Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3671 del 20 aprile 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3671/VIII - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

PRESIDENTE: Do comunicazione al Consiglio dell'attività svolta dalla Presidenza del Consiglio e dagli organi consiliari dopo l'ultima adunanza:

Disegni di legge presentati:

D.L. n. 250, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Trasferimenti finanziari, in conto capitale, della Regione ai comuni della Valle d'Aosta per l'attuazione dei programmi di investimento in opere pubbliche di loro competenza" (1^ e 2^ Commissione)

D.L. n. 521, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Disciplina dell'azione amministrativa" (1^ Commissione)

D.L. n. 522, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Norme sullo stato giuridico e sul trattamento economico del personale regionale - Modificazione della disciplina sulle aspettative ed i permessi a favore dei dipendenti regionali chiamati a ricoprire cariche elettive" (1^ Commissione)

D.L. n. 523, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Interventi della Regione Autonoma Valle d'Aosta nella costruzione di edifici di culto" (1^ e 2^ Commissione)

D.L. n. 524, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Norme per la tutela dell'ambiente naturale, agrario e forestale" (2^ e 3^ Commissione)

D.L. n. 525, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 19 agosto 1984, n. 46, recante la disciplina della vendita di giornali e riviste e indirizzi di programmazione per la formazione dei piani comunali" (3^ Commissione)

D.L. n. 526, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Modificazione della legge regionale 6 giugno 1977, n. 41, recante norme per la concessione di contributi regionali per l'incremento ed il miglioramento delle attività delle imprese artigiane" (1^ e 3^ Commissione)

D.L. n. 527, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Provvedimenti per lo sviluppo della attività di estrazione e lavorazione del marmo e delle pietre affini" (1^ e 3^ Commissione)

D.L. n. 528, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Ulteriore stanziamento per la realizzazione della nuova scuola alberghiera regionale in Comune di Châtillon" (1^ e 3^ Commissione)

D.L. n. 529, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Aumento della spesa per l'applicazione della legge regionale 6 agosto 1988, n. 38: "Finanziamento impianto funiviario Chardonney-Laris" ed integrazioni alla legge regionale 28 dicembre 1984, n. 84 e successive modificazioni: "Finanziamento ripristino collegamento Aosta-Pila" (1^ e 3^ Commissione)

D.L. n. 530, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Rifinanziamento della legge regionale 16 giugno 1978, n. 22 concernente l'adesione della Regione al Consorzio garanzia fidi fra gli albergatori della Valle d'Aosta e successive modificazioni e integrazioni" (1^ e 3^ Commissione)

D.L. n. 531, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Aumento, per l'anno 1988, degli stanziamenti previsti per l'applicazione della legge regionale 22 aprile 1986, n. 16 concernente interventi per il recupero e la valorizzazione dei sentieri di montagna in funzione dello sviluppo del turismo escursionistico" (1^ e 3^ Commissione)

D.L. n. 532, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Modifica della legge regionale 30 ottobre 1987, n. 87 concernente l'intervento regionale a favore delle società minori che gestiscono impianti di risalita" (1^ e 3^ Commissione)

D.L. n. 533, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Disciplina dell'attività di guida turistica e accompagnatore turistico" (3^ Commissione)

D.L. n. 534, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Ordinamento della professione di guida della natura" (3^ Commissione)

D.L. n. 535, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Concessione di finanziamenti a tasso agevolato per la realizzazione di una struttura alberghiera in località Stafal di Gressoney-La-Trinité" (1^ e 3^ Commissione)

D.L. n. 536, presentato dalla Giunta regionale in data 6 aprile 1988, concernente: "Adesione della Regione al Consorzio garanzia fidi fra gli importatori e case di spedizioni operanti presso la circoscrizione doganale di Aosta" (1^ e 3^ Commissione)

D.L. n. 537, presentato dalla Giunta regionale in data 7 aprile 1988, concernente: "Disciplina sull'attribuzione dell'indennità di bilinguismo al personale ispettivo, direttivo e docente delle istituzioni scolastiche ed educative della Regione Valle d'Aosta" (1- e 5^ Commissione)

D.L. n. 538, presentato dalla Giunta regionale in data 7 aprile 1988, concernente: "Norme in materia di polizia locale" (1^ Commissione)

