Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 13 del 21 luglio 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 13/VIII - ESAME DELLA SITUAZIONE E DELLE PROSPETTIVE DELL'ILSSA-VIOLA DI PONT-SAINT-MARTIN.- (Approvazione di ordine del giorno).

PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno presentato dai Consiglieri Mafrica, Millet, Tonino, Cout, Dolchi, Bajocco e Riccarand.

ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

PREOCCUPATO per gli effetti dirompenti che l'annunciata chiusura dell'acciaieria e del laminatoio a caldo dell'Ilssa-Viola avrebbero sui livelli di occupazione e sulla stessa economia della Bassa Valle;

NEL RESPINGERE l'assurdo disegno padronale, che mira a risolvere problemi finanziari dovuti ad errori di gestione attraverso inaccettabili tagli all'occupazione;

RICORDANDO che l'Ilssa-Viola per tutto il 1982 ha lavorato a pieno ritmo, mantenendo le proprie quote di mercato e dimostrando la propria validità e flessibilità produttiva;

INVITA

il governo italiano a non accettare da parte della CEE l'imposizione di ingiustificati tagli produttivi nel campo degli acciai speciali, di cui l'Italia è importatrice;

IMPEGNA

la Giunta regionale ad avviare immediate trattative congiunte con la proprietà Ilssa-Viola, con il Ministro dell'Industria e le Organizzazioni Sindacali valdostane, al fine di ottenere il mantenimento dei livelli occupazionali e del ruolo produttivo dell'azienda siderurgica, in cambio di impegni regionali relativi al contenimento dei costi energetici e a possibili facilitazioni finanziarie di nuovi investimenti aziendali.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Il senso dell'ordine del giorno letto dal Presidente del Consiglio mi sembra chiaro: i lavoratori dell'Ilssa-Viola e le Organizzazioni sindacali hanno richiesto, da parte del Consiglio regionale, perlomeno un segnale politico, una presa di posizione che dimostri la solidarietà del Consiglio e delle forze politiche ivi presenti e la volontà di intervenire. Nell'ordine del giorno sono riassunte in modo sintetico, alcune considerazioni: la prima riguarda la gravità della situazione e gli effetti che la chiusura dell'acciaieria e del laminatoio a caldo avrebbero sull'occupazione a Pont-Saint-Martin, ma anche nell'intera bassa Valle. Il secondo punto mette in rilievo il fatto che si avanza una proposta di chiusura in presenza di un deficit dovuto soprattutto ad oneri finanziari più che al costo del lavoro e a difficoltà di mercato. Crediamo che questo debba essere sottolineato; viene infatti ripreso nel terzo punto il discorso che a febbraio i lavoratori, per andare incontro alle richieste dell'azienda, si erano impegnati anche al lavoro straordinario e domenicale, e nell'accordo di febbraio si prevedevano nuovi investimenti. Non si sono avute in questo periodo, rispetto agli ordini e al mercato delle difficoltà reali, come si è verificato per altre aziende, quindi è proprio il discorso finanziario che ha portato l'azienda a fare questa proposta.

C'è poi l'invito al Governo a non trattare la parte degli acciai speciali senza la dovuta considerazione nelle trattative in corso attualmente con la CEE. Abbiamo sentito che in questi ultimi giorni il governo sembra d sposto ad accettare la riduzione di 5.800.000 ton. di acciaio semplicemente spostando la quota dal settore pubblico a quello privato. Se teniamo presente che l'Ilssa-Viola, con i suoi 800 occupati nel settore privato rispetto agli 11.000 posti di lavoro che dovrebbero essere tagliati in Italia, può rappresentare quasi il 10% di quella cifra, possiamo comprendere come il pericolo per l'Ilssa-Viola sia più grande. Se si chiude la produzione di acciaio all'Ilssa-Viola, si riduce poco in quantità; però diventerebbe molto più importante, e ci potrebbero esserci delle manovre in questo senso, avere qualcosa che pesa dal punto di vista della chiusura di posti di lavoro; anche i 450 di cui si parla avrebbero rispetto agli 11.000, un peso di un certo tipo. Quindi crediamo che occorra un impegno serio da parte del Consiglio ed in questo periodo da parte della Giunta regionale appena eletta.

