Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 675 del 27 giugno 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 675/VIII - MODIFICA AL CONTRATTO REP. N. 5917 DEL 4 AGOSTO 1981, RELATIVO ALL'ESERCIZIO PRESSO LA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT DEI COSIDDETTI GIOCHI AMERICANI.

PRESIDENTE: Do lettura della delibera in oggetto:

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERA

L'articolo 8 del contratto rep. 5917 in data 4 agosto 1981, relativo all'esercizio presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent dei cosiddetti giochi americani viene sostituito dal seguente:

Art. 8

La SAISET dovrà versare ogni 10 giorni all'Ufficio Amministrazione della SITAV le sottoindicate quote degli introiti realizzati dai giochi di cui ai punti A e B dell'articolo 2 del contratto rep. n. 5917 del 4 agosto 1981:

fino a lire 20 miliardi di introiti il 67%

oltre lire 20 miliardi il 66%

La SITAV, nei termini già fissati nella vigente convenzione con la Regione, dovrà versare all'Amministrazione regionale gli introiti di cui al comma precedente, trattenendo quale corrispettivo per la messa a disposizione della SAISET del proprio personale e per i giochi, zone e locali idonei, la percentuale del 14% per la quota di introiti compresi nello scaglione fino a lire 20 miliardi e il 13,50% per le quote successive a tale limite.

Qualora gli introiti dei giochi di cui ai punti A e B dell'articolo 2 della richiamata convenzione rep. n. 5917 in data 4 agosto 1981 superino la somma di lire 20 miliardi, la SAISET verserà il 2% delle quote eccedenti a tale importo ad un costituendo fondo spese per la pubblicità e promozione.

La gestione degli interventi con spese a carico del fondo di cui al comma precedente, sarà decisa di comune accordo tra SITAV e SAISET.

Le imposte dovute ai sensi degli artt. 2 e 14 della Legge 26.10.1972, n. 640 sono a totale carico della Regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): On a voté, lors de la dernière séance du Conseil, l'ordre du jour où on disait que, comme Conseil régional, on était favorable à prévoir, dans un futur assez proche, une société unique de gestion à l'intérieur du Casinò.

En attendant d'examiner les possibilités qu'on a pour arriver à cette gestion unique il fallait tenir compte qu'il y a une convention entre la Région, la SITAV et la SAISET et cette convention prévoit, à l'article 8, la possibilité d'une révision des pourcentages entre la Région, la SITAV et la SAISET. C'est donc à ce sujet qu'on a discuté dans ces derniers mois avec les responsables des deux sociétés, en examinant les revenus de la SAISET qui ont augmenté plus ou moins du 100%. Nous avons soutenu qu'il fallait prévoir aussi une révision du pourcentage prévu pour la SAISET, c'est-à-dire une révision du 38%, car selon la SAISET il fallait discuter la révision du pourcentage uniquement sur la base du 62% qui restait, retenant immuable le 38%. On a soutenu, comme Administration régionale, la thèse de l'augmentation qu'il y a eu dans les revenus et en n'oubliant pas l'engagement pris pour arriver à la société unique, on a tenu compte aussi des frais qui sont à la charge de la SAISET et de la SITAV, afin de prévoir une diminution des pourcentages soit pour la SAISET soit pour la SITAV. C'est en considération de ces problèmes qu'on prévoit de réduire de la moitié la différence qu'il y a sur le papier entre les pourcentages des deux sociétés: c'est-à-dire le 38% à la SAISET et le 22% à la SITAV. En effet, comme tout le monde sait, les revenus des deux sociétés ne sont pas si simples à confronter.

Après de différents pourparlers, on est arrivé à prévoir un aperçu, que nous soumettons aujourd'hui à votre attention, où l'on prévoit de réduire du 38% au 33% le pourcentage dû à la SAISET et de réduire à peu près du 16% au 14% le pourcentage dû à la SITAV et d'augmenter le pourcentage de la Région du 48% à 50%.

Cela en tenant compte du fait qu'on prévoit un barème, c'est-à-dire: après les 20 milliards on a prévu la possibilité d'utiliser un fond spécifique pour la promotion, qui est à la charge pour le 0,5% de l'Administration régionale, pour le 0,5% de la SITAV et pour l'1% de la SAISET.

On a aussi prévu que les jeux du "Gruppo B" entrent aussi dans le pourcentage, tandis que jusqu'à présent les revenus étaient partagés selon une subdivision forfaitaire. Cette prévision tient compte de la possibilité de faire clarté surtout sur la question du "Punto Banco", quand on sait très bien que le "Tout va", malgré le nom, ne va pas tellement bien et on a dû le suspendre. Lorsqu'il y aura à nouveau la possibilité d'introduire le "Tout va", il faudra donc reprendre le discours.

A partir de ces observations et en tenant compte des difficultés eues pour avoir des pourparlers avec les responsables des différentes sociétés, même en considérant les problèmes qu'ils ont eus, nous retenons qu'il est juste de prévoir une certaine augmentation des revenus pour la Région. En considérant que le revenu serait de 20 milliards, il y aura une augmentation pour la Région de £. 1.672.000.000 et, à 25 milliards, il y aura une augmentation de £. 1.965.000.000.

Nous pensons qu'en tenant compte des difficultés eues à l'intérieur de la Maison et de celles eues par les différentes Maisons de Jeux, l'accord est à considérer valable pour la Région. Ensuite, selon les indications que le Conseil même, en suivant les travaux de la Commission, pourra donner, on reverra le tout, si c'est le cas.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): La proposta che il Presidente della Giunta ha illustrato manifesta, a nostro avviso, una inadeguatezza profonda di riflessione, da parte della Giunta e della maggioranza, rispetto a tutta la vicenda Casinò, inadeguatezza che già era emersa in occasione del dibattito del 15 maggio svoltosi in quest'aula sulle conclusioni della Commissione di indagine e che adesso si esprime nuovamente con la proposta che, secondo noi, è sbagliata.

La conclusione del dibattito del 15 maggio non era stata negativa perchè l'ordine del giorno che era stato approvato a conclusione dei lavori lasciava degli spazi per un'iniziativa che avrebbe potuto essere molto più incisiva. Da un parte si riconoscevano delle irregolarità nella gestione del Casinò, che coinvolgevano anche le responsabilità dirette delle società a cui è data la concessione dell'esercizio dei giochi, quindi la SITAV e la SAISET; dall'altra si sottolineava la presenza di comuni azionisti, in parte significativa, nelle due società e quindi si dava mandato alla Giunta, in collaborazione con la Commissione, di andare a verificare le possibilità o di una revoca o di una revisione delle convenzioni. In realtà, dopo quella discussione del 15 maggio, né il Consiglio, né soprattutto la Commissione, che era stata incaricata di seguire l'andamento delle vicende, hanno più potuto affrontare il problema e quindi siamo arrivati ad affrontare la revisione delle percentuali sui giochi americani soltanto negli ultimissimi giorni, quando ormai i tempi erano estremamente ristretti e quando non c'erano forse più neanche gli spazi temporali per una adeguata riflessione sulla vicenda.

Ne è scaturita questa proposta che il Presidente della Giunta da come concordata con la SITAV e la SAISET, ma, da quanto ci hanno detto il Dottor Conca e il Dottor Vegezzi nel corso della riunione della Commissione di lunedì scorso, sembra che in realtà questo accordo non ci sia.

A nostro avviso la proposta illustrata dal Presidente della Giunta, prima in Commissione e adesso in aula, non va assolutamente bene.

Apparentemente la Regione guadagna alcuni punti, quindi c'è un vantaggio economico che va da una media del 42% di introiti della Regione sui giochi americani ad una media che oscilla intorno al 50%. Si tratta, a nostro avviso, di un vantaggio economico che nasconde due aspetti profondamente negativi: il primo è che, se si approva questo tipo di impostazione, si viene a legittimare ulteriormente la presenza all'interno del Casinò e nella gestione della Casa da Gioco di due società, cioè si imbocca una strada che mi sembra sia diversa da quello che era l'orientamento che stava emergendo all'interno del Consiglio. In secondo luogo se si sceglie di regolarizzare la situazione con la SITAV e la SAISET attraverso questo piccolo ritocco di percentuali, la Regione viene a privarsi di uno degli strumenti contrattuali più importanti che aveva nei confronti delle due società che gestiscono la Casa da Gioco di Saint-Vincent per arrivare ad una ridiscussione complessiva delle convenzioni e di tutti i patti contrattuali.

Io credo che occorra ripetere in questa occasione alcune considerazioni che già avevamo fatto sulla natura delle due società che gestiscono i giochi a Saint-Vincent. Sono dati conosciuti che, a mio avviso, vanno ripetuti proprio nel momento in cui si tratta di fare questa scelta. La SAISET, lo abbiamo visto nella Commissione di indagine, lo abbiamo detto in Consiglio, e l'abbiamo scritto e approvato nell'ordine del giorno, è una società creata appositamente per ottenere dalla Regione delle condizioni più favorevoli, creando una cortina fumogena, ed è una società controllata al 78% dal Gruppo Masi, Chamonal e Giovannini. Abbiamo sentito l'altro giorno l'Amministratore unico della SAISET, Dottor Vegezzi, che ha confermato che l'assetto societario della SAISET non si è modificato in questi mesi, nonostante la carcerazione e la latitanza degli azionisti di maggioranza della società e nonostante che la società abbia quelle grosse difficoltà ad operare perchè le azioni di Masi, Chamonal e Giovannini sono sotto sequestro e quindi la società non può neanche deliberare, se non alla presenza del custode giudiziario delle azioni, perchè la maggioranza degli azionisti è impedita ad esercitare le proprie funzioni.

La SITAV, da parte sua, non si trova in una situazione migliore di quella della SAISET. La SITAV si era lasciata a sua volta penetrare in modo profondo ed egemonizzare anche dal gruppo Masi, Chamonal e Giovannini, tramite la VALSER e solo da una settimana a questa parte l'Amministratore delegato della SITAV, Franco Chamonal, ha rassegnato le dimissioni. Fino a poche settimane fa egli affermava che sarebbe rimasto ancora a lungo amministratore delegato, ma le ultime decisioni della Magistratura, che ha respinto i suoi ricorsi (per cui non si è verificato quell'alleggerimento della sua posizione in cui lui sperava) hanno spinto l'amministratore a rassegnare le dimissioni. Anche nel caso della SITAV, però, l'assetto societario non si è modificato: rimane un pacchetto di azioni del 21,21% della SITAV nelle mani della VALSER e cioè di Masi, Chamonal e Giovannini.

Quindi la domanda che noi dobbiamo porci è questa: "Vuole la Regione rimanere ancorata a questo tipo di società, alla SAISET e alla SITAV, fino al 1992, termine di scadenza degli attuali contratti, oppure vuole modificare questo orientamento?", e ancora: "La Regione vuole modificare alcune clausole contrattuali, come alcune clausole sul costo del lavoro, che sono inserite nella Convenzione con la SITAV, perchè sono veramente vessatorie nei confronti della Regione, oppure vuole cogliere questa occasione della revisione delle percentuali per arrivare ad una ridiscussione complessiva dei patti attuali?"

