Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 685 del 11 luglio 1984 - Resoconto

OBJET N. 685/VIII - COMMUNICATIONS DU PRESIDENT DE LA JUNTE.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Lundi dernier il y a eu de la part de la IIème Commission des Travaux Publics de la Chambre un surlieu à propos des problèmes de l'autoroute. Je dois remercier avant tout le Président Botta et les Députés composant la délégation, pour avoir écouté les représentants des différents groupes présents à l'intérieur du Conseil régional, qui ont exposé leur avis à propos de cette oeuvre si importante.

Je pense qu'au cours de la séance même on aura la possibilité de se rappeler des différentes interventions et donc je pense que ce n'est pas le cas d'intervenir, au-delà de ce que j'ai dit.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Devo dire che sono rimasto stupefatto in quanto il Presidente della Giunta prende la parola in sede di comunicazioni, oggi 11 luglio, e non fa alcun cenno alla situazione politica, alle decisioni che le forze della maggioranza hanno preso in merito all'impegno per le dimissioni della Giunta. La cosa mi ha lasciato esterefatto perchè o si pensa che il Consiglio regionale non abbia la possibilità di esprimersi, oppure l'arroganza sta raggiungendo dei limiti inconcepibili.

Presso ogni popolo della terra uno degli elementi che caratterizza in qualche modo l'essere uomo è il rispetto della parola data; questa Giunta regionale è stata eletta il 4 gennaio e tutti gli esponenti della maggioranza hanno più volte ribadito che si trattava di una Giunta a termine e che entro sei mesi la Giunta avrebbe rassegnato le dimissioni.

Queste dimissioni ancora non le abbiamo viste; in questo momento, amici e colleghi della Giunta, siete degli usurpatori rispetto a quanto voi stessi vi eravate impegnati a fare. Se, come dicevo prima, presso tutti i popoli della terra il rispetto della parola data è un segno delle caratteristiche dell'uomo, voi state dando un segno di pochezza umana e di scarsa credibilità politica; non solo, pur essendo dimissionaria agli occhi di tutta la popolazione valdostana per vostro stesso impegno, pur avendo ricevuto dal voto dell'elettorato valdostano un segno di sfiducia per cui oggi le forze della maggioranza non hanno, rispetto alle elezioni europee, la maggioranza dei consensi della popolazione, avete portato in questo Consiglio una serie di oggetti che impegnerà non solo l'attuale Giunta, non solo le Giunte di questa legislatura, ma le coalizioni di governo che si avranno nei prossimi vent'anni.

Non crediamo che una Giunta dimissionaria, una Giunta senza credibilità possa permettersi tutto questo; non crediamo che si possa portare oggi con una delibera di urgenza il pagamento delle opere complementari per il Casinò, quando su questa materia la Commissione consiliare ha indagato per sei mesi ed ha concluso le sue indagini dicendo che queste opere non potevano essere assolutamente pagate perchè non erano autorizzate e che semmai un loro ristoro poteva avvenire solo nell'ambito di una revisione complessiva di tutta la convenzione con la Sitav.

Questo provvedimento è un provvedimento avventato ed irresponsabile; il nostro Gruppo crede che questa Giunta non abbia i titoli per portarlo in Consiglio, tanto più che in materia di Casinò gli sviluppi continuano ad essere clamorosi.

E' di ieri la notizia dell'arresto dell'Amministratore delegato della SAISET e proprio in materia di SAISET la Giunta ci riporta in Consiglio quella deliberazione relativa alle percentuali di cui all'art. 8 della Convenzione Regione-SITAV-SAISET che la Commissione di Coordinamento ha annullato.

