Oggetto del Consiglio n. 8 del 9 gennaio 1975 - Verbale
OGGETTO N. 8/75 - DETERMINAZIONE DELLA MISURA MASSIMA DEGLI ONERI ASSUMIBILI DALLA REGIONE IN DIPENDENZA DI ATTI AMMINISTRATIVI PER IL PAGAMENTO DEGLI INTERESSI DOVUTI DA OPERATORI PRIVATI ATTRAVERSO L'ASSUNZIONE DI MUTUI.
Indipendentemente da quanto è stato stabilito in sede legislativa, con varie deliberazioni il Consiglio regionale ha previsto la concessione di agevolazioni a favore di operatori privati (piccoli industriali, commercianti ed artigiani) per favorire l'incremento e il miglioramento delle rispettive attività.
Per quanto concerne i mutui tali agevolazioni consistono:
a) nella concessione di contributi a favore delle imprese artigiane in misura corrispondente all'ammontare totale degli interessi, sempreché i mutui non siano di importo superiore a 5 milioni (deliberazioni consiliari nn. 98 del 21/4/1967 e 175 del 2/4/1973);
b) nella concessione di contributi a favore delle piccole e medie imprese industriali in misura corrispondente all'ammontare totale degli interessi dovuti sul capitale mutuato per i mutui da uno a dieci milioni, ai due terzi degli interessi per i mutui fino a 25 milioni ed alla metà degli interessi per i mutui fino a 50 milioni (delib. cons. n. 155 del 24/6/1967);
c) nella concessione di contributi a favore delle piccole e medie imprese commerciali in misura corrispondente all'ammontare totale degli interessi del capitale mutuato per i mutui fino a 3 milioni (delib. cons. n. 155 del 24/6/1967).
Allorché vennero concesse le agevolazioni in parola i tassi correnti sui mutui in discorso si aggiravano sul 6,50%-7,50%.
In seguito le condizioni del mercato finanziario sono mutate in misura molto sensibile ed i tassi di interesse hanno raggiunto vertici che si approssimano al triplo degli importi originali. Nelle stesse condizioni quello che in origine costituiva un ragionevole aiuto della Regione a favore di talune categorie di operatori economici si è trasformato un'operazione che oggi può essere utilizzata con intenti puramente speculativi.
Si presenta, quindi, la necessità di stabilire un limite al di là del quale, in ogni caso, la spesa per interessi fa carico non più alla Regione ma all'operatore privato. Nella fattispecie questo limite può essere utilmente fissato nella misura comune dell'otto per cento sia per le imprese commerciali (le quali hanno goduto negli ultimi periodi di interessi pari all'8,50%) sia a favore delle altre imprese (le quali hanno fruito di interessi fino all'8%).
Una tale determinazione dovrebbe avere carattere provvisorio in quanto è proposito dell'Amministrazione di disciplinare prossimamente la materia in modo organico, evitando tanto in sede legislativa quanto in sede amministrativa che siano stabiliti interessi diversi per distinte operazioni quando le differenziazioni non siano giustificate.
In relazione a quanto sopra si propone che il Consiglio Regionale
Deliberi
di modificare provvisoriamente le norme approvate con le deliberazioni citate in premessa nel senso che, con effetto immediato, e fino a diversa determinazione, la misura degli interessi assumibili a carico della Regione in dipendenza dei mutui previsti dalle stesse norme non potrà mai eccedere la misura dell'otto per cento, restando l'eventuale differenza a carico dei privati.
Allorché gli interessi praticati degli Istituti di credito siano superiori all'otto per cento, la riduzione ai due terzi od alla metà del contributo regionale negli interessi dei singoli mutui, nei casi in cui tale riduzione è prevista dalle norme citate, va applicata con riferimento al tasso dell'otto per cento.
Blanc (U.V.) - Signor Presidente e Signori Consiglieri, ritengo che la relazione che accompagna la proposta di provvedimento sia abbastanza semplice e chiara.
Volevo semplicemente riassumere i provvedimenti che adesso sono in vigore a favore dei piccoli industriali, dei commercianti e degli artigiani: c'è un prima forma di intervento che riguarda il pagamento del totale degli interessi per mutui a favore degli artigiani fino ad un importo di un milione; una seconda provvidenza che riguarda il pagamento totale degli interessi e per mutui a favore delle piccole imprese commerciali fino a un importo di tre milioni; una terza provvidenza che concerne il pagamento parziale di interesse per tre forme di mutuo, cioè: fino a 10 milioni pagamento totale degli interessi, fino a 25 milioni pagamento dei 2/3 degli interessi e fino a 50 milioni pagamento di metà degli interessi. Queste sono le provvidenze che attualmente la Regione ha adottato per, appunto, incrementare e migliorare l'attività dei piccoli industriali, dei commercianti e degli artigiani. Quando questi provvedimenti sono stati adottati, il costo di queste operazioni per interessi si aggirava dal 6,50% al 7,50% nella stagione 1974. Tutti siete a conoscenza dell'aumento dei tassi di interessi: gli interessi si sono portati all'8% e all'8,50%, e quest'anno abbiamo un nuovo rincaro dei prezzi del denaro che si aggira dal 12,50% al 13%.
