Oggetto del Consiglio n. 219 del 19 luglio 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 219/73 - Elezione del Presidente del Consiglio regionale.
Caveri (Presidente) - Dunque ora procediamo all'elezione del Presidente del Consiglio regionale.
Le schede sono state firmate dal sottoscritto e dal Consigliere segretario e saranno distribuite dal Consigliere segretario man mano che i Consiglieri affluiranno alla cabina.
Quindi il Consigliere potrebbe leggere i nomi per ordine alfabetico e ogni Consigliere chiamato è pregato di avvicinarsi alla cabina elettorale, oppure se si preferisce, non so, l'ordine cominciando dal Consigliere Manganoni e terminando dal Consigliere Parisi.
Monami (PCI) - A nome del Gruppo Comunista, propongo quale Presidente di questa Assemblea il collega Consigliere Giulio Dolchi.
Facciamo presente e facciamo proposta oggi, Signor Presidente e Signori Consiglieri augurandoci che il chiarimento che si sta dando alla situazione politica creatasi dopo il 10 giugno abbia una rapida conclusione e quindi anche la rapida formazione della Giunta, che si metta subito a lavorare per affrontare i molti problemi che rimangono ancora da risolvere in Valle d'Aosta.
In questo quadro, primo fra tutti, credo, la Giunta dovrà affrontare il problema della Guinzio Rossi di Verrès: noi dichiariamo, e la Giunta che andremo ad eleggere lo sappia sin d'ora, che avrà il nostro incondizionato appoggio, al di là delle parole e delle chiacchere, per tutte le iniziative che saranno in questo senso prese, possibilmente e meglio ancora se iniziative urgenti e prese ad hoc per risolvere questa tragica situazione e per tranquillizzare 250 lavoratori in lotta per la difesa del loro posto di lavoro. Con questo e per questo primo impegno di lavoro noi, Signori Consiglieri, vi proponiamo alla Presidenza di questa Assemblea il compagno Giulio Dolchi.
Di Stasi (PSI) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, l'esito delle trattative condotte dal nostro Partito, con Democratici Popolari, Partito Comunista Italiano e Union Valdôtaine Progressiste ha visto disattese tutte le indicazioni fornite in precedenza all'unanimità dal Comitato Direttivo del Partito Socialista Italiano ed è giunto alla inattesa proposta di una mortificazione della presenza socialista, che pure dal corpo elettorale ha visto riconosciuto il suo ruolo insostituibile nella vita politica della nostra Valle.
Pur avendo una parte del Partito accettato questa situazione, noi non ci arrendiamo davanti a questa ingiustificata compressione dei socialisti, e quindi continueremo la battaglia per giungere ad esiti più dignitosi per il nostro Partito... Pertanto dichiaro di astenermi, sia in questa, sia nelle successive votazioni, onde giungere al superamento di accordi che la base socialista non intende condividere.
Milanesio (PSI) - Quale capogruppo del Partito Socialista Italiano dichiaro il voto favorevole del PSI alla proposta di Monami.
Fosson (UV) - Il a déjà été dit dans cette salle, dans la dernière séance, par Mlle Viglino que la population valdôtaine et l'électorat valdôtain attendait la formation d'une Junte régionaliste. Cette Junte régionaliste dont on avait tant parlé dans toute la campagne électorale, de la parte des démo-populaires, de la part des progressistes, et de la part, certainement aussi de l'Union Valdôtaine et du RV.
Nous avons, nous apprenons aujourd'hui, nous avons déjà appris dans la dernière séance que d'autres accords se sont faits, ce sont des accords qui dureront le temps qu'ils dureront parce que nous voyons que des partis qui font partie de cette Junte il y a une tendance différente et nous l'avons appris maintenant par les déclarations du vote des deux représentants du parti socialiste.
En tout cas, je ne la fais pas plus longue, je ne m'entretiens pas plus longuement, nous ne pouvons pas approuver et donner notre voix à la proposition qui a été faite par le Parti Communiste, pas pour la personne de M. Dolchi, mais vraiment pour la situation politique, nous pourrions nous abstenir, nous pourrions voter en blanc, nous voulons tout de même donner une autre démonstration et c'est pour cela que nous proposons comme groupe de l'Union Valdôtaine, comme candidat à la Présidence, l'ami Andrione.
