Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3617 del 23 marzo 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3617/VIII - VENDITA ALLA SOCIETÀ "NUOVA ROCK S.p.A." DEL COMPLESSO IMMOBILIARE DI PROPRIETÀ REGIONALE DENOMINATO "EX FERA", SITO IN COMUNE DI SAINT VINCENT. - INTROITO DI SOMMA. - DELEGA ALLA GIUNTA.

PRESIDENTE: Do lettura della deliberazione in oggetto.

IL CONSIGLIO

DELIBERA

1°) di approvare la vendita per il prezzo complessivo di Lire 1.700.000.000 alla società "Nuova Rock

- Compagnia Valdostana escavatori S.p.A." con sede in Saint-Vincent, del complesso immobiliare "Ex Fera" sito in Comune di Saint-Vincent, composto da tre corpi di fabbrica, denominati "A" (Palazzina uffici), "B" (Officina) e "C" (Palazzina alloggio custode e magazzini), posti rispettivamente "A" a sud, "B" a nord e "C" a est, entro-stanti ad area della superficie di circa mq. 10851, il tutto censito a Catasto come segue:

N.C.E.U. DEL COMUNE DI SAINT-VINCENT

PARTITA N. 1860

F. 60 n. 12 Strada Statale n. 6, Piano 1-2-T-1° SEM.-2° SEM.

N.C.T. DEL COMUNE DI SAINT-VINCENT

PARTITA N. 7045

F. 56 n. 258 mq. 149 Prato irriguo

n. 274 mq. 908 " "

n. 275 mq. 381 " "

n. 276 mq. 362 " "

n. 277 mq. 111 " "

n. 278 mq. 59 " "

n. 286 mq. 76 " "

n. 287 mq. 139 " "

n. 339 mq. 80 " "

n. 372 mq. 81 " "

n. 373 mq. 458 " "

n. 374 mq. 64 " "

n. 375 mq. 365 " "

n. 376 mq. 6 " "

n. 377 mq. 12 " "

n. 378 mq. 57 " "

n. 379 mq. 100 " "

n. 380 mq. 69 " "

F. 57 n. 29 mq. 120 Prato irriguo

n. 143 mq. 97 " "

F. 60 n. 128 mq. 683 Prato irriguo

n. 13 mq. 323 " "

n. 14 mq. 362 " "

n. 15 mq. 178 Castagnetto da frutto

n. 16 mq. 1686 Prato irriguo

n. 17 mq. 778 " "

n. 23 mq. 588 " "

n. 24 mq. 89 " "

n. 25 mq. 486 " "

n. 174 mq. 854 " "

n. 496 mq. 48 " "

n. 497 mq. 8 " "

n. 519 mq. 1074 (ex sede stradale)

L'area è distinta nella mappa del N.C.E.U. con il mappale n. 12 del F. 60 (denuncia di cambiamento n. 475 presentata all'U.T.E. in data 23.4.1986).

2°) di stabilire che il prezzo della vendita di Lire 1.700.000.000 venga corrisposto alle seguenti condizioni:

- Lire 425.000.000 alla firma dell'atto notarile;

- Lire 1.275.000.000 in rate annuali da Lire 127.500.000 ciascuna, da versare nei dieci anni successivi entro il 30 novembre di ogni anno con conseguente iscrizione di ipotea legale, ai sensi dell'articolo 2834 c.c..

3°) di determinare in Lire 1.275.000.000 la somma per la quale verrà eseguita l'iscrizione della detta ipotea legale.

4°) di introitare la somma di Lire 425.000.000 (quattrocentoventicinquemilioni) al capitolo 10200 (Provento vendita beni immobili) del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1988 e le successive rate annuali di Lire 127.500.000 ciascuna, fino alla concorrenza della residua somma di Lire 1.275.000.000 (unmiliardoduecentosettantacinquemilioni), nei corrispondenti capitoli dei bilanci preventivi degli anni in corso.

5°) di onerare la Società acquirente delle spese di iscrizione dell'ipoteca legale, stipulazione, registrazione dell'atto di compravendita ed ogni altra spesa accessoria, ad esclusione dell'imposta INVIM a carico per legge della Regione venditrice.