La proposta concerne il fatto di stabilire l'intervento regionale in misura fissa, in modo da portare tutti questi operatori economici a un beneficio uguale a quello passato e uguale anche per tutti gli operatori. La proposta era stata fatta per intervenire nella misura dell'8% fisso a favore di questi tre provvedimenti che sono ancora operanti. Gli interessi maggiori graverebbero, naturalmente, sull'operatore economico che sopporterebbe la differenza tra il tasso imposto, concordato con gli Istituti di Credito e l'8% su cui la Regione interverrebbe al pagamento. Ultimamente, proprio recentissimamente in questi giorni, è stata ventilata la possibilità di un ulteriore aumento degli interessi che potrebbero essere portati addirittura ad un 17,50%. Proprio per questo motivo il provvedimento ha un carattere di provvisorietà, nel senso che, se effettivamente gli interessi dovessero essere portati alle aliquote del 17-17,50%, potrebbe essere necessario riportare questo provvedimento in discussione in Consiglio per verificare se non sia il caso di aumentare ancora l'intervento dall'8,50% a una cifra superiore che poi il Consiglio vorrà determinare.
Questo provvedimento è già stato presentato dalla passata Giunta. Siamo a disposizione per eventuali chiarimenti.
Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione, la parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Come Gruppo Comunista siamo fortemente perplessi sul provvedimento, sia per la situazione attuale - che è già grave di per sé stessa - sia perché questo provvedimento introduce un aggravio, sembrerebbe quasi una punizione nei riguardi di queste imprese artigiane e commerciali. Riteniamo quindi che un provvedimento del genere non tenga conto soprattutto di questa situazione generale di gravità che, ripeto, tutti conosciamo. Già in sede di Commissione ebbi a esprimere le mie perplessità su questo provvedimento e feci presente che due grandi manifestazioni: quella di Milano, cui io partecipai come rappresentante di questo Consiglio regionale, e l'altra di Napoli, misero a nudo qual era la situazione drammatica in cui venivano a trovarsi tutte queste imprese, soprattutto e in modo particolare gli artigiani, a causa della situazione drammatica del Paese stesso.
Noi Comunisti riteniamo pertanto che l'introduzione questo provvedimento, così come viene formulato, oggi come oggi paia poco opportuno. Inoltre l'ex Presidente della Giunta Dujany, il Presidente del Consiglio Dolchi e tutti i Capi Gruppo hanno ricevuto una lettera dell'Associazione Artigiani della Valle d'Aosta della quale penso che - anche perché gli altri Consiglieri non l'hanno ricevuta - sia bene darne lettura per rimembrare quanto questa categoria stava chiedendo: "La Giunta dell'Associazione Artigiani della Valle d'Aosta, riunitasi la sera del 2 c.m., - la lettera è del 10 dicembre - venuta a conoscenza che nella riunione del Consiglio regionale che avrà luogo il 20 p.v. - si riferiva alla riunione del 20 dicembre in cui poi non si è discusso di questo argomento, ma lo si è rimandato a questa riunione del Consiglio - verrà discussa la proposta di gravare per la prima volta i mutui artigiani di una quota di interessi bancari; data la particolare situazione economica in cui si trova oggi tutta la categoria, nella quale un nuovo aggravio di spese non farebbe altro che peggiorare sempre più il loro bilancio e danneggerebbe l'occupazione della mano d'opera; constatato che forti contributi vengono stanziati per industrie non troppo stabili e che le ditte artigiane operanti in Valle sono circa 4.000 raggiungendo con i collaboratori e i dipendenti oltre 10.000 unità lavorative che rappresentano circa il 10% della popolazione, chiede alla Vostra cortese attenzione di intervenire affinché i mutui artigiani vengano ancora concessi senza il pagamento degli interessi bancari".
Ora noi non siamo nemmeno d'accordo che tutto l'onere sia posto a carico della Regione, perché questo potrebbe creare dei precedenti per altre categorie, però riteniamo di dover proporre una modifica al deliberato al fine di ovviare almeno un tantino a questo provvedimento che sembra appunto, come ho detto prima, punitivo nei confronti di alcune categorie.
La proposta nostra è questa: alla fine del primo comma della delibera, dopo le parole "carico dei privati" aggiungere "per quanto concerne la categoria imprese industriali", perché per tale categoria noi siamo d'accordo che i tassi di interesse rimangano così come previsti nella delibera. Invece il Gruppo Comunista propone che, per quanto riguarda le categorie artigiani e piccole, medie imprese commerciali, l'aggravio a carico della Regione sia portato al 10% anziché all'8%.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola all'Assessore Fosson.
Fosson (U.V.) - Solo una precisazione: praticamente c'è il parere della Commissione presieduta dal Consigliere Tonino. Chiederei quindi ai membri della Commissione, e particolarmente all'Avvocato Chanu e al Consigliere Manganoni, qual è stato l'accordo in Commissione per approvare questo provvedimento.
Chanu (D.P.) - Non ho difficoltà a rispondere all'Assessore Fosson.
