Oggetto del Consiglio n. 271 del 26 maggio 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 271/VIII - ACQUISTO DI UN'AREA DI TERRENO IN COMUNE DI CHATILLON, DA DESTINARE ALLA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA PALAZZIINA UFFICI DELL'ENEL - APPROVAZIONE E FINANZIAMENTO DI SPESA - DELEGA ALLA GIUNTA.
PRESIDENTE: Do lettura del testo della delibera:
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELIBERA
1) di approvare l'acquisto, per il prezzo complessivo di £. 65.135.000 (sessantacinquemilionicentotrentacinquemila), degli immobili distinti al Catasto Terreni del Comune di Châtillon come segue:
COMUNE DI CHATILLON
PARTITA 327
Ditta: Eredi di Bich Amato fu Edoardo
F. 37 n. 33 mq. 1169 x £. 35.000 = £. 40.915.000
COMUNE DI CHATILLON PARTITA 1302
Ditta: Dujany Celestino per e Dujany Ida per 4
F. 37 n. 34 mq. 692 x £. 35.000 = £. 24.200.000
2) di approvare ed impegnare la spesa di £. 65.135.000, finanziandola con imputazione al capitolo 23250 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1982 (spese per l'acquisto e costruzione di beni patrimoniali), che presenta la necessaria disponibilità;
3) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni provvedimento di esecuzione per addivenire alla stipulazione dell'atto notarile di compravendita degli immobili di cui si tratta e, in particolare, per la designazione del notaio rogante, per la liquidazione delle relative spese, nonché per gli eventuali accertamenti circa la consistenza e l'intestazione catastale degli immobili da acquisire.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Questo è l'acquisto dove le discrepanze sono più forti e direi anche fortemente visibili.
Il Consiglio regionale, nel corso di una lunga discussione dove non tutti i pareri erano concordi sulla nuova destinazione del Gruppo Impianti di Ivrea, aveva espresso l'opinione che fosse utile ed opportuno a tutti i fini, da quelli occupazionali a quelli della razionalizzazione della soluzione dell'energia elettrica, che il Gruppo Impianti di Ivrea venisse trasferito in Valle d'Aosta, localizzando a Châtillon, a maggioranza, il punto - anche baricentrico rispetto a numerose centrali - dove creare queste infrastrutture. Ci sono state lunghe e difficili trattative, sia per la situazione specifica del Comune di Châtillon, sia perché con la creazione dell'autostrada una gran parte dei terreni sono stati già occupati o sono in clausola di salvaguardia, per cui insorgono difficoltà obiettive nel reperire un'area.
D'altra parte, a Châtillon i terreni hanno valutazioni molto alte per il fatto che si tratta di un grosso paese ancora con forti attività economiche, che riceve anche un surplus da parte di Saint-Vincent, e di conseguenza le trattative non hanno potuto concludersi a dei prezzi bassi e legati a quella che è l'effettiva stima data dagli uffici, stima che sarebbe valida oggi in caso di esproprio.
Qui vorrei, Consigliere Carlassare, specificare una cosa: non in caso di acquisti. Sostenere la tesi per la quale la Regione può espropriare per fabbricare degli alloggi per il Gruppo Impianti di Ivrea, mi sembra eccessivo. Di conseguenza abbiamo accettato le richieste di privati che, come voi certamente immaginate, erano molto più alte, allo scopo di avere la disponibilità dei terreni e poter quindi procedere alla costruzione degli edifici necessari al Gruppo Impianti di Châtillon.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Credo che questo sia uno dei casi più discutibili. Innanzitutto mi sembra che la giustificazione data adesso dal Presidente della Giunta non risponda a quanto viene scritto dalla stessa Giunta negli atti dell'acquisto. Il Presidente ha detto in sostanza che gli uffici hanno proposto 15.000 lire al mq., i proprietari ne chiedono 35.000, ma quelle 15.000 - dice il Presidente - sarebbe il valore per l'esproprio. Invece nella relazione si legge: "La valutazione consigliabile da seguire è senz'altro quella del valore di mercato". Quindi questa valutazione che gli uffici danno delle 15.000 lire al mq. non è una valutazione per un esproprio, è una valutazione fatta dagli uffici rispetto al valore di mercato. Qui la differenza è veramente clamorosa. Sebbene questa sia la valutazione del mese di ottobre e quindi qualche piccola variazione ci potrà essere, gli uffici propongono 27 milioni 915 mila, mentre poi si concorda per 65 milioni e 135 mila. Cioè si concorda per 37 milioni e 220 mila in più; si paga il 233% di quello che riconoscono come equo gli uffici. Questa è la prima considerazione.
