Oggetto del Consiglio n. 209 del 12 luglio 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 209/74 - Accettazione di donazione di beni immobili siti in frazione Plan de Brun, del Comune di Perloz, disposta a favore della Regione Autonoma Valle d'Aosta da parte dell'Opera Pia "Creux Porté'", per la costruzione di una residenza collettiva per anziani.
Dolchi (Presidente) - Ricordo al Consiglio che allegati all'oggetto n. 18 vi sono anche i pareri espressi dalla Commissione consiliare agli Affari Generali e Finanze e della Commissione permanente alla Sanità.
La parola all'Assessore alla Sanità Benzo per l'illustrazione dell'argomento in discussione.
Benzo (DP) - Nel mese di ottobre dell'anno scorso, come i Signori Consiglieri ricorderanno, la Giunta regionale sottopose all'approvazione del Consiglio l'accettazione della donazione dei beni immobili della fondazione "Creux Porté" siti nel Comune di Perloz, in frazione Plan de Brun.
Il Consiglio, in quella seduta di ottobre, rinviò l'accettazione per effettuare una revisione delle condizioni stabilite dal Consiglio di fabbriceria, dando mandato alla Commissione consiliare alla sanità ed alla Giunta di riprendere le trattative apportando le necessarie modifiche.
In seguito il Consiglio di fabbriceria ha revocato la precedente deliberazione e ne ha decisa una nuova, inserendovi delle modifiche. Oggi viene sottoposta al Consiglio Regionale la deliberazione di accettazione: i Signori Consiglieri hanno sotto mano il testo della deliberazione con le premesse per la costruzione della casa di riposo per anziani.
Ho fatto distribuire, circa un'ora e mezza or sono, ai Signori Capigruppo ed a numerosi Consiglieri un documento di cui desidero dare lettura perché resti agli atti: "l'iniziativa relativa alla costruzione di una struttura a favore della popolazione anziana di Perloz, va inquadrata in una triplice esigenza, l'esigenza della realizzazione tecnica dei servizi sia sanitari che sociali, l'esigenza della costruzione di servizi sociali aperti, per evitare il noto fenomeno dell'istituzionalizzazione ed infine l'esigenza della partecipazione delle comunità locali alla gestione dei servizi medesimi.
Alla luce di queste esigenze, l'iniziativa di Perloz si configurerebbe come costituzione di un centro integrato per la tutela della popolazione anziana ed assolverebbe ad una duplice funzione, quella di copertura dei bisogni di base della popolazione anziana della zona ed a quella di assistenza di secondo livello per la popolazione anziana dell'intera Bassa Valle.
Per fare fronte alla prima funzione il centro dovrebbe disporre di servizi socio-culturali aperti all'intera popolazione della zona: sala di ritrovo e biblioteca, sala cinematografica, bar e sala giochi; e dovrebbe funzionare come centro di coordinamento per lo svolgimento delle attività assistenziali domiciliari a favore degli anziani della zona stessa, dovrebbe quindi disporre quanto meno di un locale per le attività di coordinamento delle assistenti sociali e dell'altro personale necessario per l'attivazione dei servizi domiciliari.
Per l'assorbimento delle funzioni di secondo livello, cioè per l'assistenza cosiddetta residenziale, il centro dovrebbe disporre di un limitato numero di camere, singole e doppie, autosufficienti con spazi per le attività collettive.
Il centro quindi verrebbe a configurarsi come un tentativo di stretta integrazione tra la popolazione anziana della Bassa Valle bisognosa di ricovero nella collettività locale e ancora di integrazione dell'attività assistenziale di ricovero con l'attività assistenziale domiciliare. Le condizioni poste per l'accettazione della donazione del terreno da parte della Regione non sembrano affatto precludere la realizzazione di centri del tipo ipotizzato.
Il progetto di cui disponiamo tuttavia necessita di alcune modifiche, volte da un lato a diminuire il numero dei posti letto, che potrebbe essere portato da 60 a 40 e dall'altro ad aumentare gli spazi destinati alle attività collettive, a favore sia degli anziani residenti che della collettività locale e all'organizzazione e la gestione amministrativa dei servizi domiciliari. Ho chiamato allegato A il documento che vi ho letto e chiederei al Presidente del Consiglio, se i Signori Consiglieri saranno d'accordo, di apportare alcune modifiche alla deliberazione in oggetto e cioè: al punto primo, dopo la frase "di accettare la donazione dei seguenti beni immobili siti in frazione Plan de Brun, in Comune di Perloz, disposta a favore della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, da parte dell'opera pia di Creux Porté, da destinare alla costruzione a cura ed a spese della Regione di una residenza collettiva per anziani", propongo di aggiungere "quale centro integrato di servizi sociali per la tutela della popolazione anziana". Inoltre dove è scritto: "di accettare le seguenti condizioni..." va tolta la parola "seguenti" proseguendo poi "stabilite dall'Ente morale con la deliberazione approvante la donazione di beni immobili sopra indicati" va aggiunto: "secondo le seguenti modalità" e le modalità sono, come voi sapete l'alloggio e l'assistenza gratuita agli anziani, ecc... Al punto c) propongo la seguente variazione: inclusione del parroco pro-tempore, quale membro di diritto, nell'eventuale costituendo Consiglio di amministrazione o di gestione; al punto terzo occorre aggiungere dopo la frase "di delegare la Giunta all'adozione dei provvedimenti necessari per il passaggio della proprietà" la formula "attenendosi ai principi e alle direttive contenute nell'allegato A".
Ritengo urgente la risoluzione di questo problema che da lungo tempo è fra gli atti del Consiglio, anche se in effetti viene discusso maggiormente all'esterno, come dimostrano le 540 firme di persone residenti in quattro Comuni della Bassa Valle: Perloz, Donnaz, Pont St. Martin, Lilliane, che chiedono ai Signori Consiglieri regionali di approvare il provvedimento in discussione.
Il problema presenta due aspetti, da un lato la necessità, che effettivamente esiste nella nostra Regione, di una residenza di questo tipo ed i Consiglieri che hanno preso in visione del progetto sanno che si tratta di una casa-albergo, dotata di camere doppie con possibilità di cucina e bagno personale per coniugi: e di piccoli gruppi di residenze collettive per 6-8 persone, in modo da evitare ogni affollamento e garantire la "privacy" di ognuno; d'altro lato, con l'apertura di questo tipo di residenza per gli anziani, anche coloro che vivono nella zona, e sono autosufficienti e in grado di rimanere nelle loro abitazioni, avrebbero la possibilità di partecipare ad una vita sociale, con interessi di carattere anche culturale.
A tale fine risponderebbero le sale di lettura o quelle per conferenze, proiezioni cinematografiche, ecc. aperte a tutti, anche alla popolazione ed ai giovani della zona. In tal modo la comunità numero sette verrebbe dotata di un centro estremamente moderno.
Devo dire che nella lunga esperienza di Assessore alla Sanità, affrontando questo ed altri problemi, come quello ancora più grave dei giovani handicappati, ho cercato di individuare sia in Italia che all'estero quali erano le effettive necessità e quali strutture potevano rispondere meglio alle esigenze. A mio parere ci troviamo di fronte sempre a due possibilità, quella di prevedere delle utopie e quindi non fare nulla di concreto, o quella di rispondere alle effettive necessità.
Per quanto concerne il problema degli anziani, penso che tutti i Consiglieri abbiano preso contatto con il sottoscritto in questi anni, richiedendo l'immissione di persone non in una casa di riposo come quella da noi proposta, ma in altre ben peggiori e situate fuori della nostra Valle.
Ritengo doveroso dire al Consiglio che quando abbiamo preso in esame questo problema e l'offerta da parte della fabbriceria del Creux Porté, ci siamo resi conto che occorreva una visione generale che comprendesse tutta la Regione. Il Consiglio Regionale ha approvato due anni or sono l'acquisizione di terreni al fine di costruire ad Aosta, al posto di quel vecchio edificio nobile soltanto per l'impegno che alcune persone vi dedicano per l'assistenza agli anziani, un nuovo edificio con una grossa parte dedicata agli anziani autosufficienti e un'altra ai mediamente sufficienti e a coloro che sono insufficienti.
Bisogna tenere conto che l'insufficienza nella persona anziana è una grave malattia che può sopraggiungere anche nelle case di riposo, come accade nelle case di ognuno; considerando dunque questi elementi, la Giunta regionale, come aveva fatto precedentemente, propone al Consiglio regionale di approvare la donazione. Chiederei anche alla cortesia del Consiglio di prendere in esame gli emendamenti da me proposti per arrivare a definire in forma ancora più avanzata e moderna questa residenza per anziani, realizzando un grande beneficio per gli anziani di tutta la settima Comunità Montana.
Dolchi (Presidente) - È aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Mi sembra che al fine di ottenere una discussione ordinata e logica su questo argomento, si debbano tenere distinti i due aspetti del problema, quello di accettare la donazione così come proposta dalla fondazione "Creux Porté" e quello, già largamente anticipato dall'Assessore, di ciò che l'Amministrazione Regionale riterrà opportuno fare in quella zona e con quali finalità. Perciò crediamo che sia necessario separare i due problemi anche nella fase della deliberazione consiliare, per lasciare al Consiglio, alla Giunta ed a tutti gli organi competenti, la possibilità di programmare il proprio intervento sulle modalità di costruzione della casa per anziani a Perloz. Proponiamo quindi un emendamento: la deliberazione può essere approvata ai punti primo e secondo, al punto terzo proponiamo invece la forma seguente: "di stabilire, con successiva delibera consiliare, da assumersi previo esame delle Commissioni competenti, i modi ed i tempi per dare attuazione concreta alle condizioni di cui alla presente deliberazione", intendendosi per modi la maniera specifica con cui verranno impiegati i beni immobili della fondazione Creux Porté e per i tempi specifici di finanziamento la programmazione di queste spese.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.
Monami (PCI) - L'argomento di cui stiamo discutendo è già stato oggetto di dibattito in molte sedi al di fuori dell'aula consiliare e sono emerse opinioni sostanzialmente diverse tra gruppi politici che compongono questo Consiglio regionale. Ora pare che da questi dibattiti si sia diffusa la voce che i Comunisti non vogliono risolvere il problema delle persone anziane residenti nel Comune di Perloz e della settima Comunità Montana. Non so con quale diritto si possa interpretare in tal modo il parere del P.C.I., che io ora cercherò di riassumere. Puro io manterrò la distinzione che ha fatto il Consigliere Andrione fra l'argomento della cessione dei terreni e le opere da realizzarsi, che, secondo il mio parere, non sono in discussione in questa seduta. Ribadisco dunque che i comunisti concordano pienamente sulla necessità di risolvere tutti i problemi che interessano le persone anziane di Perloz e della settima Comunità Montana, ma ritengono che il problema non debba rinchiudersi nella soluzione prospettataci come "pilota". Noi crediamo di poter dare un contributo alla risoluzione dei problemi degli anziani in modo più razionale, più avanzato, con strumenti e idee nuove che alcuni rifiutano di comprendere.
Quindi non entrando nel merito della questione di come noi riteniamo si possa risolvere questo problema, mi limiterò oggi a discutere sulla cessione delle aree; noi pensiamo che ogni qualvolta vi siano delle donazioni alla pubblica amministrazione, è giusto che il concedente ponga delle condizioni: è però altrettanto naturale che colui che deve accettare la donazione valuti non solo il vantaggio di una immediata cessione delle aree, senza rendersi conto anche delle condizioni che vincolano tale concessione.
Su questi punti deve essere registrato il nostro dissenso.
Infatti non condividiamo le condizioni poste nella deliberazione che ci viene sottoposta in alcuni punti. Per chiarire l'opinione del partito a nome del quale parlo, dirò esattamente quali sono le condizioni che la pubblica amministrazione non può accettare e quali invece sono quelle che possono portarci ad un voto favorevole. Cominciamo dall'articolo primo. In esso si dice che: "si accetta la donazione dei seguenti beni immobili, siti in fraz. Plan de Brun nel Comune di Perloz, disposta a favore della Regione Autonoma della Valle d'Aosta da parte dell'opera pia ricovero Creux Porté, da destinare alla costruzione a cura e spese della Regione, di una residenza collettiva per anziani. "Noi proponiamo la sostituzione, dopo la parola Creux Porté, con questa frase: "da destinarsi ad iniziative sociali e sanitarie regionali per persone ed anziani".
L'altro punto che non condividiamo è al capoverso C del punto primo, quando recita: "porzione del mappale F ecc..., per costruzione stradale di accesso alla progettata residenza collettiva da definirsi in base agli atti del progetto" per la verità inesistenti o quanto meno non conosciuti dal Consiglio regionale; occorre a nostro avviso sostituire dopo le parole "la strada di accesso" la frase seguente con la dicitura: "alle eventuali iniziative realizzate di cui al punto 1". Un'altra osservazione è riferita al punto secondo, laddove si dice al capoverso C: "inclusione del parroco pro-tempore e quale membro di diritto del Consiglio di Amministrazione della residenza collettiva", proponiamo: "inclusione del parroco pro-tempore, quale membro di diritto dell'eventuale costituendo Consiglio di Amministrazione e gestione". Al capoverso F del punto d) dove si dice: "la residenza collettiva continui sotto la denominazione dei benefattori, fondatori dell'Ente Creux Porté" proponiamo si sostituisca con questo capoverso: "tutte le eventuali iniziative del punto primo continueranno la loro attività sotto denominazione dei benefattori, fondatori dell'Ente Creux Porté".
Colleghi Consiglieri, la condizione che noi riteniamo indispensabile per accettare questa donazione è che l'Amministrazione regionale sia lasciata libera di risolvere, nel migliore dei modi, la realizzazione di questo tipo di attività sociale che non deve essere, secondo me, pregiudicata dalla costruzione di una residenza collettiva per anziani.
Non si può nominare aprioristicamente un Consiglio di Amministrazione o di gestione. Siamo dell'opinione che bisogna risolvere questo problema ma lo si possa fare nei diversi modi che il progresso scientifico in questo campo ci mette a disposizione. Quindi non vogliamo essere vincolati a condizioni che non possiamo accettare.
Le nostre proposte lasciano libera l'Amministrazione di risolvere in futuro il problema degli anziani di Perloz; le altre condizioni, secondo me, farebbero decadere, se non fossero attuate, la concessione di questi terreni.
È meglio addirittura rifiutare una concessione, piuttosto che accettare che venga tolta la libertà di giudizio e di scelta all'Amministrazione regionale.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - Devo anch'io fare una doverosa premessa, come giustamente ha fatto prima di me il Consigliere Monami. Su questa vicenda si rischia, ad avere il coraggio civile e morale di esprimere le proprie opinioni, quasi il linciaggio morale; sembra quasi che da una parte ci siano coloro che vogliono dare l'assistenza agli anziani e dall'altra quelli che degli anziani si disinteressano o peggio ancora non vogliono dare loro alcuna assistenza.
Io ritengo invece che il vero problema sia un altro: esistono cioè delle divergenze su questo argomento che passano orizzontalmente all'interno di ogni singolo partito e movimento. Anche nel nostro partito ci sono opinioni differenti al riguardo, tuttavia la maggioranza è orientata verso scelte di assistenza sociale e modelli di servizio per gli anziani di tipo diverso rispetto a ciò che viene proposto per il Comune di Perloz.
Quindi, pur apprezzando gli sforzi fatti per trovare una intesa sull'argomento, noi riteniamo pregiudiziale definire il tipo di servizio che si intende realizzare e solo successivamente prendere una decisione qualsiasi sulla donazione. Noi riteniamo che tale donazione non rivesta in sé un grandissimo valore economico; indubbiamente è un gesto che esprime un valore morale che tuttavia potrebbe costringere l'Amministrazione regionale a fare delle scelte che forse tra qualche anno risulteranno errate.
Voglio ricordare che in molte zone del nostro Paese, anche nel comune di Aosta, è stata intrapresa da tempo un'attività di assistenza domiciliare a favore degli anziani sani, che ha dato risultati notevoli.
Oggi si contesta un vecchio modo di intervenire in materia di assistenza, un modo che viene definito: emarginante. In realtà noi aspiriamo ad un tipo di intervento dell'Ente pubblico diverso da quello attuato nel passato;
questo non significa che non abbiano svolto una funzione utile quegli Enti e quelli associazioni che fino ad oggi hanno operato nel campo dell'assistenza; però riteniamo che sia un dovere morale e politico di uno Stato moderno e di una Regione avanzata intervenire in modo nuovo, pianificando l'assistenza sociale. Noi siamo dunque contrari alla creazione della casa per anziani, sia pure se questo dovesse avvenire tenendo conto degli aspetti nuovi illustrati poc'anzi dall'Assessore Benzo nel suo intervento e riteniamo pertanto, a differenza dell'Union Valdôtaine e del Partito Comunista, che prima ancora di esprimersi sull'accettazione di questa donazione, sia necessario dire come si intendono utilizzare i terreni.
È vero che con le proposte del Consigliere Andrione e del Consigliere Comunista Monami, si rimanda la scelta a tempi successivi, ma mi pare che questo significhi solo rimandare il problema senza risolverlo.
Noi abbiamo illustrato, sia negli incontri inter-partitici, sia in altre sedi, quali sono le nostre opinioni e non vogliamo questa sera tediare ulteriormente il Consiglio, anche perché ora si tratta di esprime un giudizio solo sull'accettazione o meno della donazione. Ripeto dunque la nostra posizione, che può essere riassunta in questi termini: sino a quando non ci sarà un accordo di Consiglio su che cosa fare di questa donazione, a nostro avviso non vale la pena di accettare tale donazione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.
Jorrioz (PSDI) - Noi ci troviamo di fronte alla proposta di donazione di beni immobili, siti in fraz. Plan de Brun, alla Regione: il Consiglio regionale deve avere il coraggio, in questo momento, di accettarla o di respingerla.
La situazione dell'assistenza agli anziani è particolare: abbiamo ad Aosta degli istituti per accogliere, bene o male, le persone anziane, mentre in Bassa Valle non abbiamo nulla.
Adesso ci viene offerto un lascito e si creano dei grossi problemi.
Mi sembra abbastanza ovvio che dobbiamo accettare questi beni per dare la possibilità agli anziani della Bassa Valle di rimanere nel proprio ambiente, nella propria comunità. Se invece vogliamo creare delle difficoltà sulla costruzione di un centro che dia ospitalità alle persone anziane del posto, non realizzeremo assolutamente nulla, e chiederemo di nuovo a queste persone di venire nell'ospizio di Aosta.
Io sono d'accordo sulla necessità di intervenire anche in modo nuovo, affinché i nostri anziani abbiano tutta l'assistenza necessaria, ma dobbiamo dare la possibilità di essere accolti e seguiti nel loro ambiente, senza strapparli alla comunità a cui appartengono.
Per questi motivi è necessario accogliere questa donazione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone. Ne ha facoltà.
Manganone (Ind.) - Sono sinceramente stupito dell'atteggiamento che alcuni membri della maggioranza, ed in particolare dell'Assessore Milanesio, hanno tenuto poc'anzi. Milanesio afferma che si rischia il linciaggio morale a sostenere certe verità; in realtà già quattro anni fa, sul piano dei lavori, era stato stanziato un finanziamento per la costruzione del ricovero di Creux Porté e nessun Consigliere di maggioranza contestò allora quel finanziamento.
Adesso che siamo all'ultima tappa di questa penosa vicenda, si arriva a dire che il Consiglio non può esprimersi sull'accettazione, perché non sappiamo ancora quale uso faremo di questa donazione.
Dopo quattro anni ci troviamo ancora a tergiversare sull'accettare o meno questa donazione; abbiamo allora il coraggio di dire che non vogliamo costruire il ricovero di Creux Porté, in quella zona della Bassa Valle, in questo modo non si rischia il linciaggio, ma certamente non facciamo una bella figura. L'Assessore Milanesio faceva parte, insieme al Consigliere Mappelli ed al sottoscritto, della Giunta che approvò quel finanziamento ed adesso ha cambiato opinione. Mi dispiace che la maggioranza sia divisa su questo importante problema, mentre noi stiamo cercando a tutti i costi dei cavilli, sui fondi necessari per la costruzione del ricovero per persone anziane della Bassa Valle, vengono approvati altri stanziamenti di centinaia di milioni a favore della città di Aosta. Io non ho certo paura di dichiararmi favorevole alla costruzione del ricovero di Creux Porté.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni. Ne ha facoltà.
Manganoni (PCI) - Non conosco il progetto del ricovero per anziani poiché non ne ho preso visione, mi limiterò così a fare alcune osservazioni generali.
Faccio parte di questo Consiglio fin dal 1945 ed è da più di 20 anni che in questa sede si discute sulla necessità di costruire dei centri per l'assistenza sociale. Sin dal 1950 era stata nominata una commissione per scegliere le aree da destinare alla costruzione di un sanatorio. Infatti vi sono centinaia di valdostani sparsi nei vari sanatori d'Italia e lontani dal proprio ambiente e con gravi sacrifici finanziari da parte delle famiglie più povere per andare a trovare i parenti ricoverati.
Si è parlato della necessità di costruire un ricovero per malati di mente, anche per fare questo è necessario scegliere la località ed anche in questo caso è stata nominata una commissione. Nel frattempo centinaia di valdostani devono recarsi fuori Valle in veri e propri ghetti, costretti a sopportare i soliti sacrifici. Per risolvere il problema dei bambini handicappati abbiamo acquistato il terreno e non abbiamo proseguito nell'opera, nel frattempo vi sono 150 bambini valdostani handicappati ricoverati nelle varie case di cura d'Italia.
I sacrifici ricadono poi sempre sulle famiglie povere, perché chi ha i mezzi manda i propri figli nelle lussuose cliniche private, pagando anche quasi mezzo milione per la retta mensile.
Sono quindi i nostri contadini, i nostri operai che devono continuamente sostenere i più duri sacrifici.
Anche per la colonia marina abbiamo comprato il terreno, ricordo che la cosiddetta "Giunta del Leone" incaricò l'Assessore alla Sanità di trattare l'acquisto dei terreni, ma ancora oggi non siamo in possesso di colonia marina alcuna.
Per la costruzione di una nuova casa di riposo per anziani ad Aosta, l'Amministrazione regionale ha acquistato alcuni anni or sono, mi pare per la cifra di 700 milioni, il vecchio ospizio con l'impegno di realizzare una nuova casa di riposo, con criteri moderni, nella zona di Via S. Martin de Corléans, dove esiste un terreno di proprietà dell'attuale ospizio di carità. Sono passati 2 o 3 anni: a causa della svalutazione i 700 milioni si sono in pratica dimezzati, ed io vorrei sapere che fine hanno fatto questo progetto e quegli stanziamenti. Ora per la casa di riposo di Perloz sorgono nuove difficoltà: la realtà è che da 25 anni stiamo studiando, esaminando ecc. senza fare nulla di concreto. Un'accusa che rivolgo a tutte le Giunte passate oltre che a quella attuale è che su questo problema sono state del tutto assenti. Io conosco la situazione dell'ospizio di Aosta, so che vi sono circa 400 ricoverati, uomini e donne, dei quali almeno una cinquantina provengono dalla Bassa Valle, costoro hanno dovuto abbandonare la loro famiglia ed il loro paese per venire ad Aosta.
L'ospizio di Aosta venne costruito circa 200 anni fa e forse allora era moderno, oggi è un ghetto, non per colpa di coloro che lo gestiscono, ma per i criteri con i quali è stato costruito. Nella petizione degli abitanti di quattro Comuni della Bassa Valle affermano che molte persone ultrasessantenni abitano nelle frazioni sparse sulle montagne ed alcune ancora sprovviste di strada. Nel solo Comune di Perloz ventidue frazioni non sono allacciate da strade carrozzabili: non sono pochi i casi, anche recenti, di persone anziane decedute in solitudine, nel più completo abbandono e talvolta addirittura suicidatesi per disperazione. Non so se i Consiglieri hanno letto il testo di questa petizione: la sola forma di assistenza possibile, afferma la petizione, è: "la possibilità di accesso ad una casa di riposo confortevole dove gli anziani possano trovare oltre alle cure, la compagnia, senza venire estraniati dall'ambiente in cui hanno sempre vissuto".
Ho letto solo un passaggio della petizione perché mi auguro che i Colleghi l'abbiano già letta tutta.
Nell'ospizio di Aosta per ogni piano vi è una suora che fa servizio 24 ore su 24, vi è una suora cioè per assistere continuamente delle persone che uscendo nel corridoio non sono capaci a rientrare nella propria stanza, delle persone che devono essere accompagnate ai servizi igienici, devono essere imboccate; personalmente sono stato stupito dello spirito di sacrificio di queste suore che da sole, continuamente, per tutto l'anno seguono ben 40 persone anziane ognuna.
Consiglierei i Colleghi di andare a visitare questo ospizio per rendersi conto della situazione. A Donnaz, le suore hanno costruito una nuova casa di riposo e mi ero riproposto di andarla a visitare, infatti mi è stato assicurato che sono previsti 110 posti, con alloggi moderni per coniugi, e che tutto è già stato prenotato prima che l'edificio sia stato ultimato.
Bene, io debbo complimentarmi con queste suore che si sostituiscono alle manchevolezze dell'Amministrazione regionale, la quale dispone di miliardi che spende in modo molto discutibile, invece che per iniziative di carattere sociale. Voglio sottolineare che vi è una petizione, ricevuta dai Consiglieri, che raccoglie circa 500 firme di cittadini dei Comuni di Perloz, Lillianes, Pont S. Martin, Donnaz, ma in particolare dei primi due Comuni, che sono più interessati alla costruzione della casa di riposo di Creux Porté.
Questa petizione porta non solo le firme dei cittadini anziani, ma di un numero rilevante di studenti, di insegnanti e di appartenenti a tutte le categorie sociali. Vi è inoltre la firma dei Sindaci, degli Assessori, dei Consiglieri Comunali di questi Comuni. Anche alcuni rappresentanti della Comunità Montana hanno firmato.
Gli anziani di Perloz sono 120, dei quali 27 abitano soli nelle frazioni di cui vi ho parlato prima, a Lillianes ve ne sono altri 120 di cui 39 sono soli e senza famiglia, isolati in alta montagna. È vero che non tutti hanno bisogno di essere ricoverati nella casa di riposo, ma sono molti quelli soli, abbandonati a se stessi. Bisognerà pur provvedere a loro, se non si vuole lasciarli vivere in solitudine.
Vorrei poi rivolgere una domanda all'Amministrazione Regionale: se agli anziani dei Comuni di Perloz e Lillianes aggiungiamo quelli di Pont S. Martin e di Donnaz quale cifra totale raggiungiamo? Ammettiamo pure di istituire l'assistenza domiciliare, sulla quale sono perfettamente d'accordo, ma per le persone che sono ricoverate nell'ospizio ci vuole un'assistenza continua, occorre infatti aiutarli in tutto, pulirli, ecc. e non credo che si possano assumere un alto numero di assistenti sociali che assistano queste persone per tutto il giorno. Per di più d'inverno le frazioni sarebbero quasi irraggiungibili a causa della neve ed il servizio non potrebbe essere svolto.
Considerando allora che solo il 10% delle persone anziane abbia necessità di essere ricoverato, occorrerebbero circa 100 posti solo per i 4 Comuni prima citati. Il numero dei posti dovrebbe salire a 300 o 400 se si tenesse conto dei 13 Comuni che formano la Comunità Montana.
In questo Consiglio si è sempre affermato che è necessario democratizzare l'Amministrazione, ascoltando la voce degli amministratori comunali e la popolazione; questa mi pare un'ottima occasione per dimostrare che queste lodevoli affermazioni dei Consiglieri regionali non sono solo parole, ma si traducono in fatti.
Ascoltiamo dunque la voce di questi 500 abitanti di Perloz e Lillianes, degli amministratori comunali che hanno firmato questa petizione: questa è anche un'occasione per dimostrare che il problema dello sviluppo economico e sociale della Valle d'Aosta è un problema della gente valdostana e non un monopolio esclusivo di pochi tecnici e politici, che, per quanto possano essere seri e preparati, non possono e non debbono da soli decidere sulle sorti del nostro Paese.
Ho qui davanti l'allegato n. 21 intitolato: "proposte di linee politico-programmatiche per il piano di sviluppo regionale". Leggo a pagina 12, dove si parla di sicurezza sociale, "si impone pertanto l'esigenza che anche nel settore dell'assistenza sociale..., quindi in questo caso, se pure in via transitoria, si è definito e proposto un modello di servizi in linea con le più attuali acquisizioni politico-culturali della materia, d'accordo con un'effettiva responsabilizzazione e partecipazione degli Enti Locali che sia in grado di soddisfare tutta la gamma dei bisogni sociali emergenti dalla Comunità Valdostana". Ebbene, vogliamo cominciare fin da ora a rispettare e ad attuare questo documento? Rispettiamo cioè la volontà degli amministratori locali che conoscono i problemi della loro zona molto meglio dei Consiglieri regionali.
Non mi pronuncio sul progetto in particolare; sono favorevole alla costruzione, accogliendo acquisizioni politico-culturali nuove, di una casa di riposo.
Soprattutto decidiamoci di fare qualcosa di concreto ed in fretta, facciamo in modo di non passare altri anni a studiare, a discutere, a disquisire, senza fare nulla.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Mappelli. Ne ha facoltà.
Mappelli (DC) - Bisognerà che richiami alla memoria dei Consiglieri presenti in quest'aula quale era la posizione del Consigliere Manganoni, quando si trattò di esaminare i problemi e le necessità di quelle categorie di persone che lui poc'anzi ricordava. Basterà pensare a chi si oppose alla costruzione di un istituto psico-medico-pedagogico, ora si parla di bimbi handicappati, ma allora lo stesso Consigliere Manganoni si oppose ad interventi tesi a soccorrere questa categoria di persone, non si può passare sotto silenzio gli intralci alla nostra opera portati proprio da quei Consiglieri che oggi si presentano come i paladini dei sofferenti.
Per quanto concerne poi la costruzione della casa per anziani di Perloz, bisognerebbe avere il coraggio di chiarire la posizione politica del Partito Comunista in Valle d'Aosta, in merito al problema delle persone anziane. Proprio riguardo alla costruzione dell'Istituto Geriatrico vi è stata da parte dei comunisti, ed in particolare del Consigliere Manganoni, una condanna aperta, non si venga poi a lodare le suore che dedicano non solo l'intera giornata, ma tutta la vita ad assistere gli anziani.
Per quanto riguarda la casa di riposo di Creux Porté, abbiamo portato avanti questo problema, ne abbiamo parlato a suo tempo con Don Colliard ed ora con il Sindaco. È naturale che in Bassa Valle occorra un ospizio, e mi fa piacere che anche il Consigliere Manganoni abbia cambiato parere a questo riguardo, rispetto all'intransigenza dimostrata a suo tempo dal Partito Comunista. Tuttavia mi sembrerebbe più logico che i comunisti restassero quello che sono, quello che sono sempre stati; hanno condannato sempre un certo tipo di assistenza, ma ora si accorgono che la gente continua a morire ugualmente, perché? A causa delle condizioni ambientali particolari.
La Valle d'Aosta ha una struttura differente da quella di città come Torino o Milano, in cui un'assistenza sociale, un medico, un'assistente sanitaria può andare giornalmente a visitare le persone anziane, aiutarle sul piano morale e sociale, fisico ed economico.
In Valle, nella stagione invernale, molti villaggi sono irraggiungibili, inoltre intervengono problemi di costume, di mentalità che noi conosciamo molto bene. Io spero proprio, lo dico sinceramente, di potere un giorno ritirarmi in una di queste case di riposo.
Sui problemi poc'anzi esposti le posizioni del PCI sono state sempre molto distanti da quelle che noi difendiamo ed in cui crediamo. Mi pare dunque validissimo il progetto di creare un Istituto per le persone anziane.
Noi abbiamo sulle nostre montagne, nella fascia che va dai 7-8000 metri di altitudine ai 1400-1500 metri, molti villaggi sperduti in cui gli anziani sono abbandonati a sé stessi, noi non possiamo ignorare questa realtà e lasciare queste persone abbandonate al loro destino.
Noi potremo certo discutere a lungo su quelli che dovranno essere gli strumenti da usare o sulle dimensioni dell'edificio, sul numero delle stanze, la cosa importante è addivenire ad una soluzione del problema e rispondere ai bisogni degli anziani.
Dolchi (Presidente) - Molti altri Consiglieri sono iscritti a parlare, quindi il dibattito proseguirà ancora a lungo. Dopo gli ultimi due interventi, mi sembra opportuno ricordare che siamo chiamati a discutere un oggetto preciso, non si tratta questa sera di ricordare la storia degli interventi dei singoli Consiglieri nel campo della Sanità, né quelli dell'Amministrazione regionale riguardanti la riforma sanitaria. Forse mai come in questa occasione l'argomento del dibattito è indicato in modo preciso nell'allegato.
È questa una raccomandazione che rivolgo, considerata l'ora tarda e la giornata di intenso lavoro che questo Consiglio ha affrontato; l'augurio della Presidenza è che entro questa sera si possa finire l'argomento in discussione. Faccio dunque appello alla buona volontà di tutti perché si arrivi, il più rapidamente possibile ad una decisione concreta.
Mi vedrò costretto a fare appello alla sensibilità dei Consiglieri qualora gli interventi saranno generici e non affronteranno l'argomento specifico in discussione.
Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.
Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, la ringrazio di questa precisazione che forse arriva un po' troppo in ritardo, in quanto già questa mattina sono intervenuto per chiedere di non uscire dal tema in discussione.
Mi trovo veramente in difficoltà nel prendere la parola sull'argomento in discussione e francamente sono dispiaciuto di essere rimasto in questo Consiglio, perché non mi aspettavo certe prese di posizione che ledono gli interessi della povera gente.
È un anno che in quest'aula sento sempre parlare di problemi sociali ed assistenziali; queste questioni devono essere però affrontate secondo una precisa direttiva, perché altrimenti non è possibile approntare servizi sociali seri. Credevo sinceramente che sulla deliberazione presentata dall'Assessore, Ing. Benzo, non vi fosse alcuna necessità di discutere, perché si tratta di ricevere n donazione dei terreni sui quali costruire qualche cosa che sia di sollievo agli anziani di Perloz e della Bassa Valle.
Assessore Benzo, sono mortificato al posto suo a causa dell'intervento vergognoso del suo collega Assessore Milanesio.
I comunisti, d'altra parte, si inalberano affrontando questi problemi e dicono: siamo d'accordo sull'assistenza, ma fatta in questo modo e non altrimenti. Allora io mi domando se la Giunta sia veramente intenzionata ad affrontare il problema, se vi sia veramente la volontà politica di risolverlo.
Vorrei proprio che questa sera nella tribuna del pubblico ci fossero gli anziani di Perloz, perché almeno si renderebbero conto dove si è arrivati senza risolvere nulla. Su una donazione che serve a scopi precisi non ci doveva essere alcun preconcetto: occorre tralasciare le divergenze politiche di fronte all'urgenza di dare un'assistenza agli anziani di Perloz.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chanu. Ne ha facoltà.
Chanu (DP) - Signori Consiglieri, vorrei sdrammatizzare questo dibattito e ricondurlo alla sostanza dell'argomento che il Consiglio è oggi chiamato a discutere. Ho dovuto infatti constatare che su questi temi vi è una passione che va al di là delle scelte di partito e che riguarda i singoli convincimenti. Tutti i protagonisti di questo dibattito, poi, tengono ad accentuare in modo innaturale gli aspetti positivi delle proprie argomentazioni. Parlo dunque con assoluta tranquillità d'animo, senza fare processi alle intenzioni.
Mi rendo conto che l'intervento assistenziale dei pubblici poteri nei confronti degli anziani può essere impostato in modi del tutto diversi.
Sono d'altronde convinto che l'allegato, lettoci dall'Assessore Benzo, può rassicurarci sotto tutti gli aspetti. So infatti che esistono oggi soluzioni per il problema dell'assistenza del tutto diverse da quelle tradizionali, che sembravano essere le uniche possibili.
Io non credo quindi di dire niente di trascendentale o di obsoleto se sostengo che siamo in una fase in cui l'intervento, a favore delle persone anziane e di quelle handicappate, deve superare completamente gli schemi tradizionali.
Abbiamo superato il concetto di ricovero inteso come segregazione e separazione brutale della persona dall'ambiente in cui è abituato a vivere.
Dobbiamo renderci conto, tutti indistintamente, che la soluzione ottimale è sempre quella di potere, per quanto possibile, venire incontro a chi ha bisogno di assistenza senza arrivare al punto, sempre molto traumatizzante, di dovere distaccare dal proprio ambiente, dal proprio villaggio, dalla propria casa, colui che è bisognoso.
Anche se il nuovo ambiente infatti sarà accogliente e assicurerà un'assistenza adeguata, provocherà pur sempre un trauma. Credo che queste considerazioni siano alla base delle divergenze che hanno portato in questa seduta diversi Consiglieri ad esprimersi in modo del tutto antipatico, spesso sottolineando le proprie opinioni con la passione ed il calore propri del dibattito in corso.
Esaminando ora il problema posto alla nostra attenzione, non ci devono essere preoccupazioni di sorta anche per coloro che portano avanti idee divergenti da quelle tradizionali. Queste idee e proposte infatti sono condivise dalla Giunta; sono le stesse idee che animano l'Assessore Benzo.
Siamo noi i primi ad essere convinti che occorre arrivare ad una struttura aperta, il più aperta possibile.
Il problema, a mio avviso, sta nel vedere se la soluzione che possiamo adottare si inserisce come una tessera in un mosaico più ampio, certamente più composito e con dimensioni e caratteri del tutto moderni e coerenti con il nuovo modo di intendere l'assistenza.
Mi sembra che la stessa relazione introduttiva dell'Assessore alla Sanità ci dia assicurazioni in tal senso; l'idea base che la sostiene e che ha portato la Giunta a proporre l'accettazione di questa donazione, risponde pienamente a queste esigenze.
Con il ricovero di Creux Porté non si vuole ricostruire l'antico ospizio magari più pulito e più confortevole, si vuole invece realizzare qualcosa di completamente nuovo, sfruttando tutti gli studi in materia elaborati in questi ultimi anni.
A nome dei Democratici Popolari esprimo quindi il consenso a questa iniziativa e sottolineo ancora che non si vuole ripetere in modo più confortevole una impostazione tradizionale ormai del tutto superata.
Vogliamo affermare invece una concezione nuova di assistenza nella quale la struttura, che si intende realizzare a Plan de Brun, avrà un ruolo di primaria importanza.
Le preoccupazioni che vi potevano essere sulla costruzione di una casa per anziani sono, a nostro avviso, fugate ed ogni timore superato, dopo i chiarimenti fornitici; perciò invito ad affrontare concretamente il problema, tenendo conto anche che la richiesta di molti emendamenti potrebbe portare ad una snaturalizzazione dal punto di vista tecnico-giuridico dell'atto che abbiamo di fronte ed a un dilazionamento eccessivo ed inutile di una realizzazione che ha la sua validità e che potrà portare benefiche conseguenze, risolvendo i problemi che stanno a cuore di noi tutti e delle persone anziane.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni per il suo secondo intervento. Ne ha facoltà.
Manganoni (PCI) - Faccio presente al Presidente che il mio intervento riguarderà una questione personale. Non intendo intervenire sull'argomento sul quale già ho espresso il mio parere. È spiacevole che il collega Mappelli anziché affrontare il problema, come ogni altro Consigliere ha fatto, si sia limitato a rivolgere delle parole insolenti verso un suo collega, soprattutto dal momento che nel mio intervento non avevo fatto alcun cenno alla sua persona, limitandomi ad ignorarla.
Dolchi (Presidente) - Consigliere Manganoni, lei sta facendo degli apprezzamenti di carattere personale che possono provocare una ulteriore risposta da parte del Consigliere Mappelli. La prego di soprassedere.
Manganoni (PCI) - Ho chiesto di parlare precisando che si trattava di un fatto personale.
Dolchi (Presidente) - Il Regolamento stabilisce che quando si chiede la parola per fatto personale bisogna anche precisare il motivo e deve esserci una ragione specifica. Occorre cioè che il Consigliere si ritenga offeso e intervenga sulla frase che a suo giudizio è stata offensiva.
Manganoni (PCI) - In effetti ho chiesto la parola poiché mi sono sentito offeso dagli apprezzamenti e dalle ingiurie di cui il Consigliere Mappelli mi ha fatto segno. In ogni caso, Signor Presidente, sarò molto breve.
Mi limiterò a ricordare che quando si parlò in questo Consiglio del terreno in località Sarre, dove avrebbe dovuto sorgere l'Istituto psico-pedagogico si discuteva dell'acquisto del terreno e non della costruzione dell'opera della quale non vi era neppure il progetto.
Il Consigliere Mappelli, a quel tempo Assessore alla Sanità, dovrebbe ricordarsi che nell'acquisto dei terreni vi era stata una ambigua manovra che tentava di fare pagare all'Amministrazione il doppio del valore effettivo di quei terreni. Ho dimostrato tutto questo presentando al Consiglio gli atti notarili di permuta, ed era talmente esatta questa dimostrazione che la Giunta, presieduta dal dott. Bionaz, dovette tornare sui propri passi e rinunciare all'acquisto.
La Giunta, dicevo, ritirò la deliberazione e l'Assessore Mappelli, coinvolto in quell'azione, ne uscì sconfitto. Considerando tutti questi fatti sarebbe forse stato meglio se il Consigliere Mappelli non fosse intervenuto nel dibattito. Dette queste parole, credo che la polemica possa venire chiusa e spero di non essere costretto ad intervenire ancora su problemi di carattere personale.
Dolchi (Presidente) - Ricordo ai Consiglieri Mappelli e Manganoni che nel Regolamento sono precisati con molta chiarezza i diritti dei Consiglieri riguardanti gli interventi di tipo personale in caso di offesa, pregherei gli interessati di attenersi a tali regole.
Ha chiesto la parola il Consigliere Chanu. Ne ha facoltà.
Chanu (DP) - En qualité de Président de la Commission du Conseil à la Santé Publique, je tiens à préciser la ligne de conduite qui a caractérisée ma position et celle du mouvement auquel j'appartiens, sur la question de la maison de repos de Plan de Brun.
La Commission a longtemps disputé si à la lumière des nouvelles théories de l'assistance aux vieillards, il était convenable d'aménager un institut ou s'il n'était pas mieux de s'orienter vers une assistance domiciliaire.
Un groupe de Conseillers soutenait que l'assistance domiciliaire était la seule valable étant, à leur avis, l'unique qui ne mortifie pas les assistés. Tout en respectant la validité de ces hypothèses, j'ai toujours affirmé que cette solution satisferait une partie assez limitée de personnes. Il y a des vieillards qui pourraient bien avoir besoin seulement d'une visite tous les jours d'une assistante sociale ou d'un médecin, mais pour ceux qui, malheureusement, doivent garder le lit, ou passer la journée dans un fauteuil, ou qui n'ont plus le contrôle de leurs fonctions physiques, une assistance non continuelle serait inimaginable dans une société qui manque d'opérateurs spécialisés dans tous les champs.
Comment donc aider tous ceux qui, non seulement à Perloz, mais dans toute la Vallée, ont besoin? Et encore, quelle seront-ils les coûts sociaux de l'assistance domiciliaire?
On a parlé aussi de réunir dans les logements plusieurs assistés, mais en ce cas nous créons les mêmes conditions psychologiques qu'on trouverait dans une organisation plus grande, sans en avoir les avantages?
On veut réaliser un centre d'accueil moderne, ouvert et fonctionnel, qui répond à tous les besoins de l'individualité et de liberté, qui sont un droit des personnes âgées.
C'est ma conviction que quand même les conditions sociales et économiques changeront, un centre d'assistance pour les personnes plus âgées sera toujours indispensable. Ce n'est pas seulement par ce que la population de Perloz et des Communes environnantes de la 7 Communauté de Montagne demandent avec de l'insistance, l'institution du centre d'accueil de Plan de Brun, que je voterai en faveur de l'acceptation de la donation, mais parce que j'ai la conviction de son utilité.
Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, prima di dare la parola al Consigliere Mappelli, per evitare che si prolunghino polemiche ed interventi di carattere personale, vi rileggerò, anche se non sarebbe mio compito, come Consigliere da poco tempo in quest'aula, gli articoli 54 e 55 riguardanti gli estremi del Regolamento quando si tratti di onorabilità di un Consigliere che viene lesa.
"È fatto personale l'essere attaccato nella propria condotta e sentirsi attribuire opinioni contrarie a quelle espresse; in questo caso chi chiede la parola deve indicare in che cosa consista il fatto personale. In tal caso chiamato a votazione palese, per alzata di mano, il Consiglio decide se può continuare la discussione sull'offesa di carattere personale.
Quando nel corso della discussione un Consigliere viene accusato di fatti che ledono la sua onorabilità, egli può chiedere al Presidente del Consiglio di nominare una Commissione la quale giudichi il fondamento dell'accusa.
La Commissione è composta da due Consiglieri designati dalle parti, da un terzo scelto di comune accordo o scelto dal Presidente del Consiglio in caso di disaccordo. Alla Commissione può essere stabilito un termine per riferire".
La parola al Consigliere Mappelli.
Mappelli (DC) - Tralasciando gli apprezzamenti di carattere personale, ne avrei anch'io da fare sul Consigliere Manganoni, veniamo a discutere della costruzione di Creux Porté.
Si tratta di un'iniziativa intrapresa già dal defunto Presidente della Giunta, Bionaz; per questo motivo fa male al cuore sentire travisare le intenzioni che hanno portato ad una tale decisione.
Noi siamo ancora convinti, della validità di questa iniziativa, se anche dovessimo portare delle modifiche al progetto originario non sarebbe una cosa negativa, il nostro dovere è di discutere e di studiare la migliore soluzione possibile. Ci auguriamo quindi che si giunga ad una conclusione positiva. Per quanto riguarda la polemica nata con il Consigliere Manganoni, penso che un giorno giustizia verrà resa e mi si dovrà chiedere scusa.
Dolchi (Presidente) - Ricordo ai Sigg. Consiglieri che sono stati presentati vari emendamenti da parte del Gruppo consiliare del P.C.I., da parte dell'Assessore alla Sanità, da parte del Consigliere Andrione. Gli emendamenti saranno messi in discussione dopo la chiusura della discussione generale e la replica dell'Assessore competente.
I Consiglieri che hanno fatto già due interventi possono solamente più fare dichiarazioni di voto.
Ha chiesto la parola la Consigliera Viglino. Ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Après avoir écouté tous les arguments dont on a discuté ce soir, je tiens à déclarer que je partage complètement ce qui a dit M.me Chanoux dans son intervention.
Parce que s'il y a des méthodes nouvelles d'assistance pour les personnes âgées, il y a aussi des personnes qui ont besoin d'avoir un lieu où se réfugier vers la fin de leur vie. Une chose n'exclut pas l'autre, donc je suis de l'avis que dans le projet que nous discutons aujourd'hui sont présents tous les deux côtés du problème.
J'estime que lorsqu'il y a une donation, c'est presque un devoir de l'Administration régionale de l'accepter et de reconnaître, au point de vue morale, la valeur de cette donation. Ce soir il y a certainement plusieurs Conseillers qui se sont éloignés du thème en discussion, je pense que c'est arrivé le moment de conclure le débat sur ce problème.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Je voulais simplement répéter ce que j'ai dit avant: c'est-à-dire que nous sommes d'accord sur l'acceptation de la donation et que nous avons présenté un amendement. Cet amendement a été corrigé par l'Assesseur, nous acceptons sa nouvelle formulation.
Il s'agit d'une donation valdôtaine qui a une grande valeur pour la Vallée, et qui présente des aspects positifs. Nous désirons que le Conseil décide en toute conscience de la façon d'arriver, à définir cette question.
Nous prions M. Benzo d'exposer l'amendement qu'on a concordé et après, comme a dit Mlle Viglino, de passer à la votation finale.
Dolchi (Presidente) - Dunque il Consigliere Andrione ha annunciato che il proprio emendamento verrà ritirato se la correzione, portata dall'Assessore Benzo al testo della deliberazione, renderà superfluo l'emendamento presentato dal gruppo dell'Union Valdôtaine.
La parola all'Assessore alla Sanità, Benzo.
Benzo (DP) - Penso che l'argomento sia stato lungamente dibattuto e anche seriamente affrontato, se si eccettuano alcune punte polemiche che forse si spiegano, come ha detto il Consigliere Chanu, con la passione con cui ogni Consigliere affronta problemi di questa importanza.
Non sono infatti piccoli problemi questi per la nostra Regione!
Cercherò di procedere con ordine poiché ritengo doveroso, come Assessore, rispondere ad alcune domande che sono state poste nel corso del dibattito.
Per questo do subito lettura di un emendamento aggiuntivo al testo deliberativo, in aggiunta a quelli da me presentati all'inizio del dibattito, concordato con i Consiglieri dell'Union Valdôtaine e approvato anche dall'Union Valdôtaine Progressiste.
Tale emendamento sostituirebbe quello presentato dal Consigliere Andrione.
Quindi dopo le parole "di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo di esecuzione, occorrente al passaggio di proprietà di cui trattasi, attenendosi ai principi ed alle direttive contenute in allegato A della presente delibera", occorre aggiungere: "di richiedere alla Giunta regionale di sottoporre al Consiglio per l'approvazione, previo esame da parte della Commissione Sanità, i tempi ed i modi della realizzazione concreta dell'opera".
Ritengo doveroso poi, da parte mia, dare atto a tutti i Colleghi che sono intervenuti, di avere portato elementi importanti al dibattito.
Una cosa mi è parsa soprattutto fondamentale: il riconoscimento da parte di quasi tutti i Consiglieri che bisogna comunque fare qualcosa, non possiamo continuare a parlare di progetti bellissimi che potrebbero venire realizzati non si sa quando, dobbiamo affrontare concretamente i problemi per cercare di venire incontro alle necessità degli anziani.
Anche il Consigliere Monami concorda sulla necessità di risolvere questi problemi, la difficoltà maggiore è quella di risolverne almeno qualcuno. Noi siamo aperti a tutte le innovazioni, ma non dimentichiamoci, Signori Consiglieri, che le idee nuove avanzano nella misura in cui gli uomini portano a realizzazione le strutture. Non dimentichiamo che, come già ebbi modo di dire, la via principale che noi perseguiamo è quella di un'assistenza diversa, tipo quella dell'assistenza domiciliare, ma nei limiti delle possibilità che ci concede una Regione dalla struttura così complessa come la nostra. Perfino il Consigliere Mappelli ha dichiarato che sarebbe contento di potere ritirarsi, spero il più tardi possibile, in una struttura come quella da noi prevista, e vi dirò che pure la mia vecchia madre, ormai purtroppo scomparsa, benché fosse autosufficiente desiderava trovare un ambiente dove poter vivere serenamente in comunità.
Non possiamo impedire a queste persone di usufruire di un tipo di servizio di assistenza come questo. L'assistenza domiciliare è possibile solo fino ad un certo punto: nelle città ad esempio, come diceva la Consigliera Viglino, ma quanto personale sarebbe necessario per raggiungere tutti gli anziani che necessitano di assistenza, e magare proprio nel momento di maggiore necessità non si troverebbero il personale vicino per seguirli e soccorrerli.
Le condizioni che sono state poste dal Consigliere Monami ci sembrano accettabili. Noi vogliamo fornire alle singole Comunità Montane dei servizi sociali aperti e di assistenza domiciliare; sottoporremo al Consiglio regionale i mezzi e le modalità con i quali sarà possibile servire i capoluoghi dei vari Comuni. Cercheremo inoltre di non affrontare solo come Amministrazione regionale questo problema, ma di decentrarlo, facendo in modo che siano le Comunità stesse a decidere. Qualche tentativo in tal senso è già stato compiuto, possono essere citati i buoni risultati conseguiti dal comprensorio del Marmore; anche ad Aosta si sono registrati risultati validi che però hanno interessato delle persone anziane che stanno ancora sufficientemente bene e possono essere seguiti da un piccolo numero di assistenti.
Vorrei ancora precisare, per quanto riguarda le strutture, che noi non auspichiamo alla costruzione di istituti tradizionali, ma pensiamo a dei servizi aperti, che proponiamo oggi per gli anziani e ne parleremo domani per gli handicappati.
Non è solo con la carità cristiana, che muoveva un tempo suore e altre persone, che si può intervenire. Io penso che anche queste persone svolgevano una importante funzione sociale, ma guai se il problema dell'assistenza dovesse essere visto solo sotto questo aspetto.
Consigliere Manganoni, lei mi chiedeva ragguagli sul problema degli handicappati: sono stati presentati i progetti alla Regione, il Consiglio regionale ha approvato la legge; ora la Commissione dovrà esaminare questi progetti, quindi anche questo problema tornerà all'esame del Consiglio.
È bene che le cose vengano dette chiaramente perché io preferisco non nascondermi dietro inutili pretesti. Per quanto riguarda l'ospizio di carità, Consigliere Manganoni, è un discorso che prosegue la sua strada.
Il progetto è stato approvato ed è stato dato mandato al Consiglio di Amministrazione dell'ospizio, penso che l'appalto potrà essere assegnato tra non molto tempo, nel giro di qualche mese al massimo.
Per quanto riguarda il parere degli Enti Locali, noi abbiamo cercato sempre di interpellarli e rispettare le loro esigenze, io soprattutto rispetto la popolazione ed in particolare la gente che ha bisogno di aiuto.
Cerchiamo dunque insieme di andare incontro a queste richieste; parliamo spesso di democrazia di base, ma mi sembra che è sempre il vertice che decide.
Il Consigliere Mappelli poi ha fatto un discorso molto ampio, io cercherò di restare in tema, altrimenti il Presidente del Consiglio richiamerà anche me ad attenermi all'o.d.g. In ogni caso, per usare le parole della Consigliera Viglino, una cosa non esclude l'altra e cioè possiamo fare sia l'assistenza di tipo domiciliare e sia creare dei centri dove gli anziani vengono raccolti, tanto più che abbiamo detto che questo centro funzionerà come propulsore dell'assistenza domiciliare per tutta la Comunità n. 7.
Vorrei poi soffermarmi su una frase detta dal Consigliere Parisi, quando ha chiesto di spogliarci della veste politica; io direi che in questo caso è necessario tralasciare le rispettive collocazioni partitiche, non politiche, poiché ognuno di noi sente la gravità dei problemi, si accorge che gli anni passano ed i vecchi continuano ad invecchiare e gli handicappati a vivere lontani dalla Valle, in Istituti superati, mal tenuti, mal seguiti, non controllati dall'Ente pubblico. In questo modo noi non facciamo gli interessi della nostra popolazione. Le parole sono belle, ma più difficile è risolvere concretamente i problemi in una Regione come la nostra, con le sue vallate e le sue mille frazioni. Non dobbiamo illudere la gente, promettendo di portare il servizio domiciliare, poiché non potremo creare centinaia di assistenti per arrivare anche nei villaggi più sperduti.
Non crediate che la città di Aosta risolva il problema degli anziani facendo solo il servizio di assistenza domiciliare! Devono essere impiegati tutti e due i metodi, di questo si sono già accorti Paesi molto più evoluti del nostro.
Abbiamo bisogno di creare altre istituzioni ancora, non abbiamo paura della parola Istituto! Si tratta pur sempre di servizi sociali messi a disposizione della popolazione, questi sono stati gli intendimenti che hanno spinto la Giunta ed il sottoscritto su questa strada.
Noi chiediamo quindi l'approvazione dal Consiglio Regionale.
Ritengo fondamentale ancora ribadire questo concetto: noi seguiremo sempre delle strade che vadano incontro alle effettive esigenze della popolazione, sia che questo comporti l'istituzione di servizi sociali aperti, di assistenza domiciliare, di servizio residenziale per coloro che hanno bisogno e che attualmente non trovano che antiquate strutture ed istituti in condizioni veramente traumatizzanti, ed il trauma non è solo quello provato dall'anziano quando è costretto a lasciare la propria casa, ma anche quello provato da tutti coloro che non ricevono aiuto o magari trovano solo qualcosa che riesce ancora ad illuderli senza poi offrire nulla di concreto.
Quindi chiedo al Consiglio di procedere, se possibile, all'approvazione di questa deliberazione, con gli emendamenti proposti e con quello aggiuntivo concordato con il gruppo consiliare dell'Union Valdôtaine.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Rileggendo la seconda pagina della deliberazione, dopo la parola "deliberi", scritto in neretto, al punto c) si dice: "porzione mappale foglio 38 n. 152 di mq. 246 per la costruzione della strada di accesso alla progettata residenza collettiva da definirsi in base agli atti di progetto".
Ora, ad una attenta lettura e malgrado l'emendamento aggiuntivo, questa dizione potrebbe risultare troppo restrittiva nei confronti di quanto si potrà decidere in seguito, sarebbe meglio lasciare libero il Consiglio di scegliere.
Per questo la frase prima citata dovrebbe essere a nostro avviso modificata in: "porzione mappale foglio 38 n. 152 di mq. 246 per la costruzione di una di accesso alla residenza collettiva".
Occorrerebbe poi aggiungere una parola all'emendamento presentato dall'Assessore Benzo; non vorrei che sembrasse diffidenza, ma ci teniamo a riaffermare che la discussione su questo problema dovrà essere nuovamente affrontata in questo Consiglio; quindi a nostro avviso è meglio mantenere la frase in cui si chiede alla Giunta regionale di sottoporre al Consiglio, per l'approvazione, previo esame da parte della Commissione Sanità, i tempi ed i modi dell'attuazione concreta dell'opera.
Può essere una precauzione eccessiva, ma per quanto ci riguarda, e riprendendo quanto è stato detto precedentemente da altri Consiglieri, riteniamo che sia fondamentale il fatto che la decisione presa oggi riguarda solo l'accettazione della donazione. Tale accettazione a nostro avviso è necessaria, poiché riteniamo che la fondazione Creux Porté abbia un valore e sia indispensabile per l'Amministrazione regionale continuarne l'opera.
Al tempo stesso ogni decisione riguardante i modi concreti, le caratteristiche i tempi per la realizzazione di quest'opera saranno poi decisi dal Consiglio regionale dopo ampio ed approfondito dibattito.
Dolchi (Presidente) - Per procedere il più ordinatamente possibile, poiché gli emendamenti verranno discussi anche in seguito, chiederei ai Signori Consiglieri se intendono intervenire nella discussione generale.
Ha chiesto la parola il Consigliere Caveri. Ne ha facoltà.
Caveri (UV) - Ci troviamo di fronte ad una proposta molto precisa del Consigliere Andrione, che subordina l'accettazione da parte nostra dell'emendamento presentato dall'Assessore Benzo alla soppressione di alcune parole dalla deliberazione che ci viene proposta, nonché all'aggiunta di altre parole. La soppressione di alcune parole tende ad evitare dei malintesi, poiché sappiamo che vi è un progetto di una certa persona, della quale conosciamo anche il nome, progetto, dicevo, che non abbiamo visto personalmente. Quindi penso che sia più che legittima la richiesta del Consigliere Andrione.
In tal modo viene stabilito in modo definitivo che il progetto viene messo da parte, non viene cioè né accettato né rifiutato; non vorrei infatti che nel futuro, dopo avere approvato questa deliberazione, corretta nel modo proposto dal Consigliere Andrione, e l'emendamento avanzato dall'Assessore Benzo, si vada a mettere in opera un appalto in base al progetto di cui parlavo.
Occorre essere molto chiari, anche perché sino ad ora la discussione è stata, senza offesa, per i Consiglieri, molto confusa e non ha certamente contribuito a chiarire le idee.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Benzo. Ne ha facoltà. Ricordo tuttavia che siamo in sede di discussione generale e sono stati presentati sullo stesso argomento vari emendamenti. Ora se interviene l'Assessore, prima di esaminare gli emendamenti proposti, si rischia di dovere in seguito iniziare nuovamente la discussione dal punto di partenza.
Dico tutto questo per favorire un ordinato svolgimento del dibattito.
Benzo (DP) - Innanzitutto sarebbe bene chiarire che avendo conosciuto precedentemente il testo degli emendamenti posso già dire che alcuni di essi non potranno essere accolti. Altre osservazioni potranno essere accettate, in quanto io stesso ho accennato nell'allegato A ad alcuni problemi che avrebbero dovuto trovare una soluzione.
Quello che conta, infatti, è approvare il mappale, per poter avere a disposizione 5.000 mq. di terreno dei quali avevamo proprio bisogno.
Posso pure accettare le modifiche proposte al mio stesso emendamento.
Dolchi (Presidente) - Lei ha quindi precisato, Assessore Benzo, che l'emendamento proposto è stato concordato con il gruppo dell'Union Valdôtaine e dell'Union Valdôtaine Progressiste.
Ha chiesto la parola l'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - Intervengo in sede di discussione generale per dire ancora una volta che, come già abbiamo precisato precedentemente, noi non intendiamo fare del "caso Perloz" una questione politica, anche se potremmo farne una questione di stile; infatti se è vero certe differenze di posizione passano orizzontalmente all'interno dei partiti e del Consiglio, mi sembra però che la correttezza richiederebbe che di fronte a degli emendamenti presentati dalle forze della stessa maggioranza si cerchi una via d'intesa.
Io ho già premesso prima il voto negativo a nome del mio partito sulla proposta dell'Assessore Benzo.
Già ho spiegato le ragioni di questo voto; voglio aggiungere soltanto che nonostante questo voto negativo riteniamo che nel corso del lungo dibattito su questa vicenda sono stati fatti molti passi avanti, verso la direzione auspicata dal nostro gruppo e da quello comunista.
Sono infatti state accolte alcune osservazioni e molte prese di posizione sono state riviste, quindi anche l'eventuale sconfitta delle nostre tesi, in questo momento, non saremmo costretti al totale disarmo, anche perché se saranno approvate le proposte concordate dall'Assessore Benzo con i gruppi dell'Union Valdôtaine e dell'Union Valdôtaine Progressiste, il discorso rimarrà aperto e quindi avremo la possibilità di continuare la nostra battaglia, alla quale non intendiamo rinunciare.
D'altronde il voto di oggi del Consiglio è un voto interlocutorio, in quanto, accetta, a nostro parere, la donazione senza stabilirne prima le finalità. Noi accetteremo in ogni caso la volontà del Consiglio, continuando il nostro impegno per l'affermarsi di una assistenza aperta che noi riteniamo la migliore e la più confacente ai tempi.
A questo proposito dobbiamo sottolineare che nell'intervento della Consigliera Chanoux sono stati fatti notevoli passi in avanti.
Nel corso della discussione si sono poste in termini problematici questioni problematiche che non sono e che non possono essere presentate come dogmi, alcuni Consiglieri sembrano poi essere stati folgorati all'ultimo momento sulla via di Damasco. Noi non pretendiamo di essere i depositari unici della verità, però manteniamo le nostre opinioni su questo argomento e ci apprestiamo serenamente e senza avere il timore di essere in minoranza, a questa votazione.
Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.
Monami (PCI) - Io penso che sia necessario, poiché stiamo arrivando alle conclusioni del dibattito, chiarire le posizioni dei vari gruppi.
Voglio ribadire che noi rispettiamo le opinioni espresse dalla Consigliera Chanoux e dall'Assessore Benzo, con i quali su questi argomenti ci siamo confrontati altre volte, tuttavia non vorrei essere stato frainteso per il fatto di essermi limitato, nel mio intervento, ad esprimermi sull'oggetto in discussione e cioè la donazione e le sue condizioni, mentre invece tutti i Consiglieri ed anche l'Assessore Benzo hanno voluto approfondire altri aspetti del problema.
Mi consenta perciò Signor Presidente, di sottolineare come non si possa parlando di assistenza limitare il discorso alle persone anziane sane e poi inserire il problema degli anziani handicappati, che hanno bisogno addirittura di essere imboccati o accompagnati ai servizi. Il discorso è duplice. Per quanto concerne gli anziani sani, che possono cioè essere assistiti nelle loro case, noi non vogliamo che vengano strappati dalle loro abitazioni ed emarginati. D'altra parte il nostro discorso non sarebbe credibile se negassimo che vi sono anche anziani e giovani gravemente handicappati i quali hanno bisogno di una particolare assistenza, ma neghiamo nel modo più assoluto che tutti gli anziani siano da ricoverare in ospizi così come neghiamo in assoluto, e le esperienze dei paesi più avanzati ed evoluti dell'Italia ce lo confermano, che tutti coloro che sono ricoverati nei manicomi debbano rimanerci!
Certo, è probabile che si stia meglio in certi edifici di tipo nuovo che in quelli tradizionalmente noti come manicomi: ma è il concetto stesso dell'assistenza che va chiarito a questo punto del dibattito, riallacciandosi anche al tema più generale della riforma sanitaria.
Questa sera comunque la Giunta ci chiede di accettare una donazione per costruire una casa per anziani, noi non neghiamo che vi sia la necessità di costruire determinate strutture, per quelle necessità che dicevo essere reali e sentite, ma non possiamo accettare le condizioni poste dalla donazione stessa. Mi stupisce, collega Andrione, che ci si possa qualche volta, anche in buona fede, farsi turlupinare.
Infatti l'articolo uno della donazione parla di una residenza collettiva per anziani, quindi sappiamo già ora benissimo cosa dovremo costruire.
Noi non rifiutiamo le residenze collettive per anziani, ma vogliamo soprattutto portare avanti il discorso più complessivo, che prevede iniziative quali i mini-alloggi e foyer d'incontro ecc. e mi permetta il Consigliere Mappelli di ricordargli che gli ospizi ed i ricoveri tradizionali non sono nati per caso, ma rientrano in una concezione culturale ben precisa, in una mentalità arcaica che va superata.
Ecco perché noi non neghiamo la possibilità di costruire nuove strutture, ma vogliamo affrontare il problema con interventi di tipo nuovo, sperimentati da Paesi più avanzati del nostro, da Paesi in cui i bimbi handicappati non debbono essere reclusi. A questo proposito, poiché ci si lamenta che ben 150 bambini valdostani sono sparsi nei vari reclusori d'Italia, vorrei chiedere alla Giunta che cosa si è fatto da un anno a questa parte da quando denunciamo questa situazione, per tentare il recupero non dico di 100 ma di uno solo di quei bimbi.
C'è poi il problema, naturalmente, di non riportare questi bambini nel reclusorio della Valle, perché, anche se forse più confortevole e con un'aria più confacente, resterebbe pur sempre un reclusorio.
Quali sforzi, chiedevo, abbiamo fatto per ricondurre questi bimbi alle loro case, nelle loro famiglie, per farli assistere dai propri genitori, dando ad essi, per esempio, un assegno mensile. Sappiamo che qualcuno sostiene che questa operazione di reinserimento non è possibile; la realtà però ci dice che circa l'80% di questi bimbi è recuperabile e che quando si sceglie di costruire manicomi, rifugi ed ospizi, istituti psico-medico-pedagogici, e altre strutture emarginanti, la società trova poi sempre il materiale umano con cui riempirle e fare prosperare questi centri di potere.
In tal modo tutti gli handicappati diventeranno bisognosi di quel ricovero o di quel ghetto, in tal modo si riuscirà a mantenere in vita le oltre 7.000 organizzazioni sociali e assistenziali che in Italia speculano sulla pelle dei bambini, dei giovani, degli anziani.
Questi sono i concetti che mi premeva di ribadire, dato che nel mio precedente intervento non avevo trattato il problema dell'assistenza in generale, sono stato trascinato in questa discussione da qualche Consigliere che ha affermato che noi comunisti non abbiamo una alternativa ai ricoveri: le alternative le abbiamo e nei documenti elaborati dal nostro partito abbiamo specificato come si debbano affrontare questi problemi, non in senso astratto e teorico, ma partendo da una analisi del territorio di Perloz ed indicando, dopo alcune premesse generali, delle soluzioni precise per ogni zona. Abbiamo proposto alternative coraggiose e nuove e sappiamo come davanti alle novità si possa avere paura: non vogliamo fare gli sperimentatori, ma intendiamo fare un balzo in avanti perché una mentalità, una cultura arcaica siano superate da una società moderna, da una amministrazione capace.
Ponendo il problema in questi termini occorrerebbe sviscerare tutta la questione dell'assistenza, dicendo chiaramente quali interessi si celano dietro le tendenze che hanno prevalso nel campo assistenziale sino ad ora in Italia.
A questo proposito vi rimando ad un giornale, ritenuto in Piemonte ed in Valle d'Aosta, molto serio, che denunciava lo stato di abbandono dell'ospizio dei poveri vecchi di Torino. A parte le difficoltà di carattere finanziario, questi anziani non hanno nessuna assistenza e spesso muoiono a causa proprio dell'isolamento in cui vivono. Noi crediamo invece che questi anziani debbano e possano essere assistiti lasciandoli possibilmente nel loro ambito, dando al limite, alle loro famiglie dei sussidi per poterli mantenere, creando quelle strutture di carattere igienico sanitario che aiutano da vicino la popolazione. Se poi penseremo alla costruzione di una particolare struttura per il ricovero delle persone anziane che veramente ne hanno necessità, la nostra richiesta è quella di lasciare aperte tutte le soluzioni possibili, che si accetti la donazione senza che quest'ultima ci ponga delle condizioni troppo restrittive.
Mi pare che le posizioni non siano poi così distanti, soprattutto esaminando il documento presentatoci dall'Assessore. Su alcuni di questi temi, infatti, siamo perfettamente d'accordo: alcune delle affermazioni del documento fanno parte di un nuovo patrimonio culturale sulle tendenze innovatrici dell'assistenza sociale.
Per questi motivi noi diciamo che vogliamo andare incontro e soddisfare le nuove richieste da Lei sottolineate, Signor Assessore. Se da una parte dobbiamo accettare la donazione di Creux Porté affinché non si perda un'occasione, d'altra parte già avevamo richiesto la seguente dizione del punto due, capoverso f): "tutte le eventuali iniziative del punto primo continueranno la loro attività sotto la denominazione dei benefattori".
Ci eravamo preoccupati anche di questo aspetto, ma ci interessa ancora maggiormente il problema più generale dell'assistenza, per il quale due ore di dibattito forse non sarebbero sufficienti: il confronto su questi problemi, a nostro avviso, deve essere dialettico e coinvolgere tutta la popolazione. Il nostro documento, di cui vi risparmio la lettura, fornisce una analisi derivante da una inchiesta svolta sul posto; dall'indagine fatta risulta che gli anziani hanno detto di volere una casa di riposo, ma hanno anche affermato che qualora vi fossero altre possibilità di essere assistiti in modo diverso, le avrebbero preferite. Questa è dunque la strada da seguire: fornire una alternativa a queste persone.
Siamo dunque d'accordo ad accettare la donazione di Creux Porté per arrivare ad una assistenza più efficiente, più civile, più moderna e consona ai tempi che viviamo, ma a condizione che non si decida aprioristicamente sulla sua utilizzazione, su questo problema faremo un dibattito aperto e credo che la decisione ultima spetterà al Consiglio. Mi pare che questo sia un modo corretto di affrontare il problema e non riesco a capire i motivi che hanno spinto alcuni Consiglieri ad entrare nel merito di questioni di principio.
Se è possibile risolvere in questo modo il problema della donazione di Creux Porté, siamo disponibili a votare a favore, per dare in tal modo un contributo alla risoluzione del problema degli anziani in Valle.
Dolchi (Presidente) - Non c'è più nessun Consigliere iscritto a parlare. A conclusione della discussione generale, dò la parola all'Assessore Benzo.
In seguito passeremo all'esame dei singoli emendamenti presentati.
Benzo (DP) - Non pronuncerò un discorso retorico, né demagogico, ma intendo concludere con molta serenità questa lunga discussione generale.
Ritengo giusto aggiungere ancora due considerazioni: 1°) è stato chiesto con molta enfasi che cosa la Giunta ha fatto sino ad ora per gli handicappati. Mi sembra che il Consigliere interrogante non segua le vicende della nostra Amministrazione. Da due anni a questa parte infatti, e credo siamo l'unica Regione a farlo, noi forniamo un'assistenza familiare ai bimbi handicappati. Circa 60 bimbi sono seguiti da questa assistenza ed ogni sforzo è stato fatto per riavere in Valle d'Aosta tutti i bambini handicappati. Di 78 bimbi handicappati siamo riusciti a ridurre il loro numero a 51, non siamo certo noi a volere rinchiudere questi piccoli nei reclusori!
Mi sembra che alcuni Consiglieri vedano ospizi e reclusori da ogni parte, ma non è certo questo che noi chiediamo al Consiglio di approvare, vi prego di non lasciarvi trasportare da un certo tipo di oratoria. Io ribadisco ancora una volta che vogliamo portare avanti un discorso aperto, ispirandoci anche alle esperienze più avanzate e imparando tutto ciò che è possibile nel settore dell'assistenza agli anziani ed ai minori.
È questa una strada molto difficile con gravi problemi per il reperimento di personale e per il raggiungimento dell'utente: anche nell'allegato cerchiamo comunque di fare questo discorso nuovo e sarebbe contradditorio per i Consiglieri negare questo fatto.
Anche costruendo queste strutture, che sono necessarie, vogliamo seguire una impostazione nuova, dando agli anziani un tipo di servizio sociale più vicino, più continuativo, come già diceva la Consigliera Chanoux.
Abbiamo promosso altre iniziative, ma forse non le abbiamo propagandate, certo è più facile fare dei manifesti o scrivere a grandi lettere che si è iniziato un nuovo servizio sociale, citando magari una relazione fatta dall'Assessore alla Sanità nel 1971.
Noi non abbiamo stampato dei manifesti, però abbiamo aperto un nuovo centro per bambini spastici in via Guido Rey, in Aosta, e per coloro che hanno gravi difficoltà di linguaggio. Ci è voluto parecchio tempo poiché, ad esempio, ci mancava il personale medico specializzato che ora viene da fuori Valle una volta la settimana. Abbiamo aperto un identico centro nel comprensorio del Marmore, dove abbiamo iniziato da poco il servizio. Possiamo disporre di cinque logopediste; i bimbi che hanno bisogno di una rieducazione del linguaggio sono settanta, per ora curiamo inoltre dodici spastici, che hanno in tal modo visto concretizzarsi la speranza di non dovere essere ricoverati nel centro spastici di Ivrea.
Insomma, noi non abbiamo paura delle novità, ma cerchiamo di fare dei passi concreti anche se forse non ci curiamo di pubblicizzarli abbastanza.
Ritengo che la Giunta comportandosi in questo modo dimostri di credere veramente nei servizi sociali. Il miglior metodo infatti è quello di applicare concretamente tutte le tecniche e le conoscenze nuove che possediamo, creando dei validi strumenti operativi.
In questo senso alcune deliberazioni adottate dalla Giunta sono state apprezzate da altre Regioni che stanno ora ispirandosi ad esse: vi dirò anzi che nella legge sui minori abbiamo accettato indicazioni contenute anche in una legge proposta dal PCI.
Certo potremo ancora modificare in meglio il nostro operato, quello che conta è arrivare a creare un certo tipo di assistenza che, per quanto è possibile, agisca nell'ambiente stesso dell'assistito, per accontentare anche coloro che chiedono un posto in cui incontrarsi con gli altri si dovrà pensare anche a centri di servizi aperti e non emarginanti, come i reclusori.
Con questo concludo e a nome della Giunta e del suo Presidente confermo la presentazione degli emendamenti, compreso l'ultimo, concordato con il gruppo consiliare dell'Union Valdôtaine.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.
Monami (PCI) - Se si tratta di dare avvio a dei centri di servizi aperti, accolgo la proposta dell'Assessore e propongo di conseguenza di modificare l'articolo primo.
Dolchi (Presidente) - Mi scusi, Consigliere Monami, Lei ha davanti l'elenco degli emendamenti proposti.
Monami (PCI) - Allora propongo di sostituire all'articolo primo dove è scritto: "la costruzione a spese e cura della Regione di una residenza collettiva per anziani", con le parole "da destinarsi alla creazione di centri di servizi per persone anziane". Mi sembra che questa sia la proposta avanzata dall'Assessore.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Benzo. Ne ha facoltà.
Benzo (DC) - Dopo la frase: "di una residenza collettiva per anziani", si può mettere: "quale centro integrato di servizi sociali per la tutela della popolazione anziana". Questo concetto però è diverso da quello sostenuto dal Consigliere Monami.
Dolchi (Presidente) - Siccome forse non tutti i Consiglieri hanno seguito questo colloquio io proporrei di iniziare con ordine l'esame degli emendamenti completando con quanto è stato detto ultimamente dal Consigliere Monami e dall'Assessore Benzo.
Preciso quindi a tutti i colleghi che sono chiamati ad esprimere con il voto il proprio parere sugli emendamenti proposti allo stesso emendamento già a mano dei Consiglieri. L'emendamento aggiuntivo proposto dall'Assessore Benzo lascia identico il testo del primo capoverso del punto primo, ma aggiunge la seguente frase: "quale centro integrato di servizi sociali per la tutela della popolazione anziana".
Mi pare invece di avere capito che l'emendamento proposto dal Consigliere Monami preveda di cancellare le parole: "una residenza collettiva per anziani", sostituendole con: "da destinarsi ad iniziative sociali e sanitarie regionali per persone anziane".
Mi auguro che la differenza tra i due emendamenti sia chiara a tutti i Consiglieri.
Qualche Consigliere chiede la parola su questi emendamenti? Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Je ferai une très courte déclaration de voix et j'espère même que les travaux du Conseil soient simplifiés. Avant tout je crois qu'on fait de l'ironie en disant que nous sommes en train de débattre les graves problèmes de l'assistance aux anciens, aux enfants etc.
En effet nous avons parlé de l'acceptation d'une donation. Nous ne voudrions pas qu'en nourrissant de trop grandes ambitions on reste, comme d'habitude, dans un "illuminisme" total. Nous croyons que dans les nombreuses formes d'assistance pour les personnes âgées, la fondation de Creux Porté puisse trouver une place: nous demandons seulement de laisser au Conseil la faculté de décider la façon, les temps et les caractéristiques de l'œuvre que nous voulons faire.
Nous rentrons l'amendement présenté, en acceptant l'amendement de l'Assesseur. Nous voterons ainsi à faveur de la délibération: nous voulons souligner que la Junte n'est pas unie sur ce problème, puisque M. Milanesio a déjà annoncé sa voix contraire. Pour conclure, en éliminant au point c) les mots: "progettata e da definirsi in base agli atti di progetto", notre voix sera favorable.
Dolchi (Presidente) - Il Consigliere Monami mantiene l'emendamento soppressivo, proposto precedentemente? Allora metto in votazione l'emendamento proposto dal Consigliere Monami che consiste nella soppressione, alla quarta riga del primo comma, delle parole: "da destinarsi alla costruzione a cura e spese della Regione di una residenza collettiva per anziani".
È iscritto a parlare l'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - Dichiaro l'astensione del gruppo consiliare socialista su questo e sugli altri emendamenti che verranno votati.
Dolchi (Presidente) - Nessun Consigliere chiede la parola. Metto allora in votazione l'emendamento soppressivo presentato dal Consigliere Monami.
Risultato della votazione:
presenti: 29
votanti: 26
astenuti: 3
voti favorevoli: 5
voti contrari: 21
Il Consiglio non approva.
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Passiamo ora agli altri due emendamenti aggiuntivi, sempre relativi al primo comma.
L'emendamento presentato dall'Assessore Benzo prevede l'aggiunta della frase seguente: "quale centro integrato di servizi sociali per la tutela della popolazione anziana".
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo poc'anzi illustrato.
Risultato della votazione:
presenti: 29
votanti: 21
astenuti: 8
voti favorevoli: 21
Il Consiglio approva.
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Esaminiamo ora l'emendamento aggiuntivo, presentato dal Gruppo consiliare comunista. Si propone di aggiungere, dopo la quinta riga del primo comma, le parole: "da destinarsi ad iniziative sociali e sanitarie regionali per persone anziane". Metto dunque in votazione palese questo emendamento.
Risultato della votazione:
presenti: 29
votanti: 26
astenuti: 3
voti contrari: 21
Il Consiglio non approva.
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Passiamo ora all'esame dell'emendamento al comma c), proposto dal gruppo dell'Union Valdôtaine. Si tratta di un emendamento che propone la soppressione delle parole: "progettata, da definirsi in base agli atti di progetto".
In questo modo il comma c) finirebbe con le parole: "per la costruzione di una strada di accesso alla residenza collettiva".
Metto allora in votazione l'emendamento soppressivo poc'anzi illustrato.
Risultato della votazione:
presenti: 29
votanti: 21
astenuti: 8
voti favorevoli: 21
Il Consiglio approva.
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Sempre per quanto riguarda il comma c), viene proposto un emendamento da parte del gruppo comunista, che aggiunge le parole: "di accesso alle eventuali iniziative da realizzarsi di cui al punto 1°".
Mi sembra tuttavia superfluo votare questo emendamento dal momento che rimane valida la dizione che prevede esplicitamente la costruzione di una residenza collettiva.
Passiamo ora ad esaminare gli emendamenti proposti per il punto secondo.
L'Assessore Benzo propone la soppressione della parola: "seguenti". Questo emendamento si giustifica nella successiva proposta di un emendamento che aggiunga le parole: "le seguenti modalità.". Tuttavia occorre una votazione distinta dei due emendamenti.
Nessun Consigliere chiede la parola. Metto allora in votazione l'emendamento soppressivo della parola: "seguenti".
Risultato della votazione:
presenti: 29
votanti: 21
astenuti: 8
voti favorevoli 21
Il Consiglio approva.
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Metto poi in votazione l'emendamento aggiuntivo delle parole: "secondo le seguenti modalità".
Risultato della votazione:
presenti: 29
votanti: 21
astenuti: 8
voti favorevoli: 21
Il Consiglio approva.
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L'emendamento al punto c) proposto dall'Assessore Benzo è uguale a quello presentato dal gruppo comunista, quindi se i proponenti sono d'accordo si potrebbe fare una sola votazione. I proponenti sono d'accordo.
Metto allora in votazione palese l'emendamento proposto dall'Assessore Benzo e dal gruppo comunista che propone al punto c) la seguente formulazione: "l'inclusione del parroco pro-tempore quale membro di diritto nell'eventuale costituendo consiglio di amministrazione o gestione".
Risultato della votazione:
presenti: 29
votanti: 21
astenuti: 8
voti favorevoli: 21
Il Consiglio approva.
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Il Gruppo comunista ha presentato inoltre un emendamento al capoverso f) del punto secondo così formulato: "tutte le eventuali iniziative di cui al punto primo continueranno la loro attività sotto la denominazione dei benefattori".
Metto in votazione palese l'emendamento testé letto.
Risultato della votazione:
presenti: 29
votanti: 26
astenuti: 3
voti favorevoli: 5
voti contrari: 21
Il Consiglio non approva.
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Esaminiamo ora l'emendamento aggiuntivo proposto dall'Assessore Benzo, che propone di aggiungere alla fine del punto 3° dopo le parole: "di cui si tratta", "attenendosi ai principi e alle direttive contenute nell'allegato a)".
Se non vi sono ulteriori richieste di chiarimento, metto in votazione palese l'emendamento sopra illustrato.
Risultato della votazione:
presenti: 29
votanti: 21
astenuti: 8
voti favorevoli: 21
Il Consiglio approva.
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Metto ora in votazione l'ultimo emendamento proposto dall'Assessore Benzo in accordo con i gruppi consiliari dell'Union Valdôtaine e dell'Union Valdôtaine Progressiste. L'emendamento consiste nell'aggiunta della seguente frase: "di richiedere alla Giunta regionale di sottoporre al Consiglio per l'approvazione, previo esame da parte della Commissione Sanità, dei tempi, dei modi e delle caratteristiche per l'attuazione concreta dell'opera.".
Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Direi che sarebbe meglio aggiungere un punto 4° ala deliberazione, piuttosto che aggiungere una frase al punto 3°.
Dolchi (Presidente) - L'emendamento, da me illustrato poco fa, diventa allora il punto 4° della deliberazione. Metto allora in votazione palese il punto 4° della deliberazione.
Risultato della votazione:
presenti: 30
votanti: 22
astenuti: 8
voti favorevoli: 22
Il Consiglio approva.
Se non ci sono dichiarazioni di voto, metto in votazione i quattro punti che compongono il dispositivo di deliberazione, emendati secondo quanto il Consiglio ha deliberato in precedenza.
Risultato della votazione:
presenti: 30
votanti: 25
astenuti: 5
voti favorevoli: 22
voti contrari: 3
Il Consiglio approva.
