Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 23 del 21 settembre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 23/VIII - INIZIATIVE PER AGEVOLARE IL CREDITO A FAVORE DELLE IMPRESE ARTIGIANE. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Berti:

INTERPELLANZA

Non poco sconcerto ha suscitato nella categoria degli Artigiani, l'intervista "FINAOSTA IN DIFFICOLTA' - TROPPI MUTUI ARTIGIANI" che il neo-Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Geom. Angelo Pollicini, ha rilasciato al quotidiano "La stampa" venerdì 2 settembre 1983, in merito allo stato di difficoltà in cui si troverebbe la FINAOSTA per far fronte alle numerose domande di finanziamenti previsti dalla L.R. 30.12.1982, n. 101, concernente: "Costituzione di fondi di rotazione per l'artigianato, il commercio e la cooperazione".

Sconcerto, perché, a poco meno di un anno dall'approvazione di una qualificante legge che consentiva di ovviare alle carenze e alle lacune della Cassa per il credito alle imprese artigiane, gli artigiani, per bocca del "dinamico" Assessore Pollicini, apprendevano attraverso gli organi di informazione, che per la categoria non ci sono più fondi disponibili e che pertanto essi farebbero bene a rivolgersi alla Cassa per il credito alle imprese artigiane, anziché alla Regione.

L'Assessore Pollicini, dice, infatti nella sua intervista che "gli artigiani vogliono utilizzare il denaro regionale anziché quello statale offerto alle stesse condizioni (12% di interesse con un tetto massimo di 80 milioni").

Ora, gli artigiani nutrono forti perplessità sull'ottimismo dell'Assessore, in quanto conoscono le difficoltà burocratiche che debbono affrontare per accedere ai mutui erogati dall'Artigiancassa. Il fatto stesso che il Consiglio regionale abbia approvato verso la fine del 1982 un disegno di legge concernente la costituzione di un fondo di rotazione presso la FINAOSTA, è la migliore dimostrazione dell'esistenza delle sopraricordate difficoltà burocratiche. Altrimenti, se l'Artigiancassa funzionava bene, non era il caso di creare un doppione.

Sei giorni prima delle "incredibili" dichiarazioni dell'Assessore Pollicini, la Giunta regionale predisponeva un disegno di legge che consentirà, se approvato dal Consiglio, alla FINAOSTA di concedere all'ENEL un prestito di 2 miliardi e 200 milioni, rientrando - si legge nella relazione di accompagnamento al disegno di legge in questione tra i fini statutari della FINAOSTA quelli di concedere prestiti necessari per particolari esigenze di carattere economico sociale (art. 5 lettera a) della legge regionale 28.6.1982, n. 16).

Mentre l'Assessore Pollicini dice che non ci sono più fondi per erogare mutui agevolati che potrebbero soddisfare le aspettative delle 62 ditte artigiane che già hanno fatto regolare domanda e di altre che potrebbero fare regolare richiesta in futuro, la Giunta regionale propone attraverso la FINAOSTA un intervento a favore dell'ENEL dell'importo di 2 miliardi.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere regionale

INTERPELLA

l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per conoscere quali iniziative concrete la Giunta regionale intende adottare per consentire l'applicazione della legge 30.12. 1982, n. 101, che era stata salutata come valido strumento di intervento creditizio a favore delle ditte artigiane e commerciali che costituiscono l'ossatura del nostro sistema economico in un momento di generale stagnazione delle attività economiche in generale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Berti, ne ha facoltà.

BERTI - (Art. e Comm. vald.): Si è parlato molto in questo ultimo periodo dei fondi di rotazione per l'artigianato e mi è corso l'obbligo di presentare un'interpellanza molto ampia ed illustrativa della situazione, anche perché il neo-Assessore, con tutto il rispetto che posso avere della sua competenza in materia, certo è arrivato da poco in questo Assessorato ed ovviamente intendo collaborare in questa materia, che nella passata legislatura abbiamo seguito da vicino. Purtroppo, da dichiarazioni apparse sulla stampa, ho appreso il suo diniego a finanziare una legge sostanziosa, una legge che si era posta come alternativa e votata all'unanimità da parte di questo Consiglio un anno fa, una legge valida che ha trovato subito uno strumento valido ed elastico di applicazione, come dimostra il fatto che ben 3 miliardi e 400 milioni sono stati finanziati a queste ditte in pochi mesi.

Voglio sottolineare che queste piccole ditte artigiane, con due, tre, quattro operai, costituiscono l'ossatura della piccola economia regionale, e servono da supporto alla grossa industria, perché purtroppo con l'industria in crisi anche tutto il meccanismo dell'indotto che vi gravita attorno è in crisi; abbiamo visto in questi ultimi giorni la diminuzione dei posti di lavoro anche con le ditte appaltanti alla Nuova SIAS. Queste piccole aziende artigiane stanno facendo dei grossi sacrifici per mantenere gli attuali livelli occupazionali, quindi vorrei chiedere ala Giunta, al Presidente della Giunta, soprattutto all'Assessore competente, di rifinanziare quella legge che è un toccasana per quelle imprese, in quanto la cifra non è così elevata come potrebbe sembrare. Infatti, con circa 2 miliardi si rifinanziano quelle sessanta ditte artigiane che hanno presentato domanda, quando ancora non era pubblica ed ufficiale la notizia di chiusura per mancanza di finanziamenti.