Ci interessa moltissimo l'unità delle forze politiche, sindacali, delle categorie, che operano in Valle d'Aosta, però questa unità dovrebbe avvenire sulla base della chiarezza. Noi, come Gruppo, ed anche il Consigliere Riccarand che ha firmato questo ordine del giorno riteniamo che non si debba assolutamente dare per scontato che non ci sia nulla da fare; dobbiamo continuare a credere alla possibilità di mantenere, con interventi adatti che garantiscano la produttività, il ruolo dell'Ilssa-Viola. Proposta finale è quindi quella di impegnare la Giunta a richiedere un tavolo preciso di trattativa a livello di governo, perchè dinanzi a precise proposte ed impegni della Giunta, ci sia, da parte del padronato, un passo indietro rispetto alle proprie decisioni.

Si è parlato in questi giorni di metanodotto che potrebbe entrare in funzione; se invece di usare il propano si usasse il metano, si avrebbe un risparmio di £ 300 per ogni Kg. di propano usato attualmente, con un risparmio finale che potrebbe aggirarsi sul miliardo di lire e quindi ridurre il possibile deficit delL'Ilssa-Viola. Inoltre, se l'Ilssa-Viola invece di pagare, come attualmente fa, sette miliardi e mezzo all'ENEL per il costo dell'energia elettrica, a £ 80 il KWH, potesse avere energia elettrica autoprodotta a £ 30, questa spesa potrebbe ridursi a circa un terzo, quindi ci sarebbe un'altra parte di deficit che potrebbe essere rivista.

Anche il discorso della colata continua, almeno per quello che ci è stato detto, potrebbe avere influenza per abbattere il costo dell'acciaio al Kg.; £ 50 al Kg. per 60.000 tonn. potrebbe dare un risparmio aggiuntivo nei costi di 3 miliardi. Pertanto, viste le condizioni del mercato, vista la specializzazione dell'Ilssa-Viola, vista a sua capacità di adattarsi alle richieste, esiste la possibilità di salvare sul serio, perchè poi sia un'azienda economicamente valida, l'Ilssa-Viola. Attraverso l'ordine del giorno proposto, riteniamo che questo dovrebbe essere l'atteggiamento che a Giunta regionale, investita dall'intero Consiglio, dovrebbe assumere in sede di trattative, per riuscire a giocare questa che può essere una partita decisiva per l'occupazione nella Bassa Valle.

Meriterebbero lunghi discorsi anche la situazione della Cogne e della Montefibre, però occorre anche saper selezionare gli interventi e in questo momento la situazione più drammatica è quella dell'Ilssa-Viola. Noi crediamo che la Giunta regionale debba continuare ad impegnarsi anche per cercare attività sostitutive a quella della Montefibre e per difendere il ruolo e l'occupazione alla Cogne. Ovviamente questo ordine del giorno è una bozza; se ci so- no osservazioni, potrà essere discusso e si potrà chiedere a sospensione dei lavori.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

PASCALE - (P.S.I.): Siamo naturalmente favorevoli ad un ordine del giorno di solidarietà nei confronti dei lavoratori dell'Ilssa-Viola; è evidente che un pronunciamento del Consiglio regionale, sia pure fatto in modo solenne, avrebbe solo il valore di una petizione di principio, se non fosse accompagnato da quelle iniziative opportune e necessarie per modificare una situazione che, così come si profila, porterà senz'altro ad un disimpegno della proprietà Ilssa-Viola dalla Regione Valle d'Aosta. Non vi sono dubbi infatti che a chiusura dell'acciaieria è solo il primo passo verso la chiusura totale dell'azienda, perchè il contratto con la Terni che ci viene prospettato, comportando elevati costi di approvvigionamento, porterà a difficoltà finanziarie sempre peggiori. Quindi il problema che abbiamo di fronte - deve essere chiaro - non è il problema della chiusura di un reparto e del relativo taglio occupazionale, ma è il problema dello smantellamento definitivo dell'azienda Ilssa-Viola dalla nostra Regione.

