Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3712 del 20 aprile 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3712/VIII - PROPOSTA DI LEGGE CONCERNENTE: "ISTITUZIONE DEL SERVIZIO DI TELESOCCORSO-TELECONTROLLO".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente De Grandis, ne ha facoltà.

DE GRANDIS (P.R.I.): Non so se posso illustrare la legge visto che è assente l'Assessore Voyat; posso ugualmente procedere, non ho problemi, anche perchè l'Assessore mi ha fatto pervenire gli emendamenti che intende apportare alla legge sui quali non ho obiezioni se non di carattere del tutto relativo.

Il disegno di legge nasce da un'esperienza ormai triennale, realizzata in particolare dalla Regione Veneto, oltreché da altre Province e da altri Comuni della nostra Repubblica, attraverso l'utilizzazione di strumenti telematici per garantire agli anziani soli o in difficoltà, o a persone che non hanno possibilità di avere un'assistenza continuativa da parte dei familiari, un servizio che è costituito da un semplice cicalino portato al collo o in tasca, il quale, premendo un pulsante, invia attraverso un modem sistemato sotto l'apparecchio telefonico, un segnale ad una centrale operativa che è in funzione ventiquattro ore su ventiquattro, e che all'arrivo del segnale attraverso un codice è in condizione di avere l'immediata situazione del chiamante attraverso un video.

Sul video compare la scheda dell'utente che ha chiamato con le generalità, l'indirizzo, il numero telefonico, le sue condizioni di salute, le sue particolari condizioni di carattere generale, il nome dei familiari che possono intervenire in caso di necessità, il nome del medico curante, dei vicini che sono disponibili ad intervenire e di altri volontari, i servizi di cui già dispone e così via.

Questo sistema consente di assicurare la possibilità agli anziani e alle persone impedite, di continuare a vivere nella propria abitazione, di non essere sradicati dai loro nuclei sociali, e quindi di evitare tutta una serie di ricoveri in centri protetti, in ospizi ed anche in ospedale, con un notevole vantaggio di carattere sociale ed economico; infatti il costo di questo servizio è di gran lunga inferiore per un intero mese ad una sola giornata di ricovero in un centro protetto, in un ospizio o in un ospedale.

La legge prevede naturalmente la possibilità che questo servizio venga istituito su richiesta di un singolo Comune o di un consorzio di Comuni o dall'USL, che riscontrino nel proprio territorio di competenza la necessità della istituzione del servizio, nonché un numero sufficiente di utenti.

Al disegno di legge ho anche allegato uno schema di progetto molto semplice che dimostra la validità di questo tipo di servizio e la sua funzionalità.

Mi dichiaro d'accordo con gli emendamenti che l'Assessore ha gentilmente voluto sottopormi, che sono sostitutivi degli artt. 1, 2 e 4. Per quanto riguarda l'art. 4 chiederei solo un completamento al punto a): là dove è detto "le caratteristiche tecniche di sistema di telesoccorso", occorrerebbe aggiungere per maggiore chiarezza e funzionalità "- telecontrollo mediante utilizzazione della rete telefonica". È sostanziale il fatto che si utilizzi la rete telefonica, perchè questo sistema diversamente non può funzionare.

Al punto d) dello stesso articolo, là dove si dice: "la tipologia della partecipazione degli utenti al servizio" penso che si sottintenda lo studio della opportunità che l'utente partecipi economicamente alle spese del servizio. Se questo mi è confermato dall'Assessore mi va bene così; è chiaro che dovranno essere concordate con i Sindaci e con la Commissione competente le fasce di reddito che danno luogo ad un pagamento parziale o totale, o all'ammissione gratuita al servizio in base proprio alla fascia di reddito.

Si dà atto che alle ore 18,57 riassume la Presidenza il Presidente BONDAZ.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Come ho già detto in Commissione, questo progetto di legge, che è stato presentato dal Partito repubblicano, fa onore a questo partito che si è assunto l'onere e l'onore di appoggiare un problema che è estremamente sentito dagli anziani.

Consentitemi di sprecare qualche parola in più su questo tema, perchè credo che sia una emergenza, quella degli anziani, che forse non così chiaramente si riesce a verificare concretamente nel dibattito che stiamo vivendo.

