Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 674 del 27 giugno 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 674/VIII - APPROVAZIONE DEL PROTOCOLLO DI MASSIMA DI ACCORDO DEFINITO, TRA LA REGIONE VALLE D'AOSTA E L'ORDINE MAURIZIANO DI TORINO, AI SENSI E PER I FINI DI CUI ALL'ARTICOLO 80, ULTIMO COMMA, DELLA LEGGE 20 DICEMBRE 1978, NUMERO 833.

PRESIDENTE: Do lettura della delibera in oggetto:

IL CONSIGLIO REGIONALE

viste le sentenze del T.A.R. della Valle d'Aosta 19.2.1976, n° 3, e del Consiglio di Stato, sezione IV, 18.10.1977, n° 875;

visto l'art. 80, ultimo comma, della legge statale 23.12.1978, n° 833;

richiamate le proprie precedenti deliberazioni n° 100, del 25.2.1981, e n° 385/VIII del 28.2.1984;

vista la legge regionale 23.6.1983, n. 66;

rilevato che nel quadro di applicazione dell'art. 80, ultimo comma, della legge 23.12.1978, n° 833, in considerazione della necessità della Regione di disporre a pieno titolo dell'Ospedale "Mauriziano" di Aosta e della esigenza dell'Ordine Mauriziano di conservare, in armonia con i propri fini istituzionali, la propria presenza nella Valle d'Aosta, si pone l'opportunità di porre termine al contenzioso in atto fra i suddetti Enti mediante un accordo che sancisca la cessione del suddetto ospedale alla Regione e attribuisca all'Ordine Mauriziano la possibilità di costruire in Saint-Vincent un centro ospedaliero specializzato in malattie dell'apparato digerente, del fegato e nutrizionali, con compiti di prevenzione, diagnosi e cura e di ricerca scientifica finalizzati secondo un quadro organizzativo-operativo che valorizzi l'esistente stabilimento termale e collochi la struttura in un ambito di interesse sanitario nazionale e non concorrente con il sistema sanitario regionale;

visto il protocollo di massima di accordo predisposto di intesa fra la Regione, l'Ordine Mauriziano ed il Ministero della Sanità;

- atteso che con l'approvazione del suddetto protocollo si pone termine al giudizio di ottemperanza promosso dall'Ordine Mauriziano al T.A.R. della Valle d'Aosta e, fatto salvo al buon esito di quanto concordato, si determina la cessazione della materia del contendere fra i suddetti enti;

DELIBERA

1°) di approvare, ai sensi e per i fini di cui all'art. 80, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978, n° 833, il protocollo di massima di accordo definito fra la Regione Valle d'Aosta e l'Ordine Mauriziano di Torino, d'intesa con il Ministero della Sanità, che costituisce parte integrante della presente deliberazione;

2°) di dare atto che agli oneri applicativi del suddetto accordo di competenza della Regione si provvederà mediante le quote del fondo sanitario nazionale attribuite alla Regione Valle d'Aosta;

3°) di conferire mandato al Presidente della Giunta regionale per la stipula del suddetto protocollo, nonché di delegare allo stesso la promozione e la predisposizione dei conseguenti atti e provvedimenti applicativi;

4°) di concordare con l'Ordine Mauriziano entro il 30 novembre 1984, per quanto attiene il Centro Ospedaliero specializzato di Saint-Vincent, i tempi relativi:

a) all'acquisizione formale dell 'area;

all'approvazione del progetto;

alla predisposizione dei piani di dotazione strumentale e dell'Organico;

alla determinazione del termine per la definitiva messa a punto del progetto dal lato finanziario;

indicando per ciascuna di dette operazioni le relative fonti di finanziamento.

PROTOCOLLO DI MASSIMA DI ACCORDO FRA LA REGIONE VALLE D'AOSTA E L'ORDINE MAURIZIANO DI TORINO, AI SENSI E PER I FINI DI CUI ALL'ART. 80, ULTIMO COMMA DELLA LEGGE 23.12.1978, N°833.

PREMESSA

La presente ipotesi generale di fattibilità si colloca nella linea delle intese fra Regione Valle d'Aosta ed Ordine Mauriziano, previste dall'art. 80 della Legge 833, del cui precetto costituisce un ampliamento ed un completamento nel quadro dell'interesse pubblico sanitario. Essa intende altresì delineare una possibile risposta ad esigenze di ricerca nello specifico settore della patologia dell'apparato digerente e sue relazioni di causalità con fattori di ordine alimentare e nutrizionale: ricerche la cui importanza è da tempo acquisita alla sensibilità degli organi centrali della programmazione secondo una prospettiva che trascende l'ambito regionale per assumere dimensioni e portata di maggiore respiro.

