Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 280 del 30 novembre 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 280/74 - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Dolchi (Presidente) - Io proporrei, siccome ci sono due gruppi di ratifiche, di passare all'esame prima dell'elenco trasmesso per l'adunanza del Consiglio regionale del 28 e 29 ottobre, che incomincia con l'oggetto n. 4067 in data 4 settembre. Allora cominciamo.

Scusate un attimo; volete cercare per piacere l'Assessore Milanesio. Possiamo forse soprassedere e ritornare poi indietro. Passiamo alla seconda deliberazione.

Oggetto n. 4263 in data 11 settembre 1974.

Dolchi (Presidente) - Nessuno chiede la parola.

Metto in votazione, quindi, la deliberazione di Giunta numero 4263.

Chi è d'accordo, è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità di voti con 25 voti favorevoli su 25 presenti e votanti.

Oggetto n. 4067 in data 4 settembre 1974.

Dolchi (Presidente) - Ritorniamo quindi all'oggetto 4067.

La parola al Consigliere Monami.

Monami (PCI) - ... discussione delle variazioni del bilancio ho avuto occasione di richiamare l'attenzione della Giunta su questo problema.

Mi è stata data assicurazione che si stanno sospendendo o si prendono provvedimenti che vadano in questa direzione per la sospensione, sia pure limitata nel tempo, della costruzione di quel edificio che è previsto in quegli scavi nella zona del vecchio albergo Mont Blanc.

Ecco, io preciserei ulteriormente la posizione del nostro Gruppo relativamente a questo problema e a tutti gli altri problemi analoghi che verrebbero a presentarsi e cioè non siamo per il seppellimento di decine, talvolta centinaia, di milioni in scavi archeologici e poi, dopo averne fatti i rilievi, i disegni, gli studi, tutte quelle cose che oramai noi sappiamo come fanno a finire, si costruisce su questi dei condomini, dei palazzi per la libera speculazione delle aree edilizie in Valle d'Aosta e soprattutto nella città di Aosta.

Noi riteniamo che davanti a tutti questi casi si debba preferire la via dell'acquisto delle aree, ecco una raccomandazione, preciserei dopo quel mio intervento mi sono state date alcune assicurazioni ma io andrei al di là il nostro gruppo va al di là di questo problema; dovremmo arrivare all'acquisto, a concordare coi Comuni interessati perché con la legge 865 provvedano all'acquisizione di quelle aree per il patrimonio demaniale e comunale. Soltanto così difendiamo ancora le uniche possibili aree libere nella nostra città e corriamo il rischio di non seppellire almeno, capisco sotto zone verdi, sotto giardini pubblici, lasciandole ancora evidenti per quanto è possibile quelle tracce di archeologia ma non seppellire decine e centinaia di milioni sotto i condomini.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Mappelli.

Mappelli (DC) - Si vede che non ho capito bene ma mi sembra che la posizione di Monami sia duplice: una è la questione del Mont Blanc e l'altra, invece, è la questione di principio sulle aree che possono essere disponibili in Aosta, almeno penso.

Perché sulla questione del Mont Blanc, la situazione è diversa, la 865 c'entra un po' come i fichi secchi, lì c'è già la licenza a costruire, dunque il discorso secondo me si sposta e come si sposta, ed è qui che farei una domanda all'Assessore Milanesio se gentilmente mi vuol seguire.

Cioè non vorrei a un certo momento, ecco è questa la domanda, è una questione tecnica, non vorrei che si trascini di mese in mese dunque di anno in anno e che la finale fosse questa che per ragioni valide non si può più costruire però cosa avremmo fatto noi, pagheremo il terreno il doppio, perché dovremo pagare tutti i danni, il cantiere è fermo, le licenze ci sono, ecco desideravo chiedere questa informazione all'amico Milanesio.

Si faccia esattamente se è possibile e senno chiami i suoi tecnici faccia il punto della ....., cosa intende fare perché a me la Sovraintendenza, che avevo chiesto già così per non fare le solite interpellanze ma così per vedere qual era l'indirizzo, alcuni mesi mi è stato risposto che, nel giro di due mesi, la cosa era chiusa, mentre oggi mi risulta che la cosa non è chiusa per niente, è vero l'inverso si continua a andare avanti alla ricerca, la legge 865 è un po' come i fichi secchi nel senso che è una proprietà privata e anche lì è giusto e doveroso da parte nostra rispettare i diritti di chi ha impegnato quattrini ecc.; in quel senso però d'altra parte se abbiamo anche dei doveri da parte nostra al fine che certe cose vengono a un certo momento preservate, protette, l'interesse nostro è anche quello sì di risarcire i danni, è doveroso, però, risarcire equamente e non perché non sappiamo cosa vogliamo fare, a un certo momento ci troveremo qui moltiplicati tutto per 3 e avrà ragione chi ha dovuto aspettare.

Dunque un'amministrazione molto saggia, secondo il mio punto di vista, se ha da lasciarsi costruire lo si dica, siamo a questo punto pertanto fra tre mesi li si costruisce oppure è vero l'inverso e allora si venga in questa sede a dire, questo ci comporta questo tipo di spesa, questo discorso mi sembra abbastanza chiaro che non esclude quell'altro, che condivido in pieno, e non possiamo non condividere quello di esaminare certe aree per cui, se si possono, vedete Aosta qui bisogna riallacciarsi al solito discorso che ripeterò e penso quanto prima dovremo affrontare, il discorso di rimettere in piedi il vecchio centro urbano di cui anche Aosta, purtroppo ne abbiamo a nostra conoscenza mille motivi, anche di non entrare nel merito in questo preciso momento, di esaminare perché dobbiamo, come dicevo, ristrutturare le vecchie abitazioni che hanno già tutte le infrastrutture e dunque noi dobbiamo fare un certo tipo di politica e quale invece aree che si dimostrano a nostra disposizione, cerchiamo di fare, se è il caso, alcuni sacrifici e delle aree, anche quelle poche che avevamo come Amministrazione Regionale, sia perché una volta giustamente, naturale che sia così, anche la nostra funzione, una volta arriva la SIP, un'altra volta arriva la scuola materna ecc., comunque le nostre aree, quelle poche che si era cercato di mantenere anche come zone verdi, sono dovuto andare al servizio pubblico ed è giusto perché questo è il nostro ruolo. Però, se da una parte per i servizi sociali vengono assorbite, dunque è sempre verde in meno che vi è nella città di Aosta e nel contempo, dato che grazie a Dio abbiamo una cultura millenaria del nostro passato da salvaguardare, certo quelle aree per cui noi possiamo adocchiare in collaborazione e con la Sovraintendenza e con il Comune di Aosta e cercare di preservarle, faremmo certamente anche in quel senso lì esattamente il nostro dovere, il nostro impegno naturale quello che è nella salvaguardia delle nostre tradizioni e della nostra cultura.

Ecco, desideravo chiedere, una volta per tutte, con esattezza che cosa la Sovraintendenza intende fare in merito a questo scavo archeologico, perché, d'altra parte, andando avanti così, non si può, non sappiamo dove andiamo a finire, come dicevo prima, lo ripeto, ne vale la pena, ci troveremo con nota molto lunga ed è giusto che noi ne faremo fronte ma solo perché non avevamo avuto idee chiare nella definizione di questo terreno.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Viglino.

Viglino (RV) - In merito alle questioni che sono state sollevate volevo chiedere all'Assessore a che punto è la situazione nella zona di St. Martin de Corléans.

Milanesio (PSI) - A parziale, non direi a parziale, a rettifica totale di quanto era stato detto, mi pare in due Consigli or sono a proposito di questo argomento in quanto si riteneva che la presenza di queste tombe fosse così un fatto importane ma da poter rimuovere e quindi da poter restituire l'area ad una destinazione di edificazione qual è l'attuale e abbiamo scoperto due piani di tombe, non un piano solo, il che ha fatto modificare, direi radicalmente, l'opinione dei tecnici della Sovraintendenza sulla possibile destinazione di questa area; se alcuni Consigli or sono io avevo dichiarato che i giacimenti archeologici erano di una certa importanza ma si potevano rimuovere e nulla veniva pregiudicato, oggi possiamo dire che ci troviamo in presenza anche di un giacimento sottostante che potrebbe essere, che si presenta come giacimento anch'esso di cultura celtica, simile a quello che abbiamo riscontrato per esempio a St. Martin de Corléans, quindi l'opinione che io esprimo oggi, e del resto ho avuto modo di consultarmi anche con la Giunta Regionale, è quella di non consentire più in quel luogo l'edificazione, proprio per questa sopravvenuta, diciamo scoperta?

Mi consta che sotto questo profilo anche il Sindaco della città di Aosta abbia indirizzato al Presidente della Giunta la richiesta di sospensione della licenza edilizia.

Comunque questa sarà una questione di cui potrà dire il Presidente.

Devo aggiungere che evidentemente questa area verrà acquisita dall'Amministrazione regionale: penso che potremo servirci, se verrà destinata per pubblica attrezzature, potremo servirci della legge 865 per l'acquisizione di quest'area; certo ci saranno probabilmente dei danni che occorrerà in qualche modo risarcire, rimborsare, perché vi è stato l'inizio di una costruzione e, quindi, in qualche modo bisogna tenere conto di questo perché è nel diritto, evidentemente dei proprietari o dell'impresa di essere risarciti dei danni che hanno dovuto subire. Per quanto riguarda St. Martin de Corléans è passato l'assestamento di bilancio e quindi qui rispondo alla Signorina Viglino: è passato l'assestamento di bilancio e quindi vi sono tra l'altro i denari sufficienti per poter chiudere la trattativa con i Signori, mi pare Savoye, penso che sia a quell'area che si voleva riferire la Sig.na Viglino, quella zona.

Comunque ci sono i denari sufficienti per chiudere quella trattativa per acquistare anche quell'altra area marginale al ...... già fatto. Ecco, le vicende della crisi hanno fatto così che venisse portato avanti questo discorso perché si può ritenere che non sia ordinaria amministrazione, anzi ritengo che non sia ordinaria amministrazione l'acquisizione di un'ulteriore area; però, se il Consiglio lo riterrà opportuno o vorrà, io sono disponibile per proseguire nella trattativa anche perché sono sollecitato sotto questo profilo dai proprietari, i quali, giustamente, dicono allora, quest'area la pigliate e ce la pagate oppure la restituite. Noi intendiamo requisirla, diciamo così.

Poi c'è tutto un discorso più generale fatto anche da Mappelli a proposito della destinazione di queste aree, dell'impiego, dell'uso molto sovente c'è un costo per l'esplorazione che, tra l'altro, non è neanche irrilevante, cioè un costo abbastanza alto. Poi c'è il costo di acquisto che è tutt'altro che indifferente, poi c'è ancora un altro costo che fino ad oggi non abbiamo affrontato per molte di queste aree che è quello della sistemazione... diventa area archeologica e viene esplorata e viene messo in luce tutto quello che quell'area può offrire e magari deve rimanere a dimora; si tratta poi di fare delle sistemazioni e delle sistemazioni che sono giardinistiche, architettoniche, cosa che non abbiamo ancora fatto, praticamente in nessuna delle numerose aree che sono divenute aree di interesse archeologico e che sono state esplorate.

C'è anche la Cattedrale, ce ne sono tante altre, questo per mancanza di mezzi, perché siamo stati incalzati dai ritrovamenti, non è che abbiamo potuto seguire un piano, non è che ci siamo messi in testa di esplorare quella zona e trovare qualcosa; non siamo sempre stati colti di sorpresa, c'era lo scavo per la costruzione di un condominio, veniva in luce qualcosa, ci si buttava su questo ritrovamento per vedere l'identità.

Mentre si scavava per questo ritrovamento, ne saltava fuori un altro; è un po' di anni a questa parte che siamo incastrati dai ritrovamenti.

Questa è la situazione quindi i mezzi che tra l'altro abbiamo profuso in questa direzione sono certamente cospicui i risultati sul piano pratico della fornibilità di questi ritrovamenti sono scarsissimi, nel senso che non li abbiamo ancora sistemati. Ora occorrerà anche una presa di coscienza di questo problema maggiore con maggiori stanziamenti perché, se si vuole sistemare tutto, bisogna spendere altri soldi: questa è la grossa verità, bisogna spendere altri soldi. Del resto, alcune di queste aree sono importantissime nell'ambito del piano comunale della città di Aosta e quindi, se vi è una modificazione di destinazione, come si sta registrando, occorrerà anche modificare un pochettino certe previsioni del Piano Regolatore. Quindi questo discoro è un discorso che deve essere fatto anche e soprattutto con il Comune di Aosta che vede recepire queste nuove destinazioni che non erano previste nel piano regolatore; è un discorso molto lungo purtroppo e occorrono mezzi e coordinamento.

