Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 864 del 25 ottobre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 864/VIII - PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE CONCERNENTE: "MODIFICHE ALLA LEGGE COSTITUZIONALE 26 FEBBRAIO 1948, N. 4".

PRESIDENTE: Do lettura della proposta in oggetto, presentata dal Consigliere Riccarand:

IL CONSIGLIO

- ai sensi del secondo comma dell'articolo 121 della Costituzione

DELIBERA

di proporre al Parlamento l'allegata proposta di legge costituzionale recante: "Modifiche alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4", presentandola alla Camera dei Deputati.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Questa proposta di legge costituzionale ha come obiettivo quello di modificare le norme dello Statuto Speciale della Valle d'Aosta per quanto riguarda la regolamentazione degli strumenti di democrazia diretta e di partecipazione popolare all'amministrazione della Regione Autonoma Valle d'Aosta. In particolare si tratta di modificare alcuni aspetti della normativa che regolamenta la proposta di legge di iniziativa popolare e il referendum abrogativo di legge regionale.

Il nostro gruppo ha presentato questa proposta perché nei trentasei anni trascorsi dalla promulgazione dello Statuto, questi strumenti o non sono mai stati usati o sono stati usati in modo molto scarso, non è mai stata avanzata nessuna richiesta di referendum abrogativo di legge regionale. In una sola occasione sono state presentate, nel maggio del 1981, due proposte di legge di iniziativa popolare proprio per iniziativa del nostro movimento, proposte di legge che sono state discusse nel mese di novembre del 1981 dal Consiglio regionale e respinte a maggioranza.

Questo scarso uso, questa scarsa praticabilità degli strumenti di partecipazione di democrazia diretta dipendono, a nostro avviso, oltre che dal ritardo con il quale sono state approvate le leggi regionali che regolamentavano l'applicazione completa di queste possibilità previste dallo Statuto, anche dal numero eccessivamente alto di firme previste per richiedere un referendum abrogativo di legge regionale o per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare. Allegata alla relazione della proposta di legge c'è una tabella in cui si fa un confronto fra la situazione della Valle d'Aosta e la situazione delle altre regioni rispetto al referendum abrogativo di legge regionale, da cui risulta che la Regione Valle d'Aosta richiede, in proporzione al suo corpo elettorale e alla sua popolazione, un numero di firme eccessivamente alto, il più alto di tutta l'Italia e anche, percentualmente, di gran lunga superiore rispetto alle firme richieste dalla Costituzione per un referendum abrogativo di legge statale. Quattromila firme per promuovere un referendum abrogativo di legge regionale è un numero talmente alto da scoraggiare qualsiasi iniziativa che non provenga da un grosso gruppo politico che ha altri canali per incidere, in particolare con una presenza determinante in questo Consiglio regionale. Si tratta di ricondurre questo strumento alla portata di organismi che abbiano una struttura organizzativa non simile a quella di un grosso partito politico. Vorrei, oltre tutto, osservare che, se applicassimo la stessa percentuale delle 500 mila firme richieste per un referendum abrogativo di legge statale alla popolazione della Valle d'Aosta, noi dovremmo scendere sotto le 1000

firme per richiedere un referendum abrogativo di legge regionale. Siccome il referendum è una questione delicata, che richiede una certa cautela ed impegna tutta la popolazione ad esprimere un voto, credo che non sia opportuno scendere sotto il livello delle 1000 firme, ma certamente bisogna abbassare le attuali 4000 firme, che sono un tetto eccessivamente elevato.

Ancora più chiaro è il discorso per quanto riguarda le proposte di legge di iniziativa popolare: in questo caso si tratta della semplice proposta che un gruppo sufficientemente esteso di cittadini deve avere la possibilità di presentare. La proposta verrà poi vagliata dalle Commissioni del Consiglio e dall'Assemblea che deciderà di conseguenza se accoglierla o meno.

Trattandosi di una semplice proposta che non comporta degli oneri organizzativi, come il referendum, deve essere alla portata di un numero inferiore di elettori rispetto a quanto previsto attualmente. Anche in questo caso, se vogliamo fare un confronto con la normativa a livello statale, dove per presentare una proposta di legge in Parlamento sono sufficienti 50.000 firme, applicando la stessa proporzione rispetto alla nostra popolazione dovremmo scendere alle 100 firme. Evidentemente questo è un numero troppo basso e si tratta di trovare un dato più equilibrato. La proposta di legge costituzionale presentata da Nuova Sinistra propone di scendere da 4000 firme a 2000 firme per quanto riguarda la richiesta di referendum abrogativo di legge regionale e da 3000 firme a 500 firme per quanto riguarda la proposta di legge d'iniziativa popolare.

