Oggetto del Consiglio n. 243 del 7 ottobre 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 243/74 - Disegno di legge regionale concernente: "Nuove norme in materia di assistenza integrativa regionale a favore degli inabili, mutilati ed invalidi civili".
Dolchi (Presidente) - Ricordo ai colleghi Consiglieri che come risulta dagli allegati, hanno espresso parere favorevole all'approvazione del disegno di legge la Commissione consiliare per gli Affari Generali e Finanze e la Commissione consiliare per la Sanità ed Assistenza sociale.
Benzo (DP) - Come i Consiglieri sanno, esiste una legge regionale del 1971, modificata nel 1974, per questa assistenza integrativa ai mutilati ed invalidi civili.
Nel marzo 1974, il Parlamento approvò una legge nazionale che aumentava l'assegno mensile agli invalidi civili a £ 22.000 per quello in età compresa tra il diciottesimo anno e il sessantacinquesimo anno, e a £ 25.000 per gli inabili al 100%.
Però, partendo dalla considerazione che i recenti provvedimenti legislativi statali nel campo dell'assistenza economica agli inabili, mutilati ed invalidi civili, hanno svuotato di un effettivo contenuto sociale le nostre leggi regionali, e soprattutto considerata la notevole incidenza dell'aumento del costo della vita, dei pressi, si è predisposto questo nuovo testo legislativo che in sintesi può essere così ricondotto per la conoscenza del Consiglio.
1) L. 28.000 mensili per i mutilati ed invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa compresa fra il 67% e il 79%; prima la Regione come saprete, partiva dall'80%, quindi con questo avremo un'integrazione alla legge nazionale.
") L. 35.000 mensili per i mutilati ed invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra l'80% e il 100%. Anche qui abbiamo da sottolineare due casi: il caso di coloro i quali hanno le L. 22.000 dello Stato, che riceverebbero un'integrazione di L. 13.000 mensili, e coloro i quali hanno le L. 25.000 dello Stato, in quanto inabili, per il cento, e avrebbero un'integrazione di L. 10.000 in più da parte della Regione.
3) quello che lo Stato non ha e che noi avevamo messo nella legge del '71, la cosiddetta "assistenza domiciliare" per gli inabili totali, permanentemente interni, L. 70.000 mensili, per questi inabili civili, che necessitano di una continua assistenza da parte dei familiari, o di terzi, pertanto questi ... stessi, che avrebbero già diritto alle L. 25.000 dello Stato, come inabili al 100%, noi provvederemo ad integrare con L. 45.000 mensili per dare questa assistenza domiciliare, che riteniamo estremamente importante e necessaria, proprio per questi casi di particolare gravità, dal punto di vista dell'inabilità e soprattutto anche del bisogno; pertanto la Giunta regionale sottopone all'approvazione del Consiglio questo nuovo testo di legge.
Dolchi (Presidente) - È aperta la discussione generale, ha chiesto di parlare il Consigliere Mappelli.
Mappelli (DC) - Ma, anche qui, amici, qui è un discorso veramente un discorso di sensibilità sociale, noi abbiamo visto che questa legge che parte per gli invalidi civili, negli anni 1964-65 era allora per gli invalidi civili, vi era una piattaforma unica per cui un invalido civile che superasse i due terzi, cioè grosso modo quella che era la normativa dell'INPS era allora di £ 15.000, di buon grado, penso che questa normativa, cioè quello di stabilire dell'invalidità fino al 79% e dunque fino all'80%, dall'80% al 100%, e la terza, cioè gli invalidi civili necessariamente ... una continua assistenza, come l'Assessore ha definito, domiciliare, insomma, questa è una forma, questa normativa va benissimo.
Ora, tutte queste forze politiche in campo nazionale, metto l'accento particolarmente su quelle all'opposizione; gli stessi sindacati hanno da qualche tempo proposto al Governo, e non è perché si voglia copiare, anzi, io penso che nel 1976, adesso vi sono sulla piattaforma sindacale e nazionale due punti; quello dell'unificazione del punto di contingenza, per cui è un certo tipo di discorso che in questa sede, in questo momento, non è il caso di introdursi, e vi è la revisione della normativa, per l'agganciamento ai salari delle pensioni.
Questa seconda normativa, comunque sia dal 1° gennaio 1976, cioè fra esattamente quindici mesi, questa normativa scatterà con l'80% del salario lordo, per coloro che hanno 40 anni, con una scala all'indietro, questa è una forma per esemplificare un po' l'esempio, dell'1,80% in meno ogni anno, per cui uno non raggiunge i 40; esempio, se uno ha 40 anni, su 100 lire prende 80 lire, però sui 35 anni, l'attuale normativa dà la pensione del '64 il 40% l'1,80% in meno dell'80 in questi cinque anni, sarebbe una normativa circa di 7 lire, cioè anziché 80, anzi 8 lire 72-73, e questo dovrebbe andare in vigore come dicevo fra 14-15 mesi.