Devo dire che, fino ad oggi, i mezzi sono stati insufficienti, il coordinamento, anche perché il Comune sta elaborando un nuovo piano regolatore, non si è ancora potuto attuare.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Caveri.

Caveri (UV) - A me pare che sarebbe opportuno che l'Assessore ogni tanto si informasse del corso di questi scavi risultati, perché che cosa succede? Che leggiamo su un giornale quotidiano che si sono iniziati gli scavi nella tale località e poi non si sa più niente. Il Consiglio ignora completamente che cosa si è trovato e che cosa non si è trovato e che cosa si è fatto degli oggetti ritrovati.

Per esempio, non abbiamo saputo che fine abbiano fatto gli scavi, che risultato abbiamo avuto gli scavi nella regione della vecchia chiesa di St. Martin de Corléans.

Sembrava che ci fossero stati dei ritrovamenti, sembrava che si fosse trovato altro però non si è mai precisato niente e allo stato attuale ignoriamo in sostanza quale sia il risultato di questi scavi che sono costati parecchio.

Si è parlato anche della questione delle necropoli, chiedo scusa se allargo un po' il tema ma faccio i riferimenti rapidissimi.

Si è parlato di quella necropoli neolitica a Vollein nel Comune di Quart. Ora ho avuto delle informazioni che, non so se siano fondate o meno, ma informazioni abbastanza pessimistiche, cioè che non ci sarebbe più un custode, quel tale capannone non presenta caratteristiche di sicurezza per cui sarebbe possibile a chiunque andare a impadronirsi di cose che sono state trovate. Io non so se questa sia vero o meno e qui sembra che le cose vadano un po' nel senso di uno sbandamento generale e che non ci sono delle idee precise che non ci sia una guida di queste cose; se va avanti così, si è sbarazzata la Chiesa di Sant'Orso ma non sappiamo poi, oramai la Chiesa di Sant'Orso come facciata sembra una Chiesa in rovina, quali sono le destinazioni che si vogliono, quale destinazione si vuol dare alla facciata, qual è la sistemazione definitiva non lo so, certo che non è bello lo spettacolo di quella facciata.

Si è chiuso il chiostro di Sant'Orso al pubblico, si vorrebbe sapere per quale ragione è stato chiuso il chiostro di Sant'Orso e vorrei sapere se è ancora chiuso o meno; insomma, qui si ha l'impressione che non c'è nessuno che guidi queste cose, queste cose vanno avanti così nel senso come dico di uno sbandamento completo.

Io vorrei avere dei chiarimenti su questi argomenti.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Mappelli.

Mappelli (DC) - Io ne approfitto così poi risponde tutto assieme l'amico Milanesio.

Vorrei sapere a che punto noi avevamo comprato la vecchia birreria: se c'era anche lì un programma a suo tempo di smantellamento ecc., anche quel problema lì dato che siamo qui parlando, oggi abbiamo un po' di tempo a nostra disposizione su queste cose.

Chiedevo all'Assessore qual è il programma della vecchia birreria, cosa si intende fare.

Dolchi (Presidente) - Consigliere Caveri.

Caveri (UV) - Mi riallaccio a quello che ha detto il Consigliere Mappelli: mi sono recato qualche volta a vedere il Teatro Romano ma, francamente, lo spettacolo dello sbaraccamento della vecchia birreria dal Teatro Romano è una cosa spaventosa, anche io vorrei sapere quali sistemazioni si pensa di fare perché prima la vecchia birreria era certamente un qualche cosa che stonava maledettamente con il Teatro romano, ma la rovina che, alla quale assistiamo attualmente, lo sbaraccamento della vecchia birreria, è peggio ancora di prima.

Io non so bisogna che la Sovraintendenza studi una sistemazione perché è uno spettacolo tristissimo quello che si vede dal Teatro Romano.

Dolchi (Presidente) - La parola al Presidente della Giunta. Allora sì, la parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (PCI) - Qui si è parlato di Aosta, ma io penso che in Valle non vi è solo Aosta, ci sono denunciate le cose che non vanno; io non voglio farvi un elenco delle cose che non vanno in Valle, mi limito a due esempi, due.

Noi abbiamo acquistato il castello di Aymavilles, tre o quattro anni fa, mi sembra, o 5 anni fa. Il Consiglio è d'accordo ma io inviterei i Consiglieri di andare a vedere che cosa succede nel castello di Aymavilles, almeno prima, quando era di proprietà dei privati, gli facevano l'ordinaria manutenzione. Oggi, che è proprietà della Regione, non si fa più neanche quello, è completamente abbandonato.

Ora io mi chiedo; conviene ancora che la Regione acquisti dei castelli per mandarli in malora, mentre il privato almeno un po' di manutenzione la faceva? Questo è il punto interrogativo che io mi pongo. A cosa destiniamo questo castello di Aymavilles? Io il problema l'ho posto a diverse riprese in questo Consiglio, chiedendo quali destinazioni volete dare al castello di Aymavilles.

Mi si è detto "studieremo", ma qui si sta studiando non solo sui castelli anche su altro da anni, si studia e non si combina niente; si lascia andare in malora tutto, si buttano via i quattrini. Allora io mi chiedo: vuole la Giunta risponderci, dovrei dire l'Assessore, cosa intende fare di questo castello di Aymavilles? Vuole lasciarlo andare in rovina e allora diciamocelo, vuole fare un minimo di manutenzione, .... è un dovere.

Morgex, scusate io vi ribadisco questo perché qui denunciare le cose che non vanno, segnalare, attirare l'attenzione della Giunta su dei fatti è lo stesso come parlare al cosmo. Io ho segnalato il fatto di Morgex anni fa, noi abbiamo acquistato la torre con l'edificio che è lì attorno alcuni mesi fa; è crollato il calcinaccio del cornicione sulla piazza. Dei bambini giocavano a pochi metri: se questi bambini fossero stati pochi metri più in là, quell'edificio deve avere tre piani, noi immaginiamoci i calcinacci del cornicione che cadevano sulla testa dei bambini.

Dentro è uno sconcio: porte aperte, i turisti, non essendoci dei servizi igienici, si servono delle stanze di questo edificio abbandonato come servizi igienici e ho detto ai Consiglieri, e specialmente all'Assessore, andate a vedere cosa succede.

Bene io sono ritornato a Morgex 15 giorni fa, le cose stanno esattamente come prima; ora lì, a parte che è una vergogna perché la gente diceva, mentre era, non so di chi era prima quell'edificio, forse del Comune mi pare, il minimo di manutenzione lo facevano perché c'era gente dentro, adesso è completamente abbandonato. Le porte scassate, alcune porte hanno messo delle tavole chiodate in alcune porte, quindi io questo l'ho segnalato un po' di tempo fa, si sia provveduto? No, si continua esattamente come prima.

Ora io mi chiedo: è giusto che l'Amministrazione regionale spenda centinaia di milioni, perché sommandoli sono centinaia di milioni, per acquistare questi edifici e poi mandarli in rovina?

Io penso di no, non so, se noi vogliamo continuare a fare questa politica tutte le vecchie baracche della Regione apparteranno alla Regione; se andiamo avanti di questo passo, però noi le acquisteremo per mandarle in rovina.

Quindi io sono della tesi che dovremo acquistarne meno di queste vecchie baracche, però, quelle che acquistiamo, teniamole in piedi, non, lasciamole andare in rovina volutamente; lasciarle andare in rovina io penso che questo sia anche un criterio di amministrazione, anche un criterio di orientamento perché, se noi continuiamo di questo passo, non so quali opinioni, a parte che causiamo dei danni gravi al patrimonio storico e archeologico della Regione, e siamo noi Regione che lo causiamo, questo perché, se lo lasciamo ai privati, dicevo prima, un minimo di manutenzione la fanno; poi, secondo me, non è neanche il caso di sperperare denaro in quel modo.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Riprendo quanto è già stato detto per segnalare però un caso particolarissimo e urgentissimo, anzi ho intenzione di portarlo alla Conferenza dei Capigruppo il 3 dicembre.

Tre giorni fa per caso ero a St. Pierre e ho visitato l'ala sud-est del Castello Sarriod della Tour: quello rischia di crollare, è responsabilità penale, tanto per intenderci, perché, tra l'altro, potrebbe causare anche la morte di qualche persona ma è volutamente un monumento nazionale classificato che viene lasciato in stato tale per cui il crollo entro il breve limite è garantito, e quindi, concretamente, noi proponiamo che vengano immediatamente stanziati fondi dal Consiglio per le opere indifferibili, non sarà ma comunque una sottomuratura perché sennò quello va giù.

Dolchi (Presidente) - La parola al Presidente della Giunta. La parola al Consigliere Monami.

Monami (PCI) - ... posizione sui tempi più generali, non farò di fiore in fiore quel castello, quella particolare situazione che deve essere vista e certo tutto il quadro della situazione fa sì che degli accorti amministratori anche in questa direzione sappiano fare delle scelte, come in ogni cosa, alcune vanno avanti e altre no, ma mi riferivo specificatamente all'acquisto delle aree per cui l'amico Mappelli era d'accordo per le future o quelle che, poi scopriamo perché, se no si ledono quali interessi dei privati dice la 865 non serve perché quelli sono terreni privati. Il richiamo che la 865 è fatta per acquisire dei terreni dei privati, è naturale, non mi risulta che la 865 dica che le pubbliche Amministrazioni comprino le aree delle pubbliche amministrazioni, sarebbe quanto meno ignota, poi il preoccuparci eccessivamente certo, in un paese dove la proprietà è così difesa e fortemente difesa, non può tener conto anche di questo in un momento in cui l'opinione pubblica, ecco Mappelli, non c'eri prima, è sensibilizzata a questi problemi che è sensibilizzata ai problemi della difesa del patrimonio culturale artistico del nostro paese e se ne parla dalle Alpi alla Sicilia e se ne parla anche in Valle d'Aosta; in questo momento in cui l'opinione pubblica è sensibilizzata anche sui problemi dello sfruttamento edilizio delle aree ecc., in un paese in cui questo processo di una mentalità nuova sta andando avanti, io non voglio fare il tecnico, dico avvaliamoci dei nostri tecnici e mettiamoci in opera, in cantiere tutti quei mezzi che ci permettono di acquisire quelle aree al minor prezzo possibile e utilizzando tutti i mezzi che la legislazione italiana ci mette a disposizione, sia che in quell'area sia stato concesso di già o no il permesso edilizio, ecc.. poi già parlavo una volta dei meccanismi degli indennizzi, ma, insomma, non saremmo mica sempre coloro che pagano; anche queste cose vanno viste con una certa accortezza, e quindi il proprietario che non può costruire per sei mesi, per tre mesi, che viene subito lautamente indennizzato, dico ma non siamo in un paese dove i mezzi sono tanti e tali, per cui si possa sprecare del denaro; si acquisiscono quelle aree si fanno le minime opere indispensabili di protezione in attesa poi di tempi migliori per fare tutta quella ricerca della quale tutti, ognuno di noi sente l'esigenza: ecco il problema posto in termini più generali e su questa questione non è escluso che noi chiederemo ad una nuova, alla nuova, alla futura Giunta, al nuovo futuro Governo anche di confrontarsi su questi tempi di carattere più generale che vanno al di là, anche se importanti, di quel castello o di quell'area o di quello specifico ed individuabile argomento.

