Oggetto del Consiglio n. 87 del 27 febbraio 1975 - Verbale
OGGETTO N. 87/75 - CONTINUAZIONE ESAME DEL BILANCIO PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1975.
Caveri (U.V.) - Sono presenti 23 Consiglieri. Do la parola al Consigliere Dolchi, aveva alzato la mano...va bene. Riprendiamo l'esame del bilancio al capitolo 265. È giustificata pure l'assenza del Consigliere Pedrini.
Mappelli (D.C.) - Sezione V, "Azione e intervento nel campo delle abitazioni", categoria III "Trasferimenti" dal capitolo 265 al 267. Totale Categoria III "Trasferimenti" 650.000.000.
Dujany (D.P.) - Con questo stanziamento di 430 milioni questo capitolo avrebbe intenzione di rifinanziare una legge scaduta il 31 dicembre del 1974 con determinati contenuti e che dovrebbe essere rinnovata dal Consiglio regionale. Vorrei chiedere alla Giunta quali sono gli indirizzi verso i quali intende muoversi nei contenuti della preparanda nuova legge a favore dell'edilizia economica e popolare.
Fosson (U.V.) - La Giunta su questo capitolo non ha ancora approfondito il problema e si sono portati prudenzialmente, intanto, i 40 milioni che tutti gli anni si sono ripetuti nell'allegato F perché questo almeno nel capitolo 265 va per la questione dei mutui ed è quella legge che ogni anno viene rifinanziata e quindi se avremo qualche cosa da innovare, questo lo potremo vedere al momento di preparare la legge, ma penso che almeno su questo capitolo la cosa debba, secondo il mio modesto avviso, continuare un po' come si è continuato fino adesso.
Manganoni (P.C.I.) - Io sono d'accordo che non si può in due mesi rivoluzionare tutto, sono pienamente d'accordo, capisco queste situazioni e quindi capisco che si sia rinnovato questo capitolo con il tran tran di prima, ma mi pare che questa legge vada rivista, perché? Prima di tutto con 7 milioni non si costruisce niente oggi. In secondo luogo, a mio parere, non è giusto che noi sovvenzioniamo gli acquisti di alloggi nei condomini perché qui c'è un lungo discorso che non vi faccio, ma noi capiamo benissimo a chi vanno i soldi. Questa legge che allora, a mio parere, quando è stata varata, andava bene, tenuto conto che dopo è venuta fuori la legge n. 865, oppure se esisteva, comunque non era attuabile, oggi bisognerà revisionarla anche in riferimento a quanto io avevo accennato ieri sulla necessità di tener conto che in Valle d' Aosta ci sono anche le campagne. Io avevo citato un articolo del giornale della 'Alleanza contadini", che dice che è ora di finirla, che le campagne debbano sempre e solo fare le spese delle città, quindi dobbiamo pensare anche agli agricoltori, ai coltivatori e quindi il problema non deve rivederlo adesso la Giunta sia molto chiaro, però in avvenire si dovrà rivedere tutta questa normativa affinché abbiano la facoltà di attingere a questi fondi pubblici anche gli agricoltori, anche i contadini-operai.
Fosson (U.V.) - Siamo perfettamente d'accordo di vedere di perfezionare in parte questa legge anche nel senso che è stato detto attualmente dal Consigliere Manganoni. Vorrei ricordare che sin dagli inizi, quando si è varata questa legge, proprio dai nostri banchi abbiamo insistito per fare delle zone e destinando dei fondi, particolarmente, alle zone esterne alla città di Aosta e allora abbiamo trovato molti contrasti anche dalla parte di chi sedeva in quei banchi, su questo punto e quindi le osservazioni fatte adesso dal Consigliere Manganoni ci trovano consenzienti. Prendiamo atto che, pur in ritardo, ci si allinea su certe posizioni che noi avevamo portato avanti in quest'aula, adesso si potrà rivedere, quindi è inutile aprire forse una discussione approfondita ora su questo problema perché oggi con la svalutazione della moneta effettivamente quei mutui forse non sono sufficienti però i 40 milioni di questa legge danno un movimento di circa un miliardo, adesso si potrà discutere se si può, se si deve togliere l'acquisto nei condomini o via dicendo. Ora i vari contadini operai che sono fuori Aosta o anche in Aosta hanno usufruito di questa legge, non è che non abbiano usufruito, anzi credo che si è cercato proprio di favorire queste situazioni in questo modo.
Per quando riguarda poi la questione dei nostri villaggi, nel fondo di rotazione sono compresi i villaggi turistici. Probabilmente quando si dovrà esaminare l'argomento, ci sarà da rivedere l'aspetto dei soli villaggi turistici, ma anche la questione della ricostruzione dei nostri villaggi. Allora lì è tutto un altro problema però, e credo che la Giunta attuale è perfettamente inquadrata su questo punto e perfettamente consenziente su questa linea di condotta.
Andrione (U.V.) - Solo per dire che evidentemente la questione può essere perfezionata, però questa è una legge molto sentita e giacciono numerosissime domande in materia per cui, volendo fare delle innovazioni che possono essere utili, bisogna tenere conto di quanti hanno delle fondate speranze di ricevere a loro volta questi fondi anche se sono solo 7 milioni, c'è una notevole giacenza che cerchiamo di smaltire relativamente in breve tempo.
Dujany (D.P.) - Ho l'impressione che la discussione sia stata abbastanza generica e superficiale e mi permetterei di dare un suggerimento. Questa legge prevede interventi a favore di artigiani, lavoratori dipendenti e agricoltori, interventi diversificati a seconda se sono nella zona di Aosta o fuori Aosta; quindi, come ha detto bene il Consigliere Fosson, c'è già questo concetto di diversificazione. Prevede interventi a favore di sistemazioni di vecchie case, costruzione di case monofamiliari, acquisto di case in condominio, ecco, per me la raccomandazione dovrebbe essere quella di fare sparire l'intervento a favore dell'incremento del condominio a favore del ricupero dei vecchi fabbricati. Questo, naturalmente, pone tutta una serie di problemi. Perché? Perché credo che le ragioni siano abbastanza evidenti, l'abbandono dei vecchi fabbricati è costante, la costruzione del condominio invece è in aumento attraverso una forza naturale che non ha bisogno di incremento e non credo sia compresa nelle nostre linee di indirizzi di carattere generale.
Ecco, il problema però è questo: in che modo poi favorire il miglioramento e il recupero delle vecchie costruzioni senza naturalmente rovinarne l'aspetto storico, l'aspetto estetico, l'aspetto culturale, eccetera. Credo che l'indirizzo, indipendentemente dall'entità della somma e dell'importo, l'indirizzo dovrebbe essere di favorire le cooperative e soprattutto il recupero dei vecchi fabbricati.
Mappelli (D.C.) - Io rubo un minuto per ribadire quanto in questo Consiglio già più volte ho avuto modo di sostenere che non è poi nient'altro più di quanto in questo momento il Consigliere Dujany ha voluto sottolineare e a questo scopo, sin dal settembre scorso, si doveva riunire la Commissione alle Finanze a cui ero stato invitato per relazionare in merito a questo problema. Comunque ecco, una raccomandazione che mi permetterei di fare alla Giunta è di portare avanti il nuovo binario che dovrà portare avanti il problema della casa per quanto riguarda questo capitolo, cioè giustamente quello del recupero delle vecchie costruzioni e le cooperative, perché non sfugga, e lo ripeto, dal 1964 ad oggi la Valle ha finanziato una sola cooperativa.
Mappelli (D.C.) - Sezione VI "Oneri non ripartibili", Categoria VI "Somme non attribuibili", capitoli 270-271. Totale categoria VI "Somme non attribuibili", titolo II: 9.684.156.725.
Manganoni (P.C.I.) - Al capitolo 270 - io ne ho accennato nel mio intervento - rimettiamo altri 3 miliardi dei fondi di rotazione, ciò che per me è lodevole, ma non dimentichiamoci che sui fondi di rotazione abbiamo 1.800.000.000 che dormono e si svalutano da un anno e mezzo e sono precisamente 800 milioni su villaggi turistici, eccetera, e un miliardo che avrebbero dovuto passare sotto all'Alpila, tanto per parlarci chiaro. Allora io farei una proposta, sia molto chiaro che di questi 3.000.000.000 almeno uno vada sul fondo di rotazione dell'agricoltura che ha finito il suo mezzo miliardo e ci sono circa 200 domande che giacciono presso l'Assessorato e non possono essere accolte. Io chiedo che, siccome dalla legge dei fondi di rotazione erano stati esclusi i Comuni e da allora i Comuni, se hanno bisogno di un mutuo, devono passare dalle banche e pagare il 18% di interessi, io penso che questo non sia favorire gli Enti pubblici, parlo di Comuni, domani potranno essere anche le Comunità Montane. Allora se si rivede questa legge sui fondi di rotazione a cui noi abbiamo già presentato una modifica, ma non abbiamo trattato la questione degli Enti Locali, occorrerà inserirvi i Comuni, quindi dei tre miliardi uno all'agricoltura e uno al quale possano attingere i Comuni, così che non dovranno andare nelle banche e pagare il 16-18% di interesse, come avviene oggi.
Caveri (U.V.) - Non so se il Consigliere Dujany ha chiesto la parola? No? Sì, allora la parola al Consigliere Dujany.
Dujany (D.P.) - Torno un momento indietro per cortesia, chiedo scusa, al capitolo 266, per quanto riguarda l'applicazione della legge 865 e l'integrazione regionale. La Giunta regionale intende che l'acquisizione delle aree da parte della Regione e da parte del Comune sia rispettosa della legge nazionale integrata con la legge regionale, oppure di procedere in formule miste e incerte com'è avvenuta fino ad oggi, perché mi risulta che c'è un provvedimento distorto. Nell'allegato F è prevista un'integrazione di una legge per l'acquisto di aree sportive per attività ricreative e sportive, se aumentiamo i finanziamenti a favore dei Comuni che acquistano aree sportive e ricreative e non teniamo conto di questo nuovo provvedimento di aggiornamento dell'applicazione della legge 865, rischiamo di fare acquistare aree dai Comuni per attività sportive a determinati prezzi e con determinate procedure, e di fare acquistare aree destinate a strade, o a scuole, o a ospedali, eccetera, naturalmente con altri provvedimenti. Quindi sarebbe opportuno naturalmente darsi un certo indirizzo e coordinare le nuove leggi e le vecchie leggi esistenti.
Per quanto riguarda il fondo di rotazione che è il punto in discussione in questo momento, che prevede un aumento di tre miliardi, vorrei ricordare che la legge istitutiva del fondo di rotazione prevede che, in occasione della presentazione del bilancio, ci debba essere un rendiconto da parte della Giunta sul risultato dei fondi di rotazione dell'anno precedente, quindi se in questo momento non c'è stata la possibilità di prepararsi e di documentarsi, sarebbe bene che una legge nostra trovi la sua concreta applicazione, altrimenti rischiamo anche noi di approvare delle norme che poi regolarmente dimentichiamo e che superiamo. Pregherei quindi di volerci fare una relazione su quello che è stato l'uso del fondo di rotazione nel passato e non direi in termini generali che già conosciamo, direi che gli stanziamenti destinati all'agricoltura e all'industria sono stati spesi, quelli destinati al turismo sono tutti fermi. A questo proposito una domanda brevissima: quando si intende dare il via ai fondi di rotazione destinati alla costruzione degli alberghi? E quanto si intende dare agli alberghieri? Non parlo della quota destinata al recupero dei vecchi fabbricati, che è un problema molto più difficile e molto più complesso. Allora per cortesia, questo rendiconto che è previsto dalla legge del fondo di rotazione e questa cortese risposta a questi due punti: applicazione della legge 865, se si intende generalizzare, se si intende applicare e qual è l'applicazione dei fondi di rotazione a favore del turismo o, meglio, degli alberghi.
Fosson (U.V.) - Il Consigliere Dujany ha fatto bene a ricordare la legge che stabilisce di portare in Consiglio una relazione sull'utilizzo dei fondi di rotazione. Saremmo stati contenti anche prima di sentire qualche relazione su questa legge che l'anno scorso si doveva fare perché la legge sui fondi di rotazione era del 1973. Ad ogni modo non facciamo polemica su questo perché oggi penso che la ...(voci)... no, 1973 i fondi di rotazione... la legge, i fondi sono stanziati sul bilancio del 1973, il fondo di rotazione...non potete mica contestarmi questo scusate, nel 1974 non c'era niente sul bilancio del fondo di rotazione... ad ogni modo non ha importanza...
(voce del Consigliere Dujany) - Abbiamo detto l'anno scorso che non avevamo speso niente perché mancavano i regolamenti...
Fosson (U.V.) - ...allora praticamente adesso, come già anticipato anche dal Consigliere Dujany, si è d'accordo di fare una relazione dettagliata. Credevamo in questo caso che la relazione dettagliata non servisse neanche perché praticamente sono spesi i fondi dell'Industria e quelli dell'Agricoltura, quelli dell'Industria si sa benissimo come sono stati spesi in base a provvedimenti che sono stati approvati direttamente anche dal Consiglio, e quindi quelli dei villaggi turistici e quelli del turismo sono completamente a disposizione. Ora effettivamente se c'è da fare una relazione dettagliata, si potrebbe vedere come sono stati spesi quelli dell'agricoltura, ma eventualmente si terrà conto di ciò per l'avvenire e senz'altro si farà. Speriamo di poter fare delle relazioni più dettagliate, e che questi fondi siano spesi per le finalità a cui erano stati destinati.
Andrione (U.V.) - Per quanto riguarda l'applicatività della legge n. 865 a certi tipi di interventi, l'articolo 1 dice: "per la realizzazione di programmi e di interventi di edilizia abitativa e degli altri fini indicati nella presente legge..." e gli altri fini sono indicati all'articolo 9, dove si dice: "le disposizioni contenute nella presente legge si applicano all'espropriazione degli immobili, disposta per la realizzazione degli interventi di cui al precedente titolo, per l'acquisizione delle aree comprese nei piani compresi nella legge 18 aprile 1962 n. 167 - cioè le case popolari - e successive modificazioni, per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria compresi i parchi pubblici e di singole opere pubbliche per il risanamento, anche conservativo, degli agglomerati urbani edilizi".
È possibile sostenere la tesi che detta legge sia applicabile anche alle infrastrutture sportive? È possibile, però è un meccanismo abbastanza delicato anche perché c'è una famosa sentenza del Consiglio di Stato di cui si è parlato a lungo nella Commissione Predieri, nella quale il Presidente Dujany era presente, per cui l'attitudine della Giunta nei confronti della legge n. 865 è di applicarla con quei limiti e con quegli interventi che permettono di arrivare a delle espropriazioni con dei prezzi, diciamo, meno iniqui che precedentemente. Come sempre, vi saranno delle situazioni particolarissime nelle quali probabilmente - penso d'accordo con il Consiglio - si dovrà procedere in maniera particolare, per esempio, per espropriare dei Comuni, per fare degli espropri a carico dei Comuni, per realizzare servizi di interesse regionale e allora forse ne parleremo volta per volta, perché sono sempre tutti provvedimenti di competenza del Consiglio, non credo che con questi correttivi la legge n. 865 sia oggi peggiore della legge regionale sull'espropriazione di pubblica utilità precedente, che era durata più di un secolo e penso che ci sia la possibilità di procedere abbastanza ordinatamente: dico abbastanza ordinatamente perché non penso che tutti i casi saranno veramente uguali, questo è quanto, per onestà, bisogna dire.
Fosson (U.V.) - Ho dimenticato di dare una risposta a quanto aveva chiesto il Consigliere Manganoni, che, parlando del fondo di rotazione, ha fatto la proposta di destinare in modo diverso la parte del fondo di rotazione che viene sul bilancio del 1975. Ora, senza pregiudicare quello che si deve fare perché ritengo opportuno prima decidere come vanno ripartiti i 3 miliardi che vengono aggiunti al fondo di rotazione vecchio, sarà bene che in Commissione si studi a fondo il problema e si veda quali sono i settori che eventualmente devono essere rimpinguati in base alle necessità e con questa aggiunta al fondo e di vedere tutto questo in un secondo tempo. Penso che se non si spendono in un dato settore, sarà bene variare la percentuale, o permettere lo storno da un settore all'altro, ma è una questione che ritengo che debba essere studiata un po' accuratamente per evitare di fare qualche cosa che poi non sarà funzionale o che non andrà bene, almeno questo...
Monami (P.C.I.) - Solamente per segnare il punto, perché poi quella modifica generale la presenteremo per quanto riguarda l'allegato E, che è strettamente legato a questo articolo, quindi non pretendo una risposta immediata perché si discuterà sull'allegato E per fare il punto, ma la nostra proposta è che deve essere modificato in 4 miliardi 440 milioni.
Andrione (U.V.) - La famosa legge sull'urbanistica...sì, è quella, la famosa legge...ho capito male? Allora quali sono gli altri contributi?
Dujany (D.P.) - Prevede interventi a favore di alberghi, per la costruzione e il ricupero di alberghi per poter dare corso a questi fondi di rotazione, ci vuole l'approvazione di quel regolamento degli standard per cui effettivamente bisognerà provvedere.