Le iniziative che vengono prospettate in questo ordine del giorno sono certamente le più urgenti da assumere; innanzitutto, una trattativa serrata con la proprietà, con le forze sindacali, per accertare a reale situazione aziendale, perchè mi pare che ci siano dei dati abbastanza contraddittori. Si dice che l'azienda è sana, che ha una buona produttività e buone prospettive di mercato: però non si capisce perchè gli Orlando vogliono chiudere questo reparto delle acciaierie. Ci sono probabilmente, anzi sicuramente, problemi di carattere finanziario, ma se si tratta solo di questi, e ciò va accertato, allora siamo proprio in presenza di uno di quei casi di cui parlava prima il Presidente della Giunta, in cui bisogna difendere la produttività. In questo baso, la Giunta regionale ha il dovere ed il potere di intervenire a sostegno.

L'altra iniziativa, quella di una trattativa da aprire in modo globale, è quanto mai opportuna, in quanto si decidono in questi giorni a Bruxelles i tagli alla produzione dell'acciaio che comunque l'Italia dovrà sopportare, perchè non è pensabile che l'Italia si ponga al di fuori della logica del MEC. Ma si decidono anche (forse si sono già decise) le collocazioni all'interno del paese di questi tagli occupazionali. In questa trattativa, in queste decisioni, la Regione Valle d'Aosta è stata assente, ma può forse ancora essere presente per esporre quelle che sono le ragioni della nostra Comunità, perchè dopo la chiusura della Montefibre, dell'Inteva, di tante altre aziende, l'Ilssa-Viola e la Cogne costituiscono il tessuto primario dell'industria in Valle d'Aosta. Accettare un ulteriore ridimensionamento di queste industrie vuol dire avviarsi verso un processo di deindustrializzazione della nostra Regione. A questo punto bisogna verificare qual è la volontà politica al riguardo. Credo che questo sia davvero il banco di prova non solo per il nuovo Assessore, al quale facciamo i migliori auguri, ma per tutta la Giunta, perchè da come sarà fronteggiata questa crisi sarà chiaro il disegno di sviluppo che questa maggioranza e questa Giunta si propongono, e soprattutto sarà chiaro se esiste una volontà politica di mantenere all'industria nella nostra Regione quel ruolo primario ed adeguato che ad essa spetta.

PRESIDENTE: Prima di dare la parola al Consigliere Beneforti, volevo chiedere ai Consiglieri se sono d'accordo a procedere direttamente, dopo la fine della discussione dell'ordine del giorno, alla nomina dei Presidenti, dei Vice Presidenti e Segretari di Commissione, anzichè rinviare questo adempimento a lunedì. Allora, al termine della discussione, ci trasferiremo nella sala delle riunioni.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.

BENEFORTI - (D.C.): Come abbiamo detto stamani, quando abbiamo accettato di inserire all'ordine del giorno a discussione sull'Ilssa-Viola, siamo d'accordo sull'ordine del giorno che è stato proposto, perchè riteniamo che sia un adempimento anche delle forze politiche, dopo l'incontro che abbiamo avuto con le Organizzazioni sindacali e con il Consiglio dei delegati, tanto è vero che noi, proprio in quell'incontro come del resto tutte le forze politiche che erano presenti, abbiamo accettato di portare l'argomento in Consiglio regionale, in modo da dare a questo problema la rilevanza che oggi ha.

Ha una rilevanza certamente seria e grave, perchè dà un ulteriore e duro colpo all'occupazione nella nostra Regione, in particolare alla siderurgia, che è l'asse portante dell'occupazione e dell'economia a livello regionale. Non sto a rifare tutto il discorso sul l'Ilssa-Viola, perchè credo che tutti quanto lo conosciamo; aggiungerei però, nell'ultimo comma della mozione, quando si dice "IMPEGNA la Giunta ad avviare immediate trattative congiunte con la proprietà Ilssa-Viola, con il Ministro dell'Industria", l'impegno fare un discorso anche con il Ministro delle Partecipazioni statali e con la Finsider, perchè sappiamo tutti che le lavorazioni effettuate oggi dall'Ilssa-Viola sono su prodotti semilavorati che provengono dalla Terni, che è un'azienda a partecipazione statale, per cui bisogna cercare di avere anche un chiarimento con quegli Enti e Ministeri che oggi hanno la tutela dell'azienda come a Terni, e nello stesso tempo, nel discorso che potremo fare con il Ministro delle Partecipazioni statali e con la Finsider, avere anche chiarimenti in merito alla Nazionale Cogne, così come è stato rilevato stamani.

