Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 794 del 25 ottobre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 794/IX - APPROVAZIONE DI RISOLUZIONE RECANTE INTERVENTI PER COMBATTERE E PREVENIRE IL DIFFONDERSI DELLA DROGA.

PRESIDENTE:Do lettura della proposta di risoluzione in oggetto, iscritta al punto 14 dell'ordine del giorno.

RISOLUZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

rilevato:

- che il fenomeno della droga ha raggiunto negli ultimi anni livelli assai preoccupanti che richiedono pertanto risposte sempre più efficaci ed incisive, sia a livello internazionale e nazionale, che a livello regionale;

- che negli ultimi tempi si sono intensificate iniziative tendenti a sensibilizzare e richiamare l'attenzione dell’opinione pubblica sul problema che pone interrogativi di diversa natura e richiede interventi mirati sia sul piano più largamente preventivo-educativo, sia sul piano della repressione e della lotta al traffico illecito che sul piano della riabilitazione;

ricordato.

- che, nel corso degli ultimi due anni, le attività per la lotta al fenomeno della droga in Valle d'Aosta hanno mostrato un notevole incremento;

- che l'andamento del fenomeno è continuamente tenuto sotto controllo dagli organi competenti attraverso un reciproco rapporto di collaborazione e di scambio di informazioni che permettano interventi più incisivi;

- che i vari aspetti del problema droga vengono periodicamente esaminati dal Comitato per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico al fine di coordinare le varie iniziative sul territorio;

- che nel corso della riunione del 26 giugno 1989, il Gruppo tecnico permanente di lavoro per le tossicodipendenze dell'Assessorato regionale della Sanità e Assistenza Sociale, il Comitato di Studio dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, previsto dall'art. 85 della legge 685/75 e il Comitato per la Sicurezza e l’ordine Pubblico, nel fare il punto della situazione, hanno evidenziato:

- la necessità di una pronta revisione della legge 685/75, dalla quale non si può prescindere anche per l'adozione di eventuali provvedimenti a livello regionale;

- la necessità di approntare iniziative che permettano di sensibilizzare l'opinione pubblica sul fenomeno droga e l'importanza della prevenzione anche attraverso una capillare informazione scolastica;

- che in relazione alla giornata internazionale contro l'abuso ed il traffico illecito di droga celebratasi il 26 giugno scorso, il Consiglio regionale, nel corso della seduta del 21 giugno 1989, ha approvato una risoluzione di adesione alla succitata celebrazione, risoluzione inviata ai Presidenti dei due rami del Parlamento, alle Commissioni Parlamentari competenti e ai Presidenti delle altre regioni

ritenuto:

- che il riproporsi, in modo forte, della discussione e del confronto sui temi connessi alla diffusione delle droghe, pur con i rischi di eccessiva spettacolarità e di parzialità di analisi che oggi sempre più spesso accompagna il dibattito sui temi del sociale, ha certamente il merito di riproporre all'attenzione di Parlamento, Governo, Amministratori locali, Forze politiche e sociali ed opinione pubblica, la questione della droga in tutta la sua gravità;

- che l'attenzione ai problemi connessi alla diffusione delle droghe ed al trattamento dei tossicodipendenti deve permettere di andare oltre le tentazioni semplificatorie puntando a risposte più efficaci senza perdere di vista la complessità e l'articolazione del problema stesso;

convinto:

- che, al di là delle affermazioni di principio, occorre assumere iniziative concrete secondo le rispettive competenze e le responsabilità di tutti

richiamato:

- il contenuto della risoluzione succitata;

preso atto:

- che il Comitato Tecnico per la lotta alle tossicodipendenze ha provveduto a predisporre un piano di lotta all'abuso di sostanze lecite ed illecite nella Valle d'Aosta contenente anche le linee guida per la prevenzione;

AUSPICA

- una rapida approvazione del piano di intervento surrichiamato;

- una sempre e più stretta collaborazione tra tutti gli organismi interessati, al fine di non disperdere informazioni ed energie;

- l'attivazione di iniziative e controlli che permettano di arginare e prevenire il fenomeno droga, con particolare attenzione agli ambienti, più a rischio, quali le scuole;

- che a livello nazionale venga trovato un punto d'accordo al fine di pervenire in tempi rapidi alla stesura di un testo unificato dei vari disegni di legge giacenti al Parlamento

ASSICURA

- la propria disponibilità a dare un fattivo e proficuo apporto alle varie tematiche della droga.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV):En présentant cette résolution on a voulu souligner le problème de la drogue et l'attitude du Conseil à ce propos et je crois qu'on l'a fait surtout dans la partie où on dit:

"... ricordato ... che in relazione alla giornata internazionale contro l'abuso ed il traffico illecito di droga celebratasi il 26 giugno scorso, il Consiglio regionale, nel corso della seduta del 21 giugno 1989, ha approvato una risoluzione di adesione alla succitata celebrazione..

Dans l'ensemble, la résolution cherche à reprendre les points principaux du débat; il est évident qu'avec cette initiative on ne peut absolument pas résoudre le problème, mais il s'agit d'un moyen pour aboutir à des résultats.

