Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 562 del 14 maggio 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 562/VIII - DIBATTITO SULLE PROPOSTE CONCERNENTI LA SOCIETA' FINANZIARIA REGIONALE PER LO SVILUPPO ECONOMICO DELLA VALLE D'AOSTA.

PRESIDENTE: Vista l'analogia degli argomenti, propongo di unificare la discussione generale degli oggetti iscritti ai punti 31 e 33 dell'ordine del giorno.

Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Martin, ne ha facoltà.

MARTIN - (Féd. DP-UVP): Prima di addentrarci nelle varie modifiche da apportare alla legge istitutiva della FINAOSTA, conviene forse fare un bilancio di questa Società che è stata costituita con la legge n. 16 del 28giugno 1982.

Il capitale sociale, che era inizialmente di 2 miliardi, è stato aumentato fino a 12,5 miliardi e con la proposta di legge che stiamo presentando intendiamo portarlo a 20 miliardi.

La Regione Valle d'Aosta, è socia per il 75%, mentre le banche S. Paolo e Cassa di Risparmio sono presenti per il restante 25% (in parti uguali). C'è infine un 1% formato da un consorzio fra le piccole e medie imprese industriali.

L'attività di questa Società alla data del 30.4.1984, suddivisa per settori di gestione, è la seguente:

- per quanto riguarda la gestione ordinaria, alla data del 30.4.1984, sono stati effettuati 24 interventi per complessivi 7 miliardi 800 milioni.

- Sono in corso di perfezionamento, sempre in questa gestione, altri undici interventi per un importo complessivo di ca. 2 miliardi 900 milioni;

- per quanto riguarda la gestione speciale, le operazioni messe in essere finora sotto questo fondo e sotto forma di partecipazioni, mutui, locazioni finanziarie, sottoscrizioni obbligazionarie, sono state 26, per un importo complessivo di lire 22 miliardi 600 milioni. Sono in via di definizione altri 13 interventi per 11 miliardi 55 milioni;

- per i fondi di rotazione per l'artigianato, il commercio e la cooperazione, i finanziamenti erogati sempre alla data del 30.4.1984 sotto forma di mutuo sono stati 298 per un totale di lire 8 miliardi 379 milioni; altri 32 finanziamenti sono in via di perfezionamento per un importo di 2 miliardi 51 milioni;

- infine, i fondi di rotazione per quanto riguarda le provvidenze per il turismo e per l'industria: sono stati effettuati 20 interventi per un importo di 3 miliardi 381 milioni, mentre sono in corso di definizione altri 15 finanziamenti, sempre dello stesso tipo, per complessivi 2 miliardi 412 milioni.

Globalmente la società ha effettuato 368 interventi per complessivi 42 miliardi 222 milioni, ed è in procinto di effettuarne altri 71 per un importo di ca. 18 miliardi e 400 milioni.

Per quanto riguarda le varie gestioni, per la gestione ordinaria gli interventi sono stati 12,5 miliardi, per la gestione speciale 39 miliardi 200 milioni, e per i fondi di rotazione riferentesi alla L.R. 101 14 miliardi e 700 milioni.

Dopo circa due anni di attività, ci siamo resi conto che questa legge ha bisogno di qualche piccolo ritocco per renderla più agile; infatti si è visto che qualche articolo è un po' rigido, per cui la Giunta propone al Consiglio una serie di modifiche.

Nell'art. 1, che propone una modifica all'art. 2 della vecchia legge, si specifica meglio qual è l'oggetto sociale di questa società, perchè si sono trovate difficoltà nell'operare interventi nel settore turistico e in società di trasporti, in quanto la dizione "attività produttiva di beni e servizi" era un po' troppo generica. Si è pensato di sostituire il 1° comma dell'art. 2 per rendere un po' più elastico l'oggetto sociale di questa società, escludendo dagli interventi il settore delle assicurazioni ed il settore del commercio al dettaglio, essendo quest'ultimo già regolato da apposite altre leggi.

Al 3° comma dell'art. 2 della vecchia legge si propone un'altra modifica, in quanto la legge precedente diceva che, per le aziende, la direzione tecnica e l'amministrativa dovevano essere localizzate in Valle per poter beneficiare di questi interventi.

