Oggetto del Consiglio n. 757 del 25 ottobre 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 757/IX - PROVVEDIMENTI URGENTI PER L'ISOLAMENTO ED IL CONTROLLO DELLE SORGENTI DELLA RETE IDRICA DELLA COMUNITA' MONTANA GRAND COMBIN. (Interpellanza)
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Aloisi ed iscritta al punto 6 dell'ordine del giorno.
INTERPELLANZA
PREOCCUPATO dall'ordinanza del Sindaco di Aosta, Leonardo La Torre, che vieta il consumo dell'acqua per fini alimentari se non preventivamente bollita;
RICORDATO che la rete idrica della città di Aosta è collegata a quella della Comunità montana Grand Combin, alimentata da sorgenti superficiali, le quali, già nel passato, erano state oggetto di inquinamento dovuto ad infiltrazioni nel terreno di liquami animali e le cui analisi, ora come allora, sono risultate "batteriologicamente inquinate" con grave danno per la salute dei cittadini:
RISCONTRATA grave negligenza da parte delle autorità preposte al controllo, dato il continuo ripetersi dell'inquinamento dell'acquedotto Grand Combin, senza che vi sia stato un intervento definitivo da parte delle autorità competenti;
RITENUTO NECESSARIO ED URGENTE un sistematico intervento di isolamento e di continuo controllo delle sorgenti di captazione, onde evitare il ripetersi di episodi analoghi,
il sottoscritto Consigliere regionale dell'MSI-DN
INTERPELLA
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere i motivi del continuo e sistematico inquinamento dovuto ad infiltrazioni nel terreno di liquami animali dell'acquedotto della Comunità montana Grand Combin, e quali provvedimenti urgenti si intendono prendere per evitare che nel futuro si ripetano simili episodi che mettono in pericolo la salute dei cittadini.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (MSI):Ricordo brevemente che questa interpellanza era all'ordine del giorno dello scorso Consiglio, ma per cause di forza maggiore non l'ho potuta illustrare allora, per cui provvedo oggi, sia pure con un po' di ritardo.
Con molta preoccupazione notiamo che ogni anno il Sindaco della città di Aosta emette delle ordinanze per invitare i cittadini a bollire l'acqua per uso potabile, perché l'acqua che scorre nell'acquedotto cittadino è inquinata.
Perché è inquinata? I motivi sono sempre gli stessi: si parla di infiltrazione di liquami di origine animale nel la zona di Bionaz, nelle vasche di raccolta dell'acquedotto della Comunità Montana Grand Combin.
Questi motivi erano stati oggetto di un'analoga interpellanza presentata nel l'anno 1987. Già allora avevo evidenziato questa grave situazione, perché è inconcepibile che nella nostra Regione montana, con tanti nevai e ghiacciai e dove l'acqua dovrebbe essere veramente pura, dobbiamo sistematicamente fronteggiare il dramma dell'inquinamento dei nostri acquedotti, specie dopo che l'Amministrazione regionale ha speso notevoli fondi. Occorre ricordare che l'intero acquedotto del Grand Combin è costato circa 6 miliardi.
Approfitto dell'occasione per fare una breve cronistoria della vicenda, perché ogni anno si ripete lo stesso inconveniente. E' ammissibile soprassedere una volta, ma dopo che sono stati assunti impegni precisi da parte dei responsabili dell'Amministrazione regionale e dell'USL, il problema deve essere risolto. Invece, dal 1985 ad oggi, ogni anno si ripropone sistematicamente il problema dell'inquinamento dell'acquedotto del Grand Combin.
Nel 1985 era stata indirizzata al Comune di Aosta una petizione, sottoscritta da duecento persone, nella quale i cittadini scrivevano:
"Da quattro mesi circa l'acqua potabile viene erogata con regolarità, ma risulta di colore rossastro, con gusto sgradevole e con una colorazione a tratti molto intensa, tale da causare danni anche alla biancheria. L'odore nauseabondo la rende imbevibile".
Passiamo all'ottobre del 1986:
"L'acqua potabile è inquinata in tre zone di Aosta. L'acquedotto della Comunità Montana Grand Combin, che serve i Comuni di Roisan, Gignod, la zona Est di Aosta e Saint-Christophe, è inquinato. Secondo i tecnici si tratta di inquinamento batterico, non grave, appena al di fuori dei limiti di tolleranza".
Andiamo avanti ed arriviamo al 7 ottobre 1986:
"L'acqua è inquinata per cause tuttora sconosciute".
Il Presidente della Comunità Montana Grand Combin Cerise, sempre nel 1986 dichiara:
"La sorgente delle acque si trova in località Crotte del Comune di Bionaz, a 2300 metri di quota, e quindi vi è la massima garanzia della potabilità della sorgente. Il terreno dove sono stati eseguiti dei lavori per la vasca di carico e per le opere di captazione, che è molto sassoso ed ha drenaggio molto alto, è stato mosso, per cui occorrerà un po' di tempo perché si assesti. Qui sarebbero avvenute delle infiltrazioni".