La seconda considerazione è che non vedo per altri due motivi la validità di questa proposta. Il primo è che quest'area non è un'area libera, ma è vincolata per essere prato della Fiera, e questo dovrà pur pesare qualcosa nella valutazione. Il secondo è che adiacenti a quest'area ci sono dei terreni regionali. Adesso non vorrei ricordare male, ma mi pare che proprio il Consigliere Faval, trattando della dislocazione di questi uffici, in un primo periodo avesse prospettato una permuta tra un'area dell'ENEL ed un'area regionale. Qui siamo già alla terza ipotesi, la prima era che questa direzione impianti dovesse essere destinata a Châtillon su un'area dell'ENEL, la seconda su un'area regionale, e qui lasciamo libere delle aree regionali adiacenti, su cui non vedo le case popolari, perché dalla piantina si vede che i terreni sono sgombri, ed acquistiamo a questi prezzi, con queste discrepanze, un'area di un privato.
Quindi anche rispetto a questi elementi io credo che si debba riflettere e che il tutto ci induca a giudicare negativamente questa operazione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice-Presidente Faval, ne ha facoltà.
FAVAL - (U.V.): A questo proposito dobbiamo affrontare la discussione in modo tale che tutti i Consiglieri siano assolutamente convinti di ciò che stanno facendo. La valutazione che è stata data dagli uffici tecnici della Regione è relativa al fatto che - cane ha ricordato il Consigliere Mafrica - al momento in cui la valutazione è avvenuta, quei terreni risultavano nel piano regolatore vincolati per destinazione prevista dal pianto regolatore stesso. Quindi una valutazione bassa in ragione di questo fatto.
Evidentemente la valutazione rispetto al libero mercato di aree edificabili è di molto superiore rispetto a quella indicata dagli uffici. La conseguenza è che il ragionamento fatto dai proprietari è stato quello di indicare a noi, visto che la volontà del Consiglio comunale di Châtillon era quella di modificare il piano regolatore in funzione di questa esigenza, cosa che d'altra parte è già avvenuta mi pare sabato scorso, quando il Consiglio comunale di Châtillon all'unanimità ha modificato questa parte di piano per poter consentire questo insediamento, la liberalizzazione da parte del Comune di questi terreni. Questo tenuto conto del fatto che in terreni adiacenti il mercato ha pagato oltre 60.000 lire al mq.
Detto questo, mi pare importante aggiungere dal punto di vista degli elementi oggettivi che hanno fatto sì che la valutazione fosse di questo tipo piuttosto che di un altro e riallacciandomi al discorso fatto dal Consigliere Mafrica, che le possibilità che erano state indicate inizialmente sono state vagliate attentamente anche sulla base di sopralluoghi effettuati dai tecnici dell'ENEL. Per esempio per quanto riguarda la permuta, questa non ha potuto essere fatta, perché i terreni dell'ENEL non si prestavano ad essere utilizzati in altro modo dalla Regione.
C'era poi stata un'altra iniziativa ed è stata quella di verificare la disponibilità di fronte all'attuale casa di proprietà dell'ENEL in cui sono ubicati alcuni uffici e le abitazioni dipendenti ENEL di Châtillon, di un terreno edificabile. Abbiamo scartato quella ipotesi perché ci chiedevano più di 60.000 lire al mq. Quindi abbiamo ripiegato su terreni di proprietà della Regione, e per migliorare l'accesso a quei terreni per il futuro insediamento - perché il problema è solo questo - si è deciso di acquistarli. Va sottolineata la valutazione di carattere generale che ha fatto il Presidente della Giunta, relativa al fatto che la Regione interviene anche in modi diversi - e qui non c'è incoerenza da parte della Regione - in funzione degli obiettivi che intende perseguire. I componenti della Commissione Energia sanno perfettamente che il problema del Gruppo Impianti, che attualmente ha sede a Ivrea, è un problema nato con la nascita dell'ENEL nel '62.