Chiedo al Presidente della Giunta e alla Giunta l'impegno di ritirare dall'ordine del giorno del Consiglio tutti gli argomenti relativi alla Casa da Gioco nonchè il provvedimento che riguarda l'autostrada. Non credo che una Giunta dimissionaria possa portare in Consiglio impegni finanziari per oltre mille miliardi, che graveranno sui bilanci della Regione per i prossimi 15 anni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND - (N.S.): Anch'io condivido la sorpresa del Consigliere Mafrica rispetto all'assenza nelle parole del Presidente della Giunta di qualsiasi cenno sulle dimissioni che erano state preannunciate fin dal 4 gennaio 1984, cioè all'atto di insediamento di questa Giunta regionale.

Sappiamo, evidentemente al di fuori del Consiglio, che le forze di maggioranza hanno dichiarato che la Giunta si dimetterà dopo questo Consiglio e che si procederà alla nomina di una nuova Giunta; però all'interno di questo Consiglio non abbiamo avuto ancora nessuna comunicazione al riguardo. Ci troviamo di fronte ad una omissione di un impegno che la Giunta aveva preso, o comunque quanto meno ad un ritardo che diventa particolarmente significativo. Ho ancora gli appunti di quella seduta del 4 gennaio relativi all'intervento che fece il Presidente dell'Union Valdôtaine Perrin, quando disse, senza ombra di dubbio che al più tardi entro il 4 luglio la Giunta regionale avrebbe dato le sue dimissioni. Questa data è passata, le dimissioni non sono giunte, non sono state preannunciate neanche in apertura di questo Consiglio, non sappiamo come si svolgerà l'iter successivo.

Quindi c'è un primo elemento di critica che è questo ritardo rispetto ad un impegno già assunto; l'altro elemento di critica è il fatto che una Giunta che avrebbe già dovuto dimettersi la scorsa settimana giunge a questo Consiglio chiedendo l'iscrizione in via d'urgenza di una serie di oggetti che sono di estrema importanza e che tendono a condizionare il futuro dell'Amministrazione regionale.

In particolare ci sono le scelte che riguardano l'autostrada Aosta-Tunnel del Monte Bianco, che comportano degli oneri finanziari enormi; ci sono le scelte riguardo al Casinò di Saint-Vincent: almeno questi due oggetti, la ripartizione per i giochi americani e il pagamento delle opere di ampliamento non autorizzate al Casinò di Saint-Vincent, che costituiscono degli argomenti cruciali rispetto a tutta la vicenda che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi, non possono, a nostro avviso, essere affrontati in queste condizioni.

Quindi anche noi ci associamo alla richiesta rivolta al Presidente della Giunta e alla Giunta perchè gli argomenti relativi all'autostrada e al Casinò vengano stralciati dall'ordine del giorno di questo Consiglio.

Credo che ci sia un ulteriore elemento di riflessione da fare in questo momento: la Giunta presieduta da Augusto Rollandin si era insediata il 4 gennaio dopo un aspro scontro che c'era stato fra le forze di maggioranza e di minoranza all'interno di questo Consiglio, scontro che era culminato in un abbandono dell'aula da parte delle forze di minoranza nelle settimane precedenti al mandato di cattura e alla fuga dell'ex Presidente della Giunta Mario Andrione. Dopo quel periodo, particolarmente aspro, di rapporti all'interno del Consiglio, la Giunta regionale si insediò affermando che avrebbe ricercato un rapporto di tipo nuovo e diverso con la minoranza e l'opposizione, che ci sarebbe stata una volontà e una ricerca di collaborazione che avrebbe dovuto caratterizzare questo periodo di sei mesi che si doveva concludere il 4 luglio.

Credo che anche rispetto a questo rapporto con la minoranza l'esito a cui stiamo andando è fallimentare, perché proprio mentre nei mesi precedenti c'è stato anche con una certa disponibilità da parte delle forze di minoranza, la ricerca di un rapporto diverso (basti ricordare l'esito che, a mio avviso, non è stato negativo della Commissione d'Indagine sul Casinò), c'è stato uno sforzo reciproco di comprensione ed il tentativo di arrivare ad alcuni risultati, in questo ultimo periodo questo rapporto si è ulteriormente lacerato perché sono stati inseriti all'ordine del giorno degli oggetti con una scarsa informazione degli organi di Consiglio, con un atteggiamento che è effettivamente arrogante e prevaricatore nei confronti del Consiglio regionale.

