Oggetto del Consiglio n. 701 del 25 settembre 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 701/IX - CONCORSO PER LA RICERCA DI SOLUZIONI PER L'INSEDIAMENTO DI INFRASTRUTTURE SCOLASTICHE NELL'AREA DEL COMPLESSO INDUSTRIALE EX-BRAMBILLA, IN COMUNE DI VERRES. (Interpellanza)
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino e Mafrica ed iscritta al punto 16 dell'ordine del giorno.
INTERPELLANZA
In data 29 maggio 1987, con deliberazione n. 4774 la Giunta regionale, aveva indetto un concorso di idee finalizzato alla ricerca di soluzioni per l'insediamento di infrastrutture scolastiche nell'area del complesso industriale ex-Brambilla in Comune di Verrès. Con tale atto l'amministrazione si prefiggeva l'obiettivo di insediare nell'area occupata dall'ex-opificio Brambilla un complesso scolastico con collegio, destinato ad accogliere le scuole medie superiori esistenti nel Comune.
Nel mese di dicembre 1988, con deliberazione n. 10944, la Giunta approvava gli atti della Commissione giudicatrice, che aveva stilato la seguente graduatoria:
1° progetto: Arch. Ester Saltarelli
2° progetto: Arch. Louis Bochet
3° e 4° progetto: (a pari merito) Arch. Daina Giuffré e Arch. Roberto Rosset.
Nel giugno 1989 con deliberazione n. 5285, assunta a maggioranza, la Giunta regionale, non rispettando la graduatoria precedentemente approvata, incaricava il 2° classificato della redazione del piano urbanistico di dettaglio dell'area ex-Brambilla, con la motivazione che "le prime due proposte hanno ottenuto una votazione quasi pari, a meno dello scarto di un solo punto" e che il progetto risultato 2° classificato "conserva l'integrità della facciata" e permette "una migliore utilizzazione della volumetria".
Ricordato che nel bando di concorso veniva esplicitamente affermato che "al vincitore l'Amministrazione regionale affiderà l'incarico della redazione del piano urbanistico";
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
la Giunta regionale per sapere:
1) con quali motivazioni giuridiche stato possibile disattendere il risultato in un pubblico concorso;
2) per quali motivi la Giunta ha indetto un concorso di idee, con apposita Commissione giudicatrice, se la scelta del progetto doveva rispettare non le valutazioni della Commissione ma quelle della Giunta, che evidentemente aveva già propri orientamenti in proposito.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (PCI):L'interpellanza solleva una questione di correttezza di comportamento da parte della pubblica amministrazione, che per noi è di un certo rilievo.
Nel 1987, quindi oltre due anni fa, la Giunta regionale aveva deciso di indire un concorso d'idee riservato agli architetti ed ingegneri della Valle d'Aosta, per individuare la soluzione progettuale migliore ai fini del recupero della ex Brambilla di Verrès per fini scolastici. La delibera che ha indetto il concorso fissava anche le regole di comportamento. Al vincitore, infatti, la Regione avrebbe affidato l'incarico di redigere il piano urbanistico di dettaglio della zona, rimettendosi al responso della Commissione giudicatrice, rappresentativa delle figure professionali e politiche più importanti della Regione.
Alla conclusione dei lavori della Commissione, il 2 dicembre 1988, la Giunta regionale approvava la graduatoria, che prevedeva al 1° posto il progetto presentato dall'architetto Ester Saltarelli, al 2° posto quello presentato dall'architetto Louis Bochet, capogruppo di un certo numero di professionisti, ed a pari merito al 3° e 4° posto gli architetti Daina Giuffré e Roberto Rosset.
Con la deliberazione del 2 giugno 1989 la Giunta regionale commette tutta via una gravissima irregolarità: senza tener conto delle disposizioni tassative contenute nel bando di concorso, decide di affidare l'incarico per il piano urbanistico di dettaglio all'architetto Louis Bochet, affermando che, a proprio giudizio, tale progetto risponderebbe meglio alle finalità assunte dalla Regione e decidendo che la soluzione indicata dal progetto dell'architetto Bochet, conservando l'integrità della facciata, doveva essere privilegiata rispetto all'indicazione scaturita dai lavori della Commissione.
Ora, io credo che ci troviamo di fronte ad un comportamento che definisco gravissimo, perché è del tutto inutile che la Regione indica dei pubblici concorsi, se poi si sostituisce al lavoro della commissione giudicatrice; né è concepibile che le decisioni della Giunta derivino da valutazioni che sono di carattere progettuale, affidate quindi alla commissione giudicatrice.
A questo punto i casi sono due: o la Giunta regionale evita di fare i concorsi di idee e sceglie (perché ha questo potere, come del resto fa molto spesso) il professionista sulla base di proprie scelte di carattere professionale, di competenza o di altro; oppure, quando pubblica i bandi di concorso, deve rispettare il loro contenuto.
