Oggetto del Consiglio n. 3477 del 3 febbraio 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3477/VIII - PROGRAMMA DEI LAVORI PUBBLICI DI INTERESSE REGIONALE DI COMPETENZA DELL'ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI PER L'ANNO 1988 E RIFERIMENTI AL TRIENNIO 1988/1990.
(Reiezione di ordine del giorno).
PRESIDENTE: Do lettura della deliberazione in oggetto.
IL CONSIGLIO
Premesso che il programma si caratterizza nei seguenti elementi:
1 ASPETTI METODOLOGICI
1.1. Il programma di opere pubbliche di competenza dell'Assessorato Regionale dei Lavori Pubblici è stato impostato secondo lo schema adottato nell'anno 1987 al fine di:
- individuare le opere, da realizzare nell'anno 1988, nei loro connotati fisici e finanziari per quanto definibili;
- utilizzare le informazioni sottoindicate anche per determinare la priorità degli interventi;
- integrare le informazioni di programma relative alle singole opere, nel senso di:
...indicare le caratteristiche fisiche delle opere tenendo anche conto delle parti già eseguite e una stima di larga massima dell'utenza da servire con le opere medesime;
...precisare i connotati organizzativi degli interventi (fasi procedurali svolte e tempi tecnici di realizzazione);
...estendere le indicazioni di carattere finanziario ad una stima di larga massima dei costi complessivi delle opere e, quindi, delle future necessità di spesa;
...evidenziare le connessioni tra programma e bilancio;
...indicare le eventuali connessioni funzionali tra il singolo intervento e altre opere di interesse regionale o locale;
1.2. Le modalità di predisposizione del programma sono precisate nella nota metodologica allegata alle tabelle di programma.
Le opere sono state indicate singolarmente con le informazioni elencate al precedente punto 1.1.
1.3. L'individuazione delle opere e la loro elencazione in ordine di priorità sono state determinate oltre che sulla scorta di valutazioni politiche inerenti il contributo delle opere medesime allo sviluppo turistico economico locale e al riequilibrio regionale anche considerando i seguenti criteri di priorità:
- grado di avanzamento dei lavori rispetto all'investimento totale da effettuare;
- esistenza di connessioni funzionali con altre opere di interesse regionale o locale;
- grado di efficienza dell'opera rispetto all'utenza da servire;
- fasi organizzative già espletate in funzione della realizzazione dei lavori;
- valutazione tecnica di urgenza.
2 RIFERIMENTI FINANZIARI
Il quadro delle risorse finanziarie disponibili per il programma di cui si tratta tabella n. 1
è indicato nella seguente
TAB. n. 1 (Importi in milioni di lit)
Capitolo di bilancio Importi Importi
Competenza programma
22600 Manutenzione straordinaria di 2000 (2250)
locali e uffici, nonché installazione e impianti
22650 Ristrutturazione locali e uffici 3600 (6750)
23200 Manutenzione straordinaria are
e stabili non adibiti ad uffici 1850 (2620)
23210 Ristrutturazione beni immobili
non adibiti ad uffici 6500 (8500)
26000 Opere stradali di interesse regionale 18000 (38700)
26400 Cantieri in economia 5100 (5950)
27960
27950 Costruzione e sistemazione
straordinaria edifici pubblici. 3000 (3120)
28510 Interventi antivalanghe 5000 (5500)
28530 Sistemazioni idrauliche e di
frane in zone urbanizzate 10000
28520 Interventi FIO 1985 su Dora 3939 (18790)
29500 Costruzione e sistemazione 8000 (9500)
36300 Costruzione beni patrimoniali
nel settore industriale 18000 (200)
45050 Costruzione e sistemazione
edifici pubblica istruzione 10000 20235)
45250 Manutenzione straordinaria 4500 (3830)
edifici scolastici
TOTALE 99489 125864
Le cifre fra parentesi indiano importi di programma eccedenti gli stanziamenti di bilancio.
Le eccedenze tra importi di programma e disponibilità di bilancio sono motivate:
- da sopravvenute necessità di intervento non considerate in sede di bilancio;
- dall'opportunità di riservarsi opzioni alternative agli investimenti che, pur prioritari, incontrassero ostacoli tecnici di realizzazione nei tempi programmati;
- dalla possibilità di reintegrare i capitoli di spesa sopracitati in sede d'assestamento di Bilancio.
3 CONTENUTI DEL PROGRAMMA
3.1 Le opere previste per l'anno 1988 sono riportate, con le indicazioni specifiche di cui al precedente punto 1.1, nelle tabelle allegate alla presente deliberazione e ne formano parte integrante.