Je veux rappeler que dans la dernière partie, là où on dit: "Auspica una rapida approvazione del piano di intervento surrichiamato" , on prend acte d'un plan qui n'a pas encore été présenté à notre attention; donc je demanderais un examen rapide de la question, afin qu’il y ait la possibilité de s'exprimer à ce sujet, étant donné le fait que les assessorats compétents ont déjà repris le document et, surtout, ont examiné cette proposition dans le sens de prévoir une éducation à la santé et, donc, d'élargir le domaine d’attention.

Il s’agit d'un problème de large envergure; en particulier, le projet "Arianna", qui sera présenté d'ici peu, tout en soulignant des aspects encore au niveau d'expérimentation, constitue un système d'approche à l'élaboration duquel ont participé toute une série d'experts qui ont travaillé en collaboration avec les assessorats à la Santé et à l'Instruction Publique. Le document sera présenté dans très peu de temps.

Je crois que sur la méthode de travail au niveau de la formation que l'école et la famille doivent donner aux jeunes il y aura une autre occasion de discussion et de réflexion; en effet, dans ce cas on ne parlerait plus exclusivement de drogue, mais d'éducation dans le sens le plus général et donc on devrait considérer ce problème comme le résultat d'autres problèmes.

Pour le reste, je pense que, au-delà des lieux communs sur cet argument et de la condamnation des vendeurs de mort, il est inutile de reprendre tous les discours que, chaque jour, nous trouvons dans les journaux. Les positions sur ce problème sont très différenciées, même si les plus suivies sont celle plus libérale et celle conservatrice.

Ici on n'a pas abordé ce thème pour partager l'une ou l'autre, mais pour avoir un débat sérieux dans le but d'arriver à un accord, ce qui, sincèrement, je pense sera très difficile. Tout de même les possibilités d'action de l’Administration régionale vont surtout dans la direction de la prévention du phénomène de la drogue, car les problèmes concernant la récupération et la réhabilitation sont plus spécifiques. En effet, le système de prévention doit encore être perfectionné et présenté à différents niveaux. Je demanderais donc la possibilité d'en débattre, tout en connaissant les limites de cette proposition.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):L'argomento di questa risoluzione non può sicuramente essere troppo semplificato. Del resto, lo stesso Presidente della Giunta ha confermato che si tratta di un problema complesso, con diverse sfaccettature.

L'unico appunto che avevamo da muovere al testo della risoluzione era relativo al riferimento ad un piano che ci era stato annunciato in Commissione, ma che la Commissione non ha ancora esaminato, per cui non sarebbe stato corretto dare per approvato qualcosa che invece non era ancora noto.

Ci trova consenzienti invece la formulazione del punto finale dello "auspica", che recita testualmente: "auspica... che a livello nazionale venga trovato un punto d'accordo al fine di pervenire in tempi rapidi alla stesura di un testo unificato dei vari disegni di legge giacenti al Parlamento", anche perché proprio in questi giorni, alla Camera, la discussione in merito è molto aspra e si contrappongono posizioni diversificate. Credo pertanto che se, come Consiglio regionale, vogliamo dare un contributo alla discussione, è preferibile che ci limitiamo a mantenerci a questo livello di auspicio.

Se invece decidessimo di entrare nel merito della discussione, per dichiararci favorevoli o meno alla dose giornaliera consentita per il tossicodipendente, credo che non riusciremmo a pervenire in tempi brevi ad una posizione unitaria del Consiglio su questo argomento, che è di grande drammaticità anche nella nostra Regione, come ci viene dimostrato giorno per giorno dalle cronache quotidiane e come è stato dimostrato anche dallo studio condotto dal prof. Mariani su un sondaggio limitato alle medie superiori.

Noi crediamo quindi che una risoluzione di questo tipo colga sia la complessità del problema, sia la necessità di affrontarlo nei suoi vari aspetti, specie in quello della prevenzione. In questo senso sollecitiamo la Giunta regionale e l'Assessore alla Sanità a favorire un approfondimento delle proposte di legge che riguardano i giovani, perché noi crediamo che il disagio giovanile sia una componente primaria della diffusione di questo fenomeno anche nella nostra Regione; ma crediamo anche che gli interventi che favoriscono l’associazionismo dei giovani, il loro desiderio di vivere, lavorare ed operare insieme, il loro interesse per le attività culturali, ricreative o formative, diano un indubbio ed utile contributo a sottrarre i giovani alla solitudine ed alla insoddisfazione e quindi operino in favore della prevenzione delle tossicodipendenze.

Pertanto, nel dichiararci d'accordo su questa risoluzione, esprimiamo soprattutto la nostra disponibilità ad esaminare il progetto "Arianna", e quegli interventi concreti che propaghino una cultura capace di ostacolare la diffusione della droga.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

MILANESIO (PSI):Sarò brevissimo e, visto che il Consigliere Mafrica ci ha fatto grazia della posizione del PCI, anch'io vi farò grazia della posizione del PSI, che del resto è nota a tutti anche in questo Consiglio.