Tradotta in termini operativi, detta ipotesi si concreta nella previsione di un centro ospedaliero di diagnosi, terapie e ricerche destinato ad operare sia sul versante dei servizi sanitari regionali - di cui costituisce un polo specialistico - sia su quello dei contributi alla ricerca scientifica secondo direttrici di indagine che necessitano di adeguati impulsi di sviluppo.

Tale centro ospedaliero, nelle sue varie componenti strutturali e gestionali, può essere delineato sinteticamente come segue:

SEDE:

Da ubicarsi nel territorio del comune di Saint-Vincent e quindi in una posizione ottimale sia per i collegamenti all'interno dei servizi regionali, sia per la facilità di comunicazioni con la zona dell'alto Canavese e, attraverso di essa, con altre regioni dell'Italia settentrionale. In considerazione della stretta attinenza fra le future competenze del Centro e le odierne attività di termalismo medico esercitate presso il locale stabilimento, sembra opportuno che il Centro medesimo sorga nelle immediate vicinanze delle terme, di cui è destinato ad incorporare i servizi secondo un programma di integrazione funzionale tra il trattamento medico e chirurgico delle affezioni gastroenterologiche acute e la fase riabilitativa, destinata a completare il quadro terapeutico.

DIMENSIONI:

Atteso il livello di alta selettività del Centro non soltanto dal lato scientifico ma anche da quello assistenziale, la capacità ricettiva dell'insediamento può essere contenuta entro il limite degli 80 posti letto circa di degenza tradizionale, nonché di ulteriori 20 posti letto da adibire ad ospedale diurno. A ciò si debbono aggiungere idonei spazi destinati ad ospitare sia i servizi diagnostici, con particolare riguardo ai laboratori, sia le attività di ricerca e di aggiornamento con tutto il necessario corredo di aule, biblioteche, archivi ecc.. L'Ordine Mauriziano è disponibile, sotto questo profilo, ad elaborare gli opportuni progetti di massima.

ATTREZZATURE E PERSONALE

Il carattere specialistico del Centro rende necessaria una dotazione strumentale di alto livello qualitativo ed il suo continuo aggiornamento in rapporto al costante divenire delle acquisizioni tecnologiche. A tale riguardo, in sede di approfondimento del progetto, dovranno essere predisposti i piani di base per la strumentazione diagnostica, terapeutica e di ricerca corredati dai necessari parametri di costo in termini di conto capitale ed oneri di gestione. Analogo programma dovrà essere formulato per ciò che concerne le tabelle organiche del personale dipendente, tenendo conto delle peculiari esigenze del Centro in rapporto ai protocolli operativi. E' sin d'ora opportuno sottolineare che dette tabelle potranno discostarsi dai parametri comunemente applicati per i normali stabilimenti ospedalieri, in quanto dovranno corrispondere ad esigenze di elevata professionalità multidisciplinare in misura superiore alla media.

E' inoltre da sottolineare l'esigenza che il Centro possa essere regolato da norme che gli consentano, all'occorrenza, il ricorso a consulenze scientifiche esterne specialmente per quanto attiene ai settori della didattica e della ricerca.

STRUTTURA

Il Centro si articola prevalentemente in un insieme di attività mediche costituenti un "Dipartimento per lo studio e la cura della malattie dell'apparato digerente, del fegato e nutrizionali ".

L'organizzazione terapeutica di base si incentra pertanto in un reparto di gastroenterologia medica ed in un reparto di Chirurgia digestiva. Ad essi si aggiunge, con finalità sia di cura che di ricerca una sezione di dietologia e scienza della nutrizione. Completano il quadro assistenziale i servizi diagnostici di radiologia, ecotomografia ed altre indagini strumentali, fra loro riuniti in una specifica "area delle immagini", nonché il servizio di anestesia e rianimazione organicamente collegato all'attività operatoria. Un cenno particolare merita infine il Laboratorio di Analisi. In rapporto alla duplice vocazione assistenziale-scientifica dell'Istituto il Laboratorio assume un ruolo di eccezionale rilievo nell'organigramma: da un lato, infatti, esso garantisce il necessario corredo diagnostico mediante tutti gli accertamenti di natura chimico-clinica e vari indispensabili all'impianto terapeutico, dall'altro lato si proietta nel campo della ricerca bromatologica così da fornire il necessario supporto agli studi sulla prevenzione delle patologie digestive collegate a fattori di ordine alimentare.

