Oggetto del Consiglio n. 686 del 6 luglio 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 686/IX - DISEGNO DI LEGGE: "PIANO DI POLITICA DEL LAVORO PER IL TRIENNIO 1989/1991".
PRESIDENTE:Ricordo che il disegno di legge n. 96, indicato in oggetto, è stato iscritto in via d'urgenza all'ordine del giorno dell'adunanza con provvedimento n. 657/IX in data 5 luglio 1989.
Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.
LANIVI (ADP):Credo che la presentazione del piano triennale di politica del lavoro assuma un significato particolare non solo perché è il naturale proseguimento di iniziative già elaborate ed adottate dall'Amministrazione regionale, ma perché ne determina in qualche modo un salto di qualità per i motivi che seguono.
Primo motivo. La presentazione di questo documento è coerente con gli impegni fissati dalla legge regionale n. 13, sulla riorganizzazione degli interventi regionali di promozione dell'occupazione, la cui approvazione ha rappresentato una vittoria dell'autonomia regionale, perché con essa sono state riconosciute alla Regione delle possibilità di azione e delle particolari competenze che negli anni precedenti erano state messe in discussione. In effetti, nell'ambito della più ampia legge nazionale n. 56 di riorganizzazione del lavoro, è stata riconosciuta alla Valle d'Aosta la possibilità di istituire una propria Agenzia regionale del lavoro, non più intesa come una semplice emanazione dell'autorità centrale.
Ciò è importante, perché non solo consente all'Amministrazione regionale di avere una propria struttura, ma anche di poter intervenire in modo più razionale e più adatto alle esigenze della Valle, anche se meno rispondente alle realtà diverse dalla nostra.
Nel rispetto dell'articolo 3 della legge n. 13 ci si è attenuti alla seguente procedura: dopo che la Giunta ne aveva deliberato gli indirizzi generali, affidandone poi l'elaborazione all'Agenzia del lavoro, il piano è stato dapprima esaminato dalla Commissione regionale per l'impiego, quindi è stato esaminato ed approvato dalle organizzazioni sindacali che ne hanno avuto la possibilità ed in seguito è pervenuto in Consiglio per l'approvazione. Confermo fin d'ora che il Governo regionale accetta gli emendamenti proposti dalla 3a Commissione.
Questo documento si divide in tre parti, la prima delle quali fa riferimento all'evoluzione, che è avvenuta, in materia di politica del lavoro, in una realtà più ampia della nostra e potrei dire anche più ampia di quella nazionale. L’osservazione è importante, perché le problematiche relative al lavoro si presentano in termini diversi nelle varie aree geografiche. Non a caso infatti le problematiche affrontate nella prima parte del documento si riferiscono ad aree sviluppate, in cui gli aspetti qualitativi sembrano prevalere rispetto a quelli più strettamente quantitativi.
Procedendo molto rapidamente posso dire che la seconda parte esamina più da vicino la situazione del mercato del lavoro nella nostra Regione, della quale (questo è un salto in avanti, qualitativamente superiore rispetto ai precedenti modi di intervento) vengono meglio precisati gli utenti e le aree di intervento.
Senza voler ulteriormente tediare il Consiglio regionale con questa presentazione, dico solo, ad esempio, che la realtà giovanile non è stata considerata tout court, nel suo complesso, come area critica sotto il profilo occupazionale, ma è stato posto l'accento soprattutto sui giovani con bassa scolarità, ed è nei loro confronti, quindi, che sono particolarmente mirati gli interventi regionali.
Lo stesso dicasi per le cosiddette fasce deboli (i cassintegrati a zero ore, i disoccupati speciali, i disoccupati da lunga data, i licenziati per riduzione o cessazione di attività...), il cui semplice elenco, se non viene meglio precisato, rischia di creare delle sfasature nella visione della realtà. Ad esempio, la situazione di un cassintegrato relativamente giovane ed in possesso di una certa professionalità è ben diversa da quella di un cassintegrato di oltre 45 anni di età e con bassa qualificazione. Ognuno di questi segmenti, quindi, è stato preso in esame per intervenire con degli strumenti più mirati.