Mi permetto solo di suggerire una piccola modifica da apportare alla risoluzione e che, a mio parere, vuole togliere quell'ipocrisia presente nella parte finale dello "auspica", esattamente là dove si dice: "auspica... che a livello nazionale venga trovato un punto d'accordo al fine di pervenire in tempi rapidi alla stesura di un testo unificato dei vari disegni di legge giacenti al Parlamento". Questa dizione, infatti, equivarrebbe a chiedere al Parlamento di trovare la formula per la quadratura del cerchio, cosa che non troverà assolutamente.

Ferme restando quindi le posizioni di ciascuno di noi, io proporrei che si dicesse: "Auspica... che a livello nazionale venga sollecitamente approvata una legge idonea ad affrontare il grave problema", perché mi sembra che questa dizione sia molto meno ipocrita e molto più vicina alla realtà delle cose.

Il Parlamento deciderà nella sua sovranità e probabilmente passerà la proposta governativa e saranno accolti molti emendamenti già presentati od annunciati. Dopodiché quella legge entrerà in vigore e noi la potremo verificare solo nella sua fase di attuazione, ma credo che ognuno di noi continuerà a mantenere, su questo problema, le proprie posizioni politiche e culturali.

Pertanto io propongo solo questo emendamento ed accetto tutta la restante parte della risoluzione, che, per la verità, mi sembra fatta abbastanza bene.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Vallet; ne ha facoltà.

VALLET (UV):Je veux faire quelques considérations tout à fait personnelles sur le thème de la drogue, qui est difficile à aborder, mais qui exige de la part de nous tous une profonde réflexion et un concret engagement, d'autant plus que ce problème se pose de façon toujours plus grave aussi dans notre Région.

Une première réflexion me semble nécessaire à propos du débat qui est en train de se dérouler au Parlement italien et qui a attiré l'attention de l'opinion publique et des "media" pendant une longue période. A ce propos, je voudrais dire que certaines prises de position me semblent inquiétantes. Il faut dire sans aucun doute que les théories répressives sont désormais partagées par une large partie de l'opinion publique; cette attitude, qui est toujours plus évidente et répandue, de considérer les toxicomanes comme des sujets dangereux plutôt que des victimes, comme des individus menaçants qu'on doit punir et interdir plutôt que des personnes faibles à assister et protéger, doit faire réfléchir.

Il y a la, selon moi, un symptôme évident des déchirements qui sont en train de se produire dans le tissu social. L'attitude à penser que les problèmes de ces gens là appartiennent uniquement à eux et que la société soidisante civile devrait donc adopter des mesures aptes à s’en défendre, est, je crois, très simpliste et témoigne la tentative, de la part de l'opinion publique, à s'éloigner du problème, comme s'il ne pouvait pas, dans un futur, intéresser nous aussi.

Plusieurs définitions ont été données des toxicomanes (des malades à soigner, des criminels à poursuivre ou simplement des inadaptés): j'avoue que personnellement je n’en ai pas trouvé une satisfaisante, mais je veux vous en lire une qui est assez pertinente et qui indique les milieux où on peut intervenir. "Les jeunes drogués sont les points faibles d’une chaîne qui se casse, c’est la famille qui se casse, c'est la société qui se casse, ce sont les rapports humains, civils et sociaux qui se cassent". Je crois que c'est justement à ce niveau qu'on devrait intervenir au-delà des orientations prohibitionnistes ou antiprohibitionnistes de la loi que le Parlement italien approuvera.

Il faut bien dire que ce Conseil a pris conscience de ce problème depuis longtemps et qu’ont été mises sur pied toutes les initiatives concrètes citées dans l'ordre du jour. Il est nécessaire de les soutenir et de leur donner un nouvel élan, soit en ce qui concerne les mesures pour le traitement et la réintégration, soit surtout pour ce qui concerne la prévention, et je dirais, de façon particulière, celle à long terme, en oeuvrant concrètement pour diffuser la "culture de la santé physique et mentale".

A ce propos je pense qu'une autre réponse concrète pourra venir en discutant et en approuvant, dans le plus bref délai, les projets de loi qui concernent des initiatives pour les jeunes. En effet, il est évident que les mesures concernant le traitement ou la réintégration ont peu de chances de succès si elles ne sont pas soutenues par des initiatives aptes à réduire le fameux "disagio giovanile".

A mon sens il est important d'aborder le problème dans sa globalité, en intervenant à tous les différents échelons, en réalisant une parfaite intégration des initiatives et des services, soit publics, soit privés. J'ai eu l'occasion d'examiner le cité projet "Arianna" et je crois qu'il va vraiment dans la bonne direction. Je pense que, si on le soutient convenablement d'un point de vue des financements, ce projet donnera sans doute des résultats.

Je termine en disant que je partage entièrement l'ordre du jour et l'esprit qui l'anime, mais je dois dire que, dans le point cité par M. Milanesio, j'aurais préféré un ton un peu plus incisif, parce que j'ai vraiment l’impression qu'à Rome la rapidité du législateur n'est pas directement proportionnée à l'urgence et à la gravité du problème. J'ai plutôt l'impression que les bonnes intentions soient trop souvent dépassées par l'intérêt des partis et par leurs exigences électorales.

