Oggetto del Consiglio n. 3301 del 2 dicembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3301/VIII - CONTROLLI SUL TRAFFICO E SULLE EMISSIONI INQUINANTI ALL'INTERNO DEL TUNNEL DEL MONTE BIANCO. (Interrogazione)
PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dal Consigliere Sandri.
INTERROGAZIONE
CONSTATATO che nel Tunnel del Monte Bianco l'aria è spesso irrespirabile per la presenza dei gas di scarico non evacuati e che tale situazione è peggiorata negli ultimi due anni con l'incremento del traffico specie commerciale;
PRESO ATTO dell'esistenza di dichiarazioni contrastanti sulle reali possibilità di ventilazione dell'impianto attualmente esistente;
RITENUTO indispensabile avere informazioni precise sui controlli effettuati dalla nostra Unità Sanitaria Locale all'interno del Tunnel e nelle immediate vicinanze dell'imbocco sul versante italiano, anche ai fini della tutela dei lavoratori presenti;
CONSIDERATA la determinante complementarietà, al fine di ottenere un quadro valutativo attendibile, dei dati riguardanti i sistemi di sicurezza e allarme, nonché di quelli dedicati al controllo del traffico (verifica delle distanze di sicurezza in particolare);
INTERROGA
l'esecutivo per conoscere:
- gli estremi dei provvedimenti che hanno originariamente autorizzato la circolazione attraverso il Tunnel ed i vincoli che sono stati posti;
- quali siano attualmente le caratteristiche dell'impianto di aerazione del Tunnel du Mont-Blanc;
- quali e quanti controlli sull'aria, in galleria e nel piazzale, siano stati fatti ed in particolare quali siano i dati di inquinamento da emissioni dei motori diesel;
- quali siano i sistemi di sicurezza e di controllo del traffico, ed in particolare come venga monitorata la opacità dell'aria e come vengano controllate le distanze di sicurezza e le velocità degli autocarri dei trasporti internazionali.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Pour répondre à cette question, je me permets de lire un rapport - dont je donnerai copie si le Conseiller le désire - que l'on m'a envoyé à ce propos.
"TRAFORO DEL MONTE BIANCO
L'esercizio del Traforo del Monte Bianco si svolge in osservanza di quanto è stabilito dai seguenti testi ufficiali:
. Convenzione fra l'Italia e la Francia del 14 manzo 1953 per la costituzione e l'esercizio del Traforo del Monte Bianco (legge del 1° agosto 1954 n. 846 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 216 del 20 settembre 1954).
. Atto Aggiuntivo (Avenant) alla Convenzione fra l'Italia e la Francia del 14.3.1953 stipulato a Roma il 25 maggio 1965 (legge del 14 luglio 1965 n. 921 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 193 del 3 agosto 1965).
. Accordo di Collaborazione firmato dalle due Società il 27 aprile 1966 in osservanza degli articoli 3 e 6 dell'Accordo Aggiuntivo (Avenant) alla Convenzione del 1953.
. Convenzione di esercizio stipulata fra le Società Concessionarie ed i rispettivi Ministeri tecnici. La Convenzione definitiva fra la Società italiana e l'ANAS, in data 17 novembre 1971, regola l'esercizio del Traforo per i settant'anni di concessione e pertanto fino al 31 dicembre 2035.
La Convenzione di Esercizio ed il corrispondente documento francese fissano i valori massimi ammissibili per l'ossido di carbonio e demandano alla Commissione governativa italo-francese di Controllo la determinazione di quelli dell'opacità. In tale Commissione, prevista dall'articolo 8 della Convenzione fra l'Italia e la Francia del 1953, sono rappresentati i Ministeri tecnici dei due paesi.
I limiti dell'ossido di carbonio e dell'opacità sono anche indicati nelle consegne tecniche di esercizio soggette all'approvazione della Commissione di Controllo. Essi sono:
. ossido di carbonio media dei valori misurati dai nove analizzatori di CO installati in galleria: 150 parti per milione
valori per i cinque analizzatori centrali: 200 p.p.m.
valori per i quattro analizzatori di estremità (due verso l'Italia e due verso la Francia): 250 p.p.m.