Con tutta la buona fede esse hanno sostenuto delle spese, hanno fatto degli investimenti, hanno preventivato determinate opere; pare che la FINAOSTA abbia già dato quasi a tutte l'istruttoria con l'O.K., alla sola condizione che venisse poi erogato il finanziamento dalla Regione, il che, perlomeno allora, non è stato detto essendo in un periodo particolare di campagna elettorale, nel quale nessuno è mai uscito allo scoperto, dicendo che i soldi non c'erano. Questo discorso è stato fatto dopo, quindi non bisogna agire sulla buona fede e sulla pelle di chi lavora. E' per questi motivi che intendo proporre alla Giunta di rifinanziare quella legge proprio per quelle aziende che, in buona fede, hanno effettuato degli investimenti e si trovano con l'acqua alla gola.

Mi aspetto già la risposta dell'Assessore, perché l'ho letta sul giornale e quindi voglio anticiparlo: il problema dell'Artigiancassa per queste aziende è molto limitato, vuoi perché molte di queste hanno già avuto un finanziamento precedente come Artigiancassa e quindi non è più ripetibile perché esulano dal massimo cumulabile di finanziamento, vuoi perché altri hanno presentato domanda con fatture scadute in quanto gli Istituti di Credito concedono i finanziamenti solo su fatture non superiori ai sei mesi postdatate, mentre la Regione attraverso la FINAOSTA li finanzia a dodici mesi. Poi il problema grosso, di fondo, che abbiamo valutato e concretizzato con l'approvazione di questa legge 101, è l'ostacolo burocratico che si pone il richiedente verso l'Istituto di Credito, e cioè sempre il problema degli avalli e delle garanzie, di modo che ad un certo momento solo quelle poche aziende privilegiate, che non avrebbero bisogno di quei 50-60-70 milioni a tasso agevolato, si trovano ad avere l'approvazione del finanziamento; le piccole aziendine, pur non avendo protesti, pur avendo una limitata capacità economica, si vedono ogni volta negato il finanziamento.

L'approvazione di questa legge e la sua applicazione all'inizio di quest'anno ha dato buoni risultati; ne è una conferma la somma di 3 miliardi 400 milioni, più altri due miliardi di preventivo già richiesti che la FINAOSTA ha concesso seppure con una certa ottica, perché il denaro che si presta ad un tasso agevolato, è pur sempre pubblico.

Penso che con questa cifra riusciremo a dare un po' di ossigeno a queste aziende che gravitano attorno alla grossa industria metallurgica della nostra Regione.

Poi, bisogna avere il coraggio di dire, se non c'è più finanziamento, ai prossimi richiedenti di rivolgersi direttamente alle banche attraverso l'Artigiancassa. Abbiamo visto che l'ultimo Comitato presieduto dall'Assessore Chabod, ha potuto deliberare, solo dieci domande, per un importo di poco più di 200 milioni, quindi è chiaro che l'Istituto di Credito è molto restio a concedere questi prestiti attraverso l'Artigiancassa, pur con un tasso che non è poi eccessivamente basso - del 12% - perché la differenza lo Stato la rifonde quasi un anno dopo; per questa ragione le Banche trovano difficoltà a concedere i soldi al 12%, salvo incassare la differenza dopo otto, dieci mesi dal Ministero del Tesoro. Quindi, ci sono tanti e validi motivi per rifinanziare la legge visto che non c'è nessuna altra legge regionale che intervenga sulle piccole aziende.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore, all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini, ne ha facoltà.

POLLICINI - (Féd. DP-P): Sulla buona fede degli artigiani non ho dubbi, ne ho mentre qualcuno nei riguardi del Consigliere Berti, anche perché le cose che gli ho detto erano così chiare, mentre lui le ha volutamente ignorate, che sono indotto a pensare che la buona fede nel suo caso non abbia spazio, almeno per quanto riguarda questa materia.

Dobbiamo dire una cosa molto chiaramente e cioè perché siamo giunti a questa situazione; Nel 1981 l'Artigiancassa ha operato oltre 500 operazioni per il settore artigianale della nostra Regione, nel 1982 è avvenuto che lo Stato non ha versato il contributo di legge all'Artigiancassa per abbattere il tasso di interesse, per cui gli Artigiani che avevano contratto dei mutui con l'Artigiancassa ed hanno firmato la convenzione con la banca (nella convenzione c'era scritto che qualora lo Stato non avesse versato il suo contributo, l'artigiano si faceva carico di pagare l'interesse anziché del 7,5% per i residenti in Aosta, del 6% per quelli fuori Aosta perché quella zona è considerata zona industriale, rispettivamente il 13,5% ed il 13%) si sono trovati nella condizione di dover pagare un interesse che non era quello concordato. La Regione ha fatto una legge di intervento a surroga di questa mancanza dello Stato, legge che è stata bocciata dalla Commissione di Coordinamento. La Giunta ha presentato allora un'altra legge, aggirando l'ostacolo ed anziché in conto interesse dà in conto capitale la stessa cifra.

