Oggetto del Consiglio n. 3285 del 26 novembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3285/VIII - RIAPPROVAZIONE CON MODIFICAZIONI DELLA LEGGE REGIONALE CONCERNENTE: PRIMO PROVVEDIMENTO DI VARIAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1987 - (DISEGNO DI LEGGE N. 446).
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze, Martin; ne ha facoltà.
MARTIN - (A.D.P.): Come viene evidenziato nella relazione del disegno di legge che è stato distribuito, il Presidente della Commissione di Coordinamento ha rinviato non vistato questo disegno di legge in quanto si ritiene che sia errato imputare su un unico capitolo la somma di circa 30 miliardi, che riguardano più capitoli, mentre l'Assessorato alle Finanze aveva imputato ad un solo capitolo, in quanto la parte predominante era riferita all'IVA di importazione.
È una prassi che abbiamo seguito da sempre, che però questa volta è stata segnalata dal presidente della Commissione di Coordinamento, il quale riteneva che fosse più corretto imputare per singole voci questa somma. Questo non è possibile farlo, in quanto l'Intendenza di Finanza di Aosta non effettua un conteggio analitico degli acconti già erogati, bensì un versamento cumulativo, determinato per differenza fra le quote complessivamente dovute e quelle avute.
Per superare questo problema di ordine tecnico, si è pensato, in accordo con gli uffici della Commissione di Coordinamento, di inserire un titolo "ad hoc" nella parte entrata, alla quale verranno iscritti questi 30 miliardi. Pertanto, lo proponiamo all'esame del Consiglio, perchè si voglia riapprovare la variazione di bilancio per il 1987.
PRESIDENTE: È aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Già nella precedente seduta avevo richiesto una riunione dei Capigruppo per discutere la questione dei rinvii delle leggi da parte del presidente della Commissione di Coordinamento, riunione che sarà fatta nei prossimi giorni.
Ritengo di dover sottolineare il problema; credo che non si possa avere nei confronti di questi rinvii un atteggiamento precostituito, ma che si debba valutare caso per caso il tipo di osservazioni che vengono fatte da parte della Commissione di Coordinamento. A volte si tratta, come in questo caso, di osservazioni formali che possono avere qualche rilievo rispetto al modo in cui è stata fatta la legge. Spesso le leggi presentate dalla Giunta non sono di una perfezione formale ed esempi se no potrebbero fare tanti. Rispetto a questo problema credo che l'esecutivo debba curare molto di più la predisposizione dei testi di legge; questi vengono presentati in fretta e furia e non hanno neppure un esame accurato dal punto di vista tecnico e possono capitare di questi inconvenienti. Rispetto al problema delle osservazioni formali qualche rimedio è possibile trovarlo.
Sostenevo la volta scorsa, e sono convinto che la cosa sia di grande importanza ancora adesso, che occorre però avere un atteggiamento diverso quando, come per altre leggi, viene messa in discussione non la forma, ma la sostanza, vale a dire quando vengono messe in discussione competenze finora riconosciute a questo Consiglio regionale in base alle norme degli artt. 2 e 3 dello Statuto. In questo caso occorre verificare fino in fondo quale parte ha il Governo del Paese, con le osservazioni di cui il presidente della commissione di coordinamento, in qualità di rappresentante del ministero dell'interno, si fa portatore, nel voler portar via o attenuare competenze che sono della regione e che sono state riconosciute già da precedenti pronunciamenti dallo stesso presidente della Commissione di Coordinamenti in altri tempi.
In questo caso si pongono due problemi: il primo è di far valere nei con fronti del Governo, come Consiglio regionale e come parlamentari della Valle d'Aosta, il rispetto della competenze statutarie; il secondo è quello di una valutazione attenta della natura, delle possibilità, dei limiti di queste competenze statutarie. Questo lavoro diventa sempre più importante; non ci si può limitare a proteste generiche o a considerazioni di puro schieramento: occorre entrare nel merito.
Per quel che ci riguarda, siamo disponibili; non sappiamo se la questione può interessare tutte le altre forze, però crediamo che non si scende su questo terreno politico concreto, che dovrebbe essere quello che più interessa il Consiglio, difficilmente si potranno avere in futuro delle possibilità concrete di legiferare in modo significativo.
Esprimiamo la nostra disponibilità e ci auguriamo di trovarne sia da parte dell'esecutivo, sia da parte delle altre forze politiche.
Fatta questa considerazione, esprimiamo comunque il giudizio negativo su questo testo di legge collegato al bilancio, rispettando il voto che avevamo dato in precedenza.
Si dà atto che dalle ore 10,35 assume la Presidenza il presidente BONDAZ.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.
BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Mi auguravo che certe discussioni venissero fatte nella riunione dei Capigruppo. C'è qualche gruppo politico che vuole "cavalcare" a tutti i costi la situazione: oggi ci siamo lamentati in Consiglio perchè la maggioranza espropriava delle proprie competenze il Consiglio regionale, ed ora andiamo a riapprovare due disegni di legge che sono stati rinviati dal presidente della Commissione di Coordinamento.
Non possiamo permetterci una critica, tentando di espropriare le competenze del presidente della commissione di coordinamento. Ci lamentiamo per quanto riguarda la possibilità di svolgere il nostro ruolo e giustamente ci lamentiamo nei confronti della maggioranza, ma non vorremmo, e non sarò certo io artefice di questo, espropriare la competenze del presidente della commissione di coordinamento. Rispettare lo statuto, l'autonomia, credo sia un dovere di tutti noi, però se questo si deve trasformare in una violazione, non siamo d'accordo.
Non stiamo contrapponendo la posizione scelta dal partito comunista, però ci sembra assurda, anche perchè siamo stati sempre noi dell'opposizione a criticare il comportamento dell'ex presidente della commissione di coordinamento sui visti leggeri (fra virgolette). oggi abbiamo invertito il ruolo; ci sono partiti di opposizione che parlano di attacchi all'autonomia, allo statuto: noi questi atteggiamenti non li condividiamo.
Non vogliamo espropriare il presidente della commissione di coordinamento del compito che a lui spetta; non vuole essere una polemica, ma se andremo avanti per questa strada, affronteremo con la massima energia questo problema.