Un discorso analogo potrebbe essere fatto per l'occupazione femminile: non tutta questa realtà è da considerare fascia critica sotto il profilo occupazionale, ma è certamente fascia critica quella che concerne la donna di una certa età che sceglie di entrare nel mercato del lavoro. Anche in questo caso, ad esempio, un ulteriore handicap può essere rappresentato dalla bassa professionalità. Occorre tuttavia precisare che ancora per molti anni la pressione del mondo femminile sul mercato del lavoro sarà piuttosto considerevole. E' proprio in queste realtà ed in questi segmenti del mondo del lavoro che saranno concentrati gli interventi regionali.
La terza parte individua invece l'aspetto più propriamente programmatico e riguarda una serie di interventi che l'Amministrazione regionale intende attuare tramite l'Agenzia regionale del lavoro. Premesso che il metodo individuato è quello della programmazione a scorrimento, intesa come previsione triennale, da verificare però in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione per il 1991, cioè dopo un anno dall'avvio di questa prima esperienza, per apportarvi eventuali modificazioni o correggerne l'indirizzo e per tener conto di una realtà in rapida trasformazione - così eviteremo di ritrovarci qui in Consiglio fra tre anni per parlare ancora di questo documento - ricordo in maniera sintetica gli interventi previsti nei vari capitoli.
Il primo concerne l'informazione e l'orientamento professionale. Con questi termini non si vuole intendere un'attività dell'Agenzia del lavoro in concorrenza con quella di altri enti istituzionalmente addetti a tale mansione, ma un'attività che, in accordo ed in collegamento con tali enti, fornisca le informazioni che possono meglio guidare non solo la domanda, ma anche l'offerta di lavoro. Ne discende ovviamente una ricaduta sul tema dell'orientamento professionale.
Il secondo capitolo importante riguarda la formazione, in cui la Regione ha competenza primaria. Anche in questo caso l'attività dell'Agenzia non dovrà coprire tutta l'area, ma dovrà intervenire solo in quei particolari segmenti che sono stati trascurati dall'attività programmatica regionale nel settore della formazione. Sono stati poi meglio precisati gli incentivi previsti per l'assunzione di appartenenti alle categorie deboli già elencate.
Sono stati anche definiti e completati gli interventi per sostenere e diffondere l'avvio di nuove forme di imprenditorialità, sia singole, sia associate; sono state riprese delle proposte di intervento a favore degli enti locali per la realizzazione di lavori socialmente utili. In questo documento sono stati infine chiaramente specificati gli interventi di ricerca e verificata la loro efficacia, positiva o negativa. Si fornisce inoltre una prima indicazione su ricerche ed esplorazioni effettuate in specifici segmenti del mercato del lavoro.
Prescindendo da questo documento, mi pare che la legge in sé e per sé si riduca ad un solo articolo e che la sua parte finanziaria preveda un impegno di circa 6,4 miliardi nel triennio 1989/ 1991. Occorre tener presente che la legge n. 13 prevede l'abrogazione delle due leggi precedenti dal 1° settembre, per cui è di estrema necessità che sia approvata oggi, in modo che possa entrare in vigore per quella data.
Ho già detto che gli emendamenti proposti saranno accolti: alcuni concernono errori di battitura, come ad esempio "visure" per "misure" o la citazione di una data per un'altra (11 agosto 1987 al posto di 11 agosto 1981); un altro concerne un'integrazione salariale già adottata, che viene ricompresa in questo testo; mentre un terzo emendamento esclude dai benefici previsti in certi punti del documento quei lavoratori che già beneficiano delle provvidenze in favore della siderurgia pubblica, per evitare la possibilità di cumulo.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Ribadisco ancora una volta il disagio di dover discutere di cose importanti, che devono passare per ragioni di tempo in questa seduta del Consiglio senza che ci sia stato possibile approfondirle nel modo dovuto.