Effettivamente in quella sede la Commissione si era orientata per la proposta fatta dalla Giunta. Non vedo però perché non possa essere considerata, in sede di discussione consiliare e di fronte non più alla Giunta precedente, proponente, ma di fronte a questa nuova Giunta, la proposta del Consigliere Tonino, che a mio avviso merita approfondimento. In effetti non stravolge la linea praticamente assunta in precedenza che aveva rappresentato anche la preoccupazione della Commissione, cioè che il lasciare libero il plafond a questo incremento di interessi senza alcun limite praticamente porta ad incrementare, ma nello stesso tempo a bloccare rigidamente, sia pure a livello leggermente superiore, la corresponsione degli interessi da parte della Regione a favore di due categorie nell'ambito della più grande categoria.
Quindi io, pur avendo espresso parere favorevole in sede di Commissione - così come anche il Consigliere Manganoni - al progetto che ci era stato presentato dalla Giunta, non credo che questo debba portare a bloccare così tout court una nuova proposta che, a mio avviso, merita invece di essere presa in attenta considerazione perché, come ripeto, non porta a quello che si temeva, e cioè a liberalizzare questi interventi fino a copertura totale degli interessi. Quale che sarà poi l'incremento futuro degli interessi, la proposta praticamente tende a favorire di un po' le categorie che sembrano più disagiate in questo momento e con minore possibilità di difesa di fronte a quei fenomeni economici che stanno assumendo e continuano ad assumere carattere di gravità notevole.
Andrione (U.V.) - Questo provvedimento ha carattere d'urgenza e vi era stato un accordo tra i differenti Gruppi, tra cui il nostro: accettare la proposta della Giunta precedente, perché, proprio per le ragioni esposte adesso dall'Avvocato Chanu, e cioè per il fatto che ci troviamo in un periodo di limitazione degli interessi notevole, è chiaro che questo provvedimento dovrà essere rivisto, però è urgente che entri in vigore e che possano essere concessi questi mutui fino a che le condizioni non saranno mutate.
La Giunta respinge quindi la proposta, anche per rispetto agli accordi che, essendo stipulati fra Gruppi politici, sono al di là della Giunta o meno, e soprattutto per il fatto che da un punto di vista tecnico bisogna cominciare a erogare questi mutui; se vi sarà lievitazione del tasso di interesse interverremo immediatamente, sia in sede di Commissione che con delle modifiche che saranno portate all'attenzione del Consiglio. Per adesso, però, la cosa più urgente è quella di approvare e di mettere in moto questo meccanismo.
Tonino (P.C.I.) - Intanto vorrei dire, Consigliere Fosson, che sì, è vero, la Commissione all'unanimità aveva espresso un parere favorevole di massima alla proposta presentata dalla vecchia Giunta, però aveva anche detto - e qui è scritto anche sulla comunicazione - "parere favorevole alla discussione in aula". Mi pare che ci sia una differenza quando si dice parere favorevole alla proposta della Giunta oppure quando si pone anche il problema della discussione in aula, quindi alle proposte che ne possono uscir fuori!
Per quanto riguarda quanto detto dal Presidente della Giunta sull'urgenza di arrivare a rivedere tutto il meccanismo di questi mutui, io sono d'accordo che si dovrebbe arrivare quanto prima a questo, ma il Gruppo Comunista conferma quanto abbiamo richiesto. Con il passaggio dall'8% al 10% intendiamo affermare una certa volontà da parte di questo Consiglio regionale: di non gravare nei confronti delle categorie che veramente - per tutte le ragioni da noi esposte prima - in questo momento hanno una situazione che è già grave di per sé stessa. Non mi pare giusto.
Noi riteniamo di mantenere la proposta che abbiamo fatto e richiediamo che essa sia messa ai voti.
Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri che chiedono la parola? Nessuno chiede più la parola?
Il Consigliere Tonino chiede che sia messo ai voti l'emendamento aggiuntivo che vi ha letto e che, se volete, vi sarà distribuito. L'emendamento aggiuntivo alla fine del primo comma della deliberazione prevede che, per quanto concerne le categorie artigiani e piccole e medie imprese commerciali, l'aggravio a carico della Regione sia portato al 10%. La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Per quanto abbiamo detto prima, mi sembra sia inutile continuare la discussione: la Giunta respinge questo emendamento aggiuntivo, per cui invita il Consiglio a votare contro.
Borbey (D.C.) - Mi permetterei di sottolineare l'incongruenza delle dichiarazioni di coloro che facevano parte della precedente maggioranza. In definitiva è stato preso un accordo e non è vero quello che dice il Consigliere Tonino, che il parere era favorevole alla discussione in aula, perché l'allegato recita: "la Commissione è stata favorevole di massima alla proposta medesima". Ora è chiaro che, passando dai banchi della maggioranza alla minoranza, è facile per tutti affermare: la Regione, invece di pagare l'8%, paghi il 10%. Allora io, che in questo momento appoggio la Giunta, dico il 12%, tanto per dire che il Consigliere Borbey è favorevole alla categoria degli artigiani, dei piccoli industriali e via dicendo (il Consigliere Borbey e tutta la D.C. assieme, logicamente). Chiedo scusa, ma secondo il mio punto di vista è un ragionamento troppo semplicistico. Ritengo infatti sia cosa giusta discutere di questo argomento in fase di bilancio e fare delle proposte per leggi regionali precise, perché il Presidente della Giunta e l'Assessore al Commercio ce lo presentano come un provvedimento provvisorio e, visto che era già stato stipulato un accordo tra tutti i Gruppi politici, ritengo che, per serietà, il Consiglio debba mantenere la proposta. Logicamente è chiaro che in questo periodo sia gli artigiani che tutte le attività commerciali sono in difficoltà, ma allora io porto subito il discorso sui mutui agevolati che la Regione concede per le costruzioni dei lavoratori: perché allora, anche qui, non avanziamo la proposta di pagare completamente gli interessi? In questa delibera provvisoria si stabilisce che la Regione intervenga per l'8%, sentito l'Assessore al Commercio; attualmente i tassi di interesse vanno dal 12,5% al 13% e questi artigiani o commercianti dovrebbero pagare un interesse del 4-4,5%, interesse che è parificato a quello che pagano coloro che prendono dei mutui per le case popolari.
