Oggetto del Consiglio n. 3324 del 2 dicembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3324/VIII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "COSTITUZIONE DI UNA SOCIETÀ PER LA COSTRUZIONE E L'ESERCIZIO IN CONCESSIONE DEI GASDOTTI COMUNALI E/O CONSORTILI NEL TERRITORIO DELLA REGIONE VALLE D'AOSTA".
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.
LANIVI (A.D.P.): Il disegno di legge che viene sottoposto all'esame del Consiglio regionale prevede che, per quanto riguarda la costruzione e l'esercizio dei gasdotti in Valle d'Aosta, la Regione si faccia promotrice della costituzione di una società mista, in parte di proprietà pubblica ed in parte di proprietà privata, nella quale la parte pubblica sia rappresentata, oltreché dall'Amministrazione regionale, dal Comune di Aosta e dagli altri Comuni interessati alla metanizzazione, mentre la parte privata sia rappresentata da una società specializzata.
È previsto che la quota di partecipazione della Regione sia pari al 45%, e che le quote di partecipazione dei Comuni raggiungano il 4%, la metà delle quali siano riservate al Comune di Aosta; il restante 51% del capitale sociale è previsto che sia riservato ad una ditta privata specializzata.
La legge indica anche la composizione del Consiglio di Amministrazione ed i compiti della nuova società per azioni promossa dalla Regione, ed intende perseguire, con esito positivo, i due obiettivi indicati dallo stesso Consiglio regionale. Questi ultimi sono sinteticamente rappresentati da una gestione unica ed unitaria della metanizzazione in Valle d'Aosta e da un unico distretto tariffario; in altre parole si vuole garantire un'attività ed un coordinamento unitario del processo di metanizzazione ed un trattamento tariffario equo ed uniforme sul territorio regionale.
L'Amministrazione regionale poteva scegliere fra tre soluzioni: una società a capitale esclusivamente pubblico, la concessione ad un privato oppure una formula mista. Essa era preoccupata di garantire, da un lato, efficienza, funzionalità e razionalità all'iniziativa, e, dall'altro lato, mirava a mantenere al pubblico, in questo caso la Regione ed i Comuni interessati, un effettivo controllo sull'attuazione delle reti di distribuzione e successivamente sulla gestione del metano in Valle d'Aosta.
La proposta che ho descritto in termini molto sintetici, cerca di rispondere a questi obiettivi con la costituzione di una società, della quale la Regione si rende promotrice e della quale il privato mantiene una maggioranza pari al 51%. La parte pubblica, tuttavia, è largamente rappresentata con il 49% ed in essa sono assicurate sia la rappresentanza del Comune di Aosta, per la sua importanza e dimensione, sia la rappresentanza degli altri Comuni che saranno interessati dalla metanizzazione.
Questa legge è il risultato di un lungo confronto con le amministrazioni comunali, iniziato fin dal luglio del 1984, e di ulteriori approfondimenti e discussioni presso la competente Commissione consiliare.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): A circa un anno dalla presentazione di questo disegno di legge, non è facile discutere in merito, perché si sono dette molte cose e, di alcune, anche il contrario. In questi ultimi giorni, poi, si sta cercando di convincere l'opinione pubblica sulla quasi inutilità economica del metano e, quindi, della legge che stiamo per approvare.
È ovvio che, con l'introduzione del metano, verranno lesi particolari interessi che hanno cercato di ritardare in tutti i modi l'approvazione di questa legge. Al di là del suo contenuto che non approviamo, tant'è che presenteremo una serie di emendamenti, noi riteniamo che il Consiglio regionale debba approvare questo disegno di legge perché, visto che il metano ormai è arrivato in Valle d'Aosta, possa essere utilizzato il più presto possibile. Oggi come oggi, infatti, viene utilizzato solo da poche realtà industriali e, tra esse, dalla DELTACOGNE, anche se dobbiamo precisare che la prima scelta di metanizzare la Valle fu determinata proprio dalle esigenze del settore industriale ed in particolare dell'ILSSA-VIOLA.
Le successive vicende occupazionali ed il ridimensionamento industriale hanno poi portato alla chiusura dell'ILSSA-VIOLA, ma noi riteniamo che il metano possa assolvere comunque un ruolo significativo, tornando a vantaggio di quella parte della popolazione della Valle d'Aosta che vorrà farne uso.
Vorrei ricordare brevemente che il nostro Gruppo consiliare si è fatto promotore ed ha insistito, fin dal 1980, per la metanizzazione della Valle d'Aosta, sia per le esigenze industriali sia per quelle dei privati. Evidentemente, con la chiusura dell'ILSSA-VIOLA e con il ridimensionamento della DELTACOGNE, ci sarà un maggior utilizzo del metano da parte dei privati. Noi riteniamo comunque che si tratti di un'operazione valida, perché offre a buona parte dei valdostani la possibilità di servirsi di un'energia pulita - non dimentichiamo l'importanza della tutela dell'ambiente - e di trarne dei vantaggi economici; si calcola infatti che il risparmio sul prezzo dell'energia si aggirerà intorno al 30%.
Certamente l'ente Regione dovrà investire dei soldi, ma non mi si può assolutamente venire a dire che si tratta di soldi buttati, specie in una Regione che non lesina d'intervenire nei vari settori. Noi riteniamo, quindi, che gli oltre trenta miliardi spesi per la realizzazione della condotta principale e gli altrettanti che saranno spesi per garantire ai valdostani un allacciamento al metanodotto a costi analoghi a quelli praticati nelle altre regioni, facciano ascendere il totale dell'esborso dell'ente pubblico, a favore della maggioranza della popolazione valdostana, ad oltre 60 miliardi.
Noi riteniamo che questo intervento sia valido anche oggi, benché i venditori di prodotti concorrenti del metano cerchino di difendere i propri interessi. Ciò è legittimo ed infatti non li critichiamo. Tuttavia, vogliamo anche che, se confronto ci deve essere, sia fondato su basi reali e non solo su supposizioni.
A noi, come dicevo prima, interessa che questa legge sia approvata e presentiamo degli emendamenti perché riteniamo che essa abbia dei limiti. Il primo riguarda la delega ai privati della gestione di un'energia così importante, e questo dopo che l'ente pubblico, per la realizzazione della condotta principale, ha investito nientemeno che oltre 30 miliardi e ne dovrà investire altrettanti per le diramazioni secondarie. Noi pensiamo che l'ente pubblico dovrebbe avere la maggioranza assoluta della nuova società, anche se dovrebbe chiamare i privati a collaborare nella realizzazione della rete di distribuzione del metano.
Nell'ambito, poi, di questa maggioranza pubblica, composta dalla Regione e dai Comuni, noi riteniamo che dovrebbero essere questi ultimi a beneficiare di un ruolo principale, perché di fatto sono i veri titolari della concessione dell'utilizzo del metano e perché, pur comprendendo certe riserve in merito, questo nuovo ruolo dei comuni ci darebbe maggiori garanzie di una loro maggiore responsabilizzazione nella gestione dei gasdotti. In fin dei conti la diffusione del metano rientra negli interessi immediati delle popolazioni di quei comuni che possono utilizzare tale fonte di energia. I nostri emendamenti, soprattutto quello proposto per l'articolo 4, vanno appunto in questa direzione.
È ovvio che, se i Comuni devono partecipare in una certa misura percentuale a questa società, che dovrebbe disporre anche di un capitale sociale, si pone il problema di come gli stessi possano reperire i finanziamenti. Noi, con l'emendamento 4 bis, tra le altre cose, prevediamo un apposito finanziamento ai Comuni che consenta loro di acquistare le azioni di questa nuova società.
L'emendamento sostitutivo che noi proponiamo all'articolo 2, offre anche ad altri privati, non ad uno solo sebbene esperto nel settore, e soprattutto a privati locali interessati e, magari, riuniti in cooperative di imprese artigianali od a consorzi, la possibilità di partecipare alla sottoscrizione delle azioni societarie.
Il nostro articolo 4 ter introduce nella legge un particolare concetto, anche se nulla impedisce che possa essere introdotto in un secondo momento. Si tratta, ovviamente, della previsione di un contributo regionale per la costruzione della rete di distribuzione secondaria, attraverso una procedura che tenga conto dei piani di lavoro annuali, così come già avviene, ad esempio, nella Provincia Autonoma di Trento.
Gli altri emendamenti da noi proposti come articoli 5 e 6, sono una diretta conseguenza del contenuto dell'articolo 4.
Come ho già detto all'inizio, presentiamo questi emendamenti perché non siamo d'accordo sul contenuto della legge. Riteniamo, tuttavia, che la stessa legge debba essere approvata perché ci troviamo di fronte all'assurda situazione di avere il metano in Valle d'Aosta, e di vedere che lo stesso sia utilizzato solo da poche realtà industriali. Noi riteniamo che si sia già perso troppo tempo, tant'è che questa legge avrebbe potuto essere approvata già alcuni anni fa o, tutt'al più, nella scorsa primavera, perché il testo di legge propostoci dalla maggioranza non presenta nessuna modifica da allora. Non si capisce perché, a meno di non pensare ovviamente a qualche contrasto interno alla maggioranza, dal 28 gennaio si sia atteso l'inizio di dicembre per presentare il presente disegno di legge.
Sentiremo che cosa diranno l'Assessore e la Giunta sui nostri emendamenti, riservandoci di dichiarare in seguito se il nostro voto sarà favorevole o contrario.
Si dà atto che alle ore 16,17 assume la Presidenza il Vice Presidente DOLCHI.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Sono un po' stupito dall'ambiente in cui ci troviamo, perché, se si dovesse prestar fede alla cancellazione presente nel frontespizio dell'allegato a questo oggetto, che ci è stato fornito con l'ordine del giorno e che recita testualmente "Adunanza del Consiglio regionale in data 11 e 12 marzo 1987", modificata successivamente in "Adunanza del Consiglio regionale in data 2, 3 e 4 dicembre 1987", sarebbe proprio il caso di supporre che, su questo disegno di legge, si dovrebbe assistere ad un brillante dibattito, frutto di un'altrettanto brillante discussione svolta in sede di Commissione.
Mi sembra, invece, che il dibattito si stia avviando stancamente verso uno dei tanti voti plebiscitari. Io vorrei proprio far rimarcare soprattutto ed innanzitutto questo aspetto del dibattito politico sul metanodotto. Di tale argomento si è discusso dappertutto, in programmi televisivi sponsorizzati da aziende petrolchimiche, sui giornali, sui periodici di partito, in riunioni di maggioranza, - non se ne è potuto discutere, invece, in riunioni della minoranza, perché purtroppo non se ne fanno - all'interno della Democrazia Cristiana così come all'interno di altri partiti, ma le forze politiche non hanno mai assunto la decisione ferma e concreta di investire l'organo istituzionale più competente in materia e cioè le Commissioni consiliari.
Io trovo questo fatto estremamente grave e, soprattutto, lo considero un segno del decadimento della democrazia in Valle d'Aosta, che non può che suscitare grandi perplessità nella popolazione. Penso che sia inutile versare lacrime di coccodrillo sulla scarsa partecipazione e sul pesante giudizio, espresso anche dalle cosiddette "persone della strada" della nostra Regione, nei confronti della partitocrazia, quando ci si comporta in questo modo. Credo che, prima di tutto, debbano recitare il "mea culpa" i grandi partiti della maggioranza. Finora non l'ho sentito recitare da nessuno, ma c'è ancora tempo prima che sia chiusa la discussione generale. Essi hanno trattato e mercanteggiato questa legge, peggio dei mercanti del tempio citati dalla Bibbia.
Eppure ritengo importante che questi partiti esprimano almeno qualche parola, non dico di pentimento, ma di scusa, in Consiglio regionale. Se, infatti, vogliamo trattare i grandi problemi ed i grandi temi dello sviluppo economico della nostra Regione al di fuori di questo Consiglio, dobbiamo dirlo con chiarezza e con altrettanta chiarezza dobbiamo dire che "ce ne freghiamo" del voto popolare e che preferiamo seguire questi giochetti tipici del sottobosco politico.