Chanu (DP) - A nome del gruppo dei democratici popolari dichiaro l'adesione alla proposta del Consigliere Monami di designazione del candidato Giulio Dolchi alla Presidenza del Consiglio.
Ramera (DC) - È proprio vero che la mancanza di una ostetrica in questo Consiglio regionale abbia provocato una lungaggine di quattro sedute per partorire una maggioranza che, sorprendentemente, viste le dichiarazioni del collega Di Stasi, mi sembra un tavolino già mozzo di una gamba.
Le considerazioni politiche che faremo sulla maggioranza che si è costituita le faremo dopo; comunque dovevo almeno fare una battuta anche per smussare subito l'atmosfera. Mi dispiace, naturalmente, che il rappresentante dei DP abbia semplicemente detto "aderiamo" alla proposta del Consigliere Monami, un gruppo di maggioranza, ad un certo momento dovrebbe anche spiegare un po' meglio, se non altro, all'elettorato, a meno che il loro aruspice che normalmente gira i cimiteri della Valle abbia evocato certi spiriti che hanno permesso la formazione di questa maggioranza, per cui la Democrazia Cristiana aveva fatto sapere proprio ai Democratici Popolari di essere disposta a favorire una maggioranza regionalista, perché questo era il risultato delle elezioni e questo era quanto essi avevano detto nei loro discorsi all'elettorato, noi aderiamo invece alla proposta formulata dal collega Fosson e voteremo pertanto per il collega Andrione.
Questo non suoni naturalmente offesa all'amico Dolchi, come amico, col quale abbiamo fatto anche la Resistenza insieme, però in questo momento, naturalmente si divide addirittura tutta l'aula, quindi siamo su due opposti schieramenti; è chiaro che, naturalmente, noi votiamo per quelle che sono le soluzioni del nostro partito.
Naturalmente dovremo parlare e dovremo risolvere quel problema che già la volta scorsa abbiamo detto, perché nel pubblico sono quattro volte che arrivano i rappresentanti e i lavoratori della Guinzio Rossi, e quindi è chiaro che ad un certo momento, mi sembra, da un anno o un anno e mezzo da questa parte, assilla il Consiglio regionale ed è stato già motivo di discussione anche in questa aula, trovi una rapida soluzione attraverso un sollecito intervento di coloro che saranno chiamati a guidare l'Amministrazione regionale e su questo troveranno senz'altro il voto della DC.
Pedrini (PLI) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, io, per prima cosa penso che sia mio dovere aderire in pieno a quanto ha detto il Consigliere Monami; riguarda evidentemente la parte della Guinzio Rossi - attimo di suspense - perché sono da mesi direi da anni, che noi, sia sul Monitore Valdostano che in quest'aula, stiamo dibattendo questi problemi che abbiamo sempre dato a loro la precedenza su qualsiasi altro perché riteniamo che chi ha un posto di lavoro debba avere tutti gli aiuti possibili ed immaginabili, compatibilmente, evidentemente, con l'economia attuale di questa nostra povera Bassa Valle.
E l'amico Ramera si stupiva, poc'anzi che i DP e l'Avvocato Chanu non avessero fatto delle dichiarazioni. Ma io lo trovo perfettamente logico e coerente con quanto è la loro posizione. Io da questo posto, in quest'aula, nella passata, nella penultima riunione, non l'ultima che abbiamo fatto, dissi che vi era la possibilità di fare una maggioranza, veramente regionalista, al di fuori e al di sopra dei due grossi partiti: la DC da una parte, i Comunisti dall'altra.
Era un'impostazione esatta che la popolazione valdostana aveva dato con queste elezioni regionali, era l'impostazione che 16.000 elettori avevano dato ai Democratici Popolari, rodendo ai Liberali, ai Democristiani, a tutti indistintamente i partiti, perché tutti quanti hanno avuto delle perdite in loro favore, con l'indicazione precisa, però di una chiara collocazione politica che non fosse quella comunista.
