Oggetto del Consiglio n. 716 del 13 luglio 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 716/VIII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "APPROVAZIONE DEL RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1983".
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore Martin, ne ha facoltà.
MARTIN - (Féd. DP-UVP): Penso che la relazione che accompagna il rendiconto finanziario del 1983 sia molto esauriente, comunque mi permetterò di entrare, anche se molto succintamente, nel dettaglio delle varie poste che compongono il conto consuntivo della Regione per il 1983, per vedere perché si è registrato questo avanzo di amministrazione che spesso, in questi ultimi tempi, è stato criticato.
In effetti penso che non sia tanto un discorso di cifre, quanto di spendere bene i soldi di cui la Regione dispone; pertanto mi permetterò di fare alcuni confronti con il rendiconto finanziario del 1982, per spiegare perché ci sia stato questo incremento di avanzo di amministrazione rispetto all'anno passato.
L'avanzo di amministrazione del 1983 ammonta a 152 miliardi e deriva da entrate, che sono state stimate in 727 miliardi, e che corrispondono al 62% in più rispetto al 1982 quando erano state 448 miliardi. Le spese sono state nel 1983 di 640 miliardi, il che significa il 69% in più rispetto al 1982, quando erano state 379 miliardi.
Per quanto riguarda i residui attivi, erano stati iscritti 237 miliardi 884 milioni, sono stati riaccertati 237 miliardi 658 milioni, quindi una leggera differenza negativa di 226 milioni.
Residui passivi: iscritti 157 miliardi, riaccertati 147, con una differenza positiva di ca 10 miliardi. L'esercizio precedente si era chiuso con un avanzo di 54 miliardi circa, per cui il totale di queste cifre porta ad un avanzo di amministrazione per il 1983 di 152 miliardi.
Scendendo ad esaminare un po' più nei dettagli queste varie voci, per quanto riguarda il Titolo I ossia Entrate derivanti da tributi propri della Regione, dal gettito di tributi erariali o di quote di esso devolute alla Regione, si può notare che per i tributi propri le risultanze finali di questa categoria fanno registrare una maggiore entrata di 641 milioni, dovuta quasi esclusivamente ad un maggior gettito dell'imposta della Casa da Gioco di Saint-Vincent, che nonostante i fatti che noi tutti conosciamo, ha comunque avuto un incremento rispetto al 1982 dell'1,57% in più.
Per quanto riguarda la voce maggiore, la compartecipazione dei tributi erariali, c'è stato un maggior introito di circa 106 miliardi, dovuto quasi esclusivamente a due voci: l'IRPEF, che è aumentata del 27,53% in più, e l'IVA che è aumentata del 15,26% in più. Quindi è stato un introito di gran lunga superiore a quelle che erano le previsioni che naturalmente tenevano conto del tasso di inflazione programmato, mentre - fortunatamente io dico - si è avuta questa maggiore entrata.
L'IVA, ne abbiamo discusso ancora stamani parlando di Autoporto e di IVA da importazione, è la voce che più incide, quindi un aumento del 15,26% porta molto in alto i valori in assoluto.
Al Titolo II, Entrate derivanti da contributi e assegnazioni dello Stato, si è registrata una variazione negativa di circa 4 miliardi, dovuta soprattutto al mancato trasferimento entro il 31.12. di fondi da parte dello Stato a destinazione vincolata, fra cui quelli per l'edilizia pubblica, l'attuazione dei piani di sviluppo per le Comunità Montane, i fondi per il finanziamento per la formazione professionale, i fondi per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo.
Per il Titolo III, che riguarda le Entrate derivanti da rendite patrimoniali, da utili di enti o aziende regionali, le risultanze finali presentano un saldo positivo di circa 6 miliardi, dovuti principalmente a proventi di beni della Regione e da partecipazioni di aziende ed enti per l,5 miliardi, e interessi attivi maturati sulle giacenze di cassa per circa 3,5 miliardi.
Il Titolo IV è praticamente insignificante; infine il Titolo V, Entrate derivanti da mutui, ebbene qui c'è una minore entrata di 12,5 miliardi perché la Regione non ha contratto il mutuo che aveva previsto quando si è trattato di acquistare il quartiere Cogne, mutuo che poi non è stato necessario contrarre.
Il Titolo VI, Entrate per contabilità speciali, presenta una maggiore entrata di circa 109 miliardi, dovuta ad una deliberazione di Giunta adottata il 28.10.1983 e che serviva per anticipare dei fondi all'U.S.L. in quanto c'erano dei ritardi da parte dello Stato e si correvano seri pericoli per il pagamento degli stipendi al personale dell'U.S.L..
Andando ad analizzare le spese, che sono ammontate a 640 miliardi (dicevo poc'anzi 69% in più rispetto all'82) a parte le spese di funzionamento istituzionale, che sono state molto contenute, tutti gli altri interventi a carattere generale hanno avuto dei notevoli aumenti rispetto alle previsioni iniziali, in quanto evidentemente in queste non erano compresi quei provvedimenti di legge che si finanziano durante l'anno, le cui disponibilità vengono prese dai fondi globali che, come sapete, vengono inseriti nei bilanci di previsione e da cui, durante l'anno, si prendono i fondi per questi provvedimenti.
La gestione dei residui: per quanto riguarda i residui attivi, questi alla data dell'1.1.1983 ammontavano a 237 miliardi, contro soli 70 miliardi del 1982, con un aumento quindi del 238%. Il dato più positivo ritengo sia la riscossione di questi residui, che sono stati 220 miliardi, quindi il 92,8% contro il 74% che si è registrato nel 1982. Rimane quindi da percepire solo il 7% dei residui attivi.
Per quanto riguarda i vari Titoli: al Titolo I c'è da dire che abbiamo riscosso il 99,09% delle somme che ci derivano dal riparto fiscale. Resta una piccolissima percentuale che è quella dovuta per le trattenute del 25% sulle decadi, per cui sul Titolo I abbiamo riscosso praticamente tutto.
Nel Titolo II abbiamo riscosso 28 miliardi; sono entrate derivanti da contributi di associazioni dello Stato per i trasferimenti di fondi del bilancio statale e rappresentano l'80% circa delle somme accertate, così pure nel Titolo III, 77%, e nel Titolo V, dove abbiamo riaccertato l'80% e quindi siamo su una buona situazione per quanto riguarda la percentuale di residui attivi.
