Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 453 del 5 aprile 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 453/VIII - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

PRESIDENTE: Do lettura dei disegni di legge presentati dal 20 marzo 1984 in poi:

Disegni di legge presentati:

Disegno di legge n. 52, presentato dalla Giunta regionale in data 28 marzo 1984 concernente: "Aumento, limitatamente all'anno 1984 della spesa per l'applicazione della L.R. 28.6.1962, n. 13, modificata con L.R. 31.5.1979, n. 31, recante norme per il risanamento del bestiame in Valle d'Aosta nei riguardi delle brucellosi, tubercolosi e mastiti". (I^ e IV^ Commissione).

Disegno di legge n. 53, presentato dalla Giunta regionale in data 28 marzo 1984, concernente: "Finanziamento per l'esercizio 1984 della L.R. 10.1.1961, n. 2, concernente provvidenze per l'incremento del patrimonio alpinistico" (I^ e III^ Commissione).

Disegni di legge vistati:

Disegno di legge n. 34, concernente: "Modificazione della denominazione dell'Assessorato dell'Agricoltura e delle Foreste".

Disegni di legge non vistati: --

Deliberazioni vistate: 9

E' stata vistata dal Presidente della Commissione di Coordinamento la seguente deliberazione consiliare per la quale erano stati richiesti e trasmessi chiarimenti:

n. 389/VIII del 29.2.1984, concernente: "Acquisto dello stabilimento sito in Comune di Châtillon, di proprietà della Châtillon S.p.A., in liquidazione da destinare ad insediamenti industriali - Approvazione ed impegno di spesa. Delega alla Giunta".

Si comunica altresì che per la deliberazione n. 445/VIII del 20.3.1984 concernente: "Casa da Gioco di Saint-Vincent - Versamento dei proventi", non sono state adottate determinazioni da parte della Commissione di Coordinamento entro il termine di 10 giorni dall'invio a tale organo, secondo quanto stabilito dall'art. 63 della legge 196/78.

Deliberazioni non vistate: --

Riunioni:

Adunanza straordinaria ed urgente del Consiglio: 1

Ufficio di Presidenza: 1

Conferenza dei Capigruppo e Ufficio di Presidenza: 1

I^ Commissione e Capi Gruppo per accertamenti e verifiche sulla gestione della Casa da Gioco: 1

III^ Commissione: 1

IV^ Commissione: 1

V^ Commissione: 2

Mi corre l'obbligo, ancora una volta, in apertura di seduta, di ricordare brevemente il tragico fatto di sangue verificatosi lunedì scorso a Gerusalemme, che ha profondamente turbato l'opinione pubblica mondiale che guarda con crescente preoccupazione all'acuirsi della tensione in una zona calda come il Medio Oriente.

Il barbaro e vile attacco perpetrato da un comando suicida palestinese contro cittadini inermi non può che ricevere la nostra più severa condanna.

Però in questo momento è auspicabile un'azione concertata di tutte le democrazie, di tutti i popoli che hanno a cuore le sorti della pace per riportare la pace in una zona che da più di trenta anni conosce soltanto la guerra.

L'Assessore alla Pubblica Istruzione ha fatto pervenire a questa Presidenza una deliberazione della Giunta regionale nella quale viene affrontato e trattato il problema della formazione universitaria degli insegnanti.

La deliberazione in questione, che è a disposizione per i colleghi interessati alla consultazione, contiene una nota di risposta al Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione che nell'adunanza del 19 gennaio u.s. aveva espresso un primo orientamento in ordine al problema della formazione universitaria degli insegnanti.

Secondo la Giunta regionale, obiettivo primario è la formazione di docenti che sia in grado di impartire in lingua francese l'insegnamento di talune discipline, che posseggano una adeguata conoscenza della realtà regionale sotto il profilo culturale e sociale e, per quanto concerne la scuola materna ed elementare, siano in grado di insegnare la lingua francese nello stesso tempo di quella italiana.

La formazione bilingue deve realizzarsi - si legge sempre nel deliberato della Giunta - prioritariamente nel corso degli stessi studi universitari.

La soluzione più logica, pur non escludendosi altre forme di intervento sembra il ricorso a convenzioni tra Università italiane e Università francofone che contemplino piani di studio comuni da svolgersi parte in Italia e parte presso Università estera, con il conseguimento di titolo di studio legalmente valido in entrambi i paesi.

