Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 844 del 22 novembre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 844/IX - Rispetto degli obblighi contrattuali da parte di imprese appaltratrici di lavori regionali (Interpellanza).

Presidente - Do lettura dell’interpellanza presentata dal Consigliere Mafrica:

INTERPELLANZA

In risposta ad una interrogazione scritta del 12 luglio 1989, relativa al rispetto delle clausole contrattuali da parte della ditta Cordi, era allegata una memoria con la quale la ditta sosteneva di non essere tenuta ad applicare le norme relative alla Cassa Edile in quanto essa non aderisce ad alcuna delle associazioni che hanno sotto-scritto il contratto nazionale.

Poichè per quanto risulta allo scrivente:

1) in applicazione della circolare 880/U.L. del 13/5/1986 del Ministero dei Lavori Pubblici, "al rispetto dei contratti ed accordi predetti debbono obbligarsi anche le imprese eventualmente non aderenti alle associazioni di categoria stipulanti";

2) per prassi consolidata l’Assessorato ai Lavori Pubblici non ammette agli appalti ditte che non rispettino gli obblighi verso la Cassa Edile;

3) i versamenti alla Cassa Edile da parte delle imprese non consistono soltanto negli accantonamenti che vanno direttamente ai lavoratori, ma anche in ulteriori quote che danno diritto a prestazioni assistenziali e formative,

il sottoscritto Consigliere regionale

interpella

l’Assessore competente per conoscere:

1) per quali motivi la stessa amministrazione usa criteri differenziati verso le imprese di cui si serve;

2) se la Giunta regionale non intenda addivenire a chiare disposizioni in materia di rispetto degli obblighi contrattuali delle imprese, in modo da evitare situazioni di discrezionalità che, direttamente o indirettamente, possano danneggiare i lavoratori interessati.

Presidente - Ha chiesto di illustrare l’interpellanza il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Nel mese di luglio avevo rivolto all’Assessore al Turismo una interrogazione scritta per conoscere le ragioni per cui una ditta non procedeva al versamento dei contributi dovuti per la cassa edile, che sono richiesti da norme e direttive applicate e applicabili da tutte le pubbliche amministrazioni.

Mi era allora stata allegata alla risposta una memoria della ditta stessa, la quale sosteneva di non aderire ad alcuna delle associazioni sindacali che avevano sottoscritto il contratto e quindi di non ritenere necessario il versamento alla cassa edile, ma di provvedere invece direttamente con versamenti ai lavoratori, senza passare attraverso la cassa edile stessa.

Avendo approfondito la questione, per quanto risulta ci sono degli elementi che vanno tenuti presenti. Prima di tutto c’è una diversità di comportamento all’interno dell’Amministrazione fra ciò che viene fatto dall’Assessorato ai Lavori Pubblici per prassi ormai consolidata e ciò che viene fatto da altri Assessorati. Noi crediamo che questo non sia opportuno, che l’Amministrazione debba comportarsi allo stesso modo nei confronti delle imprese in tutti i suoi diversi settori. Se quindi all’Assessorato ai Lavori Pubblici la procedura è che non si ammettono agli appalti ditte che non eseguano i versamenti presso la cassa edile, ci pare che lo stesso criterio debba essere seguito dagli altri Assessorati.

In secondo luogo abbiamo a disposizione una serie di documenti che dicono in modo chiaro che questi obblighi per le imprese sono indipendenti dal fatto che le stesse aderiscano o meno alle associazioni che firmano i contratti; gli obblighi sono erga omnes, riguardano tutte le imprese e non può essere accettata questa giustificazione di non aderenza ad una associazione particolare.

In terzo luogo, questo è il fatto principale, la quota di versamento alle imprese è fatta di due parti: una parte che finisce direttamente nella busta paga del lavoratore, ed un’altra parte, che percentualmente è di circa il 10 percento della retribuzione, che serve per altre prestazioni di carattere assistenziale, a cui i lavoratori hanno direttamente o indirettamente diritto, per cui comprendiamo che per l’imprenditore sia più semplice provvedere al versamento diretto al lavoratore solo della parte a lui spettante; però ci pare che non sia giusto che questi si sottragga all’obbligo di versare l’altra quota che serve per l’assistenza, per le colonie, per la formazione professionale, per il pagamento degli oneri mutualizzati e per altre cose che non entrano direttamente nella busta paga, ma che comunque rientrano fra i diritti dei lavoratori.

Vorremmo conoscere da parte dell’Assessore competente se c’è intenzione di arrivare ad una uniformità di trattamento rispetto a questo problema, se cioè l’Amministrazione regionale intende applicare allo stesso modo le norme in un Assessorato e nell’altro.

Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Faval, ne ha facoltà.

Faval (UV) - Je peux donner réponse positive à la question posée par M.Mafrica, en informant que pendant une certaine période il y avait eu des conflits d’attribution de responsabilités au sujet des fonctions d’ingénieur-chef.

La chose a été réglée depuis qu’un fonctionnaire de l’Assessorat a assumé ces fonctions relativement aux chantiers de l’Assessorat; on a demandé que cette partie soit respectée.

Je peux même informer qu’à partir de cette date on est en train de faire des vérifications préalables au payement pour les différents travaux qui ont été faits par les différentes sociétés.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Prendo atto della risposta positiva dell’Assessore, quindi esprimo la mia soddisfazione al riguardo.

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