Per quanto riguarda la riapprovazione del disegno di legge in oggetto, riconfermiamo il nostro parere negativo, già espresso precedentemente.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE - (P.S.I.): Il problema sollevato dal Consigliere Mafrica è sicuramente di non secondaria importanza: il rapporto cioè fra il consiglio regionale e la commissione di coordinamento o il suo presidente, perché duplici sono le funzioni della commissione di coordinamento a seconda che si tratti di leggi o di deliberazioni.
Vorrei richiamare l'attenzione del consiglio su questo argomento, perchè una cosa è limitare la cosiddetta potestà legislativa del consiglio regionale, e quindi un atteggiamento del genere si concretizzerebbe veramente in un attacco all'autonomia regionale, un'altra cosa è il compito che da un punto di vista della legittimità là commissione di coordinamento, ed anche il suo presidente, deve svolgere per quanto previsto dallo statuto.
So benissimo che il vicepresidente Dolchi ha sostenuto una sua teoria sulle competenze del presidente della commissione di coordinamento; ritengo che su questo specifico argomento sarebbe bene che le forze politiche aprissero un dibattito al loro interno per poi esplicitarlo in quest'aula, anche perchè non mi sento di condividere tutte le considerazioni che il collega Dolchi aveva fatto in quella occasione, seppure con motivazioni estremamente intelligenti, come al solito.
Devo però dire che questo continuo ed eccessivo atteggiamento di una forza politica come il partito comunista nei confronti della commissione di coordinamento e del suo presidente non può non destare qualche perplessità. un giornalista ha detto che su questo argomento la minoranza si era divisa: a parte che la minoranza può avere opinioni diverse ed è giusto che sia così, credo che su questo argomento anche la maggioranza esprima il proprio parere, perchè la volta scorsa abbiamo fatto delle considerazioni, però è chiaro che con questo clima è difficile che il discorso marci su dei binari di coerenza e di approfondimento. si rischia di fare della polemica sterile che non serve, a nostro avviso, né al consiglio regionale, né alla commissione di coordinamento, né al suo presidente.
Ritengo che sia difficile, quando un provvedimento non intacca minimamente la competenze del Consiglio regionale, dire che la Commissione di Coordinamento abbia aprioristicamente torto, perchè effettivamente il visto di legittimità, che la Commissione di Coordinamento sulle deliberazioni deve apporre, è un visto che mi sembra indispensabile e necessario quale organo di controllo dell'attività dell'Amministrazione regionale.
Il discorso sulle questioni che riguardano l'attività del Consiglio mi sembra che possa essere fatto in maniera sostanzialmente diversa, perchè è in quel momento che si concretizza, se c'è, un atteggiamento contro l'istituto dell'autonomia e contro le competenze statutarie, là dove si viene in qualche modo a ledere o a cercare di contenere quelle che sono le potestà stabilite dallo Statuto.
Credo che impostato in questi termini il discorso possa favorire un confronto il più approfondito possibile, anche perchè, quando la Commissione di Coordinamento esprime su un provvedimento delle considerazioni che sono puramente formali, che servono a migliorare il testo legislativo, non si può dire che il tutto sia un attacco all'autonomia valdostana.
In altre occasioni, da questi stessi banchi - lo voglio far rimarcare per la seconda volta - abbiamo sotto certi aspetti invocato da parte della Commissione di Coordinamento un atteggiamento direi quasi più rigido, perchè su alcuni problemi ci eravamo lamentati esattamente del contrario. Ricordo la grossa battaglia sul finanziamento alla scuola cosiddetta privata, sulla quale ci siamo sentiti traditi (fra virgolette) dalla commissione di coordinamento, perchè in quel caso credevamo che le nostre argomentazioni, che riguardavano anche la legittimità del provvedimento, fossero state accolte in quella sede. In quel caso, forse si poteva evidenziare e intravedere una non volontà del presidente della commissione di coordinamento di tener per buone quelle argomentazioni e considerazioni di ordine giuridico che dovevano essere tenute nella debita considerazione.
Non vorrei che queste nostre considerazioni si trasformassero in una sorta di esemplificazione del tipo: ci sono in consiglio regionale coloro che stanno dalla parte della commissione di coordinamento e coloro che sono contro la commissione di coordinamento. Credo invece che il tutto vada esaminato con estrema ponderatezza e con estremo senso di moderazione, perchè il problema della commissione di coordinamento e del suo presidente può intaccare per qualche verso anche il nostro ordinamento statutario quando limita delle competenze. Quando invece svolge una attività di controllo di legittimità sugli atti dell'amministrazione regionale, credo che questo sia un compito che gli è riconosciuto e che vada espletato nella massima serenità di giudizio, nell'interesse della stessa amministrazione regionale, che, ad avere un organo di controllo che non fa il suo dovere, potrebbe ritrovarsi con dei provvedimenti che sul piano della difesa degli interessi stessi della regione potrebbero diventare opinabili e discutibili.
Questa è la considerazione che facciamo, senza voler esasperare nessun tema e senza voler entrare nel merito della discussione, anche si riteniamo che su questo argomento un approfondimento sarebbe necessario, in quanto il problema di un corretto rapporto con l'organismo di controllo e con il suo presidente è un problema che tocca da vicino lo stesso organo istituzionale di cui facciamo parte, cioè il Consiglio regionale, che ritengo sia la massima espressione del nostro sistema autonomistico sancito dallo Statuto.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Dolchi; ne ha facoltà.
DOLCHI - (P.C.I.): Brevissimamente, perchè è un argomento appassionante, come dice il Consigliere Torrione, e dovrebbe fare oggetto di un particolare approfondimento.
Vorrei ricordare al Consiglio regionale ed anche alle forze di maggioranza che su questo problema, e soprattutto sull'uso della parola "controllo", chi ci ha preceduto in questa sala ha dato sempre una particolare attenzione. Nella mia considerazione farei questa sottolineatura: mi piacerebbe non sentire più, come non si sentiva nei tempi andati, la parola "controllo" nei riferimenti alla commissione di coordinamento ed agli interventi del presidente della commissione di coordinamento.