Le stesse sono state individuate in relazione ai capitoli di Bilancio e sono così suddivise:
- tabella A (da pag. 2 a pag. 10): "opere stradali di interesse regionale" e "interventi antivalanghe";
- tabella B (da pag. 12 a pag. 17): "sistemazioni idrauliche e di frane in zone urbanizzate";
- tabella C (da pag. 19 a pag. 20): "costruzione e sistemazione di edifici per la Pubblica Istruzione";
- tabella D (da pag. 22 a pag. 23): "manutenzione straordinaria di edifici scolastici"
- tabella E (da pag. 25 a pag. 26):
"manutenzione straordinaria di locali ed uffici nonché installazione di impianti ";
- tabella F (da pag. 28 a pag. 29): "ristrutturazione di locali ed uffici ";
- tabella G (da pag. 31 a pag. 32): "manutenzione straordinaria aree e stabili non adibiti ad uffici";
- tabella H (da pag. 32 a pag. 34): "ristrutturazione beni immobili non adibiti ad uffici";
- tabella I (pag. 36):
costruzione beni patrimoniali nel settore industriale";
- tabella L (pag. 38):
"costruzione e sistemazione acquedotti"
- tabella M (pag. 40):
"costruzione e sistemazione edifici pubblici";
- tabella N (da pag. 42 a pag. 44): "cantieri in economia".
3.2 La tabella n. 2 sintetizza, nelle modalità anzidette, i connotati fisici e finanziari, per settore e tipologia di opere, dell'intero programma.
La tabella evidenzia, tra l'altro che:
- il 36% del totale degli impegni di spesa previsti per il 1988 si riferisce al settore delle opere stradali, il 13% alla difesa del suolo ed il 34% agli interventi di edilizia scolastica e pubblica.
DELIBERA
a) di approvare, in via di massima, il programma di opere di pubblica utilità per l'anno 1988 di competenza dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, allegato, quale parte integrante, alla presente deliberazione;
b) di delegare la Giunta regionale ad assumere, per le opere elencate, le decisioni relative all'approvazione dei progetti, all'appalto ed all'esecuzione dei lavori, all'approvazione dei finanziamenti ed alla liquidazione delle spese nei limiti degli stanziamenti reati dai corrispondenti capitoli di bilancio;
c) di autorizzare la Giunta regionale a derogare all'ordine di priorità delle opere, quale indicato nelle tabelle di programma, nei casi in cui motivi tecnici e di opportunità lo rendano necessario e a superare il limite massimo di spesa di cui al Regolamento regionale 5, febbraio 1962 e successive modificazioni ed integrazioni per l'esecuzione in economia dei lavori da finanziare sui capp. n. 45250, 22600, 22650, 28530, 28510, 26400, 27600, del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1988.
ALLEGATI
(...omissis...)
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.
FOSSON (D.C.): Il piano dei lavori pubblici dell'anno 1988 è stato redatto con lo stesso criterio seguito da due o tre anni a questa parte, che gli consente di avere una veste grafica, corredata dalle relative tabelle, un pochino diversa da quella tradizionale. Come abbiamo potuto già verificare negli anni scorsi, ciò permette di avere un quadro più globale di tutte le attività che riguardano i lavori pubblici e, soprattutto, permette di verificare, per ogni lavoro, lo stato di fatto, quanto è ancora da eseguire, quanto è stato eseguito negli anni precedenti, la funzionalità di ogni lavoro rispetto alle esigenze della comunità e l'impegno finanziario globale, annuo e triennale.
Anche se ai signori Consiglieri è già noto, ricordo, comunque, che il piano dei lavori pubblici riguarda una serie di lavori, ma non comprende la totalità dell'impegno dell'Amministrazione regionale nel settore delle costruzioni e dei lavori pubblici. Da questo piano lavori, quindi, sono esclusi gli interventi di cui alla legge n. 61 del 1985, per il risanamento delle acque, che saranno oggetto di una specifica deliberazione, ed in esso non sono compresi gli interventi che riguardano l'edilizia della sanità, del turismo, delle infrastrutture turistico-sportive e di quelle industriali.
Questo piano lavori, quindi, è limitato agli interventi sulle strade, sugli edifici scolastici, sugli edifici di proprietà dell'Amministrazione regionale e sugli interventi nei cantieri in economia e di lavoro.
Penso di non dover illustrare il piano dei lavori punto per punto, perché sicuramente i signori Consiglieri avranno avuto modo di esaminarlo per conto loro. Voglio soltanto sottolineare, a puro titolo di esempio, nel settore stradale, alcune opere che sono particolarmente importanti e, in ogni caso, prioritarie. La prima, quella elencata al n. 1 del piano lavori stradali, riguarda l'ampliamento e la rettifica della strada regionale n. 28. Si tratta di un intervento sulla strada regionale di Bionaz, che è l'inizio di una serie di lavori piuttosto importanti per ammodernare una delle prime strade regionali costruite, ma che, nel corso degli anni, non è mai stata rinnovata e che, pertanto, con questo intervento, provvediamo a rinnovare integralmente.
Altre annotazioni riguardano, in pratica, il completamento della strada regionale di Champorcher e di quella di Torgnon. Sono due strade che, con i lavori di quest'anno, risulteranno completamente ammodernate Altri lavori importanti sono quelli previsti sulle regionali di Valgrisenche, Rhêmes e Valsavarenche, ed interessano il miglioramento del piano viabile e, soprattutto, la sua protezione dalla caduta di valanghe e di massi.