Secondo noi, quindi, il discorso che va fatto oggi non è un semplice discorso di ritocco delle percentuali, ma un discorso che deve vertere sulle prospettive che si vogliono dare alla gestione del Casinò nei prossimi 7 o 8 anni. Si tratta di una scelta molto importante e delicata. Il problema delle percentuali non va quindi affrontato separatamente dagli altri problemi ma insieme al discorso della soprattassa, delle due società e alla ridiscussione complessiva degli assetti societari.

In Commissione abbiamo sentito il parere dell'Avvocato Dal Piaz, sul problema della possibilità, da parte della Regione, di giungere alla revoca delle concessioni o alla risoluzione dei rapporti contrattuali. L'Avvocato ha detto che è possibile da parte della Regione scegliere sia la strada della revoca delle concessioni, sia la strada della risoluzione delle convenzioni. La proposta che noi facciamo non è comunque quella di seguire immediatamente la strada dello scontro a livello giuridico e quindi di procedere immediatamente alla revoca o avviare una risoluzione dei contratti, ma noi proponiamo una strada ancora più facilmente praticabile che è quella di usare gli strumenti che la Regione ha in questo momento per costringere la SITAV e la SAISET a giungere a patti.

Gli strumenti fondamentali sono esattamente due: la revisione delle percentuali, che è un diritto della Regione e che non va fatta timidamente al ribasso, come nella proposta del Presidente della Giunta, e la questione della soprattassa sui versamenti non effettuati dalla SITAV nel corso dell'82 - '83, questione che secondo noi va affrontata in modo molto più deciso ed energico di quanto non sia stato fatto finora con l'arbitrato.

La proposta che noi facciamo (la esplicitiamo in un ordine del giorno) è quella di approvare una revisione delle percentuali, che in parte va nel senso della proposta del Presidente della Giunta, di eliminare cioè la distinzione fra giochi di tipo A e giochi di tipo B (quindi una percentuale che riguarda tutti i tipi di gioco), di aumentare la percentuale della Regione al 67 e al 66% secondo le fasce sotto i 20 miliardi per la SAISET, di non prevedere invece nessuna quota per quanto riguarda la SITAV; questo è un diritto che la Regione ha e che evidentemente crea una contrapposizione nei confronti della SITAV, ma che la Regione può esercitare e su questo può aprire un contenzioso se si vuole arrivare a modificare l'attuale situazione.

L'ordine del giorno è il seguente:

ORDINE DEL GIORNO

RILEVATO che, in data 30 giugno 1984, scade il termine temporale entro il quale 1'Amministrazione regionale ha il diritto di rivedere i criteri di ripartizione relativi agli introiti dei giochi americani presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent;

RICORDATO che, sono state riscontrate numerose irregolarità nell'applicazione dei contratti in atto fra Regione-SITAV e SAISET e che è stata altresì appurata la rilevante presenza di azionisti comuni nella SITAV e nella SAISET;

RICORDATO altresì che il Gruppo Masi-Chamonal-Giovannini (azionisti di maggioranza della SAISET e azionisti di minoranza della SITAV) è colpito da mandato di cattura per associazione a delinquere di stampo mafioso;

CONSIDERANDO necessario giungere alla risoluzione degli attuali Contratti fra Regione e SITAV e Regione-SITAV-SAISET e alla riformulazione di un rapporto contrattuale più chiaro e più vantaggioso per la Regione;

RITENENDO opportuno, per giungere a tale risoluzione e ad un nuovo rapporto contrattuale, che l'Amministrazione regionale usi fermamente sia il suo diritto di revisione delle percentuali sui giochi americani, sia il suo diritto alla soprattassa per la trattenuta irregolarmente effettuata dalla SITAV nel corso del 1982 e 1983;

Il Consiglio regionale

DELIBERA

che l'articolo 8 del Contratto rep. n. 5917 in data 4 agosto 1981, relativo all'esercizio presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent dei cosiddetti giochi americani, viene sostituito dal seguente:

"ART. 8

La SAISET dovrà versare ogni 10 giorni alla Tesoreria dell'Amministrazione regionale le sottoindicate quote degli introiti realizzati dai giochi di cui ai punti A e B dell'articolo 2 del Contratto rep. n. 5917 del 4 agosto 1981:

fino a lire 20 miliardi di introiti il 67%;

oltre lire 20 miliardi il 66%".

DELIBERA INOLTRE

di impegnare la Giunta regionale, in collaborazione con la Commissione Affari Generali allargata ai Capigruppo, ad utilizzare i diritti della Regione, sulla soprattassa e sulla revisione delle percentuali per i giochi americani, per imporre alle due Società che gestiscono la Casa da Gioco di Saint-Vincent una risoluzione e revisione dei contratti. Risoluzione e revisione finalizzata, fra le altre cose, alla eliminazione della duplicità delle società di gestione, all'abrogazione delle vessatorie clausole sul "costo del lavoro", alla riduzione al dicembre 1987 della durata della concessione, al controllo delle mance.

PRESIDENTE: Prima di dare la parola ai Consiglieri che riterranno di intervenire, comunico che vi è un errore di battitura nella delibera in oggetto; nella penultima riga anziché "le imposte dovute ai sensi degli artt. 2 e 14" occorre leggere: "degli artt. 2, 3 e 4".

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): In effetti la delibera che viene sottoposta oggi all'esame del Consiglio non può non suscitare delle perplessità, anche perchè l'argomento Casinò è diventato particolarmente spinoso da trattare. Le implicazioni di carattere penale, giuridico, ecc. condizionano sempre la discussione sull'argomento stesso.

Questa delibera, che è posta in termini così sintetici e che determina nuove percentuali a favore della Regione, può rappresentare, a seconda che la si guardi in un modo o nell'altro, un elemento di conferma dell'esistenza di due Società è in questo che noi individuiamo l'aspetto più debole; anche perchè ci sembrava che l'atteggiamento del Consiglio fosse quello di conferire la gestione della Casa da Gioco ad una società unica, per evitare tutte le "incomprensioni" che si sono verificate in questi anni con la presenza di 2 Società che ha provocato conseguenze poco simpatiche alla Regione. La gestione dovrebbe avere un assetto unitario. Non si spiega perchè in un Casinò, dove esistono contemporaneamente i giochi tradizionali francesi e quelli americani, che hanno ambedue alla base l'azzardo, debba esistere una differenziazione di percentuali. Potevano avere una loro validità nel momento in cui sono stati introdotti i nuovi giochi, ma ora hanno perso la loro validità.

Quando si è approvata la convenzione, si presumeva che il gioco americano fosse un corollario del gioco tradizionale francese, invece si è constatato che il "gioco americano" è diventato trainante rispetto all'altro. Quindi perchè c'è una differenziazione di percentuale? C'è stata addirittura una diminuzione dell'introito del gioco tradizionale rispetto a quello americano, ma per la Regione resta più vantaggioso il primo rispetto al secondo.

L'altra perplessità deriva dal fatto che non credo che il discorso possa limitarsi al vantaggio del 5% in più che la Regione ne trae e quindi ad una variazione di percentuale minima. E' vero che erano in scadenza queste percentuali, però è altrettanto vero, e noi lo diciamo, che una trattativa con le due Società avrebbe consentito di dilazionare un po' questa forma perentoria di revisione delle percentuali e avrebbe consentito un minimo di respiro in più nella trattativa stessa. Noi avevamo enunciato questa proposta in sede di Commissione, forti del deliberato consiliare in cui si investiva anche la 1^ Commissione ed i Capigruppo, per individuare una forma di gestione che fosse la più conveniente possibile per la Regione. Io ricordo di aver formulato una proposta simile in sede di Commissione, proprio perchè mi rendevo conto che, tutto sommato, non si poteva ridurre il tutto ad un 5% in più o in meno, ma che era necessario per la Giunta, e credo anche per il Consiglio, cercare di non precostituire situazioni che poi sarebbero state dannose per la Regione stessa.

In questo modo si convalida una gestione SAISET e una gestione SITAV: questo è l'aspetto più preoccupante tanto più se si vuol perseguire l'obiettivo di una gestione unica considerata il miglior modo per consentire il funzionamento corretto della Casa da Gioco. Ecco perchè avevamo chiesto un lasso di tempo più lungo. Ci siamo accorti che il discorso è stato di una brevità assoluta, perchè la Commissione non si è più riunita. Si era già riunita alla presenza dei due responsabili delle due società, come diceva il Consigliere Riccarand, il Dott. Conca e il Dott. Vegezzi. Questi, ad una mia precisa domanda, hanno dichiarato di non essere d'accordo sulla soluzione proposta. Mi spiace di non poter ripetere le parole esatte con le quali si sono espressi, ma comunque mi hanno chiaramente detto di non essere d'accordo con la proposta del Presidente Rollandin.

Al di là dell'aspetto giuridico della Convenzione o del contratto, a seconda che si dia un carattere pubblico al rapporto Regione-Casinò, la sua revisione coinvolge i due contraenti: la Regione da un lato e la SITAV con la SAISET dall'altro. Le mie modestissime e insufficienti cognizioni giuridiche non mi consentono di dare una risposta;

ma cosa accadrebbe se la delibera che noi facciamo non venisse accettata dalla controparte? Dovremmo procedere alla revoca o, come dice l'amico Dal Piaz, che ormai è diventato un esperto in questioni che riguardano il Casinò (anche se a volte le sue interpretazioni ci lasciano un pochino perplessi) questo fatto costituirebbe un elemento in più del contenzioso da sottoporre ad arbitrato? Come si vorrà procedere?

Sono elementi che non possono non preoccupare nel momento in cui esaminiamo una materia così delicata; anche perchè, riferendomi al parere che ci ha fornito il Prof. Dal Piaz, esistono i presupposti per una revoca o per una rescissione del contratto. Dal punto di vista giuridico non ci dice quali potrebbero essere le conseguenze, però aggiunge testualmente: "Venendo al caso concreto, mi sembra che si possa riconoscere in linea generale l'esistenza di valide ragioni suscettibili di giustificare il ricorso sia alla revoca del contratto, ossia la rescissione onde evitare...". Il Presidente mi insegna che possiamo anche considerare il parere dei legali secondo i punti di vista, però le considerazioni che fa il Prof. Dal Piaz hanno una loro validità.

Io non dico, e mi scuserà il Consigliere Riccarand se uso un'espressione non felice, di alzare il prezzo per poi contrattare in termini diversi con la SITAV e con la SAISET. Avremmo potuto considerare il rapporto in termini diversi, anche perchè la materia è difficile, ma così facendo si è agito con superficialità. Il discorso ci preoccupa perchè la revisione dell'articolo 8 della Convenzione SAISET sta a significare che noi, a tutti gli effetti, stabiliamo in questo momento un rapporto con la SAISET e, proprio perché lo riconfermiamo in questa sede, diverrà molto più difficile rinegoziarlo in seguito per affidare la gestione della Casa ad un'unica società. Se io fossi la controparte direi molto chiaramente: "Ma come, mi avete riconosciuto nei termini più legali possibili, mi avete modificato le percentuali e poi venite a dirmi che adesso volete gestire in maniera diversa la Casa da Gioco?" Allora tanto vale fare questo discorso prima e cioè in questa sede, seguendo la strada, pericolosa se volete, di una revisione o di una rescissione del contratto.