Noi riteniamo quindi, per serietà, di concordare sulla proposta presentata dall'Assessorato del Commercio.
Monami (P.C.I.) - Signor Presidente, soltanto per fare cenno a una stranezza del discorso svolto dal Consigliere Borbey: amico Borbey, non è nostra abitudine dire delle cose a seconda che si sia al di qua o al di là del tavolo. Poiché la proposta su questo argomento l'abbiamo fatta noi, mi pare quindi che tutta questa tua reprimenda fosse nei confronti del Partito Comunista. Ma tu rileggiti il documento che recita: "esprime parere favorevole in linea di massima"! In linea di massima vuol dire che eravamo favorevoli a modificare tutto uno stato di cose che venivano a danneggiare la situazione economica degli artigiani, dei commercianti e dei piccoli industriali. In linea di massima vuol dire che si trattava di approfondire il problema, di portare dei miglioramenti, di fare qualche cosa di meglio o di peggio, dipende dai punti di vista, ma il parere in linea di massima non è il parere favorevole alla proposta. Parere favorevole in linea di massima significa che il provvedimento sia adottato con tutte le variazioni che il Consiglio ritenga opportuno apportare e che noi abbiamo ritenuto di apportare, anche sulla base della ricchezza delle categorie interessate.
Non è quindi demagogia, il nostro è stato un appello alla realtà economica del Paese, dove le forze economiche operanti nella Valle subiscono le conseguenze della situazione economica del Paese e quindi necessitano, secondo noi, di essere aiutate, perché guai - e questo non lo diciamo solo noi - se in Italia e in Valle d'Aosta venissero a mancare, oltre ad altre attività economiche, anche le attività artigiane. Non c'è alcuna posizione polemica, abbiamo detto che gli artigiani chiedono gli interessi a totale carico della Regione e ci facciamo pertanto portatori di questa richiesta.
Mi pare che il Consigliere Tonino abbia detto molto chiaramente che non siamo per quelle posizioni che possono sembrare demagogiche, però riteniamo utile differenziare il contributo che deve pagare ogni singolo assuntore di mutui in base alla sua posizione o di artigiano o di piccolo commerciante o di medio industriale. Si tratta perciò di una proposta articolata: se tu prendi il documento datoci in esame dalla Giunta, esso era articolato già in precedenza perché per gli artigiani e per i piccoli commercianti si prendeva a totale carico il mutuo; per gli industriali, per mutui superiori a 25 milioni, si prendeva solo una parte. Non è quindi una posizione demagogica, ma una posizione reale rispetto ai vecchi deliberati, nei confronti dei quali noi abbiamo voluto rispettare una certa coerenza di impostazione amministrativa.
Pertanto, amico Borbey, quando vuoi attribuire ad altri determinate cose, ti prego, cerca almeno di non sbagliare bersaglio!
Bordon (D.C.) - Sono d'accordo con te: quando facciamo queste discussioni ritengo sia utile che avvengano in questa sede.
Tanto per cominciare, non si vuole fare né della demagogia, né della polemica, neanche da parte del Consigliere Borbey, anche se lui non ha bisogno di avvocato difensore. Ma la constatazione è questa, è una semplicissima puntualizzazione: tanto per cominciare ritengo che Borbey non abbia detto niente contro il Partito Comunista, perché ha detto semplicemente che prima c'era la maggioranza con la presidenza Dujany che ha presentato un provvedimento, quello che oggi porta avanti questa nuova Giunta. Le perplessità, io vi garantisco, le abbiamo avute già prima e le abbiamo esternate: se io fossi stato in Commissione le avrei dette allora come le dico adesso, ma se io volessi fare della demagogia, qui dentro, - non dico che la fate voi -, questa necessità e questa perplessità circa il 2% in più, se dovesse salvare la baracca, sarebbe una cosa che noi condividiamo in pieno. Il punto che dobbiamo considerare è che si tratta di un provvedimento provvisorio per due mesi.
Non dobbiamo neanche dimenticare - me lo suggeriva il Consigliere Ramera prima ed è per questo che mi sono arrabbiato - che, ad un certo momento, noi abbiamo 24 miliardi depositati in banca: che cosa ci rendono quei 24 miliardi? Forse il 9,50%. Queste banche, che hanno questa enorme fortuna di avere questi capitali della Regione, pensate che cosa ci lucrano sopra se ci danno il 9,50 o il 10 o l'11%; su cifre di questa entità soltanto un punto di interesse fa decine di milioni, quindi immaginatevi! Noi dovremmo dire a queste banche: noi vi lasciamo 24 miliardi nelle vostre casse e voi ci date il 10% - dico una percentuale che mi faciliti e mi favorisca i conti -, quindi fatevi una quota di interesse su questo enorme capitale e noi, allora, dobbiamo versare magari il 12 o il 13%. Io non ritengo che sia saggia amministrazione questa.
