Oggetto del Consiglio n. 594 del 7 giugno 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 594/IX - INDAGINE CONOSCITIVA SUI PROBLEMI POSTI ALLE REGIONI ALPINE DAL CRESCENTE TRAFFICO-MERCI SU STRADA.
PRESIDENTE:Do lettura della mozione in oggetto, presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 35 dell'ordine del giorno.
MOZIONE
Il trasporto di merci su strada attraverso le Alpi è aumentato, negli ultimi due decenni, in modo considerevole, assumendo dimensioni tali da minacciare pesantemente l'equilibrio ecologico delle Regioni alpine e le condizioni di vita delle popolazioni interessate.
L'intenso transito dei TIR è fonte di pericolo e di inquinamento e comporta un enorme consumo energetico. Attualmente la situazione più pesante si verifica nella Valle dell'Inn-Brennero e in Savoia-Valle d'Aosta, mentre la Svizzera, grazie alla sua politica tradizionalmente più restrittiva in materia di traffico pesante, sopporta un transito-merci sensibilmente inferiore.
Nei confronti di questo fenomeno, grave ed in costante espansione, occorre coordinare le scelte politiche fra le Regioni più direttamente interessate e, quanto meno, conoscere esattamente le normative attualmente in vigore nelle varie vallate alpine e le scelte che stanno maturando.
Tutto ciò premesso, il Consiglio regionale
DELIBERA
1) di affidare alla prima Commissione consiliare permanente il compito di svolgere una indagine conoscitiva sui problemi posti alle Regioni alpine dal crescente traffico-merci su strada e sul modo in cui (in particolare nel Tirolo, nel Sud Tirolo e nei cantoni svizzeri) si sta fronteggiando tale emergenza;
2) di impegnare la prima Commissione a riferire al Consiglio sui risultati dell'indagine entro sei mesi.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (NS):A tutti è noto che il trasporto di merci su strada attraverso le Alpi è notevolmente aumentato negli ultimi due decenni ed ha creato dei problemi di equilibrio ecologico che stanno incidendo pesantemente in una serie di regioni e zone di frontiera dell'arco alpino.
Sappiamo tutti che l'intenso transito di TIR è fonte costante di pericolo e di inquinamento, oltre che di enorme consumo energetico, perché si tratta di mezzi che hanno un elevato costo in termini energetici.
Attualmente la situazione più pesante si verifica nella Valle dell'Inn-Brennero ed in Savoia-Valle d'Aosta; mentre la Svizzera, grazie ad alcune scelte fatte negli anni scorsi, si trova sicuramente in una situazione migliore.
Certamente abbiamo letto sui giornali dei giorni scorsi le notizie provenienti dal Tirolo austriaco: quella regione ha assunto, praticamente all'unanimità, un provvedimento drastico per ridurre il transito dei TIR, decidendo sostanzialmente che, a partire dal 1° dicembre 1989, non sarà più consentito il transito nelle ore notturne a tutti i camion con più di 7,5 tonnellate di peso lordo.
Tale provvedimento, che deve ancora essere approvato dal Governo federale, ha però già un pronunciamento sostanzialmente favorevole del Ministro dei trasporti austriaco, che ha annunciato ufficialmente che, dal prossimo 1° dicembre, lungo le autostrade che collegano la Germania all'Italia, raggiungendo il Brennero e Tarvisio, il traffico dei TIR sarà vietato dalle ore 22,00 di sera alle 05,00 del mattino.
Si tratta di un ennesimo provvedimento che il Governo e le regioni austriache stanno assumendo per tentare di ridurre l'attraversamento dell'Austria da parte dei TIR. E' da anni che è in atto un programma che mira al trasferimento di quote progressive di trasporto di merci dalla strada su ferrovia, caricando interi TIR su dei carri ferroviari ultra-bassi e trasportandoli dalla Germania fino al nodo ferroviario di Verona. Il Governo austriaco quindi sta cercando di mettere in atto una politica per disincentivare il traffico su gomma, fonte di grave inquinamento, di grave pericolo e di pesanti costi, al fine invece di far trasportare sempre più merci su ferrovia. In quest'ottica si pone anche il progetto di una nuova galleria ferroviaria di base sotto il Brennero, che evidentemente potrebbe risolvere diversi problemi.
