Oggetto del Consiglio n. 3669 del 7 aprile 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3669/VIII - RITIRO DELL'ORDINE DEL GIORNO CONCERNENTE: "CORRETTA INFORMAZIONE SULL'ATTIVITÀ DEL CONSIGLIO REGIONALE".
PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno in oggetto, presentato dal Consigliere Torrione ed iscritto in via d'urgenza all'ordine del giorno dell'adunanza in corso con provvedimento n. 3665/VIII in data odierna.
ORDINE DEL GIORNO
IL CONSIGLIO REGIONALE
PRESO ATTO che da parte di alcuni organi d'informazione ed in particolare della "Repubblica" si è totalmente falsata la cronaca della seduta del Consiglio regionale del 6 aprile 1988, attribuendo ad esempio al gruppo socialista di aver votato insieme alla maggioranza regionale su una proposta di sospensione del Consiglio per l'esame della vicenda legata al ritorno in aula del Consigliere Mario Andrione mentre nella realtà dei fatti è avvenuto esattamente il contrario;
RILEVATO che nel caso in esame il giornalista Roberto Patruno di "Repubblica" ha scritto l'articolo senza neppure presenziare, come sarebbe professionalmente corretto, alla seduta consiliare;
CONSIDERATO che l'episodio è sintomatico di un certo modo di "fare informazione" che purtroppo non solo è ormai largamente generalizzato ma è anche la manifestazione di un modo profondamente fazioso di interpretare la professione giornalistica, specie quando quest'ultima viene strumentalizzata a fini di parte;
DEPLORA
l'atteggiamento di certa stampa e nel caso specifico di "La Repubblica" che, deformando la verità dei fatti, fornisce artatamente un'informazione volta a prospettare una visione parziale e faziosa degli avvenimenti;
RIBADISCE
l'esigenza che una concreta ed imparziale informazione serva invece a favorire la partecipazione dei cittadini alle vicende legate alla gestione della cosa pubblica e alla difesa delle istituzioni.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Ci sono dei momenti della vita politica, come quello che abbiamo vissuto ieri, che, a mio parere, non dovrebbero essere assolutamente enfatizzati, ma certamente puntualizzati. Io credo, infatti, che la seduta di ieri, al di là del fatto personale che ha coinvolto il Presidente Andrione, abbia avuto, per qualche verso, una rilevanza di tipo politico.
Credo che, nell'informare l'opinione pubblica, il primo dovere di un giornalista, categoria alla quale appartengo anch'io come pubblicista da ben 25 anni, sia quello di dire la verità sul modo in cui si sono svolti i fatti. Ieri mattina, per un disguido del quale, peraltro, avevo già fatto notare la valenza politica all'interessato, la RAI diede notizia che il Gruppo socialista, alla prima richiesta di sospensione dei lavori, formulata dal Consigliere Baldassarre, aveva votato contro, allineandosi alla maggioranza. Ciò non è assolutamente vero, perché noi abbiamo votato come dovevamo votare e cioè a favore della proposta, anche per una questione di principio. Non si era mai verificato, del resto, che una proposta di sospensione venisse bocciata dal Consiglio.
Malignamente, però, "La Repubblica" ci ha voluto attribuire un atteggiamento di tipo politico. Personalmente sono molto polemico con questo giornale, perché ho avuto modo di verificarne la faziosità già in un'altra occasione. Sono ben note, del resto, le caratteristiche de "La Repubblica" ed il suo modo di fare informazione nei confronti del Partito socialista.
Visto, però, che questi signori si arrogano, ogni tanto, non solo il diritto di fare dell'informazione, ma anche quello di esprimere dei giudizi, questi "Catoni censori" dovrebbero essere al di sopra di ogni sospetto. Non è certo il caso in esame, perché il signor Patruno, che io non ho il piacere di conoscere e che spero di conoscere, che ha redatto quell'articolo, non era nella tribuna-stampa della nostra sala consiliare, ma ha fatto il servizio standosene comodamente seduto, non so se a Torino o a Milano, ed ha espresso dei giudizi assolutamente inventati. Non so come si possa testimoniare dell'atmosfera e delle vicende di un Consiglio standosene a Torino e facendo così del giornalismo più deteriore, cioè quello per "sentito dire".