Dal nucleo centrale del dipartimento derivano due branche di attività organicamente collegate ai settori di base propri del Centro. La prima di esse è finalizzata a completare i trattamenti medici e chirurgici mediante le opportune cure riabilitative e l'apporto del termalismo medico che si avvale, come già precisato, dello stabilimento in funzione sul luogo ormai da decenni. La seconda è destinata alla ricerca ed alla prevenzione secondo una schema che si presenta, almeno nel territorio dell'Italia settentrionale, con caratteri di originalità che la rendono scientificamente interessante. In termini di larga massima la direttrice di studio è orientata sulle cause nutrizionali prossime e remote delle affezioni dell'apparato digerente; scopo della ricerca è pertanto l'individuazione e lo studio dei rapporti diretti o indiretti di causalità fra le abitudini alimentari riferite al territorio e le malattie che possono derivare dagli errori, disarmonicità e discrasie che su tali abitudini gravano con il peso della tradizione. E' perciò evidente che tale ricerca assume sin dall'inizio un carattere polivalente che affianca alla consueta presenza medica quella di altre discipline impegnate in vari settori sociologici ed antropologici.

E' altrettanto evidente che l'argomento necessita di illustrazioni maggiori e più puntuali di quelle che è possibile delineare nelle presenti sommarie note: appare quindi necessario corredare il programma, anche in questa prima fase di ipotesi con documenti specialistici che valgono ad inquadrare il campo delle progettate ricerche entro i dovuti limiti di scrupolosità scientifica e di attendibile operativa.

DATI FINANZIARI E GESTIONALI

Occorre precisare che il Centro di Saint-Vincent, una volta realizzato e messo in funzione, è parte integrante del patrimonio dell'Ordine Mauriziano che ne cura in via esclusiva anche la gestione. Tale principio deriva in via primaria dall'accordo con la Regione valdostana, che prevede il trasferimento definitivo alla Regione stessa dell'attuale stabilimento ospedaliero di Aosta.

Ciò premesso, l'individuazione dei fondi di finanziamento - tanto in sede di impianto che in quelle di conduzione - deve tenere conto del più volte ricordato carattere ultraregionale delle attività di ricerca che si aggiungono alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche aventi, per contro, un preminente interesse locale.

Per quanto concerne l'onere di realizzazione dell'istituto, comprendente la parte edilizia, gli impianti e le attrezzature, il conto capitale può essere alimentato da contributi dell'Ordine della Regione e del Fondo Sanitario. Come è noto, l'attuale regime transitorio di intese tra le parti prevede che la Regione versi all'Ordine Mauriziano un indennizzo annuo per l'occupazione dell'Ospedale di Aosta (Deliberazione del Consiglio regionale n° 385/VIII, del 28.2.1984).

Tale indennizzo, attualmente dell'ordine di £. 686.700.000 circa, dovrà continuare ed essere erogato sino a che gli accordi provvisori saranno sostituiti da quelli definitivi, e cioè sino al momento dell'entrata in funzione del nuovo Centro. L'Ordine è disponibile a destinare l'indennizzo alla realizzazione della iniziativa; in considerazione del lasso di tempo previsto per la realizzazione dell'opera (e che appare ragionevole valutare in circa 7 anni) il contributo mauriziano acquista una notevole consistenza soprattutto se si riterrà possibile una sua capitalizzazione anticipata.