D.L. n. 539, presentato dalla Giunta regionale in data 7 aprile 1988, concernente: "Adesione della Regione Valle d'Aosta al Consorzio garanzia fidi tra esercenti attività di lavoro autonomo - Concessione di contributo in conto interessi" (1^ e 3^ Commissione)

D.L. n. 540, presentato dalla Giunta regionale in data 7 aprile 1988, concernente: "Nuove misure dell'indennità regionale corrisposta al personale direttivo e docente in servizio nelle scuole materne ed elementari della Regione per il prolungamento d'orario derivante dall'insegnamento della lingua francese" (1^ e 5" Commissione)

D.L. n. 541, presentato dalla Giunta regionale in data 7 aprile 1988, concernente: "Disposizioni urgenti in materia di raccolta e stoccaggio provvisorio di rifiuti solidi urbani e per l'incenerimento dei rifiuti speciali a base organica nonchè dagli animali o parti di animali da distruggere" (1^ e 2^ Commissione)

D.L. n. 542, presentato dalla Giunta regionale in data 7 aprile 1988, concernente: "Aggiornamento del piano sanitario della Regione Valle d'Aosta per il triennio 1983/1985" (4^ Commissione)

Proposta di regolamento n. 16, presentata dalla Giunta regionale in data 7 aprile 1988, concernente: "Norme in materia di polizia locale" (1^ Commissione)

Disegni di legge vistati:

D.L. n. 487, concernente: "Promozione di una fondazione per l'attuazione di iniziative culturali e l'organizzazione di convegni attinenti i rapporti tra diritti, società ed economia e contributo regionale alla fondazione medesima".

D.L. n. 504, concernente: "Rifinanziamento della legge regionale 6 luglio 1984, n. 30 e 12 dicembre 1986, n. 62, recanti interventi regionali in materia di agricoltura in corrispondenza di autorizzazione a contrarre mutui passivi".

Disegni di legge non vistati:

Riapprovazione con modificazioni della legge regionale concernente: "Disposizioni concernenti il personale direttivo e amministrativo addetto ai corsi di addestramento professionale alberghiero" (D.L. n. 482)

Deliberazioni vistate: n. 5

Riunioni delle Commissioni:

Conferenza dei Capigruppo: 1

Commissione per il Regolamento: 1

1^ Commissione: 1

2^ Commissione: 1

3^ Commissione: 1

4^ Commissione: 1

5^ Commissione: 2

Signori Consiglieri,

sono giornate, quelle in cui stiamo vivendo, in cui la cronaca è portatrice di notizie di odio e di violenza, dalle terre palestinesi occupate da Israele, a Tunisi, ad Algeri, a Napoli.

Crepitii di mitra, esecuzioni, bombe, dirottamenti. Poi sabato pomeriggio la sconcertante notizia del barbaro assassinio, rivendicato dalle Brigate Rosse, del Senatore democristiano prof. Roberto Ruffilli, esperto per la Democrazia Cristiana per i problemi dello Stato.

Per un attimo abbiamo creduto di essere ripiombati nella cupa atmosfera dei terribili giorni del sequestro di Aldo Moro, avvenuto il 16 aprile 1978, proprio alla vigilia, come oggi, della presentazione alle Camere di un nuovo Governo.

Come dieci anni fa con Moro, le Brigate Rosse hanno voluto portare un ennesimo attacco al cuore della Democrazia Cristiana e dello Stato, colpendo un uomo di grande valore che da anni stava dando il suo alto contributo di studioso nella progettanda riforma istituzionale, il fedele collaboratore del neo Presidente De Mita per la parte riguardante appunto le modifiche della nostra Costituzione. Vorrei qui ricordare un passo del commosso discorso commemorativo pronunciato dal Presidente De Mita lunedì pomeriggio a Forlì, che bene tratteggia la figura morale del Senatore Ruffilli: "Un uomo buono, così schivo, lontano da ogni tentazione di protagonismo. Un fine intellettuale quasi a disagio e sempre in prestito nella politica, dove si muoveva in punta di piedi. Un uomo che sapeva unire la ricchezza e il rigore intellettuale con quella umanità capace di sdrammatizzare le situazioni più tese. Anche voci di origine politica e culturale diverse dalla sua hanno riconosciuto che Roberto Ruffilli sapeva incarnare quelle virtù della politica che, soprattutto per un cristiano, sono virtù obbligate: la mitezza, la tolleranza e la disponibilità al dialogo".

