Oggetto del Consiglio n. 237 del 7 ottobre 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 237/74 - Criteri per la formazione delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi previsti dalla legge regionale 27 aprile 1973, n. 20. (Rinvio)
Dujany (DP) - Con legge regionale dell'aprile del 1973 contenente alcune provvidenze per la costruzione di alloggi, il Consiglio regionale stanziava lire 800.000.000 per la costruzione di fabbricati di alloggi di tipo economico e popolare.
La stessa legge prevedeva che il Consiglio regionale determinasse successivamente le condizioni e i punteggi di applicazione dell'assegnazione degli alloggi stessi.
Con questo provvedimento si tende a dare attuazione al contenuto di questa legge e si sono tenuti presenti alcuni concetti che sono diversi dai criteri di assegnazione di alloggio, adottate normalmente dall'Istituto Case Popolari, in relazione a disposizioni di carattere nazionale. Si tengono conto, si tiene conto del bisogno di alloggio, si tiene conto del periodo di residenza nella nostra, nei nostri relativi Comuni, si tiene conto del reddito dei componenti dei nuclei familiari.
Ecco, queste sono le linee più importanti diciamo, su cui si basa il Regolamento di assegnazione di alloggi.
Su questa proposta si chiede l'approvazione del Consiglio regionale.
Dolchi (Presidente) - La parola al Vice Presidente Fosson.
Fosson (UV) - Le Président de la Junte a déjà illustré que pratiquement ils sont des logements qui sont faits avec les fonds de la Région, et qu'il y a un critérium d'assignation différent de celui des maisons populaires.
Nous avons assisté plusieurs fois vraiment, pour les assignations des maisons populaires, que la population valdôtaine, surtout peut-être quelqu'un, a des petits terrains, des vignes dans les alentours d'Aoste qu'ils n'ont jamais la possibilité d'entrer, ils sont toujours en queue dans les "graduatorie", soit parce qu'ils ont peut-être, comme il disait, un petit domaine dans les vignes ou qu'ils ont deux chambrettes de leur propriété, qui peut-être ne suffisent pas et alors pratiquement dans ces cas où nous faisons des maisons populaires directement avec les fonds de la Région, nous de l'Union Valdôtaine, nous retenons que nous devons donner une particulière attention aussi à ces cas particuliers de notre population.
C'est pour cela que nous nous proposons, nous ne voulons pas modifier rien dans ce qui est, qui sont les nécessitées primordiales pour ceux qui habitent dans des vieilles maisons surtout à démolir comme a été établi ici dans la relation et qu'on dit "la stessa legge all'art. 3 demanda al Consiglio regionale la determinazione delle condizioni dei punteggi da applicare ai fini dell'assegnazione in affitto degli alloggi realizzati, limitandosi a stabilire che in questa sede sia data precedenza alle famiglie abitanti in vecchi fabbricati da demolire per ragioni igienico-sanitarie ed urbanistiche".
Nous sommes parfaitement d'accord sur ceci, à condition qu'il n'arrive pas ce qui arrive normalement aussi qu'il y a des vieilles maisons à Aoste, et je parle des maisons pour, encore en faisant honneur parce que des fois ils sont des étables ou des demi-caves où il y a un "turno", vraiment des gens qui habitent, parce que ceci ont la précédence dans les "punteggi per la graduatoria".
Alors, cela il faudra faire bien attention parce que quand un habite dans une maison de ce genre et qu'on lui donne la précédence dans la "graduatoria", il faut à un certain moment, mettre en condition que ce logement, ou des étables, ou celle cave, ne soit plus louée à d'autres, parce que je connais moi certaines familles qu'après que les premiers qu'ils ont habité, ils ont les maisons populaires, ils sont arrivés les oncles ou les cousins, ceci ont eu les maisons populaires, ils sont arrivés d'autres cousins, de façon que des gens qui ont habité pendant 2 ou 3 fois dans ces mêmes maisons, ils ont pu entrer dans les maisons populaires et peut-être quelque valdôtains qui avaient seulement 2 petites chambres n'a jamais pu.
Et alors conclusion, nous ne voulons pas modifier toute la question des points comme ils sont mis ici dans cette délibération, nous demandons seulement que la période de résidence soit élevée de 5 ans à 10 ans.
Voilà celle-ci est la modification que nous demandons; ceci il va au premier alinéa de la délibération, il va au point 4 et je demanderais encore un éclaircissement qui on n'est pas été trop larges dans une autre affirmation "per il nucleo familiare ai fini dell'attribuzione del punteggio di cui sopra s'intende la famiglia costituita dal richiedente, dal coniuge, dai discendenti e dagli ascendenti se con lui conviventi".