Un'altra rilevante aliquota dell'onere sarà coperta dalla Regione Valle d'Aosta, mediante il conferimento del valore di acquisto dell'Ospedale di Aosta (che secondo le indicazioni del locale U.T.E. ascende a £. 13 miliardi circa) la cui somma sarà reperita nell'ambito della assegnazione della quota del Fondo Sanitario Nazionale spettante alla Regione, nonché attingendo al Fondo investimenti del Servizio Sanitario Nazionale, che per quanto concerne la Regione Valle d'Aosta mantiene aperta una disponibilità di intervento, prevista nel bilancio triennale in corso. Per quanto attiene alle spese correnti, il Centro di St. Vincent opererà nei settori terapeutici in regime di convenzione tra l'Ordine Mauriziano e la Regione, in analogia a quanto si sta perfezionando nel territorio piemontese, ove l'Ordine è presente con quattro stabilimenti ospedalieri. Le attività di studio, di ricerca e di insegnamento, in quanto componenti di un programma di interesse generale, potranno invece trovare il loro finanziamento mediante riferimenti specifici a livello centrale. L'impegno finanziario previsto dal fondo Sanitario per la ricerca finalizzata, gli stanziamenti programmati del C.N.R. e del fondo I.M.I., le risorse di investimenti del Ministero per la ricerca scientifica costituiscono altrettante possibilità di intervento in grado di assicurare con le necessarie e preventive verifiche l'avvio ed il completamento dei piani di lavoro. Anche sotto questo aspetto, come già rilevato per i contenuti scientifici del programma, è tuttavia necessaria l'acquisizione di elementi concreti di fattibilità che siano in grado di conferire al presente protocollo di massima il carattere di una proposta realistica ed attendibile.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): On a déjà discuté longtemps du problème de l'Ordre Mauricien et du rapport entre la Région et l'ordre même. En effet, au moment où l'on avait approuvé la loi 233, on avait prévu à l'article 80 la possibilité d'arriver à des accords et déjà avec la délibération n. 102 du 25 février 1981 on avait prédisposé un accord avec l'Ordre Mauricien en prévoyant soit la possibilité de construire une clinique spécialisée à Saint-Vincent soit la possibilité de l'acquisition définitive de la part de la Région de l'immeuble de propriété de l'Ordre Mauricien même. Cette délibération, qui avait été approuvée par le "Coordinamento", n'avait pas été appuyée par le Ministère compétent.

On avait quand même procédé sur la base de cet accord et, la suite de ces pourparlers, il y avait eu de la part de l'Administration Régionale un accord pour régler un contrat de location du bâtiment même. En effet, dans de différentes délibérations du Conseil, on prévoit de payer à l'Ordre Mauricien la somme due. Ensuite, en tenant compte du fait que, s'il y a la nécessité de décider sur la restitution définitive de l'immeuble sur la base des sentences du TAR rappelées dans la délibération même, où l'on avait reconnu que le propriétaire de l'immeuble était l'Ordre Mauricien, alors il est indispensable d'approuver cet accord afin qu'il n'y ait plus de problèmes à ce sujet.

Je pense que, par rapport à la délibération n. 5 de l'année 1981, il y a une différence substantielle. A ce temps-là, on prévoyait de faire un accord, en tenant compte des difficultés du moment, pour modifier les prévisions du Plan Sanitaire National, qui n'a jamais été approuvé. On demandait en effet à l'Etat d'avoir la possibilité de dépasser le numéro de places de lits requises par chaque région (pour nous le pourcentage du 6 pour mille avait déjà été dépassé). C'était donc indispensable d'arriver encore à un accord préalable avec les Ministères compétents, celui de la Santé et celui des Intérieurs, pour avoir la possibilité de créer de nouvelles places de lits à Saint-Vincent. A ce sujet, comme j'ai dit tout à l'heure, il y avait eu un refus de la part du Ministère compétent.

A présent cet accord a l'approbation des Ministères, par conséquent il y a des changements de situation, le discours étant centré sur une spécialisation offerte par les thermes de Saint-Vincent, spécialisation toute particulière dans le domaine de l'apparat gastro-intestinal. A ce but c'est nécessaire de prévoir un bâtiment d'un numéro réduit de lits (à peu près 80 lits) afin de pouvoir profiter de la possibilité qu'on nous offre de revitaliser la localité même de SaintVincent, en lui donnant en même temps un bâtiment qui est à la disposition des valdôtains, tout en étant de propriété de l'Ordre Mauricien.

On a prévu les différentes étapes selon lesquelles nous devrons arriver à cet accord définitif (et il est important que cet accord soit signé d'ici demain par la Région et le Mauricien pour avoir la possibilité de repousser l'"ingiunzione" faite par le Tribunal de redonner à l'Ordre Mauricien l'immeuble).

Il y a aussi de différentes relations qui nous ont suggéré cette interprétation. En effet, une étude faite par Beretta Anguissola, un expert dans ce domaine, dit que c'est un projet réalisable et qu'il est important d'avoir dans ce secteur un bâtiment tel que celui de Saint-Vincent, de propriété de l'Ordre Mauricien, car c'est un bâtiment toujours à disposition soit des valdôtains soit des habitants des régions limitrophes. Avec cet accord, on pourra arriver à avoir définitivement la propriété de l'hôpital d'Aoste.

