Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3373 del 23 dicembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3373/VIII - PROPOSTA DI REGOLAMENTO CONCERNENTE: "MODIFICHE ED INTEGRAZIONI AL REGOLAMENTO REGIONALE 4 AGOSTO 1981, N. 2, CONCERNENTE LA REGOLAMENTAZIONE DEL DIPARTIMENTO DI EMERGENZA ED ACCETTAZIONE DELL'OSPEDALE GENERALE REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA DI CUI ALLA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE N. 359 DEL 18 OTTOBRE 1977".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Questo provvedimento, così come è già stato discusso anche in Commissione, si rende necessario dopo la sentenza del TAR sul ricorso fatto dai medici dell'Unità operativa di traumatologia e ortopedia. È un normale provvedimento per adeguarci a quella che è stata la sentenza del TAR e per superare l'impasse che abbiamo attualmente; pertanto, se prima il regolamento n. 2 prevedeva che ci fosse una direttiva data dal responsabile del Comitato dipartimentale e visto che il dipartimento non riesce a decollare, si prevede che le disposizioni siano prese dal responsabile dell'Unità operativa n. 30 che svolge anche le funzioni di direttore sanitario.

In Commissione si era discusso alla presenza del Presidente dell'USL e dei rappresentanti medici non dell'Unità operativa, ma rappresentanti del sindacato medico, e a quel momento si era concordato anche un emendamento - che dichiaro subito di accettare - concernente l'ultima parte dell'articolo unico. Questo emendamento, proposto dalla Commissione, va a togliere ogni dubbio su quella che può essere l'interpretazione data all'articolo 6 e, visto che l'articolo 6 dava delle disposizioni ben precise di chi dovesse fare il pronto soccorso di giorno e chi di notte, visto che l'USL ha incaricato una commissione speciale di verificare la fattibilità di quell'articolo 6 e nello stesso tempo di trovare delle soluzioni alternative, è giusto che, anziché mettere sul presente articolo una disposizione ben precisa, si dia la possibilità al Comitato di gestione di dare le direttive di applicazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): La relazione dell'Assessore è stata un po' sbrigativa; in realtà il discorso dovrebbe essere più approfondito. Non si tratta di un provvedimento normale, comprensibile: questo è un provvedimento che cerca di tagliare con la spada dei nodi che non sono mai stati sciolti.

Il problema è complesso, al punto che in questi giorni continuano ad arrivare ai Capigruppo documenti a firma dei medici che osteggiano nettamente questo provvedimento.

In cosa consiste il problema? Da 3-4 anni il pronto soccorso, che è la struttura a cui accedono i cittadini nelle fasi più delicate della loro vita, è di fatto ingovernabile. Fanno uso del pronto soccorso, secondo i dati, nel 1986 28.000 pazienti, il che significa che questa struttura, nel giro di quattro anni, viene utilizzata da tutta la popolazione valdostana.

È una struttura che deve funzionare, perchè è quella che interviene quando il cittadino si trova in condizioni di immediato bisogno. Così non è stato, così non sarà, a nostro giudizio, prendendo un provvedimento quale quello presentato dalla Giunta regionale, perchè esiste un conflitto fra i medici delle diverse unità operative sulla organizzazione interna del pronto soccorso. Sono conflitti non da poco, se è vero che ci sono state sentenze del TAR che hanno dato ragione ad una parte dei medici; ci sono state denunce alla Procura della Repubblica, quindi non crediamo che questa sia la strada giusta per risolvere la questione.

Come è nato il problema? Il problema è nato con la decisione del 1977 di organizzare l'emergenza attraverso un dipartimento. Una delibera del Consiglio regionale, la n. 359 del '77, stabiliva che l'organizzazione e le decisioni relative all'emergenza dovessero essere prese da un comitato direttivo, di cui facevano parte i primari di numerose unità operative e personale secondario.

Questo comitato direttivo non ha mai trovato una effettiva possibilità di azione e a nostro giudizio qui ci sono delle responsabilità politiche, perchè una parte di questo comitato direttivo doveva essere costituito da personale eletto. Queste elezioni non sono mai state fatte; sono stati cooptati soltanto alcuni rappresentanti. Il problema principale che ha impedito il funzionamento è stata la difficoltà di far collaborare fra loro i primari delle diverse unità operative.