E' vero che l'obiettivo, è quello di recuperare denaro, però avevamo visto che le condizioni per la SAISET erano troppo favorevoli, per cui il 5% in più può essere per noi più conveniente però stabilisce un precedente pericoloso. Quale freccia avremo nel nostro arco quando diremo che questa gestione va rivista completamente? Io ritorno alla proposta iniziale: perchè non si è voluto soprassedere per un attimo? Io credo che potevamo rinunciare per altri sei mesi ad una revisione delle percentuali dovute alla Regione. E' chiaro che ciò presupponeva un accordo fra le parti. Un maggiore approfondimento del problema forse avrebbe evitato quello che noi paventiamo: il consolidamento di una situazione che può rivelarsi negativa per la Regione quando vorrà assumere determinazioni diverse nei confronti della Casa da Gioco di Saint-Vincent.

Sono elementi di perplessità che ci fanno affermare che noi non approveremo questo tipo di deliberazione e mi fanno anche riflettere sull'atteggiamento che potremmo assumere in Commissione, quando discuteremo le proposte di modifica della gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent. Grazie.

Si da atto che dalle ore 17.07 assume la Presidenza il Vicepresidente De Grandis.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Debbo confessare che il metodo seguito dalla Giunta lascia delle perplessità.

Nel giugno del 1983 era stata già concessa alla SAISET e alla SITAV una proroga della modifica dell'art. 8; dall'83 al giugno dell'84 è trascorso un anno e all'improvviso, circa 10 giorni fa, il Presidente della Giunta ci sottopone una bozza di modifica sulla quale la controparte, cioè la SAISET e la SITAV, ha dichiarato di non essere d'accordo. Qualsiasi contratto, per essere valido, deve avere l'accordo di entrambe le parti; in questo caso esiste una decisione da parte della Regione, e un'opposizione netta da parte delle due Società che gestiscono il Casinò.

Un mio amico stamattina mi ha citato un passo del Vangelo, in cui si dice: "Beati quelli che soffriranno sulla terra, perchè guadagneranno il Regno dei Cieli". Parafrasando la citazione si può dire: "Beati quelli che non si aspettavano novità perchè non soffriranno". Dobbiamo prendere decisioni urgenti in tempi brevissimi per la necessità di andare avanti. Quando in una Società come la SAISET esistono degli azionisti di maggioranza, quali Chamonal, Giovannini e Masi, con il 72% delle azioni che sono sotto sequestro c'è da stare attenti prima di concedere una possibilità di modifica dell'art. 8. Che senso ha per la Regione guadagnare con la modifica il 3, il 4 o il 5% in più, contro il 35% garantito alla SAISET ed il 14% garantito alla SITAV?

Signori Consiglieri, voi state osservando l'ultima parte in cui si dice: "Qualora gli introiti dei giochi di cui ai punti A e B ... superino i 20 miliardi, la SAISET verserà il 2% delle quote eccedenti a tale importo ad un costituendo fondo spese per la pubblicità e promozione". Ammesso che la SITAV sia d'accordo a cedere il 2 o il 3% ecco trovato il metodo per far recuperare la quota di quella percentuale che la SITAV presumibilmente cederà. Quindi non cambia assolutamente niente. Per questa perdita presunta della SITAV si è subito cercato il metodo per far sì che la SITAV continui i suoi guadagni, ma non capisco la necessità della duplice società. La Giunta dovrebbe avere una particolare attenzione per questa società, con azioni sequestrate dalla Magistratura e che non da sufficienti garanzie, allo stato attuale, per la gestione dei giochi americani.

Potremmo parlare per ore, ma oramai il problema "Casinò" sta diventando una noia. L'Avv. Dal Piaz, nel suo giudizio, esprime delle perplessità e da dei consigli, come quando afferma per esempio che quando vengono meno od abbiano comunque a modificarsi le ragioni di pubblico interesse, che avevano inizialmente consigliato la costituzione del rapporto, si può arrivare ad una revoca delle concessioni.

Per affrontare la revoca delle concessioni ci vuole la volontà politica e allora bisogna chiedere alla SAISET non il 53% o il 5% in più, ma è necessario chiedere che versi direttamente alla Regione il 60 o il 70%, senza sdoppiare gli introiti che la Regione potrebbe avere tramite la SITAV.

Ecco perchè ritengo che il provvedimento in esame non meriti un voto favorevole. Presento quindi un ordine del giorno che ora leggo:

ORDINE DEL GIORNO

VISTA la proposta di revisione dei criteri di ripartizione degli introiti derivanti dall'esercizio dei giochi americani presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent, contemplata dall'articolo 8 della convenzione Regione-SITAV-SAISET repertorio n. 5917 del 4 agosto 1981;

VISTO ancora che il Gruppo Chamonal, Masi, Giovannini detiene la maggioranza delle azioni della Società SAISET, azioni sotto sequestro da parte della Magistratura;

ANALIZZATO il parere legale dello Studio dell'Avv. Dal Piaz in cui è prevista la possibilità di revoca della convenzione "laddove vengano meno od abbiano comunque a modificarsi le ragioni di pubblico interesse che avevano inizialmente consigliato la costituzione del rapporto";

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERA

L'articolo 8 del contratto Regione-SITAV-SAISET n. 5917 in data 4.8.1981 è sostituito con il seguente:

ART. 8

La SAISET dovrà versare ogni dieci giorni alla Tesoreria dell'Amministrazione regionale le sottoindicate quote degli introiti realizzati dai giochi di cui ai punti a) e b) dell'articolo 2 del contratto repertorio n. 5917 del 4 agosto 1981:

fino a Lire 20 miliardi di introiti il 67%;

oltre Lire 20 miliardi il 66%.

Di dare mandato alla Giunta regionale di promuovere tutte le iniziative necessarie per addivenire alla revoca della convenzione Regione-SITAV-SAISET come nelle premesse sopraindicate.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Come già avevo ricordato prima per il provvedimento che riguarda il Mauriziano, purtroppo arriviamo a decidere, per questioni che hanno rilevanza politica, all'ultimo minuto: siamo a tre giorni dalla scadenza della proroga del contratto con la SAISET e solo adesso, in modo affrettato, affrontiamo la discussione conclusiva. Per mesi e mesi abbiamo discusso argomenti di minore rilevanza; adesso invece, ad una settimana anche dalle dimissioni della Giunta, tutte le questioni spinose si addensano, per cui la discussione risulta perfino strozzata per ragioni politiche e per ragioni di tempo.

Io credo si debba dire che la presentazione della delibera, da parte della Giunta regionale, è piuttosto ambigua. Abbiamo appreso, nell'incontro con il Dottor Conca e con il Dottor Vegezzi, che questa è la posizione della Giunta regionale ma non ancora delle società, quindi c'è una modifica delle percentuali che è dalla Regione senza un accordo con le controparti. Se è un atto di volontà da parte della Regione e se l'accordo con le controparti non c'è, allora valeva forse la pena di spingersi un po' più in là e non limitarsi ad una discussione che riguarda un punto o due di percentuale in più. E' vero che con questa proposta si migliorano le quote a vantaggio della Regione del 5%, però io credo che nel contesto del dibattito che abbiamo fatto in questo Consiglio regionale sul problema Casinò, si possa dire che si tratta in sostanza di briciole.

Molte forze politiche hanno espresso la volontà di arrivare ad una soluzione completamente diversa, e cioè di arrivare ad un'unica società che consenta alla Regione di prelevare le stesse quote dai giochi americani e dai giochi francesi. Con questa proposta, invece, per i giochi di tipo americano rimaniamo ancora ad una percentuale del 53%, a vantaggio della Regione, mentre per i giochi di tipo francese le percentuali variano dal 72 al 78%.

Si è detto in altre occasioni che non possono essere considerati allo stesso modo questi due tipi di gioco. La diversità, si dice, ed era stata l'argomentazione dell'Assessore Pollicini nel 1981 quando era stato presentato questo accordo con la SITAV e con la SAISET per i giochi americani, è che nei giochi americani ci sono meno mance che non nei giochi francesi, per cui le percentuali devono essere differenti. Io credo che questa impostazione sia errata: o il discorso delle mance è un fatto che riguarda le società e allora alla Regione non interessa, perchè quando alle società fa comodo l'entità delle mance, e la Regione vuole controllare, si sostiene che è un fatto che riguarda appunto le società e non la Regione. Se il discorso delle mance non riguarda la Regione, allora per un tipo di gioco o per l'altro si pongano le stesse condizioni. Se invece il discorso delle mance entra nella valutazione complessiva delle condizioni allora sia consentito alla Regione il controllo effettivo degli introiti dell'una e dell'altra società. Non è possibile perseguire una linea che tenga conto, in un caso o nell'altro, dell'interesse delle sole Società e non dell'interesse della Regione.

Dicevo prima che con questa proposta si rimane, con qualche miglioramento percentuale, all'interno di una logica che, in questi anni, si è dimostrata perdente. Io credo che, come già hanno sottolineato alcuni Consiglieri, andare verso questo accordo sia un passo falso abbastanza precipitoso che avrà effetti duraturi nel futuro. Questo accordo da il riconoscimento, del Consiglio regionale, in un momento decisivo qual è quello della scadenza contrattuale, ad una società che presenta numerosi problemi. Noi riconosciamo il diritto della continuità nella gestione ad una società il cui 78% delle azioni è sotto sequestro: infatti i possessori di quelle azioni sono attualmente indiziati di reati lesivi degli interessi dell'Amministrazione regionale. Abbiamo appreso nella riunione con il Dott. Conca e con il Dott. Vegezzi, che questi azionisti sono stati addirittura interessati da una azione di costituzione di parte civile da parte della SITAV stessa oltre che della Regione, la quale ha già dato mandato ai propri legali di costituirsi parte civile contro questi azionisti, che possiedono il 78% delle azioni. Noi adesso trattiamo con una società che si trova in simili condizioni!

Credo che sia un passo da fare con molta cautela: io mi chiedo se abbiamo gli elementi per trattare in queste condizioni e dire che fino al 1992 la SAISET è destinata a gestire i giochi americani! Con questo accordo, si riconosce che oggi non esisterebbero le condizioni per una revoca e quindi, di fatto, se non esistono oggi, non esisteranno neanche fra tre mesi e perciò si va fino al 1992.

Ritengo invece che si debba accettare molto seriamente e si debba leggere con molta attenzione il parere che il Prof. Dal Piaz ci ha fatto pervenire. Ovviamente il parere non può essere certo al 100% però, riferendosi alle vicende trascorse e presenti, ci dice che si può riconoscere nel concreto la possibilità di giungere o alla revoca o alla risoluzione del contratto: la revoca per motivi di pubblico interesse, la risoluzione del contratto per inadempienze contrattuali. E' chiaro che, dice l'Avv. Dal Piaz, prima di andare avanti, bisognerà studiare bene il problema, però già il giudizio precedente mi sembra sufficientemente chiaro. Venendo al caso concreto, mi sembra che si possa riconoscere in linea generale l'esistenza di valide ragioni suscettibili di giustificare il ricorso sia all'una, ossia la revoca, sia all'altra procedura, se non addirittura a tutte e due. Però, onde evitare di intraprendere azioni legali che possano in qualsiasi modo sortire esiti negativi, e quindi controproducenti, è naturalmente indispensabile un'attenta valutazione degli elementi di fatto che si intendono porre a base e giustificazione delle procedure medesime. La riserva che pone il prof. Dal Piaz, non è sul fatto che la revoca e la risoluzione del contratto siano possibili, ma è sul fatto che questa iniziativa, per avere esito positivo, va presentata nelle forme e con gli approfondimenti dovuti; ma sulla sostenibilità dei provvedimenti, mi sembra che non esprima dubbi.

