Oggetto del Consiglio n. 57 del 13 febbraio 1975 - Verbale
OGGETTO N. 57/75 - RATIFICA DI DELIBERAZIONI ADOTTATE DALLA GIUNTA REGIONALE IN VIA D'URGENZA.
Oggetto n. 6357 in data 31 dicembre 1974: Istituzione di una mensa ad uso studenti dell'Istituto Professionale e della Scuola Media di St. Vincent. Approvazione e finanziamento di spesa.
Oggetto n. 6358 in data 31 dicembre 1974: Istituzione di una mensa ad uso degli studenti dell'Istituto Professionale Regionale e della Scuola Media di Pont Saint Martin. Approvazione e finanziamento di spesa.
Oggetto n. 6359 in data 31 dicembre 1974: Istituzione di una mensa ad uso degli studenti dell'Istituto Professionale e della Scuola Media di Verrès. Approvazione e finanziamento di spesa.
Oggetto n. 6442 in data 31 dicembre 1974: Concessione e liquidazione di un contributo di Lire 15.000.000 al Comitato Valdostano FISI-ASIVA per l'organizzazione dei campionati assoluti di sci 1975. Prove alpine. Approvazione e finanziamento di spesa.
Oggetto n. 6443 in data 31 dicembre 1974: Ulteriore stanziamento di fondi per la costruzione della piscina coperta di Aosta, impianto riconosciuto di interesse regionale ai sensi dell'articolo 7 della legge regionale 28.8.1971, n. 14. Approvazione ed impegno di spesa.
---
Oggetto n. 6357 in data 31 dicembre 1974:
Caveri (U.V.) - Osservazioni? Nessuna?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità.
Oggetto n. 6358 in data 31 dicembre 1974:
Caveri (U.V.) - Osservazioni?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 26
Il Consiglio approva all'unanimità.
Oggetto n. 6359 in data 31 dicembre 1974:
Caveri (U.V.) - Qualcuno chiede la parola? La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Nella legge c'è scritto che le spese saranno liquidate mensilmente ai gestori di queste mense che presentano regolare fattura. Ora, mi risulta che dei gestori di mense avanzano addirittura cifre di 20 milioni dalla Regione e non so come questa gente possa andare avanti così, poiché è da mesi e mesi che non ricevono più degli acconti sulle spese, quindi non sono in grado di pagare né fornitori, né niente, insomma. Uno di questi, che io conosco, dice che ha 20 milioni da ritirare dalla Regione e che, andando avanti così, non sa più come fare a sostenere queste spese.
La preghiera che faccio quindi io è quella di attenersi a quanto recita qui l'articolo 5, cioè che le spese devono essere liquidate entro un mese.
Caveri (U.V.) - L'argomento è di competenza mista dell'Assessore alla Pubblica Istruzione e dell'Assessore alle Finanze. La parola alla Signorina Viglino.
Viglino M. Ida (R.V.) - Quanto ha detto il Consigliere Tonino risponde a verità, non soltanto per la convenzione di Pont Saint Martin, ma anche per le altre che sono state firmate.
Ora io posso solo obiettare una cosa: che il ritardo è dovuto all'enorme confusione che ho trovato andando a finire in quell'Assessorato, e il notevolissimo ritardo dovuto a motivi tecnici e altri ha reso impossibile mantenere questo ritmo di pagamento.
Della questione mi sono comunque interessata. Un notevole contributo sarà tra poco versato a queste mense. Io spero per l'avvenire di mantenere un ritmo di pagamento più consone alla serietà dell'Assessorato, perché è inutile dire che in questo periodo di tempo - che è poi abbastanza breve, cioè soltanto di un mese e mezzo - abbiamo dovuto liquidare delle fatture e dei pagamenti risalenti al 1972-1973 e, naturalmente, all'anno scorso.
Ne approfitto per dire che mi rammarico di non aver trovato impegni di spesa per un ammontare di fattura che si eleva a circa 16 milioni e di cui vorrei parlare un giorno a questo Consiglio.
Caveri (U.V.) - Altri interventi? L'osservazione del Consigliere Tonino si riferisce alla regolarità dei pagamenti in relazione a questa mensa, ma mi pare che non ci sia stata nessuna osservazione sul merito della delibera in sé stessa. Metto pertanto in votazione l'approvazione di questa delibera. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità.
Oggetto n. 6442 in data 31 dicembre 1974:
Caveri (U.V.) - Qui ha chiesto la parola il Consigliere Chincheré e io gliela accorderò senz'altro; mi riserverò di fare una osservazione e, successivamente, darò la parola al Presidente della Giunta che deve prendere un impegno al riguardo. La parola al Consigliere Chincheré.
Chincheré (P.C.I.) - La prima impressione ad una prima lettura della delibera è che all'interno di questo Consiglio le scelte di carattere sportivo restano sostanzialmente identiche. Quello che dispiace è che restino sostanzialmente identiche, cioè negative, perché rispondenti a una logica di tipo particolare che l'attuale Presidente della Giunta aveva definito a suo tempo negativa, malgrado ci siano stati degli impegni in altra direzione. È vero, questa Giunta è nata per definizione transitoria. Lascio perdere i detti in francese sull'argomento e di conseguenza le dichiarazioni dell'allora neo eletto Presidente della Giunta, dichiarazioni rapportate all'affermazione della Giunta stessa, e che furono molto poche, molto scarse, soprattutto molto scarne, ma ricordo che tra le altre cose disse: "andremo a confrontarci sui fatti e soprattutto la nostra intenzione di maggioranza è quella di applicare le leggi regionali".
