Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3103 del 7 ottobre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3103/VIII - RIPRESA DEL DIBATTITO PER L'APPROVAZIONE DELLA NUOVA LEGGE REGIONALE SULLA CACCIA. - Reiezione di mozione.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto presentata dal Consigliere Cout:

MOZIONE

L'ultimo ricorso al TAR da parte della L.I.P.U. e di Valle d'Aosta Ambiente contro le disposizioni del calendario venatorio per l'anno 1987 ed i problemi irrisolti della caccia alla marmotta in Valle d'Aosta dimostrano come sia necessario per la Regione Autonoma della Valle d'Aosta fare valere la sua potestà legislativa primaria in materia di caccia legiferando opportunamente.

Si discute da anni, in Commissione su di una bozza di legge sulla caccia: è necessario proseguire nella discussione per arrivare al più presto ad uno sbocco positivo per evitare ulteriori polemiche e contrapposizioni in merito.

Risulta che in Commissione consiliare competente la discussione sia arenata per il momento, in attesa di emendamenti promessi dalla Giunta regionale.

Si vuole a proposito anche sottolineare la necessità di legiferare su tutta la materia; sarebbe un errore legiferare a spicchi, quando le discussioni richiedono nuovi principi e diversi contenuti che sono intimamente legati tra loro.

Ciò premesso il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

IMPEGNA

la Giunta regionale a presentare al più presto ed entro la fine di ottobre alla discussione della Commissione un testo opportunamente emendato, che raccolga le osservazioni delle varie parti interessate e che possa al più presto essere votato in Consiglio regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Vista l'ora tarda e considerato che di questo argomento, ormai noto a tutti, si è già parlato in altre occasioni, cercherò di essere breve.

Al di là delle solite battute, tengo a precisare che, nello stendere la mozione, abbiamo cercato di utilizzare dei termini molto neutri, proprio per non urtare la suscettibilità di alcuno, per favorire l'anticipazione di scelte regionali in materia di salvaguardia e, infine, per contribuire ad una migliore organizzazione della caccia.

Così come è stato evidenziato dagli ambientalisti e, ultimamente, anche dalle associazioni venatorie, nel corso di un incontro con l'Assessore, anche noi ci teniamo a sottolineare l'esigenza, per la Valle d'Aosta, di superare la vecchia legge del 1973 e di predisporne una nuova, che potrebbe ridurre le controversie, a volte piuttosto accese, tra le parti e favorire l'esatta determinazione, sullo spirito delle competenze primarie che la Regione ha in materia di caccia, dell'organizzazione venatoria in Valle d'Aosta. Sottolineo che la predisposizione di una nuova legge farebbe superare la lunga discussione sulla caccia, che ormai si trascina a colpi di ricorsi al T.A.R. che incrementano il malcontento.

Io penso che, se il Consiglio esaminasse il contenuto di questa mozione con una disposizione di spirito altrettanto disponibile, cercando di superare certi steccati, riusciremmo certamente ad avere, in Valle d'Aosta, una legge adeguata ai tempi e all'altezza delle esigenze di tutela dell'ambiente.

Dico sinceramente che avrei voluto rispondere a certe polemiche dai toni molto accesi, anche recenti, degli ambientalisti nei confronti dei cacciatori, ma, proprio perché lo spirito con cui dobbiamo affrontare questa materia deve essere il più disponibile possibile, non accetto la polemica e mi limito a chiedere al Consiglio di accettare questa mozione, che chiede solo che venga finalmente discussa, prima in Commissione e poi in Consiglio, la legge che da diversi anni è all'esame della Commissione competente e di vari uffici di più assessorati.

Ultimamente, in sede di Commissione, la discussione si è arenata in attesa di alcuni emendamenti della Giunta. Sembra, però, che l'Assessore, sulla base di alcune osservazioni derivate dall'esame della griglia predisposta dagli uffici della Presidenza, intenda chiedere ulteriori chiarimenti e proposte alle associazioni venatorie, ambientalistiche e degli agricoltori.