Pedrini (PLI) - Io sarò brevissimo, come prima, desidero soltanto porre l'attenzione direi a tutto il Consiglio in modo particolare a quelli che saranno i futuri Assessori nel ricordare che in Valle d'Aosta c'è anche un Forte, che si chiama Forte di Bard. Io già anni fa avevo fatto delle interrogazioni, vi posso dire che da allora non mi è stata più data alcuna risposta e non appena il Governo Moro inizierà i suoi lavori un gruppo di Parlamentari liberali presenterà un'interpellanza o un'interrogazione al Governo per sapere come stanno le cose del Forte di Bard. Risulterebbe, infatti, che in questi ultimi tempi tutto il materiale che vi era dentro, sia vi erano, era diventato un deposito, una polveriera diciamo, era diventata, è stato tutto portato via e praticamente si dice che nel Forte di Bard non ci sia assolutamente più niente tranne che la pioggia che passa attraverso le tettoie, i tetti del Forte e scende nelle varie, nei vari cantoni del forte, è evidentemente che noi come Valle d'Aosta abbiamo tutto l'interesse a che il Forte passi sotto l'Amministrazione regionale e che il Governo italiano insomma ce lo regali. È evidente che prima di fare una tale operazione sarà opportuno mandare dei tecnici a vedere come stanno le cose perché vi saranno veramente molti e molti milioni da spendere, soltanto per far sì che la pioggia non rovini quello che è all'interno dei tre forti, perché a Bard sono tre forti che si congiungono in uno solo; è una cosa da fare con estrema attenzione perché, evidentemente, questo provocherebbe un rilancio di tutto il Comune, dei comuni di Bard e di Hône, perché la strada che dà accesso al castello potrebbe diventare anche nell'era 2.000 una strada medioevale, con botteghe, varie di artigiani ecc... così come al castello medioevale di Torino dove effettivamente questi artigiani hanno delle entrate notevoli. Va bene e diventare un polo di attrazione turistico per tutti coloro che vengono a visitare la nostra Regione, è un problema che ho voluto soltanto così, a grandi linee, citare per ricordarlo a questo Consiglio perché è uno dei primari problemi che possono venire affrontati in Bassa Valle.

Bordon (DC) - Non volevo prendere la parola, se non per chiedere alcune cose a Milanesio, che sono già in fondo state richieste perché parlavamo con l'amico Borbey servendoci di quel poco buon senso che ancora ci rimane effettivamente ci sono delle cose che non si spiegano perché certe aree che avremmo potuto comperare io capisco con il sacrificio di qualche decina di milioni, perché edificabile ecc., che poi vengono a costarci molto di più e mi pareva che fosse anche giusto che ad un certo momento si relazionasse qui quello che si sente, perché io vi dirò che una sera in una riunione ci fu, se non erro, se non sbaglio nome, la Prof.ssa dell'architettura, ditemelo voi, Mollo, la confondo con Moffo, la Prof.ssa Mollo che fece una bellissima relazione, addirittura facendo rimanere a bocca aperta gli ascoltatori su quanto era già stato trovato qui in Valle e addirittura con delle diapositive che erano una cannonata, per cui io, che sono particolarmente sensibile a questi problemi, e chi ride io lo denuncio, Cesare Dujany, e tanto per cominciare ne rimasi colpito e dissi: "Ma guarda, effettivamente ci sono delle cose che se fossimo in un altro paese", non mi riferisco tanto lontano, anche solo alla Svizzera e alla Francia, dove hanno quattro sassi da far vedere e se li valorizzano, noi forse abbiamo troppa roba da far vedere come succede in tutta l'Italia per le ville del Veneto, ecc., invece volevo solo permettermi di aggiungere due cose ma questo me lo dà lo spunto Pedrini, perché effettivamente so che Cesare Dujany, Presidente, è già andato fino al Forte di Bard e noi quattro o cinque domeniche or sono per adeguarci ai tempi abbiamo fatto un golpe e abbiamo occupato il Forte di Bard: siamo partiti in diversi e guidati da persone che ci illustravano questo enorme complesso ed effettivamente anche lì siamo rimasti a bocca aperta perché è una cosa meravigliosa, questo Forte, attraverso tre corpi, come ha detto l'amico Pedrini, effettivamente non c'è più niente dentro, mi hanno spiegato che hanno portato via tutto per la fine di ottobre ed era via tutto, non c'era più niente se non questa costruzione, naturalmente uno rimani lì e se non sbaglio, l'avevo già detto al Presidente della Giunta mi sembra che bisognerà riflettere lungamente e vedere quello che si fa, perché come il Ministero della Difesa dismette questo complesso, dovrebbe avvenire, tanto più che abbiamo quel bravo Sindaco di Hone che si è battuto terribilmente per avere questo castello e penso che Dujany abbia festeggiato il 4 novembre, se non sbaglio, quindi ha potuto vedere che cosa ne veniva fuori, indubbiamente ci sarà da mettersi le mani nei cappelli perché pensate questo complesso con questa enorme mole e con tutto il danno che dovremo riparare però è una cosa da seguirsi, quindi a parte il forte di Bard, dicevo a Milanesio insomma vediamo un po' ad un certo momento appena possibile di avere una relazione un po' completa di tutte queste, di tutti questi scavi, perché qui, non abbiatevela a male, e non se l'abbiamo a male quelli che lavorano, ma, se uno passa in questo cantiere, vede proprio che fanno le cose con molta attenzione, con una delicatezza formidabile, per cui addirittura insomma non c'è pericolo di rotture, di urti per ovvi motivi che voi ben avete capito.

Milanesio (PSI) - Soprattutto sul Forte di Bard perché è il Presidente che ha trattato la questione, dunque, io non vorrei qui rappresentare l'immagine della desolazione no, nel senso di dire, ma queste cose succedono e c'è una certa impossibilità di starci dietro, ma, effettivamente, ci troviamo in presenza di grossissimi, grandissimi problemi e abbiamo delle risorse che sono estremamente limitate e questo è, diciamo, così la ragione reale e vera della nostra impossibilità a star dietro a tutte le cose che sono state dette qui e io le condivido tutte quelle che sono state dette, tutte quante perché sono tutte giuste, però non vi sono a sufficienza messi e uomini anche potremmo dire donne noi, perché la Dott.ssa Mollo è una donna, comunque non abbiamo personale a sufficienza e mezzi a sufficienza per far fronte a tutte queste esigenze che sono tutte legittime e giustificate. Cominciamo dal Teatro romano: sono state fatte delle osservazioni sul Teatro romano, effettivamente è una vecchia birreria, eravamo abituati, era qualcosa che era conclusa, se non altro, era brutta, c'era, adesso, invece, c'è uno squarcio una ferita e da un'immagine di squallore terribile, per cui ne deriva anche un danno, diciamo così, al Teatro romano, che è lì vicino, per esempio quest'anno è in previsione di riprendere la demolizione per portare avanti e arrivare, se non altro, così, ad avere una quinta uno sfondo diciamo, no, uno sfondo che sia uniforme, rappresentato dalla costruzione che è prospicente su via Xavier de Maistre, per intenderci, la costruzione con annessi e connessi, cioè la parte che è stata acquistata dalla Regione e che non è oggetto di demolizione. Cercheremo di arrivare fin lì ma anche lì occorrono parecchi mezzi, perché la demolizione di questa birreria è un'impresa spaziale. Scusatemi se vi dico questo è forse la prima costruzione in cemento armato o giù di lì che è stata fatta ad Aosta e più che cemento è ferro; demolire quelle strutture significa lavorare di demolitore e di fiamma ossidrica, c'è più ferro che cemento una volta si costruiva così probabilmente no, quindi, tra l'altro, viene a costare moltissimo viene a costare moltissimo perché si tratta di fare un lavoro accurato di demolizione anche perché siamo in presenza di un centro abitato, abbiamo dei problemi, diversi problemi da risolvere, un costo elevatissimo di demolizione, comunque è in programma di continuare e di proseguire la demolizione. Abbiamo dovuto praticamente rinunciare in quella zona, abbiamo iniziato uno scavo per vedere cosa saltava fuori grosso modo a fianco del teatro dovremo rinunciarci, perché dovremo accontentarci di buttare giù la birreria per il momento e lasciare lì probabilmente fare un'area verde in attesa di tempi migliori per poter scavare, per vedere quello che c'è sotto, cioè non ci poniamo più il problema oggi di andare a vedere cosa c'è sotto, cioè non ci poniamo più il problema oggi di andare a vedere cosa c'è sotto, non ce lo poniamo per i prossimi cinque anni vale a dire che lo vedremo successivamente. Oggi dobbiamo stare dietro alle cose che scopriamo, ripeto, per iniziativa dei costruttori che fanno i condomini su regolari licenze, perché questo succede, perché da un po' di tempo a questa parte soprattutto da quando c'è la Sig.ra Mollo il Comune di Aosta ci comunica tempestivamente l'inizio degli scavi di qualunque costruzione che è situata in zone da noi segnalate come sospette zone archeologiche, per cui, se la pala meccanica dell'impresario X inizia gli scavi domattina in quella zona, deve comunicare al Comune questo no per l'apertura del cantiere, noi ci rechiamo con un assistente ad assistere a questo scavo finché lo scavo non è finito o comunque non è finito per la parte che ci può interessare; ecco che con questa vigilanza abbiamo scoperto tutto quello che è saltato fuori in questi ultimi tempi, prima invece ci affidavamo al buon cuore dei privati, i quali hanno distrutto, da quello che ci è stato detto, hanno distrutto importanti testimonianze se n'è sentito parlare al caffè così come battuta ma non le abbiamo viste, per esempio nell'area così detta ex area pirana, vicino, sulla circonvallazione nord, zona della Consolata, abbiamo scoperto, i resti, diciamo così, le fondazioni con una parte di mosaici anche e una villa romana, però a fianco di questa la villa romana termina ad un certo punto, termina dove avevano costruito dei condomini. Questi condomini certamente sono stati costruiti su altri importanti testimonianze romane, perché la villa non termina lì avrebbe proseguito no, però termina, perché, perché c'è un condominio, evidentemente chi ha fatto quel condominio notte tempo, anni fa, ha sbaraccato tutto e non ha avvertito certamente gli organi competenti cioè, se oggi ci troviamo in presenza di giacimenti, diciamo così archeologici, è perché facciamo un esame preventivo, perché assistiamo gli scavi e quindi per forza veniamo a conoscenza di certi giacimenti. Per quanto si riferisce alla necessità di fare un piano, noi avevamo provato a fare un piano, io avevo anche illustrato mi pare tre anni fa circa durante l'approvazione del bilancio, che erano state fatte analoghe osservazioni, avevo illustrato come si proponevano di spendere determinati quattrini in una direzione così, di minima, io avevo detto che non era un vero e proprio programma però era un piano di interventi di minima, cioè con i mezzi che avevamo a disposizione per fare certe cose che ritenevamo più importanti e più urgenti. E' stato sconvolto tutto dalle, dai momenti successivi, non riusciamo, non siamo riusciti a fare niente di preordinato e di precostituito; io, se il Consiglio regionale lo ritiene opportuno ancorché questo sia un momento di crisi, se lo ritiene opportuno, io sarei ben lieto di fare in modo che i tecnici che sono valentissimi della sovraintendenza illustrino, non evidentemente in Consiglio ma in una qualunque altra occasione che potrebbe essere una riunione di Consiglieri, se desiderano intervenire, illustrino la situazione reale, cioè noi abbiamo un censimento preciso di tutte le esigenze, di tutte le necessità, abbiamo anche delle idee su come fronteggiare queste necessità; di modo che il Consiglio possa avere il quadro, il quadro della situazione perché questo questa manca al Consiglio, una responsabilità della sovraintendenza è quella di aver poco e male informato l'opinione pubblica e il Consiglio in questo caso dei ritrovamenti che c'erano e delle cose che aveva anche fatto perché, posso affermare però per tranquillità del Consiglio che in Valle d'Aosta, si spende mediamente, intanto molto di più che nell'Italia in generale e molto di più che in qualunque altra regione d'Italia in questo settore e si spende anche con profitto però la mole delle cose che ci sta di fronte è tale che non possiamo risolvere e affrontare tutti questi problemi. Faccio un esempio: Andrione prima ha parlato del Sarriod de La Tour, io già in alcuni Consigli or sono avevo segnalato questo fatto, sono anche, c'è anche una presa d'atto della Giunta, l'architetto Prola, giustamente si è presentato da me non più tardi di qualche mese or sono dicendo: "Questo castello può darsi che quest'inverno crolli" "Come crolli?" Sì, poterebbe aprirsi il tetto e se si apre il tetto non sappiamo se certe mura dell'ala est di questo castello reggeranno perché in questo momento a suo giudizio e a giudizio anche di un tecnico che abbiamo incaricato di fare una perizia statica, le mura rimarrebbero assieme, perché praticamente collegate, legate da questo tetto che le sovrasta. Per questa ragione, essenzialmente, se il tetto dovesse crollare totalmente o parzialmente, probabilmente coinvolgerebbe nel suo crollo anche il crollo di parte di questo castello. Cosa occorre spendere, per tenerlo solo su quella parte, per poterla inchiavardare con tiranti e chiavarde? 50 milioni, non si discute, questo è il minimo per tenere su l'ala est del Castello di Sarriod, castello sul quale la Regione in tempi migliori, mi riferisco a tre anni fa, aveva iniziato dei lavori di consolidamento statico, lavori ad un certo punto sospesi per mancanza di fondi perché c'erano gli scavi che urgevano in altre direzioni, cioè per intenderci è il discorso della coperta che è corta: se ti vuoi coprire il petto devi scoprire i piedi e viceversa. Questa è la situazione. Ora si parla del castello di Aymavilles, Manganoni, io ti posso dire questo del castello di Aymavilles, il castello di Aymavilles è il castello più ben conservato, è quello che tutto sommato in un primo momento non ha bisogno di niente, certo sarebbe bello restaurarlo, dargli una destinazione; si tratta di spendere un paio di miliardi probabilmente ma credo e ritengo che certamente in questa legislatura il castello di Aymavilles non sarà prioritario, non sarà prioritario, si tratta di spendere qualche miliardo certamente per farne l'utilizzazione, qualche miliardo, ve lo garantisco subito, non si tratta neanche di dire, vabbè 200 milioni, con 200 milioni non si fa niente: pensate che per il restauro del castello Sarriod de la Tour è stato fatto un preventivo da parte della sovraintendenza di larga massima, per restaurarlo convenientemente, di oltre 500 milioni, ecco ora vi rendete conto che si tratta di cifre pazzesche di cifre elevatissime e questo Consiglio evidentemente ritiene che negli ordini di priorità ci siano anche altri interventi e altre cose da fare. Ora io sono, sarei lieto, se il Consiglio ritenesse di procedere almeno ad una riunione informale, come riterrebbe più opportuno, esplicativa, magari con sopralluogo, no, perché, per esempio, anche le osservazioni che l'Avv. Caveri ha fatto circa le necropoli di Pollein sono abbastanza reali, cioè il controllo non è, mi sento di dire che non c'è praticamente, questo capannone si è chiuso ecc. ecc. ma, a notte tempo, se qualcuno volesse intrufolarsi, lo potrebbe anche fare. Non c'è più una custodia continuativa, questo è vero, non c'è più una custodia continuativa; non riteniamo che sia oggetto di particolare interesse da parte di ricercatori diciamo così di oggetti da vendere perché le cose che potevano essere asportate e vendute sono state portate via e custodite, però, quindi non vanno a portarci via le ossa, presumiamo, però certo che qualche malintenzionato potrebbe andare lì e sconvolgere qualcosa questo sì. Del resto non abbiamo il museo, scusatemi, non abbiamo un museo, abbiamo una costruzione pericolante anch'essa, dove sono accatastati gli uni sugli altri tutti i reperti che c'erano già prima e quelli che abbiamo copiosissimi trovato recentemente. La situazione è abbastanza tragica, io gradirei, se ci sarà un invito da parte del Consiglio, perché esattamente io mi sento in questo caso, molto dimissionario, non per sfuggire alle esigenze dei Consiglieri, ma è chiaro in una situazione del genere io non mi sento un Assessore con, diciamo così, la possibilità di fare delle previsioni sull'avvenire, posso solo dire che, se lo ritenete opportuno in questi giorni al più presto, si potrebbe fare una riunione di carattere esplicativo per consentire a tutti i Consiglieri di capire a che punto siamo, a che punto siamo. Siamo in una situazione molto drammatica, questo lo posso garantire, dove i mezzi che sono stati stanziati fino ad oggi sono assolutamente insufficienti ancorché copiosi rispetto a quelli di altre regioni, rispetto a quelli dello Stato, siamo in una situazione di emergenza, io posso dire solo questo, non posso dire altro per il momento.