Molto spesso gli anziani sono autosufficienti dal punto di vista fisico, sono autosufficienti dal punto di vista economico e delle strutture che hanno a disposizione, sono autosufficienti perchè il Comune, la Regione hanno attivato dei servizi di assistenza domiciliare, di lavanderia, di infermeria, ecc., però spesso sono poco sufficienti dal punto di vista psicologico per la questione del soccorso. E questo è facilmente comprensibile perché l'anziano, specialmente se sta bene, se la sente di vivere da solo, però la domanda che più spesso si pone è questa: "E se mi succede qualcosa?". Da qui un sentimento di insicurezza, di disagio, di paura che piano piano mina le stesse basi dell'autosufficienza di cui gode in realtà, ma di cui allo stesso tempo non riesce più ad usufruire.

Allora da quel momento nascono tutti quei problemi che hanno portato tanti investimenti di soldi, di energie, ed anche di discussioni in questo Consiglio, cioè i reparti di geriatria, l'assistenza domiciliare, le microcomunità, tutta quella serie di strutture che di fatto costano molti soldi, ma che sono l'unico sostegno per queste persone.

Ora, il telecontrollo-telesoccorso è una arma estremamente efficace per ribaltare questa situazione, cioè per interrompere alla radice il processo di passaggio da autosufficienza a non autosufficienza, quindi il significato di questa legge è soprattutto un significato di medicina preventiva. Noi vogliamo infatti prevenire l'handicap per l'anziano di ritrovarsi da solo.

Il progetto presentato dal Partito Repubblicano ovviamente non entra ad analizzare tutti gli aspetti tecnici che sarebbe importante invece precisare con chiarezza, perchè questi sono compito di una fase più operativa. Però è interessante sottolineare come alcuni aspetti tecnici assumono anche un grosso significato da un punto di vista politico e culturale.

Il primo di questi elementi tecnici è il telefono: questa antica invenzione, antica in quanto ha più di cento anni e che per certi versi è stata attribuita ad un valdostano a cui è intitolata una piazza di Aosta, è l'elemento cardine di questa funzione. Il telefono, un apparecchio ormai diffuso nelle case di tutti, diventa uno strumento di lavoro, uno strumento di sicurezza, una via per cui non solo passa l'urgenza dal punto di vista medico (un infarto, una frattura ecc.), ma che diventa uno strumento per veicolare l'insicurezza dal punto di vista psicologico e dal punto di vista sociale. Attraverso quel telefono la persona può comunicare con un centro operativo, confidare le proprie ansie, le proprie preoccupazioni, confidare tutte le esigenze che le possono dare la sensazione di non essere autosufficiente.

D'altro canto, il fatto di avere a disposizione questo telefono e di poter sapere che esiste una persona in un luogo che lui conosce (nel suo Comune o nel Comune vicino) che può intrattenere con lui un rapporto umano, toglie immediatamente l'anziano dall'isolamento, perchè lui sa che in qualsiasi momento può fare riferimento a questa persona. È evidente che il mezzo tecnico e la scelta del mezzo tecnico diventa un elemento determinante anche dal punto di vista politico. Allora il provvedimento di legge, e credo che da questo punto di vista potrà esserci anche una precisazione da parte dell'Assessore, non può essere altro che un provvedimento di legge che interessa la rete telefonica e i mezzi per la rete telefonica.

In Commissione l'Assessore ha fatto la proposta di utilizzare delle strutture che già esistono nella nostra Regione e che sono i ponti radio, perchè mi pare di aver capito che esiste in Regione una frequenza che è utilizzata dalla Protezione Civile e che potrebbe essere utilizzata anche per questo servizio. A me va anche bene che questa possibilità venga usata, però deve essere chiaro che l'interfaccia finale con l'anziano deve essere il telefono e non può che essere il telefono; non solo, ma l'organizzazione che noi abbiamo a disposizione deve essere integrata con la rete telefonica.

E questo perchè? Intanto per una questione di costi, nel senso che la rete telefonica è già una rete esistente, quindi non occorre inventare niente di nuovo, occorre semplicemente arrivare ad una definizione dei rapporti fra la Regione, l'USL e la SIP, ed eventualmente pagare un canone alla SIP, che però non è sicuramente pesante.