Però non escludendo il secondo discorso dell'agganciamento come alcune categorie tipo gli elettrici, ecc. che hanno un fondo speciale, viene agganciato alla paga, perché diversamente, l'abbiamo già capito, cosa succede: succede sempre che chi ne ha sempre pochi ne ha sempre meno, perché chi ha 200 lire al mese, avendo un aumento del 10% a un aumento di pensione di 20 lire che ha 100 lire ha un aumento di pensione di 10 lire e quindi invece di avere una pianificazione delle pensioni abbiamo una continuità di squilibrio.
Ora, su questa base di questo tipo di discussione in campo nazionale, sia le organizzazioni sindacali, sia alcuni Partiti, avevano proposto una base minima di potere di acquisto per assicurare a tutti i cittadini italiani, di poter, come dire, poter vivere, "comme on dit en patois, vivre ... e crapé" soltanto "vicoté", come si dice in patois, queste famose 50 lire mensili, 50.000 lire.
Ora mi sembra che così, adesso, chiedere di rinviare non è il caso, francamente, anche perché questo comporta un bilancio, sul bilancio la copertura di spese, quindi vorrei sottolineare al Presidente Dujany, la serietà di un discorso responsabile, non della demagogia politica, ma proprio responsabile e sociale, cioè non ritengo di chiedere e di mettere in votazione il rinvio per riveder queste tabelle, perché non fanno e non sono reali al potere d'acquisto di questa categoria, un invalido civile che arrivi al 79%, mi piace poi questo 79% o l'80 o 35.000 lire al mese, ne ho 79,28, anche qui vi è una discussione da fare, comunque, lasciamo questo termometro, questo senso di misura e andiamo avanti; non ritengo, ed è qui che richiedo l'attenzione della Giunta, in questo momento di fare della polemica e di chiedere il rinvio per rivedere se questo tipo da parte dell'Amministrazione regionale, questo tipo di intervento, perché queste 28-50-35 e 70.000 lire per un invalido che ha bisogno di assistenza domiciliare , è ridicolo, non vi pare che sia ridicolo, perché qui bisogna fare tutto un discorso di reddito, ecc. e anche bisogna rivedere tutta la normativa per aver diritto a questo tipo di intervento, però vorrei da parte della Giunta, e poi bisogna coprirla, questo tipo di spesa, bisogna anche coprirla, però desidererei da parte della Giunta, in particolar modo del Presidente, l'impegno che per l'anno finanziario prossimo, venga rivisto questo tipo di intervento, venga rivisto, perché con 28.000 lire chi ha il 79% di invalidità è ridicolo, è ridicolo, anche in previsione di queste normative che stanno portando avanti a livello nazionale.
Ora se non abbiamo più 20.000 lire da dare ai nostri invalidi civili, che mentre la Presidenza sociale, riconosce oltre i 65 anni, riconosce il 50%, non è più di due terzi, ... su al 79 per aver diritto a 28, se ha l'81 allora passa alle 35, mi sembra che il discorso molto sereno e serio sia da farsi in un'altra direzione, cioè essere forse a volte più rigidi nello stabilire i termometri di invalidità, però qualora questa invalidità ci sono occorre che noi diamo ai nostri vecchietti, ai nostri invalidi, a queste persone che hanno già la sofferenza del male, della menomazione fisica e morale, che noi abbiamo almeno, così, la capacità e la sensibilità di assicurarle una serena infermità, o vecchiaia o quella che è.
Dunque è qui che io chiedo da parte della Giunta un impegno, perché se questo impegno non ci fosse, allora farei degli emendamenti e allora andremmo sulla strada della polemica, perché se una Giunta è sociale, è di sinistra e progressista, e non trova più 10.000 lire per gli anziani, allora è tutto un altro discorso che non voglio incominciare.
Ecco, dunque noi saremmo favorevoli a questa normativa, in questo momento, e a questo tipo di intervento, con l'impegno, già di prevedere nella stesura del bilancio, una maggiore spesa e di portare poi, se lo ritenete, in Commissione, oppure come ritenete meglio su proposta della Giunta, poi noi in sede di Commissione faremo le eventuali nostre modifiche o proposte per una revisione di questo tipo di intervento.
Io mi rendo conto, perfettamente conto che un certo numero di invalidi comporta una certa spesa, ma la funzione del nostro essere è quello di garantire una vita serena a tutti i valdostani.
Dunque, ragion di più per coloro che sono fisicamente e dunque, già di per sé, anche moralmente in gravi condizioni, dunque noi saremmo poi per una revisione di questi tipi di intervento.
E vorrei in questo senso da parte della Giunta o del Presidente della Giunta un impegno morale in questo senso.
Fosson (UV) - Io volevo chiedere qualche informazione, e chiedendo queste informazioni non sembri al Consiglio che io voglia parlare contro questa legge sugli invalidi civili o sugli altri provvedimenti che sono presentati insieme in questo momento, perché non ... possiamo anche rivendicare che la prima legge sugli invalidi civili, è stata fatta quando eravamo all'Amministrazione e quando lo Stato non dava niente agli invalidi civili.
Ora si sono adeguate queste leggi per, in base al valore della moneta ma abbiamo ritenuto di mantenerli come integrazione, quanto dava l'Amministrazione regionale, perché quanto era stata stabilito dallo Stato era una quota abbastanza bassa.
Questa integrazione, quando noi si era fatta la prima legge, si era fatta ritenendo di sopperire ad una manchevolezza dello Stato, e che non si sarebbe dovuto continuare quando lo Stato avrebbe preso dei provvedimenti.
