizi regionali: 14.000.000. Laboratorio igiene e profilassi, capitolo 723: 40.000.000 Totale categoria IV, "Acquisto di beni e servizi": 353.500.000, dal capitolo 729 al capitolo 735, totale Sanità: 274.245.000.

Benzo (D.P.) - Approfitto, se mi è concesso, Signor Presidente, di dare io una precisazione per quanto riguarda il Centro tumori. Ci sono stati incontri con l'Ente ospedaliero e si dovrà convenzionare nella forma migliore, inoltre è noto che la legge è stata cassata in sede nazionale e ora si tratterebbe solamente di attendere perché sono stati inviati due tecnici a un corso a Milano per specializzarsi in citologia, quindi al loro ritorno c'è la possibilità di attivare con l'anatomo-patologo dell'Ospedale il servizio. I locali ci sono già, voi sapete che gli altri locali sono ancora regionali e le attrezzature regionali, quindi ritengo che questa sia una cosa fattibile in un breve spazio di tempo.

Per quanto concerne sempre l'aspetto del Consorzio antitubercolare e per quanto si diceva dello sciopero, se mi è consentito, Signor Presidente, si era quasi arrivati ad una definizione, ma adesso non so. Mi permettevo di dire, in quanto ci sono dei limiti giustamente che penso che anche lei voglia tenere, ma era opportuno precisare perché è una considerazione che va certamente fatta per un settore altamente importante che fa però tutta un'altra attività, anche di medicina sociale, portata avanti in tutto l'anno e di cui c'è anche, mi pare, una relazione apposita.

Mi permetto, Signor Presidente, di fare un'osservazione per quanto riguarda le spese di gestione, riguardo le spese di costruzione, che ci sono sempre, lei capisce che non è stata fatta la richiesta perché se fosse stata fatta, anche con 100 milioni, quanto meno per 25 posti, l'asilo si sarebbe fatto, e prima ne facevamo due. Meno male, c'era la struttura di Verrès da tanto tempo e di Aosta. Inoltre c'è la possibilità della ricerca di vecchi fabbricati, che, in fondo, quando ne ho sentito parlare, ho detto che sta bene, così abbiamo fatto, per esempio, in questi due anni di attesa a Châtillon ed è stato uno dei servizi più graditi dalla popolazione, che è stata veramente soddisfatta per un servizio che funziona bene e ringraziamo ancora queste nostre puericultrici che si sono dedicate così bene ai giovani.

Siggia Giovanna (P.C.I.) - Voglio aggiungere una premessa generale in materia di sanità. Anche a un incontro avuto con il Presidente della Giunta e da lui sollecitato con il Comitato della C.R.I....io mi sono resa conto in quel colloquio avuto con il Presidente della Giunta di alcune difficoltà, tra cui il fatto di inserire nel nostro bilancio delle spese che non ci competono e quindi è opportuno continuare la battaglia, valida, di pretendere che certi organismi, finché sono nazionali, vengano sovvenzionati in modo valido. D'altra parte, credo che il Presidente della Giunta si sia a sua volta reso invece conto di alcune necessità impellenti del servizio e in quell'occasione aveva detto che per alcune cose, tipo la possibilità di funzionamento del servizio allo stato attuale, senza fare ricerche, si sarebbe trovato il modo di venire incontro. Penso però che sia possibile inserirlo in questo capitolo 733 che prevede contributi e sovvenzioni varie. Ricordo questo impegno perché ieri ancora un'altra autolettiga si è dovuta fermare perché la C.R.I. non è più in condizioni di svolgere il servizio, per cui o l'Ente ospedaliero se ne assume in parte il costo o in qualche modo la Regione, in questo caso, deve intervenire, perché sennò tutto il settore regionale non avrà più autoambulanze disponibili.

Mappelli (D.C.) - "Assistenza specifica", dal capitolo 739 al capitolo 757, totale "Assistenza specifica": 2.244.000.000.

Monami (P.C.I.) - Io avrei voluto intervenire prima sul problema della sanità perché mi pare che meriti un attimo di attenzione così come ha meritato un attimo di attenzione l'Assessorato della Pubblica Istruzione nei suoi principi fondatori, nei criteri che l'Amministrazione sceglie per risolvere i problemi legati e connessi al tipo di Assessorato. Ritengo sia poi frammentario o troppo frammentario e non sempre producente il discorso di intervenire sui capitoli e notate che io condivido perfettamente la posizione della nostra compagna Gianna Siggia quando sottopone il problema della diagnosi precoce dei tumori, perché, se non altro, mi fa venire in mente il mio intervento sui residui passivi. Quando penso che da cinque anni noi accantoniamo, perché ritengo che vengono impegnate queste cifre a meno che non vengano portate in economia e quindi fanno il pacco grosso dell'avanzo di amministrazione milioni che non vengono utilizzati...verrebbe quindi ancor più la voglia di insistere su un fatto che una pulizia nei residui passivi sarebbe quanto mai utile, ma dico il discorso frammentario fatto sui capitoli può avere una certa importanza.

Approfitto del capitolo 739 per fare un discorso un po' più generale, mi sia consentito, che non ha certo riferimento a questo capitolo e che non vuole neppure essere un motivo di critica o di disappunto a questa Giunta, a questa maggioranza, anche se e ci richiamiamo sempre a queste benedette dichiarazioni politiche programmatiche, anche se in quella sede in questa direzione poco ci è stato detto, per non dire nulla. Questo capitolo 739 mi fa dire che ancora una volta aumentiamo di 110 milioni un già notevole stanziamento di 800 milioni. Mi rendo conto che in realtà sono aumentate le spese, le rette, probabilmente gli ammalati, dico probabilmente, e che il preventivo probabilmente rispetta quello che è stato il consuntivo del 1974 e prevede anche eventuali aumenti, ma il discorso qual è? Noi continuiamo - e abbiamo da questi banchi più volte avuto occasione di dirlo - con una certa leggerezza ad alimentare questi grossi stabilimenti psichiatrici, siano essi infantili o per adulti, senza avere la certezza che il nostro contributo sia veramente indispensabile e cioè non perché vogliamo per forza creare degli alienati grandi o piccini o degli handicappati, ma perché io ho la convinzione, il nostro gruppo, il P.C.I. ha la convinzione che attorno a questo problema occorrerebbe un'attenzione maggiore che richiamerebbe qui in quest'aula il discorso che noi abbiamo fatto quando si è discusso dello psico-medico-pedagogico, quando si è discusso precedentemente di ospedali psichiatrici e vi erano orientamenti per la costruzione di manicomi in Valle d'Aosta. Il discorso è collegato anche al Geriatrico, che, secondo noi, è un altro modo di concepire i ghetti, di limitare e di dividere la gente in categorie, è il discorso fatto per l'apertura del rifugio dei poveri a Perloz, eccetera. Può sembrare un discorso generale ma poi lo si ritrova in un unico più ampio argomento, se lo affrontiamo sempre, e questo almeno è stato il nostro tentativo da quando siamo qui, e in particolare il mio, di richiamare l'attenzione dei 35 Consiglieri, dei politici sui problemi generali perché solo quando avremo chiarezza sui problemi generali, potremo anche fare chiarezza sui temi più particolari e specifici.

Noi non neghiamo, sia chiaro, che non esistano degli alienati, che abbiano bisogno di essere ospedalizzati e ricoverati, non neghiamo che ci siano degli handicappati giovani, bimbi handicappati che hanno bisogno di essere ricoverati, non neghiamo che ci sono altri tipi e forme di malattie, escludiamo comunque decisamente il Geriatrico, che deve farci pensare alla necessità di collocare questa gente in qualche Istituto affinché sia curata, quello che noi neghiamo invece è la superficialità o la mancanza assoluta di un criterio di medicina preventiva in tutti i settori e vale per tutto quello a cui accennava la compagna Siggia per quanto riguarda la diagnosi precoce dei tumori.

Noi normalmente siamo avvezzi nel nostro Paese ad indirizzare e ad orientare tutta la nostra attenzione su questi poveri disgraziati che dovrebbero, secondo noi, e potrebbero nella maggioranza dei casi essere curati, non rinchiudendoli in manicomi, non rinchiudendoli in istituti psico-medico-pedagogici, non rinchiudendoli in ghetti, non istituzionalizzandoli. A noi manca la coscienza, probabilmente, e il nostro sforzo è quello di far maturare in tutti noi una coscienza più civile perché non è detto che un bambino che manifesta un comportamento anomalo, all'inizio superficiale, non sia curabile o che un adulto che manifesta anomalie psichiche e mentali non sia curabile. Proprio per un'insensibilità delle società, per un'insensibilità nostra, per un'incapacità di capire e di concepire una società più moderna, talvolta è pronta a prendere questa gente e dico qualche volta i familiari stessi...e rinchiuderla in quegli istituti dove tutto si fa fuorché della cura concreta. Istituti dove veramente gli alienati diventano sempre più alienati, i bimbi handicappati non vengono curati e sono potenzialmente degli adulti alienati e diventano potenzialmente materia prima per quelli che io ho definito stabilimenti, che io ho definito centri di potere notevoli, nel nostro Paese, dove i baroni della medicina esercitano indiscriminatamente un potere incontrollato, un potere entro il quale mai la civiltà, la legge, la gente, lo Stato, le pubbliche amministrazioni riescono ad entrare proprio perché è oramai tradizione e si dice che l'alienato deve essere comunque isolato dalla società.

Non vorrei essere frainteso: non è che noi crediamo che questo tipo di malattie non esistano, ci sono e noi crediamo alle necessità dei poveri vecchi e degli abbandonati, sentiamo tutte queste necessità. Chiederemo una modifica dell'allegato E, nell'allegato F, che va in questa direzione, ci domandiamo e chiediamo quante volte noi coscientemente siamo andati a vedere questi bambini in questi istituti e parlo soprattutto dei bambini e non tanto degli alienati di una certa età, con i tecnici, con i medici, con delle mamme che sappiano dirci se quei bambini sono recuperabili, se quei bambini sono assistibili a casa, se quei bambini possono essere assistiti laddove sono nati in mezzo ai loro compagni di gioco. Certo, con l'intervento notevole, massiccio dell'Amministrazione pubblica, dello Stato, della Regione, dei Comuni perché tanto ci costano, siamo a livello di un miliardo all'anno. Le esperienze che stiamo portando avanti, che il nostro partito e altre forze democratiche e altre Regioni stanno portando avanti nel resto dell'Italia stanno a dimostrare e in alcuni casi sono arrivati a dimostrare che l'80% dei ricoverati in questi Istituti potevano essere deospedalizzati, potevano essere curati a casa, potevano essere curati in Ospedali normali, lo potevano essere con il contributo della Regione, degli Enti e di tutti, poter far vivere questa gente in ambienti che non fossero emarginanti, che non fossero pericolosi per quanto riguarda il loro ulteriore sviluppo fisico e psichico: ecco il perché del mio intervento. Io so che il progetto di Perloz, malgrado noi non lo volessimo in quel modo, non è che non volevamo nulla a Perloz, andrà avanti. So che si sta esaminando il progetto dello psico-medico-pedagogico e alla riunione della Commissione di cui noi facciamo parte abbiamo già detto con estrema precisione che siamo contrari a Istituti di questo tipo. Mi domando perché ancora nulla facciamo, e questa colpa è di tutti amici e colleghi della Giunta, lo dicevo prima, non è un rimprovero a voi o alla maggioranza, è un fatto di civiltà, quando incominceremo ad andare a sottrarre questi bambini a quegli Istituti? Quando avremo la certezza che obbligatoriamente gli ospedalizzati sono 3 invece di 200, o sono 8 o 10 invece di 300? Non inizieremo mai a fare questo lavoro, continueremo a dire che ci sono degli alienati e bisogna costruire dei manicomi, ci sono degli handicappati e bisogna costruire degli Istituti psico-medico-pedagogici e allora costruiremo l'Istituto psico-medico-pedagogico. Il progetto minore ha un costo di 1.500.000.000, il preventivo minore dei progetti presentati, che comunque, mi sia consentito dire, non sarà certamente inferiore del doppio di quanto è previsto, quindi 3 miliardi, senza contare poi il costo di gestione di questo enorme stabilimento. Allora l'invito che noi facciamo alla Giunta, all'Assessore alla Sanità è di considerare queste indicazioni che noi con tanto calore vi diamo prima di perdere e sprecare dei danari in quegli Istituti che poi rimarranno e che poi cercheranno la materia prima per vivere, perché quel Professor di Psichiatria che lo dirigerà, che non so chi è, chiunque esso sarà, si procurerà il materiale per giustificare il suo stipendio e quindi si procurerà i giovani handicappati e quindi lavorerà contro una vita civile e contro un andare diverso delle condizioni civili della nostra società. Perché prima di procedere non sospendiamo, non soprassediamo e facciamo un attimo di riflessione andando a vedere questi bambini, vedendo cosa possiamo fare, se possiamo dare dei contributi alle famiglie anche notevoli affinché possano allevarseli nel loro grembo, possano curarseli, perché quasi sempre si tratta oltre tutto di bambini di famiglie bisognose e povere. Basterebbe talvolta un contributo della Regione o dell'ente del Comune, della società in generale per permettere a queste famiglie di mantenere per quanto handicappato un bimbo in casa e quindi allevarlo in condizioni diverse.