In Svizzera, com'è noto, ci sono da tempo dei provvedimenti estremamente restrittivi, perché in quello Stato non possono circolare camion che superano le 28 tonnellate e nessun camion può viaggiare di notte; inoltre vi è una tassa sui mezzi pesanti, che comporta un onere notevole e che contribuisce efficacemente a disincentivare il transito dei TIR. La qual cosa del resto noi possiamo verificare con i nostri occhi, perché il transito di TIR attraverso il tunnel del G.S. Bernardo è notevolmente ridotto rispetto a quello proveniente dal traforo del Monte Bianco. Infatti, mentre viene invocata a gran voce l'autostrada del Monte Bianco, per ora nessuno ha pensato di fare anche un'autostrada fino al tunnel del G.S. Bernardo. Evidentemente il problema dei TIR si pone in modo diverso ai confini con la Svizzera, rispetto al modo in cui si pone ai confini con la Francia.
Io credo che, di fronte agli atteggiamenti assunti nel Tirolo austriaco, di fronte all'esame che nel Sud Tirolo si sta facendo del problema (è noto che la Sudtiroler Volkspartei si è già dichiarata pienamente d'accordo con il provvedimento assunto nel Tirolo austriaco e favorevole ad un analogo provvedimento in territorio italiano del divieto di transito dei TIR nelle ore notturne), di fronte all'atteggiamento della Svizzera e di fronte a massiccio e negativo transito di TIR in Savoia, le regioni alpine più interessate (e la Valle d'Aosta è sicuramente una delle più interessate e più toccate
da questo transito) debbano studiare una strategia comune e, quanto meno, avere una informazione reciproca approfondita di quello che si vuole fare.
Lo scopo di questa mozione, quindi, è semplicemente quello di fare una piccola ricerca, affidata alla la Commissione, che poi riferisca entro 6 mesi al Consiglio, per verificare esattamente quello che sta succedendo nel Tirolo, nel Sud Tirolo, nelle regioni svizzere ed in Savoia, per vedere se ci sono dei suggerimenti e delle indicazioni che noi possiamo recepire e che comunque le regioni alpine, tutte insieme, possano far presenti.
Io credo che la questione del transito dei TIR sia uno dei problemi più gravi di fronte ai quali noi ci troviamo: le regioni alpine non potranno conservare le loro caratteristiche, se non sapranno affrontare e risolvere correttamente questo problema, che ha dei costi spaventosi.
Nel Tirolo austriaco si assumono questi provvedimenti, perché si ritiene insopportabile l'attuale transito di TIR, badate, su autostrada e non su strada statale, di 4.000 TIR al giorno. Noi, in Valle d'Aosta, abbiamo un transito medio ci circa 2.000 TIR al giorno, infatti nel 1989 abbiamo avuto un transito medio di 1.900 TIR al giorno, quindi ci stiamo rapidamente avvicinando alle medie che, non in Svizzera, ma in Austria sono state ritenute insostenibili.
E' chiaro che se il progetto autostradale andrà avanti, non farà che attirare nuovo traffico. Del resto, tutte le previsioni relative al rapporto tra costi e benefici dell'autostrada ipotizzano un aumento esponenziale del traffico di TIR, ma questo traffico di automezzi sarà una cosa estremamente negativa per la Valle d'Aosta, che non possiamo pensare di risolvere facendo l'autostrada, la quale, anzi, ci porrà nuovi problemi in termini di aumento di transito, di inquinamento e di distruzione. Tale problema, quindi, ce lo dobbiamo porre fin d'ora.
Ci sono, evidentemente, delle alternative e delle soluzioni, che non sono facili e che vanno studiate. C'è sicuramente il grosso problema del rilancio e del potenziamento del trasporto su ferrovia, ma c'è anche un discorso più di fondo, che è quello di puntare a delle economie che siano più su base regionale, di indirizzare le strutture economiche in modo che si basino più su uno sviluppo endogeno o autocentrato, chiamiamolo pure come vogliamo, ma che sia comunque basato sullo sviluppo di determinate potenzialità regionali. Se noi non ci poniamo nella prospettiva di risparmiare del traffico, ci troveremo di fronte a delle situazioni insostenibili, che in parte già si stanno verificando e questo al di là del tema più generale del costo energetico di tutto questo sistema.