.....INTERRUZIONE.....

E' vero che il parere non è ancora stato letto e allora lo leggerò io:

"Mi riferisco alla sua cortese, di cui in oggetto, per rispondere al quesito postomi, ovviamente in termini di estrema sintesi, attesa la brevità del tempo a disposizione e con riserva quindi di meglio approfondire in prosieguo.

In linea di principio penso che la risoluzione del rapporto, relativamente alla gestione dei giochi americani, al fine di poter poi individuare un'unica società di gestione dei giochi così tradizionali come americani, sia senz'altro possibile. Il problema delicato ovviamente è quello della strada da scegliersi sotto il profilo legale onde pervenire a tale risultato.

Sul piano astratto deve osservarsi che l'Amministrazione può pervenire alla risoluzione del rapporto di concessione o attraverso lo strumento pubblico della revoca o attraverso quello privatistico della risoluzione del contratto, laddove ne sussistano i presupposti.

Ciò in quanto, come certamente le è noto, nel rapporto concessionale si individuano e assumono particolare rilievo nella fase costitutiva oltre che nello sviluppo evolutivo, due distinti momenti: quello pubblicistico a carattere autoritativo, essenzialmente consistente nella determinazione appunto autoritativa da parte dell'Ente di dar vita, per riconosciute esigenze di pubblico interesse, alla concessione; quello privatistico, a carattere convenzionale, essenzialmente consistente nella disciplina del rapporto con il concessionario, a mezzo di apposita convenzione, la quale precisi diritti e obblighi dell'Ente concedente e del concessionario stesso.

Da tale premessa logico-giuridica consegue che laddove vengano meno o abbiano comunque a modificarsi le ragioni di pubblico interesse che avevano inizialmente consigliato la costituzione del rapporto, allo stesso possa porsi termine a mezzo di un motivato provvedimento di revoca.

Laddove, invece, si siano verificate inadempienze e violazioni della disciplina convenzionale possa intimarsi al concessionario la risoluzione del rapporto, secondo la procedura prevista dalla convenzione, o in difetto, e comunque in via integrativa, secondo le norme di legge in materia (Codice Civile e Legislazione speciale).

Venendo al caso concreto mi sembra che si possa riconoscere, in linea generale, l'esistenza di valide ragioni suscettibili di giustificare il ricorso così all'una, come all'altra procedura, se non a tutte e due. Onde evitare, però, di intraprendere azioni legali che possano in qualsiasi modo sortire esiti negativi, e quindi controproducenti, è naturalmente indispensabile un'attenta valutazione degli elementi di fatto che si intendano porre a base e giustificazione delle procedure medesime ed è di conseguenza non meno indispensabile una più approfondita disamina della situazione, sotto tali angoli visuali, per la quale sono ovviamente a disposizione. Ciò avendo in particolare presente che l'esito favorevole di un'eventuale contenzioso dipende non soltanto dall'esistenza di validi presupposti, ma anche dalla completezza e dalla congruità delle motivazioni che l'Amministrazione ponga a base dei suoi provvedimenti onde valorizzare adeguatamente i presupposti stessi

.....INTERRUZIONE.....

ROLLANDIN (U.V.): (Fuori microfono):

"Concretezza" e non "Completezza"!!!

MAFRICA (P.C.I.): Nel mio documento c'è scritto completezza.

ROLLANDIN (U.V.) (Fuori microfono): Concretezza!

MAFRICA (P.C.I.): Allora mi avete dato un documento falso, perchè nel mio c'è scritto completezza! Ci sono due documenti di Dal Piaz? Alla minoranza date un altro documento?

PRESIDENTE: Per cortesia, c'è il Presidente della I Commissione Consiliare, che ha ricevuto il documento? ... Non c'è.

MAFRICA (P.C.I.): Qui c'è scritto "... dalla completezza e dalla congruità delle motivazioni che l'Amministrazione ponga a base dei suoi provvedimenti onde valorizzare adeguatamente i presupposti stessi..."

Per quello che intendo io esiste, in linea di principio e da un esame generale dei fatti, la possibilità della revoca e della risoluzione del contratto. Naturalmente dobbiamo fare le pratiche nel modo dovuto, in modo completo e bene articolato. A mio giudizio, il prof. Dal Piaz, non esprime molti dubbi sull'esito positivo dell'iniziativa regionale.

Io credo che le ragioni di pubblico interesse, che potrebbero portare alla revoca, siano proprio quelle che hanno motivato nel 1981 la stipulazione della convenzione con la SAISET. In quel periodo, l'allora Presidente della Giunta, l'Assessore e altri intervenuti, avevano sostenuto che era utile avere due società concorrenti, perchè quando ci si fosse trovati nuovamente alla scadenza del contratto, sarebbe stato opportuno e possibile verificare qual era la Società concessionaria a cui affidare con maggiore convenienza la gestione dei giochi.

Questo presupposto, purtroppo, è venuto a mancare in modo evidente dalle verifiche fatte dalla Commissione Affari Generali allargata ai Capigruppo. Questo solo presupposto, che stava alla base della volontà del Consiglio regionale nel 1981, può essere, dal punto di vista della volontà del Consiglio, il movente che mette in discussione quell'atto.

Credo comunque che l'Avv. Dal Piaz oltre che scrivere questa breve sintesi, sarebbe, se incaricato, in grado di fornire ulteriori elementi in materia e quindi credo che questa possibilità non debba essere lasciata cadere solo per la diversa interpretazione della scrittura stenografica o per altre motivazioni banali.

Noi comunque prendiamo posizione: perchè non si arrivi oggi ad una decisione che sia per gli anni a venire una cosa fatta dalla quale non si può più tornare indietro; questa è la nostra intenzione. Altre forze politiche hanno presentato un ordine del giorno; noi abbiamo pronta da tempo una proposta di legge che presenteremo in questi giorni. Crediamo che sia venuta l'occasione per dare una svolta ed una soluzione decisiva alla vicenda del Casinò.

La nostra proposta l'abbiamo già illustrata più volte: noi siamo del parere che si costituisca una società mista, in cui la Regione abbia la maggioranza delle azioni e nella quale siano presenti: il Comune di Saint-Vincent, la Comunità del Marmore, tutti gli altri Comuni e le altre Comunità Montane della Valle d'Aosta, con una percentuale tale che permetta loro di esprimere in Assemblea una determinata volontà e una certa impostazione. Vogliamo che a questa società mista possano partecipare persone fisiche, non società private dietro cui si nascondano azionisti sconosciuti. Alcuni degli attuali azionisti della SITAV e della SAISET, se graditi all'Amministrazione, potranno anche partecipare a questa nuova società.

La nuova società dovrebbe avere le concessioni a condizioni ovviamente favorevoli per la Regione, in modo da permettere di risolvere quei problemi che da tempo si trascinano, quali il controllo delle mance l'assunzione del personale. La nuova società non dovrebbe prestarsi a pratiche clientelari, ma, attraverso la formazione pubblica dei dipendenti, e la selezione per concorso, potrebbe permetter di risolvere in modo definitivo le questioni delle manifestazioni e tutti gli altri problemi che esistono sul tappeto.

Noi riteniamo quindi che il Consiglio regionale, oggi, invece di approvare il provvedimento, debba prendere l'iniziativa della revoca e della risoluzione del contratto per addivenire ad una soluzione definitiva del problema.

La logica del "carciofo", cioè la logica di risolvere i problemi uno alla volta, innanzitutto esaminando la questione del ritardo nei versamenti, poi la questione della percentuale dei giochi americani, quindi la questione del costo lavoro, a nostro giudizio farà si che chi determina il tutto siano sempre le due Società e gli azionisti che vi sono dietro. Se invece vogliamo avere una visione più completa è opportuno sgomberare il campo e andare a soluzioni definitive, non imboccando una strada che solo difficilmente ci potrebbe permettere di tornare indietro.

Io penso che le forze politiche della maggioranza possano, anche dal risultato elettorale del 17 giugno, trarre qualche utile insegnamento sul come la popolazione valdostana ha considerato il comportamento delle diverse forze politiche sulla vicenda del Casinò. Il fatto che a Saint-Vincent il P.C.I. abbia guadagnato 300 voti e sia diventato il primo partito, può fare riflettere e presenteremo poi una mozione di tipo politico su cui discutere di questo. Voglio solo fare notare che la vicenda del Casinò non è solo un problema del Consiglio regionale, ma è una questione che desta l'attenzione e la sensibilità della popolazione valdostana. Ogni scelta ha il suo peso, ogni non scelta condiziona il futuro della nostra Regione. La massima cautela e prudenza e, comunque, la volontà di fare chiarezza debbono essere l'intento di tutto il Consiglio regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.

MAQUIGNAZ (Féd. D.P. - U.V.P): Vorrei innanzitutto chiarire la divergenza terminologica tra "concretezza" e "completezza": credo che si tratti solo di una questione formale, nel senso che il Presidente della Giunta ha la versione telefonica del parere dell'Avv. Dal Piaz, mentre noi abbiamo la versione dattiloscritta.

A parte questa considerazione, credo che la proposta di delibera, riproponga ancora una volta in modo inevitabile il problema dei rapporti fra la Regione e le società che gestiscono la Casa da gioco. Il mio Movimento ha già avuto modo in diverse occasioni, attraverso il suo giornale, di esprimere la sua opinione su come devono essere impostati i rapporti fra la Regione e la Casa da gioco, e anche il mio Capogruppo in diverse occasioni, seppur con toni di prudenza e moderazione (come è nel suo carattere) ha manifestato in modo chiaro la nostra posizione sui rapporti fra la Regione e la Casa da gioco.

Io ho usato toni più vivaci e forse meno pacati, ma nella sostanza il discorso è sempre lo stesso. Sul problema della SAISET nel passato mi sono già espresso con posizioni un po' differenziate ma chiare e non voglio oggi, in questa sede, ritornare sullo stesso argomento. Credo però che una cosa possa essere detta oggi, e cioè che ormai l'opinione pubblica e tutto il Consiglio regionale sono convinti che la SAISET è stata costituita per sottrarre dei soldi alla Regione, diminuendone gli introiti, attraverso quello che io ho chiamato il famoso gioco dei bussolotti, con il quale avveniva un dirottamento della clientela da una società all'altra e, dopo le ultime vicende, abbiamo potuto capire che il cervello che dirigeva l'operazione era unico.

A parte queste considerazioni di carattere generale, devo riconoscere che il provvedimento presentato dalla Giunta regionale rappresenta un passo avanti, perchè è migliorativo rispetto alla situazione precedente: la modifica all'art. 8 migliora la posizione della Regione. Tuttavia se è vero che da una parte questa delibera è positiva, dall'altra rischia di diventare estremamente pericolosa. Infatti con questa delibera la Regione riconosce nella sostanza l'esistenza della SAISET, cioè non si intravede nessuna volontà formale, da parte del Consiglio regionale e della Giunta, che faccia intendere che esistano dei problemi nei confronti di questa società.