Questa Assemblea esprime il suo profondo sdegno per questo ennesimo fatto di sangue, per questo vile gesto contro un onesto servitore dello Stato.

Nei giorni 5 e 16 aprile ho partecipato a Riva del Garda ai lavori della conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali, tutti incentrati sulle problematiche connesse all'avvio della riforma istituzionale.

Nel corso della riunione è stato elaborato ed approvato un ampio documento, inoltrato poi al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministero per gli affari regionali e le riforme istituzionali ed ai Presidenti dei due rami del Parlamento.

Nel documento in questione si sottolinea la necessità dell'ampliamento della sfera dei poteri regionali, la creazione di un rapporto più funzionale tra lo Stato e le Regioni, un collegamento politico fra le Regioni ed il Parlamento Europeo, al fine di rendere permanenti e continuativi i legami fra le realtà regionali, nonché una presenza più significativa delle Assemblee legislative nel dibattito ormai avviato sulla riforma dello Stato.

Il documento elaborato è stato inviato a tutti i Capigruppo.

Sono altresì pervenuti a questa Presidenza due esposti da parte di alcuni cittadini, l'uno in ordine al depuratore consortile in Comune di La Salle, frazione Derby, e l'altro in ordine alla progettata funivia Stafal-Gabiet nell'alta Valle del Lys.

È mancato nei giorni scorsi, a Pont-Saint-Martin, Bono Badéry, nota figura di partigiano combattente.

Alla famiglia rinnoviamo le più sentite condoglianze di questa Assemblea.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Ricco, ne ha facoltà.

RICCO (D.C.): Signor Presidente, Signori Colleghi, periodicamente l'umanità sembra esposta ad un vento di follia e di efferatezza. È il caso questa volta della spietata esecuzione dell'esponente palestinese, dell'ultimo assurdo episodio bellico del Golfo Persico o dell'estenuante calvario dell'aereo del Kuwait, conclusosi finalmente senza ulteriori spargimenti di sangue appena tre ore fa.

L'assassinio del Senatore della DC, Roberto Ruffilli, non sembra invece essere stato determinato da qualche influsso astrale; la mano dei suoi assassini è stata armata da un preciso disegno, da una lucida determinazione: quella di togliere di mezzo con un uomo mite e generoso, come lo ha definito il Presidente Ciriaco De Mita, le idee che egli portava avanti, il simbolo che rappresentava. Il compianto Sen. Ruffilli, infatti, attendeva per conto della Democrazia Cristiana all'importante e impellente progetto di riforma istituzionale dello Stato.

Le Brigate Rosse hanno quindi voluto eliminare il protagonista, per loro troppo scomodo, di un'azione coraggiosa e determinante in favore del rinnovo dello Stato democratico...

Con il barbaro assassinio di Roberto Ruffilli le Brigate Rosse hanno ripetuto il disegno già tragicamente portato a compimento dieci anni or sono con l'uccisione di Aldo Moro.

Gli uomini migliori, ed è ancora una volta la Democrazia Cristiana a pagarne il prezzo, vengono tolti di mezzo, soprattutto per le idee che rappresentano. E allora noi, nel piangere i nostri morti, in questo momento nel quale vorremmo abbandonarci ai sentimenti di profondo dolore che ci riempiono il cuore, dobbiamo trovare la forza d'animo necessaria per continuare, non solo con maggiore decisione la lotta contro l'eversione non ancora doma, ma per continuare altresì con maggiore determinazione nell'impegno civile e democratico che muoveva uomini come Aldo Moro e Roberto Ruffilli.

A nome della Democrazia Cristiana valdostana tutta, non solo, ma a nome di tutti gli animi civili e democratici che popolano la nostra Valle, mi associo alle nobili parole con le quali il Presidente del Consiglio ha voluto ricordare i tratti salienti della vita e delle opere del Senatore Roberto Ruffilli.

Siamo sgomenti, il suo assassinio ci ha profondamente colpiti e non abbiamo abbastanza parole per esprimere tutto il nostro sdegno e i sensi del nostro cristiano cordoglio. Ma una cosa ci sentiamo di dire in questo tragico momento: l'intenzione degli spietati assassini di colpire con Roberto Ruffilli, come già con Aldo Moro e con le altre vittime dell'eversione, i simboli che questi martiri civili rappresentano, cade nel vuoto; noi non cederemo, né di fronte alle minacce, né di fronte alle prospettive di morte.