Chiaramente un informatore locale gli ha riferito i fatti correttamente, ma lui li ha interpretati come ha voluto. Io credo che l'etica professionale ed il codice di comportamento del giornalista prescrivano di riportare un fatto come quando si verifica. Questo signore, invece, ci gratifica di questa affermazione: "I Consiglieri del P.S.I. si sono espressi per la maggioranza, cosa che non avveniva da mesi in Consiglio - chissà perché, poi, doveva avvenire! - ed è accaduto proprio in difesa dell'ex-Presidente della Regione, Andrione".
Al di là del fatto sta la faziosità dell'informazione: è da un po' di tempo che noi Consiglieri balliamo sulla faziosità dell'informazione: nel caso specifico de "La Repubblica", un anno fa io mandai due lettere raccomandate per smentire un fatto.
Ora, qui si pubblica di tutto, ma stranamente, quando le lettere a "La Repubblica" vengono da una certa parte politica, Scalfari, questo ex socialista - e sappiamo benissimo le vicende per le quali Scalfari ha del profondo risentimento: era un deputato del nostro Partito e, da quando non fu più rieletto, ha caricato la sua carriera giornalistica di significati diversi dal socialismo -, questo illustre personaggio, che fa sempre il censore nei confronti di tutti, manda ad Aosta un giornalista inesistente, questo Patruno che non esiste... Come si chiama?...Roberto Patruno, nome da segnare, anche questo, nell'albo d'oro del giornalismo e, magari, gli rifileremo anche un "Premio Saint-Vincent", quando lo avremo istituito.
Questo discorso lo faccio con un certo rammarico, perché quel giornale, oltre a proiettare all'esterno una certa immagine di noi - e per sfortuna nostra "La Repubblica" ha una grossa tiratura: è diventato il primo giornale d'Italia -, si permette, attraverso servizi sulla Valle d'Aosta, di esprimere dei giudizi come quello di oggi, a proposito della presenza dell'ex Presidente Andrione, dicendo: "L'ex latitante eccellente riconquistò la sua poltrona". Il primo dovere, per poter dire queste e tutte le altre cose su questa seduta consiliare, è quello di essere lì sopra, come i suoi colleghi.
A questo punto, mi va di spendere una parola - e poi concludo - per tutta quella cosiddetta "informazione minore", che è rappresentata dalle televisioni e dalle emittenti private, per dire: per fortuna che esiste anche una certa stampa, che è diversa da quella di livello nazionale e che, ogni tanto, dà anche a noi la possibilità di esprimere un giudizio! Se i giudizi dovessero essere tranciati solo da quei signori, che fanno del giornalismo "per sentito dire", noi saremmo ridotti molto male!
In questo Paese, del resto, certi atteggiamenti sono determinati da Scalfari e dai suoi illustri seguaci, come questo Patruno, che io sfido pubblicamente a scrivere un articolo per dichiarare: "Sono venuto ad Aosta ed ho assistito alla seduta del Consiglio regionale del 6 aprile", ammesso, ovviamente, che sia ancora credibile, altrimenti è un pagliaccio. Ma se è un pagliaccio, noi non abbiamo bisogno di giornalisti-pagliacci e ci rifiutiamo di ritenere che questo giornale sia di un certo tipo.
Detto questo, mi assumo tutta la responsabilità delle affermazioni che ho fatto questa mattina verso "La Repubblica" e spero che, qualora dovessi anch'io inviare una lettera alla sua redazione, quel giornale, non fosse altro per tutte le insolenze, tra virgolette, che sono riuscito a proferire nei suoi confronti questa mattina, mi riterrà almeno degno di offrirmi ospitalità su questo non illustre giornale. Non ho altro da dire.
