Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3486 del 3 febbraio 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3486/VIII - RELAZIONE ALLA COMMISSIONE SUGLI EVENTUALI DANNI SUBITI IN OCCASIONE DEI LAVORI DI AMPLIAMENTO DELLA SCUOLA ELEMENTARE E MATERNA DI CHEVROT, IN COMUNE DI GRESSAN.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, presentata dal Consigliere Sandri.

MOZIONE

RICORDATA la deliberazione della Giunta regionale del 9 ottobre 1987, n. 8629, ratificata dal Consiglio regionale;

RICHIAMATA l'osservazione contenuta nella premessa sulla natura limosa del terreno nonché quella sulla insufficienza delle fondazioni;

CONSTATATO che la Regione, da queste incertezze progettuali, ha ricevuto un oggettivo danno,

IMPEGNA

la Giunta regionale ad affidare un incarico ad un legale per tutelare la Regione da eventuali danni subiti per colpa del progettista, dell'impresa costruttrice o di altri.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Signor Presidente della Giunta, forse, c'è stato un piccolo disguido organizzativo, perché, nell'ordine del giorno di questo Consiglio, non sono presenti i numeri che si riferiscono alle mozioni rinviate nello scorso Consiglio. Una di esse, quella relativa al caso dell'italiana detenuta nelle carceri americane, è stata rinviata ulteriormente, appena adesso, perché priva della documentazione che mi ero impegnato a predisporre, ma che non sono riuscito a recuperare in una sola settimana e che, comunque, mi auguro di poter reperire in tempo per il prossimo Consiglio.

La presente mozione, invece, si riferisce alla scuola di Gressan, sulla quale avevamo già svolto una piccola discussione nel corso della ratifica di una deliberazione di Giunta che stanziava una certa somma per il recupero dell'immobile che ospita la scuola. Dalle varie deliberazioni di Giunta, relative a questo stabile, si evince chiaramente che la natura rovinosa del terreno di quella zona, che tra l'altro si chiama "La Palud", piuttosto considerevole, era sfuggita all'indagine geologica.

Nelle premesse delle deliberazioni di Giunta si testimonia che un ampliamento, attuato negli anni precedenti, è stato realizzato senza le fondazioni. L'ampliamento del vecchio edificio delle scuole elementari di Chevrot, praticamente, è stato realizzato senza fondazioni.

Queste due gravi irregolarità, che erano già state denunciate dal sottoscritto e da altri Consiglieri al momento della ratifica della deliberalizione, sono costate alla Regione una certa quantità di soldi, nel senso che la scuola di Chevrot è stata rifatta quasi del tutto, con gran dispendio di energie, perché si è stati costretti ad asportare lo strato limoso, per un'altezza di circa 6 metri ed a rifare tutto il progetto dell'edificio. A nostro parere, il danno che la Regione ha subito deve essere risarcito in qualche modo, oppure si deve esaminare la questione sotto l'aspetto legale, per vedere se ci si possa rivalere nei confronti del progettista, dell'impresa costruttrice oppure nei confronti di altre persone.

Questa mozione, quindi, tende ad impegnare la Giunta regionale a commissionare ad un legale l'incarico di verificare se esistano o meno le condizioni per un'azione di rivalsa per i danni subiti dall'ente Regione.

Si dà atto che alle ore 17,34 riassume la Presidenza il Presidente BONDAZ.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON (D.C.): Il progetto della scuola di Chevrot è stato fatto redigere dal Comune di Gressan; in esso si prevedeva l'ampliamento della scuola elementare di Chevrot e la parziale ristrutturazione dell'edificio esistente. Nella perizia geologica sul terreno, relativa al settore della nuova costruzione, era indicata una certa portanza. Nel corso degli scavi, però, il terreno si è rivelato di natura diversa, come, d'altra parte, si sarebbe potuto anche desumere dallo stesso nome della zona, "La Palud", e quindi è stato necessario modificare il tipo di fondazioni. Se la vera natura del terreno fosse già stata pienamente conosciuta al momento della redazione del progetto, fin da quel momento si sarebbero potute prevedere le fondazioni a platea, come quelle che poi sono state realizzate.