Ora, dal 1983 il coordinatore di questo comitato direttivo non ha dimissionato e non è più stato sostituito; sono passati 4 anni senza che ci si preoccupasse di far funzionare il dipartimento di emergenza. Le leggi stabiliscono che l'emergenza deve funzionare attraverso un dipartimento. Si è cercato di organizzare le strutture di direzione di questo dipartimento, ma si sono organizzate in modo non perfetto; dopo un po' queste strutture si sono bloccate.

Nella realtà alcune cose buone le avevano fatte, avevano fatto dei protocolli operativi per i traumi cranici, per le emorragie digestive, però dopo alcuni anni, fino al 1983, il tutto è cessato e da allora si è cercato di far organizzare i servizi di guardia chirurgica all'interno del pronto soccorso, che è una parte importante di questo dipartimento di emergenza, con la direzione sanitaria. Lì è nata la questione che non è stata risolta.

Quali sono i problemi da affrontare e risolvere? Nel pronto soccorso c'è stata inizialmente una polemica fra medici e chirurghi; questi ultimi sostenevano che in pronto soccorso dovesse esserci soltanto il medico. Ora, i dati forniti indicano che la maggioranza degli interventi sono di natura chirurgica, quindi si è arrivati a stabilire che era necessario avere il medico, ma era necessaria anche la presenza del chirurgo, e fra i chirurghi è nata la discussione su chi doveva fare queste guardie.

Tale discussione ha sempre visto colui che oggi per regolamento potrebbe essere in grado di sciogliere il nodo nella impossibilità pratica di dare delle indicazioni, vale a dire che gli ordini di servizio dati dal dott. Barbero sono stati sempre contestati; sono arrivati fino alla denuncia al TAR, il quale ha dato una prima volta ragione ai traumatologi che protestavano contro il fatto di essere incaricati di fare la guardia chirurgica. Sono stati dati altri ordini di servizio: il TAR ha nuovamente sospeso il provvedimento con cui la direzione sanitaria diceva che i traumatologi dovevano fare delle presenze nel pronto soccorso. Adesso noi, con un regolamento andiamo a dire che il direttore sanitario deve essere colui che su indicazione del Comitato di gestione organizza il pronto soccorso: io non ci credo, anzi ritengo che sia il modo sbagliato per affrontare il problema. Era stato fatto un protocollo d'intesa firmato da tutte le organizzazioni sindacali il 23 novembre, che doveva accertare, nell'ambito dei chirurghi - ricordiamo che sia i traumatologi che i chirurghi che operano in altri campi fanno parte dell'area chirurgica -, quali tipi di intervento sono prevalenti, perchè i traumatologi sostengono che la loro quota è minoritaria, mentre tocca a loro sobbarcarsi la maggior parte delle guardie. Essi sostengono che devono fare 35 ore mensili di guardia chirurgica, gli altri invece ne devono fare 22; sostengono che il 38% delle prestazioni di tipo chirurgico sono relative alla traumatologia, mentre i chirurghi non ne vogliono sapere, ritenendo forse poco qualificante essere presenti nella guardia chirurgica.

La soluzione scelta non è a nostro avviso percorribile, perchè questo protocollo aveva stabilito che dovevano trovarsi tutti gli interessati per stabilire le quote effettive di interventi, la natura degli interventi del pronto soccorso; dopo alcune riunioni la commissione tecnica si è sciolta senza riuscire a trovare l'accordo sul numero degli interventi.

La figura del direttore sanitario è stata contestata anche per altre ragioni, perchè, come ha detto ieri l'Assessore in risposta ad una interpellanza al Consigliere Sandri, il direttore sanitario è incaricato temporaneamente di questo compito essendo in realtà primario di una unità operativa che si deve occupare della vigilanza sanitaria; ci sono anche conflitti interni all'ospedale, ci sono delle lettere che contestano la funzione di questa figura.