6°) di conferire al Presidente della Giunta o, in caso di delega, all'Assessore che interverrà alla stipulazione dell'atto di compravendita conseguente al presente provvedimento, la facoltà di autorizzare l'inserzione nell'atto stesso delle precisazioni, rettifiche ed aggiunte che il Notaio rogante riterrà necessarie per il perfezionamento della stipulazione.

7°) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di un successivo provvedimento per l'approvazione e la liquidazione della spesa relativa al pagamento dell'imposta sull'incremento di valore degli immobili.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): J'avais demandé le renvoi de cet objet pendant deux séances étant donné qu'il y avait une requête de modification de l'engagement de la part de la Commune. Il y a encore eu des difficultés, mais l'on a demandé quand même l'approbation de cette délibération, vu les exigences de l'entreprise NUOVA ROCK quant aux déclarations finales de chaque année pour les taxes.

Comme vous le savez, certains travaux ont été réalisés par cette entreprise sur une bâtisse de propriété régionale, donc ou l'on comptabilisait à part les travaux effectués ou il y avait cette difficulté de la part de l'entreprise.

Le problème de la NUOVA ROCK a été amplement débattu lors de l'utilisation du bâtiment de l'ex FERA, que l'Administration régionale avait acheté avec la Commune, en prévoyant en contrepartie toute une série de travaux qui dépassent largement le chiffre indiqué aujourd'hui. Je peux répéter, si quelqu'un le désire, les données qui ont déjà fait l'objet d'une interpellation de la part des communistes.

A propos de l'activité de la NUOVA ROCK, je crois que les Conseillers connaissent déjà le nombre d'employés (33), le capital social (un milliard et demi), le budget, qui est d'environ 6 milliards 100 millions, avec un bénéfice net de quelque 800 millions; l'usine a très bien fonctionné jusqu'à présent, il y a eu toute une série de travaux et les propriétaires de la société ont demandé à acheter cette bâtisse. A la présentation de cette requête nous avons soumis la question à la Commune de Saint-Vincent avec laquelle nous avons eu un entretien; une délibération de la Commune s'est ensuivie avec avis favorable sur le passage de propriété de l'Administration régionale à la société NUOVA ROCK.

Il n'y a guère à ajouter sinon l'espoir qu'elle poursuive son activité comme elle l'a fait jusqu'à présent et qu'elle puisse augmenter le nombre d'ouvriers.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Su questo argomento abbiamo già discusso al momento dell'approvazione della convenzione, quando il nostro Gruppo aveva sollevato una serie di questioni, soprattutto in merito alla possibilità che la nuova società acquistasse il complesso immobiliare.

Stranamente, si è giunti all'acquisto ed anche in tempi molto rapidi. Vorrei ricordare al Consiglio che i tre atti, costituiti dall'acquisto del terreno da parte della Regione, d'accordo con il Comune di Saint-Vincent, dalla costituzione della società e dalla stipula della convenzione, si sono succeduti nel corso di soli due mesi. Se questi fossero i ritmi normali di queste procedure, non ci sarebbe da stupirsi, invece si tratta di una eccezione. Solo nel tempo, probabilmente, riusciremo a capire le ragioni di questa rapidità.

Noi avevamo detto che non era opportuno inserire la clausola della possibile vendita del complesso immobiliare alla NUOVA ROCK. Averla inserita nella convenzione fa sì che, oggi, la vendita diventi un atto dovuto, fatta salva, ovviamente, l'eventuale modifica della stessa convenzione.

Non riesco a capire come mai una società che ritenga di dover continuare la propria attività proceda all'acquisto del complesso con tre anni di anticipo. Mi sembra una scelta molto assurda dal punto di vista economico, perché, se non ho sbagliato i conti, essa potrebbe utilizzare quell'immobile in comodato, e cioè gratis, fino al 1991, per acquistarlo, eventualmente, solo a quella data ed investendo nel frattempo i propri soldi in altre attività o nell'acquisto di macchinari, anche per non pagare eccessive tasse. Non credo che gli amministratori di quella società manchino di fantasia, pur operando nel rispetto delle leggi.

Anche solo per curiosità mi piacerebbe sapere quanto ha speso la Regione per consentire al Comune di Saint-Vincent di realizzare certe opere e mi piacerebbe sapere anche quanto ci ha guadagnato la Regione.