Lo stesso Presidente aggiunge anche:
"Dovranno essere fatte le arginature delle acque provenienti dai pascoli alti, per evitare che si ripetano simili inconvenienti".
Nell'agosto del 1987 presentai una interpellanza sullo stesso problema, perché si era accertato un ulteriore inquinamento dell'acquedotto Grand Combin. Oggi si ripete di nuovo quello stesso grave inconveniente.
Ora, poiché l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale è il maggiore responsabile della situazione, perché sua è la competenza in materia, lo invito a provvedere con urgenza per evitare che si ripetano questi inconvenienti. Ricordo che in passato, l'allora Assessore Voyat, del quale conservo tutte le dichiarazioni in proposito, aveva già promesso che sarebbero stati effettuati tutti i lavori necessari per evitare il ripetersi dell'inquinamento dell'acquedotto. Se questo inconveniente dovesse ripetersi anche nel 1990, la circostanza dimostrerebbe la grave negligenza delle autorità preposte alla salvaguardia della salute dei cittadini.
Con questa interpellanza, quindi, invito l'Amministrazione a fare il possibile per evitare il ripetersi di questo inquinamento, che si ripete ormai sistematicamente dal 1985. E' inaccettabile che i cittadini valdostani debbano comperare l'acqua minerale perché i nostri acquedotti sono inquinati.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.
LANIECE (DC):Premetto che la normativa sulla qualità delle acque destinate al consumo umano prevede controlli interni, che devono essere effettuati dagli enti gestori degli acquedotti (nella nostra regione da Comuni e Consorzi), nonché controlli saltuari esterni, che sono affidati all'USL, alla quale spetta altresì il giudizio di qualità sulle acque controllate.
In caso di pregiudizio per la salute umana, l'Unità Sanitaria Locale richiede alla Regione, al Comune ed al gestore dell'acquedotto l'adozione di opportuni provvedimenti e misure di competenza.
Ciò detto, preciso che al nostro Assessorato non è pervenuta informazione ufficiale circa l'inquinamento della rete idrica di Aosta, né è stata richiesta alla Regione l'adozione di provvedimenti o misure di cui sopra. La gestione degli acquedotti, quindi, è demandata ai Comuni, ai Consorzi di Comuni o alle Comunità Montane. Pertanto, l'Assessorato potrebbe assumere idonei provvedimenti solo se venisse direttamente interessata la Regione, cosa che però non è stata fatta. Finora le autorità competenti non hanno ritenuto di dover chiedere particolari interventi perché, stando alle varie relazioni tecniche che non è il caso di stare ad elencare, la situazione si è normalizzata dopo alcuni giorni. Tramite l'USL, infatti, avevano provveduto a captare l'acqua da un'altra sorgente con una portata minore, pari a circa 10 litri al secondo, perché era pressoché impossibile clorare i 40 litri al secondo dell'acqua captata dalla sorgente principale di Chaumin. Stando alle relazioni tecniche, la situazione si è normalizzata dopo alcuni giorni, anche se purtroppo si è poi verificato l'ulteriore inquinamento che tu hai precisato, con infiltrazioni di liquame animale.
Tengo a precisare che noi seguiamo il problema tramite l'USL, che fa dei controlli esterni a campione, anche se ufficialmente non ne siamo stati investiti. Certamente le autorità preposte faranno di tutto per risolvere il problema, ma qualora dovesse ripetersi studieremo il modo per intervenire nel modo più appropriato, magari anche con un'apposita riunione, e terremo conto delle cose che tu hai detto e delle quali ho preso debita nota. Ricordo infine che l'inquinamento che si è registrato ad Entrebin ha avuto tutt'altra origine.
Si dà atto che alle ore 10,07 riassume la Presidenza il Presidente Bich.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola i Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (MSI): Posso capire che l'Assessore, nel corso del suo intervento, abbia cercato di giustificare in parte la situazione. Sta di fatto che l'inquinamento c'è stato. In passato era stato assunto l'impegno di risolvere il problema, ma tale impegno è rimasto sempre inapplicato e così tutti gli anni si ripete lo stesso discorso.
Vi prego vivamente di intervenire, anche perché io ho fatto una pubblica denuncia del problema qui in Consiglio regionale e quindi le Autorità competenti ora ne sono a conoscenza. Se tale inconveniente si dovesse ripetere ulteriormente, mi rivolgerò altrove, perché non è ammissibile che dal 1985 al 1989 l'inquinamento del nostro acquedotto si ripeta con regolare sistematicità, a dimostrazione della persistenza di gravi carenze, responsabilità e negligenze. Vi invito quindi ad individuare i responsabili ed a provvedere in merito.
