Oggetto del Consiglio n. 836 del 22 novembre 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 836/IX - Notizie in merito alle trattative tra l'ILVA e la Falk per il futuro dello stabilimento Deltacogne (Interrogazione).
Presidente - Do lettura dell’interrogazione presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco:
INTERROGAZIONE
presa visione di un articolo di La Stampa, a firma Roberto Ippolito che, da Berlino, attribuisce al Presidente ed all’Amministratore delegato dell’ILVA dichiarazioni che smentiscono la possibilità di vendita della Deltacogne alla Falck;
constatato invece che un articolo di "Il secolo XIX "a firma Al.C., riferisce le seguenti dichiarazioni, rilasciate a Milano dal Presidente Lupo: "Sono fiducioso - ha detto - e comunque mi dispiacerebbe se Falck cercasse partners internazionali. E’ ovvio che in una strategia di alleanze con Falck entrerà in gioco anche l’eventuale passaggio dello stabilimento di Deltacogne";
sconcertati per la contraddittorietà delle dichiarazioni riportate ed attribuite ai massimi dirigenti dell’ILVA i sottoscritti Consiglieri regionali
interrogano
l’Assessore competente per sapere:
1) se la Giunta è in possesso di notizie più precise in merito ai rapporti FALCK - ILVA, per ciò che concerne la Deltacogne;
2) se non si prospetti come opportuna una riunione del Comitato Unitario per i problemi della siderurgia.
Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore all’Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi, ne ha facoltà.
Lanivi (ADP) - Puntualmente vengono a galla queste notizie che allo stato attuale non hanno nessun fondamento.
L’interrogazione fa riferimento ad un articolo in cui viene negata o smentita la possibilità di vendita della Deltacogne all’ILVA; in effetti mai è stato ipotizzato un discorso di questo genere di vendita della Deltacogne alla Falck, anche perchè i protocolli di accordo siglati fra Regione, IRI e Finsider dicono chiaramente che gli stabilimenti siderurgici della Valle d’Aosta manterranno la maggioranza pubblica e questo non impedisce che si possano trovare accordi con privati tesi al potenziamento degli stabilimenti siderurgici di Aosta. Ma ipotesi di vendite, di cessioni di Deltacogne a Falck sono assolutamente neppure da prendere in considerazione, anche perchè altre sono le linee definite nel protocollo d’intesa.
Quindi, queste vanno considerate come notizie che rientrano in quella logica, o in quei giochi che vedono in ballo i rapporti fra produttori siderurgici pubblici e privati nel nostro Paese, ma che non interessano Deltacogne, se non con il significato che ho detto prima.
Per quanto riguarda il secondo punto, cioè l’esigenza di riunire il Comitato regionale per i problemi della siderurgia in Valle d’Aosta, senz’altro questo verrà fatto al più presto. I Consiglieri interroganti sanno che in questi ultimi giorni, in queste ultime settimane, si stanno vivendo momenti importanti e nello stesso tempo delicati circa il futuro della Deltacogne, quindi senz’altro faremo una riunione anche per illustrare compiutamente la situazione.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Ringraziamo l’Assessore per aver detto che convocherà quanto prima il Comitato unitario per la siderurgia; siamo anche soddisfatti del fatto che ancora una volta venga confermata l’inattendibilità di notizie, che purtroppo hanno uno spazio rilevante sulla stampa nazionale.
Comprendiamo che fra i gruppi privati ed i gruppi pubblici, oltre che rapporti attraverso i consigli di amministrazione, si faccia la guerra dei comunicati e delle prese di posizione. Questo crea qualche sconcerto e crea anche preoccupazioni fra i lavoratori che non sono a conoscenza delle intenzioni riposte nelle menti degli amministratori delegati o dei Presidenti dell’ILVA e dell’IRI.
Il fatto di avere in Consiglio regionale una smentita di queste notizie ed avere riconfermato il valore dell’accordo sottoscritto anche dopo che è avvenuto un grosso mutamento ai vertici dell’IRI, è un fatto positivo e la convocazione del Comitato unitario potrà ridare alla nostra Regione la possibilità di mettersi in posizione contrattuale forte anche nei confronti della nuova dirigenza dell’IRI.
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