Dico questo perchè l'uso della parola "controllo" non è solamente l'utilizzazione di un vocabolo piuttosto che un altro, ma è perchè deve essere il frutto di un coscienza maturata nel corso del dibattito in consiglio regionale e che aveva permeato in certi momenti la vita del consiglio regionale stesso. Il 19 dicembre si ricorda una figura importante, quella del presidente Severino Caveri: bene, in tutta la sua attività politica, Severino Caveri ha incessantemente sostenuto e portato avanti la battaglia perchè non passasse neanche per la mente dei consiglieri l'utilizzazione della parola "controllo". Lla sua teorizzatone andava anche al perchè non c'è, nei confronti della Valle d'Aosta, il controllo della corte dei conti: risaliamo quindi alle origini della nostra autonomia.
Mi sembra che la posizione del nostro partito sia sempre stata chiara: accettiamo l'intervento per le correzioni - e in questo caso i provvedimenti sono rinviati al consiglio regionale - di carattere formale, per quegli errori di compilazione a cui accennava il consigliere Mafrica. Per i problemi di legittimità, il consiglio deve dimostrare invece la sua unitaria solidarietà nel momento in cui ci sono degli attentati a quella che abbiamo chiamato nel dibattito scorso la difesa dell'autonomia.
Ricordo che in certi momenti il partito comunista non aveva votato un provvedimento che, per un considerato e valutato arbitrio del presidente della commissione di coordinamento, veniva rinviato all'esame del consiglio ebbene, si è verificato che il gruppo comunista, che aveva votato contro il provvedimento, ha votato a favore della riapprovazione, perchè non si trattava più di entrare nel merito della materia, ma si trattava di riaffermare un principio di autonomia che riteniamo chiaramente detto nella lettera e nella sostanza dello Statuto.
Auspico che questo confronto, che sollecitava il Consigliere Torrione, possa continuare anche fuori da quest'aula.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.
SANDRI - (N.S.): Mi sembra che finalmente si possa assistere ad un dibattito interessante ed istruttivo, soprattutto per chi, come me, è alle prime armi.
Volevo fare due osservazioni che in parte avevo già espresso in un Consiglio precedente: le osservazioni per quanto riguarda la forma (mi collego a quanto detto da chi mi ha preceduto), quindi problemi di tecnica legislativa, fanno parte di una attività che spetta di diritto al presidente della Commissione di Coordinamento, su cui non abbiamo alcuna obiezione da fare come Nuova Sinistra. Però faccio notare anch'io, come faceva prima il Partito Comunista, che queste osservazioni di forma sono un insegnamento che deve essere recepito; occorre migliorare fortemente la tecnica legislativa in questo Consiglio regionale.
In questo senso ho apprezzato che la Presidenza della Giunta abbia finalmente dato spazio ad una ufficio di tecnica legislativa della Giunta regionale, in modo che possa costituirsi un nucleo operativo che offra, oltre che al Consiglio regionale, anche alla Giunta regionale, la possibilità di presentare dei provvedimenti di legge che abbiano la precisione necessaria. Colgo l'occasione per fare un appello alla Giunta regionale perchè si smetta di dare in appalto a consulenti esterni la predisposizione delle leggi. A mio parere è una questione di legittimità, oggi, in cui esiste oltre al legislativo del Consiglio regionale, anche il legislativo della Giunta, e in questo senso già in altre regioni ci sono state iniziative che si sono concluse tutte con la dichiarazione di illegittimità di consulenze esterne. Non possiamo più pagare avvocati perchè ci facciano le leggi: questo è importante dal punto di vista giuridico, ma è soprattutto importante dal punto di vista formale, perchè dobbiamo rivendicare la nostra potestà legislativa.
Dal punto di vista dei contenuti, ho una posizione concordata all'interno di Nuova Sinistra, che ripresento qui e che riprende una osservazione fatta dal Consigliere Torrione: qualche volta abbiamo l'aspettativa che il presidente della Commissione di Coordinamento ponga dei dubbi anche sui contenuti delle leggi, ma questa aspettativa, che potrebbe essere interpretata come una scarsa sensibilità verso l'autonomia regionale, discende dal fatto che nella nostra Regione, per il nostro Statuto, non esiste la parola doppia lettura, cioè non esiste un meccanismo di meditazione su alcuni contenuti che invece esiste nel Parlamento italiano e in tutta una serie di altre istituzioni democratiche.
Faccio presente che al convegno di Venezia, a cui ho partecipato con una delegazione valdostana, giustamente si era affermata la necessità di avere un bicameralismo a livello italiano con una Camera sul modello attuale e con una Camera della regioni. Questo perchè ci deve essere un rapporto chiaro dal punto di vista legislativo fra il Parlamento nazionale e il parlamento regionale: è questo collegamento che manca.
Questo sistema permette di avere una doppia lettura in cui siano coordinati gli interessi nazionali con gli interessi delle regioni. In Valle abbiamo un problema simile ed è dovuto al fatto che, non essendoci nessuna doppia lettura, abbiamo dei provvedimenti di legge che passano in questo Consiglio regionale in pochi secondi. Questo fatto può essere utile per molti provvedimenti, però spesso può porre dei problemi, perchè in Commissione non c'è sempre il tempo o la disponibilità a fare determinati approfondimenti e perchè esistono anche in Consiglio regionale delle difficoltà di avere un periodo di riflessione. Faccio un esempio, che per me è stato istruttivo, ed è la legge sulle cave: grazie alla disponibilità di un Assessore, questa legge è stata discussa a fondo, approfondita, rivista, malgrado che alla fine ci siano stati pareri contrastanti sul testo definitivo. C'è stata su questa legge una doppia lettura, perchè l'abbiamo portata in Consiglio, abbiamo fatto una discussione, ci siamo resi conto che c'erano dei problemi ed è stata rinviata ad una Commissione per avere ancora dei pareri.
Rivendico questa procedura perchè solo così si chiarisce bene il rapporto fra Consiglio regionale, organi della Regione e Presidenza della Commissione di Coordinamento; se noi ci poniamo come garanti dei contenuti delle leggi e prevediamo dei meccanismi con cui le leggi siano effettivamente meditate come devono essere meditate, alla Presidenza della Commissione di Coordinamento rimane esclusivamente la correzione formale, quindi non ci sono più dubbi per nessuno su quelli che sono i compiti della Presidenza della Commissione di Coordinamento.