Si è constatato che, in qualche caso, questo è un ostacolo per l'insediamento di grandi società in Valle d'Aosta, in quanto a volte esse hanno dei centri contabili ed amministrativi molto grandi che sono localizzati evidentemente altrove, e sarebbe un handicap per queste società dover installare in Valle d'Aosta altri centri contabili ed amministrativi, con dei costi esorbitanti. Si è pensato così di aggiungere solo le parole "ove richiesto".

C'è un'altra modifica all'art. 3; viene solo specificato meglio l'articolato nel primo comma; nel secondo comma invece si dice che la Finaosta può gestire anche i fondi di rotazione regionali o di altri Enti pubblici e questo è possibile perchè, come dicevo, è stata fatta la legge 101 che dà la possibilità alla FINAOSTA di gestire anche i fondi di rotazione.

Nell'art. 6 della vecchia legge è stato aggiunto un nuovo comma, dove si dice che ai fini dell'applicazione dei precedenti divieti, nella determinazione dell'entità degli interventi diversi dall'assunzione di partecipazioni, non si terrà conto delle somme impegnate a carico dello speciale fondo previsto nel precedente articolo 5. Questo significa che l FINAOSTA può intervenire in gestione ordinaria per il 15% del proprio capitale sociale. Però se per caso fossero già stati fatti degli interventi anche in gestione ordinaria, non si dovrebbe tenere conto di questa partecipazione, perchè altrimenti si finirebbe per essere già superiori al 15%, quindi vi sarebbe un controsenso fra le due questioni.

Un'altra modifica è quella che riguarda l'art. 12, che si riferisce al Consiglio di Amministrazione. Ci siamo resi conto che è indispensabile avere un collegamento molto stretto fra la Giunta regionale ed il Consiglio di Amministrazione della FINAOSTA; questo è possibile inserendo nel Consiglio di Amministrazione un funzionario della Regione, che abbia appunto questo compito di collegamento. Per questo è stato aggiunto nell'articolato che del Consiglio di Amministrazione della FINAOSTA farà parte un funzionario regionale, che sarà nominato dalla Giunta regionale.

Siccome precedentemente i membri del Consiglio di Amministrazione erano nove, con questo funzionario diventavano dieci, venendosi così a creare un Consiglio di Amministrazione di numero pari; per evitare problemi in sede di votazione si è pensato di portarlo ad undici.

Altre modifiche di rilievo non ce ne sono. La legge che presentiamo oggi ha anche una norma finanziaria agli artt. 5 e 6, dive si dice che il capitale sociale di questa società viene aumentato da 12,5 miliardi a 20, quindi l'aumento è di cinque miliardi e 625 milioni per quanto riguarda la partecipazione regionale, ossia il 75%, l'altro 25% è a carico delle banche e dei consorzi delle piccole e medie imprese. L'art. 6 dice che alla copertura dell'onere si provvede quanto a 625 milioni mediante l'utilizzo di disponibilità derivanti dai residui, e per i 5 miliardi mediante la riduzione di un fondo globale.

Collegato a questo problema, ed è per questo che stiamo trattando insieme i due argomenti, vi è il problema della convenzione che la Regione propone al Consiglio di stipulare con la FINAOSTA; si tratta di una convenzione che è prevista nella legge di istituzione, che praticamente riconosce a questa società una percentuale fissa, chiamata commissione annua, sugli interventi che questa società svolge su mandato della Regione per la gestione speciale.

Abbiamo pensato di riconoscere questa commissione annua pari al 2% dell'ammontare originale di ciascuno degli interventi erogati, al netto delle eventuali perdite definitivamente imputate al fondo di gestione.

Ma c'è un'altra novità per quanto riguarda l'art. 11, ed è il tasso che dovrà applicare la società finanziaria per quanto riguarda la gestione speciale. Il tasso attuale era del 13%, il tasso in gestione ordinaria era del 16%. Ci siamo resi conto, soprattutto con i nuovi tassi che sono stati stabiliti dal Ministero del Tesoro, che ultimamente sono calati, che questi tassi non erano più concorrenziali.

Abbiamo pensato, proprio per lo spirito che ha fatto nascere questa finanziaria, che si dovevano rivedere, per cui abbiamo deciso di portare il tasso di gestione speciale al 50% del tasso di riferimento determinato bimestralmente dal Ministero competente.