Noi siamo sempre d'accordo a comportarci sui fatti e siamo sempre d'accordo all'applicazione delle leggi regionali, però questa delibera è esattamente il contrario di quell'affermazione, perché? Due discorsi: uno sullo sci competitivo e uno sullo sport in Valle d'Aosta. Lo sci è diventato per alcuni versi peggio del calcio, gli sciatori professionisti sono degli "uomini sandwich", fanno pubblicità. Oggi il problema non è più fare dello sport, battere dei records, il problema è fare pubblicità a quella o a quell'altra marca di sci e sappiamo che le industrie sborsano un numero non indifferente di milioni perché si facciano le gare. Direi che qui, invece, si verifica il contrario: per fare una gara che non sposta di un millimetro la situazione sportiva valdostana noi tiriamo fuori quindici milioni, e sarebbe interessante vedere se anche altre Regioni italiane o altri Enti di altri Stati tirano fuori soldi per fare dello sport competitivo, ma direi che non siamo d'accordo neanche su questa scelta, perché in realtà i milioni che ci sono per legge per lo sport in Valle d'Aosta non vengono spesi, ci si ostina a tenerli nel frigorifero malgrado le società sportive della Valle d'Aosta ne abbiano urgente bisogno. Per questi motivi, che corrispondono a una logica che non è la nostra e con la quale non siamo d'accordo, noi voteremo contro questa delibera e proponiamo al Consiglio quest'ordine del giorno che è stato distribuito dal nostro gruppo nella passata seduta (oggi chiaramente siamo al 13 febbraio) e che dice:
Ordine del giorno
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta riunito in data 30 gennaio 1975 per la discussione dell'oggetto n. 15 iscritto all'ordine del giorno "Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta in via d'urgenza", giunto alla deliberazione n. 6442 adottata in data 31/12.1974 concernente "Concessione e liquidazione di un contributo di L. 15.000.000 al Comitato Valdostano FISI-ASIVA per l'organizzazione dei campionati assoluti di sci 1975 - Prove alpine";
Vista la legge regionale 26 agosto 1974, n. 35 "Interventi a favore dello sport";
Ribadito che lo sport va inteso come servizio sociale;
Valutata positivamente l'attività degli enti di promozione sportiva svolta malgrado non abbiano ancora ricevuto i contributi per il 1974 previsti dalla legge regionale;
Considerato che molte società sportive non hanno ancora ricevuto i contributi del 1974;
delibera
di impegnare la Giunta a:
1) assegnare agli enti di promozione sportiva che hanno realmente svolto attività nel corso dell'anno un congruo anticipo in attesa della definizione degli organismi gestionali previsti dalla legge e di portare tempestivamente in Consiglio, fatti salvi i tempi tecnici, le opportune delibere;
2) privilegiare nell'assegnazione degli anticipi dei fondi previsti le società sportive che nel corso del 1974 non hanno ricevuto a nessun titolo fondi regionali per la loro attività;
3) prevedere per il bilancio di previsione del 1975 che tutti i fondi regionali previsti per manifestazioni sportive a qualunque titolo esse vengano svolte siano di competenza gestionale degli organismi previsti dalla legge regionale per lo sport;
4) predisporre gli opportuni atti amministrativi per la costituzione della consulta sportiva e dell'assemblea dello sport come previsto dalla legge regionale entro il 28 febbraio 1974.
Ci rendiamo conto che questa data salta perché siamo in ritardo di quindici giorni, quindi ci accontenteremmo della metà di marzo 1974 e per quella data è tecnicamente possibile.
Vorremmo un impegno preciso su questi argomenti da parte del Presidente della Giunta.
Caveri (U.V.) - Prima di dare la parola al Presidente della Giunta, volevo solo osservare che al primo comma dell'articolo 61 del Regolamento interno del Consiglio, a proposito degli ordini del giorno, si dice: "durante la discussione generale o prima del suo inizio, possono essere presentati da ciascun Consigliere ordini del giorno concernenti il contenuto delle disposizioni del disegno di legge o del provvedimento amministrativo in esame". Ora qui c'è un provvedimento amministrativo che riguarda la FISI, il dispositivo dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Chincheré riguarda invece genericamente la modifica che bisognerebbe seguire riferita a tutti gli Enti e a tutte le Società sportive. Mi sembrerebbe quindi che l'ordine del giorno sia inaccoglibile, però penso che la questione procedurale possa essere superata se vi è un impegno da parte del Presidente della Giunta di accogliere le raccomandazioni del Consigliere Chincheré. La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Mi sembra strana questa polemica, perché nelle scarne parole che avevo detto avevo anche preso l'impegno di mantenere quello della Giunta precedente e, dato che questo era già largamente impegnato, abbiamo semplicemente ratificato una decisione che anche tu avevi contribuito a prendere, almeno formalmente, se i componenti delle situazioni differenti avessero votato a favore.
Siamo d'accordo su quanto hai detto, facciamo il nostro ordine del giorno con una precisazione: che i contributi alle aziende sportive per il 1974 non potranno essere dati, a meno che non si riesca a tornare indietro nel tempo, perché quel capitolo è completamente esaurito, non ci sono residui passivi.