Passando ai residui passivi, questi, in carico all'1.1.1983, ammontano a 157 miliardi, contro soli 86 miliardi del 1982 con una maggiorazione dell'82%. Di questi 157 miliardi, 114 sono stati pagati nell'esercizio 1983, e rappresentano il 73% circa ed è una percentuale quasi uguale a quella dell'82, anche se nel 1982 erano stati pagati solo 63 miliardi di residui passivi. Quindi in valore assoluto molto meno, ma in percentuale siamo sulle stesse cifre.
Un dato ancora sulla spesa corrente di investimento che ritengo sia molto interessante, in quanto su totale di spesa di 640 miliardi, dedotto il rimborso di prestiti e contabilità speciali si arriva a 517 miliardi, si registra che tale somma è stata impiegata per il 39,50% per le spese correnti, contro il 45,58% del 1982. Questo vuol dire che abbiamo potuto utilizzare il 60,50% per le spese di investimento contro solo il 54,42% del 1982. A mio avviso questo è un dato molto interessante perché la politica che stiamo portando avanti è quella di contenere al massimo le spese correnti, per poter destinare sempre più risorse alle spese di investimento e mi pare che questo risultato, questi circa 6 punti che abbiamo già guadagnato rispetto al 1982, sia un dato abbastanza significativo, tenendo conto ancora che le spese per i soli servizi scolastici ammontano a 54 miliardi circa e assorbono il 10,42% delle risorse impiegabili.
Venendo alla capacità di spesa, mediamente questa è stata del 67%, contro un 65% del 1982, quindi c'è stato un leggero miglioramento anche per questo capitolo.
La situazione di cassa infine: al 31.12.82 avevamo un deficit di 25 miliardi circa, abbiamo avuto riscossioni per 651 miliardi nel 1983, pagamenti per 572 miliardi, il che ha portato ad un fondo cassa positivo nel 1983 di circa 53 miliardi. Il totale di queste cifre che vi ho letto porta ad un rendiconto di 152 miliardi di positivo.
Se il Presidente dell'Assemblea me lo consente, visto che l'argomento successivo è legato a questo argomento che stiamo discutendo, tratterei brevemente anche l'assestamento di bilancio.
PRESIDENTE: Direi senz'altro accoglibile la richiesta dell'Assessore alle Finanze; se non vi sono obiezioni da parte del Consiglio possiamo discutere unitamente anche l'oggetto 19/H.
Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Martin, ne ha facoltà.
MARTIN - (Féd. DP-UVP): Dicevo che l'avanzo di amministrazione al 31.12.83 ammontava a 152 miliardi. Bisogna tener conto che 45 miliardi erano già stati isoritti nel bilancio di previsione per cui in effetti l'avanzo di amministrazione utilizzabile si ridurrebbe a 107 miliardi. Bisogna ancora tener conto che circa 9 miliardi costituiscono il cosiddetto avanzo tecnico, ossia sono dei fondi che si ritirano dallo Stato ma che hanno una destinazione di vincolo e che in pratica non si possono utilizzare. Quindi l'avanzo di amministrazione utilizzabile, chiamiamolo in questi termini, ammonta a 98 miliardi ed è quell'avanzo di amministrazione con il quale abbiamo provveduto ad apportare alcune correzioni ad alcuni capitoli riguardanti spese correnti che dovevano essere rimpinguati, mentre la maggioranza di tale avanzo è stata utilizzata per intervenire nel settore degli investimenti.
Non do lettura di tutte le cifre e dei vari capitoli con le varie voci che interessano, però mi pare giusto rilevare che di questo avanzo di amministrazione, come dicevo prima, il grosso è destinato alle spese di investimento; di questi, circa 25 miliardi sono destinati ad opere pubbliche come strade, fognature, acquedotti, ecc., altri 25 miliardi costituiscono un fondo globale che abbiamo chiamato interventi per rilanciare l'economia e l'attività economica in Valle d'Aosta, e in questo fondo troveranno spazio quei provvedimenti che la Giunta sta mettendo a punto. Ci sono altri interventi abbastanza interessanti, come i 2 miliardi che abbiamo introitato nel capitolo per rimpinguare i contributi per l'esproprio di beni immobili; 1 miliardo 173 milioni per finanziare le spese per l'attuazione della convenzione RAI-Regione, ed altre spese che sono elencate nella relazione.
Sono a disposizione per chiarire eventuali problemi che dovessero sorgere.
PRESIDENTE: E' aperta la discussione generale sui Disegni di legge n. 78 e 79.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.): Non condivido l'apprezzamento positivo che l'Assessore alle Finanze dà alla relazione di accompagnamento del rendiconto, anche perché questa relazione, se andiamo a confrontarla di anno in anno, vediamo che è sempre la stessa, cambiano le cifre, ma il meccanismo è immutato. In questi ultimi tre anni il bilancio regionale ha subito tali trasformazioni per cui anche una griglia che era stata predisposta negli anni '70, negli anni '80 dopo l'approvazione del riparto fiscale, dovrebbe avere una impostazione diversa. Farò un esempio per dimostrare come non funziona questo tipo di griglia.
Volevo fare alcune considerazioni generali sul rendiconto del 1983, che, credo sia opportuno ricordarlo, era il secondo anno di gestione effettiva del nuovo ordinamento finanziario della Valle d'Aosta. E' un documento importante per capire se alcune tendenze che già erano emerse sul rendiconto del 1982, risultano o meno confermate.
Il rendiconto 1982, quindi il primo anno di gestione del riparto fiscale, aveva messo in luce due dati significativi: primo, c'era stato un improvviso, fortissimo aumento delle entrate regionali; infatti eravamo passati da 166 miliardi del 1981 ai 448 miliardi del 1982, 166% in più. Segno questo che ci trovavamo di fronte ad una svolta nelle potenzialità del bilancio regionale in conseguenza dell'entrata in vigore del nuovo ordinamento finanziario.
Secondo elemento significativo del rendiconto 1982 era l'emergere di una grossa difficoltà di spesa dell'Amministrazione regionale a fronte dell'improvvisa impennata dell'entrata: una capacità di spesa che era del 60%, cioè la capacità di usare rapidamente poco più della metà delle risorse disponibili.
Entrambi questi dati risultano, a mio avviso confermati dal rendiconto del 1983; nel 1983 le entrate della Regione hanno confermato questa tendenza al continuo aumento ben al di là di quello che è il normale tasso di inflazione. Infatti, le entrate di competenza accertate hanno avuto questa dinamica: 1981, 168 miliardi; 1982, 448 miliardi; 1983, 727 miliardi (da cui potremmo detrarre i 120 miliardi circa di contabilità speciali, rimanendo comunque sui 605 miliardi, che rappresentano un incremento fortissimo rispetto ai 448 dello scorso anno).