Per quello che riguarda il fabbricato esistente, abbiamo potuto rilevare che il progettista si è basato sul disegno delle strutture, che era depositato presso l'Amministrazione regionale e presso gli uffici comunali, dal quale si poteva rilevare un certo tipo di fondazioni e cioè quelle a platea ed a travi rovesce, adatte quindi ad un terreno di tipo paludoso. In realtà, da un sopralluogo e da un rilievo eseguito sul posto, è emerso che le fondazioni non erano state realizzate in quel modo. Di fronte a tale evidenza, si è stati costretti a modificare radicalmente la ristrutturazione del vecchio fabbricato, orientandosi addirittura verso la sua completa demolizione e la successiva ricostruzione.

Io non ritengo che all'Amministrazione regionale siano derivati dei danni imputabili al progettista. Se quest'ultimo, infatti, fosse stato a conoscenza, prima di iniziare il suo lavoro, di tutti i parametri del problema, sicuramente avrebbe redatto il progetto in modo più vicino, se non addirittura aderente, a quanto è stato poi effettivamente realizzato.

Forse avrei dovuto dire fin dall'inizio che, nel piano lavori regionale, si era previsto di costruire una nuova ala, a scopo di ampliamento, procedendo in modo tale da permettere alle scuole di funzionare ugualmente, nell'ala esistente, nel corso dei lavori di ampliamento.

Per questi motivi, la Giunta ritiene che, da tale progettazione, non siano derivati dei danni alla Regione e che non ci siano ragioni sufficienti per accettare la mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Io credo che, con queste affermazioni, l'Assessore stia rischiando piuttosto grosso, anche perché ha dimostrato di conoscere meglio di me il contenuto della perizia geologica.

Il progettista, presentando il progetto, si è assunto anche gli oneri e gli onori della perizia geologica, che, egli stesso, in un momento, forse, in cui era particolarmente alterato nei miei confronti, mi ha sventolato sotto il naso per farmela vedere, dicendomi: "Guarda qua, questa è la perizia geologica!". Si trattava di tre paginette molto scarne, in cui non c'era una sola prova di saggio del terreno. C'erano solo alcune indicazioni morfologiche di massima ed alcune indicazioni di carico per metro quadrato. Ovviamente, qualcuno è responsabile di questa perizia geologica: o chi l'ha scritta, e cioè il geologo, oppure il progettista che l'ha presa per buona e l'ha presentata, malgrado la sua evidente esiguità.

Io non chiedo di sapere se ciò abbia recato, o meno, danni alla Regione. Io chiedo alla Regione di farsi dare un parere legale per verificare l'accaduto e ciò anche perché lei, Assessore, mi conferma che, dal punto di vista costruttivo, la Regione ha sicuramente patito un certo danno. Se, infatti, nel progetto depositato presso gli uffici regionali ci sono delle fondazioni di un certo tipo, mentre l'accertamento ne ha evidenziate di tutt'altro tipo, ciò significa che l'impresa "ci ha mazzato" o, almeno, noi possiamo sospettare che così sia stato.

Ritengo, pertanto, che si debba procedere ad una precisa verifica di merito, anche perché è molto grave che un Assessore dica: "I disegni del progetto erano questi, ma le fondazioni sono risultate di tutt'altro tipo"...

(...INTERRUZIONE...)

Quelle precedenti, non quelle relative agli ultimi lavori. Io mi riferisco all'ampliamento precedente, a quello che, più o meno, risale ad una decina di anni fa.

Rimane, comunque, il fatto che la diversa realizzazione ha sicuramente procurato un danno nei confronti della progettazione. Può darsi che tale diversità sia stata giustificata da valide ragioni tecniche e legali, ma ciò deve essere dimostrato e noi dobbiamo essere posti nelle condizioni di verificarlo.

La mia richiesta, quindi, non pretende di scoprire un colpevole, ma mira a far sì che un parere legale ben definito ci garantisca che la Regione non ha patito alcun danno. Non intendo fare alcun processo all'impresa, al progettista o al geologo, ma chiedo alla Regione di munirsi di un parere legale ben preciso su tutta questa situazione.

Ciò è ancor più valido perché, nello scorso Consiglio, c'è stata una polemica, tra il Gruppo socialista e l'Assessore Perrin, sul presunto affidamento allo stesso professionista dell'incarico di progettare, in quello stesso posto, la nuova centrale del latte.

