Oggetto del Consiglio n. 338 del 15 febbraio 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 338/IX - RINVIO DELL'ESAME DELLA PROPOSTA DI LEGGE: "RICERCA, APERTURA E COLTIVAZIONE DELLE CAVE"
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola per mozione d'ordine il Consigliere Rusci; ne ha facoltà.
RUSCI (PRI):La 2a Commissione, nella sua riunione del 13 gennaio 1989, ha deciso di chiedere al Consiglio un rinvio di 2 mesi per la discussione dell'oggetto di cui all'ordine del giorno, in attesa della produzione legislativa della Giunta sull'argomento. Sappiamo che la Giunta ha già approvato una proposta di legge, siamo in attesa di conoscerne il testo e poi tutto riandrà nella Commissione competente, per gli approfondimenti del caso.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (NS):Già in Commissione ci eravamo dichiarati d'accordo sul rinvio della discussione di questa proposta di legge, purché si tratti di un rinvio a breve termine, perché c'è una notevole urgenza a dotare la Regione Valle d'Aosta di una normativa in questo campo, perché è alla retroguardia in Italia in materia di disciplina dell'attività di cava e si tratta di un vuoto legislativo che non può essere tollerato ulteriormente.
Ho sentito il Consigliere Rusci affermare che la Giunta ha già approvato una proposta di legge. Io non l'ho sentita nell'elencazione fatta questa mattina dal Presidente del Consiglio...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
... allora dovrebbe arrivare in questi giorni all'approvazione della Giunta. Mi auguro che così sia, perché è dal mese di dicembre...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
... E' già stata approvata in Giunta? allora arriverà all'esame della Commissione.
Mi auguro che i contenuti di questo testo approvato dalla Giunta rivedano le impostazioni che erano state date in passato. In particolare noi avevamo dato un giudizio estremamente negativo sulla legge n. 108 del 1987, che era una legge completamente sbagliata. Ci auguriamo quindi che con questo provvedimento, che andremo a mettere a fuoco nelle prossime settimane, si arrivi ad una normativa per la Valle d'Aosta che sia quantomeno in linea con quella che esiste nelle altre Regioni italiane.
Spero che si riveda anche l'altro ruolo centrale, quello dei Comuni, che veniva completamente ignorato, calpestato e stravolto dalla legge n. 108 del 1987 e che invece è un ruolo di controllo, di verifica ed anche di vincolo che deve essere assolutamente mantenuto.
Per parte nostra, quindi, noi siamo disponibili a questo rinvio, purché sia in termini brevi, e ci auguriamo di poter trovare in Commissione il consenso su un testo che finalmente vada a colmare un vuoto legislativo gravemente presente in Valle d'Aosta.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (PCI):Vorrei precisare che, in sede di Commissione competente, la proposta di aspettare ancora due mesi era venuta dalla maggioranza. Io insisto sull'urgenza del provvedimento. Quindi, se la Giunta ha approvato un disegno di legge, credo che si possa raggiungere l'obiettivo di arrivare in Consiglio regionale per la fine del prossimo mese o, al più tardi, per i primi di aprile, perché, come è già stato sottolineato, si tratta di un argomento importante.
Consentitemi solo di aggiungere questa annotazione. Noi dobbiamo anche superare al più presto una situazione che ci fa fare una pessima figura anche a livello nazionale. I Consiglieri avranno ricevuto l'annuario 1989 delle autonomie locali, che contiene ogni anno un'approfondita analisi della legislazione regionale: ebbene, il giudizio che lì viene dato sulla legge n. 108 del 1987 è pesantemente negativo. La disciplina di quella legge viene definita: "in contrasto con l'indirizzo espresso da tutte le Regioni, evidenzia un'impostazione nettamente produttivistica, nel senso che prepone gli interessi all'approvvigionamento dei materiali industriali necessari per la realizzazione dell'intenso programma di opere pubbliche realizzato nella Regione, ad ogni altro interesse urbanistico ed ambientale. La legge registra un netto revirement rispetto ai principi ormai acquisiti dalla legislazione regionale fondata sulla pianificazione delle attività estrattive ed il coordinamento dello sviluppo urbanistico, la ponderazione degli interessi connessi alla salvaguardia ambientale ed è censurabile soprattutto se si considera che i danni arrecati al territorio da una escavazione selvaggia sono indelebili".
E' un giudizio che non solo collima con quello che noi abbiamo dato quando venne approvata la legge n. 108, ma che ci impone anche di uscire da una situazione che oggettivamente fa fare brutta figura alla Regione.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.
FOSSON (DC):Per non anticipare temi che poi affronteremo in occasione della discussione del disegno di legge presentato da Nuova Sinistra e dai comunisti e del disegno di legge presentato dalla Giunta regionale, mi riferisco solo a quanto diceva il Consigliere Tonino.
Anch'io ho letto con una certa attenzione l'inserto della pubblicazione dell'annuario della "Rivista dell'Autonomia" ed ho già provveduto a scrivere al direttore, sostenendo ovviamente tesi diametralmente opposte. Nel corso della discussione darò pubblicità a quanto ho sostenuto, anche a nome della Giunta regionale. In ogni caso non voglio anticipare in questa sede discussioni che faremo poi ampiamente in Commissione e successivamente in Consiglio.
PRESIDENTE:Colleghi Consiglieri, mi pare che, con l'assenso dei colleghi proponenti e dell'Assessore Fosson, il Consiglio aderisca alla richiesta del Presidente della 2a Commissione di non discutere oggi l'oggetto n. 18, cioè la proposta di legge regionale n. 32, e di dare due mesi di tempo alla Commissione, affinché possa redigere un testo da portare in aula. Il Consiglio è d'accordo? Non ci sono obiezioni?
IL CONSIGLIO
prende atto concordando sulla proposta di rinvio alla Commissione per un periodo di due mesi.