Jusque ici nous sommes tous d'accord, "oltre agli eventuali collaterali ed affini fino al quarto grado, i quali convivano stabilmente con il richiedente ed abbiano la stessa residenza. Questa questione del 4° grado" je la soumets à l'attention aussi du Conseil s'il n'est pas mieux de diminuer un peu questi collaterali del 4° grado, parce que a un certain moment on peut avoir, ils seront tous collaterali.
Dolchi (Presidente) - La parola alla Consigliera Viglino.
Viglino (RV) - Je partage entièrement le point de vue qui a été exposé par le Vice-Président M. Fosson, et de mon Mouvement naturellement, demande également que la résidence soit augmentée de 5 à 10 ans.
Nous partageons également la question des vieilles maisons qui servent à des générations qui entières, disons de locataires pout tenir beaucoup plus commodément les maisons populaires et également la question du 4° degré.
Je voulais simplement faire présent à l'Assemblée a fait réellement concret, je ne ferais aucun nom mais si quelque Conseiller le désire, je pourrais lui dire quelle est la famille valdôtaine qui a été écartée pendant plus de 20 ans d'une assignation des maisons populaires.
Dunque, questa famiglia ha fatto una prima domanda quando il figlio maggiore che ora ha 23 anni ne aveva 3; dunque la prima domanda risale a 20 anni fa e questa domanda è stata fatta quando il nucleo familiare abitava in due camerette, cucina più una camera con due genitori, marito e moglie e tre bambini, quindi esattamente 8 persone.
Questa casa era senza servizi e senz'acqua e qui il nucleo familiare ha abitato per una decina di anni.
Malgrado ripetute richieste, malgrado numerosi sopralluoghi ad un certo momento è stato dichiarato addirittura pericolante, i figli si sono, i genitori, purtroppo uno dei genitori è mancato, la madre ha dovuto ad un certo momento essere ricoverata in un ospizio perché evidentemente non poteva continuare a vivere in una casa così malsana che si trova alla periferia di Aosta in una delle nostre frazioni. Questo nucleo familiare non ha mai potuto ottenere una casa decente dall'Istituto Autonomo Case Popolari e quindi proprio per evitare che dei casi di questo genere che sono veramente al limite, si possa riprodurre il mio Movimento ha poi già interamente tutte le richieste che sono state presentate dal Vice Presidente Fosson a nome dell'Union Valdôtaine.
Dolchi (Presidente) - Ci sono altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Monami.
Monami (PCI) - Anche noi vorremmo che fossero rivisti alcuni punti.
Intanto pensiamo che alla fine del punto 1) "nuclei familiari" i quali da almeno un anno ... bando ecc. le opere di carattere di pubblica utilità aggiungere o siano stati provvisoriamente collocati in alloggi privati a totale o parziale carico della Regione a modifica del punto 1).
Poi vorremmo richiedere alcune altre variazioni. Ad esempio al punto b) della terza pagina dove si legge i cui componenti, b) del punto 8) capoverso b) i cui componenti od uno di essi risultino essere proprietari di alloggio, qui bisognerebbe inserire secondo noi, proprio per essere nello spirito del punto 5) adeguato alle esigenze del nucleo familiare secondo quanto previsto dal punto 5), perché potrebbe essere il caso e, direi, soprattutto questo vale per i residenti ad Aosta da moltissimi anni, e soprattutto per i valdostani che potrebbero essere proprietari di un piccolissimo e modestissimo alloggio di una camera e una cucina ad esempio, e basta questo articolo di proprietà per non poter concorrere ad avere un'assegnazione alloggi popolari, mentre invece la famiglia è costituita ad esempio da 4 o 5 componenti, quindi al riferimento del punto 5) quando si dice "di quei nuclei familiari che abbiano la necessità di adeguare i numeri dei vani al numero dei componenti del nucleo familiare".
Un'altra aggiunta noi proponiamo al capoverso c), i cui componenti, od uno di essi risultino assegnatari di altro alloggio popolare, qui bisogna aggiungere quella norma che è nelle norme dello Stato a maggiore garanzia di questa assegnazione già avvenuta, e cioè aggiungere od uno di essi risultino in qualunque località del territorio della Repubblica perché potrebbe uno avere avuto in assegnazione, in affitto una casa popolare o I.N.A. casa a Catanzaro o a Belluno o a Novara e non essere tenuto conto per quanto riguarda nuove assegnazioni popolari in Valle d'Aosta.