Quel Gruppo Impianti si rifà ad una produzione che al 99% avviene su un territorio della Valle d'Aosta e quindi ci ha sottratto fin dal 1962 un numero abbastanza elevato di posti di lavoro. L'operazione che l'Amministrazione regionale sta portando avanti con il voto favorevole del Consiglio, è in primo luogo quella di recuperare una parte dei posti di lavoro che stiamo già perdendo in funzione della ristrutturazione conseguente al telecomando delle centrali. In secondo luogo bisogna tener conto che si tratta di posti di lavoro di una certa qualificazione professionale, per cui dovremmo riuscire in qualche modo a controllare quella che è stata l'esigenza di esodo per tutti i locali che volevano fare carriera all'interno dell'ENEL. Inoltre c'è anche un recupero non trascurabile di denaro - a parte gli stipendi che vengono pagati - che viene rappresentato dall'attività indotta che il Gruppo Impianti ha normalmente. A questo si aggiunga anche il fatto - ripeto quanto ha detto il Presidente, ma credo che sia utile sottolinearlo - che per un fine di questo genere non si sa fino a che punto sia sostenibile l'esproprio. Quindi, valutato politicamente che era interesse della Regione e di conseguenza interesse collettivo avere il più presto questo trasferimento, si è ritenuto che fosse equo pagare questi prezzi.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Qui i proprietari hanno interesse immediato, perché come manna dal cielo si vedono rivalutato il valore della proprietà in seguito non ad una modifica del piano regolatore, che liberalizza questi terreni, ma solo ad una modifica al vincolo. Infatti, si dice che venga fatta quest'opera in funzione di quanto ha detto il Consigliere Faval ed anche prima il Presidente della Giunta, che si traduce in un vantaggio per tutta la Comunità Valdostana; per cui secondo me sarebbe stato possibile sviluppare questo ragionamento per arrivare ad iniziare una procedura di esproprio che avrebbe comportato dei tempi non lunghissimi, e che ad un sommario calcolo avrebbe fatto risparmiare ulteriori quattrini anche sulla valutazione fatta dai tecnici della Regione, perché una valutazione del valore di quelle aree sulla base di un esproprio probabilmente non avrebbe superato le 7-8000 £ al mq. Questo ragionamento dovrebbe sempre guidare l'operato della Giunta, ovvero quando ci sono delle opere che sono di primario interesse per la Regione è giusto e corretto che queste - quando vi sia la possibilità - non si traducano - ed in questo caso c'era la possibilità secondo me - in una sorta di manna dal cielo per i proprietari di questi terreni che si sono visti modificare la condizione dei terreni stessi e praticamente raddoppiare il valore della proprietà.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.
BORDON - (D.C.): Mi sono imposto, con grossa soddisfazione vostra e mia, di prendere la parola il meno possibile, perché così non vi tedio nè vi annoio, però mi sono imposto questa linea di condotta anche perché molte volte non si fa altro che ripetere qui quello che è già accaduto in passato.
Forse il mio intervento non sarà molto pertinente, perché più che ad un problema particolare dell'ENEL, mi riferirò ad una discussione di tipo generale sugli espropri. Non mi stupisco che ancora oggi, come in passato, si verifichino in quest'aula determinate prese di posizione nei confronti degli espropri, e non vi nascondo che sono veramente lieto che la Giunta segua quella linea che ha adottato fino ad oggi, perché altrimenti avrebbe in me uno dei primi oppositori.
Mi accade spesso di andare contro corrente e di assumere degli atteggiamenti che forse non sono da molti graditi, ma ritengo che ogni tanto in quest'aula sia necessario ricordare determinate situazioni che se non le ricordiamo noi valdostani, nativi del posto, vengono altrimenti dimenticate.