Voglio qui citare un motto di Emilio Chanoux, pronunciato in altre circostanze difficili, ma sempre in favore della causa della libertà, della giustizia e del progresso civile: "Tomber bien bas pour regarder bien haut"; un motto che singolarmente ricorda un verso di Rostand, che lo scomparso Sen. Ruffilli amava particolarmente, che cioè la vera speranza nasce proprio nella notte, quando bisogna forzare l'aurora a nascere.

Termino sottoscrivendo di cuore queste nobili parole del Presidente De Mita: "L'impegno che assumiamo solennemente davanti ai cittadini è di continuare sulla strada della più intransigente difesa della libertà e della giustizia. Le forze dell'eversione siano sicure di una cosa: non prevarranno mai".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Mi associo alle parole del Presidente del Consiglio per la deprecazione dei numerosi atti di terrorismo che hanno insanguinato in questi giorni numerose località di questo mondo. In particolare mi pare di dover fare un collegamento fra l'assassinio di Abu Jihad, braccio destro di Arafat, e l'assassinio di Roberto Ruffilli: in entrambi i casi vengono uccise due figure chiave che portavano avanti un qualche tentativo di soluzione di grossi problemi.

L'uccisione di Abu Jihad rappresenta indubbiamente un colpo al confronto che stava nascendo per la soluzione della questione mediorientale e in questo caso credo non possa dimenticare il fatto che è uno Stato democratico - almeno queste sembrano essere le notizie confermate - che ha portato i suoi uomini in un altro paese a compiere questo atto di terrorismo.

Credo che non sia quella la strada per la soluzione della questione mediorientale; penso che tutti siano rimasti impressionati quando hanno visto il figlio di Abu Jihad, di tre anni, con un mitra-giocattolo in mano, che faceva il segno di vittoria dopo l'uccisione del padre. Non è quella la strada per risolvere i problemi fra i popoli.

L'uccisione di Roberto Ruffilli è certamente un grave colpo per la Democrazia Cristiana, e a questo Partito rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze; è anche un tentativo di colpire un uomo del dialogo. Roberto Ruffilli è l'uomo che in questi anni ha cercato di dialogare con tutte le forze popolari, democratiche. In questo senso gli accostamenti fatti con la vicenda del rapimento e dell'uccisione dell'On. Moro sono sacrosanti.

Rispetto a quella data di dieci anni fa sono però cambiate molte cose: il disegno delle Brigate Rosse potrà ancora seminare sangue e dolore, però è indubbiamente fallito e non ha nessuno spazio in questo paese civile e democratico.

Mi permetto di fare in coda a questo intervento anche un'osservazione sul lungo elenco di leggi che il Presidente del Consiglio ha prima ricordato: se non ho contato male, dovrebbero essere 24 le leggi presentate dalla Giunta nei giorni 6 e 7 aprile. Indubbiamente, per i lavori del Consiglio, trovarsi in chiusura di legislatura con una mole così rilevante di leggi, non è certamente una cosa che facilita il dibattito e l'esame approfondito. Se il ritmo di presentazione delle leggi usato in quei due giorni fosse stato analogo per tutti questi cinque anni, avremmo esaminato 22.000 leggi e non le 550 che di fatto abbiamo discusso.

Mi auguro che comunque, pur di fronte a questo "rash" finale, si conservi la capacità di distinguere ciò che è importante da ciò che lo è meno, per avere nell'ultima seduta consiliare una discussione che sia proficua e la possibilità di concludere qualcosa di utile.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Seppure in una tragica circostanza come questa, tragica perchè un sussulto di violenza inaudita sembra aver squassato il mondo intero, credo non sia il caso di lasciarci andare, né alla retorica, né ad una enfatizzazione dei fatti, pur non trascurando la delicatezza del momento, sia sul piano strettamente internazionale che su quello nazionale.

Mai una serie di tragiche circostanze si è accavallata come in questi ultimi tempi: dalla ricerca disperata di una terra come quella operata dal popolo palestinese e, a fronte, la violenza di un popolo che, dopo aver penato per millenni alla ricerca di una sua terra, ora si comporta in maniera assolutamente irrazionale. E in questo quadro inseriamo la barbara uccisione ad opera dei servizi segreti israeliani del vice di Arafat.