Il piano lavori del 1988 prevede inoltre l'inizio, con una visione organica, dell'ammodernamento della strada dell'envers, quella sulla destra orografica della Dora, da Arvier fino a Pontey-Châtillon. Nei mesi scorsi è stato dato un incarico di progettazione a diversi professionisti, che hanno impostato il problema con una visione unitaria, sotto le direttive dell'Ufficio Viabilità dell'Assessorato ai lavori Pubblici. Quest'anno, pertanto, si inizierà a lavorare su questo settore della strada dell'envers ed è prevedibile che, nei prossimi anni, tutta la strada dell'envers possa essere sistemata.
Nel settore degli interventi di sistemazione idraulica e di stabilizzazione del terreno, ricordo quanto ho già avuto modo di dire in questo Consiglio e cioè che, esauriti, o perlomeno in corso di esaurimento, i lavori di sistemazione della Dora, che hanno richiesto anche l'intervento del Fondo Investimenti e Occupazione dello Stato, si riduce notevolmente l'esigenza di ulteriori sistemazioni idrauliche. Tengo a precisare, in proposito, che le sistemazioni idrauliche vengono fatte laddove è strettamente necessario, a protezione di abitati o di zone particolarmente pregiate.
Da parte dell'Assessorato, è in corso un riesame integrale di tutta la materia della sistemazione idraulica, perlomeno sulle aste principali e cioè quelle che sono di competenza dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, per avere una visione globale di tutto il problema. Ricordo che, in proposito, sarà installata una serie di stazioni di rilevamento della portata dei torrenti e dei fiumi, e stiamo proseguendo lo studio di bacino per valutare attentamente il comportamento dei vari corsi d'acqua. Tutto ciò, ovviamente, allo scopo di evitare interventi locali e frazionati, che possono risultare nocivi al comportamento globale del corso d'acqua, con effetti che, a volte, non si limitano al territorio della nostra regione, ma si possono propagare anche alla pianura.
Per quanto riguarda le sistemazioni di frane, voglio solo ricordare quella del Mont Brisé, a Pré-Saint-Didier, dove è stata prevista la sistemazione di tutto il versante di detto monte verso Pré-Saint-Didier, che non interessa soltanto la Regione, ma anche l'ANAS, per quanto riguarda la viabilità, e l'ENEL, per quanto riguarda la protezione della centrale.
Ricordo ancora la sistemazione della sinistra orografica del Marmore, a Cervinia e la sistemazione della parete rocciosa in via degli Artifizi, a Verrès. Questi sono i dati principali.
Per quello che riguarda l'edilizia scolastica, voglio ricordare la ristrutturazione dell'Istituto Magistrale, da adibire a Liceo-Ginnasio, in comune di Aosta; il completamento dell'I.P.R. di Aosta; il completamento delle Scuole Superiori di Saint-Vincent; la costruzione del complesso scolastico, da adibire a scuola media superiore ed inferiore, a Morgex; e, soprattutto, l'Ecole de Neige di La Thuile ed il completamento della scuola materna e della palestra di Fénis.
Altri interventi, non meno importanti, ma che sarebbe troppo frammentario leggere ad uno ad uno, sono quelli di adeguamento alla legge n. 818 sulla sicurezza degli edifici in funzione antincendio e quelli di adeguamento alla legge sull'abbattimento delle barriere architettoniche in favore dei portatori di handicap. Altro dato estremamente importante di questo piano lavori è la previsione della costruzione della nuova biblioteca regionale ad Aosta.
Credo che questa rapida descrizione abbia esaurito la maggior parte dei nuovi edifici in costruzione o da costruire. Ricordo solo che c'è tutta una serie di edifici, di interesse comunale, che sarà oggetto di una prossima deliberazione della Giunta regionale e che rientra nella legge del FRIO (Fondo Regionale Investimenti ed Occupazione) che è stata modificata da questo Consiglio regionale nello scorso mese di dicembre.
Per quanto riguarda l'approvvigionamento di acqua potabile, aggiungo ancora il completamento dell'acquedotto intercomunale Issime-Lillianes-Fontainemore-Pont-Saint-Martin e dell'acquedotto Ayas-Brusson, con la previsione di una sua prosecuzione sino a Verrès, per utilizzare l'acqua del ghiacciaio del Monte Rosa a servizio di tutta la vallata dell'Evançon.
Si prevede, inoltre, di iniziare, nel corso del 1988, la costruzione dell'acquedotto del Monte Bianco, del quale si era già parlato 20 anni fa e che oggi è riprogettato con nuovi criteri tecnici, che tengono conto dell'evoluzione tecnica, ma soprattutto delle mutate esigenze dei più recenti insediamenti del fondovalle della Dora tra Courmayeur e Aosta.
Questo è, molto sinteticamente, il piano dei lavori pubblici dell'anno 1988, che sicuramente i Consiglieri hanno già potuto esaminare con attenzione negli elaborati allegati alla convocazione per il presente Consiglio.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Non farò una lunga disamina sul piano lavori, ma chiederò all'Assessore delle spiegazioni su alcuni punti specifici.