Questa proposta è stata esaminata in Commissione Affari Generali dove alcuni Consiglieri di altri Gruppi politici hanno fatto delle obiezioni rispetto a questo tipo di riduzione giudicandola eccessiva e quindi la Commissione, con il mio parere favorevole, avrebbe concordato una modifica alla proposta di legge per cui, per quanto riguarda il referendum abrogativo, la proposta è quella di scendere da 4000 a 3000 firme e, per quanto riguarda l'iniziativa popolare, la proposta è di scendere da 3000 firme a 1500.

Vorrei anche osservare che la proposta di legge modifica anche alcune inesattezze terminologiche che sono contenute nel primo comma dell'art. 30 dello Statuto Speciale. Questo articolo dice: "Un disegno di legge adottato dal Consiglio della Valle è sottoposto a referendum popolare su deliberazione della Giunta, o quando ne sia fatta domanda da un terzo dei Consiglieri o da almeno 4000 elettori". E' una formulazione un pochino arcaica, nel senso che non si può parlare di un disegno di legge adottato dal Consiglio, ma di legge regionale; e credo inoltre che non sia prevedibile un referendum su deliberazione della Giunta regionale. Si tratta di una forma, anche questa superata, che deve essere rivista. La formulazione che viene introdotta nella proposta di legge tende a rendere più esatta anche la terminologia di questo primo comma. Non ho altre osservazioni da fare, dichiarando fin d'ora di accettare gli emendamenti che sono stati presentati dalla Prima Commissione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Solo ed esclusivamente per esprimere il parere positivo da parte del nostro gruppo, come avevamo già fatto in Commissione, perché ritengo che il Consigliere Riccarand abbia effettivamente centrato il problema con questa proposta di legge costituzionale. Speriamo che l'iter di questa proposta sia celere e quindi ribadisco il mio voto positivo.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): La nostra posizione è senz'altro di appoggio e questa iniziativa di legge costituzionale, per cui il nostro parere sarà favorevole.

Vorrei però richiamare l'attenzione del Consiglio sulla procedura instaurata di emendare lo Statuto regionale a spizzichi e bocconcelli, senza un disegno complessivo. Pur condividendo il discorso che ha fatto il Consigliere Riccarand e le proposte di modifica, mi sembra che però si perda di vista il disegno di insieme, che invece avrebbe consentito un esame più approfondito del problema della revisione statutaria.

Comunque, se non altro, si stabilisce il principio di non considerare più lo Statuto speciale alla stregua di una specie di "tabù intoccabile", rivestito tra l'altro di una certa sua sacralità, per cui il solo approcciarsi, alcuni anni fa, ad un discorso di modifica dello Statuto poteva sembrare un attentato all'autonomia valdostana. Questo stato d'animo è stato rimosso in alcune forze politiche e noi ne prendiamo atto con soddisfazione. C'è da dire però che il problema dello Statuto speciale della Valle d'Aosta non si esaurisce qui, anche se la proposta legislativa del Consigliere Riccarand viene a toccare due strumenti di democrazia diretta che, forse, erano inapplicabili proprio per le ragioni che lo stesso Consigliere Riccarand ha accennato. Il problema della revisione statutaria c'è, esiste, e io mi rammarico che su questo argomento non sia stata accolta la proposta, che non aveva nessun carattere strumentale, di una commissione speciale per il problema della revisione statutaria. Lo Statuto, a oltre 35 anni dalla sua approvazione, dimostra in certi suoi istituti e in certi suoi ambiti delle manchevolezze notevoli, dei ritardi e degli anacronismi. Uno di questi lo emendiamo oggi, ne esistono altri, e non sto a citarli nel dettaglio per non tediare l'assemblea, ma con un giudizio di carattere generale dico che questa riforma istituzionale diventa ormai indispensabile. La riprova di questo argomento è che proprio ieri ci è stata distribuita un'altra proposta di legge in cui si ritocca il numero dei Consiglieri regionali, portandoli da 35 a 40. Io ritengo quindi che sarebbe stato più corretto e forse anche più utile aprire una discussione che non fosse parziale su singoli argomenti, ma che investisse la globalità dello Statuto regionale per dar modo alle singole forze di operare una riflessione complessiva sulla validità o meno di questo strumento in certe sue parti e in certi suoi istituti. Il volerlo affrontare così in termini, direi, approssimativi, perché settoriali, a mio avviso, fa sì che non si abbia un riscontro di tipo generale sulla opportunità o meno di introdurre delle modifiche allo Statuto speciale della Valle d'Aosta.