Dall'altra parte, anche per una questione di sicurezza e di efficienza, perché la rete SIP, per quanto non estremamente funzionante, dà delle garanzie di sicurezza di invio del messaggio e di non interferenza, cosa che i ponti radio non sempre garantiscono.

Credo che si possa dire, senza tema di smentita da parte del Consigliere De Grandis che ha predisposto questo disegno di legge, che abbiamo scopiazzato tutti e due (io per una interpellanza che presentai tempo fa e lui per quanto riguarda il progetto di legge) da un testo apparso su "Veneto: sicurezza sociale".

In quella pubblicazione è stato presentato qualche tempo fa il progetto sperimentale, per vedere se questo servizio andava bene, e poi nel numero del gennaio-febbraio 1988 abbiamo già dei risultati definitivi con i dati che si tendono ormai ad estendere su tutto il territorio regionale; si parla di ben 7500 anziani che sono già in collegamento con questo tipo di verifica.

È interessante vedere che delle urgenze che vengono recepite da questi centri di controllo, soltanto un terzo sono urgenze dal punto di vista psicologico o sociale. Un dato estremamente interessante è che in rapporto ad ogni chiamata per un evento urgente esistono delle chiamate dichiaratamente non urgenti, cioè l'anziano alza il telefono per chiamare il centro operativo e porre i suoi problemi; questa diventa spesso una abitudine dell'anziano, che costituisce la gran massa del lavoro.

Questo procedimento comporta certamente un giudizio positivo dal punto di vista dell'efficacia del servizio, che però richiede un notevole impegno per quanto riguarda la sua organizzazione.

Volevo far presente all'Assessore che questa è una classica legge che deve basarsi sul movimento cooperativo, perchè solo così è possibile, in tempi relativamente brevi, preparare il personale che possa affrontare situazioni che sono complicate non solo dal punto di vista dello smaltimento delle urgenze verso l'ospedale, verso il CEB, ecc., ma anche dal punto di vista di un colloquio di tipo sociale.

Uno dei temi che erano venuti fuori in Commissione era il costo di questo servizio; l'Assessore diceva che se 20 mila persone anziane ci chiedono tutte il telesoccorso, il telecontrollo, questo servizio viene a costare moltissimo.

In effetti, grazie all'esperienza anche della Regione Veneto, si può dire che se sono 20 mila gli anziani in Valle d'Aosta, non tutti hanno bisogno di questa struttura di telesoccorso. Abbiamo il dato della Regione Veneto da cui risulta che il rapporto fra le persone che hanno bisogno di questo servizio e gli anziani con più di 65 anni è di 1:12,5, cioè ci sono 60 mila anziani in Regione Veneto che avrebbero bisogno di questo servizio contro 800 mila anziani.

Quanti sono in Valle d'Aosta gli anziani che hanno bisogno di questo servizio? Se sono 20 mila, 1:12,5 significa 1400-1500 dispositivi. Adesso non ho sottomano quella proposta che era stata fatta da una cooperativa al Comune di Aosta, però mi sembra che per un migliaio di anziani si veniva a spendere circa 700 milioni. Possiamo largheggiare perchè in Valle d'Aosta ci sono problemi di linee telefoniche che abbracciano distretti telefonici differenti, mentre ad Aosta sarebbe tutto in rete cittadina, però è un problema di costi che può arrivare al massimo al miliardo e mezzo, due miliardi.

Questo costo a mio parere è da considerarsi ampiamente un risparmio rispetto alle altre spese che noi anche oggi abbiamo deciso di fare, perchè significa andare ad incidere su tutta una serie di ricoveri ospedalieri, nelle microcomunità, che, checché ne dica l'Assessore, sono dei fatti che esistono.

Penso che molti di voi conoscano il dott. De la Pierre, primario della Unità Operativa di Geriatria, e credo che potrà documentare sulle pressioni clamorose, insistenti che lui subisce per ricoverare della gente che rimane sola, particolarmente nella stagione estiva. E qui lascio agli altri Consiglieri l'interpretazione dell'ospitalizzazione durante il mese di agosto. Queste richieste penso che andrebbero a diminuire, se noi attivassimo un servizio di questo genere.