Innanzitutto desidero sapere perché alcuni interventi sono presenti in questo piano lavori, pur essendo in contrasto con le normative vigenti di alcuni piani regolatori comunali. Mi riferisco, ad esempio, al palazzo Darbelley di Aosta, nel quale si prevede di ospitare l'Assessorato alla Sanità, e ciò in netto contrasto con la destinazione d'uso prevista dal piano regolatore generale della città di Aosta.
Visto l'andamento dei lavori di alcune opere stradali già avviate, che ha dato origine a divergenti interpretazioni in tema di impatto ambientale, sarebbe opportuno che l'Assessore ponesse maggiore attenzione affinché, nel prosieguo dei lavori, certi fenomeni siano notevolmente ridimensionati. Un tratto dell'ampliamento della strada del colle d'Arpy, in comune di La Thuile, è già stato realizzato sulla base di un progetto che ha profondamente deturpato l'ambiente naturale. Chiedo all'Assessore se si intenda proseguire l'ampliamento, pur necessario, di tale strada con gli stessi criteri, oppure se si intenda rispettare un pò di più l'ambiente naturale.
Sempre in tema di viabilità, c'è il rischio di dover fronteggiare un grosso problema alle porte di Aosta, dove, per il 1988, si prevede di finanziare il collegamento tra la strada regionale n. 34 e la località Croix Noire. Considerando che il comune di Aosta ha previsto di allargare la strada che dalla località Croix Noire raggiunge il Quartiere Dora, credo che, se il Comunee la Regione non coordinano i rispettivi interventi, si corra il rischio di realizzare una via di scorrimento veloce che, almeno fino a quando non sarà realizzata la circonvallazione sud, farà transitare il traffico pesante in prossimità del Quartiere Dora di Aosta.
Nel piano lavori, inoltre, non figurano alcuni interventi, il più vistoso dei quali è il parcheggio di viale Ginevra, in prossimità dell'Ospedale. Nel piano lavori, infatti, è detto solo: "Per memoria: è in corso la progettazione esecutiva". Ma il comune di Aosta ha già approvato il progetto esecutivo. Vorremmo capire, pertanto, se quest'opera estremamente importante sarà ancora rinviata nel tempo.
Presenterò un emendamento per la sistemazione idraulica della Dora Baltea in località La Villette del Comune di Courmayeur, perché si tratta di una zona particolarmente bella ed interessante dal punto di vista ambientale, tale, comunque, da esigere un intervento particolarmente accurato. L'emendamento chiede di poter stralciare questo intervento dal piano lavori del 1988, per verificare l'impatto ambientale di tale tratto della Dora. Nel Comune di Courmayeur sono già stati realizzati altri interventi, ma in zone meno problematiche dal punto di vista ambientale. In questa zona, invece, il Comune ha già concesso l'autorizzazione con estrema difficoltà e, quindi, credo che sarebbe interessante procedere ad una valutazione di impatto ambientale sull'intervento previsto dal piano lavori.
Vorrei sapere, inoltre, se 200 milioni siano sufficienti per intervenire lungo il versante franoso della strada del Comune di Saint-Vincent che collega il paese alla stazione ferroviaria. Io credo che si tratti di una zona particolarmente instabile, dove sarebbe opportuno intervenire in modo più consistente ed esteso.
Sarebbe interessante avere delle informazioni per dissipare certi dubbi su alcuni interventi in determinati stabili. Il primo riguarda la ristrutturazione di uno stabile, situato in via Carrel ad Aosta. La manutenzione straordinaria consentirà di restituire l'edificio all'uso abitativo, oppure lo renderà agibile ad uso commerciale?
Poiché noi di Nuova Sinistra siamo particolarmente attenti a tutto ciò che riguarda la Casa da Gioco, vorremmo sapere a che cosa servono i 250 milioni per il "Casino de la Vallée".
C'è da chiedersi, infine, come mai si spendano 2,7 miliardi per i capannoni, ad uso autorimesse ed officine, in comune di Charvensod, che sono stati acquistati di recente dalla Regione, ma che sembrano avere grossi problemi di infiltrazioni d'acqua. Sarebbe interessante conoscere se tali danni siano successivi al momento dell'acquisto oppure se, allora, non siano stati notati.
Credo, invece, che avremo modo di discutere in un altro momento sull'acquedotto del Monte Bianco.
PRESIDENTE: Ha chiesto a parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Questo programma di lavori si attesta su una previsione di spesa di circa 125 miliardi, rispetto ad uno stanziamento di circa 100 miliardi.
Poiché l'Assessore, nella sua relazione, ha fatto notare che non sono solo queste le cifre impegnate per i lavori pubblici, mi piacerebbe avere un'idea - questa è la prima richiesta - dell'entità complessiva dei lavori pubblici che l'Amministrazione regionale finanzia nel corso dell'anno.
La seconda richiesta mira a conoscere se esistano o meno dei calcoli sull'occupazione indotta da tale mole di investimenti regionali.
