Oggetto del Consiglio n. 3663 del 7 aprile 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3663/VIII - PROPOSTA PER LA CREAZIONE DI UN CONVITTO UNIVERSITARIO PER GLI STUDENTI VALDOSTANI A TORINO.
(Ritiro di mozione).
PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, presentata dai Consiglieri Cout, Mafrica, Millet, Bajocco e Tonino.
MOZIONE
Una precedente mozione del 23 aprile 1987 del Gruppo comunista, che chiedeva di impegnare la Giunta regionale a predisporre una proposta per dare adeguata soluzione ai problemi incontrati dagli studenti valdostani nel trovare un alloggio nelle città sedi di università e in particolare per ricercare una sede, in proprietà o in locazione, da adibire a Convitto Universitario Valdostano nella città di Torino, in cui confluisce la maggior parte degli universitari valdostani, era stata respinta dalla maggioranza consiliare.
Alcuni dati sulla iscrizione degli studenti valdostani ripropongono con forza il problema ed in particolare:
il confronto della percentuale di studenti iscritti in rapporto alla globalità della popolazione in età per iscriversi alla Università in Valle d'Aosta, rispetto alla stessa percentuale delle altre regioni d'Italia o nazioni europee, ci indica la Valle d'Aosta come una regione in cui la iscrizione degli studenti all'università è in numero decisamente minore.
Infatti tale percentuale, rilevata per il 1987 dagli uffici dell'Assessorato, è stata del 13,9% (nati nel periodo 1964/1969: 9273; studenti universitari: 1291), mentre per l'Italia arriva a quasi il 25%, in Francia al 27%, in Germania Federale quasi al 30%.
Alle Facoltà universitarie di Torino risultano iscritti nell'anno accademico 1986/87 ben 1164 studenti valdostani su un totale di 1291 studenti, escludendo quelli iscritti ad Università estere.
Indubbiamente le cause delle relativamente poche iscrizioni di giovani valdostani alla università possono essere diverse. La causa principale può essere fatta risalire ai disagi e ai problemi molte volte insormontabili, rispetto a quelli di altre regioni: un pendolarismo insostenibile per i disagi nelle ferrovie ed i costi elevati dell'uso di un mezzo proprio portano alla necessità di una ricerca di un alloggio a Torino, difficile da reperire e di costo elevato, anche se in parte coperto da sussidi dell'Amministrazione regionale.
La proposta è quindi quella di partire dai dati che si riferiscono alle iscrizioni degli studenti valdostani per ricercare una soluzione, intanto ai problemi principali di coloro che frequentano a Torino, per arrivare ad interventi che risolvano i problemi di tutti gli studenti frequentanti le varie Università.
Per coloro che frequentano a Torino la proposta è di reperire in quella città o nelle immediate vicinanze una struttura da acquistare o costruire, per rispondere alle esigenze di coloro che devono alloggiarvi per motivo di studio.
Non si pensa che ciò sia un problema, visto che in Valle ed anche fuori (ricordiamo l'acquisto dell'Eremo di San Romolo in Liguria) numerosi, per destinazioni diverse e per svariati miliardi, sono stati gli acquisti e le ristrutturazioni della Regione Valle d'Aosta.
L'intervento proposto, assieme ad altri potrebbe favorire la realizzazione effettiva del diritto allo studio e la preparazione di coloro che guideranno il futuro della nostra Regione.
Ciò premesso, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
DELIBERA
di impegnare la Giunta regionale a predisporre entro il più breve tempo possibile una proposta per una soluzione dei problemi che incontrano gli studenti nella ricerca di un alloggio nelle varie sedi di Università ed in particolare a ricercare a Torino un edificio, in proprietà, da ristrutturare, da costruire o in locazione, da adibire a Convitto Universitario per gli studenti della Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: La Presidenza non intende comprimere il dibattito o limitare gli interventi, ma se esiste la volontà di terminare i lavori nella seduta antimeridiana, bisogna che gli interventi siano ridotti al minimo indispensabile.
Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Cercherò di essere molto breve, anche perché mi sembra che si possa trovare un accordo per discutere il problema in sede di Commissione.