Il piano di politica del lavoro per il triennio 1989/1991 avrebbe sicuramente meritato una discussione approfondita, perché pone dei problemi interessanti già nell'analisi della situazione nazionale, ma pone problemi altrettanto importanti quando analizza la situazione regionale; introduce, infine, alcune modifiche nella parte dispositiva.
Per ciò che riguarda la parte regionale mi è sembrata interessante la considerazione sull'andamento demografico della popolazione, che negli anni futuri potrà forse aiutarci a risolvere alcuni problemi inerenti alla creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani, ma che sicuramente porrà la nostra Regione di fronte alla necessità di trattare in modo nuovo i fattori relativi ai processi immigratori, probabilmente non solo di carattere nazionale, ma internazionale ed extraeuropeo.
Il piano, a mio avviso, ha altri due aspetti che è opportuno sottolineare anche in una breve discussione: uno è il riferimento al piano di sviluppo regionale. In questa Regione, purtroppo, non abbiamo più discusso, ormai da numerosi anni, di un piano di sviluppo; mi pare che l'ultimo sia stato discusso in qualche altra legislatura. Nel frattempo però le cose si sono modificate e non abbiamo più fatto un ripensamento globale sugli indirizzi da seguire per lo sviluppo di questa Regione.
Sempre nella parte generale relativa alla nostra Regione si insiste molto sulla considerazione che i problemi esistenti hanno un carattere più qualitativo che non quantitativo, anche in tema di politiche del lavoro. Ma allora, proprio perché si tratta di problemi di questa natura, sarebbe necessario conoscerli meglio anche per discriminarne meglio i diversi aspetti. Ecco quindi che, a mio giudizio, da questo documento vengono ribadite le funzioni dell'Osservatorio del mercato del lavoro; vengono ribadite, perché non è possibile che i dati relativi all'occupazione ed al la disoccupazione della popolazione attiva siano ancora quelli forniti trimestralmente dall'ISTAT, che hanno un'approssimazione al migliaio di unità, per una popolazione attiva che si aggira intorno alle 50.000 unità.
Credo che un maggiore adeguamento alla realtà esaminata sia riscontrabile negli aspetti più propriamente amministrativi, vale a dire: si è constatato che la pressione sul mercato del lavoro è effettuata soprattutto dalle donne e che i problemi più grossi sono quelli dei disoccupati di lunga durata o appartenenti a categorie particolarmente svantaggiate. Si è quindi suddiviso il mondo del lavoro, per ciò che concerne l'intervento dell'Agenzia del lavoro, in due grandi fasce, uomini e donne, e sono stati studiati interventi soprattutto per le fasce più deboli, quindi più interessate da una disoccupazione di lunga durata.
Gli aspetti innovativi che vorrei rimarcare sono due. Innanzitutto si sono adeguati i provvedimenti che già esistevano, ma le novità riguardano soprattutto alcuni aspetti di carattere sociale, come ad esempio l’estensione delle provvidenze agli ex tossicodipendenti, ex detenuti o detenuti che possono esercitare un'attività lavorativa, e questo può essere indice di un certo interesse sociale; l'altro aspetto concerne l'occupazione precaria nel settore del turismo, perché mi pare che questa parte vada tenuta sotto attento esame. Il provvedimento prende in considerazione la possibilità di un contributo regionale, per le imprese che assumano per almeno 20 ore settimanali o per almeno 6 mesi all'anno con contratto di tipo indeterminato, che sarà variabile secondo la durata del periodo di disoccupazione del soggetto interessato.
Diciamo che questa parte è importante perché ci consente di vedere se, con interventi di questo tipo, si riesce a dare a questo settore di occupazione temporanea e precaria una qualche stabilizzazione. Si tratterà di vedere se questi interventi provocheranno qualche effettivo miglioramento rispetto ai parametri conosciuti, oppure se dovranno essere introdotte ulteriori innovazioni.
Ripeto che il nostro Gruppo dà un giudizio complessivo positivo su questo lavoro; lamenta forse che non sia stato possibile avere un confronto approfondito, magari anche sulla parte introduttiva e non soltanto su quella normativa. Ci auguriamo tuttavia che i tempi di presentazione alle Commissioni e le modalità di presentazione al Consiglio del prossimo piano siano meno frenetici di quelli odierni.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi: ne ha facoltà.