Poiché "errare humanum est, sed perseverare est diabolicum", io chiedo che, a sua maggiore garanzia, la Regione si munisca di un valido parere legale sull'intera vicenda. Credo che tale parere, più che tutelare i diritti della Regione, valga a tutelare ancora di più, specie in questo caso, i diritti dell'Assessore.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Un discorso del genere è piuttosto difficile e forse anche antipatico, però non possiamo esimerci dal farlo, anche perché, a prescindere da questo caso specifico, - ed infatti il mio discorso è di carattere generale - non è la prima volta che si verificano situazioni del genere. A tutto, però, c'è un limite.

Capisco che l'Assessore, essendo anche ingegnere, si preoccupi di difendere la categoria professionale alla quale appartiene, tuttavia, credo che debba convenire che, ogni tanto, ci vengono presentati dei progetti non validi. Dobbiamo avere il coraggio di dire queste cose!

Credo che l'Assessore, come tecnico, non possa dire - credo che sappia certe cose; il fatto che non voglia dirle è tutt'altro discorso - che abbiamo torto nell'affermare queste cose in aula.

Io ho proposto di istituire una specie di albo d'oro, dal quale, però, caro Assessore, quando si assegnano certi incarichi, bisognerebbe togliere i professionisti che occupano i primi posti. Se invece, come fa l'Assessore Perrin, quei professionisti vengono rimessi nuovamente ai primi posti, non ci siamo proprio più! Ciò vuol dire che c'è qualcosa che non funziona!

L'Assessore Perrin può dirmi tutto quello che vuole, ma non mi potrà mai dimostrare che sia corretto, sul piano amministrativo e sul piano dell'equità nei confronti degli altri progettisti, commissionare la progettazione di una centrale del latte ad una società che non è ancora costituita. Io credo che questo modo di agire sia illegittimo sul piano amministrativo - e ci tornerò ancora - ed ingiusto nei confronti degli altri progettisti.

È ben lungi da me l'intenzione di voler infierire contro qualcuno. Dico solo che il rapporto tra i progettisti e l'Amministrazione regionale deve essere corretto e non inficiato da possibili sospetti che, in caso contrario, potrebbero diffondersi, magari anche con un certo fondamento, e disturbare i rapporti tra l'Amministrazione regionale e le categorie professionali degli ingegneri, degli architetti, dei geometri.... Questo, onestamente, non mi sembra giusto!

Riferendomi all'Assessore Fosson, nella sua veste di ingegnere, gli ricordo che non possiamo attribuire la colpa all'ultimo, come sembra che si voglia fare, indicando il geologo o il progettista. La colpa è sicuramente di qualcuno, ma io vorrei che l'Assessore mi dicesse: "La colpa è del tale!" Non possiamo, del resto, continuare a giocare a scaricabarile.

In questo caso c'è una perizia geologica. Ciò vuol dire che qualcuno ha sbagliato e non si può sostenere il contrario. Se l'ingegnere Fosson avesse fatto un progetto di questo tipo e gliene avessero chiesto la ragione, che cosa avrebbe risposto? Chiedo scusa all'Assessore, ma su questo tema si potrebbe aprire una polemica terrificante, nella quale, però, non voglio entrare. Quella zona è chiamata "La Palud" e ciò significa che quel terreno doveva essere paludoso. Tale circostanza, al progettista avrebbe dovuto far venire in mente il nome del sorcio, anche perché, per strana combinazione, avrebbe dovuto prestare attenzione a due assonanze! E non dico di più!

(...INTERRUZIONE...)

Non sono sorci? Allora è peggio ancora!

Chiudo questo discorso, che cercherò di chiarire, comunque, prima di concludere il mio mandato consiliare, e mi chiedo, assumendomene tutta la responsabilità, perché certi progettisti valdostani debbano subappaltare i loro progetti a degli studi professionali di Torino. Questo non è giusto, perché, quando ci si vanta di essere del posto, occorre anche lavorare sul posto. Credo, pertanto, che quando si assegnano degli incarichi, li si debba almeno commissionare nel contesto valdostano. Noi sappiamo, invece, che alcuni studi professionali di Torino lavorano per conto di progettisti di Aosta. Questa è una solenne porcheria, anche perché, a fronte di progettisti che subappaltano i loro lavori, ce ne sono altri che, dalla Regione, ricevono solo le briciole!