Credo che se non si vuole arrivare oggi ad uno scontro feroce fra forze di maggioranza e minoranza su dei punti cruciali, da parte delle forze di maggioranza ci dovrà essere la scelta di stralciare questi argomenti, in modo che il Consiglio possa svolgersi con relativa tranquillità.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Debbo confessare che con molta preoccupazione ho ascoltato le comunicazioni del Presidente della Giunta. Mi sarei aspettato un atto di correttezza nei confronti dell'opinione pubblica, nei confronti di quell'elettorato che ha dato un segno negativo a questa maggioranza.

Questa maggioranza con quel segno negativo doveva mettersi da parte, ma non lo fa, anzi porta, nell'imminenza delle dimissioni di questa Giunta, degli argomenti di vitale importanza per il futuro economico della Valle d'Aosta, quale il problema dell'autostrada che - ripeto quanto abbiamo già annunciato in un comunicato stampa - strozzerebbe il bilancio regionale per oltre vent'anni.

Fra questa maggioranza esistono dei partiti che si richiamano sempre al moralismo: a questi partiti vorrei chiedere cosa intendono per moralismo, forse quello di conservare la poltrona, quello di alzare la mano ogni momento?

Anche noi chiediamo di rinviare i punti all'ordine del giorno concernenti il pagamento dei 4 miliardi al Casinò e l'autostrada, ma, soprattutto chiediamo il rinvio della delibera, già bocciata dalla Commissione di Coordinamento, per la modifica dell'art. 8 della Convenzione con la SAISET, perchè tutti i vertici della società sono in galera, pertanto non capisco con chi si possa trattare.

Nel caso il rinvio non venga accettato, attueremo tutte le forme di ostruzionismo che ci sono consentite dal regolamento.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): In effetti oggetti come quelli che sono oggi iscritti all'ordine del giorno dovrebbero far presupporre la presenza di un esecutivo perlomeno definito.

Ritengo che un problema di dimensioni così vaste e di impegni finanziari così consistenti come quello dell'autostrada meriti un approfondimento; è vero, non nascondiamoci dietro un dito: la prossima Giunta sarà la fotocopia di questa, quindi si potrà anche dire, niente di nuovo sotto il sole.

Proprio richiamandomi ad alcune affermazioni che avevamo apprezzato, e l'avevamo detto anche pubblicamente in quest'aula, fatte dal Presidente Rollandin a proposito di un rapporto diverso con il Consiglio regionale consistente in una maggiore disponibilità e correttezza (e noi, quando abbiamo visto questi segnali - i verbali ne fanno fede - abbiamo riconosciuto che il clima era cambiato) devo dire che mi sembra strano che, ripeto, dopo affermazioni di questo tipo ci si chiuda di nuovo in una logica riduttiva, dove conta esclusivamente la forza dei numeri e dove il rapporto con le forze di opposizione resta un rapporto di divaricazione.

Avevamo detto che il Consiglio doveva riassumere un ruolo centrale nella vita politica valdostana, ritenendolo non solo l'espressione della Comunità, ma sostenendo che quanto si diceva in quest'aula dovesse consentire a tutti, a chi governa e a chi fa l'opposizione, un rapporto di tipo diverso, e dovesse consentire soprattutto un governo di tipo diverso.

Ho letto con perplessità un comunicato delle forze di maggioranza, che mi lascia doppiamente perplesso, in cui si invita l'esecutivo a rassegnare le dimissioni proprio al termine di questa seduta consiliare.

