Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 452 del 27 marzo 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 452/VIII - ATTIVAZIONE PROCEDURA PREVISTA DALL'ART. 8 DELLA CONVENZIONE CON LA SITAV PER LA GESTIONE DELLA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT.

PRESIDENTE: Do lettura della deliberazione presentata dal Presidente della Giunta regionale, concernente l'oggetto:

IL CONSIGLIO REGIONALE

Ripresa in esame la vicenda della Casa da Gioco di Saint-Vincent e, in particolare, i rapporti tra la SITAV, Società concessionaria della stessa Casa da Gioco, e l'Amministrazione regionale regolati dal contratto in data 16 febbraio 1978, rep. n. 5099, registrato ad Aosta l'8 marzo 1978, al n. 922, vol. 266, mod. 1, e successive integrazioni e modificazioni;

Vista la richiesta della Presidenza della Giunta regionale in data 21 marzo 1984, prot. n. 1138/Gab., inoltrata alla SITAV per richiedere il versamento a saldo delle somme dovute alla Regione dal 1° maggio 1982 al 30 novembre 1983, pari a £ 10.901.120.455 di cui £. 1.693.699.865 per il 1982 e £ 9.207.420.590 per il 1983;

Vista la raccomandata della SITAV in data 21 marzo 1984, prot. n. 378, con la quale si provvede al versamento di f. 342.026.083 a titolo di saldo dei debiti da parte della SITAV nei confronti della Regione in base a una compensazione tra debiti certi e crediti presunti;

Vista la deliberazione n. 1767 del 23 marzo 1984 con la quale la Giunta regionale affida l'incarico all'avv. Franzo Grande Stevens di Torino per l'accertamento della corretta applicazione delle convenzioni stipulate tra la Regione e la SITAV per la gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent;

Sentito il parere giuridico dell'esperto civilista sopra citato;

Ritenuto di procedere formalmente alla costituzione in mora della Società SITAV;

DELIBERA

1°) Di non accettare alcuna composizione fra i crediti di questa Regione liquidi ed esigibili e quelli da dimostrare e accertare della Soc. S.I.T.A.V.;

2°) di dare applicazione al contratto stipulato in data 16.2.1978, rep. n. 5099, mettendo formalmente in mora la Società S.I.T.A.V. con invito all'immediato versamento di quanto dovuto a saldo delle decadi dal 1° maggio 1982 al 30 novembre 1983, e così di f. 10.901.120.455, fatte salve le maggiori somme eventualmente dovute e riservati ogni altra decisione e provvedimento previsto dalla legge e dalla convenzione;

3°) di chiedere, in caso di mancato pagamento, al Presidente del Tribunale un decreto ingiuntivo di condanna della S.I.T.A.V. a pagare le somme dovute alla Regione con gli interessi di legge e salve le maggiori somme dovute anche a titolo di interessi;

4°) di dare mandato alla Giunta regionale e al suo Presidente per la puntuale applicazione di quanto sopra;

5°) di dichiarare la presente immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art. 63 della legge 16.5.1978, n. 196.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): A la fin de la dernière séance, j'avais lu l'avis de la commission du "coordinamento" à propos de la délibération du Conseil où on donnait la possibilité à la SITAV de payer les dettes jusqu'à le 15 avril: le 21 du mois de mars j'ai envoyé une lettre à la SITAV pour demander tout de suite de payer les dettes et, en même temps, on a cru que c'était correct et juste que le Conseil délibère à propos de l'application de l'article 8 de la Convention.

Pour avoir un avis à ce propos on a pensé bien consulter un légal sur ce thème, tout en tenant compte qu'il y avait quand même des considérations politiques à faire: les principales c'étaient que les forces de la majorité, et je pense la plus part des forces du Conseil, étaient préoccupées avant tout, par deux problèmes: de garantir le revenue que est prévu selon la Convention de la Maison de jeu de la part de la SITAV et, en même temps, garantir l'emploi pour les travailleurs qui sont à l'intérieur de la SITAV.

Ce sont les deux préoccupations principales de l'Administration Régionale, et toutes les forces politiques s'étaient déjà exprimées dans ce sens, et c'était donc indispensable de savoir qu'on allait prendre une décision de la part du Conseil en ayant bien présent quelles étaient les risques qu'on couraient et qu'elles étaient les possibilités que le Conseil même avait de s'exprimer dans un sens plutôt que dans un autre, toujours en interprétant l'article 8 de la Convention.

Après avoir entendu l'avis d'un légal de Turin, on a prédisposé une délibération où on a prévu la nécessité de mettre tout de suite en moratoire formelle la SITAV et, en même temps, il y a l'engagement de prévoir une révision de la Convention même avec la SI-TAV.

Je pense qu'à ce point c'est indispensable de prévoir une intégration, ou quand même de changer ou d'améliorer certains articles, qui selon la convention actuelle, sont difficiles à interpréter et, en effet, s'il y a eu jusqu'à présent des querelles et s'il y a encore des débats sur l'interprétation même de la Convention c'est, peut-être, à cause du fait que ce n'est pas tellement claire.

Donc, pour avoir la possibilité à l'avenir d'une gestion correcte entre les deux, nous pensons que c'est indispensable de prévoir un engagement même avec la SITAV. Je pense qu'à la suite de cette délibération on aura la possibilité de reprendre les autres discours avec la Commission même et nous pensons que pour l'avenir, compte tenu même de la dernière délibération qu'on a approuvée sur le système de verser à l'Administration Régionale les "decadi", on aura la possibilité d'être plus sûr sur les revenus de la part de la SITAV.

PRESIDENTE: Signori Consiglieri, ci sono due correzioni da apportare alla copia del deliberato che vi è stato consegnato: al punto 1 del deliberato, nella prima riga, il termine "composizione" va sostituito con il termine "compensazione". Al punto 5 dello stesso deliberato, dopo le parole "immediatamente eseguibile" va aggiunto: "per specifiche ragioni di urgenza, ai sensi dell'art. 63 della legge 16 maggio 1978, n. 196".

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI (P.L.I.): Al punto 3, penultima riga, si legge: "dovuta alla Regione con gli interessi di legge...".

E' bene togliere la parola "interessi", si può mettere: "come da diritto di legge, salve le maggiori somme dovute". Punto e basta. Abbiamo detto prima che avremmo tolto la parola "interessi", se la ripetiamo qui annulliamo quanto detto. (... INTERRUZIONE...)

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Io credo che, così come è stato modificato il punto due, sia opportuno, come suggeriva il Consigliere Pedrini, togliere il riferimento agli interessi, sostituendolo con le parole: "pagare le somme dovute alla Regione ai sensi della convenzione", in modo da evitare il termine "interessi", e l'eventuale richiesta di chiarimenti da parte della Commissione di Coordinamento.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Noi diamo un giudizio positivo sul fatto che sia stato portato in Consiglio questo provvedimento.

Per come interpretiamo dall'art. 8 della convenzione, a nostro giudizio, la costituzione in mora della SITAV, trascorsi quindici giorni dal mancato versamento di importi dovuti alla Regione, era un atto necessario.

Siccome però la convenzione parla di Regione e il contratto era stilato dal Consiglio regionale, crediamo sia stato opportuno venire in Consiglio regionale in questa occasione per interpretane le norme del contratto. Crediamo che sia significativo aver convocato il Consiglio regionale anche perché il Governo regionale, continuando a sbagliare, secondo la nostra opinione, avrebbe potuto ricorrere al Tribunale Amministrativo nei confronti dell'annullamento della delibera adottata dal Consiglio il 9 febbraio scorso. Quella delibera, a nostro giudizio, ha soltanto provocato un ritardo rispetto al provvedimento che oggi, comunque, si è costretti a prendere e ha, d'altra parte, costretto la Commissione di Coordinamento a affermare alcune cose, in merito alla situazione, che possono limitare la possibilità di contrattazione da parte del Consiglio regionale. Continuare su quella strada sarebbe stato sbagliato, forse sarebbe stato opportuno adottare già il 9 febbraio l'atto che oggi il Consiglio voterà.

Prendiamo comunque nota del fatto che la Giunta regionale ha voluto consultare il Consiglio e si è decisa a prendere questo provvedimento.

Ci rendiamo conto che la situazione non è facile, che possono essere presenti all'interno della Giunta e della maggioranza dei momenti di incertezza, anche perché dall'altra parte abbiamo una società che istituzionalmente gestisce una Casa da Gioco e quindi, quando è necessario, è anche capace di bluffare o di dire cose che non corrispondono al vero, come quando ha affermato che solo la SITAV avrebbe la possibilità di gestire la Casa da Gioco.

Invece la stessa convenzione stabilisce in modo chiaro che, alla scadenza del contratto, la Regione deciderà se rinnovarlo o meno, non credo che ci siano dubbi su questo fatto.

Anche se il provvedimento di oggi, in linea di massima, tranne alcuni particolari che possiamo ancora verificare, ci trova d'accordo, noi riteniamo opportuno rifare il punto della situazione, perché consideriamo questo atto del Consiglio non secondario e crediamo sia necessario partire da un giudizio sulle attività della Casa da Gioco.

A nostro giudizio, il Casinò è una realtà che fa parte, ormai in modo non eliminabile, dell'economia e della società valdostana. E' quindi una realtà che bisogna tenere presente per i riflessi che ha, da una parte rispetto alle attrattive turistiche della Regione, dall'altra rispetto all'occupazione che quell'attività consente.

Riteniamo rispettabile l'opinione di chi pensa che il gioco d'azzardo sia un'attività immorale. A nostro giudizio, il gioco d'azzardo è un'attività che l'Ente pubblico deve riuscire a mettere sotto controllo per trarne tutti i benefici possibili, evitando quelle degenerazioni che ci sono state e che ci possono essere, ma che non necessariamente devono essere presenti.

Noi riteniamo che una casa da gioco possa essere gestita in modo trasparente e con il controllo pieno dei pubblici poteri. Pensiamo che se c'è una cosa da fare sia soprattutto quella di cambiare l'atteggiamento che si è avuto in questi anni nei confronti della Casa da Gioco, che noi giudichiamo rinunciatario.