Dujany (DP) - ...mi pare che ormai da parecchio tempo si constata che qualunque scavo si faccia nella città di Aosta, si ricavano dei reperti, quindi è opportuno prendere contatti con l'Amministrazione comunale affinché i permessi edilizi siano dati condizionati nel caso che si trovino reperti e che si intervenga immediatamente in caso positivo all'acquisizione delle aree.

Per quanto riguarda il problema specifico dell'area del corso Battaglione Aosta, il sindaco del Comune di Aosta aveva dato un permesso edilizio in quella zona alla fine di settembre in cui si prevedeva la costruzione di un albergo e di un condominio e altre attività e negozi vari. Nel frattempo è stato approvato il piano regolatore che prevedeva in quella zona altre destinazioni. Il Sindaco di Aosta ha inoltrato la richiesta al Presidente della Giunta di sospendere i permessi edilizi e dieci o quindici giorni fa è stata accolta la richiesta del Sindaco ed è stato sospeso il permesso edilizio già concesso a suo tempo dal Sindaco di Aosta per un periodo di tre anni in attesa di decidere sul destino di quella zona che è oggetto anche di reperti che è oggetto della deliberazione da cui siamo partiti per questa lunga discussione.

Ah, chiedo scusa, forte di Bard, forte di Bard c'è stata una serie di corrispondenze sollecitate dal Sindaco di Bard con il Ministro competente e della Difesa in questo caso per la disponibilità del castello di Bard. Stanno ultimando, direi, o forse è già ultimato in questo momento il trasferimento delle poche armi che erano giacenti, mi pare che trasferiranno anche in questi giorni i militari e il fabbricato dovrà essere dismesso dal demanio militare e trasferito al demanio civile; quindi ci sarà poi il passo successivo, per vedere cosa succederà, cioè cosa farà il demanio dello Stato di questo fabbricato se riterrà di passarlo alla Regione o al Comune oppure naturalmente dargli un'altra destinazione. La Regione ha già richiesto, questo direi ripetutamente, però lo ha richiesto in un primo tempo, cioè per avere la disponibilità di questi beni bisogna che siano dismessi dall'autorità militare, dismesso dall'autorità militare passa al demanio dello Stato e poi dal demanio dello Stato alla Regione. Penso che non sia storia facile, quindi interpellanze di questo genere al Parlamento e interessamento in questa direzione non ci farebbero male.

Caveri (UV) - Ma il Consiglio regionale che è impotente purtroppo allo stato degli atti a risolvere la crisi si sta vendicando parlando di archeologia, del tema più facile dell'archeologia e in quello siamo un po' simili a delle formiche che ballano attorno ad un vulcano, comunque continuiamo pure a parlare di archeologia tanto più che ci sono degli aspetti abbastanza preoccupanti in questo tema e le dichiarazioni dell'Assessore Milanesio non sono certamente tali da tranquillizzarci, anzi, aumentano ancora le nostre apprensioni. Per conto mio non so mi sembra, non vorrei dire una parola di troppo, ma mi sembra che questa dichiarazione dell'Assessore Milanesio rassomigli un po' alla marcia funebre di qualche... a una marcia funebre di Chopin perché è veramente un quadro ultra nero e pessimista.

Io sono contrario alla riunione informale che poi lascerebbe il tempo che trova, l'Assessore competente e chiunque esso sia deve, è lui che ha la responsabilità di quanto avviene in questa materia e deve riferire non nella riunione formale, dove sentiremmo delle interminabili, inconcludenti chiacchierate, ma deve riferire al Consiglio dello stato di queste cose. Certo che quello che dice l'Assessore Milanesio a proposito della necropoli di Pollein ci preoccupa ancora di più di quanto fossimo preoccupati prima e bisognerà che l'Assessorato assuma dei provvedimenti urgenti e non vorrei che quello che abbiamo detto nella seduta pubblica dia delle indicazioni a qualche amatore dilettante di recarsi sul posto per vedere cosa, quindi è urgente provvedere. Si dice non c'è museo, comunque il museo c'è, è chiuso purtroppo ma per lo meno; se c'è ancora qualche oggetto penso che non ci siano più oggetti sul luogo che siano stati tutti messi al sicuro. La faccenda del castello di Sarriod De La Tour, ma se veramente ci sono questi pericoli bisogna che l'Assessorato, qualunque sia la spesa, provveda, stiamo buttando miliardi per delle cose, delle spese veramente di lusso che poi è meglio che non parliamo dell'ospedale geriatrico, perché penso che dopo la crisi dovremo pure occuparci di questo disastro dell'ospedale geriatrico: si sono spesi dei miliardi, per creare un immobile che non serve a niente e il Consiglio di Amministrazione ha persino scritto una lettera alla Giunta dicendo che non si potrà mai destinare quella specie di bunker fatto lì in quella località e noi ci siamo sempre dichiarati contrari a quella iniziativa sbagliata e sbagliatissima. Ma io dico, per il castello di Sarriod de La Tour si provveda e, se occorre fare una spesa la si faccia. Non possiamo mica essere dei fatalisti e gli attendisti che aspettano, come dice l'Assessore, che il tetto crolli, travolgendo tutte le murature del castello stesso. Se bisogna fare delle cose, bisogna farle. Per il forte di Bard io dichiaro il mio scetticismo assoluto, perché non so veramente quale destinazione potrebbe dare l'Amministrazione regionale a questo forte di Bard se non come aprirne una prigione per oppositori politici e non né mica detto che non andranno magari a finire i nostri giovani nel forte di Bard, potrebbe anche darsi, però non è certamente una cosa augurabile per conto mio che la Regione rilevi in forte di Bard, affrontando delle spese tremende per che cosa, per farne che cosa, il forte è assolutamente inservibile per qualunque destinazione e a tal proposito, a proposito di questa cessione del forte di Bard all'Amministrazione regionale mi ricordo di una frase detta da Luigi Einaudi quand'era Presidente della Repubblica e a proposito della Cogne e in un momento di umorismo nero cosa mi ha detto Luigi Einaudi, mi ha detto questo: "Il peggiore scherzo che potrebbe farci lo Stato sarebbe di cedere la Cogne alla Regione" e una cosa del genere vale anche per il forte di Bard, ad ogni modo si potrebbero dire tante cose che è meglio tacere.

Dolchi (Presidente) - Io richiamerei l'attenzione del Consiglio sulla deliberazione n. 4067 che era stata l'inizio della ratifica di queste deliberazioni, l'inizio di questa discussione che ha poi toccato altri temi. Possiamo passare alla votazione.

Allora metto in votazione per alzata di mano l'oggetto, la deliberazione di Giunta n. 4067 in data 4 settembre 1974, chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie, chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità di voti con 30 voti favorevoli su 30 Consiglieri presenti e votanti.

Oggetto n. 4266 in data 11 settembre 1974.

Dolchi (Presidente) - Nessuno chiede la parola? Metto in approvazione la deliberazione n. 4266 della Giunta regionale. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene? Con 30 voti favorevoli il Consiglio approva all'unanimità.

Oggetto n. 4391 in data 28 settembre 1974.

Dolchi (Presidente) - Nessuno chiede la parola? Stesso risultato.

Oggetto n. 4400 in data 18 settembre 1974.

Dolchi (Presidente) - Nessuno chiede la parola? Stesso risultato.

Oggetto n. 4428 in data 18 settembre 1974.

Manganoni (PCI) - A proposito del tiro a volo io vorrei attirare l'attenzione della Giunta su un fatto, prima di chiedere a che punto si trovano i lavori del tiro a volo. Io vorrei ricordare che circa questo barbaro sport, come lo chiamano sport, e non sto a spiegare perché è barbaro, io penso che ognuno lo capisca ci sono state qui ad Aosta le proteste anche scritte dall'Amministrazione regionale da parte dell'ente protezioni animali, da parte dell'ente protezione della fauna e dei vari enti che si interessano della fauna della protezione delle bestie, non solo ma vorrei sempre attirare l'attenzione della Giunta su un fatto verificatosi tempo fa in provincia di Torino, ora non mi ricordo in quale paese, vi era un campo di tiro; è stato chiuso perché le associazioni per la tutela della fauna e per la protezione degli animali, avvalendosi della legge sulla caccia, varata dalla Regione piemontese, la quale in questo campo vara delle leggi più serie di quelle che variamo noi, avvalendosi non so di quale articolo di quale legge, ha fatto chiudere un campo di tiro a volo esistente. Ora io vorrei sapere dalla Giunta se intende portare a termine, ignorando le proteste scritte pervenute all'Amministrazione regionale da parte di questi enti, e proseguire questi lavori per continuare a massacrare i piccioni, per deliziare gli ozi sappiamo di chi o se non giudica opportuno destinare questo campo di tiro a volo ad altre opere magari a carattere sociale molto più urgenti e necessarie alle comunità di St. Vincent.

Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, non vorrei aprire la discussione su questa parte, si tratta di approvare le determinazioni della Commissione tecnico-amministrativa in merito all'appalto concorso per i lavori di costruzione del viadotto lungo la strada ... (voci) .... lungo la strada, no, no, è la strada che si chiama del tiro a volo, parliamo del viadotto, io penso che le argomentazioni portate dal Consigliere Manganoni possano essere oggetto di discussione però in questo caso trattandosi di una ratifica di deliberazioni di Giunta che parla del viadotto mi sembra che il Consiglio comunque non possa addivenire a nessun altra deliberazione concreta, quindi vi richiamerei all'oggetto della deliberazione fermo restando l'importanza del problema sollevato dal Consigliere Manganoni, di cui la prossima Giunta terrà certamente conto.