Questo modo di agire, nei confronti di tutti i progettisti valdostani, non mi sembra giusto e, per questo, chiedo all'Assessore di approfittare della presentazione di questa mozione per accertare, innanzitutto, se sia vero (ed in tal caso ha il dovere di venircelo a dire) o meno che certi lavori vengono subappaltati.

In secondo luogo, in riferimento allo specifico argomento della mozione, gli chiedo di dirci di chi è la colpa, altrimenti, giocando a scaricabarile, si finisce per attribuire, ingiustamente, la colpa all'ultimo traboccante che ha gettato l'ultima cazzuolata di malta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Credo anch'io che la risposta dell'Assessore Fosson sia stata un po' inopportuna, nel senso che egli non può affermare con sicurezza che la Regione non abbia subito alcun danno. La mozione, del resto, si limita a chiedere un parere legale per stabilire proprio questa circostanza e non intende affatto attribuire l'eventuale responsabilità al geologo o al progettista.

Siccome il Consiglio ne ha già discusso una volta e siccome la vicenda si presenta in modo curioso, tant'è che si è stati costretti a rifare certi lavori, io credo che non si possa sostenere l'inesistenza dei danni. Magari non c'è stata colpa, ma dei danni sicuramente ci sono stati. In questo senso, quindi, noi siamo dell'idea che l'Assessore e la Giunta prestino maggiore attenzione a questa mozione che non può essere respinta "tout court".

Nella gestione dell'Assessorato ai Lavori Pubblici, tutti i giorni si presentano dei problemi. Indubbiamente non è facile muoversi in quel campo, ma io credo che anche le persone capaci e oneste, nel gestire questo genere di cose, debbano stare attente, perché, a volte, sono costrette a camminare sulle sabbie mobili, dove possono trovarsi in difficoltà anche delle persone capaci e prive di particolari interessi o secondi fini.

Credo di poter invitare l'Assessore a riflettere un poco, prima di respingere questa mozione, perché noi, amministratori, non possiamo tollerare che si avviino inchieste sui registri delle maestre, quando impediamo che si accertino le ragioni dell'inidoneità di certi progetti che ci hanno costretto a rifare determinati lavori. Cerchiamo di utilizzare lo stesso criterio: chi lavora per l'Amministrazione deve rendere conto di quello che fa.

Il mio intervento, quindi, vuole essere un caloroso invito all'Assessore, affinché, nel momento in cui si manifestano eventuali disfunzioni, provveda a far svolgere indagini in merito.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Non intendevo prendere la parola, perché credevo che la maggioranza avrebbe approvato la mozione senza nascondersi dietro la forza dei numeri. L'intervento del Consigliere Torrione, tuttavia, mi ha lasciato perplesso per due ragioni. Poiché non ho ancora capito che cosa abbia combinato l'Assessore Perrin, sono diventato particolarmente curioso in merito, anche perché non è la prima volta che il Consigliere Torrione si rivolge all'Assessore Perrin per questioni di progettazione. Mi auguro che si chiarisca definitivamente la questione relativa l'assegnazione di una progettazione prima della costituzione di una società.

Un fatto del genere può passare inosservato una o due volte, ma la giusta insistenza del Consigliere Torrione deve portarci a solleciti chiarimenti e, se non se ne occuperà direttamente il Consigliere Torrione, me ne farò promotore io stesso attraverso una apposita mozione che presenterò nel prossimo Consiglio regionale. È da diversi Consigli, infatti, che sentiamo ribadire le stesse cose, ma io non so ancora che cosa abbia potuto combinare l'Assessore Perrin. Mi auguro, ovviamente, che non sia nulla di grave.

Il Consigliere Torrione si è assunto la responsabilità di dire anche che certe progettazioni sono subappaltate a studi di Torino. Io non ne sono a conoscenza, perché, in caso contrario, avrei provveduto a denunciare immediatamente il fatto. Un'eventualità del genere mi sembra addirittura inverosimile. Si possono pensare tante cose, ma non si riesce certo ad immaginare che l'Amministrazione regionale commissioni una certa progettazione ad uno studio professionale di Aosta che, a sua volta, la subappalti ad un altro studio di fuori Valle, con l'ovvia conseguenza di andare a costruire in zone paludose, che fanno filtrare acqua da tutte le parti e rendono necessario il rafforzamento delle strutture dell'edificio, con l'ovvia esigenza di varie perizie suppletive. Se, però, si tratta di un progettista di "regime", tutto si spiega.