Chincheré (P.C.I.) - Agli Enti di promozione sportiva - a cui l'Union Valdôtaine, che allora era minoranza, aveva dato un giudizio favorevole al loro ruolo - per legge spetterebbe la somma di 30.000.000. Questi 30.000.000 non sono stati deliberati in alcun modo e sono stati recuperati per il 1975 attraverso i soliti meccanismi, perciò in realtà questi trenta milioni del 1974 ci sono per le promozioni sportive...
(voci di alcuni Consiglieri)
Andrione (U.V.) - Quando il bilancio sarà votato e approvato, perché sono stati recuperati per il 1975 e dobbiamo avere lo strumento giuridico per poterli mettere in liquidazione ...(voci)... io m'informerò meglio, può darsi che le informazioni che ho dato non siano esatte. Comunque, a parte questa precisazione, quello che è stato detto corrisponde esattamente alle nostre intenzioni: spero di arrivare per il 15 marzo ad installare la Consulta sportiva e poi procederemo secondo le indicazioni che il Consigliere Chincheré vorrà dare.
Caveri (U.V.) - Altri interventi? Procediamo alla votazione. Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Scusate se mi permetto di inoltrarmi in una polemica che vuol essere evidentemente nei limiti della cortesia.
Lei ci ha letto il primo comma dell'articolo 61 del Regolamento interno del Consiglio, e noi possiamo pensare in linea di massima che l'interpretazione su questo comma possa anche essere quella che lei ha dato leggendolo. Varrebbe però la pena, anche per evitare che in futuro sorgessero analoghe discussioni, di completarne la lettura, perché è vero che nella prima parte si parla di riferimento all'argomento, ma dice anche che di quell'argomento "ne determinino o ne modifichino il concetto" e poi ancora "o servano di norma alle Commissioni consiliari competenti", poiché dovrebbe suggerire un concetto più esteso.
Pertanto anche un ordine del giorno come quello da noi formulato può essere accettato in questo tipo di dibattito. Mi permetto di dire questo perché probabilmente arriveremo assieme, di comune accordo, a migliorare e a modificare questo nostro Regolamento interno, e comunque anche con questa sua stesura, secondo noi, permette la presentazione di ordini del giorno come quello che noi abbiamo presentato, proprio per la lettura completa del 1° comma che lo allarga leggermente, non limitandolo solamente a quell'argomento. Direi questo per il futuro: serve soprattutto per metterci d'accordo, anche per evitare che tutti i Consiglieri presentino poi degli ordini del giorno che, non essendo strettamente attinenti all'argomento, possano suscitare piccole polemiche o dibattiti di questo tipo. Noi personalmente diamo questa interpretazione, può essere sbagliata, ma colgo l'occasione per dire che sarebbe il caso di sollecitare i lavori della Commissione per la revisione del Regolamento, per precisare e puntualizzare queste cose.
Caveri (U.V.) - Sì, mi sembra che anche il Consigliere si renda conto che in realtà la frase "che ne determinino e ne modifichino il concetto o servano di norma alle Commissioni consiliari competenti" in realtà non sposta il significato e il contenuto della prima parte del 1° comma che dice che gli ordini del giorno devono essere attinenti al provvedimento amministrativo in esame, in questo caso un sussidio alla FISI. Ad ogni modo mi pare che non sia sua intenzione insistere in queste polemiche; semmai la cosa potrà essere vista in sede di revisione di Regolamento.
Bene, allora possiamo procedere alla votazione di questa delibera. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi è contrario?
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 32
Favorevoli: 25
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Oggetto n. 6443 in data 31 dicembre 1974:
Caveri (U.V.) - Osservazioni al riguardo?
Manganoni (P.C.I.) - Io qui vorrei avere dei chiarimenti.
Primo: nella delibera si parla di 200 milioni, poi di 17 milioni, poi di 30 milioni. Dato che io non dispongo di una macchina calcolatrice a casa, se mi si potesse precisare a quanto ammonterà il costo totale quando questa piscina sarà finita, per evitare che... beh, la piscina tutta d'oro di Pré St. Didier ci insegna qualcosa.
Secondo: a che punto sono i lavori, quando si prevede che siano ultimati, perché vedere che qui si continua a stanziare dei quattrini, che li mettiamo via a svalutarsi, allora io sono di una tesi, quando stanziamo i fondi vendiamoli, non accantoniamo centinaia di milioni per anni a svalutarsi, perché, anche se è denaro pubblico, dobbiamo amministrare con coscienza e per non intervenire dopo. In attesa della risposta a queste domande che io pongo, vorrei solamente ricordare ancora una cosa alla Giunta...(testo mancante)... scuola che data forse dal secolo scorso, naturalmente sprovvista di acqua, è ancora fuori dalla scuola, quei gabinetti che usavamo ai tempi nostri, solo il legno col buco, quando andavamo a scuola noi, ed allora io direi, la Giunta, forse questa raccomandazione che dico alla Giunta, dovrei farla alla Giunta di Aosta, però non dimentichiamoci che anche quelli sono cittadini di Aosta, anche quelli pagano le tasse, anche se vivono ancora come cinquanta o cento anni fa.
Si dà atto che dalle ore 12,07 assume la Presidenza il Vice Presidente Giorgio Chanu.