Ripeto: io personalmente sono favorevole a che vada avanti questo provvedimento perché deve andare avanti, ma con la riserva che venga tutto rivisto. Ho invece l'impressione, amici, che qui si voglia fare sempre la solita storia, i buoni e i cattivi, e si possa domani pubblicare su un determinato giornale: il Partito a) o il Partito b) ha richiesto questo aumento per gli artigiani e gli altri non l'hanno votato. Se ci fosse una continuità in questo provvedimento, io non lo discuto, ma quando pensate che abbiamo ereditato questo provvedimento dalla Giunta precedente, se andava bene allora riteniamo che vada bene anche adesso. Si capisce che se possiamo aumentare l'intervento della Regione facciamolo pure, ma non mi sembra sia un ragionamento sano, ecco l'obiezione che facciamo noi.
Voi affermate: noi abbiamo detto di mandarlo in aula, in linea generale, e di discuterlo, ma io credo che qui siamo tutti favorevoli che si potesse aumentare l'intervento della Regione dall'8% al 10% o portarlo addirittura al 12%, come diceva il Consigliere Borbey. Naturalmente si deve vedere quello che può comportare sul bilancio. Io, però, a titolo personale, aggiungo di più: vedremo che cosa accadrà quando sarà il momento di discutere il nuovo bilancio, ma ora preferisco venire incontro agli artigiani e diminuire un pezzo di strada o un pezzo di ponte perché tutti lo vogliamo. Io ritengo che sia cosa saggia mantenere questo provvedimento in questo momento, e non è demagogia, è constatazione, andava bene prima. Sì, io penso che se fosse stato portato avanti dal Presidente Dujany forse qui dentro non sarebbero avvenute queste discussioni dai vostri banchi, ma magari dai nostri, perché l'obiettività ci deve essere. Allora dovremo alzarci anche noi e dire all'Assessore alle Finanze: reperisci quel 2% perché anche noi vogliamo fare parte della scheda dei buoni, ma io ritengo che non si possa amministrare saggiamente così.
Noi votiamo quindi per quanto proposto dalla Giunta in quantoché è un provvedimento provvisorio, come è detto chiaramente, in attesa di rivedere tutta la materia per perequare questi interessi con quelli degli altri mutui, perché sennò c'è una sperequazione. Ritengo che i cittadini, proprio come si dice sempre, non siano né di serie A, né di serie B, per cui chiedo che i mutui delle case popolari e degli alloggi abbiano ad essere trattati alla stregua di questi. Penso quindi che si possa votare tranquillamente questo provvedimento, indipendentemente dalle perplessità, perché è stato deciso così, l'abbiamo esaminato tutti insieme, e perché è provvisorio. Gli artigiani pertanto non si preoccupino, non abbiano paura, perché nello spazio di due mesi, magari in sede di discussione, invece del 2% l'intervento della Regione sarà maggiore, ma questo lo vedremo a tempo opportuno.
Milanesio (P.S.I.) - Io, indipendentemente da quello che è stato sostenuto in altre sedi dai banchi di maggioranza o di opposizione, ritengo che il provvedimento in questione proposto dalla Giunta sia equo. Del resto non dimentichiamo che queste agevolazioni esistenti qui, nella nostra Regione, non credo esistano in altre Regioni, e questo già mette in una posizione di minor svantaggio e di miglior vantaggio gli artigiani, i piccoli industriali e i commercianti. Elevare alla misura massima dell'8% l'intervento della Regione per i mutui che costoro possono assumere mi pare un provvedimento saggio ed equo. Sarebbe probabilmente sbagliato fissare una misura superiore e comunque, se noi accettassimo il gioco del rialzo, credo che non obbediremmo tanto ad indicazioni di carattere economico quanto piuttosto ad indicazioni di carattere demagogico o sentimentale.
Non dimentichiamo che in passato - e diciamocelo chiaramente - moltissimi dei beneficiari di questi provvedimenti prendevano questo denaro e non lo utilizzavano, lo mettevano dalla banca in cui venivano concessi i mutui in un'altra per non far vedere in giro così sfacciatamente e la Regione pagava. Diciamole queste cose, perché siamo qui per fare gli interessi di certe categorie, ma anche per spendere in modo adeguato e corretto il denaro pubblico, quindi la misura dell'8% che viene proposta oggi io la ritengo equa. Oggi per assumere un mutuo occorre pagare interessi di gran lunga più elevati di questi precedenti, io credo che si tratti del 16-18% in certi casi anche, per chi va in rosso in banca fino al 20%; ebbene, se la Regione interviene in questa misura già sensibile, mi pare che agevoli concretamente queste categorie e quindi consenta loro di affrontare la difficile congiuntura in una posizione diversa da quella dei loro colleghi di altre Regioni. Ora non abbiamo una analisi economica precisa e forse la misura che è stata proposta dalla Giunta è un po' empirica, se vogliamo, l'unica osservazione che possiamo fare è questa. Non mi pare, però, che sia poca cosa quella che fa la Regione e, tenuto conto dell'uso che ne è stato fatto anche in passato, riteniamo che, giustamente, la Regione voglia disporre che le categorie che beneficiano di questo mutuo contribuiscano al pagamento degli interessi. Non ci sarebbe infatti niente di peggio di pagare totalmente gli interessi; io credo che questo discorso vada fatto in qualunque settore, al limite anche nel settore agricolo, dove se noi regaliamo dei denari, questi denari state tranquilli che verranno utilizzati, ma non per gli scopi produttivi che ci proponiamo, bensì per tutt'altre cose.