Nel merito del programma, che prevede notevoli interventi per opere stradali, scolastiche e per sistemazioni idrauliche, credo di poter dire che mi sembrano molto poveri quelli previsti per la costruzione di beni patrimoniali del settore industriale. Le spese già previste in bilancio per la TECDIS, ad esempio, non ricorrono più in questo piano lavori. Vorrei sapere, appunto, se per tutte le altre costruzioni previste nel settore industriale si procederà con stanziamenti appositi. Mi pare, infatti, che quel bilancio preveda solo le cifre per la TECDIS. Ciò significa, sempreché non ricordi male, che tutta la somma stanziata in bilancio verrà impegnata per lo stabilimento di Châtillon. Come si provvederà alle altre spese che si renderanno necessarie?
Anch'io sottolineo il ritardo nella realizzazione del parcheggio di viale Ginevra, sul quale vorrei avere notizie recenti, così come ne vorrei sul parcheggio di via Carrel, anche in riferimento ai tempi della sua possibile ultimazione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.
FOSSON (D.C.): Cercherò di rispondere con un certo ordine ad una serie di appunti che ho qui davanti a me.
Per quanto riguarda il palazzo Darbelley di Aosta, devo informare il consigliere Sandri che noi abbiamo la concessione edilizia che ci è stata rilasciata dal Comune.
La valutazione fatta dal Consigliere Sandri sulla strada del Colle d'Arpy, che è stata progettata dai tecnici dell'Assessorato ai Lavori Pubblici, è stata oggetto anche di attenzioni da parte nostra, specie per la parte che interessa le zone più boscate, nelle quali, probabilmente, ci limiteremo ad allargare solo i tornanti e ad eseguire qualche altra opera strettamente necessaria.
Per quanto concerne il collegamento della strada regionale dell'autoporto, attraverso l'arena ed il canile, alla strada, progettata dal comune di Aosta, che dovrebbe proseguire sino al quartiere Dora, ci sono stati dei contatti fra la Regione ed il Comune, proprio allo scopo di realizzare l'opera nell'ambito di una visione unitaria. Noi, tra l'altro, pensiamo che un collegamento di questo genere possa collegare meglio e rendere più vivo il quartiere Dora che, per certi versi, si configura ancora come un "ghetto", mentre con il nuovo raccordo verrebbe ad essere collegato in modo più completo con il territorio circostante.
Per quanto concerne il parcheggio antistante l'Ospedale, si sta ancora discutendo se lo stesso debba essere realizzato direttamente dal Comune oppure se debba passare a carico della Regione. È ovvio, però, che l'avvio di questi lavori è strettamente collegato all'apertura del parcheggio di via Carrel, che sarebbe opportuno completare e mettere in funzione prima di avviare la costruzione di un altro parcheggio, nel corso della quale si perderebbero ovviamente molti posti macchina.
Per il parcheggio di via Carrel è pronto l'appalto delle finiture che, a giorni, potrà essere approvato dalla Giunta regionale e, così, sarà poi possibile bandire la gara d'appalto per il completamento degli impianti, delle finiture e delle strutture esterne.
Passando all'arginatura della Dora nella località La Villette di Courmayeur, posso dire che il relativo progetto è stato predisposto con una certa attenzione dall'ing. Devoti ed io sono convinto della necessità di tale opera. Mi spiace di non poter accettare l'emendamento del Consigliere Sandri, anche perché tale sistemazione idraulica ci serve per eliminare una strozzatura abbastanza pronunciata, situata a monte del ponte di La Villette.
Gli stabili di via Carrel, ad Aosta, dopo la loro ristrutturazione resteranno ad uso abitativo.
I 250 o 300 milioni previsti per interventi nel Casino de la Vallée sono relativi ad opere di adeguamento delle strutture, ai sensi delle leggi sulla sicurezza antincendio. Come ho già detto nello scorso Consiglio, in occasione della ratifica di una deliberazione inerente al Casinò, si tratta di lavori che noi facciamo in qualità di proprietari dello stabile, fatta salva, ovviamente, ogni decisione in merito alla conclusione dell'arbitrato in corso tra la Regione ed il Casinò. È noto, infatti, che questo arbitrato verte sulla competenza relativa a certi lavori da eseguire nello stabile. In questo caso li eseguiremo noi, come Regione, utilizzando il nostro elenco prezzi e servendoci della nostra contabilità. Se, poi, l'arbitrato li porrà a carico della Società concessionaria della Casa da Gioco, interverremo con un'azione di rivalsa nei suoi confronti.
I 2,7 miliardi sui capannoni destinati ad autorimessa riguardano lavori che noi stiamo eseguendo perché gli stessi capannoni erano stati acquistati come nuda struttura, condizione questa che ci ha costretti a provvedere a tutta una serie di adeguamenti.
Gli interventi lungo la strada che conduce alla stazione ferroviaria di Saint-Vincent si riferiscono ad alcuni muri di contenimento che sono seguiti da un funzionario dell'Assessorato ai Lavori Pubblici laureando in geologia e che, quindi, ci può offrire ampie garanzie di adeguata valutazione della situazione.