Andrione (U.V.) - Sì, ma mi sembrava che questa domanda andasse abbastanza d'accordo con quella del Consigliere Manganoni, cioè nel senso che bisogna prevedere un plafond per quanto riguarda gli standard alberghieri, la possibilità di accedere al fondo di rotazione soltanto entro certi limiti, che è la prima modifica da fare, modifica che comporta, secondo una dottrina molto accreditata, una modifica a monte della legge sul fondo di rotazione, non essendo possibile secondo molti - ma io non ho mica sposato nessuna tesi per adesso -, modificare il regolamento senza modificare la legge. Questa è una teoria che è stata sostenuta da alcuni giuristi, non dico che sia esatta, dico solo che è stata sostenuta, ed è il primo punto.
Secondo punto: la definizione degli standard alberghieri e cioè stabilire entro quali parametri si riconosce il diritto di accedere al fondo di rotazione, non so quando, ma io spero entro breve termine, approveremo quella legge per la discussione al Consiglio, ma non abbiamo potuto ancora fissare una data precisa.
Mappelli (D.C.) - Riepilogo del Titolo II, "Spese in conto capitale", totale titolo II "Spese in conto capitale": 9.684.156.725. Titolo III "Rimborso di prestiti...", dal capitolo 278 al capitolo 287. Riepilogo generale spese Assessorato delle Finanze, titolo...17.869.771.180. Totale generale spese Assessorato delle Finanze: 27.846.805.000. Assessorato dell'Agricoltura...Titolo I "Spese correnti", Sezione IV "Azione e intervento in campo economico"...dal capitolo 293 al capitolo 305. Riepilogo categoria II "Personale", totale categoria II. Categoria IV "Acquisto di beni e servizi...", dal capitolo 311 al capitolo 315.
Chincheré (P.C.I.) - Nell'economia del dibattito che ha caratterizzato la discussione sul bilancio, l'agricoltura, a parte alcuni interventi del nostro gruppo e da parte dell'opposizione, non ha visto una presa di posizione chiara da parte della maggioranza in cui chiarisse e specificasse le sue intenzioni. Intervengo con una domanda specifica sul capitolo 313 "Spese per partecipazione a mostre, convegni, rassegne del bestiame, esposizioni e fiere agricole e per le attività zootecniche", per il 1974 sono stati spesi ed erano previsti 3 milioni. Oggi vediamo un aumento non indifferente di 27 milioni e arriviamo a una cifra, che di per sé non significa niente, di 30 milioni. Ora, evidentemente, credo sia difficile e soprattutto non giusto dire che le partecipazioni a mostre e convegni non servano, anzi, siamo del parere che servano e, al limite, potremmo anche essere d'accordo con i 30 milioni previsti, a parte il discorso che si potrebbe fare rispetto ad un'organizzazione più centralizzata, più razionale e omogenea di tutte le mostre e i convegni della Regione che forse è discutibile, o forse è da prendere in considerazione l'eventualità che le mostre non siano attività esterne suddivise per Assessorato ma facciano parte di un'attività più razionale dell'Amministrazione.
Dicevo all'inizio però che quei 30 milioni al limite vanno bene, per carità, ma vorremmo sapere perché c'è un aumento di questo genere, se esiste un programma che non significa un programma dettagliatissimo (martedì 30 si fa questo), ecco, ma un'indicazione generale, una logica generale su questo tipo di attività che giustifichi, ripeto, un aumento di 27 milioni che è indubbiamente un aumento di tutto rispetto.
Marcoz (U.V.P.) - Rispondo subito che su questo articolo c'è un aumento di 27 milioni non dovuto alle feste o a un programma di feste che l'agricoltura intende fare, ma per il semplice motivo che con i fondi di questo capitolo vengono pagati coloro che fanno il controllo della componente grassa, che sono quattro dipendenti regionali che vanno a controllare nelle latterie e in giro per la Valle d'Aosta il tenore del grasso che c'è nel latte, sono spese per la fecondazione artificiale, sono spese dovute a manifestazioni, ma maggiormente per il pagamento degli stipendi delle quattro persone che fanno il controllo della sostanza grassa.
Chincheré (P.C.I.) - Innanzitutto io vorrei rettificare che io non ho parlato di feste, non avevo nessuna intenzione scandalistica e nessuna moralistica, i1 termine "feste" da qui non è uscito, ho parlato espressamente, come dice il capitolo, di spese per mostre e convegni, la seconda cosa è che non mi sembra corretto ecco perché non ha senso, non credo che questo capitolo così com'è espresso debba contenere quel tipo di affermazioni, di proposte, è la domanda che mi faccio e che vi faccio è questa: l'anno scorso questo tipo di attività c'era, ecco, dove erano stati presi i soldi? Ecco non mi sembra corretto in sostanza modificare nell'applicazione il titolo di un capitolo.
Marcoz (U.V.P.) - L'anno scorso si pagavano questi dipendenti attraverso il capitolo 338, il Coordinamento ha fatto osservazioni dicendo di pagare i dipendenti con il capitolo 313 visto che c'era la voce specifica che dice: "Attività zootecniche". Abbiamo solamente seguito quanto detto dal Coordinamento.
Lustrissy (D.P.) - Se posso dare un chiarimento per quanto ricordo, il capitolo 313 è stato aumentato anche con le variazioni di bilancio dell'anno 1974 non perché si pagassero degli stipendi agli addetti al controllo della sostanza grassa, ma perché ci sono una serie di operazioni a livello, diciamo, di società di allevamento, come il prelievo negli alpeggi dei campioni di latte in molti casi anche del controllo diretto della sostanza grassa svolti dagli addetti che sono muniti di apparecchiature. Non si tratta di stipendi ma si tratta di rimborso spese collegate al campione prelevato da questi addetti, diciamo così, al settore dei prelievi.
Per quanto riguarda le spese relative ai progeny test e alle spese relative alla fecondazione artificiale, che sono oggetto di una deliberazione di Giunta in quanto è stata un'iniziativa recente, non di molti anni fa, si era anche pensato, ed era stato fatto così mi pare l'anno scorso, di imputare le spese per la fecondazione artificiale sulla legge per la zootecnia, che prevede espressamente un capitolo per l'attività sperimentale volta alla fecondazione artificiale. Il capitolo 338 che è rimasto integro non credo sia destinato a quest'attività, il capitolo di cui si discute veramente è quello che è destinato al rimborso spese di questi addetti al controllo della sostanza grassa e che non sono stipendi: ecco perché è comprensibile anche che, essendo la dizione del capitolo per attività zootecnica, questi rimborsi spese vengano effettuati tramite questo capitolo e non al capitolo 338.
Chincheré (P.C.I.) - Ringrazio l'Assessore Lustrissy per le spiegazioni date su questo capitolo.
Mappelli (D.C.) - "Servizi forestali", dal capitolo 321 al capitolo 327, totale "Servizi forestali": 107.000.000.
Chincheré (P.C.I.) - Ieri noi abbiamo presentato un ordine del giorno respinto dalla maggioranza che intendeva, tra l'altro, sottolineare l'importanza della sistemazione del suolo, della forestazione e della sistemazione idrogeologica della nostra Regione, che, a quanto sembra, su questo argomento ha ancora molte cose da fare. Un altro ordine del giorno riguardava specificatamente quello che per comodità chiamerei il corpo di vigilanza ecologica della nostra Regione, questo, per fortuna, anche se è stato emendato, è accettato dal Consiglio regionale. Sappiamo altresì che in Italia la formazione delle guardie forestali - tralascio le battute sulle ultime cose successe a Cittaducale - si tiene a Cittaducale (RI) ed è una scuola che ha il grosso compito che molte volte non riesce ad assolvere, anzi, a parere nostro, non assolve mai, di dare una formazione professionale unitaria alle guardie forestali italiane. Ora, se noi pensiamo alla diversità delle situazioni del nostro Paese, dove abbiamo della flora tipicamente mediterranea e della flora tipicamente nordica, le Regioni alpine si sono trovate di fronte al fatto che molte volte le loro guardie forestali formate a Cittaducale, se avevano una buona esperienza generale su un aspetto, mancavano di preparazione specifica per quanto riguarda le foreste dell'arco alpino, che richiedono un tipo di intervento del tutto particolare. Se non vado errato, il Trentino Alto Adige o il Friuli sta facendo una scuola per guardie forestali, proprio con il tentativo - e, secondo me, hanno fatto molto bene - di dare una preparazione specifica alle guardie forestali della loro Regione e delle altre Regioni alpine, proprio perché evidentemente il problema di una riqualificazione, di un perfezionamento degli agenti forestali è un problema che riguarda tutta questa zona dell'arco alpino.
La domanda, in sostanza, allora è questa: vorrei sapere se l'Assessore, la maggioranza, la Giunta hanno contatti con questa Regione e intendono trovare un accordo che preveda dei corsi di specializzazione e di aggiornamento delle guardie forestali valdostane in modo da garantire una sempre maggior qualificazione del personale stesso in questa scuola del Friuli; come sono stati spesi i soldi, i 10 milioni del 1975 e se l'Assessorato reputa sufficienti per questo discorso generale di specializzazione i 10 milioni previsti per il 1975.
Caveri (U.V.) - La parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (U.V.P.) - Dunque rispondo subito all'ultima domanda: i soldi dell'anno scorso sul capitolo 321 sono stati spesi tutti quanti per il corso di sette aspiranti allievi forestali eseguito a Cittaducale.
Quest'anno abbiamo già avuto degli approcci con il Trentino e col Friuli, la settimana scorsa i tecnici del Friuli sono venuti qui in Valle, li abbiamo ospitati noi per tre giorni e assieme ai servizi forestali hanno avuto un colloquio per vedere come impostare questa scuola; penso che a giorni mi daranno la relazione finale e quindi potrò distribuirla al Consigliere Chincheré e a chi la vorrà, al Consiglio per rendersi edotto di quanto è scaturito da questo studio preliminare, questo primo approccio.
Chincheré (P.C.I.) - Chiedo all'Assessore di fornirmi questa relazione.
Manganoni (P.C.I.) - Al capitolo 324 si aumenta, si è raddoppiata la spesa per i vivai forestali, di questo me ne compiaccio; io avevo sollevato l'argomento a diverse riprese nei passati Consigli per attirare l'attenzione del Consiglio sulla necessità di distribuire gratuitamente le piantine dei vivai ai privati che ne facevano domanda.
Noi sappiamo che chi rimboschisce, in base ad una legge regionale, ha diritto al 50% delle spese; vi sono privati che rimboschiscono ma non fanno domande per contributi, eccetera, almeno diamo loro gratuitamente queste piantine; mi è sempre stato assicurato - e mi ricordo che la prima volta c'era ancora Maquignaz Assessore - che questo sarebbe stato fatto, però non mi risulta che questo effettivamente avvenga, certo bisogna accertarsi su dove saranno poi messe a dimora le piante, sennò uno se ne va lì e si prende 500 piccoli larici e poi va a rivenderli a Ivrea, beh, sia molto chiaro questo, chi è alla Forestale segua però quei volenterosi che pongono loro a dimora le piante senza chiedere contributi, diamo loro almeno le piante dei vivai gratis.
Caveri (U.V.) - La parola all'Assessore Fosson.
Fosson (U.V.) - Io volevo solo dire due parole sulla questione dei corsi; da molti anni, già da quando ero Assessore all'Agricoltura, avevo insistito, anche per una questione di dare un bagaglio bilinguistico ai nostri agenti forestali, di poter far fare dei corsi anche all'estero in alcune zone che sono similari alle nostre e confinanti con le nostre.
Ho sempre trovato molte difficoltà in questo senso e ad un certo momento, quando c'è stata un'immissione abbastanza numerosa di guardie forestali...ultimamente si è sopperito a questo, nel senso di fare un corso direttamente in Valle d'Aosta e questo corso è stato molto laborioso, i risultati sono stati buoni, ci sono stati anche degli insegnanti venuti dall'estero, dal Canton Vallese, eccetera, questo corso però era giustificato perché c'era una selezione di un certo numero di persone. Adesso, praticamente, il numero degli aspiranti è ridotto e forse non giustifica un corso di quel genere perché quel corso è costato abbastanza alla Regione però, già per questo corso l'idea è stata di mandare ancora gli agenti a Cittaducale, mi sono permesso già nella Commissione Agricoltura di fare delle osservazioni con l'allora Assessore all'Agricoltura sia per quelle famose ragioni che erano all'ordine del giorno in quel periodo, sia sempre per quella questione di base di dare un orientamento alle nostre guardie forestali che sia un po' diverso anche dall'orientamento della scuola nazionale di Cittaducale.
In questo senso, se avremo occasione ancora di parlare di questo problema, quindi io ritornerò alla carica anche in Giunta e anche per questi aspiranti che adesso fanno il corso a Cittaducale non sarebbe niente male se con un accordo dell'Autorità del Canton Vallese li potessimo mandare per qualche mese a fare un corso nel Vallese, servirebbe per la lingua come ho detto e servirebbe per impadronirsi di quei termini tecnici e di vedere un po' le cose da un lato diverso da quello che vediamo o che viene insegnato puramente in campo nazionale; questo è l'intendimento che si dovrebbe seguire.
Caveri (U.V.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Concordiamo con il Consigliere Manganoni su quanto ha detto, però vorremmo che ci segnalasse se esistono delle domande. Del resto credo che anche l'Assessore Maquignaz fosse già d'accordo allora dell'importanza che le piante possano essere seguite in quanto io stesso avevo avuto, grazie alla cortesia dell'Assessore Maquignaz, nove betulle di cui ben tre sono attecchite e credo che siano costate 500 lire. Insomma per cose di questo genere non mi sembra che al vivaio forestale debbano rinunciare a distribuire così delle piantine magari per degli scopi ornamentali, se si tratta invece di un vero e proprio rimboschimento, ci sono già delle provvidenze regionali e, se si tratta di un caso particolare, il Consigliere Manganoni ce lo potrà segnalare e certamente tutto quello che può essere fatto lo faremo.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Dunque, vorrei chiarire un po' il problema della domanda posta dal Consigliere Manganoni anche per segnalare al Consiglio una presa d'atto che era stata fatta ultimamente dalla Giunta regionale relativa alla distribuzione delle piantine del vivaio forestale. Noi avevamo accettato il principio di favorire un certo tipo di recupero sul piano forestale, sul piano delle piantagioni, anche nei confronti dei privati, delle ville e dei giardini; però era rimasto il concetto di non fornire gratuitamente queste piantine, non per i rimboschimenti, ma per l'ornamento dei viali dei giardini privati, di stabilire un prezziario regionale che in genere corrisponde, se ricordo bene, a un 50% del costo effettivo di produzione dei vivai privati, un prezzo diciamo che è quasi quasi simbolico. Io sarei abbastanza contrario all'idea di dare gratuitamente queste piantine anche per gli abusi che ci sono stati nel passato.
Il vero problema non è questo dei giardini privati, il problema è dei rimboschimenti volontari, abbiamo dovuto constatare...almeno dalla mia esperienza personale - ed è stato frutto anche di una discussione del bilancio precedente: in occasione della discussione del bilancio del 1974 - , che la legge sui contributi per i rimboschimenti volontari non è più attuale e che era già in corso presso l'Assessorato uno studio per la revisione delle norme per i rimboschimenti volontari, anche tenendo presente il grosso problema già sollevato a più riprese dal Consigliere Chincheré, del quale l'Assessorato si stava occupando, dell'ultima direttiva della Comunità europea relativa alla forestazione, che è una direttiva molto interessante, soprattutto per il recupero dei terreni marginali, dei terreni abbandonati e per la coltivazione delle foreste che prevede un notevole sforzo da parte della Comunità europea nel senso di contributi e che noi abbiamo già utilizzato per due grossi rimboschimenti che si stanno facendo in quel di Courmayeur nella Valle Sapin e in quel di Cogne nella zona alta di Gimillian. Ora, si tratta di codificare, come del resto è previsto anche per le norme delle altre direttive della Comunità Europea, sul piano regionale queste norme in modo più preciso, nel senso di rivedere tutte le norme che ci sono sulla forestazione affinché i contributi possano essere elevati, perché se vogliamo incentivare i privati, dobbiamo per forza di cose elevare i contributi per i servizi e strutturare la legge in modo diverso: è un problema molto importante che dovrebbe essere esaminato al più presto.
Per quanto riguarda invece il problema dei corsi per guardie forestali, siamo perfettamente d'accordo con quanto ha detto l'Assessore Fosson. Credo che all'inizio anche l'Assessore Maquignaz aveva organizzato questo corso per quel gruppo abbastanza numeroso di guardie di alcuni anni fa ed era questo anche l'intendimento della Giunta attuale per il nuovo corso che però, per forza di cose, si è dovuto rifare a Cittaducale per evitare, diciamo così, una macchinosa organizzazione di corsi per pochi aspiranti.