L'aspetto più interessante è dovuto al fatto che dall'iter seguito da questa legge sul metanodotto si capisce molto bene come i sentimenti popolari di preoccupazione per un'eventuale forma di sottogoverno, per la presenza di intrallazzi, di bustarelle e degli intrighi del sottobosco politico, traggano origine proprio dalla mancanza di chiarezza nell'informazione. Dibattito nella società non c'è stato, perché non c'è stato dibattito nelle istituzioni: vi siete fatti gioco delle istituzioni.
Io penso che già solo per questo motivo, la legge sul metanodotto meriterebbe un voto contrario. Non però un voto contrario sul merito della legge, ma sul metodo seguito nell'impostazione della discussione.
Sempre legato all'iter seguito, un altro fatto, che trovo disdicevole e che mi pare opportuno portare all'attenzione del Consiglio, è l'uso del pettegolezzo. Credo che molto raramente la stampa si sia divertita come negli ultimi mesi, sul pettegolezzo diffuso intorno al metanodotto: questo partito difende l'ITALGAS, l'altro partito difende gli artigiani della Valle d'Aosta, il terzo partito difende il Comune di Aosta, mentre il quarto difende quello di Brissogne...
Io non parteggio per nessuna fazione, perché a Nuova Sinistra non sono state attribuite le difese di alcuno, e me ne vanto, perché il turbinio di intrallazzi, di sollecitazioni e di informazioni più o meno attendibili, a mio parere, è il segno della non volontà di affrontare i problemi in termini politici, e dimostra anzi che si intendono affrontare queste leggi solo per finalità di interesse partitico.
Non so se tutte queste dicerie siano vere o meno. Ho l'impressione che, nella stragrande maggioranza, trattasi di fesserie. È grave, però, che la gente sia davvero convinta che il dibattito si sia svolto proprio in questi termini, ritenendo che il tal partito volesse difendere questo ed il tal'altro quello, dimenticandosi di affrontare il vero nodo della questione che è sicuramente ad un livello superiore e che riveste grande importanza, non fosse altro perché abbraccia, di fatto, due legislature. Questo provvedimento, infatti, pone fine ad una vicenda iniziata nella scorsa legislatura.
Ricordo che nella Commissione Gruppi consiliari, l'organo consultivo dei Consiglieri e di Nuova Sinistra, allorché venne presentata la proposta di far giungere il metanodotto sino a Pont-Saint-Martin, si svolse un ampio dibattito ed il Consigliere dell'epoca, Ilio Viberti, manifestò seri dubbi su tutta l'operazione, perché si trattava di qualcosa che di fatto aveva poco a che fare con lo sviluppo della Regione autonoma della Valle d'Aosta. Da sempre, infatti, nella nostra Regione le fonti energetiche industriali erano collegate alla produzione idroelettrica e da sempre c'erano delle gestioni industriali che partivano proprio da presupposti industriali. Il Consigliere Viberti, pertanto, si chiedeva come una fonte energetica, che sicuramente appariva interessante dal punto di vista economico, si sarebbe potuta inserire nel tessuto industriale regionale.
Le risposte al suo quesito ce le ha date la storia, nel senso che, prima ancora che arrivasse il metanodotto, se ne è andata l'ILSSA-VIOLA. Mi sembra, poi, che si voglia far ripetere la storia per il tratto da Pont-Saint-Martin ad Aosta, nel senso che proprio nel momento in cui, grazie ai soldi benignamente devoluti dall'Amministrazione regionale, arriva il metano ad Aosta, sorgono dibattiti, emergono difficoltà, problemi e perdite di tempo, facendo scemare, nel frattempo, l'interesse economico per il metano.
Come allora, ritengo importante ribadire anche oggi le stesse perplessità sul problema energetico. In questi mesi di discussione intorno al metano, non è mai stato chiarito il nostro orientamento in termini energetici. Da dove vogliamo prendere noi l'energia per mandare avanti questa "santa" Valle d'Aosta sotto l'aspetto industriale e del riscaldamento? Questo era il vero dibattito, ma io ho sentito pochissime persone affrontare, anche solo marginalmente, questo tema. Si è discusso molto di percentuali ed io ho sentito persone molto serie e compite - alcuni personaggi che ho ascoltato sono seduti tranquillamente in quest'aula parlare di percentuali e citare il 2, il 4, il 14 o il 27 per cento, con tono grave e volto aggrottato, come se fossero dei giovani Gardini o degli Agnelli in miniatura.
Il problema non sta nel districarsi tra gli equilibrismi finanziari. Ciò non rientra nei nostri compiti e, soprattutto, credo che non abbiamo proprio nessuna esperienza in proposito e nessuna capacità. Il nostro vero problema consiste nel dare una risposta, chiarendo che cosa noi vogliamo per lo sviluppo energetico della regione ed in questo senso l'occhio di Nuova Sinistra è interessato al metano.
Perché? Innanzitutto per questioni di tipo ambientale. Noi riteniamo che il metano sia una fonte di energia sufficientemente pulita e capace di contribuire ad un netto miglioramento della qualità della vita nella vallata centrale che, d'inverno, è soggetta ad un forte inquinamento a causa del riscaldamento domestico. Il metano ci è parso una fonte energetica interessante, soprattutto per il riscaldamento degli immobili di una certa dimensione o per esperimenti di teleriscaldamento.
Facendo questa osservazione, prima ci siamo chiesti se non saremmo stati più seri, più attenti e nel giusto nel domandarci: perché non valutiamo, da questo punto di vista, anche altre fonti energetiche che sono più nostre e più autocentrate (come ci piace dire)?
Quando discutiamo di metano, che ha dei costi vicini alle 70 lire per chilo caloria, ci dobbiamo rendere conto che in Valle d'Aosta, purtroppo, stiamo producendo molta energia elettrica, che dal punto di vista fisico non conviene certamente trasformare in energia termica, ma che comunque ha dei costi molto bassi. Perché? Perché l'ENEL ce la paga tra le 40 e le 60 lire per chilovattora.
Ha più senso, pertanto, puntare tutto e "tout-court" sulla metanizzazione in Valle d'Aosta, oppure osservare il panorama in modo più ampio? Ha più senso incentivare questo settore, spendendo moltissimi soldi, oppure ci conviene vedere se sia possibile utilizzare l'energia elettrica che è poco remunerativa per chi si impegna in questo settore, mentre è molto remunerativa per l'ENEL, che però - santo Iddio! - non fa parte dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta?
Noi non abbiamo delle certezze in termini economici, perché non ci sono state fornite. Non abbiamo visto nessuna relazione di Assessorati o di altre forze politiche nella quale fossero precisati i costi delle varie soluzioni alternative e fossero espressi i pareri di convenienza per questa o quella ragione, magari perché l'energia idroelettrica è destinata a finire o viceversa. Non ci è stato presentato nulla del genere e siamo proprio in presenza di un panorama desolante sotto l'aspetto della progettualità politica.
Per quanto concerne la questione più terra terra della società DIGRAVA, vogliamo sottolineare che i Comuni hanno abdicato alla loro responsabilità. Se questo affare era così interessante dal punto di vista economico e così vantaggioso sotto l'aspetto gestionale, non si capisce come mai il Comune di Aosta non abbia creato un'azienda municipalizzata. È un interrogativo che rimarrà negli annali di Nuova Sinistra, perché ho l'impressione che nessuno ci darà una risposta adeguata.
Questo vale per il Comune di Aosta, che ha dimensioni accettabili per un intervento di questo tipo, e vale anche per le Comunità Montane o per i Consorzi di Comuni che si sarebbero potuti mobilitare intorno a questo tema.
Noi non voteremo questa legge, per le motivazioni che ho espresso in precedenza e perché, come è già stato sottolineato dal Partito Comunista, esiste, in questo settore, una tendenza privatistica che ha scarsissima validità. Nuova Sinistra, per quanto possibile, cerca di conservare alla gestione pubblica i servizi, perché solo così esiste una certa garanzia sulle tariffe. Voglio sapere quali garanzie possa avere l'Amministrazione regionale sui costi degli allacciamenti privati realizzati dalla DIGRAVA. Il vero problema, infatti, non è la gestione del riscaldamento, per la quale i prezzi saranno stabiliti dal Governo e dal CIPE - ed in questo perdiamo un po' della nostra autonomia - ma è la costruzione della rete di distribuzione. Quali tariffe verranno fuori?
A febbraio o ai primi di marzo, mi sembra di aver sentito qualcuno in Commissione accennare a cifre variabili che sarebbero potute arrivare anche ad un milione di lire per punto di allacciamento privato. So, però, che in molte regioni d'Italia, anche limitrofe, i costi di allacciamento sono clamorosamente inferiori. Perché? Perché esiste un vecchio principio, che ha ancora una sua validità ed al quale, talvolta, si ricorre anche in altri Paesi, e che si chiama "principio del libero mercato". In presenza di una certa concorrenza tra varie persone o tra varie ditte, è possibile che si verifichi una riduzione nei prezzi.
Noi, pertanto, abbiamo paura che, con l'identificazione in questa società di un'unica società, si realizzi una sorta di monopolio sul quale sarà difficile incidere in seguito, proprio perché il monopolio è garantito dal 51 per cento delle azioni.
Annuncio, quindi, il mio voto favorevole agli emendamenti presentati dal Partito Comunista, che, in questo senso, ci danno maggiori garanzie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Ritengo di dover fare delle considerazioni su questo disegno di legge, anche per rispondere ad alcune domande piuttosto angosciose che si è posto il Consigliere Sandri.
La prima domanda che egli si è posto, anche in termini piuttosto problematici, è la seguente: "Ha ancora un senso procedere alla metanizzazione della Valle d'Aosta?" A tale domanda io
risponderei con un'altra domanda: "Visto che il metano è ormai arrivato alle porte di Aosta, ha senso procedere alla cosiddetta politica del tappo?"
Perché dico questo? Perché la filosofia della metanizzazione della Valle d'Aosta è cambiata in questi ultimi anni. Essa era partita dall'analisi di alcuni presupposti, come ad esempio quello di salvare il tessuto industriale della nostra Regione, che pur essendo piuttosto diffuso era comunque meglio identificabile nell'area di Pont-Saint-Martin, per la presenza dell'ILSSA-VIOLA, e nell'area di Aosta. Quando poi il metanodotto è arrivato alle porte di Aosta, per una serie di circostanze che non è il caso di esaminare ulteriormente, si è trovato di fronte al processo di "deindustrializzazione" della Valle d'Aosta che, nel frattempo, è diventato un dato di fatto obiettivo quasi tangibile.
È chiaro che nei confronti di questo problema dobbiamo porci con un altro atteggiamento, perché dobbiamo ricuperare l'interrogativo se sia stato opportuno o meno spendere quasi 35 miliardi di lire per far giungere il metano sino ad Aosta. Visto e considerato che avevamo deciso di portarlo per salvare determinate industrie, che però sono nel frattempo saltate, credo che a questo punto non ci rimanga altro da fare che dare corso comunque alla metanizzazione per usi civili, perché l'uso industriale del metano sarà molto contenuto e di modesta entità. A meno che non ci si voglia limitare a mettere un tappo al metanodotto, facendone uscire solo una fiammella in omaggio al Consigliere Aloisi ed a testimonianza della nostra efficienza.
Credo, pertanto, che ormai non ci resti che fare di necessità virtù, perché non possiamo più rinviare l'adozione di questo provvedimento, a meno che non ci vogliamo dare la zappa sui piedi per riconoscere di aver intrapreso una operazione sbagliata. Pur non trattandosi di un'operazione felice - e poi ne spiegherò le ragioni - il metano ormai c'è, ed essendo una fonte energetica alternativa con tutti i requisiti ai quali ha fatto cenno il Consigliere Sandri, dobbiamo servircene nel miglior modo possibile.
A questo punto per dovere di onestà nei confronti delle varie forze politiche e di noi stessi, non possiamo disconoscere che sul tema del metano ci sono state diverse contraddizioni, sia all'interno delle stesse forze politiche sia nel corso della discussione di carattere più generale.
Anche noi siamo partiti con presupposti di un certo tipo, ma abbiamo cambiato idea di fronte ad una situazione che rischiava di cristallizzarsi e di far ricadere sull'Amministrazione regionale delle responsabilità che solo parzialmente sono sue, per aver detto sì alla metanizzazione. Essa ha fatto giungere il metano fino alle porte di Aosta e ci ha messi in condizioni di dover pure utilizzare in qualche modo questa fonte energetica.