In una situazione di questo tipo, in cui i traumatologi continuano a sostenere di essere nella impossibilità di fare questo tipo di servizio, perchè distoglie dalla attività di reparto, e i chirurghi fanno difficoltà a svolgere la loro parte di guardia chirurgica, il dire che è arbitro colui che è contestato dagli uni e dagli altri, che non è stato finora neppure in grado di metterli intorno ad un tavolo, a noi sembra voler scegliere la strada per rendere ancora più ingovernabile il pronto soccorso.

Se pensiamo di risolvere problemi complessi con provvedimenti autoritari e caporaleschi del Consiglio regionale, facciamolo pure, però non credo che miglioreremo la situazione; credo invece che la strada da scegliere e su cui riflettere sia un'altra: la strada maestra, se esiste, per sciogliere questo tipo di problema, è quella di far funzionare il comitato direttivo di emergenza. Se nella prima versione c'erano troppi primari, alcuni magari non così direttamente interessati al funzionamento del dipartimento di emergenza, si riduca il numero delle unità operative, si prendano come unità operative quelle che effettivamente devono essere interessate alla cosa, si ricostituisca il comitato direttivo, si dia a questo comitato la possibilità di intervenire.

Abbiamo fatto una riunione di commissione, presenti l'Assessore, un sindacato, il Presidente dell'USL; la questione, a quanto mi sembra di aver capito, è di questa complessità: non è tanto semplice da potersi risolvere con un decreto dall'alto.

Credo che non siano stati fatti tutti gli sforzi possibili per cercare di dare a questo sistema di unità operativa interessata il carattere dipartimentale. Se oggi andiamo a prendere questo provvedimento, di fatto seppelliamo il dipartimento di emergenza, continuiamo a lasciare, da una parte, medici di traumatologia insoddisfatti perchè sono costretti a fare le guardie e vengono messi nella impossibilità pratica di qualificarsi, dovendo prestare un numero elevato a volte fino a 60 ore mensili di guardia chirurgica, dall'altra, chirurghi che non intendono volentieri essere utilizzati in questo tipo di discorso, per cui finiremo per avere un pronto soccorso in cui i cittadini, invece di avere il meglio in termini di assistenza medico-chirurgica, si troveranno davanti ad un personale frustrato, in lite, che contesta chi deve dare gli ordini, e non so quanti passi in avanti avremo fatto.

Siamo nettamente contrari a questo tipo di soluzione e non crediamo nella sua possibile funzionalità; riteniamo che si debbano fare ulteriori sforzi per applicare le linee del piano, per applicare le linee previste dall'istituzione del dipartimento di emergenza.

PRESIDENTE: Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): L'ho già detto in Commissione e lo ripeto oggi in Consiglio: penso che il Consigliere Mafrica non voglia attenersi a quanto dice la modifica del regolamento e quanto dice la relazione, perchè se si crede di fare funzionare il pronto soccorso, attualmente, modificando il regolamento, credo che saremmo tutti degli illusi.

La relazione parla chiaro e dice che sulla base di una sentenza del TAR, esposti presentati dai medici di ortopedia e traumatologia, comprensivi di cinque punti di contestazione, in cui chiedevano anche di non fare pronto soccorso, sono stati tutti bocciati, salvo uno: "i medici dell'unità operativa di ortopedia e traumatologia hanno ragione nel senso che le disposizioni devono essere date dal coordinatore del dipartimento e non dal direttore sanitario.

A questo punto è necessario, visto che non si riesce ad organizzare questo dipartimento, modificare il regolamento, dicendo che le disposizioni sono prese, anziché da questa persona che non esiste, da quest'altra, per far funzionare il pronto soccorso, non dico in un modo perfetto, ma almeno farlo funzionare.

È chiaro che i medici, quelli che hanno fatto ricorso, non sono d'accordo, perchè con questa modifica perdono la possibilità di fare altri ricorsi; ma se non apportiamo questa modifica, quando ci saranno le disposizioni date per i turni di pronto soccorso, ci saranno altri ricorsi con la motivazione che l'USL e la Regione non applicano le direttive del TAR. Se poi il Consigliere Mafrica vuole dare più ascolto a delle lettere dei medici che manifestano la loro insoddisfazione, anziché al piano sanitario e ai regolamenti, è libero di farlo, ma io dico che, fino a quando ci sono disposizioni legislative in materia, ci si deve attenere a quello e non alle lettere.