Osservo poi che il pagamento del miliardo e 700 milioni avviene in 10 rate di 127.500.000, ma non si parla di interessi. Perché in questo pagamento dilazionato non si calcolano gli interessi, perlomeno quelli legali? Non riusciamo a capire come mai una società, all'atto della sottoscrizione dell'accordo, sborsi 425 milioni e si sottoponga ad un esborso di 127.500.000 all'anno, per un certo periodo di tempo, pur potendo evitare di spendere oltre 800 milioni nei primi tre anni.

È proprio questo che non capiamo, a meno che non risaliamo al senso di una discussione svolta in precedenza e non diamo credito alle voci che circolano a Saint-Vincent, e che io non posso confermare, sulla base delle quali si ipotizza che alla NUOVA ROCK costerebbe meno costruire un nuovo albergo piuttosto che pagare ogni mese l'ospitalità in albergo a qualche decina di visitatori. Ciò è molto strano, perché i responsabili della società sapranno ben fare i loro conti.

Ci pare, quindi, che intorno a questa operazione ci sia qualcos'altro che noi non possiamo dimostrare e quindi a capire.

So che il Consigliere Pascale presenterà un emendamento, che non anticipo e lascio che sia lui ad illustrare, sul quale noi siamo d'accordo, perché condiziona il futuro dell'attività di quell'azienda. Riteniamo, infatti, che se, nonostante i nostri dubbi, quella attività vada bene, come sostiene il Presidente, possa continuare anche in futuro. Non si spiegherebbero altrimenti i 33 occupati, i 6 miliardi di fatturato, gli 800 milioni... Va bene! Speriamo che continui!

Diciamo molto sinceramente, però, che abbiamo l'impressione che ci sia sotto qualcosa di poco chiaro, perché l'operazione è stata fatta molto in fretta e, soprattutto, in un particolare momento, pur potendo essere rinviata di tre anni.

Prima di dichiarare il nostro voto, attendiamo di conoscere se sarà accolto o meno l'emendamento che presenterà il Consigliere Pascale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (P.S.I.): Ci fa piacere risentire dal Presidente della Giunta che la NUOVA ROCK va molto bene, però abbiamo una serie di perplessità su questa delibera, perché non riusciamo effettivamente a capire le motivazioni di fondo che spingono oggi l'azienda ad avvalersi di quella clausola, prevista dalla convenzione, ed a voler acquistare lo stabilimento.

Nella delibera è detto che la motivazione sarebbe quella di permettere alla società stessa di procedere ad investimenti aziendali. Non riusciamo e capire in che modo l'acquisto di un fabbricato gravato di una ipoteca legale per 10 anni possa permettere all'azienda di effettuare degli investimenti aziendali. Se anche l'azienda, una volta acquistato il fabbricato, volesse chiedere un ulteriore mutuo alle banche, il fabbricato verrebbe gravato da un'ipoteca di 2° grado rispetto a quella regionale e, quindi, non varrebbe la pena di acquistarlo solo per questo motivo.

Mi sembra anche che, in generale, la filosofia dell'imprenditore, oggi, non tenda all'acquisto dei fabbricati, forse anche perché le prospettive nell'industria, per qualsiasi tipo di produzione, non vanno al di là di un periodo di medio termine. È difficile trovare degli imprenditori che vogliano acquistare terreni e fabbricati, anzi, in questo Consiglio abbiamo visto che si avvalgono facilmente delle facilitazioni regionali, come quella di avere in comodato l'uso del fabbricato, pagandone il canone annuale.

Dirò di più. La ditta ha avuto talmente fretta di acquistare il fabbricato che mi pare non si sia neanche avvalsa della facoltà prevista ai punti 2 e 3 della vecchia convenzione, laddove si dice che il valore dell'immobile va stabilito da una perizia da redigersi da parte di una terna di periti. In questo caso, invece, l'azienda ha accettato il valore fissato dal perito regionale, che non è stato concordato da una terna di periti. Questo dimostra una grande fretta.

