Oggetto del Consiglio n. 20 del 10 gennaio 1975 - Verbale

OGGETTO N. 20/75 - MODIFICAZIONE AI CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE PER L'ASSEGNAZIONE DEGLI ALLOGGI PREVISTI DALLA LEGGE REGIONALE 27 APRILE 1973, N. 20. (RITIRO DI MOZIONE)

Dolchi (P.C.I.) - Punto 24 all'ordine del giorno.

Mozione

Il Consiglio Regionale

Esaminata la deliberazione approvata in data 7.10. u.s. relativa a "Criteri per la formazione delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi previsti dalla legge regionale 27 aprile 1973, n. 20";

Constatato che quanto previsto ai punti 1 e 2 della deliberazione si presta ad equivoche interpretazioni per cui gli stessi locali potrebbero essere motivo di ripetute assegnazioni di punteggio per concorrere ad ottenere alloggi costruiti dalla Regione, e questo in contrasto con lo spirito di quanto è stato oggetto di discussione in aula per il medesimo argomento;

Delibera

che alloggi, baracche, seminterrati ecc. previsti ai punti 1 e 2 potranno essere presi in considerazione una sola volta per l'assegnazione di punteggio atto ad ottenere alloggi realizzati dalla Regione in esecuzione della legge 27.4.1973, n. 20.

Distinti ossequi.

Aosta, li 7 ottobre 1974

F.ti: M. Andrione - Ramera - P. Fosson - Bondaz - Blanc Cirillo - Bordon - A. Mappelli - Giuseppe Borbey - M. Ida Viglino - Manganone - Guido Chabod - G. Jorrioz

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta. Solo per la regolarità, vorrei precisare che si intendono come cancellati i promotori della mozione che, nel frattempo, hanno assunto responsabilità nel Governo regionale.

La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Questo pomeriggio è stata trasmessa alla Presidenza del Consiglio e alla Presidenza della Giunta una decisione della Commissione di Coordinamento della Valle d'Aosta avente ad oggetto "Criteri per la formazione delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi previsti dalla legge regionale 27 aprile 1973, n. 20" in cui viene annullata per illegittimità la deliberazione del Consiglio regionale n. 241 in data 7.10.1974. La motivazione dice: "Visto, in particolare, il 1° comma della parte dispositiva concernente l'esclusione della partecipazione al concorso di coloro i quali da almeno cinque anni non abbiano la residenza in un Comune della Valle d'Aosta, fatta eccezione per gli originari della Regione rientrati dall'estero... Considerato che il requisito della residenza, previsto da una norma costituzionale - articolo 16 dello Statuto della Valle d'Aosta - in rapporto ad un caso specifico ed eccezionale - quale quello dell'elettorato attivo e della eleggibilità - non può essere esteso con atto amministrativo ad altre ipotesi; Tenuto conto che il provvedimento amministrativo de quo non precisa il significato tecnico da attribuire all'espressione "originario della Valle" - espressione che ha importanza fondamentale per la sua corretta applicazione - e risulta, quindi, sul piano giuridico imperfettamente strutturato; Ritenuto, per i motivi sopra esposti, che la deliberazione consiliare n. 241 del 7.10.1974 è illegittima; Visto l'articolo 3 della Costituzione..., eccetera, ... Decide di annullare per i motivi in premessa illustrati la deliberazione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta n. 241 in data 7.10.1974".

Poiché l'annullamento di quella delibera riapre tutto il discorso relativo ai criteri per la formazione delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi previsti dalla legge regionale, prego i Consiglieri che risultano ancora firmatari di questa mozione di ritirarla, in quanto tutta la materia dovrà essere portata al Consiglio. Bisognerà rispondere a questa presa di posizione della Commissione di Coordinamento e comunque la situazione è mutata rispetto al momento in cui questa mozione è stata presentata.

Dolchi (P.C.I.) - Non ci sono obiezioni da parte dei Consiglieri presentatori della mozione che ancora risultano firmatari? La mozione viene considerata ritirata. La parola al Consigliere Dujany.

Dujany (D.P.) - Mi pare che su questa materia il Consiglio regionale si sia soffermato lungamente, si era fatta una cordiale polemica tra i vari Gruppi del Consiglio regionale sui cinque o sui dieci anni di residenza che si richiedevano per essere assegnatari di alloggi costruiti dall'Amministrazione regionale.

Mi pare che il comportamento della Commissione di Coordinamento sia da stigmatizzare: qui parliamo della Commissione di Coordinamento e non del Presidente della Commissione di Coordinamento, poiché si tratta di una deliberazione e non di una legge. In questa Commissione l'Amministrazione regionale ha un suo rappresentante e mi pare che, per garanzia, sia della minoranza alla quale apparteniamo. Riteniamo pertanto che la Commissione di Coordinamento non abbia il diritto di comportarsi in questo modo, tanto più che provvedimenti deliberativi di questo genere l'Amministrazione regionale ne ha adottati in passato per altre materie e per altre provvidenze.

Io direi quindi che sarebbe opportuno che il Consiglio facesse un atto di protesta nei riguardi della Commissione di Coordinamento per questo suo comportamento che è lesivo della minoranza della Valle d'Aosta.

Andrione (U.V.) - Il Presidente Dujany mi scuserà, ma non ho capito l'accenno alla garanzia per le minoranze nella composizione della Commissione di Coordinamento...

(voce del Consigliere Dujany)

... ho capito, allora se è spiegato così il rappresentante della Regione nella Commissione di Coordinamento - lo dico per me, perché il Presidente Dujany lo sa perfettamente - è in minoranza in quella Commissione; ecco, questo tanto per la precisione.