Nell'ordine del giorno deploro questo atteggiamento e mi auguro che il Consiglio prenda atto di come si fa del giornalismo nel nostro Paese. Per fortuna questo atteggiamento non è generalizzato!
Concludo affermando che, quando la Valle d'Aosta finisce sulle pagine nazionali, grazie a dei giornalisti che redigono articoli senza essere presenti, credo che il giudizio si sintetizzi da solo. Questo non è giornalismo: questa è faziosità, è presa di posizione preconcetta ed è un modo per gestire l'informazione a fini di parte. La cosa mi fa letteralmente schifo!
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Chiedo subito scusa al Consigliere Torrione, se non voterò il suo ordine del giorno e lo dico a ragion veduta, nonostante i suoi apprezzamenti sulla mia sicurezza e sulle mie presunte particolari e differenti capacità, sulla boria che mi dovrebbe contraddistinguere come politico nel dare lezioni ai giornalisti.
Io, però, mi astengo per due ragioni fondamentali. La prima ragione sta nel fatto che io ho letto diversamente quell'articolo; l'ho trovato profondamente ironico ed estremamente simpatico, perché, ad un certo punto, tra le altre cose, dice che il Consigliere Stévenin ieri era in completo grigio, quando tutti noi sappiamo benissimo che era in spezzato; dice, per esempio, che il Consigliere Andrione, nei corridoi, avrebbe detto: "Riprendo l'attività politica", mentre è stato brillante assente per quasi tutta la discussione che abbiamo fatto in Consiglio regionale.
Io apprezzo, invece, il lato ironico...
(...INTERRUZIONE del Consigliere TORRIONE...)
SANDRI (N.S.): Consigliere Torrione, io...
(...INTERRUZIONE del Consigliere TORRIONE...)
SANDRI (N.S.): Consigliere Torrione, ho scritto anch'io delle lettere a "La Repubblica", ma non sono state pubblicate, perché anche nella mia Sinistra c'è chi ha il cassetto giusto e chi ha il cassetto sbagliato...
(...INTERRUZIONE del Consigliere TORRIONE...)
SANDRI (N.S.): Tuttavia io l'ho letto in chiave completamente diversa e non mi è particolarmente piaciuto, perché ritengo che, effettivamente, alcune cose siano state riferite un po' come fruscio della Valle.
Attenzione, però, perché già in altri tempi e modi la politica si è occupata dei giornalisti. Credo, quindi, che bisogna un po' astenersi dal fare apprezzamenti sui giornalisti. Noi abbiamo molte cose da dirci come politici, ma è quantomeno eccessivo che i politici vadano a cercare la faziosità tra i giornalisti, specie in questo periodo in cui certe posizioni sono sicuramente alterate dall'approssimarsi del rinnovo del nostro Consiglio regionale.
Io credo che ciascuno debba fare il proprio lavoro: noi lo facciamo come meglio ci è possibile, e credo che anche i giornalisti lo fanno come loro riesce meglio. Se qualcuno intende correggere determinate storture o eventuali errori, può ricorrere alla legge sulla stampa, che garantisce tutti i cittadini.
Secondo me però, come Consiglio regionale, non abbiamo né la possibilità, né l'opportunità politica di prendere decisioni in questo senso. Mi consenta, perciò, il Consigliere Torrione, che ha molta più esperienza di me, di invitarlo a ripensare al suo ordine del giorno e, eventualmente, a ritirarlo.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): A nostro giudizio, il commento de "La Repubblica" è opinabile, ma rientra nella libertà di stampa dei giornali, nel senso che, se il giornalista (ma questa è una sua opinione) ritiene che l'opposizione, ieri, sia stata "raggelata" (noi abbiamo un'opinione del tutto differente e non abbiamo provato nessuno brivido particolare), lo scriva pure, perché non lo contestiamo.
Il giornalista ritiene che l'ingresso del Consigliere Mario Andrione in Consiglio sia stato un trionfo, ma noi abbiamo un'opinione diversa, perché crediamo che quell'ingresso abbia creato problemi di un qualche peso e non sia stato certamente un trionfo.