Di certe prese di posizione contro gli espropri assunte da alcuni Consiglieri regionali - che si offendano o no, mi accusino di razzismo o meno - dico che non hanno niente di valdostano, in quanto sono contrarie agli interessi dei valdostani, sulla cui pel1 in linea di massima si gioca quando si tratta di espropri. Ed ecco quindi che non si possono usare espressioni quali "manna dal cielo" per questi abitanti valdostani, che hanno solo avuto la scarogna di rimanere qui per centinaia di anni, coltivando il campicello con i sacrifici che sappiamo, i quali si vedono oggi arrivare qui, desiderate e richieste da tutti noi, delle imprese che vengono ad installare ad esempio degli impianti funiviari sempre nell'interesse turistico della Regione, ma non certo perché sono lieti di respirare l'aria e di non pensare a nessun guadagno. Allora si sentono fare dei ragionamenti di questa fatta. per cui un'impresa, che è venuta in Valle d'Aosta a fare un certo impianto e che molte volte usufruisce di forti sottoscrizioni azionarie regionali, con dei bilanci che poi devono essere reintegrati di nuovo dalla Regione, lì non è manna dal cielo. Ma verso quel povero diavolo d'un valdostano che è nato qui, al quale si porta via un terzo di terreno o il campicello, siamo in certo qual modo in dovere di pagare un qualcosa di più. Ogni volta che riprendo questi discorsi, provo un gran piacere perché ritorno indietro di tanti anni, a certe discussioni che sono già avvenute qui e che mi fanno rivivere, perché una certa monotonia a me non piace e perché ogni tanto è opportuno ricordare queste situazioni.
Quindi ribadisco nel modo più assoluto che ci siamo sempre battuti perché ci sia una giusta valutazione di mercato, sulla quale siamo d'accordo: in trent'anni di attività qui dentro nessuno ha dato dei denari che non dovevano essere dati, ma che si voglia predicare una certa economia, una certa restrizione con degli espropri su determinate cose, non siamo d'accordo.
Ci batteremo sempre per questo, altrimenti certi valdostani estremisti, la cui impostazione non condividiamo, quando dicono che siamo stati trattati e veniamo ancora trattati come una riserva di indiani, non hanno tutti i torti, perché qui si vedono elargire dei miliardi con una disinvoltura più unica che rara, ma poi si protesta quando si deve pagare un pezzo di terreno un qualcosa in più.
Sono contento che la Giunta con i suoi componenti vada avanti con questa impostazione, che ritengo sia condivisa in pieno dalla maggioranza, perché se così non fosse noi non faremmo gli interessi del valdostano proprietario dei terreni. Vediamo arrivare in certe stazioni climatiche nostre - e non siamo contenti - imprese che vi installano degli impianti e poi diventano i padroni della località; per cui se a questi poveri valdostani date qualcosa di più, non fate nessuno sforzo, perché se non c'erano loro che da tanti anni parlano il francese, il patois, e tramandano le nostre tradizioni, non parleremmo di autonomia e non saremmo seduti qui dentro.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice Presidente Faval, ne ha facoltà.
FAVAL - (U.V.): Solo per dare un dato oggettivo, a beneficio del Consigliere Carlassare, che dovrebbe aiutarlo a riflettere.
Secondo la teoria che lui ha espresso, l'Amministrazione regionale pagherebbe 35 milioni in più rispetto a dei prezzi che il Consigliere Carlassare ed il Consigliere Mafrica ritengono equi - uso il condizionale perché questo non è il discorso. Mi pare di aver spiegato che quella valutazione è conseguente ad una situazione del piano regolatore che fra l'altro oggi non è più.
Inoltre, non mi sento di confermare quello che ha affermato il Consigliere Carlassare circa il fatto che da un vincolo si sia passati ad un altro, a me è sembrato di capire che la modifica sarebbe venuta in funzione della liberalizzazione dell'area che diventa edificabile per questo tipo di bisogno.
