Oggetto del Consiglio n. 3339 del 22 dicembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3339/VIII - ORGANIZZAZIONE DI UN SERVIZIO DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DI RIFIUTI TOSSICI E NOCIVI" (Ritiro di mozione).
PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Tonino, Mafrica, Millet e Dolchi:
MOZIONE
TENUTO conto del fatto che il consumo di pile in Italia ammonta a circa 300 grammi per abitante all'anno e che quindi, presumibilmente, in Valle d'Aosta si consumano oltre 33 tonnellate all'anno di pile;
CONSTATATO che le pile costituiscono un "rifiuto urbano pericoloso", che non deve essere mescolato con altri rifiuti urbani, ma conferito in discariche speciali, adatte a ricevere rifiuti tossici e nocivi;
VERIFICATO che in altre Regioni vicine è iniziata una attività di raccolta, attraverso la riconsegna ai rivenditori, delle pile usate, per un loro successivo smaltimento controllato da parte del servizio pubblico;
il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
DELIBERA
di impegnare la Giunta regionale a:
1) organizzare un servizio di raccolta delle pile usate attraverso i rivenditori delle stesse, prevedendo eventualmente rimborsi forfettari sia per i rivenditori che per i cittadini che riconsegnano tali rifiuti altamente inquinanti;
2) verificare con le ditte produttrici la possibilità di una retrocessione delle pile usate e comunque a predisporre idonee forme di smaltimento controllato di tali nocivi rifiuti.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): La mozione pone un problema semplice ma importante: tutti sanno che da alcuni anni si è verificata anche a livello generale la nocività delle normali pile che tutti i cittadini usano per apparecchi di largo consumo. Una statistica condotta in Italia afferma che il consumo medio per abitante è di 300 grammi all'anno: si può quindi desumere che in Valle d'Aosta ci sia un consumo di circa 33 tonnellate per anno di pile. Siccome queste pile costituiscono un rifiuto urbano pericoloso, che non può essere mescolato con gli altri rifiuti urbani, ma deve essere trattato separatamente, crediamo che sia opportuno prendere anche in Valle d'Aosta quelle iniziative che sono state prese in altre regioni e in altre città. Per esempio, in occasione dell'anno europeo dell'ambiente, la Provincia di Novara, Assessorato all'Ambiente, ha fatto attaccare su tutti i muri della città un manifesto in cui invitava i cittadini a consegnare al rivenditore a pila usata, anzichè gettarla nei normali contenitori dei rifiuti.
Riteniamo che il sistema potrebbe essere utilizzato anche in questa Regione e potrebbe risultare efficace: invitare i cittadini a depositare in qualche contenitore speciale può forse essere positivo, ma non sufficientemente produttivo; invitare invece il cittadino a riconsegnare a pila usata al rivenditore in cambio di un piccolo sconto, ad esempio 100 lire per ciascuna pila, come avviene nel caso dei vetri, può forse dare frutti maggiori. Se ogni cittadino, al momento dell'acquisto delle nuove pile, consegna le pile usate ottenendo così un piccolo sconto sulle nuove pile, se le pile accolte dai rivenditori vengono conferite al servizio pubblico, il quale decide - ovviamente rimborsando ai rivenditori le somme spese - cosa farne, il servizio può essere affrontato con maggiore organicità.
Riteniamo che si debba esplorare la possibilità, una volta che il servizio pubblico ha raccolto in modo differenziato questo tipo di rifiuto, di riconsegnarlo alle ditte produttrici che potrebbero riutilizzare il mercurio. Nel caso delle pile, il mercurio contenuto ha una capacità inquinante molto elevata: pochissimi grammi di mercurio possono inquinare vaste zone di territorio. È una materia difficile da contenere, in quanto, in una zona come questa, con la presenza di acque, sono possibili inquinamenti delle falde acquifere.
A noi sembra che questa modesta proposta, d'altronde già attuata in alcune città e in alcune province, possa essere adottata con costi contenuti anche nella nostra Regione.
PRESIDENTE: È aperta a discussione generale. Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Questa mozione del Partito comunista avrei voluto firmarla anche io, perchè credo meriti tutta la considerazione e l'attenzione per l'argomento che tratta, un argomento troppo spesso sottovalutato. Vicino a noi, la Svizzera romanda, in numerose trasmissioni televisive ha denunciato l'inquinamento diffuso, complicato, da contrastare, dello smaltimento delle pile e credo che proprio dal 10 gennaio 1988 sarà obbligatorio, in Svizzera, per poter acquistare una pila, riportarne una indietro, perchè si vuole recuperarla costantemente, in modo da evitare questo danneggiamento che interessa soprattutto le falde superficiali, in quanto queste pile finiscono in normali discariche e di qui possono scendere facilmente nelle falde superficiali.