Io ritengo quindi, anche a nome del mio Partito, che questa proposta sia sensata. Tra l'altro mi risultava che questo provvedimento era stato oggetto di un accordo in Commissione e questo concetto venne ribadito anche alla riunione dei Capi Gruppo, a cui ero presente. In tale riunione si disse: questo provvedimento lo portiamo avanti, però non giochiamo poi al rialzo in Consiglio, manteniamo tutti un atteggiamento coerente. Questo non significa che poi altri non possano fare proposte di aumento, questo fa parte della politica. Noi riteniamo comunque che queste misure, queste proposte siano eque. Del resto tutto è in evoluzione in questa materia: non sappiamo ancora su quali livelli si assesteranno i tassi di interesse; ci sono disposizioni precise da parte della Banca d'Italia per ridurli, vedremo cosa succederà. Intanto garantiamo già un sollievo a questa categoria; vedremo, per approssimazioni successive forse si potrà fare di meglio, ma non esageriamo neanche nel senso opposto, questa è la nostra posizione. Noi voteremo quindi a favore di questa proposta.
Dujany (D.P.) - Io volevo fare due osservazioni in relazione all'intervento dell'amico Bordon, non in relazione all'oggetto, perché così, en passant, il Consigliere Bordon ha voluto richiamare i 23 miliardi depositati presso le Casse della Regione. Questa parola detta, en passant, fa parte di frasi in questi giorni ripetute da validi "valletti" della pubblicità di questa nuova Giunta, i quali circolano nei vari bar e nei vari caffè della Valle d'Aosta criticando la Giunta precedente per aver lasciato le consegne con un fondo di tesoreria di 23 miliardi. Poiché nessuno ha il coraggio di discutere apertamente di questo problema in questo Consiglio, ma, come al solito, in modo vigliacco, si mandano in giro i valletti di turno, i quali circolano nei bar e ripetono parole di cui non sanno bene il significato, ritengo opportuno puntualizzare e fermarci un momento su questo problema, tanto per evitare che si continuino a spargere penne della maldicenza, della cattiveria, della gelosia e dell'invidia.
Forse è una delle prime volte che un Presidente di Giunta lascia una consegna di cassa così valida nell'interesse della Regione. Vorrei ricordare a tutti massima prudenza su questa materia, perché dietro queste voci c'è tanta gelosia e tanta invidia da parte delle Regioni limitrofe. Il modo di agire ed il tipo di comportamento delle Amministrazioni pubbliche, siano esse comunali o regionali, comporta di avere dei residui passivi e delle rimanenze di cassa indipendentemente dalla volontà degli amministratori, tanto più quando questa volontà è sempre molto attenta a garantire non solo le spese, ma anche entrate valide per garantire un comportamento sano per l'Amministrazione pubblica. Per quanto riguarda invece gli interessi - e questa è un'altra voce che circola - è chiaro che la Giunta precedente, in questa situazione di transitorietà e di evoluzione così rapida di cambio degli interessi che si sono manifestati in questi ultimi mesi, ha fatto un accordo alcuni mesi or sono con una banca. Si è concordato con la Cassa di Risparmio un tasso di interesse del 9% per la cifra corrispondente ai mutui che la Cassa di Risparmio stava erogando a favore di privati e a favore di Enti pubblici, a condizione che questi interessi non superino il 10% per la differenza in quel momento - e l'accordo era di 5 miliardi -, non mi ricordo se l'interesse è stato fissato al 12 o al 13%. Questo tasso di interesse avrebbe dovuto essere aggiornato ultimamente a seguito dell'evoluzione della situazione. Questo è, allo stato, l'accordo con la Cassa di Risparmio stipulato con la Tesoreria per i soldi che avevamo depositato. Nessuna speculazione, quindi: era solo un aggiornamento di un tasso di interesse per una certa cifra che in quel momento era disponibile presso la Tesoreria dell'Amministrazione regionale. Non voglio aggiungere altro.
Chiedo solo, per cortesia, estrema prudenza nell'interesse dell'Amministrazione regionale e della nostra Regione su questa materia e, in secondo luogo, accetto l'osservazione che su questa materia ci vuole estrema attenzione, anche perché il tasso dell'interesse varia in un modo estremamente rapido. Vi dico ancora di più: il Comune di Aosta e altri Comuni sono riusciti ad aver un mutuo ad un tasso di interesse del 10% in questo momento in cui i tassi sono del 16-17% e non si sa bene a quale cifra saliranno, perché i tassi cambiano, direi ogni 24 ore. Un simile accordo è stato stipulato dalla Regione Lombardia attraverso la Casse dello Stato della Regione lombarda e l'Amministrazione stessa. In questo momento in cui le banche stanno chiudendo tutti i prestiti a favore di privati ed a favore di Enti pubblici, quello di utilizzare la propria Tesoreria a vantaggio delle Amministrazioni pubbliche e a vantaggio dei privati è l'unico mezzo per far sì che il risparmio riesca ancora circolare a dei tassi accessibili.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Bordon.