La diatriba è originata dal fatto che non vogliono, medici di chirurgia generale e ortopedici, fare i turni in pronto soccorso. Non voglio dire che gli ortopedici non abbiano una parte di ragione, concordata anche dall'USL, come diceva il Consigliere Mafrica, e dopo aver trovato un accordo al mese di novembre, in cui si diceva: la chirurgia ha sedici medici, l'ortopedia ne ha solo nove, non si può prevedere che facciano gli stessi turni. Ma a quel momento il Presidente dell'USL aveva detto, e lo avevano detto anche i rappresentanti dei sindacati dei medici, che c'erano delle trattative ed era stata incaricata una commissione, che sta ancora analizzando i dati - quindi non è vero come dice il Consigliere Mafrica che questa Commissione non funziona - per vedere negli interventi chirurgici l'incidenza di quelli di chirurgia generale e di quelli di ortopedia e traumatologia, per poter meglio organizzare questi turni.

Perchè i chirurghi non vogliono andare in pronto soccorso?

Perchè fare un turno di pronto soccorso vuole dire non avere la possibilità di andare in sala operatoria ed è giusto che un chirurgo non voglia fare solo pronto soccorso o normale corsia, ma voglia soprattutto andare in sala operatoria.

Non so come si possa dire che questa modifica non è necessaria: per me è necessaria fino a quando non riusciamo ad organizzare questo dipartimento. Il Consigliere Mafrica ha un ben da proporre la riduzione delle unità operative che devono fare parte di questo dipartimento, ma non è che questo dipartimento sia una cosa mostruosa; è chiaro che dentro ci devono entrare tutte quelle unità operative che hanno un qualunque rapporto con il pronto soccorso, per cui ci saranno di quelle che hanno la guardia attiva divisionale, di quelle che hanno la reperibilità a casa, ma se non c'è la volontà da parte dei medici di adattarsi ad una certa organizzazione, non si riuscirà mai a risolvere la situazione.

Incontri con i chirurghi di ortopedia e traumatologia ne abbiamo fatti e abbiamo anche recepito gran parte delle loro richieste, tant'è vero che in alcuni settori i concorsi sono stati fatti, in altri sono stati pubblicati e verranno fatti al più presto, e nello stesso tempo ci si è fermati sul mandare avanti l'unità operativa di traumatologia d'urgenza. Per migliorare questo discorso, al mese di giugno c'era già stato un incontro fra il responsabile della chirurgia generale ed il responsabile dell'ortopedia e traumatologia, presenti il dott. Barbero e il dott. Vicquéry, i quali avevano detto che i chirurghi dell'unità dipartimentale di urologia avrebbero turnato insieme ai traumatologi, in modo da equilibrare il numero di ortopedia e chirurgia a turnare all'interno dell'ospedale.

Non è che si debba risolvere il problema del pronto soccorso, ci auguriamo che questo servizio possa essere migliorato con degli accordi fatti tra le due unità operative e l'USL, in modo da organizzare meglio i turni in pronto soccorso, ma è evidente che non è questo regolamento che risolverà il problema: il regolamento serve solo a metterci al sicuro da eventuali altri ricorsi che possono essere presentati dai medici chirurghi dell'Unità operativa di ortopedia e traumatologia.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Questo provvedimento credo che significhi sostanzialmente un arretramento notevole rispetto alle aspettative che nel 1981 si erano manifestate con l'attuazione del primo dipartimento in campo sanitario in Valle d'Aosta. Il dipartimento di emergenza è fallito e se ci sono delle disattenzioni, delle non fedeli interpretazioni da parte degli operatori sanitari, d'altra parte dal 1983 in poi non si registra neppure una grande attenzione da parte delle unità sanitarie, né a livello regionale, né a livello di USL.