Sarebbe opportuno che la maggioranza rispondesse con un voto favorevole a questa mozione, perché non è possibile e non è pensabile che un esecutivo e dei Consiglieri regionali, eletti per amministrare, nel momento in cui l'Amministrazione viene ad essere danneggiata - e, a mio parere, è stata effettivamente danneggiata, anche se non so da chi: se non dal progettista, dal costruttore oppure da altri - non provvedano a cautelare la Regione. Per procedere in tal senso occorre, ovviamente, affidare ad un legale l'incarico di esaminare le eventuali responsabilità.

Se l'esecutivo non intende provvedere, noi siamo costretti a prendere atto che la responsabilità ricade sulla Giunta e, in modo particolare, su chi ha commissionato quella specifica progettazione, e cioè sull'Assessore ai Lavori Pubblici.

Torno a ripetere che, se si dovesse trattare di un progettista di "regime", saremmo costretti a valutare l'oscura vicenda con tanta amarezza, perché tale circostanza ci preoccuperebbe ancora di più. Per questa ragione, scambiando qualche confidenza con un Collega, ho detto che la nostra azione, nella prossima campagna elettorale, dovrà qualificarsi come una missione utile a far comprendere alla gente il pericolo verso cui si tende. Abbiamo visto, infatti, che alcuni Movimenti ci potrebbero, addirittura, far correre il rischio di conquistare la maggioranza assoluta. Per evidenziare questa eventualità agli elettori, nel corso della prossima campagna elettorale, dovremo considerarci come dei missionari...

(...INTERRUZIONE...)

Non sono uscito fuori dal tema, perché si è trattato solo di una breve parentesi.

Mi auguro che la Giunta approvi questa mozione che non chiede altro che di affidare un certo incarico ad un legale per tutelare la Regione da eventuali danni subiti per colpa del progettista, dell'impresa costruttrice o di altri. Se non saranno accertati danni, noi ne prenderemo atto. È necessario, però, che oggi, come Amministratori, noi facciamo questo ulteriore passo.

Augurandomi che la maggioranza non si nasconda dietro la forza dei numeri, annuncio che voterò a favore della mozione, che deve essere votata proprio perché agli Amministratori regionali spetta il compito di far chiarezza e di accertare le eventuali responsabilità.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON (D.C.): Io riconfermo quanto ho già detto nel mio primo intervento. Aggiungo, però, che la Giunta, anche senza attendere questa mozione, sta valutando attentamente lo specifico problema in tutti i suoi particolari.

Non intendo dire, anche perché non lo so, di chi sia la colpa di questa situazione. Una somma di cose e di circostanze ha generato una situazione non certo favorevole o accettabile, che intendiamo valutare molto attentamente, così come intendiamo valutare attentamente anche il problema più generale ipotizzato dal Consigliere Torrione.

Come Giunta regionale cerchiamo di distribuire gli incarichi al maggior numero possibile di professionisti, tant'è che di solito si procede ad una rotazione degli incarichi. Può darsi che qualche professionista, forse più bravo o più veloce, abbia più incarichi di altri. Non si tratta, però, di una norma generalizzata.

In merito alle affermazioni del Consigliere Torrione, dico solo che i professionisti valdostani possono appoggiarsi, come si appoggiano, per lavori specifici o altamente specializzati, a studi che operano fuori Valle; questo però non rientra nella norma. In ogni caso, valuteremo attentamente il problema. Concordo pienamente con il Consigliere Torrione sul fatto che, se dovessimo accertare come consuetudinario il comportamento da lui denunciato, dovremmo senz'altro riconoscere che non si tratta di una buona norma o di un buon comportamento.

Confermo, quindi, quanto ho già detto nel mio primo intervento, ma ribadisco anche la mia personale disponibilità e quella della Giunta a proseguire nella valutazione delle eventuali disfunzioni e, se sarà il caso, ad intervenire per farle cessare e per impedire che si ripetano.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Il mio intervento non tende ad adombrare fatti poco seri, ma tende solo a denunciare una situazione. È ben lungi da me ogni intenzione di fare del cannibalismo o dello sciacallaggio. Io voglio che si rifletta, in generale, sul problema delle progettazioni e su quello delle responsabilità. Ribadisco, pertanto, quello che ho detto, anche perché le parole dell'Assessore hanno confermato che io non avevo detto delle bugie.