Pour la construction on prévoit l'apport de l'Etat grâce au déplacement des fonds de la part du Ministère de la Santé pour cette nouvelle construction. Au point 4 de la délibération même, nous disons clairement que dans le délai du 30 novembre on devra fixer les temps pour l'acquisition du terrain. A ce sujet, on a parlé avec la Commune de Saint-Vincent qui est favorable à ce type d'installation et a déjà prévu le terrain et même l'utilisation la plus favorable des thermes qui, à présent, ont des difficultés de gestion.

Je pense que le Conseil voudra bien approuver cette délibération. Si quelqu'un a remarqué que la relation est un peu longue, il peut prendre connaissance de la relation même faite par Beretta Anguissola pour l'utilisation de ce nouveau bâtiment, que j'ai ici.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Il nostro gruppo non è molto d'accordo su questo provvedimento per questioni sia di metodo sia di contenuto.

Questioni di metodo: c'è stato consegnato questo protocollo d'intesa tra la Regione e il Mauriziano un paio di giorni fa; ovviamente il tempo a disposizione per verificare e controllare le diverse parti del documento, non è stato molto. Io non riesco a capire perchè si debba sempre aspettare il giorno prima dell'udienza in tribunale per portare in Consiglio il documento da approvare. Se non si poteva portare quindici giorni prima, si poteva chiedere un rinvio dell'udienza del Tribunale Amministrativo

.....INTERRUZIONE.....

arriviamo comunque a discutere sempre con l'acqua alla gola. Il Presidente della Giunta parla adesso di posizione dei ministeri e, allegate a questo documento, questioni che riguardano i ministeri non ce ne sono. Dobbiamo credere al Presidente della Giunta sulla parola. Nel documento si parla di Ministero della Sanità mentre il Ministero dell'Interno non viene mai citato neppure una volta. Quindi il Ministero dell'Interno, che ha la sua parte di vigilanza e di tutela sull'Ordine Mauriziano, è stato coinvolto in questo accordo; però dagli atti non risulta. La questione di metodo riguarda quindi il modo di portare in Consiglio i provvedimenti: per mesi e mesi discutiamo interpellanze, interrogazioni e mozioni e non ci sono provvedimenti di alcun rilievo presentati dalla Giunta, poi, improvvisamente, pochi giorni prima della scadenza del mandato della Giunta e delle ferie estive, arriva tutto assieme e non si da al Consiglio la possibilità di approfondire gli argomenti.

Passiamo al problema del contenuto. Questo documento ripete fondamentalmente quello che è stato approvato tre anni fa ma è altrettanto nebuloso per quanto riguarda i finanziamenti. Il documento di tre anni fa stabiliva, che la Regione doveva attribuire all'Ordine Mauriziano 3 miliardi per l'ospedale di Aosta, adesso la quota è stata portata a 13 miliardi. Tuttavia, rispetto ad allora, per quanto riguarda la possibilità concreta di costruire un nuovo ospedale a Saint-Vincent, le indicazioni finanziarie non sono più precise. Si dice che l'ospedale di Saint-Vincent svolgerà attività nel settore di cura delle malattie dello stomaco e del fegato e farà attività di ricerca sulla nutrizione. Le spese correnti per la gastroenterologia saranno, in poche parole, attraverso una convenzione, a carico del fondo sanitario attribuito alla Valle d'Aosta; mentre le spese di ricerca dovranno essere reperite attraverso contributi del Centro Nazionale delle Ricerche o altri centri.

A me sembra che tutto rimanga molto nel vago e che rispetto al documento dell'81, non si siano fatti dei grandi passi in avanti. Quali sono gli accordi precisi presi tra la Regione e il Ministero della Sanità per quello che riguarda le spese di costruzione dell'ospedale e per quello che riguarda le spese della futura gestione? Questo è un problema.

Riusciremo a superare lo scoglio per ciò che riguarda eventualmente il personale? Esiste già il problema del personale, esistono degli impedimenti anche per il personale dell'Ospedale Regionale, che valgono anche per questo tipo di intervento.

A noi sembra che questo provvedimento sia molto generico, molto nebuloso e temiamo che faccia la fine di quello che era già stato approvato nel 1981, di cui poi si sono perse le tracce. Allora era stato presentato come il documento conclusivo, che metteva fine ad una vertenza che durava da anni; poi non si è più saputo niente. Noi vorremmo quindi, se possibile, delle ulteriori assicurazioni e comunque non siamo favorevoli a questo modo di lavorare, che toglie al Consiglio ogni possibilità di un maggiore approfondimento.