Con queste precisazioni sull'ordine del giorno siamo d'accordo e possiamo passare alla votazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Stévenin, ne ha facoltà.

STEVENIN - (U.V.): Nous aussi, en tant qu'Union Valdôtaine, nous étions de l'avis de prendre une initiative vis-à-vis du problème de l'Ilssa-Viola, évidemment après que le problème institutionnel eût été affronté et décidé. On avait pris cet engagement lors de la rencontre des Organisations syndicales, ainsi qu'à l'occasion de la manifestation qui a vu les travailleurs valdôtains descendre dans les rues de Pont-Saint-Martin pour défendre leur pace de travail.

Nous sommes de 1'avis que la situation est dramatique, comme quelqu'un avant moi l'a déjà très bien dit; pour affronter ce problème on pourrait discuter pendant des heures, mais je veux préciser qu'il est incroyable qu'aujourd'hui, après des rencontres qui ont débouché sur un accord entre l'Organisation syndicale et l'Ilssa-Viola, accord qui devait assurer la continuité du travail dans cette usine pendant des années, après des investissements de 35 milliards, par cette entreprise, afin de garantir un avenir à l'usine, compte tenu du fait que l'Ilssa a une production de "laminati piani Inox", très importante du fait qu'elle est la seule dans le secteur "dei privati" en Italie - je disais - donc qu'après tout cela il est incroyable qu'on arrive à prendre de telles décisions. Des espoirs étaient nés après la rencontre des syndicats avec les Orlando à Milan, ces espoirs évidemment ne sont plus les mêmes parce qu'après cette rencontre il semble que les Orlando aient changé d'avis. Ils ont répondu "non" à tout ce que, en tant qu'Organisation syndicale, en tant que gouvernement régional, nous avions proposé pour éviter la fermeture de cette usine et particulièrement la fermeture de l'établissement en ce qui concerne la partie de l'aciérie. En ce moment, nous sommes d'accord - comme nous étions d'accord - non tant vis-à-vis des ordres du jour qui souvent ne peuvent pas servir grand-chose, mais nous sommes d'accord sur le fait qu'il y ait un engagement précis de la part du gouvernement régional, pour envisager ce problème au niveau du Ministère de l'Industrie et du Ministère des Participations de 1'Etat.

En ce qui concerne l'ordre du jour, tout spécifiquement: nous le partageons, mais il faut ajouter tout de même quelque chose. Il faut rappeler, après les mots "Ilssa-Viola ha lavorato a pieno ritmo mantenendo la propria quota di mercato, dimostrando la propria validità e flessibilità", que l'Ilssa détient une position de monopole dans le secteur privé en ce qui concerne "i laminati piani Inox" et que cette tranche devra être à l'avenir récupérée au moyen de l'importation. Il faut aussi prendre conscience du fait que la situation avec les Orlando est très difficile, il faut considérer alors si ce n'est pas le cas de demander une rencontre avec la SMI pour examiner, à ce moment-là, comment envisager, tous ensemble, ce problème vis-à-vis du gouvernement et des Ministères compétents, étant donné qu'à l'occasion de la rencontre de l'autre jour la position des Orlando a été dure, folle en ce qui concerne un des problèmes les plus importants pour l'avenir de la basse Vallée.

Nous sommes donc d'accord pour examiner l'ordre du jour, pour apporter quelques modifications et pour le voter.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini, ne ha facoltà.