In pratica, alla società che gestiva la Casa da Gioco si è lasciata la possibilità di estendere il proprio potere anche in altri settori della vita economica e dei rapporti sociali della Valle d'Aosta. Non tocca a noi dare dei giudizi sul fatto che alcuni dirigenti della Casa da Gioco siano o meno colpevoli dei reati che oggi la magistratura imputa loro, però riteniamo che, dal punto di vista politico, sia indubbio che un gruppo di persone stava ramificando il proprio potere attraverso società immobiliari e finanziarie, tentando di entrare anche in attività differenti da quelle del turismo, ad esempio nell'industria. Ci sono stati capitali della SITAV che hanno finanziato industrie come la TRINVER e l'ALLUVER, e anche tentativi di estendere i propri interessi a società come l'Autoporto.

Rispetto, quindi, ad un gruppo di potere che è molto lanciato in questo suo tentativo di mettere le mani sulla intera economia della Valle d'Aosta, c'è stato un atteggiamento della Regione che, di fatto, è stato subalterno. Noi crediamo che gli errori del passato non debbano essere più ripetuti. Noi vediamo negli ultimi anni una serie di cedimenti rispetto alle pretese di questo gruppo di potere che non devono più essere ripetuti per il futuro: voglio ricordarli rapidamente.

Nel 1977, in base alla convenzione, la Regione era entrata in possesso dei terreni circostanti la Casa da Gioco: oggi, con successivi provvedimenti del Consiglio, questi terreni sono ritornati in mano alla SITAV e possono consentire anche dei tentativi di ricatto da parte della società quando ci sono dei conflitti.

Erano stati concessi alla Regione 24.000 mq. di terreno: nel 1979 erano diminuiti, con una variazione alla convenzione, fino a 14.000 mq. e nel 1980, con un tratto di penna tutti i terreni erano ritornati alla SITAV.

C'è stato anche un cedimento sulle percentuali: nel 1977 si era detto che oltre una certa soglia la Regione avrebbe avuto costantemente il 72,5% degli introiti; nel 1979 si è deciso che oltre i 50 miliardi non ci sarebbe stata più la percentuale fissa del 72,5% ma si sarebbe applicata per 10 miliardi una percentuale del 70%, per altri 5 una percentuale del 72,5%, poi ancora il 70% e così via.

Il terzo cedimento è stato il prolungamento della concessione, che nel 1978 era prevista per dodici anni e quindi sarebbe dovuta durare fino al 1989, mentre di fatto durerà fino al 1992, perché nel 1980, con l'ultima modifica della convenzione per la parte che riguardava le opere, si è depennata la data di decorrenza del 1978 sostituendola con quella della stesura di quella modifica, per cui gli altri tre anni di possibile concessione alla SITAV sono stati regalati in quell'occasione.

Il cedimento più grave è stato comunque quello che poi ha originato, credo, la maggior parte dei guai che oggi la nostra Regione si trova a dover affrontare, e cioè quello relativo all'introduzione della SAISET. La convenzione con la SAISET, che consente a questa società di versare percentuali molto ridotte rispetto a quelle della SITAV, è una convenzione dannosa per la Regione e rappresenta un cedimento del potere regionale rispetto a quel gruppo di potere che detiene la maggioranza delle azioni della SAISET e che era riuscita ad entrare con una percentuale rilevante anche nella SITAV.

Noi pensiamo che i fatti di questi ultimi tempi richiedano un atteggiamento fermo da parte della Regione che è l'unica titolare della concessione per gestire dei giochi a Saint Vincent.

La Regione ha in mano un contratto, i contratti vanno rispettati in tutte le loro clausole: la SITAV ha trattenuto 11 miliardi, a nostro giudizio, indebitamente e deve quindi restituirli. Se non è in grado di restituirli o se non vuole restituirli si metta da parte.

A nostro giudizio, se la SITAV decidesse di abbandonare la gestione dei giochi, la Regione è in grado di gestire per conto proprio, per un periodo transitorio e con l'ausilio del personale che oggi lì lavora, l'attività dei giochi, anche se il consiglio di amministrazione della società non fosse più presente.

Se la SITAV vuole rimanere allora rispetti le convenzioni che ha liberamente firmato e se rimane non può licenziare nessuno e non può quindi fare minacce di questo tipo ai lavoratori: nel contratto è previsto che, qualora il costo del lavoro sia superiore al 60% degli introiti della Casa da Gioco, la eccedenza torna a carico della Regione. C'è quindi questa norma che cautela la SITAV sul costo del lavoro. La convenzione però prevede anche che la SITAV deve mantenere in servizio il personale che è alle sue dipendenze. Se quindi la SITAV rimane, rispetti il contratto.

Noi crediamo di dover distinguere il nostro ragionamento in tre periodi, in tre tempi diversi. Facciamo alcune riflessioni sulla situazione contingente, sulla situazione attuale, in relazione alla quale noi chiediamo il rispetto del contratto, chiediamo che la SITAV oggi sia messa in mora e che si facciano valere nei suoi confronti le clausole del contratto, sia rispetto alle sovrattasse, sia rispetto ai ritardi nei versamenti delle decadi.

Non siamo d'accordo, e l'abbiamo detto anche in altre occasioni, che si possano compensare eventuali crediti della SITAV con quelli che sono i suoi doveri rispetto alla Regione.

La Regione, a nostro giudizio, ha dei crediti chiari: gli 11 miliardi trattenuti dalla SITAV, le soprattasse che possono essere calcolate in circa 36 miliardi fino alla fine di marzo e le soprattasse dovute per quei ritardi sistematici con cui la SITAV ha versato le decadi; invece di versare gli importi dovuti all'11° giorno, li ha praticamente versati sempre al 31° giorno.

La formulazione del provvedimento avrà il nostro voto favorevole se lascerà impregiudicati i diritti della Regione ad avvalersi delle possibilità previste dal contratto, se non ci saranno cedimenti a priori. Semmai dovranno essere le sedi competenti a stabilire se i diritti della Regione sono richiesti in modo eccessivo o inadeguato, ma noi crediamo che la Regione debba comunque chiedere quello che il contratto prevede.

Per quanto riguarda le somme che la Regione deve alla SITAV, noi pensiamo che siano divisibili in tre categorie: ci sono dei crediti certi della SITAV, tipo l'indennità di rischio per il cambio-assegni che la Giunta regionale deve pagare; ci sono delle somme da verificare, per esempio il conguaglio sulle opere previste: quando saranno terminati i collaudi di questa parte di opere, regolarmente deliberate, la Regione paghi quanto deve; ci sono delle richieste che non sono relative a questioni legittimamente deliberate dal Consiglio: per il momento vengano chiaramente computate dalla Regione in seguito potranno eventualmente essere riprese in considerazione in altre sedi, ma non sotto la forma di compensazione, che non è possibile per l'amministrazione pubblica, tra le somme che deve riscuotere e le somme che eventualmente deve pagare.

Quindi, per la situazione contingente, noi crediamo che si debba semplicemente dire che la Regione vuole applicare il contratto, nulla di più, nulla di meno.

Per la situazione a breve termine, dopo la messa in mora, le eventualità sono due: se la SITAV non paga gli 11 miliardi che ha trattenuto, noi pensiamo che si debbano iniziare immediatamente le procedure per la decadenza e che si possa, per un periodo transitorio, ricorrere a una gestione diretta da parte dell'Amministrazione Regionale; se la SITAV invece pagherà gli 11 miliardi, si tratterà di verificare come ottenere anche, dalla SITAV, le altre sue pendenze per quello che richiede il contratto. Si ricorrerà a tutte le forme che il contratto prevede per risolvere eventuali controversie.

A breve termine, se la SITAV deve rimanere e se non viene prima dichiarata, da parte del Tribunale, la sua colpevolezza, si tratterà di modificare la situazione esistente: noi siamo quindi d'accordo perché si riveda comunque a breve termine, se la SITAV rimane, la convenzione, che a nostro giudizio, va rivista almeno per sei aspetti.

Innanzitutto non si può continuare a fare finta di niente per quello che riguarda i giochi americani. Si è accertato che i giochi americani sono gestiti da una società i cui azionisti sono gli stessi, o almeno in parte, della SITAV. Non si può più sostenere che le due società sono concorrenti, che occorre dare alla SAISET condizioni di particolare favore. Occorre rivedere la convenzione con la società che gestisce i giochi americani.

Si tratta poi di chiarire in modo definitivo la questione delle mance: la Regione, in una revisione della convenzione, deve avere la possibilità di controllare l'introito complessivo delle mance, soprattutto per evitare che la società che gestisce la Casa da gioco abbia a disposizione somme rilevanti, che non figurano in alcun bilancio e che possono essere utilizzate in modo anche dannoso per la società valdostana.

La terza questione che dobbiamo vedere è quella delle assunzioni: è stato redatto un regolamento che, di fatto, non si è rivelato efficace. Noi riteniamo che la Regione debba, nell'ambito della formazione professionale, istituire dei propri corsi per formare gli impiegati del gioco ed il personale. Riteniamo che debbano essere riviste le forme di concorso perché queste diano il massimo di garanzia per l'assunzione di personale competente, al di fuori di ogni possibile lottizzazione politica.

Ancora altri aspetti della convenzione andrebbero rivisti. Crediamo che debba essere ripresa la questione dei terreni: già nel 1977 la SITAV aveva aderito alla richiesta di concedere gratuitamente i terreni circostanti alla Casa da gioco alla Regione; il fatto di essere tornati indietro è stato un passo falso, per cui oggi occorre ripristinare quella situazione per impedire alla società che gestisce i giochi presso la Casa di Saint-Vincent di poter sollevare obiezioni logistiche nel caso di un cambiamento del titolare della gestione.

Crediamo che si debba rivedere anche la questione delle manifestazioni: la Regione può organizzare manifestazioni ed iniziative di tipo culturale a Saint-Vincent, e queste vanno nettamente distinte da quelle organizzate dalla SITAV.

