Oggetto del Consiglio n. 3162 del 22 ottobre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3162/VIII - PERICOLI DERIVANTI DALLA PRATICA SPORTIVA DEL PUGILATO E RIFLESSIONI SUGLI INTERVENTI REGIONALI A FAVORE DI DETTA DISCIPLINA. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura del testo della interpellanza presentata dal Consigliere Sandri:
Interpellanza
PRESO ATTO delle delibere n. 7742 dell'11 settembre 1987 "Sponsorizzazione di una manifestazione di boxe di livello internazionale - Approvazione ed impegno di spesa" e n. 7987 del 18 settembre 1987 "Concessione di un contributo di lire 1.500.000 al G.S. Boxe Aosta - Approvazione ed impegno di spesa",
COSTERNATO dallo scarso senso di responsabilità dell'Assessorato del Turismo, Urbanistica e Beni Culturali al problema morale, civile e sanitario di disincentivare la pratica della boxe, unico sport che ha come obbiettivo quello di provocare una lesione all'avversario ed in particolare una contusione cerebrale (giornalisticamente K.O.);
RICORDATE le numerose prese di posizione delle organizzazioni mediche di tutto il mondo contro questo sport responsabile di frequentissime atrofie cerebrali tra i suoi praticanti;
CONSIDERATO che lo sviluppo turistico e culturale di una Regione può evolvere positivamente anche senza questi "spettacoli" sportivi;
PREOCCUPATO per l'effetto che la ritrasmissione dell'incontro potrà avere sulla opinione pubblica scandinava, particolarmente sensibile su tale problema;
Interpella
la Giunta regionale per conoscere i motivi che l'hanno indotta a prendere tali deliberazioni e che atteggiamento voglia prendere per il futuro sul ruolo di incentivo turistico e culturale della boxe.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.) - Vi ricorderete certamente tutti un intervento sulla boxe in questo Consiglio, e la grande ilarità che si era ingenerata seguito delle mie osservazioni su questo sport. Mi è stato giurato e spergiurato che quella ilarità era dovuta soprattutto ad alcune battute, più o meno piacevoli, su altri sport pericolosi come l'equitazione o cose di questo genere...
Non metto in dubbio queste assicurazioni, ma certamente è una curiosa coincidenza che negli stessi giorni anzi poche ore prima, c'era stata da parte della Giunta la sponsorizzazione di una manifestazione di boxe di livello internazionale, che impegnava la spesa di 260 milioni.
Negli stessi giorni ho fatto un esame campionario delle delibere di Giunta e mi è capitata casualmente la concessione di un contributo di un milione e mezzo al G.S. Boxe Aosta, per cui ho voluto interpellare l'esecutivo per sapere cosa sta sotto queste delibere, perchè non riesco più a capire. Mi era sembrato che la Giunta concordasse che la boxe è uno sport pericoloso, che ha come unico fine la lesione dell'avversario, e che quindi non fosse un buon segno turistico e culturale il favorire questo tipo di iniziative. Devo dire che esistono poi su questo problema anche delle osservazioni dovute alla storia - trattandosi di fatti susseguenti al 5 ottobre, non ho potuto metterli nella interpellanza, ma mi si consenta di citarli ora -, in cui si parla dell'arrivo di cinquecento scandinavi nelle premesse per giustificare i 260 milioni. Mi sono permesso di chiedere all'assicuratore notizie in merito e ho appreso che erano un centinaio, non i cinquecento detti. Questo perchè la reale ambasciata di Svezia mi scrive che dal 1969 esiste in Svezia una legge che fa divieto di esercitare il pugilato professionale, e che recita all'art. 1: "È punito con una sanzione pecuniaria o la reclusione fino a sei mesi chiunque, sul territorio nazionale, partecipi ad incontri di pugilato professionale a scopo di gara, dimostrazione o esercitazione". All'art. 2 si dice che "è punito con una sanzione pecuniaria o la reclusione fino a sei mesi chiunque, in relazione all'incontro di cui all'art. 1, organizzi o sostenga finanziariamente l'incontro, o fornisca il locale per il medesimo". A questo punto in Svezia la Giunta regionale sarebbe arrestata perchè ha favorito, organizzato, sostenuto finanziariamente incontri di pugilato.
Un popolo che a stragrande maggioranza ha approvato questa legge, non credo gradisca molto le ritrasmissioni in quel paese di incontri di boxe. Ognuno su questo argomento può avere le proprie idee, però mi piacerebbe sentire, al di là delle ilarità dell'altra volta e delle battute che sento provenire dai banchi della maggioranza questa volta, qual è il pensiero della Giunta.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Lanièce, ne ha facoltà.