Lustrissy (D.P.) - Io non metto in dubbio l'utilità di un'infrastruttura sportiva del tipo di quella che già da anni si sta programmando ad Aosta e non è ancora realizzata.
Vorrei però richiamare l'attenzione del Presidente della Giunta e della Giunta sull'esigenza che se questa piscina deve essere costruita - mi pare che debba ancora essere progettata - che ne si faccia perlomeno una olimpionica ad Aosta, cioè che sia di 50 metri e abbia tutti i requisiti per permettere allenamenti e gare di tipo internazionale. Fare ad Aosta una vasca di 25 metri nella piscina coperta non ha nessun senso. Se si deve fare un'infrastruttura che si affronti questa spesa, e perlomeno si dia ad Aosta un'infrastruttura utile anche per svolgere attività agonistiche a livello internazionale.
Bondaz (D.C.) - Forse potrà sembrare strano, ma io concordo veramente con quanto ha detto il Consigliere Lustrissy. Ritengo giusto - me ne ero già occupato a suo tempo della piscina quando ero al Comune di Aosta - che una piscina con determinati requisiti, a parte le questioni che possono venir fuori poi sui difetti di costruzione e di esecuzione come quello che è successo a Pré St. Didier, posizionata al centro della Valle, ad Aosta, come potrebbe essere, abbia degli indubbi vantaggi soprattutto per la popolazione valdostana che ne è carente, ma soprattutto per le scuole, perché per esempio la si potrebbe utilizzare per fare corsi di nuoto, come ci sono in molte colonie fatte dalla "Cogne", dal Comune, da Enti e Patronati vari. Si ha infatti la necessità, proprio perché viviamo in montagna o nelle sue vicinanze, per la gioventù di avere attrezzature di carattere "marinaro", oserei dire, anche se forse il termine non è esatto.
Chiederei quindi anch'io che questo problema della piscina di Aosta venga visto in una dimensione globale, in una "dimensione olimpionica", se questo può essere il termine più idoneo.
Dolchi (P.C.I.) - Per dire che anch'io sono d'accordo con i colleghi Lustrissy e Bondaz: vi sono strutture sportive di base delle quali non si può fare a meno. Il problema, quindi, è che ne sia assicurata la funzionalità, che le misure siano regolamentari, ma che per realizzare questo, per far sì che le misure siano regolamentari e funzionali, non si passi al lutto, all'opera del regime, ai marmi, a tutto quella cornice che niente ha a che vedere con lo sport e con le strutture di base. Non riprendiamo quanto diceva il collega Pedrini questa mattina. Mi sembra che l'esempio dello stadio fatto ad Aosta nel 1954, in cemento armato, con le misure regolamentari delle piste e dei campi, si sia dimostrato un'attrezzatura sportiva valida per le manifestazioni sportive di tutti i tipi, poiché le misure erano perfettamente regolamentari. Sono quindi d'accordo su questo, a patto che poi non si sia però la premessa per...
Milanesio (P.S.I.) - Sono stato a sentire quanto è stato detto sia dal Consigliere Lustrissy che dal Consigliere Bondaz.
Vi spiego intanto che in Valle d'Aosta esiste già una piscina di 50 metri ed è quella scoperta; se si vogliono fare delle gare nella buona stagione si possono fare. Non voglio prolungare molto questa discussione, la possiamo fare in altre sedi. Non dimentichiamo però che l'aspetto più importante di una piscina coperta, più importante per la Pubblica Amministrazione, saranno i costi di gestione; il che, per una vasca natatoria di 50 metri, con una superficie che sarà quindi di circa 1.000 metri quadrati - perché dovrebbe essere almeno di 50 metri per 20 - significa spendere di combustibile l'ira di Dio. Tra l'altro l'utilizzo di una così grossa vasca per tutto l'anno diventa persino problematica.
A mio avviso conviene puntare su attrezzature che, giustamente come ricordava il Consigliere Dolchi, non devono essere di prestigio e non devono nemmeno essere olimpioniche. Io non credo che la Valle d'Aosta possa mai diventare famosa per i suoi nuotatori, potrà diventare magari famosa per i suoi giocatori di hockey il giorno che ci saranno, o per gli sciatori se scieranno meglio di quello che sciano adesso, o per i suoi alpinisti, ma non credo che diventerà mai famosa, né per i suoi nuotatori, né per i suoi calciatori; quindi, secondo me, niente piscine faraoniche, niente stadio del Maracanà. Basta avere attrezzature che siano decorose e che consentano la pratica dello sport a livello di massima, del nuoto a livello di massa, soprattutto alle scuole. Ora, con tutti gli errori fatti per la piscina di Pré St. Didier - e a posteriori ce ne rendiamo conto -, non è stato fatto però quello che poteva essere l'errore più grosso, cioè quello di eseguire una vasca di 50 metri, perlomeno quell'errore non è stato fatto.
Per cui, tanto per tornare su questo argomento da cui abbiamo divagato, la Giunta in questo momento deve presentare un ulteriore stanziamento di 200 milioni, perché sennò cosa sarebbe successo? Adesso mi risulta che non ci sia neanche il progetto, perlomeno quando io ho abbandonato l'Assessorato non ne esisteva ancora uno, c'erano idee abbastanza precise ma non esisteva un progetto, sennò sarebbe successo questo: il giorno in cui fosse esistito il progetto sarebbero mancati i soldi. Questo ulteriore stanziamento - oltre i 200 e rotti milioni che già sono stanziati - in presenza di un progetto se non altro potrebbe consentire la realizzazione dell'opera ancora in due lotti, perché ritengo che meno di 700 milioni una piscina coperta, per modesta che sia, con tutte le attrezzature, non venga a costare.