Vorrei solo far presente la ragione per la quale abbiamo riproposto ancora una volta la questione dell'alloggio degli studenti universitari valdostani a Torino. Dai dati che siamo riusciti a reperire, abbiamo constatato che la situazione dei 1100 studenti universitari valdostani iscritti in quella Università è abbastanza critica: solo 12 valdostani sono risultati vincitori, su 26 che avevano presentato domanda, per occupare qualcuno tra i 400 posti letto a disposizione nei convitti universitari pubblici e gli altri 700 presso il convitto "L. Einaudi". In lista d'attesa ce ne sono 8, mentre 2 hanno rinunciato e 4 hanno avuto esito negativo.
Da un'inchiesta fatta a Torino tra i 60.000 studenti universitari, dei quali hanno risposto 30.000, è emersa una richiesta di almeno 2_000 posti-letto, ma la città di Torino ne può soddisfare solo 1.100. Il problema, quindi, si pone soprattutto per gli studenti universitari provenienti dalle altre regioni e che sono costretti a risiedere a Torino, anche per non sottostare ai disagi dei trasferimenti ed a quelli di altro genere. È effettiva, quindi, l'esigenza di trovare dei posti-letto.
La nostra proposta, ripresentata anche oggi, sollecita la Regione alla ricerca di una soluzione in tempi piuttosto brevi, perché non ci risulta che l'Amministrazione comunale di Torino abbia in corso iniziative per incrementare i posti-letto a disposizione degli studenti universitari, se non in misura limitata (una trentina di posti-letto circa) grazie ad una ristrutturazione in corso d'attuazione. Si parla, addirittura, di alleviare le difficoltà degli studenti che non possono accedere ai posti-letto a disposizione, integrando la differenza del costo-letto, che non è certo indifferente per chi deve cercare degli alloggi.
Noi, quindi, sollecitiamo la Giunta a trovare una soluzione, ad esempio attraverso l'acquisto di una struttura da mettere a disposizione di un ente di gestione, composto, al limite, da una compartecipazione mista pubblico-privato. Da un colloquio avuto con l'Assessore, mi è parso di capire che ci sia una certa disponibilità da parte della Giunta e che la Commissione consiliare competente dovrebbe riunirsi tra breve per esaminare una questione analoga. Nel caso fosse possibile discutere anche questo argomento in quella sede, noi non avremmo alcuna difficoltà a ritirare la mozione.
Ripetiamo, comunque, di aver riproposto l'argomento per i motivi che ho enunciato e per altri che ho taciuto per non dilungare ulteriormente la discussione che potrebbe svolgersi con più tranquillità in altra sede. C'è, in ogni caso, l'esigenza di risolvere con urgenza questo problema.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): Je demande au Conseiller Cout de bien vouloir surseoir à la discussion de cette motion puisqu'on est en train, au bureau de l'Assessorat, de vérifier la possibilité d'introduire dans la loi qu'on va discuter, je crois dans la dernière séance du Conseil régional, la loi dont on avait discuté auparavant, une solution à ce problème.
Nous croyons que ce qu'on est en train d'étudier peut satisfaire aux exigences qui ont été manifestées dans cette motion et on demande, donc, de bien vouloir attendre la réunion de la Commission, qui très probablement se tiendra la semaine prochaine, comme d'après les accords que j'ai pris avec le président de la Commission elle-même. Merci.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Concordiamo con la sospensione della discussione e, quindi, ritiriamo la mozione per discutere questo problema in sede di Commissione, dove, oltre a presentare altri dati dei quali siamo in possesso e che ci sembrano importanti, avanzeremo anche delle proposte più precise.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, dopo l'intervento del Consigliere Cout, la mozione in oggetto deve intendersi ritirata.
IL CONSIGLIO prende atto.
PRESIDENTE: Siccome ieri è stata rinviata ad oggi la discussione di una legge, io, come Presidenza, anche in base al Regolamento, che prevede che le leggi siano discusse prima delle mozioni, propongo che si proceda con l'esame dell'oggetto n. 26.