Bordon (D.C.) - Ovviamente si avvia questo discorso su una specie di polemica che noi intendiamo evitare.
Io potrei anche parlare dei valletti, perché c'è un proverbio che dice che chi ha il difetto ha il sospetto, ma io che ritengo che questa maggioranza non abbia ancora i valletti, forse la maggioranza precedente li aveva, però a me questo non interessa; che poi i valletti discutano nei caffè o no, per me questo non ha importanza. Potrei soffermarmi sul "vigliaccamento", parola forse dovuta alla reazione che non contraccambio nel modo più assoluto, perché qui non siamo per darci tali titoli onorifici.
Come amministratore pubblico io mi permetto di ribadire che dissento, in modo assoluto, innanzi tutto da questa cautela esagerata che si ha, perché non si vorrebbe far sapere in giro che abbiamo 23 miliardi di residui passivi. Ora il fatto di non farlo sapere mi sembra un'assurdità, perché io ritengo che il cittadino valdostano abbia diritto di sapere queste cose. Perché non le dovrei far sapere? Perché si potrebbe dire che la Regione ha un riparto talmente ricco che ha 23 miliardi non spesi nelle casse e questo ci potrebbe danneggiare? Io non condivido questo punto di vista, ed è la stessa storia di cui si parlava quando venivano fuori i proventi del Casinò. Mi sembra sia più che chiaro e logico che il cittadino valdostano sappia quali sono gli introiti della Regione.
Questo detto, e potrei anche sbagliarmi, io ritengo che un'Amministrazione con 23 miliardi di residui passivi non abbia amministrato bene; posso anche sbagliarmi, salvo che mi si dica perché questi 23 miliardi sono lì, immobilizzati. È ovvio che ci potrebbero essere partite che non si sono potute spendere, ma io ritengo che, in un momento di crisi come il nostro, il non mettere in circolazione al più presto questi denari aggravi la situazione. Noi sappiamo infatti che in Valle d'Aosta il bilancio è quello che dà vita a tante imprese e a tante cose, per cui il rimanere con dei residui passivi non credo sia una saggia amministrazione. Questo mi conferma un'altra idea: pensate quando per esempio si è fatto un debito di un miliardo per il Traforo del Monte Bianco; io penso che quel miliardo di allora, di dieci anni fa circa, sia stata una cosa molto ben fatta, perché oggi paghiamo con dei denari completamente svalutati. Pensate: nel 1954 il Casinò rendeva alla Regione un miliardo, oggi si avvicina a 10 miliardi, quindi ciò è un segno indubbio che una fetta di questi denari sono andati a farsi benedire.
Ora ripeto: non dico che le Amministrazioni debbano andare in passivo, ma che gli Enti pubblici - me lo hanno insegnato a scuola, e qui ci sono altri ragionieri e commercialisti, non sono indubbiamente fatti per fare risparmi - devono, se non fare dei debiti, mettere in giro i denari. Questo è il giudizio mio personale che può essere criticato, come no, ma io ho fiducia che saremo in tanti a pensarlo allo stesso modo. Non si tratta di votazione, quindi ognuno è qui per esprimere il suo parere.
Per quanto riguarda invece i 23 miliardi, io penso che, indubbiamente, non appena questa povera Giunta - che sta andando avanti così come può - avrà la possibilità, riceverà delle interpellanze per vedere come mai sono rimasti fermi questi 23 miliardi, perché, ripeto, per me la tesorizzazione non è cosa saggia in un Ente pubblico, il resto non conta.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Volevo solo osservare questo: le parole del Presidente Dujany investono dei ragionamenti di politica finanziaria che non possono essere limitati soltanto alla questione dei residui passivi. È vero che una certa quantità di residui passivi è praticamente inevitabile nell'Amministrazione; è anche vero che la dimensione di questo volano finanziario deve essere proporzionato al bilancio effettivo di interventi e di investimenti della Regione stessa. Per quanto riguarda tutti questi problemi e quelli connessi, cioè l'utilizzazione dei tassi di interesse in questo momento difficile dell'economia mondiale con lievitazioni improvvise e tutto quanto, io posso semplicemente prendere l'impegno, già preso dalla Giunta, di discutere tutta questa materia in Consiglio.
Può essere che la politica indicata dal Presidente Dujany in questo momento sia effettivamente la migliore; può essere, invece, che un volano dì questo genere - 23 miliardi e 908 milioni, se ricordo esattamente le cifre - possa essere eccessivo. È certo che le opere corrispondenti a molti di questi residui passivi non corrispondono più alle previsioni di spesa, per cui questi residui passivi esistono, e se volessimo fare con questi 24 miliardi tutte le opere previste allora, probabilmente dovremmo investire per 60 miliardi e non più per 20. Questo è il grosso problema della nostra politica regionale, problema che, evidentemente, non può essere risolto solo dalla Giunta, ma deve essere affrontato dal Consiglio nella maniera più seria e più responsabile.