Non siamo favorevoli a questo tipo di impostazione che lascia tutto molto nel vago, rinvia a finanziamenti che sono solo probabili e alla possibilità di utilizzare una struttura con personale che neppure l'ospedale pubblico riesce ad avere e quindi non vediamo come il documento possa essere accettato così come è formulato.

PRESIDENTE: ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): La nostra impostazione diverge un pochino da quella espressa adesso dal collega Mafrica.

Noi, in linea di massima, siamo favorevoli a questo tipo di accordo perchè ci sembra che possa mettere la parola fine su un argomento che ha travagliato la vita della nostra Regione e ha turbato certi rapporti in un settore delicato come quello della tutela della salute della nostra collettività. Riteniamo che la soluzione individuata in questo protocollo di accordo vada nel senso giusto perchè la costruzione di un nuovo ospedale altamente specializzato in Valle d'Aosta, credo che sia un fatto positivo, soprattutto se avrà le caratteristiche dell'alta specializzazione.

La cosa che più mi alletta (mi dispiace soltanto che non sia presente l'Assessore Borbey) è che la costruzione dell'ospedale si collega strettamente al discorso delle terme. E' una considerazione che avevamo già fatto ma non avevamo trovato riscontro; adesso invece vedo che viene puntualmente ripresa. Il fatto ha un suo significato anche per altri risvolti, perchè la costruzione di una struttura e di un'attrezzatura simile, può portare in quel di Saint-Vincent anche un certo tipo di turismo.

La parte un pochino più debole è forse quella dei finanziamenti. Non sto a ripetere quello che ha già detto il Consigliere Mafrica, però c'è da tenere presente, e su questo argomento chiederei alcune precisazioni da parte del Presidente della Giunta, il problema del personale, che travaglia già le attuali strutture ospedaliere in funzione nel nostro capoluogo regionale. Si dice che il nuovo centro dovrebbe essere gestito interamente dall'Ospedale Mauriziano. Però su questo argomento ci dovrebbero essere alcune assicurazioni che garantiscano il reclutamento del personale in loco e per questo bisognerebbe mettere in atto una serie di iniziative, rifacendosi alla legge sulla formazione professionale, che vadano in questo senso e che conseguano questo obiettivo.

Ci auguriamo quindi che il centro abbia una realizzazione più celere del centro di Beauregard, perchè se no nel frattempo l'eventuale personale potrebbe invecchiare. Se l'attuazione del centro avrà tempi brevi si dovrà tenere conto di questo dato importante sia sul piano occupazionale, sia sul piano della specializzazione del personale. Essendo la struttura ad alta specializzazione, è chiaro che richiederà personale altamente qualificato e con una professionalità specifica.

Noi voteremo pertanto a favore del provvedimento, sperando che le modeste raccomandazioni che abbiamo fatto, soprattutto sul reclutamento e sulla specializzazione del personale, trovino da parte del Presidente della Giunta, che sappiamo sensibile a questi problemi, un riscontro positivo. Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI (Féd. D.P.-U.V.P.): Il nostro voto favorevole a questo provvedimento è accompagnato da una raccomandazione e da alcune considerazioni.

Ci sta bene che a Saint-Vincent si crei una struttura ospedaliera che valorizzi le Terme e che rilanci in quella cittadina una ricchezza locale. Le preoccupazioni derivano, e per questo rivolgiamo alla Giunta una particolare raccomandazione, dal fatto che, siccome per la gastroenterologia esiste anche una divisione dell'Ospedale Regionale, non si crei una specie di situazione di concorrenzialità o comunque di privilegio da parte del privato in questo particolare settore.

