Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3028 del 23 settembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3028/VIII - PROVVEDIMENTO PER LA SALVAGUARDIA DEI BENI E DEGLI ACCESSORI SANITARI DELL'OSPEDALE REGIONALE DI AOSTA. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Aloisi:

Interpellanza

Avuta notizia della situazione di disagio con conseguente disservizio venutosi a creare presso l'Ospedale regionale di Aosta sia in riferimento a furti perpetrati sia ancora ad atti di vandalismo che hanno provocato l'intervento delle Forze dell'Ordine e degli stessi Vigili del Fuoco;

Constatata da un'ampia documentazione non solo fotografica la situazione di penoso abbandono in cui versano i locali della ex Maternità di via St. Martin de Corléans dove, tra l'altro, hanno sede ancora alcuni ambulatori, il reparto di psichiatria ed il deposito delle biblioteche nonchè dell'Istituto d'Arte;

Vista l'incuria dello scantinato dove avrebbero trovato libero accesso gruppi di drogati con i conseguenti quanto evidenti "lasciti" di siringhe;

Sentiti i commenti indignati della pubblica opinione che viene a conoscenza di fatti gravissimi tra i quali citansi ad esempio il lasciare incustoditi materiali d'uso ospedaliero ed accessori sanitari che costano fior di milioni alla comunità e l'assoluta indifferenza delle autorità competenti a provvedere sollecitamente in merito;

tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere del M.S.I.-D.N.

Interpella

l'Assessore competente per sapere quali provvedimenti ha assunto o intenda assumere per prevenire ed impedire la sequenza degli episodi sopra illustrati, richiamando altresì gli Amministratori dell'U.S.L. Valle d'Aosta a compiere il loro dovere di tutela e di salva guardia dei beni e degli accessori sanitari affidati alla loro amministrazione e responsabilità.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Ho avuto modo, il giorno 5 settembre, di leggere un articolo su "La Vallée Notizie", dove in prima pagina, ripreso poi in pagina centrale, era scritto: "facile accesso, dove giacciono documenti e medicinali, all'ex Maternità, di tutto", dove illustra in modo molto ampio il penoso abbandono in cui versano i locali dell'ex Maternità di Aosta. Cosa dice questo articolo? Cita che lo spettacolo è impressionante, versa in stato di abbandono, con una sporcizia indescrivibile. Colonie di topi girovagano all'interno, scatolami di siringhe ipodermiche non usate, contenitori di acidi vari, scatole di flebo con relativo liquido, pacchi intatti di accessori sanitari di vario genere, cataste di documenti di archivio dove chiunque potrebbe rilevare dati molto personali, registri del reparto ginecologia (nomi, cognomi, diagnosi), una grande lavatrice industriale in ottimo stato; vengono lasciati incustoditi materiali di uso ospedaliero ed accessori sanitari che costano fior di milioni alla comunità.

A seguito di queste affermazioni, che sono suffragate da fotografie - per chiunque di voi voglia prenderne visione, abbiamo la documentazione a portata di mano - mi chiedo come possa avvenire una cosa del genere.

Mi rivolgo all'Assessore per sapere chi è il responsabile di questa situazione, se sono stati presi dei provvedimenti contro queste persone, visto che nel numero successivo a questo, de "La Vallée" è stato pubblicato un intervento da parte dell'Assessore alla Sanità in merito a questo problema. Chiedo cosa si intende fare per prevenire ed impedire che si ripetano fatti così indecenti, soprattutto agli occhi della pubblica opinione, perchè si dimostra uno sperpero di pubblico denaro indecente, perchè non è ammissibile che vi siano ancora dei pacchi sigillati di materiale sanitario ancora non utilizzati, in una situazione di totale abbandono.

E poi chiedo se sono stati invitati gli Amministratori dell'U.S.L. a compiere il loro dovere di tutela e di controllo, soprattutto di salvaguardia dei beni e degli accessori sanitari che sono affidati alla loro amministrazione e alla loro responsabilità.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Diceva giustamente il Consigliere Aloisi che dopo quel reportage su "La Vallée" avevo risposto, e adesso, senza riprendere tutti i punti della risposta, voglio innanzitutto dire che per quanto concerne gli atti di vandalismo all'interno dell'ospedale, così come anche quelle telefonate anonime sulle bombe che sarebbero state collocate nell'ospedale, si erano fatte delle riunioni con i responsabili dell'U.S.L. In quelle riunioni si era detto di potenziare (in parte questo è già stato attuato) la vigilanza notturna, sia all'ex Maternità che all'Ospedale di via Guido Rey; per quanto riguarda quest'ultimo, il contratto sta per scadere e verrà rinnovato ai primi di novembre, e solo allora sarà possibile potenziare la vigilanza. Nello stesso tempo si è preso contatto con la questura perchè al Pronto Soccorso almeno per due turni (circa 15-16 ore al giorno) ci sia la presenza di un questurino, affinchè la vigilanza assunta dall'Amministrazione U.S.L. non abbia bisogno di fare da paciere a volte anche all'interno del Pronto Soccorso. Altri provvedimenti verranno presi. Questo per quanto è la prima parte della deliberazione dove si parla degli atti di vandalismo all'interno dell'ospedale.

