Oggetto del Consiglio n. 433 del 3 aprile 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 433/IX - SERVIZIO DI TRASPORTO A SCUOLA DI STUDENTI DISABILI. (Interpellanza).
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco, ed iscritta al punto 7 dell'ordine del giorno.
INTERPELLANZA
Ha suscitato sconcerto nell'opinione pubblica nazionale la notizia, riportata in prima pagina da diversi quotidiani, che a Venezia una bambina handicappata era stata riportata a casa perché nessuno degli operatori si era voluto assumere la responsabilità del suo trasporto dal miniautobus al portone della scuola.
Spiace dover constatare che un caso analogo si sta verificando nella nostra Regione, che da tempo invece aveva dimostrato la propria sensibilità ai problemi dei disabili.
Secondo notizie pervenute al Gruppo comunista nel Comune di La Salle una madre vedova è costretta ad accompagnare quattro volte al giorno nel tragitto scuola-casa il proprio figlio handicappato affetto da tetraparesi spastica, perché non si riesce a trovare una soluzione al problema dello spostamento del bambino dal pulmino alla scuola.
Poiché sembra inconcepibile che, in una regione per molti versi avanzata in campo sociale, non si riesca ad intervenire in modo adeguato per un problema per il quale esistono precise indicazioni del Consiglio regionale
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista
INTERPELLANO
la Giunta regionale per conoscere le sue intenzioni rispetto alla soluzione da trovare per un caso particolare, ma significativo dal punto di vista sociale.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Spiace dover trattare in Consiglio casi particolari, ma si è obbligati a questo tipo di iniziativa perché i problemi non sono stati risolti in precedenza, pur essendoci stati numerosi tentativi.
I Consiglieri sanno che il comportamento dell'Istituzione rispetto agli handicappati interessa l'opinione pubblica. Nei mesi scorsi è stato pubblicato su La Stampa e su La Repubblica addirittura in prima pagina, il caso di una bambina handicappata di Venezia che era stata costretta a tornare a casa perché non si era trovato chi la facesse scendere dal pulmino e la trasportasse fino alla scuola.
Purtroppo, anche nella nostra Regione, precisamente nel Comune di La Salle, si è verificato un caso di questo tipo, anche se non ha avuto la stessa pubblicità. Dal mese di settembre, infatti, non si riesce a risolvere il problema di un bambino handicappato, che occorre far scendere dal pulmino e trasportare a scuola, perché, per la complessità delle normative e dei mansionari del personale, non si è trovato chi si assuma la responsabilità del trasporto del bambino dal pulmino alla scuola.
Si tratta di un caso particolare, che credo dovrebbe risvegliare l'attenzione della Giunta regionale, anche perché la nostra Regione ha sempre dimostrato una particolare sensibilità verso i problemi dei bambini handicappati. Voglio ricordare, per esempio, che nella scuola elementare ci sono 33 insegnanti di sostegno. Ciò vuol dire che in sostanza si interviene con personale idoneo per aiutare questi bambini a frequentare la scuola. Ricordo ancora che nella città di Aosta ci sono dei casi in cui l'Amministrazione regionale ha previsto il servizio di taxi per il trasporto dall'abitazione alla scuola del bambino handicappato.
Vorrei sapere per quali motivi non si riesce a risolvere questo problema, che esiste quest'anno ma che esisterà anche negli anni prossimi, perché ovviamente l'Amministrazione deve anche pensare al futuro di questi bambini, che vanno seguiti nella scuola materna, nella scuola elementare ed anche dopo nella scuola media. Quindi questi bambini necessitano di un'assistenza particolare, che in qualche modo si deve riuscire ad organizzare, perché trattasi di sensibilità civile nei confronti dei problemi di famiglie particolarmente sfortunate.
Pertanto, dall'Assessore o dalla Giunta io vorrei avere una risposta sulle ragioni per cui non si è ancora riusciti a risolvere questo caso e mi auguro di avere delle risposte positive su come potrà essere risolto per il futuro.
Si dà atto che alle ore 12,10 assume la Presidenza il Vicepresidente Beneforti.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.
LANIECE (DC):Il minore in questione, di anni 13 e di La Salle, è assistito da vari anni dall'Amministrazione regionale ed è titolare dell'indennità di accompagnamento; frequenta la 5a classe della scuola elementare di La Salle con l'appoggio di un'insegnante aggiunta e la madre presta servizio presso il Comune di La Salle in qualità di assistente domiciliare.