Quindi, le considerazioni che voglio fare, sono queste: che l'ospedale o la struttura ospedaliera che si verrà a creare a Saint-Vincent, sia una struttura chiaramente indirizzata alla valorizzazione delle Terme di Saint-Vincent e delle sue proprietà curative, e nel futuro non vada a incidere in qualche modo sull'efficienza e sull'occupazionalità della gastroenterologia, così com'è prevista attualmente, nell'Ospedale Regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Io vorrei solo chiedere un chiarimento. Nell'81 la valutazione dello stabilimento Mauriziano di Aosta è stata di 6 miliardi, oggi noi vediamo che la valutazione dell'U.T.E. è di 13 miliardi. Sono passati 3 anni, però a noi non risulta che il Mauriziano abbia fatto lavori di manutenzione. Noi vorremmo conoscere i motivi di questa diversa valutazione perchè la Regione ha impegnato un capitale non indifferente nella costruzione e ristrutturazione dell'Ospedale Regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): J'avoue qu'en effet on espérait porter à l'attention du Conseil cette délibération bien avant qu'aujourd'hui. Il y a eu malheureusement des difficultés pour les rencontres entre les représentants des Ministères à Rome et ceux de la Région et de l'Ordre Mauricien. Cela a différé le tout et nous a fait arriver à cette date avant de définir un protocole d'entente. Je sais que le problème est très important et vous pouvez comprendre ce qui se passera si demain le Tribunal nous obligera à rendre le bâtiment à l'Ordre Mauricien. Ça impliquerait tout de même la question de la gestion et de tout ce qui s'appuie sur la gestion même. C'était donc indispensable d'arriver à cet accord, mais c'était mieux d'y arriver en laissant un peu plus de temps au Conseil pour discuter et pour vérifier certains délais.

Quant aux différences entre la délibération approuvée en 1981 et celle que nous approuvons aujourd'hui, on peut remarquer qu'elles sont motivées par le Centre des Recherches et par les liens qui peuvent s'établir entre les Universités et les centres mêmes des différentes régions.

Quant au fond sanitaire il faut tenir compte qu'il y a une partie du budget liée à ces expertises qui sont faites à un certain niveau. C'est dans cette optique qu'on prévoit un nouveau bâtiment à Saint-Vincent. Donc il ne s'agit pas d'une clinique privée qui peut faire concurrence à l'hôpital (je dis cela pour répondre aux difficultés prévues par le Conseiller Lanivi à propos de ce nouveau bâtiment). C'est dans un but différent qu'on crée ce nouveau département à l'intérieur de cette nouvelle construction (au contraire de ce qui se passe normalement à l'intérieur de l'hôpital même). Ce n'est pas donc une concurrence entre l'institution privée et celle publique, car cette nouvelle institution a la fonction d'intégrer la structure même.

En effet, voilà la relation (je vais lire seulement la première partie): "La finalità unica del dipartimento è rappresentata dalla promozione della ricerca biologica-fisiopatologica-chimica relativa all'apparato digerente, in special modo in rapporto agli aspetti nutrizionali, tendente a promuovere quindi ricerche di ordine biochimico, traumatologico, farmacologico, epidermologico anche di natura etnologica-ambientale e clinicofinalizzata. L'esposizione umana a mutagini ambientali avviene attraverso le vie più disparate. Per quanto riguarda le malattie dell'apparato digerente, esse sono malattie a genesi multifattoriale; il vettore più importante è rappresentato dalla catena alimentare. La stragrande maggioranza degli alimenti in commercio, sotto forma di migliaia di articoli, ha subito a qualche livello trattamenti vari come l'irradiazione, l'essiccazione, il congelamento, il riscaldamento e soprattutto le addizioni chimiche. E' stato calcolato che più di 2000 composti chimici fanno parte integrante degli alimenti come: conservanti, preservanti, coloranti, aromatizzanti, polluttanti ambientali e come residui di trattamento durante la crescita di animali e la coltura di piante.

Il tentativo di decifrare le complesse relazioni esistenti tra diete e comparse di patologie del digerente potrebbe essere da parte dei ricercatori un filone di particolare importanza, basato sull'identificazione e la quantificazione di mutagini identificabili. Gli studi epidemiologici in questo senso potrebbero abbracciare, oltre che tutta la patologia delle malattie dell'apparato digerente e del fegato, una vasta zona di molti fattori ambientali che spiegherebbero l'insorgere di una certa patologia regionale." D'après ces éclaircissements on voit qu'il n'y a pas de danger d'avoir une concurrence entre le département de l'hôpital et ce nouveau département.

