Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3496 del 24 febbraio 1988 - Resoconto

OBJET N° 3496/VIII - COMMUNICATIONS DU PRESIDENT DE LA JUNTE.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Je peux dire à M. Torrione que l'on interviendra pour éviter qu'il y ait encore les panneaux dont il parlait.

Le 4 février s'est déroulée à Rome la célébration du 40e anniversaire de la promulgation de la Constitution italienne, à laquelle l'Administration régionale a participé. Nous avons par ailleurs reçu l'invitation à constituer un comité pour la célébration, à l'échelon régional, de cet anniversaire. Trois conseillers régionaux, le représentant des syndics et un représentant de l'autorité militaire feront partie de ce comité.

Aujourd'hui je pense que nous pourrons connaître le nom de ces représentants en vue d'une réunion pour décider de la date de cette célébration; célébration qui se tiendra de toute façon en automne puisqu'en cette période-ci il y a déjà la célébration du 40e anniversaire de l'autonomie.

Parallèlement, le 4 février, une rencontre a eu lieu avec le Ministre de l'Intérieur pour examiner le problème des élections régionales et communales. Les premières sont prévues pour les 26 et 27 juin et au Val d'Aoste trois communes, La Salle, Arnad et Valsavarenche seront appelées aux urnes; à cet effet, on nous avait demandé s'il était préférable de prévoir en même temps ces élections ou bien d'envisager les communales au mois de mai, comme il advient dans toutes les régions. Après consultation avec les administrations, il est ressorti que l'on préférait la simultanéité.

Par ailleurs, le 15 février, j'ai finalement reçu la communication officielle que le drapeau était accepté: ainsi, après 40 ans, aura-t-on enfin le drapeau officiel de la Région Vallée d'Aoste.

Pour ce qui est de la lettre qui m'a été envoyée de la part du conseiller Sandri, à propos des nouvelles de la presse concernant les actions SITAV, je crois qu'il y aura une interpellation et, par conséquent, je répondrai dans les détails, à ce moment-là.

Je voudrais néanmoins dire que cette nouvelle qui a paru dans la "Stampa Sera", où l'on disait, si je ne m'abuse, que 22% des actions SITAV avaient été saisies, ne correspond pas à la vérité puisqu'il s'agit de 22% de la SFIT qui est une société participant à la SITAV.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere-Segretario, Breuvé; ne ha facoltà.

BREUVÉ LILLIANA (P.S.I.): Chiedo scusa, signor Presidente, ma avrei voluto sentire almeno poche parole di conforto per l'appello lanciato da un gruppo di genitori di Aosta, affinché si ponga fine alle violenze sui bambini. Sarebbe stato un modo per esprimere la nostra solidarietà a quelle famiglie e per garantire che sarà fatto tutto il possibile per impedire che si ripetano vicende tanto squallide. La ringrazio signor Presidente.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Vorrei ricordare al Presidente della Giunta che, in data 29 dicembre 1987, il sottoscritto aveva presentato una interrogazione con risposta scritta, chiedendo al Presidente della Giunta l'ammontare cronologico di tutti gli importi liquidati ed i nominativi dei percipienti di tutte le consulenze, perizie, arbitrati, gettoni di presenza in commissione, per tecnici e legali incaricati di cause legali ed altro, sulla vicenda Casinò.

In violazione del regolamento, a tutt'oggi non ho ancora avuto risposta in merito e, pertanto, vorrei sollecitare queste risposte che mi auguro arrivino al più presto. Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Ringrazio il Presidente della Giunta per aver risposto alla mia lettera del 15 febbraio, su alcune rivelazioni apparse sul quotidiano "Stampa Sera", ripetutesi anche nei giorni seguenti, sempre sullo stesso quotidiano e su "La Stampa", con l'aggiunta di altri particolari. Anche nell'edizione odierna di tale quotidiano appaiono alcune informazioni che, a mio parere, meritano una certa attenzione che va ben al di là del contenuto dell'interrogazione, della quale parerò in seguito, e che attiene all'attività e ai risultati economici di quella società.

Mi sono permesso di invitare il Presidente della Giunta ad informarsi su questo aspetto, perché la stessa presenza su "La Stampa" di quei dati e di quelle notizie, non accompagnata da chiarezza e trasparenza, genera confusione e forse un certo effetto che è proprio quello auspicato da alcuni gruppi di potere.

Non c'è dubbio che intorno al Casinò stia accadendo qualcosa. Anche in questo Consiglio alcuni Gruppi politici hanno avuto modo di esporre la loro interpretazione e di palesare alcuni dubbi intorno alle dimissioni del signor Conca da direttone del Casinò, presentate nel giugno del 1987.