Anche l'attivo netto patrimoniale, e questo è un dato importante, ha avuto un aumento impressionante; avevamo un attivo netto patrimoniale nel 1981 di 13 miliardi; siamo passati a 133 miliardi nel 1982; siamo a 284 miliardi nel 1983.
Sempre rimanendo alle entrate, emerge ancora una volta in modo nitido la fortissima dipendenza del bilancio regionale da due particolari proventi: l'IVA da importazione tramite l'Autoporto, e il gioco d'azzardo tramite il Casinò di Saint-Vincent. Queste due voci assommano da sole a circa 300 miliardi, cioè a metà delle reali entrate di competenza della Regione. Altri 100 miliardi sono rappresentati da trasferimenti di fondi
statali, fondi cioè che lo Stato dà a noi in base a leggi di settori, trasporti, consultori, programmi di sviluppo eco., come a tutte le altre Regioni, che però non beneficiano dei 9/10.
Le entrate provenienti realmente dai contribuenti valdostani sotto forma di imposta sul reddito, sul patrimonio, sugli affari, sulla produzione, sui consumi, oppure da utili di enti, aziende o beni della Regione, si riducono a circa 200 miliardi, cioè a molto meno della metà delle entrate di competenza.
Le entrate della Regione sono quindi cospicue, ma poggiano su basi fragili e aleatorie, e non certo sulla presenza di una solida e fiorente struttura economica.
Un ultimo dato riguardante le entrate è la scarsa capacità che l'Amministrazione regionale ha di prevederle e questo dato emerge anche nella relazione del Consigliere Mafrica allegata al consuntivo, con grossa sproporzione esistente fra la previsione iniziale di bilancio e l'accertamento finale.
Per quanto riguarda poi la parte della spesa, anche qui è confermata la difficoltà di spesa già emersa nel 1982; infatti l'avanzo di competenza è ulteriormente aumentato: dai 3 miliardi del 1981 siamo passati ai 68 miliardi del 1982 agli 87 miliardi del 1983. Lo stesso è avvenuto per l'avanzo di amministrazione che ha avuto la seguente dinamica: 25 miliardi nel 1981, 54 miliardi nel 1982, 152 miliardi nel 1983.
Il bilancio di cassa segue lo stesso orientamento: deficit di 9 miliardi nel 1981, attivo di 25 miliardi nell982, attivo di 53 miliardi nel 1983. La capacità di spesa complessivamente rimasta molto bassa era del 60% nel 1982, è stata del 65% nel 1983, con soli 337 miliardi pagati su 518 impegnati e la formazione quindi di 182 miliardi di nuovi residui passivi che, aggiunti ai 32 miliardi di residui provenienti dagli anni precedenti, portano l'ammontare dei residui dell'Amministrazione regionale a 215 miliardi.
Dei 337 miliardi effettivamente pagati nel 1982, su un bilancio di 727 miliardi, 168 sono andati per spese correnti, 167 per spese di investimento. Qui vorrei fare un riferimento a quell'osservazione che faceva l'Assessore alle Finanze che è contenuta nella relazione, cioè il fatto che sono aumentate in proporzione le spese di investimento rispetto alle spese correnti. Ma il rapporto non va fatto sull'ammontare complessivo della cifra, va fatto confrontando anno per anno la dinamica che hanno avuto le spese correnti. Se facciamo questo confronto vediamo che le spese correnti sono aumentate in modo sensibile: nel 1981 esse erano di 132 miliardi, nel 1982 di 169 miliardi, quindi un più 28% rispetto all'anno precedente, nel 1983 di 204 miliardi, più 20% rispetto all'anno precedente. Questa è la dinamica che hanno avuto le spese correnti e che tolgono qualsiasi significato a questa affermazione, perché è chiaro che aumentando notevolmente il bilancio le spese correnti, per quanto aumentino, non raggiungeranno mai quel plafond che ha raggiunto il gonfiamento complessivo del bilancio.
In conclusione, il rendiconto ha messo in luce le grandi risorse finanziarie di cui la Regione ha potuto disporre nel 1983, come già nel 1982. Queste notevoli risorse avrebbero potuto permettere di impostare una efficace azione di trasformazione economica e sociale della Valle d'Aosta; questa opportunità non è stata finora sfruttata e si profila anzi l'orientamento a investire le somme fin qui accantonate e che si prevede di accantonare in futuro in un faraonico e assurdo progetto come quello autostradale. Dopodiché ci ritroveremo con un bilancio strozzato, con una grande occasione persa per investire in modo più intelligente e con guasti ambientali da riparare a caro prezzo.
Per quanto riguarda l'assestamento di bilancio, questo conferma sostanzialmente l'impostazione del bilancio di previsione su cui avevamo dato un giudizio negativo.
Quindi il giudizio di Nuova Sinistra è negativo su entrambi i documenti e il voto sarà contrario sia al Disegno di Legge di rendiconto sia al Disegno di Legge di assestamento del bilancio.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Purtroppo la discussione su questo consuntivo avviene a metà luglio, in un periodo in cui c'è stato uno scontro in Consiglio che forse non consente di dedicare a questi due argomenti tutta l'attenzione dovuta.
Per esempio, un primo elemento che voglio sottolineare è il seguente: innovando rispetto ad una tradizione consolidata di questo Consiglio (non so se i Colleghi Consiglieri l'hanno notato perché il tempo a disposizione per esaminare la relazione dei revisori dei conti non è stato molto) non mi sono sentito, nella mia qualità di revisore dei conti, di esprimere parere favorevole all'approvazione del conto consuntivo. Ho accertato la parte aritmetica delle cifre, ma ho espresso come revisore dei conti parere negativo rispetto alla approvazione del consuntivo per alcune ragioni di carattere politico - e queste possono essere condivise o meno - ma anche per alcune ragioni di carattere più squisitamente tecnico.
Le ragioni di carattere politico che portano il nostro Gruppo ad un giudizio negativo sul consuntivo sono grosso modo le seguenti: la prima è il rilevante ammontare dell'avanzo di amministrazione. Ricordo che in sede di approvazione del bilancio 1984, nella brevissima discussione avvenuta prima della sospensione, il nostro Gruppo aveva detto che quell'avanzo previsto di 45 miliardi era molto sottostimato, che sicuramente l'avanzo di amministrazione del 1983 avrebbe superato i 100 miliardi. Infatti ci sono stati 152 miliardi di avanzo di amministrazione.