Manganoni (PCI) - Io accetto le osservazioni del Presidente ricordandogli solamente però che sia imparziale e in tutti gli argomenti richiami i Consiglieri al rispetto dell'ordine del giorno.

Dolchi (Presidente) - Il Presidente assicura il Consigliere Manganoni e il Consiglio dell'imparzialità che spera di mettere nella sua funzione e richiama l'attenzione del Consiglio sulla necessità di pronunciarsi sul viadotto. Nessuno chiede la parola? Mettiamo in votazione per alzata di mano allora l'oggetto relativo alla deliberazione di Giunta n. 4428 chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene? Il Consiglio approva all'unanimità con 28 voti favorevoli su 28 Consiglieri presenti e votanti.

Oggetto n. 4588 in data 23 settembre 1974.

Dolchi (Presidente) - Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene? Il Consiglio approva all'unanimità con 27 voti favorevoli su 27 Consiglieri presenti e votanti.

Oggetto n. 4676 in data 2 ottobre 1974.

Dolchi (Presidente) - Nessuno chiede la parola? Stesso risultato.

Oggetto n. 4802 in data 9 ottobre 1974.

Dolchi (Presidente) - Come vedete dagli allegati si tratta di un milione, nessuno chiede la parola? Stesso risultato, si passa all'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta in via d'urgenza, elenco che comincia con l'oggetto n. 4760 relativa alla riunione odierna.

Oggetto n. 4760 in data 9 ottobre 1974.

Dolchi (Presidente) - Sulla deliberazione 4760 d'accordo? Siamo ancora 27? 27 c'è il Presidente della Giunta. Allora stesso risultato: 27 presenti - 27 voti favorevoli.

Mi è stato chiesto da alcuni colleghi che il Consigliere Segretario legga solamente il numero della deliberazione e la data. Siete d'accordo? Avete tutti sott'occhio l'oggetto? Allora procediamo in questo modo.

Oggetto n. 4916 in data 18 ottobre 1974 - D'accordo stesso risultato.

Oggetto n. 5056 in data 23 ottobre 1974 - Nessuno chiede la parola? Stesso risultato.

Oggetto n. 5067 in data 23 ottobre 1974 - D'accordo? Stesso risultato.

Oggetto n. 5261 in data 30 ottobre 1974 - Stesso risultato.

Oggetto n. 5276 in data 30 ottobre 1974 - Stesso risultato.

Oggetto n. 5277 in data 30 ottobre 1974 - Stesso risultato.

Oggetto n. 5292 in data 6 novembre 1974 - Stesso risultato.

Oggetto n. 5331 in data 6 novembre 1974 - Stesso risultato.

Oggetto n. 5476 in data 13 novembre 1974 - Stesso risultato.

Oggetto n. 5478 in data 13 novembre 1974.

La parola al Consigliere Bordon.

Bordon (DC) - ... (voci) ...precedenza.

Dolchi (Presidente) - Allora la parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (PCI) - Com'è cortese oggi Bordon. Dunque questo sarebbe un lunghissimo discorso da fare. Io vedrò di limitarmi. Si verifica questo, che quando marchiano le fontine, no, le fontine marchiate vengono suddivise in tre categorie: 1^, 2^ e 3^, con differenza di premio al produttore, cioè la fontina marchiata di 1^ categoria e quella di 3^categoria, naturalmente hanno un valore diverso e questo al produttore viene considerato questa differenza. Alla vendita, invece, siccome il marchio è il medesimo per le tre qualità, il consumatore come può sapere se quella è di 1^, di 2^ o di 3^, essendo il marchio medesimo ed allora naturalmente mentre al produttore quella di 3^gliela si paga meno, quando la vendono al consumatore il prezzo è sempre medesimo. In tasca di chi va questa differenza?

1) Quindi necessità che nel marchio ci sia 1^, 2^ o 3^ categoria, cioè per evitare questo imbroglio nei confronti sia del produttore sia del consumatore a vantaggio di chi non lo so, immagino, ma non lo so.

2) La fontina ha un diametro di circa mezzo metro, grosso modo, il marchio ha un diametro di circa 15, 20 cm. Allora la fontina viene marchiata solamente al centro, quindi quando tagliano l'altra superficie della fontina non marchiata, l'altra superficie della fontina che è marchiata ma che però non risulta, ed allora uno può benissimo prendere della fontina non marchiata e spacciarla marchiata, se invece questo marchio avesse la dimensione pressa poco della fontina o almeno 40 cm. anziché 20 si renderebbe più difficile l'imbroglio da parte dei rivenditori nei confronti dell'acquirente del consumatore. Ora questo problema è stato già sollevato in Consiglio e l'ho sollevato io, io chiederei, non dico che l'Assessore debba dirmi per le ore 17 di mercoledì 27 dicembre, risolvo il problema, no, però se vuole affrontare questo problema, per evitare questi imbrogli a danno del produttore e del consumatore.

Bordon (DC) - Mi spiace scocciare l'Assessore Lustrissy avevo intenzione di parlare un'oretta del problema della fontina, ma poi sento che non avrei il vostro parere favorevole. Io non vorrei entrare in merito a quanto ha sollevato adesso l'amico Manganoni, perché non sono io che devo rispondere, però non è tutto esatto mi sembra quello che ha detto perché non è possibile prendere la fontina ed escludere la parte centrale, ad ogni modi mi sembra che tutto quello che si potrebbe fare meglio in questo campo lo si dovrebbe studiare, in quanto che io qui davanti agli occhi ho un formaggio che non posso citare perché non mi danno la percentuale per fare la sua réclame, ma effettivamente copre tutta la pagina, tutta la facciata con un foglio di carta e ce lo vediamo passare davanti agli occhi, però penso che questo problema Lustrissy lo vedrà e penso che potrà poi dare una piccola spiegazione. Io invece mi permettevo solo di richiamare, cinque minuti soltanto non mezz'ora, l'attenzione perché forse siamo anche fuori tempo in questo momento ed è logico che mi rivolga a Lustrissy e alla Giunta perché è così che devo fare. Noi qui dentro, non è amore di polemica, perché la polemica la possiamo fare a iosa in altri campi e la faremo probabilmente alla prossima seduta di Consiglio perché mentre oggi c'era ancora della comprensione un po' tutti forse su determinate situazioni io penso che alla prossima seduta invece tutti forse su determinate situazioni io penso che alla prossima seduta invece tutti i Consiglieri regionali dovranno assumere le loro responsabilità perché questo problema della Giunta venga risolto. Però io oggi voglio solo richiamare l'attenzione sommessamente, tutte le volte che noi portiamo qui dei problemi dell'agricoltura sono stati esaminati da tutti con molta larghezza di vedute, forse ancora più recentemente che prima, perché prima quando tanti anni fa qualcheduno veniva, non ero solo, eravamo già allora in buona compagnia a presentare certi problemi agricoli, non erano capiti, io mi ricordo che si diceva, non vorrei fare dei nomi, ma vecchi Assessori all'Agricoltura, si diceva qui, ci sentivamo dire che eravamo degli spostati in quantoché non era possibile dare dei contributi all'agricoltura; la gente che non ci voleva più stare se ne andava e quindi era giusto che si lasciassero i terreni così. Invece oggi come oggi sono rinsaniti un po' tutti e quindi è più facile discutere di questi problemi; la mia osservazione in questa materia, ed è per questo che volevo che rimanesse a verbale, non ha niente di demagogico amico Lustrissy, io mi domando soltanto questo: è indubbio che questa cooperativa, se non funzionasse come funziona, e qui non sono per fare degli elogi a quelli della Cooperativa, perché fanno solo il loro dovere sennò se ne potrebbero andare, è indubbio dico che, se questa Cooperativa non funzionasse, pensate a che punto si troverebbe la situazione agricola nostra in Valle d'Aosta. Quando voi pensate che sono centinaia di miliardi di forme di fontine che vengono raccolte, quindi non diciamo tutto quello che voi sapete e che comprendete tanto come me e non di più, ma è indubbio che io quando vedo questi provvedimenti qui, Lustrissy e non te ne faccio una colpa, mi stupisco un po' perché per esempio qui se noi dovessimo relazionare e io mi ero preparato, mi ero fatto anche dare una relazione, ad un certo momento per esempio hanno 43 milioni di interessi passivi, perché? Perché raccolgono questa merce, per chi non lo sapesse se lo può ricordare e versano subito 9.000 lire, ora io dirò per esempio che fra non molto tempo si dovranno portare queste 9.000 lire di anticipo a 14 perché, pensate, cioè tu Manganoni pensa "que pe payé un freuté ie fat casche co 18-20.000 franc pe dzòr" non lo trovi magari neanche più quindi tu immaginati un alpeggio di 80 bovine, modestamente io me lo sono gestito anche con l'ilarità di santi, perché era un hobby che avevo, me lo sono gestito dal 1947 al '71, quindi qualche cosa ho imparato? Pensate se dovessimo pagare adesso un milione, un milione e mezzo o due il casaro, un milione e mezzo o due le devant berger, cioè il capo mandriano e un milione e duecento, un milione e trecento gli altri uomini della montagna anche gli uomini di fatica. Fate un conteggio in base al latte che viene prodotto la fontina che vi da non ci state più dentro, allora queste forme dovrebbero essere portate avanti, certamente, ma il problema è questo ed è qui che io volevo solo richiamare l'attenzione vostra se ancora ci sarete alcuni di voi o no, ma è un problema che dovremo esaminare perché pensate che un complesso di questo deficit della fontina per le anticipazioni noi tutti gli anni arriviamo a dare certe somme che io ho qui per esempio 43 milioni nel 1973 e questi 43 milioni sono andati proprio perché non se ne può fare a meno sennò la Cooperativa perde il suo scopo. Ora noi di questi 43 milioni gliene diamo 29 oggi, che corrisponde circa a un 76% mi sembra, insomma grosso modo, mi sembra che hanno richiesto 43 milioni difatti qui c'è l'elenco delle due banche ora io dicevo, mi sembra strano che non si possa fare questo sforzo di arrivare, non dico, tanto più che ne chiedevano magari se non tutta la cifra il 90%, di arrivare a 40 milioni, cioè di non lasciare quel margine di 10, 11, 12 milioni, perché ad un certo momento la Cooperativa si troverà, come si trova già adesso, con un deficit per esempio di 34 milioni per gli interessi passivi e come noi un certo anno 1966-67 non mi ricordo, abbiamo dovuto pagare questa differenza, è indubbio che noi in questo momento dovremo aiutarci in questa cosa, ora questo deficit di 30-40 milioni è condannato ad aumentare, non dimentichiamo che oggi come oggi paga in banca un interesse del 18%. Ora a me sembra assurdo, se uno ti chiede 43 milioni, fate le dovute ispezioni contabili, io non mi ricordo più chi è che rappresentava la Regione in questo settore e parleremo poi anche di questi Consigli di Amministrazione forse in un'altra occasione, i Consigli di Amministrazione di altre società, dove effettivamente noi abbiamo dei rappresentanti che ad un certo momento, io non so perché, ci stiano, perché vanno, non dico a prendere la medaglia di presenza perché non sono cose molto laute, checché se ne dica per cattiveria, ma in fondo in fondo ci dovrebbe essere una relazione ad un certo momento, quindi dicevo, rimanendo la Cooperativa fontina non avremo pure qualcheduno che ci dice se sono anticipate veramente queste somme o no, se sono date con troppa larghezza, cosa che io vi escludo perché conosco il problema, ma la mia parola potrebbe anche non essere creduta da voi, però a me sembra strano che di fronte ad una richiesta di questo genere di 43 milioni vi chiedono per esempio il 90%, noi gliene diamo 29. E' indubbio che questa differenza graverà dopo, ma grava su chi, sui soci, e bravo ma se noi a questi soci gli togliamo la liquidità e li mettiamo in condizione di dover tribolare di nuovo, voi pensate è inutile che io vada poi a fare tutta quella pletora di leggi di piano verde o di verde agricolo e l'ingrasso del bestiame con tutte le critiche che si possono anche avere perché una legge non è mai perfetta, ma mi sembra in queste cose qui non dovremmo avere una maggiore comprensione tanto più che poi non si tratta di somme ingenti, ingenti, se ne chiedono 43 sono documentate, corrispondono alla verità, e ne chiedono magari il 90% cioè una quarantina di milioni io trovo strano che non si possa fare lo sforzo di dargli 10 milioni, tant'è secondo me che se questa delibera fosse passata in Consiglio e non in via di ratifica questo per salvare Lustrissy, indubbiamente il Consiglio gli dava il parere di versare i 40 milioni. Quindi questo non è un rimprovero ma a me sembra che qualche volta, fin dalle piccole economie di questo genere, noi andiamo a creare dei deficit che aumentano e che indubbiamente un giorno dovranno essere sanati, perché abbiamo visto non so tutte le Cooperative che abbiamo ad un certo momento un certo deficit ce l'hanno bisogna aiutarle e quando qualche volta si è parlato di prezzi politici e di tante cose che possono anche sembrare strane ad un certo momento vedrete che vengono fuori anche altri prezzi politici e altri contributi a questa gente che non può farne a meno perché se nò noi faremo uno sforzo dell'80% non facendo quel 20% l'80% non serve a niente, io concludo, non penso che si possa aumentare ancora questo ma io mi riservo in una futura seduta consiliare quando tutte le cose siano rimesse sul loro binario naturale di portare questa questione qui dentro e non per farne una demagogia ma per dibatterlo tutti tranquillamente insieme, perché io penso che debba essere ridotto in quel senso.