Lo stesso discorso vale per le microcomunità, per molta gente che abita in frazioni isolate o difficili da raggiungere, per le quali occorrerebbe il telesoccorso e quindi anche una struttura che evidenziasse i tempi con cui si può arrivare a portare un soccorso ad una determinata persona. Infatti, è evidente (e qui faccio un inciso) che nel momento in cui parte questo servizio, ogni utente deve avere la scheda che testimoni delle procedure che si devono utilizzare per poterlo raggiungere. Questo stimola tutto un servizio di verifica di qual è la posizione delle varie frazioni e la situazione dei vari mezzi.

Oggi, senza questo tipo di struttura, succede che per tagliare la testa al toro, per togliersi questo, per certuni, fastidio, per altri preoccupazione, l'anziano viene invogliato ad andare in una microcomunità. Questa cosa è drammatica perchè rischia di innescare un movimento che si morde la coda. Da una parte, lo dicevamo adesso, è un problema economico di costi per la società, ma dall'altra è anche un incentivo per altri a fare la stessa strada, perché nel momento in cui un anziano viene sottratto da una frazione, un altro anziano viene sottratto dalla stessa frazione, gli anziani che rimangono nello stesso gruppo di case si trovano sempre più isolati, e questo meccanismo tende ad espandersi a macchia d'olio.

Invece il telesoccorso, proprio mantenendo nelle proprie case, nel proprio contesto sociale le persone, consente di mantenere la struttura sociale e quindi di fare un'altra azione preventiva nei confronti della non autosufficienza degli anziani.

L'Assessore in Commissione criticava che noi utilizzassimo la Regione Veneto come punto di riferimento per il telesoccorso, perchè diceva che in Veneto non dispongono di assistenza domiciliare né di microcomunità come invece abbiamo in Valle d'Aosta, ed è per quello che fanno il telesoccorso. Credo che questo bisogna assolutamente smentirlo, perchè è chiaro che il telesoccorso sta a questi provvedimenti come la medicina preventiva sta alla medicina curativa: il telesoccorso è una struttura per evitare questi tipi di intervento e se noi lo avessimo fatto anni fa, sicuramente oggi con le strutture che abbiamo saremmo ampiamente sufficienti a rispondere alla domanda, mentre ci rendiamo conto che ogni giorno (ed anche oggi lo abbiamo visto in Consiglio sollecitata dal Consigliere Bajocco) ci viene la richiesta di nuove strutture per anziani. Questa richiesta di struttura per anziani andrà sempre più avanti anche perchè - e qui mi consentirete di essere un po' lungimirante, anche se non sarà interessato direttamente nei prossimi anni dalla cosa - il numero delle persone anziane aumenterà notevolmente nei prossimi anni in rapporto alla popolazione, e considerando che la popolazione valdostana è sostanzialmente stabile pensiamo di avere nei prossimi anni un aumento considerevole di anziani. Allora, o pensiamo di moltiplicare le microcomunità, gli ospedali, i posti letto, tutte queste strutture di assistenza, oppure cerchiamo di fare della medicina preventiva. In quest'ultimo caso credo che la Giunta regionale non debba prendere delle lezioni dall'opposizione o da Consiglieri di piccoli partiti, perchè nel campo delle tossicodipendenze è stata scelta questa strada, cioè di attivare delle strutture di pronto intervento, di rieducazione, di terapia, ma allo stesso tempo di fare un grossissimo lavoro nel campo della medicina preventiva.

Non so se questo servizio risolva il problema della prevenzione della non autosufficienza, ma certamente è una indicazione estremamente utile e noi dovremmo correre su questa strada proprio per evitare nei prossimi anni di trovarci sommersi da una organizzazione che non sappiamo più gestire.

L'Assessore ha più volte denunciato il fatto che per ogni lira che viene spesa per l'assistenza domiciliare, per le microcomunità, ecc., la Regione non riesce a recuperare nemmeno il 10%. Questi dati, man mano che andremo avanti nel tempo, potranno essere più pesanti e non è detto che le condizioni della Regione rimangano floride come quelle attuali.