Possono essere trovate tutte le giustificazioni, credo comunque che rimanga il fatto politico di non aver voluto impegnare, negli anni in cui temporaneamente la Regione aveva a disposizione entrate straordinarie, queste risorse per un piano straordinario di attività, e di avere invece lasciato che queste risorse rimanessero nelle casse regionali inutilizzate, al punto che adesso si è pensato di utilizzarle, con un altro ragionamento sbagliato, per finanziare in tutto o in parte il progetto di autostrada regionale con quell'impegno, che verrà discusso a settembre, di oltre 1000 miliardi.
Quindi il primo elemento negativo è questo: la Regione Valle d'Aosta, la Giunta regionale, la maggioranza, non hanno saputo cogliere l'occasione per utilizzare entrate straordinarie, per dare fiato all'economia, per risolvere in modo razionale ed efficace problemi che esistono da tempo nei diversi settori economici e sociali.
La seconda osservazione, anche se è inutile farla, è quella della difformità fra il conto consuntivo e il bilancio di previsione. Ogni volta che si vota un bilancio di previsione le entrate sono sempre contenute, quando si va a verificare a consuntivo queste entrate risultano molto superiori; qui addirittura si passa ad una differenza da 445 miliardi di entrate previste nel bilancio per il 1983 a 720 miliardi a consuntivo.
Quale credibilità può avere la discussione del bilancio regionale se al momento del consuntivo verifichiamo che le previsioni sono completamente disattese? In modo particolare, sono state tenute molto basse le entrate del riparto fiscale: la differenza è di 106 miliardi nelle entrate del riparto fiscale del 1983. Certo che se al momento della previsione si fanno volutamente o meno delle previsioni errate di questa dimensione, il bilancio viene impostato in un certo modo e questo condiziona poi il meccanismo della spesa successiva, porta a dover fare gli assestamenti nel mese di luglio.
Devo fare anche alcune osservazioni di carattere tecnico. I 720 miliardi di entrate e i 640 miliardi di uscite di questo bilancio sono artificiosamente gonfiati da un fenomeno particolare che si riscontra per la prima volta in questo bilancio: il fenomeno delle partite di giro, che ammontano a 122 miliardi in entrata e 122 miliardi ovviamente in uscita. Se vogliamo fare delle considerazioni, le entrate effettive devono essere portate da 727 miliardi a 605; le spese effettive devono essere ricondotte da 640 miliardi a 518. Il fatto delle partite di giro ha una sua importanza in quanto non sono dei fondi utilizzati; si tratta di un importo di 110 miliardi che è stato accantonato in un conto e poi riportato nel bilancio. In poche parole, sul capitolo delle partite di giro sono stati prelevati 110 miliardi come fondo cauzioni per pagamenti dell'U.S.L., che vengono poi fatti rientrare nelle entrate. Prima di tutto sempre dal conto consuntivo si apprende che l'U.S.L. ha avuto un giro, come suo capitolo, intorno ai 50 miliardi, quindi pensare anche solo di mettere nel conto 110 miliardi per questa operazione significa aver voluto fare qualcos'altro, non aver voluto predisporre un fondo da utilizzare per l'U.S.L.. In secondo luogo, questi 110 miliardi sono stati prelevati attraverso delibere che affermavano che quel cap. 52000 delle partite di giro presentava la necessaria disponibilità. Invece tutti questi prelievi, e basta guardare il libro mastro dei mandati di pagamento, sono stati fatti sempre con segno negativo, cioè quando la disponibilità era esaurita.
Potranno esserci delle ragioni politiche alla base di questa scelta, però come revisore dei conti ho ritenuto opportuno sottolineare nella relazione che a mio giudizio questi movimenti, oltre che gonfiare artificiosamente le entrate e le uscite, sono anche non regolari.
Senza andare troppo per le lunghe, credo sia ora di fare una riflessione sulla consistenza effettiva del bilancio regionale, perché è vero che c'è un avanzo di amministrazione di 150 miliardi, però bisogna ricordarsi che questa cifra compare dopo due anni in cui circa 150 miliardi sono entrati come "una tantum", che non si ripeterà più, di arretrati di riparto fiscale per il 1981; per l'esattezza, sono 92 miliardi nel 1982, 42 miliardi nel 1983. Allora non abbiamo un bilancio di 727 miliardi di entrate nel 1983: 122 sono partite di giro e scendiamo a 605, 40 sono somme che provengono dal riparto fiscale del 1981 che non ci saranno più; quindi le entrate effettive del bilancio '83 sono circa 560 miliardi.
Rispetto a queste entrate ci sono spese effettive di una Amministrazione che non ha fatto cose particolari, che non ha saputo utilizzare in piani straordinari questi arretrati, ma che è comunque riuscita a spendere lo stesso 518 miliardi. La differenza fra quelle che sono le entrate effettive del 1983, se togliamo le partite di giro e questa quota straordinaria e le spese effettive, non è poi così grande; per cui il ragionamento è che se vogliamo fare previsioni per il futuro, dobbiamo tenere conto che il bilancio regionale non ha quella disponibilità di 1071 miliardi da utilizzare per l'autostrada, cosa che discuteremo in seguito, ma che la Giunta regionale pensa di avere. Una volta che avremo utilizzato questi 150 miliardi che ci avanzano, che hanno questa provenienza, fonti dove pescare nuovamente risorse aggiuntive da utilizzare per l'autostrada non ne avremo. Credo che sarebbe opportuno fare una riflessione sulla consistenza effettiva di questo bilancio regionale: circa 400 miliardi provengono dal riparto fiscale, 100 dai trasferimenti dello Stato, 50 dal Casinò: questa è la dimensione del bilancio regionale con la quale bisogna fare i conti per tutti i piani e i programmi che si vogliono fare.
Se invece facciamo un discorso come quello che ha fatto l'Assessore oggi, riferendoci a due elementi, a queste entrate gonfiate dalle partite di giro, riferendoci al fatto che le spese sono sempre in aumento perché prima ci sono i soldi nei fondi globali e poi vengono con leggi trasferite nei capitoli, non riusciamo a capire niente di qual è la consistenza del bilancio e quale è stata la dinamica della spesa.