Nei mesi successivi abbiamo assistito a diversi episodi che in sostanza testimoniano della presenza di un grande ribollio. Oggi si viene a sapere che la SFIT, una delle società che detengono il capitale sociale del Casinò, ha dei problemi al suo interno - come è stato confermato dal Presidente della Giunta - perché il 22 per cento delle sue azioni è stato sequestrato dalla magistratura milanese. Si viene anche a sapere che l'assemblea degli azionisti della SITAV è andata deserta, fatto questo non certo abituale e che può capitare soltanto all'I.R.I.. A mio parere, queste vicende indicano che si sta combattendo una grande battaglia intorno al Casinò.

Il Presidente della Giunta dovrebbe sentirsi motivato a controllare, per conto della Regione, e ad informare il Consiglio, anche per tante altre circostanze o concomitanze piuttosto significative. Mi riferisco, in particolare, alle voci che compaiono su giornali di partito e non, su possibili progetti di ampliamento del Casinò. Io non so quanto ciò possa rispondere al vero, però anche di recente sono apparse notizie molto precise intorno a questi progetti di potenziamento. Se a tutto ciò aggiungiamo l'arrivo delle nuove macchine, si completa la serie di concomitanze che esigono una spiegazione puntuale.

Non dobbiamo lasciare che l'informazione sia solo quella fornita da "La Stampa" o da alcuni giornalisti che, ovviamente, esprimono un loro punto di vista. Dobbiamo anche noi concorrere ad offrire una corretta informazione, sulla base dei dati in nostro possesso.

In particolare, vorrei chiedere al Presidente della Giunta se sia possibile chiarire la questione dell'assemblea andata deserta e, soprattutto, quale sia l'attuale situazione del libro-soci della SITAV. Sarebbe molto grave se si venisse a sapere che una larga parte dell'azionariato societario dovesse avere dei problemi in sospeso con la giustizia, perché ciò porrebbe in dubbio la stessa validità e sussistenza della convenzione Regione-SITAV. Vorrei ricordare che questo elemento, unito alla circostanza evidenziata nella mozione della quale discuteremo più avanti, che vede ancora presenti all'interno del Casinò persone implicate nell'attività di prestasoldi negli anni 1982-83, ci testimonia che purtroppo l'"Affaire Casino" continua ancora.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Vice Presidente, Consigliere Dolchi; ne ha facoltà.

DOLCHI (P.C.I.): Je dois dire que le Président du Conseil régional avait parlé d'une indemnité de bilinguisme pour les enseignants et je croyais que le Président du Gouvernement aurait rappelé un fait très significatif de ces derniers jours. Je me permets donc de prendre la parole sur ce sujet, c'est-à-dire sur le fait que si après quarante ans nous avons le drapeau, après quarante ans nous avons aussi fait un pas en avant sur le problème de l'école bilingue et sur le problème, surtout, de l'éducation bilingue.

Le Conseil régional, aujourd'hui, doit souligner le fait que l'on n'a pas seulement - comme il a été dit dans la conférence de presse - réalisé un point important ou un autre pas important sur le problème de l'application du Statut, des articles 39 et 40, mais je crois un pas révolutionnaire aussi dans l'instruction en général, dans l'éducation bilingue en particulier et dans le domaine du bilinguisme. On en a parlé à l'occasion d'une réunion du "monde bilingue" et je crois que c'est un fait important non seulement pour notre Vallée, ou pour l'Italie, mais pour toute l'Europe, car, comme le disait un éminent professeur de la Sorbonne, éducation bilingue signifie apprendre et parer deux langues. Finalement on a affirmé que dans l'école primaire on doit enseigner les matières dans les deux langues; il ne s'agit plus de partager es matières dans une langue ou dans l'autre: la même matière peut et doit être enseignée dans les deux langues.

Je me permets de faire cette intervention parce que si l'on est sollicité pour défendre et valoriser le fait que les enseignants seront obligés de faire un effort pour enseigner dans les deux langues, il faut que le Conseil régional, que l'Assesseur à l'Instruction Publique s'inquiète aussi de la défense des petits enfants qui, après trois ans d'école maternelle régionale, se présentent à l'école primaire et ont le droit de continuer dans les deux langues les matières qu'ils ont déjà un peu entendues à l'école maternelle.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Spero che il Vice Presidente Dolchi non voglia costringere tutti noi a parlare in lingua francese. A parte la battuta, faccio alcune considerazioni sulle comunicazioni del Presidente della Giunta.