Voilà pourquoi, à titre exclusivement personnel, je me permets de présenter un amendement qui n'engage absolument pas mon Groupe politique. Cet amendement propose d’insérer, là où on dit "che a livello nazionale", les mots: "vengano abbandonate posizioni demagogiche e elettoralistiche per ricercare al più presto...."

PRESIDENTE:Chiederei al Consigliere Vallet di essere così cortese da volerci presentare il testo scritto del suo emendamento. Grazie.

Ha chiesto la parola il Consigliere Martin; ne ha facoltà.

MARTIN (ADP):Mi rendo conto che l'ora è tarda e che per affrontare questo argomento occorrerebbe parecchio tempo. Non è mia intenzione arrivare a tanto, ma siccome altre forze politiche hanno avuto, giustamente, l'opportunità di far conoscere la loro opinione in proposito, ritengo opportuno fare anch'io due brevissime considerazioni su quello ch'io ritengo essere uno dei più gravi problemi che affliggono la nostra società. Esso interessa migliaia di famiglie e purtroppo si fa sentire anche nella nostra Regione, specialmente in alcune zone, e il più delle volte sfocia in atti di delinquenza comune, come è dimostrato dall'ultimo caso che si è verificato in quel di Champoluc.

Non penso che esista una medicina capace di stroncare con immediatezza questo male, penso invece che sia utile e necessario dare avvio a tutta una serie di iniziative. Sotto questo punto di vista, penso che il dibattito apertosi tra tutte le forze politiche sia una iniziativa indispensabile ed utile, perché costringerà le varie forze politiche, ma anche la stessa società, ad affrontare questo problema.

Nel dibattito che si sta svolgendo anche a livello nazionale, mi pare di aver colto su questo problema due posizioni fondamentali: da una parte c'è chi si fa partigiano della cosiddetta "repressione del fenomeno" e dall'altra c'è chi è più portato alla sua prevenzione. Noi siamo più vicini ai sostenitori della prevenzione e riteniamo che ciò sia compito soprattutto delle istituzioni, senza dimenticare le associazioni di volontariato che si dedicano a questo problema, attorno al quale deve essere coinvolta l'intera società proprio allo scopo di esercitare una valida attività di prevenzione. Dall'altra parte, invece, riteniamo che si debba essere estremamente duri nei confronti di coloro che trafficano e lucrano su questo male, cioè contro i trafficanti o, come sono stati chiamati dal Presidente della Giunta, i venditori di morte.

Pensiamo anche che, per affrontare correttamente e senza demagogia questo problema, tutto questo non sia sufficiente e che sia forse utile chiederci perché esiste questo problema, cercando di andare alla sua radice. Noi ci siamo posti questo quesito ed abbiamo concluso che forse oggi il fenomeno droga esiste proprio per l'assenza di valori nella società, nel senso che essa è assolutamente allo sbando, perché è venuto a mancare l'apporto fondamentale costituito dalla famiglia, che in fondo è l'unico istituto capace di guidare correttamente la nostra società.

Oggi assistiamo a questo degrado della nostra società e lo vediamo quando i bambini vengono abbandonati a se stessi, quando spesso gli adolescenti non possono beneficiare del supporto indispensabile, costituito dalla guida della famiglia, proprio durante gli anni più difficili della loro crescita e della loro formazione.

Vien da chiedersi allora se il nostro benessere sia realmente effettivo e se sia giusto continuare soltanto a produrre per fare denaro o se non sia più giusto, invece, preoccuparci di rivalutare alcuni valori di fondamentale importanza.

Penso che uno degli obiettivi fondamentali delle istituzioni sia quello di garantire a questi giovani la piena occupazione, riservando loro dei posti di lavoro. Ciò si sta già facendo nella nostra Regione con l'attività di formazione professionale, che occupa largo spazio nei nostri interventi e rappresenta la strada da seguire. Abbiamo potuto constatare, infatti, che quando un giovane non ha la possibilità di inserirsi nel mondo produttivo e non ha la possibilità di svolgere un'attività produttiva diventa facile preda del mondo della droga.

Ecco, fatte queste brevi considerazioni, penso che ognuno di noi, ciascuno per la parte che gli compete, debba impegnarsi per sconfiggere questo male. La proposta di risoluzione presentata dalla Giunta regionale va appunto in questo senso e, pertanto, nell’esprimere il nostro compiacimento, dichiariamo che il nostro voto sarà favorevole all'iniziativa.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Vicepresidente, Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.

BENEFORTI (DC):Anch'io avrei voluto risparmiare ai colleghi l'ascolto della posizione della Democrazia Cristiana, però, se il Consigliere Vallet intende mantenere l'emendamento proposto, mi dovrebbe anche spiegare in quale parte della posizione assunta a livello centrale dalla Democrazia Cristiana egli trova aspetti di clientelismo o di elettoralismo. Pertanto, Consigliere Vallet, prima mi dovresti spiegare questo particolare; poi, eventualmente, ti potrò illustrare la posizione della Democrazia Cristiana a livello nazionale.

