Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3636 del 6 aprile 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3636/VIII - CARENZE A LIVELLO REGIONALE DI SERVIZI PER LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dal Consigliere Sandri.

INTERPELLANZA

Ho letto con estremo interesse il "Libro Bianco Territorio-Ambiente 1987" edito dall'Ordine Nazionale dei Geologi in occasione del VI Congresso Nazionale dell'Ordine tenutosi a Venezia presso la Fondazione CINI, il 25-26-27 settembre 1987.

Tale iniziativa, predisposta in occasione dell'Anno europeo dell'Ambiente, è particolarmente lodevole perchè testimonia un grande rigore metodologico e perché evidenzia una notevole lucidità e correttezza di giudizio.

Per quanto riguarda la nostra Regione si può evidenziare:

- a livello legislativo l'assenza dell'obbligatorietà delle indagini geologiche preventive ai piani urbanistici, l'assenza di circolari esplicative in riferimento al D.M. 21.01.81 "Norme Tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione", l'assenza di piani territoriali di coordinamento, la mancanza di classificazione dei comuni sismici;

- a livello organizzativo l'assenza del servizio geologico regionale, della cartografia geologia e di iniziative per la sua redazione, l'assenza di collaborazione con gli ordini professionali e con i geologi nella protezione civile, l'assenza di un bollettino dei dati di misura, di sistemi di monitoraggio dei dati valanghivi e sismici.

Tenuto conto che il libro bianco termina con alcune proposte, tra cui quella prioritaria dell'istituzione del Servizio Geologico Regionale e ricordata la lettera dell'8 marzo scorso con cui tale richiesta veniva ufficializzata al Presidente della Giunta regionale dal Dr. Gregori, a nome del comitato consultivo regionale Piemonte e Valle d'Aosta dell'Ondine dei Geologi;

INTERPELLA

la Giunta regionale per conoscere:

- i motivi delle carenze evidenziate dal Libro Bianco Territorio-Ambiente;

- le sue intenzioni per colmare tali ritardi;

- le sue intenzioni nei confronti dell'Istituzione di un Servizio Geologico regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Credo che tutti i Consiglieri abbiano ricevuto la pubblicazione dell'Ordine Nazionale dei Geologi "Libro Bianco Territorio-Ambiente 1987"... Non vedo, però, l'Assessore all'Ambiente... Ah, eccolo! Attendo, allora, che mi ascolti, prima di continuare.

Stavo dicendo che sicuramente l'Assessore all'Ambiente, oltre che all'Agricoltura e alle Foreste, come noi tutti, avrà avuto occasione di prendere visione del "Libro Bianco Territorio-Ambiente 1987", che è stato pubblicato dall'Ordine Nazionale dei Geologi in occasione del VI Congresso dell'Ordine, tenutosi a Venezia presso la Fondazione CINI, nel settembre del 1987.

Si tratta di una pubblicazione molto sintetica, ma estremamente interessante, in quanto nel corso dell'indagine, che è stata svolta nel periodo gennaio-aprile 1987, è stata contattata ogni regione per ottenere dati precisi sia sulla legislazione che sulla organizzazione dei servizi geologici, nonché su una serie di altri punti che, comunque, interessano la questione dell'assetto del territorio. Tra le altre cose, per esempio, si voleva verificare più in particolare il controllo del D.M. 21.01.1981 "Norme Tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, a stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione". È un decreto di fondamentale importanza, perché fissa una precisa normativa in tema di costruzioni, della quale si voleva verificare l'applicazione in sede regionale.

Da come si può vedere anche dal punto di vista grafico, questi signori hanno evidenziato in rosso le risposte negative, di cose non fatte o non presenti, in verde le risposte positive e in bianco le "non risposte". Come si vede, la Vale d'Aosta "è abbastanza bocciata", perché ha una cartellina di due pagine quasi completamente colorata di rosso.