Il fatto che oggi, in una dichiarazione politica, così importante per la nostra vita regionale, l'Avvocato Chanu si limiti soltanto a dire "noi voteremo per il Presidente Dolchi," a parte l'amicizia fraterna, ripeto anch'io di resistenza, di amicizia, che mi lega a Dolchi ed egli ben lo sa, tutto questo non ha niente a che vedere con quello che è invece la critica che noi riteniamo sempre, quando parliamo, di fare in maniera costruttiva, verso un grosso problema, che è quello di mettere praticamente la Valle in mano ai comunisti. Mi si dirà, ah, ma abbiamo dato soltanto la Presidenza del Consiglio, quindi praticamente svuotiamo, almeno, non so se ci saranno altre sorprese perché tutto è possibile in questo clima, ma non so, non penso che vi saranno altri comunisti negli eventuali Assessorati e si dirà appunto, signori, noi abbiamo dato, in fondo soltanto il Consiglio, la Presidenza del Consiglio, cosa volete che sia. Io so perfettamente invece che l'amico Dolchi sfrutterà, così come lo farà benissimo il Partito Comunista, perché io ho sempre dato da questi banchi a loro, diciamo, la primizia di essere organizzati, di essere veramente della gente che ci sa fare in confronto a tutti gli altri, perché voi fate della politica per della politica, noi facciamo la politica quando abbiamo tempo di farla.
Quindi la differenza è enorme e voi la fate, evidentemente, oltre che, come la facciamo con passione noi, con dedizione e con il tempo che noi purtroppo qualche volta non abbiamo.
Allora l'amico Dolchi sfrutterà, avendo dietro di sè altri sei Consiglieri e non essendo solo come era il povero, povero, virgolette, intendiamoci bene, Montesano, che era solo, come numero, va bene e che quindi praticamente faceva anche lui quello che poteva, pur avendo retto dignitosamente e molto bene, in questo periodo, nel periodo passato la Presidenza del Consiglio, evidentemente noi avremo questa presidenza sfruttata al massimo e soltanto allora, e soltanto allora i Democratici Popolari si renderanno conto dell'errore che hanno fatto di dare questa impostazione politica, che io mi auguro duri lo spazio d'un matin e che per la fine del 1973 tutto quanto ritorni sul tappeto e si possa discutere sotto altri profili, con altre prospettive.
Mi si permetta anche, io sono solo, da solo posso dire tante cose che magari in diversi non si possono dire, non posso avere vicino un amico che mi dice "io non condivido la tua posizione", così come è successo con il Partito Socialista, per cui ad un dato punto uno vota in una maniera, uno vota in un altro. Non so se questo è un atout che probabilmente può darsi che io abbia, non avendo vicino, è stato dimostrato che in 8 anni di amministrazione regionale, almeno i due, che l'amico che sedeva vicino a me ha sempre fatto come noi abbiamo deciso in sede di Partito, ma evidentemente mi spiace di dover dire ai democratici popolari, ai quali sono legato da buona amicizia personale, mi dispiace di dover dire, ma signori, voi volevate, non avete fatto una Giunta regionalista perché vi mancava qualche, diceva bene Ramera prima, qualche gamba alla sedia o al tavolino, ma qua mi pare che addirittura se lì vi mancava e si poteva trovare il supporto, qua addirittura si parte senza supporto, si parte proprio così, allo sbaraglio, perché evidentemente, quando una delle forze che è la componente di questo quadripartito, che dovrà reggere, secondo qualcuno, il governo per cinque anni, viene a mancare già in partenza nella dichiarazione programmatica, io non so, evidentemente voi stessi, nella vostra intelligenza illuminata, nella vostra coscienza, voi stessi approvate incondizionatamente queste mie parole, perché non potete fare diversamene; purtroppo, invischiati come siete stati, probabilmente, cioè, senza probabilmente, non potete fare niente altro che accettare la situazione qual è. Ed allora io concludo, signor Presidente, dicendo soltanto questo; io mi auguro che questa formazione sia una formazione provvisoria, così come avevamo chiesto una formazione altrettanto provvisoria regionalista, che al banco del prossimo bilancio regionale avrebbe potuto fare vedere la sua forza.