Penso che ci debba essere, da questo punto di vista, non soltanto una azione di tipo promozionale, ma che debba essere uno degli elementi qualificanti dello smaltimento rifiuti in Valle d'Aosta; questa azione sarebbe anche un buon veicolo per insegnare l'ecologia nelle scuole, in quanto la pila è uno degli oggetti di consumo con cui i bambini più hanno a che fare, quindi è bene che comprendano da questo mezzo che loro utilizzano qual è il significato delle parole inquinamento e ambiente di vita.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Riteniamo che la mozione che ha presentato il Partito comunista abbia sollevato un problema degno di essere esaminato in tutte le sue implicazioni: dalla gravità che costituisce la pila come rifiuto urbano pericoloso, all'aspetto più generale di una politica ambientale che non può più non riconoscersi anche in elementi che possono essere considerati di secondaria importanza, come quello della raccolta delle pile.
Mi preoccupo perchè non vorrei che, per come è assestato l'Assessorato all'ambiente, l'organizzare, come chiede la mozione, un servizio di raccolta delle pile usate venisse affidato al Corpo forestale valdostano, perchè questi "poveri" forestali devono fare sempre di tutto; è più facile fare un elenco di quello che debbono non fare, che di quello che debbono fare, proprio perchè, nell'ambito dell'Assessorato, i forestali sono l'operatore ecologico per eccellenza.
Queste cose potrebbero essere trattate in maniera diversa se le competenze in materia di ambiente facessero capo a un Assessorato a sè stante; non è più pensabile di continuare a trattare la politica ambientale come una appendice caudataria dell'Assessorato all'Agricoltura e Foreste, che così come è congegnato ha una mole di lavoro, in Valle d'Aosta, notevolissima. C'è invece necessità di un approccio diverso all'ambiente, al modo di trattare questa nostra Regione sul piano della difesa delle sue peculiarità, rispetto a questa attenzione diversa nei confronti della politica dei rifiuti, che peraltro la Regione ha affrontato in maniera razionale in altri momenti, quando non c'era ancora l'Assessorato all'Ambiente.
Credo che ci voglia ormai una sensibilità di tipo politico che sia diversa, altrimenti ci troveremo sempre di fronte ad un Assessorato che ha due competenze che sono notevolissime: l'agricoltura e le foreste, e, appiccicato come un elemento che potrebbe anche non esserci, ci sta la competenza dell'ambiente. Ritengo che sia arrivato per questa Regione il tempo di ridisegnare la mappa degli Assessorati; sono fermi da 25 anni, non riguardano solo questo settore - anche se è mia convinzione che questo settore vada affrontato in maniera prioritaria rispetto ad altri, - ci sono anche altri Assessorati che "muoiono" per eccesso di competenze - penso all'Assessorato al Turismo -. Quindi, se non ridisegneremo questa mappa, facendo una operazione di ingegneria politica, il lavoratore all'interno dell'Amministrazione regionale diventerà sempre più difficile, anche perchè certe forme di disattenzione sono dovute al fatto che una sola persona, che è a capo di un Assessorato che ha delle competenze enormi, non riesce ad assolvere a quelli che sono i suoi compiti.
Questa è una riflessione che io faccio partendo dalla pila, ma so benissimo che questo discorso finirà per farmi dire che, oltre la pila, resterò con "le pive nel sacco".
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Credo che il Gruppo comunista abbia voluto evidenziare la pericolosità di questi rifiuti, anche se in Valle d'Aosta la situazione non è così drammatica come nel resto d'Italia; quindi voterò questa mozione del Partito comunista.
Condivido in parte le osservazioni fatte dal Consigliere Torrione, sulla incapacità riconosciuta dell'Assessorato all'ambiente di portare avanti anche questo problema; pertanto, si potrebbe pensare ad un emendamento (che non presento, ma che enuncio soltanto) in cui la Regione, anzichè organizzare un servizio per la raccolta delle pile, stipuli delle convenzioni con le associazioni ambientalistiche per la raccolta di questo tipo di rifiuti. Questo potrebbe alleggerire i compiti dell'Assessorato all'ambiente; inoltre queste associazioni, che sono molto sensibili a questi problemi, potrebbero dare un apporto enorme e quindi andare incontro alle esigenze portate avanti dal Gruppo comunista con questa mozione.