Pensiamo che altri due aspetti siano da rivedere al momento del cambiamento della convenzione: la questione dei cambisti o prestasoldi e quella dei controlli. Per quello che riguarda i prestasoldi la norma del contratto dice che i giocatori di professione devono essere tenuti fuori dalle sale da gioco. Secondo noi già questa formula permetterebbe oggi di tenere fuori le persone non gradite dal Casinò di Saint-Vincent. Pensiamo, comunque, che debba essere previsto in modo esplicito il divieto di ingresso dei cambisti all'interno delle sale dove si svolgono i giochi e anche nelle sale adiacenti nelle quali comunque passa il pubblico che accede ai giochi.

Non siamo dell'opinione che il cambio facile di assegni sia un vantaggio indiretto per la produzione. Pensiamo invece che i buoni clienti, se spendono ogni giorno una certa somma al Casinò di Saint-Vincent senza essere strangolati in una volta, siano in grado eventualmente di ripristinare risorse da giocare. Non pensiamo che il fatto di portare via tutto in una volta ai clienti del Casinò sia una politica giusta dal punto di vista produttivo.

Crediamo ancora che siano da potenziare i controlli regionali: in questi ultimi tempi, il numero dei controllori è risultato talora insufficiente per un efficace controllo ai tavoli, per cui si tratta di aumentarne il numero e di studiare nuove condizioni di retribuzione e un nuovo regolamento per il lavoro dei controllori.

Eventualmente si può prendere in considerazione il sistema che funziona a Venezia: la rotazione, dopo un certo periodo, dei controllori.

Quindi, a breve termine, noi riteniamo che si debba procedere in questo modo.

A lunga scadenza, e comunque per quando verrà a scadere la concessione della SITAV, se non verrà già prima dichiarata decaduta da atti chiari dei Tribunali, noi pensiamo che si debba arrivare ad una soluzione differente.

La nostra preferenza, per un soluzione definitiva della Casa da gioco, va verso una nuova società a capitale prevalentemente pubblico: questa è la nostra opinione, che siamo disponibili a confrontare con quelle degli altri, volta a creare una società in cui la Regione abbia la possibilità di determinare gli indirizzi della gestione. In una società di questo tipo potrebbero poi essere ammessi dei privati, però con il controllo ed il gradimento da parte dell'Amministrazione Regionale.

Noi, per quello che possiamo valutare, non riteniamo oggi una soluzione adeguata l'ingresso minoritario della Regione nel capitale sociale della SITAV perché una serie di azionisti della SITAV sono oggi inquisiti dalla Magistratura torinese con l'imputazione di aver recato danno all'Amministrazione Regionale. Questa è una ragione: un'altra deriva dal fatto che al di là del giudizio della Magistratura, abbiamo tratto comunque il convincimento che, in tutti i modi possibili, la società di gestione abbia cercato di trarre il massimo vantaggio, anche a danno della Regione. Esempio di ciò è il prezzo dei biglietti di ingresso, metà del quale veniva trattenuto come compenso per una mostra e questo faceva incassare alla SITAV due miliardi all'anno. Tocca al Consiglio regionale deliberare il prezzo del biglietto e non si capisce perché questa quota rilevante di introiti doveva essere sottratta alla Regione.

Noi riteniamo che se oggi la Regione entrasse nella SITAV si troverebbe in una situazione equivoca, mentre se la società avesse consentito dieci anni fa alla Regione, quando questi problemi non esistevano, di avere una propria partecipazione, il discorso forse sarebbe stato un altro. Entrare oggi in minoranza all'interno della SITAV, dopo tutte queste vicende, a nostro giudizio significherebbe mettere, troppo rapidamente e senza averci ragionato a sufficienza, una pietra sopra ad una serie di fatti che non possono essere dimenticati. Non pensiamo quindi che la cosa a lunga scadenza possa essere risolta in quel modo.

Siamo invece disponibili a discutere la nostra proposta di una società pubblica, o a capitale prevalentemente pubblico, che faccia poi entrare in modo controllato l'azionariato privato.

Queste sono le cose che abbiamo ritenuto opportuno ribadire, perché non ci sembra che la discussione di oggi possa essere liquidata semplicemente con alcune considerazioni, che pure vanno fatte su questo o quel termine del provvedimento.

Noi non dimentichiamo i fatti di questi mesi e riteniamo che la Regione si trovi ad una svolta decisiva della sua storia: o questo Consiglio regionale, che rappresenta la volontà popolare, sarà in grado di volgere il male in bene, vale a dire di trarre insegnamento dai fatti del passato per riprendere in modo corretto la guida dello sviluppo economico e sociale della Valle d'Aosta, oppure esiste il rischio che situazioni passate si possano ripetere con grave danno per il prestigio della Regione, di partiti e di persone.

Noi pensiamo che, se si avrà un atteggiamento di fermezza, se si avrà chiaro l'interesse della Regione, possano essere compiuti dei passi nella direzione di sottrarre il potere regionale a influenze negative o alla subalternità rispetto ad altri poteri.

Al di là della nostra collocazione politica, noi riteniamo che il Consiglio regionale debba dare tutto l'appoggio a iniziative che vadano nella direzione della chiarezza, della capacità di autogoverno da parte del popolo valdostano.

Recentemente, come può confermare il senatore Fosson, quando si è trattato di votare in Parlamento perché non venissero danneggiate le competenze della Regione in materia di urbanistica, il nostro gruppo ha votato a favore dell'emendamento, poi approvato, che ha lasciato la Valle d'Aosta fuori dal condono edilizio; in modo analogo ci siamo comportati sul riparto fiscale.

Anche su questa vicenda vogliamo dire che siamo disponibili a sostenere tutte le iniziative che vadano nella direzione della chiarezza, della giustizia, della pulizia, della impostazione di un modo corretto per governare questa Regione.

Se ci saranno provvedimenti in questa direzione, e riteniamo che, a parte alcuni particolari che possono essere discussi, questo provvedimento vada in quella direzione, ci sarà il nostro voto favorevole.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Innanzitutto vorrei fare una annotazione di carattere personale. Il mestiere di Consigliere regionale diventa sempre più difficile e complicato: a metà tra l'inquisitore e l'esperto in materia giuridica, il Consigliere deve viaggiare con il codice penale in una tasca e quello amministrativo dall'altra.

Io auguro a questo consesso che questa fase d'emergenza si chiuda con una certa celerità perché il nostro compito non è quello di interpretare convenzioni o di guardare tra le pieghe dei codici, ma è quello di fare delle leggi e di operare a favore della Valle d'Aosta: è un augurio che facciamo a noi stessi.

Con piacere constatiamo che il provvedimento che ci viene sottoposto è un'inversione di tendenza rispetto al passato. Il Presidente della Giunta e i colleghi Consiglieri ricorderanno la battaglia che ha fatto l'opposizione per evitare che passasse quell'altro provvedimento, in quanto ritenevamo allora che non fosse sufficientemente motivato.

Ad una mia osservazione un Consigliere della maggioranza mi rispose: "Abbiamo anche noi i nostri avvocati". Il Presidente della Giunta ha fatto bene a cambiare questi avvocati e a citarli in deliberazione, così ognuno è responsabile dei pareri che dà.

Il cosiddetto istituto della compensazione, che giustificava una proroga del pagamento, era uno degli elementi che noi socialisti abbiamo maggiormente contestato in quel provvedimento, perché sapevamo benissimo che questa sorta di baratto tra quello che doveva la Regione e quello che doveva la SITAV, non poteva essere applicato, in quanto le norme del diritto non consentono ad un Ente pubblico di attuare operazioni del genere.

In quell'occasione avevamo chiesto alla maggioranza di evitare che il provvedimento seguisse il suo iter e di ripensarci un momento sopra per non ritardare, in applicazione della convenzione, l'analisi dei rapporti fra la SITAV e la Regione: ora è acqua passata, il provvedimento è stato cassato dalla Commissione di Coordinamento e quindi con correttezza il Presidente della Giunta ha interpellato il Consiglio per dare applicazione concreta all'art. 8 della convenzione.

Noi diciamo subito che voteremo a favore di questo provvedimento, perché ci sembra sufficientemente motivato, perché mette la Regione in una posizione di forza rispetto alla SITAV, perché non consente alla SITAV di versare alla Regione 382 milioni, come ci è stato detto, per dire: "Signori miei, siamo qui e abbiamo liquidato le nostre pendenze".

E' stato inopportuno arrivare in Regione con una borsa piena di soldi per dire: "Signori, tanto vi dovevamo. Abbiamo tirato giù quattro somme, questo è il totale".

Ora invece rientriamo nell'ambito della convenzione, il Presidente della Giunta metterà in mora la SITAV e quindi staremo a vedere che cosa succederà. Io credo che sia perfettamente inutile fare delle previsioni perché o la SITAV adempie a quello che è previsto dalla convenzione o dovremo pensare al domani; noi non facciamo delle ipotesi perché il processo alle intenzioni non rientra nelle nostre abitudini.

Ci auguriamo che questo debito venga sanato, perché sarebbe una grave iattura per l'intera regione della Valle d'Aosta la rescissione della convenzione con la SITAV, con le conseguenze occupazionali che ne deriverebbero per l'intera economia valdostana, qualora ci trovassimo altre persone a chiedere un lavoro. Visto che la SITAV e il suo indotto occupano oltre mille unità lavorative, dobbiamo stare attenti perché sarebbe imperdonabile da parte nostra un gesto destinato ad aggravare una situazione occupazionale che è già ai limiti di rottura. Quindi speriamo e ci auguriamo che non si arrivi ad una totale applicazione dell'art. 8, e che la SITAV adempia i suoi obblighi nei confronti della Regione.

A questo punto non vogliamo stilare, come ha fatto il collega Mafrica, molto puntuale e molto preciso, il decalogo della buona convenzione, vogliamo fare, molto più modestamente, alcune considerazioni sul fatto che ci troviamo di fronte a due società, la SITAV e la SAISET, sulle quali pende una vicenda giudiziaria piuttosto drammatica e quindi riteniamo che il primo passo in questo senso vada compiuto pretendendo dalle due società una assoluta trasparenza degli azionisti, se il rapporto deve continuare.