Sempre in comune di Saint-Vincent, abbiamo provveduto ad affidare un incarico specifico per la zona del vallone di Cillian, dove il problema è, però, più vasto e più ampio. Di qui a qualche tempo ci verrà presentato il relativo studio, sulla base del quale ci muoveremo per ulteriori valutazioni.
Il Consigliere Mafrica mi chiedeva la cifra complessiva che la Regione spende per realizzare lavori pubblici. In questo piano-lavori si prevede di realizzare opere per 125 miliardi. Facendo un rapido conteggio, potremmo aggiungere 60 miliardi del FRIO, anche se occorre precisare che una parte piuttosto consistente di tale cifra è di competenza degli Assessorati all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale e al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali.
C'è ancora la legge n. 61, che quest'anno è rifinanziata in bilancio con 10 miliardi: 5 miliardi per i collettori e 5 miliardi per gli impianti di depurazione. A partire dall'anno prossimo, la depurazione delle acque farà parte del FRIO.
Per quanto concerne il turismo e le infrastrutture turistico-sportive occorre far riferimento al piano dell'Assessorato al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali. Io posso citare, a titolo di esempio, alcuni appalti in corso: i palazzetti dello sport di Courmayeur, di Ayas e di Gressoney, nonché il palazzetto del tennis di Courmayeur, che ammontano, complessivamente, a più di 10 miliardi.
Per quanto riguarda le costruzioni industriali, in questo piano-lavori c'è un riferimento molto scarno alla "Cooperativa dei Tisserands" di Valgrisenche, che è stata registrata proprio perché è strettamente collegata alla costruzione del municipio.
Per il motivo che ho ricordato all'inizio, non sono stati registrati né l'intervento relativo alla TECDIS, tuttora in corso, né quello relativo alla GRIVEL, che sta per partire, e né altri appalti ancora in corso, come, ad esempio, quello della ex DEVAL di Arnad o della ex BESSO di Hône.
Anche per quanto concerne la Sanità è previsto un apposito piano. In ogni caso, per avere un dato di riferimento preciso, occorrerebbe raccogliere tutte le cifre a disposizione. Penso, comunque, che, complessivamente, si possa indicare una cifra approssimativa vicina ai 200 miliardi.
Anche in tema di occupazione indotta è possibile fornire solo un'indicazione approssimativa vicina alle 6000 unità, comprensiva dei dipendenti delle imprese e degli studi professionali, nonché di tutti coloro che hanno una certa attinenza con il settore delle costruzioni.
PRESIDENTE: Il Consigliere Sandri ha ritirato l'emendamento ed ha presentato un ordine del giorno che recita testualmente:
"ORDINE DEL GIORNO
IL CONSIGLIO REGIONALE
impegna l'Assessore ai Lavori Pubblici a relazionare in Commissione sull'impatto ambientale dei lavori di arginatura in località La Villette di Courmayeur sul fiume Dora Baltea".
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Vorrei fare un'osservazione sull'acquedotto del Monte Bianco, che è un problema di non secondaria importanza, per la cui progettazione la Giunta regionale ha commissionato un incarico professionale. Riservandomi di intervenire in un secondo momento su questo argomento, mi limito, per ora, a rivolgere due domande all'Assessore competente.
La questione della costruzione dell'acquedotto del Monte Bianco era stata sollevato in Consiglio da una mia mozione, che è stata poi approvata. Tale questione è stata anche un cavallo di battaglia del comune di Aosta nel decennio 1960-1970, quando, agli ingegneri Quaglia e Pezzoli di Torino, venne conferito l'incarico di redigere il relativo progetto, che portò, addirittura, alla posa di circa due chilometri di tubazioni per la captazione delle acque da una sorgente della Val Veny.
Il comune di Aosta si venne poi a trovare senza fondi e una successiva "grana" con il comune di Courmayeur, sulla captazione delle acque da una sorgente dalla quale quel comune già attingeva per il suo fabbisogno impedì la prosecuzione dei lavori. Ciò avvenne con obiettivo grande rammarico anche perché quell'opera sarebbe servita non solo alla città di Aosta, ma ad un comprensorio più vasto, comprendente ben 14 comuni, ai quali, forse, se ne aggiunsero anche altri dell'Alta Valle.
Io presentai quella mozione, forte della considerazione che quella realizzazione sarebbe diventata appetibile, in quanto meno onerosa, proprio perché contemporanea e parallela al tracciato autostradale. Si prevede ancora di far seguire all'acquedotto del Monte Bianco lo stesso tracciato del percorso autostradale, oppure si pensa ad una progettazione "ex novo", come può sembrare dalla lettura della deliberazione di conferimento dell'incarico di progettazione?
Chiedo inoltre se siano stati avviati gli opportuni contatti con il comune di Aosta che, da oltre 15 anni, ha costituito un consorzio apposito per la costruzione dell'Acquedotto del Monte Bianco.
Resto in attesa delle risposte a queste mie due domande su un'opera di rilevante importanza, che potrebbe avere notevoli risvolti per l'approvvigionamento idrico del comprensorio aostano e, a mio avviso, potrebbe anche essere un primo tentativo per razionalizzare la rete degli acquedotti valdostani. Se poi, un domani, dovesse essere prolungato anche oltre la città di Aosta, per raggiungere la Bassa Valle, l'acquedotto del Monte Bianco potrebbe avere, addirittura, una dimensione su scala regionale. Tale ipotesi, del resto, era già stata avanzata negli anni della sua prima progettazione.
