Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 697 del 25 settembre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 697/IX - INIZIATIVE DELLA GIUNTA REGIONALE PER FAVORIRE LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI INCONTRATI DAI COMUNI NEL CAMPO DELLE ASSUNZIONI DI PERSONALE ADDETTO A SERVIZI SOCIALI. (Interrogazione)

PRESIDENTE:Do lettura dell'interrogazione presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco, ed iscritta al punto 10 dell'ordine del giorno.

INTERROGAZIONE

Come è noto recenti disposizioni legislative fanno obbligo agli enti locali di assumere il personale a tempo indeterminato o determinato, per qualifiche per le quali sia richiesto un titolo di studio non superiore a quello della scuola dell'obbligo, attraverso il ricorso alle graduatorie delle sezioni circoscrizionali per l'impiego.

Le stesse disposizioni prevedono però che tali procedure non si applichino ai lavoratori in possesso di particolari professionalità per le quali ulteriori disposizioni normative precisano non valere neppure i limiti previsti per la durata dell'incarico (stabilita in 60 giorni per le immediate sostituzioni).

Una interpretazione piuttosto rigida da parte della Commissione regionale di controllo ha portato alla mancata approvazione di atti dei comuni, con i quali, ad esempio, si prorogava l'incarico ad assistenti domiciliari assunte a tempo determinato, ormai da anni in servizio presso la stessa amministrazione.

Ciò ha ovviamente creato difficoltà ai comuni e soprattutto ai servizi. Poiché il lavoro di assistente domiciliare, per le sue caratteristiche di servizio alle persone, basato su un particolare rapporto di fiducia, rientra logicamente tra le mansioni per le quali si può procedere attraverso richiesta nominativa, i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista

INTERROGANO

la Giunta regionale per sapere se la stessa ha preso iniziative atte a favorire la soluzione dei problemi incontrati dai Comuni nel campo delle assunzioni di personale precario addetto ai servizi sociali e soprattutto a garantire la continuità di tali importanti servizi.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (DC):Per inquadrare la problematica occorre risalire a circa un anno fa, cioè a quando è stato espletato un bando di concorso per assistenti domiciliari nei servizi comunali per le persone anziane, che ha permesso l'immissione in un ruolo speciale regionale di 140 operatori dal 1° maggio 1989.

Nelle more delle procedure per la nomina in ruolo, la Regione aveva autorizzato i Comuni, previe intese con l'Associazione dei Sindaci e con le organizzazioni sindacali, a prorogare gli incarichi al personale in servizio fino al 30 aprile 1989. Si trattava di circa 200 unità. Le relative delibere di proroga dei Comuni venivano regolarmente vistate dalla Co.Re.Co.

L'ammissione in ruolo delle 140 unità, come già detto, dal 1° maggio 1989 non ha comunque permesso a tutti i Comuni di soddisfare l'esigenza di personale, per cui la Giunta regionale, con propria deliberazione in data 5 maggio 1989, autorizzava i Comuni a procedere ad assunzioni precarie, mediante utilizzo degli idonei nelle graduatorie del concorso regionale. Questa risoluzione era stata presa dopo l'incontro avvenuto tra l'Assessorato, le organizzazioni sindacali, l'Associazione dei Sindaci e la Co.Re.Co.

Da quel momento la Co.Re.Co. ha iniziato ad annullare le deliberazioni dei Comuni, con la motivazione che il reclutamento del personale doveva avvenire sulla base delle leggi 20 maggio 1988 n. 160 e 26 settembre 1987 n. 56, cioè attraverso le circoscrizioni territoriali di Collocamento.

In proposito si sono avuti incontri con l'Ufficio di Collocamento di Aosta, il quale però, contrariamente alle tesi della Co.Re.Co., sosteneva sostanzialmente che l'assistente domiciliare poteva essere equiparato ad una figura di alta specializzazione e, pertanto, svincolata dalle procedure di assunzione previste dalle leggi statali sopra menzionate.