. opacità
in condizioni di prevalente traffico turistico, media dei valori indicati dai nove opacimetri: 15%
in condizioni di prevalente traffico commerciale: 30% per un opacimetro o 25% per quattro opacimetri per un periodo non superiore alla mezz'ora a condizione che la media non superi il 20%.
I limiti vengono rispettati anche nelle ore di punta. In effetti, l'incremento del traffico turistico e commerciale, anche se rilevante, non ha portato ad un aumento dei tassi di ossido di carbonio e delle percentuali di opacità.
La carburazione dei motori, tanto a benzina quanto diesel, è sensibilmente migliorata negli ultimi anni. I dati rilevati in continuità dalla Direzione di Esercizio dimostrano che, con uguali portate orarie di traffico, i valori dell'ossido di carbonio e dell'opacità sono sensibilmente inferiori a quelli registrati qualche anno fa.
L'impianto di ventilazione era costituito inizialmente, per ognuna delle due centrali, da cinque ventilatori (quattro più uno di riserva) per la immissione dell'aria pura e da tre ventilatori per l'aspirazione dell'aria viziata. Era possibile immettere in galleria, in totale, 600 metri cubi al secondo di aria pura ed aspirarne 300 di aria viziata.
Negli anni fra il 1970 ed il 1975, con un traffico merci crescente fino a raggiungere il 30% del totale, l'opacità si portava a percentuali vicine, in certi casi, ai limiti massimi.
Le Società decidevano allora di potenziare la ventilazione per migliorare il livello di servizio e per disporne di un ulteriore margine in previsione di futuri incrementi di traffico.
Esse disponevano dei dati raccolti per anni e di altri registrati con speciali apparecchiature. Diverse soluzioni venivano studiate. Per finire, si è modificato l'impianto in modo da poter invertine, con l'apertura e la chiusura di un sistema di serrande, il senso di percorrenza dell'aria del canale di aspirazione.
L'installazione così modificata è in funzione dal 1980. Da allora, la portata totale massima di aria pura è di 900 metri cubi al secondo contro i 600 iniziali il che, grosso modo, per un determinato traffico orario, migliora del 50% le condizioni di visibilità.
La Società italiana sta d'altra parte sostituendo i motori in funzione dal 1965 con motori di tipo più moderno a velocità e quindi a portata variabili linearmente. Questi interventi consentiranno una ancora migliore aderenza della ventilazione alle condizioni dell'atmosfera in galleria.
I motori attuali, di potenza 485 KW, permettono una regolazione della portata a quattro stadi. I nuovi, di 650 KW, sono azionati da inverter che generano una corrente alternata a frequenza variabile. Variando la frequenza è possibile ottenere - come si è detto - una regolazione lineare della velocità del motore e quindi della portata.
I regimi di ventilazione variano in funzione dei valori di ossido di carbonio e di opacità rilevati in galleria dai nove analizzatori di CO e dai nove opacimetri. I primi sono del tipo UNOR 2 ed i secondi del tipo Westinghouse ad assorbimento dei raggi luminosi.
Nelle due sale comando, i dati dell'ossido di carbonio vengono trasmessi e registrati ogni diciotto secondi e quelli dell'opacità ogni sei secondi.
Gli analizzatori di CO sono tarati ogni quindici giorni e gli opacimetri ogni mese. Gli scarti rilevati in fase di taratura sono di limitata entità.
La sicurezza degli utenti costituisce un fattore di prima importanza. Altrettanto importante è la protezione del personale che opera in galleria e non soltanto contro i pericoli della circolazione. Occorre anche tener conto dei rischi per la salute degli uomini impegnati in un ambiente dove si scaricano i gas di combustione dei motori a benzina e diesel.
L'Istituto di Medicina del Lavoro dell'Università di Pavia ha effettuato nel 1982, su richiesta della Direzione di Esercizio, uno studio su questo problema. Le indagini si sono svolte in giugno per una valutazione delle condizioni dell'atmosfera in presenza di un traffico costituito prevalentemente da autotreni, con motori diesel, ed in agosto in presenza di prevalente traffico di autovetture, con motori a benzina.
Prelievi sono stati eseguiti in vari punti del tunnel ed a varie quote sul piano stradale, altri a mezzo di campionatore personale indossato dai dipendenti dell'esercizio impegnati in galleria per i lavori di manutenzione o per la sorveglianza della circolazione (tecnici, elettricisti, meccanici, cantonieri, motociclisti).