Questi sono i quesiti che rivolgo all'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson. Mi riservo, ovviamente, di intervenire in un secondo tempo, in funzione delle risposte che mi saranno date. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.
FOSSON (D.C.): La progettazione dell'acquedotto del Monte Bianco, tuttora in corso, è svolta mantenendo i debiti contatti con tutti i Comuni interessati ed anche con la Società dell'autostrada.
Devo dire che sussistono delle remore, perlomeno da parte dei progettisti dell'autostrada, a che l'acquedotto corra sempre e comunque sotto il piano autostradale. La remora più grossa è proprio legata alla servitù, costituita dall'acquedotto, nei confronti dell'autostrada. È ovvio che, se si dovesse compiere qualche intervento sul collettore principale, si dovrebbe limitare, quando non addirittura interrompere, il traffico lungo l'autostrada. Questo è, effettivamente, un grosso limite e un condizionamento alla possibilità che le due opere corrano parallele.
Io capisco che far correre l'acquedotto lungo l'autostrada potrebbe ridurre la portata di certi scavi o di certe forme di impatto ambientale, ma questa possibilità si configura come un limite oggettivo. Teniamo anche conto che l'acquedotto dovrà servire i Comuni dei territori che attraversa e l'eventualità che corra lungo l'autostrada può costituire un handicap nella realizzazione degli allacciamenti. Il problema, ad ogni buon conto, è stato esaminato e si cercherà di tenerne conto nei limiti del possibile.
In tema di contatti con il comune di Aosta, posso dire che già nel 1984 o nel 1985, quando, cadute le remore del comune di Courmayeur, iniziammo ad affrontare il tema dell'acquedotto del Monte Bianco, avviammo i primi contatti con il Consiglio di amministrazione del Consorzio dell'acquedotto del Monte Bianco e con il Comune di Aosta. Tali contatti sono stati ripresi successivamente, tant'è che potrei citare anche il giorno, che però non ricordo a memoria, di un incontro, presso la Presidenza della Giunta, tra il sottoscritto, l'allora Presidente del Consorzio dell'acquedotto del Monte Bianco e l'allora Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Aosta, nel corso del quale venne manifestata l'intenzione della Regione di riprendere l'importante opera dell'acquedotto del Monte Bianco. Da parte dei convenuti fu data la massima disponibilità e fu espressa una positiva valutazione sull'iniziativa.
Aggiungo ancora che, rispetto al pro getto di 20 anni fa, quest'ultima progettazione prevede, sempreché sia possibile ed utile, di captare l'acqua anche da altre sorgerti, come ad esempio da quella che fa sgorgare l'acqua, attraverso le condutture del traforo, dalle viscere del Monte Bianco.
Venendo al contenuto dell'ordine del giorno, devo onestamente confessare che il Consigliere Sandri non si fida per niente delle nostre capacità di valutazione. Noi teniamo in maniera particolare alla tutela dell'ambiente e siamo certi che quest'opera verrà realizzata, così come è già stato previsto nella fase della sua progettazione, secondo i migliori criteri costruttivi. Aggiungo ancora che si tratta di un'opera di una certa urgenza, perché deve eliminare una evidente strozzatura che si trova a monte del ponte di La Villette.
Il Consigliere Sandri certamente mi solleciterà con interpellanze e mozioni, ed io confido anche sulla sua attenzione per la migliore riuscita dell'intervento. Credo, pertanto, che quell'ordine del giorno possa essere considerato superfluo.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): La costruzione dell'acquedotto del Monte Bianco, così come è stata delineata dall'Assessore Fosson, si presenta sotto una luce diversa da quella che era stata prospettata in questa aula al momento dell'approvazione della mia mozione. Allora, infatti, si era detto chiaramente che l'opera aveva una sua validità, anche sotto il profilo economico, solo se abbinata alla costruzione dell'autostrada, perché così si sarebbe sfruttato il tracciato autostradale per posare le condutture dell'acquedotto. Se il progetto degli ingegneri Pezzoli e Quaglia, che tra l'altro prevedeva di sorpassare la Dora in diversi punti, non è più attuabile, è chiaro che la costruzione dell'acquedotto sulla base di un progetto tutto diverso comporterà una spesa notevolissima. Questa è una prima riflessione.
È possibile considerare, inoltre, che i contatti con il comune di Aosta risalgono a tre anni fa. Io non ho notizie più recenti di quelle dell'Assessore Fosson, ma non vorrei che, nel frattempo, il comune di Aosta perseguisse un'altra soluzione. Voci di corridoio, non so fino a che punto confermate, mi hanno fatto sospettare che sia stata rispolverata la vecchia idea di captare le acque superficiali del Buthier. Invito, pertanto, l'Assessore Fosson ad avviare solleciti contatti con il comune di Aosta, per evitare che lo stesso prosegua nella nuova soluzione, mentre la Regione si muove in senso diametralmente opposto, rispolverando la realizzazione dell'acquedotto del Monte Bianco.