In questo senso ci batteremo, perchè, se dal punto di vista statutario non possiamo certo noi modificare lo Statuto, comunque la doppia lettura diventi una pratica del nostro Consiglio.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.
BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Voglio ribadire con convinzione quanto ho detto nel mio primo intervento: il Partito Comunista, a sei mesi dalla campagna elettorale, ha assunto la posizione di fiancheggiare questa maggioranza. Ha preso questa posizione e se ne assume la responsabilità: ha sempre criticato il modo con cui questa maggioranza legiferava, oggi invece la fiancheggia.
Non sono neppure d'accordo con la posizione estremista assunta dal Vice presidente Dolchi, che addirittura esalta la figura dell'ex Presidente Caveri, dicendo che non si deve parlare di controllo sull'operato del Consiglio regionale ...
DOLCHI - (P.C.I.) (fuori microfono) ..... ho portato un esempio ....
BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Ha portato un esempio, si, ma quello sbagliato secondo me ...
Bisogna spiegarci per prima cosa qual è il ruolo del presidente della commissione di coordinamento: a sei mesi dalla fine della legislatura, il partito comunista ha messo in dubbio il ruolo del presidente della commissione di coordinamento. forse, fra poco, il consigliere Mafrica mi dirà che a mia volta tento di strumentalizzare la situazione, però il consigliere Mafrica potrebbe alzarsi e spiegarmi qual è il ruolo del presidente della commissione di coordinamento.
Mi deve dire ancora il partito comunista quante volte si è rivolto al presidente della commissione di coordinamento riconoscendo l'incapacità di legiferare da parte di questa maggioranza; quasi tutti i partiti dell'opposizione si sono fatti portatori di questa incapacità della giunta a legiferare. Oggi che il presidente della commissione si permette di rinviare le leggi in consiglio regionale, alcune per questioni formali, altre per questioni legislative - e secondo me il compito del presidente della commissione di coordinamento deve essere anche quello di verificare se esistono le condizioni di legge per approvare un determinato provvedimento del consiglio -, il partito comunista avanza dei dubbi sul giudizio reso dal presidente della commissione di coordinamento.
Sono d'accordo con il consigliere Sandri quando dice che questa maggioranza addirittura appalta la predisposizione delle leggi a consulenti esterni, per incapacità di portarle avanti; addirittura le appalta anche agli interessati, e lo abbiamo visto quando è stato portato in consiglio regionale il provvedimento che riguardava l'autoporto: addirittura un membro dell'autoporto sosteneva in commissione che quella legge l'avevano fatta loro.
Ma se c'è questa incapacità della maggioranza, non vedo come si possa mettere in discussione il ruolo del presidente della commissione.
Il fatto comunque che su questo problema ci siano delle posizioni diverse non significa dividere la minoranza. Per anni abbiamo fatto una battaglia insieme al Partito Comunista in questo Consiglio e ne siamo contenti; su questo problema tuttavia non ci troviamo d'accordo. Se il Partito Comunista ha assunto la posizione di fiancheggiare questa maggioranza e quindi di permettere a questo esecutivo di legiferare ancora nella maniera in cui ha legiferato nel passato, che spesso abbiamo criticato in questo Consiglio regionale, lo faccia pure.
Sono favorevole a fare una discussione a livello di Capigruppo, la nostra posizione è quella che ho appena enunciato; non facciamo i difensori di ufficio del presidente della Commissione, che oltretutto non conosco, voglio solo difendere qui il ruolo istituzionale del presidente della Commissione che è previsto dalla Costituzione e dallo Statuto.
Termino qui e spero che questa discussione sia servita a chiarire il ruolo del presidente della Commissione di Coordinamento.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Mi scuso se per abitudine professionale di insegnante la mia esposizione magari potrà avere carattere didascalico, ma a volte può essere necessario. Siccome ci è stato chiesto, non abbiamo nessuna difficoltà a dire che ci sono delle questioni che sono di schieramento, vale a dire maggioranza-minoranza, e ci sono questioni che riguardano la posizione di un partito, al di là del momento e dello schieramento contingente di governo che c'è oggi.
La difesa delle competenze statutarie della Regione Valle d'Aosta per la nostra modesta, forse sorpassata (lo vorremmo verificare) impostazione, è una questione che va al di là del fatto di essere in maggioranza o in minoranza: è una questione di posizione politica di un partito rispetto ai temi dell'autonomia. Quindi la questione di fiancheggiare o non fiancheggiare non c'entra per nulla con quello che stiamo dicendo.
Abbiamo rilevato, e crediamo che lo debbano rilevare tutti, che questa vicenda dei rinvii quasi a getto continuo, non più episodici come forse aveva sperato il presidente del consiglio la volta scorsa, può diventare una questione che blocca l'attività legislativa di questo consiglio e forse che blocca l'attività amministrativa della giunta e del consiglio.
Ricordo che non è una questione di poco conto, in quanto purtroppo si è verificato in passato che, per sfuggire forse ai consigli o alle osservazioni della commissione di coordinamento, si sono scelte delle strade sbagliate che hanno portato a dei problemi. Quindi, se il problema esiste, va affrontato razionalmente, politicamente, con il dovuto approfondimento.
Che cosa pensiamo noi? non siamo qui per dire che questo presidente della commissione di coordinamento non ci va bene o che ci andava bene quello di prima; noi riconosciamo che questo presidente della commissione di coordinamento cerca di fare il suo lavoro e che il livello delle osservazioni rispetto ad altre ricevute in passato è decisamente superiore. D'altronde il fatto che noi non rivolgiamo accuse al presidente della commissione di coordinamento, ma semmai al governo che dovrebbe o deve ispirarne le motivazioni nel caso di rinvio delle leggi, è la dimostrazione che non ne facciamo una questione di presidente che approva o non approva, ma di quali devono essere i ruoli del consiglio, della commissione di coordinamento, del suo presidente rispetto agli atti amministrativi e alle leggi.
La nostra opinione a noi sembra chiara; cerchiamo di illustrarla. Se vengono respinte delle leggi perchè fatte male, e viene osservato in modo specifico che dal punto di vista formale non si è tenuto conto di alcune cose o anche che dal punto di vista sostanziale si sono eccedute le competenze, ben vengano queste osservazioni; non saremo certo noi a dire che, se la Giunta per motivi politici ha deciso di dare soldi a non so chi quando non ne ha la competenza, il presidente della Commissione di Coordinamento che vista quella legge è tenuto a lasciarla passare perché fatta dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta.