Ho l'impressione che da alcuni anni a questa parte la maggioranza regionale svolga, nei confronti della SITAV, un ruolo passivo. Mi chiedo chi possa avere tanto interesse a proteggere quella società che, a mio parere, ha violato la convenzione Regione-SITAV in diverse occasioni.

Come forze di opposizione, noi abbiamo presentato varie mozioni per far comprendere a questa maggioranza la necessità di voltare pagina anche nei confronti di quella società. Ci è stato risposto che si era preoccupati per le conseguenze occupazionali, ma quella giustificazione era sicuramente falsa, perché ci si sarebbe potuti rivolgere ad un'altra società più affidabile della SITAV.

Ma allora, dietro quella società si nascondono particolari interessi e ci sono determinate forze politiche o personaggi politici che vogliono proteggere quella società. Notiamo che la vicenda del Casinò continua tuttora, ma gli Amministratori pubblici o questa maggioranza - così almeno è definita dai numeri - non possono proteggere quella società, perché è poco affidabile. Il fatto che questa vicenda continui testimonia che, dietro quella società, ci sono solo difese di interessi. Noi vogliamo fare chiarezza, perché siamo stanchi di sopportare una simile situazione.

Non voglio entrare nel merito del problema delle quote cedute o sequestrate, che riguarda la società, ma la maggioranza regionale non può e non deve limitarsi ad una funzione passiva. Invece, dopo lo scandalo del Casinò, anche se da diversi anni continuiamo a sostenere l'esigenza di cambiare pagina, questa maggioranza procede sempre lungo la stessa strada che ha reso possibile lo scandalo del Casinò.

Poiché mi sembra impossibile che degli amministratori si possano comportare in questo modo, torno ancora a chiedermi chi possa contribuire a nascondere gli interessi che stanno dietro quella società. È assurdo continuare ad operare con una società così poco affidabile e che gestisce il Casinò, forse peggio di come era gestito prima dello scandalo.

Ci sono situazioni che abbiamo già denunciato in questo Consiglio; ci sono situazioni che abbiamo denunciato in una interpellanza che discuteremo tra breve; ci sono altre situazioni per le quali non abbiamo prove, ma che conosciamo per sentito dire e che da alcuni sono ritenute veritiere. Non parliamo, poi, di quello che succede in tema di assunzioni all'interno del Casinò di Saint-Vincent... Nonostante tutto questo, noi vogliamo ancora continuare con quella società? Se questa maggioranza vuole ancora proteggere quella società, lo faccia pure, ma noi denunciamo la circostanza, anche perché siamo stanchi di subire quella gestione. La SITAV non è più affidabile. Attraverso procedure particolari sono state create altre società per la gestione di altre società, sempre all'interno della SITAV, e la maggioranza ci fa subire delle soluzioni sulle quali non eravamo d'accordo.

Forse, magari a puntate, riusciremo finalmente ad individuare gli uomini che tengono in piedi quella società e riusciremo anche a scoprire i loro interessi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Visto che si è parlato del Casinò, informo il Consiglio che questa mattina ci è stato annunciato che l'ufficiale giudiziario consegnerà una serie di notifiche ai Consiglieri interessati alla vicenda, alcuni come imputati ed altri come testi. Poiché è stato fatto anche il mio nome, io penso che sarò chiamato come teste.

Il Presidente della Giunta ha precisato che il 22% del capitale appartiene alla SFIT e non alla SITAV. Mi pare, però, che egli abbia concentrato la sua attenzione su di un particolare certamente importante, ma che comunque non è quello più significativo. Ad una interrogazione presentata dal nostro Gruppo nello scorso mese di dicembre, con la quale si segnalavano possibili movimenti nell'azionariato della SITAV, la Giunta aveva risposto di non sapere nulla. È piuttosto strano che la Giunta sia sempre l'ultima a conoscere certe situazioni, mentre noi crediamo che sia suo preciso dovere esercitare un'azione di controllo su quanto avviene nella Casa da Gioco.

L'aspetto significativo connesso al sequestro del 22% delle azioni SITAV è dovuto al fatto che rientra in gioco uno degli imputati che avevano già dato l'assalto all'azionariato del Casinò.

Se le notizie riportate da "Stampa Sera" sono vere, si tratterebbe di un prestanome di Franco Chamonal, che aveva cercato di acquistare il 22% della SITAV o il 22% del 22%.