Ma il problema qui è di questo tipo: oggi la legge è stata rifinanziata con due miliardi, ed io queste cose le ho già dette al Consigliere Berti, che ha finto di ignorarle; inoltre lo Stato ha a disposizione quest'anno per l'Artigiancassa mutui per sei miliardi e 300 milioni per la Valle d'Aosta. Lo Stato eroga alle Regioni il suo contributo con due parametri: primo, il numero degli iscritti all'Associazione Artigiani; secondo, l'utilizzo nell'anno precedente dei fondi messi a disposizione dallo Stato. A questo punto dico che quando ci sono fondi dello Stato è doveroso da parte di tutti usufruire prima di quelli e poi dei fondi regionali, e inoltre abbiamo avuto, in Assessorato, una riunione con i direttori delle banche ed abbiamo ottenuto che le istruttorie siano svolte in sede locale, non più a Torino. Le banche si sono impegnate ad impiegare lo stesso tempo nell'istruttoria della pratica che impiega la FINAOSTA, cioè circa tre mesi; la FINAOSTA si è detta disponibile a fare da consulente per gli artigiani nei confronti delle banche per agevolare l'iter delle pratiche. Il tasso di interesse è lo stesso praticato sia dalla FINAOSTA che dalle banche, il 12%; il mutuo della FINAOSTA ha un tetto di 80 milioni, mentre quella delle banche è di 60 milioni; però le banche conteggiano 20 milioni di scorte o materie prime, per cui siamo sulla stessa cifra. Non ritengo quindi sia opportuno, quando vi è la possibilità di attingere a fondi statali, di attingere a quelli regionali.

Abbiamo detto, e questo il consigliere Berti lo sa, che tutti quei casi che non possono essere accettati dalle banche, cioè quelli che hanno fatture scadute o avalli non accettati, saranno accolti, nel limite della norma, dalla FINAOSTA, ma per tutti gli altri, per una scelta forse psicologica, non siamo d'accordo che si vadano a utilizzare le finanze regionali quando vi è, da parte dello Stato, una disponibilità di 6 miliardi 300 milioni non utilizzati, a parità di condizioni, col rischio in un secondo tempo, di far scomparire questi finanziamenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.

BERTI - (Art. e Comm. vald.): Evidentemente l'Assessore Pollicini parla molto bene in teoria, perché è molto facile applicare la teoria alla pratica, quando ciò è possibile; purtroppo le teorie espresse dall'Assessore non trovano quella facile applicazione con gli Istituti di Credito. Comunque ho appreso in questo momento che la legge sarà rifinanziata quanto prima e ne sono particolarmente soddisfatto, perché anche dall'articolo del giornale non è che la cosa sia apparsa in questa maniera.

Quando abbiamo chiesto il rifinanziamento, l'Assessore ha risposto che non era d'accordo di rifinanziare la legge per i motivi che giustamente ci porta, cioè adoperare per primi i fondi del governo. Ma in teoria è facile fare il discorso dell'Artigiancassa, quando poi le banche non vogliono erogare in termini pratici ai vari richiedenti, perché vi sono un mucchio di domande che non vengono nemmeno portate all'esame del Comitato regionale; è sempre il solito discorso, che i soldi li danno a chi già ne ha e che dei 50-60 milioni non sa poi cosa farne e magari, li investono in B.O.T..

Per forza, l'Artigiancassa vuole le fatture quietanzate ed il macchinario già pagato. Quindi questo è un discorso di scantonamento a mio parere, l'unica soddisfazione che mi resta è sapere che c'è questo finanziamento. E' inutile dirle adesso queste cose; perché non sono state dette prima delle elezioni, quando il 27 aprile erano esauriti i fondi?

L'Assessore precedente ha sempre promesso che c'era un rifinanziamento della legge sia a livello regionale che a livello della FINAOSTA, adesso invece si vogliono dirottare le pratiche. Non mi pare sia molto serio parlare in questi termini, è più serio rifinanziare le pratiche e vedere quelle che possono attingere all'Artigiancassa.

Per quanto riguarda il discorso che sono iscritti all'Associazione Artigiani, che adesso mi diceva l'Assessore, si vede che è poco informato; le cose non stanno esattamente così, perché anzitutto uno può essere iscritto a qualsiasi organizzazione oppure non essere iscritto, purché sia iscritto all'Albo regionale delle imprese artigiane e non all'Associazione Artigiani. In secondo luogo, il finanziamento non avviene in percentuale, come l'erogazione effettuata l'anno precedente, perché anche se in teoria è così in pratica abbiamo visto che tutti gli anni ci sono sempre stati dei disavanzi, appunto perché la cifra stanziata per la Valle d'Aosta, con tutte le difficoltà oggettive ed obiettive cui abbiamo accennato poc'anzi, trova difficoltà nell'applicazione. Quindi per non dilungarmi, sono soddisfatto che ci sia il rifinanziamento di questa legge.