Allora mi chiedo: se il rapporto vuol essere mantenuto in quei termini di reciproca correttezza, sia la nuova Giunta nella pienezza delle sue funzioni, e non una Giunta a termine - perchè nel comunicato si aggiunge che l'esecutivo dovrebbe essere un esecutivo che non ha più un carattere di provvisorietà ma ha una sua stabilità politica - a riproporre al Consiglio il problema dell'autostrada.

Non è un problema che può essere liquidato al termine di una seduta consiliare in cui la Giunta ci verrà a dire che si dimette con qualche giorno di ritardo - non ho capito poi perché non rispettare il termine che si era data, comunque si va all'11 e va bene - però adesso che costruiamo l'autostrada, questo provvedimento che inciderà profondamente sul modo di essere della Valle d'Aosta, facciamo una riflessione.

E' legittimo che una maggioranza proponga al Consiglio una sua impostazione, però è anche legittimo da parte dell'opposizione chiedere che questa maggioranza, la quale si sta dissolvendo per sua volontà e per un richiamo che queste forze hanno fatto a sè stesse, arrivi a dire: con oggi tronchiamo questa collaborazione e apriamo un capitolo nuovo, a questo punto riserviamoci una ulteriore pausa di meditazione e questo argomento discutiamolo in termini diversi.

Nessuno vuole qui tornare ad un rapporto esasperato; questo dipende non solo da noi, ma soprattutto da coloro che siedono sui banchi della Giunta.

Sull'altro punto, e qui non posso non dare ragione al Consigliere Mafrica, siamo anche noi dell'idea che ormai il Casinò sia diventato un elemento su cui riflettere; non possiamo più prendere l'argomento con superficialità perchè ogni giorno c'è qualcosa di nuovo; dopo la vicenda SAISET 5% più, 5% in meno, il Coordinamento ci ha respinto la delibera. Oggi abbiamo visto cosa succede all'interno della SAISET; abbiamo il problema dei controllori regionali: un argomento che non può essere liquidato in poche battute per i riflessi di carattere giuridico e personale che ha nei confronti di coloro che sono stati sospesi e nei confronti di coloro che in questo momento prestano la loro opera al Casinò.

Con molta serenità e obiettività chiediamo il rinvio di questi argomenti; credo che le nostre richieste siano più che legittime per le considerazioni che abbiamo illustrato.

La Giunta Rollandin aveva dato alcuni segnali, ci auguriamo che tali segnali permangano, anche perchè se il Governo regionale sarà presieduto ancora dall'attuale Presidente, sapremo qual è il nostro interlocutore anche nel futuro. Riteniamo di voler prestare la nostra opera di Consiglieri di minoranza, avendo un rapporto di tipo umano e personale diverso rispetto al passato.

E' chiaro che se questo non sarà possibile l'opposizione si difenderà con le armi che ha.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone, ne ha facoltà.

TAMONE - (U.V.): Parlo qui a titolo strettamente "unionista" e vorrei precisare al Consigliere Mafrica che ha usato stamattina, in questa sala, dei termini che definisco assolutamente fuori posto, perchè ognuno è libero di usare le terminologie che vuole, ma a mio parere bisogna andarci piano a drammatizzare le questioni.

Per quanto concerne il mio movimento, che è ancora forza di maggioranza relativa all'interno di questo Consiglio, rivendico questo: dopo lo svolgimento delle elezioni europee, come ci eravamo prefissati, abbiamo avuto con tutte le forze che siedono in questo Consiglio incontri di tipo politico. Abbiamo detto precisamente che avremmo comunicato a queste forze politiche quale era la decisione dell'Union Valdôtaine.