Vista l'entità della quota che veniva data dallo Stato, giustamente si è deciso di dare come integrazione.
Ora io vorrei solo chiedere all'Assessore se qui c'è, siccome lo Stato ha aumentato le sue quote, e noi aumentiamo le nostre, sempre per adeguarle all'aumento del costo della vita e mantenendo la nostra integrazione, vorrei sapere se con questo provvedimento noi modifichiamo anche l'integrazione che noi davamo, perché ad un certo momento, siamo tutti d'accordo che bisogna fare tutto quello che è possibile, ma bisognerà anche commisurare con tutte le altre spese, perché d'accordo che dobbiamo fare delle spese sociali e in questo campo siamo altamente benemeriti, e sugli altri due provvedimenti la differenza non è grande, però tutto questo, ad un certo momento, comporta una rigidità del bilancio, quindi noi parliamo sempre di programmazione, bisognerà vedere se tutto questo rientra nel quadro della programmazione, ecco quindi sono queste le osservazioni che io volevo fare, perché ad un certo momento, noi sappiamo che il Comune di Aosta, ha lanciato l'idea non so se l'ha applicato, di dare un'integrazione alle pensioni.
Sarebbe bellissima cosa che si potesse fare per tutta la Valle d'Aosta, l'integrazione alle pensioni, perché non è logico che ad Aosta si possa dare l'integrazione alle pensioni e in altri Comuni non si dia queste integrazioni alle pensioni; perché allora quando si parlava di ingiustizia, come ne parlava prima eventualmente il Consigliere Monami, questa sarebbe una palese ingiustizia, perché o è possibile dare a tutti, e sarebbe una gran bella cosa, o altrimenti non si deve solo dare ad Aosta. Non è il caso degli invalidi civili, intendiamoci, ho voluto fare questo paragone e questo confronto esclusivamente per dire che tutti potremmo essere fieri noi Consiglieri regionali se potessimo distribuire maggiormente i nostri fondi in assistenza sociale, quando il principio di distribuzione è giusto, ma ad un certo momento, bisogna vedere tutto l'arco della nostra assistenza sociale o di questi provvedimenti sociali, in maniera che siano conformi a quanto discutevamo di quelle linee programmatiche, diceva ogni volta che noi portiamo un provvedimento particolare, voi fate obiezione, ma facciamo obiezione, scusate se qui ripetiamo quello che abbiamo detto allora, nel senso che vorremmo vederlo questo particolare inquadrato nel problema generale, e non sempre così a spizzico.
Quindi io ho voluto dire queste cose per richiamare l'attenzione, perché noi un giorno passiamo con un aumento di 60.000.000 qui oggi siamo 60+18 sono 78+5 sono 80 milioni; un'altra volta di cento e praticamente tutto questo fa parte del quadro generale, e quindi, siamo favorevoli a questi provvedimenti ma vorrei un po' quel chiarimento, cioè in questo provvedimento, per gli altri è chiarissimo, perché è un adeguamento in base al numero probabilmente degli infortuni alle rette e via dicendo e in questo sapere solo se abbiamo aumentato ancora l'integrazione, perché in quel campo, a un certo momento bisogna sapere dove vogliamo avere un limite.
Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola, prima di dare la parola all'Assessore Benzo per la risposta. Nessuno chiede la parola?
La parola all'Assessore Benzo.
Benzo (DP) - Ma, io pensavo che i Signori Consiglieri, che vivono la vita del Consiglio, sia pure anche nella nuova legislatura si fossero resi conto che in effetti noi stiamo intervenendo in modo estremamente massivo ad integrazione di leggi nazionali; in un settore dove noi non possiamo legiferare direttamente.
E quindi la Regione che è stata la prima a portare avanti un certo discorso degli invalidi civili, ha ritenuto nel tempo di continuare ogni qualvolta lo Stato aumentava sia pure di poco, l'erogazione dei contributi a favore di questi invalidi e inabili, di provvedere nell'ambito dello stanziamento originario della legge, istitutiva di questo servizio, di questo contributo, a integrare questi vari tipi di pensione.
Dirò di più però che la novità che c'è stata nel 1971, a parte il coordinamento unico della legislazione in questo settore, è stata quella notevole, non esistente in campo nazionale di una particolare attenzione ... in allora apprezzata dal Consiglio regionale che l'aveva approvato all'unanimità, a favore della categoria dei totalmente inabili.
Ora ci siamo trovati nel marzo di quest'anno, e lo ribadisco con una legge nazionale del 30 marzo che ha portato a ben 22 mila lire mensili, per gli inabili fino al 67% e 25.000 lire ai totalmente inabili 100%, non quelli che trattiamo noi nella terza categoria, quelli che hanno il 100% 25.000 lire.
Lo sforzo quindi che la Regione sta facendo nei limiti, ripeto, attenti delle possibilità finanziarie e regionali in questo momento, è stato mio parere notevole, passando a 35.000 per gli invalidi fino al 67% dove non davamo integrazione perché ripetiamo 22.000 effettivamente molto poche, 1.200-1.300 al giorno incomincia ad essere qualcosa per coloro i quali hanno fino al 67% di inabilità; sono categorie che non ha inventato la Regione, quelle del 67-79; cioè dell'80%.