È vero che attualmente la situazione dal punto di vista gestionale è sufficientemente caotica, quindi mi pare giustificata questa presa di posizione dell'Assessorato, che propone al Consiglio di riaffidare alla direzione sanitaria dell'ospedale a gestione del pronto soccorso, fino a che non ci saranno degli obiettivi diversi di programmazione sanitaria. Trovo questo fatto per certi aspetti molto positivo; è in fondo un segno di grossa autocritica da parte dell'Assessorato, in quanto la direzione sanitaria in questi anni non ha funzionato in maniera sufficiente poiché il personale era scarso. Credo che ancora attualmente l'unità operativa che svolge le funzioni di direzione sanitaria comprenda solo tre medici, di cui uno è stabilmente in USL e solo due lavorano in un ospedale, tuttavia questa unità operativa è stata caricata di notevoli funzioni.

Il ricredersi sulla funzione della direzione sanitaria è importante, anche perchè ho sentito degli interventi molto ben documentati da parte del Consigliere comunista, da parte dell'Assessore, che mi hanno confuso dal punto di vista dei ruoli: pensavo che il medico qua dentro fossi io, mentre invece mi sono reso conto che altri hanno da insegnarmi. Vorrei invece fare l'operazione opposta, cioè staccarmi dalla mia professione e parlare come un politico.

Penso che questo provvedimento sia indispensabile, vista la situazione contingente in cui viviamo, soprattutto se riafferma l'importanza della direzione sanitaria nel dirigere l'ospedale, capace di fare delle scelte che nella stragrande maggioranza dei casi sono delle scelte tecniche. Oggi l'ospedale viene diretto da troppe autorità: da lettere dei sindacati, da lettere dei medici, da più dirigenti dell'USL, dal comitato di gestione, ecc.; ma tutta questa serie di spinte provoca solo confusione.

Non so dire se in pronto soccorso debba esserci il chirurgo, il medico, tutti e due, ecc.; queste sono scelte tecniche e basta semplicemente documentarsi su quelle che sono le esperienze che sono finite positivamente nei centri vicini. Possiamo andare a visitare Chambéry, qualche ospedale di Torino, Milano o Alessandria, per renderci conto di come certe scelte, che vogliamo caricare di significati politici, siano in effetti scelte tecniche, nel senso che esistono delle esperienze che hanno portato a determinati risultati.

L'unica cosa che dobbiamo evitare nell'approvare questo provvedimento è di pensare che sia la soluzione al problema del pronto soccorso; in questo senso il Partito Comunista ha dimostrato chiaramente, ed ha fatto bene, con un notevole sforzo organizzativo, che problemi grossi ci sono.

Quando si arriva ad usare della forza della legge in maniera così costante, è testimonianza non solo che esiste un problema, ma che questo problema non è capito, per cui, facendo questo provvedimento, risolviamo un problema immediato, però dobbiamo contemporaneamente fare uno sforzo di comprensione. Il primo sforzo di comprensione è quello per cui, a mio parere, gli ortopedici non devono stare in pronto soccorso, nel senso che questo servizio non può ricadere solo sulle loro spalle; anzi, l'ortopedia ha altri problemi da risolvere e si deve fare qualcosa per potenziare questo settore, per dare le gratificazioni di attenzione che il personale richiede e per dare anche un servizio migliore alla popolazione.

Risolvendo il problema dell'ortopedia, con impegno ad organizzare i concorsi, ad aumentare spazi, attrezzature e personale a disposizione di questo servizio, probabilmente una parte della conflittualità sarebbe ridotta. D'altra parte il pronto soccorso ha grossi problemi che non sono solo quelli di cui si è parlato qua oggi; ad esempio, se il vostro bambino di dieci anni sta male, dove lo portate? Al pronto soccorso del Beauregard o al pronto soccorso dell'ospedale di viale Ginevra? Questo è un problema che andrà affrontato, perchè l'emergenza in Valle d'Aosta è spaccata in due posti diversi.

Questo provvedimento a mio parere va approvato, anche se non tocca minimamente il problema che c'è sotto, per il quale si deve fare grande attenzione per evitare dei grossi errori. Da questo punto di vista mi permetto di fare una proposta ed è quella di andarsi a confrontare con dei centri di emergenza che funzionano. Ho suggerito qualche nome precedentemente; credo che sia in Francia che in Italia ci siano dei centri che ci potranno dare delle utilissime indicazioni su come organizzarlo. Ma questa indagine spetta, più che a noi politici, a coloro che sono incaricati della gestione del servizio sanitario e cioè i responsabili sanitari, amministrativi e politici, dell'USL.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Non siamo stati convinti, né dall'Assessore, né dal medico del Consiglio, perchè non ci sembra che sia un ragionamento tecnico dire: "Non risolviamo i problemi con la forza"; ci sembra un ragionamento politico. Non ci sembra un ragionamento tecnico dire: "Invece che nominare il capo - che non è riuscito a fare il capo fino ad oggi - nominiamolo capo con la forza del regolamento consiliare"; andiamo a far funzionare quello che dovrebbe funzionare.