Da questa situazione discende appunto la scelta sofferta che dobbiamo fare oggi, la quale probabilmente - e lo dico affinché non rimangano dubbi in proposito - esigerà ulteriori impegni finanziari da parte dell'Amministrazione regionale. Portare il metano nelle case, infatti, da problema di utilizzo di una diversa fonte di energia si trasformerà in un problema di ordine sociale, con dei costi che inevitabilmente saranno sopportati dall'Amministrazione.
Anch'io, in proposito, ho forti dubbi. Non mi riferisco certamente ai Comuni che possono trovarsi in una particolare situazione, ma alla realtà di Aosta che conosco molto bene. Metanizzare la città di Aosta, specie nel suo centro storico, comporterà un evidente sconvolgimento della città per un certo numero di anni ed inoltre creerà altri problemi, per risolvere i quali, in certe occasioni, la Regione sarà costretta ad intervenire per aprire la chiavetta del metano e impedire che si blocchi il processo di metanizzazione.
La polverizzazione della proprietà nell'ambito del centro storico creerà tutta una serie di problemi. Io, ad esempio, abito nel centro storico da sempre, ma per arrivare alla mia abitazione occorre passare attraverso un corridoio che appartiene a 4 diversi proprietari. Immagino fin d'ora che cosa mi potrà capitare il giorno in cui vorrò metanizzare la mia abitazione: sarò costretto a cercare un accordo con gli altri proprietari e poi - tanto per essere chiari - visto che dovrò realizzare un allacciamento di 60 metri di lunghezza, continuerò tranquillamente ad utilizzare il mio gasolio, se la Regione non mi verrà incontro nel sostenere le spese del nuovo allacciamento. Mi auguro che la Regione mi venga incontro e d'altronde "mamma Regione" non potrebbe far diversamente...
(...INTERRUZIONE del Consigliere Baldassarre...)
TORRIONE (P.S.I.): ...perché sarebbe il colmo, a sentire il Consigliere Baldassarre, che è contro lo sperpero del denaro pubblico. Evidentemente esiste questo problema e noi ci dobbiamo preparare a sobbarcarci altri costi.
Tuttavia, nonostante questa visione tutt'altro che rosea e dovuta al fatto che sono mutati i presupposti di partenza, dobbiamo arrenderci alla nuova realtà ed anche alla realtà di un Comune come quello di Aosta, che è passato attraverso un vero e proprio travaglio prima di "non decidere" e che ha subito i contraccolpi delle diverse posizioni delle forze politiche che componevano la maggioranza. Bisogna avere il coraggio di dire queste cose, per non correre il rischio di tacere i dati di fatto che sono sotto gli occhi di tutti.
Se non vogliamo scegliere la politica del tappo, dobbiamo percorrere questa via d'uscita. Noi, per qualche verso, avevamo cercato di perseguire soluzioni forse più brillanti di quella che ci viene proposta oggi, ma l'opera di mediazione ha portato alla situazione attuale. Siamo anche un po' perplessi, perché, ad esempio, avremmo voluto che nel consiglio di amministrazione della DIGRAVA la presenza del Comune di Aosta fosse rappresentata con un peso diverso. Questa per noi sarebbe stata una condizione auspicabile, visto e considerato che le sue dimensioni territoriali e la sua densità demografica indicano quel Comune come l'utente decisamente più considerevole della DIGRAVA.
Se ciò non sarà possibile, bisognerà cercare di trovare comunque un diverso equilibrio all'interno della nuova società, per dare al Comune di Aosta quella giusta preminenza che esso deve avere proprio in virtù delle cose che ho cercato di esplicitare poc'anzi.
A questo punto noi, come Gruppo politico, non ce la sentiamo più di assumerci la responsabilità di dire: "Beh, fermiamoci ancora!". Siamo in presenza di un provvedimento che ha già subito troppi ed eccessivi ritardi: per questo, noi annunciamo il voto favorevole del nostro Gruppo alla presente proposta di legge.
Il nostro voto era condizionato dall'impegno, che l'Assessore ha reso esplicito sia in Commissione sia in aula, relativo al fatto che la scelta della società passasse attraverso il filtro di una Commissione consiliare regionale. L'Assessore si è dichiarato disponibile ad operare in tal senso e ciò, per noi, è una valida garanzia di obiettività e di serenità di giudizio. Pertanto ribadiamo che su questo argomento, purché si faccia in fretta, il nostro sì, pur condizionato da tutte le riserve che ho cercato di esporre in quest'aula, è motivato anche dalla considerazione che non possiamo aspettare oltre, altrimenti rischiamo effettivamente di non essere più credibili, non solo quando facciamo un discorso di tipo energetico, come nel caso odierno, ma anche quando rinviamo per troppo tempo la soluzione di un problema qualsiasi, e questo problema, bene o male, non è più rinviabile. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.
BENEFORTI (D.C.): Faccio un breve intervento per portare il contributo del Gruppo al quale appartengo alla discussione di questa legge.
Le ragioni del ritardo della sua presentazione in aula non sono certamente quelle enunciate dal Consigliere Sandri. Per quanto ci riguarda - ma credo che lo stesso valga per tutte le forze della maggioranza - possiamo dire francamente che non abbiamo mai fatto trattative di un certo tipo, non abbiamo mai dato corso a mercanteggiamenti e non ci siamo mai presi gioco delle istituzioni.
È chiaro che, all'interno della maggioranza, ci sono state e ci sono tutt'ora discussioni e confronti su determinati aspetti della vita amministrativa, e non è certamente questa l'unica legge, o l'unico provvedimento, sulla quale ci siamo confrontati di più. Certamente, per quello che essa rappresenta o può rappresentare, abbiamo voluto avere un approfondimento adeguato perché, quando abbiamo deciso di far giungere ad Aosta il metano, eravamo a ciò sospinti dall'esigenza di disporre di un ulteriore strumento che facilitasse l'industrializzazione della nostra Regione. Il nostro intento, infatti, era quello di ridurre il costo dell'energia per le industrie valdostane ed in modo particolare per quelle siderurgiche.
Questo tema è stato affrontato in occasione della discussione sulla crisi attraversata dallo stabilimento ILSSA-VIOLA di Pont-Saint-Martin e dalla NAZIONALE COGNE di Aosta, perché la Regione, per favorire o mantenere l'industria locale, oltre a metterle a disposizione capitali, immobili e terreni, intendeva dare un ulteriore facilitazione alle imprese industriali che operavano nell'ambito regionale.
È certo che oggi l'industria può trarre pochi vantaggi dalla presenza del metanodotto. L'unico allacciamento esistente è quello con lo stabilimento della DELTACOGNE e non può più essere fatto alcun allacciamento con l'ILSSA-VIOLA che ha chiuso i battenti prima ancora di affrontare questo tema.
Per quanto concerne la presente legge sulla distribuzione e gestione del metano in Valle d'Aosta, noi siamo d'accordo che un'unica società si occupi, per tutto il territorio regionale, sia della distribuzione sia della gestione del metano. La struttura e la conformazione del nostro territorio non ci consentono di frazionare il problema. Ma è anche una questione di economicità, perché un'unica società distribuisce uguali vantaggi per tutti e, nello stesso tempo, dà alla Regione la possibilità di intervenire in favore di tutti e non soltanto di una parte dei valligiani.
Ci siamo potuti confrontare e abbiamo discusso, anche a livello di Commissione, sulla maggioranza pubblica o privata della nuova società, se cioè il 49 per cento dovesse essere pubblico ed il 51 per cento privato, o se il 51 per cento pubblico ed il 49 per cento privato.
A parte la diversa preferenza di ciascuno di noi per il pubblico o per il privato, devo confessare che, per quanto ci riguarda, noi abbiamo detto che avremmo anche potuto sostenere il pubblico. Questo nostro atteggiamento era in funzione del perseguimento del particolare obiettivo della metanizzazione, per cercare di investire o di interessare l'imprenditoria locale nella distribuzione del metano nella nostra Regione. Ci sentivamo, infatti, maggiormente garantiti nel perseguire questo traguardo avendo la maggioranza della società in mano pubblica.
Abbiamo anche sostenuto che il 51% sarebbe potuto toccare ugualmente al privato, pur con il rispetto dello stesso obiettivo, ma in quel caso il 51% non avrebbe potuto comunque essere in mano ad un'unica società, ma ad una società specializzata e ad un consorzio di imprenditori locali. Perché, per noi, alla base di tutto si pone il problema di coinvolgere l'imprenditoria locale.
Su questo tema la Democrazia Cristiana ha detto quello che pensava fin dal marzo scorso. La legge è stata presentata a gennaio e nel mese di marzo si sono svolte alcune riunioni della terza Commissione ed in quella sede, dopo aver sentito vari amministratori ed aderenti al nostro Partito, dopo aver sentito le strutture del nostro Partito ed aver convocato diverse riunioni, abbiamo espresso la nostra linea. Essa, quindi, non è rimasta segreta e sconosciuta, come se venisse scoperta oggi per la prima volta, perché è stata addirittura pubblicata sul nostro giornale "La Région", sul quale noi abbiamo provveduto a chiarire, pari pari, la posizione della Democrazia Cristiana.
Noi riteniamo che debba essere fatto a tutti i costi il tentativo di investire l'imprenditoria locale, perché - anche se qualcuno è scettico - dobbiamo cercare di farle assumere un suo particolare ruolo. Stiamo approvando leggi assistenziali ed a favore dell'imprenditoria locale, stiamo approvando finanziamenti e stiamo portando avanti il discorso relativo all'Agenzia del Lavoro. Si tratta, ovviamente, di varie iniziative tutte a favore dell'imprenditoria locale. Ma fino ad oggi quale ruolo essa ha assunto nel contribuire a fare uscire la nostra Regione dalla crisi occupazionale che stiamo attraversando?
Questa è la domanda che ci dobbiamo porre, anche se qualcuno ci può chiedere se aspettavamo proprio il metano per affrontare un simile discorso. No, certamente noi non aspettavamo il metano, ma esso è stato considerato come un'occasione propizia, per il semplice fatto che è un'opportunità di lavoro che durerà parecchi anni, forse 10, per far assumere all'imprenditoria locale un ruolo particolarmente significativo.
È vero che noi abbiamo fatto anche delle scelte positive nella politica industriale della nostra Regione, tant'è vero che l'altro giorno l'Assessore Lanivi, in risposta ad una interpellanza, ha ben evidenziato l'andamento dell'occupazione presso le varie aziende della nostra Regione, che, per certi aspetti, è stato anche positivo.
Oggi, però, c'è una notevole carenza di imprenditori disposti a venire ad operare in Valle d'Aosta ed io dico sempre, e torno ancora a ripetere, che nel nostro Paese non ci sono imprenditori disoccupati e che oggi è molto più difficile di ieri trovare imprenditori disposti a trasferirsi in Valle, perché altre Regioni offrono molto più di noi, per sollecitarli ad impiantare presso di loro piccole o medie industrie. Ed io credo che nessuno di noi voglia che si ripetano ancora nella nostra Regione certi sgradevoli esempi dei quali siamo già stati testimoni.
Per tutte queste ragioni noi non intendiamo bloccare il presente disegno di legge. I Consiglieri che fanno parte della terza Commissione sanno benissimo qual è stato il mio comportamento nel corso dell'ultima riunione della Commissione, quando si doveva esprimere il parere di merito. Per quanto mi riguarda ed a nome del Gruppo che rappresento, proprio in quella sede ho espresso il parere favorevole, per consentire a questa legge di venire in aula e di essere approvata, senza essere più rinviata. Noi non desideriamo nessun rinvio e ribadisco che non ci sono motivi o scopi reconditi, come qualcuno ha voluto affermare e sostenere, che ce lo facciano auspicare. Noi desideriamo solo fare qualcosa di buono e dare avvio a qualcosa di diverso nella nostra Regione.
Pertanto, noi, come Gruppo della Democrazia Cristiana, voteremo questa legge e presenteremo - mi auguro in accordo con le forze della maggioranza - un ordine del giorno, del quale do lettura, con il quale invitiamo la Giunta a rispettare due obiettivi e precisamente:
"..ad inserire, fra le modalità individuate per procedere alla scelta dell'impresa specializzata di cui al comma c) dell'articolo 2, l'impegno prioritario del socio di maggioranza della DIGRAVA S.p.A.:
a) ad indire gli appalti fra ditte aventi sede legale e situate in Valle d'Aosta da almeno tre anni, in possesso di tutti i necessari requisiti per la realizzazione dell'impianto;
b) ad assumere personale residente in Valle d'Aosta, salvo quello specializzato che non sia possibile reperire nella Regione.