Le osservazioni devono essere accolte molto seriamente, si deve vedere, rispetto alle norme che regolano lo Statuto di questa Regione e le norme di attuazione, se siamo nell'ambito di quelle che riteniamo essere le competenze della Regione oppure no. Una volta che abbiamo accertato che, per competenze riconosciuteci dallo Statuto, dalle norme di attuazione, c'è una posizione più restrittiva rispetto al passato, abbiamo il dovere di far presente questo fatto a tutti i livelli: a livello parlamentare, nei rapporti con il Governo, negli incontri con il presidente del Consiglio dei Ministri, e con lo stesso presidente della Commissione di Coordinamento.
Ripeto che non siamo oggi per dire che tutto quello che fa la Giunta va bene, riteniamo però che questa cosa non vada affrontata in termini schematici: siccome siamo della minoranza, tutto quello che fa la Giunta va male; siccome siamo della maggioranza, tutto quello che fa la Giunta va bene. Andiamo a verificare caso per caso quali sono le nostre competenze, facciamo le leggi in modo che ci stiano dentro bene e che semmai si approfondiscano queste cose, perchè siamo convinti che molte delle competenze che ha questa Regione non sono state neppure esplorate, non sono stati presi provvedimenti che possono essere attuati rispetto a queste norme. Però verifichiamo anche se ci sono tentativi di limitare l'autonomia della Regione - cosa che non attribuiamo al presidente della Commissione di Coordinamento, ma, per la nostra visione politica, al Governo, perchè è poi il Governo che impugna davanti alle Camere o alla Corte Costituzionale il disegno di legge respinto per la seconda volta -, e se ci sia una posizione unitaria di questo Consiglio in difesa di queste competenze.
Non ci pare di dire cose "peregrine"; forse saranno complesse, ma le questioni inerenti ai limiti dell'autonomia, della forma del controllo, meritano di essere approfondite con attenzione rispetto al problema autonomistico e non rispetto agli schieramenti.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
ALOISI - (M.S.I.): Ritengo che questo sia un argomento molto importante e delicato, quindi è opportuno che ogni forza politica esprima il proprio pensiero.
Il mio Movimento non condivide certe affermazioni e certe prese di posizione di alcune forze politiche che sono intervenute in questo dibattito; riaffermiamo la piena solidarietà a quello che è il compito istituzionale del presidente del coordinamento a svolgere le sue funzioni. ribadiamo che il compito del presidente del coordinamento è quello di controllare, non di correggere, come ho sentito prima citare dal vicepresidente Dolchi, che le leggi emanate dal Consiglio regionale non siano in contrasto con le leggi dello Stato nazionale. Il compito del Coordinamento è solo quello.
È vero, siamo una regione a statuto speciale, ma siamo anche una regione che fa parte integrante dello Stato italiano. Nel momento in cui vi è una legge o una presa di posizione di questo Consiglio che contrasta con quelle che sono le leggi dello Stato italiano, è compito del presidente del Coordinamento intervenire e bloccarla e rinviarla in Consiglio perchè venga modificata. Quindi, assolutamente non deve esserci alcuna critica nei suoi confronti, perchè è un compito previsto dallo Statuto ed è legittimo, e deve essere sostenuto soprattutto da noi, in quanto facciamo parte di quella unità nazionale che è lo Stato italiano, di cui dobbiamo prima di tutto rispettare le leggi nell'emanare le nostre leggi, nello spirito autonomistico per cui abbiamo questa potestà legislativa.
Porto solo un esempio che è molto significativo: c'è stata una grossa battaglia in passato in quest'aula quando c'è stata la presentazione di una proposta di legge sui "licées techniques". In quella occasione le forze di minoranza si sono opposte con tenacia perchè si intaccava un principio molto delicato, si intaccava il concetto di unità nazionale, e ci siamo impegnati tutti a far sì che non passasse quella legge. Quella legge non è passata, il Coordinamento l'ha bloccata ed ha fatto bene, perchè innescava un meccanismo molto pericoloso in questa Regione. Ecco qual è il compito del presidente del Coordinamento.
Non condivido certe prese di posizione e ribadisco la piena solidarietà al presidente del Coordinamento, a questa istituzione che è garanzia della nostra italianità, cioè della Regione Valle d'Aosta nella sua autonomia, ma nel rispetto di quelle che sono le leggi dello Stato nazionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE - (P.S.I.): Credo che questo dibattito abbia una sua dignità che va sottolineata, perchè, a fronte di discussioni che a volte riguardano argomenti di secondaria e infima importanza, questo invece è un argomento che ci tocca molto da vicino, sia come forze politiche, che come rappresentanti del popolo valdostano in quest'aula. E non è assolutamente da sottovalutare questo aspetto, anche perchè sovente siamo accusati di essere superficiali, a ragione; ebbene, per una volta che si presenta l'occasione di esprimere in Consiglio concetti che vanno al di là della polemica politica e che riguardano il nostro modo di essere della nostra autonomia, questo Consiglio deve impegnarsi al massimo.
L'ordinamento statutario valdostano è atipico del panorama dell'ordinamento giuridico delle altre regioni, proprio per la presenza di alcune figure che non troviamo in altri ordinamenti, per l'assenza di alcune forme di controllo (non esiste la Corte dei Conti).
Ho polemizzato la volta scorsa, garbatamente, con il Consigliere Mafrica, perchè aveva incentrato il suo discorso sull'attentato dello Stato, tramite la Commissione di Coordinamento, alle nostre prerogative statutarie; credo che invece questo dibattito vada riportato nell'alveo giusto, che è quello di questo Consiglio, che è quello di un approfondimento di tipo giuridico.
Stiamo per celebrare il 40° anniversario dell'autonomia, perchè non approfittare di questa occasione per dedicare un convegno specifico a questo tipo di problematica, che esiste e che non è mai stata sufficientemente approfondita?
Credo che questa sia un nostro dovere, anche se mi rendo conto che ci sono cose più importanti essendo a sei mesi dalle elezioni; tuttavia è un problema che interessa noi tutti, interessa la collettività valdostana, interessa perché dobbiamo riaffermare in ogni momento quelle che sono le peculiarità della nostra Regione.