L'intendimento era quello di far seguire a questo corso di Cittaducale, in loco reclutando o utilizzando personale che già era stato utilizzato per i corsi precedenti, un corso successivo di perfezionamento che avesse più attinenza con la nostra realtà locale anche sotto il profilo dell'uso della nostra lingua francese, per poter perfezionare poi questi allievi, da tenersi direi in Valle d'Aosta e non nel Vallese. Se ben ricordo, ci sono state infatti delle polemiche sulla parte diciamo così di perfezionamento effettuato nel Canton Vallese e ci sono state molte lamentele in quanto questi nostri allievi aspiranti guardie forestali sono stati utilizzati in un modo poco corretto a quanto mi risulta e sono stati strumentalizzati e utilizzati nel lavoro manuale per delle esigenze locali.
Per quanto riguarda l'altro problema che era stato sollevato mi pare dal Consigliere Chincheré, adesso non mi ricordo, per il problema del potenziamento anche dei vivai forestali ricordo che sul piano vivaistico abbiamo iniziato quella grossa impresa del vivaio regionale, che è un lavoro fatto a regola d'arte e darà i suoi frutti, entro breve tempo, li darà. Bisognerebbe potenziare tutta quest'attività vivaistica perché, se vogliamo fare della forestazione come deve essere fatta, non possiamo che seguire questa linea.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Maquignaz.
Maquignaz (D.P.) - Posso rinunciare all'intervento perché quanto volevo dire è stato precisato adesso dal Consigliere Lustrissy.
Mappelli (D.C.) - Riepilogo categoria IV.
Caveri (U.V.) - La parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (U.V.P.) - Una semplice notizia anche al Consiglio: la Giunta 15 giorni fa ha adottato più o meno la stessa delibera della Giunta precedente, modificando lievemente gli importi delle piante di ornamento che verranno date alle ville, giardini privati, quindi anche noi siamo dell'idea che si debbano far pagare queste piantine perché è assurdo darle a questi speculatori edilizi per abbellirsi le loro case, quindi paghino un prezzo ridotto ma che queste piante vengano pagate.
Mappelli (D.C.) - Riepilogo categoria IV, "Acquisto beni e servizi", totale categoria IV: 207 milioni. Categoria V, "Trasferimenti", dal capitolo 332 al capitolo 344, totale categoria V: 906 milioni, totale titolo I: 1.911.850.000.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Chanu.
Chanu (D.P.) - Vorrei prendere lo spunto dal capitolo n. 333 riguardante i contributi al Consorzio Regionale Pesca per la difesa del patrimonio ittico e vorrei prendere lo spunto da fatti non più recenti e da fatti recentissimi, che non solo preoccupano i pescatori e il Consorzio Regionale della Pesca ma che ritengo debbano seriamente preoccupare anche l'Amministrazione regionale. I fatti sono quelli relativi ai passati e recenti inquinamenti delle acque della Dora, inquinamenti provocati da scarichi industriali già ben individuati quelli precedenti a carico della Nazionale Cogne, per esempio, altrettanto, a quanto mi consta, ben individuati per quanto riguarda gli inquinamenti recenti nel tratto di fiume Dora Baltea sottostante a Verrès e fatti risalire, a quanto mi è stato detto, a seguito di relazione di perizia giudiziaria, dato che c'è un procedimento penale in corso, a precise responsabilità della Società SADEA che gestisce la fabbrica, l'industria sita a Verrès.
Ebbene, io ritengo che, proprio perché l'Amministrazione regionale deve preoccuparsi del problema, non solo in quelle dimensioni particolari a cui accennavo prima, ma sotto la più generale dimensione di difesa di un patrimonio faunistico che rientra nel campo delle difese ecologiche dell'ambiente, debba seriamente preoccuparsi di queste situazioni.
Poiché, oltre ad un interesse indiretto, questi capitoli di spesa a favore del Consorzio Regionale Pesca mi fanno convincere che c'è anche un interesse diretto dal punto di vista patrimoniale e sarebbe già un surplus, perché, a mio avviso, basta l'interesse indiretto alla conservazione di un patrimonio faunistico. Io ritengo che l'Amministrazione regionale dovrebbe esaminare seriamente la possibilità di costituirsi anche parte civile in questi procedimenti penali a carico di queste grosse imprese, le quali, con i soldi EGAM o chi che sia, per ragioni di una politica economica e aziendale, però non possono strangolare queste nostre ragioni di difesa ecologica e si permettono di fare il bello e il cattivo tempo, protette forse dalla loro stessa potenza economica e fanno quello che ad una qualsiasi piccola impresa privata sarebbe immediatamente vietato con il sequestro di impianti, con la chiusura di azienda e così via.
Io credo sia l'ora che anche la Regione prenda una posizione decisa e quindi non sia sufficiente soltanto incrementare magari di dieci milioni, come in questo capitolo, il contributo al Consorzio Regionale della Pesca per la difesa del patrimonio ittico quando sappiamo che, per ripopolare la zona che è stata inquinata recentemente nella Dora Baltea, occorreranno più di 30 milioni, ma si debba proprio fare qualche cosa di più anche per dare all'opinione pubblica la sensazione che l'Amministrazione regionale sente questi problemi ed è particolarmente presente rispetto a questi problemi e per dare altresì la sensazione all'opinione pubblica che l'Amministrazione regionale non si lascia intimidire, né rimane inerte e passiva di fronte a questo pre-potere di alcune industrie, le quali, come dicevo prima, proprio per il fatto che hanno una determinata struttura, una determinata dimensione, fanno e non fanno, disfano e soprattutto non si adeguano a quelle norme regolamentari che sono generali per tutti, per i piccoli e per i grandi, con le conseguenze quali quelle che ho illustrato.
A titolo di raccomandazione quindi chiederei proprio che la Giunta voglia esaminare la seria possibilità di prendere una posizione decisa con tutti i mezzi che sia dal punto di vista politico, sia dal punto di vista giuridico essa può prendere per far fronte e per evitare il ripetersi di simili gravi fatti.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Maquignaz.
Maquignaz (D.P.) - Vorrei prendere lo spunto dal capitolo 344 "Contributi all'Azienda Autonoma Agraria Regionale Valdostana". Da quanto ho potuto sentire dagli agricoltori, mi risulta che quest'Azienda non funziona ancora appieno.
Ora, siccome avevamo cercato di istituire questo nuovo organismo sia per abolire il monopolio della Federconsorzi in Valle, sia - e soprattutto direi - per dare la possibilità agli agricoltori di acquistare i beni di produzione a prezzi più equi, mi pare che oggi sia più che mai di attualità visto l'aumento dei concimi, degli antiparassitari e dei macchinari. La mia sarebbe una raccomandazione alla Giunta e all'Assessore di seguire attentamente quest'Azienda e di rivedere, se del caso, la legge istitutiva se per caso ci sia qualcosa da modificare e fare in modo che quest'Azienda funzioni proprio nell'interesse per cui era stato istituito questo servizio.
Mi riservo poi di fare alcune osservazioni sulle somme disponibili dell'Assessorato quando esamineremo le tabelle finali dell'Assessorato.
Caveri (U.V.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - La Giunta accetta di esaminare con attenzione la proposta dell'Avvocato Chanu di costituirsi parte civile. Non appena informato del grave inquinamento del tratto della Dora ho ordinato una piccola inchiesta amministrativa che ha raccolto le stesse voci riguardo alla SADEA, ma che non mi ha dato assolutamente alcuna prova formale e immediatamente il Pretore di Donnas ha aperto un'inchiesta giudiziaria e vedremo, se del caso, di costituirci parte civile.
Più che della potenza finanziaria di queste grandi società, bisogna dire che la difesa viene dall'inadeguatezza delle norme in materia che prevedono delle pene irrisorie. Come credo che l'Avvocato Chanu sappia benissimo, in un altro grave caso ci sono state multe dell'ordine di 25.000 lire, se ricordo bene, o 100.000 lire, però insomma la questione è che la pena non è assolutamente proporzionale al danno che viene inflitto alla collettività, in più - e vorrei solo sottolinearlo - con antiche convenzioni che risalgono alla SIP e ad altre società, pagando anche qui delle somme miserrime al Consorzio Pesca, l'ENEL successore della SIP ed altri hanno sempre gloriosamente evitato di costruire scalette di rimonta per salmonidi che invece sono imposte da tutti i capitolati di onere per sbarramenti e per dighe in Valle d'Aosta. Ce n'è una a monte di Sarre, lì che però normalmente è priva di acqua, tanto per essere chiari, e quindi anche in questo campo abbiamo scritto una lettera, cercheremo di difendere il più possibile uno dei più grossi patrimoni della Valle d'Aosta perché le acque della Valle d'Aosta erano molto pescose e adesso invece, purtroppo, tra inquinamenti, sbarramenti e altri sistemi di captazione delle acque non c'è quasi più niente.
Per quanto riguarda quanto ha detto l'Assessore Maquignaz, siamo anche qui d'accordo con lui, c'era ancora il grosso problema dei locali, abbiamo autorizzato una tramezzatura negli ex Magazzini Generali in maniera da poter sfruttare un ampio spazio in maniera più razionale, addirittura l'Agraria ha trovato a modo suo una fideiussione per poter comprare rapidamente i concimi in maniera da non aspettare l'ultima lievitazione dei prezzi. Seguiremo con attenzione sia l'attività dell'Agraria perché in questo momento è fondamentale, sia, se necessario, accetteremo volentieri i consigli in materia in particolare da lei avuti, se necessario rivedere la legge per perfezionarla e adattarla il più possibile ai suoi scopi. Purtroppo abbiamo ancora sul gobbo la vecchia grana dei precedenti dirigenti del Consorzio Agrario, con la famosa fideiussione dei 50 milioni, e stiamo verificando tutto quanto per vedere se possiamo riportare a casa quei soldi, che, in realtà, secondo la legge istitutiva di quel fondo da parte della Regione, non dovrebbero essere pagati per quegli scopi, detto tra parentesi.
Chanu (D.P.) - Brevemente, anzitutto per ringraziare il Presidente della Giunta delle rassicurazioni che ha voluto fornire sul problema che mi ero permesso di sollevare; è vero, Presidente, le pene per questo genere di reato sono pene minime, inadeguate a quella che è molte volte la gravità del fatto sottostante all'applicazione di queste sanzioni.
È però altrettanto vero, da una parte, che indipendentemente dall'esiguità della pena edittale, una condanna comporta un onere di risarcimento ed evidentemente l'onere di risarcimento del danno non può essere commisurato alla lievità della condanna ma all'entità del danno provocato. Dall'altra parte io credo che un'azione che la Regione potrebbe fare per questo, come per altri casi, affiancandosi comunque al Consorzio Pesca, effettivamente non solo darebbe quella sensazione all'opinione pubblica che il problema ci sta a cuore, ma potrebbe altresì, evidentemente, confortare il Consorzio Pesca che si sente proprio come il pulcino nelle fauci del leone nell'esplicazione delle sue attività di istituto che sono anche quelle, soprattutto quelle, così come le abbiamo noi, di difendere questo patrimonio.
Io comunque, ripeto, l'esito naturalmente è sotto il segreto istruttorio, a quanto avevo letto su notizie stampa e che mi sono anche state confermate dal Pretore, parrebbe che la perizia giudiziaria avesse effettivamente - lo do come riscontrato - ragioni di seri indizi a carico di quella determinata industria quale diretta responsabile dell'inquinamento e della successiva moria dei pesci.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Io vorrei aggiungere ancora qualcosa a proposito di pesca non tanto per tediare il Consiglio quanto perché si tratta di un problema, secondo me, vitale per tutta l'attività della pesca in Valle d'Aosta ed è il problema dei corsi d'acqua. A parte gli inquinamenti per i quali vige già uno studio tutto particolare, e il sistema di scarichi e fognature che ancora forse abbiamo solo abbozzato ma che dovremo completare anche con l'ausilio dell'Istituto Chimico Regionale affinché si abbia una mappa completa della situazione degli inquinamenti delle acque, ma anche e soprattutto in ragione delle concessioni d'acqua che sono state fatte nel passato alle Società idroelettriche che dovrebbero essere ridiscusse con l'Amministrazione regionale, si tratta di garantire ai corsi quella quantità di acqua necessaria per la sopravvivenza della fauna ittica. Perché a cosa assistiamo in questo periodo? Al fatto che tutti i nostri corsi d'acqua, almeno i corsi d'acqua più importanti si trasformano in rigagnoli di liquame di fognature. Oltre, diciamo così, all'aspetto estetico, ci sono degli aspetti che sono molto più dannosi sotto il profilo ambientale non solo per la pesca, ma anche per tutti i riflessi sulla vegetazione circostante. Io non so come, ma sarà bene di riprendere in mano tutto il problema delle concessioni d'acqua, non so sotto il profilo giuridico come si possa impostare un'azione di questo tipo, ma rimane certo un fatto: molti dei nostri corsi d'acqua, ed i principali, durante questa stagione invernale sono quasi asciutti con gravi inconvenienti sia sotto il profilo del mantenimento della fauna, sia sotto il profilo ecologico e generale.
Per quanto riguarda l'Azienda Agraria Regionale, io vorrei anche sollecitare la Giunta, e, se non sarà fatto, ci faremo parte diligente nel presentare un progetto di legge a modifica della legge precedente, ad eliminare un inconveniente che è stato sottolineato fin dalla nascita dell'Azienda Agraria, inconveniente che si è rivelato e che abbiamo già rilevato in altri organismi del genere dove c'è un direttorio politico gestionale che non corrisponde esattamente a quelle che sono le finalità generali, diciamo, di un'azienda di questo tipo. Il problema è già stato sollevato, mi pare, anche dal Consigliere Fosson e a giusta ragione secondo me, quando si parlò della Centrale del latte. Io sono dell'opinione - e condivido l'opinione dell'Assessore Fosson - che queste aziende particolari, specializzate, dovrebbero essere affidate alla responsabilità degli operatori del settore rispetto all'esperienza che abbiamo fatto in questo campo tutte le volte che l'iniziativa è stata gestita dalla base. Questa è stata anche la mia preoccupazione avendo partecipato all'Assemblea iniziale, all'Assemblea di formazione in cui c'è stata una richiesta precisa di tutti i delegati eletti dai Comuni, rappresentanti di agricoltori, di modificare la legge. Tra le altre modifiche che si dovranno apportare c'è ancora da chiarire la natura della società, non si sa bene, in base alla legge perché è stata una legge di transizione per il passaggio da una vecchia concezione ad un'altra, se la società è una società di fatto, se è una società cooperativa e bisogna chiarire anche il problema giuridico di questo tipo di società che ancora non è chiarito dalla legge, però bisognerebbe anche modificarla nel senso che se sono previsti delegati comunali, se si vuole dare effettivamente la gestione e la responsabilità agli agricoltori che ne hanno sempre avuta nella gestione delle loro cose, bisogna che, bene o male, noi arriviamo alla decisione di affidare nelle loro mani questa gestione, perché loro hanno la responsabilità, hanno le preoccupazioni, conoscono i problemi alle volte meglio dei politici che il più delle volte servono solo a complicare le cose e la soluzione dei problemi perché inevitabilmente, e questo, non è il caso di nasconderci, inevitabilmente le opinioni politiche hanno dei riflessi negativi sulle gestioni che sono e rimangono sotto il profilo puramente aziendale. Pertanto, anche per questi motivi, sarà bene modificare e ripensare quella legge nel senso di venire incontro a quella che è stata la richiesta di base dell'Assemblea e rispetto a cui, leggendo i verbali, io mi ero preso un impegno, solo che poi, per discussioni sopravvenute relative a difficoltà gestionali, non si è portato avanti il problema.
Per quanto riguarda l'attività dell'Agraria, l'Azienda ha come scopo anche quello della meccanizzazione, cioè la costituzione di parchi macchine da gestire in un determinato modo, per zona, per comprensorio, in modo da superare l'attuale situazione delle cooperative di meccanizzazione che non hanno dato i risultati che noi ci proponevamo. Ecco perché è stato previsto ancora quest'anno nel bilancio, anche se era in corso un ripensamento su tutti questi provvedimenti, in modo particolare per l'attuazione dello sviluppo delle cooperative di meccanizzazione e sarà bene che per il prossimo anno si cerchi di fare convogliare questi fondi verso contributi ai parchi di meccanizzazione organizzati tramite l'Azienda Agraria Regionale, piuttosto che mantenere un intervento di questo tipo che abbiamo valutato tutti quanti, nel corso di questi ultimi anni, abbastanza negativo perché è talmente difficile oggi gestire e pensare alla organizzazione di cooperative...e questo tipo di interventi alle volte hanno determinato anche delle speculazioni e c'è stato perfino un processo sotto questo profilo.
Andrione (U.V.) - Molto brevemente, per ribadire che, per quanto riguarda eventuali modifiche alla legge e lo studio di quei verbali cui accennava il Consigliere Lustrissy, siamo disponibili.
Per quanto riguarda la questione delle acque, che invece è, secondo quanto pensiamo noi, molto più grave e più importante, in ogni capitolato d'onere è prevista la quantità d'acqua che obbligatoriamente dovrebbe essere lasciata a scorrimento nelle differenti sedi dei torrenti. Quanto dice il Consigliere Lustrissy ho potuto constatarlo personalmente qualche anno fa a Ollomont, per esempio, dove sia le acque bianche sia le nere erano completamente captate e il famoso sistema dei canali di gronda contro i quali siamo stati gli unici - in particolare l'Avvocato Caveri - a protestare a suo tempo, quando si doveva protestare...e adesso questo problema è legato in modo specifico alla legge sulle acque perché se diventiamo, come abbiamo il diritto di essere, gli unici a poter subconcedere le acque, dovremmo avere contemporaneamente il diritto su queste acque.