Da oltre 15 giorni un aereo delle linee kuwaitiane ferma in vari aeroporti lasciando nel dramma non solo le famiglie degli ostaggi, ma lasciando nel dramma gli stessi governanti che non sanno più che pesci pigliare per tirarsi fuori da una situazione così tragica.

Per ultimo a guerra Iran-Iraq, dove l'uso dei gas ha tragicamente portato alla ribalta in questi ultimi tempi una guerra senza pietà, se la guerra può essere definita pietosa.

Direi che a questo aggiungiamo gli ultimi episodi di terrorismo: uno a livello internazionale, che però ha portato all'uccisione di cinque nostri connazionali in quel di Napoli, dove l'assassinio è avvenuto su commissione - un killer giapponese, assoldato chissà da quali strane organizzazioni (qualcuno dice di provenienza mediorientale) - e l'ultimo, non meno tragico, assassinio del Sen. Roberto Ruffilli.

Rivolgo le più sentite condoglianze alla Democrazia Cristiana da parte dell'intero Gruppo socialista; ancora una volta il terrorismo ha colpito, ma non stiamo qui a ripetere frasi che per anni abbiamo sentito in aule come questa.

Credo che da parte nostra sia necessario, in questa tragica spirale di violenza, riaffermare il valore delle istituzioni repubblicane nate dalla Resistenza ed anche dalla nostra istituzione autonomistica.

Il terrorismo lo si combatte ridando credibilità alla classe politica, con una linearità di comportamenti che devono essere assolutamente cristallini e trasparenti; una classe politica travagliata e, se vogliamo, non più credibile come quella italiana non può sicuramente essere un baluardo invalicabile per un terrorismo sempre più feroce. Credo che anche da questi banchi possa partire un appello ad un modo diverso di essere e ad un modo diverso di fare politica.

Di fronte a questa ondata di violenza è bene ricordare una frase che comparve su un muro sbrecciato nei lontani giorni della guerra civile spagnola, una frase che è un monito e che noi dobbiamo assumere come elemento costante di riferimento: "No pasaran".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente De Grandis, ne ha facoltà.

DE GRANDIS (P.R.I.): Il Partito Repubblicano intende associarsi alle condoglianze ai familiari del Sen. Ruffilli e alla Democrazia Cristiana, cui il Senatore apparteneva.

Siamo rimasti profondamente colpiti da questo barbaro assassinio, che porta ancora una volta a meditare su quanto la democrazia debba riflettere sull'opportunità di mettere in atto una iniziativa necessaria perchè questo terrorismo infame abbia a finire una buona volta.

Proprio in questo periodo in cui sono avvenuti tutti questi fatti di sangue, che ricordava il Consigliere Torrione, dovremmo essere indotti a riflettere sul la necessità che questa nostra democrazia e questa nostra libertà sono sempre costantemente minacciate in campo nazionale e in campo internazionale, e che per esse noi dobbiamo spendere tutto il nostro impegno.

Mi sono venute in mente le parole di Pietro Calamandrei che affermava, al termine di un suo pensiero: "Ora e sempre resistenza". Se è vero che la resistenza armata contro la dittatura e il nazi-fascismo è terminata nel 1945, è altrettanto vero che la resistenza deve esserci tuttora: la resistenza oggi significa lotta contro il terrorismo, lotta contro le ingiustizie sociali, lotta contro la corruzione.

Noi tutti, uomini politici che abbiamo chiesto ed ottenuto la fiducia dei cittadini per rappresentarli nei consessi democratici, dovremo quindi riflettere sulla necessità di questa resistenza continua, giorno per giorno; senza questo impegno profondo, questi fatti di sangue, non solo sono destinati a continuare, ma possono addirittura diventare ancora più numerosi e più gravi.