Posso pensare che, per un progetto altamente specializzato, si cerchino fuori Valle degli apporti o delle collaborazioni di altissimo livello. Ma,quando un progetto, che può essere tranquillamente eseguito da un progettista locale, viene affidato a progettisti che operano fuori Valle, per essere poi rifirmato da progettisti locali, si pone in essere una procedura che io non condivido. Tale circostanza mi lascia molto perplesso, innanzitutto perché non favorisce il diffondersi di una professionalità che, tra l'altro, in Valle già esiste; in secondo luogo perché non tutela gli interessi di coloro che lavorano ed operano in Valle d'Aosta e perché, infine, dimostra che qualcuno, talvolta, si può permettere il lusso di fare il procacciatore di affari,invece che il progettista.

Guardandoci negli occhi, possiamo dirci, però, che se questo qualcuno fa il procacciatore d'affari, il discorso è completamente diverso, perché il nostro interlocutore non è più un progettista ma è uno che raccatta degli incarichi.

Per carità! Non pretendo, affatto, che si voti oggi su questo argomento. Per quello che mi riguarda, a me basta un impegno dell'Assessore a riferire, presso la Commissione competente, sullo specifico argomento della mozione presentata dal Consigliere Sandri e sul problema più generale degli incarichi professionali.

Ribadisco alcune affermazioni che ho fatto, perché le ritengo vere. Tuttavia, poiché credo di essere onesto, prometto che, secondo quello che ci dirà l'Assessore, se sarà il caso, modificherò qui in aula il mio giudizio. A me interessa che si rifletta attentamente su questi problemi e, pertanto, mi accontento che il Presidente della Giunta o l'Assessore ai Lavori Pubblici, si impegnino a presentarsi in Commissione per discutere il problema sollevato dal Consigliere Sandri e quello degli incarichi professionali. Non ho altro da aggiungere.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Vorrei presentare un emendamento per cercare di trovare un punto d'incontro con la posizione della Giunta, che, per quanto inspiegabile, merita comunque una certa attenzione.

Fermo restando l'impegno ad allargare il discorso anche ai temi sollevati oggi dal Consigliere Torrione, propongo di cambiare la seconda parte della mozione nel senso di chiedere alla Giunta di impegnarsi a presentare alla 2a Commissione, allargata ai Capigruppo, una relazione sul caso esposto in premessa, che si riferisce alla deliberazione n. 8629 del 9 ottobre 1987, relativa all'ampliamento della scuola di Chevrot.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON (D.C.): A queste condizioni e nel rispetto delle premesse che ho fatto, credo che possiamo convenire sull'opportunità di discutere su questi temi in sede di Commissione, sulla base di una dettagliata relazione.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, comprensiva dell'emendamento proposto dal Consigliere Sandri:

MOZIONE

RICORDATA la deliberazione della Giunta regionale del 9 ottobre 1987, n. 8629, ratificata dal Consiglio regionale;

RICHIAMATA l'osservazione contenuta nella premessa sulla natura limosa del terreno nonché sulla insufficienza delle fondazioni;

CONSTATATO che la Regione, da queste incertezze progettuali, ha ricevuto un oggettivo danno;

IMPEGNA

la Giunta regionale a presentare una dettagliata relazione alla II Commissione, allargata ai capigruppo, sui temi esposti in premessa.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione testé letta.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 24

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Poiché è assente la signora Breuvé Lilliana, Consigliere proponente, l'oggetto n. 42 viene rinviato.

TAMONE (fuori microfono): Direi, però, che è anche troppo facile! Io non sono molto d'accordo e mi oppongo a questo sistema...

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere-Segretario, Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE (U.V.): Si trattava solo di una battuta.

PRESIDENTE: Se i Consiglieri vogliono discutere ugualmente la mozione, hanno il regolamento dalla loro parte...

No, no, neanche il regolamento può esserci di supporto, perché, solo quando una mozione è ritirata, 10 Consiglieri possono chiedere che la stessa sia discussa ugualmente. In questo caso, invece, in assenza del Consigliere, siamo obbligati a rinviare la mozione.