In questo momento però la situazione è talmente ibrida che non si sa quali siano gli effettivi poteri della Regione, né quali siano gli effettivi limiti di applicazione della legge di nazionalizzazione dell'energia idroelettrica, quindi dell'ENEL, che fa abbastanza quello che vuole, non si sa in quale maniera intervenire. Basta dire una cosa e cioè che lo sbarramento di Beauregard non è ancora collaudato, non si sa niente, lo sbarramento teoricamente non esiste.
Manganoni (P.C.I.) - Sulla questione del deflusso delle acque cui accennava il Consigliere Lustrissy, e alla necessità di revisionare, di disciplinare la concessione, eccetera, c'è un problema molto più semplice: basta pretendere il rispetto dei disciplinari di concessione, perché ogni disciplinare di concessione impone il deflusso di un certo quantitativo d'acqua, i moduli, per gli usi igienici, eccetera. La Società, ed oggi l'ENEL, non rispetta i disciplinari, quindi basterebbe che la Regione prendesse un tecnico, gli facesse fare dei sopralluoghi nelle varie prese e dei controlli con disciplinare alla mano e, nel caso in cui devono defluire due moduli ma ne defluisce mezzo modulo si imponga all'ENEL di lasciare defluire i due moduli previsti! Lì non occorre rivedere niente, si tratta solo di pretendere l'applicazione del disciplinare di concessione che ha firmato la Regione e che hanno firmato le società idroelettriche.
Andrione (U.V.) - Teoricamente è il Magistrato del Po che è competente e non solo, l'ENEL, per parlare molto chiaro, l'ENEL è riuscita a fare saltare la Magistratura del Po, dall'interno, però quello che possiamo fare lo facciamo e stiamo trattando fortemente con l'ENEL per molte altre questioni.
Mappelli (D.C.) - Riepilogo titolo I, "Spese correnti", totale titolo I: 1.911.850.000. Titolo II in conto capitale, sezione IV, categoria I "Beni ed opere immobiliari a carico della Regione", dal capitolo 345 al capitolo 349, totale categoria I: 225.000.000.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Chincheré.
Chincheré (P.C.I.) - C'è una certa relazione - me ne scuso con la Presidenza - per questo salto in avanti tra il capitolo 348 e il capitolo 368 in quanto il primo recita testualmente: "Spese per progetti, assistenza ai lavori, studi e consulenze varie inerenti alla bonifica montana e al patrimonio forestale", un aumento di lire 20 milioni per un totale di 30 milioni e l'altro viene raddoppiato da 20 milioni e passa a 40 milioni.
Il capitolo 368 recita: "Spese e contributi per bonifica e sistemazione dei terreni danneggiati da alluvioni e valanghe". Noi sappiamo per esperienza - e ormai statisticamente ed economicamente è provato - che le alluvioni, le valanghe, diciamo così, gli incidenti costano di più della prevenzione degli stessi, ma in questo caso siamo nel rapporto 10 a 100, cioè il di più è veramente molto. A parte il discorso degli incidenti a persone che evidentemente sono difficilmente calcolabili, noi vorremmo sapere due cose: se esiste un piano e se è nelle prospettive, nelle intenzioni della Giunta predisporre un piano di questo genere per spendere in modo corretto questi soldi, e non in base a pressioni di varia natura, e a che punto sono i piani economici dei boschi della nostra Regione, perché tra le due cose c'è una certa correlazione.
Lustrissy (D.P.) - Al capitolo 349 c'è giacente all'Assessorato - e questa era una cosa da fare che è rimasta nelle intenzioni - una relazione che avevo fatto fare al Professor Ghittino, esperto di pesci, per farla breve, di ittiopatologia dell'Università di Torino, relativa alla ristrutturazione dello stabilimento di Morgex, dell'impianto ittiogenico di Morgex, in quanto quello stabilimento con l'andare degli anni è stato lasciato nell'incuria più completa, e non rende quello che potrebbe rendere, non è utilizzato per quello che dovrebbe essere utilizzato, non è diretto come dovrebbe essere diretto. In sostanza, è ora di chiarire finalmente l'utilizzazione di questo patrimonio regionale, che rimane abbandonato a sé stesso, che è scarsamente utilizzato e che non è diretto da tecnici competenti del settore. Pertanto, in accordo con il Consorzio Pesca, sarebbe opportuno - a fronte di quella breve relazione fatta dal Professor Ghittino sulla possibilità di una migliore e più razionale utilizzazione dello stabilimento stesso sotto il profilo del ripopolamento della fauna ittica dei nostri fiumi e dei nostri torrenti, che oggi non può avvenire tramite questo stabilimento perché non c'è una produzione sufficiente - rivedere tutta quanta l'impostazione dello stabilimento stesso affinché sia utilizzato...per lo meno se lo vogliamo mantenere.
Secondo me, è una cosa da mantenere e che dà un prestigio anche all'Amministrazione regionale, soprattutto se collegato con l'Istituto universitario sotto il profilo della ricerca, perché è forse l'unico esistente in Italia come ricerca e anche come utilizzazione per la produzione, per gli usi e la produzione relativa ai ripopolamenti in Valle d'Aosta, ciò che però oggi non avviene. Soprattutto è necessario che lo stabilimento sia gestito con dei criteri tecnici e che la conduzione dello stabilimento costerà forse qualcosa, ma, una volta che sarà ristrutturato, sarà in grado di essere autosufficiente e di pagare dei tecnici competenti che perlomeno lo possano gestire.
È questo un vecchio problema che era stato impostato bene all'inizio ma poi si è andato deteriorando con l'andare del tempo perché è diventato una gestione personale da parte di qualcuno. Non sto qua a citare fatti e episodi, nomi, di situazioni del passato, però dalla partenza, che era stata buona, era stata ottima, si è degenerati poi con l'andare del tempo arrivando proprio alla gestione personale e privilegiata dello stabilimento col risultato che oggi non dà quelle soddisfazioni sul piano amministrativo che ci dovrebbe dare e non adempie a quelle funzioni per cui era stato concepito, per cui era stato istituito.
Io volevo richiamare l'attenzione della Giunta su queste esigenze e pertanto anche a fronte della perizia che era stata fatta, questo fondo impegnato oggi, quest'anno non ci permetterà di fare niente, però, se l'attenzione della Giunta si centrerà su questo problema, nel corso dell'anno caso mai con delle variazioni di bilancio si potrà impostare bene e ritrovare una soluzione positiva a questo problema, che è veramente importante e che presiede poi a tutta la politica della nostra Regione in questo settore.
Caveri (U.V.) - La parola all'Assessore Fosson.
Fosson (U.V.) - Vorrei rispondere brevissimamente a quanto ha detto il Consigliere Lustrissy e quanto ha chiesto il Consigliere Chincheré.
Per quanto concerne lo stabilimento ittiogenico di Morgex, io apprendo in questo momento, da quanto è stato detto dal Consigliere Lustrissy, il suo cattivo funzionamento. Ora nel passato questo stabilimento ha funzionato invece molto bene, serviva, l'impostazione all'inizio era buona e ad un certo momento ha dato anche dei buonissimi risultati per quanto concerne la produzione degli avannotti per il ripopolamento dei nostri torrenti. Poi ad un certo momento non era più sufficiente e si capisce, sono venuti forse a mancare anche gli uomini che se ne interessavano in modo particolare, e lo facevano con grande passione e probabilmente tutto sarà degenerato. È un patrimonio che deve essere rivalorizzato e bisognerà fare quello che è necessario per il suo funzionamento, perché altrimenti è inutile avere quello stabilimento, quindi sarà compito dell'Assessorato dell'Agricoltura vedere quello che c'è da fare per quanto concerne il finanziamento e, se sarà necessario, si potranno fare variazioni di bilancio.
Sulla richiesta che è stata fatta dal Consigliere Chincheré riguardo al punto in cui sono i piani economici dei boschi in Valle invece ho il piacere di dire che questa cosa è stata iniziata a suo tempo e voluta da noi quando eravamo all'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste e che i miei successori, dall'Assessore Maquignaz all'Assessore Lustrissy, hanno continuato quest'opera.
Io non sono al corrente in questo momento, ma penso che per una gran parte dei Comuni della Valle d'Aosta che hanno un certo quantitativo di foreste i piani economici siano terminati o siano a buon punto. So - e questo l'ho appreso in questi ultimi giorni - che si sta svolgendo la revisione dei primi piani economici impostati per vederne i risultati ed eventualmente le correzioni da attuare, siccome questi devono avere una revisione dopo 10 anni.
Ora, da quanto è stato detto dall'Assessorato dell'Agricoltura nel momento della formazione del bilancio, l'aumento dei 20 milioni sul capitolo 348 era giustificato da maggiori spese proprio per parcelle di piani economici e per assistenza dei progetti: questo è quanto è stato detto dall'Assessorato, credo di aver risposto alla richiesta.
Caveri (U.V.) - La parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (U.V.P.) - Io volevo solamente sottolineare quanto detto dal Consigliere Lustrissy; ho già letto la relazione del Professor Ghittino, il mese prossimo avremo una riunione a Morgex appunto per vedere in che condizioni si trova lo stabilimento e che cosa si potrà fare. Penso che è un problema molto delicato, bisogna studiarlo a fondo per non incorrere di nuovo in soluzioni incoerenti oppure che avranno delle conseguenze negative.
Per il capitolo 348 ha già risposto l'Assessore Fosson, è solamente dovuto al pagamento di parcelle a tecnici per la redazione di piani economici oppure di altri lavori inerenti all'agricoltura.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Chincheré.
Chincheré (P.C.I.) - Ringrazio l'Assessore Fosson per le esaurienti spiegazioni sul capitolo 348 e più che altro sull'impostazione dei piani economici che giustamente, come ha ricordato, sono stati iniziati sotto l'Amministrazione che ci vedeva allora in maggioranza con l'Union Valdôtaine. La mia preoccupazione è anche questa e cioè che noi sappiamo, come fatto tecnico, come registrato, che la produzione forestale, boschiva in Valle d'Aosta è al di sotto delle sue potenzialità. Sembra, secondo dati che non so come sono stati ricavati perché non sono un esperto di scienze forestali, che se il tetto di produzione della Valle d'Aosta è 1, la realtà di produzione è 0,6, mentre abbiamo l'ottimale grosso modo a 0,8/0,9 e, di conseguenza, abbiamo molti sforzi da fare, e parlo delle superfici boschive già esistenti, senza contare tutta la possibilità di ampliare l'area boschiva regionale. Sappiamo anche che il reddito indiretto dei boschi è il 75% mentre il reddito diretto è grosso modo il 17,20%, quello che manca per arrivare al 100% è sotto prodotto del bosco.
Nei redditi indiretti dei boschi vengono giustamente valutati, anche con criteri di difficile individuazione aziendalistica, il tempo libero, l'ossigeno prodotto e la sistemazione idro-geologica, perché un bosco tenuto bene assorbe fino, se non mi sbaglio, a 300 millimetri di pioggia al giorno. Ciò vuol dire che l'opera più grossa antialluvionale e antivalanghiva è proprio svolta dal bosco e non dalle opere paravalanghe. Lasciamo stare il problema dell'economia nazionale e che importiamo legna da tutto il mondo, a parte questo problema, noi ci troviamo di fronte alla necessità di dover potenziare i boschi esistenti, individuare le aree da rimboscare o da rimboschire per ampliare il nostro patrimonio forestale, però, per fare questo, credo che sia necessaria una programmazione, altrimenti corriamo il rischio di spendere i soldi in un modo discutibile e dispersivo.
Pertanto, visto che questi piani economici sono ormai a buon punto e si parla addirittura di revisionare i primi piani economici, ed è un aggiornamento che dovrà essere fatto costantemente, chiedo se l'Assessore intende preparare una relazione, non so come chiamarla, che non sia soltanto lo stato attuale delle foreste in Valle d'Aosta ma sia lo stato attuale, le prospettive e le intenzioni nei confronti delle foreste valdostane in modo che questi piani economici escano dai cassetti degli specialisti che ci devono essere e diventino così patrimonio di conoscenza e di elaborazione anche di proposte operative e politiche da parte del Consiglio regionale.
Andrione (U.V.) - Semplicemente per sottolineare che condividiamo pienamente quello che ha detto il Consigliere Chincheré con però un'avvertenza: che se siamo ancora allo 0,6%, ciò è dovuto agli enormi guasti provocati nel patrimonio forestale valdostano da due guerre mondiali e da una dissennata opera di sboscamento condotta con tutti i mezzi e direi anche con un certo criterio in maniera che si lasciavano sul posto le piante marce e si tagliavano quelle che erano sane; questo è avvenuto e rischia ancora di avvenire specialmente in certe zone con boschi di consorteria.
La Regione nel 1964 con i piani economici ha iniziato una strada che porterà i suoi frutti pieni non prima di 30 o anche forse di 40 anni, o anche di più, perché in termini di bosco, secondo le essenze (larice, pino), bisogna ragionare in termini che vanno dai 98 ai 100 anni, purtroppo probabilmente non vedremo la fine e quindi è giusto dirlo: non dobbiamo preoccuparci troppo degli aspetti attuali quanto degli aspetti futuri.
Negli Stati Uniti, che in questo campo, come al solito, sono i più grandi consumatori di legname - credo che raggiungano il metro cubo e mezzo per anno a testa, che è una cosa enorme - esiste sempre più legna in piedi di quanta non ne venga consumata, perché ormai dopo diverse decine di anni esiste un sistema di rimboschimento talmente perfezionato che, pur tagliando alberi, hanno sempre una maggiore quantità di legna, il Canada ha tali foreste che il problema non si pone, comunque è chiaro che, per quanto ci riguarda, quanto ha detto il Consigliere Chincheré è uno degli aspetti fondamentali del problema.
L'altro aspetto che il Consigliere Chincheré ha toccato e che è grave è evitare un eccessivo affollamento nel tempo libero nelle foreste perché, al di là di un certo limite di calpestio, dove passa troppa gente non cresce più niente. Io pregherei il Consigliere Chincheré di recarsi a Brusson nel bosco della frazione Vollon e di vedere se riesce a trovare una sola piantina giovane; al Col di Joux si rischia la stessa cosa, quindi tutto il problema, come sempre, è composto da molti fattori e dobbiamo studiarli insieme per vedere quali sono le soluzioni possibili.
Mappelli (D.C.) - "Beni mobili, macchine e attrezzature a carico della Regione", dal capitolo 355 al capitolo 356, totale categoria II: 57 milioni. Categoria III, "Trasferimenti", "Servizi agrari e zootecnici", dal capitolo 361 al capitolo 363, totale: 2.800.000.000.
Manganoni (P.C.I.) - Noi avevamo presentato un emendamento per stornare dei fondi; ora, in seguito agli interventi degli altri colleghi, vorrei fare una breve precisazione. Si è accennato alla necessità di rivedere i sistemi di contributo e di sussidio nell'agricoltura, io sono della tesi che bisogna rivederli ma non solo nell'agricoltura, in tutti i campi, e faccio un esempio: non è giusto che si faccia domanda per ottenere un contributo o un sussidio per le forbici per potare le viti, però è altrettanto ingiusto che si diano i contributi ai vari Jazz Club, sono milioni, ai vari Golf di Courmayeur o del Breuil.
Pertanto se bisogna rivedere quelli dell'agricoltura, rivediamo anche gli altri perché se non altro l'eventuale contributo per la forbice per potare le viti va a chi lavora, invece i contributi ai vari Golf o Jazz Club vanno a chi certamente ha uno strano modo di lavorare, cioè va alle categorie privilegiate, non ai lavoratori. Pertanto revisionare i sussidi e i contributi sì, ma su tutta la linea: questo come premessa. In attesa di questa revisione, però, valgono le leggi e le norme che oggi ci sono e, fin quando non vengono revisionate o sostituite, noi dobbiamo attenerci a quelle ed allora io accenno solamente a due forme. Riferendomi a quanto avevo già detto nel mio intervento in discussione generale, sul capitolo 362: "Spese per la bonifica sanitaria del bestiame" e, per non fare due volte l'intervento, al capitolo 367 che viene subito dopo "Spese, contributi e sussidi per l'incremento delle macchine e delle attrezzature agricole", io ho già inoltrato alla Presidenza questa proposta di storno, questo emendamento personale di bilancio in cui io propongo di aumentare il capitolo 362 "Spese per la bonifica sanitaria" di 100 milioni, aumentare il capitolo 367 di 100 milioni, cioè in totale 200, attingendo per questi 200 milioni al capitolo 801 "Spese per la propaganda turistica" nel cui merito non voglio entrare perché se n'è già discusso sufficientemente da parte dei vari Consiglieri.
Vi è un fatto: ai 420 milioni (ai 320 che diventerebbero 420 milioni del capitolo 362) vanno aggiunti quegli altri 200 milioni del punto 6 dell'allegato F. Qui si decida, io sto anche alle decisioni dell'Assessore e se con questi 100 milioni dobbiamo potenziare il capitolo 362 o il punto 6 dell'allegato F...che si potenzi l'uno o che si potenzi l'altro noi non facciamo questioni, l'importante è potenziare questo capitolo nelle due forme e allora chiederei di mettere ai voti questo emendamento, il Presidente ce l'ha già, glielo ho già fatto pervenire.