Il Presidente della Giunta e credo anche i componenti la Commissione Affari Generali, sono tutti dell'idea che si debba arrivare alla costituzione di un'unica società: su questo siamo tutti d'accordo. Si tratta però di scegliere gli strumenti più adeguati, ed io mi permetto in questa sede di suggerirli. D'altra parte, questi sono stati indicati, mi sembra in modo abbastanza chiaro, dall'avvocato Dal Piaz, sul cui parere vorrei fare anch'io delle brevi considerazioni. E' stato detto che non è chiaro che è di difficile interpretazione: io l'ho esaminato e l'ho interpretato insieme a tre o quattro legali, miei amici, e, attraverso un confronto, ci siamo formati una nostra opinione.

L'Avvocato Dal Piaz ritiene che esistano tutti i presupposti, di fatto e di diritto, perchè la Regione possa addivenire sul piano pubblico alla revoca della convenzione e sul piano privatistico, alla risoluzione del contratto per inadempimento. Evidentemente, continua l'avvocato Dal Piaz, i presupposti esistono, però occorre valutarli bene, e occorre, se la Regione decide di scegliere questa strada, individuarli bene; sia che si tratti di revoca, sia che si tratti di risoluzione del contratto. Quindi nella sostanza, l'avvocato Dal Piaz, suggerisce alla Regione due strumenti che possono essere usati, naturalmente se esiste la volontà politica, che mi sembra esistere perchè tutti hanno detto, compreso il Presidente della Giunta, che c'è la volontà di arrivare ad un'unica società di gestione.

Ora, se il discorso di fondo è questo, io credo che la delibera possa essere approvata dal Consiglio regionale, perchè è migliorativa. Però mi permetterei di suggerire alcune integrazioni, che metterebbero la Regione in una posizione di forza nei confronti della SITAV e della SAISET. E' evidente che l'eventuale modifica dobbiamo approvarla, perché abbiamo soltanto due giorni a disposizione e non c'è il tempo di fare grosse discussioni. Ci sarebbe la possibilità di approvare la delibera così com'è, dicendo però che la Regione si riserva il diritto di rivedere la convenzione entro un anno. Se noi aggiungiamo questa semplice riga sulla delibera, ci mettiamo con le spalle al muro, nel senso che confermiamo che i rapporti fra la Regione e la Casa da gioco debbono ancora essere definiti e questo anche perchè l'azione della magistratura è ancora in corso.

Ciò costituirebbe un passo avanti e metterebbe la Regione in una posizione di forza e col coltello dalla parte del manico. Sulla scorta di quanto detto dal Consigliere Mafrica, mi permetto anche di suggerire che se è vero che i presupposti di fatto e di diritto esistono, allora penso che sarebbe opportuno, per rafforzare la posizione della Regione, inserire nella delibera la riserva, da parte della Regione e del Consiglio regionale, di valutare l'opportunità, come è stato detto, di addivenire ad una azione di revoca oppure alla risoluzione del contratto per inadempienza contrattuale.

Capisco che la Giunta, di fronte a queste vicende, si è trovata dinanzi a grosse difficoltà; credo però che se ne vogliamo uscire in modo sereno, ci sia bisogno di un momento di riflessione di tranquillità. Mi permetto di dire che ci vuole anche un po' di tolleranza. Se questa è la strada che vogliamo seguire, potremo uscirne vincitori. Se invece la strada che si vuole intraprendere è quella dell'intolleranza e della mancanza di collaborazione, allora tutti noi in questo Consiglio regionale, al di là dei rapporti di maggioranza e di opposizione, troveremo delle difficoltà.

Io faccio una proposta che mi sembra fondata sul buon senso, perchè nella sostanza rispetta la volontà della Giunta di mantenere la delibera, ma vi apporta però alcune modifiche, che mettono la Regione in condizioni di sicurezza. Ci sono state le proposte dei Consiglieri Riccarand, Torrione, Baldassarre e Mafrica: io mi permetto di chiedere una breve sospensione del Consiglio per riunire la conferenza dei Capigruppo e cercare una soluzione unitaria, perchè credo che si possa giungere ad una soluzione unitaria.

Non penso che in questo Consiglio si voglia strumentalizzare, come è stato detto, la vicenda Casinò, perchè si tratta di una vicenda troppo delicata.

PRESIDENTE: Signori Consiglieri c'è una richiesta di sospensione della seduta per riunire i Capigruppo e tentare di concordare un deliberato comune a tutti.

Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Nous sommes contraires à renvoyer la question ou suspendre le Conseil pour se mettre d'accord, parce que nous avons vu clairement qu'il n'y a pas la volonté de la pant des forces de l'opposition d'arriver à quelque chose de concret. Quand de la part du Parti Communiste on vient nous dire que: "bisogna rinviare chissà a quando per trovare una soluzione definitiva", nous disons clairement que renvoyer veut dire, pour l'Administration régionale, perdre deux milliards par année.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I): Sarebbe troppo facile entrare nella diatriba fra due Consiglieri della maggioranza, ma noi non lo facciamo. Ci dispiacciono le parole del Consigliere Voyat perchè io credo che se una discussione è stata affrontata in termini, per quanto possibile, corretti e da diverse angolazioni, è stata proprio questa. Aver la pretesa che la minoranza la pensi come la maggioranza mi sembra un atto che sa di arroganza. Noi riteniamo che questo problema abbia delle implicazioni tali che, una soluzione come quella prospettata dal Consigliere Maquignaz e che coinvolga tutto il Consiglio, sia possibile; siamo quindi a favore di una sospensione, non solo, ma ci riserviamo di presentare un ordine del giorno, proprio nell'intento di conciliare le varie posizioni. Crediamo che esistano ben altri argomenti di carattere politico che non questa serie di assalti alla baionetta sulla SAISET o sulla SITAV.

Noi riteniamo che esista la possibilità di riflettere sull'intera vicenda: ha ragione il Consigliere Mafrica quando dice che la fretta è stata una cattiva consigliera. Io non dico che non ci sia stata della buona volontà, ritengo però che si sia arrivati all'ultimo momento, per proporre solo di aumentare la percentuale senza pensare a tutte le altre implicazioni che potevano essere considerate in modo più complessivo.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.

MAQUIGNAZ (Féd. D.P. - U.V.P.): Io volevo precisare che non ho chiesto il rinvio ma la sospensione momentanea del Consiglio regionale, per cercare una posizione unitaria.

Sulla sostanza della delibera credo che tutto il Consiglio sia d'accordo, l'importante è che la Regione non pregiudichi la possibilità di compiere altri atti amministrativi che potrebbero essere importanti per il suo stesso interesse. Questo è tutto.

PRESIDENTE: Signori Consiglieri, la richiesta di sospensione formulata dal Consigliere Maquignaz è stata discussa, in senso positivo dal Consigliere Torrione, in senso negativo dal Consigliere Voyat. A questo punto si tratta di votare la proposta di rinvio.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Je pense de comprendre qu'il y a des positions différentes et je ne crois pas qu'on arrivera, qu'il y ait ou non la suspension de la séance, à trouver un accord entre les différentes forces. Si j'ai bien compris ce que le Conseiller Maquignaz a dit, avait plutôt le but de voir si c'était le cas d'insérer dans cette délibération certaines phrases qu'il a lues.

Nous n'avons pas les problèmes de suspendre la séance pour examiner ce nouveau texte que nous avons déjà vu, car, je crois que, d'après ce que les différentes forces politiques ont dit, y a des positions complètement différentes. S'il s'agit tout simplement de suspendre la séance, pour se retrouver dix minutes et voir si c'est le cas d'insérer ou non ces phrases sans qu'il y ait un débat, je pense qu'on peut très bien le faire. Ce ne sont pas les dix minutes qui nous manquent, surtout s'ils sont nécessaires pour continuer cette discussion selon une certaine position qui n'est pas celle de renvoyer tout ce discours.

A ce propos, je partage ce que le Conseiller Maquignaz vient de dire: il n'y a pas la possibilité d'améliorer certaines positions en renvoyant le tout.

PRESIDENTE: Se vogliamo votare per alzata di mano, visto l'atteggiamento del Presidente della Giunta, procediamo pure alla votazione per la sospensione di 10 minuti del Consiglio.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 31

Contrari: 1

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE: Il Consiglio è sospeso per 10 minuti e i Capigruppo sono convocati nella sala delle riunioni consiliari.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,00 alle ore 18,23.

PRESIDENTE: La maggioranza della Conferenza dei Capigruppo ha deciso di apportare due modifiche alla deliberazione.

La prima riguarda la parte esplicativa dove all'ultima riga va aggiunto: "Quanto sopra premesso e nel rispetto della volontà espressa dal Consiglio regionale con l'ordine del giorno approvato il 15/5/1984 la Giunta propone che il Consiglio regionale deliberi". Questa è la prima aggiunta.

Il deliberato va contrassegnato con il numero 1 e, al penultimo comma, là dove dice: "La gestione degli interventi con spese a carico del fondo di cui al comma precedente sarà decisa di comune accordo tra Regione, SITAV e SAISET", bisogna aggiungere la parola "Regione".

C'è poi da aggiungere il seguente punto due: "Di dichiarare, per specifiche ragioni d'urgenza, immediatamente eseguibile la presente deliberazione".

Il Consigliere Mafrica ha fatto pervenire un emendamento all'art. 8 che dopo vi leggerò.

Prima degli emendamenti occorre discutere e votare l'ordine del giorno preannunciato dal Consigliere Torrione, cui do la parola.

TORRIONE (P.S.I.): Presentiamo il nostro ordine del giorno perchè la nostra tesi non ha trovato il consenso degli altri Capigruppo che sono rimasti sulle loro posizioni.

Per non considerare definitivo il provvedimento odierno e per non pregiudicare ulteriori possibilità di trattativa, rendendoci conto che non possiamo revocare queste convenzioni in breve tempo, ci appelliamo allo spirito dell'art. 8 della Convenzione con la SAISET che dice testualmente:

"L'Amministrazione regionale si riserva il diritto, trascorso il primo anno solare intero di esercizio, di rivedere...". La Regione ha esercitato questa facoltà ma noi chiediamo che la si proroghi per ulteriori sei mesi lasciando impregiudicata tutta la situazione. Questo per dare modo alla Giunta ed al Consiglio di riflettere sulla vicenda.

L'ordine del giorno suona in questi termini:

IL CONSIGLIO REGIONALE

considerato che la scadenza del 30/6/1984 costituisce il termine per la revisione delle percentuali dovute dalla SAISET alla Regione per la gestione dei giochi americani presso la Casa da gioco di Saint Vincent, rilevato che tale termine può essere, ai sensi dell'art. 8 della Convenzione con la SAISET, prorogato ulteriormente di altri sei mesi per dare modo alla Regione di rinegoziare le convenzioni con la SITAV e con la SAISET al fine di definire in termini concreti il problema dell'intera gestione della casa da gioco.

DELIBERA

di prorogare al 31/12/1984 il termine per la revisione delle percentuali dovute dalla SAISET alla Regione per la gestione dei giochi americani presso la Casa da gioco di Saint Vincent, di rinviare qualsiasi decisione relativa alla gestione della Casa da gioco dopo un attento esame di tutte le possibilità atte a garantire un corretto funzionamento della predetta Casa da gioco".