A giugno le misure venivano effettuate con valori dell'opacità compresi fra l'8% ed il 24% ottenuti agendo sui regimi di ventilazione. Si è reso così possibile l'esame qualitativo e quantitativo dell'atmosfera (ossidi di azoto e aldeide formica, ossido di carbonio, piombo, polvere...) in relazione a diversi livelli dell'opacità stessa. Uguale criterio era seguito ad agosto per le prove in presenza di intenso traffico turistico variando, in questo caso, i tenori di ossido di carbonio.
Nel corso delle indagini, dieci dipendenti della Direzione di Esercizio sono stati sottoposti ad una serie di esami del sangue e delle urine ed a prove funzionali respiratorie e cardiologiche. Le misure di carbossiemoglobina sono state eseguite a due riprese, prima dell'inizio del lavoro nel tunnel ed al termine di quattro ore di permanenza all'esterno.
Il problema non era tanto di determinare la soglia di rischio in funzione dei tenori di ossido di carbonio essendo ormai ammesso, per una normale prestazione di otto ore, il limite di 50 p.p.m. Era piuttosto quello di esaminare l'influenza di altri agenti ed in particolare delle particelle di varia natura in sospensione.
I risultati delle indagini sono, nel loro insieme, rassicuranti. Gli ossidi di azoto (NO2) e l'aldeide formica variano, come era prevedibile, in rapporto alle percentuali di opacità ma rimangono su valori di molto inferiori a quelli considerati come nocivi. Le concentrazioni di questi elementi sono ancora più limitate in presenza di intenso traffico turistico.
La quantità di piombo è trascurabile. I valori più elevati sono stati registrati ad agosto, con un massimo di 0,026 mg/m3 per il campionature personale di un cantoniere. Il valore limite è di 0,15 mg/m3.
La determinazione della concentrazione delle polveri indica una buona correlazione fra i valori rilevati e quelli dell'opacità. Le particelle in sospensione, risultanti dalla combustione del gasolio, sono composte da varie sostanze organiche. Fra queste, meritano particolare attenzione gli idrocarburi policiclici aromatici, per la presenza di benzo(a)pirene, prodotto ritenuto potenzialmente cancerogeno.
Per il benzo(a)pirene, i valori limite indicati dalla letteratura specializzata sono due, molto distanti l'uno dall'altro: 150 ng/m3 (Shabad 1975) e 5.000 ng/m3 (Linsted 1982). I medici dell'Istituto di Medicina del Lavoro dell'Università di Pavia hanno adottato, quale parametro base, il più basso dei due limiti (150 ng/m3).
L'indagine di giugno faceva rilevare concentrazioni di benzo(a)pirene vicine ai 150 ng/m3 per i valori di opacità del 13%. Ad agosto, le concentrazioni di idrocarburi risultavano insignificanti.
Altre sostanze sono reperibili nell'atmosfera, soprattutto con prevalente traffico commerciale. Le quantità sono però minime.
In definitiva, si sono assunti i valori di 50 p.p.m. per l'ossido di carbonio e di 13% per l'opacità quali limiti massimi per la presenza prolungata di personale in galleria. L'esercizio dispone così di elementi precisi che confortano la precedente linea di condotta ispirata alla massima prudenza.
I rilievi effettuati, nella stessa occasione, nella zona della stazione di pedaggio, all'interno ed all'esterno delle cabine, confermano che gli esattori lavorano in buone condizioni ambientali.
Le cabine sono dotate di impianto di aerazione e sono situate in zona con ottima ventilazione naturale.
Gli esami medici a cui sono stati sottoposti i dipendenti non hanno segnalato alcuna disfunzione. Vengono ripetuti periodicamente come prevedono le disposizioni di legge per la tutela della salute dei lavoratori.
I limiti di velocità in galleria e la distanza fra i veicoli sono indicati dal Regolamento di Circolazione. È compito della Polizia Stradale dei due paesi fare rispettare le norme di questo regolamento.
1° dicembre 1987"
Je voudrais encore ajouter qu'une lettre avait été envoyée à propos des nouvelles de presse qui prévoyaient le doublement du percement du Mont-Blanc et hier une lettre qui nous a été adressée expliquait très clairement qu'aucun projet ne prévoit le doublement du tunnel du Mont-Blanc.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Mi riservo, ovviamente, di esprimere un parere più ponderato dopo aver riconsiderato con maggior attenzione tutti i dati, molto puntuali, che ci sono stati letti dal Presidente della Giunta. Mi sorgono spontanee, tuttavia, due osservazioni di disagio e di sostanziale insoddisfazione per la risposta.