Così come bisognerebbe aggiungere dopo sempre al capoverso c), assegnatari di altro alloggio popolare in locazione e continuo ancora con altra aggiunta che suggeriamo, salvo che non rinuncino allo stesso alloggio o abbiano ottenuto e beneficiato di alloggio a riscatto perché può avvenire il caso di gente che ha ottenuto analogo, un alloggio a riscatto 20 anni fa e poi lo abbia venduto, traendone, ed è un diritto naturale, quello dopo aver fatto il riscatto, esercitato il riscatto poter vendere questo alloggio per una ragione di necessità, si sposta, vende l'alloggio a Novara, non dico che ne fa una speculazione, perché mai gli speculatori sono dei lavoratori ma comunque ne ha tratto un determinato vantaggio e verrebbe qui se non si mette anche questa condizione e dovrebbe godere della possibilità di assegnazione di alloggio.
Ecco, mi pare queste osservazioni, richiamando l'attenzione però che bisognerebbe ulteriormente precisare, il primo capoverso dopo il punto 8), quando dice per nucleo familiare ai fini dell'attribuzione del punteggio di cui sopra, si intende la famiglia costituita dal richiedente ecc., i quali convivono stabilmente con il richiedente abbiano la stessa residenza, questo per evitare e qui è sufficientemente chiaro, la stessa residenza, però non è chiaro un altro concetto, non solo la stessa residenza ma la stessa anzianità di appartenenza a quel nucleo familiare che ha 5 anni di residenza, mi limito a prendere in considerazione l'anzianità prevista dal documento, 5 anni di residenza e avere questo dei parenti che hanno anch'essi altrettanti anni di residenza ma che vivono separatamente e non fanno parte del medesimo nucleo familiare.
Al che al nascere di un bando per poter acquisire maggiori punteggi questi due nuclei di diversi familiari si unificano in un unico nucleo familiare avendo il vantaggio di tutti quei punteggi che le prevede la grandezza del nucleo familiare, quindi non solo, ecco mi venire poi in mente, ne parlavo poc'anzi con il compagno Manganoni, eravamo d'accordo su questo, precisare che non solo la stessa residenza ma anche la stessa anzianità di nucleo familiare.
Un'altra osservazione che ritengo dovremo tenere presente noi Consiglieri regionali, è il fatto degli emigrati che non è mai stato tenuto presente in questo nostro criterio di assegnazione degli alloggi, il che presupporrebbe due tipi di variazione subito dopo al punto 6), nuclei familiari composti da e quindi un determinato punteggio sulla base della composizione del nucleo familiare, aggiungere un altro punto che dica, richiedenti che siano lavoratori dipendenti o autonomi, nati in Valle d'Aosta, emigrati all'estero punto 3) ad esempio, accettando questa eventuale modifica ne corrisponderebbe un'altra, per conseguenza alla fine del capoverso, dal primo capoverso del deliberato che conclude dicendo della popolazione residente in un Comune della Valle d'Aosta e per tale periodo abbiano conservato la dimora effettiva nella Valle, salvo quanto previsto per i lavoratori emigrati all'estero perché anche questa è una cosa importante. Ci sono dei lavoratori autonomi o dipendenti nativi in Valle d'Aosta, costretti per ragioni di lavoro ad emigrare, ritornare dopo 10-15-20 anni di emigrazione in Francia o in Svizzera e non poter concorrere o non avere a vantaggio di tutto il lungo periodo lavorativo all'estero, non poter essere computato per questi nativi locali, computata la loro anzianità ai fini dell'assegnazione di un alloggio.
Ecco, penso che tutto sommato questo provvedimento con queste osservazioni che chiediamo siano accettate, che completerebbe, aiuterebbe, servirebbe in alcuni casi la definizione dei criteri di assegnazione.
Dolchi (Presidente) - La parola alla Vice Presidente Perruchon.
Perruchon (UVP) - Nous de l'Union Valdôtaine Progressiste, nous sommes d'accord sur la proposition du Vice-Président M. Fosson de porter à 10 années la période de résistance dans la Vallée pour avoir droit à l'assignation d'un logement des maisons populaires.
Nous sommes aussi d'accord à abolir les paroles "od affini fino al 4° grado" qui parait sur le point 8 de cette délibération.
Pour un point de justice envers nos valdôtains qui se voient leur demande repoussée, parce que de cette façon il y a toujours des occupants qui les précèdent.
Cela, nous avons vu Mlle Viglino a fait observer et nous pourrions donner aussi de nombreux exemples.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Mappelli.
Mappelli (DC) - Nous aussi nous sommes parfaitement d'accord sur la question des 10 années de résidence en Vallée d'Aoste. Pour la question des émigrés aussi il faudra que nous mettions un coup d'œil pour la question de ceux qui rentrent, plutôt, il y a des gens qui sont âgés; jeunes rentrés en Vallée d'Aoste pour leur dernier séjour de leur vieillesse.
Nous connaissons des gens qui sont rentrés à Châtillon, des gens qui sont rentrés à La Salle ecc... et il faudra bien examiner la question de nos émigrés.
On pourrait mettre non pas seulement la rentrée mais aussi la période qui sont restés à l'étranger.
Pour ce qui concerne naturellement la question des 10 années nous sommes parfaitement d'accord.
Dolchi (Presidente) - La parola al Vice Presidente Chanu.
Chanu (DP) - Io farei una proposta all'Ufficio di Presidenza, tenuto conto di una quantità di emendamenti che sono stati portati dalle diverse parti politiche e dell'impossibilità, a mio avviso, per i Consiglieri, di dare ordine all'insieme di questi emendamenti con una, con un certo qual criterio, sarebbe forse il caso che ogni Gruppo e ogni Consigliere che ha presentato o intende presentare gli emendamenti, li presenti subito all'Ufficio di Presidenza. Che l'Ufficio di Presidenza li raccolga e ne faccia un estratto da dare ai Consiglieri, e se mai potremo discutere questo punto nella seduta pomeridiana, perché ci sono emendamenti, alcuni dei quali, a mio avviso, contraddicono con gli altri, su altri emendamenti non si è ancora fatto i calcoli di dare o di richiedere dei chiarimenti, ritengo che per un ordine di discussione, questa sarebbe la prassi migliore; altrimenti confesso chiaramente che era già difficile raccapezzarsi prima, adesso mi raccapezzo ancora meno.
Dolchi (Presidente) - La parola al Presidente della Giunta.
Dujany (DP) - Dinnanzi a questa serie di emendamenti, per evitare che il Regolamento esca con eccessivi scoordinamenti, io chiederei al Presidente del Consiglio se ritiene opportuno un'interruzione di 5 minuti, per riunire i proponenti di questi emendamenti e per coordinarli, e per riportare il problema all'approvazione del Consiglio.
Se ritiene i cinque minuti di deciderli subito, oppure verso mezzogiorno, verso fine seduta, veda un po' il Consiglio, la Presidenza del Consiglio.
Però è, opportuno che i proponenti e la Giunta si riveda insieme, per evitare che il provvedimento esca in un modo troppo disordinato.
Dolchi (Presidente) - Mi sembra che la proposta del Presidente della Giunta possa essere accolta dalla Presidenza, e per un ordine dei lavori più efficace, per non fare salti, ritornare indietro, tenuto conto che non essendo un provvedimento legislativo e gli emendamenti essendo di carattere particolare per cui si può facilmente ritrovare una coordinazione, sospendere subito la seduta e proseguire poi con l'approvazione di questo punto all'ordine del giorno.
Il Consiglio non ha obiezioni, la seduta è sospesa per l'esame e il coordinamento del testo in seguito agli emendamenti presentati, io inviterei i presentatori degli emendamenti di farli presente per iscritto o di seguire un testo unico che possiamo poi considerare testo coordinato.
La seduta è sospesa.
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Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,55 alle ore 12,35.
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Dolchi (Presidente) - Signori Consiglieri, riprendono i lavori che sono stati interrotti per la ricerca di un testo unico.
Mi sembra che non sia ancora completato questo accordo su cui invece tutti hanno espresso l'augurio che ci fosse, e pertanto penso che sia cosa saggia rinviare oggi alle ore 16.00 l'esame, la conclusione dell'esame di questo oggetto, in modo da trovare ancora in queste ore che ci separano dalle ore 16,00 un accordo, anche dal punto di vista tecnico e formale, in modo che il progetto di deliberazione che vi sarà sottoposto, sia il frutto di questo unanime consenso, sempre nei limiti del possibile.
Quindi mi sembra che se il Consiglio condivide con me questa impostazione, si possa passare visto che è arrivato il Consigliere Andrione per utilizzare quel tempo che ci separa dall'ora del pranzo per discutere le due iniziative che non abbiamo discusso questa mattina in apertura di seduta. È d'accordo il Consigliere Andrione?
Allora, oggetto n. 3 all'ordine del giorno.