Noi siamo fortemente sensibili a questo problema, Presidente della Giunta, una preghiera che vi viene da questi banchi, dai banchi Comunisti, non è fermare tutto per il gusto di non fare nulla, dovremo fare, certo alla conclusione di uno studio serio, qualche cosa ma facciamo prima questo studio serio, facciamo questo tentativo serio di sottrarre i potenziali alienati e i potenziali handicappati dalle mani di coloro che senza scrupolo, senza coscienza di questa gente fanno uno strumento di sopravvivenza e di lavoro: ecco cosa vi chiediamo. Non è un rimprovero, ma vogliamo che la Giunta abbia presente che da questi banchi sarà incalzata su questo terreno e per tutte le cose che in queste direzione farà, che non andranno nel modo che noi vorremmo, saremo sempre qui per dirvi il nostro disappunto per gridarvelo fortemente in faccia e per dirlo chiaramente alla gente che questo non è un modo civile per comportarsi nei confronti degli ammalati.

De Vita (Assessore tecnico) - Consigliere Monami, io e credo l'intero Consiglio abbiamo ascoltato con viva attenzione le sue umane parole e non creda che noi non condividiamo gli intenti e le speranze che ella ha manifestato. Io voglio semplicemente far presente quali sono le difficoltà che si frappongono fra noi e la realizzazione degli intenti che ella ha palesato. È vero che allo stato noi siamo al limite della spesa, me la sono segnata, sono cresciute le diarie o giornaliere e, oggi come oggi, noi spendiamo all'incirca 15 milioni circa per 15 infermi di mente ricoverati in Istituti psichiatrici. La spesa complessiva si avvicina al miliardo, esattamente: 977 milioni. Perché siamo sul miliardo? Perché le rette giornaliere sono passate a 15.750 lire per letto o pro-capite. Di fronte a questa situazione, ci si è chiesti e più di una volta, anche nel breve lasso di tempo in cui io sono onorato di sedere fra voi, se non era più conveniente creare un Istituto regionale per accogliere tutti coloro che, sparsi nei vari nosocomi, debbono essere visitati con notevoli spese e molte volte per la mancanza di possibilità economica sono abbandonati e fare in modo di avere invece soprattutto sotto controllo gli alienati. Come sappiamo, l'alienato non è ritenuto, per ora, dalla legge come un malato: è un essere strano che vive ai margini della società di cui, come giustamente lei ha detto, i baroni della medicina dispongono come si disporrebbe della vita di uno schiavo: entri, esci, starai qui tutta la vita, ti mandiamo a casa per un breve periodo poi ritornerai: questa è la vita dei poveri ricoverati, questo è vero e lo comprendiamo e lo sentiamo come lei ha egregiamente manifestato. Quello che io voglio porre come quesito è questo: sappiamo quanto costa? Io non sono affatto - scusate la brevissima parentesi - un entusiasta dell'Istituto psico-medico-pedagogico che abbiamo insieme esaminato come progetto, preferirei indubbiamente avere un nosocomio per malati gravi ma se solo per la costruzione dell'Istituto medico-psico-pedagogico abbiamo sentito quel preventivo agghiacciante, immaginate quando dovessimo creare un autentico nosocomio con il numero di letti necessario, con i servizi, con le attrezzature mediche e farmaceutiche e soprattutto con i medici, a quali somme noi ascenderemmo? Questa è la nostra gravissima preoccupazione per cui abbiamo detto allo Stato: "non è che ripudiamo questo disegno ma dobbiamo purtroppo aggiornarci".

Quanto poi al fatto di poter sopperire economicamente, Signori, voi sapete, noi ogni anno - io ho letto le cifre degli esercizi passati - accresciamo, e speriamo di poter accrescere ancora, la misura dei nostri interventi, per l'alienato noi non possiamo e non potremo mai fare una diagnosi preventiva della pazzia e della sua origine. Generalmente proviene da una discendenza, da un'esistenza travagliata, occorre indubbiamente sopperire alle necessità fisiche e fisiologiche, economiche e materiali della società e voi vedrete che sicuramente l'alienazione lentamente, così come sta facendo la tubercolosi, tenderà nelle sue manifestazioni, se non a scomparire, a rendersi in misura più esigua. Che cosa possiamo fare di diverso? Noi sappiamo che l'alienato ci viene consegnato dalle mani di un sanitario, il quale lo dichiara pericoloso per sé o gli altri, o anche soltanto per sé stesso, dopodiché interviene purtroppo la legge che ne obbliga il ricovero e non è possibile esimersi o fare diversamente. È certo che se avessimo qui un nosocomio, potremmo, attraverso un'assistenza medica ben vigilata, probabilmente se non eliminare, fare in modo che molti ricoverati possano rientrare a casa ed essere curati tempestivamente. Comunque, allo stato degli atti, noi terremo conto delle manifestazioni che voi ci avete fatto in questa sede e assumiamo l'impegno di ovviare, attraverso forme di maggiore assistenza per ora nel campo economico, credo che allo stato attuale non possiamo fare diversamente.

Benzo (D.P.) - Io volevo intervenire per una questione attinente al capitolo 745 però ho sentito un discorso così vasto e di così alta valenza su malati mentali, bambini handicappati e bisognosi che forse è necessario che esprima alcune mie considerazioni. In effetti, e qui non sto a ripetere, se il discorso sui capitoli ci può portare a determinate considerazioni che attengono a un certo tipo di Assessorato, era chiaro che quanto volevamo dire in un settore di politica sanitaria e assistenziale era stato detto nella discussione generale, quindi non sto a ripetere i concetti, ma scendendo invece nel particolare, è opportuno fare alcune precisazioni. Siccome anch'io, come penso tutti loro, Signori Consiglieri, siamo sensibili - non diciamo alla Cavour: "non siamo insensibili al grido di dolore" - a questo grosso problema, io pregherei il Consiglio nella sua globalità, stando bene attenti alle diverse facce, alle diverse collocazioni che troviamo, perché un conto è parlare di malati gravi di mente che, come bene ha detto l'Assessore alla Sanità, per legge devono trovare una determinata collocazione fintanto che la legge non è cambiata... Poi dissento anche dal finale del discorso del Consigliere Monami che parla di studiare ancora, perché un conto è avere la situazione, e questa la abbiamo attuale, della nostra Regione in questo settore, e ancora mi riferisco agli handicappati gravi di mente, adulti, poi arriverò all'altro settore...ma non è tanto un problema di studio quanto un problema di mettere in atto un tipo di servizio anche in questo settore e sarà opportuno procedere poi attraverso l'Unità sanitaria locale per decentrare questo servizio, definire l'orario di apertura, il controllo, la presenza di un certo numero di infermieri - che non abbiamo e vedi qui la preparazione del personale -, perché alcuni tentativi li abbiamo già fatti di far venire alcuni di questi ricoverati che possono benissimo - e io sono stato a contatto con loro - vivere una vita normale, bisogna trovare degli ambienti adeguati comunque.

Stiamo poi attenti, anche qui, a non lasciarci prendere da fare grosse affermazioni che possono anche apparire demagogiche perché a un certo momento è la realtà concreta che ci sta a cuore, cioè il bisogno effettivo del malato grave e del bambino gravemente handicappato. Ora, questo intervento la Regione può farlo, sono d'accordo anch'io che innanzitutto dobbiamo fare in modo di recuperare il massimo numero e se è vero che è l'80%, facciamo in modo che questo 80% trovi nella nostra Regione l'ambiente e il personale necessario per essere seguito e, se è possibile, addirittura nella loro famiglia. Molto spesso e volentieri ci sono condizioni oggettive e di non volontà della famiglia e di impossibilità proprio di ricollocazione degli stessi malati, che talvolta, dopo 20 anni, non ricordano nemmeno più la nostra Regione e invece sarebbero felici di poter rientrare. Questo è il discorso e noi, Signori Consiglieri, dobbiamo seguire due vie come ci indicano le più moderne civiltà di alcuni Paesi e cioè quella dei servizi aperti per prevenire - e qui siamo tutti d'accordo sulla prevenzione - e il massimo sforzo che dobbiamo fare è impedire che nascano, che vengano fuori delle persone condizionate, alienate dagli stessi interventi di certi settori, come la scuola, che non hanno forse il personale preparato, il personale ortofrenico necessario per far sì che la fascia dei lievi non diventi medio-lieve o grave. Stiamo attenti però alla diversificazione delle malattie e se anche possiamo avere delle gravi perplessità sul modo di comportamento di alcune categorie che operano in quel settore: nel settore della medicina...e noi le abbiamo condannate e le condanniamo quando non vanno incontro, come giustamente devono fare con la loro professione, al bisogno e questo è un nostro compito anche come politici, come amministratori, stiamo attenti alle diverse fasce del malato: lieve, grave e gravissimo.

Il primo compito di una Regione come la nostra che vuole essere, che vorrebbe essere all'avanguardia è quello di fare in modo di creare dei servizi aperti a tutti coloro che risiedono nella nostra Regione, ma nello stesso tempo essere talmente oculata da mettere a disposizione dei servizi per quei periodi necessari per coloro che hanno bisogno di un intervento specialistico, perché il campo dell'handicappato e specialmente dei minori è vasto, abbiamo gli spastici, gli epilettici, i cerebropatici, una serie di casi che abbiamo potuto constatare in questi anni, e abbiamo sofferto insieme ai genitori, i quali ci hanno confermato la loro impossibilità, oppure quelli che potevano condurre un recupero loro stessi nella casa senza avere gli specialisti a disposizione, ecco hanno manifestato la necessità di avere un Centro di servizi. Non vediamo però le macrostrutture, ridimensioniamo pure le cose, Signori, quello che conta è questo: sono passati gli anni lo ripeto, di anno in anno in occasione del bilancio, l'ho detto da quei banchi, lo dico da questi, ma i bimbi crescono, i genitori continuano a soffrire perché i figli sono lontani dalla loro terra, sono veramente ancora chiusi forse in ambienti, in strutture e in condizioni non più idonee, ma ciò non toglie che ci possano essere quelle idonee, quelle veramente utilizzabili. C'è quindi il grosso problema degli infermi di mente che sono numerosi e per i quali abbiamo una spesa spaventosa e dobbiamo cercare di eliminarla portando questo tipo di servizio all'interno della Regione: fare in modo tale che già nell'Ospedale ci sia subito un certo tipo di intervento di recupero per gli acuti e, per quanto riguarda i minori, far rientrare quelli che possono essere avvicinati dalle loro famiglie per un periodo di osservazioni e di diagnosi. Non confondiamo, ripeto, l'handicappato lieve e medio dall'handicappato grave, sarebbe un grosso errore, sarebbe non fare veramente qualcosa che va a loro beneficio. Ricordo di più: è dal 1971, Signori, che noi stiamo provvedendo, elargendo cifre notevoli e che sono veramente bene accette, si tratta però solo purtroppo di interventi sul piano economico alle famiglie di questi handicappati lievi e medio lievi che sono nelle loro case. È sufficiente questo? Momentaneamente sì, però non c'è solamente con il fatto economico il contributo; noi siamo arrivati a dare 120-150 mila lire al mese ma c'è la necessità poi di avere lo specialista per il recupero, di avere del personale specializzato che segua nei vari comprensori e nelle varie nostre località di montagna questi soggetti ed è qui che dobbiamo vedere di mettere in moto il nostro meccanismo.

Ora, ripeto, mi sembra che il Consiglio regionale abbia questa sensibilità e c'è da spaventarsi delle cifre o sbalordirsi, spendiamo tanti denari, Signori. Quello che conta, ripeto, sono i servizi aperti ma con personale che va preparato, e questo va fatto perché non c'è. Dal lato degli ambienti, delle strutture, chiamatele come volete, non diciamo sempre le stesse cose, cioè vecchi tipi di strutture...ma un servizio è sempre un servizio e se viene offerto per un breve periodo, per il momento in cui è necessario avere lo specialista per il recupero di figlioli o anziani, è estremamente necessario.

Altra confusione enorme che ho sentito è quando si è parlato del Geriatrico come se fosse un Istituto. Non entriamo nel merito, ma mi spiace perché in questi cinque anni ho approfondito questa materia e mi ricordo che lo aveva spiegato poi bene il Professor Montesano, dietro mia richiesta, quando in questo Consiglio c'erano Professori e toccava all'Assessore alla Sanità, Ingegnere, spiegare la differenza tra Geriatrico e Gerontocomio e poi addirittura manicomio.

Comunque, il Geriatrico è un luogo di ricovero per malati acuti che noi, però, seguendo teorie veramente moderne e seguendo altri dati in questo settore, abbiamo ritenuto di esaminare se era possibile, trasformare in un centro di riabilitazione. Questo proprio con la volontà, ripeto, perché non sia confusa e non si dicano delle cose inesatte, di mettere in condizioni, nella realtà concreta piuttosto che non fare nulla, di fare qualcosa nella nostra Regione che serva a far sì che coloro i quali per loro disgrazia hanno dovuto soffrire una menomazione fisica o psichica possano essere recuperati. Io credo in questo, perché credo nei genitori, nelle famiglie e nei figlioli con i quali per lungo tempo, per tanti anni ho parlato e per quello che ho potuto di mia persona constatare. Quindi, se questa è la volontà...e penso sia univoca nel venire incontro veramente a un bisogno, non confondiamo il bisogno economico con il bisogno di recupero fisico, psichico di queste persone, perché è un dovere della nostra Regione, innanzitutto per i nostri figli e i nostri genitori e i nostri anziani, qui nella nostra Regione, nelle loro famiglie. Dov' è possibile stiamo già facendo un intervento ma, ripeto, non è ancora sufficiente e non è solo con l'intervento economico che noi riusciremo a migliorare questa situazione e ormai si tratta di venire veramente incontro a coloro che ne hanno bisogno. A proposito del bisogno, invece sul piano economico, per tornare al settore assistenziale, puramente, meramente assistenziale, Assessore Fosson, lei cortesemente mi ha ricordato in chiusura della discussione generale il fatto che io avevo da quei banchi risposto ad una domanda circa un intervento sul cosiddetto "minimo vitale". Ora, io non lo definirei più così, anche se lo scrissi nel 1970, io lo definirei un diritto ad un'esistenza civile. Ora, mi permetto di dire che quella cifra, il miliardo di cui si era parlato giustamente era stata fatta dai nostri uffici prendendo in considerazione il numero di coloro i quali avrebbero beneficiato, moltiplicato per un certo importo. In effetti da studi successivi - e prego poi l'Assessore alla Sanità di voler verificare coi Dirigenti di Assessorato e gli addetti al servizio in particolare, che sono persone estremamente sensibili - si è potuto constatare una diminuzione di queste persone coi criteri adottati in questo caso dal Comune di Aosta.