Credo quindi che la Regione Valle d'Aosta debba studiare questo problema, debba andare a fondo della questione, senza chiudere gli occhi e senza nascondersi di fronte ad una realtà che ci provoca dei problemi. Noi dobbiamo andare a vedere che cosa sta succedendo altrove e quali sono le contromisure che si stanno predisponendo; dobbiamo vedere in che situazione ci troviamo noi, come possiamo collaborare con gli altri e come si può studiare una strategia comune tra le regioni alpine.
Chiedo quindi al Consiglio di approvare la mozione, di attuare questa indagine conoscitiva e di assumere le opportune informazioni, in modo che fra alcuni mesi il Consiglio, sulla base delle informazioni ufficiali e dei dati verificati non solo dal Consigliere di Nuova Sinistra, ma da un'intera Commissione consiliare, possa discutere su quello che sta succedendo e sui provvedimenti che noi potremo assumere.
Si dà atto che alle ore 18,10 assume la Presidenza il Vicepresidente Dolchi.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):Je voudrais dire que au-delà des solutions à choisir (le chemin de fer ou la route), la motion avait l'intention d'engager la première Commission pour faire une enquête. Je dois dire que, à ce propos, les trois Commissions pour l'examen des problèmes concernant la circulation à n'importe quel niveau, qui existent déjà à l'intérieur des trois organismes qui groupent les régions de l'arc alpin (CO.TR.A.O., ARGHE-ALPE et ALPE ADRIA), ont déjà pris des contacts sur ce point. Il y a eu au Canton Ticino une rencontre avec les Présidents de ces associations et dans cette rencontre on a analysé les résultats de l'enquête faite sur les problèmes de la circulation routière et par rail.
Par conséquent, pour l'instant je demanderais, au-delà de l'engagement de la première Commission, de mettre à disposition des Conseillers qui voudront voir le matériel toutes les nouvelles que nous, en tant que Commission compétente, sommes en train de recueillir.
Par la suite, s'il y aura encore des requêtes ou des éclaircissements à faire, on est disponible, mais pour l'instant, je crois qu'il est inutile de confier à la première Commission cette enquête, qui est en train d'être faite aussi par les associations qui groupent les régions d'un côté et de l'autre des Alpes. Justement, pour ce qui est de l'Autriche, il y a un lien avec les régions italiennes orientales et pour ce qui concerne la Suisse il y a un lien avec la Lombardie, etc.
Si le Conseiller est d'accord, je proposerais de donner au Conseil tout le matériel et, si ensuite est encore utile, on pourra donner des éclaircissements. Je crois qu'il serait inutile de faire un double travail, étant donné qu'il y a les moyens pour recueillir ce matériel.
PRESIDENT:Le Conseiller Riccarand a demandé la parole; il en a la faculté.
RICCARAND (NS):Io sono perplesso di fronte alla proposta del Presidente della Giunta, perché evidentemente queste commissioni ...
(...Interruzione del Presidente della Giunta...)
... Va bene, comunque, se già esiste uno studio o una documentazione, chiedo che in tempi piuttosto rapidi tale documentazione venga messa a disposizione della la Commissione; così, se i vari elementi saranno ritenuti sufficienti, si potrà arrivare ad una discussione in Consiglio, altrimenti si potrà decidere di ampliare l'indagine e di approfondirla.
Io credo comunque che si tratti di un problema urgente e quindi ritiro la mozione, in attesa di esaminare la documentazione alla quale ha fatto cenno il Presidente della Giunta, riservandomi però di ripresentarla qualora la documentazione fosse ritenuta insufficiente e se dovesse emergere la necessità di un ulteriore approfondimento rispetto alla situazione che attualmente esiste nelle regioni alpine su un problema che, ripeto, a mio avviso è di estrema importanza e sul quale si dovrà arrivare quanto prima ad una precise presa di posizione da parte della Regione Valle d'Aosta.
PRESIDENTE:Come è già stato detto dal Consigliere Riccarand, la mozione in oggetto è da considerarsi ritirata.
Il Consiglio prende atto