Questo vuol dire che al momento attuale, quando il tasso di riferimento è circa del 20%, il tasso in gestione speciale della FINAOSTA sarà del 10%.

Questo tasso verrà rivisto annualmente e rideterminato per le imprese che chiederanno questi interventi. Non è riportato in convenzione perchè è un problema che riguarda il Consiglio di Amministrazione, ma la Giunta regionale ha pensato, essendo socia di maggioranza di dare delle indicazioni al Consiglio di Amministrazione della FINAOSTA anche per quanto riguarda il tasso da applicare in gestione ordinaria. Questo tasso è stato fissato al 13%, ossia il tasso della gestione speciale aumentato di tre punti, di cui uno per l'eventuale rischio che si corre, e due per il costo dell'operazione.

D'ora innanzi, se verrà approvata questa convenzione e questa legge, il tasso in gestione speciale sarà del 10%, quello in gestione ordinaria sarà indicativamente del 13%.

PRESIDENTE: E' aperta la discussione sugli oggetti 31 e 33 all'ordine del giorno.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Varrebbe forse la pena soffermarsi anche per dare un giudizio sull'attività della Finanziaria regionale. Oggi però i due punti all'ordine del giorno riguardano più che altro le procedure e perciò, dopo aver detto che finora i risultati delle iniziative della FINAOSTA non hanno dimostrato di riuscire ad incidere in modo efficace sull'occupazione in Valle, passerò a fare alcune osservazioni su quelli che sono gli argomenti in discussione.

Credo che si debba sottolineare con una certa forza come per la gestione speciale la Giunta finora sia andata avanti seguendo delle procedure estremamente confuse e che quella di oggi possa essere un'occasione per portare un po' di ordine in queste procedure.

Esistono almeno tre tipi di deliberazione di Giunta che riguardano la gestione speciale: ci sono delle convenzioni che vengono portate all'esame del Consiglio, ad esempio la convenzione con la Saiform, con la ditta Bois, con la Coinca.

Esistono poi altri interventi che invece vengono deliberati dalla Giunta con un richiamo all'art. 63 della legge 196, che in casi particolari di urgenza permette alla Giunta di approvare un atto e di trasmetterlo entro tre giorni alla Commissione di Coordinamento, in attesa o di un annullamento dello stesso entro dieci giorni, oppure di una immediata esecutività dell'atto.

Una terza procedura invece non porta l'atto in Consiglio, non fa neanche riferimento alle procedure d'urgenza: la Giunta delibera forse utilizzando una ambigua espressione dell'articolo 5 della legge 16 del 28.6.1982. L'art. 5 infatti dice che è l'Amministrazione regionale a decidere e la Giunta interpreta questo "Amministrazione regionale" come se fosse competenza della Giunta. Credo che questo non sia giusto, perchè esistono degli atti estremamente importanti che vengono approvati con urgenza dalla Giunta - e l'urgenza sarebbe da dimostrare, perchè molto spesso questi stessi atti dopo alcuni mesi vengono nuovamente rivisti e modificati - e che vengono sottratti all'esame del Consiglio. Fra questi ci sono interventi per cinque miliardi a favore della SIB, esistono interventi per svariati miliardi per la Maxel, altri interventi analoghi per l'Alluver.

Sarebbe molto meglio seguire una procedura unica che potrebbe essere la seguente: tutti gli interventi in gestione speciale vengono deliberati dal Consiglio regionale. La Giunta poi procede all'esecuzione di questi interventi.

Non ci sembra opportuno che sia lasciata alla competenza della Giunta la scelta di come utilizzare quei 10-15-20 miliardi che costituiscono di volta in volta il rifinanziamento della gestione speciale. Crediamo che sia opportuno invece, vista la crisi industriale, vista anche la delicatezza di questi interventi, investire il Consiglio delle decisioni almeno nella fase preliminare nella quale si opera la scelta.

In questo senso il nostro Gruppo ha preparato una serie di emendamenti, sia al D.L. che modifica la legge istitutiva della FINAOSTA, sia alla convenzione che regola i rapporti fra la FINAOSTA e la Regione. Dobbiamo dire che questa convenzione arriva già notevolmente in ritardo e, probabilmente, le cose sarebbero state più chiare e i rapporti fra la FINAOSTA e la Regione sarebbero stati meno difficoltosi, se la convenzione fosse stata approvata prima. Comunque crediamo che si possano modificare questi punti all'ordine del giorno con degli emendamenti, in modo da restituire al Consiglio quella che è una sua competenza primaria, cioè la possibilità di fare delle scelte di carattere finanziario.