Per il personale residente sarà data la precedenza a coloro che avranno frequentato corsi di formazione professionale organizzati dalla Regione".
Con questo ordine del giorno, che mi auguro sia rispettato dalla Giunta, e senza procedere ad una modifica della legge, io credo che possano essere perseguiti gli obiettivi ai quali teniamo sia come maggioranza sia, in particolare, come Democrazia Cristiana.
Mi riservo, ovviamente, di presentare alla Presidenza l'ordine del giorno del quale ho appena dato lettura. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pollicini; ne ha facoltà.
POLLICINI (A.D.P.): Ritengo di dover sottolineare che tutti, o quasi tutti, siano d'accordo sulla proposta del disegno di legge. Il "quasi" si riferisce al Consigliere Sandri e, quindi, mi pare di aver rispettato anche la volontà di un solo Consigliere.
È importante sottolineare che il merito dell'iniziativa appartiene a questa maggioranza, che è la stessa della precedente legislatura. Questa iniziativa è importante perché prevede investimenti da effettuare in tempi medio-lunghi, con risultati in prospettiva molto ampi che riguardano il futuro energetico, il quale comunque coinvolgerà anche la nostra Regione, nonostante la sua eccezionale produzione di energia bianca.
Occorre sottolineare anche alcuni particolari aspetti - arriverò dopo al discorso più specifico e relativo al presente disegno di legge - legati al significato di questa scelta. È vero che essa è stata giustificata all'inizio come sostegno dell'industria, ed in particolare di quella pesante, della nostra Regione. È anche vero, però, che l'iniziativa è stata ritenuta comunque positiva, perché la trasformazione ad uso civile è indubbiamente di grande interesse non solo economico ma anche per la sua ridotta capacità di inquinamento. Gli esperti, infatti, sostengono che il disinquinamento, grazie all'uso del metano, riduce di 560 tonnellate annue l'anidride solforosa presente nella nostra Regione.
Mi pare interessante sapere, quindi, che, per quanto concerne la tutela della salute e la qualità della vita, possiamo fare un notevole passo in avanti.
Ma è degna di essere sottolineata anche la flessibilità di questa fonte energetica, che è tale da offrire tutta una serie di vantaggi.
1°) Diversifica l'approvvigionamento.
2°) È decisamente meno inquinante.
3°) Consente di raggiungere località che prima non erano raggiungibili se non con mezzi di trasporto individuali.
4°) Consente di contenere notevolmente i costi economici in una misura che gli esperti, sempreché le tariffe non vengano modificate in seguito, ipotizzano intorno al 20% o al 30% rispetto a quelle attuali. Ciò non è poca cosa, specie in una Regione come la nostra, che è interessata da una stagione invernale piuttosto lunga e che in alcune zone si prolunga fino a sette od otto mesi.
A parte le applicazioni nel campo industriale e che comunque non trascurerei, perché sono sempre di estrema importanza, - la COGNE, ad esempio, risparmia già oggi 2 miliardi all'anno, con l'uso del metano, rispetto a quando utilizzava il gasolio, mentre si prevede che, con i prezzi attuali, il risparmio possa raggiungere circa 5 miliardi all'anno - vi è la grande flessibilità del gas metano che, in campo tecnologico, consentirà certamente nuove applicazioni che oggi non sono possibili con il gasolio o con il GPL.
Ne consegue che la moderna industrializzazione, che certamente si svilupperà anche nella nostra Regione, potrà usufruire di questa fonte di energia che consente di dar vita a nuovi cicli tecnologici, non possibili con altri gas.
In campo civile, poi, sono possibili collegamenti con 26.000 nuclei familiari, che sono quelli che risiedono nei 28 Comuni interessati, sui 40.000 nuclei familiari presenti nella nostra Regione. Cioè, 86.000 abitanti, su 114.000, potrebbero essere collegati con la rete di distribuzione del metano. È un aspetto decisamente importante.
Vorrei sottolineare, inoltre, che con la sostituzione del gasolio con il metano, a detta degli esperti, si raggiungerebbe un risparmio energetico equivalente ad un minor consumo di 20.000 tonnellate di petrolio ogni anno.
Venendo ora all'aspetto più specifico del disegno di legge, proposto della Giunta ed illustrato dall'Assessore, mi pare di dover sottolineare l'importanza di tre punti particolari.
Il primo è quello della tariffa uniforme, che è una delle motivazioni che ha impedito una ulteriore dilazione nel tempo per arrivare alla creazione di un consorzio, perché si sarebbero dovuti mettere d'accordo 28 Comuni e, forse, si sarebbe dovuto compiere uno sforzo in più per mettere d'accordo, e giustamente, il Comune di Aosta. Non ci dobbiamo dimenticare, inoltre, che anche nell'ambito della maggioranza vi possono essere delle valutazioni diverse, cosa della quale nessuno dovrebbe scandalizzarsi. Del resto, poiché neppure la minoranza, pur avendo maggiori motivi di noi, riesce ad andare d'accordo, ritengo che possa essere accettabile una diversificazione di opinioni nella maggioranza.
In tutta la vicenda mi pare particolarmente importante ricordare un aspetto sottolineato dall'Assessore. Mi riferisco, ovviamente, ai tre principi che hanno improntato la predisposizione del disegno di legge: l'efficienza, la funzionalità e l'economicità.
Noi riteniamo che il rispetto di questi criteri sia garantito dalla formula mista, scelta dalla Giunta, con l'assegnazione della maggioranza del 51 per cento al privato.
Mi fa piacere ricordare, a questo punto, che il Consigliere Sandri abbia invocato il principio del libero mercato, e che la Democrazia Cristiana si sia appellata al principio della maggioranza pubblica e della collettivizzazione. Questi episodi accadono nella vita politica e non ci stupiscono affatto. Comunque, ci fa piacere ricordare che il Consigliere Sandri, in riferimento ai prezzi che si possono praticare nella vendita del gas metano in Vale d'Aosta, si sia rifatto al principio della libera concorrenza e del libero mercato.
Ci pare importante ricordare che, per essere tutelati sotto l'aspetto dell'efficienza, dell'economicità e della funzionalità, occorre evitare il carrozzone. È molto più probabile che il carrozzone sia evitato da una società a maggioranza privata, che non da una società a maggioranza pubblica. Evitiamo, perciò, che si crei un'amministrazione a maggioranza pubblica, che si sentirebbe tutelata già in partenza da un possibile intervento di ripianamento del "deficit" da parte della Regione, cosa che del resto la Giunta regionale fa con regolarità nei confronti di tutti gli enti o società dove essa è in maggioranza, come nel caso della Centrale del latte o di altre innumerevoli società. Mi pare, quindi, che il discorso sia stato impostato con una certa serietà.
Noi riteniamo opportuno ricercare delle garanzie attraverso una convenzione stipulata tra la Regione e la società privata che entra in società con l'ente pubblico. Chiaramente l'Assessore ha già informato la Commissione - e si è discusso in merito - che la convenzione prevede una esplicita garanzia, sulla quale siamo tutti d'accordo, di accordare una certa preferenza alle imprese locali. Possiamo anche dire che nel 1983 abbiamo invitato gli imprenditori locali a formare un consorzio proprio in vista dei lavori che si sarebbero dovuti svolgere per la metanizzazione di questa Regione ed in particolare della città di Aosta. Questo invito è nato proprio dalla Giunta regionale ed è stato espresso attraverso l'Assessorato all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, fin dal lontano 1983, quando si è cominciato a far prendere corpo alla costituzione di questo consorzio per dar corso ai lavori che ne sarebbero derivati.
La convenzione che l'Assessore ci ha illustrato in Commissione dice proprio che sarà accordata la preferenza alle imprese locali ed all'assunzione di personale locale. Questo è ben specificato nella convenzione e, quindi, oggi non inventiamo proprio niente. È chiaro che nella legge, che è un corpo legislativo, non è previsto l'atto attuativo e cioè il sistema di obblighi e compiti fra i componenti della società, che è compito di una specifica convenzione. Oggi stiamo discutendo su di una legge e non su di una convenzione. Quest'ultima ci è già stata illustrata e mi pare che tutti l'abbiano approvata. In essa la Giunta si è premurata di offrire garanzie, nei limiti del possibile, al personale e alle imprese locali che abbiano, ovviamente, titoli e capacità professionali e tecniche.
Sarebbe quindi opportuno evitare di dire che qui ci sono quelli che vogliono far lavorare le imprese locali e quelli che non le vogliono far lavorare. Credo, inoltre, che la Giunta nel dirci che sarà l'Assessore, insieme alla 3a Commissione, ad esaminare le offerte delle ditte, garantisca ampiamente sia questo Consiglio sia la comunità valdostana. Non mi pare, pertanto, che in questa proposta ci possa essere qualche motivo di discordia. Forse non ci intendiamo sulle parole, ma se qui fosse stato riportato quello che è stato detto dall'Assessore in sede di Commissione, sarebbe apparso chiaro che la preoccupazione di accordare preferenza alle imprese locali era già presente negli intenti della Giunta regionale fin dal lontano 1983, quando essa stessa si premurò di invitare gli esperti a formare un consorzio in vista dei lavori conseguenti alla realizzazione del metanodotto.
Mi pare che questa precisazione sia importante per evitare che sorgano equivoci nella discussione.
Si dà atto che alle ore 17,11 riassume la Presidenza il Presidente BONDAZ.
PRESIDENTE: Il Consigliere Baldassarre intende prendere la parola?
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Signor Presidente, sinceramente non capisco perché lei mi chieda se intendo prendere la parola.
PRESIDENTE: Glielo chiedo solo perché ho visto un appunto del quale non sono sicuro.
Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Come partito siamo favorevoli all'adozione di questo provvedimento. Siamo anche sorpresi del fatto che, finalmente, anche Nuova Sinistra si dichiari a favore, come noi che lo siamo da sempre, dell'iniziativa privata. Ce ne rallegriamo, perché ciò dimostra che insistere fa bene, tant'è che ci è appena stata data una dimostrazione di quello che noi diciamo da ben quarant'anni!
Lo slogan del metano recita: "Il metano ci dà una mano ed il metano fa anche miracoli". Ed il metano ha fatto proprio un miracolo avvantaggiando in maniera eccessiva i Democratici Popolari e rendendo loro succube la Democrazia Cristiana. È un aspetto positivo, che forse dipende dal fatto che i Democratici Popolari sono più democristiani e più democratici della stessa Democrazia Cristiana. I democristiani, quindi, oltreché essere servitori assoluti dell'Union Valdôtaine sono anche succubi degli stessi A.D.P..
Nel prendere atto di questa nuova situazione politica che si è venuta a creare in Valle d'Aosta, dobbiamo precisare che noi eravamo favorevoli alla approvazione di questo disegno di legge fin dallo scorso mese di febbraio, anche se la Giunta ci ha ripresentato lo stesso disegno di legge nel mese di novembre. Dalla sua prima presentazione sono trascorsi sette od otto mesi. Nel frattempo abbiamo potuto leggere sui giornali l'attacco mosso dalla Democrazia Cristiana, che non lo riteneva in sintonia con la linea indicata dalla sua Segreteria regionale.
Oggi scopriamo che la montagna, cioè la D.C., partorisce il topolino dell'ordine del giorno, ma si tratta di un topolino che per ora è stato solo annunciato, perché non è stato ancora presentato, e che non dice assolutamente niente, anzi, è solo "una masturbazione mentale" della Democrazia Cristiana. Il Consigliere Pollicini, infatti, ha precisato che quanto richiesto dall'ordine del giorno della Democrazia Cristiana è già contenuto nella convenzione.
Mi sembra, quindi, che il prendere in giro le forze della maggioranza e dell'opposizione con la presentazione di un ordine del giorno di quel genere non possa essere definito altrimenti che con il termine "masturbazione". E la Democrazia Cristiana, pur insistendo nel contrapporre la sua opinione a quella dell'Union Valdôtaine ed a quella degli stessi A.D.P., è rimasta talmente impressionata da essere costretta a fare marcia indietro e ad accettare la volontà dei Democratici Popolari ed in particolare dell'Assessore Lanivi, che è stata portata avanti con fermezza, mortificando il ruolo della Democrazia Cristiana.