POLLICINI - (Féd. D.P.-U.V.P.): Mi pare importante fare due brevi considerazioni. Per prima cosa, vorrei inquadrare il problema della crisi dell'Ilssa-Viola, che è poi analoga a quella della Cogne e, per altri settori, a quella della Montefibre. Siamo di fronte ad una crisi internazionale ed occorre essere molto precisi nel valutare quelle che sono le possibilità reali di intervento della Regione. Sarebbe poco serio presumere che la Regione abbia mezzi e strumenti per risolvere una crisi che non è solo nazionale, ma addirittura internazionale. Ci sono precise strategie della CEE, per rimanere nel campo del discorso che riguarda l'Ilssa, che prevedono una riduzione della produzione di oltre 5 milioni di tonn. annue, che il nostro governo ha già accettato distribuendo diversamente le quote, quindi siamo di fronte a reali riduzioni di produzione nel nostro paese in un settore che certo dovrà ridimensionarsi, perchè è in atto una strategia internazionale che certo non potrà essere modificata dalle competenze regionali. Se prendiamo coscienza di questi limiti possiamo affrontare con serietà il problema; se invece lasciassimo spazio ad una forma di promessa demagogica o di facilità di soluzione, allora saremmo qui a fare l'interesse di tutti meno quello di chi lavora, di questa Regione e di questo Consiglio. I problemi sono molti, dobbiamo gestire tutti insieme una crisi gravissima che non ha precedenti, almeno negli ultimi 40 anni e che coinvolge tutta la Comunità valdostana. Noi, che ne siamo i rappresentanti, siamo chiamati in prima persona a dare proposte concrete per una soluzione reale a questi problemi, nei limiti del possibile. Vediamo quali sono questi limiti, quelli che ci competono, oltre i quali non possiamo intervenire. L'aspetto che mi pare importante è quello di verificare ciò che ha fatto la Regione in questo campo, ciò che intende fare, ciò che intendiamo portare avanti tutti insieme per mitigare questo tipo di crisi generalizzata, che investe anche noi. Non dimentichiamo che il problema è già stato affrontato da tempo, dalla Presidenza della Giunta in particolare, con il Gruppo Orlando. Siete tutti a conoscenza che c'è stato un recente incontro del Presidente della Giunta con gli Orlando ed altri componenti la società, per vedere cosa era possibile fare per evitare la chiusura di reparti. In questo settore come si è mossa la nostra Regione? Ha cercato di ridurre i costi di produzione dell'acciaio, che è uno degli elementi penalizzanti per quanto riguarda il mercato dell'acciaio stesso. Primo provvedimento assunto da questa Regione è stato il progetto per il metanodotto, su cui ha già investito lo scorso anno 12 miliardi; è stata già firmata una convenzione dalla Regione proprio in reazione ala costruzione e all'avanzamento del gasdotto per usufruire del metano, come combustibile, il che ridurrà di parecchio il costo di produzione di acciai. Secondo aspetto, che mi pare importante anch'esso, è stato quello di creare le condizioni generali per favorire una soluzione della crisi, al limite del possibile. Un altro aspetto sempre nella direzione di ridurre i costi di produzione degli acciai, è la trattativa in corso per l'acquisto di due centrali elettriche, le Cravetto, nella zona di Donnas ed altre centrali che potrebbero avere come vantaggio concreto la cessione dell'energia elettrica, di cui fa un notevole consumo l'acciaieria dell'Ilssa, ad un costo compatibile. Non dimentichiamo che sono in corso anche trattative fra il personale di queste centrali e la Regione per formare una società mista per la gestione delle centrali stesse. Quindi vi sono indirizzi, che a me sembrano interessanti, che vanno nella direzione di ridurre i costi, che sono uno degli elementi che, insieme ala produttività, possono contenere l'emorragia del settore siderurgico, un'emorragia a livello mondiale.

Siamo di fronte a grossissimi problemi: l'automazione ha portato ad una rivoluzione dell'occupazione nel settore industriale, che prima era il grosso contenitore dell'occupazione, mentre oggi è il più grosso esplusore. L'introduzione di metodi di automazione, di robotizzazione, ha portato ad espellere sempre più personale da quei settori e bisogna trovare il modo di inserirlo in altri; è una realtà con la quale bisogna fare i conti. La produzione di sostanze derivate dalla rivoluzione chimica, cioè della plastica, ha portato alla riduzione dei consumi degli acciai: questo è un risvolto che dobbiamo considerare e che stiamo pagando con la crisi della siderurgia. Quindi il discorso che mi pare importante è questo: ho colto una delle affermazioni fatte prima dal Presidente, quando parlava a proposito della produttività: il '78 è passato, ha lasciato i suoi morti; il '78 parlava di fare la rivoluzione e non è stato capace di portare neppure delle riforme. Oggi dobbiamo accumulare una serie di risorse per poter risolvere i problemi che ci stanno di fronte. Il discorso della produttività è importantissimo, il nostro è un paese trasformatore, che non ha materie prime, quindi si sta sui mercati solo se si produce a minor costo e possibilmente con la migliore qualità. E' una realtà con cui dobbiamo fare i conti, se vogliamo venirne fuori: ecco la chiave di lettura, ripeto, senza demagogia, senza presumere che la Regione abbia in mano la bacchetta magica per risolvere il problema.