LANIECE (D.C.) - La principale motivazione della sponsorizzazione concessa dall'Amministrazione regionale agli organizzatori dell'incontro di boxe in discussione risiede nel notevole interesse suscitato da tale avvenimento sportivo, interesse dimostrato dal grandissimo numero di articoli comparso su tutti i principali giornali sportivi e di informazione, tanto italiani che stranieri, nonchè dalle ampie riprese televisive diffuse sia in Italia che all'estero.
Più precisamente, come risulta dal press-book, sono comparsi circa 70 articoli sulla stampa nazionale, mentre su quella internazionale, in particolare in Scandinavia, il cui press-book è tuttora in fase di completamento, gli articoli sono stati più di una trentina.
Per quanto concerne la televisione, si sono avuto i seguenti spazi: 3 ottobre, "La grande boxe", dal 6 ottobre al 9 ottobre diciassette spot pubblicitari che annunciavano l'incontro di pugilato sul ring di Aosta; 9 ottobre, giorno dell'incontro, in Scandinavia trasmissione in diretta della manifestazione, 10 ottobre trasmissione in differita su Italia 1 dell'incontro, dove è stata più volte inquadrata l'immagine della città di Aosta; 17 ottobre "La grande boxe", carrellata di immagini sulla città di Aosta e della manifestazione dopo l'incontro mondiale. Ieri sera su Italia 7 Telecity è stata riproposta una sintesi dei match di Damiani e Stecca, e sono state presentate come sigla immagini della città di Aosta.
Nel complesso si può ritenere che i risultati ottenuti in termini pubblicitari siano tali da giustificare la sponsorizzazione e la spesa impegnata. Si ritiene tuttavia opportuno sottolineare che la sponsorizzazione di competizioni di boxe è da ritenersi del tutto eccezionale e giustificata nella fattispecie dal notevole livello della manifestazione.
In linea generale questo Assessorato ritiene certamente preferibile intervenire a sostegno di eventi sportivi più strettamente collegati all'immagine turistica della Regione, quali quelli nel campo dello sci, del bob, dello slittino e dell'alpinismo.
(Dall'assemblea si solleva un coro di "Bravo! Bravo!")
PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.) - Che sia bravo questo Assessore lo pensano soltanto gli sprovveduti che non hanno letto...
(ilarità dell'assemblea)
...la rassegna stampa, quindi documentatevi prima di ridere. L'Assessore citava canale 7, io cito invece un giornale che si chiama "La Repubblica", che il 10.10.1987 parlando dell'incontro avvenuto in Valle d'Aosta, pone in dubbio che il pugilato sia una cosa che si regge da sola ma che abbia esclusivamente degli interessi dal punto di vista televisivo e dice: "Senza il Comune, la Provincia o la Regione che coprono le spese di organizzazione, neanche la TV basterebbe; il contributo di questi enti si attesta sui due terzi del costo complessivo della manifestazione.
Per l'europeo di Damiani la Regione Valle d'Aosta ha speso 200 milioni sui 300 milioni complessivi del match. Se non ci fosse la TV, il pugilato non esisterebbe... insomma il pugilato italiano è di fatto uno sport assistito dalla televisione". Esiste una manovra di queste network per ottenere uno spettacolo che non si sa bene se piace - ma a qualcuno piacerà anche -, che però è pur sempre un prodotto con cui poter riempire i propri palinsesti a basso prezzo, anzi al prezzo della Regione; un alto prezzo, insomma, ma non pagato da Berlusconi.
Non solo il fatto di aver visto Aosta da qualche parte non ha avuto l'effetto sperato, ma vi siete resi strumenti di una delle tante manovre che si fanno in Italia contro il diritto ad una informazione corretta. Informazione corretta significa riprendere la realtà per quello che è, e non inventare delle realtà che non potrebbero esistere al di fuori di questo settore.
Mi sembra che l'Assessore si sia reso conto che non corrisponde all'immagine della Valle d'Aosta la propaganda che usa questo sport come veicolo; noi dobbiamo essere gestori delle nostre iniziative, magari ne faremo qualcuna di meno, ma sicuramente ne saremo i protagonisti. In questa maniera rischiamo di essere delle pedine in mano di qualcuno altro.
Per terminare - mi spiace che il Presidente della Giunta non sia presente, spero qualcuno di voi glielo voglia andare a riferire - mi auguro che i prossimi saluti agli incontri di boxe non ci siano, perchè spero non ci siano più incontri di boxe in Valle d'Aosta, e non ci sia più sponsorizzazione di queste iniziative; ma se succedesse mai, che non si ripetano le parole scritte in questa splendida presentazione: "Le competizioni di boxe, se vissute con sano spirito agonistico e nel pieno rispetto delle regole, possano costituire un significativo momento di incontro e di crescita sul piano umano e civile". Un incontro umano, parlando di un incontro di boxe, non credo sia da augurare a nessuno.