Chiedo pertanto alla nuova Giunta regionale che si andrà a costituire, di affrontare la previsione di spesa per il bilancio 1985 che deve essere presentato entro ottobre facendo delle previsioni effettive sulla dimensione del bilancio.
Per quanto riguarda l'assestamento, a parte alcuni incrementi che corrispondono a decisioni già prese, il grosso della spesa è concentrato in fondi globali. Quindi da una parte non è possibile verificare l'intenzione della Giunta circa le ragioni per cui si costituiscono dei fondi globali con indicazioni solo sommarie, dall'altra ci sono normali adeguamenti di capitoli di bilancio che si stanno rivelando inadeguati. Perciò questo assestamento, in pratica, introduce nel bilancio per il 1984 delle variazioni da una parte non controllabili, dall'altra che non ne modificano sostanzialmente la struttura.
Questi sono i motivi per cui siamo contrari da una parte all'approvazione del consuntivo, dall'altra all'approvazione dell'assestamento di bilancio.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE - (P.S.I.): Il nostro sarà un discorso non eminentemente tecnico, anche perché, sentito il Consigliere Mafrica, è difficile penetrare nei segreti del bilancio con maggiore oculatezza della sua. Il discorso ha invece, al di là delle cifre e di alcune considerazioni di cui si deve tener conto, una valenza politica. Se l'Amministrazione non ha la capacità di spesa, e il dato fondamentale è questo, evidentemente nel suo meccanismo politico e amministrativo ci sono alcuni elementi che non funzionano.
Noi possiamo sviscerare, come ha fatto il Consigliere Mafrica, in termini molto più realistici questo bilancio, e proprio perché forse è stato revisore del conto ha potuto rendersi conto che la dimensione del bilancio non è quella stratosferica presentata qui; ma nonostante questo - che deve essere valutato attentamente dall'Amministrazione - manca una capacità di investimento.
Parla l'Assessore, ed è riportato dalla relazione, di un contenimento delle spese correnti; ma non corrisponde al contenimento delle spese correnti un'attività corrispondente dell'Amministrazione che dia il senso di una inversione di tendenza. Mancano alcune idee guida e ciò riduce l'attività della Amministrazione ad un discorso molto piatto e incolore. Dice l'Assessore: non abbiamo contratto un mutuo per il quartiere Cogne di Aosta, avevamo disponibilità di denaro fresco. Ma se noi valutiamo solo questo dato, a mio avviso tale dato è profondamente errato: una Amministrazione che ha la possibilità di intervenire investendo in maniera così massiccia nell'acquisto anche solo di un quartiere senza ricorrere a quelle forme di mutuo che potevano costituire una operazione intelligente, non può non destare delle perplessità; ciò sta a significare che l'attività dell'Amministrazione tende ad arroccarsi sempre più in spese che vanno ad investire settori che non sono produttivi quale quello dell'acquisto di beni, che non in altri molto più produttivi, quali possono essere l'industria ed il turismo.
Anche perché sotto questo aspetto dobbiamo considerare - e mi rifaccio ad una esperienza di Amministratore comunale ed ad una esperienza consolidata anche nell'ambito dell'Amministrazione regionale - che l'esercizio 1983, che pur godeva di certi privilegi per effetto di versamenti di arretrati da parte dello Stato, era pur sempre un esercizio in cui si è svolta una consultazione elettorale, e si sa che inevitabilmente in questi casi una attivazione della spesa, per qualche segreto meccanismo che sfugge sovente agli stessi Amministratori, si mette in moto.
Abbiamo un avanzo di amministrazione che è di una consistenza tale che non può non farci pensare che l'Amministrazione deve almeno correggere il dato della spesa, perché le entrate sono quelle che ha manifestato il Consigliere Mafrica, ma se la Regione tende a non investire e ad accumulare, perde la funzione di Ente propulsore di certi tipi di attività.
Non possiamo non dire che questo discorso non ci preoccupa, perché al di là di questo è necessario che l'Amministrazione ponga, anche dal punto di vista finanziario, un'attenzione maggiore alla qualificazione della spesa, quindi investendo in programmi magari a lunga scadenza, non cercando di utilizzare una carenza di impostazione nella spesa con il ricorso ad un meccanismo perverso come era quello del finanziamento in proprio dell'autostrada.
Concludendo, invitiamo la Giunta e l'Assessore a correggere questo tipo di impostazione, sul quale gravano situazioni di esercizi precedenti e soprattutto il fatto di avere introitato arretrati a conguaglio del riparto fiscale; tuttavia non possiamo disconoscere che il giudizio è sostanzialmente negativo ed investe, al di là delle cifre, una politica insufficiente dell'Amministrazione regionale.
Un ente pubblico che non riesce a spendere i soldi non può fare il discorso che fa un privato; anzi qualcuno diceva che è una buona regola per un ente pubblico che il bilancio, anziché presentare degli avanzi, presenti dei disavanzi, il che sta a significare che l'attività dell'ente pubblico va incontro alle esigenze della collettività. Soprattutto diciamo che preferiamo non mitizzare un bilancio in pareggio, ma cerchiamo di evitare che ci siano degli avanzi di queste dimensioni.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.
BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Non voglio entrare nel merito delle cifre, perché lo ha fatto egregiamente il Consigliere Mafrica, però non posso condividere l'ottimismo dell'Assessore Martin quando, su un rendiconto di bilancio, vi è un avanzo di amministrazione di 152 miliardi. Questo avanzo di amministrazione dimostra non solo una incapacità di spesa da parte di questa maggioranza, ma anche che le previsioni sono sbagliate, perché è vero che possono esistere delle quote di arretrati che dovevano essere incassate, però si devono prevedere certi aumenti, e nel caso che l'Assessore Martin ha indicato, nell'IRPEF e nell'IVA, certe previsioni è necessario farle. In base a queste previsioni ci sono delle spese, degli investimenti: qui non esiste una capacità di spesa.
L'unica capacità di investimenti irregolare - ha fatto bene il Consigliere Mafrica a sottolinearlo - è quella di aver anticipato 100 miliardi al l'U.S.L.: questa è una irregolarità amministrativa, l'U.S.L. non c'entra niente con il bilancio regionale. E' un fatto politico, su questo possiamo essere d'accordo, ma non è un fatto amministrativo regolare.
Se investimenti ci sono stati, l'unico investimento attivo - attivo fra virgolette - portato avanti da questa maggioranza è quello dell'acquisto indiscriminato di immobili che in ogni Consiglio regionale questa maggioranza ci sottopone. Speriamo che non continui su questo ciclo, altrimenti bisognerebbe cambiare denominazione: bisognerebbe dire che non è una Regione Autonoma, ma è una Regione immobiliare autonoma.