Noi dobbiamo sapere una volta per tutte chi sono gli interlocutori e con chi dobbiamo trattare. Riteniamo però che anziché basarci su una vecchia convenzione, che con tutti i pregi ha denunciato anche i suoi limiti, sia preferibile non procedere ad una revisione della stessa ma rinegoziare una nuova convenzione che elimini la presenza della SAISET, in quanto noi riteniamo che il Casinò debba essere gestito da un'unica società.

Riteniamo che la SITAV se riabilitata, con un azionariato che sia ben visibile e ben trasparente, possa costituire ancora un valido interlocutore per la Regione. Diciamo questo perché non abbiamo mai condiviso la tesi di coloro che prospettavano una gestione pubblica della Casa da Gioco di Saint-Vincent che è già difficilmente gestibile tramite una società, ed inoltre io non credo che rientri nei compiti istituzionali della Regione la gestione di un Casinò.

Noi ribadiamo la nostra convinzione che l'Ente pubblico possa avere dei controlli ben diversi da quelli che ha esercitato nel passato e per questo sollecitiamo, in un quadro globale di revisione delle convenzioni, anche una revisione delle norme che regolano i controlli presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent.

Riteniamo che quanto è stato adottato sinora ha posto il vecchio corpo dei controllori in una posizione di sudditanza psicologica e finanziaria tale da non consentire di effettuare un controllo accurato ed indispensabile. Riteniamo che la Regione debba mettere in atto, attraverso il corpo dei controllori, dei meccanismi tali da evitare le forme degenerative che si sono verificate negli ultimi anni. Noi riteniamo che non debba essere solo la Giunta, ma il Consiglio, visto che è abilitato a modificare o meno le convenzioni, ad attuare questa negoziazione delle due convenzioni. Ora il problema che ci si presenta non è certamente di facile soluzione, ma non mettiamo il carro davanti ai buoi: l'argomento deve essere profondamente meditato dall'intero Consiglio, ma non starò a ripetere quanto ha detto il collega Mafrica su ciò che è avvenuto e che poteva non avvenire se avessimo avuto un altro atteggiamento nei confronti della Casa da Gioco.

Il domani ci consentirà di fare luce su un diverso modo di essere della Regione nei confronti della Casa da Gioco, ma per fare questo bisogna tagliare i cordoni ombelicali col passato e ricominciare da zero. Questa mia affermazione può anche contrastare sul piano strettamente giuridico ma io credo che, se esiste la volontà di riprendere un cammino con una società che abbia altre caratteristiche, sia possibile farlo da una posizione non di forza ma di dignità assoluta. Credo che sia questo il compito del Consiglio nel suo immediato futuro.

Non abbiamo altro da aggiungere se non che voteremo a favore di questa deliberazione.

Invito inoltre coloro che sono presenti nella Commissione di Inchiesta del Casinò, compreso il sottoscritto, ad accelerare i lavori, in quanto prima si chiude la vicenda del Casinò e prima questo Consiglio torna ad essere se stesso. Invito, quindi, il Presidente della Commissione, al quale in questa sede rivolgiamo un encomio per come ha condotto i lavori, ad accelerarli al massimo al fine di poter dire una parola conclusiva su di un argomento così scottante, anche perché ci aspetta l'esame delle opere, cioè di una materia estremamente contrastata che potrà costituire elemento di ulteriore trattazione con la stessa SITAV.

Però in questa fase atteniamoci strettamente ai debiti e non andiamo a confondere il diavolo con l'acqua santa: il problema, impostato così, trova il nostro consenso e noi ci auguriamo che questo atteggiamento di collaborazione, che la Giunta ed il suo Presidente hanno dimostrato in questa occasione, si perpetui nel tempo in modo da trovare una solidarietà costruttiva anche nelle forze che attualmente si trovano all'opposizione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Abbiamo assistito a degli elogi da parte dei Consiglieri Mafrica e Torrione nei confronti del Presidente della Giunta e di questa maggioranza che, secondo loro, stanno cambiando atteggiamento.

Ma, Signori Consiglieri, che cambio di atteggiamento: questo Consiglio Regionale è superfluo e lo dimostrerò.

Assistiamo ad una passerella demagogica, dove ognuno di noi espone la propria linea che deriva dalla posizione politica o dal seggio che occupa in questo Consiglio Regionale.

La convenzione è un atto amministrativo ed il Presidente della Regione avrebbe dovuto adottare già molto tempo fa questo provvedimento di messa in mora nei confronti della SITAV, prima ancora dell'approvazione da parte di questo Consiglio dell'autorizzazione alla SITAV della dilazione.

Ma c'è di peggio, e ciò che dirò è verbalizzato dalla dichiarazione di un funzionario dell'Assessorato alle Finanze. L'Assessore alle Finanze, nell'agosto del 1983, è venuto a conoscenza delle illegali trattenute delle decadi da parte della SITAV, per cui già allora, nell'agosto/settembre del 1983, doveva mettere in mora la SITAV. Questo provvedimento non è stato preso e si è data la possibilità e la si dà ancora, con questa delibera, di prendere questo provvedimento.

Se per caso la Commissione di coordinamento non dovesse approvare questa delibera, che cosa succederà? Dovremo riportare un'altra volta in Consiglio regionale una nuova delibera oppure l'Assessore alle Finanze o il Presidente della Giunta, autonomamente, provvederanno a mettere in mora la SITAV? Nella nota della Commissione di Coordinamento è chiaramente indicato che l'autorizzazione contenuta nell'atto in esame contrasta con il disposto di cui al primo comma dell'art. 7 della convenzione. La stessa autorizzazione che si concede non fa alcun cenno alla sopracitata sopratassa dell'1% da applicarsi, quindi è vero che la delibera è diversa da quella che abbiamo concordato nella riunione dei Capi-Gruppo, perché si riservasse ogni altra decisione e provvedimento secondo quanto previsto dalla legge e dalla convenzione.

La Commissione di Coordinamento indica specificatamente la soprattassa dell'1% e la quantifica per cui la preoccupazione di non volerlo quantificare nella delibera, mi sorprende. Quindi qui la SITAV è debitrice nei confronti della Regione non solo dei 10 miliardi e 900 milioni e rotti ma di una cifra che può aggirarsi oltre i 40-50 miliardi.

La Commissione di coordinamento quantifica l'1%, ma non ce n'era bisogno, in quanto ciò è previsto dall'art. 8 della convenzione: qui si continua a dare alla SITAV uno spazio che essa non merita.

Dopo queste brevi considerazioni, naturalmente negli interessi della Regione, io voterò a favore della delibera che ci è stata presentata.

E' giusto che, finalmente, dall'agosto dell'83 al febbraio dell'84, ci si sia decisi a prendere un provvedimento indispensabile, che bisognava già prendere, nell'agosto o nel settembre del 1983.

Non posso essere d'accordo con il Consigliere Mafrica quando sostiene che è necessaria una gestione pubblica: non mi sembra che la gestione pubblica possa dare dei buoni esempi. Noi socialdemocratici, per la nostra ideologia, siamo per un'iniziativa privata ma, se è il caso, saremo anche d'accordo per una gestione mista, naturalmente con la prevalenza dell'iniziativa privata.

Per quanto riguarda l'altro argomento, trattato anche dal Presidente della Giunta, relativo alla revisione della convenzione, io direi di guardare l'atteggiamento che assumerà la SITAV a distanza di sette e poi di quindici giorni.

Si può parlare anche in Consiglio Regionale di una eventuale disdetta della convenzione, questo non perché il Consiglio Regionale abbia une competenza specifica in questo caso, che è sempre previsto dall'articolo 8 della convenzione.

La preoccupazione o le minacce di licenziamento dell'Amministratore della SITAV non mi sembrano un atteggiamento corretto, sono solo un'arma di ricatto che non deve intimorire noi Consiglieri regionali e neanche i lavoratori presso la Casa da gioco di Saint-Vincent. E' questo un atteggiamento nocivo che oltretutto aggrava la già pessima immagine che la SITAV è riuscita a dare in questi ultimi periodi.

Quindi io direi che si può parlare benissimo di disdetta della convenzione: il Casinò di Campione d'Italia è stato chiuso un mese e poi si è ripreso le stesse unità lavorative. Può esserci un'altra convezione con un'altra società privata o privata e pubblica. Non possiamo essere soggetti sempre a questo continuo e velato ricatto da parte della SITAV.

Concludo dicendo, brevemente, che esprimo il mio parere favorevole a questa delibera.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Io affronterò questo argomento, che ritengo della massima importanza e serietà, dal punto di vista prevalentemente tecnico e legale, specialmente nei confronti dei rapporti che sono intercorsi tra la dirigenza SITAV e l'Amministrazione Regionale. Trascurerò ciò che, in modo abbastanza ampio, ha già citato il collega Mafrica sulla riorganizzazione all'interno del Casinò, che è già oggetto di discussione da parte della Commissione di inchiesta.

In queste ultime settimane abbiamo avuto modo di sentire strane dichiarazioni rilasciate dal nuovo Amministratore delegato della SITAV, il Dottor Conca, volte a definire unilateralmente tutte le possibili interpretazioni sul contenzioso tra Regione e SITAV, come se esso non fosse assoggettato ai normali canali del diritto amministrativo e della vigente legislazione.

Apprendiamo di volta in volta dalla stessa fonte, che la Regione, esigendo quanto previsto dalla convenzione, diverrebbe usuraia e che la concessione dei giochi è legata all'esistenza della SITAV, che sarebbe così l'unica depositaria di un diritto all'esercizio dei giochi.

L'accelerazione dei lavori di ampliamento avrebbe consentito, secondo la SITAV, una più sollecita e vantaggiosa apertura del Casinò, come se nel frattempo il Casinò stesso fosse rimasto chiuso. E' pacifico che la vicenda degli 11 miliardi non sia stata un prestito, è stata invece un prelievo, per di più non autorizzato da alcuna delibera di Giunta.

Le prese di posizione assunte dall'attuale dirigenza della SITAV si configurano come pressioni che lasciano esterrefatti quanti hanno a cuore il proseguimento dell'attività della Casa da Gioco nel pieno rispetto della legge.