Ma forse i Democristiani sono contenti delle poltroncine e delle poltrone telecomandate, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni. Andate pure avanti, perché la cosa a noi non interessa affatto! Noi eravamo d'accordo su questo disegno di legge fin dal mese di febbraio e lo volevamo anche votare. Poi si è arrivati a settembre e quindi a novembre, ma chissà quando sarà finalmente stappato il metanodotto! Forse passeranno altri anni.
Il Consigliere Beneforti dice che questo provvedimento non deve essere bloccato. Ma io gli vorrei chiedere che cosa ha fatto la Democrazia Cristiana dal mese di febbraio in poi: essa ha letteralmente bloccato un provvedimento importante per la comunità valdostana, mentre oggi ci viene a dire che non bisogna bloccarlo! Ma sono solo assurde contraddizioni di certi Consiglieri e della stessa Democrazia Cristiana!
Non riesco a capire come si possa ridicolizzare, non solo il Consiglio regionale, ma anche l'opinione pubblica! Questo provvedimento è stato enfatizzato per anni, è stato presentato per mezzo di conferenze-stampa, i giornali ne hanno dato ampia informazione e lo stesso Consigliere Pollicini ha detto che esso torna a grande merito di questa maggioranza, che però è la stessa maggioranza di allora. Probabilmente egli si è dimenticato di dire che, sia quella sia questa maggioranza, non intendevano compiere l'operazione nel modo in cui ci è stata illustrata, perché il metano sarebbe dovuto servire all'industria. Le industrie sono fallite e quindi le previsioni di quella e di questa maggioranza si sono rivelate errate.
Bisogna prendere atto di questa circostanza, che magari ci potrà tornare utile in futuro. Probabilmente non saranno più valide le cifre indicate dal Consigliere Pollicini, che volevano essere solo una previsione, però dobbiamo riconoscere che per questa maggioranza non si tratta certamente di un fiore all'occhiello. Lungo il cammino, essa si è trovata di fronte ad una nuova posizione: si erano ormai spesi 30 miliardi, per quasi un anno si era messo un tappo al metanodotto ed ora si tenta di toglierlo. Speriamo che si faccia presto in modo da non recare ulteriori danni alla comunità valdostana.
L'Assessore ha trattato il problema tariffario sperando ed anzi assicurando che le tariffe saranno uniche per tutto il territorio regionale. Possiamo essere contenti dell'affermazione dell'Assessore. Nel ribadire che noi siamo da sempre a favore dell'iniziativa privata, ci auguriamo che i costi degli allacciamenti non vengano a gravare pesantemente sull'utenza, anche se dobbiamo stare molto attenti in proposito. Speriamo che il presente provvedimento venga attuato con una certa sollecitudine, anche perché è già passato troppo tempo e, per colpa della Democrazia Cristiana, nel mese di dicembre ci troviamo ancora nella fase della sua approvazione.
Noi voteremo a favore del disegno di legge, ma non voteremo l'ordine del giorno annunciato dal Consigliere Beneforti, ed invito le altre forze politiche, anche quelle della maggioranza, a fare altrettanto. Se ci vogliamo prendere in giro, facciamolo in separata sede, magari in Commissione, ma non in Consiglio. Anche nel gioco delle parti tra le forze politiche si deve rispettare una certa dignità e correttezza, mentre il presentare ed il votare questo ordine del giorno significa proprio prendersi in giro. Non è certo questo il modo più appropriato di fare politica.
Io non voterò assolutamente l'ordine del giorno. Mi è bastata l'enunciazione che di esso ha fatto la Democrazia Cristiana per capire che cosa esso potesse celare. Qualcuno ha parlato di particolari interessi, ma io non voglio neppure affrontare un problema del genere perché non intendo fare delle insinuazioni. A me interessano solo i fatti e se poi anche dietro al metano c'è una mano, lo verificheremo in seguito.
Ribadisco, quindi, che voterò il disegno di legge ma non l'ordine del giorno annunciato dal Consigliere Beneforti.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.
TAMONE (U.V.): Anche noi siamo d'accordo con la proposta della Giunta. Vorrei fare una piccola premessa, che forse è già stata fatta da altri, ma non lo ricordo anche perché all'inizio della discussione ero un po' distratto.
Io credo che ci troviamo di fronte ad una questione piuttosto complicata che ha reso difficile la ricerca di una soluzione. Non uso mai grandi parole, ma credo di poter dire che, con l'arrivo ad Aosta della condotta principale del metano, la Valle d'Aosta si trovi all'inizio di una specie di rivoluzione in campo energetico. Indubbiamente l'arrivo del metanodotto comporta tutta una serie di problemi assolutamente nuovi per la nostra Regione.
Ricordo che nel dibattito svolto a suo tempo si era detto che il metano sarebbe servito all'industria. Ora qualcuno sostiene, invece, che non servirà più all'industria. Credo di potermi dichiarare, in merito, perfettamente d'accordo con il consigliere Pollicini quando sostiene che il metano potrà favorire anche quel tipo di industria che non è ancora presente in Valle d'Aosta...
BALDASSARRE (fuori microfono): Ma ci devi dire quali sono queste industrie!
TAMONE (U.V.): Intendo dire che il metano è uno dei presupposti per far giungere in Valle altre industrie che potranno così disporre di una energia diversa e qualificata, come ha detto il Consigliere Pollicini che è stato talmente chiaro da rendere inutile qualsiasi ulteriore precisazione.
Io credo che esistano queste possibilità e noi ci dichiariamo soddisfatti del raggiungimento di alcuni scopi che noi ci proponevamo di raggiungere, il primo dei quali, quello della tariffa unica, è stato ricordato anche da altri. Era una delle nostre più vive preoccupazioni e l'esser riusciti a far accettare da tutti questo principio costituisce, per me, uno dei più significativi obiettivi di questo disegno di legge.
La preoccupazione relativa alla difesa del patrimonio valdostano, nel settore dell'occupazione e dell'industrializzazione, è giusta ed è sempre presente nei nostri pensieri e nelle nostre azioni, perché fa parte di noi stessi e del nostro modo di agire in quanto valdostani e operanti in questa Regione. Ci sembra, pertanto, un po' esagerato voler insistere troppo su questo tema.
Quello che ci è stato spiegato dall'Assessore Lanivi, nel corso di lunghissime riunioni, ci ha fatto ben comprendere come l'atteggiamento del Governo regionale sia stato sempre improntato ad una grande disponibilità, teso sempre a diradare e ad allontanare tutte le possibili ombre. L'aver riservato, per esempio, a ditte locali e solo a ditte locali la terza fase della metanizzazione, quella cioè che prevede il trasporto del metano dalle zone prossime all'abitazione fino al loro interno, è un fatto estremamente importante che condividiamo in pieno e che, sicuramente, qualifica in misura notevole il provvedimento.
Noi pensiamo, tuttavia, che non sia il caso di chiuderci nel nostro ambito ristretto per correre ulteriori gravissimi rischi. Nella costruzione del metanodotto noi investiremo 60 o 70 miliardi, poco importa se i miliardi saranno 80, ma non ci pare molto corretto rimanere bloccati nell'ambito locale e non aprirci a possibilità esterne, anche perché ci pare che questo modo di ragionare sia piuttosto riduttivo.
Riconosciamo che forse si sarebbe potuta trovare una soluzione anche qualche tempo fa. Tutta la questione si è trascinata un po' per le lunghe, ma il problema è sicuramente complesso e ce lo dimostrano appunto gli emendamenti che ancor oggi sono presentati da importanti forze politiche presenti in questo Consiglio regionale.
Ritengo importante, comunque, essere riusciti a predisporre un provvedimento accettabile da una gran parte delle forze politiche consiliari ed a rispettare certe peculiari esigenze. Ci si può solo augurare che quanto deve essere fatto da oggi in poi, venga realizzato in modo corretto, per mettere a disposizione di tutti i cittadini, presto e bene, la ricchezza rappresentata dal metano. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.
PEDRINI (P.L.I.): Sarò molto breve, anche perché mi pare che l'argomento sia stato sviscerato in ogni suo aspetto. E poi il Consigliere Tamone, che mi ha preceduto, mi ha tolto anche gli ultimi aspetti che avrei potuto approfondire.
A nome del Partito Liberale esprimo un giudizio positivo nel constatare che finalmente si è capito che la privatizzazione può dare tranquillità all'Amministrazione regionale, ovviamente se condotta bene e sempreché la stessa Regione riesca a controllare il restante 51 per cento del capitale sociale.
Noi siamo stati fra i primi a batterci per l'arrivo del metano, e su questo dato non ci piove, perché esso è testimoniato dai documenti. Poiché si è già perso molto tempo, ci auguriamo che il servizio di distribuzione del metano entri in funzione prima possibile, senza ulteriori sviluppi negativi.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod; ne ha facoltà.
CHABOD (D.C.): Cercherò di essere breve come il Consigliere Tamone e forse anche di più.
Sono contento che questo disegno di legge sia finalmente arrivato alla fase della votazione in Consiglio, perché quand'ero in Giunta con l'allora Presidente Andrione, ho fatto molti giri, sia in Valle sia fuori, per cercare di portare avanti la questione del metano che, purtroppo, non era facile far giungere in Valle. La COGNE e l'ILSSA-VIOLA ci diedero una mano e, grazie a loro, aderì in seguito anche la SNAM, così che l'iniziativa poté prendere corpo.
Chiederei alla Giunta, però, di predisporre uno studio per far giungere questa energia alternativa anche nelle vallate laterali, perché non è giusto che tale beneficio vada solo a vantaggio del fondovalle centrale. Chiedo quindi che si faccia almeno uno studio in tal senso.
Personalmente ho sempre chiesto di prolungare il metanodotto sino a Villeneuve, non certo perché io vi abito, ma perché, viste le dimensioni della condotta principale, io ritengo che il metanodotto possa continuare sino a Courmayeur.
Chiedo alla Giunta, quindi, di far predisporre uno studio "ad hoc" sulla possibile distribuzione dell'energia alternativa anche nella restante parte del territorio regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Sono contento che il dibattito si sia vivacizzato un poco e, poiché credo che si sia voluto equivocare ad arte intorno ad una affermazione da me fatta nel precedente intervento, in riferimento al libero mercato, vorrei fare due osservazioni in merito.
Intendevo riferirmi al libero mercato della ditta che deve partecipare con la maggioranza azionaria al capitale della DIGRAVA. A mio parere, infatti, con una serie di contatti o attraverso una mini-gara è possibile ottenere la condizione migliore per la tutela degli interessi della Regione. Mi sembra che questo sia anche il senso dell'ordine del giorno presentato dall'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, che delega alla 3a Commissione consiliare permanente per lo sviluppo economico l'espressione di un parere sulla individuazione di questa impresa.
Vorrei fare una seconda considerazione di carattere più tecnico, che, forse, avevo trascurato nel mio primo intervento. È da sottolineare come positivo l'intervento del Consigliere Pollicini, perché è l'unico dal quale siano emersi dei numeri o delle cifre e credo, pertanto, che il Movimento al quale egli appartiene abbia scelto politicamente di puntare da un lato al risparmio energetico, dall'altro ad avere delle fonti di energia più duttili ed utili sia per il riscaldamento sia per lo sviluppo industriale. Se ho ben capito, mi pare che fosse appunto questo il significato dell'intervento del Consigliere Pollicini.
È un contributo positivo sul quale non possiamo che consentire, anche se ci rimane il dubbio che l'attuazione della metanizzazione, sia nel settore industriale sia in quello del riscaldamento domestico, incontrerà molte più difficoltà di quelle che crede il Consigliere Tamone. Io non credo che questo progetto possa trovare attuazione entro breve termine e credo che nel frattempo potrebbe essere la ricerca di nuove ed interessanti fonti o situazioni energetiche a fornire soluzioni alternative.