Riconosciamo che per lungo tempo le Amministrazioni locali della nostra Valle, e io ripeto che ne avevano il diritto, hanno ritenuto di richiedere anche loro qualche cosa, come la città di Aosta che era favorita, ma la difficoltà era quella di poter colloquiare con tutte le categorie interessate: dai pensionati sociali agli invalidi, a tutti coloro i quali nelle varie mutue, eccetera, avevano già un contributo e stabilire il criterio con cui viene dato questo tipo di compenso per una civile esistenza: il cosiddetto "minimo vitale", perchè queste persone hanno diritto ad avere qualche cosa e questo si può fare. Mi sembra che, in base alle ultime statistiche, Signor Assessore, ammontino a circa 500 milioni, quindi, come vede, la cifra è ridimensionata anche in rapporto a quella della Valle d'Aosta. Penso che l'Assessore alla Sanità possa verificare maggiormente oggi che sono già stati previsti in sede nazionale e appariranno in questo mese o in questi due mesi altri aumenti per certe categorie, in modo da portare questa cifra a superare almeno le 70.000-80.000 lire, per poter veramente mettere in condizioni questa gente ad avere la possibilità di esistenza normale come gli altri.

Una forma, per esempio, Signor Assessore, che potrebbe già trovare consistenza e che avrei pensato poi di fare era di stanziare una cifra negli allegati...che invece non ho visto...come dissi nella discussione generale, prendendo i 100 milioni destinati per l'assistenza agli ECA, perché il giorno in cui si istituisse questo minimo contributo non ci sarebbe più la necessità di erogare finanziamenti ai singoli Comuni che sono veramente esigui.

Infatti quando un Comune, e non faccio nomi, ha 400 mila lire, o 300 mila lire, o 700 mila lire da distribuire all'anno, mi dite quale beneficio dà a chi ne ha bisogno? L'invito alla Giunta, all'Assessore competente, e in particolare al Presidente della Giunta in questo settore quindi è di valutare nella realtà concreta questi problemi al di fuori delle cifre e di fare in modo, pur nelle difficoltà che troveranno come le abbiamo trovate noi, di poter veramente fare qualcosa al di là delle possibilità finanziarie, delle possibilità di fare alcune strutture che necessitano, perché non si può vivere all'aria aperta, Signori, trovando il personale idoneo a dare quei servizi di cui i nostri cittadini necessitano.

Monami (P.C.I.) - Non per polemizzare, intanto per giustificare il tono accalorato del mio precedente intervento, ma è un problema che noi sentiamo molto. Il dialogo, il confronto è aperto anche correttamente fra noi e voi da alcuni anni e direi che non è soltanto aperto fra noi in questo Consiglio: è aperto tra l'opinione pubblica in generale. Ho la sensazione che vogliamo raggiungere tutti il medesimo obiettivo, però sfugge, secondo me, che vogliamo percorrere due strade diverse. Noi insistiamo nel dire che prima è necessario recuperare e poi, sulla base delle reali esigenze di coloro che hanno bisogno di essere ospedalizzati, costruire di conseguenza le strutture. Voi qui invece avete la tendenza, con la giustificazione di mancanza di personale e altre giustificazioni, eccetera, di fare prima il grosso Istituto perché così tutti i poveretti rientrano in patria e questo fa piangere il cuore, i deboli di cuore, ma che poi però raggiunge l'obiettivo che io ho denunciato e cioè che poi questi Istituti così grandi, giganteschi bisognerà mantenerli e ci sarà chi penserà a mantenerli.

La scelta a monte non è la costruzione di questi Istituti, la scelta a monte è verificare la situazione e sappiamo che gli alienati sono 300, i bambini handicappati sono 125, sappiamo tutto. Il problema vero non è lì, bisogna stabilire e scoprire quanti di quegli alienati possono rientrare, quanti di quegli handicappati possono ritornare in casa, dopodiché, siccome ci sono degli standard oramai internazionali riconosciuti, sulla base di quelle esperienze, occorre costruire le strutture, sennò, veramente, costruiremo non delle micro ma delle macrostrutture e, per mantenerle, spenderemo tutto il bilancio regionale e faremo alienare metà Valle d'Aosta per riempire queste macrostrutture. Ecco, io non nego che vi sia probabilmente un'intenzione comune, ma mi pare di cogliere che la differenza tra noi e altri che hanno le medesime intenzioni è sulla via da percorrere. Secondo noi, quell'altra via è una via sostanzialmente sbagliata che porterebbe a risultati sbagliati. Certo, si può studiare, se invece si costruisce prima, poi se ne subiranno le conseguenze...

Siggia Giovanna (P.C.I.) - Prendo la parola adesso per illustrare un emendamento che poi presenterò. Mi pare opportuno che lo illustri in questa sede anche perché la mia collocazione sta alla fine del capitolo, a pagina 124, e parte dal presupposto di istituire un nuovo capitolo 759 che ritroverà poi riscontro nell'allegato E per "Spese per concessione ai superstiti di titolari in vita di rendite per malattie professionali o infortuni". Devo dare una spiegazione perché adesso il mio discorso sembrerebbe poco coerente con tutto quello che da due giorni dico e cioè di affrontare il problema della sanità in modo globale e con studi a monte che prevedono delle soluzioni sull'intera materia. Dico sembra solo una contraddizione di termini, perché questa legge, che era stata presentata a suo tempo nelle Commissioni e anche a una discussione consiliare, si è fermata. Devo dire subito che la legge può essere rivista, possono essere apportate delle modifiche in alcune parti, ma io allora avevo fatto una grossa battaglia perché in un momento in cui, a settori, avevamo ritenuto tutti e 35 Consiglieri di approvare la legge per l'assegno a donne partorienti, per, giustamente, gli infortuni sul lavoro per agricoltori, se c'era un settore che aveva bisogno di avere un intervento immediato da parte dell'Amministrazione regionale e una particolare attenzione da parte dei Consiglieri regionali, era quello degli operai lavoratori e affetti da silicosi.

In quella fase di discussione, un paio di mesi fa, molti Consiglieri avevano fatto l'osservazione che era una materia che doveva essere regolata dallo Stato e, sempre per il solito criterio di non sostituirci a funzioni che non ci sono istituzionalmente dovute, potevamo fare una battaglia di tipo diverso per ottenere una modifica della legge INAIL. Siccome io ricordo di aver fatto con il Professor Montesano quella battaglia andando a Roma ed essere malamente ricevuti dall'allora Presidente Dottor Andreis, e so quanto è impossibile spuntarla per una modifica in questo campo, proprio in considerazione di questa particolare difficoltà di arrivare a una legislazione nazionale che preveda l'attuazione di norme particolari nel settore dei superstiti degli operai silicotici, ritenevo che fosse indispensabile che l'Amministrazione regionale in questo momento si sostituisse ai compiti statali.

Dicevo, ho detto e quindi ripeto brevissimamente in tre parole che, per una serie di altri settori, l'intervento regionale è stato opportuno e mi pareva che questo dovesse esserlo altrettanto. La legge, devo dire la verità, si è arenata e in Consiglio regionale è stata chiesta una sospensione non tanto perché qualcuno avesse fatto il discorso dell'inopportunità di una legge di questo tipo, perchè sarebbe stato difficile sostenerlo in questi termini. Il discorso si è arenato dicendo tutti d'accordo: "è questione di difficoltà nel trovare l'accordo sulle cifre di stanziamento per questa legge" e l'impegno era di assumere notizie più precise, dati più rispondenti alla realtà degli assistibili, ma in questo campo quell'indagine non mi risulta sia stata fatta, comunque la legge è rimasta bloccata.

Ora, ripeto, al di là di quelle che possono essere le modifiche a questo testo di legge che ho voluto presentare identico, anche se in Commissione a suo tempo avevo proposto delle varianti - l'ho riproposto identico proprio perché fosse lo stesso testo a essere discusso in quest'aula, e l'ho presentato insieme ai colleghi del Gruppo Comunista alla Presidenza del Consiglio, se su questo testo di legge c'è la volontà del Consiglio di arrivare a una discussione e all'approvazione, al di là di tutte le variazioni che possono essere apportate, è indispensabile che nel bilancio di previsione del 1975 ci sia una voce. Sarà una cifra messa a memoria, sarà una cifra più o meno rispondente all'effettivo impegno finanziario del 1975 ma è comunque una legge che va elencata nell'allegato E perché deve essere riportata così come d'altra parte nell'allegato E ritroviamo una serie di altre leggi.

Scusate, voglio dire un'altra cosa così parlo una volta sola e ho finito, così come nell'allegato E ritroviamo e immagino per memoria, riportato anche un importo finanziario che si riferisce alla medicina preventiva del lavoro ...(voce di un Consigliere)... no, ma io non ho mica fretta sai...

Nell'allegato E c'è uno stanziamento per una legge nuova che non è ancora arrivata all'esame delle Commissioni e che sarà portata all'esame delle stesse per domani...dico due parole così non parlo più dopo, evitiamo uno spreco di tempo...questa seconda legge - che è abbinata immagino, e sarà abbinata alla precedente presentata a suo tempo col consenso dei sindacati e oggi riproposta dalla Giunta - non ha stanziamenti perché all'articolo 7 c'è scritto...e c'è un foglio bianco. Bene, ecco, questo mi fa fare una riflessione: se la legge precedente, e non ho motivo per ritenere che i conteggi, per quanto riguardava gli sforzi economici in base a un certo organico previsto, portavano a una spesa di 90 milioni...mi pare strano che nel bilancio del 1975, se la volontà della maggioranza e della Giunta è attuare, mettere in funzione questa legge, che dovrebbe avere un iter sbrigativo se è distribuita oggi e va in Commissione domani, nell'allegato ritroviamo solo 50 milioni. Si tratta comunque anche qui di una cifra in previsione, per cui chiedo avvenga altrettanto nell'allegato E come da emendamento che consegno, perchè ci sia una cifra prevista.

Andrione (U.V.) - Allora molto brevemente. Per quanto riguarda la riproposta della legge Di Stasi sotto forma di emendamento al bilancio, ribadiamo quello che avevamo detto e cioè che, secondo noi, non è compito della Regione intervenire in questa materia. Non ne facciamo nessun dramma, ma pregheremmo il Consigliere Di Stasi di ripresentare la sua legge, se ci crede ancora, come variazione di bilancio per evitare che il bilancio venga bocciato, come già avvenuto per lo zucchero volendo a tutti i costi fare le leggi al di fuori delle nostre competenze. Regolarmente ci facciamo la figura da cioccolatini perché non è nostro compito quello di integrare le pensioni, non ho mai trovato un articolo in materia sullo Statuto regionale, quindi pregherei il Consigliere Di Stasi, se pensa di ripresentare la sua legge, di farlo in caso come variazione di bilancio. Rimaniamo contrari, e qui parlo come Union Valdôtaine, a legiferare in campi che non sono di specifica competenza della Regione, sostituendoci allo Stato e impoverendo il bilancio regionale per invece le funzioni specifiche della Regione.

Per quanto riguarda invece i grandi precedenti, vorrei solo dire che, come linea di tendenza, siamo favorevoli, almeno sono profondamente favorevole a quanto è stato detto dal Consigliere Monami e che, per quanto ci riguarda, abbiamo iniziato in questo senso. Non crediamo alle macrostrutture, faremo le riflessioni che bisogna fare su certi aspetti delle malattie da alienazione e degli handicappati. Sotto la parola "handicappati" si nasconde una realtà vastissima, molto varia, parlo con conoscenza di causa perché ho un fratello che è piuttosto handicappato e quindi ci teniamo tutti ed è un discorso molto serio. Differente mi sembra il discorso per gli anziani, in quanto l'esigenza di un minimo di struttura è molto sentita, fra l'altro, dalla popolazione. Occorrerebbero strutture elastiche e misurate e quindi certamente non delle grandi strutture per procedere in modo empirico, ragionato su differenti basi.

Non mi sembra di andare fuori tema dicendo solo ancora una volta che anche in questo campo si vede la straordinaria mancanza di preparazione delle Università italiane, perché tutte le volte che uno ha un bambino handicappato o qualche cosa del genere, fa il Traforo del Gran San Bernardo e va a farlo visitare in Svizzera, e ho chiuso la parentesi.