Tuttavia, da quando sono venuto a conoscenza di ciò, e cioè prima dell'apertura della stagione venatoria, sino ad ora, l'Assessore non ha ancora sollecitato la presentazione di queste proposte. Andando avanti di questo passo, neppure alla fine della legislatura avremo la nuova legge sulla caccia.

Con un po' di buona volontà, invece, nel giro di un mese o poco più, come si è detto alcuni giorni fa - questa mozione era iscritta all'ordine del giorno del Consiglio precedente -, si potrebbero raccogliere tutte le proposte e controproposte e si potrebbe, finalmente, esaminare, prima in Commissione e poi in Consiglio, questa nuova legge sulla caccia.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, Perrin; ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): Puisque M. Cout dit des choses à ce Conseil qui ne correspondent pas à la vérité, nous nous abstiendrons sur cette motion.

M. Cout a participé à la rencontre que nous avons eue avec l'Union nationale des associations de chasse italiennes et avec les représentants des autres associations de chasse et, par conséquent, il ne peut pas dire que c'est de ma faute si les associations n'ont pas répondu à ce qui avait été demandé à ce moment-là et dont l'UNAVI s'est fait l'interprète.

Je conviens avec M. Cout que ce problème ne peut être abordé par petits morceaux et, donc, il n'est pas possible de légiférer sur de petits points du gros problème de la chasse. M. Cout sait que, d'après cette rencontre, il y a une volonté d'arriver au nouveau texte; il sait que l'Assessorat travaille actuellement dans ce sens et donc il demande quelque chose qui est déjà en cours. Comme il est commun dans ce Conseil de s'abstenir lorsqu'on demande des choses que l'on connaît déjà, nous nous abstiendrons.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Io mi asterrò dal votare la mozione del Consigliere Cout, perché il sottoscritto ha già presentato una proposta di legge, "Norme urgenti sulla caccia", in considerazione del fatto che le eccessive lungaggini della nuova legge sulla caccia stavano favorendo i cacciatori. Secondo me, il ritardo dell'Assessore all'Agricoltura e Foreste nel presentare il testo, che recepisce le istanze degli ambientalisti e dei cacciatori, è solo un espediente per mantenere in vigore, in Valle d'Aosta, l'incredibile possibilità accordata ai cacciatori di gestire la caccia senza rispondere al resto della popolazione.

La mia proposta di legge, "Norme urgenti sulla caccia", è stata presentata per modificare il Comitato caccia, in attesa della nuova legge, che è ancora di là da venire, in modo che, al suo interno, vi siano persone esperte e dotate di conoscenze rigorose e scientifiche, rappresentanti sia dei cacciatori, sia degli ambientalisti. Mi preme, soprattutto, che i cacciatori non abbiano più, come oggi, 10 rappresentanti su 17 membri del Comitato.

La mia proposta di legge, così come l'altra, è stata presentata in Commissione e l'Assessore, stando almeno a quanto ci è stato detto dal Presidente della Commissione, si era impegnato a presentare il proprio parere, su ambedue le leggi, entro breve tempo. È passato un altro mese, ma non si ha alcuna notizia di questo parere. L'atteggiamento dell'Assessore mi pare assolutamente inspiegabile, specie perché si trincera dietro la solita risposta: "Il discorso sulla caccia non può essere considerato come a sè stante, ma deve essere inserito in una legge quadro".

Poiché il discorso sulla caccia è estremamente "spinoso", con posizioni abbastanza contrastanti, come quelle dei Consigliere Cout e del sottoscritto, io penso che, per arrivare a formulare una legge che regoli comunque più dignitosamente il settore, forse sarebbe meglio cercare di risolvere, con un attento esame, i due o tre aspetti fondamentali con delle leggi settoriali, così come suggerisce la mia proposta di legge.

Io non sono d'accordo con la parte impegnativa della mozione del Consigliere Cout, perché chiede qualcosa che, di fatto, è irrealizzabile, perché manca la volontà dell'Assessore e, comunque, si è già potuto constatare in passato che esistono notevoli difficoltà per trovare un accordo su esigenze profondamente diverse.