Avevo già fatto riferimento, ma lo ripeto ancora, al problema del teleriscaldamento. Poiché ci accingiamo ad effettuare, specie nella città di Aosta, dei grossi interventi in campo abitativo, con la ricostruzione di interi quartieri, credo che non ci dobbiamo lasciar sfuggire questa occasione senza pensare a realizzare esperienze di teleriscaldamento. Perché? Perché, considerandoci ambientalisti, temiamo fortemente che la metanizzazione crei un vero e proprio sfascio nei centri storici. Portare il metano nei centri storici non è solo molto complicato, come sosteneva il Consigliere Torrione, ma è molto "impattante" dal punto di vista culturale, storico, urbanistico ed ambientale. Ci devono essere ancora spiegati poi i conseguenti benefici di carattere energetico.
A mio parere, invece, sarebbe molto più interessante ridurre la rete distributiva del gas, per aumentare quella distributiva dell'acqua a media e bassa temperatura. Ovviamente è solo un'idea, o un'ipotesi, alla quale noi teniamo in modo particolare, proprio perché crediamo che solo una buona politica energetica possa offrire buoni frutti.
È vero che il dibattito non è circoscritto al dilemma se abbiamo fatto bene o male a far giungere il metanodotto in Valle d'Aosta, ma non deve neppure essere limitato all'altro dilemma: "Mettiamo o no un tappo alla fine della conduttura". È importante, invece, realizzare una buona metanizzazione, ma senza eccessive illusioni.
Ho l'impressione che su questo argomento si sia dato sfogo a molta più emotività di quanta se ne potrà accertare dal concreto impatto con la nuova fonte energetica. A mio parere, infatti, essa sarà richiesta molto meno di quanto si possa ipotizzare oggi, a meno che la Regione non decida di intervenire in modo spropositato, facendo pendere decisamente la bilancia in favore del metano.
In questo senso vorrei chiedere agli amici della Democrazia Cristiana una delucidazione, per riuscire a capire fino in fondo che interesse abbiano nel presentare questo ordine del giorno. Ho l'impressione, infatti, che, in un certo senso, per una strana ipotesi non ben comprensibile, ma legata comunque all'attuazione della rete di distribuzione del metano, si vogliano forzare ancora una volta i meccanismi istituzionali.
Se in questo progetto di legge c'è qualcosa che non va, il regolamento prevede di intervenire con un metodo molto semplice per incidere concretamente sulla legge, e mi riferisco all'istituto dell'emendamento. Pregherei, pertanto, la Democrazia Cristiana di trasformare il suo ordine del giorno in emendamento, innanzitutto per una questione di carattere formale. L'ordine del giorno, di fatto, non impegna se non la morale ed il cavalierato dei Consiglieri. A mio parere, invece, l'inserimento nella norma di questa proposta inserirebbe per iscritto il suo contenuto nella legislazione regionale.
A giustificazione di ciò, vi è poi una ragione formale e giuridica. Ho l'impressione che il contenuto dell'ordine del giorno possa rientrare nei termini di un accordo politico, ma non certo in una norma accettabile dalla legislazione vigente. Sarebbe interessante, pertanto, grazie alla sua trasformazione in emendamento, conoscere il parere della Commissione di Coordinamento ed in particolare del suo Presidente.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.
LANIVI (A.D.P.): Ringrazio tutti gli intervenuti che hanno voluto dare un contributo all'approvazione di questo disegno di legge e dare formalmente il via alla fase attuativa delle reti di distribuzione del metano nella nostra Regione. Vorrei solo fare alcune brevi considerazioni sull'atteggiamento della maggioranza in merito agli emendamenti ed all'ordine del giorno.
Intanto preannuncio l'emendamento di cui, interpretando il volere della 3a Commissione sul suo ruolo nella scelta del partner privato, mi sono fatto promotore e consegno il relativo testo al Presidente, nella stesura che abbiamo già esaminato in sede di Commissione e sulla quale si sono trovati d'accordo tutti i membri della Commissione stessa.
Dichiaro, inoltre, di trovarmi d'accordo sul contenuto dell'ordine del giorno presentato dai Capigruppo delle forze di maggioranza.
Informo il Consiglio, infine, che la maggioranza si asterrà dal votare gli emendamenti proposti dal Partito Comunista. L'astensione nasce dal fatto che la proposta del Partito Comunista era una delle possibili alternative offerte alla Giunta regionale. Quest'ultima ha scelto, invece, di promuovere la costituzione di una società mista, pubblico e privato, nella quale il privato avesse la maggioranza, ma nella quale al pubblico, nel nostro caso rappresentato dalla Regione, dal Comune di Aosta e da altri Comuni, fosse garantito un ruolo di tutto rispetto.
Questa è la ragione fondamentale che ci sollecita ad astenerci dal votare gli emendamenti proposti dal Partito Comunista. Accettando, invero, i suoi emendamenti, avremmo una legge del tutto diversa.
Più avanti illustrerò anche gli altri motivi che hanno spinto e sostenuto il Governo regionale a percorrere la via intrapresa.
In alcuni emendamenti ad altri articoli della legge, sempre presentati dal Partito Comunista, si prefigurano forme di intervento regionale che potranno essere esaminate dalla Giunta e da questo Consiglio solo dopo che sarà entrata nel vivo la realizzazione della rete distributiva del metano; quindi non riteniamo conveniente un loro inserimento nella legge in questo momento.
Per quanto concerne alcuni elementi emersi nel corso della discussione in quest'aula e riferendomi, in particolare, a quelli del Consigliere Sandri, intendo precisare che, non solo non ci siamo voluti prendere gioco delle istituzioni, ma che i numerosi incontri che potrei citare, ma che non leggo per non tediare il Consiglio regionale, le numerose e ripetute riunioni con tutti i Comuni interessati alla metanizzazione, le numerose riunioni con la Commissione regionale competente, la quale non solo ha esaminato, ma ha preteso ed ottenuto di vedere prima la lettera di impegno della società privata, la bozza della convenzione e la bozza dello statuto, tutti elementi che le sono già stati forniti, ed infine il confronto che si è avuto con il Comune di Aosta, rappresentano tanti elementi di chiarezza e di trasparenza nei rapporti che il Governo regionale ha inteso avere con tutti gli enti interessati, non esclusi gli stessi imprenditori che più volte si sono confrontati con l'Amministrazione regionale.
Non si può parlare, quindi, di gioco o di burla nei confronti delle istituzioni, ma di trasparenza che noi vogliamo mantenere dichiarando, anche per evitare che si faccia della "dietrologia", che i criteri di scelta e la scelta del partner privato verrà effettuata sentendo la competente Commissione consiliare, alla quale forniremo tutti i dati dei quali siamo in possesso.
Mi preme sottolineare il dato positivo rappresentato dai 3 o 4 punti fermi emersi dal presente dibattito.
Primo punto. La discussione intorno al dilemma "metanizzare sì, metanizzare no", oggi non è valida, perché questo Consiglio ha già effettuato una sua scelta.
Secondo punto. La metanizzazione di una parte del territorio regionale, quella che da Villeneuve raggiunge Pont-Saint-Martin, può avvenire solo attraverso l'intervento della Regione.
Grazie al massiccio intervento finanziario della Regione, infatti, si è potuta realizzare la conduttura principale del metanodotto sino alle porte di Aosta ed è sempre e soltanto a condizione che ci sia l'intervento regionale che si potranno realizzare le varie reti di distribuzione del metano. Sulla base dell'importanza del ruolo dell'ente pubblico ci è sembrato opportuno - ed il Consiglio regionale ha accettato questa linea - definire una unitarietà di gestione dell'intera vicenda e realizzare un distretto tariffario unico, per garantire al cittadino di Aosta come a quello di Chambave o di Pont-Saint-Martin la stessa tariffa. Da tutto ciò discende la scelta che abbiamo fatto.
Aggiungo ancora alcune considerazioni. Per un certo periodo si è parlato del caso particolare del Comune di Aosta e dei possibili vantaggi che esso avrebbe tratto dalla creazione di un'azienda municipalizzata. Ricordiamoci bene che questi eventuali vantaggi sarebbero stati una diretta conseguenza dell'investimento regionale per far giungere il metano ad Aosta. Ci è sembrato più equo e più giusto realizzare una unità gestionale per tutta la questione metano, proprio perché l'intervento regionale era giustificato dalla garanzia di offrire un equo vantaggio a tutti i cittadini interessati ad allacciare le proprie abitazioni alla rete di distribuzione del metano.
In merito alla scelta privatistica, c'è da dire che quella fatta dall'Amministrazione regionale è stata una scelta piuttosto meditata e non si è trattato di una scelta teorica, magari accompagnata da affermazione del tipo: "Il privato è bello", "Il privato è brutto" oppure "Evviva il pubblico a tutti i costi!"
Nel nostro caso, invece, si tratta di mettere insieme una struttura snella, funzionale allo scopo, che risponda a criteri di economicità e che non sia viziata o turbata da tensioni d'altro tipo, a volte presenti in una gestione pubblica, ma sulla quale, nello stesso tempo, il pubblico possa esercitare un controllo certo e sicuro. Il perseguimento di questo risultato dovrebbe essere consentito anche dalla percentualizzazione della partecipazione azionaria.
A questo punto vorrei fare una precisazione molto importante, per cercare di rispondere sia al Consigliere Sandri sia al Consigliere Baldassarre, i quali hanno formulato un'ipotesi già superata, nel senso che nella bozza di statuto che abbiamo presentato all'attenzione della 3a Commissione consiliare, si esclude che l'intervento della DIGRAVA possa andare oltre i misuratori di utenza. Tutti gli allacciamenti alle singole unità abitative, quindi, non saranno oggetto di competenza della DIGRAVA, ma saranno oggetto di intervento, non dico riservato, ma di notevole interesse per l'imprenditoria privata.
(...INTERRUZIONE del Consigliere Sandri...)
LANIVI (A.D.P.): Chiedo scusa al Consigliere Sandri se la mia relazione è stata forse un po' troppo sintetica, ma i membri della 3a Commissione erano in possesso sia della bozza della lettera di impegno dell'eventuale partner, sia della convenzione, sia dell'ipotesi di statuto della stessa società.
Tengo a precisare che proprio dalla logica che ha determinato la presenza della Regione in posizione minoritaria discende l'esigenza per la Regione di farsi promotrice di un disegno di legge che le assegni il ruolo di promotrice di tale società. Leggo testualmente, comunque, quanto è scritto nella bozza di convenzione che abbiamo distribuito e nella quale al punto c) si dice:
"La società (DIGRAVA) ha per oggetto la progettazione, l'esecuzione e la gestione della rete di distribuzione del gas, fino ai misuratori di utenza".
Per quanto riguarda la notazione del Consigliere Torrione, che mi trova completamente d'accordo e che ci fa notare come l'attuazione di questi lavori comporterà un impegno assoluto per gli enti locali e arrecherà non indifferenti disagi ai cittadini, posso ricordare di aver avuto personalmente la possibilità di vedere alcune metanizzazioni in posti estremamente delicati. Ho visto, ad esempio, quelle di Bolzano e di Assisi, centri storici, e mi riferisco soprattutto al secondo, di assoluto prestigio e valore, dove comunque si è riusciti a realizzare la rete di distribuzione del gas metano.
Ringrazio, inoltre, il Consigliere Beneforti per aver voluto ulteriormente evidenziare la diffusa preoccupazione che questo grosso investimento vada a prevalente vantaggio dell'imprenditoria e dell'occupazione locali. Questo era già stato segnalato nella lettera di impegni che avevamo predisposto. Comunque, un'ampia convergenza su una decisione assunta dal Consiglio regionale può contribuire ad esprimere meglio l'attenzione che, su questi problemi, abbiamo sempre avuto e continuiamo ad avere.
Devo dire, a questo proposito, che forse la formula mista garantisce di più sia l'imprenditoria locale sia l'aspetto occupazionale, proprio perché si tratta di una società privata non soggetta a certe norme che potrebbero creare dei problemi, in tema di appalti e di assegnazione di lavori, ad una società a maggioranza pubblica. Anche se ci saranno dei vincoli, essi saranno comunque più limitati e consentiranno di poter meglio attendere alle future esigenze.