È una circostanza importante ed in merito abbiamo presentato una interpellanza che verrà discussa nel prossimo Consiglio, ma, visto che se ne parla oggi, sottolineiamo la nostra preoccupazione per una vicenda non ancora conclusa e per i movimenti che continuano ad esserci intorno alle azioni della SITAV. A nostro giudizio, questo fatto mette anche in dubbio la credibilità della società di gestione.

Passando ad un'altra questione, osservo che non si è parlato delle importanti riunioni sulla DELTACOGNE, che ci sono state in questo periodo. Sollecito la Giunta a riunire al più presto l'apposito Comitato ristretto, perché le notizie che si leggono sui giornali sono sempre più preoccupanti.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (P.S.I.): Sempre sul tema del Casinò e facendo particolare riferimento alle dichiarazioni del Consigliere Sandri, noi vogliamo ribadire che occorre tenere ben distinti i problemi degli azionisti da quelli dell'azienda, intesa quest'ultima nella sua oggettività. Non vi è dubbio che c'è un po' di movimento sul fronte dell'azionariato e noi ci auguriamo che si vada celermente verso un riassetto societario, anche per avere un interlocutore ben definito. Per quanto riguarda l'azienda, intesa nella sua oggettività, sul giornale del mio partito - e forse a questo si riferiva il Consigliere Sandri - io scrivevo cose completamente opposte a quelle riferite poco fa dal Consigliere Baldassarre. Non è vero, cioè, che i politici in questi ultimi anni hanno coperto il Casinò; ho detto, semmai, che il mondo politico in questi anni si è disinteressato dei problemi del Casinò, perché siamo stati condizionati dalla vicenda giudiziaria.

Se esaminiamo il Casinò come azienda, cioè sotto l'aspetto economico, dobbiamo riconoscere che si tratta di un'azienda in continuo sviluppo e di una certa validità e importanza nel contesto economico valdostano. Abbiamo letto su un giornale che, nel periodo natalizio, c'erano migliaia di persone che non riuscivano ad entrare. Ciò dimostra che all'interno di questa azienda ci sono problemi di funzionalità e, quindi, anche problemi di potenziamento.

Io non so se ci siano dei progetti di ampliamento o di ristrutturazione dell'azienda Casinò. Sarebbe opportuno che ci fossero, sempreché, ovviamente, noi crediamo al potenziamento di quella azienda. Certamente il presente momento preelettorale non è il più indicato per affrontare questi problemi, però ritengo e penso che sia opportuno, all'inizio della prossima legislatura, affrontare proprio questi problemi dell'azienda, intesa appunto nella sua oggettività, senza dimenticare di chiarire l'assetto societario, perché è necessario che la Regione capisca cosa succede all'interno di quest'ultimo.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Non mi soffermerò sulla vicenda Casinò, sulla quale ha già espresso il nostro pensiero il Consigliere Pascale, ma invito il Consiglio a riflettere ulteriormente su quanto ha detto il Consigliere Dolchi e su quello che è avvenuto in questo periodo sulla questione della lingua francese.

Da una parte abbiamo un atto che ci gratifica, quello relativo alla scuola bilingue, nel senso più pieno della parola e non in quello riduttivo come è stato interpretato nei quarant'anni trascorsi; dall'altra abbiamo il "pagamento" di una di queste due lingue, che è un nuovo elemento che si è inserito nella questione della lingua o, meglio ancora, del bilinguismo.

Queste due circostanze possono sembrare antitetiche e contraddittorie e, per certi versi, lo sono realmente. Lo Statuto considera la parità assoluta delle due lingue come un diritto ed un dovere dei valdostani, ma questo è smentito dal fatto che una di queste due lingue ha bisogno di essere monetizzata per essere parlata.

Questo principio non può non farci riflettere, perché se è sfuggito l'aspetto contrattuale, che può avere un certo significato in una realtà diversa da quella valdostana, a nome del P.S.I. io sostengo che le due realtà sono profondamente diverse. Obiettivamente, è profondamente diverso lo "status" del Trentino-Alto Adige da quello della Valle d'Aosta.

Credo che, nel momento in cui ci accingiamo a celebrare il quarantesimo anniversario dello Statuto, si debba procedere anche ad un approfondito esame di questo specifico tema, perché noi riteniamo che uno dei presupposti essenziali, su cui poggia in modo determinante la nostra autonomia, sia la sua caratterizzazione bilingue. Se perdiamo questa connotazione, il discorso sulla nostra autonomia assume un'altra valenza ed un altro significato.