Noi quindi siamo favorevoli a votare il documento così come esso è stato presentato dal Presidente della Giunta e dalla Giunta, ma non accettiamo l'emendamento proposto dal Consigliere Vallet, che pregherei anzi di volerlo ritirare, perché altrimenti dovrebbe innanzitutto spiegare la posizione clientelare ed elettoralistica della Democrazia Cristiana e poi dovrebbe eventualmente ascoltare i miei chiarimenti sulla discussione in corso a livello nazionale tra le varie forze politiche.

Riaffermo, quindi, che se tu non lo ritiri, noi voteremo contro quell'emendamento; altrimenti, prima di fare certe accuse che noi riteniamo populiste, ci devi spiegare come sei giunto a fare quelle considerazioni.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola per mozione d'ordine il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV):Je demanderais d'enlever la partie "che a livello nazionale venga approvato...", étant donné qu'autrement on risquerait d'ouvrir le débat sur des positions à propos de la discussion à niveau national.

Je me permets de dire que le point où on dit "auspica" a déjà été prévu pour atteindre une position unitaire et il serait inutile de mettre l'accent sur le débat national dans lequel, comme on sait très bien, on a des positions différentes. Si, au contraire, on allait demander un effort pour retrouver un autre système de débat, alors cela aurait un sens, autrement on enlève entièrement cette partie et on maintient les autres points. De cette façon on ne risque pas d'ouvrir ici le débat qui est en train de se dérouler à niveau national.

Si on veut trouver la possibilité de voter un document qui aille dans la direction de souligner une attention spécifique face au problème de la drogue, je crois que le document devrait s'arrêter au point où on dit "auspica che a livello nazionale...". On avait présenté ce dernier alinéa dans l'espoir qu'il y eût encore cette possibilité; cela a été fait sans hypocrisie, mats, selon moi, est très peu réaliste, comme j'ai dit en ouvrant le débat.

Je demanderais donc, si on n'a pas l'intention de faire le débat sur les positions à niveau national, d'enlever ce point qui risque de reprendre ici les mêmes choses qu'on dit à Rome, sans aboutir à rien de tout.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Io credo che la proposta del Presidente della Giunta sia praticabile, perché, effettivamente, se noi ci orientiamo verso una pronuncia sul dibattito nazionale, non riusciremo ad ottenere la concordanza del Consiglio. Credo anche, però, che non dobbiamo necessariamente ripetere la discussione in corso al Parlamento, perché l'impostazione del documento è ad un livello diverso, nel senso che è al livello di chi si pone il problema con preoccupazione, individuale dimensioni di un certo fenomeno, sollecita un coordinamento degli sforzi per intervenire e rinvia i successivi programmi ad un piano di intervento concreto che viene indicato e preannunciato nel documento.

Noi condividiamo l'impostazione di questa risoluzione e siamo disposti a votarla, anche se verrà privata del terzo punto dell'"auspica". Se invece questa parte verrà mantenuta, diciamo subito che voteremo a favore dell'emendamento presentato dal Consigliere Vallet, perché, pur non essendo esplicita la sua formulazione e pur potendo suscitare gli interrogativi ricordati dal Consigliere Beneforti, risultava peraltro molto chiaro ed esplicito il ragionamento da lui fatto, tipico di chi sottolinea l'importanza di porre l'accento soprattutto su un'azione di prevenzione, su un certo tipo di esame di come può verificarsi questo fenomeno, piuttosto che su un atteggiamento repressivo che in quest'ultimo anno ha avuto effettivamente un ampio spazio ed è stato decisamente cavalcato soprattutto da una ben determinata forza politica ed è stato oggetto di una "tirata" demagogica, con alcuni aspetti elettoralistici.

Pertanto, noi condividiamo le preoccupazioni che sono state espresse, però, al di là di questo problema che ci riporta ad un dibattito di carattere nazionale e che concerne le scelte che si stanno facendo a livello parlamentare, teniamo a precisare che, per quanto riguarda la nostra collocazione ed il nostro ruolo di Consiglio regionale, all'interno di un quadro che non possiamo definire per mancanza di competenza legislativa, diciamo che siamo d'accordo sull'impostazione di fondo di questo documento e che quindi lo voteremo.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (PSI):A parte il fatto che la proposta del Presidente della Giunta può essere accettata proprio per evitare un dibattito che non ci troverebbe tutti d'accordo, io vorrei solo osservare che da certi interventi di questa sera mi sembra che vengano riprodotte posizioni riportate in modo semplicistico e strumentale da organi di stampa a livello nazionale negli ultimi mesi. Infatti, chi ha letto il progetto di legge governativo, che io ho qui, presentato dall'allora Presidente del Consiglio De Mita, di concerto con gli altri Ministri, non può dire che è improntato alla repressione mentre gli altri sono improntati alla prevenzione.

Mi pare che queste due posizioni non esistano neanche a livello di partiti, ma siano solo strumentalizzazioni delle quali ci si può convincere leggendo molto approfonditamente questo disegno di legge, dove sono presenti interventi a favore della prevenzione, altri per il recupero e vi si evidenzia solamente, anche se in modo chiaro, l'illiceità dell'uso della droga. Ecco, l'unico punto controverso di questa posizione, che è ampliato a dismisura, è il fatto che noi, assieme ad altri partiti, diciamo che come è illecito vendere droga, così è illecito usarla e detenerla.