Abbiamo voluto specificare che diamo questo contributo di ben 35.000 lire a quelli che hanno tra l'80 e il 100%; ma soprattutto, lo ribadisco, è estremamente importante non ritenevamo più possibile che coloro i quali sono invalidi civili, ma inabili totalmente hanno veramente bisogno di un qualcosa di più e abbiamo fatto uno sforzo notevole e qui rispondo al Consigliere Fosson che giustamente fa questa richiesta, questi sono 60 milioni in più oltre gli stanziamenti previsti in bilancio che avevamo previsto già nelle leggi in corso di approvazione al bilancio regionale, 60 milioni di più, ma portiamo, come ripeto, di ben 45.000 lire il nostro contributo a questa categoria di inabili totali che sono un numero alquanto elevato, sono quelli che non possono neanche passare la visita, ma hanno la visita direttamente a casa perché sono fermi o in un letto o in una carrozzella.
Per quanto attiene, a continuamente rivedere, mi sembra che proprio la Giunta regionale sia stata sempre, ripeto, così presente in ogni istante in cui ha avuto delle possibilità di movimento all'interno di questi stanziamenti.
È certo che se lo Stato passerà la nuova normativa, ci auguriamo molto veloce, non so, con i tempi che corrono quando potrà passare questo nuovo tipo di normativa, noi saremo i primi non solo ad adeguarci a questo tipo di normativa, ma ad effettuare le necessarie, secondo noi, indispensabili, doverose integrazioni per continuare ad essere, come riteniamo di essere in questo momento la Regione, in questo settore, a favore di questi 1.099 che non in questo momento invalidi civili più avanzata e pronta a rispondere a questi bisogni.
Sappiamo anche noi che per alcune di queste categorie, in particolare, si potrebbe anche erogare di più, ma vi ripeto, tutto questo va visto nell'ambito anche delle possibilità finanziarie che abbiano. Noi riteniamo di poter portare all'esame poi della Commissione consiliare di Sanità ed Assistenza sociale ulteriori adeguamenti, ripeto, anche in vista della nuova legislazione nazionale, sempre pronti ad intervenire a favore di questa categoria di inabili e di invalidi civili.
Colgo l'occasione per fare presente al Consigliere Fosson, ed è bene che il Consiglio quindi sia a conoscenza di questo grosso interrogativo o richiesta che da più parti viene fatta per una più distribuita giustizia sociale.
Si dice ad Aosta vengono integrate le pensioni a 50.000 lire, mediante tra le pensioni che ricevono già i pensionati, i coltivatori, adesso farò presente questo che hanno la pensione INPS, mediamente sono 10.000 lire pro-capite di integrazione che viene effettuato e il costo nel bilancio comunale della città di Aosta è di 40.000.000 lire, noi abbiamo effettuato dei calcoli, abbiamo esaminato il problema anche in sede di Commissione consiliare Sanità ed Assistenza sociale.
Sappia il Consiglio regionale che se è sua volontà di voler allargare a tutti i 74 Comuni della Valle, Comuni che non hanno una presenza operaia ma massiccia di coltivatori diretti, e mediamente quindi avere, dare 10.000 lire pro-capite a tutti coloro che beneficerebbero di questa integrazione di pensioni, il costo attuale sarebbe di un miliardo e 800 milioni di lire.
Ritengo che sia estremamente importante che come abbiamo fatto in sede di Commissione consiliare, proprio alla luce delle istanze che il Vice Presidente del Consiglio faceva bene a richiamare di una visione globale dei problemi, sotto il profilo programmatorio e sotto il profilo della rispondenza di queste esigenze, ma ritengo che sia estremamente importante, dicevo, di approfondire l'argomento e non vedere se non ci sono altri mezzi, altri strumenti e altre possibilità che noi riteniamo ci siano per venire incontro in maniera più assistenziale diretta alle esigenze di questa grossa fascia di popolazione, diciamo pensionata.
Ripeto per le sole 10.000 lire il costo per le migliaia di cittadini che ne potrebbero beneficiare alla luce delle stesse considerazioni tenute dal Comune di Aosta, per una spesa di 40.000.000 lire sarebbe al momento attuale di lire 1.800.000.000, questo perché il Consiglio si renda conto di quanto sia facile da un lato pensare ad un'erogazione di assistenza economica integrativa suppletiva, ma quanto alti siano i costi; e non so quali ne sarebbero in effetti con 10.000 lire i benefici. Forse ci sono altre strade e altri mezzi che stiamo esaminando per vedere di arrivare, come in questo caso, non riguarda un fenomeno di integrazione per una categoria di particolare che è soggetta ad una normativa statale ma che la Regione ha ritenuto di dover, in modo particolare, considerare, potenziando nei limiti delle disponibilità di bilancio, ben intesi, sempre pronti e attenti ad aggiornare e a rivedere in questo momento particolare quelli che possono essere le erogazioni contributive a favore di questa categoria di inabili, e dei mutilati - invalidi civili.
Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola in sede di discussione generale? La parola al Consigliere Mappelli.