Ed è con questo impegno che, rinnovando le condoglianze alle famiglie di tutti coloro che sono caduti in questi bagni di sangue nelle varie zone d'Europa e del Medio Oriente, il Partito Repubblicano rinnova le condoglianze ai familiari e alla Democrazia Cristiana.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): L'assassinio del Sen. Ruffilli sicuramente riapre una ferita dolorosa nella società italiana, quella provocata dalle Brigate Rosse negli anni di piombo; ma una domanda ci viene spontanea ed è quella di chiederci se in questi ultimi tempi lo Stato non abbia abbassato la guardia davanti al terrorismo, non abbia dato per scontato risultati che forse scontati non sono, soprattutto quando ci si rende conto che l'autorità morale di questo Stato italiano, rispetto a quella che aveva nel 1978 il Presidente del Consiglio Moro e la coalizione che vedeva riuniti molti partiti dietro il cosiddetto accordo di quasi tutto l'arco di forze presenti in Parlamento, è molto, molto diversa.

Vediamo uno Stato che è incerto davanti al terrorismo, perchè un mese fa era stato scoperto un attacco delle Brigate Fosse all'On. De Mita ed è stato forse un atteggiamento di troppa sicurezza per averlo sventato abbassare la guardia nei confronti di atti successivi. Oggi quell'autorità morale è inficiata dalle continue crisi di governo, dal gioco delle parti, da cinque partiti che amministrano la vita del Paese, provocando crisi, facendosi dispetti, senza un minimo di dignità, né di correttezza rivolta all'elettorato.

Abbiamo dei partiti sfasciati dagli scandali, i cui segretari vengono rinvia ti a giudizio perchè coinvolti in scandali, come è il caso. del Partito Socialista Democratico Italiano, e quei partiti sono ancora lì ad amministrare le fortune e le sfortune d'Italia.

Credo che dalla Valle d'Aosta possa partire anche un elemento di dignità, un elemento di correttezza e anche un elemento di autorità morale; ed anche qui abbiamo i metodi e i modi per farlo, in questo Consiglio e nella campagna elettorale che ci avviamo a vivere.

Ma altrettanto gravi sono le notizie dal Medio Oriente, dalla guerra Iran-Iraq con le migliaia di persone stroncate dai gas, come si faceva nella prima guerra mondiale; abbiamo l'assassinio di Abu Jihad, uno dei leader dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina, che viene decisa da un governo. Non sono talmente sconvolto dalla morte di un palestinese, perchè purtroppo capita spesso di questi tempi, quello che mi pare veramente drammatico è che per la prima volta, per ammissione delle stesse fonti di notizie americane, sicuramente non filopalestinesi, questo assassinio è stato votato dal Governo, come potevamo votarlo noi qua.

Ricorda purtroppo, questo evento drammatico, una ricorrenza di quarant'anni fa nel giorno di oggi, che è la rivolta del ghetto di Varsavia. Non credo che si possano fare dei paralleli storici e trarne delle conseguenze di tipo politico, ritengo però che sia importante notare come le stesse parole si usino oggi come si usavano quarant'anni fa per gli ebrei del ghetto di Varsavia: si parla di deportazione di palestinesi dai territori occupati in Libano, si parla di assassini su mandato del Governo; le stesse parole si ripropongono a quarant'anni di distanza.

Se un Governo come quello israeliano sceglie una strada come quella dell'assassinio con votazione, penso che tutti noi, come cittadini di questo mondo, e soprattutto come uomini politici valdostani, dobbiamo sentirci sfidati e rispondere correttamente. Abbiamo già perso un'occasione qualche mese fa di testimoniare le nostre scelte in questo settore, cioè che vogliamo usare parole di pace, usare il dialogo, la discussione, il dibattito e non i mezzi della violenza. Ma credo che altre occasioni avremo in futuro, perchè un ambasciatore di Israele non viene in Valle d'Aosta per fare una visita di cortesia agli amici del Lyons, viene per fare il "business", viene per fare magari degli impianti di irrigazione oppure a fare propaganda per altri suoi prodotti.

Credo che su questi temi noi possiamo dare una risposta chiara a chi usa metodi che non approviamo e vedremo se in quella occasione chi rappresenta le istituzioni valdostane saprà comportarsi con più coraggio e con più dignità.

Penso che la Valle d'Aosta possa fare molto in questo campo e possa fare molto anche mantenendo, come dicevo prima, una autorità morale che anche in Valle d'Aosta è attesa dalla gente. Il presentare decine e decine di provvedimenti di legge sfruttando la scadenza dei termini del Consiglio, non è certo un modo di comportarsi correttamente.