L'impegno che assume questa Giunta è di portare avanti in prima persona, dalla parte di chi lavora, i problemi dell'occupazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Voglio fare un breve intervento e prendo spunto dalle ultime cose dette dall'Assessore Pollicini. Sui pochi mezzi che ha a disposizione la Regione, siccome parlo ad un Assessore neo-eletto, voglio ricordare come h agito la Regione nei confronti del problema dell'Ilssa-Viola, per spiegar che cosa non bisogna fare e cosa bisogna fare. E' vero che la Regione non h la bacchetta magica, ciò di cui però c', bisogno è l'impegno della Regione ed un conoscenza puntuale del processo produttivo della stessa azienda Ilssa-Viola Quindi di posizioni autonome di questa Giunta regionale, di questo Consiglio in merito a quello che deve essere fatto in quell'azienda. Nel passato, que sta Giunta è stata la portavoce dell'azienda: in genere l'Assessore si è limitato a leggere i comunicati che passava l'azienda stessa, sposando quelle tesi Sul processo produttivo, quando c'è stata la visita del Commissario della CEE Sig. Ortoli, si sono solo fatti degli elogi e non si è parlato in quell'occasione dei problemi produttivi che già. esistevano nell'azienda. Ricordo un in contro effettuato nella sede del Cral Cogne circa un anno e mezzo fa, e che da parte della maggioranza, dell'Assessore, non si aveva alcuna conoscenza de problemi produttivi dell'azienda. Ricordo che il piano - che, è vero, fu un. piano redatto dal solo Assessore Chabod (fu chiamato poi studio) - prevedeva i modo acritico già allora la chiusura dell'acciaieria dell'Ilssa, senza motivazioni plausibili; ricordo la frequente assenza della nostra Regione in occasione di iniziative delle altre città siderurgiche su questi temi; ricordo che la nostra Regione non ha mai promosso su questi temi incontri con aziende che occupano la stessa fascia di mercato nel nostro paese. In questa ultima vicenda sarebbe stato molto importante, rispetto alle affermazioni che sono apparse sulla stampa nazionale (cito "La Repubblica" e "Il Sole 24 Ore") una posizione sulla stampa nazionale anche della Regione Valle d'Aosta. L'Assessore Pollicini, quando era al Turismo, abbondava in dichiarazioni sulla stampa: mi auguro che d'ora in poi anche sui temi dell'industria ci sia una posizione della Valle d'Aosta a livello nazionale.

Ho voluto fare questa breve precisazione perchè ci troviamo di fronte, come hanno detto altri meglio di me, ad un'azienda in cui pesano gli oneri finanziari, ma che ha un conto industriale che è buono, che ha una produzione che se si lascia cadere, costringerà il nostro paese ad una importazione di quei prodotti dall'estero, una situazione perciò che a parere di tutti è tale da far dire che è almeno assurdo oggi smantellare uno stabilimento che oltre ad avere delle radici molto profonde nella nostra Regione, è anche uno stabilimento che con utili interventi può avere una sua validità produttiva ed anche sul piano finanziario. Ecco, questi sono i suggerimenti che volevo dare al nuovo Assessore Pollicini.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone, ne ha facoltà.

TAMONE - (U.V.): Moi, j'espère vraiment que sur les problèmes graves on n'essaye pas ici de mettre toutes les questions, pour le dire en italien, "nella rissa", parce que si M. Tonino cherche ça sur cette question, moi, je lui assure, qu'il nous trouve et nous trouvera toujours.