Per quanto riguarda l'invidia delle altre Regioni, che esiste, e specialmente mi permetto di dire da parte della Regione più vicina, bisogna spiegare chiaramente a tutti che la Regione Autonoma della Valle d'Aosta è l'unica che paga la scuola, e quindi ha dei carichi che altre Regioni non hanno.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Qui si è detto che stiamo giocando al rialzo, ma io rifiuto questa parola che mi pare abbia pronunciato il Consigliere Milanesio. No, qui non giochiamo al rialzo.
Io non faccio altro che riaffermare - i membri della Commissione Industria e Commercio sanno come mi sono comportato in quella riunione - quella che è stata la mia posizione durante la riunione della Commissione. Ho sempre mantenuto le mie serie titubanze su questo provvedimento che si stava per portare avanti; avevo inoltre espresso questa mia esigenza in quanto la Commissione era stata convocata urgentemente e non avevo avuto il tempo di consultare nemmeno il Gruppo. Anche questo faceva parte delle mie titubanze, a prendere una decisione nel merito in quel momento, tanto è vero che nella Commissione consiliare permanente il parere era di massima, era favorevole alla discussione in aula, mentre noi leggiamo sovente i pareri delle Commissioni che sono favorevoli alla proposta e non alla discussione in aula. Se è stata aggiunta la discussione in aula è perché c'erano queste titubanze che sono emerse, ma non sono emerse dopo che è cambiata la Giunta, erano titubanze che avevo prima e che mantengo tutt'oggi.
Noi riteniamo di mantenere la proposta che abbiamo fatto.
Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri? La parola all'Assessore Fosson.
Fosson (U.V.) - Io vorrei ancora spendere solo una parola su questo argomento e in questo senso: d'accordo che il Consigliere Tonino aveva espresso alcune titubanze, ma ribadisco che c'era stato un accordo unanime in Commissione, che si sarebbe portato in aula questo problema con l'impegno che i membri della Commissione unanimi avrebbero appoggiato questo impegno.
Questa stessa domanda è stata fatta all'allora Presidente della Giunta, Dottor Dujany, quando è venuto ad una riunione dei Capi Gruppo in cui abbiamo discusso se si poteva portare questo problema con urgenza al Consiglio regionale, prima della soluzione della crisi. Proprio in quella sede anche il Dottor Dujany aveva detto e insistito che praticamente si passasse questo provvedimento così come era stato elaborato dalla Giunta; bando, quindi, a tutte le polemiche in questo momento. Io non voglio affermare che chi era sui banchi della maggioranza, adesso, passando sui banchi della minoranza, voglia fare della demagogia; noi non l'abbiamo fatta allora quando eravamo sui banchi della minoranza, perché i colleghi della Commissione sanno come ci siamo espressi, e praticamente avevo il conforto di tutti loro e del Consigliere Manganoni con cui abbiamo approfondito molto questo problema.
Pregherei proprio, anche per una certa coerenza e per non riportare in queste discussioni quelle che possono essere prese di posizione che conseguono ad un cambio di maggioranza, di tenere presente che è un provvedimento sul quale noi eravamo favorevoli già quando è stato presentato dalla Giunta precedente. Adesso lo riportiamo e mi sembra proprio, per quella continuità che deve esistere in un'Amministrazione, che questo testo si dovrebbe votare. Se un domani si dovrà rivedere questo provvedimento alla luce una disamina più approfondita è un conto, ma in questo momento, per le ragioni che erano urgenti venti giorni fa, credo che si dovrebbe approvare senza emendamenti. Questa è la mia proposta.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, io chiedo al Consigliere Tonino se intende che l'emendamento aggiuntivo sia messo in votazione, poi metteremo in votazione il deliberato proposto all'oggetto n. 12 dell'ordine del giorno.
Metto allora in approvazione, per alzata di mano - e non lo rileggo più, perché mi sembra sia stato già letto due volte - l'emendamento aggiuntivo proposto dal Consigliere Tonino, a nome del Gruppo Comunista. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo?
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 28
Maggioranza: 15
Voti favorevoli: 14
Voti contrari: 14
Il Consiglio non approva.
(voce di un Consigliere)
Dolchi (P.C.I.) - ... No, a parità, non è mai approvato.
Metto in votazione l'oggetto n. 12 nel testo allegato che avete. Chi è d'accordo per l'approvazione dell'oggetto n. 12 come in vostre mani è pregato di alzare la mano, a meno che non ci siano dichiarazioni di voto. Ci sono dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento? Allora chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Il Consiglio
Delibera
di modificare provvisoriamente le norme approvate con le deliberazioni citate in premessa nel senso che, con effetto immediato, e fino a diversa determinazione, la misura degli interessi assumibili a carico della Regione in dipendenza dei mutui previsti dalle stesse norme non potrà mai eccedere la misura dell'otto per cento, restando l'eventuale differenza a carico dei privati.
Allorché gli interessi praticati dagli Istituti di credito siano superiori all'otto per cento, la riduzione ai due terzi od alla metà del contributo regionale negli interessi dei singoli mutui, nei casi in cui tale riduzione è prevista dalle norme citate, va applicata con riferimento al tasso dell'otto per cento.