LANIVI (ADP):Ringrazio doverosamente il Consigliere Mafrica, non fosse altro perché è stato l'unico ad intervenire; probabilmente ciò significa che gli altri sono d'accordo.
Egli lamenta che i tempi sono stati un po' compressi. C'è da tenere conto comunque, ma non a scopo di giustificazione, che questa legge è in vigore dal 1° marzo 1989 e basterebbe osservare l'insieme dei compiti cui si è dovuto far fronte per rendersi conto che non c'è stata alcuna volontà di comprimere i tempi. Le procedure da seguire, infatti, erano tali da impedire a questo documento di giungere in Consiglio prima dell'ultimo momento, dell'ultima adunanza antecedente le ferie estive; l'anno prossimo avremo sicuramente più tempo, ma disporremo anche di una valida documentazione a testimonianza di quanto sarà stato fatto e dei risultati che saranno stati raggiunti.
PRESIDENTE:Passiamo ora all'esame dell'articolato.
Do lettura dell'articolo 1.
Art. 1
1. E' approvato il piano di politica del lavoro per il triennio 1989/1991, di cui all'articolo 3 della legge regionale 17 febbraio 1989, n. 13, recante riorganizzazione degli interventi regionali di promozione all’occupazione, allegato alla presente legge.
2. E' approvata la relativa spesa complessiva di £. 6.400.000.000 per il triennio 1989/1991 come è finanziata dall'articolo 18 della legge regionale 17 febbraio 1989, n. 13.
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 1 testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 24
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE:Do lettura del documento allegato.
ALLEGATO:
Piano di politica del lavoro
Triennio 1989 - 1991
(...omissis...)
PRESIDENTE:Do lettura di un emendamento alla parte seconda dell'allegato, presentato dalla 3a Commissione consiliare permanente.
EMENDAMENTO
PARTE SECONDA: IL MERCATO DEL LAVORO NELLA REGIONE VALLE D'AOSTA
pag. 47: 1° capoverso 3° rigo al posto di: "...visure..." "...misure..."
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 24
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE:Do lettura di un emendamento alla pagina 58 della parte terza dell'Allegato, presentato dalla 3a Commissione consiliare permanente.
EMENDAMENTO
PARTE TERZA: PROPOSTA DI PIANO TRIENNALE DI POLITICA DEL LAVORO
pag. 58: al punto 5 dopo il terzo capoverso è inserito il seguente capoverso:
"Ai lavoratori in cassa integrazione guadagni o in disoccupazione speciale è concessa un’integrazione salariale nella misura prevista dall'art. 1/bis della legge 24 luglio 1981, n. 390 e dalla legge 27 febbraio 1984, n. 18".
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 24
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE:Do lettura di un emendamento alla pagina 60 della parte terza dell'allegato, presentato dalla 3a Commissione consiliare permanente.
EMENDAMENTO
pag. 60: dopo il punto 4.1.2. è inserito il seguente punto:
"4.1.3. sono esclusi dai benefici di cui ai punti 4.1.1. e 4.1.2. i lavoratori che usufruiscono delle analoghe provvidenze previste dal Decreto legge 1 aprile 1989, n. 120, convertito in legge 15 maggio 1989, n. 181".
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 24
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE:Do lettura di un ulteriore emendamento alla pagina 60 dell'allegato, presentato dalla 3a Commissione consiliare permanente.
EMENDAMENTO
pag. 60: Al punto 4.2.1. lettera a) il riferimento normativo:
"legge regionale 11 agosto 1987, n. 54..." viene corretto in: "legge regionale 11 agosto 1981, n. 54...".
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 24
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE:Do lettura dell'allegato emendato.
ALLEGATO:
Piano di politica del lavoro Triennio 1989 - 1991
(...omissis...)
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo emendato testé letto.
in votazione l'allegato
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 25
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE:Il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi sul complesso della legge.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 25
Il Consiglio approva all'unanimità