Alors, je vais expliquer ma pensée. Avant tout, dans le programme fumeux, drôle, que nous avons présenté aux autres forces politiques, au 3ème point il y avait une proposition très claire: la constitution d'une Commission unitaire pour étudier les problèmes de l'industrie, parce que nous nous rendons compte, tous ensemble, que la situation est d'une gravité extrême. Après, si M. Tonino, ou quelqu'un autre du parti communiste, voudra la Présidence de cette Commission, nous serons prêts à la lui laisser et à collaborer. Mais ce n'est pas sur ça que je voulais ouvrir la polémique avec M. Tonino: c'est sur la question de continuer l'attaque à l'Assesseur Chabod. A ce propos, je veux dire que nous retenons d'avoir toujours fait une politique collégiale et nous voulons la continuer maintenant; la responsabilité de ce que le gouvernement régional a accompli, est responsabilité collégiale du gouvernement régional. Quand on parle de "veline", ou on est ingénu ou on est en mauvaise foi, parce que nous nous trouvons en face à une entreprise, l'Ilssa-Viola, qui a fini, il y a quelques mois, d'investir de l'argent de sa poche, 35 milliards, à l'intérieur de son établissement. Alors, on ne peut pas penser qu'un industriel qui dépense 35 de ses milliards dans une industrie, n'a pas envie de continuer dans cette entreprise. Quand M. Chabod, quand le gouvernement régional voyait la bonne volonté de 1'Ilssa-Viola d'investir, qu'est-ce qu'il devait faire? D'ailleurs au mois de février - M. Stévenin l'a rappelé - on a signé de la part des Organisations syndicales et de l'Ilssa-Viola un accord, dans lequel on parlait de développement de l'industrie et de continuer l'activité avec 800 ouvriers. A ce point, il ne s'agissait pas de "veline"; il s'agissait là d'une volonté très claire de l'Ilssa de continuer l'activité et je pense que n'importe quelle force aurait pris acte de cette volonté. Et d'ailleurs, au mois de décembre, vous l'avez voté, cet emprunt à l'Ilssa-Viola de 4 milliards avant, de 2 milliards après, pour un total de 6 milliards, parce qu'on avait compris qu'elle avait des difficultés contingentes et qu'on devait lui donner un coup de main pour en sortir (... INTERRUPTION...) Vous ne l'avez pas voté, vous vous êtes abstenus et vous avez bien fiat d'ailleurs!

A ce point, je crois que le gouvernement régional a fait tout ce qui était possible faire vis-à-vis d'une entreprise qui laissait croire d'avoir des possibilités de continuer son activité.

Mais ce n'est pas sur ça que je voulais intervenir; moi je voulais simplement dire que je suis parfaitement d'accord avec l'Assesseur Pollicini et avec le Président de la Junte, qu'on ne doit pas maintenir debout des entreprises qui ne sont plus rentables; en ce qui me concerne - je parle à titre strictement personnel - je peux affirmer que je suis d'accord avec d'autres qui sont intervenus avant moi. Ici nous sommes en présence d'une entreprise du secteur sidérurgique, qui n'est pas dans les conditions d'autres établissements qui doivent être fermés. Avant tout, la quantité de production: il s'agit là de 108.000 tonnes d'acier par an, d'un acier spécial, qui n'a pas d'autres producteurs en ce moment en Italie. Si après, en futur, les Participations de l'état voudront déplacer cette production à Terni, c'est sur ça qu'on devra discuter et voir de trouver des solutions. Mais si avec une diminution de production de Pont-Saint-Martin de 108 tonnes, l'Etat pense qu'on peut résoudre le problème qui existe en ce moment entre Rome et Bruxelles en ce qui concerne la diminution de production d'acier en Italie, absolument pas. Deuxièmement, il existe un autre fait. M. Orlando, dans sa déclaration à la presse italienne, a dit que s'il ne peut pas: acheter "la materia prima a Terni" parce que là peut-être il y a des difficultés, il ira acheter les matières premières en France ou en Allemagne. Si existe une possibilité de produire le même acier à Pont-Saint-Martin, on ne voit pas pourquoi on doit choisir le chemin de l'importation, pour aller après à un travail de finissage qui ne peut pas avoir un avenir. Alors en ce cas il s'agirait vraiment d'être turlupinés de la part des propriétaires qui nous disent ces choses. Si on doit importer cet acier, pourquoi l'importer et pourquoi ne pas le couler à l'aciérie de Pont-Saint-Martin, vu qu'on pourrait faire "la colata continua" qui représente d'ailleurs la solution technique la plue valable pour résoudre le problème des; Orlando?

Je suis convaincu qu'il n'est pas facile de défendre la sidérurgie, mais je crois quand même que nous devons avoir le courage de défendre les choses qui doivent être défendues.