Lo Statuto fa una distinzione fra il controllo (mi passi l'espressione il collega Dolchi) sulle leggi e il controllo sugli atti amministrativi, ed in effetti, mentre per il controllo sulle leggi il discorso forse va approfondito, di una chiarezza assoluta è l'aspetto che riguarda il controllo degli atti amministrativi, il che dimostra che probabilmente la valenza di un argomento rispetto all'altro attiene a quelle che sono le competenze della nostra Regione.
Non ho altro da dire; mi permetto solo di sollecitare un approfondimento da parte delle forze politiche in questa sede e in un'altra sede, e propongo che nel momento in cui andiamo a celebrare i 40 anni dell'autonomia, e ci saranno dei grossi convegni, un argomento sia anche questo, e sia dibattuto a livello giuridico attraverso un parere di esperti che possono cogliere quelli che sono gli elementi di disfunzione o meno anche di questo istituto atipico, che regola i rapporti Stato/Regione, che è la Commissione di Coordinamento, che è il presidente della Commissione di Coordinamento.
Impostato in questi termini ritengo che il dibattito abbia una sua validità ed abbia posto l'accento oggi su un problema che non è sicuramente secondario per il funzionamento della nostra autonomia.
PRESIDENTE: È chiusa la discussione generale. Ha chiesto di parlare il presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Aujourd'hui l'objet concernait la réapprobation de la variation du budget; on a profité de cette occasion pour faire un long débat sur le rôle et les fonctions de la Commission de Coordination ainsi que de son Président. On peut sans doute être d'accord de faire encore un autre débat ou d'affronter ce problème lorsqu'on célébrera les 40 ans de notre autonomie, mais toutes les interprétations qu'on a entendues aujourd'hui à cet égard ont déjà été faites maintes fois; surtout le problème de voir quel est le système de défendre notre autonomie a été déjà posé au moment où les arguments qui avaient été apportés pour repousser une loi n'ont pas été acceptés. Le fait de faire une affirmation de principe et de dire tout court que "ou on est contre l'autonomie ou bien on est pour l'autonomie", en s'exprimant sur une loi, c'est une interprétation restrictive de ce qui se passe.
Au moment où le Président de la Commission, qui a un rôle assez clair, a repoussé une loi pour une question de mérite, ce qui va au-delà de son compétence, on a dit qu'on était décidé de réapprouver la loi telle quelle.
On en peut pas affirmer tout court qu'un Président est contre l'autonomie et l'autre est pour l'autonomie, puisque l'argument va au-delà de la personne: le rôle du Gouvernement est celui de suivre, à travers le Président, ce qui se passe dans les différentes régions, mais sans doute on a toujours exprimé très clairement l'intention de sauvegarder notre compétence législative, ce qui n'empêche pas qu'on puisse suivre des adresses qui sont données au niveau général, mais surtout de sauvegarder les principes que nous avons soutenus et qui sont rappelés dans le Statut.
Toute autre discussion sur le fait que la loi puisse être améliorée: cela est possible avec les organes, avec le bureau législatif de la Junte, avec des experts qui puissent donner un avis pour arriver au projet de loi, qui est élaboré par le bureau compétent des différents Assessorats. On a sans doute eu l'exigence de s'appuyer sur des experts, mais pour avoir des suggestions par rapport aux différentes possibilités. Après, il y a la proposition politique, il y a le projet de loi qui est présenté à la Commission pour être examiné et ensuite au Conseil pour être débattu.
C'est un argument que, si on veut, on peut le reprendre et, quant aux déclarations d'autonomie, on peut les faire et nous, en tant que forces de majorité et en tant que composants de la Junte, chaque instant qu'il y a eu l'exigence de soutenir les positions qui se rattachent au Statut, on l'a fait, soit au niveau de lois qu'on a réapprouvées dans ce Conseil, soit au niveau de lois de l'État, qui, selon nous, vont limiter les droits qui nous reviennent du Statut.
Avec d'autres régions on a porté plainte vis-à-vis de certaines lois nationales, car, si au niveau national il y a de lois qui, se rattachant "alle norme di carattere generale", vont limiter notre compétence législative, c'est là le moment où il faut dire que nos principes statutaires soient respectés. Le mandat que nous avons donné à nos parlementaires c'est justement de suivre le débat sur toutes les lois, car très souvent il y a une petite phrase qui va limiter de façon sérieuse nos compétences, surtout au niveau économique; si on est aujourd'hui à réapprouver la variation de budget c'est justement pour ces raisons.
C'est sur ces arguments qu'il faut être très attentifs et il faudrait que toutes les forces qui sont représentées au Parlement italien puissent être aussi attentive à défendre le Statut. Donc, ce n'est pas les cas de faire profession de foi sur le Statut, mais là où c'est le cas de défendre, il faut etre unanimes sur ces positions.
PRESIDENTE: Si passa all'esame dell'articolato. Do lettura dell'art. 1:
ARTICOLO 1
1. Sono approvate le seguenti maggiori entrate nell'esercizio finanziario 1987:
Saldo quote fisse di ripartizione delle imposte erariali di cui alla legge 26 novembre 1981 n. 690 (Cap. 1510/Entrata - di nuova istituzione);
L. 29.200.000.000
Fondi per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo di cui all'art. 9 della legge 16 maggio 1970, n. 281 (Cap. 5800/Entrata)
L. 1.700.000.000
PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 1 testè letto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 27;
Votanti: 27;
Favorevoli: 18;
Contrari: 9.
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2:
ARTICOLO 2
1. Al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1987 - Parte Entrata - sono apportate le seguenti variazioni in aumento:
Cap. 01510 (di nuova istituzione)
Codificazione 1.2.2.
"Saldo quote fisse di ripartizione, dovute per l'esercizio 1985, delle tasse ed imposte erariali di cui alla legge 26 novembre 1981? n. 690"
L. 29.2000.000.000
Cap. 05800 "Fondo per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo - L. 16.5.1970, n. 281 art. 9"
L. 1.700.000.000
Totale in aumento L. 30.900.000.000
PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 2 testè letto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 27;
Votanti: 27;
Favorevoli: 18;
Contrari: 9.