Si vorrebbe sapere, da parte dell'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, i motivi di queste carenze e in particolare, a livello di norme tecniche ed urbanistiche, come mai non si è previsto l'obbligo di effettuare indagini geologiche preventive prima dell'elaborazione dei piani urbanistici; perché non è stata data alcuna applicazione alla circolare esplicativa in riferimento al D.M. di cui parlavo prima; come mai non sono stati adottati i piani territoriali di coordinamento - ce lo ripeta per l'ennesima volta -; come mai i comuni non sono classificati per zona sismica - lo prego di non offendersi, ma sicuramente si ricorderà che non molti anni fa c'è stato un sisma in Valle d'Aosta e che altri molto gravi si sono verificati nei secoli scorsi -; come mai non esiste un servizio geologico regionale e come mai non esiste una cartografia geologica, al punto che si vanno a costruire delle scuole sulla melma, come è successo a Gressan; come mai non esistono pubblicazioni di dati di misura e nemmeno i rilevamenti dei dati sismici in rete; come mai non esistono geologi, al di fuori di uno, nell'Amministrazione regionale, ma non a livello di altre amministrazioni locali.

Oltre a capire i motivi di tutti questi aspetti negativi, si vorrebbero avere delle indicazioni sulle intenzioni per correggere la situazione e per istituire il servizio geologico regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale; Perrin; ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): L'interpellation de M. Sandri nécessiterait d'une double réponse de la part de moi-même et de la part du collègue du tourisme et urbanisme car il y a une partie des problèmes qui ne relèvent pas de notre assessorat. Je me bornerai à parer de nos compétences.

Il est vrai que la loi régionale n°34 de 1980 prévoit uniquement une cartographie cadastrale et non un approfondissement comme le prévoit le règlement de 87; il manque donc des "stand" géologiques minimales pour les plans d'aménagement territoriaux communaux. C'est une carence à laquelle il faudra remédier et à travers la formation du plan territorial et du paysage certaines choses seront corrigées.

Pour ce qui est des risques sismiques, notre région n'a pas été classée dans a catégorie des zones à risques, dans la zonisation établie par le ministère des Travaux Publics.

Dans un passé très récent, les organes de l'assessorat avaient pris des contacts avec le Ministère pour l'organisation d'un réseau sismique, en collaboration avec les autres régions de l'arc alpin occidental; à ce propos un courrier avait été établi, qui a ensuite cessé.

Il y a en Vallée d'Aoste un "sismografo" géré par l'assessorat des Travaux Publics et le réseau, indépendamment du fait que l'on réussisse à trouver cet accord entre les régions susdites, devra quand même être envisagé pour la Vallée d'Aoste. L'idéal néanmoins serait de parvenir à cet accord pour diminuer les risques et avoir une connaissance parfaite de tout l'arc alpin occidental.

Pour ce qui est du service géologique, l'assessorat avait demandé en 85 que l'on prévoie à l'intérieur de son organigramme un géologue, poste qui n'existait pas. L'Administration dispose maintenant d'un géologue utilisé par l'assessorat de l'Agriculture et par l'assessorat des Travaux Publics.

La présence de ce géologue a pu faire connaître certaines problématiques non évidentes jusqu'alors; sur l'activité interne de l'assessorat, à travers ce personnel, les contacts avec le monde extérieur, avec les géologues "indépendants", et surtout à travers les appareils des autres régions on avance actuellement et il est prévu de confier à des géologues de l'extérieur une carte géologique pour une zone qui en a besoin: les deux vallées de Rhêmes et celle de Valsavarenche, qui seront étudiées à fond, au-delà de cette étude sommaire que l'équipe, employée actuellement à la rédaction du plan de gestion du Parc National du Grand Paradis, est en train de faire.

Pour ce qui est du bureau des avalanches, il existe, il a rédigé la cartographie des avalanches, contrairement à ce que dit cette étude, et il bénéficie de la collaboration de treize observateurs répartis sur tout le territoire, qui ont reçu des indications et subissent chaque année un recyclage, afin de relever toutes les données physiques et nivométriques de toute la Vallée d'Aoste. Nous sommes à bon point.

Nous sommes conscients de la nécessité de couvrir ce secteur et donc il est dans les intentions de l'Administration régionale, de cette Junte, d'arriver à l'institution d'un service géologique qui devra servir à toute l'Administration, à l'avenir.

Le passage devra évidemment être progressif; il faudra donc prévoir avant tout un développement du bureau actuel pour parvenir à un véritable service.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Je veux simplement dire que pour la première partie concernant les règles techniques que les assessorats devront prévoir et qui devrait concerner surtout le "Piano paesaggistico" et ses conséquences, nous attendons un rapport susceptible de permettre un règlement pour les indications qui s'avèrent nécessaires dans les plans d'aménagement régional et partant, des plans d'aménagement communal.