Preannuncio quindi al Consiglio, al di là del voto favorevole su questa proposta, la ripresentazione di una nostra proposta di revisione statutaria che confronteremo con tutte le altre forze politiche. Ritengo che questa riproposizione di un disegno complessivo di modifica statutaria apra la possibilità di uno scambio approfondito di idee su alcune argomenti chiave per la vita della collettività valdostana, perché ci si dibatte in termini ancora generali e generici su alcune competenze legislative della Regione e si va un pochino per approssimazione.

Uno degli argomenti che mi sta particolarmente a cuore è il problema della tutela dei parchi che trova un riscontro non preciso nelle potestà legislative della nostra Regione. Accanto al discorso della revisione statutaria esiste il grossissimo problema, di cui abbiamo parlato anche ieri, dell'attuazione dello Statuto stesso e delle norme che devono completarlo nella sua globalità. Questo problema è ancora sul tappeto in quanto una nostra Commissione paritetica sta lavorando alla sua definizione.

Ripeto il nostro appoggio incondizionato a questa proposta di legge costituzionale va nel senso delle cosiddette riforme statutarie, che restano uno dei nostri argomenti di confronto con le altre forze politiche presenti in questo Consiglio. Cerchiamo di rinviare l'esame di eventuali modifiche da apportare ad altre parti dello Statuto all'atto della presentazione della nostra proposta di revisione statutaria.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Io ritengo che questa proposta di legge costituzionale sia intelligente, interessante e quindi viene condivisa dal Movimento Sociale Italiano: dichiaro pertanto di votare a favore.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Io credo di dover osservare che, per la terza volta dalla ripresa dei lavori del Consiglio dopo la pausa estiva, si ha un Consiglio "sotto tono", nel senso che le discussioni avvengono principalmente sulle interpellanze e sulle mozioni presentate dalla minoranza, mentre non ci sono leggi nuove di un certo peso proposte da parte della Giunta regionale. Anche in questa occasione l'unica proposta di legge che farà un po' discutere è la presente, che viene presentata dal gruppo di Nuova Sinistra. Ci sembra che la Giunta regionale persegua una linea di appiattimento nell'ordinaria amministrazione per cui le leggi presentate hanno più che altro il carattere di rifinanziare leggi precedenti. Probabilmente sarebbe opportuno, anche per evitare questa dispersione delle leggi, fare, come si è fatto per l'agricoltura, un tentativo di riunificare tutte le diverse norme che riguardano, per esempio, il turismo o la sanità, in modo da non avere decine di leggi che occupano continuamente il Consiglio in rifinanziamenti i quali non possono portare ad un dibattito effettivo.

Ho voluto sottolineare questo aspetto perché ritengo che debba essere valorizzata l'iniziativa dei gruppi della minoranza e credo che si debba dare un giudizio positivo anche su questa proposta di legge costituzionale dei Consigliere Riccarand. Noi, in un primo tempo, non avevamo ritenuto validi i numeri proposti da Nuova Sinistra: ci sembrava infatti che portare a 500 il numero di elettori necessario per presentare una proposta di legge fosse scegliere un livello forse troppo basso. Crediamo comunque che il ragionamento fatto da Nuova Sinistra, e cioè che anche altre forze, che non hanno rappresentatività in Consiglio, possano avere la possibilità di presentare delle proposte di legge e di promuovere un referendum abrogativo, sia giusto. Con i correttivi proposti dalla Commissione, che hanno portato a 1.500 il numero delle persone che possono presentare una proposta di legge e a 3.000 il numero delle persone che possono chiedere un referendum abrogativo di una legge regionale, diamo parere favorevole a questa proposta di modifica dello Statuto regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Segretario Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE (U.V.): Nous aussi nous avons volontiers discuté en Commission sur la proposition de loi de Monsieur Riccarand, surtout parce que même dans les propositions de modifications du Statut de l'Union Valdôtaine on avait déjà prévu une modification des articles dans le sens qui a été proposé par Monsieur Riccarand. Nous pensons que le référendum soit un des plus intéressants système de démocratie directe et nous pensons que ce ne sont pas seulement les petits partis qui peuvent s'en servir; au contraire, je crois que même les grands partis peuvent contacter le peuple, lui demander son avis et proposer des lois au moyen de cette méthode. Dans ce sens, nous avons accepté la proposition d'ailleurs, les 3.000 voix étaient déjà prévues par notre projet de loi, les 1.500 électeurs pour la présentation d'une loi nous semble un nombre logique et c'est pour cela que très volontiers-nous votons ce projet de loi constitutionnel de modification de notre Statut.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Deux observations à propos de ce que disait le Conseiller Torrione sur le Statut. En effet, à propos des discussions sur la possibilité de prévoir des modifications du Statut, je crois qu'il est temps de faire une réflexion aussi sur le Statut, et surtout sur les parties du Statut qui n'ont pas eu d'applications, car très souvent on discute sur la possibilité ou la nécessité de changer quelque chose avant même qu'il y ait eu la possibilité d'appliquer les mêmes articles. Je crois que c'est indispensable et, en effet, très souvent nous avons discuté des compétences au niveau régional: nous en avons discuté hier au moment de prévoir les possibilités déléguées à la Région en certaines matières, voir l'industrie et le commerce, et en même temps nous en avons discuté, le rappelait le Conseiller Torrione, au moment de voir les compétences sur le Parc du Grand-Paradis, mais là, je pense que la position a été assez claire: il y a déjà sept ans qu'on a fait un recours en disant et en soutenant que la Région avait compétence en cette matière.

