Oggetto del Consiglio n. 3630 del 6 aprile 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3630/VIII - ENTRATE PROVENIENTI DALL'IVA PRELEVATA ALL'AUTOPORTO DI AOSTA. (Interrogazione).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Millet.
INTERROGAZIONE
RICORDATO che lo scorso anno si era verificato un decremento delle entrate regionali provenienti dall'IVA prelevata presso l'Autoporto di Aosta;
i sottoscritti Consiglieri regionali
del Gruppo comunista
INTERROGANO
l'Assessore alle Finanze per conoscere:
1) l'andamento delle entrate provenienti dall'IVA prelevata all'Autoporto di Aosta rispettivamente nel 2° semestre 1986, nel 1° e 2° semestre 1987 e nel primo trimestre 1988;
2) se l'andamento delle entrate per IVA influirà e in che modo sulla capacità di spesa della Regione nei prossimi anni.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Martin; ne ha facoltà.
MARTIN (A.D.P.): Le entrate provenienti dall'IVA prelevata all'Autoporto di Aosta sono state:
- 160 miliardi nel secondo semestre del 1986;
- 152 miliardi nel primo semestre del 1987;
- 147 miliardi nel secondo semestre 1987;
- 53 miliardi nel primo bimestre del 1988.
Suppongo che la seconda domanda chieda una valutazione sulle entrate fiscali in relazione alla caduta delle barriere doganali prevista nel 1992. Penso che sia difficile fare delle previsioni su cosa succederà di qui a quattro anni, in quanto in campo europeo non è stato ancora tutto ben definito. Si sta discutendo, ad esempio, se l'IVA debba essere pagata alla partenza o all'arrivo delle merci, oppure se possa essere pagata sia alla partenza che all'arrivo. Capite che una decisione del genere, presa in un senso piuttosto che in un altro, potrebbe favorire o meno il traffico commerciale in transito all'autoporto di Pollein. Acquisterà anche importanza il discorso relativo all'esportazione, che oggi non ha alcuna importanza sulle entrate.
Per quanto riguarda il 1992, oltre alla questione delle entrate fiscali relative agli sdoganamenti, mi pare importante pensare al ruolo che potrà avere la nostra Regione nel 1992. Personalmente non credo che la Valle d'Aosta sarà penalizzata nel 1992, proprio perché si trova al centro dell'Europa ed ha la possibilità di far transitare liberamente sul suo territorio non solo le merci e le persone, ma anche e soprattutto i capitali. L'azione della Regione si sta già indirizzando in questo senso con l'istituzione della banca regionale. In Giunta, proprio alcuni giorni fa, abbiamo deliberato di presentare al Consiglio regionale l'approvazione dello statuto della nuova banca. Si tratta del primo passo concreto per costituire la società e per aprire il primo sportello.
È importante pensare al traffico commerciale, ma non si devono dimenticare tutte le altre opportunità che consentono alla nostra Regione, per la sua posizione geografica e per le sue competenze statutarie, di attrezzarsi adeguatamente proprio in vista del 1992. La ricerca e l'utilizzo di queste opportunità saranno uno degli impegni maggiori del prossimo Consiglio regionale, perché questo Consiglio e questo Governo regionale non hanno più la possibilità di fare molto nel corso della corrente legislatura. Il problema, quindi, si porrà con maggiore forza nel corso della prossima legislatura.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): Nel ringraziare l'Assessore per i dati che ci ha fornito, voglio dire che anche noi riconosciamo l'importanza che non siano trascurate le altre opportunità. Noi, però, volevamo conoscere questi dati che mostrano un costante calo, confermato anche dalle cifre dell'ultimo bimestre che, moltiplicate per tre, possono sembrare un'inversione di tendenza, ma, depurate dell'inflazione, confermano anch'esse il calo, nonostante e varie e onerose iniziative intraprese dalla Regione in questo periodo.
Anche noi siamo d'accordo sulla necessità di cogliere tutte le opportunità, ma vogliamo sottolineare che forse la Regione non ha messo in atto tutte le iniziative utili a fare in modo che la merce che transita in Vale d'Aosta e che comunque transiterà, soprattutto dopo la scelta di completare l'autostrada, si fermi in Valle d'Aosta non solo per lo sdoganamento, che ci sarà fino al 1992, ma anche per esservi lavorata, dando così l'opportunità di creare ulteriore valore aggiunto.
Poiché i TIR, al di là delle scelte fatte e delle posizioni delle singole forze politiche, continueranno comunque a passare, sollecitiamo la Regione a mettere in moto tutte le varie iniziative. È ovvio che, se verrà privilegiato il trasporto ferroviario, ci potrà essere un transito di tipo diverso, ma è importante che quello che passa attraverso la Vale d'Aosta lasci comunque qualcosa in termini di lavoro o in termini di valore aggiunto, perché dopo il 1992 non ci potremo più illudere di continuare a vivere sulla rendita dell'IVA da importazione.