Mappelli (DC) - Ma io ribadisco il concetto iniziale, cioè non quello, io mi rendo conto che 10.000 x 10 o moltiplicato per 100 per 1000, dà un certo risultato, ma qui è questione di sensibilità politica, di capacità amministrativa e politica e di volontà politica nell'essere così sensibili ad affrontare questo problema. Non vedremo, proporremo, sottoporremo alla Sanità, alla Commissione ma quello è un meccanismo consultivo, la volontà politica, e qui mi dispiace chiamare in ballo di Presidente della Giunta, ma per avere veramente un punto fermo su questo problema, ci deve essere un impegno morale, diversamente, sono parole, ma come possiamo qui adesso non abbiamo proprio voglia di star lì a fare delle discussioni in questo momento, perché, lo ripeto, noi questo lo votiamo, ma rendiamoci conto che con 30.000 lire al mese, un invalido, cos'è ? è una presa in giro, è umiliante, è già qualcosa, ma siamo d'accordo, ma vogliamo effettivamente metterci all'avanguardia, non facciamo mica la scoperta dell'acqua tiepida qui, perché in campo nazionale, sono già al lavoro su questa ... le Commissioni della previdenza sociale stanno già vedendo per il reperimento dei fondi, in questo senso e noi per in nostri invalidi, vedremo le 10.000 per l'anno prossimo, porteremo in Commissione, e no, non può il Consiglio regionale fermarsi su una posizione del genere, non deve, non può nel modo più assoluto.
Bisogna che ci sia veramente una volontà politica, da parte di tutti, nessuno escluso, perché questi sarebbero i soldi più ben spesi, di tutto il bilancio, come noi abbiamo centinaia di milioni spesi in mille ... giustificabili sì e no, vogliamo fare un'analisi reale di tutti i capitoli e di tutte le delibere, non voi del 65-45 in poi, dunque di tutte le Giunte, ma io vi chiedo un punto fermo per un gruppo di invalidi civili della Valle d'Aosta.
Perché con 30.000 lire al mese, ora se fosse il 50%, è discutibile, perché noi dobbiamo essere generosi nel senso di riconoscere che vi è stata un'interpretazione abbastanza, non restrittiva, quindi siamo d'accordo, dobbiamo riconoscere, perché sappiamo come stanno le cose, ma oltre l'80%, insomma non nascondiamoci è l'80%, non è più il 50, ma vi rendete conto, chiederei all'Assessore quanti sono quelli dell'80% che vanno dall'80 al 100%, cioè questo 20% di invalidi quanti sono, non nascondiamoci dietro ad un dito... però l'80%, qui vediamo 35.000 lire mensili, è già qualcosa, vogliamo essere ... nel riconoscerlo, però chi ce l'ha deve avere la possibilità in Valle d'Aosta, di poter vivere sereno, visto che ha già le sofferenze fisiche e morali, almeno che non ci siano quelle economiche. La Giunta, io vorrei proprio che ci sia un impegno da parte, così, dire, ma sì su questa base discuteremo assieme. Questa non è speculazione politica, questa è sensibilità politica, questa è volontà umana, sono proprio umani, dei nostri fratelli, di coloro che hanno lavorato tutta una vita nelle nostre malghe, che non hanno pensione, e se hanno, hanno quelle 18-22.000 lire mensili, 25-32 la Valle d'Aosta non è capace a venire incontro a questi, guardate, non stiamo neanche più a discuterne e buonanotte, perché non è possibile, dunque, io desidererei proprio un impegno da parte del Presidente della Giunta di venir o in Consiglio, anche di iniziativa della Giunta, non interessa proprio un bel niente, che ci sia un impegno morale e la parola d'onore che su questo problema ne discuteremo in qualunque sede, pre-consiliare, Consiglio, Commissione Sanità, Finanze, Finanze e Sanità assieme, però dobbiamo rivedere questo sistema di intervento, perché così è troppo umiliante, non dobbiamo e non possiamo lasciare i nostri vecchi, i nostri ammalai nelle nostre montagne, nei nostri villaggi, a languire con 35.000 lire al mese, con l'80% di invalidità, questo è assolutamente inaccettabile nel 1974.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (PCI) - .... voglio parlare ma quanto è riferito poco fa mi pare che abbia detto che il Comune di Aosta spende 40 milioni per la destinazione di questa integrazione di minimi di pensione, ora se la città di Aosta ha 33.000 abitanti e diciamo un terzo della popolazione valdostana, vorrei che mi si spiegasse come mai arriviamo a dei punti di un miliardo e ottocento milioni per essere esteso a tutta la Valle d'Aosta.
Si dà atto che dalle ore 19,00 assume la presidenza il Vice Presidente FOSSON.
Fosson (Presidente) - La parola all'Assessore Benzo.
Benzo (DP) - Prima voglio rispondere un attimo al Consigliere Mappelli, a me non piace fare demagogia ma mi pare di essere nel vero, nel far presente che la Giunta regionale sta portando proprio oggi al Consiglio, predisposto tre mesi fa prima delle ferie, un provvedimento di gran lunga superiore a quelli che sono i provvedimenti attuati nel marzo del 1974 dalla legislazione statale, forse un discorso di questo genere poteva anche essere fatto alla Camera, non so se con quel tono ma comunque io penso che in effetti sia estremamente considerare da un lato quello che, mi permetta Consigliere Mappelli di dire quale Assessore non sarebbe lieto, sotto l'aspetto, sarebbe lieto di estendere denaro che vada a favore delle categorie.