Vogliamo però dire che il Consigliere Torrione ha ragione su di un punto: si possono dare giudizi diversi, si può anche non parlare, come si fa in questo breve articolo, della presenza e dell'intervento dei comunisti, ma non si possono alterare i fatti e dire che un Gruppo ha votato in un modo, quando ha votato in tutt'altro modo. A mio giudizio, questo è senz'altro criticabile.
Se l'ordine del giorno, quindi, ha il senso di riaffermare il principio del diritto di poter esprimere giudizi su tutto, ma che i fatti non possono essere rovesciati, noi lo voteremo.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Io capisco la rabbia giustificata del Consigliere Torrione, perché nell'articolo si prospetta una situazione negativa nei confronti del suo Partito, però Scalfari è una creatura del Partito Socialista Italiano,... eh! eh! Se un socialdemocratico si dovesse permettere di presentare un ordine del giorno di questo genere, sarebbe la fine totale...
(...INTERRUZIONE...)
BALDASSARRE (P.S.D.I.):...la fine, come vuoi tu, del P.S.D.I.... Non bisogna mai avere la presunzione di conoscere che cosa fa l'elettorato nel momento in cui va a votare, perché sarebbe un grosso errore da parte di tutti. Mi auguro che in Valle d'Aosta ci sia della gente libera e sono convinto che c'è della gente che non ha problemi di connivenza con il potere ed a questa gente va appunto il mio appello.
Chiusa questa breve parentesi, dico al Consigliere Torrione che in Consiglio regionale dovremmo affrontare un dibattito su tutta l'informazione, proprio perché non siamo entusiasti dell'informazione privata e pubblica in Valle d'Aosta, altrimenti faremmo un discorso a metà. Il Consigliere Torrione potrebbe benissimo mandare una lettera, anche perché è previsto dalla legge di poter correggere una certa informazione o interpretazione che non corrisponde al vero. Siccome la legge è dalla parte del Consigliere Torrione, io credo che questa sarebbe la strada più giusta.
La votazione di questo ordine del giorno, molto duro nei confronti della stampa, mi sembra essere una specie di censura, più che una critica, e non dovremmo incorrere in questo nuovo errore che potrebbe ritorcersi contro di noi.
Noi vogliamo essere critici nei confronti della stampa, così come da anni lo siamo nei confronti di certa stampa. Il Collega Torrione, del resto, ha condotto da cinque anni, insieme al sottoscritto e ad altre forze politiche, una battaglia sulla correttezza nell'informazione; un ordine del giorno di questo genere, però, mi trova un po' perplesso.
Pertanto, se il Consigliere Torrione insiste nel voler sottoporre a votazione l'ordine del giorno, io mi asterrò, pur comprendendo la sua rabbia e quella del Gruppo socialista nei confronti di un certo tipo di informazione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Je crois que même s'il est utile de faire un débat aujourd'hui sur l'information, ce serait peut-être difficile pour un tas de raisons. Si on doit lire l'ordre du jour dans sa dernière partie: "ribadisce l'esigenza di una corretta ed imparziale informazione che serva a favorire la partecipazione dei cittadini alle vicende legate alla gestione della cosa pubblica e alla difesa delle istituzioni", je crois que tout le monde est d'accord.
Ce qui est un peu plus difficile c'est de prendre comme exemple et de se rattacher uniquement aux faits de ce compte-rendu, au-delà des questions qui ont déjà été reprises par d'autres Conseillers sur le fait que le journaliste en question n'était pas présent et qu'il a dit des choses que peut-être il pouvait uniquement rapporter si, comme l'a dit justement M. Torrione, il avait été là; mais, au-delà de cela, je crois qu'il est un peu difficile de faire, en tant que Conseil, toute une série de considérations sur le fait spécifique de cet article de "La Repubblica".