Chiedo che questa legge sia approvata, anche se non è di mia iniziativa e non voglio nemmeno appropriarmene in qualche maniera, ma sia approvata con quei contenuti che ho cercato di illustrare. Dal punto di vista tecnico deve essere ben chiaro il rapporto con il telefono; dal punto di vista organizzativo deve essere ben chiaro che questa struttura deve interessare il territorio regionale, magari iniziando gradualmente con esperienze ad Aosta, che presenta meno problemi rispetto anche ad altre città, visto che c'è già stato un progetto; soprattutto questa iniziativa deve essere vista in integrazione e in prevenzione di tutta una serie di attività e di interventi nell'assistenza sociale che l'Amministrazione regionale già fa da qualche tempo.

Non so se c'è disponibilità da parte dell'Assessore di attivare questo tipo di soluzioni, però riterrei estremamente opportuno un suo intervento in questo senso, di accettare quindi la legge come è, o di fare delle modificazioni migliorative, ma che non alterino questi punti fondamentali.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Come ho avuto già occasione di dire, abbiamo seguito con interesse in questi ultimi anni le sperimentazioni che venivano fatte in altre Regioni sul telesoccorso.

Senza dilungarmi di nuovo su quanto avevamo già detto, gli emendamenti presentati sono per adeguare questa proposta di legge alla legge 93, testo unico sull'assistenza.

Ovviamente l'aggiunta fatta dal Consigliere De Grandis va bene e quando l'altro giorno parlavo di utilizzazione della Rete Radio Sanità, non intendevo che questo tipo di servizio potesse essere fatto completamente per mezzo di quella rete, ma parlavo di collegamento di questi centri sul territorio con i centri di emergenza dell'ospedale o delle guardie mediche. Evidentemente il tele-soccorso è fatto con telefono, però, così come avevamo già previsto a quel momento, per quei servizi che fossero richiesti dai Comuni e poi attivati, si potrebbe vedere, là dove questo centro sia istituito all'interno della microcomunità in cui esiste già una conoscenza del paziente sul territorio, di dare un minimo di servizio immediato e nel lo stesso tempo avere la possibilità di collegarsi con i centri di emergenza.

Per quanto riguarda la Regione Veneto, una volta un Assessore aveva detto di invidiare i servizi che avevamo noi. Ma una cosa mi preme dire: se qualcuno crede che con questo servizio si vada a sostituire il ricovero in ospedale o in microcomunità, non è nel giusto, perchè questo è un servizio che viene dato in più, ma non può essere considerato un servizio sostitutivo al ricovero o in ospedale o in una microcomunità, in quanto il ricovero in microcomunità è fatto essenzialmente per gente non autosufficiente o comunque non nelle condizioni di vivere da sola. Ad ogni modo è un servizio che va a beneficio della popolazione anziana.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Il nostro Gruppo è favorevole a questa proposta di legge, era già stato favorevole in Commissione, e anzi avrebbe la curiosità di sapere cosa è cambiato da due giorni fa ad adesso per convincere l'Assessore ad avere un atteggiamento diverso rispetto a questa proposta di legge.

Sono lieto che ci siano gli emendamenti e che prima o poi possiamo vederli, e sono anche lieto che venga accolta questa iniziativa.

Mi chiedo perchè si sono incontrate tutte quelle difficoltà da parte della cooperativa Tena quando ha presentato la proposta a livello di Comune, e perchè in precedenza, quando da parte della minoranza era stata presentata una mozione, l'atteggiamento fosse differente. Non vorrei proprio concludere che bisogna arrivare al periodo finale della legislatura ed avere la caratteristica di essere della maggioranza per veder prese in considerazione le proposte.

Questo del telesoccorso è un metodo che indubbiamente non sostituisce altri tipi di interventi, però può avere una sua utilità per le persone autosufficienti che vogliono vivere a casa propria e che vogliono avere la garanzia, se sono sole, di poter essere soccorse in tempi brevi qualora se ne verifichi la necessità.