È chiaro che allora si parlava di due vasche natatorie non tanto grandi per consentire la pratica del nuoto sia alle scuole che alla cittadinanza. Come sappiamo la brutta stagione è inclemente qui in Valle d'Aosta, è molto lunga, però, dico, un uso sportivo, un uso olimpionico si può sempre fare dell'attuale piscina scoperta nei due o tre mesi dell'anno in cui è agibile; si potrà prevedere anche un eventuale leggero riscaldamento di quell'acqua, ma sempre per un certo periodo dell'anno.
Io dico questo: facciamo attenzione alle grosse opere con i grossi costi gestionali, perché poi ce li trascineremo dietro come delle cambiali che scadranno mensilmente e per tutto il tempo in cui queste attrezzature dovranno sopravvivere.
Pedrini (P.L.I.) - Io sull'argomento penso di poter dire veramente una parola, se non da competente, se non altro da colui che paga. Quindi io prima di tutto dico subito: non sono d'accordo su tutte le piscine del mondo che voi volete fare.
Vorrei porre subito un quesito molto chiaro: noi quietanziamo dei soldi quando abbiamo una piscina a Pré St. Didier e che cosa ne facciamo della piscina di Pré St. Didier? Perché quella ci verrà già a costare un sacco, vi ho detto che non basteranno 300.000 lire al giorno, e di questo me ne darete atto perché, se volete, ci vediamo un momento, possiamo metterci lì, tiriamo giù dei conti e vedrete se le cifre che dico io sono vere o meno!
Giunti a questo punto, io vorrei dire che praticamente tutta la cintura di Torino, per quanto riguarda le piscine - parliamo di città come Carignano, Carmagnola, Moncalieri, Rivoli o come Collegno, che sono grosse città - ruota su Torino: tutte le scuole medie ed elementari vanno a fare regolarmente i loro corsi di nuoto a Torino spostandosi con dei pullman. Evidentemente se gli Amministratori di queste grosse città hanno previsto dei fondi, sono riusciti a vedere qual era la verità dei fatti e hanno trovato che questa era la soluzione... Tant'è che io vi posso dire che in questo momento, a Lillianes, in un piccolo catino, io ospito gli allievi delle scuole medie, delle elementari e cittadini privati che fanno dei corsi - sono di Caluso, Mazzé, San Giorgio e Rodallo, in una parola di Chivasso - i quali non sono più andati a Torino, ma hanno preferito venire in Valle d'Aosta, oltre ad alcuni corsi per bambini delle elementari e delle medie di Pont St. Martin e di Verrès.
Perché vi dico questo? Perché ancora una volta poi verranno le critiche, concordo con il Socialista Milanesio. Qua non ci si rende conto che noi possiamo avere il miliardo per fare la piscina, ma non è quello il punto, è la manutenzione che costa, abbiamo spese spaventose. Ora, pensate, un privato tira al massimo, mentre invece una gestione pubblica, voi lo sapete, col personale e per la piscina da 50 metri in cui sono previsti se non erro quattro bagnini, più tutto il resto che segue... i bagnini vanno pagati trecento e più mila lire al mese... insomma, mettete tutte queste cose insieme, noi facciamo delle pazzie a buttare i soldi così! Qua l'Amministrazione comunale e regionale hanno dei pullman a disposizione, Pré St. Didier è vicinissima, c'è una piscina sulla quale pare abbiamo speso fior di milioni, mandiamo i bambini a Pré St. Didier, ma non facciamo di nuovo la fesseria di fare una grossa costruzione, sia pure lineare, in cemento armato, che ha dei costi spaventosi!
Io sono addentro all'argomento perché mi sto interessando per un'altra cosa sempre del genere: una società mi ha chiesto una collaborazione, mi ha invitato a dare il mio punto di vista e io li ho dissuasi, ho detto loro "a voi conviene fare così e così, pigliarvi dei pullman per andare, perché i costi di gestione sono questi". Ora io vorrei pregare proprio il Presidente della Giunta di fare un pensierino su questo, poi Pré St. Didier non è distante, stiamo a un tiro di schioppo, perché o avremo i bambini che vanno nella piscina di Aosta o avremo i bambini che vanno in quella di Pré St. Didier, non li potremo mandare in tutte due; oppure avremo due gestioni con spese enormi per la piscina di Pré St. Didier - a meno che non la si voglia fare per poi tenerla chiusa - e per la piscina di Aosta. Qui stiamo facendo veramente delle pazzie! Io vi prego: sono soldi, sono milioni e milioni, non so se si possono affrontare questi problemi con la leggerezza assoluta con cui - scusatemi, mi metto anch'io in mezzo a voi - li affrontiamo.
Vogliamo fare una cosa? Diamo a qualcuno il compito di farsi fare un preventivo prima di muoversi, affinché voi non diciate "ma quello può raccontare delle storie", allora chiediamo a dei competenti che cosa viene a costare il mantenimento mensile - non voglio dire annuale, perché ci spaventiamo - di una piscina di quelle dimensioni. E poi la piscina di Pré St. Didier, dove abbiamo speso milioni, a che cosa servirà se l'abbiamo ad Aosta? Questa è la domanda precisa che pongo. Non serve a niente quella piscina... no, io piango di tutto cuore, perché veramente se non serve a niente allora è spaventoso, abbiamo speso dei miliardi lì!