Emendamenti
1°) aumentare di 100 milioni il capitolo 362 "Spese per la bonifica sanitaria del bestiame", portandolo dagli attuali 420 milioni a 520 milioni;
2°) aumentare di 100 milioni il capitolo 367 "Spese, contributi e sussidi per l'incremento delle macchine e delle attrezzature agricole", portandolo dagli attuali 300 milioni a 400 milioni;
3°) attingere i 200 milioni al capitolo 801 "Spese per la propaganda turistica", che dai 270 milioni dello scorso anno è stato aumentato di 130 milioni e portato a 400 milioni per il 1975.
Marcoz (U.V.P.) - Per quanto riguarda il capitolo 362 in sede di bilancio non si poteva aumentare la spesa in quanto è un capitolo previsto con legge, la legge prevedeva 420 milioni, quindi si è dovuto mantenere lo stesso stanziamento, però nell'allegato F si sono messi 200 milioni, in base ai dati degli Uffici, sono 620 milioni e sono più che sufficienti per fare fronte alle domande che giungono in questo Assessorato. Io quindi non vedo come il Consigliere Manganoni possa dire che, aggiungendo 100 milioni in più, si faccia qualcosa in più, perché, dai dati che noi abbiamo in possesso, i 620 milioni sono più che sufficienti per questa destinazione.
Per quanto riguarda il capitolo 367, si è tenuto sempre lo stesso stanziamento dell'anno scorso per esigenze di bilancio, cioè fino a settembre, dai conti fatti da noi, tutte le domande nei limiti di tempo, cioè nei limiti di sei mesi - e io avevo già promesso al Consigliere Manganoni di starci -, verranno soddisfatte. A settembre, quando ci sarà l'assestamento di bilancio, si provvederà con una nuova cifra in base alle domande che saranno pervenute, in modo che i contributi vengano dati nel tempo più breve possibile, quindi al momento non vedo l'opportunità di aumentare questo capitolo.
Maquignaz (D.P.) - A parte il fatto che ho apprezzato molto la relazione, l'intervento fatto dal Consigliere Manganoni ieri nella discussione generale sull'agricoltura - e posso dire che lo condivido quasi al cento percento -, su questo argomento specifico invece mi permetto di fare un'osservazione che è un po' diversa da quella da lui prospettata. È esatto quanto diceva l'Assessore e che la legge stabilisce 420 milioni e quindi bisogna mettere in bilancio 420, e nell'allegato F sono previsti ulteriori 200 milioni per l'aumento. È su questo aumento che io mi permetto un po' di dissentire. Già in Commissione Agricoltura, quando il precedente Assessore aveva portato l'aumento mi pare di 150 milioni per sanare tutti i deficit relativi alla bonifica sanitaria, io avevo fatto presente che forse era giunto il momento di fare una verifica a questa legge. Mi ricordo che, quando facevamo le riunioni sulla bonifica sanitaria, i tecnici affermavano che, quando la percentuale di brucellosi scende al 2%, è possibile non effettuare più il controllo col prelievo del sangue ma bensì sostituirlo con il controllo periodico del latte: il cosiddetto Ring test e questo ridurrebbe notevolmente le spese per la bonifica sanitaria.
Ora abbiamo delle zone in cui da più di dieci anni si fanno le prove del risanamento e quindi io penso che, a meno che ci siano dei motivi che io non conosco in questo momento per cui i 200 milioni sono veramente necessari per questo esercizio, direi che conviene contemporaneamente riesaminare la legge e vedere se non si può modificare qualcosa, ridurre alcuni controlli e parlo in modo particolare nelle zone dove da dieci e più anni si fanno questi controlli.
Per quanto riguarda il capitolo 367, non mi dilungo per il fatto che è già stato detto che in assestamento di bilancio se ne terrà conto, avrei preferito vederlo un po' aumentato in questa sede, però direi che se c'è questo impegno a rivederlo nell'assestamento di bilancio, posso essere soddisfatto.
Lustrissy (D.P.) - Ecco, mi permetto di sottolineare anch'io l'intervento fatto dal Consigliere Maquignaz in quanto - e Andrione è buon testimone - in sede di variazione di bilancio per i 200 milioni del 1974 per il risanamento del bestiame ci fu un dialogo fra il sottoscritto e il Consigliere Andrione che chiedeva chiarimenti in ordine all'attuazione della bonifica sanitaria del bestiame e i problemi connessi a questa situazione. Ora, a parte il fatto che l'Assessorato nel 1974 predispose una relazione, che il Consiglio ebbe, sul risultato di oltre dieci anni di attività nel campo e nel settore del risanamento del bestiame, ora questi risultati ci hanno permesso, nel corso dell'anno 1974, di intraprendere una serie di riunioni a livello tecnico con gli addetti ai lavori nel settore per mettere a punto un po' tutta la procedura del risanamento. Da questa serie di valutazioni è venuto fuori che, considerata la percentuale attuale, soprattutto in rapporto alla brucellosi, si sarebbe pensato o sarebbe stato possibile alleggerire certi tipi di controllo nel prossimo futuro non escludendo neanche che tale alleggerimento sarebbe potuto avvenire nell'anno 1975 almeno per le zone dove si era ormai consolidata da alcuni anni una percentuale di malattia, di patologia, a livelli diciamo ottimali: ottimali perché non è possibile azzerare questi indici.
Orbene, questo aumento che oggi si propone e che ancora si richiede per questo capitolo, secondo me, potrebbe anche non trovare giustificazioni con queste procedure, con questi intendimenti. Infatti se l'intendimento è di riprendere in esame tutta quanta la situazione e già l'esame preliminare è stato fatto e già una serie di valutazioni sono state fatte a livello tecnico e gli uffici ne sono al corrente, si potrebbe pensare di arrivare per il 1975 a ridurre la spesa relativa al settore. Anche in considerazione del fatto che con questi 200 milioni previsti nel 1974 che si sono accumulati nel tempo nella gestione pagamenti per i sussidi per il risanamento del bestiame, si è liquidata una certa situazione di arretrati e ora si dovrebbe partire da una situazione molto più tranquilla.
Ecco, però rimane il fatto - e non so se sono queste le intenzioni della Giunta perché non sono state manifestate -, che è fondamentale, secondo noi, perché è già stato discusso anche coi rappresentanti delle categorie interessate, dell'elevazione dei premi di abbattimento. Avevamo raggiunto un accordo in Commissione anche col Consigliere Fosson di lasciare inalterato il problema per l'anno 1974 e cioè che coi nuovi stanziamenti non si sarebbero rivisti i massimali stabiliti così in linea di massima che però erano rigorosamente accettati per la valutazione del bestiame. Mi pare di ricordare raggiungevano le 100.000 lire mediamente e si era pensato di spostare il problema della revisione delle indennità di abbattimento in connessione con il problema generale della svalutazione, ma soprattutto con l'aumento dei costi e l'aumento delle quotazioni del bestiame a livello di mercato, per poter far fronte a questi impegni eventuali di revisione dei massimali dei contributi di abbattimento che rappresentano un problema abbastanza importante secondo me, giustamente sostenuto dalle categorie interessate.
Ora, io penso che sia la richiesta del Consigliere Manganoni, sia l'aumento proposto della Giunta, e sul quale un'eventuale spiegazione dovrebbe venire dalla Giunta, perché finora non c'è stata...sull'utilizzazione di questo aumento, che più che a un incremento di spese per l'organizzazione del risanamento...che non vedo come possa avvenire, anche perché, essendo diminuita la percentuale, diminuiscono probabilmente annualmente anche i capi - adesso non ho qui esattamente le statistiche - da abbattere e, di conseguenza, dovrebbero diminuire anche i contributi. Per me però i problemi fondamentali sono di due ordini: da una parte, l'impegno della Giunta di portare avanti il problema della revisione della modalità di risanamento del bestiame, fatte quelle considerazione di una situazione ormai acclarata che presenta delle caratteristiche diverse dal punto di partenza, soddisfacenti e di un certo tipo; dall'altra, l'esigenza di rivalutare l'indennità di abbattimento per il bestiame a vantaggio degli agricoltori, perché è una richiesta sensata, è una richiesta giusta da parte delle categorie interessate. Dall'altra, il settore dei contributi, soprattutto per l'acquisizione di mezzi di produzione, ed era uno degli intendimenti emersi dalle discussioni in questi ultimi anni, soprattutto in rapporto ai contributi per la meccanizzazione, che sono del 30% e che non sono più sufficienti per costituire un incentivo se si vuole ancora perseguire questa politica beninteso. Però, accanto all'aumento dei contributi che comporterebbe un maggiore stanziamento, anche per l'aumento che si è verificato in questi ultimi anni del costo delle macchine mi pare c'è stato un aumento due anni fa del contributo relativo, cioè dello stanziamento relativo alla meccanizzazione, per il semplice fatto degli aumenti di questi mezzi, dovrebbe essere previsto uno stanziamento superiore a quello che è stato previsto, con l'intento di rivedere il problema perché anche in Commissione ne avevamo discusso lungamente, ci sono una serie di provvedimenti dell'Agricoltura soprattutto nel settore degli interventi contributivi che devono essere rivisti e adattati a nuove situazioni, anche per questo fatto, per l'aumento dei prezzi delle macchine, per il possibile, prevedibile aumento della contribuzione da parte dell'Amministrazione regionale non disgiunto dal discorso che faceva prima il collega Manganoni, cioè della revisione della tipologia delle macchine da sovvenzionare mediante contribuzione.
Oggi purtroppo non abbiamo un elenco preciso, abbiamo tentato di farlo, però si è aggiunto sempre qualcosa tutti gli anni o si è tolto, insomma si è sempre aggiustato, però bisogna verificare di nuovo l'elenco delle macchine ammissibili a contributo, cioè vogliamo favorire la meccanizzazione ma quale tipo di meccanizzazione? Quali sono le macchine, gli strumenti che noi riteniamo più adatti per favorire questo incremento? Perché in questi ultimi anni abbiamo avuto un notevole incremento di meccanizzazione, che è stato abbastanza dispersivo, favorito da questo sistema di contribuzione, che ha portato forse all'indebitamento di molte aziende agricole che hanno delle dimensioni che non sono a livello ottimale, però, se vogliamo fare un'effettiva opera di meccanizzazione, dobbiamo ancora - e dobbiamo averne il coraggio - selezionare maggiormente le macchine da ammettere a contribuzione e, se il caso, aumentare leggermente la contribuzione ma solo per quelle macchine per cui si riterrà opportuno.
Esiste poi tutto il settore fondamentale degli interventi nei miglioramenti fondiari, che da una parte vanno direttamente alla ristrutturazione dell'azienda. In questi ultimi anni abbiamo avuto un notevole incremento di impianti irrigui e rifacimento dei canali irrigui tradizionali. Abbiamo dei grossi interventi da fare nel settore e l'irrigazione è il presupposto fondamentale per poter fare un'agricoltura anche di tipo rinnovato, perché l'agricoltura della Valle d'Aosta è sempre impostata essenzialmente sulla produzione foraggera, che ha come presupposto fondamentale una rete efficiente di irrigazione. Aspetto che dopo anni e anni di attenzione del settore da parte dell'Amministrazione si sta realizzando con grossi interventi.
Purtroppo il modesto aumento di 50 milioni previsti nel capitolo 369 non ci permetterà di fare grandi cose, perché - l'Assessore lo sa meglio di me essendo un tecnico - i costi di costruzione di questi manufatti in questi ultimi anni sono aumentati di molto, addirittura su certe forniture, come per gli impianti di irrigazione a pioggia, del 50% e oltre, se non raddoppiati, senza considerare il notevole costo dei mezzi e delle materie prime utilizzate nell'edilizia, del costo della manodopera. Con questi notevoli aumenti dei costi ci troviamo però con uno stanziamento non sufficiente, secondo me, ad affrontare questo problema, che è fondamentale per la sopravvivenza della nostra agricoltura impostata soprattutto sulla produzione foraggera.
Un'altra carenza che avevamo verificato nel corso di questi ultimi anni è della legge del settore cosiddetto "dei miglioramenti fondiari", che prevede interventi per l'elettrificazione rurale, per gli acquedotti rurali e per i miglioramenti degli alpeggi e dei mayen. Anche in questo settore da parte degli imprenditori si sta facendo un notevole sforzo per la ristrutturazione degli alpeggi e dei mayen e soprattutto delle infrastrutture primarie, come l'elettrificazione e gli acquedotti, perché abbiamo molte frazioni con caratteristiche rurali che sono sprovviste di acqua potabile e che con i finanziamenti normali per gli acquedotti dello Stato e dell'Amministrazione regionale non riuscirebbero mai a dotarsi di questo strumento di infrastruttura primaria e indispensabile oggi per la presenza umana, per la vita di una comunità.
Abbiamo avuto la fortuna in questi ultimi anni di ricevere delle assegnazioni straordinarie su alcuni capitoli del Piano verde soprattutto per l'elettrificazione: abbiamo avuto questa fortuna perché, in base a questi stanziamenti di capitoli rifinanziati del Piano verde, avendo a disposizione, se ben ricordo, oltre 300 milioni per l'elettrificazione, sotto questo profilo, andiamo abbastanza forte. Il problema sono i piani ENEL, non è un problema dell'Amministrazione regionale, non è un problema nostro, il problema dell'elettrificazione purtroppo non dipende dall'Amministrazione regionale, e sono d'accordo, però, per i miglioramenti fondiari, mi premeva di richiamare l'attenzione soprattutto sugli acquedotti rurali perché con i costi di oggi, avendo 25 milioni a bilancio - e l'Assessore Marcoz lo sa benissimo perché il problema è stato discusso anche molte volte in Giunta -, alle volte non si riesce ad affrontare il problema di un acquedotto; inoltre nel settore dei mayen e degli alpeggi c'è stata una notevole ripresa di attività da parte dei conduttori.
Volevo ancora dire un'ultima cosa: nella discussione generale di questi problemi che investono queste leggi nuove degli ultimi anni bisognerà tenere conto di dotare poi il fondo di rotazione non solo dei sufficienti finanziamenti per la concessione dei prestiti di conduzione e di esercizio, ma soprattutto della concessione dei mutui per i miglioramenti fondiari che sono tutti integrativi delle leggi che qui sono elencate. Ciò perché oggi, purtroppo, venendo a mancare la contribuzione da parte dello Stato in quanto esaurito da molti anni il Piano verde e non essendo stato rifinanziato soprattutto nel settore dei miglioramenti fondiari, tutti questi mutui per le opere già in corso e di quelle che si porteranno avanti in questo anno necessiteranno di crediti a tasso agevolato che non potranno essere concessi se non attraverso un potenziamento dei fondi di rotazione, per cui è già stato previsto un incremento, ecco, bisognerà ricordarsi al momento opportuno, quando si tratterà di utilizzare i fondi, di incrementare i fondi di rotazione e che è necessario soprattutto rimpinguare certi capitoli per finanziare le già oggi numerose richieste per iniziative in corso che non potrebbero trovare soluzione in quanto non potranno rientrare nei mutui integrativi a tasso agevolato.
Queste vogliono essere solo delle indicazioni in base alle esperienze fatte, in base alle cose da fare nell'anno 1975 e che si possono fare in questi settori che sono estremamente importanti per la riorganizzazione di tutto il settore dell'agricoltura.
Parlerò più tardi - e lo dirò nell'allegato F, perché forse è il momento più opportuno - del problema relativo alle direttive comunitarie, cioè tutta la legislazione relativa alle direttive comunitarie in base alla legge che sta per essere approvata dal Parlamento, già approvata dalla Camera e che dovrà essere approvata dal Senato, che fa salve le competenze speciali e specifiche delle Regioni, soprattutto a Statuto Speciale, che hanno competenza primaria, e dovremo prepararci anche nel corso dell'anno 1975 a legiferare secondo le finalità delle tre direttive europee: la n. 159, la n. 160 e la n. 161, la direttiva per la montagna e l'ultima direttiva della forestazione. Dobbiamo tenere presenti per lo meno queste esigenze perché nel settore del rinnovo delle strutture e della riorganizzazione dell'agricoltura è estremamente importante che l'Amministrazione regionale presti queste attenzioni perché senza di esse rischierà di perdere dei momenti preziosi per poter favorire questa ripresa.
Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Rinuncio, Signor Presidente, perché il collega Manganoni...
Caveri (U.V.) - Mi compiaccio. La parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (U.V.P.) - Io penso che questa non sarà né la prima, né l'ultima occasione di collaborazione in questo Consiglio. Devo solamente ringraziare i consigli dei Consiglieri Maquignaz e Lustrissy, la Giunta prende atto di quanto hanno detto, cercheremo di rivedere questi problemi nel modo migliore e possibile e quindi un grazie per la collaborazione che ci danno.
Fosson (U.V.) - Io vorrei dire due parole su quanto è stato detto dal Consigliere Maquignaz e dal Consigliere Lustrissy a proposito della bonifica sanitaria e delle ultime cose che sono state dette sul fondo di rotazione.