Concordo sull'idea del Presidente Dujany di fare un atto di protesta; vorrei, però, che questo atto di protesta fosse confortato da un parere in materia, dato che qui si fanno questioni di analogia e si dice che il requisito della residenza previsto dalla norma costituzionale non è estensibile. Questa per me è un'affermazione molto gratuita, proprio per le ragioni che lei, Presidente, ha ricordato prima dicendo che in molti altri atti questa norma è passata.

Quindi la materia, a nostro avviso, dovrebbe ritornare in Consiglio, magari come un oggetto specifico, con un parere legale, competente, e accompagnare la protesta necessaria da lei ricordata anche da questo parere legale, in modo che la Commissione di Coordinamento non riceva soltanto il generico ordine del giorno sul quale protestiamo, ma anche un documentato avviso sulla reiezione di questa decisione del Consiglio.

Pedrini (P.L.I.) - Sono perfettamente d'accordo sulla proposta di fare una vibrata protesta nella maniera che ha detto il Presidente della Giunta o il Consigliere Dujany, non ha importanza.

Non conoscendo il membro che rappresenta la Regione, desidererei soltanto sapere, prima della discussione, quando si discuterà di questo, come si è comportato il nostro membro in tale riunione. Desidero sapere se si è alzato, se ha difeso la posizione della Regione, se ha strillato, oppure se si è adagiato nella bambagia come dice l'Avvocato Chanu. Grazie.

Andrione (U.V.) - Tutti sanno che normalmente l'Avvocato Canino difende le posizioni della Regione; può darsi che qui non ci sia, ma non credo.

Dujany (D.P.) - Non vorrei aver detto cose inesatte, la protesta è nei riguardi del comportamento della Commissione di Coordinamento nella sua globalità, non è naturalmente un atto di protesta solo nei riguardi di un membro che è in minoranza.

Mi pare, però, in relazione a quanto detto dal Presidente della Giunta, che i due problemi siano indipendenti: direi che c'è un problema di comportamento del Consiglio regionale nei riguardi di un proprio organo di controllo e c'è un altro problema, quello di ripresentare il provvedimento deliberativo in altra forma col supporto del parere giuridico di cui ha fatto cenno il Presidente della Giunta, in una seconda fase, come ulteriore provvedimento in seguito alla deliberazione annullata, se non vado errato.

Vorrei ancora ricordare che su questa materia esiste anche una mozione - se non vado errato del Consigliere Ramera - che intingeva naturalmente sul contenuto di questa delibera che era oggetto di una mozione rimasta così, fra gli ordini del giorno del Consiglio in occasione di questa crisi. Quindi ricordo naturalmente l'opportunità, nel momento in cui si rivedrà il provvedimento deliberativo, di tenere conto anche di questo aspetto.

Per concludere, mi pare che l'atto di protesta ci dovrebbe essere; direi anche che non è platonico, perché mi pare abbia una sua validità su un comportamento tenuto dall'Amministrazione regionale e da tutto il Consiglio regionale in questi anni addietro su vari provvedimenti deliberativi in varie materie e su varie provvidenze.

Io sono pertanto d'accordo con quanto dice il Presidente Andrione per quanto riguarda la riproposizione della deliberazione, cioè di servirsi di un supporto giuridico, più valido per rispondere in un modo serio. Dall'altra parte, però, ritengo opportuno che in questo momento il Consiglio esprima questo atto di protesta nei riguardi della Commissione di Coordinamento, in quanto non rispetta le esigenze di una minoranza etnica prevista dall'articolo 3 della Costituzione.

Andrione (U.V.) - Ripeto, io preferivo e pensavo fosse meglio che all'ordine del giorno del Consiglio - perché penso che la protesta del Consiglio regionale debba formalizzarsi con un ordine del giorno - allegare anche un parere giuridico, salvo quanto ha detto giustamente lei: riprendere il provvedimento e discuterlo.

Però se si preferisce fare immediatamente un ordine del giorno in difesa di un diritto statutario specifico della Valle d'Aosta - riconosciuto all'Alto Adige specificatamente da leggi nazionali - non si vede perché alla Valle d'Aosta debba essere negato quello che è stato concesso ad altri. Se è per fare immediatamente un ordine del giorno di protesta noi concordiamo. Era solo una questione di metodo: ci sembrava più vibrata la protesta se, oltre a protestare, facciamo vedere che sono state dette delle inesattezze anche dal punto di vista giuridico. Se si preferisce farlo subito, io chiederei, se fosse possibile, a uno o due Consiglieri di stenderlo. Per quanto riguarda i movimenti regionalisti e la Giunta lo votiamo immediatamente. Se, invece, è possibile portare la questione al prossimo Consiglio e studiarla un pochino, se lei ritiene valida questa strada, la Giunta s'impegna a portare al prossimo Consiglio un ordine del giorno corredato da un parere giuridico in questa materia.

Dolchi (P.C.I.) - ... con un oggetto specifico all'ordine del giorno che mi sembra anche formalmente più consono.

Dujany (D.P.) - Il problema è di principio. Mi pare che tutto il Consiglio sia d'accordo nell'accettare questo concetto e poi, circa i tempi, che la formalizzazione si faccia in questo momento o in un successivo Consiglio ha poca importanza: il problema è che deve essere sottolineato.

Dolchi (P.C.I.) - Mi sembra allora che ci sia l'accordo, si tratterà questo problema con uno specifico punto all'ordine del giorno.

Il Consiglio prende atto del ritiro della mozione.