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE (U.V.): Anche noi vogliamo dire qualcosa su questa modifica di Convenzione, anche perchè ricordiamo che l'anno scorso fece molto scalpore il fatto che non si volle decidere in quel momento e da parte di tutta l'opposizione ci fu un duro richiamo alla maggioranza che non aveva il coraggio di decidere. Noi allora dicemmo le nostre ragioni, che ci paiono ancora valide, e affermiamo al contrario che oggi diventa non necessario, ma indispensabile arrivare alla soluzione di questo aspetto della complicata vicenda che riguarda i rapporti fra la Regione e la Casa da Gioco di Saint-Vincent.

A nome dell'Union Valdôtaine non solo esprimiamo un parere positivo ma riteniamo che guardando questo aspetto da tutte le angolazioni, se ne possano trarre alcune indicazioni importanti.

Una prima indicazione importante riguarda la questione dei Giochi americani in se stessa, sempre tenendo conto del fatto che noi ragioniamo in questo caso non con la filosofia del Consigliere Riccarand, ma con la filosofia di chi vuole avere una Casa da gioco che renda quattrini per l'Amministrazione regionale. La filosofia del Consigliere Riccarand, unica contraria a questa tesi in seno al Consiglio, predica in altro modo. Noi non l'accettiamo e quindi, ragionando come tutti gli altri 34 Consiglieri di questo Consiglio, diciamo che l'introduzione dei giochi americani si è rivelata un atto fondamentale, che dà la possibilità alla Casa da gioco di sopravvivere in modo dignitoso nell'interesse della Regione Valle d'Aosta. Basterebbe riprendere gli incassi dell'anno 1983 per vedere che dai giochi americani sono venuti alla Regione 15 miliardi contro i 47 dei giochi tradizionali, quindi l'importanza di questi giochi è reale. Non solo, ma quest'anno, quando sono caduti tutti quei "giochetti preferenziali", da parte di qualcuno per una società piuttosto che per un'altra (perchè adesso tutti quelli che facevano le preferenze sono fuori, per loro volontà o no, comunque non ci sono) i giochi americani sono quelli che, in questo momento, tengono in piedi il Casinò di Saint-Vincent, sono gli unici che permettono ancora oggi alla Casa da Gioco di guadagnare. Con questo cosa si vuole dire? Che la scelta strategica dei giochi americani, a nostro avviso, si è rivelata un fatto fondamentale per la vita della Casa da Gioco e, sostenendola, riteniamo di aver fatto bene, nell'interesse della Comunità valdostana. Questo è il primo punto.

Per quello che riguarda il rispetto della scadenza del 30 giugno io ritengo che non si poteva assolutamente agire in modo diverso, anzi io sono tra quelli che l'anno scorso, malgrado le difficoltà per le elezioni ormai prossime, hanno tentato di non rinviare la soluzione del problema. L'anno scorso però c'erano tensioni di altro genere e si sa benissimo che purtroppo siamo tutti un po' "peccatori" e le tentazioni ci trascinano sovente. Io credo però che oggi non si possa più rinviare, nonostante le varie opzioni presentate contro questa ipotesi, perchè per poter rinviare non basta che sia d'accordo l'Amministrazione regionale, devono essere d'accordo anche la SITAV e la SAISET. Questo sarebbe un quesito da porre.

Per quello che riguarda i contenuti delle varie modifiche alla proposta che la Giunta ci ha fatto, io non capisco perchè il gruppo del Partito Socialista Democratico Italiano e il gruppo di Nuova Sinistra, in questo contesto di gioco al rialzo, non abbiano scritto il 100% delle entrate. La proposta la faccio io, se non la fate voi. Questa è la tentazione che abbiamo tutti. Non si capisce perchè voi vi siate fermati al 66-67%, invece il Consigliere del P.C.I. Demetrio Mafrica, che è più vispo, l'ha già portata al 78%! A questo punto o siamo seri, ed allora io ci sto e discuto di qualunque cosa, o, se siamo qui per prenderci in giro bisogna che ce lo diciamo.

E' inutile che Demetrio Mafrica, uomo di vasta cultura matematica, venga qui a dire delle cose di cui lui stesso non è sicuramente convinto. Questo glielo dimostro: lui è stato l'unico che, l'altro giorno, ha posto un quesito coerente ai dottori Conca e Vegezzi, presenti all'udienza in sala di Giunta, perchè ha chiesto al Dott. Conca a quanto ammontano le mance del 1983. Il Dottor Conca gli ha dato anche la risposta. Le percentuali che noi prendiamo dalla SITAV sono identiche, se non inferiori, a quelle che stiamo portando a casa con la SAISET. Le mance, caro Mafrica, esistono e sono parte della realtà del Casinò che lo si scriva o meno. Senza forzature, grazie a Dio, le cose si stanno chiarendo e noi dell'Union Valdôtaine lo abbiamo sempre detto che bisognava fare luce. Tutte le mance, infatti, stanno venendo alla luce del sole senza bisogno di forzature, come era stato previsto: si sa a quanto ammontano le mance e con quale percentuale esse influiscono sui giochi. Caro Demetrio, lo ricordi anche tu che in questo contratto la SITAV non voleva inserire la questione delle mance, ricordi che eravamo nel periodo "dell'embrassons nous" italiano ed il Partito Comunista era con noi a trattare allo stesso tavolo della SITAV! Demetrio Mafrica e Giulio Dolchi si ricordano i rifiuti assoluti da parte della SITAV a voler trattare questo argomento. Quello che è stato fatto ci porta ad avere le due società su uno stesso piano, per quello che riguarda la percentuale pagata alla Regione autonoma Valle d'Aosta. Questo ci sentiamo di sostenerlo e difenderlo in qualunque sede.

Per i contenuti, io non capisco perchè tutti vi fermiate al 2, 3, 4 e qualcuno al 5%. Per i conti che noi siamo stati capaci di fare questa convenzione dà dei vantaggi alla Regione superiori al 7%, e per noi sono delle cifre importanti. Su 20 miliardi vogliono dire un miliardo e mezzo: se per voi queste cifre non contano per noi hanno notevole importanza e a me dispiace di avere perso i miliardi dell'anno scorso.

C'è ancora l'altra questione che il Consigliere Riccarand (che è un ragazzo che usa anche la testa e che quindi non può essere scorretto) ha voluto sottolineare dicendo: "Devo riconoscere che in questa delibera c'è una questione positiva, l'accorpamento dei giochi A e B, che fa chiarezza". Questo lo diciamo anche noi con forza. Sono convinto che il Presidente Rollandin e la Giunta intera, per ottenere questa condizione, hanno dovuto combattere, per me aver ottenuto questo è sicuramente un fatto positivo e l'Union Valdôtaine lo ritiene un atto qualificante di questa modifica della Convenzione con la SITAV.

Si è parlato molto, in questa sede, della questione delle perizie del Prof. Dal Piaz. Una è quella di cui abbiamo appena discusso e sulla quale ritornerò dopo. Forse però avremmo dovuto fargliene fare un'altra: se noi non rinnovassimo la Convenzione entro il 30 di giugno, incapperemmo in qualche reato di tipo "omissioni di atti d'ufficio"? Potevamo chiedere questa perizia! Tuttavia bisogna anche stare attenti alle perizie di detto Professore, perchè una perizia di questi aveva anche detto che, a suo modesto avviso la percentuale di riparto spettante alla SAISET non avrebbe più potuto essere ritoccata. Noi riteniamo, e ne facciamo merito alla Giunta, di aver portato via, contro la perizia di qualcuno che se ne intende più di noi di diritto, 5 punti alla SAISET. Questi ce li portiamo a casa volentieri. Direi quindi, a mio modesto avviso, che queste "expertises" vadano prese con le dovute riserve.

Per quello che riguarda l'altra perizia e l'altro problema che preoccupa tutti, noi siamo convinti che il provvedimento che stiamo esaminando non cambi niente di tutto il resto. Il Presidente Rollandin lo ha ripetuto un attimo fa. Noi siamo convinti che tutto e le iniziative, presenti e future, della Regione nei confronti delle due società che gestiscono il Casinò non saranno assolutamente compromessi anzi, abbiamo il dovere di prendere questa decisione!

Una piccola osservazione su come lavora la Commissione che si interessa di questi problemi. Io sono rimasto veramente stupito che 1 Commissione Affari Generali e Capigruppo, dopo aver, convocato gli amministratori della SITAV e della SAISET, non abbia posto a queste persone neppure una domanda nel merito della questione della revisione delle percentuali previste all'art. 8 della convenzione. Non so a cosa addebitarlo... forse è il caldo che si avvicina. L'unica domanda seria che è stata posta agli amministratori della SITAV e della SAISET è stata quella di poter avere qualche biglietto per la manifestazione "Un disco per l'estate"! Mi pare che siamo caduti in basso.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Alla riunione dei Capigruppo non siamo riusciti a raggiungere un accordo anche dopo le affermazioni fatte dal Consigliere Maquignaz le cui richieste, a mio avviso, sono state opportune. Noi non voteremo la delibera proposta dalla Giunta regionale e io manterrò l'ordine del giorno presentato alla Presidenza del Consiglio.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI (P.L.I.): Due parole soltanto, perchè il Consigliere Tamone mi ha preceduto. Io ho fatto una proposta a molti Consiglieri e la ripropongo ancora una volta. Chiediamo alla SITAV e alla SAISET il 100% delle entrate del Casinò, chiediamo che la SAISET e la SITAV paghino di tasca loro i dipendenti facciano loro le manifestazioni e se le paghino perchè, di fronte a certe richieste, non si può che arrivare a questi estremi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Io credo che il Consigliere Tamone ogni tanto si faccia prendere dalla foga e vada al di là delle sue intenzioni, perchè l'essere contemporaneamente insaponato e poi strigliato non mi ha divertito tanto.

Comunque, nel merito delle sue argomentazioni io credo che la prima cosa da osservare è che, forse, le intenzioni saranno state serie da parte delle Giunte precedenti che hanno gestito la vicenda Casinò, ma i risultati non sono stati molto soddisfacenti perchè se si sono avute in seguito queste vicende giudiziarie vuol dire che probabilmente determinate impostazioni avevano qualcosa di errato su cui bisogna riflettere. Io penso che questa considerazione sia ancora valida oggi. Se pensiamo di aver sempre fatto bene e di non avere mai sbagliato e riteniamo che è stato il destino, cinico e baro che ha portato i giudici ad intervenire in questo modo, io credo che si rifaranno gli stessi errori di prima.

Sulla questione delle mance, è vero che io ho fatto una serie di domande al Dottor Conca: non ho chiesto i biglietti del "Disco per l'estate", ho chiesto qual era l'ammontare delle mance. Egli non mi ha voluto rispondere; ha detto ancora una volta, che dall'ammontare degli ingressi più le mance è possibile calcolare qual è la parte di mance della SITAV. Prima, però, io ho fatto delle considerazioni: noi, come partito, abbiamo sempre richiesto, anche se non li abbiamo mai ottenuti, i dati relativi agli incassi, e questo non per togliere alle Società la loro parte di mance. A noi interessa sapere solo quanto incassano. Invece, né la SITAV né la SAISET ci danno informazioni chiare che ci permettano di fare calcoli attendibili.