Gli emendamenti che proponiamo sono i seguenti: per quello che riguarda il D.L. n° 66, proponiamo di aggiungere un articolo 2/bis che precisi quello che prima avevo ricordato, cioè che all'art. 5 della L.R. 28.6.1982 l'espressione "dell'Amministrazione regionale" è sostituita con l'espressione "del Consiglio regionale". Si tratta di chiarire che Amministrazione regionale significa il Consiglio regionale. Poi proponiamo nella modifica apportata con questo D.L. di rimediare ad un altro fatto che a nostro giudizio lede le competenze del Consiglio, vale a dire il diritto di avere possibilità di scelta anche degli uomini che rappresentano la Regione nel Consiglio di Amministrazione.

Proponiamo quindi che nell'art. 12 della legge istitutiva della Finanziaria il 3° e il 4° comma siano modificati. Diceva il 3° comma che il Consiglio regionale designava due componenti del Consiglio di Amministrazione, mentre tutti gli altri erano designati dalla Giunta. Noi proponiamo che il Consiglio regionale designi i componenti del Consiglio di Amministrazione di spettanza regionale, riservando la proposta di due membri alla minoranza consiliare. Chiediamo che la designazione dei rappresentanti della Regione nel Consiglio di Amministrazione di un Ente che amministra oltre 60 miliardi sia fatta dal Consiglio regionale e non dalla Giunta regionale.

Proponiamo un altro comma che dica: "La Giunta regionale provvede alla nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione e di uno dei Consiglieri da scegliersi fra i dirigenti dell'Amministrazione regionale". Questo per tenere conto della modifica che viene introdotta con l'aumento da 9 a 11 dei componenti del Consiglio di Amministrazione.

Di conseguenza - d'altronde l'Assessore ha illustrato i due provvedimenti assieme - proponiamo una serie di modifiche alla convenzione. Ci sono alcune modifiche formali che sarebbe opportuno introdurre:

- all'art. 3, 3° comma, dopo la parola FINAOSTA c'è una virgola, mentre termina un periodo. Lì conviene probabilmente mettere un punto e virgola;

- l'art. 4, 1° comma, è incomprensibile, perchè dice "dovranno precisare dell'intervento richiesto l'aspetto della tipologia, delle dimensioni, delle finalità e delle eventuali forme di garanzia concedibili". Proponevo di scrivere: "dovranno precisare la tipologia, le dimensioni, le finalità dell'intervento richiesto e l'eventuale forma di garanzia concedibile in merito";

- all'art. 5 c'è un emendamento che per noi è importante, perchè si stabilisce la competenza dell'organo cui spetta analizzare i progetti e i programmi. Quindi invece che "alla Giunta regionale", proponiamo di scrivere "al Consiglio regionale" spetta considerare la validità dei programmi proposti. Al 2° comma sempre dell'art. 5 proponiamo dove si dice che "la Giunta regionale potrà", di scrivere "il Consiglio regionale potrà incaricare la Giunta di", lasciando alla Giunta l'atto esecutivo deciso dal Consiglio;

- all'art. 6, una volta che l'istruttoria sia terminata, sarebbe opportuno dire, nel caso in cui il programma proposto venga approvato, le parole "la deliberazione della Giunta regionale" dovrebbero essere sostituite da "deliberazione del Consiglio regionale"; mentre all'inizio "la Giunta regionale delibererà" dovrebbe essere corretto "con provvedimento da sottoporre alla ratifica del Consiglio regionale". L'esame primo dovrebbe essere fatto dal Consiglio, la Giunta dovrebbe poi esperire tutti gli atti di istruttoria, poi deliberare salvo ratifica del Consiglio regionale;

- all'art. 7 si potrebbe procedere in modo analogo: al 3° comma c'è scritto "su mandato della Giunta regionale", noi proponiamo "su mandato della Giunta regionale con deliberazione da sottoporre alla ratifica del Consiglio regionale";

- all'art. 9 c'è un altro emendamento che riveste una certa importanza ed è quello relativo al rendiconto. Chiediamo che il rendiconto trasmesso all'Assessore alle Finanze sia poi da trasmettere in copia al Consiglio regionale;

- agli artt. 11 e 13, dove si parla di deliberazioni della Giunta, sostituire deliberazioni del Consiglio.