Il Presidente della Giunta ha comunicato che, ai sensi dell'art. 11 della L.R. 28.6.1982, n. 16, la FINAOSTA ha trasmesso il verbale di approvazione del bilancio di esercizio 1982/1983 della società, corredato delle relazioni del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.

La suddetta documentazione è agli atti della Presidenza per l'eventuale consultazione da parte dei Consiglieri interessati.

Comunico inoltre che il Consigliere Berti ha partecipato a Roma ad un incontro il giorno 29 con il Ministro su alcuni problemi riguardanti la categoria degli artigiani e commercianti, sulla quale penso vorrà riferire direttamente.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.

BERTI - (Art. e Comm. vald.): Volevo informare il Consiglio che mi sono recato a Roma dove ho avuto un incontro con il Sottosegretario e con i Funzionari del Ministero dell'Industria, produzione industriale, per la legge 696 del 19.12. 1983.

Questa legge, finanziata dal Fondo Sociale Europeo, dava 600 miliardi all'Italia, da distribuire in una maniera che nell'articolato non era molto chiara; dopo una circolare ministeriale, dopo una circolare del CIPI e dopo conversazioni telefoniche con l'uno e con l'altro, non siamo riusciti a capire il meccanismo di questi contributi.

La legge diceva che questo contributo, peraltro di 340 milioni per ogni azienda non solo artigiana ma anche industriale, purché non avesse più di 300 dipendenti, andava fino ad esaurimento delle domande con inizio dal 19 dicembre e termine al 31 maggio, per acquisti o ordini vari, anche attraverso la forma del leasing.

Ho avuto il piacere di sentire anche i membri della Commissione che si riunivano in quel giorno per esaminare una prima tranche di domande, in quanto i macchinari per questi settori, che sono stati individuati successivamente, parlavano di lavorazione, automatismo e microprocessori (praticamente una macchina che si doveva programmare attraverso dei tasti e che poi faceva una certa lavorazione, per qualche ora, da sola).

I settori che sono stati individuati sono due: il settore manifatturiero e il settore estrattivo. Purtroppo nella nostra Regione non ci sono tante imprese che possono rientrare in questi settori: comunque il settore manifatturiero comprende maglieria, sartoria e tutto ciò che riguarda la parte di confezioni, mentre il settore estrattivo riguarda lose, marmo, cave in genere. La Commissione ha cercato di rendere la legge abbastanza elastica per permettere a più imprese di poter attingere, dal momento che la CEE ha imposto di intervenire solo in due settori ben definiti con un contributo a fondo perso del 25% sull'acquisto, con il limite appunto di 340 milioni per ogni azienda per le Regioni del Nord.

Come al solito, per il Mezzogiorno, che è sempre il più premiato, si sono stabiliti 600 milioni di massimale, ed il 32% come percentuale in conto capitale.

Mi sono fatto dare una documentazione che ho consegnato ad un funzionario dell'Assessorato all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti della Regione, il quale in parte ne era già in possesso. Gli Assessorati regionali non hanno il compito di inoltrare le domande, ma bensì di rispondere ai quesiti che poi rivolge loro il Ministero di volta in volta, per sapere se l'azienda che opera in questa Regione ha già usufruito di questi contributi in conto capitale sulla medesima attrezzatura. Cioè, se un'azienda della nostra Regione inoltra domanda direttamente al Ministero, con copia alla CEE, il Ministero fa una richiesta entro 30 giorni all'Assessorato regionale dell'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere se questa ditta ha già usufruito di tali contributi per il medesimo macchinario.

A questo punto proporrei, se l'Assessore Pollicini lo ritiene opportuno, di divulgare questa notizia abbastanza velocemente nel nostro ambito regionale, nel caso ci fossero, come ho già sentito, alcune aziende che potrebbero essere interessate a presentare quanto prima questa domanda.

Se poi qualcuno volesse prendere visione o avere una fotocopia di tutta la documentazione, sono a disposizione Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.

COUT - (P.C.I.): L'Assessore Faval gia in Commissione aveva fatto presente che avrebbe portato in Consiglio la deliberazione di Giunta sui problemi degli insegnanti a livello universitario, e noi siamo dell'idea che su questo argomento vada allargato ed approfondito il dibattito, eventualmente in Commissione.