In questi giorni, a cura della Presidenza del Consiglio, è stata pubblicata una ricerca storica sulla scuola, che per molti versi è incentrata anche sul bilinguismo. Mi riprometto di leggere il volume in modo più approfondito, ma da una prima lettura superficiale risalta subito quale significato i padri costituenti della nostra autonomia attribuissero al problema della lingua francese e del bilinguismo in Valle d'Aosta. Noi dobbiamo riappropriarci di quel significato e di quei concetti, altrimenti corriamo il rischio di minare alla base uno dei pilastri del nostro regime di autogoverno.

Al di là del fatto che la cifra elargita per la conoscenza della lingua francese viene considerata come una indennità accessoria nel quadro di un trattamento economico, non dobbiamo perdere di vista che in Valle d'Aosta vige un regime bilingue e che su tale caratteristica o connotazione lo Statuto costruisce tutto il nostro sistema di autogoverno.

Ho voluto fare questa riflessione a voce alta, perché tra due giorni ci ritroveremo ancora in quest'aula a celebrare il quarantennale della nostra autonomia e credo che, in tale occasione, non debba essere assolutamente sottaciuto un elemento di così grande importanza.

Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Les problèmes soulevés concernent surtout le Casino et e bilinguisme.

A propos du premier, je dois dire qu'il n'y a jamais eu de la part des forces politiques de la majorité, et de l'ensemble des forces présentes au Conseil, un manque d'attention, loin de là! Toutes les questions qui devaient être résolues pendant cette période, malgré les difficultés, ont été examinées, soumises à l'attention du Conseil et approuvées.

De plus, comme l'a déjà remarqué M. Pascale, depuis quelque temps l'on a tendance à confondre la propriété de la Société, des actionnaires de la SITAV et la gestion de la Société. L'Administration régionale a accordé une attention particulière à la question de la gestion car, dès l'instant où elle a décidé de confier une gestion d'un certain niveau - puisqu'il y avait déjà une convention - elle avait dû faire un effort pour que la gestion de la Maison de jeu fût la meilleure possible. Cette dernière est une entreprise et, malgré les difficultés, on a prévu toute une série de manifestations, d'interventions afin de maintenir un certain niveau et du point de vue des revenus et du point de vue de l'emploi. Jamais on n'a manqué d'attention à l'égard de ce problème.

Pour ce qui est des actions, on n'a pas de moyens spécifiques pour intervenir au préalable face à certains passages des actions, sauf des interventions particulières de la part des tribunaux. Il n'y a pas le veto de l'Administration régionale sur certaines ventes des actions. On peut avoir la possibilité de faire des appréciations sur les titulaires des actions, mais là c'est un problème différent; c'est une évaluation qui dépasse les problèmes dont nous avons parlé.

D'ici quelque temps, je crois néanmoins que nous pourrons savoir ce qui s'est passé. Je dois encore dire que nous avons adopté une certaine attitude face à la SAISET et nous avons révoqué notre convention avec elle.

Hier, la discussion a eu lieu au Conseil d'Etat et nous en connaîtrons sous peu les résultats, suite au recours que la SAISET avait présenté. Si nous aurons une solution, ce sera un pas en avant dans la clarté au sein de la gestion de la Maison de jeu.

L'action de l'Administration régionale, pendant toutes ces années, s'est révélée sérieuse. Il est vrai qu'à l'intérieur de la structure de la Maison de jeu, des travaux s'avèrent nécessaires: il faut intervenir pour modifier certaines activités; ainsi faudra-t-il examiner au Conseil la question de la restructuration qui s'impose.

Pour ce qui est du bilinguisme, nous avons eu des rencontres avec les forces syndicales tant pour le personnel régional que pour le personnel enseignant. Hier encore, l'Assesseur Faval et moi-même les avons rencontrées et nous avons concerté une proposition: donner mandat aux syndicats de procéder à une analyse préalable et nous fournirons une réponse le plus tôt possible. A ce moment-là nous rencontrerons les forces politiques pour présenter le projet de loi dont on a déjà parlé.

Je crois que, pour le bilinguisme et pour l'application des articles 39 et 40 du Statut - un des problèmes dont on a parlé lors de l'application des programmes à l'école primaires - ce sera une réflexion très intéressante, surtout si l'on se rattache au 40e anniversaire de notre autonomie.

J'espère que les forces politiques feront appel à la cohérence, car affirmer que l'on est pour le français est une chose impeccable, mais après il faut être cohérent. Au-delà des affiches, il conviendrait de faire un effort ensemble pour porter de l'avant le problème du français, avec une cohérence en rapport avec les exigences. Nous ne pouvons nier les difficultés liées au français, mais nous devons fournir cet effort pour défendre notre identité.

Voilà les points principaux de la réflexion qui marquera la célébration du Statut.