Lustrissy (DP) - Brevemente, il problema del premio della marchiatura non è un problema nuovo, è un problema non trattato in questa deliberazione e ricorre tutti gli anni quando si addotta il provvedimento relativo al pagamento di premi. Io ritengo che la prossima Giunta dovrà prendere in riesame, e su questo sono già d'accordo le associazioni di categoria, tutto il problema della marchiatura fontina, tanto è un problema che va risolto e va ridiscusso e va adeguato a delle nuove situazioni anche con l'esperienza già fatta in questi ultimi anni, per evitare gli inconvenienti lamentati non sono solo quelli ma ce ne sono anche molti altri.

Per il problema del pagamento degli interessi passivi i 43 milioni è la conseguenza del costo degli interessi passivi che la cooperativa sopporta per anticipazione in rapporto alla fideiussione concessa dall'Amministrazione regionale, ora una parte di questa fideiussione per l'anno 1973 è stata coperta con credito a tasso agevolato da parte dell'Istituto Federale del Credito Agrario in quanto c'erano ancora delle disponibilità di fondi su articoli del piano verde, per quanto riguarda, diciamo, l'intervento della Regione il criterio è stato concordato con la cooperativa, cioè non è che questa somma sia stata stabilita o proposta dall'Assessore e la Giunta senza un previo accordo con la cooperativa. L'Amministrazione regionale, come già praticato per le altre situazioni di crediti di esercizio a tasso agevolato, è venuta nella determinazione di mantenere anche per l'anno 1973 le stesse percentuali di intervento già previste per le altre situazioni, cioè 2/3 del costo degli interessi passivi a carico dell'Amministrazione e 1/3 a carico di coloro che hanno beneficiato del credito. Teniamo presente che nell'anno 1973 i crediti erano ancora a livello del 9% pertanto i 2/3 rappresenta il 6% a carico dell'Amministrazione regionale e il 3% a carico dell'Ente che ha utilizzato questi crediti che pertanto rientra nelle norme generali del Credito Agrario nelle anticipazioni e nei crediti di esercizio e di conduzione praticati per tutti i settori e anche della cooperazione in quanto il provvedimento è a pari livello di tutti gli altri interventi analoghi fatti dall'Amministrazione regionale.

Oggi, e questo si porrà per l'anno 1974 e per gli anni successivi, con le situazioni di credito mutate e naturalmente il provvedimento potrà essere rivisto ma dovrà essere adeguato e questo io ritengo che sia possibile incrementando i fondi di rotazione, perché la Cooperativa non può ricorrere oggi ai fondi di rotazione in quanto i fondi di rotazione disponibili per l'agricoltura non permettono questo tipo di intervento essendo di una rilevanza modesta; abbiamo 550 milioni circa, abbiamo avuto, diciamo, dalla legge sui fondi di rotazione 550 milioni circa, di cui 1/3 per il credito di esercizio e, naturalmente, le somme richieste dalla Cooperativa non potevano rientrare per il corrente anno in questa circolazione. Credo che uno dei primi provvedimenti sia quello di potenziare i fondi di rotazione che è l'unica possibilità di intervento per mantenere gli interessi e ristabilire queste proporzioni sul piano del credito come viene praticato oggi, ma quello di oggi che viene proposto, e che è relativo al '73, mantiene queste proporzioni ed è in armonia con gli altri provvedimenti praticati per analoga iniziativa, cioè "concessione di credito a cooperative o agricoltori" e siamo nelle stesse proposte.

Bordon (DC) - Brevissimamente, tanto ho già annunciato che faremo poi una discussione futura: non posso dire mi auguro di farla con te o no, ad ogni modo la farò con chi sarà lì e quindi è logico, però mi permetto solo di dire una cosa, Lustrissy. Non sempre si è fatto i 2/3, è vero; ci sono degli anni che sono stati già pagati completamente questi interessi, secondo la situazione in cui si è trovato il mercato. Vi faccio vedere l'elenco ma non ha importanza, ma quello che per esempio volevo far notare a un certo momento nel 1900 e fischia, non so la data precisa, noi abbiamo pagato tutti gli interessi, però l'unica cosa che ha detto e vorrei ancora puntualizzare solo che anche se fosse come dicevi tu, pagare i 2/3 la Cooperativa fontina si rivolgeva alla Giunta, al Consiglio l'istanza al fine di ottenere il rimborso totale o almeno del 90% di questa somma. Ora, naturalmente, dipende dai denari che si hanno perché la Regione ci sono degli anni che se potesse averne glieli dà, come è già accaduto, altri no; però a me sembrava e ripeto questo ragionamento lo farò allora, voi immaginatevi che siano già scoperti per 34 milioni, ne sono a 50 gliene diamo 29 sono quattordici, vanno avanti, insomma si inquadrano questi 50 milioni scoperti pagano il 18%. Perché? Ecco la ragione, oggi, è scritto anche, la ragione di Lustrissy. Immaginatevi noi li escludiamo da un fondo di rotazione dove noi finiamo per dar loro dei denari non diamo loro dei denari che a basso prezzo, perché fondo di rotazione, ad ogni modo io chiedo solo scusa per questo mio secondo intervento è rimasto a verbale tanto ne discuteremo in futuro perché un esame che si va a guardarlo, perché qualche cosa, qualche volta andiamo ad escogitare dei provvedimenti difficili e in previsione di un qualche cosa che poi magari non si avvererà, perché, per esempio, vediamo l'ingrasso del bestiame se quelli che importano dall'estero sono esclusi come sono esclusi se c'è un vantaggio che ci sarà minimo, invece per dei piccoli provvedimenti di 10-15 milioni che sono il toccasana di un bilancio noi quindi non glieli diamo e direte non ci sono i denari, tante volte è accaduto anche a me, ma mi sembrava che con un bilancio di questa faccia, insomma dieci o dodici milioni si dovevano trovare specialmente per questa categoria che qui non facciamo della demagogia, perché farebbe ridere, cioè ma va proprio a finire nelle tasche dei valdostani, perché sono quelli che ancora si occupano di questa disgraziata agricoltura.

Dolchi (Presidente) - Metto in approvazione per alzata di mano l'oggetto n. 5478. Chi è d'accordo, è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene? Il Consiglio approva all'unanimità con 24 voti favorevoli su 24 Consiglieri presenti e votanti.

Oggetto n. 5479 in data 13 novembre 1974

La parola al Vice Presidente Fosson.

Fosson (UV) - Un semplice chiarimento, perché per la questione delle Caves Coopératives de Donnaz qui c'è 40.410.000 per l'acquisto di attrezzature per la cantina sperimentale e per analisi desidererei solo sapere cosa concerne queste attrezzature per le analisi.

Tonino (PCI) - Qui in questo oggetto ci sono tre argomenti: io interverrò sulla Cave Coopérative de Donnaz e farò alcune considerazioni e sulla Cooperativa agricola di Fontainemore. Intanto sulla cave Coopérative de Donnaz penso che sia l'ultimo definitivo intervento della Regione in base alla legge questo no, mi pare che sia così che permetterà appunto l'acquisto delle attrezzature necessarie per ritirare in tutto la produzione del 1974 tra l'altro una produzione che si presenta sul piano della qualità ottima, no e devo dire che la costruzione almeno io che sono lì vicino, la costruzione raggiunge ormai il tetto e noi speriamo che possa finirsi presto e che i locali adibiti alla conservazione del vino vengano subito messi in opera per poter ritirare la produzione del 1974 che si preannuncia buona.

Per quanto riguarda la Cooperativa agricola di Fontainemore, perché noi siamo d'accordo su questa lodevole iniziativa per la formazione di questa Cooperativa però non so una mia preoccupazione è un po' questa, riteniamo che questa cooperativa di Fontainemore debba non so solo interessare il Comune di Fontainemore oppure non è meglio che interessi i Comuni limitrofi vicino a Fontainemore, cioè che riguardano la Valle di Gressoney, io ho avuto un incontro, con un parroco, Don Challancin, dove abbiamo discusso di questo insomma, dove queste cooperative dovrebbero avere un'importanza che riguardi la Valle di Gressoney, come appunto dovevamo fare i Comuni di Donnaz, di Bard, di Hône e di Pont-Saint-Martin per un caseificio unico nella zona; è impensabile che ogni Comune si faccia una sua Cooperativa, un suo caseificio, ma che abbia delle funzioni, delle funzioni globali insomma. Ma la domanda mia era questa: il progetto di questo caseificio prevede, ha la capienza per poter ospitare la produzione di altri Comuni della Valle di Gressoney? Questa è la domanda che dovevo fare.

Manganoni (PCI) - Ecco, fa piacere di constatare che si stanno facendo dei passi, anche se lenti, nel campo dell'associazionismo. Noi dobbiamo incoraggiare questa forme cooperativistiche, che sono le sole che possono salvare quel po' che rimane dell'agricoltura; però vorrei qui, vorrei qui porre una domanda, un quesito all'Assessore all'Agricoltura, no aspettavo che avesse finito, sennò io intervengo poi naturalmente non sente e non mi risponde io devo intervenire una seconda volta, quindi sempre per ragioni di economia e di tempo.

Latteria sociale e cooperativa di Morgex, io, mi interessano questi problemi e alcuni potenziali membri di questa cooperativa hanno sollevato questo problema, mi hanno detto: noi chiediamo che a fianco della Cooperativa del Caseificio, pardon venga costruito la porcilaia, perché? Perché utilizzando i residui del latte noi ci paghiamo dal 70 all'80 per l'allevamento dei maiali perché sennò questi residui vanno a finire nella fognatura, noi ci paghiamo dal 70 all'80% delle spese di gestione perché? Perché con questi residui del latte, noi alleviamo quasi gratuitamente con il mangime un certo numero di maiali. Ora io avevo intenzione di presentare un'interrogazione scritta all'Assessore, la presenterò ugualmente, ma, insomma, quelli mi hanno interessato come Consigliere regionale, è dovere, non mio ma di tutti i Consiglieri regionali, rispondere alle domande che rivolgono i cittadini, particolarmente di problemi regionali ed allora questi hanno detto che se non costruite la porcilaia, in modo da poter usufruire dei residui del latte, noi non aderiamo alla Cooperativa o quelli che ci sono dentro se ne escono perché vuol dire uno spreco mentre invece potremmo recuperare questo. Ora pare che vi siano, così mi è stato detto due terreni, anche di più ma ne erano stati esaminati due; uno, cioè in quello dove dovremmo costruire questo caseificio, è in una zona abitata o edificabile che, sia per ragioni igieniche non potrebbe essere costruito, scegliendo invece un terreno in una zona non edificabile e trattandosi di costruzioni agricole possono costruire anche in una zona agricola, no perché la legge 765 lo permette, dove sia possibile costruire la porcilaia, ora io questo problema lo pongo all'Assessore cioè facendosi portavoce di queste richieste che saranno già giunte alle orecchie dell'Assessore in caso non le siano giunte gliele faccio giungere io.

Ramera (DC) - Volevo solo sapere se tutte queste opere, queste cooperative non potevano ricorrere ai fondi del F.E.O.G.A. punto e basta.