Moi je crois que, si le Conseiller veut reprendre d'une autre façon la question de l'information et arriver à ces conclusions, on est d'accord; mais toutes ces prémisses et après "deplora l'atteggiamento nel caso specifico de "La Repubblica"", et justement "una visione parziale e faziosa", là, je crois que chacun peut avoir l'idée qu'il veut. Je crois que tout de même il est un peu difficile d'accepter, dans son ensemble, cet ordre du jour.
Je crois que si les conclusions sont les suivantes on peut les souscrire, mais les prémisses non. Je crois qu'on pourrait être plus générique, car je crois que si les Conseillers voulaient prendre des exemples sur ce qui se passe dans la presse, chacun pourrait en avoir, je crois des dizaines, sur l'attention à certains problèmes; là malheureusement chacun peut se plaindre de toute une série d'attitudes, mais il est un peu difficile de dire tout court: c'est "La Repubblica", c'est l'artice qui doit être visé et par conséquent on doit arriver à certaines conclusions.
Alors si le Conseiller croit modifier et reprendre le discours dans notre Conseil en modifiant les prémisses, je crois que sur la conclusion on est d'accord, autrement on s'abstiendra sur l'ensemble de l'ordre du jour.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Credo di poter accettare l'invito del Presidente della Giunta a discutere questo ordine del giorno la prossima volta.
Al di là di questo però, Signor Presidente, quando uno dice il falso, è un bugiardo. Dire che il Gruppo socialista ha votato in un modo, anziché in un altro, è falso! Signor Presidente, questo discorso deve essere inquadrato anche nel contesto del giornale e non deve essere estrapolato. Al signor Patruno rivolgerò questa domanda: "Perché proprio il Gruppo socialista? Perché?". Potrei dare un sacco di risposte, ma non le voglio dare qui.
Perché fa notizia solo il Gruppo socialista? Perché è "La Repubblica" che scrive...
(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)
TORRIONE (P.S.I.): No! No, per carità!
Signor Presidente, l'altra cosa che io deploro e per la quale ho usato un'espressione molto forte è che non si può stendere un resoconto sui lavori del Consiglio regionale stando a cento chilometri di distanza. Se noi tolleriamo una cosa del genere, l'informazione non potrà mai essere obiettiva e serena!
Io non contesto nessun giudizio da lui espresso; se lui fosse stato qui, avrebbe potuto dire che noi siamo le persone peggiori dell'universo... ma l'avrebbe dovuto constatare! Quando io ho fatto...
(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)
TORRIONE (P.S.I.): Signor Presidente, ha ragione. Ma io contesto proprio queste affermazioni, perché, se noi oggi non prendiamo posizione contro un certo tipo di giornalismo e rinviamo il tutto alla prossima volta, noi tolleriamo anche un certo tipo di informazione.
Per carità! Ho avuto la soddisfazione di stigmatizzare ciò che volevo stigmatizzare e non ritiro assolutamente niente di quello che ho detto; se però il Consiglio regionale, com'è giusto, vuol riflettere in modo più meditato sul problema dell'informazione, ringraziando il Gruppo comunista, che mi ha dato il suo assenso, e ringraziando un po' meno il Consigliere Baldassarre, che però io non capisco, perché, avendo notato tra le righe degli apprezzamenti sul suo conto, ho capito che gli sarebbe stato difficile votare contro... Diciamoci tutto!...
(...INTERRUZIONE del Consigliere BALDASSARRE...)
TORRIONE (P.S.I.): Peggio ancora se uno dichiara in quest'aula di aver paura de "La Repubblica"!
(...INTERRUZIONE del Consigliere BALDASSARRE...)
TORRIONE (P.S.I.): No, no, la prendiamo per buona, perché rimane agli atti!
Comunque, con questa nota di ottimismo chiudiamo la discussione. Grazie.
PRESIDENTE: Consigliere Torrione, la mozione è da considerare ritirata?
TORRIONE (P.S.I.): Sì, la ritiro e la presenterò per la prossima volta.
PRESIDENTE: Perfetto. Se lo riterrà opportuno, la potrà ripresentare anche sotto forma di mozione.