Ed allora, io mi auguro, ripeto, che questo sia soltanto una formula provvisoria che al momento del bilancio possa con le attività che verranno fatte in questi due o tre mesi, possa essere riproposta, possa riformarsi una nuova maggioranza che rispecchi veramente quelli che sono stati i desideri della popolazione valdostana, che, ripeto ancora una volta hanno dato voti ai demopopolari; non per andare con i comunisti, ma per evidentemente fare una propaganda, come loro avevano detto, di centro, di regionalismo, una propaganda in favore della Valle d'Aosta, così come era stato detto su tutte le piazze.
Jorrioz (PSDI) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, il voto del 10 giugno aveva dimostrato a tutta la popolazione valdostana qual era l'indirizzo che i Consiglieri di questa nuova legislazione avrebbero dovuto prendere. I democratici popolari, che avevano avuto un grosso risultato avevano davanti a loro la possibilità di scegliere, di fare diverse scelte; dovevano, secondo noi, seguire, prima di tutto l'indicazione data dall'elettorato.
I democratici popolari hanno fatto una scelta; hanno scelto il frontismo in Valle d'Aosta; noi socialdemocratici non possiamo aderire a questa impostazione; avevamo detto in varie occasioni che eravamo disponibili per appoggiare una maggioranza valdostana, una maggioranza autonomista, invece questo non è stato fatto. I voti per raggiungere questa maggioranza c'erano; c'era qualche altra possibilità, c'era la possibilità della formazione di una maggioranza di centro-sinistra, invece che assistere, - per quanto a noi fa piacere, il rappresentante valdostano a Roma appoggia un centro sinistra e qui ad Aosta si appoggia il frontismo.
Noi, di conseguenza, coerenti a quanto abbiamo detto nella campagna elettorale, quando abbiamo detto in ogni occasione, voteremo contro questa impostazione, voteremo contro l'amico Dolchi, non come persona, perché l'amico Dolchi ha vissuto con noi delle grosse battaglie, e non per la sua persona, ma per l'impostazione politica; voteremo contro questa impostazione e daremo, coerentemente a quanto abbiamo detto, il nostro voto al rappresentante dell'Union Valdôtaine.
Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, signori Consiglieri, non vi nascondo la mia perplessità di fronte a delle comunicazioni testé udite. Da buon valdostano, mi si consenta dirlo, non di origine, ma oriundo, avevo sempre pensato e, anzi, mi ero chiesto che i valdostani volessero amministrarsi le proprie cose, senza ricorrere a dei frontismi che è evidente si dimostreranno di essere deleterie.
E, ovviamente, a questo riguardo pensavo sinceramente, io non ho peli sulla lingua, io sono un uomo libero, io sono un elemento scevro da preconcetti faziosi, credevo proprio che questa combinazione del governo regionale si potesse amalgamare fra i democratici popolari, fra l'Union Valdôtaine, fra le forze regionaliste, certamente escluso il sottoscritto, di cui nessuno ha bisogno. E appare strano che proprio in una regione autonoma, dove è stata data quella autonomia e il perché è stata data quella autonomia, si ricorre a certi principi che effettivamente non possono e non dovrebbero reggere.
A questo punto a me non rimane che votare scheda bianca.
Marcoz (UVP) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, a nome dell'Union Valdôtaine Progressiste dichiaro che per l'elezione a Presidente del Consiglio del Rag. Dolchi l'UVP voterà a favore.
Caveri (Presidente) - Altre dichiarazioni? Se non ci sono altre dichiarazioni passiamo alla votazione - (si procede alla votazione) - Risultato delle votazioni è il seguente: Dolchi 19, Andrione 12, Ramera 1, Bianche 1.
Avendo il Consigliere Dolchi Giulio raggiunto la maggioranza assoluta è eletto Presidente del Consiglio regionale e lo invito ad avvicinarsi al tavolo delle Presidenza per prendere possesso della sua carica.