Il Consigliere Pedrini prima diceva di chiedere che dette società versino il 100% e che ancora paghino loro il personale. In realtà, caro Consigliere Pedrini, siamo noi regione Valle d'Aosta che paghiamo il personale, perchè il Dottor Conca, tra tutte le cose un po' indelicate che ci ha detto sul personale, ha riferito che il personale tecnico lavora si e no 24 ore, mentre il contratto ne prevede 36-37. Come mai allora un'azienda così solida e con princìpi manageriali così validi, mantiene una situazione così deleteria? E' chiaro: perchè il personale glielo paga la Regione! ecco la risposta. Il costo del lavoro è costato alla Regione due miliardi qualche settimana fa! Credo che occorra una certa valutazione su questi fatti.

Noi riteniamo che la scadenza della convenzione debba essere utilizzata. Anche noi avremmo voluto che l'anno scorso si giungesse per tempo ad ottenere dalla SAISET delle percentuali superiori, però nel frattempo sono successe alcune cose per cui l'anno scorso strappare 5 punti sarebbe stato un risultato, mentre invece avere 5 punti in percentuale adesso non è, a nostro giudizio, un risultato.

Entro il 30 giugno 1984 occorre impostare una linea che giunga alla società unica. L'emendamento al deliberato che chiede che la SAISET versi alla Regione le stesse percentuali della SITAV, va in questa direzione: cerca di mettere la SAISET nelle condizioni di non accettare, per aggiungere al già numeroso contenzioso altre ragioni che possano portare ad una nuova unica società, che gestisca entrambi i giochi e che dia uniche percentuali, tenendo conto delle mance più alte da una parte o dall'altra. A noi sembra di avere una posizione seria e chiara e di non giocare al "mercato delle vacche".

I nostri obiettivi politici possono essere differenti, però ci sembra che il 17 giugno 1984 alcune nostre posizioni siano state capite. Non sappiamo se quelle del Consigliere Tamone sono state capite!

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI (Féd. D.P. - U.V.P.): Noi voteremo a favore di questa deliberazione con gli emendamenti che sono stati approvati dalla maggioranza nella riunione svoltasi nella saletta qui a fianco.

Mi pare che ci siano tre punti fermi: il primo è che la proposta che la Giunta ci sottopone rappresenta un passo avanti, che non è solo di ordine quantitativo, di denaro, ma anche di semplificazione e di maggior chiarimento di rapporti. Il secondo perchè questa deliberazione ubbidisce a criteri prudenziali, cioè l'Amministrazione regionale ha preferito ottenere ciò che era possibile ottenere e rispettare certe scadenze che potrebbero porre dei problemi e degli interrogativi se dilazionati e protratti nel tempo. Il terzo perchè dalle dichiarazioni del Presidente, che rappresentano il sottofondo del dibattito di oggi, mi pare che non sia tanto una questione di validità della deliberazione di oggi quanto, piuttosto, di volontà politica o meno nel proseguire sulla linea che il Consiglio regionale si era data votando l'ordine del giorno del 15 maggio 1984. Le affermazioni fatte dal Presidente della Giunta, che indicavano con forza quali sono le intenzioni della Giunta e del Governo regionale in questo senso, per noi non sono solo sufficienti ma le accettiamo e ad esse aderiamo. Voglio ricordare che in quell'occasione quasi l'unanimità del Consiglio ha indicato le linee generali di comportamento su questo problema. La prima era di giungere ad una collaborazione tra la Commissione Affari Generali allargata ai Capigruppo e il Governo regionale e proprio al primo punto di quell'ordine del giorno sta testualmente scritto: "Formulare proposte, qualora non si verificassero le condizioni per la revoca delle concessioni alla SITAV e alla SAISET, per una tempestiva revisione della Convenzione in atto".

Dato che questo corrisponde alla volontà politica del Movimento che rappresento, cioè di tendere ad una revisione delle convenzioni e ad una società unica, e questa è stata la volontà espressa nella riunione testé terminata, votiamo la deliberazione che ci è stata sottoposta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.

BENEFORTI (D.C.): Come gruppo della Democrazia Cristiana voteremo a favore dell'ordine del giorno presentato dalla Giunta e modificato nella riunione dei Capigruppo, ritenendo che oggi quello che è riportato nell'ordine del giorno sia quanto è stato possibile ottenere nella trattativa che è intercorsa fra la Giunta regionale, la SAISET e la SITAV.

Non possiamo accettare l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Torrione per il Partito Socialista, in quanto oltre a rinunciare a degli introiti per sei mesi, ci fa correre il rischio della impossibilità della revisione, poiché la prassi seguita nel rinviare al 30 giugno la revisione di queste aliquote è stata diversa da quella che il Consigliere Torrione oggi ci propone. Non possiamo neanche accettare il discorso dell'impegno a rivedere le aliquote entro un anno, perchè questo vuole dire annullare l'impegno che ci siamo assunti di lavorare per cercare di arrivare ad una gestione unica nel Casinò di Saint-Vincent, cioè ad una società che gestisca sia i giochi americani che quelli tradizionali.

Pertanto noi ci riconosciamo e ci ritroviamo nell'ordine del giorno presentato e siamo certi che la Giunta, come la maggioranza, lavoreranno per arrivare ad assumere tutti gli impegni che noi abbiamo, quasi all'unanimità, stabilito il 14 di maggio nella riunione del Consiglio regionale. C'è l'impegno di tutti a rivedere alcune clausole delle Convenzioni ed i rapporti che devono sussistere fra la Casa da Gioco e la Regione e su questo argomento certamente andremo a fondo, come c'è l'impegno ad analizzare tutte le possibilità che esistono per arrivare, se possibile, alla revisione delle Convenzioni. Questa è una premessa che anche il Presidente della Giunta ha sempre confermato e ha sempre sostenuto. E' chiaro che alla revisione ci si deve arrivare con dei presupposti giuridici ben fondati, perchè dobbiamo capire che siamo degli amministratori e non possiamo andare ad aprire un contenzioso senza sapere dove si va a cadere, per cui dobbiamo avere ben chiare le idee e le motivazioni per arrivare alla revoca delle convenzioni, che tutti auspichiamo, per dettare, magari, Convenzioni certamente diverse e per modificare tante cose. E' chiaro che tutto ciò deve essere fatto su presupposti giuridici che ci portano a realizzare l'obiettivo senza aprire contenziosi che ci fanno entrare in un sacco senza sapere come se ne può uscire.

Noi riteniamo, pertanto, che oggi sia questa la strada da seguire, con l'impegno del nostro gruppo e della maggioranza di continuare a lavorare a livello di Commissioni con la collaborazione della Giunta e dell'intero Consiglio, per cercare di risolvere tutti gli altri problemi, che non sono pochi e non sono di poca entità. Per questo riconfermo il nostro voto favorevole all'ordine del giorno.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Nous sommes favorables à voter cette délibération même, comme elle a été concordée à la réunion des Chefs des Groupes et, comme a déjà dit le Conseiller Tamone, nous sommes de l'avis de décider aujourd'hui et non de renvoyer. On ne comprend plus rien: quand la majorité demande de renvoyer de la part de l'opposition on nous dit: "Il faut décider, ce Gouvernement n'a pas la volonté ni la capacité de décider" mais quand le Gouvernement veut décider l'opposition veut qu'on renvoie.

Je ne veux pas répéter ce que le Conseiller Tamone a déjà dit, mais je souligne que nous n'acceptons pas qu'on nous dise que ce que nous allons approuver aujourd'hui ne changera rien. Le 7% correspond à 1 milliard et 400 millions par rapport aux 20 milliards du Casino. Je crois aussi devoir expliquer mon vote contraire à la suspension d'il y a une demi-heure. Je veux dire au Conseiller Maquignaz que ce n'est pas seulement le fait de ne pas avoir été compris par le Président du Gouvernement, ni une question d'incompréhension; à mon avis, c'est une question de principe. Je crois que les Conseillers de la majorité, qui ont participés non seulement aux réunions des Commissions mais aussi à la réunion de la majorité qui a été faite lundi, ont pris certains accords. Si quelqu'un n'est pas présent à la "pré-consiliaire", peut quand même pendant la journée, se mettre en contact avec les autres de la majorité et exprimer son avis. S'il ne le fait pas, je considère son attitude une mauvaise volonté de vouloir collaborer avec la majorité.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Ogni tanto ognuno di noi qui dentro gioca un ruolo: io consiglierei, se mi consente la battuta l'Assessore Pollicini, di affidare al Consigliere Maquignaz un corso di taglio e al Consigliere Lanivi un corso di cucito, perchè qui qualcuno taglia e poi c'è chi, con la pazienza di Penelope, ricuce tutto a modo suo! Francamente, non capisco il Consigliere Voyat, che ha queste posizioni di ripensamento sul comportamento dei suoi colleghi di maggioranza, la quale, a mio avviso vive una certa conflittualità interna; quindi non ci stupiamo che il Consigliere Maquignaz, ogni tanto, faccia qualche intemperanza.

Il discorso che invece ci riguarda più da vicino è quello della fretta: sembra che cada l'universo se si ripensa qualcosa! Tutti si sono convinti che la scelta operata dalla Giunta sia la più giusta. Io ho dei dubbi ma sicuramente non per dilazionare il pagamento delle percentuali della SAISET. Ben vengano i miliardi! Se questo non succede pazienza! Adesso avremo anche il 5% in più, però abbiamo in piedi tutto il contenzioso che riguarda sia la SITAV che la SAISET, perchè nessuno ci garantisce che questa delibera sia la più giusta. Questo discorso non è ancora venuto fuori; ognuno di noi ha espresso delle opinioni su argomenti che riteneva giusti, ma la certezza che questo sia giusto, sulla base di tutto quello che è stato detto, non c'è stata, quindi ognuno di noi conserva i suoi dubbi. La maggioranza ha le sue certezze, noi avremo le nostre!

Voteremo il nostro ordine del giorno dicendo che la pausa di riflessione che abbiamo chiesto era, a nostro avviso, utile alla Giunta perchè poteva benissimo tornare fra due, tre mesi, con una modifica delle percentuali come sono state prospettate da altri Consiglieri e lasciava impregiudicato il discorso perchè sarebbe stata la stessa cosa ed io credo che si sarebbe potuta anche ottenere dalla società una proroga ulteriore. Il non decisionismo nostro era dovuto a cautela.

Ognuno si assume le proprie responsabilità. Noi abbiamo presentato l'ordine del giorno, lo voteremo e voteremo di conseguenza contro il provvedimento della Giunta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Questo è stato un dibattito duro, difficile e a volte anche violento e non è stato facile raccapezzarsi in tutto questo problema che è molto complicato e difficile. Io ho valutato attentamente i vari ordini del giorno, ho seguito attentamente i vari interventi e devo ammettere, con tutta sincerità, che, lasciando da parte la strumentalizzazione politica che potrebbe esserci da vari partiti di opposizione su questo tema, ho analizzato attentamente l'intervento che ha fatto il Presidente della Giunta e mi ha convinto. Forse questa è l'unica soluzione per cercare di risolvere il problema del Casinò o perlomeno cercare di iniziare a risolverlo.