Non credo che i costi saranno eccessivi; penso che esista come per tutti i fenomeni sociali un parametro di riferimento tra la popolazione che ha l'esigenza di un certo servizio e la classe a cui quella popolazione fa riferimento. Penso che sia un rapporto che non prende in considerazione il 50% o il 90% di tutti quelli che teoricamente potrebbero chiedere il servizio, ma che il rapporto sia molto più basso e che sia possibile quindi intervenire con costi sopportabili.

D'altronde un discorso del genere era già avvenuto per il trasporto gratuito degli handicappati: ricordo che era allora Assessore Pollicini e per un certo periodo quella proposta era stata tenuta in sospeso perché si diceva che erano 4000 persone, poi invece il costo del servizio nella realtà si è molto ridotto.

In attesa di vedere gli emendamenti proposti dall'Assessore annuncio il voto favorevole al disegno di legge.

PRESIDENTE: È chiusa a discussione generale. Si passa all'esame dell'articolato. Do lettura dell'art. 1:

Art. 1

1. È istituito il Servizio di "Telesoccorso-telecontrollo" con la finalità di assistere le persone con problemi di autosufficienza e anziani nel proprio domicilio mediante l'attivazione di un sistema organico di interventi assistenziali e sanitari in caso di necessità.

PRESIDENTE: All'art. 1 vi è l'emendamento sostitutivo dell'Assessore Voyat, di cui dò lettura:

Art. 1

1. Nell'ambito dei servizi previsti dalla legge regionale 15.12.1982, n. 93 (Testo unico delle norme regionali in materia di promozione di servizi a favore delle persone anziane ed inabili), può essere istituito il Servizio di "Telesoccorso-telecontrollo" con la finalità di assistere le persone con problemi di autosufficienza e anziani nel proprio domicilio mediante l'attivazione di un sistema organico di interventi assistenziali e sanitari in caso di necessità.

Lo pongo in votazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 2:

Art. 2

1. Il Servizio viene attivato, da costituendo organismo di gestione, su segnalazione di un Comune, di un Consorzio di Comuni, di una Comunità montana o dell'U.S.L., ciascuna per il territorio di competenza, previa individuazione degli utenti e in via prioritaria nelle aree ove maggiore è la loro concentrazione.

PRESIDENTE: All'art. 2 c'è l'emendamento sostitutivo dell'Assessore Voyat, di cui dò lettura:

Art. 2

1. Il Servizio viene attivato, dai Comuni e/o dai Consorzi di Comuni, ciascuno per il territorio di competenza, previa individuazione degli utenti e in via prioritaria nelle aree ove maggiore è la loro concentrazione.

Lo pongo in votazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 3:

Art. 3

1. Il servizio deve soddisfare i seguenti requisiti:

a) i centri operativi di telesoccorso-telecontrollo devono essere attivi nell'arco dell'intera giornata;

b) ogni utente deve essere dotato di idoneo apparecchio, che consenta di far pervenire al centro operativo il segnale di allarme e di far riconoscere il soggetto che ha inviato l'allarme.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'articolo 3:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 4:

Art. 4

1. La Giunta regionale, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la Commissione consiliare competente definisce:

a) le modalità operative del servizio;

b) le convenzioni con gli organismi incaricati di gestire il servizio;

c) le fasce di reddito in base alle quali gli utenti sono tenuti a concorrere parzialmente o totalmente alle spese del servizio, fermo restando che la prima fascia di reddito è esonerata da qualunque onere. Le fasce di reddito sono aggiornate almeno ogni triennio.

PRESIDENTE: All'articolo 4 vi è l'emendamento sostitutivo dell'Assessore Voyat, e il sub-emendamento del Consigliere De Grandis, di cui do lettura:

Art. 4

1. La Giunta regionale, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge (previ accordi con l'Associazione Sindaci della Valle d'Aosta), sentita la Commissione consiliare competente, definisce:

a) le caratteristiche tecniche del sistema di telesoccorso-telecontrollo mediante utilizzazione della rete telefonica;

b) le modalità operative del servizio;

c) la tipologia degli utenti del servizio;

d) la tipologia della partecipazione degli utenti al servizio;

e) lo schema-tipo di convenzione che gli Enti gestori intendessero stipulare con terzi per la conduzione del servizio.