D'altro lato mi sembra che l'invito e le parole del Vicepresidente del Consiglio Fosson siano state tali per richiamare invece e giustamente quella attenzione che noi pur ... abbiamo portato avanti e come ripeto, abbiamo aumentato ancora lo stanziamento di 60 milioni del capitolo di 250 milioni, perché in Consiglio forse questo non ricorda di 250 milioni con i quali negli anni proprio per tenere da un lato ferme queste spese correnti che sovente vengono richiamate proprio sempre dal Vicepresidente del Consiglio, che sono poi quelle che determinano una compressione molto forte del bilancio regionale, non permettendo in questi settori certe volte di poter intervenire, abbiamo provveduto ad aumentare gli altri 60 milioni lo stanziamento di bilancio.
Ma ripeto a prescindere dalla stessa facilità di cui qualsiasi Assessore forse meno responsabile potrebbe accettare di dire va benissimo, subito, quanto ma mi permetta Consigliere Mappelli di fare notare che il discorso delle 10.000 era rivolto ad un altro settore e riguardava un'integrazione delle pensioni sociali e non della legge integrativa delle pensioni sociali e non della legge integrativa delle pensioni agli inabili, mutilati e invalidi civili.
Quindi ribadisco quello che dissi poc'anzi, in attesa della legislazione nazionale che non so se fra un anno e mezzo ci sarà, questo non lo so, comunque come abbiamo portato oggi questo provvedimento che dimostra quanto meno al Consiglio la volontà politica di potenzialmente venire incontro, perché abbiamo una fascia per esempio di persone assistite domiciliarmente molto notevole e noi siamo arrivati a portare 45.000 lire in più, un provvedimento che non esiste in campo nazionale, non esiste.
Nel nostro Paese ci si ferma agli inabili al 100% con 25 mila lire, la Regione facendo sue quelle considerazioni vere di attenzione, di giustizia sociale per cercare di sopperire queste carenze nazionali con i suoi bilanci, con l'attività dei suoi cittadini in effetti, cerca di intervenire, bene inteso quindi pronto nuovamente appena passata questa legge a riconsiderare nel nuovo bilancio del 1975 ulteriori stanziamenti ma sempre alla luce delle possibilità soprattutto per i discorsi a loro sono doppi, uno è l'integrazione all'agganciamento come il Consigliere Mappelli ha voluto significare al Consiglio che è ventilato, è allo studio forse fra un anno e mezzo potrà uscire, l'altro è un altro massiccio intervento regionale.
Signori, il conto che ho fatto, allora delle 10.000 lire io pregherei di farlo e si vedrebbe subito di quanto ammonterebbe solo lo spostamento di 10.000 lire per ognuna delle 3 categorie sul bilancio regionale. Il Consiglio regionale, direi prima la Commissione Sanità e Assistenza sociale, esaminerà il problema non è una cosa difficile, diciamo 20.000, diciamo 30.000 sì Signori ma diciamo anche non più 310.000 ma 450.000-600 milioni del bilancio, cioè questa è una scelta che dobbiamo fare ma non è solo in questo settore che noi abbiamo delle possibilità di operare, noi dobbiamo vedere globalmente tutti i problemi che investono questo settore dell'Assistenza sociale e quindi vi ripetevo e ho voluto farvi l'esempio dell'Assistenza economica integrativa per portare a 50.000 lire e rispondo al Consigliere Tonino, in Aosta sono pochissimi, per non dire quasi nessuno i coltivatori diretti che hanno la pensione di ventiquattromilacinquecento lire, mi comprende.
In tutta la Regione le categorie che beneficiano delle pensioni, coltivatori diretti, artigiani ecc. sono circa 30.000 persone, ecco il conteggio che porta per 10.000 lire con la ... che il Comune di Aosta poi fa, perché dice coloro i quali hanno superato i 65 anni ecc., no, no, quelli fuori delle mutue, 70.000 sono quelli assistiti dalle mutue, gli altri 30.000 sono le mutue coltivatori, non sono 18.000 i coltivatori diretti, 14.000 gli artigiani e circa 8.000 i commercianti assistiti dalle loro mutue, poi ci sono le mutue INAM ecc.
Quindi mi pare che sia importante sottolineare ancora una volta, primo l'aspetto sociale e la volontà politica che la Giunta regionale ha ritenuto determinare subito provvedendo a quasi a più che raddoppiare in un certo caso e quasi ad aumentare di oltre un terzo l'erogazione dello Stato, non solo preoccupandosi proprio di quella categoria che da 67, dai due terzi come lo Stato considera, fino all'80% non aveva integrazione, era troppo poco.
Logicamente pur con l'aumento della ... legge statale che ci permette quindi di avanzare una certa quota all'interno dei 250.000.000 di bilancio pur dicevo con questo aumento noi siamo costretti se vogliamo, come facciamo oggi presentando al Consiglio per l'approvazione questa legge dare queste 70 mila agli inabili totali e queste 35.000 lire agli inabili civili con l'80% di invalidità, abbiamo dovuto aumentare di 60 milioni lo stanziamento di bilancio.