Invito il Presidente della Giunta e il Presidente del Consiglio a rendersi conto di questa emergenza legislativa e constatare insieme all'opposizione che questo metodo di legiferare non va a vantaggio dei valdostani.

Tutti abbiamo assistito con un po' di disagio alla litania che ha fatto all'inizio di questa riunione il Presidente del Consiglio leggendo quella infinità di leggi: spero che nel Consiglio fissato per i giorni 6 e 7 maggio prossimi la litania non dobbiamo cantarla e suonarla alla dignità di questo Consiglio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Stévenin, ne ha facoltà.

STEVENIN (U.V.): Je m'associe aux paroles du Président du Conseil et à celles des autres Conseillers régionaux qui ont voulu prendre la parole avant pour condamner les actions criminelles et les actes de terrorisme, auxquels nous avons assisté et que nous vivons encore aujourd'hui.

Tout particulièrement je voudrais m'arrêter sur le meurtre du Sén. Ruffilli, homme d'étude, homme d'université, qui essayait de travailler pour contribuer à la solution des différents problèmes concernant la vie politique, économique et sociale de l'Italie, problèmes qui affligent depuis longtemps et qui grâce à sa contribution pouvaient trouver une solution. A sa famille et à la Démocratie Chrétienne nous exprimons toutes nos condoléances.

Je veux en cette occasion rappeler aussi la figure de Bono Badéry, homme de la Résistance qui a travaillé après la guerre pour le développement de la Vallée d'Aoste et tout particulièrement pour le développement de la Vallée du Lys. A sa famille nous exprimons nos condoléances.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): A nome del Partito socialdemocratico voglio associarmi al dolore dei familiari del Sen. Ruffilli e a quello della Democrazia Cristiana.

Credo che il Sen. Ruffilli sia stato prestato alla politica ed è stato assassinato con il metodo nazista, con tre colpi di pistola. Crediamo che il disegno strategico e politico delle Brigate Rosse sia fallito; forse ne esistono ancora delle schegge, come qualcuno alcuni mesi fa le ha definite, ma credo che ormai le Brigate Rosse debbano prendere atto di questo fallimento.

Voglio associarmi anche al dolore per le vittime del vile attentato che si è verificato a Napoli; lo voglio dire con molta amarezza e non voglio approfittare di questa occasione per fare della polemica, ma credo che l'imprudenza e la faziosità di alcuni Consiglieri, che mi hanno preceduto poc'anzi, nell'attribuire la responsabilità dell'omicidio - che noi condanniamo - del braccio destro di Arafat ai servizi segreti di Israele, non vada sottaciuta.

Crediamo fermamente in un dialogo democratico e lo ha affermato ieri sera in una intervista Peres, il quale ha detto che il popolo di Israele cerca la collaborazione, la via della pace e siamo convinti che questa è la strada giusta.

Vorrei ancora dire al Consigliere Sandri, che ha approfittato di questa commemorazione per attaccare il Partito socialdemocratico, definendolo un partito degli scandali, che è ancora al Governo, che avrebbe fatto meglio ad interessarsi di quello che succede in Valle d'Aosta, e mi riferisco agli scandali del Casinò, della Multibox, al concorso truccato sulla pelle di migliaia di disoccupati in Valle d'Aosta. Queste sono responsabilità politiche di questa Giunta;

Inoltre non si possono rivolgere al Partito socialdemocratico certe accuse, perchè è ancora tutto da dimostrare. La Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista hanno ministri e assessori coinvolti, se il Consigliere Sandri voleva riferirsi allo scandalo di De Mico. Non è stato corretto da parte del Consigliere Sandri, in una occasione come questa, attaccare il Partito socialdemocratico.

Crediamo nella socialdemocrazia e se ci sono degli uomini che sono coinvolti negli scandali abbiamo il dovere, come lo hanno altri partiti, di metterli fuori, perchè crediamo nel principio della socialdemocrazia e non è questo il momento di cui approfittare, come ha fatto il Consigliere Sandri, attaccando il nostro Partito ed attaccando il popolo di Israele. Se poi il Consigliere Sandri voleva parlare di scandali, avrebbe fatto bene a parlare degli scandali di casa nostra.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Mi associo a nome del Movimento Sociale Italiano alle parole di condanna e di cordoglio nei confronti dell'assassinio del Senatore democristiano e vorrei fare alcune brevi considerazioni.