Esse, per la loro natura e per la forma offensiva e vessatoria, costituiscono una indebita ingerenza sull'autonomia decisionale del Consiglio Regionale e prevaricano il diritto della Regione Autonoma a tutelare fino in fondo i propri legittimi interessi, sanciti da regolari deliberati del Consiglio, che hanno il crisma della legalità.

Il Consiglio, quindi, ha due chiare indicazioni da proporre in questa materia così delicata.

La prima riguarda la legalità: la Magistratura, non dimentichiamocelo, ha inviato mandati di comparizione con l'ipotesi di reato all'ex Presidente della Giunta Mario Andrione, agli ex Assessori alle Finanze Ramera e Chabod e all'Amministratore delegato della SITAV Bruno Masi. Sono diversi quindi i reati ipotizzati dalla Magistratura che sta già sperando e assolvendo il suo compito.

Vi è poi un secondo aspetto da valutare, che è quello della legittimità: sotto questo profilo, l'intervento della Commissione di Coordinamento equivale quasi ad una sentenza. La motivazione con cui viene negato il visto alla delibera contiene il chiaro invito a ricondurre i conteggi di quanto dovuto nei termini chiaramente esplicitati negli articoli 4, 7 e 8 della convenzione.

Il problema dell'arbitrato, quindi, non è proponibile per motivi di legalità, perché la Magistratura lo ha già configurato come reato, e per motivi di legittimità: bene ha fatto, quindi, Colleghi Consiglieri, il Presidente della Giunta Regionale a richiedere l'immediato conteggio dei prelievi, indebitamente percepiti, riservandosi di esercitare i diritti nascenti dagli articoli 4, 7 e 8 della convenzione, così come di richiedere che venga versato il dovuto, fino all'ultimo centesimo, sia delle somme prelevate indebitamente, sia degli interessi maturati a seguito dei mancati versamenti. La stessa procedura di indirizzare alla Regione un bonifico di 342 milioni, con la causale: "a saldo delle spettanze", è una ulteriore prova della mancanza di volontà da parte della società SITAV di riconoscere appieno e correttamente le responsabilità derivate dalla corretta applicazione del contratto a suo tempo stipulato.

Opere di ampliamento, mai autorizzate e non previste, prelievi illegittimi, per i quali già si è mossa la Magistratura, accuse di usura alla Regione, minacce non solo di licenziamenti ma di chiusura della Casa da gioco, conteggi fatti unilateralmente, come se alla Regione ci fossero organi assoggettati alle decisioni già assunte dagli uffici della SITAV: tutto ciò getta ombre sul potere e dovere del Consiglio Regionale di assumere deliberati conformi non già ai voleri della SITAV, bensì agli interessi della Regione che debbono essere garantiti con i deliberati esistenti e con le leggi in vigore. Non si vede, infine, come possano definirsi prestiti gli oltre 10 miliardi di prelievi mai autorizzati o per i quali esisteva una autorizzazione fasulla della quale l'unico organo competente, il Consiglio Regionale, era stato esautorato.

Né si dimentichi che i Consiglieri Regionali che dovessero, in buona fede, essere tratti in inganno dalle pressioni e dalle dichiarazioni rilasciate dalla SITAV, si troverebbero a decidere sotto l'incubo di condizionamenti e di preoccupazioni, che assomigliano molto a quelli posti in essere, secondo l'accusa documentata dai Magistrati, nella circostanza dell'acquisto da parte della SAISET di azioni pari al 21,21% delle quote societarie della SITAV.

Per questi motivi appare utile un confronto aperto e leale della Giunta e del Consiglio Regionale con il Consiglio di Amministrazione della SITAV e con i legali rappresentanti della Società SAISET. Da tale confronto deve poter scaturire non già un compromesso illegale e fuorviante, bensì il riconoscimento degli effettivi crediti della Regione avvalorati dalla corretta applicazione della convenzione.

Può essere nel contempo avviata la pratica per il riconoscimento dei rimborsi relativi ai lavori di ampliamento autorizzati dal Consiglio Regionale ed eventualmente non ancora effettuati: per i lavori non autorizzati è possibile addivenire ad una sanatoria solo laddove è dimostrabile che essi sono funzionali alla Casa da Gioco e quindi riconducibili al nomale iter deliberativo degli organi regionali, previi i collaudi, i controlli amministrativi e la prassi legittima che presiedono alla approvazione di opere di interesse regionale.

In caso di mancato accordo, la Regione potrà tutelare i propri interessi richiedendo il sequestro delle proprietà SITAV ed avviando le normali procedure di legge per il recupero dei crediti. Se la società SITAV dovesse avere dei problemi di liquidità, per quanto attiene al pagamento degli interessi dovuti, si può studiare una formula di pagamento che comprenda il controvalore in azioni, oppure un sistema rateale di rientro consolidato alla data della messa in mora con inizio del giugno '82: questo è un invito che faccio alla Presidenza della Giunta, ed è molto interessante.

Che la società SITAV sia in mala fede lo dimostra il fatto che i lavori di ampliamento sono terminati nel dicembre '82 e pertanto sarebbe immotivato il prelievo verificatosi nell'anno 1983.

Per concludere, colleghi Consiglieri, noi oggi ci troviamo di fronte ad una strada obbligata sia sotto il profilo della legalità, sia sotto il profilo della legittimità.

Non è possibile esprimere un'opinione politica sul conteggio degli interessi, è sufficiente fare eseguire il conteggio dagli organi competerti della Regione e richiederne il pagamento.

La Società SITAV deve smetterla di ricattare l'opinione pubblica con la minaccia del licenziamento, perché, colleghi Consiglieri, è pacifico che i dipendenti attualmente in forza, sia della SAISET sia della SITAV, non sarebbero comunque licenziati in quanto anche una transitoria gestione regionale, in attesa di chiarire la situazione, garantirebbe in primo luogo l'occupazione.

Con questo intervento, che è prevalentemente tecnico, io mi ritengo soddisfatto della delibera presentata dal Presidente della Giunta, perché penso che vada incontro alle aspettative di tutti noi di risolvere il problema e di ripartire in una forma diversa, in una forma gestionale più corretta, e quindi premetto che esprimerò voto favorevole sulla delibera.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI (P.L.I.): Signor Presidente, era da tempo che non si sentiva in quest'aula, seppure con alcuni accenti polemici che non voglio citare, un'atmosfera così idilliaca: è triste però che proprio su di un argomento di questa pesantezza si debba trovare questa atmosfera.

L'amico Torrione mi ha preceduto con la frase dei nostri vecchi: "non mettere mai il carro davanti ai buoi". Posso anche associarmi al fatto che qui si suoni il violino per il Presidente della Giunta, in quanto finalmente vediamo una situazione chiara, per cui si porta in Consiglio ciò che finora non abbiamo mai visto e di questo io ne devo dare atto.

Quando però già si ipotizzi che cosa noi faremo nel futuro, io direi che veramente andiamo oltre il Rubicone di un bel tratto dando già delle impostazioni definitive quando non si sa ancora come finirà la cosa.

Certo, il fatto di apprendere che in data 21 marzo 1984 si è ricevuta una raccomandata, prot. n. 378, nella quale si trovano £. 342.026.083 mi sa veramente di presa per i "fondelli". Veramente io pensavo che i dirigenti del Casinò avessero almeno un minimo di quella educazione finanziaria, politica ed economica, da non fare una cosa del genere o, perlomeno, da avere un qualsivoglia contatto con la Presidenza della Giunta per trovare una soluzione, ma non in questa maniera.

Io non accetto questo perché offende la coscienza di tutti i rappresentati del popolo valdostano che sono qui seduti. E' un insulto, come dire: "Noi vi mandiamo questi soldi perché siete dei poveretti, vi dobbiamo solo questo e noi lo decidiamo".

Ma chi è la SITAV? Ma chi è questo signore che si permette di mandarci una lettera del genere? Io sono sempre stato molto cauto e tranquillo, anche perché quando uno non c'entra viene sempre tirato in ballo, e non volevo che questa volta succedesse come già successe nel passato. Però ad un certo punto quando si ha da dire qualcosa non ci devono essere dei Don Abbondio, ma delle persone che, coerenti con la posizione che hanno in questo Consiglio, come tali rifiutino questa impostazione, sotto tutti i profili.

Se si tenta con una raccomandata di rinviare a domani quello che si deve fare oggi, io penso che sia un'utopia, una cosa fuori dalla realtà. Ci hanno forse preso per degli irresponsabili e sprovveduti? Io dico che seno sprovveduti loro se pensano che un'assemblea come questa possa accettare un'impostazione del genere.

Non voglio entrare nel merito di quello che ha detto bene il Consigliere Mafrica, anche se io penso che i tempi per certi interventi siano prematuri.

Accetto invece quanto ha detto l'amico Torrione, che molto politicamente si è barcamenato sull'onda e alla fine ha dato la sua approvazione a questa delibera.

E' positivo quello che dice Ennio Pedrini a nome del Partito Liberale, adeguandosi e dicendo che questa delibera va approvata. Ci auguriamo effettivamente che non succeda, come da qualcuno auspicato, che la Commissione di Coordinamento annulli questa delibera, perché non vedo assolutamente possibilità di uscita diversa rispetto a quella molto chiara, che il Presidente della Giunta e la Giunta hanno preso per cercare di uscire da questa "impasse". Giunti a questo punto non voglio dilungarmi, perché già troppo è stato detto. Vorrei soltanto pregare il Presidente del Consiglio di apportare il seguente emendamento alla delibera in approvazione, così come ho accettato la modifica al punto 1 ("compensazione al posto di "composizione") e così come trovo giustissima, anche tecnicamente, la modifica al punto 5, relativo all'immediata eseguibilità.

Al punto 3° si dice: "Di chiedere, in caso di mancato pagamento, al Presidente del Tribunale un decreto ingiuntivo di condanna della SITAV a pagare le somme dovute alla Regione con gli interessi di legge e salve le maggiori somme dovute anche a titolo di interessi", io propongo di dire: "Di chiedere, in caso di mancato pagamento, al Presidente del Tribunale un decreto ingiuntivo di condanna della SITAV a pagare le somme dovute alla Regione ai sensi di legge, della convenzione e salve le maggiori somme dovute".