A nostro giudizio, scegliendo questa strada, seppelliamo definitivamente il dipartimento di emergenza, il quale è nato con un provvedimento del '77; soltanto nel 1981 è stato costituito questo comitato direttivo, per due anni ha funzionato a fatica, perchè non ci si è preoccupati di risolvere i problemi del personale secondario, perchè i primari non hanno voluto rinunciare alle loro funzioni di reparto, di divisione, di unità operativa. Dal 1983 in poi il coordinatore di allora ha dato le dimissioni; non ci si è preoccupati di che cosa capitasse. In tutti questi anni si è tollerato che ci fosse una situazione di conflitto dove non ci sembra logico che un gruppo di chirurghi che ha un numero minore di personale a disposizione faccia la maggior parete dei servizi. Non ci sembra che l'arbitro scelto oggi sia quello più adatto, se fino ad oggi è stato contestato, perchè a giudizio degli interessati faceva le cose ingiuste; non è che dandogli più poteri sarà capace di riportare l'ordine e la disciplina all'interno. È anche impreciso quello che dice l'Assessore, che si sta ancora discutendo fra traumatologi e chirurghi generali su come ripartire il lavoro.

Per terminare, voglio leggervi una lettera che è stata sottoscritta, non solo da traumatologi, ma anche da buona parte dei medici dell'ospedale, che dice:

"Non è seria la richiesta di far svolgere agli ortopedici il pronto soccorso chirurgico - con quale competenza? - perchè non lavorerebbero in maniera qualificata nel loro stesso campo ortopedico ... Rifiutiamo infine l'atteggiamento dell'Assessore, che propone una sorta di legge speciale per conferire al dott. Barbero pieni poteri per decidere chi e come deve assicurare il pronto soccorso: avrebbero la meglio le unità più forti e soccomberebbero i più deboli, non certo in nome del bene della popolazione. I medici di questo ospedale ritengono di essere sufficientemente adulti da potersi autogovernare con il comitato direttivo di dipartimento di emergenza, quale previsto nelle leggi, magari in forma più snella, chiamando a farne parte solo chi realmente partecipa alla emergenza. Basta solo che gli amministratori si ricordino di indire l'elezione dopo alcuni anni di distrazione, che hanno rappresentato un arresto anche nelle scelte tecniche che tale comitato aveva saputo prendere, per esempio il protocollo di trattamento delle emorragie digestive proposto dai gastro-enterologi e sposato anche dai chirurghi, che ha ridotto la mortalità per questa forma morbosa in Valle".

In merito ai risultati della commissione, c'è un verbale del 14 dicembre che dice: "In riferimento a quanto concordato dal documento sindacale del 23.11.87, in cui si era disposta la convocazione di una commissione tecnica per la ridistribuzione dei turni di pronto soccorso chirurgico generale, i sanitari dell'Unità operativa di ortopedia constatano: che la commissione non è pervenuta ad alcun risultato, vista la preconcetta opposizione dell'unità operativa di chirurgia generale di addivenire a qualsiasi ridistribuzione dei turni; che non è più proponibile alcun incontro, in quanto gli incontri finora avuti si sono limitati ad un reciproco scambio di insulti e non hanno potuto essere costruttivi. .... ".