Volevo essere brevissimo, anche perché la brevità è necessaria dopo due giorni di Consiglio regionale; il mio giudizio è negativo e voterò contro questo rendiconto.
PRESIDENTE: La discussione generale sui Disegni di Legge 78 e 79 è chiusa. Ha chiesto di parlare l'Assessore Martin, ne ha facoltà.
MARTIN - (Féd. DP-UVP): Ho l'impressione che più che del rendiconto finanziario si sia parlato del futuro investimento per l'autostrada. E' un problema che però vedremo a settembre.
Diceva il Consigliere Riccarand che ogni anno aumentano le entrate; io dico meno male che si verifica questo, sarebbe da preoccuparsi se succedesse il contrario. Se aumentano le entrate aumenta anche la possibilità di spesa della Regione.
E' stata sollevata anche la questione della relazione dei revisori dei conti, e qui sono costretto a fare un rimbrotto al Consigliere Mafrica perché ogni tanto non è molto obiettivo. Infatti verso a metà di maggio ho convocato tutti e tre i revisori dei conti, abbiamo illustrato il rendiconto, ho assicurato che gli uffici erano a disposizione per dare tutte le informazioni che i revisori dei conti potevano richiedere, però la relazione firmata dal Consigliere Mafrica mi è giunta solo ieri. Se nel frattempo ci sono state le elezioni europee, ed avete speso venti giorni per far festa per il gran risultato ottenuto e cose del genere, questa non è colpa nostra .... non è che è mancato il tempo per vedere questo rendiconto finanziario; il tempo c'è stato, come c'è stato tutti gli altri anni.
Si diceva che non si sono fatte cose particolari: qui è questione di punti di vista perché dobbiamo ricordarci degli investimenti, per esempio, sul decentramento amministrativo, lavori fatti nell'industria, nei lavori pubblici.
Prendiamo i lavori pubblici: rendiamoci conto che i lavori in Regione sono completamente bloccati per quanto riguarda l'iniziativa privata; non vi siete mai chiesti perché i ribassi sono così alti negli appalti della Regione? E' perché in giro non c'è più niente.
Se non ci fosse la Regione, che ritengo sia un po' il motore dell'economia valdostana anche in questo settore, non so cosa faremmo; però abbiamo passato un piano lavori di circa 40 miliardi all'inizio dell'anno, oggi presentiamo un altro provvedimento di circa 25 miliardi. Questi non sono altro che investimenti, che vanno a toccare tutta la comunità valdostana, quindi non è vero che non si è fatto niente. Anche negli altri settori, turismo, sanità, agricoltura, mi pare che si spenda parecchio.
Si è detto ancora "partite di giro dell'U.S.L.": quello è un tasto che in Commissione abbiamo dibattuto parecchio; quella operazione è stata chiaramente una scelta politica e penso che se dovessimo rifarla oggi la Giunta la rifarebbe tale e quale, perché noi rivendichiamo l'autonomia finanziaria.
L'autonomia finanziaria si rivendica e nel fatto di avere a tempo debito i soldi del riparto fiscale e nell'avere la possibilità di utilizzarli, quindi non condividiamo tutte quelle norme restrittive che stanno venendo avanti con i vari decreti che si sono fatti sulla Tesoreria unica, i quali tendono a non farci spendere, a non farci tenere soldi in Tesoreria, cosa che bloccherebbe la situazione finanziaria della Regione.
Si è discusso in Commissione sulla validità di questa operazione; ritengo che abbiamo fatto bene a farla, in quanto ci ha consentito di aggirare un certo ostacolo impostoci da certi regolamenti, e non credo che ci sia niente di stravagante in questa operazione.
Si è ancora detto che le entrate riguardanti il riparto fiscale sono state molto contenute. Non posso negare che si sia trattato di una previsione prudenziale; d'altronde penso sia meglio essere prudenti e quindi avere la possibilità di aumentare questi capitoli, piuttosto che essere un po' spregiudicati e avere delle brutte sorprese alla fine, accorgendoci che certe entrate non ci sono. E' sempre meglio correggere il tiro ma in positivo piuttosto che in negativo.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Seulement des observations à propos de ce qu'on a dit sur le bilan. Au-delà des réponses compétentes qui ont été données de la part de l'Assesseur, je crois qu'il y a quand même à soulever une contradiction entre ce qu'on a dit cet après-midi.
D'un côté on souligne le fait qu'il y a eu un manque de capacité de dépense; de l'autre côté on nous recommande de faire attention au fait que dans les années à venir on n'aura plus la possibilité d'avoir les revenus de ces dernières années.
C'est justement de ce fait qu'il était raisonnable de prévoir un plan qu'on pouvait voir dans les différentes années. Autrement on pouvait dépenser tout ce qu'on avait prévu dans une année, et après? Donc il s'agit d'un choix correct vis-à-vis des exigences du Conseil même.
Pour le restant sur la possibilité d'avoir davantage des revenus, la lutte que comme autonomie on doit porter en avant c'est justement le fait de faire reconnaître des exigences particulières en tant que Région à statut spécial.
Un petit exemple de ces dernières années peut être le plan qui a été accepté de la part du FIO pour l'aménagement des forêts.
Avec ce plan on a eu la possibilité de donner du travail à mille ouvriers, on a présenté il y a quelques jours, un plan qui prévoit une intervention pour 6O milliards pour l'aménagement des torrents.
Voilà un moyen correct et intelligent pour faire intervenir l'état dans des domaines de sa compétence.
J'accepte l'observation faite de la part de M. Mafrica que la différence c'est plus réduite que ce qu'on peut prévoir pour les années prochaines, mais là aussi à propos du fait qu'on a lié cette observation au plan présenté pour l'autoroute.
Pour l'autoroute j'avais souligné ce matin qu'il y a la prévision de faire travailler mille ouvriers pendant quatre années; on doit tenir en considération ce fait. Chaque ouvrier dans les différentes usines, combien va-t-il coûter à l'Administration régionale? Là c'est la réponse au discours costi/benefici dont on parlait ce matin.
On doit démarrer dès aujourd'hui pour prévoir des cours professionnels afin qu'on puisse avoir de l'emploi régional.
Je n'accepte pas les critiques venant de la part des Conseillers intervenus sur le fait du manque de possibilités de dépense. Je pense au contraire qu'il y a eu une politique raisonnable, en donnant la possibilité pour le budget de l'année prochaine, là où on pourra intervenir et donner des suggestions pour une prévision intelligente.