Signori, io ritengo quindi che il Consiglio possa provvedere a considerare sotto questo aspetto questa legge, e nel contempo, se ne ha la volontà, di pensare a successivi aumenti e integrazioni che ripeto dovranno essere attentamente considerati nell'ambito di tutto il bilancio della Regione.
Fosson (Presidente) - La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (PCI) - Io vorrei solo fare una precisazione, Lei dice che se diamo l'integrazione a tutti i coltivatori diretti dei Comuni, degli altri 73 Comuni, la cifra aumentava a miliardi e rotti.
Però vi faccio presente una cosa, innanzitutto non è che noi dobbiamo dare, dovremmo dare tutti, noi dovremmo fare delle differenze come la fa la delibera del Comune di Aosta, cioè quelli che hanno bisogno, quelli che hanno altri redditi viene dedotto, per esempio, io vado dalla delibera di Aosta che il fatto di possedere un alloggio significa togliere 5.000 lire, ora noi sappiamo che i coltivatori diretti l'alloggio lo hanno quasi tutti, è vero che qualcuno abita nelle stamberghe purtroppo, ma comunque sarebbe già ...
In secondo luogo molti hanno altri redditi, in terzo luogo, noi sappiamo che molte sono le coltivatrici dirette che hanno il marito pensionato INPS e quindi con delle pensioni già più ragionevoli e naturalmente in quel caso potrebbero essere escluse, sempre attenendoci alla delibera del Comune di Aosta, pertanto il numero di quelli che effettivamente avrebbero diritto ad integrazione, rende notevolmente, uno.
In secondo luogo io dirò, ma allora il coltivatore diretto che abita nella città di Aosta si integrato, alle 34 ne piglia 50.000. Il coltivatore diretto che abita nel villaggio vicino a quello di Aosta, facciamo l'esempio di quel villaggio di Gignod che è a metà Aosta e metà Gignod, è tagliato a metà, case confinanti, quello perché non è cittadino di Aosta, è cittadino di Gignod, quello non ha niente, questo vale non per quelli per quel villaggio vale per tutti gli altri 73 Comuni.
Ma teniamo presente un altro fatto, il pensionato di Aosta fruisce di molti servizi sociali e di molte infrastrutture che nei Comuni sparpagliati per la nostra montagna ... il villaggio non fruiscono, quindi fanno la vita più dura e più difficile ancora, perché non dispongono di quelle comodità che dispone la città di Aosta.
Concludendo per non tirarle per le lunghe, comunque di questo dovremo, avremmo ancora occasione di discuterne, noi abbiamo creato, noi, insomma involontariamente forse, da parte della Giunta, involontariamente no perché la delibera del Consiglio, il Comune di Aosta l'ha ratificata, si è comunque creata una discriminazione tra cittadini.
Noi abbiamo i cittadini di categoria A di Aosta che oltre ad usufruire come dicevo prima di servizi sociali, di infrastrutture, ecc. di cui non usufruiscono quelli delle campagne, quindi sono già in condizione di inferiorità, oltre a questo non usufruiscono neanche dell'intera azione.
Ora questa situazione a mio parere va corretta, cioè dobbiamo porre termine, perché questa è una discriminazione vera e propria, io non accuso nessuno, io faccio solo una constatazione dei fatti, la situazione è questa, che di fatto la discriminazione pro-pensionati in Valle d'Aosta, fra persone bisognose, ora ... che questa discriminazione è poi fatta sempre con i fondi della Regione, perché se ogni Comune pensasse con i propri fondi, esclusivamente con i propri fondi si potrebbe dire arrangiatevi, ma quando invece i fondi provengono dalla Regione è giusto che la Regione provveda anche a quelli, cittadini che oggi sono di categoria B e quindi è un problema, con in questa sede, naturalmente non adesso ma è un problema che va affrontato e che va risolto perché non si può continuare a discriminare i cittadini in una Regione Autonoma come la Valle d'Aosta.
Fosson (Presidente) - Un momento, c'è il Consigliere Parisi così dopo Lei risponde.
Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, non vi è dubbio che questo provvedimento debba essere approvato senza riserve.
Non si può a priori biasimare un provvedimento che doveva comprendere l'attenzione di ciascuno di noi all'atto del bilancio, e all'atto del bilancio, quando abbiamo visto che all'Assessorato della Sanità veniva data una somma irrisoria per svolgere tutto quanto doveva svolgere in campo dell'Assistenza Sociale, avremmo dovuto progettare allora e avremmo dovuto dire no, questi fondi non sono sufficienti per aderire a questo. Certo che quello che dice il Consigliere Mappelli e il Consigliere Manganoni va tenuto presente e accettato, ma il discorso lo dobbiamo fare a monte, perché noi domani saremo chiamati ad esempio ad approvare un disegno di legge per dare i libri gratuiti a dei Signori.
E allora scusate un momento, vogliamo noi su questo quando così come facciamo sempre per diversi rivoli ha detto il Signor Mappelli approviamo l'erogazione dei milioni, milioni e milioni.