Comunque il dato che volevo dare al Consigliere Carlassare è il seguente: supponiamo per ipotesi - che comunque non condivido - che l'Amministrazione regionale abbia pagato 35 milioni in più: l'indotto dell'attività ENEL sembrerebbe rappresentare qualcosa come 100 milioni al mese, il che fa un miliardo e 200 milioni all'anno, per cui ogni mese di ritardo, rispetto al trasferimento del Gruppo Impianti, rappresenterebbe una perdita secca per la collettività regionale. A questo punto mi pare abbastanza evidente quale deve essere la scelta di questo Consiglio.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Ascolto sempre con piacere gli interventi del Consigliere Bordon - che adesso sembrano più che altro dei comizietti - anche se nella sostanza molto spesso sono tangenziali rispetto alla discussione e cioè non molto pertinenti, perché almeno per quanto riguarda la nostra posizione abbiamo detto prima che questa non è una questione di esproprio, ma è una questione fra un valore di mercato valutato dagli uffici regionali, e un valore richiesto invece dai proprietari. Per quello che ci riguarda, non è che mettiamo in discussione l'esproprio, che riteniamo uno strumento attraverso il quale la Pubblica Amministrazione, in casi di pubblica utilità, può diventare forzatamente proprietaria di un terreno di cui non potrebbe altrimenti avere la proprietà. Un'altra cosa è l'indennità che viene data - a parte il fatto che le leggi sono state sempre fatte da Governi in cui la forza principale era il partito del Consigliere Bordon - su cui effettivamente si tratta di arrivare a delle misure il più possibile eque. E' anche una discrepanza il fatto che alcuni proprietari accettano la valutazione di mercato fatta dalla Regione, mentre altri chiedono il doppio e si vedono premiati; sono valdostani sia gli uni che gli altri, quindi il discorso fatto in questo senso credo non sia molto pertinente.
Per quel che riguarda la situazione in discussione, partiamo dal fatto che gli uffici hanno dato una certa valutazione, e non crediamo che sia valida la giustificazione data dal Consigliere Faval che ci sarebbe adesso, con la mutazione della destinazione, una rivalutazione, perché quella mutazione andrebbe su qualunque area si volesse comprare.
Come Gruppo abbiamo partecipato all'incontro con l'Ing. Corbellini quando si trattava di trasferire la direzione impianti da Ivrea in Valle; riteniamo che quella sia stata una scelta giusta e che l'unità del Consiglio sia stata utile al fine di far cambiare idea all'ENEL. Però per la soluzione sono state valutate diverse ipotesi, e potrebbero essere utilizzati in altro modo anche i terreni regionali.
Siamo contrari al tipo di valutazione economica e non certamente al fatto che si debba trasferire la direzione impianti ad Aosta; e pur ritenendo necessario avere questo tipo di uffici perché portano lavoro, siamo del parere che ciò non debba corrispondere d'altra parte ad una valutazione eccessiva ed ad un esborso non corrispondente per un determinato terreno.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Al di là delle battute fatte dal Consigliere Bordon sulla pari legittimità o meno a sedere in queste poltrone, vorrei solo fare nell'interesse soprattutto della popolazione valdostana, una discriminante ben precisa fra quello che è un valore equo della proprietà ed i meccanismi speculativi che si mettono in piedi e che nove volte su dieci non favoriscono il piccolo proprietario valdostano - ma semmai il grande proprietario valdostano (che in qualche caso esiste) oppure, spesso e volentieri, favoriscono il grande proprietario che arriva da ogni parte del mondo e che si comporta secondo delle logiche che sono univoche su tutta la faccia della terra.
Da qui la necessità di avere una valutazione equa delle proprietà e che il proprietario sia pagato per quanto effettivamente la sua proprietà vale, secondo una valutazione che è derivata da chi è più competente in materia, e cioè dal tecnico regionale che stima la condizione del terreno così com'è e non così come potrebbe o dovrebbe essere.
Ritengo che al meccanismo dell'esproprio non si debba ricorrere sempre e comunque, ma soprattutto quando si vuol evitare che un proprietario di terreno, chiunque esso sia, abbia la possibilità, una volta che si trova di fronte ad un fenomeno tipo quello di Châtillon, di presentare delle proposte esorbitanti rispetto a quella che è una valutazione equa. Avere in questi casi la possibilità di mettere in piedi questi meccanismi fa scendere probabilmente questi proprietari, chiunque essi siano, a più miti consigli, ed ad accettare quella che è una variazione ragionevole di questa stima, senza pretendere di avere il doppio o più, rispetto a quella che è la valutazione fatta.
Per queste ragioni dichiaro il mio voto contrario non alla operazione di spostare in Valle questa struttura dell'ENEL, ma a causa del modo con cui si opera per cercare di realizzarla.
PRESIDENTE: Metto in approvazione la delibera in oggetto.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti:23
Votanti:23
Favorevoli: 16
Contrari:7
Il Consiglio approva