Per il resto, io sono sostanzialmente d'accordo sul fatto che questi problemi, come quelli precedenti che riguardavano gli immigrati clandestini, passano sopra le nostre teste e noi non pensiamo di poterli risolvere in Valle d'Aosta, perché in parte possono essere risolti a livello nazionale ed in parte dovranno essere risolti a livello sovranazionale.

Forse il dibattito di questa sera sulla droga sarebbe stato più interessante se avessimo potuto leggere prima il piano che ha preparato la Giunta e che dovrà essere inviato all'esame delle Commissioni, che riguarda gli interventi concreti che noi dobbiamo attuare a livello locale.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Rusci; ne ha facoltà.

RUSCI (PRI):Questo argomento è difficilissimo; non sono riusciti ad affrontarlo con compiutezza di termini e, soprattutto, con formulazione di soluzioni idonee neppure i più grossi psicologi giovanili del momento. Ed allora, cosa rimane a noi come amministratori? Prendere atto del problema, cosa che il documento fa molto compiutamente, e fornire alcune indicazioni di soluzione.

Io voglio fare una considerazione, ma non voglio tentare quello sforzo di rimozione psicologica del problema, per cui si vanno costantemente a trovare le cause, i figli dei dissociati, dei separati, i negletti... Il problema della droga è quello dell'assunzione della droga. Chi assume droga? Questo problema attraversa tutti gli strati della società e li attraversa a differenti età: si va dal prestigioso uomo di affari al nullatenente, dal giovane al meno giovane, dallo sportivo di fama mondiale al povero sconosciuto.

Allora c'è un assioma: la droga è una cosa buona. Qual è la cosa che dobbiamo fare noi? Sostituire questa "cosa buona" con un’altra cosa che sia migliore. Credo che questo sia difficilissimo, perché, tutto sommato, se noi ci guardiamo intorno, scopriamo che nella nostra Regione esiste una qualità di vita assolutamente rispettabile, con una serie di strutture e di potenzialità che danno anche delle risposte a dei bisogni giovanili.

Io capisco che il mio intervento può essere forse il più difficile all'interno del Consiglio, ma qui abbandono un attimo la mia veste di politico e parlo come uomo, come persona che è costantemente accanto a questo tipo di problema e che ha visto molte volte, per esperienza diretta, questo problema.

Il nostro sforzo deve tendere al recupero di quelli che sono caduti nella trappola della "cosa buona", che però, torno a ripetere, è difficile poter sostituire.

Credo che ogni età storica abbia il fiore del male, qualcosa cui si ricorre, qualcosa che fa "status symbol ", qualcosa che comunque bisogna provare. Lo stupefacente è il fiore del male di questa epoca. Ribadisco che ciò è vero, anche considerato il fatto che l'argomento è assolutamente pubblicizzato, tant'è che noi, ad esempio, abbiamo visto degli spettacoli o dei film, come quello intitolato "Noi giovani dello zoo di Berlino". Ebbene, io credo che qualsiasi persona in grado di poter utilizzare le proprie categorie mentali, guardando a qualsiasi età uno spettacolo del genere, non possa sentire assolutamente che ripugnanza per provare questa cosa, nel senso che non la proverà mai. Invece, fasce sempre più vaste di giovani e di meno giovani, di persone affermate e di persone qualunque, cadono in questa trappola.

Siamo noi in grado di proporre delle altre cose più buone, più appetibili? Io credo che ciò sia molto difficile, perché i nostri giovani, tutto sommato, hanno molto ed hanno delle buone possibilità di realizzazione.

Il nostro sforzo, invece, deve essere assolutamente incentrato sul recupero, e questa volta io sarò molto attento a controllare se nel bilancio della Regione, che non ho ancora avuto modo di vedere, a queste dichiarazioni o petizioni di principio faranno poi seguito delle adeguate possibilità finanziarie per intervenire là dove si può intervenire, cioè esclusivamente nel momento del recupero.

Io non credo che noi siamo in grado di dare ai giovani altre indicazioni. Essi sono assolutamente in grado di fare le loro scelte: hanno statura, personalità e strumenti culturali. Chi vuole consumare la droga, la consuma e lo fa per una precisa scelta; e chi l'ha consumata una volta rischia, disgraziatamente, di continuare, perché questa è una "cosa buona" e, come ripeto, noi molto difficilmente siamo in grado di proporre delle cose migliori.

Il nostro sforzo, quindi, deve tendere al recupero: cerchiamo di fare di tutto per puntare al recupero, perché c'è un momento nella vita o nella storia del drogato, che per alcuni è brevissima e per altri è molto lunga e si protrae per anni, in cui l'istinto di sopravvivenza è più forte e c'è il gusto di uscire da quella situazione. Ecco, noi dobbiamo essere così attenti e bravi da saper tendere, proprio in quel momento, la mano opportuna a chi vuole uscire. Il nostro sforzo deve andare solo in questa direzione.

Grazie.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Vallet; ne ha facoltà.

VALLET (UV):Il me doit d'une réponse; je me rends compte que mon français n'est pas excellent, donc, peut-être, difficile à comprendre, mais j'ai l'impression de ne pas avoir été compris.