Forse bisogna risalire un po' indietro nel tempo, sino alla deliberazione n. 4132 dell'8 maggio 1987, della quale, a dire il vero, non avevamo capito la finalità quando fu portata in Consiglio, ma, forse, la riusciamo a capire oggi. Con quella deliberazione, infatti, veniva modificata la convenzione, ma veniva modificata in senso peggiorativo per l'azienda. Nella convenzione c'era scritto che la Regione si impegnava a ristrutturare il fabbricato sino alla concorrenza di 2 miliardi. Con la modifica votata l'8 maggio, la ditta rinuncia a 2 miliardi di spesa regionale per ristrutturare il fabbricato, solo in cambio di un aumento del mutuo da 1,5 miliardi a 2, volendo fare in proprio questi lavori.

Attenzione: se la ristrutturazione del fabbricato fosse stata fatta dalla Regione, con la spesa di 2 miliardi, anche se con tempi lunghi, perché ben sappiamo quali sono i tempi burocratici, il prezzo del fabbricato, oggi, non sarebbe più di 1,7 miliardi, ma di 1,7 miliardi più le migliorie apportate dalla Regione...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

PASCALE (P.S.I.): Sì, sì, Presidente, perché è previsto dalla convenzione!

Evidentemente, già allora, nel maggio del 1987, la ditta aveva intenzione di acquistare il fabbricato. Io penso che la ditta abbia quindi predeterminato le condizioni di acquisto del fabbricato e questo solo a quattro mesi dall'inizio dell'attività, quando qualsiasi azienda ha dei problemi di avvio e pensa solo alla produzione ed alla commercializzazione. Anche adesso siamo appena ad un anno dall'inizio dell'attività e, per quanto la ditta possa andare bene, non capisco questa eccessiva fretta nel voler acquistare il fabbricato, pur potendo disporre di cinque anni di comodato gratuito e, quindi, ancora di altri quattro anni.

Il nostro dubbio, cioè, è che dietro questa operazione ci possa essere, se non nell'immediato, almeno in un prossimo futuro, una diversa destinazione nell'uso del fabbricato rispetto all'uso industriale cui tuttora è destinato. Tenuto anche conto che il pagamento avviene in dieci anni senza interessi, vorremmo inserire un emendamento nell'attuale deliberazione, esattamente alla fine del punto 2°) del deliberato, dopo le parole "...ai sensi dell'articolo 2834 c.c.", aggiungendo le seguenti parole: "...e con il vincolo della destinazione industriale del fabbricato per 10 anni".

È una misura cautelativa, perché abbiamo la sensazione che dietro il tutto ci possa essere qualche manovra di carattere speculativo. Se il nostro emendamento verrà accettato, ne terremo conto in sede di votazione della deliberazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Je veux avant tout répondre aux questions posées par les Conseillers Millet et Pascale et principalement connaître les raisons qui ont été à la base de ce choix de renoncer à certaines possibilités de la convention pour acheter. Je crois que les Conseillers l'ont dit, le problème est lié aux exigences de prévoir une série de travaux qui dépassent les milliards qui étaient prévus par l'Administration régionale et, ce qui est encore plus important, les délais de réalisation.

Malheureusement, il faut reconnaître que, compte tenu du système démocratique de l'Administration régionale, avant de pouvoir faire des travaux, il s'écoule des délais trop longs pour les exigences d'une entreprise.

Il y a donc eu - et le Conseiller Pascale l'a repris - une modification de la convention par laquelle les propriétaires, après avoir prévu certaines modifications à l'intérieur du bâtiment et connaissant les délais fixés par l'Administration régionale, ont renoncé à cette facilité et envisagé de procéder eux-mêmes aux travaux.

Compte tenu de ces travaux, une évaluation s'imposait.

En revanche, par cet achat, la facilité financière est qu'au moment de la déclaration des revenus, du mois de mai, des facilités sont possibles du fait des réalisations qui ont déjà été prévues en 87. Voilà la motivation fiscale qui est à la base de la décision de présenter le plus tôt possible cet achat. Il s'agit d'une raison que les Conseillers sont en mesure de comprendre.

Après le mois de mai, l'entreprise n'a plus intérêt à réaliser ce passage, car elle n'obtiendrait plus de réduction fiscale, suite aux travaux réalisés.

J'espère que mes explications sont convaincantes!