Di Stasi (P.S.I.) - Io devo ringraziare la collega Siggia per aver rimesso in gioco la legge che io mi ripromettevo di presentare tenendo conto anche delle sollecitazioni avute in questi giorni da parte dell'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi, che ha chiesto giustamente conto al proponente della legge per sapere cosa fosse successo a questa legge presentata e arenatasi in questo Consiglio dopo una lunghissima e bella discussione. Io prendo l'impegno di ripresentare questa legge e questa volta sarò sicuro di avere l'appoggio anche del P.C.I., cosa che non ho avuto esplicitamente in questo Consiglio nella precedente Giunta. Questo lo dovevo dire anche se era implicito, anche se - Consigliere Monami scusami - hai rilanciato giustamente un siluro, io l'ho preso, non è esploso, era un siluro che evidentemente non aveva la miccia. Io ringrazio il Gruppo Comunista che mi ha dato l'opportunità in un momento delicato, perché è un momento politicamente anche delicato, di riparlare di questa legge che per troppo tempo è rimasta nel cassetto e in questo momento e da questo momento il Consigliere Di Stasi ha la certezza dell'appoggio del P.C.I., del Gruppo Comunista che ufficialmente, ripresentando la stessa legge, riconosce implicitamente la validità della legge presentata dal Consigliere Di Stasi. Grazie.

Monami (P.C.I.) - Non solo, ma do anche atto che a quella legge noi abbiamo dato - e i verbali ne fanno testo - tutto il nostro appoggio, l'appoggio ti è mancato dagli altri, caro Di Stasi, non da noi.

Benzo (D.P.) - Brevemente perché non ritengo che si possa parlare e far polemica su un argomento che invece sta a cuore a tutti, ma perché non sussista la benché minima ombra di dubbio per quanto portiamo avanti noi, ed io in particolare in questi anni, quale responsabile del settore, sia chiaro che tutto il discorso che è stato fatto e la pratica attuazione di certi interventi che io apprezzo da parte del Presidente della Giunta, che mi ha detto che vuol continuare in quel senso, erano per dei servizi aperti per l'assistenza omofamiliare e per l'assistenza domiciliare dove era possibile, siccome ho il coraggio e devo rispondere alla gente a cui parlo personalmente, a dei genitori, a persone che soffrono gravemente di problemi inerenti i loro figli o i loro cari più anziani che devono ancora trovare collocazioni per essere recuperati perché diversamente non è possibile...allora in questo caso, ripeto, non si parla di macrostrutture ma di servizi.

Ha fatto bene a distinguere il Presidente della Giunta il grosso problema che determina richieste continue delle persone anziane che hanno il desiderio di trovare un posto in comunità aperte, finché si vuole, per poter vivere serenamente i loro giorni, ma, per quanto riguarda gli altri problemi, non sono favorevole alle macrostrutture. L'ho detto nel 1971, l'ho ripetuto in tutti gli anni successivi, ma tutti e due i problemi sono concorrenti e concomitanti, vanno portati avanti decisamente insieme, perchè sennò pongo al Consiglio e al Consigliere Monami questa domanda: "quale altra alternativa mi può mettere in atto non avendo ancora a tutt'oggi che l'inizio di una ricerca di servizi aperti con del personale adeguato che non c'è?". Attendiamo ancora altri anni quando invece noi potremmo preparare questo personale, creare dei servizi nella nostra Regione, e troppi nostri figlioli, nostri bambini gravemente lesi sono fuori, sono curati in buoni Istituti fortunatamente, ma se fossero qui, sarebbero più vicini ai loro genitori, però hanno bisogno di avere degli specialisti a fianco, quindi distinguiamo bene perché non sussista la benché minima ombra di dubbio. Abbiamo approfondito il problema, l'abbiamo sofferto perché io l'ho sofferto, però sono convinto che non possiamo continuare a fare solo delle parole, ci vogliono degli atti concreti nel settore ambulatoriale per servizi aperti e lo abbiamo fatto nei limiti del possibile e potete chiedere ai 100 genitori che hanno i bambini spastici, con disturbi del linguaggio, che attualmente vengono curati con gravi difficoltà. Non solo, ma è giusto che la Giunta regionale continui a seguire questa via, che non è una linea di tendenza: è un fatto che deve essere compiuto, è un atto doveroso nei confronti di queste persone che sono gravemente lese nella loro attività fisica o psichica. Non parliamo quindi di macrostrutture, sta alla Giunta giustamente, responsabilmente di valutare le necessità e le possibilità finanziarie, ma facciamo in modo che gli anni non passino, i bambini avevano 10 anni, ora 20 e siamo nelle stesse condizioni con la scusa che a un certo momento non si possono fare ambienti e dare loro possibilità di recupero all'interno della nostra Regione, fintanto che non mi si dimostri la possibilità, pur mettendo in atto come abbiamo cercato di fare e abbiamo fatto, di dare a quelli a cui è possibile un servizio aperto, decentrato nei comprensori. Si vedrà così il valore della riforma sanitaria, la possibilità che avremo nel campo delle unità sanitarie locali per far diminuire molto l'esistenza di questi handicappati. Ma, Signori, siamo onesti e siamo coraggiosi nei confronti di coloro i quali necessitano effettivamente di avere delle cure particolari, di avere qualcuno che conosca, che sia specialista e soprattutto stia vicino ai genitori qui nella nostra Regione. Sono cinque anni che sono tutti fuori, qualcosa abbiamo appena iniziato ma pochissimo, Signor Presidente, e fa bene a dire di studiare, come ha detto l'Assessore alla Sanità, le possibilità di proseguire in questo settore, non è un invito, sono lieto di averlo sentito dire, abbiamo cercato di fare poche cose, quelle poche cose sono andate momentaneamente a favore di quelli che potevamo seguire qui nella nostra Valle, ma tutti quelli che sono fuori sinora non sono riusciti a fare altro e non continuiamo nel tempo a parlare ma facciamo atti concreti per i servizi aperti come ripetevo e per quelle strutture di servizio specialistico di cui queste persone hanno veramente bisogno.

Mappelli (D.C.) - "Assistenza generica", capitolo 758, totale "Assistenza generica": 150.000.000 + totale categoria V "Trasferimenti": 2.668.245.000, totale titolo I: 3.513.245.000, totale: 3.513.245.000, "Spese in conto capitale", "Azione e intervento in campo sociale", dal capitolo 763 al capitolo 767: 139.500.000.

Benzo (D.P.) - Vorrei solo pregare la Giunta regionale e l'Assessore alla Sanità in particolare di tenere in considerazione il nostro laboratorio ospedaliero e regionale in base ad uno studio che era stato effettuato, che ne definiva anche esattamente i termini, proprio per non ripercorrere la strada dei doppioni già avvenuta. Ci sono delle spiegazioni precise, Signori Consiglieri, si renderanno conto di quanto può compiere come laboratorio quello ospedaliero e quello regionale per le parti di rispettiva competenza.

Mappelli (D.C.) - Categoria III "Trasferimenti", dal capitolo 768 al 771, totale categoria III: 190.000.000, totale titolo II: 329.500.000, totale "Spese in conto capitale": 329.500.000, riepilogo generale, totale generale delle spese: 3.842.745.000.

Assessorato del Turismo, Antichità e Belle Arti

Sezione I "Amministrazione generale", categoria V, "Trasferimenti", capitolo 774, soppresso.

Andrione (U.V.) - A grande richiesta la Giunta propone che questo capitolo venga mantenuto per memoria. Io avrei preferito trasferire tutto in un unico capitolo in quanto questo è un doppione di altri capitoli ed esattamente del 786 e dell'827. Poiché su questo capitolo vi sono disponibilità per 40 milioni 144 mila lire, oltre ai residui passivi per 10 milioni di lire, per quest'anno può rimanere come dizione e si vedrà in seguito se convenga fare un capitolo in cui si dice: "Spese e contributi", cioè un capitolo non preciso, o se invece non sia più opportuno trasferire alla competenza dell'Amministrazione tutta questa materia.

Mappelli (D.C.) - Cultura, Antichità e Belle Arti, categoria II "Personale", dal capitolo 777 al 779, totale: 226.000.000, categoria IV "Acquisto di beni e servizi", capitolo 785 al capitolo 787: 145.000.

Manganoni (P.C.I.) - Qui parliamo nuovamente della questione dei castelli. Io ho avuto occasione di trattare l'argomento in altre sedute, voglio ribadirlo perché ho avuto l'impressione che in questo campo si verifica un dialogo fra sordi. Noi continuiamo a comperare vecchie baracche cadenti, se almeno ci proponessimo o di demolirli o di ripristinarli, io direi va bene. No, noi li acquistiamo, non li demoliamo, non li ristrutturiamo, lasciamo che tutto vada in malora, questo non è serio, perché piuttosto di acquistare un edificio e non farne la manutenzione, lasciamolo al privato che se non altro la manutenzione minima la fa. Cito l'esempio del Castello di Aymavilles, da quanti anni lo abbiamo acquistato? Da tre, quattro anni, bene. Il Castello di Aymavilles, io diverse volte ho invitato i Consiglieri ad andarlo a visitare, fa pena e mi chiedo perché noi acquistiamo quei castelli e li lasciamo andare in quella situazione senza un minimo di manutenzione. Noi dobbiamo fare il Museo regionale, del Museo regionale ne parliamo mi pare da quando c'era Deffeyes: dal 1950, quindi sono 25 anni. Noi abbiamo acquistato vecchi oggetti e io inviterei i Consiglieri regionali ad andare a visitare l'edificio dove ci sono i magazzini dell'Agraria regionale, al pianterreno o, meglio, nel seminterrato vi sono degli oggetti, più che oggetti sono mobili acquistati non so 10 anni fa, non so quando, che se voi li sollevate, cadono perché i tarli e le camole li hanno completamente distrutti. Io mi chiedo se si può continuare ad andare avanti così. Questo castello - faccio un esempio, perché ne avrei tanti altri - vogliamo destinarlo a qualche uso? Non vogliamo destinarlo a Museo? A me risulta, per esempio, che il Parco del Gran Paradiso ha inoltrato domanda per farne la sede e Museo del Parco. Ora, prescindiamo dal fatto del Parco e, scusa Mappelli, non cominciare a partire in tromba per il fatto del Parco, perché i rapporti Parco e popolazione noi li abbiamo trattati a suo tempo, io ti parlo come Parco che deve essere tutelato e difeso perché è un patrimonio forse unico al mondo e ora trasferirebbero la sede da Torino e va bene. Comunque destinatelo anche all'Associazione degli allevatori di banane in Valle d'Aosta, a me non interessa, ma destinatelo a qualche cosa, non lasciatelo vuoto ad andare in malora.

Sul capitolo io vedo altri 60 milioni più 30 in totale, 90 milioni per sistemazione, manutenzione, eccetera. Vogliamo fare un minimo di programma? Quest'anno abbiamo 90 milioni.

Andrione (U.V.) - Il capitolo è stato aumentato di 100 milioni e tra gli interventi principali c'è Sarriod de la Tour di cui bisogna riprendere le fondamenta che sembra siano addirittura di epoca romana. Mi permetto di dirti, Consigliere Manganoni, che ci sono dei monumenti che sono classificati, in Valle d'Aosta, e che devono essere mantenuti a norma di un articolo del Codice penale, se noi fossimo così criminali da lasciarli andare in rovina, dovremmo essere denunciati.

Manganoni (P.C.I.) - ...il nostro comportamento merita solo delle denunce. Ora, io non faccio la questione sul quid della cifra, io faccio la questione su come spendiamo questi soldi. Ecco, questo io voglio dire.

Mappelli (D.C.) - Sezione IV "Azione intervento in campo economico", categoria II "Personale", dal capitolo 793 al capitolo 795, totale categoria II "Personale": 125.500.000. Categoria IV "Acquisto di beni e servizi", dal capitolo 801 al capitolo 806, totale categoria IV "Acquisto di beni e servizi": 711.000.000.

Manganoni (P.C.I.) - Mi spiace che in tutte le sedute nelle quali si discute del bilancio ci sono delle discussioni a non finire su questo capitolo. Critiche da parte di molti Consiglieri, promesse, se non impegni, della Giunta di correggersi e la conclusione qual è? Che si continua come prima, peggio di prima.

Ora, questa mattina, o ieri o l'altro ieri, avevo sentito da parte di un membro della Giunta, forse dal Presidente, che dobbiamo cambiare il diritto nel Turismo. Basta destinare i fondi solamente ai poli di sviluppo che scoppiano, dobbiamo pensare anche alle zone sottosviluppate, alle zone depresse della nostra Regione, che turisticamente hanno le stesse potenzialità delle altre zone. È sufficiente costruire le infrastrutture, investire in capitali necessari. Bene, a me interesserebbe molto sapere come viene distribuita ora la propaganda turistica; com'è stata fatta fino ad oggi, scrivendo su tutti i giornali del mondo, sarebbe molto interessante. Scriviamo su tutti i giornali del mondo: "visitate la Valle d'Aosta, visitate Pila, visitate Courmayeur, il Monte Bianco, visitate il Cervino...", eccetera. In tal modo il mese di agosto in Valle d'Aosta non trovate un buco per dormire. Cosa succede? Che questa situazione, anziché fare della pubblicità per la Valle d'Aosta, è estremamente negativa perché poi in quei periodi certi albergatori (noi sappiamo i prezzi) se ne approfittano e i turisti se ne vanno dalla Valle d'Aosta indignati dicendo: "basta con questa Valle d'Aosta perché non si trova un posto da dormire, perché sei trattato come sei trattato", lo sappiamo, no? Questa pubblicità è negativa, noi buttiamo i miliardi, centinaia di milioni dalla finestra per fare un torto alla Valle d'Aosta, non per fare del bene, per fare della pubblicità. Noi dobbiamo fare la pubblicità non solo per Pila, per il Breuil e per Courmayeur, ma dobbiamo farla per le altre zone perché anche queste hanno il diritto di vivere, non solamente i poli di sviluppo che scoppiano, dove c'è solo il turismo di élite. Noi dobbiamo farla per le zone depresse, per i nostri Comuni, e non solo, dobbiamo dire: "visitate la Valle d'Aosta ma non nel mese di agosto, perché dovreste dormire sotto una tenda o nella macchina perché non trovereste una stanza". Questo è il tipo di pubblicità che dobbiamo fare e queste cose le diciamo da anni, ma non si è cambiato di una virgola, anzi si è peggiorato.