Il secondo motivo che mi determina verso l'astensione, è dovuto al fatto che, al di là delle considerazioni espresse questa sera dal Consigliere Cout, nel testo della mozione esiste una notevole avversione verso il modo in cui viene fatta attualmente la caccia alla marmotta in Valle d'Aosta - ed in effetti, per fortuna nostra, non viene fatta quest'anno - mentre nelle parole usate nella premessa è fin troppo evidente l'intento di riaprire questo tipo di caccia. Non è certamente bello, per un Consigliere che si atteggia a paladino di una legislazione moderna, usare questo argomento che nulla ha a che vedere con la tutela dell'equilibrio faunistico.

Rilevo, infine, che le osservazioni delle varie parti interessate, in alcuni punti, sono talmente diverse e le varie redazioni della stessa legge sulla caccia, presentate dall'Assessorato, sono talmente diverse l'una dall'altra (in alcune ci sono i distretti venatori e nelle altre non ci sono), che il Consigliere Cout dovrebbe spiegare, questa sera, a tutti noi, di quale legge e di quale testo lui stia parlando.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Non intendo certamente rispondere al Consigliere Sandri, perché la discussione sarebbe lunga. Mi sembra di capire che in lui, come al solito del resto, c'è della malafede, così come c'è in altri protezionisti, perché, nel momento in cui si offre loro un'ampia disponibilità, con una lettera dal tono conciliante, rispondono: "Lei si sta rivolgendo a dei protezionisti, a gente che crede fin dal più profondo dell'essere che la caccia è un'istituzione arcaica e che non trova più uno spazio plausibile nella società moderna.

Riteniamo inconcepibile che oggi, con le attuali conoscenze scientifiche, con tutto quello che sappiamo sugli animali, ci sia ancora gente che, armata di fucile, vada in giro....".

Si tratta, ovviamente, di protezionisti, che, come lui, non intendono certamente preparare una buona legge, ma vogliono arrivare alla chiusura totale della caccia.

Nel merito di quanto detto dall'Assessore, c'è da supporre, molto probabilmente, che, nel corso del nostro incontro, non ci si sia capiti molto bene. Io ero sinceramente convinto, signor Assessore, che, quando dicevi di voler nuove proposte di emendamento, sulla base della griglia già ricordata, non ti riferissi solo agli Assessori, visto e considerato che esistono anche altre associazioni, come quelle dei protezionisti e degli agricoltori, che, a mio parere, avrebbero dovuto essere interpellate. A me non risultava che quelle associazioni fossero a conoscenza della circostanza.

Se la Giunta intende veramente arrivare quanto prima alla soluzione di questo problema, presentando una nuova bozza di legge che tenga conto di tutte le osservazioni, non dovrebbe avere alcuna difficoltà ad accettare una mozione che chiede solo delle scadenze, entro le quali tutti, nei limiti del possibile, possano lavorare per condurre a termine i rispettivi propositi. In caso contrario, si corre il rischio di procrastinare ulteriormente la soluzione del problema.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (P.S.I.): Com'è noto, all'interno del Partito Socialista, così come all'interno degli altri partiti, esistono posizioni molto diverse e differenziate in tema di caccia. Per questo motivo, è stata lasciata libertà di giudizio al Gruppo.

Condivido le tesi esposte dal Consigliere Cout e, quindi, a titolo personale, voterò a favore della mozione.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 22

Votanti: 7

Favorevoli: 7

Astenuti: 15 (Baldassarre, Beneforti, Bondaz, Breuvé, De Grandis, Lanivi, Maquignaz, Martin, Perrin, Ricco, Rolando, Rollandin, Sandri, Tamone e Voyat)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, come da accordi intercorsi, l'oggetto n. 52 e l'oggetto n. 18 sono rinviati alla prossima seduta del Consiglio e, pertanto, si procede ora con la discussione dell'oggetto n. 53 all'ordine del giorno.