Questo allo scopo, lo dicevamo un momento fa il Consigliere Fosson ed io, di seguire la stessa impostazione data nella riunione dei Capi Gruppo al n. 2 del deliberato.

Ho sentito che qualcuno diceva: "Ci rivolgiamo al Presidente del Tribunale". Signori, si tratta di farsi dire due cose da coloro che non sono addetti: la prima è che se noi applichiamo quella sovratassa, ci tacceranno tutti, sia quelli che oggi ci sono vicini che gli avversari, di essere stati degli strozzini, sotto tutti i profili verso la società, cosa che in realtà non è; la seconda è che è giusto che, da parte nostra, si chiedano degli interessi: ma quali interessi? Dobbiamo deciderlo noi, il 20% o il 25%? Chiunque opera nel campo finanziario sa che l'interesse reale che chiede una banca è del 30,05%, in questo momento, come è concordato e firmato dai Direttori Generali del San Paolo e della Cassa di Risparmio di Torino.

Quando si chiedono in prestito dei soldi bisogna sì tenere conto di quello che si paga alla Banca, ma anche di quello che paga il privato il quale deve andando a ritirarli perdendo tempo, consumando benzina, pagando chi manda al suo posto e via dicendo: il tutto assomma al 30,05. Un quotidiano ha pubblicato questa cifra riducendola al 30% non più tardi di tre mesi fa; non credo che ora la situazione sia mutata.

E allora, se noi chiedessimo, per ipotesi, il 29%, qualcuno già direbbe: "Potevano chiedere il 30%, hanno chiesto solo il 29%, ci saranno delle manovre sotterranee, chissà quanti soldi hanno preso i Consiglieri". Se poi arrivassimo sotto il 29%, apriti cielo!

E allora noi ci rivolgiamo al Presidente del Tribunale: meglio far decidere ad un Tribunale la cifra che riterrà opportuna, visti gli atti che presenteremo e visti i danni che la Regione ha avuto, in quanto penso che nessuno possa eccepire, nessuno possa attaccare quanto stabilito da un Tribunale. Penso che questa sia la vera ed unica strada pulita, chiara e netta che ci esenterà dalle critiche.

Ho spiegato il motivo di questa richiesta di emendamento e, a nome del Partito Liberale, ripeto che voteremo a favore di questa delibera augurandoci quello che hanno detto tutti gli altri. Non sto a ripetermi ma, come ha detto prima il Consigliere Torrione, "Prima chiudiamo, meglio è".

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Berti; ne ha facoltà.

BERTI (Art. e Comm. Vald.): Contrariamente all'adunanza precedente del mese di febbraio, quando dovevamo discutere se accordare o meno la dilazione di questo pagamento alla SITAV, penso che in questa giornata ci sia una unità di intenti ed una unanime convergenza sul deliberato propostoci, al quale anch'io darò il mio voto favorevole.

Vorrei ricordare brevemente alcuni punti, perché penso che molte cose le abbia già dette chi mi ha preceduto.

Devo dare atto al Presidente della Giunta che, nonostante la posizione assunta nell'adunanza dell'8 e 9 febbraio, quando insisteva sulla concessione di questa proroga, ha rivisto oggi la sua posizione e ha portato all'assemblea consiliare un deliberato che penso sia doveroso da parte del Consiglio approvare.

Era inaccettabile, d'altra parte, la richiesta della SITAV di operare una compensazione fra debito e credito, in quanto la cifra assai limitata, secondo i calcoli della SITAV, rispetto al debito liquido contratto verso l'Amministrazione regionale, era chiaro dovesse avere un diniego.

Penso che questo tipo di compensazione potrà essere visto in un secondo tempo, quando si saranno svolti degli accertamenti effettivi sulle opere e sui lavori eseguiti, di competenza o meno della Regione. Quindi, prima incameriamo il credito a nostro favore accumulato dalla SITAV e poi si valuterà l'eventuale entità dei lavori a nostro carico.

Penso che si sia giunti ad una svolta decisiva anche per definire il rapporto tra Regione e SITAV e io mi auguro che la delibera, votata dal Consiglio regionale, sia approvata dalla competente Commissione di Coordinamento per porre definitivamente termine a questa lungaggine burocratica e alla mancanza di volontà della SITAV e di chi l'amministra nel cercare un idoneo pagamento immediato sia nel capitale sia nella parte di interesse.

Quindi io preannuncio il mio voto favorevole a questa deliberazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.

BENEFORTI (D.C.): Faccio brevemente alcune considerazioni prima che sia chiusa la discussione sull'argomento.

La maggioranza di questo Consiglio regionale non è mai venuta meno all'impegno di fare chiarezza sulla vicenda del Casinò: il cammino percorso, dal blitz di San Martino ad oggi, dimostra la volontà di questa maggioranza di giungere a questo obiettivo in modo da rendere alla Valle d'Aosta quell'immagine e quel prestigio che ha sempre avuto e che ha sempre meritato.

Qui si è detto che faceva piacere vedere questo cambio di atteggiamento, questa inversione di tendenza. Noi riaffermiamo che per cambiamento, per inversione di tendenza, noi intendiamo: fare chiarezza. L'abbiamo dimostrato con la commissione di indagine amministrativa, che ha lavorato e che sta concludendo in questi giorni i suoi lavori, benché sia stata convocata a brevissima scadenza. L'abbiamo dimostrato con la collaborazione che ha dato la Presidenza della Giunta, la Giunta stessa nel suo insieme, alla magistratura perché svolgesse il proprio ruolo. L'abbiamo dimostrato anche nelle deliberazioni che sono state portate in questo Consiglio, come quelle relative al pagamento delle decadi che, se non precise come qualcuno si aspettava, sono però un ulteriore passo avanti verso la chiarezza che vogliamo fare. La delibera relativa ai biglietti di ingresso del Casinò è un altro aspetto di come la Regione intende collocarsi nei confronti della società che gestisce il Casinò di Saint-Vincent.

Ma quello che più conta è che, da parte di questa maggioranza e della Giunta in particolare, si è cercato sempre e comunque di investire il Consiglio regionale di tutti i problemi inerenti il Casinò: quando si modificano le convenzioni stipulate dal Consiglio, è giusto e doveroso che sia il Consiglio stesso, che le ha approvate, a modificarle.

Però è anche vero che, da parte della Giunta regionale e della maggioranza, c'è stata la volontà di aprire una discussione sui problemi che sono sorti, dopo la notte di San Martino, nei confronti della SITAV e di Saint-Vincent.

Tornando per un momento alla delibera odierna io mi auguro, e penso che ce lo auguriamo tutti, che venga approvata dalla Commissione di Coordinamento, così come noi ci attendevamo che anche la precedente delibera fosse approvata dal Coordinamento perché nessuno, nel votare a favore di quella delibera, intendeva venire meno agli interessi della Regione. Approvata la delibera, come maggioranza, abbiamo fatto un comunicato per la stampa in cui si ribadivano i principi ispiratori e le motivazioni, perché in quel momento non c'era necessità di giungere a rotture, in quanto si sarebbe potuto creare un danno al turismo e all'occupazione della nostra Regione.

Devo dire che mi ha meravigliato il fatto che, da parte della Commissione di Coordinamento, la delibera non sia stata approvata e si sia invocato, fra l'altro, l'articolo 8 della convenzione. Il Coordinamento in precedenza aveva vistato delibere simili, in cui si approvavano i ritardi nei pagamenti delle decadi, anche se non erano stati applicati certi interessi: anche allora si doveva dare applicazione all'art. 8, ma il problema non è sorto. Non si capisce perché la Commissione di Coordinamento usi due pesi e due misure.

Oggi noi, nell'approvare questa delibera, riteniamo di compiere un ulteriore passo verso la chiarezza, dimostrando la svolta che intendiamo dare ai rapporti con la SITAV.

Riteniamo anche noi che debba essere rivista la convenzione, alla luce delle storture che ci possono essere al suo interno e alla luce anche delle indicazioni che la Commissione darà nella sua relazione finale.

Quindi io confermo, a nome della maggioranza, il voto favorevole nei confronti della delibera presentata dalla Giunta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.

MAQUIGNAZ (Féd. D.P. - U.V.P.): Molto brevemente, voglio dire che la Federazione D.P.-U.V.P. condivide la lettera che è stata inviata dal Presidente della Giunta, in data 21 marzo 1984, alla SITAV per richiedere il versamento a saldo delle somme dovute alla Regione dal 1 maggio al 30 novembre 1983. Condividiamo soprattutto il fatto che il Presidente della Giunta abbia portato la discussione sulla messa in mora della SITAV in Consiglio regionale. Si tratta di una decisione molto importante perché, nel caso in cui la SITAV si rende inadempiente, la Regione ha la possibilità di revocare la convenzione.

Quindi bene hanno fatto la Giunta ed il suo Presidente a portare in discussione questo argomento molto importante. Noi come Federazione ci riserviamo, per quanto riguarda la definizione dei rapporti generali che riguardano la SITAV e la Regione, di esprimere la nostra opinione. Il Partito Comunista, attraverso il Consigliere Mafrica, e il Partito Socialista, attraverso il Consigliere Torrione, hanno già dato delle indicazioni.

Noi ci riserviamo di fare una proposta precisa e di aprire un confronto con le forze politiche della maggioranza sui vari argomenti che io voglio ricordare: sui rapporti che riguardano la SITAV e la SAISET e soprattutto sul ruolo che la SAISET deve avere, sempre posto che la SAISET possa ancora avere un ruolo, dopo quanto è successo; sul problema che riguarda i terreni, perché la maggior parte delle proprietà immobiliari, come sembra, sono nelle mani della SAAV.