Diciamo che gli emendamenti sia al D.L. che a questa convenzione hanno la finalità, a nostro giudizio ovvia ma da sottolineare, che l'organismo che ha la competenza di designare rappresentanti della Regione è il Consiglio e non la Giunta, che l'organismo che ha la competenza di fare delle scelte di spesa dell'entità di miliardi è ancora il Consiglio regionale. Non crediamo con questo di sottoporre il Consiglio ad un lavoro eccessivo; evidentemente provvedimenti di minore importanza potranno essere esaminati dal Consiglio in tempo minore, però provvedimenti che impegnano le finanze regionali per somme consistenti saranno esaminati da un'Assemblea in cui più voci e più opinioni potranno contribuire alla validità della scelta.

Consegno al Presidente del Consiglio questi emendamenti e credo che la Giunta regionale dovrebbe tenere conto di queste osservazioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Martin, ne ha facoltà.

MARTIN - (Féd. DP-UVP): Mi ero dimenticato prima di dire che all'art. 8 della convenzione c'è un errore di battitura per quanto riguarda la lettera a), là dove si dice "gli eventuali oneri fiscali e la commissione di cui al successivo art. 10", non è l'art. 10 ma è l'art. 12.

All'art. 4 manca una parola e cioè si deve precisare "le caratteristiche" dell'intervento, proprio come diceva il Consigliere Mafrica.

Per quanto riguarda gli emendamenti illustrati dal Consigliere Mafrica, confermiamo che quando si parla di Amministrazione regionale intendiamo la Giunta regionale, però possiamo prenderci l'impegno, per tutti quegli interventi che non rivestono carattere di urgenza e che hanno una certa consistenza economica, come è già successo, di portarli il più possibile all'esame del Consiglio regionale per discuterne.

Dobbiamo tenere presente che la gestione speciale è, come dice la parola, speciale, nel senso che è gestita dalla Giunta regionale, la quale, in quanto rappresentanza di una maggioranza consiliare ha il diritto, il dovere come esecutivo di intervenire in questa gestione. Quindi non condivido quanto ha detto il Consigliere Mafrica, che dovrebbe essere il Consiglio a decidere.

Per quanto riguarda tutti gli altri emendamenti, siamo contrari ad accettarli.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Credo che con l'Assessore Martin ci si debba intendere sul significato delle parole. Secondo lui speciale significa che è di competenza della Giunta, per conto mio speciale significa che si tratta di cose non ordinarie, che hanno carattere straordinario, ed in questo caso, a maggior ragione la competenza dovrebbe essere del Consiglio regionale e non della Giunta regionale.

Che la Giunta regionale abbia una sua maggioranza è una cosa che dovrebbe essere abbastanza ovvia, anche se non sempre questo corrisponde al vero. Però se è vero che la Giunta regionale ha una maggioranza, quale difficoltà ha questa Giunta a portare in Consiglio il provvedimento e a farlo ratificare dalla sua maggioranza?

Credo che la soluzione peggiore che si possa trovare è quella che ha lasciato intravedere adesso l'Assessore Martin, nel senso di valutare gli interventi un po' più importanti e di portarli in Consiglio ad esaminare. In questo modo si lascia alla Giunta anche la discrezione di scegliere quali sono gli interventi importanti e quali no, per cui magari quello per la SIB di cinque miliardi è considerato non importante e non viene portato in Consiglio mentre un intervento di 150 milioni per una piccola azienda si. Non c'è nessuna logica in questo! E non pensi l'Assessore di averci accontentati con questa formulazione generica della disponibilità a portare in Consiglio le questioni più grosse!

Diciamo che questa è una questione di principio: non riusciamo a capire perchè "Amministrazione regionale" debba essere interpretato come Giunta regionale. L'Amministrazione regionale è, dal mio punto di vista, l'insieme del Consiglio ma anche degli uffici e l'insieme di tutto quanto opera a livello di Regione, mentre gli organi della Regione sono il Consiglio e la Giunta: si decida quali sono le competenze dell'uno e dell'altro. A nostro giudizio queste competenze sono del Consiglio, quindi insistiamo e non ritiriamo gli emendamenti.