Quant au problème de la commercialisation, je voudrais ajouter que, lorsque la construction des machines de la NUOVA ROCK a commencé, cette entreprise n'est pas née d'hier, car elle a repris l'activité de différentes petites usines, utilisant la même chaîne de commercialisation en la développant. C'est ce qui explique les résultats obtenus la première année déjà. Elle a en effet repris toute une série de "commesse" qui avaient été acceptées par certaines entreprises ayant renoncé, du fait de leurs difficultés, à réaliser directement certaines machines.

Il y a donc cette exigence que j'ai essayé de justifier et, pour la question que M. Millet a repris, le fait qu'à Saint-Vincent quelqu'un a dit avoir entendu parler d'une intention de construire, d'ici quelque temps, un hôtel, une bâtisse susceptible de servir de logement aux visiteurs, la chose est vraie. En effet, que je sache, des rencontres ont eu lieu avec la Commune en vue d'examiner le problème sous le profil du plan général d'aménagement.

Je voudrais dire au Conseiller Pascale à propos de l'amendement pour le maintien de l'activité industrielle que, si l'on achète le bâtiment aujourd'hui, avec les travaux prévus, c'est bien pour maintenir une activité industrielle; ce qui n'empêcherait pas d'avoir une activité à côté... Ces pourparlers n'ont pas eu lieu avec l'Administration régionale, car ce n'est pas cette dernière qui décidera de la modification. L'amendement on ne peut l'accepter, non pour ne pas avoir d'engagement vis-à-vis de l'entreprise, mais tout simplement parce que la compétence revient à la Commune. Je ne peux l'obliger en rien!

Je crois donc que l'activité prévue va dans ce sens. Je voudrais encore ajouter à l'adresse de M. Pascale que l'idée de prévoir une activité différente sera impossible, pour le simple fait qu'à l'endroit de cette bâtisse - la bâtisse isolée que tous connaissent - on envisage de faire passer la route dont je vous ai parlé. Un raccordement de la route nationale et de la zone artisanale est en effet envisagé; c'est pourquoi, entre autres, j'avais attendu pour présenter la question: on prévoyait d'éliminer une partie de ces terrains qui seront occupés par la Commune. L'idée que l'on avait eue alors a été abandonnée.

Vous pouvez demander à la Commune: elle vous répétera ce que je viens de vous dire.

Je n'ai aucun problème à confirmer l'existence de ces requêtes et que à présent c'est impossible qu'il y ait cette réalisation du fait de la route prévue.

Nous nous abstiendrons donc sur l'amendement de M. Pascale et voterons la délibération.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Noi voteremo a favore dell'emendamento, specie dopo le parole del Presidente della Giunta, che, di fatto, hanno confermato tutte quelle cose che erano state dette nel 1986. Si tratta, ovviamente, di una scelta, ma noi crediamo che si tenda, man mano, a trasformare quella zona da artigianale in turistico-alberghiera...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

MILLET (P.C.I.): È, di fatto, la classica politica del carciofo, perché come si può chiedere di realizzare un albergo per 15 persone al mese? Dal punto di vista economico è un'assurdità che non sta in piedi! Presidente, se lei ci crede, vuol dire che la stanno prendendo in giro! La prendono in giro, a meno che non ci siano altre cose sotto! Questa è la classica politica del carciofo: dal momento che non si poteva cambiare la destinazione della zona da artigianale a turistico-alberghiera, è stata trovata questa strada. Questo è uno dei motivi per cui noi voteremo contro.

L'altro motivo è che non si prevede una sola lira di interesse per il pagamento rateale del complesso immobiliare. Questo è contro l'interesse dell'Amministrazione regionale, perché anche i mutui più agevolati sono sempre gravati da un minimo di interesse...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

MILLET (P.C.I.): No, no, ma io ritengo che ciò sia poco opportuno e anche discriminatorio verso altre attività, perché, di fatto, alla NUOVA ROCK si dà la possibilità di diventare proprietaria, pagando solo una "tranche" subito ed il resto in forma rateale a zero lire di interesse. Questo è un fatto negativo. Per questi motivi, quindi, noi voteremo contro questo oggetto.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (P.S.I.): So perfettamente che la scelta della destinazione di una zona rientra nelle competenze del Comune, però l'emendamento potrebbe essere inserito ugualmente, perché in questo momento noi ci troviamo di fronte ad un contratto di vendita da fare a determinate condizioni, che noi accettiamo, a patto che la ditta si impegni, a sua volta, a mantenere l'attuale destinazione del fabbricato ed a non richiederne una diversa al Comune.