Intanto prendo atto con piacere, e abbiamo già preso atto dei risultati della bonifica sanitaria che aveva sollevato tanti lai nel passato. Ora, tengo a ribadire in questa sede - e mi sembra che gli interventi stessi di chi ha seguito questo problema da vicino stando a capo dell'Assessorato dell'Agricoltura, e cioè i Consiglieri Maquignaz e Lustrissy, lo dimostrino - la necessità in cui si trovava l'Amministrazione regionale di affrontare coraggiosamente in quel momento la questione della bonifica sanitaria. Oggi noi non ci ritroveremmo con un nostro patrimonio bovino perché praticamente sarebbe stato decimato dalla brucellosi e senza produzione lattiero-casearia perché non poteva più dare garanzie per il tasso altissimo delle mastiti (eravamo oltre il 50% di mastiti all'inizio) e poi la questione non indifferente della situazione della tubercolosi animale che si ripercuote molte volte anche sull'uomo e sulle persone. Non voglio dilungarmi su questo, avremo la possibilità di parlarne ancora in altre occasioni, è una constatazione e la prova che qualche volte occorrono iniziative coraggiose che il Consiglio prende all'unanimità mettendo a disposizione fondi cospicui. Molte volte siamo stati trattati da visionari quando abbiamo parlato di questo, però bisogna vedere le spese che sono state fatte e il corrispettivo di ciò che hanno reso in entrate e la possibilità di mantenere un patrimonio bovino risanato. Siamo stati degli antesignani rispetto agli altri ma oggi ancora il problema in Italia non è risolto e tutte le direttive che si devono fare in questo senso devono mettere il punto su questo, devono mettere il dito su questo punto. Non è quindi per vano orgoglio che ho detto questo, ma è una constatazione di fatto, è una presa di coscienza che i vari Consiglieri devono prendere per tutte quelle iniziative che devono essere studiate a fondo prima di essere attuate. Vi garantisco che noi, prima di attuare il piano di risanamento del bestiame, lo abbiamo studiato nei minimi particolari con i tecnici per un anno e lo abbiamo varato per più anni, perché aveva la durata di dieci anni. Allora non si parlava di programmazione ma mi permetto di dire che questa era una vera e propria programmazione settoriale, quindi non erano parole ma erano fatti.
Detto questo, io concordo con quanto è stato detto dal Consigliere Maquignaz e dal Consigliere Lustrissy perché questa è la linea che si deve seguire per completare il risanamento in tutta la Valle, e le ultime zone mi sembra sono state inserite l'anno scorso vincendo proprio in quelle zone che noi volevamo attuare per prime in cui avevamo trovato una resistenza enorme, ma le cose sono maturate e oggi si è arrivati ad un tasso buono di brucellosi, e si sono ridotte le mastiti e il tasso percentuale stesso della tubercolosi, che è molto più difficile certamente sradicare, come del resto anche la brucellosi. Per arrivare ad un'eradicazione completa, però, in questo momento - e del resto ne avevamo già discusso anche in Commissione - io ero stato perfettamente consenziente, noi dobbiamo fare una pausa di riflessione e di studio, riconvocare tutti i tecnici della materia. Noi allora avevamo sentito degli altri tecnici e le autorità maggiori nel campo sanitario del bestiame, e quindi ritengo che anche adesso bisognerebbe procedere con lo stesso sistema, con i nostri tecnici, con i nostri veterinari, fare un punto della situazione che è già in gran parte fatto perché i risultati della relazione danno già un'indicazione, però bisogna rifare il punto, secondo me, preciso della situazione, perché anche in dieci anni ci sono delle tecniche nuove dal punto di vista sanitario. Allora quando lo abbiamo messo in atto, abbiamo visto quello che di meglio era stato fatto nei Paesi più progrediti, probabilmente bisogna fare altrettanto in questo momento, con le percentuali attuali che si sono ridotte.
Sono quindi perfettamente consenziente e ritengo che è un problema che va affrontato di nuovo con la massima serietà, col massimo impegno, in modo da poter cominciare a diminuire i fondi da destinare a questo problema ma nello stesso tempo non pregiudicare assolutamente con dei vuoti di assistenza o di prove tutto il lavoro che è stato fatto, perché in questo campo ci sarebbe pericolo immediatamente di dare di nuovo un colpo di sterzo in senso negativo per ritrovarsi poi con gli stessi problemi che abbiamo cercato di eliminare.
Sono quindi perfettamente d'accordo e direi al Consigliere Manganoni - e mi pare che gli interventi precedenti ne sono la conferma - che i 420 milioni che sono messi su questo capitolo sono quelli previsti dalla legge, prudenzialmente ci sono quei 200 milioni nell'allegato F, se sarà necessario, si adopereranno, se attraverso questo studio, pur aumentando, pur tenendo in considerazione l'aggiornamento degli indennizzi di abbattimento e, se non saranno necessari, si risparmieranno, nessuno ci dice che dobbiamo spenderli se non saranno necessari. Ritengo però che non conviene aumentare assolutamente perché è sufficiente e possiamo rimandare a dopo lo studio.
Un'altra cosa che vorrei dire soltanto brevissimamente riguarda i fondi di rotazione per i quali il Consigliere Lustrissy ha detto di cercare di ampliarli per includere anche i mutui dei miglioramenti fondiari.
Credo di aver detto ieri, quando abbiamo parlato del rifinanziamento del fondo di rotazione con tre miliardi, di aver riservato uno studio anche su questo punto per una ripartizione diversa in maniera di poter aumentare, e proprio per queste ragioni, la parte che va all'agricoltura tanto più che in certi altri capitoli non abbiamo speso niente sui fondi di rotazione, però non è il caso - e mi permetto di sottolinearlo - di portare delle variazioni adesso, è un problema che può essere benissimo discusso in un secondo tempo. Sarà da rivedere il problema della meccanizzazione, non voglio entrare a fare un discorso anche di questo, ritengo che nelle Commissioni si potrà esaminare e, se ci sarà qualche cosa da fare, si potrà fare.
Posso dire che, anche rispetto alla questione alpeggi e mayen, ritengo che se ci saranno delle necessità, e dovremmo sempre trovare i fondi, per non fare delle spese che sono anti-economiche, intendiamoci, ma per quella che è la necessità di questi alpeggi e dei mayen che giustificano questa spesa, se non saranno sufficienti gli stanziamenti in bilancio, siccome tutti gli anni facciamo delle variazioni di bilancio, mi permetto di dire che dovremmo dare una priorità a questi interventi e in Giunta cercheremo di fare tutto quanto è possibile.
Sul campo dell'irrigazione, se sarà necessario, bisognerà vedere anche di non seguire troppo, e qui mi riallaccio a quello che ho detto così nella relazione generale, certi progetti un po' faraonici che servono più che altro ai progettisti per aumentare le loro parcelle, e a chi fa i lavori, e alle volte senza guardare l'economicità di questi impianti, perché bisogna tenere conto anche su quali terreni vengono fatti e bisogna tenere sempre un certo rapporto di economicità con quello che poi si può ottenere e questo è un altro problema che va tenuto presente.
Caveri (U.V.) - Allora, supponiamo Consigliere Manganoni che domani a mezzanotte non avremo finito l'esame del bilancio...
Manganoni (P.C.I.) - La prego Presidente...
Caveri (U.V.) - Non lo dico per lei, per tutti.
Manganoni (P.C.I.) - Io ho presentato gli emendamenti e sono quello che ha parlato meno e che parlerà meno ancora, mi dia atto se non altro di questo, no?
Caveri (U.V.) - Non lo dico per lei, lo dico per tutti.
Manganoni (P.C.I.) - Ecco, io condivido le considerazioni che hanno fatto i miei colleghi in parte, anche quelle che ha fatto Fosson in buona parte, però ritorno sul nocciolo.
L'Assessore, quando noi abbiamo presentato la mozione, ha detto: "dobbiamo fare aspettare i contributi 10, 12, 18 mesi, anche 1 anno, 1 anno e mezzo, perché molte volte i capitoli sono esauriti", questo ce l'ha detto nel passato Consiglio. Oggi ha confermato quanto detto l'altra volta e cioè che con l'assestamento di bilancio, in settembre, si metteranno a posto i capitoli. Quindi per due volte l'Assessore ammette che questi capitoli sono insufficienti, no? Lo ammette l'Assessore; sono andato negli uffici a vedere, beh, confermano quanto ha detto l'Assessore, è vero, però da questo che cosa ne tiriamo fuori? Dimostrata l'insufficienza dei capitoli, noi rimandiamo tutto a settembre quando sappiamo già adesso che non bastano, ma perché solo per l'agricoltura si ragiona così? Perché per tutti gli altri Assessorati e si è fatto bene, non in tutti i capitoli ma in alcuni si è provveduto ad aumentarli e sono stati maggiorati con quei 10 miliardi di maggiori introiti di aumento del bilancio? Solo per l'agricoltura noi dobbiamo essere trattati in quel modo, abbia pazienza, io non so...chiedo scusa all'Assessore, ma io sono contrario al fatto che ogni bilancio è un bilancio stagno per ogni Assessorato.
A mio parere, l'Assessore all'Agricoltura, l'Assessore Marcoz doveva difendere con maggiore energia i problemi dell'agricoltura che derivano dai capitoli; comunque io concludo dicendovi che i maggiori stanziamenti ci vogliono non solo per le ragioni che hanno detto ma c'è una richiesta dell'Associazione Agricoltori di revisionare il plafond che ormai è stato stabilito cinque, sei, otto anni fa per l'indennizzo del bestiame da abbattere, portando il plafond a 150 mila lire. Allora questo plafond di 150 mila, questa richiesta dell'Associazione degli agricoltori che ha ricevuto le promesse di essere preso in esame dai vari Assessori...io dico: vogliamo fare le cose seriamente o vogliamo solo pigliare in giro la gente, dicendo: "sì, le esamineremo". È quasi un anno che queste richieste sono state avanzate, ora si è sempre detto: "vedremo", "sì, esamineremo", però che cosa abbiamo fatto? Ci vogliamo decidere ad incontrare quest'Associazione di agricoltori per fare il punto?
La svalutazione della moneta se è stata riconosciuta in quasi tutti i capitoli, e noi non la vogliamo riconoscere per i lavoratori della terra, la vogliamo riconoscere sì o no? Esiste anche per quelli e non solo per gli altri ed allora teniamone conto sui capitoli, teniamone conto sugli stanziamenti perché non è giusto. Diamo un'occhiata, questi dieci miliardi in più vadano giustamente distribuiti tenuto conto dell'aumento di tutti i costi, di tutti i servizi, dell'aumento del personale, però nel campo dell'agricoltura non ne teniamo conto? Ora, io potrei continuare ancora per un'ora, la smetto Presidente perché mi riservo di ritornare a suo tempo in altri Consigli sui problemi dell'agricoltura, le prometto anche che non l'affliggerò su tutti i capitoli perché ce ne sarebbe da dire e lo diremo a suo tempo, per non condensare tutto adesso in sede di discussione di bilancio e io vi dico, io mantengo l'emendamento che ho illustrato, ne ho già consegnato una copia, posso consegnarne anche l'originale, non so se lo richiede il Presidente...chiedendo che venga messo ai voti secondo la procedura, io penso alla fine della discussione.
Caveri (U.V.) - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 proposto dal Consigliere Manganoni che prevede di aumentare di 100 milioni il capitolo 362 "Spese per la bonifica sanitaria del bestiame", portandolo dagli attuali 420 milioni a 620 milioni. Chi è favorevole a questo emendamento? Dica Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - Intervengo per snellire il lavoro. Signor Presidente, se noi votiamo un emendamento tre volte perché questo emendamento prevede l'aumento di due capitoli e logicamente la diminuzione di un terzo capitolo, ogni volta si rifà la discussione. Mi sembra che sarebbe più opportuno - anche perché l'articolo del Regolamento dice che gli emendamenti vanno posti in votazione prima del testo al quale si riferiscono (il documento del bilancio) e siccome ci sono altri emendamenti che investono più capitoli -, se la Presidenza non ha niente in contrario, che gli emendamenti vengano votati prima della votazione generale sul bilancio, in modo che, siccome sono concatenati (entrate o uscite, o diminuzioni di uscite in un capitolo e aumenti di uscite nell'altro capitolo), evitiamo così di votare per ogni capitolo che si tocca e lo facciamo una volta sola sul testo dell'emendamento.
Caveri (U.V.) - Sono d'accordo. Allora proseguiamo nell'esame del bilancio. La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - C'è anche un altro motivo, scusi Assessore Fosson, ma il problema è che bisognerebbe aumentarlo negli allegati perché questa è una legge che prevede degli stanziamenti perciò...la votazione di questa proposta in questo momento non si può fare e si farà caso mai durante la discussione degli allegati.
Mappelli (D.C.) - "Servizi forestali", capitoli 375-377, totale "Servizi forestali": 1.010.000.000.
Lustrissy (D.P.) - Per il capitolo 375, visto che c'è stata una proposta di aumento del capitolo e che, Andrione buon testimone, sulla gestione del capitolo 375 ci sono sempre state molte discussioni e che non è cambiato peraltro con la nuova gestione...e la competenza rimane alla Giunta...non è prevista la presentazione di nessun piano. Io ritengo di richiamare l'attenzione della Giunta sull'esigenza di mantenere in attività i cantieri forestali con quelle finalità che noi avevamo sempre attribuito a questi cantieri forestali. In questo momento, non so per quale motivo, forse sarà per esigenze di bilancio...in alcuni mesi si possono coprire queste spese per i cantieri di lavoro che hanno la finalità di mantenere un certo livello di occupazione in zone in cui effettivamente c'è questo problema...dall'altra, c'è il problema di integrazione dei redditi degli agricoltori in zone più disagiate: ecco perché mi auguro che questa situazione che ha dei risvolti sociali, non disgiunta anche a quella di un'attività più propria dei cantieri forestali, volta alla sistemazione del suolo, volta alla forestazione, trovi rapida e immediata apertura in modo da dare la possibilità a questa gente che tradizionalmente operava in questo settore di riprendere quest'attività.
Richiamandomi a questa disponibilità del capitolo 375, presenterei quest'ordine del giorno firmato dai D.P. e dal P.C.I.:
Ordine del giorno
Considerata la disponibilità finanziaria prevista dal cap. di spesa 375,
Considerato che in questi ultimi anni l'Amministrazione regionale ha potenziato l'attività dei cantieri di lavoro forestali in diverse zone della Valle intendendo perseguire una politica più incisiva nel settore forestale, non disgiunta da considerazioni sul piano sociale, volte ad un'integrazione dei renditi degli agricoltori in molti comuni disagiati di montagna e a sollievo della disoccupazione in altri,
Constatato che alla data odierna non sono ancora stati riaperti;
Impegna il Consiglio regionale a riaprire i cantieri di lavoro forestale, con priorità a quelle delle zone più depresse sul piano economico e sociale".
Ecco, poi sempre a proposito del capitolo 375, la Giunta precedente...almeno non ancora la Giunta perché si è interrotto poi un certo tipo di discussione sul bilancio e in sede interpartitica e in sede di verifica l'Assessorato aveva proposto, e in quel momento io ero favorevole, l'istituzione dell'Ufficio del suolo quale allegato del bilancio di previsione. Adesso, dato che questa soluzione non è stata e non l'ho vista compresa negli allegati del bilancio ed avendo il sottoscritto a disposizione già pronta una legge relativa all'istituzione dell'Ufficio del suolo, chiederei se fosse poi possibile prenderla in considerazione in sede di discussione degli allegati. È una legge che sul piano finanziario comporterà una spesa abbastanza modesta in quanto, nonostante il numero degli addetti previsti che si possono recuperare all'interno dell'Amministrazione regionale e che prevede solo una riorganizzazione di tutta l'attività connessa al problema protezione del suolo...perché, se fosse poi possibile, io mi permetterei di presentare la legge in sede di discussione dell'allegato, per inserire questa voce specifica nell'allegato del bilancio, salvo poi esaminare in sede di Commissione o in sede opportuna la legge nel suo merito, nei suoi contenuti. Se si addivenisse a questo principio, mi pare che già la Giunta precedente abbia manifestato una certa disponibilità per la soluzione di questo problema, anche dalla risposta data in sede di interpellanza al Consigliere Bondaz mi pare che ci sia stato questo impegno della Giunta, mi permetterei poi di sollecitare che all'allegato F sia compresa anche questa. Ecco qui esiste poi, collegato al problema del capitolo 376 e della revisione della legge sui contributi per i rimboschimenti volontari, una materia che deve essere tutta rivista e dovrebbe essere rivista abbastanza in fretta, anche rispetto al discorso più generale del recupero a bosco di tutti quei terreni che oggi sono abbandonati o sono marginali rispetto all'attività agricola. Sotto questo profilo, esiste già un'iniziativa parlamentare che tende, diciamo, all'esproprio dei terreni non più coltivati, abbandonati e lasciati incolti, da parte delle pubbliche amministrazioni per la loro destinazione a forestazione, in quanto non sono più utilizzati in modo corretto.