Dopo un ulteriore incontro tra le parti, verso la fine del mese di luglio, la Co.Re.Co. rettificava la propria impostazione, ammettendo l'assunzione di personale precario, ma per non più di 60 giorni. Tale novità non risolveva i problemi dei Comuni e la continua rotazione di personale nei servizi per anziani non assicurava la continuità e l'efficienza dei servizi stessi.

L'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale prendeva posizione sulla tesi della Co.Re.Co., sostenendo che essa incorreva fondamentalmente in due errori interpretativi di fondo e cioè:

1°) la previsione della legge regionale, secondo cui al personale interessato è applicato lo stato giuridico ed il trattamento economico previsto per il personale dipendente degli enti locali, non significa che ad esso debbano anche applicarsi le disposizioni statali in materia di assunzioni:

2°) le norme statali invocate ed applicate dalla Co.Re.Co. riguardano la finanza locale nell'obiettivo di ridurre la spesa, mentre nel caso in questione i Comuni valdostani non hanno a proprio carico nessun onere, perché il servizio per gli anziani è totalmente a carico della Regione. La questione quindi del contenimento della spesa degli enti locali veniva a cadere, perché le spese sono sostenute dalla Regione, che versa i contributi direttamente ai Comuni.

A parte poi il fatto che l'articolo 26 della legge 11 marzo 1988 n. 67 e l'articolo 7, comma 6°, della legge 29 dicembre 1988 n. 554 danno la possibilità agli enti locali, in deroga alle disposizioni restrittive generali, di assumere personale per la durata di anni 2, per servizi di assistenza agli anziani ed ai portatori di handicap.

La vicenda si è poi sbloccata verso la fine di agosto, allorquando, dopo un ennesimo incontro con l'Associazione dei Sindaci, la Co.Re.Co. ha ammesso che i Comuni, per l'assunzione di assistenti domiciliari precari, potessero ricorrere alla graduatoria degli idonei del concorso regionale oppure alle graduatorie dell'ente interessato (Comune o consorzio).

Quanto sopra è detto in considerazione del fatto che, come è stato sempre sostenuto dall'Ufficio del Lavoro, le lavoratrici interessate sono ad alta specializzazione e quindi escluse dalle nuove norme del Collocamento. Il problema è quindi stato risolto, ma solo 25 giorni fa.

Tuttavia, anche se c'è stata questa soluzione, l'Assessorato ha predisposto una bozza di disegno di legge per la completa revisione delle norme regionali per il personale addetto ai servizi in favore delle persone anziane ed inabili, di cui alla legge regionale 15 dicembre 1981 n. 93, per evitare che in futuro si abbiano a ripetere dei conflitti di questo genere, creando dei problemi alla gestione delle micro-comunità.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Mi pare che l'esposizione dell'Assessore Lanièce abbia confermato che in questo caso ci si trovava di fronte ad una interpretazione rigida della norma da parte della Co.Re.Co., che non corrispondeva all'interesse dell'Amministrazione e del servizio.

E' ovvio che un servizio come quello dell'assistenza domiciliare, che coinvolge un rapporto di fiducia tra l'utente ed il personale, non può essere trattato alla stregua di altri servizi comunali. D'altronde, una circolare del Ministero della Funzione pubblica, inviata dall'ANCI a tutti i Comuni, precisava queste deroghe e chiariva appunto che i limiti erano posti soltanto per natura di bilancio e che per particolari professionalità si poteva ricorrere alle graduatorie dei Comuni senza rispettare le disposizioni valide per il restante personale.

L'Assessore Lanièce dice che il problema è risolto; ne prendiamo atto ed in questo senso ci dichiariamo soddisfatti della sua risposta.

PRESIDENTE:Per un guasto all'impianto di erogazione, non è possibile illuminare le tribune: ce ne scusiamo con il pubblico e ci auguriamo di poter ripristinare quanto prima il corretto funzionamento dell'impianto di illuminazione.