Abbiamo proposto di ridurre di 200 milioni questi capitoli, portandoli all'Agricoltura, e penso il Presidente metterà ai voti questa modifica alla fine della discussione. Noi rimaniamo di questa tesi e anche nel caso fosse accettata la riduzione, se dei 400 milioni ne rimanessero 200, sarebbero ancora troppi se spesi come si è fatto fino ad oggi, mentre se saranno spesi bene i 200 milioni, saranno più che sufficienti.

Chincheré (P.C.I.) - Intervenendo sul bilancio, per dimostrare alcune questioni che l'Assessore Fosson aveva definito sul modo di governare la Regione che io ho chiamato moralismo o spirito moralizzatore, avevo anche detto che sappiamo quanto fumo c'è dietro a un'affermazione di questo genere, fumo negli occhi, e avevo citato alcuni capitoli, tra gli altri, dell'Assessorato del Turismo. Del capitolo 801 non parlo, ha parlato il compagno Manganoni, volevo soltanto rammentare che un aumento di 180 milioni non è secondario, c'è anche un bel capitolo 802 che dice: "Spese per iniziative turistiche e sportive" con un aumento di 40 milioni. Se pensiamo che la cifra precedente era di 70 milioni, arriviamo a 110 milioni, non siamo al raddoppio di questa cifra, ma siamo molto vicini. Sempre a titolo esemplificativo, e scivolo un po' in avanti alla categoria V, al capitolo 812 "Contributi e sussidi ad aziende di soggiorno, Enti e Sodalizi vari per attività ne1 settore del turismo", abbiamo un aumento di spesa pari a 80 milioni per un ammontare di 200 milioni. Evidentemente il dubbio espresso ieri che uno dei ruoli, dei compiti di questa Giunta fosse mantenere caldi e ben foraggiati alcuni Assessorati è abbastanza provato. Questo è solo un aspetto polemico che ci può interessare per polemizzare più o meno bene con questa maggioranza, ma non tocca il succo del problema, che è un altro perché, primo, questi titoli di capitoli sono molto vaghi e non è mica colpa loro, poveretti, sono scritti così, e consentono un uso non sempre razionale, e ciò è dimostrato dai soldi che poi si spendono. C'è anche un'altra grossa questione: noi abbiamo votato, dopo credo sei ore di discussione, dopo decine di emendamenti dell'Union Valdôtaine, di apprezzamenti non sempre positivi delle altre forze politiche che allora erano in minoranza, la cosiddetta "legge sullo sport" e noi scopriamo che il finanziamento di quella legge - e forse è pure responsabilità nostra perché nel dare e avere con altre forze della maggioranza avevamo ceduto sul problema dell'importo - ammonta a 135 milioni. Sapevamo in realtà che la spesa presumibile in base all'anno precedente doveva aggirarsi intorno ai 240 milioni. Perché faccio questa precisazione? Perché io immagino che il Presidente della Giunta mi dirà che nell'allegato E o F, non ricordo più bene, c'è il rifinanziamento della legge per un importo di 105 milioni che porterebbe così ai 240 milioni che sono la spesa effettiva. Evidentemente ne risulta anche che se due anni fa 240 milioni potevano essere un grosso contributo per le attività sportive e promozionali in Valle d'Aosta, è molto probabile che nel 1975 questi fondi non siano più sufficienti. Ne deriva poi che noi abbiamo una legge per lo sport in Valle d'Aosta che gestisce non soltanto fondi che si dimostreranno insufficienti, malgrado tutte le pecche che dicevo ieri - motivo per cui abbiamo presentato quell'ordine del giorno che voi avete respinto - ma arriva l'assurdo di gestire sulla globalità dei fondi destinati alle attività sportive e anche alle manifestazioni sportive previste da quella legge soltanto una parte e non la maggiore della globalità del fondo per quel tipo di attività. È una grossa contraddizione politica perché se si viene a dire: "noi obtorto collo applicheremo quella legge ma non ci abbiamo creduto allora, non ci crediamo oggi, la applichiamo soltanto perché siamo obbligati in quanto è una legge e non possiamo fare a meno di applicarla", il discorso ha una sua coerenza, ma se il Consiglio regionale ribadisce che quella legge, con tutti i suoi limiti, che già noi allora abbiamo denunciato, con tutti i limiti successivi dovuti alla mancata applicazione della stessa, la vuole comunque applicare per andare avanti, evidentemente qui c'è una grossa contraddizione di fondo e noi non possiamo che esprimere, anche se capiamo le motivazioni non politiche ma di potere che hanno rimpinguato questi articoli, se possiamo anche capire queste cose, evidentemente, non possiamo assolutamente condividere il problema del foraggiamento degli Assessorati da tenere in caldo; non è un problema nostro ma è un problema dell'Union Valdôtaine. Motivo per cui - e mi scuso se così ho divagato un po' su tutti questi capitoli - noi non siamo d'accordo con questi importi e credo che il compagno Manganoni o il compagno Capo Gruppo abbiano già presentato degli emendamenti in materia.

Andrione (U.V.) - Intervengo per ripetere quello che ho detto precedentemente, cioè che, per quanto riguarda il capitolo 801, è l'unico mezzo che abbiamo per riequilibrare il minimo di propaganda turistica delle varie stazioni.

L'altro ieri la televisione dei Paesi dell'est, credo che si chiami "Intervision", ha comprato i Campionati di bob e li trasmetterà anche da diverse parti, sembra che si vedrà il Cervino anche in Australia, a colori, il che costituisce un enorme fatto pubblicitario, l'avevo detto l'altra volta, per il Breuil.

Crediamo anche noi che sia necessario sottolineare che ci sono anche, come dicevo l'altro giorno, le stazioni di La Thuile, Champorcher, Cogne e via dicendo, però possiamo pubblicizzarle soltanto con i dépliant e non è colpa di questa Giunta se l'aumento dei prezzi è del 60% sulle previsioni del 1973. Punto primo.

Punto secondo, sappiamo benissimo anche noi che esistono le punte del mese di agosto o le punte del week-end, per cui al Breuil capita certe volte di dover fare due ore di coda per poter sciare. È l'unico sport che pratico, anche se quest'anno non ho ancora potuto perché mi sono rotto il piede, ma comunque so benissimo quanto può essere noiosa una coda alla domenica e come possa allontanare potenziali clienti. Sappiamo come questo fenomeno di massa che si riversa in certe festività sia negativo per l'attività turistica in genere, perché ci sono troppi clienti a Natale, quando sovente in Valle d'Aosta manca la neve e ne sono troppo pochi dal 15 al 31 gennaio, per cui, senza essere particolarmente dotati dal punto di vista "fosforico", facciamo tutti gli sforzi possibili per portare dei clienti dal 15 al 31 gennaio e per di più se quei clienti sono scandinavi o sono australiani, sudafricani, eccetera, che portano la valuta pregiata, troviamo soltanto che è normale.

Mi dispiace, non voglio fare assolutamente delle polemiche. Dico semplicemente che dobbiamo mantenere un equilibrio, ho citato anche Bruno Colliard e credo che per una volta tanto tu annuivi persino con la testa, per cui respingiamo certe affermazioni.

Nel capitolo 802 si parla di "iniziative turistiche e sportive" che possono essere benissimo controllate, in cui rientrano le iniziative come i Campionati nazionali di sci che non so se sono soltanto turistiche, o turistico-sportive, oppure non so quale altro nome dargli: per esempio, adesso avremo i Campionati europei di sci, che sono il primo passo per avere i Campionati mondiali, e rappresentano le iniziative che sembra rendano dal punto di vista turistico, non da altri punti di vista: ecco questo era il motivo.

Per quanto riguarda il capitolo 812, è semplicemente perché si era proceduto per lungo tempo con il sistema di dare dei piccoli contributi all'inizio dell'anno e poi di darne tanti a manifestazioni particolari dell'azienda "X" o dell'azienda "Y". Ora invece facciamo un bilancio unico all'inizio dell'anno, dopodiché non ci saranno finanziamenti per manifestazioni particolari.

Chincheré (P.C.I.) - Noi ringraziamo il Presidente della Giunta anche perché ha confermato, forse volontariamente, forse involontariamente, i giudizi che noi diamo a questi capitoli.

Vorrei specificare una questione sola circa l'esempio citato per giustificare l'aumento di spesa al capitolo 802: "sono stati i Campionati italiani di sci, che sono il primo passo verso i Campionati europei di sci e il secondo passo verso i Campionati mondiali di sci in Valle d'Aosta". C'è da inorridire. Perché? Perché se noi fossimo in grado di garantire a chi pratica lo sport in Valle d'Aosta tutto quell'aiuto e quelle strutture per espletare la loro attività sportiva, non 15 milioni per i Campionati mondiali di sci, ma anche 50 milioni non ci scandalizzerebbero. Evidentemente si tratta di scelte prioritarie, perché, quando noi parliamo della vocazione turistica della nostra Regione, credo che non possiamo dimenticare il diritto al turismo dei valdostani, perché allora noi non possiamo pensare di pubblicizzare spendendo i soldi in un modo molto discutibile. Noi non proponiamo l'abolizione del capitolo, proponiamo il ridimensionamento del capitolo, che è un'altra cosa, e infatti i paracadutisti per il 1974 non hanno visto una lira. Noi abbiamo delle grosse perplessità su questo modo di procedere perché pensiamo che il compito primo della Regione sia quello di far praticare lo sport e il turismo a chi risiede in questa Valle. Non solo, ribadiamo che, al di là dell'uso che viene fatto di questi soldi, le indicazioni per l'uso devono essere fatte da quegli organismi previsti dalla legge e che abbiamo stabilito sono quelli che devono esprimere la politica sportiva della nostra Regione. Ecco, soltanto questo, non è soltanto la cifra: è un metodo e una logica di lavoro che non ci trova d'accordo.

Manganoni (P.C.I.) - Le affermazioni del Presidente sulla promozione turistica, noi le abbiamo già sentite innumerevoli volte, non solo, ma ci è persino stato detto che i costosissimi viaggi fatti in Canada, negli Stati Uniti, in Giappone a spese della Comunità valdostana avrebbero portato in Valle d'Aosta tutti i cittadini o quasi di quei Paesi. Infatti io ho visto una volta in Piazza Narbonne, davanti a casa mia, una macchina targata Usa (Stati Uniti) e ho detto: "ma guarda i risultatoni di quei viaggi". Guardo dentro e c'erano quelli della NATO con tanto di divisa. Mi sono detto: "alla larga da questi cittadini, se ne stiano pure nei Paesi loro". Questo perché non condivido che i cittadini degli Stati Uniti che vengono da noi vengano in divisa come i componenti della NATO. Questo penso che sia stato l'unico risultato di questi costosissimi viaggi. Comunque, io mi auguro, ma mi auguro sinceramente che questa volta queste affermazioni corrispondano poi ai fatti, non come nel passato in cui sono state parole inutili servite solamente a prendere in giro i Consiglieri regionali.

Milanesio (P.S.I.) - Sarò breve, veramente, perché questo Consiglio si sta trascinando ormai da parecchie ore e quindi mi risparmio di fare qualunque intervento di carattere politico nel settore del turismo. Poiché sono stato indirettamente chiamato in causa dal Consigliere Manganoni, in quanto io sono uno di quelli che ha viaggiato, indubbiamente, voglio solo dire che non è vero, che è completamente destituito da ogni fondamento quello chi dice Manganoni circa i risultati. I risultati ci sono stati, sono copiosi, sono documentati e documentabili dalle presenze che statisticamente vengono rilevate per nazionalità. Non sto quindi qui a fornirvi dei dati perché non sono l'Assessore al Turismo e del resto neanche, credo, Andrione li abbia qui. Se Andrione sarà così gentile da voler trasmettere al Consigliere Manganoni - e certamente ci sono presso l'Assessorato - gli incrementi che si sono avuti nel settore degli stranieri soprattutto per quanto si riferisce alle presenze turistiche della nostra Regione, a seguito di campagne promozionali, si accorgerà che c'è una rispondenza completa sempre. Io mi auguro che questi dati vengano forniti per troncare una volta per tutte questo tipo di discorso perché al paio, scusa Consigliere Chincheré, tutto sommato, con quello che hai detto tu prima ci sono delle manifestazioni che Regioni, Paesi, il Paesino, Nazioni si contendono. Voglio solo dirti che, dopo i Campionati del mondo di sci che ci furono in Val Gardena, quella zona turistica ha avuto un incremento notevolissimo delle presenze, che continua ancora nel tempo per quella grossa pubblicità che venne fatta in occasione di quella manifestazione a livello mondiale.

Basti solo citare un piccolo dato: i modestissimi Campionati mondiali di bob hanno consentito alla nostra Regione, oltre a vincere un titolo mondiale una volta tanto, di andare in televisione per 16 ore in eurovisione in cui compariva la scritta: "Valle d'Aosta". Ora, mi pare che questo sia un grosso risultato pubblicitario, oltre alla presenza numerosissima di stranieri in minima parte a spese dell'organizzazione.

Ora, il fatto di avere in eurovisione 16 ore dedicate alla Valle d'Aosta è un grosso risultato. Io vi chiedo se avete un'idea di quanto costi andare in televisione anche solo due o tre minuti quando c'è Carosello o cose del genere, in eurovisione anche a colori per chi può ricevere a colori. Nient'altro, non voglio far polemiche perché non è il caso.