Je dois une première réponse au Conseiller Pascale. Je n'ai absolument pas affirmé, dans mon intervention, que l'attitude répressive est celle de la loi: quand j'ai parlé d'attitude répressive je me référais à celle des gens, de l'opinion publique, et il y a des sondages publics dans les journaux qui le prouvent.

Pour ce qui concerne la question que le Conseiller Beneforti a posée, je dois dire que je n'ai pas employé le terme "clientelare". Comme il peut lire dans le texte de l'amendement, j'ai écrit "demagogiche ed elettoralistiche" et pas "clientelari ed elettoralistiche". En effet, celle-là était l'impression, tout à fait personnelle, que j'ai du débat que les forces nationales sont en train de porter de l'avant au Parlement italien. Je ne me suis pas référé à la Démocratie Chrétienne plutôt qu'au Parti Socialiste: j'ai l'impression que tous les partis sont en train de se porter de cette façon et je crois avoir la liberté d'exprimer cette sensation. Je m'étonne de la réaction du Conseiller Beneforti, peut-être j'ai mis le doigt dans la plaie.

Pour ce qui est de la proposition du Président du Gouvernement régional, je n’ai pas de problèmes à l'accepter et à retirer mon amendement.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (MSI):Ho chiesto la parola per fare alcune brevi considerazioni.

Sinceramente non condivido quanto ha detto il Consigliere Rusci nel corso del suo intervento, anche perché sarebbe del tutto incomprensibile una presa di posizione in tal senso da parte mia. Il Movimento Sociale Italiano è sempre stato molto coerente nella sua posizione ed anch’io ritengo che in merito si debba essere molto precisi e chiari: la droga dà la morte. Di fronte a questo dramma ed a questa grave situazione, che possiamo constatare tutti i giorni scorrendo i quotidiani, sui quali è riportato che i giovani muoiono nei giardini, nei parchi e nelle strade, siamo tutti d'accordo che bisogna essere decisi, che non bisogna fare della demagogia o avere intenti strumentali.

E' da anni che noi, come partito nazionale, abbiamo avanzato delle proposte molto decise in merito, nel senso che abbiamo addirittura proposto la pena di morte per i grossi spacciatori; non l'abbiamo proposta per i poveri ragazzi, che sono vittime, ma per coloro che si arricchiscono sulla loro pelle. Purtroppo le altre forze politiche non sono molto sensibili a questo termine.

Il nostro Segretario nazionale ultimamente ha detto in Parlamento che noi voteremo la legge contro la droga che è stata presentata dal Partito Socialista e dalla Democrazia Cristiana. Ciò significa che, pur riconoscendo che quella legge è ancora troppo permissiva, noi voteremo ugualmente a suo favore, proprio per contribuire ad avviare, una volta per tutte, la soluzione del problema. Se non si farà quella legge, non si farà mai niente e si continuerà a parlare ed a discutere, come stiamo facendo adesso, mentre nel frattempo i nostri giovani continueranno a morire.

Mi fermo qui e non vado oltre perché non è il momento. Dico solo che condivido l'intento della Giunta e del Consiglio di voler affrontare questo argomento e di sensibilizzare e sollecitare lo Stato, il Governo e le varie forze politiche. Con questo spirito quindi voterò a favore, ma sia chiaro che non posso accettare le osservazioni del Consigliere Vallet, cioè che tutte le forze politiche nazionali sono uguali perché portano avanti certi discorsi demagogici, visto e considerato che da ben vent'anni noi diciamo sempre le stesse cose. L'unica differenza è che oggi noi accettiamo la legge della maggioranza, proprio per contribuire ad avviare la soluzione di questo grave problema.

Grazie.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Vicepresidente, Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.

BENEFORTI (DC):Consigliere Vallet, ho chiesto la parola solo per dirti che non è vero che io ho reagito perché tu hai messo il dito sulla piaga, ma perché il tuo comportamento potrebbe diffondere nel Paese qualunquismo e disgregazione. Io ti avevo chiesto di dimostrare l'accusa che ci avevi lanciato, nel senso che avresti dovuto dirci in quale parte del nostro progetto di legge, attualmente in discussione al Parlamento, la Democrazia Cristiana ha fatto della demagogia o dell’elettoralismo. Così facendo saresti stato una persona seria, altrimenti no.

Inoltre, non ti devi riparare dietro di me, nel senso che non mi devi accusare di aver reagito perché tu hai messo il dito nella piaga. E' semplicistico e stupido dire queste cose, perché tu me le devi dimostrare. Quando io vengo qui, mi alzo e dico: "A, b, c...", anche tu mi devi dire: "A, b, c..." e mi devi dimostrare dove abbiamo della demagogia o dell'elettoralismo. Questa è la realtà.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, credo che possiamo considerare i termini della votazione. Ai sensi dell'articolo 66 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio, dovrebbe essere votato per primo l'emendamento soppressivo presentato dal Presidente della Giunta. Se tale emendamento dovesse essere accettato, verrebbero a decadere sia quello del Consigliere Milanesio sia quello del Consigliere Vallet, il quale d'altronde ha già dichiarato di volerlo ritirare.

Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

MILANESIO (PSI):Dichiaro di accettare l'emendamento soppressivo dell'ultimo punto dell' "auspica", presentato dal Presidente della Giunta, che taglia la testa al toro, nel senso che toglie di mezzo gli elementi che hanno originato la discussione di questa sera e sui quali non c'è e non ci sarà alcun accordo.

PRESIDENTE:Do comunque lettura dell'emendamento presentato dal Consigliere Milanesio, anche se lo stesso è da considerare ritirato.

EMENDAMENTO

A pag. 4 sostituire il 1° capoverso con la dizione:

"- che a livello nazionale venga sollecitamente approvata una legge idonea ad affrontare il grave problema".

PRESIDENTE:Do ora lettura dell'emendamento presentato dal Consigliere Vallet, anche se lo stesso è da considerare ritirato.

EMENDAMENTO

A pagina 4, dopo la frase "...che a livello nazionale", inserire:

"... vengano abbandonate posizioni demagogiche ed elettoralistiche per ricercare al più presto"

e sopprimere le parole "venga trovato".

PRESIDENTE:Do lettura della proposta di risoluzione in oggetto, nel testo comprendente l'emendamento soppressivo dell'ultimo capoverso dell' "auspica", così come proposto dal Presidente della Giunta.

RISOLUZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

rilevato:

- che il fenomeno della droga ha raggiunto negli ultimi anni livelli assai preoccupanti che richiedono pertanto risposte sempre più efficaci ed incisive, sia a livello internazionale e nazionale, che a livello regionale;

- che negli ultimi tempi si sono intensificate iniziative tendenti a sensibilizzare e richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sul problema che pone interrogativi di diversa natura e richiede interventi mirati sia sul piano più largamente preventivo-educativo, sia sul piano della repressione e della lotta al traffico illecito che sul piano della riabilitazione;

ricordato:

- che, nel corso degli ultimi due anni, le attività per la lotta al fenomeno della droga in Valle d'Aosta hanno mostrato un notevole incremento;

- che l'andamento del fenomeno è continuamente tenuto sotto controllo dagli organi competenti attraverso un reciproco rapporto di collaborazione e di scambio di informazioni che permettano interventi più incisivi:

- che i vari aspetti del problema droga vengono periodicamente esaminati dal Comitato per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico al fine di coordinare le varie iniziative sul territorio;

- che nel corso della riunione del 26 giugno 1989, il Gruppo tecnico permanente di lavoro per le tossicodipendenze dell'Assessorato regionale della Sanità e Assistenza Sociale, il Comitato di Studio dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, previsto dall'art. 85 della legge 685/75 e il Comitato per la Sicurezza e l'ordine Pubblico, nel fare il punto della situazione, hanno evidenziato:

a) la necessità di una pronta revisione della legge 685/75, dalla quale non si può prescindere anche per l'adozione di eventuali provvedimenti a livello regionale;

b) la necessità di approntare iniziative che permettano di sensibilizzare l'opinione pubblica sul fenomeno droga e l'importanza della prevenzione anche attraverso una capillare informazione scolastica;

- che in relazione alla giornata internazionale contro l'abuso ed il traffico illecito di droga celebratasi il 26 giugno scorso, il Consiglio regionale, nel corso della seduta del 21 giugno 1989, ha approvato una risoluzione di adesione alla succitata celebrazione, risoluzione inviata ai Presidenti dei due rami del Parlamento, alle Commissioni Parlamentari competenti e ai Presidenti delle altre Regioni;

ritenuto:

- che il riproporsi, in modo forte, della discussione e del confronto sui temi connessi alla diffusione delle droghe, pur con i rischi di eccessiva spettacolarità e di parzialità di analisi che oggi sempre più spesso accompagna il dibattito sui temi del sociale, ha certamente il merito di riproporre all’attenzione di parlamento, Governo, Amministratori Locali, Forze Politiche e sociali ed opinione pubblica, la questione della droga in tutta la sua gravità.

- che l'attenzione ai problemi connessi alla diffusione delle droghe ed al trattamento dei tossicodipendenti deve permettere di andare oltre le tentazioni semplificatorie puntando a risposte più efficaci senza perdere di vista la complessità e l'articolazione del problema stesso;

convinto:

- che, al di là delle affermazioni di principio, occorre assumere iniziative concrete secondo le rispettive competenze e le responsabilità di tutti;

richiamato:

- il contenuto della risoluzione succitata;

preso atto:

- che il Comitato Tecnico per la lotta alle tossicodipendenze ha provveduto a predisporre un piano di lotta all'abuso di sostanze lecite ed illecite nella Valle d'Aosta contenente anche le linee guida per la prevenzione;

AUSPICA

- un rapido esame del piano di intervento surrichiamato;

- una sempre e più stretta collaborazione tra tutti gli organismi interessati, al fine di informazioni ed energie

non disperdere

- l’attivazione di iniziative e controlli che permettano di arginare e prevenire il fenomeno droga, con particolare attenzione agli ambienti, più a rischio, quali le scuole;

ASSICURA

- la propria disponibilità a dare un fattivo e proficuo apporto alle varie tematiche della droga.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta di risoluzione emendata testé letta.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità