Oggetto del Consiglio n. 199 del 12 luglio 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 199/74 - Mancato funzionamento del rene artificiale offerto dal Lyon's Club all'Ospedale di Aosta. (Interrogazione)
Dolchi (Presidente) - All'interrogazione del Consigliere Viglino risponde l'Assessore alla Sanità Benzo.
Benzo (DP) - In merito all'interrogazione presentata dalla Prof.ssa Viglino, do comunicazione di una lettera che scrissi nel novembre all'Ente Ospedaliero Regionale, nella quale richiedevo di comunicarmi quando o entro quanto tempo l'Ente riteneva possibile praticare la terapia del rene artificiale ai pazienti che necessitano della dialisi del sangue.
Lo stesso giorno della presentazione dell'interrogazione, ho scritto nuovamente al Presidente dell'Ente Ospedaliero Regionale, richiedendo, in base alle dichiarazioni fatte ed alle assicurazioni date a suo tempo dallo stesso, i motivi per i quali il rene artificiale offerto all'Ospedale nel maggio 1973 dal Lyon's Club non era ancora entrato in funzione e le intenzioni della Direzione dell'Ente in merito a questo problema.
A seguito di questa mia lettera il Presidente dell'Ente Ospedaliero mi ha risposto in questi termini: "con riferimento alla sua lettera si comunica che un solo rene artificiale non è sufficiente per istituire un servizio autonomo di emodialisi presso l'Ospedale generale di Aosta.
Qualora si intendesse fornire l'Ospedale di questo servizio, al fine di assicurare al numero limitato di pazienti della Valle, che da una richiesta eseguita presso i medici condotti della Regione risultano essere circa 8, e volendo calcolare "ad abundaziam" un numero di presunti dodici ammalati da curare, il relativo reparto, il cui funzionamento è previsto per 24 ore su 24, dovrebbe essere dotato: a) di per lo meno 4-6 reni artificiali; b) di personale medico altamente specializzato, costituito da un primario, 3 aiuti, 6 assistenti, oltre ad un minimo di 12 infermieri professionali specializzati ed altro personale infermieristico non specializzato e al necessario personale inserviente; c) di locali opportunamente attrezzati per una superficie totale di 400 mq. circa, dei quali non si ha al momento la disponibilità per mancanza assoluta di spazio utilizzabile.
È opportuno considerare e dare atto che i servizi di emodialisi vengono accentrati, in genere, in capoluoghi di provincia ed istituti come divisione specializzata con un numero ottimale di 40 posti-letto per fornire un servizio completo di nefrologia e di dialisi, diretto da un primario.
Questo Ente ha già preso i necessari contatti con l'Ordine Mauriziano di Torino e prenderà prossimamente accordi con codesto Assessorato e con il Prof. Vercellone dell'Ospedale Maggiore S. Giovanni Battista di Torino, per esaminare la possibilità di ottenere la disponibilità di un certo numero di posti letto a favore dei malati della Valle d'Aosta, sia nella branca altamente specializzata dell'emodialisi, sia per la nefrochirurgia e la chirurgia toracica. Si trasmette inoltre copia della relazione del Prof. Cavalli Luigi di Torino, a suo tempo richiesta da questo Ente in merito all'istituzione di un servizio di nefrologia e dialisi autonomo presso l'Ospedale di Aosta".
Questa lettera mi ha lasciato alquanto perplesso per l'entità del servizio e della spesa previsti. Forse la relazione, in effetti, prevedeva la costituzione di un servizio che soddisfacesse le esigenze di una grande popolazione, per questo motivo ho ritenuto opportuno fare una convocazione: ho scritto al Presidente dell'Ente Ospedaliero Regionale e al Presidente della Commissione della programmazione ospedaliera in questi termini: "al fine di esaminare congiuntamente il problema dell'emodialisi, le SS.LL. sono cortesemente invitate a partecipare alla riunione, alla quale interverrà il Prof. Vercellone di Torino, indetta presso questo Assessorato per le ore 17 di martedì".
Il Prof. Vercellone è direttore dell'Istituto di urologia della prima clinica di Torino, con lui mi sono messo già in contatto per esaminare con quali mezzi ed in quale modo possiamo risolvere questo problema.
Ci siamo fatti direttamente parte pressante presso l'Ente per vedere di risolvere questo problema, anche perché, indubbiamente, gli stessi cittadini che intendono beneficiare di questo servizio hanno preso contatti direttamente con l'Assessorato.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola la Consigliera Viglino. Ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Ringrazio l'Assessore per le sue delucidazioni e mi dichiaro abbastanza soddisfatta, poiché, lo stesso giorno della presentazione della mia interrogazione, egli ha inviato questa lettera all'Ente Ospedaliero.
La risposta fornita da tale Ente mi ha lasciata piuttosto perplessa e sorpresa, come d'altra parte aveva fatto con lo stesso Assessore.
In tale risposta è detto: "un solo rene artificiale non è sufficiente per dare vita ad un servizio autonomo", allora mi sono chiesta perché in quelle condizioni l'Ente ha accettato di ricevere in regalo questo rene artificiale dando assicurazione per lettera, mi dispiace di non avere avuto il tempo di farmene rilasciare una fotocopia, che entro sei mesi sarebbe entrato in servizio. Il costo di un rene artificiale non è astronomico, si aggira sui 3 o 4 milioni, e noi abbiamo versato ultimamente 200 milioni all'Ente Ospedaliero. Per quanto riguarda la necessità di disporre di locali adeguati dirò che ritenere necessaria una superficie di 400 mq. è semplicemente ridicolo: a Biella, dove funzionano regolarmente 6 reni artificiali, 24 ore su 24, questi ultimi sono posti in una camera di 30 mq. più un bagno, dove viene scaricato il liquido con le tossine.
C'è di più, il Prof. Vercellone non ha aspettato sino ad ora per farsi avanti, infatti diverse volte disse di essere disponibile per avviare il funzionamento di questo unico rene artificiale. Era sufficiente una camera, ora riservata ai pensionati, con un bagno attiguo. Lo stesso Prof. Vercellone ancora ultimamente si stupiva di non essere mai stato convocato, inoltre egli nega che vi sia bisogno di personale altamente qualificato, infatti nella risposta dell'Ente Ospedaliero non si parla soltanto di rene artificiale, ma anche di neurochirurgia, cosa che per ora non ci interessa affatto.
Se gli ammalati che necessitano della dialisi del sangue sono otto, poco tempo fa erano addirittura sedici, ma otto di essi sono stati costretti a chiedere il trasferimento, tra questi vi era un guardiacaccia forestale che si è fatto trasferire a Rivoli, perché era costretto a sottoporsi varie volte, ogni settimana, ad un lungo viaggio per potere ottenere la prestazione di un servizio che avrebbe potuto ottenere a due passi da casa.
So anche che l'Amministrazione Regionale in casi eccezionali concede dei buoni di benzina gratuitamente, vi è un ammalato che riceve tali buoni per recarsi tre volte la settimana a Biella, ma naturalmente se il viaggio non presenta difficoltà durante la stagione estiva, durante l'inverno diviene assai pericolo a causa della nebbia e della neve.
Lo stesso Prof. Vercellone affermava che i reni artificiali ora a disposizione degli ammalati della Valle, quando in soffitta nel loro ospedale ne esiste uno, potrebbero evidentemente venire utilizzati per curare altre persone.
Quindi ritengo che l'Assessore abbia fatto molto bene a convocare per martedì questa riunione e mi auguro che si chiariscano i lati oscuri del problema nel più breve tempo possibile, poiché, ripeto, la lettera trasmessa dall'Ente Ospedaliero è una lettera che oserei definire: tendenziosa.