Manganoni (P.C.I.) - Ho pochissimo da aggiungere a quanto ha detto il Consigliere Lustrissy sull'ordine del giorno che abbiamo firmato anche noi. Voglio attirare l'attenzione dell'Assessore dicendo che in questi cantieri non tutto procede bene, si sono verificate distorsioni in certe zone e penso che l'Assessore ne sia informato, che vanno corrette, perché gli scopi che ci eravamo prefissi istituendo questi cantieri in alcuni casi sono stati leggermente forzati o falsati, allora queste distorsioni vanno corrette, non dico domani, ma vanno corrette con una certa celerità.
Marcoz (U.V.P.) - Devo dire che attualmente sono stati istituiti tre cantieri in Bassa Valle, cioè nella zona più bisognosa. La Giunta ha intenzione di mantenere gli stessi cantieri dell'anno scorso per un importo totale disponibile di 784 milioni, che dovrebbe coprire le spese dei cantieri, come gli altri anni. È giusto quanto affermato dal Consigliere Manganoni e cercheremo di seguirli più da vicino, in modo che certe cose avvenute in quei cantieri non abbiano più a verificarsi. Con l'ordine del giorno del Consigliere Lustrissy noi formalmente siamo d'accordo ma penso che per procedura non si possa approvare, forse come raccomandazione, quindi, appena passato il bilancio, i cantieri verranno aperti immediatamente.
Andrione (U.V.) - Siamo d'accordo, il fatto è che tecnicamente è impossibile votare un ordine del giorno su un capitolo, bisogna che sia presentato prima della discussione generale. Per quanto riguarda i cantieri, conosco la questione e non vogliamo che costituisca un precedente. Non incominciamo a votare un ordine del giorno su ogni capitolo, se ne possono presentare dieci a ogni capitolo. Per regolamento gli ordini del giorno sono presentati prima della chiusura della discussione generale, non vediamo poi la grande difficoltà, comunque per me va benissimo quello che decide la Presidenza del Consiglio. Volevo solo aggiungere che, per quanto riguarda i cantieri di lavoro, la Giunta ha intenzione di arrivare con la dovuta cautela a fare solo dei cantieri forestali e non più dei cantieri di lavoro, cantieri forestali nelle zone che più ne necessitano.
Chincheré (P.C.I.) - Una brevissima piccola polemica. Una delle parole abusate dalla Giunta è: "raccomandazione", noi accettiamo: "per raccomandazione", poi in realtà scopriamo che le raccomandazioni accettate solennemente dal Presidente della Giunta quando sono scritte nere su bianco e messe in votazione ricevono voto contrario, rammento l'ordine del giorno sullo sport che era stato più che accettato e andavamo tutti d'accordo, poi ieri abbiamo scoperto che quella raccomandazione è stata respinta. Allora non si stupisca il Presidente della Giunta se i Consiglieri che presentano l'ordine del giorno guardino con un certo sospetto il termine "raccomandazione" e pretendano qualcosa di più visto che poi si dice di essere d'accordo.
Andrione (U.V.) - No, credo che il Consigliere Chincheré dica delle cose inesatte perché io ho lasciato come raccomandazione di fare decidere dalla Consulta sportiva ogni contributo. Non avevo assolutamente accettato come raccomandazione di distribuire prima come Assessorato del Turismo, come Giunta degli acconti sull'attività del 1974...no, mi dispiace ma è così...
Mappelli (D.C.) - Capitolo 380, totale Comunità montane: 100.000.000. Piano verde dal capitolo 390 al capitolo 422, totale Piano verde: 136.000.000. Provvidenze straordinarie per la zootecnia, capitolo 426, dal capitolo 431-432 "Provvidenze per i territori montani", capitolo 439, totale provvedimenti straordinari per la ripresa economica...sono tutti soppressi. Riepilogo sezione III, sezione V, "Azione e intervento nel campo", riepilogo Titolo III "Spese in conto capitale", totale titolo II: 4.740.000.000. Riepilogo spese Assessorato Agricoltura e Foreste.
Maquignaz (D.P.) - Avevo detto prima che avrei preso la parola quando si discuteva sulla legge e sul quadro complessivo delle spese previste per l'Assessorato dell'Agricoltura. Ieri sia il Presidente della Giunta che l'Assessore alle Finanze hanno ribadito alle osservazioni del Consigliere Manganoni ed altri dicendo che non c'era stata nessuna riduzione sulle spese dell'Assessorato dell'Agricoltura. Io non sono del tutto convinto di quanto è stato detto e vorrei tentare di dimostrarlo con la logica della matematica, se mi è possibile.
L'anno scorso c'erano in bilancio 6.862.000.000, l'aumento del bilancio 1975 nelle entrate è di 10.114.000.000, quindi pari al 20% circa, aumentando del 20% il bilancio del 1974 arriveremmo a 8 miliardi 234 milioni. Sono d'accordo con le osservazioni dell'Assessore alle Finanze che dobbiamo togliere a questa cifra i 975.000.00.000 per le Comunità Montane, i 212.000.000 del Piano verde, in totale 1.118.000.000, però arriviamo ancora a una cifra di 7 miliardi e 116 milioni, somma che avrebbe dovuto avere l'Assessorato dell'Agricoltura, non per avere degli aumenti, ma solo per seguire l'aumento percentuale del bilancio 1975. Sono invece 6.652.000.000, quindi, a mio avviso, c'è una differenza in meno di 464.000.000 e non credo che valga nemmeno il discorso degli allegati in quanto noi vediamo che sono previsti 250.000.000 per l'aumento del finanziamento sulla cooperazione, 200.000.000 per la bonifica sanitaria, 50 milioni per il Comitato Caccia, che ammontano così a 500 milioni. Non tengo conto dell'aumento per la legge sulla conservazione del paesaggio perché c'era già l'anno scorso e nemmeno quello della Centrale del latte perché prima di tutto non va a favore degli agricoltori o in parte minima e, secondo, c'era già l'anno scorso.
L'anno scorso avevamo degli aumenti, esclusi sempre gli 800 milioni, di 100 milioni per ì miglioramenti fondiari e 400 milioni per la zootecnia, quindi 500 milioni, pertanto io debbo concludere, se questo mio ragionamento fila, che effettivamente quest'anno l'Assessorato dell'Agricoltura ha subito una diminuzione notevole.
Caveri (U.V.) - La parola all'Assessore Fosson, brevemente però...
Fosson (U.V.) - Non vorrei prolungare la discussione su questo punto, secondo come si prendono le cifre si può dare una risultanza diversa. Ora, se noi prendiamo le cifre dell'anno scorso e prendiamo le cifre di quest'anno, in senso assoluto c'è una diminuzione e credo che l'abbiamo anche onestamente riconosciuto dicendo i motivi per cui c'era questa diminuzione e cioè il non rifinanziamento che si prevedeva dai 6.862.575.000 che concerne il Piano verde e le Comunità Montane, e scendiamo a circa 5 miliardi e 600, e se si aggiunge un 20% di aumento ai 5 miliardi e 600, mi sembra che faccia un totale di 6 miliardi e 700, cioè a questi 6.651 che sono portati in bilancio. Dovremo poi aggiungere quello che viene stanziato per le Comunità Montane per il 1975 e quello che sarà il rifinanziamento del Piano verde di cui non so precisare le cifre. Questo andrebbe effettivamente in aumento perché ricoprirebbe quelle voci che abbiamo detto (le Comunità montane erano in bilancio 1974 perché c'erano due annualità), quindi, proprio partendo dal ragionamento che ha fatto il Consigliere Maquignaz, mi sembra che questa sia una dimostrazione abbastanza giusta della cifra.
Ora, con questo noi cercheremo di fare tutto quello che è possibile, ho detto prima che se sarà necessario al momento di approvare delle variazioni di bilancio, terremo presenti tutte le questioni, e l'Agricoltura penso che avrà dall'Assessore alle Finanze, un buon appoggio perché non sarà certamente contrario nel limite della possibilità di assegnare i fondi che sono necessari.
Maquignaz (D.P.) - Molto brevemente, non credo di rubare molto tempo al Consiglio. Dipende da come si fa il ragionamento, se io parto dal mio ragionamento dall'aumento che ha subito tutto il bilancio nel 1975, evidentemente arrivo a una conclusione un po' diversa. Comunque mi pare solo questo, e cioè che sia il Consigliere Manganoni, sia il Consigliere Lustrissy hanno dimostrato le necessità effettive nel settore dei miglioramenti fondiari che con gli aumenti dei prezzi oggi ha degli stanziamenti carenti. È chiaro quindi che se non lo si è fatto adesso comunque questo impegno, se ci sono domande inevase, si dovrà tenerne conto successivamente. Sui fondi dello Stato, purtroppo, noi sappiamo che arrivano sempre a settembre-ottobre, quindi non ne farei affidamento per l'anno 1975.
Chincheré (P.C.I.) - Siamo arrivati al fondo della discussione dell'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste e al sottoscritto è sorto un dubbio: vorrei chiedere al Presidente della Giunta chi è l'Assessore all'Agricoltura e foreste...è strano il tipo di dibattito Signor Presidente...
Mappelli (D.C.) - Riepilogo Spese Assessorato Agricoltura e Foreste, totale generale: 6.651.850.000, Assessorato Industria e Commercio, titolo I "Spese correnti", sezione II "Istruzione e Cultura", categoria IV "Acquisto di beni e servizi", capitolo 450, dal capitolo 456 sempre pagina 89, totale categoria V: 76.000.000.
Dujany (D.P.) - Il Ministero del lavoro ha alcune competenze in merito alla formazione professionale e con la Valle d'Aosta procede in uno strano modo, cioè non sempre tiene conto che questa competenza è propria della Regione e non sempre trasferisce i relativi finanziamenti all'Amministrazione regionale ma preferisce gestire questo denaro per conto proprio con strani metodi e con varie iniziative al di fuori e parallelamente all'Amministrazione regionale e qualche volta anche in contrasto con la stessa.
Io avevo cercato a suo tempo di penetrare in questi meandri ministeriali che distribuiscono in modo strano del denaro ma vi dico francamente che mi sono scoraggiato e ho perso naturalmente l'orientamento dei vari vicoli. Credo però che esista un problema di fondo per la Regione Valle d'Aosta che ormai è diventato un problema anche per le Regioni a Statuto ordinario ma a maggior ragione per la nostra Regione. La competenza regionale della formazione professionale è un problema regionale, tutti i relativi finanziamenti devono essere trasferiti alla Regione, sul bilancio regionale, invece ho visto nella parte entrate che non c'erano somme, c'è solo la voce di entrata in quanto negli anni precedenti si sono avuti dei finanziamenti sporadici e casuali, e quindi si è ripetuta la voce, però il problema di fondo non ha trovato soluzione, mentre mi risulta che alcuni Ministri attraverso arcane iniziative pseudo-partitiche o pseudo-clientelari riescono naturalmente ad avere dei finanziamenti.
Caveri (U.V.) - Con risultati molto negativi, perché abbiamo visto dei corsi su questi fondi che hanno dato dei risultati pessimi.
Andrione (U.V.) - Continueremo la battaglia già iniziata perché riteniamo che quanto ha detto il Consigliere Dujany sia esatto e semplicemente vorrei aggiungere che, a quanto risulta a me - modestissimo in quel momento Consigliere di opposizione -, addirittura ci sono dei grossi interessi di funzionari in questi corsi, funzionari di ministeri e addirittura funzionari della Cassa del Mezzogiorno che organizzano i corsi e i meandri sono così complessi che non si riesce a parlare mai con qualcuno che dica la verità.
Mappelli (D.C.) - Sezione IV "Azione e intervento in campo economico", categoria II "Personale" dal capitolo 462 al capitolo 464, categoria IV "Acquisto di beni e servizi", dal capitolo 470 al capitolo 474.
Dolchi (P.C.I.) - Sul capitolo 470 - ne avevo accennato in sede di discussione generale - non avrei ripreso la parola se proprio ieri non mi fosse pervenuto il Bollettino economico edito dall'Assessorato e che porta la data del mese di ottobre del 1974. Questo fatto mi consiglia di riprendere la parola per una raccomandazione alla Giunta, non faccio proposte di emendamento, vorrei che la Giunta esaminasse la possibilità di rivedere questa pubblicazione sia per i notevoli soldi che si spendono e questo bilancio prevede 15 milioni. Tenuto conto della particolare eleganza e quindi del notevole costo della pubblicazione, tutta in carta patinata, con doppia traduzione delle circolari, che però poi, arrivando sei mesi dopo, non servono né in italiano, né in francese, sarebbe meglio utilizzare le somme eventualmente per una maggiore informazione dell'attività regionale, per un migliore coordinamento della formazione di tutta l'attività regionale, sappiamo che precise disposizioni obbligano l'Ente pubblico alla pubblicazione di certe notizie, ma penso che il Bollettino possa essere fatto più tempestivamente e con maggiore economia usando strumenti diversi che quindi raccomanderei alla Giunta di voler studiare. Grazie.
Andrione (U.V.) - L'aumento in sé e per sé è giustificato dall'aumento del costo della carta e dal fatto che altre piccole spese, non sto a leggerle perché sono giustificate, gravano su questo capitolo. Accettiamo la raccomandazione e vediamo di studiare un tipo di pubblicazione più economico, in quanto obbligatorio, e di ottenere la massima informazione possibile nell'ambito della Regione, effettivamente è una pubblicazione un po' lussuosa per questi tempi.
Fosson (U.V.) - Volevo solo aggiungere a quanto ha detto il Presidente che l'aumento è dovuto particolarmente alla stampa del Bollettino ufficiale delle società e praticamente viene rimborsato dallo Stato, è un'innovazione che serve e che è obbligatoria perché certe notizie delle società per azioni devono essere riportate su questo notiziario che viene rimborsato poi dallo Stato.
Mappelli (D.C.) - Categoria V, "Trasferimenti", capitoli 480-481, totale categoria V: 535.000.000, totale titolo I: 906.800.000.
Monami (P.C.I.) - Dalla lettura del capitolo 481 si deve dedurre che i 500 milioni previsti per il 1975 siano tutti destinati - almeno questa è la dizione dell'articolo - "alle spese per la concessione di contributo di esercizio alle aziende concessionarie di autoservizi di linee per viaggiatori in base alla legge 6 agosto 1974 n. 27". Questo lo dicevamo già all'inizio ed è soltanto per fare nuovamente il punto sulla base della proposta di emendamento, che faremo a conclusione del dibattito, che noi riteniamo che il problema dei trasporti non possa più essere visto in questo modo. Adesso non discuto qui se privato, pubblico o pubblico-privato, sta di fatto che non possiamo non prevedere uno stanziamento che miri alla modificazione di questo stato di cose e in proposito abbiamo una proposta precisa.
Mappelli (D.C.) - Riepilogo titolo I, totale titolo I "Spese correnti": 906.800.000; titolo II, "Spese in conto capitale", sezione IV "Azione e intervento in campo economico", categoria III "Trasferimenti", capitoli 486-487, totale III, categoria "Trasferimenti".
Manganoni (P.C.I.) - Capitolo 487 "Contributi straordinari..." è quella legge dei contributi alle aziende. Ora, noi ci troviamo di fronte a una legge che prevede dei contributi a fondo perduto e abbiamo dei fondi di rotazione che prevedono dei mutui a tasso agevolato. Ora qui bisognerebbe - non dico di farlo adesso - risolvere questo problema, vediamo, non so...o di abrogare l'uno o di abrogare l'altro, o di unificare... Lo so che scade quest'anno, ma noi qui l'abbiamo in bilancio, allora scade o non scade, se c'è sul bilancio, vuol dire che abbiamo intenzione di spenderli e io non contesto questo fatto, non lo contesto, dico solo che bisogna vedere di armonizzare il sistema di mutuo a tasso agevolato e il sistema del contributo, io dico solamente questo, la Commissione all'Industria e Commercio se la veda assieme all'Assessorato e in un futuro non troppo lontano si veda di definire cosa vogliamo fare, questo volevo dire...
Monami (P.C.I.) - Analogo discorso volevo fare per il capitolo 487 che risparmio evidentemente, ma vorrei alcune notizie circa l'impiego di quei 100 milioni in più che aggiungiamo al capitolo 486. Si tratta di contributo per concorso in spese per mutui, sussidi e interventi per iniziative e manifestazioni economiche e per lo sviluppo delle attività economiche. Noi siamo perfettamente d'accordo e riteniamo che iniziative non tanto per le manifestazioni economiche, ma iniziative per lo sviluppo delle attività economiche siano più che mai utili e necessarie. Vorremmo però conoscere con quali criteri la Giunta intende utilizzare o quali sono i motivi che hanno determinato l'aumento di 100 milioni su questo articolo.
Andrione (U.V.) - Per quanto riguarda la legge di cui parlava il Consigliere Manganoni, ha ragione il Consigliere Dujany: le norme della presente legge avranno vigore per il periodo dal 1° gennaio 1968 al 31 dicembre 1977, e non 1975 come credevo io, quindi queste norme saranno applicate qui sopra e ci devono essere ancora 75 milioni per la SADEA quest'anno, che è il terzo anno in cui li diamo, credo. Ecco si può sempre abrogare una legge, voi fate la proposta formale e poi...