Lo pongo in votazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 5:

Art. 5

1. Per il funzionamento del servizio è concesso un contributo annuo a fondo perduto di L. 400 milioni. Il relativo onere graverà sull'istituendo cap. n. 42660 del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 1988 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci.

2. Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede:

- per l'anno 1988 mediante riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al cap. 50000 "Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali" (spese correnti) del bilancio di previsione per l'esercizio 1988 a valere sull'accantonamento previsto all'allegato n. 8 al bilancio stesso relativo all'istituzione di un ruolo per l'inquadramento dei vigili del fuoco; su detto intervento risulta disponibile la minor somma di L. 2.143.750.000.

- per gli anni 1989 e 1990 mediante utilizzo per L. 800 milioni delle disponibilità già iscritte al programma 1-2 personale regionale del bilancio pluriennale 1988/1990.

- per gli anni successivi gli oneri previsti dalla presente legge saranno iscritti con la legge di approvazione dei relativi bilanci.

PRESIDENTE: All'art. 5 vi è l'emendamento dell'Assessore Voyat sostitutivo del 1° comma, di cui do lettura:

1: Per il funzionamento del servizio è stanziata la somma annua di L. 400 milioni. Il relativo onere graverà sull'istituendo capitolo n. 42660 del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 1988 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci.

Lo pongo in votazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 5 nel testo così emendato:

Art. 5

1. Per il funzionamento del servizio è stanziata la somma annua di L. 400 milioni. Il relativo onere graverà sull'istituendo capitolo n. 42660 del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 1988 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci.

2. Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede:

- per l'anno 1988 mediante riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al cap. 50000 "Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali" (spese correnti) del bilancio di previsione per l'esercizio 1988 a valere sull'accantonamento previsto all'allegato n. 8 al bilancio stesso relativo all'istituzione di un ruolo per l'inquadramento dei vigili del fuoco; su detto intervento risulta disponibile la minor somma di L. 2.143.750.000.

- per gli anni 1989 e 1990 mediante utilizzo per L. 800 milioni delle disponibilità già iscritte al programma 1-2 personale regionale del bilancio pluriennale 1988/1990.

- per gli anni successivi gli oneri previsti dalla presente legge saranno iscritti con la legge di approvazione dei relativi bilanci.

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 6:

Art. 6

1. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1988 sono apportate le seguenti variazioni:

in diminuzione

cap. 50000

"Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali (spese correnti)"

L. 400.000.000

in aumento

Settore 2-2-3 sicurezza sociale programma 2-2-3-04 servizi sociali Cap. 42660 (di nuova istituzione) codificazione 1.1.1.5.9.2.08.07.08 "Contributo annuo per il funzionamento del servizio di telesoccorso-telecontrollo"

L.R. n.

L. 400.000.000

PRESIDENTE: All'art. 6 vi è un emendamento dell'Assessore Voyat, per cui all'ultima riga le parole "contributo annuo" vengono sostituite da "contributi annui":

Lo pongo in votazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 6 nel testo così emendato:

Art. 6

1. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1988 sono apportate le seguenti variazioni:

in diminuzione

Cap. 50000

"Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali (spese correnti)"

L. 400.000.000

in aumento

Settore 2-2-3 sicurezza sociale programma 2-2-3-04 servizi sociali cap. 42660 (di nuova istituzione) codificazione 1.1.1.5.9.2.08_07.08 "Contributi annui per il funzionamento del servizio di telesoccorso-telecontrollo"

L.R. n.

L. 400.000.000

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 7:

Art. 7

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del 3° comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 7:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Annuncio il voto favorevole del nostro Gruppo su questo disegno di legge.

È un servizio che va senz'altro incontro alle esigenze di una fascia di utenti che si individua nella popolazione anziana; è un atto che fa onore al Consigliere De Grandis, che ho saputo non si vuole ricandidare, ma che in questo modo lascia una testimonianza in un campo come quello sociale degna di essere menzionata.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la legge nel suo complesso per scrutinio segreto:

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 27

Votanti 27

Favorevoli 24

Contrari 3

Il Consiglio approva