Il 30 giugno si è riunito il Comité Central de l'Union Valdôtaine, che ha deciso una certa linea: questa linea è stata comunicata a tutte le altre forze politiche. Era una linea chiara che non lasciava e non dava adito ad alcun dubbio. Quindi se qui si vuol parlare di correttezza, Consigliere Mafrica, andiamoci piano; se ci mettiamo a fare polemiche che non stanno nè in cielo nè in terra, noi ci stiamo sempre, siamo pronti e non abbiamo da prendere lezioni da nessuno. Non abbiamo nessuna volontà di fare delle corse, siamo a disposizione, visto che nella convocazione del Consiglio c'è scritto "... adunanza consiliare nei giorni 11, 12 e seguenti....", a stare qui anche tre settimane.

Il Consigliere Mafrica è stato ricevuto nella sede dell'Union, abbiamo avuto un lungo e franco colloquio ed alla fine l'Union Valdôtaine ha deciso in un certo modo. In seguito le forze della maggioranza, U.V., Féd DP-UVP, D.C. e P.R.I., si sono ritrovate ed insieme hanno deciso una certa linea di condotta, che poi è stata resa pubblica, chiara, decisa e precisa. Non abbiamo potuto dare le dimissioni il 4 luglio solo perchè c'era già un Consiglio convocato per l'11, altrimenti se il Consiglio fosse stato convocato per il 2 o il 3, avremmo dato le dimissioni il 4. Credo che più corretti di così era difficile essere.

Mi fermo qui, non ho bisogno di rispondere per i problemi che concernono il piano più prettamente amministrativo, perchè questo lo farà chi è competente in questa materia. Però ripeto, andiamoci piano: se si vuol cercare di metterla su un altro piano noi ci stiamo; non crediamo però sia questo il modo corretto di vivere e di agire in un momento così difficile per la nostra Regione.

Per quanto riguarda la nostra dignità, noi ce l'abbiamo, ci teniamo ad averla e nessuno può darci lezioni in quel senso. Questo voglio dire al Capogruppo del P.C.I. che è sempre corretto, però oggi mi pare che abbia travalicato.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI - (M.S.I.): Volevo iniziare questo breve intervento facendo una piccola rettifica. Il Consigliere Tamone ha detto che l'Union Valdôtaine ha consultato tutte le forze politiche; ebbene, devo riconoscere che c'è un errore, perchè il M.S.I. non è stato consultato. Con questo non è che me la prenda, siamo abituati a questo e ad altro, solo che me ne dispiace perchè in un contesto democratico quale è questo, in una discussione dove ogni forza politica si riempie la bocca di pluralismo, democrazia e libertà, in realtà ci si comporta con atteggiamenti di emarginazione che violano quelli che sono i veri concetti democratici.

Non è tanto un comportamento scorretto nei miei confronti, perchè nel momento in cui ho scelto di militare in questo partito ero a conoscenza di quello cui andavo incontro, quanto piuttosto nei confronti di cittadini valdostani che hanno fiducia in questa forza politica e si rispecchiano in una Regione che si definisce democratica.

Lasciando da parte questo piccolo appunto, volevo ritornare sul problema di crisi che sta attanagliando la nostra Regione. E' un problema drammatico, probabilmente il più difficile dalla costituzione della nostra Regione, dal '48 ad oggi.

Ci sono due aspetti da valutare: uno morale, l'altro politico. L'aspetto politico è che il Presidente dell'Union Valdôtaine, come avevano citato coloro che mi hanno preceduto, aveva fatto il 4 gennaio una dichiarazione precisa, che entro il 4 luglio ci sarebbero state le dimissioni da parte di questa Giunta. Ciò non è avvenuto, questa è una violazione dell'impegno politico nei confronti dei cittadini.

C'è il lato morale: siamo forse l'unica Regione in tutta Italia ad avere avuto un Presidente della Giunta, nonchè Prefetto, latitante; stiamo attraversando un momento drammatico, di giorno in giorno si accavallano notizie, arresti, questioni nuove.