Devo precisare, inoltre, che il metano è già utilizzato per scopi industriali in Valle d'Aosta. Sovente mi capita di non essere molto chiaro e perciò torno a ripetere in quest'aula che il metano è già utilizzato in questo momento da strutture industriali e mi riferisco in particolare alla DELTACOGNE di Verrès e di Aosta, che sono già "metanizzate" all' 80%. Ma non basta, perché stiamo realizzando anche l'allacciamento con la BALTEA-DISK e la SIB - Società Birraria di Pollein - sta predisponendo i propri impianti per una imminente metanizzazione; è anzi presumibile che, entro il prossimo autunno, ambedue queste ultime industrie possano già utilizzare il metano come fonte energetica.
Il Consigliere Chabod ha chiesto alla Giunta di esaminare la possibilità di estendere la metanizzazione anche ad altre zone del territorio regionale. Allo stato attuale, i comuni interessati alla metanizzazione sono quelli del fondovalle centrale, da Villeneuve sino a Pont-Saint-Martin, con l'esclusione del comune di Verrayes, che non aveva aderito in un primo momento ma poi ha chiesto di intervenire.
L'Amministrazione regionale ha già stabilito i punti di stacco, nonché le stazioni di partenza delle reti di distribuzione ed ha chiesto ed ottenuto da quasi tutti i Comuni, meno due, la perimetrazione delle aree di prima metanizzazione.
Un certo tipo di lavoro, quindi, è già stato svolto e, una volta approvata questa legge, pensiamo di poter accelerare la realizzazione delle reti di distribuzione.
Voglio ricordare ancora che, in vista della prossima metanizzazione, è già stata svolta dell'attività formativa. Mi riferisco, in particolare, ad un corso di qualificazione per Periti Industriali, che è stato attuato con l'intervento dell'Amministrazione. Mi riferisco, inoltre, ad un corso rivolto alle imprese artigiane della Valle d'Aosta e ad un corso, più recente, rivolto a cassaintegrati e disoccupati, per renderli disponibili come maestranze nell'attuazione del programma di metanizzazione. Organizzeremo anche altri corsi per utilizzare al massimo le energie umane che abbiamo a disposizione.
In tutta questa vicenda, voglio ricordare anche l'attenzione ed il rispetto che l'Amministrazione regionale ha sempre cercato di mantenere nei rapporti con gli enti locali che, in definitiva, sono i veri titolari delle concessioni. È un atto di libertà del Comune l'accettare o meno di far parte della gestione unitaria della metanizzazione.
È positivo che siamo arrivati a questo traguardo, pur avendo impiegato un po' più di tempo. Siamo, tuttavia, riusciti a centrare i due obiettivi che, come ho ricordato all'inizio, hanno maggiormente impegnato l'Amministrazione regionale e cioè: 1°) l'adesione di tutti i Comuni, per consentire una gestione unitaria; 2°) garantire una tariffa unica per tutti gli utenti del gas metano.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Monsieur Sandri avait demandé un avis sur la possibilité ou non d'approuver l'ordre du jour qui avait été présenté. Je crois que les conseillers qui ont pris la parole et illustré l'ordre du jour ont dit clairement qu'il s'agissait d'une invitation à une entreprise qui a la majorité privée. Il ne s'agit pas d'une entreprise publique, donc je crois que dans ce sens on peut accepter qu'il y ait une attention particulière vis-à-vis d'un problème.
On peut faire toutes les observations que l'on veut sur l'attitude de l'Administration régionale; ce qui compte c'est que toutes les forces partagent cette attention particulière à l'égard des entreprises locales. C'est une attitude que l'on peut accepter.
PRESIDENTE: Passiamo ora all'esame dell'articolato.
Do lettura dell'articolo 1.
Art. 1
(Forma giuridica e ragione sociale)
1. La Regione Valle d'Aosta promuove la costituzione di una Società per Azioni, denominata DIGRAVA S.p.A.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 1, testé letto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 2.
Ant. 2
(Soci)
1. Possono acquisire la qualità di soci azionisti della DIGRAVA - S.p.A., oltre alla Regione Valle d'Aosta:
a) il Comune di Aosta;
b) gli altri Comuni della Regione che, singolarmente od in consorzio tra loro, intendono procedere alla costruzione di gasdotti nei rispettivi territori ed alla gestione dei medesimi mediante "concessione" ad Aziende specializzate;
c) Impresa specializzata nella progettazione, costruzione e gestione del pubblico servizio di distribuzione del gas, di comprovata solidità, esperienza e capacità nel settore, in quanto ad entità di capitale sociale, a numero e rilevanza di esercizi di gestione e numero di utenti serviti.
PRESIDENTE: Do lettura di un emendamento sostitutivo dell'articolo 2, proposto dal Consigliere Millet.
EMENDAMENTO
- sostituire l'art. 2 con il seguente:
ART. 2
(Soci)
1. La Regione Valle d'Aosta promuove la Società, prevista nell'art. 1, con il Comune di Aosta, con gli altri Comuni della Regione che intendono procedere alla costituzione di gasdotti nei rispettivi territori, con imprese private specializzate nella progettazione, costruzione e gestione del pubblico servizio di distribuzione del gas e con consorzi e/o cooperative di imprese artigianali operanti in Valle d'Aosta che abbiano un'attività attinente in detto settore.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): Vorrei illustrare i nostri emendamenti perché riteniamo che la loro presentazione non debba essere interpretata come un atto puramente formale, ma come una presa di posizione ufficiale, tant'è che è stata definita dall'Assessore come una vera e propria scelta.
Il nostro articolo 2 prevede che non ci si riferisca in modo esclusivo ad una sola società privata, ma a più società private specializzate, dando anche a consorzi e cooperative la possibilità di partecipare in qualità di azionisti a questa nuova società. Questo fatto, ovviamente, è legato alla condizione che la nuova società sia mista, ma a maggioranza pubblica e non privata.
Credo che anche le garanzie chieste dalla Democrazia Cristiana, attraverso l'ordine del giorno del quale ha dato lettura il Consigliere Beneforti, - anche se mi si deve spiegare come sia possibile darne pratica attuazione - possano essere meglio tutelate da una società a maggioranza pubblica, nella quale siano presenti la Regione ed i Comuni.
Ricordo, infatti, che oggi come oggi una società per azioni è tenuta a rispettare delle regole ben precise, raccolte nel Codice Civile, fra le quali ce n'è una che impegna i soci a garantire una buona gestione della società. Non so, quindi, come si potrà concretizzare, in seguito, la volontà o l'auspicio della Democrazia Cristiana, che noi peraltro condividiamo, anche se riteniamo più opportuno seguire la via da noi indicata. Del resto, fino ad un certo momento, anche la Democrazia Cristiana riteneva più conveniente creare una società a maggioranza pubblica, non fosse altro che per i numerosi finanziamenti già accordati alla SNAM per realizzare il metanodotto e per quelli che dovranno essere accordati per la costruzione della rete di distribuzione e per garantire un unico tariffario, così come avviene oltre Carema.
Noi rifiutiamo di credere che solo il privato sia serio ed efficiente. In Valle d'Aosta, infatti, abbiamo avuto notevoli esempi di privati che hanno dato prova di scarsa serietà e di grande inefficienza.
È da precisare, poi, che in questo settore è difficile andare in deficit. Molte aziende municipalizzate, infatti, sono in attivo, perché sono obbligate per legge a gestire la società in un certo modo. Secondo la normativa vigente, quindi, è difficile che il privato possa andare in deficit, anche perché le tariffe sono condizionate ed è molto facile, per il privato che detiene la maggioranza azionaria, rispettare le tariffe, specie quando è l'ente pubblico a finanziare. Il vero problema, piuttosto, è relativo alla scelta degli amministratori e su questo si può discutere, nel senso che la parte pubblica può trovarsi in maggiore difficoltà nella scelta degli amministratori, perché è più condizionata.
Forse sarebbe bene riuscire a precisare meglio le maggiori difficoltà della parte pubblica rispetto alla parte privata. La parte pubblica, infatti, potrebbe offrire maggiori garanzie per tutta una serie di ragioni, non ultima quella legata alla gran mole di finanziamenti che la Regione ha già accordato e che ancora dovrà accordare per realizzare tutta la rete distributiva del gas metano. La nuova società, invece, viene messa nelle mani di un privato che non incontrerà alcuna difficoltà a gestirla con profitto.
Noi riteniamo che il nostro emendamento sostitutivo dell'articolo 2 dia maggiori garanzie di partecipazione e di presenza alle imprese locali, che non l'ordine del giorno annunciato dal Consigliere Beneforti, che può essere inteso solo come un semplice invito, sul quale anche noi possiamo convenire, anche se ci piacerebbe sapere come sia possibile darne pratica attuazione.
Capisco che la Democrazia Cristiana abbia bisogno di un "escamotage". Ne prendiamo atto, però non può qualificarsi in Consiglio come unica partigiana ed unico difensore degli artigiani locali, seguita a ruota dai Democratici Popolari. Se ne potrebbe trarre l'impressione che siano gli unici partiti o movimenti che difendano gli artigiani.
Noi riteniamo, invece, che solo la creazione di una società mista, a maggioranza pubblica, ma con la presenza della Regione e dei Comuni, possa garantire il perseguimento dei nostri obiettivi. Tutto il resto è sempre discutibile.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento sostitutivo dell'articolo 2 presentato dal Consigliere Millet.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 6
Favorevoli: 6
Astenuti: 25 (Aloisi, Baldassarre, Beneforti, Bondaz, Borbey, Breuvé, De Grandis, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Maquignaz, Marcoz, Martin, Pascale, Pedrini, Perrin, Pollicini, Ricco, Rolando, Rollandin, Stévenin, Tamone, Torrione e Voyat)
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 2 nel testo originale.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 25
Contrari: 6
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 3.
Art. 3
(Oggetto sociale)
1. La DIGRAVA - S.p.A. assume quali proprie finalità:
- la predisposizione di un piano pluriennale per la metanizzazione del territorio della Valle d'Aosta;
- la gestione "Concessioni" dai Comuni alla stessa Valle e/o Consorzi tra di essi costituiti per la progettazione, la costruzione e la gestione di gasdotti e/o consortili;
- la promozione e l'attuazione di ogni iniziativa idonea per incentivare lo sviluppo del servizio, le attività produttive indotte e la qualificazione professionale degli addetti e delle Ditte installatrici locali.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 3, testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 31
Favorevoli: 31
Astenuti: 1 (Sandri)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 4.
Art. 4
(Capitale sociale)
1. Alla Regione Valle d'Aosta viene riservata la proprietà del 45% delle azioni.
2. Al Comune di Aosta viene riservata la proprietà del 2% delle azioni.
3. Agli altri Comuni e/o Consorzi di Comuni soci azionisti viene riservata la proprietà complessiva del 2% delle azioni.
4. Il capitale sociale della DIGRAVA S.p.A. viene inizialmente costituito in £. 200.000.000 (duecentomilioni) suddiviso in 200.000 azioni del valore nominale unitario di lire 1.000 (mille).
5. La Giunta regionale è autorizzata a sottoscrivere, all'atto della costituzione della DIGRAVA S.p.A., una quota del capitale sociale pari a £. 90.000.000 (novantamilioni) corrispondente a 90.000 (novantamila) azioni.
6. La Giunta regionale è, inoltre, auto rizzata a sottoscrivere, in una o più soluzioni, entro un anno dalla iscrizione della Società nel Pubblico Registro delle Imprese, una ulteriore quota di capitale fino ad un massimo di lire 1.910.000.000 (unmiliardonovecentodiecimilioni).
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento sostitutivo dell'articolo 4, presentato dal Consigliere Millet.
EMENDAMENTO
- sostituire l'art. 4 con il seguente:
ART. 4
(Capitale Sociale)
1. Alla Regione Valle d'Aosta, al Comune di Aosta e agli altri Comuni e/o Consorzi dei Comuni della regione deve essere, comunque, riservata, almeno, la maggioranza assoluta delle azioni.
2. Alla Regione Valle d'Aosta deve essere riservata non più del 10% delle azioni.
3. La Giunta regionale è autorizzata a sottoscrivere, all'atto della costituzione della DI. G. R. A. V. A. SPA, una quota azionaria non superiore a £. 20.000.000 (ventimilioni).
4. La Giunta regionale è, inoltre, autorizzata a sottoscrivere, in una o più soluzioni, ulteriori quote azionarie fino ad un massimo di £. 180.000.000 (centottantamilioni).