En ce qui concerne le financement (on le dit dans la délibération même on prévoit un système qui le lie au Fond Sanitaire National. Voilà comment: le prix serait d'abord donné à la Région et la Région le donnerait à l'Ordre Mauricien, en tenant compte de l'évaluation faite par l'U.T.E. En effet, dans un premier temps on pensait que c'était à la Région de payer à l'Ordre Mauricien un certain prix correspondant à la valeur du bâtiment; il y a eu une évaluation faite à ce temps-là par l'Administration Régionale même, évaluation qui était de 6 milliards et 700 millions à peu près, bien différente de l'évaluation faite par l'U.T.E. On pensait faire une évaluation sommaire car l'évaluation correcte aurait été celle de l'U.T.E. C'est donc à cette évaluation que nous nous référons dans cette délibération. L'autre partie du financement serait constitué par la capitalisation du prix du loyer que nous payons chaque année, correspondant à 700 millions. Ce serait de l'argent déjà à disposition pour la construction de ce bâtiment.

Pour la question du personnel, il y a deux problèmes: celui du personnel spécialisé (à ce propos, on devra contrôler le personnel à disposition dans notre Région) et celui du personnel prévu dans la gestion normale, qui pourrait tout tranquillement être retrouvé parmi les travailleurs de notre Région.

Quant à la gestion, elle serait faite par l'Ordre Mauricien: elle ne serait pas soumise à l'Unité Sanitaire Locale; donc, elle ne serait pas régionale. Les frais seront prévus dans le budget de l'Ordre Mauricien; après on pourrait faire des conventions et, selon l'utilisation de ce bâtiment, faite par le Centre des Recherches, la Région payera les frais dus.

Voilà les difficultés eues pour arriver à cet accord et, en plus, chaque fois qu'on prévoyait un protocole, il fallait l'analyser préalablement avec le Ministère compétent, sans qu'il y ait un avis écrit, car les représentants du Ministère qui ont participé directement ne peuvent pas écrire sur un accord dont ils n'ont pas la compétence, l'accord étant, selon l'article 80, fait par la Région et l'Ordre Mauricien. Eux, ils doivent se prononcer pour ou contre après, mais préalablement ils l'ont déjà vu, ils l'ont discuté et ils se sont déclarés d'accord. Malheureusement ils n'ont pas pu mettre par écrit leur avis favorable.

En tenant compte des considérations que je viens de faire, je retiens qu'on peut approuver cette délibération.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per dichiarazione di voto il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Noi ci rendiamo conto che, essendoci questo ricatto permanente da parte dell'Ordine Mauriziano che vuole tornare in possesso di una struttura che ormai ha abbandonato da 14 anni, si possa cercare qualche soluzione, anche se molto incerta e dal futuro ancora da verificare.

Ci sembra che effettivamente questo protocollo lasci nel vago troppe cose. Dice il Presidente che è stato discusso con i Ministeri della Sanità e anche con quello dell'Interno: noi ci auguriamo che questa volta, pur non essendo d'accordo sul provvedimento, la fiducia che il Presidente della Giunta ripone nei funzionari dei Ministeri trovi poi riscontro quando il discorso arriverà a livello politico, perchè oltre che la Giunta anche i Governi sono provvisori.

Rimane il fatto che tutto questo provvedimento è fondato su un'ipotesi che non ha, dietro per il momento, nulla di concreto; l'unica cosa concreta sono i soldi che la Regione da come affitto al Mauriziano: 686 milioni che ogni anno la Regione paga e che il Mauriziano si impegna ad usare nella costruzione. Gli altri 13 miliardi dovranno essere istituiti e inseriti nella quota del Fondo sanitario che verrà alla Regione e questo non sappiamo se avverrà. Non si sa come sarà possibile finanziare la ricerca.

La nostra preoccupazione è che si faccia, come temeva in qualche modo il Consigliere Lanivi, una struttura che di fatto sarà una clinica privata pagata dalla Regione, che avrà i suoi 300 dipendenti pagati attraverso una convenzione e che non farà della ricerca, perchè non otterrà i finanziamenti, ma che graverà sul bilancio dell'Unità Sanitaria Locale, per permettere all'Ordine Mauriziano di essere presente in due Regioni. Ora, questo Ordine Mauriziano quando è sorto aveva una sua validità; faceva delle opere di assistenza ai poveri. Adesso mi sembra un po' anacronistico e, anche se è riconosciuto dalla Costituzione, non vediamo perchè si debba continuare a mantenere in condizioni di sopravvivenza per un organismo che non ha più nessuna reale funzione.

I problemi dell'Ospedale di Aosta si sposteranno sul futuro ospedale di Saint-Vincent, nel quale avremo una serie di difficoltà che graveranno comunque sul bilancio della Regione.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola pongo in votazione la delibera in oggetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 28

Favorevoli: 21

Contrari: 7

Il Consiglio approva.