Si aggiunga che alla NUOVA ROCK vengono fatte delle condizioni indubbiamente vantaggiosissime; l'ho già detto prima e l'ha ripetuto anche il Consigliere Millet: è come se noi concedessimo un mutuo di 1 miliardo e 275 milioni per 10 anni, senza interessi...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

PASCALE (P.S.I.): Sì, sì, però rimangono tutte le perplessità sulle motivazioni di fondo che spingono, oggi, questa azienda a chiedere di voler acquistare il fabbricato; ragione per cui noi manteniamo l'emendamento e voteremo contro la deliberazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Mi sembra importante sottolineare il lavoro svolto dai Consiglieri di minoranza, che, finalmente, ha consentito di capire la manovra, operata l'anno scorso, tra dicembre 1986 e gennaio 1987, con la quale la NUOVA ROCK riuscì a far cambiare di destinazione l'acquisto degli stabilimenti ex-FERA.

Allora ci fu detto che la Regione acquistava lo stabilimento per destinarlo ad area artigianale, ma dopo un mese arrivò la NUOVA ROCK ad imporre il suo modo di fare anche a questo Consiglio e già allora in deroga alle potestà comunali, perché il Comune di Saint-Vincent, insieme agli artigiani locali, aveva effettuato delle scelte ben precise. Successivamente, però, è stato costretto a prendere atto che la politica dell'Amministrazione regionale andava in direzione diversa e si è adeguato.

In questo caso, si ripete la stessa manovra, cercando cioè di violare la competenza comunale dando a questa gente la possibilità di avviare iniziative alberghiere al posto di quelle industriali. Per far questo, però, signor Presidente, ci sono delle altre leggi. Abbiamo apposite leggi per finanziare le nuove attività alberghiere: facciamo in modo che questa gente, pur con tutti i crismi e nel rispetto delle norme del piano regolatore, abbia gli appoggi delle leggi vigenti in tema alberghiero, ma non di quelle vigenti in campo industriale.

Io credo che sia stata di fondamentale importanza la presentazione dell'emendamento del Consigliere Pascale, perché ha sottolineato proprio questo aspetto. A mio parere, tra l'altro, l'emendamento del Consigliere Pascale potrebbe anche essere lapalissiano, perché ho l'impressione che questo oggetto, così com'è, non possa che prevedere la destinazione a scopo industriale per tutto il terreno acquistato. Voglio proprio vedere quali saranno le possibilità giuridiche quando si tratterà di modificare il piano regolatore comunale!

Nuova Sinistra, pertanto, si associa al Partito comunista nel votare contro questo oggetto.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Je ne comprends pas l'attitude que l'on a vis-à-vis de la NUOVA ROCK. Si l'on a une entreprise qui ne marche pas, on met aussitôt en relief que les choix des industries régionales se sont révélés catastrophiques.

Après que l'on ait eu, pendant vingt ans, ce bâtiment inutilisé, une possibilité s'est finalement présentée pour une activité dans une zone encore artisanale; il n'y a eu aucun changement; tout marche bien à présent; l'entreprise veut acheter le bâtiment et en disposer et... l'on se déclare contre. De plus, l'on veut faire dire aux forces de la majorité qu'il y a là l'exigence de modifier la destination de cette bâtisse. Pourquoi dire des choses qui n'existent pas? Je ne comprends pas l'attitude des Conseillers! Faut-il croire à de la rage face à une réussite?

Nous voterons donc sans amendement cette délibération, pour le simple fait que pour cette zone industrielle n'importe quel changement devrait être accepté par la Commune.

PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento presentato dal Consigliere Pascale.

EMENDAMENTO

Aggiungere alla fine del punto 2°) della deliberazione, dopo le parole "...ai sensi dell'articolo 2834 c.c.", le seguenti parole: "...e con vincolo della destinazione industriale del fabbricato per 10 anni".

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 24

Votanti: 24

Favorevoli: 6

Contrari: 18

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la deliberazione in oggetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 24

Votanti: 24

Favorevoli: 18

Contrari: 6

Il Consiglio approva