Mappelli (D.C.) - Categoria V "Trasferimenti" dal capitolo 812 al 819, totale categoria V "Trasferimenti": 420.000.00, totale titolo I: 1.627.500.000. Riepilogo titolo I "Spese correnti", totale titolo I: "Spese correnti": 1.627.500. Titolo II in conto capitale, eccetera, capitolo 825, eccetera. Categoria II, eccetera, capitolo 834, categoria III, eccetera, capitoli 844 e 845, eccetera.

Dujany (D.P.) - Vorrei richiamare l'attenzione della Giunta sul capitolo 844 in relazione a quanto già detto stamane, che prevede un aumento di spesa di 250 milioni rispetto al precedente stanziamento e all'ulteriore aumento di stanziamento, mi pare, nel quadro F.

Vorrei fare presente che la legge prevede contributi a favore dei Comuni per l'acquisto di aree e per le attrezzature. Mi pare che il problema dell'acquisto di aree dovrebbe essere rivisto in relazione alle provvidenze previste dalla legge 865 opportunamente adattata in sede regionale e quindi naturalmente l'intervento dovrebbe limitarsi al settore strettamente riservato alle attrezzature, quindi credo che questi importi siano leggermente esagerati.

Andrione (U.V.) - Credo che compreremo poche aree.

Manganoni (P.C.I.) - Brevissimo. Al capitolo 834 "Museo regionale" 20 milioni, ci sono altri 20 milioni. Io mi chiedo solo quanti fondi abbiamo a residuo perché è da 20 anni che parliamo di Museo regionale. Quanti soldi abbiamo lì a svalutarsi? Secondo, mi chiedo quando lo faremo e, terzo, dove lo faremo.

Dal capitolo 844 ne ha già parlato Dujany. Io ho preso delle note per la piscina di Pré Saint Didier, c'è un punto interrogativo, quindi l'ho azzeccata, purtroppo, e per l'altro non ci siamo ancora, va bene aspettiamo.

Andrione (U.V.) - Per quanto riguarda il Museo regionale, non posso dare una risposta precisa sul quando, perché ho appena iniziato le trattative per avere quell'area vicino al vecchio cimitero di Sant'Orso, dato che invece il piano regolatore di Aosta prevede un'area verde, bisogna che ci sia una possibilità di una variazione, se c'è la possibilità, ci sarebbe l'area adatta, se non sarà quella, vedremo di sceglierne un'altra, però il quando è condizionato da queste trattative.

Mappelli (D.C.) - Categoria II "Beni immobili...", eccetera, capitolo 850, eccetera. Categoria III dal capitolo 853 al capitolo 858, eccetera. Il capitolo 862 è soppresso, pertanto il totale della categoria III "Trasferimenti" è di 555.000.000 com'è già detto e il totale della IV sezione: 1.095.000.000.

Manganoni (P.C.I.) - Mi sono ritagliato dal giornale questa pubblicità - "Residence à la Jolie Bergère Péroulaz: l'albergo La Jolie Bergère completamente rinnovato e trasformato in alloggi residenziali, monocamere, bicamere e servizi a partire da nove milioni". Siccome non si parla della superficie non so se si tratterrà di 800 mila lire al metro quadrato o di un milione al metro quadrato. Io mi chiedo questo albergo quanti milioni di contributo ha avuto dalla Regione a suo tempo e se noi siamo ancora del parere di continuare a cacciare fuori i milioni che poi sommati fanno i miliardi per gli alberghi, che, dopo un certo periodo di tempo, sono trasformati in zone residenziali e venduti a quei prezzi.

Ora, io sono favorevole all'incremento turistico, sono favorevole all'incremento degli alberghi piccoli, quelli grossi se li paghino, però facciamo attenzione, qui si tratta di buttare i soldi dalla finestra, non solo, si tratta di dare i soldi, il denaro pubblico agli speculatori.

Andrione (U.V.) - Io volevo solo dire una parola: la legge che ha votato anche il Consigliere Manganoni, mi sembra la n. 34 del 13 agosto 1974, e anche le leggi precedenti prevedono il vincolo alberghiero per 20 anni, che viene trascritto sul registro della Conservatoria delle ipoteche. Dato che nessun speculatore fa dei calcoli sul periodo di vent'anni costruendo oggi per avere le résidence domani, non c'è più quel pericolo denunciato da Manganoni. D'altra parte se si fanno i conti, La Jolie Bergère credo che sia del 1952 o del 1953. Dei contributi che può avere ottenuto allora con il valore che aveva la lira allora, si arriva a pochi milioni, ma dico in 20 anni pochi milioni di allora. Io sono contrario come te alla trasformazione, ma in 20 anni quei pochi milioni sono stati giustificati...quando c'è il vincolo alberghiero... Oggi, purtroppo, c'è gente che parla di costruire alberghi in Valle d'Aosta e rifiuta il fondo di rotazione o il contributo regionale per non avere il vincolo alberghiero, punto e basta. Ho solo spiegato qual è il meccanismo...

Borbey (D.C.) - Soltanto per precisare, visto che ad un certo punto, per carità, in buona fede il Consigliere Manganoni la sparata la fa. L'albergo La Jolie Bergère è stato iniziato nel 1948 circa e io ho avuto l'onore di presiedere l'Amministrazione comunale di Charvensod per otto anni come Sindaco e debbo dire che, grazie all'allora gestore e proprietario Signor Gallina, il Comune di Charvensod ha avuto un po' di attrattiva turistica proprio grazie all'albergo La Jolie Bergère. Quando è deceduto il povero Signor Gallina, purtroppo, non ci sono più state le persone all'altezza competenti o in grado di mandare avanti l'albergo, provocando difficoltà anche finanziarie ed è stato così chiesto all'Amministrazione comunale questo, il cambiamento da albergo a condominio.

Io, che non ero più sindaco, ero contrario a questo cambiamento e mi sono interessato presso l'Amministrazione regionale, sono andato dall'architetto Bellone, sono andato presso gli uffici legali per trovare un appiglio legale per non lasciare tramutare La Jolie Bergère in condominio, perché era l'unica attrattiva per il Comune di Charvensod, Comune povero, vicino a Gressan. Infatti il nostro Comune è prettamente agricolo, rispetto a Gressan, che è un Comune avveniristico, purtroppo mi hanno detto che, essendo passati i 20 anni, non è possibile opporsi, come ha risposto bene il Presidente della Giunta.

Ora, come dico, dovrebbe essere l'Amministrazione regionale, ma forse non si può, ritengo che fosse illogica questa alzata di scudo da parte del Consigliere Manganoni. Qui vorrei un po' fare un invito al Consiglio regionale perché già con la presidenza del Dottor Dujany il Comune di Charvensod aveva mandato delle richieste, dei progetti di infrastrutture. Ora, io prego questo Consiglio, la Giunta di guardare anche un po' il Comune di Charvensod che, a causa di due o tre ville, non è idoneo per avere l'elettrificazione rurale, che infatti non è mai stata fatta e adesso che il Comune ha predisposto dei piani assieme ad alcuni piccoli operatori economici per fare delle infrastrutture, non è idoneo per fare delle infrastrutture perché si creano dei condomini e si dice che si vuole fare della speculazione. Io chiedo solo alla Giunta di guardare un po' anche al Comune di Charvensod e quindi di decidere cosa intende fare se vuol lasciarlo agricolo, di aiutarlo a costruire infrastrutture agricole, oppure se vuol dargli una piccola spinta per renderlo anche turistico, di aiutarlo anche in questo senso.

Mappelli (D.C.) - Sezione V "Azioni intervento delle abitazioni", categoria III "Trasferimenti", capitoli 868 e 869. Totale categoria III: 110.000.000, totale titolo II: 1.755.000.000. Riepilogo generale per le spese Assessorato del Turismo, Antichità e Belle Arti. Totale generale spesa dell'Assessorato: 3.382.500.000. Allegato C della legge regionale, prospetto riassuntivo delle entrate delle spese per l'esercizio 1975, totale complessivo delle entrate: 62.234.000.000, totale complessivo delle spese: 62.234.000.000. Allegato D della legge regionale: qui ci sono tutti i capitoli. Allegato E: ci sono i capitoli con i disegni di legge per un importo totale di 1 miliardo 894 milioni. Allegato F: dà un totale di 2 miliardi 440 milioni. Allegato G della legge: differenza da applicare all'attivo di bilancio 1975: 7 miliardi. Allegato H: uguale con un totale di 7 miliardi. Allegato I: ha un totale di 3.592.582.000.

Andrione (U.V.) - Non si tratta di volere mantenere ad ogni costo il bilancio così com'è stato presentato, in quanto molte delle indicazioni date in particolare nel settore della Sanità ci trovano consenzienti e anche in altri Assessorati. Per una ragione d'ordine e per il fatto che tutto quello che potremo fare nel senso indicato lo faremo con variazioni di bilancio che s'impongono anche in relazione al discorso fatto dell'impostazione tradizionale di questo bilancio, la Giunta regionale propone al Consiglio di respingere gli emendamenti proposti riservandosi in futuro particolari interventi nelle materie in cui il pensiero dei presentatori degli emendamenti coincide con quello dell'attuale maggioranza.

Caveri (U.V.) - Siamo quindi arrivati alla votazione degli emendamenti. C'è anche l'ordine del giorno relativo ai cantieri forestali. Qual è il pensiero del Presidente della Giunta in merito a quest'ordine del giorno? Perché è stato presentato dopo la discussione generale... Allora leggo l'emendamento presentato dal Consiglieri Manganoni e Crétier:

Emendamento

1°) aumentare di 100 milioni il capitolo 362 "Spese per 1a bonifica sanitaria del bestiame", portandolo dagli attuali 420 milioni a 520 milioni;

2°) aumentare di 100 milioni il capitolo 367 "Spese, contributi e sussidi per l'incremento delle macchine delle attrezzature agricole", portandolo dagli attuali 300 milioni a 400 milioni;

3°) attingere i 200 milioni al capitolo 801 "Spese per la propaganda turistica", che dai 270 milioni dello scorso anno è stato aumentato di 130 milioni e portato a 400 milioni per il 1975.

Bisogna quindi procedere alla votazione di questo emendamento con votazione palese per alzata di mano.

Chi è favorevole a questo emendamento presentato dai Consiglieri Manganoni e Crétier è pregato di alzare la mano. Chi è contrario?

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 30

Maggioranza: 16

Favorevoli: 13

Contrari: 17

L'emendamento n. 1 è stato respinto.

C'è poi un altro emendamento presentato dalla Signora Bianco Siggia.

Emendamento

1°) istituire capitolo 759 della spesa "Spese per la concessione a superstiti e di titolari in vita di rendita per malattie professionali o infortuni" di lire 20.000.000.

2°) diminuire il punto 14 dell'allegato E di Lire 20.000.000 essendo l'importo previsto di Lire 70.000.000 (da ridurre a Lire 50.000.000) di larga massima e puramente indicativo.

3°) istituire un nuovo punto n. 20 all'allegato E ''Spese per la concessione ai superstiti di titolari in vita di rendita per malattie professionali o infortuni" di Lire 20.000.000.

Chi è favorevole a questo emendamento è pregato di alzare la mano. Chi è contrario a questo emendamento è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 31

Maggioranza: 17

Favorevoli: 14

Contrari: 17

Pertanto anche questo emendamento n. 2 è respinto.

Siamo ora all'emendamento presentato dal Gruppo Comunista.

Emendamento

Allegato A - Parte Entrate, modificare i seguenti articoli:

Avanzo di amministrazione

da £.

7.000.000.000

a £.

7.500.000.000

- Cap. 76 - Fondi assegnati dallo Stato

da £.

4.200.000.000

a £.

5.000.000.000

- Cap. 16 - Proventi Casa da gioco

da £.

9.000.000.000

a £.

9.500.000.000

Imposte tributarie (totale)

da £.

32.407.715.000

a £.

32.607.715.000

Parte uscite

Cap. 271 - Fondo speciale...

da £.

2.440.000.000

a £.

4.440.000.000

Di conseguenza Allegato F

£. 350.000.000 - Riforma sanitaria - Istituzione delle ULSSS

£. 500.000.000 - Riforma del servizio dei Trasporti

Modificare il punto 2 dell'allegato da £. 800.000.000 a £. 1.600.000.000

Questo non era detto nell'emendamento ma mi permetto di aggiungerlo io perché effettivamente si tratta di questo: lire 350 milioni "Spese per attrezzature ospedaliere".

Mettiamo in votazione anche questo emendamento, chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 31

Maggioranza: 17

Favorevoli: 14

Contrari: 17

Anche questo emendamento quindi è respinto.