Io mi auguro che non sia vero quello che mi dice il Consigliere Monami, ma desidererei a questo punto che fosse sospeso questo provvedimento e, se non si vuole nominare nessuna Commissione, che il Presidente chiamasse i Capi Gruppo, così andiamo fino a Pré St. Didier a vedere cosa si può fare, perché abbiamo preso degli impegni. Buttare dei milioni così - questa è proprio una preghiera che faccio nell'interesse della Giunta, della Regione, di tutti noi - è una cosa troppo grossa che noi non abbiamo valutato.
Chanu (D.P.) - Prima del Presidente della Giunta hanno ancora chiesto di parlare il Consigliere Bondaz e il Consigliere Tonino. Il Consigliere Bondaz.
Bondaz (D.C.) - Non vorrei polemizzare né con Milanesio, né con Pedrini.
Innanzitutto bisogna dire una cosa: la piscina coperta che esiste ad Aosta probabilmente è nata male, perché evidentemente la zona in cui è ubicata - e forse zona migliore non si sarebbe potuta trovare - è molto ventilata, per cui l'agibilità di questa piscina è limitatissima nel tempo, direi che è di due-tre mesi. Il Presidente Chanu me ne può dare atto, quando era Sindaco di Aosta, e anche il Consigliere Lanivi stesso: si avevano dei problemi per il piccolo periodo entro il quale si poteva gestire questa piscina.
Quando mi si viene a dire che vi saranno grosse spese per quanto guarda il costo di fabbricazione, mi limito a questo: posso assicurare - e già ebbi modo di dirlo all'allora Assessore ai Lavori Pubblici, Pollicini -, quando si parlò della piscina di Pré St. Didier, che ho avuto modo di vedere come in altre zone d'Italia abbiano eliminato i grossi costi, sia di costruzione, sia di gestione delle piscine, utilizzando i cosiddetti "prefabbricati". Con essi i costi della prefabbricazione non solo sono evidentemente di gran lunga inferiori al costo insito delle infrastrutture, dei muri, delle piscine coperte, ma in più vi è, per quanto riguarda i costi di manutenzione, una piccola furberia.
Mi sia consentito di dirlo, e questo non perché sono più furbo degli altri ma perché l'ho visto e vi posso indicare anche la città: a Vigevano, che non è molto più grande di Aosta e ha la bellezza di quattro o cinque piscine gestite o da Enti o da privati, in una di queste piscine olimpioniche, prefabbricate, costruite con questi sistemi, hanno ammortizzato il costo per il riscaldamento dell'acqua creando, nella parte inferiore della piscina, quindi attraverso degli scavi di materiale sotto terra, numerosissimi campi da tennis. Hanno pertanto creato un complesso globale di palestre, di piscina, di campi da tennis invernali con dei costi di gestione evidentemente ridimensionati in modo notevolissimo, perché usufruiscono dell'acqua calda che circola nella piscina per riscaldare la parte sottostante. Questa è una possibilità, io la enuncio così in Consiglio, il quale potrà valutarla.
Circa poi il fatto che in Valle d'Aosta non ci saranno dei campioni, questo evidentemente non è il punto a cui ci riferiamo, perché città più o meno grosse come Aosta - vedi Bolzano - hanno dei campioni olimpionici mondiali, per tuffi. Piscina olimpionica non significa soltanto una bagneruola o un bagnasciuga di 50 metri per nuotare, ci saranno anche altre infrastrutture necessarie per queste cose. Non mi preoccuperei molto di queste cose, perché secondo me il vero significato di "piscina coperta" è la possibilità di utilizzo di questi impianti da parte delle scuole e dei giovani della Valle d'Aosta.
Chanu (D.P.) - Ha la parola il Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Il mio intervento è di altra natura, intendevo far osservare solamente alcune discrepanze.
Qui ci troviamo di fronte a tre piscine: piscina di Pré St. Didier, piscina scoperta, piscina coperta ad Aosta. Le nostre piscine, della sesta e settima Comunità Montana, sono le nostre vasche da bagno, sono le rive della Dora Baltea, a meno che non dobbiamo andare dal Signor Pedrini a chiedergli gentilmente se ci ospita nella sua piscina oppure a quella di Follioley. Volevo pertanto solo far osservare queste discriminazioni, che ritengo sempre ancora involontarie, però ci si continua a putrefare nelle scelte che si stanno facendo. Ora, se il Comune di Aosta questa piscina se la fa per conto proprio e non chiede il contributo della Regione è padronissimo di farlo, come è stato padronissimo di fare la spesa per l'acquisto di una Colonia marina mentre invece la popolazione della Bassa Valle non ne possiede. Abbiamo una discriminazione nei confronti dei cittadini della Bassa Valle per il conferimento del latte, per l'assistenza domiciliare - tutti parlano di assistenza domiciliare ma nelle nostre zone non si fa -, per l'integrazione delle pensioni minime... insomma, c'è tutta una serie di discriminazioni che vanno proprio nell'indirizzo di vedere la Valle d'Aosta come due Province, cioè quella di Ivrea e quella di Aosta, e si continuano a fare i medesimi discorsi in questo Consiglio.