Lustrissy (DP) - La prima domanda del Vice Presidente Fosson riguarda le attrezzature della cantina sperimentale, sociale di Donnas. La Cooperativa ha presentato all'Assessorato una serie di richieste per le attrezzature, per i mobili, per mobili, attrezzature analisi vini, per mobili attrezzature locali, degustazione, una serie di richieste l'Ufficio tecnico dell'Assessorato ha analizzato le richieste e sulla proposta di, che comportava la spesa di circa 96 milioni, ha messo quali voci, alla contribuzione le voci relative all'attrezzatura per l'analisi vini e le voci per imprevisti dovuti ad aumenti delle forniture. La voce relativa all'attrezzatura cantina è di 40.000.000 su un elenco presentato dalla cooperativa e verificato in sede tecnica. La parte riguardante le attrezzature, mobili per analisi vini la spesa è di 3.439.000, l'elenco deli apparecchi sono gli elenchi che posso dare in visione al Consigliere normali di laboratorio, di attrezzatura di laboratorio affinché la cantina possa utilizzarlo. Le attrezzature di cantina sono i contenitori per bottiglie in stoccaggio, i carrelli per il trasporto dei contenitori e dei relativi contenitori metallici per lo stoccaggio delle bottiglie, macchine per movimenti interni del vino, pompe a pistone, pompa centrifuga e tubazioni relative, piccoli attrezzi di cantina, mastelli, brocche, montacarico elettrico, installazione fissa, installazione e allacciamenti vari, poi abbiamo la provvista delle botti di rovere per invecchiamento filtri, macchine per confezionamento etichettatrici ex contenitori per stoccaggio e chiarificazione, questo è l'elenco del materiale che comporta una spesa di 40 milioni, di 40 milioni abbiamo ammesso il contributo in base alla legge il 75%...

Per quanto riguarda la richiesta del Consigliere Tonino è una richiesta diciamo giustificata che l'Assessorato ha anche portato avanti nella discussione che è avvenuta con la cooperativa che si è formata a Fontainemore e si è giunti ad un accordo in sede, adesso diciamo decisionale, che la Cooperativa che è sorta a Fontainemore con lo Statuto che prevedeva solo la partecipazione di produttori di Fontainemore nella corrente settimana riunirà una propria assemblea e estenderà la possibilità di partecipazione ai Comuni limitrofi. Attualmente la progettazione è stata seguita dagli uffici tecnici dell'Assessorato e potrebbe in definitiva con ampliamenti possibili già previsti in sede di progettazione accogliere tutta la produzione di Fontainemore e dei Comuni limitrofi; per il momento l'attrezzatura riguarda la produzione del Comune di Fontainemore come prima proposta; con la modifica dello Statuto è già stato richiesto da molti produttori delle zone limitrofe di entrare a far parte della Cooperativa si prevede che entro il prossimo anno, dato che queste attrezzature possono essere anche inserite in batteria, ma man mano che ci sarà un aumento di conferitori e di produzione naturalmente della cooperativa si possa adeguare alle richieste. Però è stato stabilito, in accordo con la Cooperativa, che questa Cooperativa dovrà porsi al servizio di tutta la zona circostante. Per quanto riguarda il problema di Morgex, il problema è stato abbastanza discusso tant'è vero che la Cooperativa è stata costituita, cioè Cooperativa di Morgex e Cooperativa della Valdigne e che interessa i Comuni di Avise, La Salle, Morgex, Pré St. Didier, Courmayeur e La Thuile, cioè dovrebbe servire tutto un comprensorio della Comunità n. 1 si è costituita nel 1969 ed è stata una delle prime cooperative che si sono costituite per la costruzione di un caseificio. Però le cose sono andate un po' per le lunghe, in quanto si è perso molto tempo per la scelta del terreno, poi il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa propose due terreni, uno ubicato in Comune di La Salle, nei pressi della cascata del Lenteney a 100 m. a monte della cascata e l'altro in Comune di Morgex, località La Ruine, nella parte diciamo a sinistra della strada che va verso il Monte Bianco sotto il casello ferroviario, ma il Consiglio di Amministrazione e i tecnici dell'Assessorato hanno esaminato assieme le caratteristiche delle due zone proposte e dei terreni disponibili, hanno fatto le loro valutazioni in sede tecnica e ci sono state anche sul piano delle scelte, delle cose obbligate in quanto la zona del Lenteney è una zona vincolata è una zona vincolata a vincolo generico, come per la bellezza della cascata già voi vi ricordate, c'era stata tutta la polemica su quella costruzione che è sorta vicino alla cascata molti anni fa, porre una costruzione del genere in una zona che tra l'altro non è attrezzata manca completamente di infrastrutture e di acquedotto e di fognature avrebbe rappresentato un costo abbastanza elevato anche per la costruzione di queste infrastrutture che ancora non ci sono, è stata prescelta la zona di Morgex, che è abbastanza lontana dai centri abitati, attualmente c'è una casa abbastanza isolata, c'è un'officina meccanica lì nei dintorni, però diciamo, negli scopi della Cooperativa, nello Statuto della Cooperativa e negli atti deliberativi della cooperativa lo scopo è di costruire un caseificio, il problema della porcilaia può essere stato sollevato ma non è stato per il momento risolto né accettato dalla cooperativa in quanto ha deciso di costruire di progettare il Caseificio. Il problema della porcilaia annessa al caseificio è un problema abbastanza generale ed è un problema che è sorto anche per il caseificio di Villeneuve; è un problema che sorgerà necessariamente in altri caseifici che si vanno costituendo, per l'utilizzazione del siero del latticello per i sottoprodotti della lavorazione del formaggio e del burro che potrebbero permettere in definitiva il mantenimento di un terzo numero di capo suini da ingrasso e con questo costituire un reddito a copertura delle spese generali di ammortamento, diciamo, dell'attività della cooperativa. Però il problema non può essere risolto secondo noi almeno ne abbiamo discusso lungamente anche in sede di Assessorato con i tecnici con delle iniziative cooperativa per cooperativa anche per degli aspetti e dei riflessi su un piano diciamo della compatibilità all'attività dell'allevamento dei suini con i centri abitati con le zone limitrofe e probabilmente ci saranno delle soluzioni alla discussione aperta in accordo con le altre cooperative con Villeneuve, con questa e con altre che sorgeranno, avranno dei grossi problemi di trasporto, ma che saranno abbastanza vicine, si tenderà una forma di cooperazione di 2°grado per vedere ed esaminare più a fondo la possibilità di fare anche questo allevamento di suini, tenendo conto che l'allevamento fine a se stesso oggi non è un'attività economica redditizia in quanto tutti sanno qual è la situazione dell'importazione della carne di suini in Italia e i costi: gli sbalzi di questa, della vendita solo della carne. Il problema è più complesso e dovrà essere un processo, diciamo, complesso di ingrasso e di utilizzazione della carne per arrivare alla vendita diretta dei sottoprodotti dell'utilizzazione della carne suina, comunque il problema è aperto però la cooperativa non si è posta come scopo oggi tra tutti gli atti e deliberazioni che abbiamo della cooperativa, la costruzione degli edifici relativi all'allevamento dei suini. Per quanto riguarda la domanda del Consigliere Ramera, le iniziative intanto proposte oggi sono in rapporto alla legge regionale approvata dal Consiglio sulla cooperazione; sono iniziative che non richiedono dei grossi, diciamo così, interventi sul piano finanziario, in genere si indirizzano le iniziative verso il F.E.O.G.A., che hanno una dimensione economica che depassano queste iniziative locali, tipo non so l'iniziativa della cooperativa fontine che voleva costruire dei magazzini e tutto un insieme di fabbricati per completare tutto il referto della conservazione e della vendita del prodotto che richiedevano spese di miliardi di lire. Ora c'è anche questo da dire che abbiamo una legge regionale sulla cooperazione che è stata predisposta dall'Amministrazione, approvata dal Consiglio, per favorire la cooperazione di un certo livello, certe altre iniziative che potranno essere finanziate tramite interventi del F.E.O.G.A. ci sono delle grosse difficoltà, perché intanto il F.E.O.G.A. ha pochi fondi a disposizione e quei pochi fondi a disposizione permettono al limite per la Valle d'Aosta, di beneficiare di un contributo all'anno; poi le procedure sono talmente lunghe che oggi - ed è un problema che verrà al Consiglio e che la prossima Giunta dovrà per forza di cose riportare in Consiglio - che tutte le opere iniziate con i contributi del F.E.O.G.A. sono ormai diciamo sul piano dei costi non più finanziabili, cioè questi consorzi hanno realizzato le opere però non sono in grado col piano finanziario approvato in quel momento per il lungo iter di pagare completamente l'opera e il Consiglio regionale dovrà decidere un intervento finanziario per completare le opere, ma tutte le volte che ci troviamo di fronte a delle iniziative che hanno delle grosse caratteristiche comprensoriali che comportano delle spese considerevoli noi, tendiamo a utilizzare gli stanziamenti del F.E.O.G.A. e facciamo presente che il F.E.O.G.A. ha ridotto di molto la sua attività in questi ultimi anni i fondi disponibili sono pochi tant'è vero che quest'anno dall'Italia le proposte sono state nell'ordine dei 350 miliardi di opere da eseguire e il finanziamento previsto nell'ultima tranche assegnata dal F.E.O.G.A. per lo Stato italiano è stata di 22 miliardi. Rendiamoci conto della lungaggine delle pratiche, delle difficoltà dei finanziamenti e della necessità di dare attuazione rapidamente a queste iniziative anche sotto il problema dei costi delle opere proposte.

Fosson (UV) - Bastano i chiarimenti dati per la cantina "Cave Cooperative de Donnaz" e ho sentito con piacere le altre due possibilità di Morgex e di Fontainemore che praticamente erano state iniziate fin da molto tempo indietro e proprio su questo, in base a quello che è stato detto anche dal Consigliere Manganoni, vorrei ho avuto già una risposta da parte dell'Assessore ma praticamente quando si era cercato di fare un caseificio nella Valle di Gressoney, si era trovata molta più comprensione allora a Issime che non nelle altre zone. Ora proprio bisognerebbe vedere perché se non era più comodo a Issime ad un certo momento era stato anche visto di larga massima il terreno, era al di là del Lys, in quella zona è stato fatto anche un ponte da parte dell'Assessorato ai Lavori Pubblici che attualmente va esclusivamente nella campagna ma allora era stato visto in funzione anche di eventualmente di fare questo caseificio in quella zona. Quindi io vorrei solo collegarmi con quanto ha detto Manganoni, non Manganoni, Tonino su quello e di vedere se effettivamente nella Valle di Gressoney ci sia un caseificio che raggruppi tutta la produzione di quella Valle; non so adesso, non voglio entrare in questo momento nei particolari dov'è che, se hanno già deciso dove fare questo caseificio a Fontainemore, se si presta quel terreno o che ma eventualmente se c'è anche da fare un piccolo, da rivedere un po' la questione insieme con tutti gli interessati dei vari Comuni si veda in maniera di non fare un'ubicazione a questo caseificio che ad un certo momento sia poi anti-economica per la parte maggiore della produzione, questo che volevo solo dire, io non parlo adesso di Issime, Issime parlavano anche in quell'altra parte del Lys che è un certo gruppo di case che potevano essere demolite e ci sono tutti i famosi "balmet", dove hanno anche una ventilazione naturale, una refrigerazione naturale. Con questo io non voglio entrare in questi particolari; l'unica raccomandazione è che, se non è ancora stata decisa l'ubicazione, d'accordo per questo caseificio a condizione che questo caseificio serva effettivamente a tutti i Comuni della Valle di Gressoney perché tra una diminuzione e per certi comuni che sono avviati nel turismo però la questione, la produzione è tutta una produzione abbastanza uniforme di burro e di toma e quindi può essere raggruppata tutta in un solo caseificio, quindi vedere bene l'ubicazione principale. Per quanto concerne la questione di Morgex, ho sentito che sarebbe sotto la strada, a sinistra della strada, della 26, a sinistra della 26 cioè verso la Dora, e giù nella zona, no, se è nella zona di Morgex è lì vicino al laghetto artificiale sotto il casello ferroviario, perché una volta anche lì nella scelta del terreno per la questione di Morgex era già il pomo della discordia che avevamo trovato noi quando avevamo fatto le riunioni nel lontano 1964 o che cosa per fare questo caseificio a Morgex, e c'erano quelli di La Salle che lo volevano sul territorio di La Salle, quelli di Morgex, che lo volevano sul territorio di Morgex e si era cercato di fare una cosa che fosse a cavallo dei due. Allora la proposta che era stata fatta era di fare a cavallo dei due Comuni, però l'ubicazione allora Assessore era nell'altro, cioè ai piedi della collina arrivando su quella strada che collega Morgex a La Salle, ad ogni modo se adesso sono tutti d'accordo di fare in quella zona niente da dire c'è solo da augurarci che quella cosa vada a buon fine.