Pertanto, lasciando da parte le strumentalizzazioni politiche, condivido, con qualche perplessità, ma in massima parte, l'impostazione data dal Presidente della Giunta e quindi dichiaro di votare a favore dell'ordine del giorno presentato dalla maggioranza.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Vorrei fare una dichiarazione di voto che riguarda tutti e cinque gli ordini del giorno o oggetti che abbiamo sotto mano. Credo che non sia vero, come qualcuno ha detto, che questa deliberazione che oggi la maggioranza si accinge a votare non cambi niente. Credo che qualcosa cambi, non tanto per la questione del 5 o del 7% in più che la Regione porta a casa, ma cambi in peggio, diminuendo sensibilmente i poteri e la forza contrattuale della Regione nei confronti delle due società che gestiscono i giochi d'azzardo al Casinò di Saint-Vincent. La conferma è venuta proprio dall'interruzione e dalla riunione dei Capigruppo in cui le forze di maggioranza hanno accettato di inserire una frase nel deliberato, che però in concreto non significa nulla, e hanno invece, di fatto, costretto il Consigliere Maquignaz a ritirare il proprio emendamento che, pur approvando la deliberazione così com'era, tendeva quantomeno a mantenere ancora aperta una possibilità di uso contrattuale di questa revisione delle percentuali per un certo lasso di tempo.

Alla luce di queste considerazioni il voto di Nuova Sinistra sarà contrario al deliberato proposto dalla Giunta regionale.

E' un deliberato che riteniamo estremamente negativo per l'evoluzione successiva dei rapporti nei confronti delle società che gestiscono il Casinò di Saint-Vincent. Mantengo l'ordine del giorno che avevo presentato perchè ritengo che prefiguri una linea d'azione diversa da quella di una scontro sul terreno giuridico, una linea di scontro sul terreno economico che è l'unico, in questo momento, che può permettere di piegare le resistenze della SITAV e della SAISET e di giungere a realizzare quegli obiettivi che ci eravamo dati nella discussione nella Commissione d'indagine e nel dibattito del 15 maggio in Consiglio regionale.

Voterò, quindi, anche a favore dell'ordine del giorno del Consigliere Baldassarre che segue la stessa impostazione. Voterò, invece, contro l'ordine del giorno presentato dal gruppo Socialista perchè, a mio avviso, non è con una ulteriore dilazione nella scadenza del 30 giugno che si può affrontare questo problema, anzi su questo terreno abbiamo già perso troppo tempo. Si tratta di esercitare un diritto della Regione, ma si tratta di esercitarlo qualitativamente e quantitativamente in modo diverso da quello che propone la Giunta regionale. Mi asterrò invece sull'emendamento del Partito Comunista, che può presentare una parte di verità ma che, a mio avviso, non tiene sufficientemente conto della diversità di posizione giuridica fra SAISET e SITAV all'interno dell'art. 8.

In conclusione credo che la discussione sulla revoca e sulla revisione delle convenzioni fra Regione, SITAV e SAISET subisca oggi, da questo dibattito e dall'esito prevedibile di quest'ultimo, un duro colpo. Lo stesso Presidente della Giunta ha affermato, con una certa foga, che comunque si andrà ad una azione per la revoca e la revisione delle Convenzioni, io credo che invece la strada che si seguirà sarà diversa. Spero che i fatti smentiscano queste mie affermazioni, ma gli atti mi portano a questa conclusione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI (Féd. D.P. - U.V.P.): Solo per dare alcuni chiarimenti al Consigliere Torrione sul corso di taglio e cucito. Il nostro corso di taglio e cucito è autofinanziato e non gode del contributo SITAV-SAISET. Crediamo invece che certi ordini del giorno siano sponsorizzati SAISET.

PRESIDENTE: Dichiaro chiusa la discussione generale con l'intervento del Presidente della Giunta.

ROLLANDIN (U.V.): Comme force de majorité, nous avons toujours soutenu qu'il fallait respecter les termes de la Convention déjà fixés. En respectant ces termes, on fait un discours qui est parallèle et non contradictoire à ce que beaucoup de Conseillers ont affirmé. En effet, je crois que depuis toujours on a soutenu que c'était nécessaire de prévoir la possibilité d'améliorer les revenus de la Région dans le contrat SITAV-SAISET. Aujourd'hui nous pouvons arriver à ce but, mais il y a une autre observation de base, selon laquelle plusieurs Conseillers soutiennent qu'il fallait renvoyer la séance pour nous permettre de faire pression sur la SAISET et la SITAV. Ce sont deux discours différents.

Le fait d'avoir aujourd'hui la possibilité d'améliorer les revenus, n'empêche pas d'avoir recours aux voies légales, à condition qu'on vérifie le contenu de ce recours. On ne peut pas partir à l'aventure. Si on doit faire une guerre, on doit savoir pourquoi on la fait. Le Conseil régional s'est déjà exprimé dans cette direction; nous l'avons dit très clairement aujourd'hui et dans l'avenir nous démontrerons que nous partagerons encore le même avis, mais les temps seront différents.

C'est aujourd'hui qu'il est indispensable d'arriver à une délibération, ce qui n'empêchera pas de voir, demain, sous quelles conditions la question pourra être examinée. Ce seront des conditions juridiques, car la question économique, Monsieur Riccarand, ne permet pas de revoir tout court les conditions et de dire: "La SAISET n'existe plus, car elle n'accepte pas les conditions que la Région avait posées". Ce que nous avons proposé est prévu dans la Convention ce n'est pas une "revoca" de la Convention ce sont deux discours différents. On ne peut pas mettre tout ensemble.

Aujourd'hui on doit faire le premier pas pour démontrer que la condition pour laquelle nous sommes arrivés à une Convention avec la SITAV et la SAISET n'est plus valable. Une chose n'exclut pas l'autre, mais aujourd'hui il est indispensable d'arriver à une révision de l'accord, sinon quelqu'un peut dire: "Pourquoi les forces de majorité n'ont pas voulu augmenter les revenus"? Les questions légales pourront être soutenues, quand nous aurons, comme disait le Prof. Dal Piaz, les éléments nécessaires pour le faire, autrement il n'y a pas une raison pour dire à la SAISET qu'elle n'a plus le droit d'exister. Toutes les considérations faites sur la question des deux sociétés ou sur la commixtion des responsables des sociétés n'ont aucune importance. S'il y a les éléments, nous les ferons valoir. Ce n'est pas le cas d'insister sur cet argument.

Enfin il est normal qu'à l'intérieur des forces de majorité il y ait un débat et des différentes positions. Ce qui compte c'est qu'on puisse arriver, comme dans toutes les majorités, à un accord. On sait très bien que, lorsqu'il faut porter en avant un certain discours, on trouve des désaccords: c'est normal. Je sais très bien qu'ici quelqu'un veut exploiter cet argument pour voir si on peut créer des disputes à l'intérieur des forces de majorité. Toutefois les composants des forces de majorité sont suffisamment intelligents pour comprendre le but que les autres forces veulent atteindre. S'il n'était pas ainsi, on devrait constater que l'intelligence des Conseillers qui font partie de forces de majorité fait défaut. Or, il ne s'agit pas d'être plus intelligent que les autres, mais d'un problème réel qui doit être considéré comme un des problèmes que la majorité veut résoudre. Je souhaite que le débat à l'intérieur des forces continue, au cas contraire, ce serait la fin de la démocratie.

PRESIDENTE: Prima di porre in votazione la deliberazione vi sono tre ordini del giorno, di cui è già stata data lettura nel corso della discussione generale che verranno posti in votazione nell'ordine in cui sono stati presentati dai Consiglieri Riccarand, Baldassarre e Torrione.

Metto in approvazione l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Riccarand:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 21

Favorevoli: 2

Contrari: 19

Astenuti: 10 (Aloisi, Bajocco, Breuvé, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Pascale, Tonino e Torrione)

Il Consiglio non approva.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Baldassarre.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 21

Favorevoli: 2

Contrari: 19

Astenuti: 10 (Aloisi, Bajocco, Breuvé, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Pascale, Tonino e Torrione)

Il Consiglio non approva.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Torrione.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 23

Favorevoli: 3

Contrari: 20

Astenuti: 8 (Aloisi, Bajocco, Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrisa, Millet, Tonino)

Il Consiglio non approva.

PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento presentato dal Consigliere Mafrica e lo pongo in votazione:

Em. n. 1

L'art. 8 del contratto stipulato in data 4 agosto 1981 rep. n. 5917 viene sostituito dal seguente:

Art. 8

La SAISET dovrà versare ogni 10 giorni alla Tesoreria della Regione, sugli introiti dei giochi americani di cui ai punti A e B dell'art. 2 del contratto rep. n. 5917 del 4 agosto 1981, le stesse percentuali previste dal contratto vigente Regione-SITAV per gli introiti dei giochi di tipo francese.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 26

Favorevoli: 7

Contrari: 19

Astenuti: 5 (Aloisi, Breuvé, Pascale, Riccarand e Torrione)

Il Consiglio non approva.

PRESIDENTE: Do lettura della deliberazione in oggetto con le modificazioni apportate e la pongo in votazione:

IL CONSIGLIO

- vista la propria deliberazione n. 341 in data 29 giugno 1981;

visto l'art. 8 del contratto stipulato in data 4 agosto 1981, rep. n. 5917;

nel rispetto della volontà espressa dal Consiglio regionale con l'ordine del giorno approvato in data 15 maggio 1984;

DELIBERA

1°) L'articolo 8 del contratto rep. n. 5917 in data 4 agosto 1981, relativo all'esercizio presso la Casa da gioco di Saint-Vincent dei cosiddetti giochi americani viene sostituito dal seguente:

Art. 8

La SAISET dovrà versare ogni 10 giorni all'ufficio Amministrazione della SITAV le sottoindicate quote degli introiti realizzati dai giochi di cui ai punti A e B dell'articolo 2 del contratto rep. n. 5917 del 4 agosto 1981;

fino a Lire 20 miliardi di introiti il 67%;

oltre Lire 20 miliardi il 66%.

La SITAV, nei termini già fissati nella vigente convenzione con la Regione, dovrà versare all'Amministrazione regionale gli introiti di cui al comma precedente, trattenendo quale corrispettivo per la messa a disposizione della SAISET del proprio personale e per i giochi, zone e locali idonei, la percentuale del 14% per la quota di introiti compresi nello scaglione fino a Lire 20 miliardi e il 13,50% per le quote successive a tale limite.

Qualora gli introiti dei giochi di cui ai punti A e B dell'articolo 2 della richiamata convenzione rep. n. 5917 in data 4 agosto 1981 superino la somma di Lire 20 miliardi, la SAISET verserà il 2% delle quote eccedenti a tale importo ad un costituendo fondo spese per la pubblicità e promozione.

La gestione degli interventi con spese a carico del fondo di cui al comma precedente, sarà decisa di comune accordo tra Regione-SITAV e SAISET.

Le imposte dovute ai sensi degli art. 2, 3 e 4 della legge 26.10.1972, n. 640 sono a totale carico della Regione.

2°) di dichiarare, per specifiche ragioni d'urgenza, immediatamente eseguibile la presente deliberazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 31

Favorevoli: 20

Contrari: 11

Il Consiglio approva.