Non è un discorso campanilistico il mio, ma è un discorso di equità che dovrebbe vedere tutti cittadini della Valle d'Aosta nella medesima posizione e di godere dei medesimi benefici. La preghiera che faccio è quindi di considerare anche questo problema delle nostre zone, perché evidentemente non possiamo andare tutti nella piscina del Signor Pedrini e nemmeno in quella di Follioley. Anche noi abbiamo bisogno delle attrezzature, perché anche noi abbiamo delle scuole medie a Pont St. Martin, abbiamo delle scuole medie superiori a Verrès e abbiamo scuole elementari; abbiamo anche la popolazione che vuole fare questo sport e non solo qui, nei dintorni della città di Aosta.
Benzo (D.P.) - Alcune brevi considerazioni che ho già avuto occasione di fare anche negli anni in cui ero nella Giunta regionale. Sono anni che discutiamo del problema della piscina di Aosta. Io ritengo che la nostra Regione avrebbe dovuto da tempo - e potrebbe ancora farlo, quindi è un invito che rivolgo alla Giunta - studiare il problema globale delle piscine di Aosta, perché, come giustamente qualcuno ha fatto osservare, delle piccole città hanno tre, quattro piscine, cioè località molto più piccole della città di Aosta hanno più di una piscina.
Ora mi collego anche un po' con quanto ha detto il Consigliere Tonino. Io avrei visto il problema più in generale perché, sempre parlando in generale, è l'aspetto sociale, è l'aspetto fisico-sportivo che a noi interessa per tutta la popolazione scolastica della Valle. Per quanto concerne i due problemi, quello tecnico e quello finanziario, sarà opportuno però non drammatizzare le cose e ragionare in termini di costi effettivi. Qui non entro ancora nel merito della tipologia, cioè della piscina cosiddetta da 25 metri e quella olimpionica da 50 metri - che sarebbe l'optimum e permetterebbe il pluriclasse all'interno della stessa piscina, perché a Torino nella piscina olimpionica non ce n'è solo una, ce ne sono tre, comunque vi accedono contemporaneamente due classi usando mezza vasca - ma anche dato e concesso che venisse a costare 100 milioni all'anno, la gestione di una piscina come quella da farsi nella città di Aosta vorrebbe dire, su circa 10.000 studenti, 10.000 lire per studente.
Io ritengo che una Regione come la nostra, che si preoccupa e deve preoccuparsi fondamentalmente della salute fisica dei propri ragazzi, non abbia problemi a spendere una cifra di quel genere, così modesta, per venire incontro ad esigenze di carattere innanzitutto fisiche e anche sportive: sportive, perché dal punto di vista sportivo sappiamo benissimo che oggi i migliori campioni escono dalle città che hanno piscine non dalle località di mare. Anche se negli anni passati abbiamo fatto un errore ed io votai contro ad un certo aumento di spesa per la piscina scoperta perché era una illogicità farla nella città di Aosta per averla agibile due mesi all'anno - quando ancora va bene per il freddo -, e soprattutto per l'errore di fondo che addirittura non sia omologabile perché mancano dei centimetri in lunghezza - e questo è grave -, forse si potrebbe ancora riparare, non lo so, si potrebbe anche prendere in considerazione un domani un'eventuale copertura.
È indubbio che dal punto di vista tecnico il sistema prefabbricato è quello che fa incidere meno di tutti sul costo della costruzione. Ripeto: i costi di gestione sono a loro volta collegati direttamente al tipo di costruzione e quindi forse non arriveremo nemmeno a quelle cifre lì, ma ciò che a noi interessa è di non continuare a discutere per anni. Visto che abbiamo impegnato un certo tipo di somma, sarebbe opportuno che la Giunta regionale vedesse portare avanti il problema della piscina della città di Aosta che ha l'affluenza maggiore di studenti, i quali non potrebbero essere trasportati in inverno a Pré St. Didier. Col transito che abbiamo adesso, poi, sovente interrotto per i TIR, non parliamone nemmeno! D'altronde è stata fatta con un'altra mentalità, con un'altra concezione e potrà servire a tutti i comprensori della Valdigne per quanto attiene alla popolazione scolastica. Per quanto attiene invece all'altra parte di popolazione e a tutto il turismo potrebbe essere efficiente anche per quello, tenendo conto che anche per la Bassa Valle indubbiamente necessiterà prevedere quanto meno un tipo di struttura consimile.
Chanu (D.P.) - Ci sono altri che chiedono la parola prima del Presidente della Giunta? Se nessuno la chiede, do la parola al Presidente della Giunta in chiusura di discussione.
Andrione (U.V.) - Devo innanzitutto riconoscere la mia profonda ignoranza in materia, perché non ho avuto il tempo materiale di occuparmi di questa questione. Dal punto di vista formale questa delibera era necessaria in applicazione di una legge esistente, una legge regionale votata da questo Consiglio, penso anche da quasi tutte le stesse persone, e credo sia indispensabile stanziare questi fondi e non mandarli in economia, altrimenti si svalutano ancora di più, perché quanto hai detto tu sulla svalutazione mi trova perfettamente consenziente. Questo era il primo punto.