Sulla base della deliberazione del Consiglio regionale n. 485 del 17 settembre 1982, la competenza del trasporto degli handicappati a scuola è stata attribuita ai Comuni. Nel novembre 1988, da parte del Comune di La Salle sono stati evidenziati all'Assessorato alla Sanità ed Assistenza sociale dei problemi circa l'organizzazione del trasporto a scuola del minore di cui si tratta. A tali segnalazioni è stato risposto richiamando le disposizioni del Consiglio regionale che attribuiscono le competenze ai Comuni.
Sempre nel mese di novembre il Comune di La Salle, con una lettera, faceva presenti i problemi sollevati sia dall'assistente che dall'autista del pulmino adibito al trasporto degli alunni, ossia chiedeva se l'assistente doveva avere una preparazione specifica e faceva sapere che l'autista non poteva raggiungere la casa del bambino durante la cattiva stagione.
Per superare queste difficoltà, il Comune proponeva che fosse la madre del bambino, in costanza di lavoro, a svolgere la funzione di accompagnatrice con un proprio mezzo o, in subordine, accompagnando il figlio al pulmino sino a che non fossero stati risolti i problemi di transitabilità.
Nel frattempo perveniva all'Assessorato alla Sanità la richiesta della madre, dell'insegnante e delle fisioterapiste dell'équipe distrettuale per l'acquisto di un mezzo utile per il trasporto del ragazzo su terreni accidentati e per le scale. Lo strumento individuato come più adatto era il "Bioroll", che è stato acquistato con deliberazione della Giunta regionale con una spesa di lire 5.600.000 ed assegnato in uso al ragazzo.
Nello scorso mese di febbraio il Comune di La Salle chiese all'Assessorato se la madre, assistente domiciliare, poteva essere autorizzata a svolgere, per un'ora al giorno, le funzioni di accompagnatrice del ragazzo in costanza di lavoro. L'Assessorato rispose dando il "nulla osta".
Il Comune di La Salle, con lettera dell'11 marzo scorso, dispose che la madre effettuasse l'accompagnamento in orario di lavoro e le chiese di presentarsi per concordare i tempi e le modalità dell'intervento. La signora non si è presentata. Da informazioni assunte risulta che attualmente la stessa accompagni il figlio a scuola con il proprio mezzo, ritardando la presenza in servizio.
Noi pensiamo che il problema sia stato impostato in modo soddisfacente e che quindi la pubblica Amministrazione sia andata incontro alle richieste del Comune, anche se occorre riconoscere che è piuttosto difficile entrare nel merito dei casi particolari.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Mi pare invece che la risposta non possa essere considerata soddisfacente per due ragioni.
Il problema della responsabilità esiste sia per il personale che opera nel Comune di La Salle, sia per quello che opera nel Comune di Aosta. Se esistono delle normative poco chiare, come mai in un Comune l'autista o l'assistente si prende a carico la responsabilità del trasporto del bambino dal pulmino alla scuola e dalla casa al pulmino, mentre in altre realtà questo non succede? Io credo quindi che il primo problema da chiarire, che d'altronde è lo stesso che ha sollevato questioni anche in altre città, sia quello della preparazione, della competenza e della responsabilità del personale che viene incaricato di questi servizi.
La seconda questione invece mi pare di tipo gattopardesco. In questo caso, infatti, la madre vedova, con malattie particolari che le rendono difficile il trasporto del bambino, ha fatto presente all'Amministrazione che non è in grado di fare questo tipo di lavoro per quattro volte al giorno. Il Comune le risponde dicendo: "Ti pago un'ora e continua a farlo tu".
Mi sembra che si tratti di un palleggiamento di responsabilità che non risolve nulla, ma scarica su una persona, che già deve affrontare problemi complessi per tutto il giorno, anche il problema del trasporto a scuola.
Propongo all'Assessore di portare il caso all'attenzione della Commissione competente per cercare, nei limiti del possibile, una soluzione più idonea, anche perché mi pare che l'Amministrazione comunale di La Salle, come ha già fatto anche in altri casi, non dimostri particolare sensibilità nella ricerca di una soluzione a questo caso particolare.