Certo la sensibilità nostra deve essere questa, è proprio all'atto della presentazione dei bilanci che bisogna protestare, magari battendo i pugni perché si diano i fondi necessari ad un dicastero anziché all'altro, invece ci limitiamo soltanto ad un ragionamento pratico e non facciamo l'opposizione che si deve fare. Grazie.
Fosson (Presidente) - Assessore Benzo.
Benzo (DP) - Una piccola risposta al Consigliere Manganoni. È esatto, io condivido la sua impostazione, è ben vero che abbiamo anche dei coltivatori o degli artigiani che hanno la loro casetta, comunque Lei deve pensare alle generalità dei casi che hanno portato a queste valutazioni tecniche da parte degli uffici, comunque sia, Le faccio una riduzione del numero, ma Lei porti solo a 10.000 per 10.000 sono un miliardo, quindi Lei capisce che comunque, perché ma perché se si vuol fissare il cosiddetto minimo vitale, lasciamo perdere poi se lo è o non lo è effettivamente perché io mi domando come sia possibile con queste cifre giustamente poter avanzare, vivere minimissimo, cioè chiamiamolo proprio l'indispensabile per quasi vegetare, comunque proprio per questo motivo di aver fissato queste 50.000 lire capisce che porta questa differenza di circa 10-15 se noi ci mettessimo a considerare quanto effettivamente necessità una persona, diciamo, bisognosa, anziana o in condizione di ricevere diciamo questo tipo di assistenza che possa essere considerata sulle 70-80.000 lire come noi riteniamo minimo, veramente oggi Le assicuro che indubbiamente facendo come dicevo prima di quella che può essere una irresponsabilità che non ho mai avuto ma nella responsabilità dell'Assessorato che presiedo faccio certamente mie le parole del Consigliere Parisi nel dire certo che se nel bilancio regionale il Consiglio regionale riterrà di mettere in essere una cifra tale da permettere di portare i contributi integrativi nel campo della Sanità e dell'Assistenza sociale a queste cifre di miliardi non so quale responsabilità di settore non potrebbe che esserne lieto.
Io comunque ritengo responsabilmente che noi dobbiamo essere molto sensibili a questi problemi, esaminarli tutti nella loro interezza pur comprendendo questa, purtroppo disparità che avviene perché certi Comuni o un certo Comune può in un certo senso disporre e può sembrare anche molto più vasto l'intervento di quelli che in effetti è, perché voi capite che con 40 milioni, son poi circa 170, mi sembra, persone che vengono aiutate, capite forse può apparire molto più grande di quanto è.
È più giusta l'osservazione fatta da Lei che invece si trova perfettamente consenziente di una linea politica - sociale che cerchiamo di portare avanti che quella del decentramento dei servizi.
Lei ha fatto osservare come i cittadini di Aosta hanno veramente molti servizi, tutti i servizi a cui anche gli altri cittadini che non sono certo di categoria B delle nostre vallate laterali, dei nostri paesi di montagna hanno diritto di venire, ma di venire fino qui, è un po' come il diritto di venire, ma di venire fino qui, è un po' come il diritto che abbiamo noi di andare a chiedere a Roma.
Cioè che non abbiamo più voluto fare e siamo riusciti in parte con la nostra autonomia a sopperire.
Augurandoci che anche nella sede regionale, nel Consiglio regionale e nella Giunta gli stessi concetti vengano veramente messi in pratica e cioè abbiamo il coraggio di perdere quello che non è una perdita, cioè una parte del cosiddetto potere perché il potere per me è solo quello che deriva da un lavoro e da una attività che va a beneficio del cittadino e quindi decentrare alle Comunità Montane e ai Comuni quanto è di loro spettanza.
Fosson (Presidente) - Qualcun altro chiede ancora la parola?
Allora possiamo considerare chiusa la discussione generale, c'è qualcuno che vuole fare dichiarazioni di voto prima di passare all'esame degli articoli?
Nessuna dichiarazione di voto.
Allora passiamo all'esame degli articoli.
Penso che come d'abitudine non staremo a leggere e penserei che se qualcuno ha delle osservazioni da fare articolo per articolo lo dica.
Articolo 1 - Nessuna osservazione.
Contrari? Astenuti? Chi è d'accordo alzi la mano.
Il Consiglio approva all'unanimità.
Allora 25 presenti; 25 votanti; 25 favorevoli.
Se avete la compiacenza di non fare un andirivieni così, avremo, faremo più presto per vedere.
Articolo 2 - Osservazioni? Stesso risultato.
Articolo 3 - Osservazioni? Allora 28.
Articolo 4 - Osservazioni? Il Consiglio approva con 29, c'è una questione di contabilità solo. 29 esatto.
Articolo 5 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Articolo 6 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Articolo 7 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Articolo 8 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Articolo 9 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Articolo 10 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Articolo 11 - Il Consiglio approva con 31 presenti.
Articolo 12 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Articolo 13 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Articolo 14 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Articolo 15 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Articolo 16 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Parte SPESA quindi aumento di 60.000.000 lire.
Articolo 17 - Osservazioni? Il Consiglio approva.
Si passa alla votazione a scrutinio segreto.
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 31;
Maggioranza: 16;
Favorevoli: 25;
Contrari: 6.
Il Consiglio approva.
Passiamo al punto 11 dell'ordine del giorno.