Personalmente, forse anche per una questione sentimentale, visto e considerato che ero Assessore ai Lavori Pubblici al comune di Aosta quando si parlava di tale acquedotto, sarei favorevole alla realizzazione di quello del Monte Bianco. Credo, però, che occorra verificare la sua compatibilità con la costruzione dell'autostrada. Un acquedotto completamente diverso, con un rilevante impatto sull'ambiente, mi farebbe sorgere qualche preoccupazione. Ricordo all'Assessore che seguiremo la questione con particolare attenzione ed eventualmente la faremo oggetto di successive interpellanze. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Nelle more della discussione sul "chiami tu o chiamo io", tra la Regione ed il comune di Aosta, il parcheggio di viale Ginevra, la cui realizzazione era stata data per imminente nel 1984, probabilmente vedrà la luce negli anni '90. Ciò è particolarmente grave, perché quella zona ha gravissimi problemi di viabilità e di parcheggi, per la presenza del principale presidio ospedaliero della Regione. Si vogliono forse fare delle scelte diverse, nel senso che o, accanto al Mauriziano, si intende costruire un nuovo Ospedale regionale di proprietà e di fatto, oppure si vuole cambiare destinazione al parcheggio? Se si intende fare il parcheggio, è importante stringere i tempi per una decisione in merito.
Per quanto concerne la questione della località La Villette, mi spiace deludere le attese dell'Assessore, ma chiederò alla Giunta regionale di esprimersi con un bel "no" o con una chiara astensione sul mio ordine del giorno, perché non mi fido di voi, a buon ed eccessivo conto; ogni giorno, infatti, abbiamo delle "buone" notizie sulle vostre dimenticanze in tema di tutela dell'ambiente.
Senza parlare della valutazione di impatto ambientale richiesta, ma bocciata, la settimana scorsa, mi richiamo al libro bianco "Territorio e Ambiente", dell'Ordine nazionale dei Geologi, che mi è stato fatto recapitare questa mattina, proprio qui, sul tavolo del Consiglio regionale. Se vi si guarda la Valle d'Aosta dal punto di vista normativo e organizzativo, si scopre che la nostra Regione è colorata quasi tutta di rosso, colore che vi segnala tra i "cattivi".
Si possono accampare scuse o difficoltà, come problemi idro-geologici, strettoie, pericoli..., ma, secondo "Territorio e Ambiente", nella nostra Regione non ci sarebbe neppure un sistema di monitoraggio per raccogliere dati valanghivi! Che nella nostra Regione non ci sia un sistema di monitoraggio di fenomeni vulcanici, posso anche capirlo; ma è molto grave che non ci sia un monitoraggio dei dati valanghivi!
(...INTERRUZIONE del Presidente Rollandin...)
SANDRI (N.S.): Io ho detto quello che l'Ordine nazionale dei Geologi ha scritto su questo libro, che è una pubblicazione ufficiale del Congresso di Venezia, del settembre 1987, dell'Ordine nazionale dei Geologi.
Probabilmente l'Assessore Fosson, che proviene da un'altra zona della Valle, non conosce bene la situazione della località La Villette, ma lì esiste una situazione ambientale veramente unica, dove, vista la vostra scarsa volontà di far conoscere i dati, ci sarà sicuramente un brutto impatto ambientale. Il Comune di Courmayeur aveva già avanzato delle remore che, probabilmente, sono state superate perché, oltre ad assestare la Dora Baltea dal punto di vista idro-geologico, voi avete bisogno di distribuire materiali inerti, lavori, soldi..., e forse perciò avete paura di confrontarvi sui dati.
Visto che l'Assessore, in altre occasioni, ha avuto modo di qualificarsi come persona corretta, io lo sfido a far avere al sottoscritto, sempreché ci siano nel progetto, almeno i dati relativi alla valutazione sull'ambiente e sulla flora. Se mi saranno forniti questi dati, avrò la possibilità di valutarli e così potremo fare una discussione più serena. Se non mi verranno consegnati, ciò testimonierà che il diritto ad avere le informazioni sui dati ambientali, nella Repubblica italiana, si ferma a Crema e non riesce ad entrare in Valle d'Aosta.
Chiedo, pertanto, che il mio ordine del giorno sia messo in votazione.
PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Sandri.
ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
IMPEGNA
l'Assessore ai Lavori Pubblici a relazionare in Commissione sull'impatto ambientale dei lavori di arginatura in località La Villette di Courmayeur sul fiume Dora Baltea.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'ordine del giorno testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 26
Votanti: 8
Favorevoli: 8
Astenuti: 18 (Beneforti, Bondaz, Borbey, Chabod, De Grandis, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Maquignaz, Marcoz, Martin, Perrin, Ricco, Rolando, Rollandin, Stévenin e Voyat)
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo ora in votazione la deliberalizione in oggetto, con i relativi allegati.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 26
Votanti: 26
Favorevoli: 25
Contrari: 1
Il Consiglio approva