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 3:
ARTICOLO 3
1. Al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1987 - Parte Spesa - sono apportate le seguenti variazioni in diminuzione:
Cap. 33450 "Spese per attività sperimentali e dimostrative effettuate dal servizio assistenza tecnico-economico-sociale (S. A. T. E. S. )
(Servizio rilevante ai fini I.V.A.) L.R. 5.4.1973, n. 15"
L. 145.000.000
Cap. 43750 "Spese per studi e consulenze per attività scolastiche e culturali"
L. 40.000.000
Cap. 46100 "Spese per manifestazioni ed iniziative culturali e scientifiche destinate alle istituzioni scolastiche"
L.R. 28.7.1956, n. 3 art. 49"
L. 100.000.000
Cap. 50820 "Fondo di riserva per maggiori oneri dovuti per la revisione dei prezzi contrattuali per l'esecuzione di opere immobiliari"
L. 2.500.000.000
Cap. 50830 "Fondo di riserva per l'oscillazione dei prezzi aventi riflesso sulle spese di funzionamento"
L. 500.000.000
Totale in diminuzione
L. 3.285.000.000
PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 3 testè letto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 27;
Votanti: 27;
Favorevoli: 18;
Contrari: 9.
Il Consigli approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 4:
ARTICOLO 4
1. Al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1987 - Parte Spesa - sono apportate le seguenti variazioni in aumento:
Cap. 21150 "Spese per la formazione e l'aggiornamento professionale del personale regionale"
L. 5.000.000
Cap. 21850 "Spese per acquisto e stampa libri, riviste, giornali, gazzette ufficiali, pubblicazioni varie, rilegature e volumi"
L. 100.000.000
Cap. 21870 "Spese editoriali e stampa del Bollettino Ufficiale della Regione, Bollettino economico, Bollettino società e Bollettino dell'Assessorato della Pubblica Istruzione"
(Servizio rilevante ai fini I.V.A.)
L. 100.000.000
Cap. 21900 "Spese su immobili destinati ad uffici e servizi:
01 canoni di locazione
02 oneri condominiali
03 illuminazione
04 rifiuti solidi urbani ed acqua
05 riscaldamento
06 manutenzioni ordinarie e gestione impianti"
Cap. 22100 "Spese per l'organizzazione, la partecipazione o adesione a congressi, convegni, seminari, celebrazioni pubbliche e manifestazioni varie riconosciute di interesse regionale, nazionale ed internazionale od anche a rilevanza locale"
L. 205.000.000
Cap. 22600 "Spese per la sistemazione e manutenzione straordinaria di locali e di uffici, nonchè per l'installazione di impianti"
L. 500.000.000
Cap. 22730 "Contributi agli enti locali e loro consorzi per la realizzazione di impianti di depurazione e relativi collettori fognanti
L.R. 6.8.1985, n. 61 art. 3"
L. 3.830.000.000
Cap. 22841 "Contributi e sussidi ad enti locali per attività nel settore del turismo e del tempo libero"
L. 300.000.000
Cap. 23150 "Spese per speciali incarichi, studi e perizie e per la partecipazione ad adunanze, consigli, comitati e commissioni"
L. 60.000.000
Cap. 23200 "Spese per lavori di sistemazione e di manutenzione straordinaria a beni immobili di proprietà non adibiti ad uffici e alle aree attigue agli stabili di proprietà"
L. 1.000.000.000
Cap. 23550 "Spese per iniziative in collaborazione con la stampa (conferenze stampa, particolari inchieste, servizi)"
L. 250.000.000
Cap. 25000 "Spese per studi, consulenze, rilievi e documentazioni in genere nel settore della pianificazione territoriale"
L. 200.000.000
Cap. 26000 "Spese per opere stradali di interesse regionale
L.R. 11.4.1984, n. 6 art. 11"
L. 3.150.000.000
Cap. 26150 "Spese per lavori di ripristino e manutenzione straordinaria di opere stradali di interesse regionale
L.R. 11.4.1984, n. 6 art. 11"
L. 850.000.000
Cap. 26450 "Spese per la manutenzione delle strade regionali, per sgombero neve e spese accessorie
L.R. 11.4.1984, n. 6 art. 11"
L. 1.400.000.000
Cap. 26555 "Spese per strumenti tecnici, macchine ed attrezzature stradali:
01 fornitura carburante
02 manutenzione
03 noleggio
04 oneri di legge
05 pedaggi autostradali"
L. 150.000.000
Cap. 27950 "Spese per la costruzione e la sistemazione straordinaria di edifici pubblici
L.R. 11.4.1984, n. 6 art. 11"
L. 500.000.000
Cap. 28250 "Spese per opere di sistemazione idraulico-forestale e di difesa da valanghe"
L. 800.000.000
Cap. 28560 "Spese per retribuzioni al personale addetto agli interventi di programmi in amministrazione diretta (contratti nazionali collettivi di lavoro)
L. 200.000.000
Cap. 28750 "Spese per interventi intesi alla conservazione e all'incremento del patrimonio boschivo"
L. 500.000.000
Cap. 29120 "Spese di vestiario, equipaggiamento corredo e armamento del corpo forestale regionale
L.R. 11.11.197, n. 66 artt. 42 e 43
L. 50.000.000
Cap. 29150 "Spese per automezzi destinati al corpo forestale regionale:
01 fornitura carburante
02 manutenzione
03 oneri di legge
04 pedaggi autostradali"
L. 30.000.000
Cap. 29987 (di nuova istituzione) Settore 2.2.1.: Assetto del territorio e tutela dell'ambiente
Programma 2.2.1.09: acquedotti, fognature e altre opere igieniche Codificazione:2.1.1.4.1.2.08.16.09 "Spese per canoni di gestione del servizio per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilati sito nel Comune di Brissogne, in applicazione della convenzione approvata con deliberazione del Consiglio regionale n. 2960 in data 9 luglio 1987"
L. 400.000.000
Cap. 31100 "Concorso nel pagamento di interessi su prestiti per opere di miglioramento fondiario previste dall'art. 16 della legge 27 ottobre 1966, n. 910
- rate consolidate per provvidenze in corso erogate ai sensi della L.R. 9.5.1977, n. 26 art. 8 e successive modificazioni abrogate dalla L.R. 6.7.1984, n. 30