Il faudrait donc prévoir, même s'il y a des difficultés, à certains moments, de voir dans l'ensemble la matière, de pouvoir faire une réflexion sur l'application du Statut: on est en train de le faire, mais il faudra aussi reprendre le discours de l'application de l'article 14 sur la zone franche, en faisant ce fameux concours d'idées afin d'avoir une possibilité de démarrer dans cette direction pour définir finalement cette matière, où il est possible de changer ou de prévoir l'application intégrale de l'article 14; c'est un argument extrêmement intéressant et il faudra reprendre ce discours le plus tôt possible.

Pour les problèmes de l'activité de la Junte je ne veux pas changer l'avis à Monsieur Mafrica, mais je veux lui souligner que, pendant ces mois, on a eu avant tout le problème de prédis poser le bilan que vendredi la Junte déposera. En même temps, on a prédisposé une série de projets de loi qui seront portés à l'attention du Conseil mais, notamment pour arriver à les prédisposer, un certain temps était nécessaire. On a représenté le projet sur l'autoroute, le projet pour les remonte-pentes pour le ski, le projet d'intervention pour les congés des administrateurs; différents problèmes ont été examinés et les relatifs projets de loi auront la possibilité d'être présentés dans le délai d'un mois.

Je pense que, justement, il faut quand même donner à la Junte le temps de prédisposer certains projets. Il n'est pas si simple d'arriver à une discussion, lorsque on a une idée, on doit la transférer en projet de loi et de la présenter. Il faut avoir la possibilité de faire des consultations, avoir l'avis des différentes parties intéressées. C'est la même chose, par exemple, pour les modifications des bureaux à l'intérieur de l'Administration régionale. Il y a six mois que nous sommes en train d'en discuter, de les voir avec les syndicats intéressée, pour arriver à une décision. Lundi il y aura une autre rencontre pour définir l'ensemble. C'est un ensemble de projets qui seront à l'attention du Conseil régional dans les prochaines séances. Donc il ne s'agit pas d'arriver uniquement à des gros financements de loi qui ont déjà été approuvés. Au contraire, il s'agit d'arriver à un système de loi qui soit le plus compatible possible avec le programme que les forces de la majorité se sont donné au moment de l'instauration de cette Junte.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola passiamo all'esame dell'articolato.

Do lettura dell'articolo 1 nel testo emendato dalla I Commissione Consiliare permanente:

ART. 1

L'articolo 28 della Legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 è così modificato:

"L'iniziativa popolare si esercita mediante la presentazione di una proposta di legge da parte di almeno 1.500 elettori".

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola pongo in votazione l'articolo 1 testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 28.

Il Consiglio approva all'unanimità.

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 2 nel testo emendato:

ART. 2

Il primo comma dell'articolo 30 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 è così modificato:

"E' indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge regionale, quando lo richiedono almeno tremila elettori, oppure un terzo dei Consiglieri assegnati alla Regione".

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola metto in approvazione l'articolo 2:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 28.

Il Consiglio approva all'unanimità.

PRESIDENTE: La proposta di modificazione della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 è pertanto approvata.

Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Visto che il Consiglio regionale ha la possibilità di tra smettere la proposta a uno dei due rami del Parlamento, vorrei chiedere, se possibile, di trasmettere la proposta di legge costituzionale in sede di prima lettura, alla Camera dei deputati.

PRESIDENTE: Se non ci sono difficoltà, trasmetterò la proposta alla Camera dei Deputati.