A questo punto vorrei chiedere alla Giunta: dal punto di vista morale come si fa a continuare a rimanere su quelle poltrone, a continuare a gestire la Valle d'Aosta in una situazione ingarbugliata di questo tipo? Non sarebbe più corretto verso l'opinione pubblica dare queste benedette dimissioni, rinnovare l'esecutivo con volti nuovi, di persone che non abbiano avuto niente a che fare con queste azioni, e ridare così fiducia al popolo valdostano e alle nostre istituzioni? Debbo essere io qui, in qualità di rappresentante del M.S.I., a sollecitare la Giunta affinchè ridia fiducia alle istituzioni democratiche? Mi sembra quasi un controsenso, ma lo faccio, perchè mi rendo conto dell'assurdità di questa situazione.

Proprio per queste motivazioni penso che sia corretto da parte della Giunta accettare la richiesta dell'opposizione, di non discutere quegli argomenti così delicati ed importanti che devono condizionare il futuro della nostra Valle, di discuterli dopo che ci sarà stato questo rinnovamento, se ci sarà; probabilmente non ci sarà e questo è un altro errore che si va a commettere, perchè l'opinione pubblica si aspettava qualcosa di nuovo, di diverso e ciò mi pare non avvenga. Si ripropone la stessa immagine di prima, mentre era necessario un cambiamento per le motivazioni che ho detto prima.

Mi associo quindi alle altre forze dell'opposizione nel rivolgere alla Giunta l'invito a riflettere, a ritirare quegli argomenti che si potrebbero discutere dopo che si è formata la nuova Giunta, anche perchè non ritengo che una Giunta dimissionaria abbia la facoltà morale di portare avanti questi argomenti che condizionano il futuro della nostra Regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Il y a déjà eu une motion de la part du Parti Communiste, là où on demandait à la Junte de démissionner. A ce moment-là j'avais dit que la Junte représente les forces de la majorité, donc c'était aux forces de la majorité de faire un choix, de dire quelle était leur disponibilité pour continuer un certain travail ou bien de changer.

Donc, ce matin je ne me suis pas étonné des attaques du Parti Communiste, c'était tout à fait normal, même si dans les termes je pense que chacun doit être responsable de ce qu'il dit, et de comment il veut dire certaines choses. Je tiens seulement à préciser qu'à la fin de cette séance on aurait annoncé qu'on allait démissionner lundi, selon l'accord qui avait été fait entre les forces de la majorité et selon le communiqué du 4 juillet.

Donc il n'y a pas de problèmes d'être corrects ou moins, plutôt peut-être il y a eu un manque de tactique. On pouvait très bien attendre encore un peu, faire espérer ou bien ne pas être si clairs avec les autres forces; au contraire les forces de la majorité, après avoir analysé les résultats des élections et également la disponibilité des différentes forces de partager un certain programme, par rapport aussi aux difficultés que nous vivons à présent, ont décidé à ne pas laisser le champ aux autres. Nous retenons d'avoir des responsabilités et nous voulons nous prendre nos responsabilités en un rapport correct avec les autres forces.

Par conséquent c'était normal qu'on puisse continuer les séances du Conseil et maintenir les engagements. On avait prévu un programme, à l'occasion de la discussion de ce programme on avait annoncé que les plus importants parmi tous les problèmes c'étaient ceux du Casino, de l'autoroute, qu'on va prévoir de discuter à l'intérieur du Conseil. Ce n'est pas là un manque de responsabilité ou bien de respect envers les autres forces, au contraire: on a pris des engagements et on est d'avis de les maintenir jusqu'au bout.

On n'accepte pas le conseil de retirer certains objets, qui ont été débattus avec toutes les forces responsables à l'intérieur des différentes organisations et avec les Communes; nous retenons qu'il soit juste de le discuter aujourd'hui.