Per quanto concerne invece il reportage, ho risposto; devo dire che non c'è nessuno sperpero di materiale pubblico, perchè i medicinali che ci sono, sono scaduti, e come succede da altre parti, questi vengono messi da parte e poi distrutti.

Per quanto riguarda le schede che ci sono e che si possono leggere, non ci sono andato di persona, comunque ho una relazione scritta di un nostro tecnico che si è recato sul posto, il quale riferisce che si tratta di schede degli anni "50 e sono leggibili a malapena. Comunque si tratta di materiale che è stato messo lì perchè deve essere distrutto.

Evidentemente questa struttura, che non è collegata all'ex Maternità - è una struttura a sè stante sempre all'interno della recinzione dell'ex-Maternità, è chiusa a chiave, e se qualcuno si permette di entrare nella botola che va al locale caldaie, oppure di entrare da finestre con i vetri rotti, potrà trovare all'interno anche della confusione, ma non è detto che per questo abbia la possibilità di entrare, o debba per forza entrare.

La struttura è chiusa, è all'interno di una recinzione chiusa a chiave, dove si ha un bel da mettere assi o rimettere i vetri, ma dopo due o tre giorni siamo di nuovo daccapo; il materiale messo per coprire questa botola, è sparito nel giro di otto giorni, per cui se qualcuno entra senza autorizzazione e non lo si riesce a cogliere sul fatto, può fare come fanno alcuni che vanno a drogarsi, o come altri che vanno a prendere delle foto.

Quanto allo sperpero, le apparecchiature sono dismesse e non più funzionanti, in quanto all'interno dell'ospedale è stata fatta la lavanderia nuova, pertanto quella precedente, che prima era presso l'ex Maternità, è stata dismessa, non funziona più e le apparecchiature non sono nuove, nè funzionanti, nè in buono stato.

Per quanto concerne la distruzione del materiale, già al mese di luglio in occasione di ben altre cose, eravamo andati a fare un sopralluogo in maternità, e avevamo fatto con l'Assessore Fosson un programma sia di pulizia dell'area esterna sia di distruzione di questo materiale all'interno della lavanderia. Purtroppo ci sono state difficoltà e nel periodo estivo l'Assessorato ai Lavori Pubblici non ha potuto mettersi d'accordo con l'U.S.L. per portare via e distruggere questo materiale, ed è successo quello che è successo, cioè l'episodio di queste foto.

Gli impegni sono che l'Assessore Fosson e Vicquery si devono mettere d'accordo per decidere il luogo dove questo materiale deve essere distrutto. Non possiamo prendere quel materiale e portarlo in discarica, perchè deve essere distrutto, e le apparecchiature dismesse dovranno essere vendute come ferro vecchio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Brevemente per ribattere ad alcune dichiarazioni dell'Assessore, il quale ha affermato che lì c'era del materiale non più in uso, oppure materiale ormai scaduto. A me risulta esserci stato scatolame di siringhe ipodermiche intatte, quindi scatoloni interi, che penso non abbiano scadenza, a meno che non siano state fabbricate trenta anni fa, e ancora contenitori di acidi.

Sta di fatto che questo materiale esisteva, era intatto, quindi c'è stata incuria da parte di qualche responsabile che l'ha accatastato e non l'ha utilizzato prima, lasciandolo andare a deperimento, oppure ci sono delle responsabilità, perchè è inammissibile oggi con i costi che ci sono nell'U.S.L., con lo spreco soprattutto che esiste e con le spese che ognuno di noi deve affrontare per la sanità, che si debba buttar via il denaro in questo modo.

Oltre tutto, una cosa che non ho citato prima, questi locali, il giorno dopo in cui erano state scattate queste fotografie, sono stati visitati dalla pubblica sicurezza che vi ha trovato delle siringhe. Nella sera stessa in quei locali si sono recati dei giovani e si sono drogati.

Pertanto non è una giustificazione valida quella per cui questo è un locale chiuso e nessuno deve metterci il naso, e chi ce lo ha messo, ha commesso un abuso; sta di fatto che in quel locale vi era una situazione vergognosa, e qualsiasi responsabile sanitario avrebbe dovuto provvedere perlomeno a mantenere un certo ordine, soprattutto per quanto riguarda i registri dei degenti, che sono documenti riservati e personali.

Non posso accettare la giustificazione data dall'Assessore: dichiaro che nel momento in cui quella è una struttura pubblica, nel momento in cui ci sono dei responsabili di servizio, che quindi sono anche responsabili di quei locali, devono provvedere affinchè quei locali siano puliti, mantenuti in modo decente, chiusi a chiave, e non tenuti nel modo che è sotto gli occhi di tutti, e basta leggere il giornale per rendersene conto.

Invito l'Assessore ad assumere dei provvedimenti nei confronti di questi responsabili che hanno fatto sì che ci fosse una situazione di questo genere, che suona vergogna a tutta la collettività.