Les experts nous ont annoncé ce rapport pour les jours prochains.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Volendo essere ottimisti, si può dire che la conoscenza della situazione geologica in Valle d'Aosta è all'anno zero oppure all'anno zero virgola zero uno. Credo di poter dire che sia il Presidente della Giunta che l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale abbiano ammesso le carenze legislative e documentali tanto a livello urbanistico quanto a livello di rilevamento dei dati cartografici, nonché a livello di personale addetto. Tutti e due, infatti, hanno confermato che la stragrande maggioranza degli interventi è resa possibile grazie al ricorso a consulenti esterni, perché non esiste una struttura regionale in grado di svolgere questo lavoro correttamente.

Mi consenta, però, l'Assessore Lanièce, che vedo così tranquillo nel suo banco, di dire che questa interpellanza ha evidenziato un fatto estremamente importante: la disarticolazione della Giunta su questo specifico problema. È dovuto intervenire il Presidente della Giunta per fornire alcune risposte, perché il sismografo che è in dotazione ai Lavori Pubblici non ha suggerito all'Assessore ai Lavori Pubblici di prendere posizione. Il fatto poi che l'urbanistica sia un settore che rientra nelle competenze dell'Assessorato al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, non ha fatto sentire alcun bisogno al relativo Assessore, di intervenire su questo tema. Solo l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, Perrin, ha dato la sua risposta, premettendo con grande chiarezza, ovviamente, che rispondeva solo per quanto era di sua competenza.

La prima funzione, quindi, del Servizio geologico è quella di mettere d'accordo questa Giunta e di farla lavorare insieme, altrimenti capita davvero che il Servizio geologico che è presso l'Assessorato all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, non riesca a spiegare che La Palud di Gressan è una zona limosa all'Assessore ai Lavori Pubblici, che deve finanziare e realizzare delle scuole che poi non stanno su.

Non credo di pretendere molto nel chiedere di fare dei passi concreti in questo senso e, quindi, di aggiornare la normativa - e se non l'aggiornate voi, l'aggiorneremo noi, presentando delle proposte di legge in materia. Soprattutto chiediamo di mettervi a lavorare non tanto per raccogliere dati, quanto soprattutto per utilizzarli. È grave, infatti, non solo che non vi preoccupiate più di tanto per ottenere questi dati, ma che quando li avete non li teniate in alcun conto. L'unico dato esistente, documentato anche dal Servizio geologico, è quello risultante dal catasto della valangosità, che è ben diverso dal monitoraggio del sistema di valanghe.

Quando poi si eseguono concretamente gli interventi, come nel caso del Gabiet o dei sondaggi per realizzare la galleria autostradale del Monte Bianco, ci si comporta sempre allo stesso modo e si effettuano sempre le stesse pratiche: al Gabiet infatti si progetta un impianto sotto la valanga - non sotto una piccola valanga, ma sotto una grande valanga -, e ad Entrèves si mettono le baracche degli operai sotto una valanga già conosciuta storicamente non solo dagli avi, ma anche dalla gente che vive a Courmayeur.

Ne consegue che il problema dell'assetto idrogeologico, così com'è denunciato da questo libro bianco, non è limitato solo alla raccolta dei dati, ma è un fatto più generale di cultura. Io chiedo che vi mettiate davvero a lavorare di più insieme e soprattutto che, nel lavoro di tutti i giorni, teniate conto di questi problemi e di queste pericolosità ambientali.

Consentitemi di fare un'osservazione sul problema della protezione civile. Il grande impulso che in questi anni è stato dato a questo servizio è molto importante e tutti concordano in merito. Attenzione, però, perché la protezione non ci esime dalle responsabilità che abbiamo in tema di prevenzione!

Purtroppo, la protezione civile è solo un mezzo concreto, ma solo successivo o di terapia, se mi consentite il paragone con la medicina. La geologia, lo studio e a legislazione dell'assetto del territorio, invece, sono la medicina preventiva del territorio. Mi sembra, però, che in questa maggioranza non ci sia la volontà di lavorare concretamente insieme.