Ora, si tratterebbe, se non erro, di passare alla votazione della legge...ci sono dichiarazioni di voto? La discussione generale è stata talmente ampia, è durata, mi pare, due giorni e mezzo e potremmo anche fare a meno delle dichiarazioni di voto, no? Perché si tratterebbe di ripetere quello che è stato detto nella discussione generale. Il Consigliere Monami è certamente d'accordo...la parola al Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - Certo il dibattito è stato lungo e talvolta anche appassionato e si dice che si potrebbe fare a meno della dichiarazione di voto, ma non vi è dubbio che alcuni elementi nuovi, invece, nel dibattito sono avvenuti per giustificare ulteriormente la nostra posizione di critica a questo bilancio. È innanzitutto una scelta politica la nostra, noi abbiamo detto che questa era una Giunta ed una maggioranza nei confronti della quale avremmo operato un'opposizione tenace, dura, severa, e mi pare che il nostro comportamento durante la discussione del bilancio sia stato fedele a questa nostra impostazione. Noi non condividiamo la politica di questa Giunta, né condividiamo la politica e l'impostazione dei fini che si pone, né i mezzi che questa maggioranza propone per raggiungerli. Non abbiamo motivo quindi di cambiare le nostre posizioni in senso più generale nei confronti di questa maggioranza e di questa Giunta e, me lo consenta il Presidente della Giunta, non possiamo essere né d'accordo e né accettare le sue blandizie, le sue linee di dibattito quando dice che tutte le osservazioni da noi fatte sono in gran parte accettate dalla Giunta e da questa maggioranza ma che non è possibile apportare nessuna variazione ma sarà invece sensibile a tali osservazioni. Questo ritorno alla sensibilità, come il tenere conto, per raccomandazione, di certe nostre impostazioni diventa superfluo dirlo o, meglio, potremmo accettare la posizione personale del Presidente Andrione quando dice: "è la parola che io do, che accetteremo e terremo conto di queste vostre cose", ma è la parola del Signor Andrione, non è la parola del Presidente della Giunta, né della Giunta, né della maggioranza che egli rappresenta, nei confronti della quale noi abbiamo assunto delle posizioni politiche precise.

Noi riteniamo che in questo bilancio manchino - e lo abbiamo già detto - delle indicazioni, dei principi di carattere riformatorio, manchino, in sostanza, a questo bilancio le indicazioni sia pure nella brevità della vita di questa Giunta...e lo sforzo per tenere conto di quei massicci studi che la programmazione ha fatto, e non solo, non ha neppur tenuto conto del piano disviluppo che abbiamo discusso in quest'aula e neanche ha detto in che senso, in che direzione per un piano di sviluppo regionale questa maggioranza è disponibile ad un dibattito e ad aprire il confronto con le altre forze politiche. È un bilancio che quindi non possiamo accettare perchè non ci dice, per esempio, quello che la Giunta attuale e la maggioranza ha in animo di presentarci.

Chiedo scusa al Presidente del Consiglio, che ama sempre dire che si fanno troppe leggi, ma noi riteniamo di fare quelle opportune e semmai abrogare ed eliminare quelle che non servono, per esempio, non ci è mai stato detto nulla sul fatto che questa Giunta, che questa maggioranza intende preparare e portare all'esame del Consiglio una legge sulla contabilità regionale come hanno fatto tante altre Regioni italiane. Neppure ci ha detto, dopo che saranno presentati gli studi dell'ISAP, come intende affrontare il problema del personale che è uno dei problemi più importanti se vogliamo mettere quest'Amministrazione nelle condizioni di funzionare.

Ho riconosciuto che sono stati già riconfermati gli 800 milioni per la casa, era un atto di buona volontà, ma che è stato successivamente smentito, e mi spiace che a questo voto non si siano aggiunti anche i Compagni Socialisti per il rifinanziamento di quella legge un ulteriore stanziamento di 800 milioni, perché non sono soltanto operai e lavoratori comunisti quelli che attendono la casa, sono operai e lavoratori socialisti, sono operai e lavoratori di tutti i partiti e quindi noi riteniamo che il problema non possa più essere affrontato in questo modo, ma che sul problema della casa sarà necessario arrivare ad una legge organica, fatta meglio ma che segua l'impostazione di quella che noi qui avevamo presentato in questo Consiglio due o tre anni fa e che voi avete bocciato. Vogliamo che sia presentata, discussa e confrontata in quest'aula una legge per la trasformazione e la riforma dei trasporti, non è più possibile continuare a lamentarci e a piangere sulle spalle dei pendolari, siano essi studenti od operai, ma è necessario impadronirsi di questo problema e risolverlo, un tentativo era stato fatto, un ordine del giorno impegnava il Consiglio, in quella direzione lo avevamo proposto ed era stato accettato nel maggio del 1973 e quest'anno il medesimo ordine del giorno con il voto sfavorevole dei Compagni Socialisti non è passato. Si vede che per la componente socialista, per la delegazione del Partito Socialista che rappresenta quel partito in questa maggioranza il problema dei trasporti è diventato immediatamente meno urgente di come lo fosse nel 1974 quando gli stessi Compagni facevano parte di un'altra maggioranza.

È necessario ed abbiamo insistito nel dibattito generale e nel dibattito sull'articolato...e abbiamo presentato anche degli emendamenti di come sia indispensabile affrontare il problema della riforma sanitaria...se questo Consiglio ancora una volta non vorrà trovarsi impreparato così come si è trovato impreparato e sprovveduto quando il Governo ha fatto la legge sulla riforma ospedaliera...e abbiamo indicato la direzione per queste cose: uno stanziamento che affronti alcuni problemi che vanno nella direzione della riforma sanitaria e che quindi si parta dalla istituzione delle unità locali dei servizi sanitari e sociali. Bisogna arrivare a fare una legge sul decentramento amministrativo, colleghi della Giunta, e lo avete denunciato voi oggi com'è difficile con questo apparato regionale rendersi conto o perlomeno sostituire nell'attività amministrativa di tutti giorni l'attività di 74 Comuni della Valle d'Aosta. Siamo un Ente regionale a cui spettano facoltà legislative e non siamo il super Comune dei 74 Comuni, né siamo i controllori e i tutori delle Comunità Montane. Riteniamo che a quegli Enti, agli Enti locali, ai Comuni e alle Comunità Montane debbono non solo essere decentrati dei soldi, e la cosa può far loro piacere, bisogna avere il coraggio di affrontare il problema del decentramento, studiare, esaminare quali sono le materie di competenza di questi Enti e, sulla base di questi studi, legiferare e demandare a questi Enti ampia autonomia. Così come, amici della maggioranza, al di là della formulazione di precise leggi che noi chiediamo e che noi vorremmo che questo Consiglio facesse...e, per avere il voto a favore, questo bilancio dovrebbe contenere alcune indicazioni e scelte su politiche e provvedimenti che vanno in alcune direzioni abbastanza precise che noi qui abbiamo ricordato, non si può più attendere e i ritardi sono oramai talmente dannosi che tutti lo possono riscontrare con la colpa e responsabilità di tutti, certamente non solo di questa Giunta e di questa maggioranza, ma che in quella direzione nulla ha visto...occorre la predisposizione di provvedimenti che riguardino i problemi dell'urbanistica, dell'uso del suolo, del freno alla speculazione edilizia, dello sviluppo della cooperazione, dello sviluppo delle industrie e dell'artigianato, dello sviluppo in sostanza più generale economico, sociale, culturale della Valle d'Aosta.

Ecco la mancanza di indicazioni in queste direzioni, non tutte, ma la mancanza totale, assoluta di una sola o di due sole indicazioni, che abbiano obiettivi precisi almeno di queste da noi indicate, non ci consentono e non possono metterci in grado di dare il nostro voto favorevole a questo bilancio e, per questi motivi di carattere politico profondo, di mancanza di obiettivi e perché ribadiamo che un bilancio di questo tipo poteva essere fatto da un semplice Prefetto di Roma, noi diciamo che il bilancio da voi presentatoci per il 1975 non può avere il nostro voto favorevole e voteremo contro.

Jorrioz (P.S.D.I.) - Signor Presidente, amici Consiglieri, io ho apprezzato i numerosi interventi che si sono susseguiti in quest'aula per circa tre giorni, ho sentito parlare dei problemi dei trasporti, dell'Ospedale, dell'assistenza, della politica sociale, dell'agricoltura, dei problemi inerenti il turismo, del problema delle acque, di un argomento nuovo: il problema inerente una nuova scuola valdostana, tutto questo di fronte a una Giunta che avrebbe dovuto, nel giro di pochissimo tempo, affrontare questi problemi. Tutti noi siamo d'accordo che questi problemi devono essere affrontati e ciò deve essere fatto al più presto possibile, però ci deve essere una priorità nel prendere in esame questi problemi, perché se noi vogliamo fare tutto nello stesso tempo, non faremo mai nulla. È proprio questo il giudizio positivo per cui io darò il mio voto favorevole a questo bilancio, perché la Giunta con affanno, con dei grossi sacrifici nel giro di due mesi ha potuto presentarci un bilancio ricalcato su quelli precedenti, però, se non altro, questa Giunta ha dimostrato di non indicare la soluzione solo dei problemi, ma di preoccuparsi di portarci questi problemi dopo una pausa di riflessione e questo dimostra onestà politica e onestà amministrativa.

Caveri (U.V.) - Passiamo alla votazione della legge? La parola al Consigliere Chanu.

Chanu (D.P.) - Signor Presidente, Colleghi Consiglieri, dopo la discussione che ha condotto il Consiglio ad occuparsi del documento che ha presentato la Giunta regionale, che avrebbe dovuto essere di politica amministrativa, che io qualificherei di amministrazione in politica, devo confessare che il dibattito seguito alla discussione generale, sia pure con quel modo non consueto, anomalo con cui è stata condotta, nella quale abbiamo potuto sentire quello che doveva essere il pensiero politico della Giunta a discussione generale quasi ultimata, torno a ripetere che anche l'andamento successivo della discussione ha confermato quella che era già stata un'impressione che avevamo avuto e cioè che era perfettamente inutile una relazione politica prima, che quella che è stata o si vuol definire relazione politica di intermezzo era effettivamente la relazione che voleva essere fatta e quindi non ci resta che sintetizzare rapidissimamente e senza ripetizione quello che è il pensiero dei Democratici Popolari sul documento e il loro conseguente atteggiamento.

Udita la diligente relazione introduttiva dell'Assessore alle Finanze e preso atto degli interventi del Presidente della Giunta in corso di discussione, i Democratici Popolari rilevano e ribadiscono che il progetto di bilancio per l'anno 1975 è, a loro avviso, mancante di serio respiro programmativo, così com'è mancante di un valido taglio politico e si riduce quindi ad un documento contabile del tutto impersonale, privo di significato e privo di incisività. Vogliamo ancora sottolineare che i concetti avanzati...voglio sentire, Consigliere Bordon, mi sembra di essere nel Canonicato di Sant'Orso, quando vai nel pomeriggio e senti quegli strani canti, molto più poetici, però quanto mi basta per la mia povera anima, grazie padre...e certamente ci avete già mandato prima...e col tuo spirito e basta...scusi Presidente della Giunta, mi trattengo... Sottolineiamo comunque che i concetti avanzati dall'attuale maggioranza e ribaditi nel corso della discussione: il bilancio tradizionale, forzatamente tradizionale, il bilancio necessitato, il bilancio transitorio, affrettatamente predisposto, a nostro avviso, lungi dal costruire una plausibile giustificazione alle carenze del documento, rivelano, invece, un disegno di conservazione, di mantenimento abbastanza ottuso e di cristallizzazione dell'immobilismo, di situazioni che invece, a nostro avviso, imponevano drammaticamente non già pause di riflessione sine die, come ho sentito dire dall'amico Jorrioz, ma l'adozione di nuove scelte di razionali indirizzi, di coraggiose iniziative e questo soprattutto in quanto la situazione socio-economica del Paese, della Regione continua ad andare nel modo in cui sta andando. Ribadiamo anche che è equivoco il concetto di bilancio di transizione, a parte che il...è quanto di più definitivo ci sia e a parte che noi non siamo avvezzi ed usi a gratificare limitazioni cronologiche più o meno ristrette a certe attuali componenti...ma è equivoco questo concetto in quanto la caratterizzazione politica della nuova maggioranza che ha già avuto agio di esprimersi in diverse occasioni, sia pure in un lasso di tempo relativamente breve, ed anche su gravi problemi, su gravi questioni, l'ultima quella di Alpila, a nostro avviso, è quella del coagulo, tanto definitivo quanto contraddittorio, di forze spiccatamente conservatrici, alle quali la convergenza del P.S.I. non contribuisce per nulla a qualificarlo nei fatti in un modo diverso e diciamo quindi, in definitiva, che il bilancio presentato non offre prospettive di soluzione, né a breve, né a medio, né a lungo termine dei grandi problemi. Non è il caso quindi di addentrarci nella loro analisi, perché è già stato fatto in sede di discussione generale e di capitoli, dei problemi dell'agricoltura, dei problemi della casa, dei problemi dell'istruzione, della sanità, dei trasporti, del territorio, dell'industria, dell'occupazione e che il voluto, mantenuto equivoco sulla configurazione numerica e sulle competenze delle Comunità Montane, equivoco evidenziato ancora nelle dichiarazioni del Presidente della Giunta, non lascia altresì adito a speranze per quel che concerne l'auspicato decentramento amministrativo, che per noi è condizione prima per dare forma ad una reale ristrutturazione all'apparato burocratico della Regione.

Parimenti diciamo ancora che dal documento contabile sottoposto all'esame del Consiglio non è dato scorgere alcun serio impegno volto alla ristrutturazione degli organici del personale, razionalmente quanto democraticamente condotta, impegno che noi ritenevamo e riteniamo condizione indispensabile per offrire alla figura dell'Ente Regione, quale operatore pubblico, la possibilità di muoversi in assonanza con il rapido evolversi della realtà regionale. Questo, poi, mentre vengono invece assunte, nella pratica, dalla Giunta deliberazioni discrezionali e settoriali in materia di personale, e in spregio alle competenze del Consiglio, che hanno provocato e provocano giustificati risentimenti, legittime lamentele da parte del personale e dei suoi organi rappresentativi a livello sindacale, e lo abbiamo discusso ieri, il clamore di queste deliberazioni non si è ancora calmato, tant'è vero che tutti abbiamo certamente ricevuto, certamente anche il Presidente della Giunta, una nuova protesta vibrata della Cassa Mutua Regionale Malattie per i coltivatori diretti della Valle d'Aosta. In definitiva, quindi, il bilancio presentato si pone in netta antitesi con gli intenti di profondo e sollecito rinnovamento delle strutture e soprattutto dello spirito con cui affrontare la complessa tematica investente, a tutti i livelli, la realtà della Regione, innovamento che i Democratici Popolari si erano impegnati a portare in aula, anche se questo poteva significare, come significò, il venir meno di alcune componenti la passata maggioranza. Tutto ciò premesso, il gruppo dei Democratici Popolari dichiara di esprimere voto contrario all'approvazione del progetto di bilancio ed ai relativi allegati. Grazie.