Ritengo che questa potrebbe essere una soluzione; la voglio sottolineare al Consigliere Mafrica, che potrà farsene promotore, se lo riterrà opportuno. Se questa idea non verrà accolta, voterò comunque la mozione, in quanto il problema esiste anche se di dimensioni minime in Valle d'Aosta rispetto ad altre regioni.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.): Il problema relativo alla raccolta differenziata delle pile, nonchè al loro smaltimento, viene trattato nell'ambito del piano regionale dello smaltimento dei rifiuti, che è in corso di elaborazione. La Giunta regionale ha già ricevuto la traccia di questo documento che si ritiene debba al più presto venire in Consiglio regionale. Nello stesso documento viene prevista la costruzione, a Brissogne, di un apposito impianto di "innocuizzazione" di queste pile.
Sappiamo che un certo numero di pile vengono già richieste e raccolte dai rivenditori, in quanto sono delle pile ad alto valore intrinseco, contengono nichel e cadmio; per quanto riguarda le batterie, c'è già una regolamentazione in cui si prevede chi è autorizzato a stoccare le batterie, chi è autorizzato a trasportarle, dove devono essere tenute, a chi devono essere consegnate.
Per quanto riguarda le pile, la bozza di questo documento, che è in corso di elaborazione, prevede in certi punti - evidentemente i punti migliori saranno i rivenditori - la raccolta delle pile che dovranno in seguito essere conferite a Brissogne; bisognerà vedere in che modo fare questo tipo di raccolta che dovrà essere prevista dal piano di smaltimento rifiuti. L'"innocuizzazione" di queste pile è prevista, per il momento, tramite bagno in cemento e poi immissione in discarica. La discarica di Brissogne è autorizzata a recepire le pile "innocuizzate" fintanto che non sia disponibile altro tipo di smaltimento.
Legato alla raccolta e smaltimento delle pile, c'è un problema molto grave, che non è stato affrontato in questa sede, ma di cui penso sia bene informare il Consiglio, e cioè il problema dei farmaci scaduti che vengono gettati normalmente nella immondizia e che invece dovranno essere raccolti in modo differenziato, tramite le farmacie.
Nel piano che va ad essere presentato, viene affrontato lo smaltimento anche per questo tipo di rifiuto, per il quale permangono però alcuni dubbi: il primo è il riciclaggio delle fustelle. Quei medicinali acquistati senza passare attraverso il medico sono ancora provvisti di fustelle, che potrebbero essere ipoteticamente riciclate. Aspettiamo, da parte del Ministero, delle direttive per tutte le regioni su come in futuro mettersi al sicuro dal rischio di riciclaggio di fustelle.
Potrebbe essere previsto anche un diverso tipo di smaltimento dei farmaci che potrebbe essere quello del riciclaggio da parte delle ditte farmaceutiche.
Avendo pertanto già previsto in questa bozza di piano di smaltimento rifiuti anche la raccolta differenziata e il tipo di smaltimento, per adesso possibile, delle pile, chiederei al Partito comunista di ritirare la mozione, per discuterla al momento della presentazione di questo piano.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): È da qualche tempo che le idee fra la maggioranza e la minoranza si incrociano; quando c'è qualche proposta, anche modesta, come questa, l'Assessore ci annuncia che la Giunta sta studiando un provvedimento e quanto prima porterà all'esame del Consiglio la soluzione del problema.
Ci auguriamo che questo avvenga e che avvenga in tempi brevi, perchè il problema dello smaltimento dei rifiuti ha provocato in zone a noi vicine dei guai non piccoli. Non sto a ricordare Casa le Monferrato o altri comuni che hanno avuto problemi di una certa gravità.
Tenendo conto delle osservazioni fatte da altri Consiglieri, per esempio quella del Consigliere Torrione, che riproponeva la questione di come questa Giunta affronta i problemi dell'ambiente, credo che si possa ritirare la mozione con l'impegno nostro di ritornare complessivamente sulle intenzioni della Giunta in materia di ambiente, se non ci saranno in tempi brevi proposte da parte dello stesso Esecutivo. Vogliamo sperare che quanto è stato detto trovi rispondenza in tempi brevi, altrimenti ritorneremo con una mozione di carattere più generale sul modo di affrontare i problemi dell'ambiente in questa Regione.
Faccio una sola osservazione: certo che se la riproposta di Assessorati dovesse tenere conto delle effettive necessità, probabilmente il banco della Giunta dovrebbe essere allungato.
PRESIDENTE: La mozione è ritirata in attesa della presentazione di un provvedimento specifico da parte della Giunta regionale.
IL CONSIGLIO PRENDE ATTO