En ce qui me concerne, je trouve un peu drôle ceux qui insistent sur cette position en disant: "se noi partiamo dal colato possiamo starci dentro, altrimenti no". A ce point, quand il y a de la part de l'Administration régionale une disponibilité pour aider cette entreprise de Pont-Saint-Martin avec la création du pipeline, où le méthane est employé dans les premières phases de la lavoration, et non plus dans la deuxième phase, c'est-à-dire la lamination à froid, et après on a déjà l'intention d'acheter les centrales Cravetto qui devraient aider pour le fonctionnement de l'aciérie, on ne comprend pas comment il peut se faire que l'acier acheté en France ou en Allemagne puisse coûter moins que celui produit à Pont-Saint-Martin. A cet égard je ne parlerais plus de productivité, j'employerais un autre terme, peut-être un peu plus précis, de compétitivité, parce que je pense, pour ce que j'en sais, que les ouvriers de l'Ilssa-Viola sont accoutumés à travailler dur.

Donc, il s'agit plutôt de voir quelle est la compétitivité de cette entreprise; à notre avis elle est valable parce que l'entreprise elle-même a refait les installations fondamentales, surtout la partie laminoirs qui a coûté - je le disais avant - 35 milliards et qui est à même de donner des résultats positifs.

Dans ce sens nous croyons qu'on puisse défendre cette usine, en prenant les contacts nécessaire avec le Ministère de l'Industrie, et aussi avec le Ministère des Participations de l'Etat, pour voir s'il est possible ensemble de coordonner l'action, afin que l'Ilssa-Viola reste ouverte dans son entier.

Nous sommes d'accord avec l'ordre du jour, nous demandons une petite suspension de la séance pour concorder des petites modifications et dans ce sens nous disons qu'on a bien fait d'entreprendre aujourd'hui cette discussion, parce que les problèmes de l'industrie en général en Vallée d'Aoste sont extrêmement graves et demandent, au-delà de toute polémique, l'engagement de toutes les forces de ce Conseil, et non seulement de celles-ci, pour être résolus.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede più la parola, c'è la proposta di cinque minuti di sospensione per concordare l'ordine del giorno. Il Consiglio è d'accordo?

La seduta è sospesa.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20.58 alle ore 21.17.

PRESIDENTE: Riprendono i lavori dopo la sospensione; è stato presentato alla Presidenza del Consiglio un ordine del giorno concordato fra le forze politiche, di cui do lettura.

ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

PREOCCUPATO per i gravissimi effetti che l'annunciata chiusura dell'acciaieria e del laminatoio a caldo dell'Ilssa-Viola avrebbero sui livelli di occupazione e sulla stessa economia della Bassa Valle;

NEL RESPINGERE il disegno padronale, che mira a risolvere problemi finanziari dovuti ad errori di gestione attraverso inaccettabili tagli all'occupazione;

RICORDANDO che l'Ilssa-Viola per tutto il 1982 ha lavorato a pieno ritmo, mantenendo le proprie quote di mercato e dimostrando la propria validità e flessibilità produttiva;

IN CONSIDERAZIONE inoltre del fatto che l'Ilssa-Viola detiene gran parte del mercato italiano dei laminati piatti INOX che se non prodotti a Pont-Saint-Martin dovrebbero essere importati, creando quindi altri ulteriori peggioramenti nella bilancia commerciale già così duramente provata;

INVITA

il Governo italiano a non accettare da parte della CEE l'imposizione di ingiustificati tagli produttivi nel campo degli acciai speciali, di cui l'Italia è importatrice;

IMPEGNA

la Giunta regionale a continuare le trattative con la proprietà Ilssa-Viola e le Organizzazioni Sindacali valdostane ad avviare un confronto con i Ministri dell'Industria e delle Partecipazioni Statali al fine di ottenere il mantenimento dei livelli occupazionali e del ruolo produttivo dell'azienda siderurgica, tenuto conto della volontà dell'Amministrazione regionale di impegnarsi relativamente al contenimento dei costi energetici (realizzazione metanodotto, acquisizione centrali Cravetto) e a possibili facilitazioni finanziarie per nuovi investimenti.

PRESIDENTE: Lo metto in votazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Avendo chiuso i lavori, il Consiglio verrà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta.

L'adunanza termina alle ore 21.19.