Un'altra questione che vorremmo affrontare con oculatezza ed attenzione è il problema della interpretazione della convenzione. Io credo che l'Assessore Martin potrebbe dire meglio di me quante volte ha dovuto faticare e lavorare, per interpretare questi articoli. Quindi, in questa ottica, anche alcuni articoli della convenzione vanno modificati per poter avere una interpretazione chiara e precisa, soprattutto nel caso in cui non tutelino più gli interessi della comunità valdostana, e quindi della Regione; lo stesso dicasi per quanto riguarda le manifestazioni, i controlli regionali e il problema della composizione societaria della SITAV e della SAISET.

Detto questo, noi ci riserviamo di fare una proposta molto precisa, di confrontarla con le altre forze della maggioranza e quindi anche con le forze dell'opposizione. Per quanto riguarda questa delibera, ribadisco il nostro voto favorevole, dicendo che essa rappresenta un passo avanti, testimoniando la volontà della Giunta e della maggioranza di fare chiarezza e ribadendo l'autorità della Regione nei confronti della Casa da Gioco.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Io volevo fare alcune brevissime considerazioni perché molte cose sono già state dette e credo sia inutile ripetere concetti già espressi da altri Consiglieri.

La prima considerazione riguarda il fatto che è forse la prima volta che questo Consiglio regionale viene chiamato a pronunciarsi su una questione che poteva essere affrontata e risolta direttamente in Giunta, essendo già regolamentata da una convenzione ed essendoci quindi la possibilità, da parte del Presidente della Giunta e della Giunta, di procedere con un atto autonomo ai provvedimenti necessari.

Quindi si tratta di una procedura che è diversa da quella che solitamente viene seguita. E' una procedura che però noi condividiamo, nel senso che riteniamo che sia stata una scelta opportuna quella di investire il Consiglio regionale di un atto che comunque, autonomamente, la Giunta ed il suo Presidente potevano adottare.

Noi vorremmo chiedere e raccomandare che questo comportamento non si limiti a questa vicenda, a questo argomento, a questa questione circoscritta ma diventi un modo nuovo della Giunta di comportarsi e di rapportarsi nei confronti del Consiglio regionale, in modo che quest'ultimo possa riacquistare quella centralità che gli spetta in base allo Statuto e in base alla legge: quindi la prima riflessione riguarda proprio la vecchia questione dei rapporti fra Giunta e Consiglio.

Per quanto riguarda il merito, anzitutto va osservato che si tratta di un provvedimento opportuno ma tardivo. Evidentemente la Giunta regionale poteva e doveva assumere il provvedimento di messa in mora della SITAV parecchi mesi fa, già alla fine dell'83, quando è emerso alla conoscenza di tutti i membri della Giunta che esisteva questa situazione e ancor più quando è decorso il 31 dicembre 1983 e a quel punto la SITAV non poteva vantare neanche più una sorta di autorizzazione verbale. Se c'era infatti una autorizzazione verbale alla SITAV di trattenere queste somme, per quanto illegittima, aveva come limite il 31 dicembre 1983, oltre al quale non c'era più nessuna giustificazione, neanche sul piano della comprensione, nei confronti della SITAV: doveva pagare e basta.

E' stato un atto sbagliato da parte della maggioranza portare in Consiglio la proposta di una dilazione. Tale proposta, come era stato previsto dall'opposizione, non poteva avere un seguito, in quanto sarebbe stata annullata dalla Commissione di Coordinamento. Così è stato e oggi ci troviamo a decidere, come Consiglio, la messa in mora della SITAV, atto che poteva essere compiuto mesi fa.

Ho sentito prima il Consigliere Beneforti e anche altri Consiglieri dire che in questo caso si può parlare di una inversione di tendenza nell'atteggiamento della maggioranza nei confronti del Casinò. Sì, può anche darsi che ci sia una inversione di tendenza, ci sono degli atti che sono più chiari, come la messa in mora, come la decisione di fare suddividere interamente fra Regione e SITAV l'intero ammontare del biglietto e non solo più il 50%, come il fatto che si danno soltanto dieci giorni di tempo e non venti alla SITAV per pagare le sue decadi... Si tratta di atti che vanno certamente in una giusta direzione.

Il problema, la nota negativa che dobbiamo sottolineare in questo Consiglio, è che tutti questi atti giungono in conseguenza di una costrizione che ci siamo trovati a dover affrontare, una costrizione di carattere amministrativo e di carattere giudiziario. Se non ci fossero stati determinati interventi dell'autorità giudiziaria e dell'autorità amministrativa, noi non ci troveremmo di fronte a questi nuovi atti: non ci troveremmo in questo momento a discutere sulla messa in mora, se la Commissione di Coordinamento non avesse annullato la precedente deliberazione del Consiglio; probabilmente non avremmo creato la commissione di inchiesta, perché in un primo momento non la si voleva fare, se l'autorità giudiziaria non avesse preso determinati atteggiamenti.

Evidentemente sulla scelta che ci viene proposta dalla Giunta e che andrà a fare oggi il Consiglio, pesa anche il fatto che dal mese di febbraio ad oggi, da quando era stata votata dalla maggioranza quella proposta di dilazione ad oggi, non c'è stato solo l'annullamento della deliberazione consiliare relativa alla dilazione, ma ci sono stati anche due nuovi mandati di cattura, relativi proprio alla vicenda che discutiamo e c'è stata una serie di mandati di comparizione che hanno coinvolto la Giunta qui presente e lo stesso Assessore Chabod.

Questi sono fatti che non dobbiamo dimenticare per valutare il valore di determinate scelte, che sono obbligate: se la Giunta non fa queste scelte aggi, se il Presidente della Giunta non mette in mora la SITAV, il Presidente e la Giunta rischiano di essere incriminati per omissione d'atti d'ufficio. Questa è la realtà che non dobbiamo nascondere e a cui la Giunta e il Consiglio non possono sfuggire.

Quindi, capiamo la realtà limitata entro la quale si muovono questi provvedimenti, dopodiché si potrà anche dire che sono opportuni, che vanno nella direzione giusta e che si possono condividere, anche se si muovono all'interno di una strada che, purtroppo, è già stata tracciata e che non scopriamo noi oggi.

Nel merito dell'articolato, anche in seguito alle modifiche che sono state introdotte nella riunione dei Capi Gruppo, il nostro giudizio è, di massima, favorevole con un'unica riserva che riguarda la formulazione del punto 2. Evidentemente la nostra richiesta rimane tale, ma comprendiamo le esigenze che ci sono da parte di tutto il Consiglio, in quanto penso che sarebbe opportuno che questo provvedimento venisse votato da tutto il Consiglio: è un esigenza indicataci anche dalla Commissione di Coordinamento, quella di precisare chiaramente l'applicazione integrale della convenzione, e quindi anche dell'articolo 8, così come era una richiesta specifica della Commissione. Quindi bisogna che questo discorso sia formulato in modo sufficientemente chiaro, senza parlare di interessi, perché questi ultimi non sono contenuti né previsti dalla convenzione.

Non voglio invece soffermarmi su tutte le altre questioni: se la SITAV pagherà o meno, sulla revisione della convenzione ecc. perché io sono convinto che su questo, quanto prima, la commissione di indagine appositamente costituita presenterà la sua relazione e quindi credo che in quell'occasione potremo discutere come è stata applicata la convenzione o, per meglio dire, come non è stata applicata e quali saranno le proposte di ogni forza politica e dell'insieme del Consiglio rispetto all'avvenire e ai destini del Casinò.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Segretario Tamone; ne ha facoltà.

TAMONE (U.V.): Oui, brièvement, pour dire qu'évidemment nous ne voulons pas, en ce moment, reprendre la discussion sur l'argument, qui a été d'ailleurs très approfondie et, à notre avis, très détaillée, dans le sens que cette réunion, qui paraissait à quelqu'un inutile ou de routine, a démontré les différentes positions des forces du Conseil Régional vis-à-vis du problème complexe du Casino de Saint-Vincent, mais elle a démontré aussi qu'on peut trouver un chemin commun pour le résoudre.

L'Union Valdôtaine souhaite que l'unanimité, qui a été atteinte ce soir dans ce Conseil sur un argument si difficile, puisse être un signe positif pour le travail que nous devons encore accomplir vis-à-vis du problème de la Maison de Jeu de Saint-Vincent et que ce ne soit pas seulement d'aujourd'hui, mais qu'elle puisse continuer pendant toute la durée du travail et que nous puissions nous rencontrer pour trouver des solutions valables au problème que nous allons analyser ce soir.

En faisant ce souhait, le groupe de l'Union Valdôtaine déclare qu'il est favorable à cette délibération du Gouvernement Régional.

PRESIDENTE: Se non vi sono altri Consiglieri che vogliono intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Je pense que les Conseillers ont dit clairement que c'est une tâche du Conseil revoir les rapports entre la Région et la SITAV.

En effet, au début j'avais dit qu'il y avait la disponibilité de la part de l'Administration Régionale à s'engager dans ce sens et que toutes les forces politiques auraient discuté sur la possibilité de revoir ces rapports, en tenant compte d'un fait assez clair et même souligné par d'autres Conseillers: la nécessité de la part de la Région d'avoir un Casino qui fonctionne que je pense c'est la condition absolue, c'est une nécessité que nous avons déjà plusieurs fois soulignée.

Nous retenons qu'il est indispensable de maintenir le niveau d'emploi à l'intérieur de la Maison de Jeu; en effet, on a la possibilité de le faire, en tenant compte que l'article 13 de la Convention le prévoit, et nous le devons donc prétendre.

N'oublions pas que les Conseillers qui se sont exprimés aujourd'hui n'avaient pas la peur de voir le Casino fermé, mais il faut tenir compte qu'il y a même cette possibilité. Si on arrive aux voies légales entre la Région et la SITAV, ce cas peut se vérifier et ce serait sans doute un dommage incalculable pour la collectivité valdôtaine.

Donc, nous retenons que, s'il y a l'exigence de revoir cette Convention, il y a dans le même temps l'exigence de maintenir le Casino ouvert.

A ce but, pendant les mois que nous restons en charge, nous nous engagerons surtout pour la révision de la Convention en la discutant entre les forces politiques. Le Conseiller Mafrica a présenté les choix possibles, mais il faut voir quelle sera l'attitude de l'autre partie, car, et cela a été souligné par le Conseiller Mafrica même, il y a une convention qui durera jusqu'à 1992, il ne faut pas l'oublier.