PRESIDENTE: Si procede all'esame dell'articolo. Do lettura dell'articolo 1:
ART. 1
Approvazione del rendiconto generale situazioni: di cassa, finanziaria e patrimoniale
Il rendiconto generale della Regione Autonoma della Valle d'Aosta per l'esercizio finanziario 1983 è approvato nelle singole risultanze e nelle risultanze riassuntive finali del presente articolo e degli articoli successivi:
SITUAZIONE DI CASSA
Deficit di cassa alla chiusura dell'esercizio 1982
25. 418. 197. 280
Riscossioni nell'esercizio 1983
651.037.098.652
Differenza risultante
625.618.901.372
Pagamenti nell'esercizio 1983
572.590.458.950
Fondo cassa al 31.12.1983
53.028.442.422
SITUAZIONE FINANZIARIA
Fondo cassa al 31.12.1983
53.028.442.422
Residui attivi al 31.12.1983
314.507.162.593
Totale dell'attivo al 31.12.1983
367.535.605.015
Residui passivi al 31.12.1983
215. 302. 731. 117
Avanzo di amministrazione al 31.12.1983
152.232.873.898
SITUAZIONE PATRIMONIALE
Attivo netto di inventario al 31.12. 1982
133.075.703.347
Variazioni attive nell'esercizio 1983 in aumento dell'attivo
£ 536.271.805.112
in diminuzione del passivo
151.868.264.530
688.140.069.642
Totale £ 821.215.772.989
Variazioni passive nell'esercizio 1983
in diminuzione dell'attivo
353.804.328.666
in aumento del passivo
£ 182.842.847.428
£ 536.647.176.094
Attivo netto di inventario al 31.12.1983 £ 284.568.596.895
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 1:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 2:
ART. 2
Gestione di competenza: entrate
Le entrate derivanti da tributi propri, gettito tributi erariali o quote di esso devolute, da contributi e assegnazioni dello Stato ed in genere da trasferimenti di fondi statali, rendite patrimoniali, utili di Enti o aziende regionali, alienazioni di beni patrimoniali, da accensione di mutui e altre operazioni creditizie e per contabilità speciali, accertate nell'esercizio finanziario 1983 per la competenza propria dell'esercizio stesso, sono riassunte ed accertate in:
727.886.097.978
delle quali:
riscosse
430.370.215.729
rimaste da riscuotere
297.515.882.249
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 2:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 3:
ART. 3
Gestione di competenza: spese
Le spese correnti, di investimento e per rimborso di mutui e prestiti e per contabilità speciali della Regione, accertate nell'esercizio finanziario 1983 per la competenza propria dell'esercizio stesso, sono riassunte ed accertate in:
640.484.203.741
delle quali:
pagate
457.641.356.313
rimaste da pagare
182.842.847.428
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 3:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 4:
ART. 4
Gestione di competenza: riassunto
entrate e spese
E' approvato il seguente riassunto generale delle entrate e delle spese di competenza dell'esercizio finanziario 1983
- Entrate
727.886.097.978 - Spese
640.484.203.741
Avanzo della gestione di competenza 1983
87.401.894.237
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 4:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 5:
ART. 5
Residui attivi alla chiusura
dell'esercizio finanziario
residui attivi accertati alla chiusura dell'esercizio finanziario 1983 sono riassunti ed approvati in complessive £ 314.507.162.593 come segue:
residui attivi iscritti in conto esercizi precedenti in carico all'inizio dell'esercizio
237.884.037.336
minori accertamenti in conto residui attivi degli esercizi precedenti
225.874.069
Differenza
237.658.163.267
residui attivi riscossi
220.666.882.923
residui attivi degli esercizi precedenti rimasti da riscuotere al 31.12. 1983
16.991.280.344
residui attivi accertati in conto esercizio 1983 (art. 2)
297.525.882.249
Totale residui attivi al 31.12.1983
314.507.162.593
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 5:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 6:
ART. 6
Residui passivi alla chiusura
dell'esercizio finanziario
I residui passivi accertati alla chiusura dell'esercizio finanziario 1983 sono riassunti ed approvati in complessive £ 215.302.731.117 come segue:
residui passivi iscritti in conto esercizi precedenti in carico all'inizio dell'esercizio
157.877.294.269
residui passivi pagati
114.949.102.637
Differenza
42.928.191.632
residui passivi degli esercizi precedenti riconosciuti insussistenti o perenti agli effetti amministrativi
10.468.307.943
- residui passivi degli esercizi precedenti rimasti da pagare al 31.12.1983
32.459.883.689
residui passivi accertati in conto
esercizio 1983 (art. 3)
£ 182.842.847.428
Totale residui passivi al 31.12.1983
£ 215.302.731.117
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 6:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 7:
ART. 7
Situazione finanziaria
E' accertato ed approvato nell'ammontare di £ 152.232.873.898 l'avanzo di amministrazione alla chiusura dell'esercizio finanziario 1983, risultante come segue:
Variazioni migliorative
- Avanzo di amministrazione alla chiusura dell'esercizio 1983
£ 54.588.545.787
miglioramento della gestione dei residui passivi (art. 6)
10.468.307.943
miglioramento della gestione di competenza (art. 4)
87.401.894.237
Variazioni peggiorative
peggioramento della gestione dei residui attivi (art. 5)
225.874.069
Avanzo di amministrazione alla chiusura dell'esercizio 1983
152.232.873.898
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 7:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 8:
ART. 8
Situazione patrimoniale
La consistenza patrimoniale alla data del 31.12.83 (art. 1) è approvata nelle seguenti risultanze riassuntive finali:
ATTIVO
Beni immobili £ 70.488.487.928
Beni mobili £ 10.797.387.382
Crediti diversi £ 381.408.331.241
Fondo cassa £ 53.028.442.422
£ 515.722.648.973
PASSIVO
Mutui passivi £ 15.851.320.961 Debiti diversi £ 215.302.731.117
£ 231.154.052.078
Attivo netto patrimoniale al 31.12.83 £ 284.568.596.895
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 8:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 9:
ART. 9
Ai sensi dell'art. 39 della L.R. 7.12.79, n. 68, sono convalidati i prelievi di complessive lire 3.321.100.000 (tremiliarditrecentoventunmilionicentomila) dal cap. 50800 "Fondo di riserva per le spese impreviste", come da sottoelencati provvedimenti della Giunta regionale:
n. 686 in data 4.2.1983
n. 1460 in data 11.3.1983
n. 1838 in data 28.3.1983
n. 2558 in data 22.4.1983
n. 2713 in data 29.4.1983
n. 3649 in data 10.6.1983
n. 4029 in data 17.6.1983
n. 4283 in data 1.7.1983
n. 4357 in data 8.7.1983
n. 4911 in data 4.8.1983
n. 5694 in data 3.9.1983
n. 5837 in data 30.9.1983
n. 6935 in data 16.11.1983
n. 7504 in data 21.12.1983
n. 8078 in data 31.12.1983
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 9:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 10:
ART. 10
E' approvato l'accertamento finale di £ 117.843.667.283 di cui al cap. 12000 "Riscossioni per partite di giro diverse" della Parte Entrata ed al corrispondente capitolo "Pagamenti per partite di giro diverse" della Park te Spesa.