La prima osservazione è legata al fatto che, sia il lavoro svolto dall'Istituto di medicina del lavoro dell'Università di Pavia, sia le considerazioni svolte dalla stessa Società di gestione, non sono state accompagnate da un parere di merito. È chiaro, infatti, che, in un tratto stradale percorso da traffico commerciale, il dato sull'opacità e sulla sospensione di particelle che contengono prodotti di tipo aromatico, pur non raggiungendo livelli di notevole pericolosità, è alto e rimane, comunque, nell'ambito di un possibile rischio per le persone che, eventualmente, restino per lungo tempo all'interno del Traforo. Ciò, ovviamente e per fortuna nostra, non si verifica.
Confortano questa mia ipotesi i dati relativi al giugno del 1982, quando, in un periodo di traffico non eccezionale - se ben ricordo - si è raggiunta una opacità pari al 24%, ben superiore, quindi, al 15%, considerata come opacità media per il traffico di tipo turistico. Il traffico commerciale è sicuramente un grosso impegno sia per il Tunnel del Monte Bianco, sia per l'inquinamento dovuto all'opacità dell'aria in conseguenza delle particele sospese e per quello proprio delle particelle sospese con i loro composti parzialmente cancerogeni.
Al di là delle indicazioni numeriche, però, è ancora più preoccupante l'atteggiamento del Presidente della Giunta e della relazione da lui letta sul problema delle distanze di sicurezza da rispettare all'interno del Traforo. Io lo invito a chiedere, nella sua qualità di Prefetto, alla Polizia Stradale una verifica di tali distanze, perché mi sono divertito a percorrere alcune volte il traforo ed assicuro il Presidente della Giunta che le distanze di sicurezza non sono tenute nella benché minima considerazione. Ho visto, infatti, 12 o 13 TIR correre a meno di 10 metri l'uno dall'altro, mentre alcuni cartelli di color blu, che compaiono sulla destra di chi percorre il Traforo, suggeriscono di mantenere una distanza di 100 metri. La distanza inferiore ai 10 metri, alla quale ho fatto riferimento, non è stata da me notata all'imbocco o all'uscita del Traforo, dove la velocità media è di solito intorno ai 10 o ai 15 chilometri all'ora, ma nella parte centrale del Traforo ed in alcuni suoi tratti in leggera discesa, dove i TIR raggiungono e forse superano anche i 60 od i 70 chilometri all'ora.
Credo che questa osservazione sia già stata fatta da molte persone, così come da molte altre è già stato detto che l'aria del Traforo del Monte Bianco non sia delle più respirabili e che la visibilità non è eccezionale.
Anche se ciò rientra nei limiti previsti dalla legge, non è detto che tali limiti non possano essere suscettibili di correttivi ed è in questo senso che vorrei far notare che la normativa alla quale si riferiscono questi valori risale al 1953 ed al 1954, quando non addirittura al 1960. Per fortuna, nel corso di questi ultimi vent'anni, sia la medicina, sia la sensibilità ambientale sono profondamente cambiate, per cui io ritengo che i dati fornitici dal Presidente della Giunta, pur meritando una attenta osservazione ed analisi, non possano, sostanzialmente, garantirci un utilizzo del Traforo del Monte Bianco, così come è previsto dal progetto autostradale. Voglio proprio sapere come potrà reggere tale struttura quando, invece dei 2.000 TIR al giorno, ne passeranno 3.000 o 4.000, visto che più volte ha già superato i limiti di sicurezza, rendendo necessaria l'adozione di grossi lavori per procedere alla modifica o al miglioramento di alcuni suoi apparati.
Chiedo, infine, al Presidente della Giunta regionale di effettuare un formale intervento presso la Polizia Stradale e presso tutti gli organi preposti alla tutela dell'ordine pubblico per verificare il rispetto delle distanze di sicurezza. In assenza di tale intervento, posso garantire fin d'ora che mi farò promotore di una mia seconda iniziativa in sede di Consiglio regionale.