Manganoni (PCI) - Si dirà che qui si vuole far perdere del tempo, io cercherò di essere breve, però io vi darò problemi di un'importanza del genere, richiederebbero non mezz'ora di discussione ma richiederebbero delle ore di discussione, perché tutti cantano, parlano dell'agricoltura, quando ci sono dei problemi veri come questi, no, ed allora bisognerebbe passare tutto in due minuti. Ebbene, sulla questione di Fontainemore tutti gli altri caseifici, Villeneuve in funzione Morgex in costruzione e St. Marcel, tutti prevedono un certo numero di comuni che grosso modo possono corrispondere a quelli della Comunità Montana, perché noi sappiamo che un caseificio per essere economico deve lavorare almeno 5.000 litri di latte al giorno. Certamente che il Comune di Fontainemore dovrà mettersi casaro, caseificio e tutto quanto per lavorare, cosa produce di latte il Comune di Fontainemore, beh io non so ma come quantitativo sarà certamente estremamente limitato ed allora io chiedo, se ha detto l'Assessore se può ampliare, prendiamone atto, però non conviene sia per l'attrezzatura sia per i capannoni dell'edificio, non prevederlo già all'inizio, noi appaltiamo, costruiamo un capannone microscopico per Fontainemore, poi entrare a Issime e allora lo apriamo un po', poi entrare a Perloz e allora lo apriamo un altro po' e perché non lo facciamo grande subito? Questo vale per le attrezzature, ci compriamo una caldaia piccola, poi quando non serve più bisogna comprarne un'altra più grossa e così tutte le altre attrezzature, secondo me il problema va visto, non che io dica no a Fontainemore, benissimo Fontainemore, ma avevo visto nel complesso, se non nella Valle indubbiamente ma direi della Comunità, perché i caseifici con piccole Donnaz e Pont St. Martin comunque sono fatti loro, ma badate che il casaro che lavora 5.000 litri di latte o 10.000 lo pagate ugualmente poi le spese generali vengono raddoppiate, questo non lo dico io, questo lo dimostrano i fatti che si effettuano negli altri caseifici, questa è un'osservazione, è un parere mio, sul fatto di Morgex che la cooperativa non abbia preso la porcilaia è un fatto, come non l'ha prevista Villeneuve, però adesso se ne sono accorti, non è colpa loro, essendo all'inizio è logico che non possono prevedere tutto, però, a mio parere, hanno ragione quelli di Villeneuve che chiedono la porcilaia, hanno ragione quelli di Morgex che la chiedono, perché nella costituzione della Cooperativa di St. Marcel, alla quale ho partecipato la settimana scorsa, gli allevatori hanno detto: "bene qui la porcilaia c'è già perché sennò dovremmo costruirla" "e qui" - dice l'Assessore - "faremo una seconda cooperativa per l'allevamento". Faremo, faremo quando l'avremo costituita, quando l'avremo costituita la cooperativa e costruito gli edifici, passeranno anni e noi per anni continueremo a sprecare questi sottoprodotti del latte, quando in campo nazionale basta aprire oggi i giornali, ieri sempre, vedrete che finalmente anche il Governo di Roma si è accorto che in Italia c'è un'agricoltura e che bisogna prendere dei provvedimenti, loro a parole solamente, ma noi prendiamolo coi fatti e i miliardi al giorno che l'Italia spende all'estero per i prodotti agricoli e beh è anche nostro dovere di cercare di attenuare di diminuire leggerissimamente no, perché non saranno l'allevamento di 20 maiali che riduce il problema dell'approvvigionamento della carne in Valle d'Aosta, ma comunque non solo potrà contribuire, ma il problema è dei cooperatori, perché, se almeno si pagano più del 50% delle spese di gestione, ecco perché io insisto sul fatto che questo dovrebbe essere preso in considerazione.

Dolchi (Presidente) - Visto che non c'è più nessuno iscritto a parlare io chiederei al Consiglio di esprimere con un voto palese per alzata di mano la ratifica della deliberazione n. 5479.

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 25 voti favorevoli, su 25 Consiglieri presenti e votanti.

Oggetto n. 5481 in data 13 novembre 1974

Fosson (UV) - Io volevo solo chiedere all'Assessore: praticamente vedo qui dei cantieri di Aosta e avevo già avuto occasione, ci sarebbe da finire un po' quel cantiere non so se è già previsto quello del prolungamento di quella strada di, che arriva lì sulla strada di Arpuilles che sarebbe un cantiere che va finito perché oramai è da anni lì che è un problema anche della mulattiera che è stata interrotta, l'Assessore è già al corrente e tutto volevo solo sapere siccome non vedo qui un prolungamento di questo cantiere e lì probabilmente ci sono ancora delle opere abbastanza ingenti da fare, non so ci sarà già un cantiere forse richiesto, ma sarebbe bene di poter oramai finire quella parte lì.

Manganoni (PCI) - Accenno solo ad un fatto, quello di Arnaz. Ampliamento cimitero comunale. Questo cimitero è stato costruito nuovo nel 1970, dopo 14 anni si deve ampliare un cimitero perché? Perché, per la famosa terza casa, perché adesso molti cittadini ne vogliono non solo due, vogliono anche la terza che è l'ultima e allora si fanno le tombe di famiglia no? Si compera un terreno dopo un po' di anni, ci mettiamo il picco, ed è naturalmente, mai visto che la collettività si sobbarchi le spese come in questo caso per la terza casa di quelle famiglie più abbienti che se la possono comperare? Allora sarebbe tempo di esaminare seriamente questo problema, perché tutti i cimiteri della Valle costruiti come questo 14 anni fa devono essere ampliati? Le ragioni ve le ho dette e allora si dica ai Signori della terza casa, vi volete fare la terza casa? Vi pagate l'ampliamento e anziché vendere il terreno per le tombe di famiglia 2-3.000 lire al metro come sono state vendute le si facciano pagare 100-200 un milione al mq. e così si pagano le spese, perché non è assolutamente giusto che sia la comunità che paga per quelle famiglie un pochino più abbienti del comune che si fanno la tomba di famiglia a spese della comunità.

Io questo l'ho detto una volta precedente, lo dico adesso, so che non si risolverà niente, e la comunità continuerà a pagare e questo non è giusto.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Viglino.

Viglino (RV) - Chiedo scusa di essere noiosa come le mosche dell'estate e diciamo fare una domanda rivolta non al geometra Pollicini ma all'Assessore Lustrissy.

Volevo solo sapere risposta telegrafica, a che punto è la questione del torrente la Barrie di Echallod.

Dolchi (Presidente) - Ci sono altri che chiedono la parola sull'oggetto n. 5481, i cantieri di lavoro.

Allora risposta telegrafica dell'Assessore Lustrissy, prima di dare la parola all'Assessore Pollicini.

Lustrissy (DP) - L'opera è stata appaltata dall'impresa Dujany di Verrès e credo che stia già lavorando o abbia già finito.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Pollicini.

Pollicini (DP) - Per dire soltanto che i progetti dei cantieri di lavoro vengono elaborati e proposti dai Comuni; ora qui assistiamo alcune volte alla difesa delle autonomie comunali e Manganoni è uno di quelli che vuole essere addirittura all'avanguardia di questa difesa.

Quando poi il Comune non fa quello che vuole lui allora l'autonomia comunale non conta più, in questo caso Arnad.

Questo è soltanto per esprimere un tipo di coerenza che mi sorprende per lo meno, ecco.

Qui abbiamo la convinzione che queste proposte, questi progetti, li mandino i Comuni e allora li accettiamo, perché ritengono i Comuni che questi siano lavori da farsi con i cantieri di lavoro oppure decidiamo noi e allora lo si dica chiaramente ma lo si dica sempre alla stessa maniera.

Per quanto riguarda la domanda del Vicepresidente Fosson dico che non conosco l'esattezza del progetto del Comune di Aosta, per quanto riguarda quel tratto di strada di cui faceva cenno comunque mi riservo in settimana di darle le delucidazioni di questa area.

Fosson (UV) - Senz'altro, ma dico c'è già un cantiere richiesto in precedenza, non lo sa.

Pollicini (DP) - È un cantiere che dovrebbe arrivare verso marzo perché i cantieri di lavoro sia pure se si riferiscono all'anno in corso sono a cavallo fra un anno e l'altro.

Oggi si sta lavorando sui progetti dei cantieri di lavoro 73/74, questo è un progetto che andrà la parte ordinaria in attuazione verso marzo-aprile, la parte straordinaria verso il mese di settembre-ottobre.

Fosson (UV) - Ad ogni modo per non prolungare adesso la discussione, se l'Assessore mi dice poi qualche cosa dopo, sono a posto, solo vorrei raccomandare questo: che, se c'è già un cantiere - e dovrebbe esserci - almeno mi sembra era stato richiesto e quello arriverà per marzo, però io volevo fare questa osservazione perché ho paura che con un cantiere non si metta a posto, non dico finitura e tutto ma non si mette a posto quel tratto che ormai sarebbe lì, almeno quel tratto lì bisognerebbe, ecco va bene.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (PCI) - Pollicini, non interpretiamo male le cose, perché c'è un limite in tutto nelle autonomie; allora secondo questa logica, se domani il Comune di Introd ci chiede i soldi per costruire un Night Club in rispetto delle autonomie, gli dà i soldi per costruire il Night Club? Beh, se è così, dimmelo che dico ai miei concittadini che lo chiedano tanto l'Assessore Pollicini dice in omaggio al rispetto delle autonomie si dà i soldi per costruire un Night Club. Beh, insomma ora io sollevavo non il problema di Arnad in sé, sollevavo il problema generale, perché questo avviene non ad Arnad, questo avviene in tutti i Comuni della Regione: girate i cimiteri, io li giro perché d'autunno porto i fiori ai Partigiani caduti; tutti si stanno ampliando per fare che cosa? Per fare le tombe di famiglia, vuoi una tomba di famiglia, paga tre milioni al mq. e così ti paghi il cimitero, non lo paghiamo noi.

Dolchi (Presidente) - Allora metto in votazione per alzata di mano la deliberazione n. 5481.

Chi è d'accordo, è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 25 voti favorevoli su 25 presenti e votanti.

Oggetto n. 5508 in data 13 novembre 1974

Dolchi (Presidente) - Niente questo io penso anche che non doveva forse essere di competenza consiliare.

Comunque nessuno chiede la parola.

Assessore Pollicini due minuti di illustrazione.

Pollicini (DP) - Una cella su misura è fatta per Manganoni, questa è la proposta dell'Assessore.

Dunque sappiamo che in ordine a disposizione del Ministero Grazia e Giustizia, è stato fatto un certo tipo di richiesta secondo una statistica della delinquenza che oggi di provenienza regionale è distribuita fuori Valle per cui si richiede un carcere con 75 posti divisi in tre bracci da 25 ciascuno.

Ogni braccio ha 15 locali singoli più 2 camerotti da 5; ai locali sono previsti i servizi igienici indipendenti, non nell'ambito della stessa stanza, ogni stanza singola ha una superficie di otto mq., 2 metri per 4, quindi 75 posti per detenuti maschili più 10 posti per detenute femminili, quindi 85 posti ci sono.

Il costo del progetto, il costo totale è di 3 miliardi e 250 milioni circa a carico dello Stato.

Occorre fare in fretta proprio perché vi è da parte di altre città la richiesta in virtù degli aumenti dei prezzi di recuperare quei fondi che sono stati messi a disposizione per cui un primo lotto di 680 milio dovrebbe venire appaltato appena la pratica è ultimata.

Per quanto ci riguarda alla Regione è stato di competenza l'acquisto del terreno che abbiamo comprato nel Comune di Brissogne e il progetto stesso per una spesa globale di circa 140-150 milioni, appalto lo Stato perché l'opera è dello Stato.

Dolchi (Presidente) - Allora metto in votazione la deliberazione n. 5508.

Chi è d'accordo, è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 24 voti favorevoli su 24 Consiglieri presenti e votanti.

È così terminata la seduta di oggi.

Il Consiglio, come è già stato annunciato, sarà convocato a domicilio; la data è già stata fissata per il 12 dicembre alle ore 9,30.

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La seduta è tolta alle ore 13,19.