Così, a caldo, possiamo dire che le prima impressione che abbiamo avuto di questa deliberazione è un'impressione favorevole; occorre comunque sottolineare a necessità sia di attuare gli articoli 39 e 40 del nostro Statuto, sia di avere in Valle degli insegnanti che siano soprattutto in grado di insegnare nella nostra realtà con tutti i problemi inerenti.

C'è un aspetto forse che va approfondito, là dove si dice che la soluzione più logica sembra il ricorso a convenzioni fra Università italiane e Università francofone, sull'esempio di quella in corso di perfezionamento fra l'Università di Torino e Chambery, che contempli piani di studio comuni da svolgersi parte in Italia e parte nella Università estera, per gli insegnanti che dovrebbero avere questa preparazione universitaria.

Intanto si porrebbe subito un problema, che è quello di sapere se sarà possibile, per gli insegnanti, frequentare ambedue le Università, e poi anche il costo inerente ad una frequenza all'estero, che sarebbe pur sempre elevato sia per gli insegnanti che per la Regione.

C'è un'altra riflessione che viene da fare a caldo: per questa preparazione universitaria degli insegnanti vengono distinte nella Commissione Mencarelli, che ha preparato queste proposte, due fasi, una transitoria e una di regime, ed una preparazione per insegnanti della scuola materna ed elementare e per quelli delle superiori; si danno delle ipotesi diverse, si prevede ad un certo punto un anno "post lauream" per una preparazione specifica degli insegnanti.

Sarebbe allora da valutare se non è il caso di avere in Valle la possibilità di preparare gli insegnanti "post lauream", in modo da approfondire in quest'anno la conoscenza della realtà della Valle con un consorzio eventuale fra l'Università di Torino, l'Università di Chambery o altra Università e la Regione, avere non i nostri studenti un po' a Torino ed un po' in Francia, ma i nostri studenti in Valle con insegnanti che verrebbero qui da noi.

Siamo dell'idea che si potrebbe in questo modo non solo preparare meglio gli insegnanti, ma soprattutto avere la possibilità di riciclare tutta una serie di insegnanti, sempre in Valle, ed avere finalmente un centro a livello universitario che potrebbe, oltre ad avere la funzione di preparare gli insegnanti, svolgere anche una funzione d: ricerca in un campo più vasto.

A nostro avviso, questa soluzione sembra la più logica, potrebbe essere approfondita e meglio discussa in Commissione o in una riunione apposita anche con degli esperti, a cui tutte le forze politiche potrebbero portare loro contributo dopo aver esaminato pii a fondo la questione. Chiediamo quindi all'Assessore se ha intenzione di mettere in piedi un incontro o di demandare alla Commissione di approfondire questo problema.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore Faval, ne ha facoltà.

FAVAL - (U.V.): Que l'Assesseur soit disponible à discuter directement avec la Commission et même au sein du Conseil régional, est démontré du fait même que je n'ai pas porté cette délibération en discussion en absence de la Commission et du Conseil régional lui-même, tout en étant le temps très court par rapport à la lettre que j'ai reçue de la part du Conseil National de l'Instruction Publique et le temps qu'on m'a donné pour répondre à cette question.

Moi, je partage entièrement ce qui a été demandé par le Conseiller Cout, de pouvoir approfondir ensemble ce discours; je peux assurer que nous en aurons tout le temps, parce qu'il paraît qu'à une réunion qui s'est tenue dernièrement entre les Directeurs des Universités italiennes et les Présidents des I.R.R.S.A.E., en est sorti que les Directeurs des Universités ont dit qu'ils n'ont pas ni les structures ni le personnel pour pouvoir faire ce genre d'intervention, donc la chose se traînera pendant longtemps.

Il a semblé quand même indispensable que, tout en se trouvant face à une situation de ce genre, la Région dise exactement ce qu'elle pense par rapport à ce problème et surtout qu'elle demande la défense des droits statutaires et notamment l'application des articles 39 et 40.

On n'est pas entré directement dans les détails justement parce que nous ne pensions pas que c'était le cas, mais nous voulions affirmer le droit du Conseil régional de la Vallée d'Aoste, à ce que les droits statutaires soient respectés.

Nous aurons donc le temps de le faire et quand l'occasion se présentera, je solliciterai l'engagement soit de la Commission soit du Conseil régional.