Ho letto questi documenti, non per schierarmi da una parte, ma per dire che non mi sembra che si vada a trovare la soluzione migliore. Abbiamo l'impressione che, se si prende questa strada, succederà che il direttore sanitario organizzerà i turni come per il passato, avrà l'autorità per farlo, ci sarà uno scontento crescente che porterà alla complicazione della situazione. Se è vero che la maggior parte degli interventi sono di natura traumatologica, se è vero che una unità operativa ha più personale dell'altra, il direttore sanitario cerchi di fare le cose con una certa equità. Se invece veramente in questa USL ci sono delle unità operative che sono autorevolmente appoggiate dal potere politico e all'interno dell'ospedale altre che vengono tartassate, non si sa bene per quale ragione, ci assumeremo la responsabilità di non dare ai cittadini della Valle d'Aosta il servizio cui hanno diritto. Questa responsabilità non ce la vogliamo assumere; siamo disposti a lavorare, se si vuole costruire il comitato di emergenza, a studiare, a verificare, altrimenti non crediamo che si scelga la strada giusta.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Segretario Tamone, ne ha facoltà.

TAMONE (U.V.): Credo che alcune volte il Consigliere Mafrica si lasci prendere da dei compiti che secondo me non sono i suoi; il Consigliere Mafrica è un ottimo Consigliere ed è fra quelli che stimo di più, però oggi il medico Sandri ci ha dato una lezione; ha detto che bisognava che la piantassimo lì di fare delle scelte politiche; alle volte il Consigliere Mafrica si lascia "gasare" da qualcuno che vuole che lui prenda le sue parti e questo è l'errore che ha fatto oggi.

L'Assessore Voyat in Commissione, il Presidente dell'USL, anche i medici che sono venuti a parlarci, ci hanno fatto capire che si tratta di un problema molto delicato, che non risolveremo qui in Consiglio regionale, andando a stabilire quello che devono fare i traumatologi e quello che devono fare i chirurghi. Non siamo noi che possiamo risolvere questo problema.

Oggi ci troviamo di fronte ad una emergenza e dobbiamo dare una risposta di emergenza: questo è il discorso politico che dobbiamo fare; il Consigliere Sandri, pur partendo da posizioni politiche diverse, lo ha capito.

Questo è l'invito che voglio fare al Consigliere Mafrica: noi non ci addentriamo nei meandri di uno slalom che è solo di competenza dei medici e dell'ospedale regionale; dobbiamo vedere se per far funzionare questo sistema, una figura, una immagine è quella che può dare una risposta.

A nostro avviso non c'è che questa strada, che non è la migliore, ma è la "meno peggio" in questa situazione declassificata a causa degli operatori. Riteniamo che la risposta politica sia in questa direzione, ma non per questo volendo soffocare, perchè se vorranno darsi il loro autogoverno, a figura e l'immagine del commissario sarà subito eclissata dal loro autogoverno.

Mi sento di votare con tranquillità questa proposta, guardandola proprio con l'occhio del politico.

Si dà atto che alle ore 10,38 assume la Presidenza il Vicepresidente DE GRANDIS.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Posso accettare le critiche fatte dal Consigliere Sandri, ma non sono d'accordo su una affermazione per cui il traumatologo non debba andare in pronto soccorso, in quanto ritengo che la Valle d'Aosta necessiti della partecipazione del traumatologo in pronto soccorso, o con una guardia attiva in pronto soccorso o con una guardia divisionale.

Per quanto riguarda il problema di cui parlano il Consigliere Sandri e il Consigliere Mafrica, le valutazioni deve farle questa commissione che sta ancora lavorando, pertanto al più presto avremo questi dati. Ho detto anche al Dr. Vicquéry che, qualora ci fosse la necessità, ci sarà la partecipazione in queste riunioni anche da parte dell'Assessore o di un funzionario regionale, per vedere di trovare un coordinamento migliore fra chirurgia e ortopedia.

Dico solo questo: o pensiamo, come fa il Consigliere Mafrica, ai problemi dei medici e alla volontà dei medici, fare o non fare pronto soccorso, oppure dobbiamo pensare al servizio da dare ai cittadini. Ho sempre sentito riportate in Consiglio le lamentele dei cittadini nei confronti del pronto soccorso: oggi sono i medici a lamentarsi. Di lamentele dei medici ce ne sono tutti i giorni, ma i medici dipendenti, come tutti gli altri dipendenti, hanno da lamentarsi, mentre noi dobbiamo pensare al funzionamento del pronto soccorso; se vogliamo avere un pronto soccorso che veramente funzioni e dia una belle immagine anche alla Valle d'Aosta a chi transita o a chi è in ferie qui, dobbiamo avere per forza la presenza, o direttamente in pronto soccorso o in guardia divisionale, del traumatologo.