Non condivido le dichiarazioni che ha fatto il Consigliere Baldassarre dicendo che è stato un assassinio nazista; è stato un assassinio e basta, perchè gli assassini sono tutti uguali.

Alcune considerazioni invece su quelle che sono le nostre istituzioni: ritengo importante oggi, di fronte a questi importanti avvenimenti, sottolineare che ci troviamo di fronte ad uno Stato che non è più Stato, di fronte ad una istituzione, ad una Repubblica "nata dalla Resistenza", come ho sentito citare prima, che ormai è una Repubblica superata, che fa acqua da tutte le parti, che non bisogna cercare di tamponare, ma che è necessario modificare. Allora ecco l'opportunità, la necessità di cambiare le nostre istituzioni, che devono essere riproposte su basi nuove, più decise e concrete.

In questo contesto, da anni proponiamo e portiamo avanti il discorso della pena di morte. Non lo dico con enfasi o per citare dei paroloni, ma è importante riflettere attentamente su questa richiesta di dare la pena di morte a coloro che danno la morte a degli innocenti, la pena di morte a coloro che commettono crimini assurdi, attentati. C'è la necessità di cambiare le istituzioni per avere delle leggi più serie, delle leggi più serie, delle leggi che siano veramente uguali per tutti e che non avvenga, come avviene oggi, che dei brigatisti, dei terroristi, gente che ha ucciso decine di persone siano in libertà, mentre ci sono dei "poveri Cristi" in galera per piccoli reati, che pagano pesantemente. Questa è la giustizia di questa democrazia.

Noi portiamo avanti questo discorso: cerchiamo di cambiare le istituzioni, di migliorare le istituzioni, proprio per dare quella giustizia che ognuno di noi vuole che sia fatta.

Un breve accenno sulla questione palestinese. Il Movimento Sociale Italiano ha espresso le sue posizioni in merito: siamo perchè ci sia uno Stato libero palestinese, perchè anche i Palestinesi hanno diritto ad una terra loro. Contemporaneamente chiediamo che venga riconosciuto lo Stato di Israele, perchè fino a quando questo non avverrà, non si risolverà mai il problema palestinese e il problema del Medio Oriente. C'è una valutazione di principio che deve essere portata avanti, deve essere analizzata e deve trovare l'accordo fra le due nazioni: i Palestinesi devono riconoscere lo Stato di Israele e a sua volta lo Stato di Israele deve riconoscere la necessità di un nuovo Stato palestinese. Questa mi sembra sia la soluzione più logica per cercare di risolvere quel dramma.

Un aspetto che ritengo essenziale e che deve colpire la coscienza di tutti noi è quello della necessità della revisione delle nostre istituzioni per creare uno Stato più serio, più giusto, più democratico, perchè questa non è democrazia. Quando vediamo terroristi con dieci omicidi sulla coscienza, che sono liberi, quando sentiamo delle interviste come quelle dell'On. Piccoli della Democrazia Cristiana - che purtroppo è doveroso citare anche in questo momento - che si è espresso in favore del perdonismo, del lassismo nei confronti dei terroristi, mi domando a quale situazione si va incontro. Occorre uno Stato che abbia l'autorità per garantire la libertà e la democrazia a tutti i cittadini.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.

PEDRINI (P.L.I.): A nome del Partito Liberale, visto che la discussione è stata talmente ampia che non credo opportuno riprenderla, mi associo alle parole di lutto del Presidente.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

MAQUIGNAZ (A.D.P.): Brevemente, a nome degli A.D.P., desidero associarmi alle parole di cordoglio del Presidente del Consiglio e dei colleghi che mi hanno preceduto, per condannare gli atti di terrorismo che purtroppo hanno tormentato in questi giorni il nostro Paese.

In particolare anche noi desideriamo deplorare con forza e con fermezza l'assassinio del Sen. Ruffilli, uomo di cultura, di capacità e di serietà indiscussa.

Con l'occasione desideriamo porgere le più sentite condoglianze ai familiari della vittima e alla Democrazia Cristiana.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.

BERTI (Art. e Comm. vald.): Desidero associarmi anch'io alle parole di condanna al terrorismo e a tutte quelle deviazioni che ci sono nel mondo, per ultima anche quella della morte del Sen. Ruffilli. Mi associo alle condoglianze alle famiglie.