Per quanto riguarda la domanda del Consigliere Monami sul capitolo 486, semplicemente per far fronte alle domande di mutuo e non lasciarle in giacenza, visto che le domande di mutuo sono numerose e ammontano più o meno alla cifra di 400 milioni, abbiamo pensato di stanziare relativamente a quello che è stato chiesto, essendo anche questo un capitolo che, secondo noi, è un capitolo di investimento che dovrebbe a sua volta produrre altra ricchezza.
Dujany (D.P.) - Io credo sia opportuno che il Consiglio faccia la proposta e che la Giunta accolga a titolo di raccomandazione la soppressione di questa legge, perché altrimenti non ne usciamo; gli interessi sono talmente invischiati nelle procedure di queste cose per cui qualunque Giunta non riuscirà ad uscirne. Io ho cercato di sopprimere questa legge al momento dell'intervento a favore dell'industria con i fondi di rotazione, piuttosto aumentiamo gli stanziamenti verso il fondo di rotazione, diamo un tipo di intervento ad una certa iniziativa. Io qualche volta cerco di costruire questa Valle d'Aosta attraverso l'immagine di una casa, mi pare di vedere queste case fatte belle all'inizio e poi con una serie di strutture appiccicate oggi in un modo e domani in un altro, con delle sovrastrutture enormi per cui non si capisce più niente.
Credo quindi che se non cerchiamo di fare degli interventi che siano perlomeno coordinati a delle iniziative precedenti, rischiamo di fare una costruzione con una serie di sovrastrutture e di incrostazioni per cui il cittadino non capisce più niente, salvo il furbo il quale conosce l'amico, il sotto amico, eccetera, il quale riesce poi a prendere denaro da tutte le parti.
Io quindi direi proprio - d'altra parte lo avevo già detto nella mia Giunta - di sopprimere questa legge, limitarla eventualmente solo per l'impegno che abbiamo ancora su questo finanziamento per quanto riguarda la SADEA di Verrès che mi pare debba ancora durare un anno, ma il resto è da sopprimere, e tutti gli investimenti nel settore economico di iniziativa si buttano nel fondo di rotazione e si segue naturalmente quel tipo di forma di intervento. Altrimenti qui abbiamo una forma di contributo a fondo perduto, un tipo di procedura e di istruzioni di pratiche che è fatta in un modo e l'altra che è fatta in un altro modo e abbiamo una serie di strumenti che naturalmente sono estremamente disuguali, che generano solo confusione e cattiva informazione nei riguardi dell'utente.
Caveri (U.V.) - Gli inconvenienti giustamente denunciati dal Consigliere Dujany però sono una conseguenza della pioggia continua di proposte di legge regionali che hanno creato questa situazione caotica.
Mappelli (D.C.) - Riepilogo Spese Assessorato dell'Industria e Commercio, totale spese Assessorato Industria e Commercio: 1.456.800.000.
Caveri (U.V.) - Con questo, buon appetito, penso no? Un momento, possiamo andare avanti, siccome sono le 13 meno 20, possiamo andare avanti con l'Assessorato Lavori Pubblici per 20 minuti, fino all'una.
Mappelli (D.C.) - Assessorato Lavori Pubblici, Titolo I "Spese correnti", Sezione IV "Azioni e intervento in campo economico", categoria II "Personale" dal capitolo 495 al capitolo 498. Totale categoria II "Personale": 541.400.000, dal capitolo 504 al capitolo 508, capitolo 512, totale categoria V "Trasferimenti": 300.000.000, totale Titolo I: 1.292.400.000, totale "Spese correnti" del Titolo I: 1.292.400.000.
Chincheré (P.C.I.) - Al capitolo 518 "Spese per la costruzione, sistemazione e adattamento di edifici per la pubblica istruzione" per il 1974 erano previsti 1.200.000.000, sono previste variazioni in più di 300 milioni per un totale di 1.500.000.000, cifra indubbiamente imponente. Direi che se la situazione della scuola in Valle d'Aosta non è molto diversa da quella in campo nazionale, non così per fortuna si può dire per quanto riguarda l'edilizia scolastica, se facciamo alcune eccezioni: ad esempio, le scuole materne ad Aosta e in altri Comuni diciamo così periferici della Valle, di conseguenza, da un punto di vista edilizio, potremmo dare atto di un grosso sforzo fatto dalle Amministrazioni regionali e comunali sul problema dell'edilizia scolastica. Se critica c'è da essere, è nel senso che non sempre si è tenuto conto di una programmazione scolastica per cui oggi ci troviamo ad avere degli splendidi edifici la cui utilizzazione è indubbiamente molto ma molto parziale, pertanto la domanda è questa: se questi 300 milioni in più riguardano soltanto manutenzione, ampliamento, cose di questo genere e allora evidentemente la programmazione edilizia non ha molto senso perché si lavora su edifici già esistenti, oppure se si prevedono scuole nuove, allora vorrei chiedere secondo quali scelte sono state fatte e se in questi 300 milioni c'è anche la previsione di quanto dovrebbe venire a costare un riadattamento, un ampliamento, una costruzione nuova, un inizio di costruzione nuova per quanto riguarda la scuola media superiore in Bassa Valle.
Dujany (D.P.) - Una domanda brevissima, non è un rimprovero perché era un dramma anche per me: in quale modo controlliamo l'aspetto estetico di queste costruzioni fatte dalla Regione o fatte dai Comuni? Abbiamo costruito in questi anni molto, ma non solo male sul piano didattico, anche sul piano architettonico.
Manganone (IND.) - Comunque voglio dire che lo stanziamento, pur essendo già abbastanza consistente, è alquanto minimo perché si tratta di finire delle costruzioni già iniziate.
Per quanto riguarda il Consigliere Dujany, da quest'anno si inizierà a progettare nei nostri uffici di modo che certe brutture che si sono verificate in passato non debbano più ripetersi.
Andrione (U.V.) - ...per concordare toto corde con quanto detto dal Presidente Dujany su certi edifici, ma credo che, oltre a quanto è stato detto dall'Assessore Manganone sulle responsabilità della Giunta che licenzia certi progetti, delle Giunte che hanno licenziato certi progetti a tutti i livelli e in tutte le epoche, dipende molto da come si scelgono i tecnici incaricati di fare i progetti, perché il Comune di Venezia ha scelto Le Corbusier, noi abbiamo scelto Trompetto, ognuno sceglie gli architetti che vuole, insomma a un certo momento...
Dujany (D.P.) - Indipendentemente dalla scelta del tecnico, che può essere naturalmente una valutazione, noi manchiamo veramente di un organismo di esame sia a livello di gestione regionale, sia a livello tutorio, la Giunta non ha materialmente la possibilità di entrare nel merito del problema salvo in casi particolari in cui è trascinata da determinate polemiche, ma in genere si trova con questo malloppo e con una delibera che naturalmente non sempre ha la possibilità e il tempo di approfondirla. Si era cercato di passare tutto questo attraverso il setaccio di una Commissione tecnica, parlo specialmente nel campo delle scuole, composta da un rappresentante della Pubblica Istruzione e un rappresentante della Sovraintendenza Antichità e Belle Arti, un rappresentante dell'Urbanistica, un rappresentante dei Lavori Pubblici, a livello tecnico ma credo che in questa Commissione emergessero piccoli spostamenti di gabinetti o di muretti, ma il discorso nella globalità non veniva mai affrontato e quindi ci trovavamo sempre praticamente ad approvare cose per cui poi noi stessi a un certo momento in fase di realizzazione ci autocondannavamo. Credo che dovremmo veramente trovare qualcosa, non dimentichiamo il periodo dell'Assessorato del Turismo di Deffeyes è stato un periodo veramente buono e, seppur di natura diversa rispetto a quello attuale, seppur in una situazione economica diversa, è stato un periodo in cui si è marcato il modo particolare, il modo di costruire dell'Ente pubblico. Da allora purtroppo abbiamo perso tutte le tracce e abbiamo perso naturalmente qualunque indirizzo e ci siamo adagiati nell'aberrante, nella discutibile architettura di carattere di qualunque città.
Dolchi (P.C.I.) - Una brevissima considerazione di carattere generale che riguarda quei capitoli dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, alcuni di notevole aumento, che sono strettamente collegati con il piano dei Lavori Pubblici, il fatto che il piano dei Lavori Pubblici non è portato in concomitanza porta il Consiglio a fare delle domande che forse avrebbero potuto essere evitate se a fianco di questi aumenti o della riconferma delle spese ci fosse l'orientamento, cioè quel piano che dà al Consiglio l'intenzione, l'orientamento di come spendere questi soldi. Ecco, ho voluto ribadire questo che già avevo illustrato in sede di intervento in discussione generale, perché mi sembra che avremmo potuto evitare queste richieste con la presentazione concomitante del piano di opere pubbliche.
Caveri (U.V.) - L'ordine è il seguente: la parola ai Consiglieri Mappelli, Manganoni e Benzo.
Mappelli (D.C.) - Era già un po' che mi passava per la mente questo pensiero e adesso me l'ha fatto tornare in mente l'intervento del Consigliere Dujany. Ricordo che diversi anni fa avevamo avuto modo, per una questione sociale, di dare l'incarico a Cortelli di copiare quello che rimaneva in Valle in merito ai camini, balconi, case, eccetera, cioè, praticamente, un'architettura valdostana, e ne vennero fuori, mi sembra, un paio di volumi che, se non erro, dovrebbero essere depositati presso l'Archivio del Palazzo. Poi vi è l'altra parte, cioè noi ci ricordiamo, ad esempio, dell'I.P.R. dove i bambini potevano cadere dalle finestre perché alte 60 centimetri, tanto per fare un esempio. Forse è il caso di fare delle copie inviandole agli Istituti di tutti i tecnici Geometri, Ingegneri, anche richiamare di nuovo quel poco che è rimasto, e che è lì a nostra disposizione, per richiamare l'attenzione dei vari tecnici su un'architettura tipicamente, tradizionalmente valdostana: ecco, non so se come sempre sono un po' pedante, dunque avrò occasione poi di ricordarlo ai nostri amici Andrione e Assessori per questa eventuale disponibilità da parte dell'Amministrazione regionale.
Manganoni (P.C.I.) - Io voglio solo fare degli esempi: per l'Istituto Professionale, per la Scuola Media presso la Maternità, progettisti, modesti tecnici locali, nomi modesti, hanno presentato delle parcelle modeste e abbiamo fatto degli edifici estremamente funzionali. Prendiamo la Scuola Magistrale davanti al Puchoz: grandi nomi, che siamo andati a cercare non so dove, grandi parcelle di milioni, enormi spese di costruzione, avremo enormi spese di manutenzione perché mi chiedo quelle cupole fino a quando terranno l'acqua e saranno stagne, grandi orrori. Allora io vi dico - e l'ho detto altre volte in Consiglio -: la vogliamo smettere di andare a cercare le grandi teste di uovo con grandi nomi che sono solamente capaci a mandarci delle grandi parcelle, dei grandi orrori e noi paghiamo? Vogliamo ricorrere ai nostri modesti tecnici anche se sono solo geometri locali, va bene, perché hanno il buon senso, hanno il senso dell'economia e hanno il senso della funzionalità e sanno che la Valle d'Aosta si trova in Valle d'Aosta e non si trova a Bengasi? Questo io raccomanderei alle Giunte.
Benzo (D.P.) - Io non sono solito seguire la strada della demagogia ma mi sembra opportuno un intervento in questo settore, perché ho sentito delle affermazioni esatte e perlomeno hanno voluto centrare il problema da parte del Presidente del Giunta, il quale ha voluto dire che è possibile avere delle ottime costruzioni, si tratta di scegliere oculatamente i professionisti che vengono incaricati e dobbiamo dire questo, parlo per primo io come Presidente degli Ingegneri ma penso che ci sono dei Geometri qui che poi parleranno come Geometri. Mi hanno stupito molto le affermazioni dell'Assessore ai Lavori Pubblici, invece, che, da un lato, contrastano con tutto quello che lui diceva precedentemente e quello che aveva fatto a favore di questa vasta categoria di liberi professionisti valdostani, ci sono alcune centinaia di Geometri e di Ingegneri che possono bene operare nella Regione e hanno dimostrato e hanno dato il loro contributo in tanti anni di attività professionale.
Io non entro nel merito tecnico, anche se ne avrei la veste, nella visione estetica o architetturale di ogni Consigliere, sappiamo quanto il giudizio può essere diversificato, quello che mi interessa sottolineare è questo: se è vero, com'è vero, che una pubblica amministrazione deve darci e deve mettere in condizione i propri tecnici - in questo caso parliamo dell'Assessorato dei Lavori Pubblici - di essere all'altezza della bisogna per poter progettare quelle parti necessarie di lavori pubblici nella propria Regione, è altrettanto vero che c'è necessità anche di ricorrere a professionisti esterni in caso di determinati tipi di costruzioni che richiedono altro tipo di intervento tecnico. Quello che soprattutto mi pare opportuno sottolineare è l'aspetto generale del problema, mi pare che nei giorni scorsi, ieri o l'altro ieri, il Presidente della Giunta aveva ricordato un altro aspetto fondamentale, cioè quello del collaudo delle opere, che giustamente deve essere affidato a persone preparate, serie, capaci, veramente, perché, una volta collaudata l'opera, è inutile piangere poi sul latte versato.
A monte di tutto questo che cosa manca, a mio parere, nella nostra amministrazione in questo particolare settore? Quella cosiddetta "Commissione tecnica" a cui vengono trasmessi questi progetti. Bene ha fatto il Consigliere Dujany a richiamare, a ricordare quanta difficoltà ha la stessa Giunta regionale a esaminare nella sua completezza un progetto, anche se nella Giunta possono essere presenti dei tecnici, in quel momento possono dare un loro contributo maggiore oltre che come amministratori, però questa benedetta commissione tecnica è composta da vari elementi, tra cui il rappresentante della Sovrintendenza, il Medico Regionale, il Capo dei Lavori Pubblici, ci sono quattro o cinque persone mi pare, manca l'elemento fondamentale, cioè una specie di Commissione edilizia vera e propria che esamini approfonditamente i problemi, senta anche, questo sì, la voce dei pubblici amministratori, i quali possono avere determinate linee di tendenza in un certo tipo di architettura e qui condivido.
Ripeto: non voglio entrare nel merito, anche se alcune costruzioni possono non piacermi sotto l'aspetto strutturale esterno o addirittura di funzionalità interna. Mi sembra opportuno proprio vedere di avere una Commissione che esamini approfonditamente i progetti prima, il progetto di massima perché, una volta dato l'incarico esecutivo al professionista, questo lo porta avanti e poi ci si trova nelle condizioni di avere una giusta retribuzione di lavoro perché adesso non facciamo anche qui di tutte le erbe un fascio, ma indubbiamente chi ha compiuto un'opera e presenta una parcella che è addirittura legata a una tariffa professionale...e qui la Regione fa bene a richiedere il visto delle parcelle degli Ordini che d'altronde sono - ve lo posso assicurare per quanto attiene all'Ordine che ho l'onore di presiedere da parecchi anni - le cifre che sono dovute per legge, Signori, in tutta Italia e non sentirete di queste affermazioni che possono valere per noi, per gli Avvocati, per i Medici o per altre categorie, per Geometri professionali, perché? Perché indubbiamente quando uno compie una determinata prestazione, la compie bene, la compie nella completezza diciamo degli elaborati che deve presentare, se ha una tariffa, quella va rispettata e quindi è inutile fare delle sparate su delle cifre più o meno grandi, ci si impressiona, io mi impressionerei più delle piccole. La sommatoria delle piccole tante volte fa delle cifre molto più grosse di parcelle di qualche milione che attengono, certe volte, a un lungo periodo di lavoro professionale e successivamente ancora alla conduzione stessa o alla direzione dei lavori se questa c'è. Mi sembra quindi veramente opportuno indicare alla Giunta questo aspetto che in effetti anche negli anni passati ha determinato la necessità di avere un organismo veramente idoneo non solo per l'aspetto, diceva bene, della stanzina o del servizio igienico non del tutto sufficiente, con la sua reazione, eccetera, ma che verifichi proprio gli aspetti generali, funzionali, architettonici in vista anche di una linea di tendenza che l'organismo pubblico, in questo caso il Consiglio regionale, tramite anche i suoi rappresentanti, potrebbe indicare. Se questa Commissione venisse fatta in questo modo, noi potremmo essere più garantiti nel momento in cui viene portato all'esame della Giunta regionale il progetto di massima e forse noi non ci troveremmo poi a criticare successivamente alcune opere, non tutte, perché non dobbiamo fare, ripeto, di tutta un'erba un fascio, alcune opere forse non hanno trovato una giusta rispondenza sul piano funzionale, né dal punto di vista estetico una corrispondenza di buon gusto o di accettazione proprio dal punto di vista dell'opera di ingegneria.
Caveri (U.V.) - Sono iscritti a parlare i Consiglieri Pollicini, Borbey, Chincheré e Bordon, però io proporrei, se i Consiglieri sono d'accordo, a cominciare da quelli che sono iscritti a parlare, di sospendere questa seduta e di riprenderla alle 16,30.
La seduta quindi è tolta o, meglio, è sospesa e si continua alle 16,30.
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La seduta termina alle ore 13,03.