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 10:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 11
ART. 11
Le annualità o le quote di annualità relative a limiti di impegno, di cui alla tabella n. 1 allegata alla presente legge, costituiscono economie di spesa e saranno annualmente reiscritte con legge di bilancio per l'importo risultante dalla proiezione dei singoli bilanci degli impegni assunti.
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 11:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 12
ART. 12
I fondi relativi a trasferimenti dello Stato, di cui alla tabella n. 2 allegata alla presente legge, non impegnati alla scadenza dell'esercizio finanziario 1983 costituiscono economie di spesa e saranno reiscritti sul bilancio di previsione dell'esercizio 1984 con la legge di assestamento del bilancio stesso.
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 12:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 13
ART. 13
La presente legge e dichiarata urgente ai sensi del 3° comma dell'art. 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 13:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Maggioranza: 18
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Metto in approvazione la tabella allegato n. 1:
omissis ..
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Metto in votazione la tabella n. 2:
omissis ...
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 28
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 18
Contrari: 10
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Per dichiarazione di voto ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Confermiamo il nostro voto negativo nonostante le controdeduzioni fatte dall'Assessore e dal Presidente della Giunta. Nella discussione fra gruppi politici i rimbrotti sono reciproci e questo non fa differenza, fanno parte del ruolo politico.
Comunque voglio confermare all'Assessore che il nostro Gruppo non firma relazioni fin quando non ha controllato effettivamente le cose.
Per quanto riguarda il discorso delle partite di giro, presentato come uno strumento di difesa autonomistica, mi sembra che ancora una volta, come per il riparto fiscale ed altre questioni importanti, invece di affrontare di petto il confronto con lo Stato, si vanno a cercare scappatoie non so quanto accettabili, perché la legge da cui ha avuto origine la questione dice che alcune Regioni a Statuto speciale, la regione siciliana, la provincia autonoma di Trento e Bolzano, non rientrano in questa normativa. Bisognava muoversi anche prima, fare delle battaglie politiche e non nascondersi così.
Questa legge comincia a fissare il 12%, i successivi decreti fanno riferimento a questa legge e man mano diminuiscono la quota di denaro che può essere tenuta nelle casse regionali. Stavo chiedendo agli esponenti della maggioranza, che hanno anche loro i rappresentanti in Parlamento, come mai le regioni su menzionate non hanno avuto bisogno di ricorrere. Evidentemente si sono mosse prima, ottenendo di non essere sottoposte a questa vessatoria normativa.
Il ragionamento per cui, essendoci 3O-4O miliardi di differenza fra le entrate effettive e le spese effettive, si possa finanziare per 15 anni una somma che oscilla fra i 60 e 110 miliardi, non mi è chiaro. Inoltre mi sembra molto artificioso il dire, siccome abbiamo avuto queste entrate straordinarie per un anno, non le abbiamo volute dissipare, ci siamo tenuti qualcosa per il futuro. Credo che questa sia una giustificazione, e la realtà sia invece quella che non si sono trovati programmi adeguati - alcune cose sono state fatte, ovviamente - però non si è pensato ad un piano straordinario che lasciasse segni economici nello sviluppo della Regione negli anni successivi.
Questa è la critica che muoviamo all'avanzo di amministrazione da una parte e all'assestamento di bilancio dall'altra.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE - (P.S.I.): Riconfermiamo il nostro atteggiamento negativo nei confronti del Disegno di Legge.
Diciamo che concordiamo con il Presidente della Giunta, che ogni tanto cita dei piani; il piano FIO è stato una iniziativa lodevole che ha fatto sì che la Regione introitasse dei fondi da parte dello Stato, che ha dato dei frutti sul piano occupazionale, ha dato la sensazione di una Regione che si muoveva in base ad un programma. Ben vengano di questi programmi e così pure il fatto - cito le sue parole - di far intervenire lo Stato nei settori di sua competenza.
Ecco uno dei motivi che ci faceva dire cose diverse perché sostenevamo che il problema del collegamento autostradale era un settore tipicamente di competenza dello Stato.
Non voglio riaprire una discussione, ma ha ragione il Presidente quando prospetta il problema dell'autostrada anche in termini occupazionali. Siamo d'accordo, riteniamo che in un momento di crisi come questo l'autostrada possa costituire, anche se in modo temporaneo, un'alternativa ad una situazione difficile. Però sosteniamo che questo discorso che il Presidente ha fatto nel settore di sua competenza, in agricoltura, dove una svolta c'è stata, deve essere portato anche negli altri settori di intervento, l'industria, il turismo e altri, dove una impostazione per piani può evitare che la Regione si faccia carico di spese che non le competono e allo stesso tempo possa dare una risposta reale al problema drammatico dell'occupazione. Su questo terreno potremo confrontarci e trovarci d'accordo.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.
BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Nel confermare il mio voto negativo a questo Disegno di Legge, dichiaro che non mi preoccupa la considerazione dell'Assessore Martin, anche perché io nei suoi confronti non ho nessuna considerazione. Mentre lui ha detto che si augura di tornare all'Assessorato alle Finanze, io mi auguro che almeno un incompetente venga messo da parte.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
ALOISI - (M.S.I.): Sono critico nei confronti di questo Disegno di Legge perché c'è un avanzo di amministrazione di 152 miliardi. Per questo motivo mi asterrò.
PRESIDENTE: Metto in votazione il complesso della legge per scrutinio segreto:
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 30
Votanti: 29
Astenuti: 1 (Aloisi)
Favorevoli: 19
Contrari: 10
Il Consiglio approva