L. R. 7.8.1986, n. 41"
L. 100.000
Cap. 32110 "Contributi per mezzi tecnici per la produzione agricola:
01 concimi
02 antiparassitari
04 macchine, attrezzi agricoli ed equini da lavoro
L.R. 6.7.1984, n. 30 titolo VII"
L. 200.000.000
Cap. 33455 "Spese per attività sperimentali, dimostrative e divulgative effettuate dal servizio assistenza tecnico-economico-sociale (S.A.T.E.S) L.R. 5.4.1973, n. 15"
L. 145.000.000
Cap. 33456 "Spese per l'acquisto di automezzi destinati al servizio assistenza tecnico-economico-sociale (S. A. T. E. S. )
L.R. 5.4.1973, n. 15"
L. 12.000.000
Cap. 33860 "Spese per partecipazione a fiere, mostre, convegni, esposizioni e per attività promozionali"
L. 200.000.000
Cap. 33880 "Contributi per interventi nel settore della zootecnia
L.R. 6.7.1984, n. 30 titolo V"
L. 200.000.000
Cap. 36040 "Spese per iniziative e manifestazioni economiche, per lo sviluppo e potenziamento delle attività economiche"
L. 100.000.000
Cap. 36270 "Spese per studi e consulenze per gli interventi di programma"
L. 50.000.000
Cap. 36300 "Spese per l'acquisto e la costruzione di beni patrimoniali da destinare ad interventi nel settore industriale"
L. 7.000.000.000
Cap. 37100 "Spese per pubblicità ed azioni promozionali turistiche"
L. 260.000.000
Cap. 37150 "Spese per l'organizzazione di manifestazioni ed iniziative atte a migliorare l'offerta turistica"
L. 500.000.000
Cap. 37160 "Spese per manifestazioni culturali d'interesse turistico"
L. 200.000.000
Cap. 37220 "Contributi e sussidi ad istituzioni e organismi vari per attività nel settore del turismo e del tempo libero"
L. 800.000.000
Cap. 37590 "Spese per studi e consulenze per gli interventi di programma"
L. 200.000.000
Cap. 40800 "Contributi per interventi nel settore della sicurezza sociale"
L. 50.000.000
Cap. 42400 "Spese di gestione e funzionamento di centri di assistenza ai minori
L.R. 23.6.1983, n. 66
L.R. 1.4.1986, n. 11"
L. 40.000.000
Cap. 43000 "Personale ispettivo, direttivo, docente ed educativo delle scuole e istituzioni educative della Regione
- Stipendi e altri assegni fissi
01 - Scuola Materna
02 - Scuola Elementare
03 - Scuola media 1° Grado
04 - Scuole Secondarie Superiori ed Artistiche
05 - Convitto F. Chabod"
L. 958.900.000
Cap. 43860 "Spese per il funzionamento dell'Istituto Musicale Regionale"
L. 94.000.000
Cap. 44200 "Concessione di borse, assegni e sussidi straordinari di studio
D.P.R. 22.2.1982, n. 182 art. 23"
L. 100.000.000
Cap. 44700 "Spese per formazione e l'aggiornamento culturale e professionale del personale direttivo e docente della scuola
L.R. 31.5.1974, n. 419 art. 7"
L. 30.000.000
Cap. 45250 "Spese per la sistemazione e la manutenzione straordinaria di immobili adibiti ad uso scolastico L.R. 11.4.1984, n. 6 art. 11"
L. 500.000.000
Cap. 46200 "Spese per l'acquisto e la stampa di opere, monografie e riviste aventi carattere culturale, scientifico ed artistico
L.R. 28.7.19856, n. 3 artt. 49 e 52"
L. 40.000.000
Cap. 46250 "Contributi straordinari a enti ed associazioni culturali ed educative per manifestazioni ed iniziative culturali e scientifiche L.R. 28.7.1956, n. 3 artt. 49 e 52 D.P.R. 22.2.1982, n. 182 art. 25"
L. 100.000.000
Cap. 46750 "Spese per restauri e manutenzione di beni mobili ed immobili di interesse artistico e storico"
L. 1.400.000.000
Cap. 46800 "Spese per scavi e ricerche di interesse archeologico"
L. 200.000.000
Cap. 47165 "Spese per documentazioni, studi e consulenze nel settore della valorizzazione dei beni culturali"
L. 300.000.000
Cap. 49060 "Spese per immobili destinati alle attività di formazione professionale
01 canoni di locazione
02 oneri condominiali
03 illuminazione
04 rifiuti solidi urbani e acqua
05 riscaldamento
06 manutenzione ordinaria
L.R. 5.5.1983, n. 28"
L. 25.000.000
Cap. 50750 "Fondo di riserva per le spese obbligatorie"
L. 2.000.000.000
Cap. 50800 "Fondo di riserva per le spese impreviste"
L. 3.700.000.000
Totale in aumento
L. 34.185.000.000
PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 4 testè letto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 27;
Votanti: 27;
Favorevoli: 18;
Contrari: 9.
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 5:
ARTICOLO 5
1. Il conto della competenza del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 1987 pareggia nella risultanza di Lire 1.412.409.425.030 per effetto delle seguenti variazioni:
L. 30.900.000.000
variazioni approvate con la presente legge;
L. 43.558.057.975
per iscrizioni di assegnazioni statali e variazioni relative a capitoli delle contabilità speciali ai sensi dell'art. 12 della legge regionale 5.1.1987, n. 2 e dell'art. 42 della legge regionale 7.12.1979, n. 68;
L. 45.401.367.055
per iscrizioni disposte dalle seguenti leggi regionali:
- 23 aprile 1987, n. 34;
- 12 agosto 1987, n. 73;
- 12 agosto 1987, n. 77.
PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 5 testè letto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 27;
Votanti: 27;
Favorevoli: 18;
Contrari: 9.
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 6:
ARTICOLO 6
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 6 testè letto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 27;
Votanti: 27;
Favorevoli: 18;
Contrari: 9.
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Pongo in votazione la legge nel suo complesso per scrutinio segreto:
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 28;
Votanti: 28;
Favorevoli: 19;
Contrari: 9.
Il Consiglio approva