Quanto alla contestazione del direttore sanitario, non credo sia l'unico direttore sanitario oppure l'unico primario ad essere contestato; quando uno deve far funzionare anche contro la volontà dei dipendenti un servizio, è sempre contestato dai subalterni.

Il Consigliere Mafrica citava la lettera scritta dai traumatologi, in cui ci si chiedeva cosa va a fare il traumatologo in pronto soccorso: in pronto soccorso il traumatologo va semplicemente a fare il traumatologo, così come il chirurgo in pronto soccorso va a fare il chirurgo, e quando sarà portato in pronto soccorso un infortunato con un occhio leso si dovrà chiamare il medico competente che è reperibile. In Valle d'Aosta non siamo in grado di avere un'équipe di medici di medicina generale, più un chirurgo di chirurgia generale, più un ortopedico della traumatologia, più un odontoiatra e via di questo passo; il pronto soccorso deve funzionare con almeno la presenza di uno dell'area di chirurgia, che comprende la traumatologia, l'odontoiatria e anche l'oculistica, pertanto si dovranno prevedere dei turni.

PRESIDENTE: Si tratta di un articolo unico al quale è previsto un emendamento sostitutivo della Commissione consiliare per la sicurezza sociale. Si procede pertanto alla votazione palese sull'emendamento e alla votazione segreta sul complesso del regolamento.

Do lettura dell'articolo unico:

Articolo unico

Dopo l'articolo 13 del regolamento regionale 4 agosto 1981, n. 2 è aggiunto il seguente articolo 14:

Articolo 14

(Disposizioni transitorie e finali)

1. In attesa di apposite disposizioni che, nel quadro delle finalità e degli obiettivi della programmazione sanitaria statale e regionale, disciplinino il funzionamento del modello organizzativo di tipo dipartimentale, al fine di consentire l'esercizio dei compiti e delle attività attribuite al dipartimento di emergenza ed accettazione secondo le disposizioni del regolamento regionale 4 agosto 1981, n. 2, tutte le funzioni attribuite al Comitato direttivo del dipartimento ed al suo coordinatore sono esercitate dal dirigente sanitario della unità operativa di vigilanza igienico-sanitaria, organizzazione e controllo attività sanitarie.

2. Tale dirigente deve comunque assicurare almeno l'espletamento delle attività di pronto soccorso di cui al D.P.R. 27 marzo 1969, n. 128, secondo le indicazioni operative di cui all'art. 6 del sopracitato regolamento regionale.

Do lettura dell'emendamento della Commissione, sostitutivo dell'intero articolo:

Articolo unico

Dopo l'articolo 13 del regolamento regionale 4 agosto 1981, n. 2 è aggiunto il seguente articolo 14:

Articolo 14

(Norme transitorie e finali)

1. In attesa di apposite disposizioni che, nel quadro delle finalità e degli obiettivi della programmazione sanitaria statale e regionale, disciplinino il funzionamento del modello organizzativo di tipo dipartimentale, al fine di consentire l'esercizio dei compiti e delle attività attribuite al dipartimento di emergenza ed accettazione secondo le disposizioni del regolamento regionale 4 agosto 1981, n. 2, tutte le funzioni attribuite al Comitato direttivo del dipartimento ed al suo coordinatore sono esercitate dal dirigente sanitario della unità operativa di vigilanza igienico-sanitaria, organizzazione e controllo attività sanitarie.

2. Tale dirigente deve comunque assicurare almeno l'espletamento delle attività di pronto soccorso di cui al D.P.R. 27 marzo 1969, n. 128, secondo le indicazioni operative del Comitato di gestione.

Lo pongo in votazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 30

Votanti 26

Favorevoli 21

Contrari 5

Astenuti 4 (Baldassarre, Breuvé, Pascale, Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Pongo in votazione il regolamento nel suo complesso per scrutinio segreto:

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 29

Votanti 25

Favorevoli 19

Contrari 6

Astenuti 4 (Baldassarre, Breuvé, Pascale, Torrione)

Il Consiglio approva