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): Il nostro emendamento all'articolo 4 stabilisce che la maggioranza assoluta della nuova società spetti alla parte pubblica e riconosce, inoltre, che le quote di partecipazione dei Comuni siano nettamente superiori a quelle della Regione, che pure deve avere una sua presenza significativa, in quanto noi riteniamo che i titolari delle concessioni debbano essere i Comuni. Ciò potrà rendere più complicata la gestione della società, ma reputiamo giusto che siano i Comuni ad essere responsabili della gestione, altrimenti, andando avanti di questo passo, si arriverà al punto in cui i Comuni non saranno più responsabili di niente ed ogni incombenza ricadrà sulla Regione.
Questo emendamento, quindi, sancisce il principio che la maggioranza assoluta della nuova società spetti alla parte pubblica e che in quest'ultima la presenza dei Comuni sia rappresentata almeno con il 50% delle azioni.
L'emendamento 4 bis è una diretta conseguenza dell'emendamento all'articolo 4 e pertanto trova la sua ragione d'essere solo se verrà approvato questo ultimo.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento sostitutivo dell'articolo 4, presentato dal Consigliere Millet.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 25 (Aloisi, Baldassarre, Beneforti, Bondaz, Borbey, Breuvé, De Grandis, Fa-val, Fosson, Lanièce, Lanivi, Maquignaz, Marcoz, Martin, Pascale, Pedrini, Perrin, Pollicini, Ricco, Rolando, Rollandin, Stévenin, Tamone, Torrione e Voyat)
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 4, nel suo testo originale.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 25
Contrari: 7
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento aggiuntivo 4 bis, presentato dal Consigliere Millet, ma che deve essere considerato decaduto.
EMENDAMENTO
ART. 4 bis
(Contributi ai Comuni e loro Consorzi)
1. Ai Comuni e/o ai loro Consorzi, previsti nell'art. 2 della presente legge, è corrisposto un contributo pari al 90% del valore delle quote azionarie e della DI.G.R.A.V.A. SPA da loro sottoscritte.
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento aggiuntivo 4 ter, presentato dal Consigliere Millet.
EMENDAMENTO
ART. 4 ter
(Contributi alla Società di Gestione)
1. La Regione Valle d'Aosta, al fine di favorire la costruzione delle reti di distribuzione del metano nei Comuni previsti nell'art. 2 della presente legge, concederà alla Società DI.G.R.A.V.A. SPA contributi annuali pari alla differenza tra i costi medi sostenuti nelle altre Regioni e quelli sostenuti in Valle d'Aosta.
2. I contributi annuali saranno concessi su piani annuali di intervento presentati dalla DI.G.R.A.V.A. SPA alla Giunta regionale entro il 31 luglio dell'anno precedente a quello di realizzazione. la Giunta regionale prima di approvare i piani annuali di intervento, deve richiedere il parere della Commissione consiliare competente.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): L'emendamento 4 ter può avere ancora un suo significato, in quanto introduce nella legge la previsione di contributi necessari alla società per realizzare i piani di sviluppo della rete di distribuzione del metano e per garantire che anche in Valle d'Aosta i costi di costruzione, sino al contatore, siano uguali a quelli sostenuti nei Comuni fuori Valle.
Come ho già detto anche nel mio intervento di carattere generale, questo aspetto può anche essere trattato a parte, con un successivo provvedimento. Pertanto, noi chiediamo che sia votato ed accettato dalla Regione come un impegno ad affrontare con altro provvedimento di legge il problema dei contributi che dovrebbero essere previsti nei piani annuali di spesa, anche perché il processo di metanizzazione non durerà solo un anno, ma diversi anni, specie se si prevede anche l'ampliamento della rete di distribuzione.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento 4 ter, presentato dal Consigliere Millet.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 25 (Aloisi, Baldassarre, Beneforti, Bondaz, Bor-bey, Breuvé, De Grandis, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Maquignaz, Marcoz, Martin, Pascale, Pedrini, Perrin, Pollicini, Ricco, Rolando, Rollandin, Stévenin, Tamone, Torrione e Voyat)
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 5.
Art. 5
(Consiglio di Amministrazione)
1. La DIGRAVA - S.p.A. è amministrata da un Consiglio composto da 11 membri così attribuiti:
- n. 3 alla Regione Valle d'Aosta, dei quali uno con funzioni di Presidente ed uno da designare dalla minoranza consiliare;
- n. 1 al Comune di Aosta;
- n. 1 ad altri Comuni e Consorzi soci;
- n. 6 da nominarsi dall'Assemblea degli azionisti.
2. L'Amministratore delegato è nominato di comune accordo su proposta del Presidente della Società.
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento all'articolo 5 presentato dal Consigliere Millet, e che comunque è da ritenere decaduto:
EMENDAMENTO
- sostituire l'ant. 5 con il seguente:
ART. 5
(Consiglio d'Amministrazione)
1. Alla Regione Valle d'Aosta è riservato almeno un membro del Consiglio di Amministrazione, nel caso fosse assegnato più di un membro: uno è riservato alla minoranza consiliare.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 5, nel suo testo originale.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 25
Favorevoli: 25
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Sandri e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 6.
Art. 6
(Collegio Sindacale)
1. Il Collegio Sindacale è composto da 3 membri effettivi e due supplenti, che siano in possesso dei requisiti di legge e non versino in alcuna delle ipotesi di ineleggibilità di cui agli artt. 2382 e 2399 C.C.
2. Durano in carica per tre esercizi.
3. Alla Regione Valle d'Aosta vengono attribuiti un Sindaco effettivo con funzioni di Presidente ed un Sindaco supplente.
4. Gli altri Sindaci vengono designati dall'Assemblea degli azionisti.
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento sostitutivo dell'art. 6, presentato dal Consigliere Millet, che è comunque da considerare decaduto:
EMENDAMENTO
- sostituire l'art. 6 con il seguente:
ART. 6
(Collegio Sindacale)
1. Alla Regione Valle d'Aosta è riservato un Sindaco effettivo.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 6, nel suo testo originale.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 25
Favorevoli: 25
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Sandri e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 7.
Art. 7
(Norme di rinvio)
1. Per quant'altro non espressamente previsto dalla presente legge si fa riferimento alle norme del Codice Civile che regolano l'attività delle Società per Azioni.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 7, testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 25
Favorevoli: 25
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Sandri e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura di un emendamento aggiuntivo all'art. 7, presentato dal Consigliere Millet, che è comunque da considerare decaduto:
EMENDAMENTO
- Aggiungere il seguente articolo dopo l'art. 7:
ART. 7 bis
(Norma transitoria)
1. Nella prima applicazione della presente legge la Giunta regionale può concedere i contributi previsti all'art. 4 ter relativamente al primo piano annuale di intervento anche se presentato dopo il 31 luglio.
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 8.
Art. 8
(Disposizione finanziaria)
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, previsti in £. 2.000.000.000 per l'anno 1987 graveranno sul seguente capitolo n. 38240 "Spese per la sottoscrizione di capitale sociale della "DIGRAVA - S.p.A." per la metanizzazione del territorio regionale. L.r. di nuova istituzione del bilancio preventivo della Regione per il corrente esercizio.
2. Alla copertura degli oneri di cui al comma precedente si provvede con riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al Capitolo 50150 "Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori programmi di sviluppo (spese di investimento)" a valere sull'accantonamento previsto all'allegato n. 8 del bilancio di previsione per l'esercizio 1987, relativo alla costruzione della rete di distribuzione del gas metano, all'uopo interamente utilizzato.
PRESIDENTE: Do lettura degli emendamenti all'art. 8 presentati dal Consigliere Millet, che sono comunque da considerare decaduti:
EMENDAMENTI
- Aggiungere al primo comma dell'art. 8 dopo:
n. 38240 "Spese..." le seguenti parole: "e contributi...".
- Aggiungere dopo il secondo comma dell'art. 8 il seguente comma:
"3. A decorrere dall'anno 1988 gli oneri derivanti dall'applicazione degli articoli 4, 4 bis, 4 ter, saranno determinati e finanziati con la legge finanziaria ai sensi dell'articolo 19 della legge regionale 07.12.1979 n. 68".
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 8, nel suo testo originale:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 25
Favorevoli: 25
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Sandri e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 9.
Art. 9
(Variazioni di bilancio)
1. Alla parte spesa del bilancio della Regione, per l'anno 1987 sono apportate le seguenti
variazioni:
in diminuzione
Cap. 50150 "Fondo globale per il finanziamento di spese per ulteriori programmi di sviluppo (Spese di investimento)".
£. 2.000.000.000
in aumento
Settore 2.2.2. - Sviluppo economico
Programma 2.2.2.15 - Interventi per la valorizzazione delle risorse energetiche.
Cap. 38240 di nuova istituzione. Codificazione 2.1.2.5.4.3.10.28. "Spese per la sottoscrizione di capitale sociale della"DIGRAVA S.p.A." per la metanizzazione del territorio regionale"
L.r. n.
£. 2.000.000.000
PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento all'art. 9 presentato dal Consigliere Millet, che è comunque da considerare decaduto:
EMENDAMENTO
- Aggiungere al primo comma dell'art. 9, dopo:
"... Cap. 38240 di nuova istituzione Spese..." le seguenti parole: "...e contributi...".
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 9, nel suo testo originale
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 25
Favorevoli: 25
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Sandri e Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 10.
Art. 10
(Dichiarazione di urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 10, testé letto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 31
Favorevoli: 31
Astenuti: 1 (Sandri)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Millet; ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): All'inizio ho detto che ci saremmo riservati di dichiarare il nostro voto dopo la discussione sull'articolato. Dichiaro ora che ci asteniamo dal votare il disegno di legge per le ragioni che seguono.
Riteniamo giusto votare la legge ed accelerare i tempi e le procedure per costituire la società incaricata di realizzare e gestire la rete di distribuzione del metano. Il Consiglio regionale ha effettuato una scelta ed ora urge porre in atto la progettazione e l'esecuzione, in modo che i cittadini possano usufruire della nuova energia, nei merito della quale non voglio entrare perché vi hanno già provveduto altri Colleghi.
Al di là delle nostre posizioni, noi riteniamo positiva la predisposizione di questa legge che, con l'istituzione di un solo bacino di utenza, consente l'adozione di un'unica tariffa.
Ora è necessario studiare la bozza di una concessione-tipo che i Comuni dovranno sottoscrivere con la DIGRAVA e colgo l'occasione per invitare l'Assessore a procedere celermente in tal senso, in modo che, non appena sarà stata costituita la nuova società, i Comuni possano sottoscrivere rapidamente le concessioni, senza ulteriori perdite di tempo.
Non possiamo votare a favore del disegno di legge perché, come abbiamo già detto illustrando gli emendamenti, si è fatta una scelta non utile e non giusta, che non garantisce al cento per cento l'imprenditoria locale e neppure garantisce ai privati che siano adottate tariffe adeguate. Noi pensiamo che, con la legislazione vigente, una società pubblica ben amministrata possa ottenere le stesse finalità, senza dare ulteriori guadagni ai privati che, in questo settore, rischiano ben poco, trattandosi di una società che non può non dare utili. Sarebbe assurdo, infatti, che la semplice distribuzione del gas possa mandare in deficit una società. Se, malauguratamente, si dovesse realizzare una simile eventualità - che noi riteniamo pressoché impossibile - qualcuno ci dovrebbe venire a spiegare tutta una serie di cose.
La nostra astensione, quindi, è argomentata in questo modo ed auspichiamo che la Giunta regionale, per ragioni interne, non perda altri mesi o altri anni.
Noi voteremo l'ordine del giorno presentato dall'Assessore, che incarica la 3a Commissione consiliare permanente di esprimere un parere sulla individuazione dell'impresa, ma ci asterremo dal votare quello annunciato dal Consigliere Beneforti. Quest'ultimo, infatti, essendo solo un invito rivolto alla Giunta, è una questione interna alla maggioranza, la quale, pertanto, se la deve sbrogliare da sola; poi, vedremo che cosa succederà.
PRESIDENTE: Il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi per votazione segreta sul complesso della legge.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 31
Votanti: 24
Favorevoli: 21
Contrari: 3
Astenuti: 7 (Bajocco, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Sandri e Tonino)
Il Consiglio approva