Si on était de l'avis qu'après les démissions on allait changer d'alliance, alors c'était correct de retirer ces engagements. Mais jusqu'à hier on nous a reproché de faire de la normale administration; lorsqu'on prend certains engagements on nous reproche le contraire, de faire des choix; mais alors il faut se décider: si, comme c'est normal, les forces de l'opposition cherchent à maintenir les forces de la majorité dans l'inactivité pour démontrer qu'elles ne font rien, encore une fois elles se sont trompées, on n'accepte pas ce chantage. On prend les responsabilités envers l'électorat et on est à même de respecter ce que nous avons.

En ce qui concerne les démissions de la Junte, M. Tamone a déjà dit quel est l'avis des forces de la majorité et je l'ai répété moi-même que lundi il y aura les démissions.

Je veux aussi répéter à qui était de l'avis, au moment où on avait décidé de travailler pendant ces six mois, qu'il ne fallait pas le faire, parce qu'il y avait d'autres problèmes, qu'au contraire, en prenant cette charge, nous avons démontré que bien ou mal, avec l'appui de toutes les forces nous avons pu travailler pendant ces mois.

A M. Baldassarre je réponds que ça ne m'étonne pas, peut-être cette suggestion lui a été suggéré de la part de M. Longo.

Quant aux rapports avec les autres forces, je répète que pendant ces six mois on a travaillé en tenant compte de l'avis de toutes les forces présentes, mais lorsqu'il y a des forces de majorité c'est très normal qu'à la fin les décisions soient prises par elles-mêmes.

Comme forces de majorité on est d'avis de discuter des différents problèmes qu'on a portés à l'attention du Conseil, vu que nous nous sommes engagés dans ce sens.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Una breve riflessione a caldo signor Presidente. Mi consenta, nessuno vuole in questa aula stabilire un principio per cui la maggioranza non deve decidere: siamo d'accordo anche noi che la maggioranza deve governare, ritenevamo però che fosse opportuno che su argomenti di questa portata si usasse un atteggiamento diverso. E' vero, Lei dice, abbiamo cercato di mantenere un rapporto di tipo diverso con l'opposizione; c'è da dire anche che questo rapporto si è risolto sovente in una chiusura da parte della maggioranza rispetto alle impostazioni che ha avuto sovente l'opposizione in questo Consiglio. Abbiamo cercato di capire la psicologia della maggioranza in più occasioni, assumendo in questo Consiglio atteggiamenti che riportassero l'istituzione regionale ad una immagine diversa rispetto al passato. Si dice che la fedeltà agli impegni assunti è un obbligo nei confronti della collettività; io dico solo che non riusciamo a capire come una Giunta che sta per dimettersi - Lei lo ha confermato in questo momento - possa sciorinare sul tavolo del Consiglio regionale una operazione che costa alla Valle d'Aosta 1280 miliardi!

E' vero che c'è questo carattere di continuità, non disconosciamo che le forze di maggioranza hanno riconfermato la stessa Giunta con l'unica variante di eleggere l'Assessore all'Agricoltura e Foreste; diversa sarebbe stata l'impostazione, signor Presidente, se Lei avesse considerato questa situazione come va considerata una situazione d'emergenza e avesse dato un carattere di provvisorietà - come si era anche ventilato - alla Giunta e all'esecutivo.

Non siamo assolutamente d'accordo per l'atteggiamento assunto nei confronti di una proposta corretta delle opposizioni; è chiaro che la maggioranza può - abuso di una frase che mi è cara - rinchiudersi per l'ennesima volta a riccio e proporre il muro contro muro; noi, come protesta contro questo atteggiamento, e parlo anche a nome degli altri Gruppi di minoranza, abbandoneremo temporaneamente l'aula, e, chiedendo l'autorizzazione al Presidente della Giunta, invitiamo la stampa ad una brevissima conferenza che terremo nella sala delle riunioni consiliari.

Si dà atto che alle ore 10,35 i Consiglieri del P.C.I., del P.S.I., del P.S.D.I., di Nuova Sinistra, del M.S.I. e degli Artigiani e Commercianti valdostani abbandonano l'aula.