In alcuni bandi di concorso si prevede la facoltà per la pubblica amministrazione di non affidare l'incarico al vincitore, al quale si assegna solo un premio, così essa si riserva la possibilità di valutare anche altre soluzioni. Dico molto chiaramente, però, che questo non è il caso del bando di concorso che la Giunta regionale ha approvato per la ex Brambilla.
Con l'interrogazione noi vogliamo chiedere innanzitutto con quali motivazioni di tipo giuridico è stato possibile compiere una scelta di questo tipo, perché, a nostro avviso, non solo non esistono i presupposti di correttezza, ma neppure quelli giuridici. La seconda domanda è volutamente provocatoria, nel senso che, se la Giunta regionale non vuole tener conto delle indicazioni suggerite da commissioni altamente qualificate, incaricate di scegliere dei progetti, chiediamo perché ha deciso di bandire un concorso di idee. Stando così le cose, è preferibile che la prossima volta non ricorra più ai bandi di concorso, ma decida in camera chiusa, come fa normalmente.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):Etant donné l'intérêt pour cette réalisation, je crois que, au moment où on a présenté un appel d'offre pour avoir une série de projet, ce n'était pas sous-entendu que à partir de ce moment les possibilités du Gouvernement régional n'existaient plus. Je voudrais rappeler un cas analogue: pour la ex ILSSA on avait prévu un concours et le choix conséquent a été fait sur la base de toute une série de considérations qui étaient le résultat de l'analyse des projets; dans ce cas donc on avait choisi une formule mixte.
Ici on a eu le résultat de la commission consultative et je crois que le choix était partagé. Alors on s'est permis de faire une analyse des possibilités se rapportant aux deux projets et le Gouvernement régional a jugé cela possible, étant donné qu'on ne modifiait pas le but du concours, c'est-à-dire d'avoir des projets. Sans avoir la présumption d'en savoir plus des techniciens, je crois que le choix d'un projet plutôt qu'un autre peut être fait aussi par le Gouvernement avant de passer, avec la délibération concernée, au projet exécutif.
Donc, si un cas pareil se vérifie dans le futur, cela sera répété avec le but d'avoir, comme Gouvernement régional, une série de propositions à analyser. Dans d'autres occasions, au contraire (c'est le deuxième cas dont M. Tonino parlait) on a choisi un expert chargé de réaliser un projet définitif. Mais dans notre cas, puisque la solution pouvait nous présenter des propositions différentes, on a cru qu'il était possible de faire un appel d'offre. Par la suite, le Gouvernement, après avoir lu le procès verbal et analysé les résultats donnés par la commission, en a discuté et a pensé d'agir d'une façon différente; mais je crois qu'on ne peut pas penser à des irrégularités.
D'après les choix sur l'utilisation de cet immeuble, qui dépendent d'une série de problèmes que l'immeuble a, soit pour ce qui concerne l'école soit pour ce qui est d'un développement et d'une transformation en collège, on a pensé de donner cette tâche au projet qui allait respecter la possibilité de maintenir l'immeuble en un certain état, en suivant les indications de la Surintendance, mais qui, en même temps, va retenir les suggestions sur les différents domaines qui seront concernés.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (PCI):Noi siamo del tutto insoddisfatti della risposta e riteniamo che l'atteggiamento della Giunta sia stato illegittimo, arbitrario e contrario al contenuto del bando di concorso, che io voglio rileggere ad alta voce. In esso è detto testualmente:
"Al vincitore l'Amministrazione regionale affiderà l'incarico della redazione del piano urbanistico di dettaglio della zona". Pertanto, è davvero incomprensibile sul piano della correttezza della pubblica amministrazione un comportamento come quello adottato dalla Giunta regionale.
Voglio poi aggiungere un'altra cosa. Il bando di concorso prevedeva il mantenimento obbligatorio di una parte della facciata, lasciando ai progettisti la possibilità di adottare soluzioni che salvaguardassero comunque soltanto un torrione...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
... Sì, c'era un limite minimo. La commissione poi ha giudicato.
Ora, se la Giunta ha fatto la scelta politica di mantenere integralmente la facciata, c'è da osservare che questo era anche il contenuto del piano di recupero affidato al progettista; ma, in presenza di una norma di questo tipo, vorrei sapere qual è la ragione per la quale non si è scelto il primo classificato. A nostro avviso, si è compiuta una grandissima illegittimità, che lascia giustamente spazio alle voci, fondatissime, che le scelte non sono fatte in funzione della qualità del progettista, ma per qualche appartenenza politica.
PRESIDENTE:Torniamo ora al punto 15 all'ordine del giorno, che riguarda l'interpellanza del Consigliere Gremmo.