Sugli altri problemi che sono stati sollevati, io chiedo scusa ai Consiglieri, mi riservo di studiare la questione, di approfondirla e di parlarne con un minimo di competenza in materia. Ci sono alcune cose che mi hanno fatto effettivamente paura, mi hanno fatto riflettere, e che sono sorte da un interessante dibattito avvenuto in questo Consiglio. Chiedo scusa se passo così molto rapidamente sulle differenti questioni, sono nato nel 1932, sono un ammiratore convinto della rivoluzione culturale, quindi non credo che in materia di strutture... sì, quello è stato importante e lo sarà ancora per diversi anni... e quindi non credo che in materia di strutture abbiamo delle mentalità faraoniche, le abbiamo già provate in altre occasioni.
Per quanto riguarda invece certi aspetti tecnici, le piscine da 50 metri, da 25, olimpioniche o meno, non ne so assolutamente nulla. Mi permetto solo di dire che è pericoloso imitare troppo da vicino gli altri, in particolare Vigevano, perché nella zona che è stata prescelta per la piscina - lo si può dire anche senza essere ingegnere - l'acqua si trova subito. Non incominciamo con i sistemi che poi portano via 800 milioni, perché bisogna fare le fondamenta in terreni che sono al bordo della Dora e quindi vedremo di studiare il problema differentemente. Quanto dice lei sulla piscina di Pré St. Didier è stato in parte spiegato dal Consigliere Benzo, anch'io avevo capito così: che la piscina di Pré St. Didier era una struttura essenzialmente turistica con in più un'organizzazione scolastica per quanto riguarda l'Alta Valle. Devo approfondire il problema, non so se con una sola piscina e con il numero di studenti che graviterebbero su quella piscina sia possibile organizzare qualche cosa di serio, non lo so ancora.
Per quanto riguarda l'altro aspetto, noi crediamo che la cultura fisica faccia parte dell'educazione di un uomo e che non si debbano usare le piscine nel senso di fare lavare i piedi al bambino in cinque minuti e poi metterli via: devono avere il tempo effettivamente di usufruire di queste strutture.
Messi tutti questi problemi in fila, cercheremo insieme una soluzione. Chiedo però che questa delibera venga approvata, in quanto è in applicazione di una legge regionale.
Chanu (D.P.) - Con il Presidente della Giunta la discussione generale dovrebbe ritenersi chiusa. Se volete parlare per dichiarazioni di voto...
Manganoni (P.C.I.) - Io ho chiesto quanto costa e quando si inizia. Affermo che sono contrario alle opere faraoniche e ai costi di gestione pazzeschi delle opere faraoniche; ne abbiamo già troppe in Valle, non costruiamone altre!
Il Consigliere Milanesio ha detto che non c'è neanche il progetto, e noi accantoniamo 2-300 milioni? E quando li spenderemo? Questi aumenteranno i 24 miliardi di residui passivi, avanti con i residui passivi, avanti!
Scusa Consigliere Tonino, hai sollevato la questione della Bassa Valle, ma qui è stata sollevata da anni, mi permetti questo? Per alcuni Consiglieri la Valle è solo la città di Aosta, per altri Consiglieri la Valle finisce a St. Vincent, invece per noi la Valle d'Aosta finisce a Pont St. Martin, questo sarebbe bene che se lo mettessero in testa tutti i Consiglieri regionali! Io ammiro la battaglia che tu hai fatto e che abbiamo fatto anche assieme, però ho l'impressione che se non cambiamo la mentalità di certi Amministratori, caro Tonino, battiti pure, ma il passato insegna...
(voci di alcuni Consiglieri)
Chanu (D.P.) - Consigliere Tonino, per una breve dichiarazione.
Tonino (P.C.I.) - Più che una breve dichiarazione è la constatazione che la Giunta non abbia saputo dire niente in proposito alle osservazioni che ho fatto io. Esiste questa discriminazione, che si voglia o non si voglia. La Giunta vuole assicurare che interverrà in questo campo? Voglio avere una risposta.
Chanu (D.P.) - Prima che il Presidente Andrione riprenda la parola, ci sono ancora alcuni Consiglieri che intendono parlare, visto che abbiamo riaperto... Nessuno chiede la parola? La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Chiedo scusa al Consigliere Tonino per non avere risposto, anche questo è un problema che devo assolutamente studiare. Non sono in grado di rispondere adesso.
Mi sembra che esistano ponderosi volumi di ben due pianificazioni regionali dove anche queste infrastrutture erano previste; in questo momento non ricordo dove fossero collocate le piscine e a che livelli. Devo controllare. Per esempio potrebbe essere utile che prendessimo dei contatti con la Regione Piemonte, per fare qualche cosa a Carema, che serva per diverse... ecco, grazie. Ho fatto questo esempio per dire che non si possono prendere degli impegni senza conoscere a fondo le situazioni e i problemi.
Mi riservo però di rispondere.
Chanu (D.P.) - Altri che chiedono la parola? Se nessuno chiede la parola, metto in approvazione la delibera in oggetto. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Si dà atto che dalle ore 12,40 riassume la Presidenza il Presidente Severino Caveri.
Caveri (U.V.) - Volevo fare un'osservazione, e cioè che stamattina abbiamo proceduto con una certa rapidità, poi c'è stato l'intoppo della piscina, che è un argomento proibito o quasi. Volevo allora fare la proposta di sospendere questa seduta antimeridiana e di continuare, se non avete niente in contrario, alle ore 16,30. Vogliamo sospendere allora fino alle 16,30? Va bene.
La seduta è tolta.
---
La seduta termina alle ore 12,41.