Ramera (D.C.) - Non vorrei turbare l'atmosfera idillica di questo finale, anche se dovessi ripetere qualcosetta, tre, quattro parole già dette ieri come concetto. Sono cambiati i protagonisti nel loro ruolo però non sono cambiate le argomentazioni a sostegno delle proprie tesi nell'esame di questo bilancio. Al bilancio dell'anno scorso, che non credo sia stato fatto da un Prefetto di Roma, noi abbiamo votato contro perché eravamo opposizione e tale deve essere il ruolo dell'opposizione in una scelta politica e allo stesso bilancio hanno votato invece a favore Democratici Popolari e Partito Comunista. Il Partito Comunista l'anno scorso ha portato avanti le stesse critiche e anche suggerimenti validi e lo vedrete, ma alla fine, nonostante queste critiche e questi suggerimenti e tutte le carenze che notava nel bilancio tradizionale che la Regione deve esaminare e approvare da 25 anni a questa parte, era costretto, naturalmente per il suo ruolo di maggioranza, a votare a favore, per cui la Democrazia Cristiana, che non è affetta da libido verbosa, ha ritenuto che era poco valido intervenire in quest'accademia oratoria e bene avrebbe fatto il Presidente del Consiglio a distribuire i verbali dei precedenti dibattiti in materia o al massimo chiedere ai Consiglieri, come si usa fare in Tribunale, se confermassero o meno quanto già affermato in istruttoria, in questo caso, quello che avevano già affermato negli anni precedenti. Infatti che cosa abbiamo sentito in questo dibattito se non ripetere per la venticinquesima o ventiseiesima volta che ci troviamo di fronte a un bilancio tradizionale o addirittura, per meglio giustificare l'accusa - mi pare che l'abbia detto il Consigliere Chanu ieri e lo ha ripetuto adesso -, mancante di un serio respiro programmatico o di un valido taglio politico?

Io mi chiedo, amici Democratici Popolari, perché avete fatto la scissione nel 1970 su un documento uguale, identico a questo se poi nei quattro anni susseguenti non avete avuto il tempo o il modo di stilare politicamente un nuovo bilancio e perché non si è tenuto nemmeno conto dei suggerimenti avanzati lo scorso anno dal Partito Comunista per dare alla nostra Regione un bilancio programmatico e pluriennale. Io ritengo che non siamo stati capaci, cioè voi non siete stati capaci a gestire la crisi in 50 giorni e per 3 giorni avete assillato la nuova Giunta su problemi non risolti, sulla mancanza di idee, di politiche, che io non chiederei mai a una Giunta di transizione, qualunque fosse il suo colore, quando questa Giunta credo si sia trovata a dover risolvere gli assillanti problemi della riforma ospedaliera, di penetrare i problemi che si affacciano ad ogni Assessorato e a predisporre il documento di bilancio che, caso strano, sarà già stato predisposto dalla vecchia maggioranza visto che la nuova è salita al potere il 29 di dicembre.

Prendiamo invece seriamente atto dei suggerimenti, non delle critiche, del Gruppo Comunista perché siamo d'accordo con i Comunisti che ci vuole un bilancio nuovo e dobbiamo discutere e approvare pertanto un piano di sviluppo; siamo d'accordo col Partito Comunista che si devono trattare con particolare impegno e urgenza i problemi dei trasporti e della sanità per essere preparati agli adempimenti di legge al momento della riforma sanitaria. Siamo d'accordo per il problema della casa e ci chiediamo allora come mai gli 800 milioni dello scorso anno siano in residuo e non si sia nemmeno cercato di acquisire le aree per risolvere questo problema.

Siamo d'accordo che occorre abrogare le leggi inutili e programmare ...(voci)... come? va beh, non sono qui per polemizzare, per carità, non voglio mica turbare le acque così placide, no...interventi positivi per i vari settori della vita regionale e che occorre una riforma amministrativa regionale. Tutto questo non lo si può pretendere in 50 giorni e tutto questo lo faremo insieme e sarà modo di confronto nuovo tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista, per cui mi pare inutile quando un vostro Consigliere, di cui adesso non mi ricordo il nome, ieri chiedeva se la Democrazia Cristiana condivide la libertà dei Gava. Signori, questi sono argomenti quarantotteschi perché noi potremmo rispondere se voi condividete la libertà di Sol?enicyn, ma non è su questi temi che i due grandi Partiti cercano oggi di dialogare in campo nazionale pur rimanendo su opposte posizioni per risolvere la drammatica situazione della democrazia italiana. Coi Democratici Popolari, naturalmente, il discorso praticamente l'ho già detto prima, ma perchè ci siamo spaccati per cambiare se non è cambiato proprio niente? Perché si scrivono quegli articoli barricaderi sul vostro giornale, ma il vostro Gruppo condivide effettivamente questi articoli? Io non lo credo perché si adopera un frasario che io non posso accettare neppure come non mi considero avversario perchè siamo stati legati troppi anni, lontani parenti per cui a un certo momento questa vostra avversità all'origine mi fa pensare che avete una doppia personalità in quanto siete pur sempre legati a quella sorgente alla quale vi siete nutriti perché troppo spesso abbiamo notato che si fa i Democratici Popolari in Valle di Aosta e Democratici Cristiani a Roma e, data l'atmosfera tranquilla, non porterò esempi di questa duplice personalità. Io dico soltanto che il voto di approvazione che noi stiamo dando a questa Giunta è un voto sereno, tranquillo che la Democrazia Cristiana dà impegnandosi pure all'esterno per dare il proprio contributo perché questa Giunta, al momento in cui vorrà ricomporsi, scomporsi, o rimanere, avrà senz'altro il contributo di idee che verrà da vari settori di questo Consiglio regionale perché vari gruppi intendono, al di là delle posizioni di ieri, collaborare per fare il domani migliore per la Valle d'Aosta.

Milanesio (P.S.I.) - Il Partito Socialista Italiano voterà a favore del bilancio presentato dalla Giunta Andrione perché, com'è già stato detto in sede di esame, di discussione generale del bilancio stesso, questo bilancio viene da noi ritenuto un bilancio onesto, un bilancio corretto e si tiene soprattutto conto del fatto che viene presentato dalla Giunta che ha assunto su di sé il gravoso e difficile compito di far uscire il Consiglio regionale da una crisi molto lunga e travagliata che lo aveva colpito. Questa Giunta si è altresì assunta l'incarico di compiere tutti quegli atti amministrativi ritenuti necessari al funzionamento di un'Amministrazione regionale e questo bilancio rientra evidentemente negli atti amministrativi ritenuti necessari. Ho già avuto modo di dire che questo bilancio non è esaltante, come non lo erano i bilanci degli anni precedenti, e che era necessaria, è necessaria, rimane necessaria una profonda revisione della concezione programmatica dell'Amministrazione regionale. Non possiamo però associarci per fare queste osservazioni a quelle polemiche che sono veramente pretestuose fatte contro questa Giunta e contro questa maggioranza circa le inadempienze, le mancanze, le carenze che avrebbe questo bilancio e l'azione politico-amministrativa della Giunta, perché questa Giunta si è definita una Giunta a termine, una Giunta vincolata alla risoluzione di certi problemi e ad un determinato momento politico della nostra Regione, quindi, non possiamo aggredirla, non sarebbe logico, corretto e giusto aggredirla con richieste e con sollecitazioni tendenti a farle dichiarare un programma per l'avvenire che dovrà, se continuerà un certo tipo di collaborazione, evidentemente essere definito e precisato meglio.

Sul problema dei trasporti, per rispondere a un'osservazione polemica del Consigliere Monami, non abbiamo modificato la nostra opinione, non rientrava nei compiti dichiarati da questa Giunta affrontare questo problema, noi lo abbiamo accettato fin dall'inizio quando il Presidente della Giunta fece le dichiarazioni e abbiamo anche espresso la nostra opinione. Questo problema è duplice, mentre è urgentissimo, direi quasi drammatico, per la Città di Aosta, la banlieue e i Comuni viciniori, presenta caratteristiche diverse, radicalmente diverse, per il resto del territorio regionale e quindi non si può fare di ogni erba un fascio. Una risoluzione globale oggi è forse impossibile e comunque non abbiamo né dati economici sufficientemente chiari, né idee sufficientemente chiare per risolverlo, non si può, in nome di una sia pure lodabile socialità, fare una riforma che poi un domani ci farebbe tutti mettere le mani nei capelli e sollevare alti lai sul saccheggio delle finanze regionali.

La nostra posizione quindi rimane immutata, siamo favorevoli ad una pubblicizzazione dei trasporti in tempi e modi diversi e soprattutto distinguendo nettamente la realtà del capoluogo e dei Comuni viciniori da quella del resto della Regione, non per fare delle zone di serie A) e delle zone di serie B) ma perché sono zone nettamente distinte sia come densità di popolazione, sia come orografia e quindi possibilità o meno di facile comunicazione. Non vogliamo raccogliere altre polemiche che possono essere state evidenziate. Riteniamo, come ho già detto in premessa, che questo bilancio sia onesto, lineare, chiaro, non entusiasmante, come non lo erano quelli precedenti e quindi per questa ragione noi voteremo a favore di questo bilancio, anche perché il bilancio ormai nella storia di tutte le Amministrazioni, compreso lo Stato, compresi altri Enti locali, non è il momento più pregnante della vita politica amministrativa, soprattutto in un Consesso come il nostro, dove attraverso l'iniziativa legislativa si possono dare dei contenuti precisi all'attività dell'Amministrazione, dove si possono trovare altri momenti per incidere sul tessuto amministrativo, sociale ed economico della nostra Regione. Ribadendo questo concetto e sottolineando le inevitabili carenze che questo bilancio contiene, come le contenevano quelli precedenti, e augurandoci per l'avvenire che noi faremo tutto quello che sarà nelle nostre possibilità per andare nel senso di una politica programmatica, di una politica di interventi pluriennali, noi diamo voto favorevole a questo bilancio.

Caveri (U.V.) - Essendo esaurite le dichiarazioni di voto, procediamo alla votazione palese per alzata di mano articolo per articolo della legge del bilancio di previsione per l'anno 1975. Procederemo poi alla votazione a scrutinio segreto della legge nella sua globalità.

Articolo 1. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari?

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 31

Maggioranza: 17

Favorevoli: 17

Contrari: 14

L'articolo 1 è approvato.

Articolo 2. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Stesso risultato.

Articolo 3. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Stesso risultato.

Articolo 4. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Stesso risultato.

Articolo 5. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Stesso risultato.

Articolo 6. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Stesso risultato.

Articolo 7. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Stesso risultato.

Articolo 8. Stesso risultato.

Articolo 9. Stesso risultato.

Articolo 10. Stesso risultato.

Articolo 11. Stesso risultato.

Articolo 12. Stesso risultato.

Articolo 13. Stesso risultato.

Articolo 14. Stesso risultato.

Articolo 15. Stesso risultato.

Articolo 16. Stesso risultato.

Articolo 17. Stesso risultato.

Articolo 18. Stesso risultato.

Articolo 19. Stesso risultato.

Articolo 20. Stesso risultato.

Articolo 21. Stesso risultato.

Articolo 22. Stesso risultato.

Articolo 23. Stesso risultato.

Articolo 24. Stesso risultato.

Articolo 25. Stesso risultato.

Articolo 26. Stesso risultato.

Articolo 27. Stesso risultato.

Articolo 28. Stesso risultato.

Adesso si mettono in votazione gli allegati.

Allegato A). Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? L'allegato A) è approvato.

Allegato B). Chi è favorevole? Chi è contrario? L'allegato B) è approvato.

Allegato C). Chi è favorevole? Chi è contrario? L'allegato C) è approvato.

Allegato D). Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? L'allegato D) è approvato.

Allegato E). Stesso risultato.

Allegato F). Stesso risultato.

Allegato G). Stesso risultato.

Allegato H). Stesso risultato.

Allegato I). Stesso risultato.

Procediamo alla votazione a scrutinio segreto della legge nella sua globalità.

Esito della prima votazione a scrutinio segreto: nulla.

Esito della seconda votazione a scrutinio segreto: nulla.

Signori Consiglieri, ripetiamo ancora una volta la votazione, perché il risultato della seconda votazione è lo stesso della precedente, però se si ripeterà lo scherzo, perché evidentemente non si tratta di un errore, ma di un tentativo di ostruzionismo, faremo la votazione con la scheda e allora vedremo. Siamo d'accordo di fare con la scheda subito? Ripetiamo ancora col sistema della pallina bianca e pallina nera e poi se si ripete lo scherzo, voteremo con la scheda, per il "sì" e per il "no".

Prima di leggere i risultati della terza votazione, non posso fare a meno di dire che quanto è avvenuto nelle due precedenti votazioni è incompatibile con la dignità del Consiglio regionale.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della terza votazione:

Presenti e votanti: 31

Maggioranza: 17

Favorevoli: 17

Contrari: 14

Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 97.