En même temps, nous pourrons reprendre chaque point de la Convention pour nous éclaircir les idées car chaque Conseiller, dans les différentes séances, a révélé d'en avoir besoin.

A propos de l'exigence que ce soit le Conseil à s'exprimer, je pense qu'il faut préciser que c'est une question de choix avant tout politique et, à l'avis de plusieurs, c'est nécessaire que, dans un cas comme l'affaire du Casino, toutes les forces politiques puissent s'exprimer et présenter leur avis.

A propos de la délibération, je pense qu'on pourrait très bien revoir le point 2 et 3, dans ces termes: Al punto 2°) dopo le parole "£. 10.901.120.455" sono soppresse le parole che seguono e sono sostituite dalle seguenti: "riservandosi ogni altra decisione e provvedimento previsti dalla legge e dalla convenzione".

Al punto 3°) dopo le parole "a pagare le somme dovute alla Regione" sono soppresse le parole che seguono e sono sostituite dalle seguenti: "... fatte salve le maggiori somme dovute e riservati ogni altra decisione e provvedimento previsti dalla legge e dalla convenzione".

Je pense qu'avec ces changements on pourra très bien reprendre les observations qui ont été faites de la part des Conseillers et ne plus parler d'intérêts.

PRESIDENTE: Qualche Consigliere intende prendere la parola per dichiarazioni di voto? Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI (P.L.I.): Io approfitto della mia dichiarazione di voto, perché mi ero segnato un appunto a proposito della revisione della convenzione. Su questo punto noi siamo perfettamente d'accordo, essendo una base di partenza sulla quale già prima, parlando di quanto era successo, volevo soffermarmi.

Mi sia consentito di dire un'altra cosa: io ho appreso soltanto pochi minuti fa il nome di chi ha firmato quella lettera di richiesta di versamento dei 342.026.083 di lire e mi sono veramente stupito. Io do al mio amico Max Tani, comandante partigiano, tutta la mia stima e la mia considerazione come tali; anche se la mia amicizia rimane intatta sul piano personale, non posso dargliela invece su questo fatto, che, indubbiamente, è al di fuori del normale per cui debbo dire che quasi non lo riconosco. Era doveroso da parte mia dire questo e le ho dette perché mi piace sempre chiarire molto il mio pensiero.

Concludendo ricordo che avevo preannunciato il mio voto favorevole alla deliberazione, con l'accettazione dell'emendamento richiesto dal sottoscritto.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON (D.C.): Dichiaro il voto favorevole, come già preannunciato dal Consigliere Beneforti, da parte della Democrazia Cristiana; voto favorevole anche, e soprattutto, alla deliberazione così come è stata modificata dall'intervento del Presidente della Giunta, richiesto e sollecitato dai precedenti interventi del Consigliere Pedrini e di altri Consiglieri. E' una modifica che fa maggiore chiarezza e non comporta degli eventuali appigli per interpretazioni che potrebbero essere favorevoli alla controparte della Regione.

Voto favorevole, perché questa delibera dopo quella che questo Consiglio ha votato nella scorsa seduta sul biglietto di ingresso, è un ulteriore passo verso la chiarezza e la trasparenza dei rapporti tra la Regione e la SITAV, come il sottoscritto, a nome del suo gruppo, aveva già chiesto in occasioni passate. Chiarezza e trasparenza che dovevano puntare alla revisione della convenzione con la SITAV, ad una società unica che gestisce la Casa da Gioco e a tutta un'altra serie di atti che non è il caso di stare a discutere in questo momento, visto che la commissione di indagine sta concludendo i suoi lavori e porterà la sua relazione all'attenzione di questo Consiglio.

C'è una cosa che alcuni hanno sottolineato e che io intendo riprendere in maniera pressante e cioè: la centralità della Regione e del Consiglio regionale.

Altri hanno ringraziato il Presidente della Giunta per aver portato questo atto, che poteva al limite essere di competenza della sola Giunta, all'attenzione del Consiglio. Io penso che questa sia un modo serio e corretto di coinvolgere gli eletti del popolo valdostano, e cioè tutto il Consiglio regionale, che, al di là delle diverse posizioni che possono esserci al suo interno, deve poter decidere delle sorti di questa Regione.

Io penso che si debba sottolineare che il futuro di questa Regione debba essere governato, per quanto è possibile e per quanto è nelle sue capacità, da questo Consiglio regionale. Le pressioni di potentati economici e le pressioni di gruppi di potere, quale può essere, nel caso specifico, la SITAV, non devono trovare posto in questo Consiglio regionale.

E' questo Consiglio che liberamente e autonomamente deve saper scegliere il futuro della Regione Valle d'Aosta: io spero che lo saprà fare, come lo sta già facendo oggi, prendendo questa deliberazione che noi approviamo. Lo saprà fare domani di fronte a tutti i passi successivi, che qualcuno ha già ipotizzato, per tenere alti il prestigio e la dignità suoi e della Regione Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Prendo la parola per dichiarare il voto favorevole del Movimento Sociale Italiano- Destra Nazionale, con l'augurio che questa collaborazione che si è avuta oggi tra tutte le forze politiche, possa continuare per il bene della nostra Regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Nel dichiarare il voto favorevole alla deliberazione, con le modificazioni che sono state introdotte, volevo chiedere un ultimo chiarimento. Nella premessa si dice: "Vista la richiesta della Presidenza della Giunta regionale in data 21 marzo..." Non vorrei che in quella lettera si parlasse anche della questione degli interessi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Poiché gli emendamenti proposti dal Presidente della Giunta vanno incontro a quelli da me presentati, ritiro i miei emendamenti e dichiaro il voto favorevole del Gruppo comunista a questo provvedimento.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola per dichiarazioni di voto il Consigliere Berti; ne ha facoltà.

BERTI (Art. e Comm. Vald.): Prendo la parola per confermare il mio voto favorevole, anche alla luce di questi due emendamenti proposti dal Presidente della Giunta, che vanno in una direzione di maggior salvaguardia dell'intero deliberato.

PRESIDENTE: Passiamo ora alla votazione della deliberazione. Gli emendamenti presentati dal Consigliere Pedrini e dal Consigliere Mafrica sono stati ritirati.

Pongo pertanto in votazione gli emendamenti presentati dal Presidente della Giunta, di cui do lettura:

Al punto 2°) dopo le parole "£. 10.901.120.455" sono soppresse le parole che seguono e sono sostituite dalle seguenti: "riservandosi ogni altra decisione e provvedimento previsti dalla legge e dalla convenzione".

Al punto 3°) dopo le parole "a pagare le somme dovute alla Regione" sono soppresse le parole che seguono e sono sostituite dalle seguenti: ".. fatte salve le maggiori somme dovute e riservati ogni altra decisione e provvedimento previsti dalla legge e dalla convenzione".

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 33.

Il Consiglio approva all'unanimità.

PRESIDENTE: Do ora lettura della deliberazione così come emendata ricordando che sono state apportate due correzioni: una alla prima riga del punto 1, in cui la parola "composizione" è stata sostituita con la parola "compensazione"; l'altra al punto 5 dove, dopo la parola "eseguibile", è stato aggiunto "per specifiche ragioni di urgenza", e lo pongo in votazione.

IL CONSIGLIO REGIONALE

- ripresa in esame la vicenda della Casa da gioco di Saint-Vincent e, in particolare, i rapporti tra la Sitav, Società concessionaria della stessa Casa da gioco, e l'Amministrazione regionale regolati dal contratto in data 16 febbraio 1978, rep. n. 5099, registrato ad Aosta l'8 marzo 1978, al n. 922, vol. 266, mod. 1, e successive integrazioni e modificazioni;

- vista la richiesta della Presidenza della Giunta regionale in data 21 marzo 1984, prot. n. 1138/Gab., inoltrata alla Sitav per richiedere il versamento a saldo delle somme dovute alla Regione dal 1° maggio 1982 al 30 novembre 1983, pari a L. 10.901.120.455 di cui L. 1.693.699.865 per il 1982 e L 9.207.420.590 per il 1983;

- vista la raccomandata della Sitav in data 21 marzo 1984, prot. n. 378, con la quale si provvede al versamento di L. 342.026.083 a titolo di saldo dei debiti da parte della Sitav nei confronti della Regione in base a una compensazione tra debiti certi e crediti presunti;

- vista la deliberazione n. 1767 del 23 marzo 1984 con la quale la Giunta regionale affida l'incarico all'Avv. Franzo Grande Stevens di Torino per l'accertamento della corretta applicazione delle convenzioni stipulate tra la Regione e la Sitav per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent;

- sentito il parere giuridico dell'esperto civilista sopra citato;

- ritenuto di procedere formalmente alla costituzione in mora della Società Sitav;

DELIBERA

1) di non accettare alcuna compensazione fra i crediti di questa Regione liquidi ed esigibili e quelli da dimostrare e accertare della Società Sitav;

2) di dare applicazione al contratto stipulato in data 16.2.1978, rep. n. 5099, mettendo formalmente in mora la Società Sitav con invito all'immediato versamento di quanto dovuto a saldo delle decadi dal 1° maggio 1982 al 30 novembre 1983, e così di lire 10.901.120.455, riservandosi ogni altra decisione e provvedimento previsti dalla legge e dalla convenzione;

3) di chiedere, in caso di mancato pagamento, al Presidente del Tribunale un decreto ingiuntivo di condanna della Sitav a pagare le somme dovute alla Regione fatte salve le maggiori somme dovute e riservati ogni altra decisione e provvedimento previsti dalla legge e dalla convenzione;

4) di dare mandato alla Giunta regionale e al suo Presidente per la puntuale applicazione di quanto sopra;

5) di dichiarare la presente immediatamente eseguibile per specifiche ragioni d'urgenza, ai sensi dell'art. 63 della legge 16.5.1978, n. 196.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 33.

Il Consiglio approva all'unanimità.

La seduta è tolta.

L'adunanza termina alle ore 18,10.